Ricevo e pubblico dal Segretario Prov.le Snaf Fna Catania Franco Cupane
I sindacati autonomi di base chiedono al governo regionale il riordino del comparto Forestale. 1° Stabilizzare tutto il comparto a tempo indeterminato. 2° il passaggio da contratto privato a contratto pubblico. Con questo darete finalmente dignità lavorativa a tutti i lavoratori forestali Siciliani. Intervento del Segretario Regionale SNAF. Pippo Pecorino
La Regione Sicilia è terra di primati. E un primato è il numero e la spesa per il personale della Regione. I dipendenti regionali sono 17.057, ed è un numero cinque volte di più dei dipendenti della Regione Lombardia, che però ha il doppio degli abitanti della Sicilia. E i 17.057 dipendenti della Regione Sicilia costano ai cittadini contribuenti siciliani un miliardo di euro all’anno, compresi gli oneri sociali. E si tratta di una cifra poco meno della metà di quanto spendono tutte le 15 Regioni a statuto ordinario in Italia per pagare il proprio personale. E non solo: oltre i 17.057 vi sono 717 impiegati presso altre strutture ma pagati dalla Regione, 2.293 dipendenti con contratti a termine, e 7.291 dipendenti delle società partecipate della Regione Siciliana. In totale è un esercito di 28.796 dipendenti, senza contare 24.880 tra forestali e lavoratori socialmente utili. E poi, i dirigenti regionali nelle 15 Regioni italiane a statuto ordinario sono 1.919. Solo in Sicilia i dirigenti sono 1.692. A fronte di tutto ciò ecco perché quando esplodono casi come, da ultimo, gli assenteisti all’Assessorato alla Sanità, o altri esempi di pratiche che viaggiano a passo di lumaca, la cassa di risonanza dell’indignazione rimbomba. E recentemente il primo a indignarsi è il presidente della Regione, Nello Musumeci. Ricordate? Appena cinque mesi addietro, Musumeci, più che indignato, sbottò così: “Ci sono dei funzionari regionali che si comportano da veri criminali. Io li manderei in galera. Io ho trovato una Regione che lo era solo sulla carta intestata. Non c’è un sistema informatico. Si lavora ancora con il cartaceo. Una pratica per passare da un assessorato all’altro può necessitare di mesi. Un funzionario può lasciare la pratica sulla scrivania e, invece di portarla al collega sullo stesso piano, la lascia sulla scrivania per due mesi. Criminali. E se ti metti di traverso ti arriva subito il sindacato che minaccia lo stato di agitazione. Ma siccome io sono più agitato di loro, me ne frego. Tutti devono sapere la condizione in cui ci muoviamo in Sicilia”. Adesso, invece, ancora Nello Musumeci, allo stesso modo indignato, ha telefonato al suo assessore regionale a Territorio e Ambiente, Totò Cordaro, e gli ha intimato: “Sostituisci subito tutti i componenti della Commissione che si occupa della ‘Via’, la valutazione d’impatto ambientale”. Cordaro gli ha risposto perché? E Musumeci ha spiegato: “Serve respirare aria nuova, e non mi riferisco solo ai tempi di attesa per le pratiche, ancora lunghi malgrado i progressi registrati nell’ultimo anno. Ringrazio gli attuali componenti e il presidente per il lavoro fatto, ma tale Commissione ha bisogno di tecnici che considerino il loro compito un umile servizio e non un potere. Ha bisogno di tecnici che considerino il trascorrere del tempo come una calamità e non un’opportunità. Voglio una Commissione che lavori per accelerare le procedure invece di provare il sadico piacere di infliggere a ogni istanza decine di prescrizioni, spesso discutibili. Così si frena la spesa per gli investimenti e si condanna l’economia siciliana alla stagnazione”. E poi Musumeci ha aggiunto, come se non bastasse: “Ho chiesto inoltre all’assessore Cordaro di proporre la rotazione di qualche dirigente e funzionario interno che si occupa di pratiche autorizzative. Sono certo che potrà essere utile anche questo”. Fonte: www.teleacras.com
02 Maggio 2019 SANT’ALFIO – Il tormentato tema del “Riordino forestale” è stato al centro dell’ultima seduta consiliare del 30 aprile scorso a Sant’Alfio, sotto richiesta del gruppo “Costruiamo il futuro”. Il presidente del Consiglio comunale Giovanni Nucifora, ha inserito il punto all’Odg riguardante la proposta “Riordino Forestale” di cui il consigliere Carmelo Coco, nonché Segretario della Cisl di Sant’Alfio, si era fatto promotore affinché tutti i componenti del Consiglio comunale (maggioranza e minoranza) potessero contribuire e sostenere l’iniziativa atta a “spronare” il Parlamento ed il Governo regionali. Dopo la lettura e una illustrazione in aula da parte del Capogruppo di minoranza Renato Finocchiaro, il consigliere Coco ha Riassunto la situazione fino ad oggi mentre gli altri consiglieri presenti (Nucifora, Grasso, Borzì, Cosentino, Cardillo) si sono associati ai già sottoscrittori firmatari della proposta Finocchiaro, Coco e Zappalà condividendo all’unanimità la Delibera per l’approvazione finale. “Spero che questa iniziativa che stiamo condividendo oggi – ha detto Coco – possa dare un supporto in più alle organizzazioni sindacali ed un valore aggiunto attraverso i sempre più numerosi consensi (già apportati da 215 Comuni) da parte di sindaci e consiglieri dell’Isola, affinché finisca, si gradualmente ma definitivamente, il precariato dei lavoratori forestali e si dia un ordine determinante al settore che non può continuare e/o progredire se non grazie ad un’inquadratura dettata dal documento promosso da CGIL-CISL-UIL. Questa soluzione porterà in primis: più organizzazione del lavoro, misure di prevenzione degli incendi boschivi e di dissesto idrogeologico; meno desertificazione e sicurezza del territorio; risparmio dei costi per far fronte agli interventi citati ma soprattutto aprirà un turn over che permetterà l’accesso dei giovani, ormai rassegnati, al comparto Forestale che si arricchirà di nuove figure professionali con qualifiche aggiuntive nel settore! Ritengo indispensabile e positiva, la valutazione di questo documento di ‘Riordino Forestale’ presentato dalle Organizzazioni sindacali al nostro Presidente regionale Musumeci che, a mio avviso, non potrà che attivarsi positivamente in Parlamento regionale, e a far attivare l’iniziativa come hanno già fatto intendere in più occasioni gli Assessori di competenza Bandiera e Cordaro dimostrando la volontà di voler procedere”. Il consigliere Carmelo Coco, ringraziando il Sindaco per la celere sottoscrizione dell’atto portato in Giunta e l’accoglimento in Consiglio comunale per l’ulteriore sottoscrizione allo stesso, ha auspicato che al più presto si possa sempre più usufruire del supporto dei lavoratori forestali in tutti i Comuni del territorio siciliano. Mario Pafumi
Dal sito giornalelora.it 03 Maggio 2019 “La mancata assunzione di tutto il personale operaio stagionale nei Consorzi di Bonifica a far data odierna e soprattutto con l’avvenuta pubblicazione di una determina dirigenziale, la numero 148 del 29 aprile 2019, con la quale si affidano i lavori di manutenzione del parco macchine consortile (solitamente di competenza dell’officina meccanica interna) ad un’officina esterna di Ramacca, per LAVORI URGENTI e per evitare di arrecare DANNI PATRIMONIALI ALL’ENTE, ci induce ad organizzare un presidio di protesta. A far saltare l’equilibrio rispetto al clima tipico dell’attesa di preassunzione stagionale che si respira ogni anno è l’elemento crescente di esternalizzazione delle attività consortili, che penalizza e stressa fortemente quelle professionalità interne che investono gran parte della loro vita lavorativa per garantire l’agricoltura, mediante l’attività di manutenzione e distribuzione del servizio irriguo. Tra l’altro è impensabile che l’attività di officina meccanica venga considerata di natura stagionale. Invece di impiegare le professionalità interne razionalizzando le risorse disponibili l’amministrazione attuale manifesta la volontà di ricorrere sempre più di sovente alle ditte esterne che, hanno la necessità di trarre un profitto economico sui costi di riparazione. Auspico un cambio di rotta sulla gestione dei Consorzi di Bonifica, tenendo presente che il personale è un valore aggiunto da valorizzare e non un mero costo”. – A dichiararlo è Ernesto Abate Segretario regionale del Sifus Confali settore consorzio di bonifica –
Intervista al Segretario Prov.le Fai Cisl Palermo -Trapani
Adolfo Scotti
di Michele Mogavero -03 Maggio 2019
La Fai Cisl Sicilia per l'iniziativa Nazionale"Fai Bella l'Italia" ha scelto un sito di Cefalù. Impegnati volontariamente i lavoratori del comparto forestale (Esa, Consorzi, Forestali).
Domenica 5 aprile consegneranno l'area completamente bonificata ai cefaludesi.
Un'iniziativa fantastica che ha messo in primo piano l'esperienza e la professionalità degli operai. A gioire in primis saranno i residenti, che in un colpo solo si sono visti azzerare i rischi d'incendiO e anche se in piccola parte, quello del dissesto idrogeologico. E' stato fatto un importanteintervento di mitigazione idraulica,che in caso di temporali, particolarmente intensi, rallentava o bloccava del tutto l’afflusso dell’acqua, rischiando di allagare parte della zona. Ma grazie alla straordinaria opera dei forestali, lo scolo idraulico è libero e l'acqua può scorrere senza creare danni.
I fatti ci dicono che la prevenzione è necessaria e conveniente per tutti, quindi i lavoratori del comparto forestale, oltre al demanio boschivo, possono e devono essere utilizzati in altre competenze, non c'è più un minuto da perdere.
Almeno due soli contingenti per tutti e la Sicilia brillerà.
01 Maggio 2019 Un incendio è divampato questa sera a Gibilmanna frazione di Cefalù (Pa). Le fiamme stanno divorando alcune zone di macchia mediterranea. In azione alcune squadre dei vigili del fuoco. Sono state invece spente le fiamme divampate oggi a Palermo nel magazzino di un supermercato Sisa in via Empedocle Restivo e a due auto bruciate nella vicina via Abruzzi. La polizia sta indagando per accertare se le fiamme, divampate in pieno giorno, siane state appiccati da alcuni vandali. Fonte: www.nuovosud.it
Raffaella Pessina - 03 Maggio PALERMO – Ieri sono ripresi a Palazzo dei Normanni i lavori d’Aula dell’Assemblea regionale siciliana. Una seduta che è stata dedicata solo ad interrogazioni ed interpellanze, senza la discussione di disegni di legge. Il motivo è dovuto al fatto che fra venti giorni si voterà per eleggere il Parlamento europeo ed i partiti sono impegnati negli ultimi scampoli di campagna elettorale. La partita che si gioca è importante perché il Movimento Cinquestelle, forte dei successi di questi ultimi anni, vuole conquistare anche il Parlamento europeo, così come la Lega e tutti i partiti emergenti. L’Ars però paga il fatto che la politica è impegnata altrove e ormai da tempo. Praticamente dall’inizio dell’anno a Sala D’Ercole si è riusciti a legiferare ben poco perché prima si è entrati nella sessione di bilancio per approvare, non senza patemi d’animo, il bilancio, cercando di ridurre al massimo il periodo di esercizio provvisorio. Inoltre, durante la sessione di bilancio per regolamento non si discutono disegni di legge al di fuori di quelli che riguardano i documenti finanziari. Terminata la sessione dedicata alla approvazione di atti obbligatori, è cominciata la campagna elettorale per le elezioni amministrative che si sono appena concluse in molte parti della Sicilia per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali. Questo periodo si è accavallato a quello del lunghissimo ponte appena conclusosi, per le festività pasquali che hanno portato ad una sospensione di più di una decina di giorni. Adesso sono in arrivo le elezioni europee. Insomma, tra una festa ed una elezione, l’Ars potrebbe cominciare a lavorare a giugno, quando ormai sono passati sei mesi dall’inizio dell’anno e ad un paio di mesi di distanza dalle ferie estive. Ieri, peraltro, in Aula i deputati lamentavano che le interrogazioni presentate da sei mesi, non avevano ricevuto risposte e chiedevano notizie in merito. Insomma langue non solo l’attività relativa ai disegni di legge, ma anche quella degli atti ispettivi. Il Parlamento più antico del mondo tra l’altro diventa sempre più spesso teatro di eventi culturali e sembra più facile recarsi a Palazzo dei Normanni per un convegno o una mostra piuttosto che per assistere ai lavori d’Aula. L’allestimento dei eventi è senza dubbio motivo d’orgoglio, ma la stessa solerzia dovrebbe esservi a Sala d’Ercole. Addirittura in alcuni casi si è verificato che la seduta D’Aula sia stata differita di due ore per permettere lo svolgimento di un evento se altrimenti sarebbe stato contemporaneo. E se da un lato vi è una Assemblea poco produttiva (una manciata i disegni di legge approvati dall’inizio della legislatura), dall’altro c’è un presidente della Regione che stenta a far approvare i disegni di legge governativi, a causa di una maggioranza troppo debole in Parlamento e una opposizione che cristallizza qualsiasi iniziativa non condivisa. I risultati delle europee potrebbero forse portare nuovi equilibri sia a livello nazionale che, di conseguenza, regionale.
Ricevo e pubblico dalla Segreteria Regionale UGL agricoli, forestali e pesca Sicilia
COMUNICATO STAMPA DEL 30 Aprile 2019
Nella sede assessoriale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, il Segretario regionale UGL agricoli, forestali e Pesca Sicilia Franco Arena ha incontrato l’assessore Edy Bandiera, il dirigente generale del Dipartimento Dott. Mario Candore il dirigente del Dipartimento Servizio 4 Dott. Agatino Sidoti, e il direttore del Consorzio di bonifica della Sicilia occidentale Giovanni Tomasino. L’Assessore in occasione del primo tavolo di confronto sulla riforma dei Consorzi di Bonifica, ha comunicato punti cardine della riforma del Consorzio, rappresentata dal Governo, inoltre verso il 15 di maggio sarà comunicata una bozza alle OO.SS. Anche se è stato compiuto l’accorpamento in due soli consorzi – l'ente di bonifica della Sicilia Occidentale e quello della Sicilia Orientale - al fine di tagliare i costi di gestione, attualmente i dipendenti tra tempo indeterminato e stagionali sono circa 2000, la situazione debitoria e di circa 100 milioni di euro di debiti. Come O.S. riteniamo considerato il livello di degrado e di contenziosi fra utenti e consorzi di bonifica sia necessaria una riforma del settore con il coinvolgimento degli agricoltori. Nell’occasione abbiamo ribadito come la gestione del Consorzio di Bonifica in Sicilia non può ancora andare avanti con una gestione a due velocità anche per l’avviamento dei lavoratori dove quest’anno si è registrato anche una differenza nelle assunzioni Sicilia orientale lavoratori assunti per 136 giorni e Sicilia occidentale per 151 giorni, inoltre abbiamo sollecitato il pagamento delle mensilità pregresse per tutte le provincie cosi come si sta facendo per la provincia di Enna.
Dal sito livesicilia.it Il leader forzista risponde al dem Luca Sammartino.
PALERMO - "Caro Luca Sammartino, Pd e Forza Italia non sono simboli sommabili come una formula algebrica, ma le idee moderate, riformiste, europeiste, democratiche e liberali sono il loro comune denominatore". Così Gianfranco Micciché, commissario di Forza Italia in Sicilia, risponde all'esponente del Pd Luca Sammartino che in un'intrevista a Livesicilia ha parlato, sulla scia dei risultati delle amministrative, della prospettiva di una "casa comne" ispirata al buon governo che però non si limiti a "una somma di sigle" tra Pd e Forza Italia. 02 Maggio 2019 Fonte: livesicilia.it
Il SIFUS CONFALI insieme alle organizzazioni sindacali SNAF FNA, MAB Sicilia, SINALP, CODIRES organizzano una conferenza stampa per presentare la piattaforma unitaria di Riforma del Comparto Forestale che si terrà a Palermo al Dea Hotel (di fronte all’assessorato agricoltura e foreste) in viale Regione Siciliana, venerdì 3 maggio 2019 a partire dalle ore 10.00. «Sono molto soddisfatto – commenta Maurizio Grosso, segretario generale Sifus Confali – perché per la prima volta nella storia si è riusciti a mettere attorno ad un tavolo e lavorare su un progetto che ha come obiettivo lo sviluppo del patrimonio boschivo e del territorio tutti i sindacati autonomi e di base». Le 5 organizzazioni sindacali hanno costruito ed elaborato una proposta unitaria di Riforma del Comparto forestale siciliano imperniata sull’ampliamento delle competenze e sulla conseguente capacità di attingimento di risorse da nuovi canali di finanziamento. La piattaforma si propone di salvaguardare e rendere fruibile il patrimonio boschivo e forestale nonché di mettere in sicurezza il territorio siciliano attraverso l’utilizzo a tempo indeterminato dei lavoratori forestali. La proposta in oggetto contiene le caratteristiche per divenire parte integrante e fondamentale della legge di Riforma del Comparto Forestale che questo Governo e Parlamento Regionale.
Al via tra poco più di una settimana l'evento che si terrà alla tenuta Ambelia a Militello Val di Catania. Una tre giorni di mostre e iniziative. «La struttura rappresenta la volontà di riscatto, di rivincita dal degrado e dall'abbandono», dichiara il presidente Nello Musumeci MIRIAM DI PERI - 2 MAGGIO 2019 Otto dipartimenti coinvolti per un investimento da milioni di euro. Prenderà il via il prossimo 10 maggio la Fiera Mediterranea del Cavallo, presentata questa mattina a Catania, nella tenuta Ambelia, alle porte di Militello Val di Catania, comune che ha dato i natali al governatore. Dall'Agricoltura alle Foreste, passando per i Beni Culturali, l'Istruzione, le Infrastrutture, la Protezione Civile, fino alle Attività Produttive e al Turismo, la macchina organizzativa è stata messa in moto già diversi mesi fa e rappresenta uno dei grandi eventi promossi dalla Regione su cui il primo inquilino di Palazzo d'Orleans punta maggiormente. Riunioni operative periodiche, sopralluoghi nella Tenuta, una decina di dirigenti coinvolti, negli ultimi mesi quello per la Fiera equestre era diventato, stando a quanto filtra da fonti vicine al governo, un vero pallino per Musumeci. Non senza qualche mal di pancia tra i corridoi dei dipartimenti, chiamati «a un livello di precisione e coordinamento - sussurrano dalle retrovie - che in altri rami dell'amministrazione non viene invece richiesto». I primi comunicati, a inizio anno, in cui veniva annunciato l'avvio dei lavori parlavano di 1,3 milioni di euro per la messa in sicurezza del canale che costeggia la Tenuta. Costi lievitati in una fase esecutiva a tre milioni di euro. Ma adesso dalle parti della Regione più di una voce sussurra, rigorosamente sottovoce, che tra missioni, rimborsi e fisiologici imprevisti nel corso della realizzazione della Fiera, quella cifra sarebbe cresciuta ancora. Continua in questo link: https://meridionews.it/articolo/77343/turismo-presentata-la-fiera-mediterranea-del-cavallo-mobilitati-otto-dipartimenti-e-spesi-oltre-tre-milioni/
02/05/2019 Dall'allarme dei sindacati alla risposta della Regione che nega carenza di personale e rilancia con i biglietti online e il network dei luoghi Patrimonio dell'Umanità
Angelo Ruoppolo - 2 Maggio 2019 “Mala tempora currunt” alla Regione Siciliana: il governo nazionale sarebbe intenzionato a non concedere alla Sicilia la possibilità di rateizzare in 10 anni il residuo del disavanzo di 380 milioni di euro, che sarebbe invece da pagare in 4 anni, e quindi poco meno di 100 milioni di euro all’anno a decorrere dal 2019. Così l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, ha informato l’Assemblea Regionale, e ha spiegato: “Il ministero dell’Economia, facendo leva su una recente sentenza della Corte costituzionale, non intende concedere alla Regione la possibilità di spalmare il disavanzo in 10 anni, ma di farlo nell’arco dell’attuale legislatura. Aspettiamo la proposta formale del ministero, che comunque su queste basi non può soddisfarci”. Nel frattempo, già nella Finanziaria approvata nel febbraio scorso, l’Assemblea Regionale ha congelato i quasi 100 milioni di euro, ovvero la rata esatta del 2019 da scongelare e versare se il no alla rateizzazione in 10 anni sarà definitivo, a danno di numerosi settori economici e categorie di lavoratori. Il governo Musumeci mantiene trattative serrate con gli uffici di Roma, e un barlume di speranza forse lo si intravede nel decreto cosiddetto “Crescita” del governo Conte. Se il semaforo sarà verde, i 380 milioni di euro saranno comodamente pagabili in 10 anni, a 38 milioni di euro all’anno, e sarà scongiurato l’incubo di una Finanziaria “lacrime e sangue” fino al termine della legislatura. E il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta: “Noi non possiamo sostenere una rateizzazione di quell’importo entro questa legislatura. Noi ci accontenteremmo anche di un lasso di tempo di 10 anni, pur di evitare il collasso. E anche per rimpinguare quei capitoli che toccano le corde sensibili di alcuni settori della nostra società: i Forestali, gli Enti della cultura, alcune attività prioritarie nella vita della Regione”. Infatti, se la rata da pagare per il 2019 fosse confermata a quasi 100 milioni di euro, saranno subito attivati i tagli da 53 milioni di euro ai Forestali e da 48 milioni di euro al capitolo per il trasporto pubblico locale. E poi ancora, a cascata, 8,7 milioni di tagli al fondo per gli Ex Pip, 8,5 milioni al capitolo per i Consorzi di bonifica e 790mila euro sarebbero prelevati dalle risorse per la proroga dei contratti di lavoro negli stessi Consorzi. E poi una sforbiciata da 1,7 milioni di euro al fondo per la campagna di meccanizzazione dell’Esa, l’Ente di sviluppo agricolo, mezzo milione all’Istituto dell’olio e del vino, oltre 750mila euro all’Istituto zootecnico, 300mila euro circa all’Istituto per l’incremento ippico, e 281 mila euro al Consorzio della ricerca sulla filiera casearia. Poi sarebbero aggrediti i settori cultura e spettacolo, con un taglio di 1,6 milioni di euro nella sezione per i teatri pubblici del Furs, il fondo unico regionale per lo spettacolo, e meno risorse al Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, allo Stabile di Catania, all’Ente autonomo regionale “Teatro di Messina”, Taormina Arte, Fondazione orchestra sinfonica siciliana e Teatro Massimo di Palermo. E poi, ancora tagli ad assistenza e formazione, con meno fondi ai talassemici, al ricovero giudiziario dei minori, all’Unione italiana ciechi, alla Stamperia Braille, all’Istituto Helen Keller, ed agli enti gestori delle scuole di servizio sociale. E poi ai percorsi di istruzione per l’obbligo scolastico, alle scuole paritarie, ai consorzi universitari e agli Ersu, gli Enti regionali per il diritto allo studio.
Bronte. La organizzazioni sindacali di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, tornano a chiedere la riforma del settore forestale e la progressione delle attuali fasce occupazionali, trasformando i lavoratori che oggi effettuano 151 giornate di lavoro in operai a tempo indeterminato e portare gli altri che effettuano 78 e 101 giornate a 151 giorni di lavoro. Ma non solo. Alla Regione chiedono di garantire il turn over, sostituendo gli operai che vanno in pensione con i giovani. Lo hanno fatto nella sala consiliare del Comune di Bronte, all’interno di una partecipata assemblea. Presente il presidente del Consiglio comunale Nino Galati, che ha portato i saluti del sindaco Graziano Calanna, assente per impegni istituzionali. Durante l’incontro le organizzazioni sindacali hanno ribadito l’importanza del lavoro degli operai forestali che sono utilizzati in tanti settori. Fra questi la manutenzione idraulica del territorio forestale e la lotta contro gli incendi boschivi. Operai forestali utili anche nella prevenzione del dissesto idrogeologico ed nei lavori a difesa e conservazione del suolo. Insomma i lavoratori forestali strumento fondamentale per migliorare la qualità dell’ambiente e del paesaggio. “Per dare un futuro ed una prospettiva al lavoro forestale –si legge in una nota dei sindacati – bisogna pensare ad introdurre in questo comparto, anche in piccole percentuali (15/20 %) rispetto a chi fuoriesce, di giovani”. Infine la “triplice” ha chiesto di programmare l’attività di formazione continua per gli operai. «Problemi ed argomenti che conosco benissimo – ha affermato il presidente Galati – Per questo il Consiglio comunale di Bronte si farà portavoce nei confronti della Regione siciliana affinché le richieste dei lavoratori del comparto forestale vengano recepite». Fonte “La Sicilia” del 30-04-2019 Pubblicato da www.bronte118.it
Ricevo e pubblico dalla Segreteria regionale del Sifus Confali
Domani 3 maggio ore 10.00 presso l'Hotel Dea (di fronte assessorato agricoltura) in Palermo, CONFERENZA STAMPA dei vertici sindacali di SNAF, MAB, SIFUS, CODIRES e SINALP per presentare la piattaforma unitaria di proposta di riforma del comparto forestale. Sono invitati componenti del Governo e Parlamentari. Siete tutti invitati. Maurizio Grosso Giuseppe Fiore
di Pippo Russo “Che segno lasciano le ultime amministrative?”
Davvero qualcuno pensa di potere trarre delle indicazioni solide - politiche e sulle dinamiche elettorali fino alle imminenti elezioni europee e oltre - dalle recenti consultazioni amministrative in Sicilia? E' vero, ciò che accade nella Trinacria solitamente è il preludio di quanto accadrà o sta accadendo sotto traccia nel Paese, in una Italia in perenne campagna elettorale. O meglio, era il preludio. Lo era in un tempo in cui nel bene e nel male esistevano i partiti tradizionalmente intesi, in cui la politica non era come oggi “prêt-à-porter”, cioè pronta all'uso senza troppi coinvolgimenti ideali (ieri ideologici) con movimenti e sedicenti partiti che si accoppiano e si “scoppiano” con una rapidità imbarazzante o che si affacciano sul mercato come quei negozi che misteriosamente aprono e altrettanto misteriosamente chiudono. Disponibili a prostituirsi ai cambia casacca di professione, perenni portatori di voti qualunque distintivo indossino, sacrificando storie, identità e morale in cambio di poltigliose sommatorie di consensi. E' così, e non deve meravigliare che a piazze piene non corrispondano numericamente le schede ai seggi (è accaduto a Salvini a Gela e a Bagheria), perché in Sicilia è sì parimenti di moda un selfie con il Capitano di Pontida quasi fosse un ricordo da esibire con orgoglio – al pari di una foto con personaggi della statura di una madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II, Nelson Mandela o Martin Luther King – ma alla fine conta il voto dato al parente, all'amico - non importa se incapace o disonesto –, conta sostenere chi ti può elargire un favore. I ras del consenso lo chiamano “radicamento nel territorio”, nel mio personale vocabolario si chiama “clientelismo” e pur con tutti i suoi gravi limiti e antichi vizi la Lega non ha avuto maniera, semmai lo avesse voluto, di “radicarsi”, mentre il M5S risulta incapace di entrare nel tessuto vivo della società siciliana perdendo copiosamente voti nonostante Di Maio dica che tutto va meravigliosamente. Non dimentichiamo poi, in vista delle europee, le sale piene in occasione di kermesse di candidati – vedi l'apertura della campagna elettorale di Saverio Romano – che rappresentano quella politica inutilmente e dannosamente seduta a lungo alla guida delle istituzioni siciliane che andrebbe dimenticata e che, invece, registra il “sold out”. Non dimentichiamo le inchieste giudiziarie e giornalistiche sul “sistema Montante”, sulle logge segrete, veri e oscuri governi paralleli, indipendentemente dai profili penali di competenza dei magistrati. Insomma, poche sono le riflessioni da fare dopo il voto del 28 aprile, tenendo presente il limitato campione di comuni ed elettori andati alle urne e i diversi sistemi elettorali a seconda delle città coinvolte. Pd e Fi ormai non si capisce più cosa rappresentino costretti a stare insieme per contrastare, lo affermano col petto gonfio, populismo e sovranismo. In realtà il civismo, strumentalmente evocato per la santa crociata, non c'entra nulla perché “civismo” non vuol dire assenza di condivisione di valori e di programmi in nome di una missione salvifica auto-affidatasi; non vuol dire mettere insieme realtà normalmente (e teoricamente) contrapposte. In realtà, Pd e Fi in Sicilia sono abituati a governare – ecco, loro sono stati e sono parecchio “radicati” nel territorio - e di scempi ne hanno compiuto a vagonate lasciandoci nella disperata condizione in cui ci ritroviamo. Mal sopportano di stare fuori dai Palazzi o di doverne uscire, per cui è preferibile coalizzarsi. Il M5S dopo avere riempito nel recente passato le piazze all'inverosimile ha fallito clamorosamente nella scelta della classe dirigente. Quando sai – è successo già a Fi ai suoi albori – che l'elettore ti vota a occhi chiusi a maggior ragione hai l'obbligo di individuare una classe dirigente di altissimo spessore. Invece tranne poche eccezioni il livello è deludente e ora ne pagano le conseguenze. C'è un solo modo per ribaltare la sotto cultura del favore: il buon governo, illustre sconosciuto nelle nostre martoriate contrade. Evidentemente il buon governo è mancato anche dove i pentastellati hanno avuto sindaci e maggioranze. La Lega, in Sicilia o sfondava adesso oppure non lo farà domani marcando una sorta di “specialità” siciliana trainante. Se alle europee conseguirà in Sicilia un rilevante risultato, in linea con i sondaggi, sarà soltanto la conferma di un dato nazionale, non necessariamente replicabile a livello di elezioni regionali e amministrative. In conclusione, niente di nuovo sotto il sole...siciliano. 01 Maggio 2019 Fonte: livesicilia.it
30 Aprile 2019 Nella sede assessoriale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, oggi 30 aprile 2019 il SIFUS rappresentato dal segretario generale Maurizio Grosso, dal segretario regionale Ernesto Abate, dal segretario regionale aggiunto Silvio Italiano, dal segretario provinciale di Messina Gaetano Orlando e dall’Rsa del Consorzio di Bonifica di Palermo Antonino Tomasello, si è incontrato con l’assessore Edy Bandiera ed il dirigente del Dipartimento 4 Dott Agatino Sidoti, in occasione del primo tavolo di confronto sulla riforma dei Consorzi di Bonifica. Nell’argomento entra nello specifico l’assessore, il quale esprime i punti cardine della riforma del Consorzio, rappresentata dal Governo, sintetizzata come segue: – i Consorzi di Bonifica verranno restituiti legittimamente agli agricoltori; – le reti irrigue e le infrastrutture verranno organizzate per un efficientamento che possa permettere un servizio adeguato, per rendere competitiva l’agricoltura nel mercato; – i debiti ascrivibili alla gestione dei Consorzi di Bonifica in fase di riforma, subiranno una epurazione da definire nel corso delle prossime settimane, in modo da poter consegnare agli agricoltori dei nuovi enti, puri e senza ulteriori appesantimenti gestionali; – I Consorzi di Bonifica avranno modo di lavorare in sinergia con l’Autorità di Bacino, che da poco ha visto l’insediamento delle figure necessarie per amministrare le attività previste dallo statuto, con la quale si è già trattato il tema dell’uso delle acque reflue da allacciare alle reti di distribuzione dei Consorzi di Bonifica; – dalla riforma del Governo il futuro dei Consorzi di Bonifica sembra orientarsi sempre più verso un unico Consorzio e da tre ad un massimo di sei distretti. Come SIFUS, nell’occasione, abbiamo già consegnato la nostra proposta di riforma che ci riserviamo di rappresentare in via ufficiale in conferenza stampa, in data da definire. Il confronto è stato articolato e ci ha visti impegnati per circa due ore e mezza, permettendoci di affrontare in grandi linee i punti forti della nostra proposta di riforma e si è ritenuto necessario dover procedere con successivi tavoli di lavoro tecnico, per entrare a fondo negli argomenti. Nell’occasione come O.S. abbiamo ribadito come la Bonifica in Sicilia non può ancora andare avanti con una gestione a due velocità come fossimo nel Regno delle due Sicilie, mettendo sul tavolo le ragioni dell’ultimo esposto querela inviato alla Procura della Repubblica di Caltagirone ed alla Corte dei Conti, rispetto ad una determinazione del direttore generale del Consorzio di Bonifica della Sicilia Orientale pubblicata nel Consorzio di Bonifica di Caltagirone (numero 54 del 16 Aprile 2019), in cui si profilano gli elementi del danno erariale da verificare per competenza dagli organi preposti. Proprio su questo argomento l’assessore ci ha rassicurati di un cambio di rotta in questa fase transitoria, rispetto agli indirizzi di gestione degli attuali due Consorzi di Bonifica, con l’enunciazione di ulteriori linee guida. L’assessore lo farà già lunedì prossimo nella stessa sede assessoriale, alla presenza dei due Direttori generali e dei due Commissari straordinari delle due aree, in presenza del dirigente generale del Dipartimento 4 Dott Mario Candore, mediante un tavolo nel quale verranno smussate quelle condizioni che dimostrano diversi orientamenti che tutelino i dipendenti e gli agricoltori. In conclusione l’unica perplessità che aleggia nell’aria è il rischio di qualche compagine interessata esclusivamente ad una lavata di faccia all’attuale riforma in atto, cosa che scongiuriamo e per la quale lottiamo sin dal primo giorno in cui ci siamo occupati di Consorzi di Bonifica. Fonte:sicrapress.it