07 novembre 2022

LE CASCATE “NACA NICA”: UNA MERAVIGLIA TUTTA SICILIANA. LE CONDIZIONI DELLA CASCATA SONO MOLTO MIGLIORATE PER IL LAVORO SVOLTO DAL COMITATO PIOPPO COMUNE E DAGLI OPERAI FORESTALI STAGIONALI DEL DIPARTIMENTO REGIONALE DELLO SVILUPPO RURALE E TERRITORIALE. A CUI DOBBIAMO UN GRAZIE



Dal sito filodirettomonreale.it

Probabilmente, chi non è palermitano, non conosce le cascate Naca Nica, meraviglia monrealese di contrada Pioppo. Ma non sono da perdere

Scritto da Maria Lupica il 6 Novembre 2022 
Uno spettacolo assolutamente da non perdere per i turisti che vengono a visitare la nostra splendida Sicilia, rientra tra le 10 cascate più belle della Sicilia. Le condizioni della cascata sono molto migliorate per il  lavoro svolto dal comitato Pioppo Comune e dagli operai forestali stagionali del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale. A cui dobbiamo un grazie 


                          Le Cascate Naca Nica

Il fiume Sant’Elia e il fiume Oreto

Il fiume Sant’Elia, il più grande affluente del fiume Oreto, nasce fra Monte Matassaro, Renna e Cozzo Aglisotto e sono molteplici le sorgenti che lo alimentano. Si snoda per circa sei km in una fascia orografica basso montana e alto collinare, con alveo poco profondo e ristretto di pochi metri, che attraversa terreni lievemente pendenti. Fa parte del bacino idrografico del fiume Oreto, che si colloca fra i monti di Palermo, Monreale e Altofonte, nella Conca d’Oro.

Questo fiume è la naturale linea d’impluvio della vallata dove sorge il paese di Pioppo, frazione del comune di Monreale. In un passato recente, Il fiume costituisce la risorsa idrica per l’irrigazione dei terreni limitrofi e il funzionamento del “vecchio mulino” per macinare il grano. Cosi alimenta il lavatoio pubblico”, dove le popolane lavano i panni sporchi. Sia dell’umile famiglia, sia di famiglie molto più facoltose. Nella stagione estiva il fiume diventava luogo di balneazione grazie alle “nache” (piscine naturali). Il 1 ottobre di quest’anno, la Via dei Tesori ha dedicato una passeggiata al fiume Sant’Elia grazie al volontariato di Luciano Tusa (Pro Loco Monreale) e Giuseppe Castellese (Pro Loco Altofonte), che hanno pulito e reso di nuovo praticabili i vecchi sentieri oramai caduti in disuso.

Le trazzere per arrivare alle cascate Naca Nica

Il percorso naturalistico è poco meno di un chilometro e inizia dal ponte di via Molino, uno dei pochi punti di attraversamento del fiume. Questa strada collega il fiume alla via principale del  paese di Pioppo, la strada Provinciale che fa parte della SS186. Consiglio quindi questo percorso anche ai bambini, perché comprende il sentiero didattico interessato dalla proposta progettuale “FAI il Bosco dell’Oreto”. Il progetto prevede anche la realizzazione di un impianto di fitodepurazione e di un “acquario fluviale” a cielo aperto. Infine è dotato anche di un piccolo bacino, per il ripristino della fauna fluviale di un tempo: anfibi, anguille e granchi, ecc.

Morfologia, flora e fauna

Nel suo territorio sono catalogate ben 30 essenze differenti tra le quali: il Salix alba (salice bianco), la Solanum dulcamara (Morella rampicante), l’Hedera helix (Edera comune), l’Arundo donax (Canna domestica) e l’Urtica membranacea (Ortica). La parte terminale del sentiero didattico è caratterizzata dalla presenza di una cascata ai cui piedi è presente un piccolo bacino di calma detta a “Naca Nica”. Vicino alla cascata è presente tutto ciò che resta (piccoli massi) del sistema di captazione, sbarramento e deviazione dell’acqua del fiume detto “a prisa”, attraverso il quale l’acqua veniva convogliata nella saia per portarla al mulino ad acqua. Ma per arrivare alla sorgente bisogna camminare fino alla fine del percorso fluviale naturalistico, nel tratto a monte del ponte di via Passo d’Api. Proprio dove è visibile il riaffiorare dell’acqua dal sottosuolo.

Il racconto di chi ha trascorso le vacanze alle cascate 

Trascorrere là le proprie vacanze fa sentire veramente bene. Come se ci si trovasse in un altro luogo, lontano dalla città. Poi è un posticino semplice. In cui puoi respirare serenità e aria salubre e sentire la passione che i ragazzi hanno messo per realizzarlo, promuoverlo e curarlo. Sì trova la perfetta unione tra Creatore e Creature con il valore aggiunto della Rinascita, che a questo luogo dimenticato dagli uomini adulti è stata data dai ragazzi del comitato.

La biodiversità delle cascate: La testuggine siciliana

La particolare conformazione d’alveo del fiume, fortemente incassata nella valle, determina la contemporanea presenza di habitat diversi, varianti in funzione dei diversi livelli della sezione del fiume. La fauna è impreziosita dalla testuggine siciliana, una tartaruga endemica della Sicilia e purtroppo ormai rarissima. La testuggine è carnivora e attiva predatrice di molluschi, crostacei e forme larvali di anfibi. La sua esistenza testimonia la ricca presenza delle tante specie della geofauna nelle acque ben ossigenate e pulite del fiume.

Conclusioni

Amici lettori: tutti possono andarci in vacanza. Di conseguenza, io lo consiglio agli amanti della natura come me che vogliono trascorrere una giornata amena, lontano dalla stressante vita quotidiana e in buona compagnia per riprendersi dal tran tran metropolitano. Arrivarci è davvero facile. Infatti, dopo un breve tragitto in auto, si può godere davvero un bel pezzettino di Paradiso Terreste. In santa pace.

FONTI:

Cascata Naca Nica: escursione a Pioppo (Monreale) – Sicilia Weekend;

Cascata Naca Nica: il torrente Sant’Elia nasconde un luogo incantato – SiciliafanSiciliafan;

Cascata Naca Nica – Samsung Community.






06 novembre 2022

PIOPPO, VOLGONO AL TERMINE GLI INTERVENTI SULLA STRADA PER CASABOLI. EFFICACE L'INTERVENTO DEGLI OPERAI DELLA FORESTALE. FOTO


Dal sito www.monrealenews.it

05 Novembre 2022
Efficace l'intervento degli operai della Forestale. LE FOTO
MONREALE, 5 novembre – Proseguono a ritmi serrati i lavori di sistemazione della strada che da Pioppo conduce a Casaboli. Efficace l'intervento degli operai della Forestale che hanno fornito un supporto decisivo per il definivo riefficentamento del tratto.

Nei giorni scorsi il comune aveva provveduto ad asfaltare la strada, che da tempo, ormai, versava in condizioni di degrado e soprattutto non garantiva più quelle condizioni di sicurezza, soprattutto ai mezzi. A seguito di un accordo tra il sindaco Alberto Arcidiacono e l'azienda Foreste, quindi, gli operai sono intervenuti per completare il sistema di drenaggio delle acque, realizzando una efficace massicciata a bordo strada, come mostrano le nostre foto.
Al termine dei lavori, inoltre, è previsto l'intervento a Valle Taio, per la messa in sicurezza del torrente, soprattutto in vista della stagione invernale.



Le foto








ROCCELLA VALDEMONE (ME), DUE PIROMANI DENUNCIATI PER IL ROGO BOSCHIVO DI OTTOBRE


Dal sito www.lasicilia.it

Accusati due persone di aver provocato il rogo doloso che ha distrutto circa due ettari di macchia mediterranea

04 Novembre 2022
Carabinieri della compagnia di Taormina hanno denunciato in stato di libertà due persone poiché ritenute responsabili di incendio boschivo. Sono accusati di aver provocato, lo scorso ottobre, il rogo doloso che ha distrutto circa due ettari di macchia mediterranea in contrada Piano Notaro, in territorio Roccella Valdemone. In quella circostanza, militari dell’Arma, bloccarono un’auto che era stata notata allontanarsi dal luogo dell’incendio qualche istante prima del divampare delle fiamme: a bordo c'erano i due indagati, un bidone contenente del liquido infiammabile e due accendini. Il materiale è stato sottoposto a sequestro per essere inviato ai carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche di Messina per analisi di laboratorio insieme ad alcuni campioni del terreno combusto recuperati sul luogo dell’incendio e le due persone sono state denunciate in stato di libertà per il reato di incendio boschivo. 
 
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A "CAN 28"


di Antonino Lomonaco
LTI di Linguaglossa (CT)

"Can 28" è caduto il 27 del mese scorso, schiantandosi in mille pezzi su monte Calcinera, a Linguaglossa, trascinando con sé i due validi piloti che lo guidavano, Matteo Pozzoli e Roberto Mazzone.
Non ho competenze tecniche o strumenti tali da poter capire il motivo dello schianto, ma dalla mia esperienza più che trentennale nell'antincendio boschivo, che mi ha fatto sempre apprezzare ed ammirare la bravura, il coraggio e la dedizione di questi piloti di canadair ( così come anche quelli degli elicotteri ), mi vien da considerare un guasto alla meccanica o alla strumentazione di bordo.
La mia considerazione nasce dall'evidenza di una curvatura, nella manovra di sgancio, e del medesimo sgancio dell'acqua, del tutto sbagliati su di un obiettivo relativamente facile.
La morte, per la sua caratteristica di uno strappo lacerante, porta sempre con sé un alone di tristezza, ma in questo caso vi è anche la rabbia per una morte che, in un periodo come quello di fine ottobre, non avrebbe più dovuto avere, almeno alle nostre latitudini, una causa nella emergenza degli incendi boschivi.
Tuttavia il perdurare di alte temperature e la scarsa piovosità, ha portato una tale situazione di rischio, che diventa reale, quando quei delinquenti ed imbecilli innescano le fiamme.
Credo che i sindaci, e l' associazione nazionale dei comuni, in Sicilia, debbano rendersi conto della situazione sempre più drammatica che riguarda i loro territori, i quali nei prossimi anni rimarranno sempre più scoperti da una protezione antincendio così come è stata fin'ora. Per questo sarebbe opportuno che anche l'ANCI  appoggiasse in modo forte e consistente la nostra battaglia per una adeguata riforma della Forestale come quella presentata dai sindacati confederali
E' bene che si sappia che i Vigili del fuoco, i quali sono altri grandi protagonisti ed espressione della migliore umanità, capace di sacrificarsi per il bene comune, non ce la fanno ad affrontare oltre le innumerevoli emergenze, di cui già si occupano, anche gli incendi boschivi: per loro inoltrarsi sulle montagne significa, giustamente, non poter intervenire poi sull' emergenze di un incidente domestico, stradale, o di altro tipo, col rischio di vite umane.
Mi ha colpito l'età di questi due sfortunati piloti, 58 e 62 anni. Si tratta della stessa età della gran parte degli operatori antincendio nella nostra regione, una età in cui sarebbe meglio fare i formatori di giovani leve, dirigerle nelle operazioni di spegnimento, passare loro le nostre esperienze.
Vi è un momento in cui bisogna capire i propri limiti, soppesarli e passare il testimone, prima che tragedie, dolori e pianti possano diventare sempre più comuni.
Spero che questi argomenti vengano finalmente capiti e fatti propri. Diversamente, nei prossimi anni, l'andamento sarà sempre peggiore e doloroso.
Tuttavia bisogna accompagnare, come diceva Gramsci, al pessimismo della ragione, l'ottimismo della volontà.
Viva le persone migliori, che vogliono sempre migliorarsi.
Viva chi è capace di donare e donarsi invece di predare come fanno i parassiti e gli ottusi. 
Onore a chi ha dato la propria vita per il bene degli altri. 
A Linguaglossa ogni anno, assieme ai nostri caduti del "93, Francesco, Vincenzo, Giuseppina, Benedetto, ricorderemo anche loro, Matteo e Roberto, eroi e martiri di un sistema sbagliato e, per questo, sempre più in difficoltà. 
Antonino Lomonaco




05 novembre 2022

SIFUS CONFALI: A DICEMBRE VERRÀ DEPOSITATO IL RECLAMO CONTRO L'ART. 46 BIS DEL CCNL IDRAULICO FORESTALE AL COMITATO EUROPEO PER I DIRITTI SOCIALI DI BRUXELLES


Ricevo e pubblico
dalla Segreteria Generale del Sifus Confali

Palermo 4-11-2022 -  L'art. 46 bis del CCNL idraulico forestale sottoscritto da Cgil-Cisl-Uil, fornisce una formidabile giustificazione contro le ripetute infrazioni comunitarie a tutti i Governi Regionali che non intendono stabilizzare gli operai forestali dopo decenni di precariato.
Per queste  ragioni il SIFUS e l'avv. Angela Fasano (professionista specializzata in  materia) si stanno adoperando per depositate a Dicembre a Bruxelles presso il Comitato Europeo dei Diritti Sociali uno specifico reclamo contro l'articolo 46 bis dell'ultimo CCNL idraulico forestale.
Il SIFUS e l'avv. Fasano promuoveranno inoltre, un azione collettiva nei Tribunali per la disapplicazione dell'art. 46 bis del CCNL.
Le parti, hanno stipulato una convenzione e terranno presto una conferenza stampa sull'argomento. 

*Nella foto a Palermo presso i locali dello studio Fasano: Giuseppe Fiore, Maurizio Grosso, Angela Fasano, Lino Masi e Fabrizio Colonna. 
L'addetto stampa Sifus Confali



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L'articolo in questione





PENSIONI 2023, QUOTA 41 E PROROGA DI OPZIONE DONNA: IL GOVERNO MELONI HA DECISO IL PIANO


Dal sito qds.it

04 Novembre 2022
In attesa di una riforma complessiva, il ministro del Lavoro Calderone ha annunciato le intenzioni dell'esecutivo per evitare il ritorno della legge Fornero

Sulle pensioni la strada maestra è Quota 41 in prima battuta, per poi arrivare ad una riforma complessiva. Ad indicare la linea che il governo è intenzionato a seguire è il ministro del Lavoro Marina Calderone che oggi ha incontrato le parti sociali.

Il piano del governo sulle pensioni
“È ancora presto per ipotizzare in Legge di Bilancio una proroga di quota 102 con cui bypassare la legge Fornero ma il governo starebbe dedicando attenzione alla possibilità di introdurre ‘Quota 41’ insieme alla proroga di Opzione Donna e altri interventi”, ha detto il ministro. “Non ho detto che sarà prorogata ‘Quota 102’ ma credo che 41 anni di contribuzione possa essere un numero di riferimento anche se è ancora presto per dire in che modo con quali condizionalità – ha aggiunto -. ‘Quota 41’ però potrebbe essere uno dei numeri che entra nei ragionamenti assieme a Opzione Donna e altri strumenti”.

No allo scalone della legge Fornero
Dal primo gennaio 2023 infatti occorre evitare quello “scalone previdenziale” che porterebbe con sé la riforma Fornero e che, aggiunge il ministro, “senza interventi correttivi comprimerebbe ancora di più la dinamicità del mercato del lavoro”. Calderone conferma poi l’annuncio del premier Meloni di voler lavorare per riconfermare alcuni interventi e per valutare come introdurre altre forme di flessibilità “ovviamente sostenibili”. Non si parla solo di riforma e flessibilità, tuttavia. “Serve intervenire anche sul sistema previdenziale complessivo per mettere ordine a tante situazioni che non sempre offrono tutele. È necessaria una riforma sistematica delle pensioni a prescindere dalla manovra di bilancio”, conclude.

Fonte: qds.it




04 novembre 2022

ESERCITAZIONE “SISMA DELLO STRETTO”, SCHIFANI: «PREPARARSI ALLE SITUAZIONI ESTREME È IMPORTANTE». MOMENTO IMPORTANTE DI FORMAZIONE, ANCHE PER IL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA


Dal sito www.regione.sicilia.it

03/11/2022
«Prepararsi a queste situazioni estreme è un momento importante di formazione, di cui ringrazio la Protezione civile, che ha sempre dato prova di professionalità e spirito di abnegazione, i Vigili del fuoco, i volontari, il Corpo forestale della Regione Siciliana e tutte le forze dell'ordine coinvolte». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenendo in videocollegamento, assieme al capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, alla conferenza stampa di presentazione dell'esercitazione “Sisma dello Stretto 2022” che prenderà il via domani e proseguirà fino a domenica, nelle province di Reggio Calabria e Messina. Alla conferenza hanno preso parte anche il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio, il capo dipartimento dei Vigili del fuoco Laura Lega e il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.
 
«Il nostro  - ha aggiunto Schifani, ricordando i due piloti del canadair precipitati durante il servizio di spegnimento incendi nel Catanese - è un Paese estremamente solidale, che sa stringersi attorno al dolore delle vittime di calamità o dei caduti nelle missioni di pace. Siamo dotati di grande compostezza e allo stesso tempo di volontà di reagire nei momenti in cui siamo colpiti nel vivo dei nostri affetti e della nostra sensibilità». Il governatore siciliano ha ribadito anche l'impegno a portare avanti il progetto del Ponte sullo Stretto, «opera strategica per il Mezzogiorno e per la nostra economia».
 
Il capo della Protezione civile regionale, Cocina, ha poi fornito i particolari dell'operazione che riguarda la parte regionale . «La prevenzione – ha sottolineato - è una cosa seria, si fa in tempo di pace perché si possa essere pronti in tempo di guerra. Stiamo mobilitando l'intero sistema di Protezione civile regionale, coinvolgendo una macchina di 2.200 volontari e 400 funzionari regionali e comunali, organizzati in 12 colonne mobili che si sposteranno da diversi siti della Sicilia con 450 mezzi e che confluiranno in 8 centri del Messinese, dove allestiranno altrettanti campi per l'assistenza alla popolazione».
 
Nel dettaglio, gli 8 accampamenti totalmente autosufficienti (in quanto dotati di cucine, mense, servizi igienici) saranno dislocati a Messina, Roccalumera, Letojanni, Ali Terme, Rometta, Villafranca, Milazzo e Falcone, mentre saranno coinvolte le popolazioni di 19 Comuni del Messinese.
 
L’obiettivo è testare l’attuazione del modello d’intervento nazionale per il soccorso sul rischio sismico, attraverso l’attivazione dei centri di coordinamento, la realizzazione di working area per attività di soccorso tecnico urgente e sanitario, l’allestimento di aree di accoglienza per la popolazione, l’impiego delle colonne mobili e le attività di valutazione e di agibilità post evento sismico. 
Lo scenario operativo vedrà la simulazione di un terremoto di magnitudo 6 con un significativo livello di impatto su abitazioni e popolazione, capace, inoltre, di innescare effetti ambientali come frane, liquefazioni e fenomeni di maremoto. Lo scenario simulato del maremoto sarà, inoltre, l’occasione per un ulteriore test di IT-Alert, il sistema nazionale di allarme pubblico per l’informazione della popolazione, in fase di sperimentazione, che diramerà un messaggio ai cellulari presenti nell’area dei Comuni costieri delle province di Reggio Calabria e Messina, coinvolgendo potenzialmente circa 500 mila abitanti.





FORESTALI SICILIANI, NUOVA VITTORIA PRESSO IL TRIBUNALE DI CATANIA DEL 3 NOVEMBRE 2022. ANCORA UNA STRAORDINARIA VITTORIA CHE PORTA LA FIRMA DELLO STUDIO LEGALE FASANO!




Ricevo e pubblico
dall'Avvocato Fasano

Il Giudice del lavoro, definitivamente pronunciando, ha così statuito sul punto: “In relazione ai periodo intercorsi da giugno 2016 e fino alla data del deposito del ricorso a percepire l’indennità professionale legata all’anzianità prevista per gli operai a tempo indeterminato dall’art. 11 dell’accordo regionale del 27 aprile 2001 integrativo del contratto collettivo per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico forestale e idraulico agraria, calcolata secondo i criteri indicati in motivazione; per l’effetto condanna le amministrazioni resistenti, ciascuna per quanto di spettanza, al pagamento in favore dei ricorrenti delle differenze maturate a tale titolo, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria e interessi, dal dovuto al soddisfo”.

Se anche lei è un lavoratore forestale a tempo determinato (51,78,101,151) può partecipare al nostro ricorso e recuperare le indennità legate per equiparazione ai colleghi a tempo indeterminato in virtù del principio di non discriminazione comunitaria. 

Può contattare i nostri avvocati ai seguenti riferimenti:

1.📲 whatsapp 334.8120803

2.☎️ linea fissa: 091.545808

3. 💻 email: studiolegale.fasano@virgilio.it




MOLISE. GRAZIE AI FONDI DEL PSR 2023 - 2027, GLI OPERAI FORESTALI SI AVVIANO ALLA TANTO AGOGNATA STABILIZZAZIONE. L'ASSESSORE CAVALIERE: STOP SOLUZIONI TAMPONE, ORA CI SONO I SOLDI. LA PREVENZIONE CONTRO IL RISCHIO INCENDI, LA DIFESA DEL SUOLO, DEL PATRIMONIO BOSCHIVO E PIÙ IN GENERALE LA TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ RAPPRESENTANO PER NOI ASSOLUTE PRIORITÀ


Dalla pagina Facebook
dell'Assessore regionale alla Politiche Agricole e forestali, Caccia e pesca, Ambiente, Difesa del suolo, della regione Molise
Nicola Cavaliere

Confermo che grazie ai fondi del PSR 2023 - 2027, sarà garantita la copertura finanziaria per la cantieristica forestale in Molise. Di certo non una soluzione tampone o provvisoria, ma un progetto forte, strutturato e di ampio respiro. In aggiunta ai finanziamenti europei, a partire dal prossimo anno e per almeno un triennio, saranno infatti utilizzate anche ulteriori, cospicue risorse derivanti da fondi ministeriali. Tutto ciò premia l'importante attività svolta dagli operai in questi anni, assicurando una loro presenza costante sul territorio! 
E a breve l'assessorato darà il via libera alle manifestazioni di interesse rivolte a Comuni e privati proprietari di boschi, che potranno in questo modo segnalare l'area da sottoporre eventualmente ad interventi. Un modus operandi che consentirà di avere pieno controllo del territorio e di agire secondo un'accurata programmazione.


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ANGELINI (GREEN IMPACT): “ESCLUDERE BIOMASSE FORESTALI DA RINNOVABILI”. L’EUROPA PER PRODURRE ENERGIA STA DISTRUGGENDO LE SUE FORESTE


Dal sito www.entilocali-online.it

03 Novembre 2022
(Adnkronos) – “L’Europa per produrre energia sta distruggendo le sue foreste. Boschi e foreste tagliate passano da pozzi di assorbimento di carbonio a sorgente di CO2 se bruciate per produrre energia; l’Ue rischia di fallire il target della neutralità climatica entro il 2050 per non aver investito nelle rinnovabili: un vero e proprio paradosso. Inoltre questa fonte di energia arcaica, dannosa per ambiente e clima viene pesantemente sovvenzionata con 17 miliardi di euro all’anno, a discapito delle vere rinnovabili come il solare, l’eolico e il geotermico”. Così Gaia Angelini, presidente di Green Impact, l’associazione italiana che fa parte di una coalizione di più di 100 associazioni europee (ForestDefendersAlliance), chiede di escludere la biomassa forestale dalla normativa sulle energie rinnovabili in vista della conclusione dell’iter di revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili (Red), prevista entro fine anno.  

“L’esclusione della biomassa forestale dalla normativa europea sulle rinnovabili – conclude Gaia Angelini – è un passo necessario per la promozione delle vere energie pulite cui potranno essere devoluti più ingenti finanziamenti ed incentivi. Le foreste, grazie alla loro funzione naturale di assorbimento della CO2 sono il nostro migliore e più efficiente alleato per combattere la crisi climatica, dunque è più vantaggioso incentivare la riforestazione invece di abbattere le foreste per bruciarle”.





03 novembre 2022

CATASTO INCENDI APPROVATO NEL PALERMITANO, LOTTA AI PIROMANI E ALLE SPECULAZIONI A BAGHERIA COMPLETATA LA MAPPATURA DELLE AREE INCENDIATE NEGLI ULTIMI 5 ANNI



Dal sito www.blogsicilia.it

di Michele Giuliano - 02/11/2022
A BAGHERIA COMPLETATA LA MAPPATURA DELLE AREE INCENDIATE NEGLI ULTIMI 5 ANNI
Diventa realtà anche al Comune di Bagheria, nel Palermitano, il catasto incendi per dichiarare guerra ai piromani e agli speculatori. Ricostruita da una ditta esterna appositamente incaricata la mappatura di tutte le aree che nell’ultimo quinquennio sono state interessate da roghi. In questo modo scattano tutti i divieti del caso, dall’inedificabilità al pascolo.

L’adeguamento alla legge nazionale

L’ente locale del Palermitano in questo modo da seguito alla legge 353 del 2000 approvando attraverso la giunta la realizzazione degli elaborati tecnici per il catasto delle aree percorse dal fuoco per gli anni 2017/2021. Già nel giugno scorso era stato dato un atto di indirizzo al dirigente dei Lavori pubblici di istituire questo catasto incendi, adottando tutti gli atti necessari nel rispetto delle prescrizioni sulle aree percorse dal fuoco. La ditta ha provveduto a censire i soprassuoli che sono stati percorsi dal fuoco, oggetto dei vincoli derivanti dalla legge 353, sulla base dei rilievi eseguiti relativi agli eventi di incendio avvenuti nel quinquennio, realizzando la mosaicatura del Catasto incendi, mappando tutte le particelle e le ditte interessate.

L’iter burocratico

L’approvazione definitiva degli elaborati avverrà solo dopo l’espletamento delle procedure di pubblicazione e successivamente alla valutazione delle eventuali osservazioni presentate.

I vincoli e i divieti

Con il catasto degli incendi entrano in vigore vincoli e divieti nelle aree in cui si sono verificati gli incendi. Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. È comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati in queste zone, stipulati entro quindici anni dagli eventi incendiari, deve essere espressamente richiamato il vincolo, pena la nullità dell’atto.





02 novembre 2022

INCENDI, IN EUROPA BRUCIATI OLTRE 5MILA KM QUADRATI NEL 2021: L’ITALIA IL PAESE PIÙ COLPITO


Dal sito www.meteoweb.eu

L'Italia è stato il Paese più colpito dai roghi nel 2021

di Filomena Fotia 1 Novembre 2022
Il Centro comune di ricerca della Commissione europea ha pubblicato la relazione annuale sugli incendi boschivi in Europa, Medio Oriente e Nord Africa nel 2021. Il report ha concluso che “la stagione degli incendi dello scorso anno è stata la seconda peggiore nel territorio dell’UE in termini di area bruciata (da quando sono iniziate le registrazioni nel 2006), dopo il 2017 quando erano bruciati oltre 10.000 km²“.

L’Italia è stato il Paese più colpito dai roghi nel 2021, con quasi un quarto della superficie totale incenerita in aree protette.

Più di 5.500 km² di terreno sono bruciati nel 2021 – più del doppio del Lussemburgo – con oltre 1.000 km² distrutti all’interno di aree Natura 2000 protette, il “serbatoio di biodiversità” dell’UE.

Il rapporto “non copre gli incendi di quest’anno, che sono stati ancora più distruttivi di quelli del 2021“. “Il 2022 si presenta ancora peggio, confermando il preoccupante trend distruttivo degli ultimi anni. Infatti, un’area di 8.600 km² è già bruciata quest’anno. Questa è una delle aree più grandi bruciate dagli incendi in Europa entro la fine di ottobre, stabilendo nuovi record di incendi in nove Paesi dell’UE“. “Sebbene l’area bruciata dagli incendi boschivi sia stata notevolmente estesa nel 2022, il numero di vittime umane è stato contenuto grazie alle misure di prevenzione attuate dagli Stati membri dell’Unione e dal meccanismo di protezione civile dell’UE“.





PIRAINO (ME)– INCENDIO SUL VERSANTE DI FIUMARA, SOCCORSI IN AZIONE


Dal sito 98zero.com

01 NOVEMBRE 2022 - BENEDETTO ORTI TULLO

Immediato è scattato il piano antincendio che ha visto convergere sul posto volontari di Protezione Civile del Ranger di Gioiosa Marea e I Vigili del Fuoco .

Piraino – Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 13, lambendo alcune abitazioni a Fiumara di Piraino.
Immediato è scattato il piano antincendio che ha visto convergere sul posto volontari di Protezione Civile del Ranger di Gioiosa Marea. Sono giunti anche i Vigili del Fuoco. Il fronte del fuoco si è presentato subito ampio, al punto che anche il sindaco Cipriano, in prima persona, si è recato sui luoghi. E’ stato chiesto anche l’intervento di un elicottero.

Il fuoco trova manforte nel vento che sta spirando in queste ore.

Fonte: 98zero.com




ANTINCENDIO BOSCHIVO SICILIANO: PARADIGMA DI UNA EVOLUZIONE MAI AVVENUTA E DI UNA DECADENZA AVVIATA



di Antonino Lomonaco
LTI di Linguaglossa (CT)


Mentre accade che dalla California alla Siberia e dall’Amazzonia all’Australia, il mondo viene attraversato da incendi che ardono boschi e foreste, uccidendo e distruggendo tutto quello che incontrano, ci si chiede il perchè possa succedere tutto ciò.
Se persino nei territori della Groenlandia ed in altre parti vicine al circolo polare artico, negli ultimi anni si verificano incendi e sappiamo che la possibilità della spontaneità di un incendio naturale sia estremamente difficile, diventa ovvio che la causa principale sia la  stessa presenza dell’uomo nei territori. 
Questa è una presenza ingombrante perchè spesso si tratta di un tipo di uomo fornito di un potere tecnologico ma del tutto sprovvisto di quella sensibilità del “rispetto” che avevano le popolazioni “primitive”. 
Queste davano un senso di sacralità alla terra e ai boschi da cui traevano il loro sostentamento, mentre l’uomo moderno ritiene di essersi emancipato dalla natura al punto di poterla maltrattare impunemente. 
E’ inutile dire che si tratta di semplice delirio, poichè tutto risponde alle leggi naturali ed esse indicano una condizione di reciprocità fra tutti gli esseri, per cui il danneggiamento di una parte si ripercuote presto in un’altra, fino a tornare addosso, in un modo o nell’altro, a chi abbia causato quel danno originario.
Così è la mano della stupidità umana ad appiccare direttamente un incendio, ma lo è anche indirettamente, poichè è il nostro stile di vita a causare quelle condizioni di aridità climatica senza di cui esso non riuscirebbe a svilupparsi ed espandersi, soprattutto nei pressi del circolo polare artico.
Questi incendi, che vi sono un po’ ovunque, hanno un impatto planetario per la loro vastità quantitativa e qualitativa e contribuiscono ad aggravare ulteriormente le condizioni di inquinamento atmosferico che è all’origine dei medesimi cambiamenti climatici. 
Si tratta di una malattia del pianeta, che stiamo causando noi uomini ed a cui, se siamo davvero intelligenti come crediamo, dovremmo porre rimedio. 
Il rimedio ottimale sarebbe quello di cambiare presto stile di vita ma è chiaro che non si tratta di una eventualità semplice ed immediata.
Più immediata sarebbe, invece, la risposta al problema degli incendi boschivi.
Questi vengono meglio combattuti in proporzione alla rapidità attraverso cui sono individuati e posti sotto intervento repressivo.
L’esperienza dell’antincendio boschivo siciliano è stata finora un buon esempio di organizzazione, con le sue vedette distribuite nei territori e le sue squadre pronte ad intervenire nel minor tempo possibile. Il risultato, negli anni, pur con tutti i difetti, è stato  apprezzabile, soprattutto se si considerano le condizioni climatiche e vegetative di questa nostra terra. 
In estate, infatti, la temperatura ambientale ruota attorno ai quaranta gradi e le piante erbacee rinseccano, mentre le altre si inaridiscono prestandosi bene, tutte quante, come combustibile. 
Inoltre l’incidenza numerica dei roghi, purtroppo, è fra le più alte. 
Eppure la risposta degli interventi è risultata adeguata, tanto che un incendio, a differenza di altri contesti, raramente dura più di qualche giorno.
Dietro questi risultati, a mio parere, vi è stata la buona volontà di una generazione che conosceva il suo territorio e si sapeva muovere su di esso. Una generazione cresciuta ancora nelle campagne e non immersa nell’alta tecnologia. Che sapeva soffrire di fatica e continuare ad andare avanti senza cliccare su alcun dispositivo elettronico per eliminare le inconvenienze. Fra l’altro originariamente non è stata neanche formata per svolgere questo  compito pericoloso: lo ha fatto seguendo l’esperienza tradizionale degli anziani.
Parlo usando il verbo al passato, perchè questa generazione di cinquantenni e sessantenni, di cui faccio parte, è ormai al limite fisico per questa attività ed ogni anno il compito diventa sempre più pesante e pericoloso, senza una nuova generazione a cui passare l’esperienza acquisita. 
Purtroppo il pensiero che ha ideato ed amministrato l’attività dell’antincendio boschivo in Sicilia (e che ancor oggi continua a farlo) non ha mai capito il valore e l’importanza di queste squadre e di questi uomini. Infatti costoro sono stati trattati sempre con sufficienza, venendo lusingati, da un lato, con salari e condizioni di lavoro normali, ma migliori rispetto al contesto generale di una agricoltura sempre più fuori mercato, da cui provenivano, 
mentre dall’altro lato sono stati penalizzati attraverso una precarizzazione stagionale che li legava ad una speranza di miglioramento mai arrivata, ma capace di frenarli da una inesorabile emigrazione che avrebbe spopolato ancor di più, e più in fretta, i nostri territori.
Questa sufficienza di cui parlo emerge, inoltre, dalla scelta di dispositivi di sicurezza non del tutto idonei al nostro clima: tute ignifughe poco traspiranti, adatte ad un clima più fresco, come quello del nord Italia, dove gli incendi vengono favoriti dal rinsecchimento dell’erba per le gelate autunalli o primaverili e non certo dal caldo sub-tropicale!
Si evince dalla puntualità dei ritardi nella distribuzione di questi stessi dispositivi o degli automezzi con cui operare. Si evince dalla mancata formazione anche motivazionale dei compiti da svolgere e dalla mancanza di una selezione basata sulle qualità psicoattitudinali invece che da amicizie ed accordi, i quali mortificano spesso la correttezza del buon servizio, nonchè l’immagine di queste squadre.
Un’immagine spesso offesa e svilita da campagne giornalistiche il cui scopo è il propagare pregiudizi e non informare, a cui nessun dirigente o assessore del settore o presidente di regione, ha mai saputo replicare con correttezza di argomenti e lealtà verso questi uomini.
D’altro canto che ne sapevano questi dirigenti, assessori, presidenti, di questi uomini! 
E, soprattutto, cosa gliene importava?!
Il lavoro, come il linguaggio, testimonia la nostra propensione sociale.
Il linguaggio, infatti, mette in relazione gli uomini, così come il lavoro.
Ogni lavoro esiste per fornire un servizio, o un bene, agli altri uomini e innesca una reciprocità sociale senza cui ogni uomo sarebbe niente.
Senza la reciprocità del linguaggio e del lavoro, non saremmo mai riusciti a creare le macchine, l’energia elettrica, volare... arrivare sulla Luna! E’ attraverso la reciprocità del linguaggio e del lavoro che la nostra specie riesce a difendersi meglio nello scontro naturale con le malattie, i disastri: terremoti, allagamenti, ecc.
Noi dimentichiamo facilmente che siamo come naufraghi su un piccolo scoglio splendente di luce riflessa dal Sole, in uno spazio di cui non si conoscono i confini e di cui sappiamo pochissimo.
Uno scoglio delicato che ci nutre e ci fa vivere ed ha bisogno, per continuare a farlo, di rispetto.
Un rispetto che dovremmo imparare a usare già a partire proprio dal linguaggio e dal lavoro.
Per comprendersi serve che la comunicazione sia veritiera: leale.
Allo stesso modo, la reciprocità del lavoro necessita di quella lealtà senza cui i rapporti fra gli uomini si rompono nell’usurpazione e nella rapina.
Senza lealtà, la solidarietà fra gli uomini va in rovina, facendo andare in rovina quella condizione migliore affinchè si possa giungere a mettere quel piede sulla Luna o creare un aereo, o giocare ad un qualsiasi gioco divertente capace di renderci lieta la vita.
Così la lealtà verso le squadre di antincendio boschivo siciliano sarebbe dovuta partire dalla prospettiva che li vedeva come parte meritevole di una lotta agli incendi che non è solo siciliana ma planetaria. Parte che tiene alta la bandiera del buon servizio così come, purtroppo, poche altre attività in Sicilia possono vantare. Ed in base a questo, perciò, trattarle. Quindi valutando già, direttamente in loco, dei dispositivi di sicurezza adeguati al nostro clima, così come i mezzi e le tecniche di spegnimento. 
Valutando gli uomini capaci a organizzare, motivare, armonizzare, le dinamiche delle squadre. Capaci della buona parola nell’esposizione delle condizioni del lavoro, della sicurezza, competenti e consapevoli dell’importanza del proprio lavoro. 
 Scegliendo dirigenti che amassero il proprio compito e lo curassero allo stesso modo di un amante con la propria amata. Perchè se non c’è amore, anche nella propria attività, non c’è attenzione verso di essa e tanto meno cura.
E’ la mancanza di cura, di attenzione, in poche parole: di amore verso noi stessi che ci sta portando sempre più vicini al disastro, che ci fa diventare indifferenti all’immondizia che ci sommerge, alla volgarità che ci pervade, alla mancanza di lealtà verso l’ “altro”, sia esso collega, amico o il medesimo territorio in cui si vive. 
E’ un atteggiamento, questo, che non ci può portare lontano, che ci avvicina allo sbandamento e all’impatto con la dura realtà di quel che siamo: polvere cosmica.
Chi difende il mondo del lavoro non può fermarsi alla pantomima dell’”avvocato”. Soprattutto in un periodo di deregolamentazione liberista come l’attuale, il compito del sindacato dovrebbe, perciò, tornare a quello delle sue origini: difesa, certamente, ma non meno della promozione dei lavoratori e delle loro condizioni di lavoro. 
Promozione significa dare coscienza della propria importanza di lavoratori, renderli edotti che il lavoro che si svolge non sia un inutile assistenzialismo, analogo ad un reddito di cittadinanza, ma, al contrario, un lavoro importante che si collega al medesimo lavoro svolto in altre parti del mondo per frenare una catastrofe di livello mondiale.
Ecco che, allora, si riporta l’equilibrio laddove si cerca di farlo mancare: ovvero che non può esserci distinzione fra lavoro e lavoratori! Questa “bestialità” è un concetto utile solo a separare l’inseparabile, per il solo scopo di mortificare ulteriormente, e gestire verso il peggio, i lavoratori, i cittadini! 
Ma tale è il pensiero che anima il liberismo ed i suoi agenti, consapevoli o no, sotto copertura negli stessi partiti che si dicono ancora di sinistra.
C’è una grande distinzione fra le politiche di sinistra e di destra, la quale non può mai essere superata: le prime intendono le istituzioni al servizio dei cittadini, le seconde intendono i cittadini al servizio delle istituzioni, Stato o mercato che siano. 
Tuttavia sono i cittadini che fanno le istituzioni (non c’è niente da fare!) per cui queste devono servire i cittadini stessi e non possono trasformarsi in feticci utili a quei pochi furbacchioni capaci di approfittarsi e abbindolare i molti nell’asservimento.
Sono i cittadini a fare le istituzioni e ci riescono a patto che provvedano sempre alle leggi del rispetto reciproco, cioè a dire alla lealtà.
Mi ricordo che nel primo documento di valutazione rischi a cui mi capitò di lavorare, uno dei  suoi primi punti iniziava dicendo che nell’attività dell’antincendio boschivo gli operatori più a rischio erano gli operatori del centro radio! 
E’ inutile dire che saltai letteralmente dalla sedia per contestare e far cambiare immediatamente quella dicitura surreale ed offessinva verso chi fisicamente spegneva le fiamme, mettendo ogni volta a repentaglio la propria incolumità. In quella circostanza uno dei più strenui difensori della dicitura fu, stranamente, un altro RLS, il quale mi replicava, fra le altre cose, che se avevano scritto in quel modo, di certo, vi era un motivo, forse radiazioni... 
Eppure quell’RLS era uno fra i più preparati di noi: ma la lealtà verso i propri compagni..., il proprio lavoro?... La competenza?!
Vedere adesso che la Corte Costituzionale rigetta un subdolo tentativo di stabilizzazione degli operatori forestali nei centri radio, mi riporta proprio a quel primo tentativo di presentazione di una categoria in modo tale da scavalcare immeritatamente i propri compagni, usurpando prerogative attraverso l’imbroglio e l’aiuto interessato di qualche politico compiacente, il quale propaga, in questo modo, la corruzione che come un incendio consuma l’intera nostra società.  
Chi si pone contro la corruzione, la mancanza di lealtà, non può che operare ed agire in modo corretto, magari sbagliando ma, certamente, senza una consapevole volontà a volerlo fare.
Altrimenti tutto quanto si risolve ad essere un mero teatrino delle finzioni, dove si recitano delle parti, dove si fa finta, dove si gioca ad essere e non si è altro che farsa.
Attenzione che la farsa si trasforma facilmente in tragedia!
Noi spegnamo incendi, lo abbiamo fatto e per qualche anno lo faremo ancora, conosciamo la facilità con cui la bellezza si trasforma in cenere.
Sappiamo che è da stupidi trascurare i tempi e le strategie, tanto quanto è criminale avvicinare un accendino ad un cespuglio secco: non si tratta di un semplice crimine al patrimonio, si tratta dell’inizio di una strage.

Antonino Lomonaco  (5 maggio 2020)


RICHIESTA DI INCONTRO FAS SICILIA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA RENATO SCHIFANI, PER CAPIRE E SAPERE SE CONTINUARE AD AGEVOLARE I PIROMANI AD INCENDIARE I BOSCHI O MIGLIORARE E VALORIZZARE I SETTORI FORESTALI PER TUTELARLI



Ricevo e pubblico
dal presidente del Fas Sicilia
Salvatore Ferrara

Richiesta di incontro FAS Sicilia al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani per capire e sapere se dobbiamo continuare ad agevolare i piromani ad incendiare i boschi o migliorare e valorizzare i settori forestali per tutelarli

Credo che era mio dovere chiedere un incontro con il Presidente della Regione Sicilia. I disastri a livello forestale che si sono verificati in questi anni passati, ormai sono sotto gli occhi di tutti. Le scelte dei maggiori sindacati e quelle politiche hanno riportato il settore indietro agli anni 70. In questi decenni non si è fatto nessun passo avanti, i forestali continuano a vivere nel precariato e nell’incertezza, saltando da un lavoro all’altro pur di arrotondare le proprie economie e mandare avanti la famiglia. Faccio alcuni esempi di ciò che è successo: è gravissimo la procedura per cui gli operai forestali possono licenziarsi e passare da un ente all’altro per lavorare tutto l’anno. Questo meccanismo lascia sguarniti di personale i comparti forestali durante i lavori in bosco, i progetti selvicolturali vengono portati avanti con difficoltà, durante il servizio antincendio boschivo; già a settembre le squadre AIB risultano carenti di personale e non possono operare in maniera efficiente. Tale meccanismo di passaggio da un ente pubblico ad un altro, esempio dalla forestale alle scuole e dalle scuole alla forestale porta grossi disagi a chi questi enti li deve gestire, poiché non possono più contare sulla presenza effettiva del personale. Questo meccanismo è da anni, e sotto gli occhi di tutti sia dirigenti, politici e sindacati, che nulla hanno fatto per rimediare. Quest’anno si sta assistendo anche alla presentazione di inserimento alle graduatorie forestali di personale che in passato si era fatto almeno un turno e non era più rientrato, non riesco a capire quale sia il motivo di questa scelta, forse quello di aumentare le unità forestali, ma tale personale che verrà inserito ha già un’età superiore ai 50 anni se non prossimo alla pensione, certo sono contento per chi rientrerà a lavorare, ma se una scelta si doveva fare si doveva puntare all’aumento di giornate o meglio ancora la stabilizzazione per chi già lavora o assumere giovani, nell’ottica di ringiovanire il settore. Comunque non mi dilungherò sulle mille vergogne fatte e che si stanno compiendo ancora oggi, spero di poterne parlare al più presto con il nuovo Presidente della Regione Sicilia, confidando nell'impegno di dare un futuro alla forestale, ai suoi uomini e all’ambiente naturale.




CAOS PNRR, SCHIFANI ISTITUIRÀ UNA CABINA DI REGIA ALLA REGIONE SICILIANA

Il presidente Renato Schifani


Dal sito palermo.gds.it

di Fabio Geraci — 01 Novembre 2022
C’è una grande confusione sui progetti del Pnrr e si corre il rischio di perdere una parte delle risorse economiche da destinare allo sviluppo della Sicilia: a lanciare l’allarme è lo stesso presidente della Regione, Renato Schifani, che ha convocato per domani mattina - 2 novembre - a Palazzo d’Orleans i più alti burocrati e i 23 dirigenti generali per fare il punto della situazione. Ma anche per annunciare la nascita di un nuovo ufficio, che sarà dotato di una struttura snella ed efficiente, che si occuperà di fare il monitoraggio sui finanziamenti già messi in campo e sulle candidature presentate per partecipare ai bandi nazionali. L’ipotesi è di realizzare una vera e propria cabina di regia che permetta a Schifani e al suo staff di avere il controllo sui miliardi del Pnrr che arriveranno nell’Isola.

«Finora ogni assessorato è andato avanti da solo, ciascuno presentando i propri progetti - ammette in via riservata uno dei dirigenti che si siederanno domani al tavolo - senza che la Presidenza abbia potuto concordare una linea comune, né verificare come vengono spesi i fondi. Il presidente Schifani si è accorto di questo problema e giustamente vuole subito correre ai ripari anche perché i tempi sono più corti di quello che sembrano: la scadenza del programma è fissata al 2026 ma continuando di questo passo c’è il pericolo concreto che la Sicilia possa vedersi sfuggire di mano importanti occasioni per colmare i ritardi del passato».

Una delle criticità maggiori è rappresentata dalla carenza di personale, in particolare di tecnici e di esperti in grado di intercettare e di predisporre i bandi. La Regione, per colmare i vuoti, aveva pensato di richiamare in servizio i pensionati ma al recente avviso pubblicato dal dipartimento dei Beni Culturali avevano risposto solo in nove: anche altri assessorati hanno fatto ricorso allo stesso strumento con un esito altrettanto deludente. In attesa di un appuntamento con i vertici regionali, il presidente di Confindustria Sicilia ha offerto la propria collaborazione: «Siamo d’accordo con la decisione del presidente Schifani di centralizzare la spesa evitando così inutili dispersioni tra i vari assessorati - spiega Alessandro Albanese -. Ci vorremmo confrontare quanto prima con lui partendo dalla necessaria riforma della burocrazia che deve essere più moderna e adeguata alle esigenze attuali. Un ricambio da attuare immediatamente, altrimenti potremmo ritrovarci nella condizione di essere poco competitivi sulla gestione dei finanziamenti del Pnrr. Nel frattempo, se serve, siamo pronti a mettere i nostri consulenti a disposizione della Regione gratuitamente: l’obiettivo deve essere quello di realizzare infrastrutture di qualità, a partire dai termovalorizzatori e dagli impianti energetici da fonti rinnovabili».

Anche i Comuni chiedono un incontro: «Finora è mancata una visione complessiva - dice Mario Emanuele Alvano, segretario generale di Anci Sicilia - che riesca a coniugare la possibilità di accedere ai fondi del Pnrr con la necessità di prepararsi in vista della prossima programmazione europea. Da parte nostra c’è la massima disponibilità ma è evidente che la Regione deve dotarsi di uno strumento operativo per seguire entrambi i percorsi».

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01 novembre 2022

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ANTINCENDIO, REGIONE ANCORA ALLA RICERCA DELL’EQUIPAGGIAMENTO PER GLI OPERAI. E C’È CHI HA LAVORATO CON GLI SCARPONI USURATI



di Simone Olivelli - 01/11/2022
La cattiva prassi di inseguire le emergenze, anziché prevenirle, sembra continuare a caratterizzare le politiche della Regione. Stavolta – e non è il primo caso – ad attirare l’attenzione è una gara da poco più di un milione di euro indetta dal Comando del corpo forestale per acquistare gli equipaggiamenti da destinare agli operai stagionali del settore antincendio. L’appalto, che è stato indetto nei giorni scorsi e che consentirà alle ditte del settore di partecipare fino al 7 novembre, è stato presentato come procedura d’urgenza, così da consentire l’applicazione della riduzione delle tempistiche previste dal decreto Semplificazioni. Una definizione che stride con il periodo: la campagna antincendio, infatti, si è chiusa formalmente a metà ottobre e il problema dei roghi – nonostante la tragedia dei giorni scorsi a Linguaglossa – per larga parte è rientrato.

A tali osservazioni dall’assessorato al Territorio replicano sostenendo che, al netto della dicitura riportata nell’oggetto della gara, si tratterà di materiali che potranno essere utilizzati a partire dalla prossima campagna antincendio, il cui avvio è previsto in primavera. Scarponi, giacche, caschi hanno sì scadenze ma di diversi anni e quindi il problema non si porrebbe. A tenere banco è però una domanda: in che condizioni nei mesi scorsi hanno operato i forestali stagionali? Stando a quanto assicurato dalla Regione, tutto si sarebbe svolto in piena sicurezza, grazie alla dotazione già in possesso. Tuttavia, c’è chi la pensa diversamente: sia i sindacati, in questo caso la Flai Cgil, che i diretti interessati assicurano che non sono stati rari i casi di equipaggiamenti in cattive condizioni consegnati per intervenire tra i boschi in fiamme. Una prova di ciò arriva dall’Agrigentino, dove un forestale stagionale si è visto recapitare un paio di scarponi già usurati.

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SICILIA, SCHIFANI ALLE PRESE CON I CONTI DELLA REGIONE. IL NUOVO GOVERNO, CHE ANCORA NON SI È NEMMENO INSEDIATO E POTREBBE PORTARE AD UN NUOVO BILANCIO LACRIME E SANGUE


Dal sito www.tp24.it

01/11/2022
Il programma del Ministro Matteo Salvini fa rima con quello di Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana: in ballo c’è la realizzazione nel Ponte sullo Stretto di Messina, una infrastruttura chiesta da tutti, invocata soprattutto dagli imprenditori e da chi ha capito che grazie al Ponte sarà possibile creare migliori condizioni di sviluppo per la Sicilia e anche per tutto il Mezzogiorno.

C’è una data, è l’8 novembre e a Roma si incontreranno il presidente Schifani, il Ministro Salvini, il presidente della Calabria Roberto Occhiuto.
Nel frattempo Salvini fa sapere che ha già tenuto la prima riunione operativa con ingegneri ed esperti: “C’è già un’ipotesi di costo e di tempistica. Abbiamo a che fare con una società in liquidazione dal 2013, ma un progetto c’è, conto che nei prossimi mesi dopo 50 anni di attesa ci sarà una parola certa”.

Tutti favorevoli al Ponte, anche Alessandro Albanese, vicepresidente di Unioncamere Sicilia è positivo: “Il Ponte è la madre di tutte le infrastrutture, va fatto perché senza non si possono completare l’alta velocità ferroviaria e l’anello autostradale. Il Sud e la Sicilia devono essere al centro dell’agenda del nuovo governo perché se funzionano se ne avvantaggia tutto il Nord e il Paese”.

E’ tempo adesso di volontà politica e anche di problemi a cui il nuovo presidente siciliano dovrà mettere mani, iniziando dai nomi della giunta, perché pare che la maggioranza abbia trovato il metodo per indicare gli assessori ma ancora manchino i nomi, e con molta probabilità Schifani deciderà di incastrare tutte le caselle solo quando anche a Roma verranno nominati i vice ministri e si sottosegretari.


Nel frattempo c’è attesa per un giudizio di parifica sul rendiconto del 2020. Ci sono dei dossier pesanti che riguardano la sanità, i fondi comunitari, il disavanzo del 2019, la spesa enti locali e quella del personale.

La materia che scotta è il disavanzo del 2019 di oltre un miliardo, un ripiano di ben dieci anni che l’allora assessore all’Economia, Gaetano Armao, è riuscito a scippare al governo centrale, grazie all’accordo Stato-Regione. E i problemi sono tutti lì: la Corte dei Conti ha scritto chiaramente che “Il ripiano decennale non avrebbe potuto trovare applicazione negli esercizi 2019 e 2020”, la Regione avrebbe dovuto, come tutte le altre Regioni del Paese, avere un ripiano triennale.

La non corretta applicazione delle norme viene elencata dalla Corte dei Conti e questo sarà un problema per il nuovo governo, che ancora non si è nemmeno insediato e potrebbe portare ad un nuovo bilancio lacrime e sangue. Una strada intanto c’è e la indica direttamente la Corte dei Conti:

“Devono essere ricordate le essenziali regole che impongono il ribaltamento all’esercizio successivo del mancato rientro dal disavanzo programmato, salva la possibilità di un suo recupero, ‘negli esercizi considerati nel bilancio di previsione, in ogni caso non oltre la durata della legislatura regionale”.

Fonte: www.tp24.it




LA TRAGEDIA DEL CANADAIR, PER BABCOCK “I PILOTI ERANO ESTREMAMENTE ESPERTI”


La società che gestisce il servizio antincendio annuncia sostegno alle famiglie


Dal sito livesicilia.it

PALERMO – “Babcock conferma tristemente che i suoi piloti Matteo Pozzoli e Roberto Mazzone sono deceduti in seguito all’incidente accaduto giovedì scorso, durante una missione antincendio a Linguaglossa, nel catanese”. E’ quanto afferma la società che gestiva il Canadair precipitato su monte Calcinera a Linguaglossa, nel Catanese, mentre era impegnato in un’operazione anti incendio.

“Sostegno alle famiglie dei due piloti”
Tutto il personale di Babcock, prosegue la nota, “invia le più sentite condoglianze e il sostegno alle loro famiglie, agli amici e ai colleghi”. “Matteo Pozzoli e Roberto Mazzone, ricorda Babcok, erano piloti estremamente esperti e altamente formati, avendo svolto in totale oltre 2.000 missioni aeree antincendio. Matteo è stato pilota Canadair per oltre 20 anni, accumulando oltre 2.700 ore di volo e svolgendo 1.500 missioni. Ha inoltre svolto missioni antincendio in Francia, Portogallo, Germania e Repubblica Ceca. Roberto è pilota Canadair dal 2013, con 1.200 ore di volo, e 500 incendi spenti”.
31 Ottobre 2022