05 novembre 2021

FORESTALI, RINNOVO CCNL A UN PASSO CON APPROVAZIONE EMENDAMENTO DL INCENDI


Dal sito www.uila.eu

04 Novembre 2021

Dichiarazione del segretario generale della Uila-Uil, Stefano Mantegazza

“Con l’approvazione, al Senato, all’interno del Dl incendi, dell’emendamento che chiarisce che un ente pubblico può sottoscrivere un contratto di diritto privato, cadono tutti gli alibi che finora avevano impedito il rinnovo del Ccnl forestali. Finalmente potremo sbloccare lo stallo in cui, da mesi, versa la trattativa per il rinnovo di un contratto scaduto ormai da 10 anni e fornire una risposta concreta ai circa 65mila lavoratori del comparto idraulico-forestale”.

Lo dichiara Stefano Mantegazza, segretario generale Uila in merito all’approvazione ieri, al Senato, dell’emendamento al decreto legislativo n. 165/2001 nell’ambito della conversione del decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120, recante disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile.

“Una volta pubblicato il decreto e non appena la Conferenza delle Regioni nominerà un proprio rappresentante per la partecipazione al tavolo di contrattazione, procederemo alla sottoscrizione definitiva della pre-intesa sul Ccnl forestali raggiunta il 4 agosto scorso insieme alla parte datoriale e all’UNCEM” prosegue il segretario generale. “L’approvazione di questo emendamento è di grande importanza non solo per il rinnovo del contratto a livello nazionale, ma perché avrà effetti positivi anche per i rinnovi dei contratti regionali.”

“Ringraziamo le istituzioni competenti che si sono impegnate al nostro fianco in questa lunga battaglia e, in particolare, il nostro ringraziamento va al Ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli che si è fatto portatore delle nostre istanze e, mantenendo l’impegno preso anche nel corso dei presìdi svolti davanti alla Conferenza delle Regioni e al Mipaaf, ha favorito la rapida approvazione dell’emendamento”.

Fonte: www.uila.eu





REGIONE. FORESTALI, L'ARS APPROVA LA LEGGE SBLOCCA CONCORSI: 600 POSTI NEI PROSSIMI 5 ANNI


Dal sito palermo.gds.it

03 Novembre 2021
L’Assemblea regionale siciliana ha approvato la Legge in materia di funzionamento del Corpo forestale della Regione siciliana, che prevede l’assunzione di personale a tempo indeterminato. Il via libera al ddl sblocca i concorsi nel Corpo forestale, inizialmente 47 posti con una previsione di 600 nei prossimi cinque anni. Per l’avvio delle procedure e l’organizzazione sono stati stanzia tre milioni di euro.

«Esprimo la soddisfazione mia personale e quella del governo Musumeci per l’approvazione all’Ars della norma che finanzia l’assunzione di nuovi agenti all’interno del Corpo forestale attraverso apposite procedure concorsuali. Voglio ringraziare il Parlamento tutto per la sensibilità dimostrata in questa occasione», ha a detto l’assessore regionale al Territorio e ambiente, Toto Cordaro, commentando l’approvazione all’Assemblea regionale della norma che dà il via libera ai concorsi. «Il voto finale di oggi in Aula dà finalmente una copertura finanziaria adeguata a potenziare l’organico della Guardia Forestale», aggiunge l’onorevole Giusi Savarino. «Sin da subito - spiega - in IV Commissione, in sinergia con il Governo Musumeci, avevamo accolto gli accorati appelli del dirigente generale del Corpo forestale della Regione siciliana, Salerno, e assieme all’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente, Cordaro, ci siamo impegnati per produrre tutti gli atti propedeutici e normativi necessari per mettere in condizione il Corpo Forestale di operare sul territorio in maniera appropriata, specie in un momento storico particolare in cui incendi e allagamenti impensieriscono, e non poco, tutti i siciliani».

«Esprimo piena soddisfazione per l’approvazione, avvenuta oggi in Aula, della norma che prevede l’assunzione di personale a tempo indeterminato all’interno del Corpo Forestale della Regione Siciliana - commenta Vincenzo Figuccia deputato della Lega all’Ars e commissario provinciale del partito a Palermo -. La norma in questione prevede lo stanziamento delle risorse economiche per bandire il concorso ed al contempo garantisce l’assunzione di circa 47 operai forestali, all’interno di una graduatoria che prevede l’assunzione di circa 600 persone nel corso del quinquennio. Per tali ragioni considero l’atto approvato oggi dal Parlamento regionale, una legge necessaria che si inserisce nell’idea di uno svecchiamento del personale. Molti forestali, infatti, hanno ormai un’età per la quale andrebbe immaginato un percorso di stabilizzazione a tempo pieno e un processo di turnover che, consenta, finalmente, attraverso questa norma l’assunzione di nuovo personale.».

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SiFUS CONFALI: IL SIFUS, ALTRAGRICOLTURA E L'ON. ANTONIO LOMBARDO HANNO INCONTRATO LA SEGRETERIA TECNICA DEL MINISTRO ALLE POLITICHE AGRICOLE PATUANELLI PER AFFRONTARE I PROBLEMI LEGATI AI PROGETTI DEL PNRR PER L'AMMODERNAMENTO DELL'AGROSISTEMA IRRIGUO


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus
Maurizio Grosso 

Roma 4 novembre 2021 - Si è tenuta oggi pomeriggio alle 16.00, presso il Ministero alle Politiche Agricole in Roma, un incontro tra una delegazione del SIFUS ( Maurizio Grosso, Ernesto Abate, Lino Masi e il direttore tecnico Fabio Barbera), Altragricoltura (Gianni Fabbris), l'on. Antonio Lombardo e la Segreteria Tecnica del Ministro Stefano Patuanelli, dott. Battiston, dott.ssa Coniglio, dott, Mocciaro e dott. Milletti per fare il punto sui progetti del PNRR relativi all'ammodernamento dell'ecosistema irriguo in Italia.
Il risultato dell'incontro odierno, verrà reso noto mercoledì prossimo, 10-11-2021, attraverso una conferenza stampa a carattere nazionale che si terrà presso la sala stampa della Camera dei Deputati.
Nelle settimane successive verranno tenute conferenze stampa in tutte regioni d'Italia in maniera da rappresentare  lo stato e le peculiarità dei progetti ammessi /selezionati in ogni territorio. 
L'addetto stampa SIFUS CONFALI





SIFUS CONFALI: IL GOVERNO MUSUMECI SPENDERÀ 16 MILIONI DI EURO PER LA PULIZIA DI FIUMI E TORRENTI: SPERIAMO CHE NON LI SPENDA COME NEGLI ALTRI ANNI POICHÉ, SENZA PROGRAMMAZIONE, SONO POCHISSIMI I BENEFICI PRODOTTI. AUSPICHIAMO INOLTRE CHE INTENDA RISPARMIARE ED UTILIZZI A TAL UOPO I LAVORATORI FORESTALI E DEI CONSORZI DI BONIFICA


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus
Maurizio Grosso 

Palermo 3-11-2021 - Il Presidente Musumeci ha reso noto che per il quarto anno consecutivo finanziera' lavori di pulizia di quei corsi d'acqua della Sicilia che, a causa dell’irresponsabile incuria del passato, in presenza di eccezionali eventi atmosferici, si sono trasformati in trappole mortali per città e campagne. 
Sembrerebbe che trattasi di  16 milioni di euro da spendere per la messa in sicurezza degli alveoli fluviali attraverso  63  opere  così suddivise: 12 nel Messinese, 10 nelle province di Ragusa e Siracusa, 7 in quelle di Agrigento, Caltanissetta e Trapani, 6 nel Catanese, 3 nel Palermitano e una sul territorio di Enna.
Consigliamo al Presidente Musumeci di spendere queste risorse e quelle che arriveranno, in maniera programmatica, tenendo conto delle necessità oggettive dei luoghi e del periodo idoneo alla realizzazione poiché qualora venissero iniziate con la fretta tipica del post emergenza, rischiano di divenire invisibili ed inutili come quelle realizzate negli ultimi 4 anni a cui si fa riferimento.
Gli consigliamo inoltre, di non spendere e spandere come negli anni precedenti, ma di risparmiare almeno il 40% delle somme  per eseguire maggiori interventi attraverso l'utilizzo delle braccia e delle professionalità  dei lavoratori forestali e dei consorzi di bonifica.
Maurizio Grosso Segretario Generale SIFUS CONFALI





SIFUS CONFALI: L'ON. TANCREDI E TUTTA ATTIVA SICILIA FIRMANO UN EMENDAMENTO PER ESCLUDERE IL SIFUS DALLE TRATTATIVE CON IL GOVERNO DI TURNO



Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus
Maurizio Grosso

Palermo 03-11-2021 - Tra i 98 emendamenti presentati dai parlamentari regionali Siciliani al vergognoso ddl di riforma del comparto forestale,  ne e' stato  inoltrato uno che definirlo bellissimo e' poco e merita l'attenzione di tutto il mondo democratico e del lavoro.
Un emendando del genere, per caratura verso il bello,  c'e' lo saremmo aspettati dall' on. Cracolici, al massimo dall'on. Lupo,  ma non certamente dall'on. Tancredi con il quale abbiamo condiviso diverse questioni anche attinenti il mondo del lavoro forestale.
Cosa contiene e rivendica questo emendamento bellissimo?
Non la stabilizzazione per i lavoratori forestali siciliani dopo 30 anni di precariato, ma , in barba ai principi elementari della democrazia rappresentativa, stabilisce per legge che i sindacati che debbono trattare con il Governo  debbono essere cgil-cisl-uil-ugl a prescindere che abbiano più o meno iscritti degli altri. 
Questo succede mentre la settimana scorsa a Catania ad esempio, oltre il 60% dei lavoratori della nettezza urbana, hanno raccolto le firme  per rivendicare nei confronti dell'ufficio del lavoro che Cgil-Cisl-Uil non firmassero l' accordo relativo al cambio appalto che vale diversi miliardi.
Per gli on.Tancredi, Foti, Mangiacavallo e Pagana non vale nulla se un sindacato, come il SIFUS ad esempio,  raccoglie oltre 13 mila certificati elettorali in tutto il territorio siciliano a sostegno di una proposta di legge.
Per i suddetti on.li non vale nulla, nemmeno se un sindacato è seconto o terzo in Sicilia per numero di iscritti (primo nel settore dei consorzi di bonifica dove non ha firmato ne il contratto nazionale e nemmeno quello regionale) ed ha rifiutato di firmare un contratto collettivo di lavoro, come può vantare il SIFUS , perché  peggiorativo per i diritti dei lavoratori rispetto al  precedente.
Cari on.li ci spiegate perché volete che tra i sindacati che trattano col Governo ce n'è uno che non ha firmato il contratto nazionale e, quello regionale, lo ha firmato un mese dopo per adesione? 
Sappiatelo tutti, vi piaccia o no, il SIFUS, ha dimostrato negli anni di avere gli strumenti per trattare con qualsiasi Governo, a differenza di altri, anche dalle strade e dalle piazze!
Maurizio Grosso   - Segretario Generale SIFUS CONFALI





03 novembre 2021

FIGUCCIA: "CONCORSO E NUOVI ASSUNZIONI PER IL PERSONALE DEL CORPO FORESTALE. APPROVATA LA NORMA"


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

"Esprimo la mia piena soddisfazione per l'approvazione, avvenuta oggi in Aula, della norma che prevede l'assunzione di personale a tempo indeterminato all'interno del Corpo Forestale della Regione Siciliana.
La norma in questione prevede lo stanziamento delle risorse economiche per bandire il concorso ed al contempo  garantisce l'assunzione di circa 47 operai forestali, all'interno di una graduatoria che prevede l'assunzione di  circa 600 persone  nel corso del quinquennio.
Per tali ragioni considero l'atto approvato oggi dal Parlamento siciliano, una legge necessaria che si inserisce nell'idea di uno svecchiamento del personale.
Molti forestali, infatti, hanno ormai un'età per la quale andrebbe immaginato un percorso di stabilizzazione a tempo pieno e un processo di turn over che, consenta, finalmente, attraverso questa norma l'assunzione di nuovo personale".

- A Dichiararlo è Vincenzo Figuccia deputato della Lega all'Ars e commissario provinciale del partito a Palermo -





ALLUVIONI, DAL GOVERNO MUSUMECI ALTRI 16 MILIONI PER LA PULIZIA DI FIUMI E TORRENTI



Dal sito www.regione.sicilia.it

03 Novembre 2021
«Per il quarto anno consecutivo finanziamo le operazioni di pulizia di quei corsi d'acqua della Sicilia che a causa dell’irresponsabile incuria del passato rischiano, in presenza di eccezionali eventi atmosferici, di trasformarsi in trappole mortali, così come purtroppo è già avvenuto. È un lavoro di prevenzione enorme, che portiamo avanti senza tregua e in modo capillare e che spero possa essere presto finalmente supportato, oltre che da Roma, anche da Bruxelles, con mezzi straordinari adeguati alla particolare fragilità del nostro territorio».

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci all’indomani della decisione assunta da Palazzo Orléans di destinare, attraverso la Struttura commissariale anti dissesto idrogeologico guidata dallo stesso governatore, quasi 16 milioni di euro a un Piano di interventi urgenti per la messa in sicurezza degli alvei fluviali, predisposto dal dipartimento Tecnico regionale. Sono 63 le nuove opere programmate, così suddivise: 12 nel Messinese, 10 nelle province di Ragusa e Siracusa, 7 in quelle di Agrigento, Caltanissetta e Trapani, 6 nel Catanese, 3 nel Palermitano e una sul territorio di Enna.

«Sono una cinquantina - prosegue Musumeci - i lavori contro il rischio idraulico che abbiamo già portato a termine, impegnando circa ottanta milioni di euro. Fiumi rinomati dalle sponde oramai inesistenti, ma anche tracciati aridi, a malapena visibili perché invasi da arbusti, detriti o rifiuti: vere e proprie bombe a orologeria pronte a esplodere in occasione di violenti nubifragi. L'attenzione per l’incolumità della gente è sempre stata al massimo livello e mai conoscerà cali di tensione ma, ripeto, il lavoro da fare è davvero imponente e riguarda ogni angolo della Sicilia».

Proprio per questo è in arrivo un'ulteriore programmazione che comprende altri 77 torrenti. Il budget necessario - è stato stimato - ammonta a 34 milioni di euro e dovrebbe arrivare dalla Protezione civile nazionale alla quale, a breve, verrà inoltrata la relativa richiesta.

Piano degli interventi







FAI CISL SICILIA, ADOLFO SCOTTI ELETTO SEGRETARIO GENERALE. AUGURI DA PARTE DEL BLOG



Ricevo e pubblico
dalla Giornalista Laura Compagnino 
Ufficio Stampa Fai Cisl Sicilia

Il sindacalista, eletto oggi dal Consiglio Generale della federazione regionale riunitosi a Palermo, succede a Pierluigi Manca, nominato Direttore Organizzativo di Terra Viva nazionale. In segreteria eletti anche Sabina Barresi e Sergio Cutrale

PALERMO, 3 novembre 2021 – Adolfo Scotti è il nuovo Segretario Generale della Fai Cisl Sicilia. Ad eleggerlo è stato il Consiglio Generale della federazione regionale riunitosi oggi in presenza a Palermo, nel pieno rispetto delle normative anti Covid, con la partecipazione del Segretario Generale della Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio, e del Segretario Generale della Fai Cisl nazionale Onofrio Rota. Scotti succede a Pierluigi Manca, che ha guidato la Federazione siciliana negli ultimi due anni e dal 25 Ottobre scorso ricopre il ruolo di Direttore Organizzativo di Terra Viva, l’Associazione di secondo livello della Fai, che rappresenta i liberi produttori agricoli della Cisl. Al fianco di Scotti eletti in segreteria regionale Sabina Barresi e Sergio Cutrale. 

Palermitano, 53 anni, Adolfo Scotti inizia il suo percorso in Fai Cisl come delegato forestale nel 2001, per ricoprire nel tempo i ruoli di responsabile zonale della Fai Cisl Palermo, dal 2005 Segretario Generale Fai Cisl Palermo e dal 2013, dopo l’accorpamento dei territori, due mandati da Segretario Generale nella Fai Cisl Palermo Trapani. Inoltre, dopo il congresso straordinario della Fai Cisl Sicilia, nel 2019, entra nella segreteria della federazione regionale.

“Il mio sarà un ruolo di continuità, per proseguire nel lavoro svolto in questi anni con Pierluigi, che ringrazio di cuore. Tra le nostre priorità la chiusura dei contratti agricoli integrativi, in vista anche del rinnovo nazionale e l’esercitare una pressione nei confronti del Governo per arrivare in via definitiva alla riforma dei settori forestazione e bonifica – sono state le parole del neo Segretario Generale Fai Cisl Sicilia Adolfo Scotti - Settori, questi, primari per la salvaguardia ambientale e del territorio boschivo. Si stima che in Italia si possano creare oltre 100mila posti di lavoro in questi ambiti, impegnando le risorse disponibili in progetti concreti e strutturali. Fai squadra, è il motto che da sempre ci contraddistingue, e sarà anche la filosofia del mio mandato e dei prossimi quattro anni”.

“Il settore agroalimentare diventa centrale nella gestione delle risorse del PNRR, che prevede assi specifiche d'azione. La Fai avrà dunque un ruolo sempre più importante nella prospettiva di essere parte attiva di un percorso che costituisce un'opportunità unica per la Sicilia. Occorre che si realizzi un'inversione di tendenza rispetto al tema ambientale che non costituisce una zavorra ma una risorsa eccellente in chiave di crescita, di sviluppo ecosostenibile e di nuova occupazione". Così ha detto Sebastiano Cappuccio sottolineando come la Fai e la CISL abbiano affrontato la fase pandemica, mettendo in campo energie, idee e presenza, rinsaldando la presenza sul territorio. "Tutti gli uffici sono rimasti operativi anche in pieno lockdown - ha aggiunto Cappuccio - per essere al fianco dei cittadini e dei lavoratori. Questo impegno sta continuando con la stessa energia, con analisi e proposte indispensabili per affrontare la gestione del futuro a medio e lungo termine".

“Da parte mia e da tutta la segreteria nazionale auguri di buon lavoro all’amico Adolfo Scotti e alla sua nuova segreteria regionale – ha detto il Segretario Generale della Fai Cisl Onofrio Rota nel suo intervento conclusivo – Siamo in una terra ferita in questi giorni dal dramma che si è abbattuto su Catania, Siracusa e tanti altri territori. Oggi abbiamo ribadito come la politica debba investire sulla prevenzione, sulle professioni che salvaguardano il territorio, una politica che sappia garantire sicurezza e dare visione a questa regione piena di risorse. Siamo entrati nella fase congressuale della nostra Federazione, e le sfide che ci attendono nei prossimi quattro anni sono stimolanti e impegnative. Dobbiamo dare risposte concrete ai lavoratori che rappresentiamo, soprattutto la fase complessa che abbiamo attraversato. Questa è la stagione delle persone straordinarie, chi pensa di gestire un tempo ordinario si sbaglia di grosso. Infine - ha concluso Rota - un ringraziamento particolare a Pierluigi Manca per il grande lavoro svolto nella federazione siciliana in questi due anni, con passione, competenza e determinazione e buon lavoro per il nuovo incarico assunto con responsabilità in Terra Viva nazionale”.





VERTENZA PFIZER CATANIA, NOTA UNITARIA SU ODG APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE




Ricevo e pubblico
dalla Uil Catania

“Ringraziamo il Consiglio comunale di Catania e il suo presidente, Giuseppe Castiglione, perché nella prima seduta utile è stato discusso e approvato all’unanimità un ordine del giorno che fa proprie le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali sul futuro di Pfizer nel nostro territorio. Al sindaco Salvo Pogliese, chiamato dall’Assemblea cittadina a farsi insieme a noi portavoce delle ragioni di lavoratrici e lavoratori in sede nazionale e regionale, chiediamo ora un’interlocuzione urgente sulle iniziative assunte e da assumere per tutelare una realtà produttiva tra le più rilevanti nel nostro territorio e rompere il muro di silenzio con cui la multinazionale sta rispondendo alle nostre richieste di confronto”.

Lo affermano i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Filctem, Femca, Uiltec, Ugl Chimici commentando il voto con cui il Consiglio comunale s’è impegnato sulla vertenza Pfizer. L’ordine del giorno, firmato da tutti i capigruppo, ribadisce in premessa i contenuti della nota diffusa dalle organizzazioni dei lavoratori al termine del sit-in tenuto il 21 ottobre dinanzi ai cancelli della Pfizer alla Zona industriale. In particolar modo, il Consiglio sottolinea la denuncia sindacale sulla “inquietante chiusura dei vertici della multinazionale del farmaco a ogni dialogo sulle prospettive del sito catanese”. L’assemblea cittadina, quindi, “impegna il sindaco affinché a livello nazionale sia portavoce del ruolo fondamentale che Pfizer Catania può giocare nella battaglia contro le minacce presenti e future al diritto alla salute e alla vita dei cittadini, anche a favore di tutta l’area del Mediterraneo che qui ha il suo epicentro”. L’ordine del giorno si conclude chiedendo l’intervento del sindaco con le istituzioni regionali “al fine di riconoscere concretamente il ruolo strategico dell’industria del farmaco in terra d’Etna, favorendo l’implementazione di una FarmaValley Catanese con l’utilizzo dei fondi comunitari”.

Nel loro comunicato Cgil-Cisl-Uil-Ugl insieme con Filctem-Femca-Uiltec-Ugl Chimici Catania e con i rappresentanti sindacali aziendali in Pfizer avevano evidenziato “i rischi provocati dalla scelta societaria di non investire in nuove linee per compensare la perdita di sbocchi di mercato per le produzioni storiche che sono attualmente realizzate a Catania”. “In assenza di un qualsiasi piano industriale – avevano aggiunto – siamo preoccupati perché si fanno sempre più insistenti le notizie secondo le quali già nel 2022 i volumi di lavorazione non consentiranno di mantenere i livelli occupazionali. Noi abbiamo chiesto un incontro urgentissimo con i vertici aziendali a tutti i livelli per fugare tali e tanti incertezze, restituendo così fiducia e serenità nei lavoratori. Sarebbe inspiegabile, inaccettabile, che la multinazionale perseveri nell’attuale rifiuto a un dialogo da noi sempre favorito anche quando era servito a concordare e applicare i protocolli anti-Covid che hanno salvaguardato salute, fatturato, occupazione. Ora siamo preoccupati, perché manca del tutto il confronto relativo al piano industriale e al futuro stesso dello stabilimento a Catania”.





LO STATO DELLE FORESTE NEL MONDO



Le foreste occupano circa il 27% delle terre emerse, 4000.000.000 di ha nel mondo. 12.000 anni fa probabilmente erano 6000.000.000 di ha. Una drastica accellerazione  dei tagli e della eliminazione delle piante e delle superfici forestali coincide con l'Eta' contemporanea, l'incremento demografico  e la rivoluzione industriale
Africa : 624.000.000 di ha di foreste, ovvero il 20% della superficie del continente
Oceania: 23,80%  della superficie continentale
Sud America : 22% della superficie continentale
Amazzonia: 6000.000 di kmq di foresta (600.000.000. di ha) suddivisa in 9 paesi, il 60% si trova in Brasile ( 3.600.000 kmq). Era molto più estesa, e' stata  gravemente compromessa e ridotta specialmente negli ultimi 40 anni.
Nord America : 27%   della   sup. cont.
Unione Europea : 40%  della  sup. paesi dell'Unione
Asia : 19%   della sup. cont.
Russia :  44%   della sup. nazionale
Cina : 23% ( erano il 12% nel 1980) della sup. naz.
Finlandia: 72% della sup. naz.
Svezia: 69% della sup. naz.
Francia: 31% della sup.naz.
Spagna: 36,7% della sup. naz.
Italia : 34%  della sup. naz.
Sicilia : 11% della superficie regionale
Malta: 1% della sup. naz.
Mentre nella Unione Europea - pur con grandi differenze-  le foreste crescono, in Africa e Sud America diminuiscono a causa di incendi e utilizzazioni intensive agroindustriali
Questi dati possono essere soggetti a variazioni a seguito di ulteriori verifiche. Si accettano volentieri suggerimenti e precisazioni
Salvino Carramusa 2 novembre 2021


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IL VERTICE DI GLASGOW. IL PATTO DELLA COP26, PRONTI 20 MILIARDI PER SALVARE LE FORESTE


Dal sito gds.it

02 Novembre 2021
Fermare entro il 2030 la deforestazione - «il massacro delle motoseghe», per usare le parole di Boris Johnson - che da anni sta falcidiando i polmoni verdi della Terra, barriere vitali contro l’effetto di quei cosiddetti gas serra che minacciano di renderla invivibile, contribuendo al surriscaldamento. E’ il primo obiettivo concreto e ravvicinato planato sul tavolo alla conferenza Onu sul clima CoP26 in corso a Glasgow, a conclusione delle due giornate dedicate al vertice fra capi di Stato e di governo che ne ha introdotto i lavori. E un altro passo avanti lo rappresenta anche il piano sponsorizzato da Usa e Ue - a cui hanno aderito un centinaio di Paesi - per ridurre del 30% le emissioni di metano in vent’anni.
Il vertice tuttavia - in attesa di sessioni e negoziati tecnici destinati a protrarsi sino alla prossima settimana - ha prodotto per ora risultati soltanto parziali sulla questione chiave del contenimento delle emissioni nocive che alimentano la minaccia dei cambiamenti climatici; sull’impegno a mantenere l’innalzamento delle temperature del globo entro il tetto di 1,5 gradi in più rispetto all’era pre-industriale; e soprattutto sui tempi per passare dalle parole ai fatti: questioni che continuano a dividere i Paesi, inclusi quelli più grandi e storicamente responsabili dell’inquinamento, lungo linee di faglia ispirate a enormi interessi geopolitici, economici e magari a calcoli di consenso interno.
Sul tema deforestazione, se non altro, questa spaccatura per una volta non c’è stata. Come dimostrano le firme in calce alla dichiarazione annunciata oggi dal premier britannico, nei panni di anfitrione della conferenza, sul piano condiviso da 110 nazioni per mettere fine già in questo decennio, non in un futuro incerto, alla sistematica «devastazione» di alberi per milioni di ettari: «cattedrali della natura», come le ha definite Johnson, che permettono il respiro della Terra. Un progetto legato alla promessa di finanziamenti da 15 miliardi di sterline (quasi 20 miliardi di dollari): 8,7 coperti da fondi pubblici, 5,3 da investimenti privati. Impegni destinati ad andare anche a beneficio di «popolazioni indigene e comunità locali» che di quelle foreste sono «custodi», ha giurato BoJo, non senza esaltare l’adesione a questo accordo di leader coriacei i cui Paesi coprono l’85% del patrimonio forestale del globo: incluse la sterminata Russia di Vladimir Putin, l’Indonesia, il Congo, la Colombia e, più importante di tutti, il Brasile, il cui presidente attuale, Jair Bolsonaro, si è guadagnato peraltro negli anni del suo mandato l’ostilità della gente india e di molti altri detrattori, avendo accresciuto, non certo attenuato, il disboscamento senza tregua della colossale selva pluviale amazzonica.
Qualcosa, ma non abbastanza per i rappresentanti dell’Amazzonia, presenti anche loro a Glasgow. Poco per Greta e gli altri manifestanti che continuano a protestare fuori dal sinedrio del lavori. Mentre papa Francesco unisce la sua voce a quella della regina Elisabetta per ammonire che «non c’è più tempo» per le mezze misure, che occorre dar prova d’uno spirito di cooperazione internazionale da ricostruzione post bellica. E lo stesso Johnson non va oltre un «cauto ottimismo» a fine summit, aggiornando le previsioni di successo della Cop di poco, da «6 contro 10 a 2 contro 5», non senza ammettere che resta ancora «tanta strada da fare» per arrivare al risultato sperato: malgrado gli impegni per 100 miliardi di dollari complessivi disposti finora sul piatto della conferenza e il contributo “senza precedenti» del grande business privato. Nella suddivisione delle spese, intanto, Joe Biden, protagonista di giornata fra i leader intervenuti oggi dal palco dopo il sonnellino di ieri, fa al momento la parte del leone con 9 miliardi di dollari solo per la lotta alla deforestazione; mentre l’Ue, per bocca di Ursula von der Leyen, garantisce un miliardo di euro su questo dossier; e il Regno Unito cerca di dare un esempio ancor migliore, giocando in casa, con un impegno da 1,5 miliardi di sterline spalmato su 5 anni. Ancora di più uscirà del resto dalle singole quanto capienti tasche di alcuni dei più ricchi fra i super nababbi planetari: in primis Jeff Bezos, criticato il mese scorso dal principe William per «lo spreco» di risorse nel turismo spaziale ma cooptato dall’erede al trono Carlo, pioniere dell’ecologia, nella raccolta di donazioni dal settore privato globale a tutta una serie d’iniziative ambientaliste promosse dalla fondazione del principe di Galles. Bezos che a Glasgow si dice pronto a tirare fuori ben 2 miliardi di dollari per ridar vita ai terreni degradati dell’Africa.
Nel frattempo, a corroborare il cauto ottimismo di BoJo, Usa e Ue annunciano d’aver portato a 100 il numero di Paesi (pari al 70% del Pil mondiale) incoraggiati ad aderire all’obiettivo di un taglio delle emissioni di metano del 30% pure per il 2030. Un passo da cui restano fuori al momento diversi grandi produttori di gas, dal mondo arabo alla Russia, oltre al gigante cinese o a quello indiano; tutti orientati a tenere più in generale il punto di una scadenza più lunga per il taglio delle emissioni in genere (fino al 2060 Pechino e Mosca, addirittura al 2070 New Delhi). Ma pur sempre un ulteriore passo in avanti, se si vuole: sperando che il pianeta sia disposto ad aspettare.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it





02 novembre 2021

SIFUS CONFALI: LINO MASI E SALVO FAZZINO GUIDERANNO LA DELEGAZIONE DEL SIFUS CHE VISITERÀ LE ZONE AGRICOLE ALLUVIONATE DEL CATANESE E SIRACUSANO PER QUANTIZZARE, OLTRE I DANNI AZIENDALI, QUELLI LEGATI ALLA PERDITA DI GIORNATE LAVORATIVE PER I BRACCIANTIIN MANIERA DA CHIEDERE AIUTI AL GOVERNO DRAGHI


Ricevo e pubblico 
Dal Segretario Generale del Sifus 
Maurizio Grosso

Roma 02-11-2021 - Domani,  Mercoledì 3 novembre, una delegazione del SIFUS, guidata dal Segretario Nazionale, Lino Masi e dal Dirigente Provinciale, Salvo Fazzino, si recherà  nelle campagne ( prevalentemente agrumeti) della provincia di Catania e Siracusa, in cui si sono registrati i maggiori danni causati dalle alluvioni dei giorni scorsi.
I danni delle alluvioni infatti, oltre a determinare un abbattimento del reddito aziendale per le tasche degli imprenditori agricoli, hanno provocato una significativa riduzione di giornate lavorative per i braccianti agricoli che vi prestano attività  nelle varie fasi della produzione, a partire dalla raccolta.
In seguito alla visita ispettiva, gli esperti del SIFUS, analizzeranno  e quantizzeranno le giornate lavorative perdute dai braccianti agricoli  in maniera da poter chiedere  un intervento economico  al Governo  Draghi.
L'addetto Stampa SIFUS CONFALI




LE SCELTE DELLE REGIONI PER IL PERIODO TRANSITORIO 21/22. PSR, RISORSE AGGIUNTIVE PARI A QUASI 7 MILIARDI DI EURO A DISPOSIZIONE DEGLI INTERVENTI IN AMBITO RURALE. ALLE MISURE CHE INTERESSANO IL SETTORE FORESTALE SPECIFICATAMENTE SONO ASSEGNATE DAL 3 AL 5 % DEL TOTALE



Dal sito www.federforeste.it

02 Novembre 2021
Con il prolungamento della Programmazione 2014-2020 di due anni, i Programmi di sviluppo rurale italiani hanno beneficiato di risorse aggiuntive FEASR pari ad € 3.010.508.905,00 con una relativa quota di spesa pubblica pari ad €6.080.928.004,00.

Come si evince dall’analisi di Pianeta PSR nel numero 106 di Ottobre 2021 P lo sviluppo rurale avrà nel biennio 2021-2022 risorse aggiuntive pari a quasi 7 miliardi di euro a disposizione degli interventi in ambito rurale.

In questi mesi le Amministrazioni Regionali sono state impegnate, dopo l’accordo di riparto dei fondi avvenuto con Delibera ad hoc del Consiglio dei Ministri del 17 giugno scorso, a modificare i rispettivi programmi per tener conto delle maggiori risorse a disposizione.

Il quadro che emerge vede le risorse aggiuntive 2021 e 2022 assegnate ai PSR vengono maggiormente distribuite tra le Misura 4 e la Misura 11 biologico e la Misura 10 “pagamenti agro-climatico ambientali; solo a queste tre misure sono state assegnate quasi il 60% delle risorse aggiuntive degli anni di proroga 2021 e 2022.

Alle misure che interessano il settore forestale specificatamente sono assegnate dal 3 al 5 % del totale.







COP26, INTESA SULLO STOP ALLA DEFORESTAZIONE ENTRO IL 2030


Dal sito www.askanews.it

Impegno di oltre 100 Paesi, tra cui Usa, Cina, Brasile e Russia

Roma, 2 nov. (askanews) – I leader di oltre 100 paesi, che rappresentano più dell’85% delle foreste mondiali, si impegneranno oggi a porre fine alla deforestazione entro il 2030.”Questo è il più grande passo avanti nella protezione delle foreste del mondo da una generazione”, ha affermato con entusiasmo la presidenza britannica della COP26, che ha preso il via domenica a Glasgow, in Scozia.
In un comunicato, la presidenza ha annunciato l’impegno “storico” di oltre 100 leader a porre fine e invertire la deforestazione e il degrado del suolo entro il 2030. Tra i Paesi che hanno aderito all’accordo figurano Stati Uniti, Cina, Brasile, Canada, Russia e Repubblica Democratica del Congo.

Secondo la presidenza britannica, che ufficializzerà l’annuncio oggi alla presenza dei leader di Colombia, Indonesia e Stati Uniti, per questo progetto saranno impegnati 8,75 miliardi di sterline (circa 10,30 miliardi di euro) di fondi pubblici. Saranno inoltre mobilitati 5,3 miliardi di sterline di investimenti privati, di cui un miliardo sarà dedicato alla protezione del bacino del Congo, che ospita la seconda foresta tropicale più grande del mondo.
“Con promesse senza precedenti, avremo la possibilità di porre fine alla lunga storia dell’umanità come conquistatrice della natura, per diventarne la custode”, ha affermato il capo del governo britannico Boris Johnson, ricordando che le foreste sono i “polmoni” del nostro pianeta e assorbono circa un terzo della CO2 emessa ogni anno dalla combustione di combustibili fossili.

“Le foreste supportano le comunità, i mezzi di sussistenza e l’approvvigionamento alimentare e assorbono il carbonio che immettiamo nell’atmosfera. Sono essenziali per la nostra stessa sopravvivenza”, ha aggiunto Johnson.







ANTINCENDIO BOSCHIVO SICILIANO: PARADIGMA DI UNA EVOLUZIONE MAI AVVENUTA E DI UNA DECADENZA AVVIATA


di Antonino Lomonaco
Aspi di Linguaglossa

Mentre accade che dalla California alla Siberia e dall’Amazzonia all’Australia, il mondo viene attraversato da incendi che ardono boschi e foreste, uccidendo e distruggendo tutto quello che incontrano, ci si chiede il perchè possa succedere tutto ciò.
Se persino nei territori della Groenlandia ed in altre parti vicine al circolo polare artico, negli ultimi anni si verificano incendi e sappiamo che la possibilità della spontaneità di un incendio naturale sia estremamente difficile, diventa ovvio che la causa principale sia la  stessa presenza dell’uomo nei territori. 
Questa è una presenza ingombrante perchè spesso si tratta di un tipo di uomo fornito di un potere tecnologico ma del tutto sprovvisto di quella sensibilità del “rispetto” che avevano le popolazioni “primitive”. 
Queste davano un senso di sacralità alla terra e ai boschi da cui traevano il loro sostentamento, mentre l’uomo moderno ritiene di essersi emancipato dalla natura al punto di poterla maltrattare impunemente. 
E’ inutile dire che si tratta di semplice delirio, poichè tutto risponde alle leggi naturali ed esse indicano una condizione di reciprocità fra tutti gli esseri, per cui il danneggiamento di una parte si ripercuote presto in un’altra, fino a tornare addosso, in un modo o nell’altro, a chi abbia causato quel danno originario.
Così è la mano della stupidità umana ad appiccare direttamente un incendio, ma lo è anche indirettamente, poichè è il nostro stile di vita a causare quelle condizioni di aridità climatica senza di cui esso non riuscirebbe a svilupparsi ed espandersi, soprattutto nei pressi del circolo polare artico.
Questi incendi, che vi sono un po’ ovunque, hanno un impatto planetario per la loro vastità quantitativa e qualitativa e contribuiscono ad aggravare ulteriormente le condizioni di inquinamento atmosferico che è all’origine dei medesimi cambiamenti climatici. 
Si tratta di una malattia del pianeta, che stiamo causando noi uomini ed a cui, se siamo davvero intelligenti come crediamo, dovremmo porre rimedio. 
Il rimedio ottimale sarebbe quello di cambiare presto stile di vita ma è chiaro che non si tratta di una eventualità semplice ed immediata.
Più immediata sarebbe, invece, la risposta al problema degli incendi boschivi.
Questi vengono meglio combattuti in proporzione alla rapidità attraverso cui sono individuati e posti sotto intervento repressivo.
L’esperienza dell’antincendio boschivo siciliano è stata finora un buon esempio di organizzazione, con le sue vedette distribuite nei territori e le sue squadre pronte ad intervenire nel minor tempo possibile. Il risultato, negli anni, pur con tutti i difetti, è stato  apprezzabile, soprattutto se si considerano le condizioni climatiche e vegetative di questa nostra terra. 
In estate, infatti, la temperatura ambientale ruota attorno ai quaranta gradi e le piante erbacee rinseccano, mentre le altre si inaridiscono prestandosi bene, tutte quante, come combustibile. 
Inoltre l’incidenza numerica dei roghi, purtroppo, è fra le più alte. 
Eppure la risposta degli interventi è risultata adeguata, tanto che un incendio, a differenza di altri contesti, raramente dura più di qualche giorno.
Dietro questi risultati, a mio parere, vi è stata la buona volontà di una generazione che conosceva il suo territorio e si sapeva muovere su di esso. Una generazione cresciuta ancora nelle campagne e non immersa nell’alta tecnologia. Che sapeva soffrire di fatica e continuare ad andare avanti senza cliccare su alcun dispositivo elettronico per eliminare le inconvenienze. Fra l’altro originariamente non è stata neanche formata per svolgere questo  compito pericoloso: lo ha fatto seguendo l’esperienza tradizionale degli anziani.
Parlo usando il verbo al passato, perchè questa generazione di cinquantenni e sessantenni, di cui faccio parte, è ormai al limite fisico per questa attività ed ogni anno il compito diventa sempre più pesante e pericoloso, senza una nuova generazione a cui passare l’esperienza acquisita. 
Purtroppo il pensiero che ha ideato ed amministrato l’attività dell’antincendio boschivo in Sicilia (e che ancor oggi continua a farlo) non ha mai capito il valore e l’importanza di queste squadre e di questi uomini. Infatti costoro sono stati trattati sempre con sufficienza, venendo lusingati, da un lato, con salari e condizioni di lavoro normali, ma migliori rispetto al contesto generale di una agricoltura sempre più fuori mercato, da cui provenivano, 
mentre dall’altro lato sono stati penalizzati attraverso una precarizzazione stagionale che li legava ad una speranza di miglioramento mai arrivata, ma capace di frenarli da una inesorabile emigrazione che avrebbe spopolato ancor di più, e più in fretta, i nostri territori.
Questa sufficienza di cui parlo emerge, inoltre, dalla scelta di dispositivi di sicurezza non del tutto idonei al nostro clima: tute ignifughe poco traspiranti, adatte ad un clima più fresco, come quello del nord Italia, dove gli incendi vengono favoriti dal rinsecchimento dell’erba per le gelate autunalli o primaverili e non certo dal caldo sub-tropicale!
Si evince dalla puntualità dei ritardi nella distribuzione di questi stessi dispositivi o degli automezzi con cui operare. Si evince dalla mancata formazione anche motivazionale dei compiti da svolgere e dalla mancanza di una selezione basata sulle qualità psicoattitudinali invece che da amicizie ed accordi, i quali mortificano spesso la correttezza del buon servizio, nonchè l’immagine di queste squadre.
Un’immagine spesso offesa e svilita da campagne giornalistiche il cui scopo è il propagare pregiudizi e non informare, a cui nessun dirigente o assessore del settore o presidente di regione, ha mai saputo replicare con correttezza di argomenti e lealtà verso questi uomini. D’altro canto che ne sapevano questi dirigenti, assessori, presidenti, di questi uomini!  E, soprattutto, cosa gliene importava?!
Il lavoro, come il linguaggio, testimonia la nostra propensione sociale.
Il linguaggio, infatti, mette in relazione gli uomini, così come il lavoro.
Ogni lavoro esiste per fornire un servizio, o un bene, agli altri uomini e innesca una reciprocità sociale senza cui ogni uomo sarebbe niente.
Senza la reciprocità del linguaggio e del lavoro, non saremmo mai riusciti a creare le macchine, l’energia elettrica, volare... arrivare sulla Luna!
E’ attraverso la reciprocità del linguaggio e del lavoro che la nostra specie riesce a difendersi meglio nello scontro naturale con le malattie, i disastri: terremoti, allagamenti, ecc.
Noi dimentichiamo facilmente che siamo come naufraghi su un piccolo scoglio splendente di luce riflessa dal Sole, in uno spazio di cui non si conoscono i confini e di cui sappiamo pochissimo.
Uno scoglio delicato che ci nutre e ci fa vivere ed ha bisogno, per continuare a farlo, di rispetto.
Un rispetto che dovremmo imparare a usare già a partire proprio dal linguaggio e dal lavoro.
Per comprendersi serve che la comunicazione sia veritiera: leale.
Allo stesso modo, la reciprocità del lavoro necessita di quella lealtà senza cui i rapporti fra gli uomini si rompono nell’usurpazione e nella rapina.
Senza lealtà, la solidarietà fra gli uomini va in rovina, facendo andare in rovina quella condizione migliore affinchè si possa giungere a mettere quel piede sulla Luna o creare un aereo, o giocare ad un qualsiasi gioco divertente capace di renderci lieta la vita.
Così la lealtà verso le squadre di antincendio boschivo siciliano sarebbe dovuta partire dalla prospettiva che li vedeva come parte meritevole di una lotta agli incendi che non è solo siciliana ma planetaria. Parte che tiene alta la bandiera del buon servizio così come, purtroppo, poche altre attività in Sicilia possono vantare. Ed in base a questo, perciò, trattarle. Quindi valutando già, direttamente in loco, dei dispositivi di sicurezza adeguati al nostro clima, così come i mezzi e le tecniche di spegnimento.
Valutando gli uomini capaci a organizzare, motivare, armonizzare, le dinamiche delle squadre. Capaci della buona parola nell’esposizione delle condizioni del lavoro, della sicurezza, competenti e consapevoli dell’importanza del proprio lavoro.
Scegliendo dirigenti che amassero il proprio compito e lo curassero allo stesso modo di un amante con la propria amata. Perchè se non c’è amore, anche nella propria attività, non c’è attenzione verso di essa e tanto meno cura.
E’ la mancanza di cura, di attenzione, in poche parole: di amore verso noi stessi che ci sta portando sempre più vicini al disastro, che ci fa diventare indifferenti all’immondizia che ci sommerge, alla volgarità che ci pervade, alla mancanza di lealtà verso l’ “altro”, sia esso collega, amico o il medesimo territorio in cui si vive.
E’ un atteggiamento, questo, che non ci può portare lontano, che ci avvicina allo sbandamento e all’impatto con la dura realtà di quel che siamo: polvere cosmica.
Chi difende il mondo del lavoro non può fermarsi alla pantomima dell’”avvocato”. Soprattutto in un periodo di deregolamentazione liberista come l’attuale, il compito del sindacato dovrebbe, perciò, tornare a quello delle sue origini: difesa, certamente, ma non meno della promozione dei lavoratori e delle loro condizioni di lavoro.
Promozione significa dare coscienza della propria importanza di lavoratori, renderli edotti che il lavoro che si svolge non sia un inutile assistenzialismo, analogo ad un reddito di cittadinanza, ma, al contrario, un lavoro importante che si collega al medesimo lavoro svolto in altre parti del mondo per frenare una catastrofe di livello mondiale.
Ecco che, allora, si riporta l’equilibrio laddove si cerca di farlo mancare: ovvero che non può esserci distinzione fra lavoro e lavoratori! Questa “bestialità” è un concetto utile solo a separare l’inseparabile, per il solo scopo di mortificare ulteriormente, e gestire verso il peggio, i lavoratori, i cittadini!
Ma tale è il pensiero che anima il liberismo ed i suoi agenti, consapevoli o no, sotto copertura negli stessi partiti che si dicono ancora di sinistra.
C’è una grande distinzione fra le politiche di sinistra e di destra, la quale non può mai essere superata: le prime intendono le istituzioni al servizio dei cittadini, le seconde intendono i cittadini al servizio delle istituzioni, Stato o mercato che siano.
Tuttavia sono i cittadini che fanno le istituzioni (non c’è niente da fare!) per cui queste devono servire i cittadini stessi e non possono trasformarsi in feticci utili a quei pochi furbacchioni capaci di approfittarsi e abbindolare i molti nell’asservimento.
Sono i cittadini a fare le istituzioni e ci riescono a patto che provvedano sempre alle leggi del rispetto reciproco, cioè a dire alla lealtà.
Mi ricordo che nel primo documento di valutazione rischi a cui mi capitò di lavorare, uno dei  suoi primi punti iniziava dicendo che nell’attività dell’antincendio boschivo gli operatori più a rischio erano gli operatori del centro radio! 
E’ inutile dire che saltai letteralmente dalla sedia per contestare e far cambiare immediatamente quella dicitura surreale ed offessinva verso chi fisicamente spegneva le fiamme, mettendo ogni volta a repentaglio la propria incolumità. In quella circostanza uno dei più strenui difensori della dicitura fu, stranamente, un altro RLS, il quale mi replicava, fra le altre cose, che se avevano scritto in quel modo, di certo, vi era un motivo, forse radiazioni...
Eppure quell’RLS era uno fra i più preparati di noi: ma la lealtà verso i propri compagni..., il proprio lavoro?... La competenza?!
Vedere adesso che la Corte Costituzionale rigetta un subdolo tentativo di stabilizzazione degli operatori forestali nei centri radio, mi riporta proprio a quel primo tentativo di presentazione di una categoria in modo tale da scavalcare immeritatamente i propri compagni, usurpando prerogative attraverso l’imbroglio e l’aiuto interessato di qualche politico compiacente, il quale propaga, in questo modo, la corruzione che come un incendio consuma l’intera nostra società.  
Chi si pone contro la corruzione, la mancanza di lealtà, non può che operare ed agire in modo corretto, magari sbagliando ma, certamente, senza una consapevole volontà a volerlo fare.
Altrimenti tutto quanto si risolve ad essere un mero teatrino delle finzioni, dove si recitano delle parti, dove si fa finta, dove si gioca ad essere e non si è altro che farsa.
Attenzione che la farsa si trasforma facilmente in tragedia!
Noi spegnamo incendi, lo abbiamo fatto e per qualche anno lo faremo ancora, conosciamo la facilità con cui la bellezza si trasforma in cenere.
Sappiamo che è da stupidi trascurare i tempi e le strategie, tanto quanto è criminale avvicinare un accendino ad un cespuglio secco: non si tratta di un semplice crimine al patrimonio, si tratta dell’inizio di una strage.

Antonino Lomonaco  (5 maggio 2020)






G20, TRA GLI ACCORDI 1000 MILIARDI DI ALBERI PIANTATI ENTRO IL 2030. MA LA NOTIZIA È PASSATA IN SORDINA


Dal sito www.teleambiente.it

“Mille miliardi di alberi saranno piantati in Italia grazie alla proroga del bonus verde prevista dalla manovra appena approvata che pone l’Italia all’avanguardia nel piano del G20 per combattere lo smog ed i cambiamenti climatici“.

E’ quanto afferma la Coldiretti in rifermento all’obiettivo di piantare 1000 miliardi di alberi entro il 2030. La notizia, tra gli importanti accordi fatti dai maggiori leader del mondo durante il vertice del G20 di Roma è passata quasi in sordina. Un obiettivo che nasce “riconoscendo l’urgenza di combattere il degrado del suolo e creare nuove vasche di assorbimento del carbonio“.


Una manovra “in linea con le strategie nazionali del PNRR dove – sottolinea la Coldiretti – sono stati stanziati 330 milioni di euro per la forestazione urbana che consentono di piantare 6,6 milioni di alberi attraverso la tutela delle aree verdi esistenti e la creazione di nuove, anche al fine di preservare e valorizzare la biodiversità e i processi ecologici legati alla piena funzionalità degli ecosistemi”.

Il bonus prevede una detrazione ai fini Irpef nella misura del 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private e condominiali di edifici esistenti, di unità immobiliari, pertinenze o recinzioni (giardini, terrazze), per la realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili. “Un intervento strutturale che favorisce nelle città la diffusione del verde pubblico e privato considerato che– evidenzia la Coldiretti- una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante è in grado di catturare 20mila kg di anidride carbonica (CO2) all’anno“.


E forse l’impegno più importante presente nella bozza della dichiarazione finale del G20, per salvare il pianeta. Un progetto ambizioso che può fare davvero la differenza.

Questa storica dichiarazione deve però tradursi nel più breve tempo possibile in un sistema di monitoraggio mondiale che preveda una divisione in quote obbligatorie per ogni singolo paese: all’Italia sarebbe di almeno 2 miliardi di alberi da piantare entro il 2030.







01 novembre 2021

L’IMPEGNO DELLA FORESTALE NELLA PIANA DI CATANIA DURANTE L’ALLUVIONE


Dal sito freepressonline.it

Di Orazio Vasta - 31 ottobre 2021

Senza un attimo di tregua, durante l’emergenza imposta dall’alluvione e dai territori devastati dalla cementificazione e dagli incendi estivi, gli uomini del Corpo Forestale di Catania sono stati attivi nella stessa area già colpita nel 2018:  i fiumi e i canali che attraversano la Piana nel territorio catanese.

Monitorati in particolare il fiume Gornalunga, dal ponte sulla SS 417 alla confluenza col fiume Simeto e il canale Benanti e lo stesso Buttaceto, questi ingrossati a dismisura, in alcuni tratti esondati.
Timori e apprensione per il villaggio Primosole Beach dove la  Forestale ha ravvisato delle criticità allertando gli organi competenti.
L’ntero villaggio è ad oggi completamente impaludato. Si tratta della stessa popolazione che ha vissuto il vasto  incendio di tre mesi fa, costretta a rivivere quello dell’alluvione. Accanto a questa popolazione la Forestale, a vivere gli stessi incubi degli abitanti  e a difesa di questi.
Il Corpo Forestale non ha  lesinato energie e conosciamo quanto ha fatto in estate per domare e salvare l’ambiente e tutelare l’Oasi del Simeto e l’incolumità degli abitanti dei villaggi.






DIGNITÀ FORESTALE (31 OTTOBRE 2015)



di Antonino Lomonaco
Aspi di Linguaglossa (CT)

Personalmente ritengo che, anche nell’ambito di un lavoro, il primo fattore da cui scaturiscono tutti i riconoscimenti conseguenti, sia il fattore della “dignità”, un tempo si diceva dell’”onore” (e spero tanto che lo si dica ancora oggi). La “dignità” proviene direttamente dalla fama che una persona, un gruppo, una categoria lavorativa, riesce a “disegnarsi”, o a farsi “disegnare”, addosso. Se quella fama è positiva sarà fuori dubbio che i riconoscimenti avranno la stessa valenza e le possibili ulteriori pretese potranno usufruire di maggiore spazio di accoglienza. Il contrario favorisce, invece, un atteggiamento inverso: di astio, di pregiudizio e avversione.
La nostra categoria di lavoratori forestali siciliani, disgraziatamente, negli anni ha avuto disegnato addosso, per vari motivi, un giudizio negativo ed è, purtroppo, in base a questo giudizio che si fanno poi delle scelte e si legifera su di essa. 
Il primo fattore su cui dobbiamo impuntarci è, perciò, quello di una adeguata informazione delle nostre attività. In secondo luogo, ma non secondario, vi è la lotta contro quei casi di effettivo lassismo e di “maleducazione” al lavoro, il quale, come spesso accade un po’ in tutte le categorie di questo nostro contorto Paese, capita purtroppo anche fra noi.
Riguardo la “maleducazione” al lavoro, però, non ci si può dimenticare di quell’aspetto che concerne la progettazione dei lavori, tanto spesso disattesa da “dirigenti” profumatamente pagati ma non altrettanto profumatamente diligenti nel redigere adeguati progetti lavorativi, produttivi e di utilità ambientale, tali da corrispondere a quei piani di finanziamento europei. Finanziamenti che troppo spesso, e colpevolmente, si perdono proprio per mancanza di progettazione.
Noi non possiamo essere come quei pseudo giornalisti, nullafacenti ed ignoranti, che si scagliano contro di noi, confondendoci persino con le guardie forestali nazionali. E’ in questo modo che si manifesta l’indegnità al proprio lavoro, che, nel caso del giornalismo, dovrebbe essere di approfondimento e di informazione ma che, invece, confondendo lucciole per lanterne, dimostra soltanto la propria falsità e, quindi, usurpazione di un dignitoso ed importantissimo lavoro di informazione. Un tale comportamento lavorativo, negligente, lassista, superficiale, non potrebbe essere sanzionato che con il licenziamento in tronco, appunto, per indegnità! 
Il nostro lavoro ha il merito di tutela e di cura di un territorio a rischio idrogeologico, a rischio desertificazione, a rischio di esser preda di una mentalità rapace e capace soltanto di “stuprare” il territorio anzichè valorizzarlo nelle sue ricche potenzialità di ulteriori lavori legati al turismo, all’agricoltura, all’escursionismo, ed alla Cultura.
E’ in questo senso che il lavoro forestale è legato, certamente, al territorio siciliano ma, anche, al resto della fibrillante e sofferente società siciliana. Qualsiasi scelta ci riguardi, riguarda anche il resto della società siciliana e come essa viene gestita. Per questo non bisogna essere “miopi” soprattutto nei momenti di difficoltà come l’attuale, e quando pensiamo ai nostri problemi non dobbiamo dimenticare i problemi dell’intera nostra Regione.
I nostri problemi nascono da atteggiamenti politici strafottenti, quindi non possiamo avallare la strafottenza politica, anche quando, in apparenza, sembra favorirci. Poichè questo apparente favore non è altro che ancora un “rattoppo” che lascia la questione irrisolta.
La nostra Dignità non può farsi abbindolare da tali atteggiamenti, la nostra dignità deve pretendere la soluzione dei problemi, non l’ennesimo “contentino”, magari dando “spallate” a fondi di altre categorie altrettanto sofferenti ed altrettanto importanti per la nostra Regione.
Ha ragione chi non è disposto ad esser complice di un tale atteggiamento di irresponsabilità politica!
La nostra Dignità deve pretendere la lealtà di chi, a parole, dice di rappresentarci ma che poi, pur essendo maggioranza dell’assemblea Regionale, e sapendo del momento nevralgico, si assenta dall’assemblea legiferante!
Noi non possiamo assecondare o essere complici, di un atteggiamento politico opportunista ed ammiccante al “rattoppo”.
A rattoppo a rattoppo assumiamo, tutti quanti, l’aspetto di accattoni, e di conseguenza veniamo in tale modo trattati. Quando, invece, i veri accattoni morali, e nostri veri parassiti dell’anima, sono quelli che ammiccano ancora e sempre al rattoppo imperituro, all’imperitura nostra postura all’ “elemosina”! 
Io, a questa imperitura presa per i fondelli, non ci sto!

Antonino Lomonaco





DISSESTO IDROGEOLOGICO, MUSUMECI: CHIEDEREMO A ROMA UN PIANO STRAORDINARIO PER LA SICILIA DA 3 MILIARDI


Dal sito gds.it

di Maria Vera Genchi - 31 Ottobre 2021
Un piano straordinario per la Sicilia con una dotazione finanziaria di almeno 3 miliardi di euro. Questa l'ipotesi da esaminare insieme al governo centrale per far fronte ai dissesti idrogeologici che in questi giorni hanno messo in ginocchio la Sicilia. A dirlo è il presidente della Regione, Nello Musumeci.

“E' cambiato il clima, deve cambiare l'approccio che la politica e la scienza devono avere con il territorio – spiega ai microfoni di gds.it - dobbiamo chiedere al governo centrale la possibilità di esaminare l'ipotesi di un piano straordinario per la Sicilia con una dotazione finanziaria di non meno di 3 miliardi di euro, un progetto a media e a lunga scadenza”.

Rivedere il sistema idrico, fluviale, il sistema di raccolta delle acque meteoriche, le reti fognarie dei centri abitati e l'organizzazione agronomica dei territori. Questi gli interventi necessari secondo Musumeci. “Nella Sicilia orientale in questi giorni sono caduti 600 millimetri d'acqua – ricorda il presidente della Regione - tanta quanta ne cade in un anno. Le piogge ormai diventano sempre più localizzate e abbondanti. Questa nuova emergenza, ormai non è più una rarità, finisce col diventare una costante con cui convivere ”.

Sul fronte del contrasto alle frane, si dice orgoglioso: “Abbiamo erogato 421 milioni di euro, centinaia di interventi in tutte e nove le province, siamo la prima regione in Italia per spesa sul fronte della lotta alle frane. Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto ma naturalmente non basta”.

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Fonte: gds.it