07 gennaio 2019

ARS, LE VACANZE SONO FINITE. UN MESE PER BILANCIO E FINANZIARIA. IL BLOG: INVECE LE SOLITE PASSERELLE PER I LAVORATORI FORESTALI? ADESSO BASTA! O GLI EMENDAMENTI VENGONO APPROVATI O ALTRIMENTI È MEGLIO NON ILLUDERLI ULTERIORMENTE


PALAZZO DEI NORMANNI

di Maria Teresa Camarda
Riprendono i lavori delle Commissioni, l'Aula è convocata alla fine della settimana. Quasi pronta la legge sul randagismo.


PALERMO - Dopo un anno in cui, prevalentemente, l'Ars è stata impegnata in una lunga sessione di Bilancio, ecco che il 2019 si apre più o meno allo stesso modo. Le prime convocazioni delle Commissioni sono previste già domani, lunedì 7 gennaio, e in molte di queste all'ordine del giorno ci sono Bilancio e Finanziaria. Il Governo regionale ha provato alla fine dell'anno scorso a scongiurare il ricorso all'esercizio provvisorio, ma l'obiettivo è stato mancato. Dalle prime battute dell'attività parlamentare si potrà capire se il mese previsto basterà o se sarà necessario allungare ancora i tempi. L'Aula intanto tornerà a riunirsi venerdì 11 gennaio alle 11.

Si riparte proprio dal bilancio di previsione della Regione e dalla legge di Stabilità nella "centralissima" seconda commissione dell'Ars, guidata dal forzista Riccardo Savona. La prima convocazione, però, è dedicata al concorso che sarà bandito da Palazzo d'Orleans per ricostituire l'ufficio stampa della Regione e saranno ascoltati il presidente dell'Ordine dei giornalisti Giulio Francese e il segretario dell'Assostampa Roberto Ginex.

Sempre un deputato di Forza Italia, Stefano Pellegrino, alla guida della commissione Affari istituzionali, dove è atteso il dibattito sulle nomine dei manager della Sanità. "Affronteremo anche la riforma della legge elettorale e il disegno di legge sulla semplificazione burocratica, ma - dice Pellegrino - assieme alla Commissione Antimafia stiamo mettendo a punto un codice etico molto serio e articolato per i dipendenti pubblici, i deputati e gli assessori regionali. Non un semplice sistema di regole, ma un documento di valore legislativo che prevederà anche delle sanzioni". 

Il codice, infatti, è tra i punti che saranno affrontati pure dalla commissione speciale guidata da Claudio Fava, dei Centopassi, che, dopo aver chiuso il lavoro sul depistaggio della Strage di via D'Amelio, chiuderà entro febbraio con le ultime audizioni anche il filone sul cosiddetto "sistema Montate". Le agromafie, le minacce ai sindaci e agli amministratori locali, il caso Girgenti Acque tra le altre cose che nella seduta del 9 gennaio saranno fissate in agenda, oltre alla possibilità di lavorare sulla questione migranti dopo l'appello del presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè.

Bilancio e Finanziaria impegneranno le commissioni di merito per le parti che a loro competono, prima di poter affrontare le altre questioni rimaste in sospeso. La commissione Attività produttive, per esempio, presieduta da Orazio Ragusa di Forza Italia, sta per concludere il lavoro sul disegno di legge sulla pesca e si metterà al lavoro sulla riforma dei consorzi di bonifica, quando il testo sarà trasmesso dalla seconda Commissione.

In quarta commissione, Ambiente e Rifiuti, la presidente Giusy Savarino di Diventerà Bellissima ha all'ordine del giorno "tre disegni di legge molto importanti per la Sicilia, di iniziativa governativa ma che hanno bisogno del giusto approfondimento parlamentare, così com'è stato per il piano rifiuti", dice. Si tratta dei ddl su Urbanistica ed edilizia, quello su Parchi e riserve - i cui commissari sono in scadenza e serve una norma per evitare ulteriori proroghe - e la riforma della legge sugli appalti. "L'obiettivo è ridurre gli eccessivi ribassi e gli spazi di discrezionalità".

Per i deputati della commissione Cultura, guidati da Luca Sammartino del Partito democratico, la prima convocazione servirà per fare il punto sulla situazione economico finanziaria della Fondazione Mandralisca di Cefalù, mentre la sesta commissione, Sanità, presieduta da Margherita La Rocca Ruvolo dell'Udc, prima di tutto si occuperà di nomine e in particolare di quella del direttore generale dell'Irccs - Centro neurolesi Bonino Pulejo di Messina.

In dirittura di arrivo, infine, il lavoro della Commissione speciale sul fenomeno del randagismo in Sicilia: "La legge è quasi pronta e il prossimo passo sarà l'analisi di eventuali osservazioni delle associazioni di categoria e l'audizione con l'Anci", ha detto il presidente Tommaso Calderone. Una delle prossime leggi da approvare in Sala d'Ercole potrebbe dunque essere proprio questa, una volta concluso anche il compito del consulente scelto dal presidente Miccichè, Giovanni Giacobbe Giacobbe, il cui contratto scadrà il 31 gennaio 2019.
06 Gennaio 2018

Fonte: livesicilia.it






06 gennaio 2019

IL PIANO INDUSTRIALE PER GLI IDRAULICO FORESTALI DI VINCENZO DE LUCA. PROMETTEVA LA STABILIZZAZIONE, MA NELL'IMMEDIATO DOVEVA GARANTIRE 151 GIORNATE PER TUTTI. IL BLOG: QUESTO CI FA CAPIRE CHE LE CHIACCHIERE SONO SOLO A CARNEVALE, PRIMA I FATTI E POI TUTTO IL RESTO



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La nota del Blog:

Per quanto riguarda il Pd anche noi siamo stati presi per i fondelli. 
Adesso abbiamo il centro destra e siamo in attesa di quello che hanno promesso. Ma il primo impegno delll'Assessore Bandiera è già sfumato...



Per il momento quelle del Presidente Musumeci sono solo chiacchiere


Quella dell'Assessore Bandiera diciamo che è stata una presa in giro







REDDITO E QUOTA 100, ECCO COME FUNZIONERANNO


Dal sito www.adnkronos.com

06 Gennaio 2019
Reddito di cittadinanza e Quota 100 sulla rampa di lancio: la bozza del decreto che li introduce è infatti pronta ed è al vaglio dei tecnici del governo gialloverde. Chi è in condizione di povertà a partire da aprile 2019 potrà chiedere il Reddito di cittadinanza firmando un patto per il lavoro che impone l’impegno alla formazione, alla ricerca attiva del lavoro e all’accettazione di offerte di lavoro congrue e si potrà andare in pensione se si sono raggiunti a fine 2018 almeno 62 anni di età e 38 di contributi e nello stesso mese. "E' istituito a decorrere dal mese di aprile 2019 il reddito di cittadinanza" che per "i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componente di età pari o superiore e 65 anni assume la denominazione di pensione di cittadinanza" si legge nella bozza del decreto. Il ministero dello Sviluppo Economico sarà responsabile del monitoraggio dell'attuazione e pubblicherà, ogni anno, un rapporto che sarà consultabile sul sito internet del ministero. Sono 1,437.000 i nuclei familiari beneficiari, pari a 4.559.579 persone, prevede ancora la bozza, per un costo incluso gli stranieri di 8.526.606.259 euro.

REDDITO DI CITTADINANZA A chi spetta, chi ne è escluso, durata, obblighi 
Per richiederlo occorrono una serie di requisiti. Per i cittadini residenti in Italia, occorre che lo siano in maniera continuativa "da almeno 10 anni al momento della presentazione della domanda". Il reddito verrà erogato a chi "è in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parti della Ue, ovvero suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero proveniente da Paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo". La cittadinanza italiana, la residenza in Italia o il permesso di soggiorno non sono gli unici requisiti richiesti. Secondo quanto riportato nella bozza, infatti, potranno richiedere il reddito di cittadinanza - che può essere percepito "per un periodo continuativo non superiore ai 18 mesi"- i cittadini in possesso di un Isee inferiore ai 9360 euro; un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad una soglia di 30mila euro; un valore patrimoniale mobiliare non superiore ai 6mila euro, soglia accresciuta di 2000 euro per ogni componente familiare, fino a un massimo di 10mila euro, e di 5000 euro per ogni componente con disabilità. Ai beneficiari del reddito di cittadinanza "che avviano un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi di fruizione del RdC è riconosciuto in un'unica soluzione un beneficio addizionale pari a sei mensilità" nei limiti dei 780 euro mensili. Escluso dal reddito chi possiede auto di cilindrata superiore ai 1600 cc, moto superiori ai 250 cc sarà, così come i proprietari di auto "immatricolate per la prima volta nei sei mesi antecedenti alla richiesta del reddito di cittadinanza". E il divieto, si legge ancora nella bozza, riguarda tutto il nucleo familiare. "Nessun componente del nucleo familiare deve essere intestatario", si specifica, di tale tipo di veicoli. Esclusi anche gli intestatari "a qualunque titolo o aventi piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto". Esclusi inoltre "i soggetti che si trovano in stato detentivo" e "coloro che sono ricoverati in istituti di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica". La prima offerta di lavoro sottoposta entro i primi sei mesi al beneficiario del reddito potrà arrivare al massimo da 100 km di distanza dalla residenza. La bozza fissa poi a 250 km la distanza per la seconda proposta, da sottoporsi fra il 6° e il 12° mese. A partire dal 12° mese l'offerta potrà essere quindi sottoposta da tutta Italia, purché il beneficiario sia in nuclei familiari senza minori e senza disabili. Nel secondo ciclo di reddito di cittadinanza (dal 19° al 36° mese), si legge, "tutti, anche con figli minori devono accettare l’offerta di lavoro su tutto il territorio nazionale, pena la decadenza del beneficio". Passati 12 mesi, senza nessuna offerta di lavoro, la prima offerta può arrivare entro 250 km. I beneficiari del reddito di cittadinanza sono infatti obbligati ad accettare "almeno una di tre offerte congrue" di lavoro. Per offerte "congrue" si intende quelle "entro 100 chilometri di distanza dalla residenza nei primi 6 mesi di fruizione, entro i 250 chilometri oltre il sesto mese di prestazione e in caso di rinnovo, se assenti non ci sono nel nucleo familiare minori o persone con disabilità, "ovunque sul territorio italiano". Oltre ad "accettare almeno una di tre offerte congrue", nella bozza vengono elencati anche una serie di 'obblighi' come "accettare di essere avviato ai corsi di formazione o di riqualificazione professionale" e "sostenere colloqui psicoattitudinali e le eventuali prove di selezione finalizzate all'assunzione. "Il beneficio economico è erogato attraverso la Carta RdC", si legge ancora. "Oltre al soddisfacimento delle esigenze previste per la carta acquisti, la Carta Rdc permette di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore ad euro 100 per un singolo individuo". "E' fatto divieto - si specifica - del consumo di beni e servizi che provengono dal gioco di azzardo e che portano alla ludopatia, pena la revoca del beneficio". Secondo l'articolo 7 dedicato a 'Cause di decadenza e sanzioni' riportato nella bozza, "chiunque nell'ambito della procedura di richiesta del reddito, con dolo, fornisce dati e notizie non corrispondenti al vero, incluso l'occultamento di redditi e patrimoni a fini Isee o di dichiarazioni fiscali, al fine di ottenere il RdC, è punito con la reclusione da uno a sei anni, oltre alla decadenza del beneficio e al recupero di quanto indebitamente percepito, comunque disposti anche in assenza di dolo". Inoltre chi perde il beneficio del reddito di cittadinanza "rimane fuori per 18 mesi, e solo dopo 18 mesi si può ri-accedere". Chi assume a tempo pieno e indeterminato un beneficiario di reddito di Cittadinanza, senza licenziarlo per 24 mesi, ha diritto - si legge - a uno sgravio contributivo pari alla differenza fra 18 mensilità di RdC e quello già goduto: un importo massimo di 780 euro che potrà essere aumentato di una mensilità in caso di assunzione di soggetti svantaggiati e donne, per una durata non inferiore a 5 mensilità (6 nei casi già citati).

QUOTA 100 
Finestre temporali, Ape social e proroghe, Opzione donna
Per quanto riguarda la sperimentazione triennale prevista nella bozza di decreto per la pensione, per il triennio 2019-2021 si potrà andare in pensione anticipata a 62 anni di età e 38 di contributi. Il requisito relativo all'età anagrafica, però, si legge ancora, sarà "successivamente adeguato agli incrementi della speranza di vita". Per maturare il diritto all'accesso sarà possibile, si legge ancora nella bozza, cumulare gli eventuali contributi maturati in altre gestioni anche se quota 100 "non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo. Un limite questo cui fanno eccezione quei redditi da lavoro autonomo "occasionale" per un massimo di 5mila euro lordi annui e valido fino "alla maturazione dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia". La prima finestra per i privati per andare in pensione è aprile 2019 mentre la prima per i pubblici è luglio 2019: nel primo caso devono aver maturato i requisiti di 62 anni di età e 38 di contributi entro il 31 dicembre 2018 (con una decorrenza di 3 mesi), mentre per i lavoratori pubblici la decorrenza è pari a sei mesi. Sempre per i lavoratori pubblici è previsto un preavviso alle amministrazioni di almeno sei mesi. L'accesso alla pensione anticipata è consentita, si legge ancora nella bozza di dl, "se risulta maturata un'anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne. In questo caso il diritto alla decorrenza delle pensione una volta maturati i requisiti è trimestrale. Abrogazione degli incrementi di età legati all'aumento della speranza di vita invece per i lavoratori precoci che conseguiranno a partire dal 1 gennaio, il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 3 mesi dalla maturazione dei requisiti stessi. Proroga ma solo per un anno, fino al 31 dicembre 2019, anche dell'Ape sociale per particolari categorie di lavoratori disagiati. Il diritto al trattamento pensionistico anticipato ricalcolato con il metodo contributivo infatti è riconosciuto per le donne nate entro il 31 dicembre 1959 che abbiano maturato una anzianità contributiva pari o superiore ai 35 anni. Per dare "piena attuazione" alle disposizioni contenute nel decreto è autorizzata una spesa di 50 mln di euro per l'assunzione di personale da assegnare alle strutture dell'Inps.

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Fonte: www.adnkronos.com





MANNINO FLAI CGIL SICILIA: QUOTA CENTO PENALIZZA IL SUD. CHI HA LAVORO STAGIONALE, PRECARIO E DISCONTINUO NON POTRÀ FAR VALERE LA CONTRIBUZIONE DA MALATTIA, MATERNITÀ, DISOCCUPAZIONE, MOBILITÀ, CASSA INTEGRAZIONE ECC. BRACCIANTI AGRICOLI E LAVORATORI EDILI I PIÙ PENALIZZATI


Dalla pagina Facebook
del Segretario Generale Flai Cgil Sicilia
Alfio Mannino

Intanto una cosa è certa quota cento penalizza i lavoratori del sud e le donne. Chi ha lavoro stagionale, precario e discontinuo non potrà far valere la contribuzione da malattia, maternità, disoccupazione, mobilità, cassa integrazione ecc. ecc.
Insomma a titolo di esempio i braccianti agricoli e i lavoratori edili non potranno mai raggiungere i requisiti richiesti.








LA POLITICA CI PRENDE IN GIRO ED IL BLOG RIPAGA CON LA STESSA MONETA. QUESTO PER CHIARIRE ALCUNI PUNTI


di Michele Mogavero
Ho eliminato un post "copia e incolla con tanto di link" perchè a qualcuno ha dato fastidio, giusto e sacrosanto. Si precisa però che il Blog tramite il copia e incolla ha pizzicato e continua a pizzicare tutti, nessuno escluso! Il Blog ha pubblicato notizie sul sistema Montante, tangenti, mafia dei pascoli ecc... e cosa c'entrano con i Forestali? Niente!
Siccome purtroppo o per fortuna dipendiamo dalla politica che in questi anni ci ha preso letteralmente in giro, di conseguenza il Blog prende in giro la politica. Tutto quì!

Ho già una denuncia in corso per aver pubblicato un articolo (a firma mia) per niente offensivo ma che non era farina del mio sacco. In caso di condanna il Blog chiude, tranquilli!

Il Blog è uno strumento libero, che da voce a tutti, che lotta quotidianamente per la dignità lavorativa che ognuno di noi merita, ma che nello stesso tempo non ha padroni. Forse è per questo che è vulnerabile.
A volte si sbaglia, ma sempre per una giusta causa!





05 gennaio 2019

AUTONOMIA LOMBARDIA, FONTANA AVVERTE I CINQUE STELLE: "SENZA ACCORDO CADE IL GOVERNO". DIPENDE ANCHE SU COME VERRÀ IMPOSTATO IL REDDITO DI CITTADINANZA, SE SARÀ DECLINATO COME UNA SCELTA DI VITA, AVREMO QUATTRO MILIONI DI FORESTALI


Dal sito www.ilgiorno.it

Il governatore della Regione è convinto che l'impegno sarà rispettato

di GIULIA BONEZZI
Milano, 5 gennaio 2019 - Si dice convinto che il governo «onorerà l’impegno» sull’autonomia della Lombardia (e del Veneto e dell’Emilia-Romagna); e che se i 5 Stelle non lo faranno, «il governo cadrà».

Attilio Fontana, governatore della Lombardia, lei è fiducioso quanto netto.
«Credo che l’autonomia sia una grande riforma dalla quale non possiamo prescindere se vogliamo dare un’impostazione diversa a questo Paese. Le scelte fatte a Roma possono andar bene per certi territori, non per tutti».

Ad esempio?
«In Lombardia abbiamo bisogno di assumere medici. Oggi dobbiamo sottostare a una norma che ci impone non solo di non aumentare, ma di ridurre la spesa per il personale in sanità. Con l’autonomia avremo solo l’obbligo dell’equilibrio di bilancio, e potremo investire in assunzioni. Oppure, pensiamo agli insegnanti: finirà il balletto di docenti che cambiano ogni sei mesi, perché stabilizzeremo i precari e organizzeremo le immissioni in ruolo, con vincoli a non chiedere il trasferimento per un certo numero di anni. E non parliamo solo di scuola e sanità, ma anche di ambiente, cultura, lavoro... Ad esempio potremo portare tutti i centri per l’impiego che abbiamo sul territorio ai risultati buoni dei nostri».

Pochi hanno dubbi sul fatto che l’autonomia ‘convenga’ alle Regioni-locomotiva del Paese, ma come convincerebbe chi ritiene che lascerà un pezzo d’Italia ancora più indietro?
«Vede, con l’autonomia un amministratore è costretto a efficientare la propria macchina, perché non ha più lo Stato che mette una pezza. Cadrà l’alibi di Roma che non dà soldi, sarà una presa di coscienza e responsabilità. Bisogna fare una scelta sul futuro del Paese: vogliamo assumere venticinquemila forestali o usare gli stessi soldi per finanziare venticinquemila start-up avviate da giovani? Sono due idee di Paese completamente diverse. Di sicuro, se lasciamo le cose come stanno l’Italia andrà alla deriva. E il divario tra Nord e Sud aumenterà».

Il reddito di cittadinanza su quale delle due strade ci porta?
«Dipende tutto da come verrà impostato: se sarà declinato come una scelta di vita, avremo quattro milioni di forestali; se invece sarà una misura temporanea potrà aiutare tante persone che sono ai margini del mondo del lavoro e vogliono rientrarci».

Anche la riuscita dell’autonomia dipenderà da come sarà impostata. Che cosa è imprescindibile?
«Il trasferimento delle competenze assieme al trasferimento delle risorse, basate sulla spesa storica. Poi, negli anni a venire, l’individuazione dei costi standard, per fare in modo che l’efficienza delle zone che vanno meglio ‘infetti’ l’inefficienza di quelle che vanno peggio: una siringa non può costare di più a Napoli che a Milano. Dobbiamo risparmiare tagliando non i servizi ma gli sprechi, in modo che tutti i convogli prendano il ritmo del più veloce».

In Lombardia vengono a curarsi moltissime persone da fuori regione: sarà ancora così?
«Certo. Io continuo ad augurarmi che possano farsi curare con la stessa qualità nella loro regione, perché trovo non degno che siano costrette a spostarsi, ma se vorranno continueremo ad accoglierle. Su questi aspetti si sta facendo della squallida demagogia. Questa riforma sicuramente non la vogliono i cialtroni, gridano a un pericolo inesistente per non affrontare questa sfida».

La Lombardia è disposta a dare una mano a chi vuole affrontarla?
«Sì, abbiamo già molte collaborazioni, ad esempio stiamo esportando il nostro modello del 118 in Sicilia. La solidarietà è questo: non solo mettere a disposizione soldi, ma anche un modello che funziona».

© Riproduzione riservata

Fonte: www.ilgiorno.it






QUESTA PALLA RIVOLUZIONERÀ I VIGILI DEL FUOCO! VIDEO







UGL-AGROALIMENTARE: ANCORA RITARDI NEL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI PER I FORESTALI. CHIEDIAMO AL GOVERNO REGIONALE ANCORA UNA VOLTA DI COSTITUIRE UN TAVOLO TECNICO PER L’APPROVAZIONE DELLA RIFORMA DEL SETTORE FORESTALE


Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Ugl Agricoli e Forestali
Franco Arena

La concreta disponibilità dei fondi di cui all’articolo 2, comma 5, della legge regionale n. 8/2018, per consentire la prosecuzione delle attività per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria, Sistema agroforestaleambientale-rurale, previste dal Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020 ed in attuazione della deliberazione della Giunta regionale n. 388 del 19 ottobre 2018, il Ragioniere generale è autorizzato ad iscrivere nell’entrata e nella spesa del bilancio regionale per l’esercizio finanziario 2018 la dotazione finanziaria di euro 44.000 migliaia di euro, ha anche dato copertura finanziaria alle garanzie occupazionali previste per legge, purtroppo questo non è servito a far sì che i lavoratori percepissero lo stipendio entro l’anno, nonostante il Governo e i Dirigenti avessero assicurato alle organizzazioni sindacali Regionali che gli uffici avrebbero eseguito tutti gli adempimenti nei tempi necessari. Sta di fatto che ancora oggi, non sono stati emessi dalla Ragioneria gli ordini di accreditamento, e tale ritardo fa supporre che tutto slitterà alla riapertura della Cassa Regionale. Come O.S. abbiamo sollecitato gli Uffici preposti.

Chiediamo al Governo regionale ancora una volta di costituire un tavolo tecnico per l’approvazione della Riforma del settore forestale, come da nostra proposta. Importante e significativo per la continuità lavorativa e sicurezza del raggiungimento dei livelli occupazionali il passaggio in finanziaria che permetterà l'uso dei fondi regionali, piuttosto che i fondi fsc.

Palermo 4.1.2019
Franco Arena





IL PRESIDENTE DELLA REGIONE CAMPANIA VINCENZO DE LUCA, DEFINISCE GLI OPERAI FORESTALI ‘PIPPE VARIE’ E LI LASCIA SENZA STIPENDIO PER 5 MESI. IL BLOG: MA IN CAMPAGNA ELETTORALE LE PAROLE SUI FORESTALI ERANO DI TUTT'ALTRO SPESSORE

Dalla pagina Facebook
del Consigliere M5S Regione Campania
Michele Cammarano

Nella sua ultima gag in Consiglio regionale, in maniera irriguardosa e offensiva, De Luca ha dato una vergognosa definizione del dramma che vivono da sempre le famiglie degli operatori idraulico-forestali. Durante l’ultima discussione sul bilancio, nell’aula del Consiglio regionale, il governatore della Campania si è permesso di definire “pippe varie” situazioni come quella in cui versano i 178 operatori del comparto che, ancora una volta, si ritrovano senza stipendio da ben cinque mesi.

Da anni la criticità relativa ai ritardi con cui vengono erogati gli stipendi agli idraulico-forestali è diventata oramai cronica, e se in passato i lavoratori hanno ottenuto parte degli arretrati è stato solo a seguito di nostri atti e delle nostre puntuali denunce. Come quando scoprimmo che la mancata erogazione di ben sei stipendi era provocata dalla incapacità dei dipendenti regionali a utilizzare un nuovo software.


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04 gennaio 2019

L'APERTURA DEL CPI DI MONREALE AL MOMENTO RIMANE UN MIRAGGIO. LO COMUNICA IL CAPO LEGA UILA, CIRO TERMINI


Ricevo e pubblico
dal Capo Lega Uila Uil Monreale
Ciro Termini






I lavatori forestali di Pioppo e Monreale verranno avviati in un locale comunale






SCATTA LA MANNAIA SUI VITALIZI DELL’ARS, ENTRA IN VIGORE LA LEGGE ‘ROMANA’ ANCHE IN SICILIA


Dal sito www.blogsicilia.it

04/01/2019
“Dal primo maggio, secondo quanto previsto dalla legge di stabilità, i vitalizi per gli ex deputati saranno solo un  ricordo. Peccato per l’Ars e per Miccichè, potevano tagliare in autonomia scrivendo la storia, invece della storia saranno solo tristi spettatori passivi”

Lo afferma il deputato del M5S e vicepresidente dell’Ars, Giancarlo Cancelleri, commentando la norma, approvata con la legge di stabilità nazionale, che prevede il ricalcolo dei vitalizi secondo il sistema contributivo entro il 30 aprile, pena la decurtazione dei trasferimenti alle regioni del 20 per cento, fatti salvi quelli per la sanità per il trasporto pubblico locale e per le politiche sociali”.

“Anche Musumeci – continua Cancelleri – su questa vicenda non ha fatto una grande figura, brillando per il suo inaccettabile silenzio. Vogliamo sperare che ora si raccordi con Miccichè per spingerlo a tagliare entro i termini previsti dalla norma statale. Non possiamo credere che i due, pur di preservare il privilegio di pochi, siano disposti a rinunciare a miliardi di trasferimenti statali. Sarebbe l’ennesima beffa che governo e maggioranza farebbero ai siciliani, che già scontano sulla propria pelle l’inadeguatezza di questo esecutivo del nulla”.

Attualmente la proposta di rimodulazione dei vitalizi, già operativa alla Camera e al Senato, è al vaglio dell’ufficio di presidenza dell’Ars.

“La nostra proposta – afferma Cancelleri – prevede un risparmio di 9 milioni di euro su un costo totale di 18 milioni, che incidono ogni anno pesantemente sulle casse della Regione. Entro il 31 marzo le Regioni dovranno esprimersi in sede di conferenza Stato- Regioni per varare un piano omogeneo di tagli, che da maggio dovranno diventare operativi. Micciché e Musumeci si diano una regolata”.

Fonte: www.blogsicilia.it






INTERVENTO OPERAI FORESTALI NEL COMUNE DI COLLESANO. IL SINDACO SCRIVE AL PRESIDENTE MUSUMECI E SU FACEBOOK: GRAZIE FORESTALE, RISORSA IMPORTANTISSIMA! IL BLOG: LE ALTRE COMPETENZE DOVEVANO PORTARE UN AUMENTO DELLE GIORNATE. EGREGIO SINDACO, PERCHÈ NON PROPORRE LA STABILIZZAZIONE?

Dalla pagina facebook
del Sindaco di Collesano
Giovanni Battista Meli








CALMATI ETNA, NOI TI VOGLIAMO BENE, TI CHIEDIAMO PERO' DI NON FAR TREMARE PIU' IL TUO AMATO POPOLO



La meravigliosa Etna!



L'Etna non è pulitissimo, ma la parte demaniale è tenuta bene dalle guardie forestali. Stiamo studiando come applicare l'articolo 25 per l'utilizzazione dei forestali

Uil: La Risorsa-Forestali per un grande Progetto Etna 

I forestali pronti per la fruizione e la tutela dell'Etna

Anche per Marisa Mazzaglia, Presidentessa del Parco dell'Etna, “l’economia verde è la chiave di volta per lo sviluppo dell’isola”

Il Corpo Forestale a tutela dell'area protetta nel parco dell'Etna 

Verde pubblico degradato, le proposte da parte del Pd. «Il Comune deve garantire la fruizione dei parchi»

Dolomiti ed Etna, splendore e immondizia

Sull'Etna Basta sporcizia e lentocrazia

Usi e abusi delle meraviglie dell'Etna

Il Parco dell'Etna non ha propri Guardiaparco e che il compito del controllo e della repressione degli abusi nell'area protetta è affidato a ben 7 distaccamenti forestali che operano attorno alle falde del vulcano, ciascuno con pochi uomini e con competenze territoriali e funzionali non coincidenti con il territorio dell'area protetta 

Etna, indagini sul festival di musica house, CorpoForestale: autorizzazioni superficiali. Abbiamo trovato una situazione sgradevole, ma la cosa ancora più sgradevole è che il parco abbia dato il permesso, spiega il comandante ferlito

Etna, dopo il festival di musica techno «Uno sfregio autorizzato, si chieda scusa»

Etna, ambientalisti sul festival techno. «Area protetta svenduta per un rave»

Etna burning, parco e organizzatori a rischio denuncia. Proseguono le indagini del Corpo Forestale

Controlli delle forze dell'ordine. Il Parco dell'Etna «protetto» dai gitanti incivili

Parco dell’Etna: eseguito l’intervento per la salvaguardia delle querce secolari di Monte Egitto. I lavori progettuali sono stati eseguiti da maestranze forestali brontesi, sotto la sovraintendenza in loco di Carmelo Costanzo

Etna: volontari ripuliscono, sacchi restano in strada. Operazioni di facciata, utili solo per foto sui giornali. Il blog: perchè la Sicilia non deve utilizzare i lavoratori forestali per la cura e manutenzione del territorio?

Il reportage. Etna, discariche a perdita d'occhio cumuli di rifiuti tra le lave del 1600. 24 luglio 2013. Il Presidente del Parco: stiamo studiando come applicare l'articolo 25 per l'utilizzazione dei forestali

Etna, discariche abusive a 1700 metri. «Nemmeno da Ikea tutti questi mobili»

Sei km tra natura e storia nel Parco dell’Etna: nasce un sentiero di trekking archeologico

Pic-Nic di Pasquetta sull’Etna. No ai resti dei pic-nic abbandonati nei boschi del parco sarà installato a tarderia maxi cassonetto per rifiuti 

Parco dell'Etna, i rifugi che nessuno vuole gestire. Offerte solo per la casa citata da Giovanni Verga

Il Presidente del Parco Marisa Mazzaglia: non esiste nessun pericolo che l'Etna venga cancellato dal Patrimonio Mondiale Unesco, lo assicura con una lettera il Ministero dell'Ambiente


Etna, la forestale replica ai turisti sui rifiuti. «Chieste telecamere al Parco, niente risposte». 29 marzo 2014, Tony Zermo firma storica del giornale "La Sicilia": se l'Etna non è ripulita mettendo in azione i forestali sarà difficile attrarre turismo 

Etna, Cai di Bronte segna sentieri per escursionisti. «Un aiuto alla fruizione, ma serve piano adeguato». L’iniziativa è il frutto di un protocollo di intesa tra Parco dell'Etna, Dipartimento Provinciale Sviluppo Rurale e Territoriale (l’ex Azienda Foreste Demaniali)

Il Parco dell’Etna candidato al programma mab (man and biosphere) dell’Unesco. Grande partecipazione al primo incontro 

I boschi dell'Etna presi d`assalto. I cercatori di castagne e funghi, moderni vandali che non risparmiano i terreni coltivati. Il sindaco: «Ho ascoltato gli agricoltori e disposto un servizio di controllo

La giornata di studi. Etna, brand da valorizzare. Tra natura, storia e cultura



Trentennale parco dell'Etna, parla Franco tassi. «Vulcano ricchezza mondiale, non della politica» 

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Parco dell'Etna, ancora in bilico gestione dei rifugi a un anno dal bando, attiva solo casa di capinera 

Sul vulcano per l'ottava edizione dell'Etna trail che vede la collaborazione anche del Corpo Forestale

Gomme e pannelli di eternit: ecco come viene deturpato il patrimonio dell’Etna. Il Blog: perchè i lavoratori forestali continuano ad avere giorni di riposo quando invece non dovrebbero averne? Con tutto quello che ci sarebbe da fare siamo ancora a spasso

Andando per sentieri sull'Etna: ecco cosa si può fare fra trekking e pic nnic


Sull'Etna la pista ciclabile che ha ingoiato milioni. Strada costa, inchiesta e task force della regione





ULTIMATI CON SUCCESSO I LAVORI DEL TAVOLO TECNICO SULLA MANUTENZIONE E RIPRISTINO DELLE RETE SENTIERISTICA NEI TERRITORI DEL PARCO DELLE MADONIE. HANNO PARTECIPATO ANCHE I FUNZIONARI DELL’AZIENDA FORESTE, DIPARTIMENTO DEL TERRITORIO E AMBIENTE E DELL’ENTE PARCO


Dalla pagina Facebook
del Commissario dell’Ente Parco delle Madonie 
Salvatore Caltagirone

TASSELLO DOPO TASSELLO
Ultimati con successo, i lavori del tavolo tecnico convocato a Palermo presso l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente per discutere sul progetto di “ Manutenzione e ripristino delle rete sentieristica nei territori del Parco delle Madonie”. Presenti il Commissario dell’Ente Parco delle Madonie Salvatore Caltagirone, il capo di gabinetto dell’Assessorato Ambiente Ing. Vincenzo Palizzolo e i dirigenti dell’Azienda Foreste demaniali, per discutere su aspetti economici e porre in essere trattative sostanziali per la risoluzione di problematiche inerenti il riavvio dei lavori di manutenzione e il ripristino della sentieristica. Sono state condivise proposte e modifiche al progetto iniziale al fine di predisporre il nuovo quadro economico. Hanno partecipato all’incontro, anche i funzionari tecnici del competente Dipartimento del Territorio e Ambiente e dell’Ente Parco.

La notizia, dice il Commissario Caltagirone dell’Ente Parco “è frutto del lavoro avviato per tentare di potenziare il turismo in un territorio così pregevole per biodiversità, aspetti naturalistici e paesaggistici e beni architettonici. 
Poter fruire, continua, di sentieri in buono stato di conservazione e di manutenzione, non può che assicurare da una parte il turista nell’approcciarsi in un ambiente poco conosciuto e dall’altra, valorizzare tutti i siti che gravitano attorno ai sentieri.
La rete sentieristica, può essere, così, uno degli attrattori importanti nel processo di sviluppo dell’economia dei centri abitati. 
L’obiettivo è quello di formare un sistema di sentieri fruibile che, attraverso mirate strategie di marketing territoriale, coinvolgendo tutti gli operatori del settore, possa consentire di scoprire la diversità di luoghi, praticare sport all’aria aperta, vedere siti archeologici, geologici, di osservare panorami mozzafiato distesi tra mare e montagna, fino ad arrivare, in ultimo, a percorsi enogastronomici all’interno delle aree rurali e dei piccoli centri abitati. 
Durante la fase operativa, tra gli obiettivi progettuali prefissati saranno garantite, così come condiviso dai Sindaci a Petralia Soprana nel corso dell’ultima seduta del Consiglio di Parco, la tutela, la conservazione e la messa in sicurezza dei sentieri per una ulteriore azione di vigilanza sul territorio e si procederà alla installazione di sistemi tecnologici innovativi per il raggiungimento di un sistema integrato di conoscenze, adeguato alla programmazione e alla gestione delle azioni di tutela e salvaguardia. L’idea presentata, è quella di un sistema che possa consentire un adeguato livello di controllo da parte dell’Ente Parco, rispetto alle attività svolte nel suo territorio e che possano avere effetti negativi su di esso.

La pianificazione dei sentieri, non può che tutelare aree in funzione delle loro capacità di carico, specie in presenza di particolari endemismi botanici e l’apposizione idonea di segnaletica può orientare i flussi escursionistici consentendo di promuovere e diffondere forme di turismo eco-compatibili, non impattive ma sostenibili all’ambiente. Tuttavia, ritengo che, l’utilità pubblica dei sentieri, possa anche individuarsi nel fatto che per il turista, il trekking non sia solo un’attività di esplorazione dei luoghi, ma al tempo stesso, l’artefice di non trascurabili salutari e benefici effetti personali, che elevano anche i valori della propria qualità di vita, connessi alle relazioni sociali”.

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FAI, FLAI E UILA. IL 10 GENNAIO ATTIVO UNITARIO COMPARTO FORESTALE PER RILANCIARE LA VERTENZA DEL SETTORE ATTRAVERSO UNA PIU' STABILE E QUALIFICATA OCCUPAZIONE

Dalla pagina facebook
Flai Cgil Siracusa








ABUSO CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO NELLA PA. LA CONSULTA NON CHIARISCE I DUBBI


Dal sito www.quotidianosanita.it

Gentile Direttore,
la Corte costituzionale con la sentenza n. 248 è intervenuta (definitivamente?) sulla adeguatezza delle misure preventive e sanzionatorie presenti nell’ordinamento italiano ed in grado di prevenire e sanzionare debitamente l’abuso dei contratti a termine da parte della pubblica amministrazione, anche alla luce della giurisprudenza comunitaria.

Ci si attendeva dal Giudice delle leggi una sentenza di sistema, una sentenza in grado di interpretare in modo chiaro ed inequivocabile il quadro normativo in essere, secondo una interpretazione costituzionalmente e comunitariamente orientata. Purtroppo non è stato così, lasciando  irrisolti molti dubbi sulla reale adeguatezza delle misure interne destinate a prevenire e sanzionare gli abusi.

Il 25 ottobre sul medesimo tema, la Corte di giustizia nella causa Sciotto, ha affermato che qualora non esista nessun’altra misura effettiva nell’ordinamento giuridico interno la conversione automatica…è la sanzione da adottare”. La Corte costituzionale, invece, nella sentenza di cui si occupa, ha categoricamente negato questa possibilità.

E’ opportuno precisare e sottolineare che in sanità in questi mesi, sono stati stabilizzati migliaia di lavoratori precari in applicazione del D.lgs. 75/2017 e della Circolare n. 3/2017 del Ministero della Funzione Pubblica. La selezione pubblica per soli titoli è stata, pertanto, ritenuta idonea alla stabilizzazione in quanto rientrante tra le procedure concorsuali pubbliche di cui agli artt. 35 e 36 del d.lgs. n. 165 in grado di rispettare i dettami costituzionali di cui all’art. 97 della Costituzione (vedasi ordinanza Cass. n.25728/2018).

La Corte costituzionale si è limitata nella sentenza n. 248 a dichiarare non fondate le questioni di legittimità costituzionalesenza argomentare nel merito la questione e rinviando alle statuizioni della sentenza 5072/2016 della Corte di cassazione a Sezioni Unite e della Corte di giustizia con la sentenza Santoro C-494/16.

La decisione della Corte comunitaria, quindi, secondo la Corte costituzionale, ha sancito “…la compatibilità euronitaria delle statuizioni contenute nella sentenza della Corte di cassazione, sezioni unite civili, 15 marzo 2016, n. 5072 …che, dopo aver ribadito il divieto di conversione del rapporto di lavoro a termine in rapporto a tempo indeterminato, ha affermato che il dipendente pubblico…ha diritto al risarcimento del danno …con esonero dall’onere probatorio…”.

La Corte di giustizia causa C-494/16, invece, ha rilevato che nella normativa nazionale esistono, oltre al danno comunitario quantificato dalla giurisprudenza nel risarcimento del danno dalle 2,5 alle 12 mensilità secondo i parametri ex art. 32, legge 183/2010, altre misure destinate a prevenire e sanzionare il ricorso abusivo a contratti a tempo determinato e nello specifico: l’art.36, comma 5, d.lgs. n.165/2001 il quali dispone che le amministrazioni sono tenute a recuperare, nei confronti dei dirigenti responsabili; l’art.36, comma 5-quater, il quale prevede che la violazione dell’assunzione nulla del lavoratore, dovrebbe essere, presa in considerazione ai fini della valutazione sul premio di risultato; l’art.36, comma 6, che prevede il blocco delle assunzioni nei tre anni successivi alla detta violazione.

La Corte costituzionale ha avuto la straordinaria occasione (persa), pur sollecitata, di chiarire con una sentenza di sistema se le misure preventive e sanzionatorie predette rispettino il principio di effettività. La Corte ha lasciato, quindi, decine di migliaia di lavoratori pubblici precari italiani, ancora privi di risposte ai quesiti che ancora aleggiano nel dibattito dottrinale. Una storia infinita che lascia privi di tutele effettive i lavoratori precari pubblici.

La Commissione europea, nella risposta alla Commissione per le Petizioni del Parlamento Ue del 30 maggio 2018 fornita sulla scorta anche della mia petizione, ha evidenziato che “la recente sentenza …Santoro…dovrebbe rendere più semplice in futuro per i lavoratori del settore pubblico…ottenere …un risarcimento del danno derivante dalla perdita di opportunità.”.

Ci si potrebbe dilettare all’infinito nel trovare le soluzioni più bizzarre e creative possibili, il risultato non cambia: non troveremo mai un Tribunale che riconoscerà la perdita di chance e che sarà mai in grado di quantificarla in termini di risarcimento del danno subito.

Resta il fatto che al lavoratore precario, anche stabilizzato, spetta comunque il risarcimento del danno per l’illegittima reiterazione abusiva dei contratti termine.

Al lavoratore precario pubblico non stabilizzato per il solo fatto di non aver avuto la “fortuna” di aver raggiunto i 36 mesi di servizio negli ultimi 8 anni alla data del 31/12/2017, non resta che osservare il sistema di ingiustizie che aleggiano nel nostro paese.
Al legislatore nazionale del “Decreto Dignità” lo scettro per sanare questa ingiustizia sociale e disparità di trattamento, restituendo dignità al mondo del lavoro.

Dott. Pierpaolo Volpe
Esperto di precariato pubblico e contratti a termine
Taranto

03 gennaio 2019
© Riproduzione riservata

Fonte: www.quotidianosanita.it






IL 9 GENNAIO MANIFESTAZIONE DEI FORESTALI: IL GOVERNO MUSUMECI DEVE ANCORA PAGARE NOVEMBRE E DICEMBRE


Dal sito www.inuovivespri.it

03 Gennaio 2019
A quanto pare, tra l’eletta schiera dei ‘malupaaturi’ non c’è solo il Comune di Palermo. Anche la Regione siciliana non ‘babbia’, se è vero che deve ancora pagare agli operai della Forestale gli stipendi di novembre e dicembre. Da qui la protesta del SIFUS, che ha organizzato una protesta mercoledì 9 gennaio. L’adesione dei lavoratori di ESA e Consorzi di bonifica

C’è una notizia un po’ snobbata: la manifestazione di protesta annunciata per mercoledì 9 gennaio dagli operai della Forestale che aderiscono al SIFUS, il sindacato che si batte per la stabilizzazione di questi lavoratori molto bistrattati. L’appuntamento è a Palermo – come già accennato mercoledì 9 gennaio – davanti la sede del dipartimento Sviluppo e Territorio della Regione siciliana.

La domanda è: come mai questi lavoratori protestano? E come mai, se ci sono effettivamente dei problemi, a segnalarli è solo questa organizzazione sindacale? Poiché siamo un po’ curiosi di natura, siamo andati a leggere quali sono le ragioni di questa protesta. E abbiamo scoperto che il Governo regionale deve ancora pagare a questi lavoratori le mensilità di novembre e dicembre 2018!

Quindi non è solo il Comune di Palermo a ‘fregiarsi’ del titolo di malupaaturi (con riferimento ai mille e 840 dipendenti della RAP – l’azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti – che a Natale non avevano ancora ricevuto né lo stipendio, né la tredicesima)?

Insomma, anche la Regione siciliana paga in ritardo.

Cosa chiedono i forestali iscritti al SIFUS?

In primo luogo – e ci mancherebbe! – il pagamento degli stipendi arretrati.

In secondo luogo, una legge che stabilizzi la spesa 2018.

In terzo luogo che la Regione, per la messa in sicurezza del territorio, utilizzi i forestali, gli operai dei Consorzi di bonifica e gli operai dell’ESA (e questo ci dice che questa organizzazione sindacale ha pescato associati tra i Consorzi di bonifica e tra gli operai dell’ESA).

In quarto luogo la modifica del contratto integrativo del quale hanno menato vanto ben due Governi regionali: il Governo di Rosario Crocetta e l’attuale Governo di Nello Musumeci (da qui la domanda: ma se ai forestali questo contratto integrativo non piace di cosa si sono vantati a fare i governanti, o presunti tali, della Sicilia?).

In quinti luogo la riforma del settore forestale e dei Consorzi di bonifica.

Prima o durante la manifestazione avrà luogo una conferenza stampa.

“Il mancato pagamento degli stipendi – scrive su Facebook il segretario del SIFUS, Maurizio Grosso – è un fatto gravissimo, a maggior ragione per i forestali che lavorano tre mesi l’anno, poiché significa che, in dodici mesi, hanno percepito un solo stipendio”.

Grosso attacca frontalmente “qui quo qua” che – proviamo a indovinare, dovrebbero essere CGIL, CISL e UIL, che, sui forestali, sono tornati al silenzio. Questo aspetto – il silenzio delle ‘triplice’ – merita una breve digressione.

Dal 2008 al 2017 – cioè quando la Regione siciliana è stata governata dal centrosinistra (Governo Lombardo 2008-2012, Governo Crocetta 2012-2017) – CGIL, CISL e UIL non si sono più occupati di alberi e foreste.

Con l’arrivo del Governo di centrodestra di Nello Musumeci (che, in effetti, sembrava di centrodestra…) i ‘capi’ di CGIL, CISL e UIL che si occupano di forestali si sono ‘svegliati’ e, in un momento di estasi, hanno anche dichiarato di essere favorevoli alla stabilizzazione!

Poi non capiamo che è successo, perché hanno di nuovi perso la parola. Probabilmente, prima di parlare di nuovo, vorranno capire cosa succederà nel PD, cioè la ‘holding’ della sinistra…

Fonte: www.inuovivespri.it


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IL MESSAGGIO DI MUSUMECI AGLI ALLEATI: "NESSUN COMUNICATO SUI FONDI UE, CHE TRISTEZZA"


Dal sito palermo.repubblica.it

03 Gennaio 2019
Un sms di fuoco inviato dal governatore ai capigruppo e ai segretari dei partiti del centrodestra dopo il risultato ottenuto sulla certificazione della spesa

di ANTONIO FRASCHILLA
Chi ci ha parlato lo ha definito "davvero amareggiato". Certo è che il governatore Nello Musumeci non ha per nulla gradito il silenzio assoluto con il quale è stato accolto il suo annuncio trionfante: "Abbiamo speso tutti i fondi Ue che avevamo come budget per il 2018, non perderemo un euro". Dopo il comunicato della presidenza che annunciava il grande "obiettivo raggiunto", dagli alleati non uno ha commentato positivamente l'evento. Alle agenzie di stampa sono arrivati soltanto i comunicati di esponenti di Diventerà Bellissima, il suo movimento. Per il resto silenzio per quello che, secondo Palazzo d'Orleans, è un grande risultato: anche se si tratta di un fatto tecnico, considerando che per certificare più spesa possibile la Regione ha caricato sui fondi Ue alcuni lotti di infrastrutture già realizzati. Comunque il risultato di non perdere fondi Ue è stato raggiunto nonostante la pessima situazione ereditata dal governo Crocetta.

Ma per Udc, Forza Italia, Cantiere popolare ed Mpa questo "evento" non è stato degno di alcun commento. Così il governatore ha inviato nei giorni scorsi un sms ai capigruppo e ai segretari del centrodestra, da Giuseppe Milazzo a Toto Cordato, da Eleonora Lo Curto a Roberto Di Mauro, da Gianfranco Micciché a Raffaele Lombardo: "Nessun comunicato dalle forze alleate sui fondi Ue. Che tristezza!". Il gelo degli alleati non è stato casuale: in molti non hanno gradito proprio i comunicati stampa trionfanti di Musumeci lanciati senza nemmeno avvisare gli assessori e i segretari di partito. Comunque dopo l'sms di fuoco del governatore, da Udc e Fozra Italia sono arrivati alcuni comunicati, firmati Milazzo e Lo Curto. Più di 24 ore dopo l'annuncio di Palazzo d'Orleans.

Fonte: palermo.repubblica.it



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03 gennaio 2019

SCANDALOSO: A PIANO BATTAGLIA ARRIVA LA NEVE MA GLI IMPIANTI RESTANO CHIUSI


Dal sito cefalunews.org

03 Gennaio 2018
La neve c’è, le piste sono bloccate. «Siamo rammaricati di dover comunicare ai tanti appassionati che non conosciamo ancora la data di apertura degli impianti e delle piste». E’ quanto si legge in una nota della Piano Battaglia srl, la società che gestisce gli impianti di risalita che, con un certo disappunto, si vede costretta a tenere fermi gli impianti. Quindi viene spiegato il motivo: «Noi gestiamo gli impianti di risalita e questi possono aprire solo dopo che le piste sono state messe in sicurezza. Quest’onere, ad oggi, non è più nostro ma della Città Metropolitana che non ci ha ancora rinnovato l’affidamento».

La società ricorda la differenza tra quello che sta succedendo oggi e il passato: «Per i primi due anni abbiamo assolto a quest’onere a titolo gratuito al solo scopo di non pregiudicare gli investimenti fatti fino ad oggi, ma è chiaro che non possiamo continuare a farlo in eterno. Abbiamo evidenziato formalmente la situazione agli uffici competenti della Città Metropolitana già dal 9 febbraio del 2018 ma non sono bastati undici mesi per risolvere quello che dovrebbe essere un semplice atto amministrativo. Per tutto questo tempo – continua la nota – abbiamo reiterato la richiesta numerose volte e interloquito con la Città Metropolitana fornendo tutta la nostra collaborazione al fine di arrivare puntuali all’apertura della stagione invernale che sarebbe già possibile nei prossimi giorni».

E la nota continua: «Purtroppo le strade amministrative scelte dalla Città Metropolitana hanno compromesso il puntuale avvio della stagione, non sappiamo ancora quando tutto questo potrà giungere a conclusione e dunque quando si potrà procedere all’apertura degli impianti. Siamo veramente rammaricati di non potere offrire i servizi degli impianti di risalita come abbiamo fatto nelle precedenti due stagioni. Ma restiamo pronti, per parte nostra, ad accogliervi non appena questo ci sarà reso possibile».

Fonte: cefalunews.org






ERNESTO ABATE: L'USO DEI FONDI REGIONALI CI PERMETTERÀ DI CHIEDERE CON FORZA LA STORICIZZAZIONE DELLA SPESA DEI FORESTALI!


Ricevo e pubblico 
dal Segretario Regionale Sifus Consorzi di Bonifica
Ernesto Abate

Forestali:
non tutti sanno l'importante significato che assume il passaggio in finanziaria che comporterà l'uso dei fondi regionali, piuttosto che i fondi fsc!

Questo ci permetterà di chiedere con forza, giorno 9 gennaio in sit-in a Palermo, la storicizzazione della spesa dei forestali!

Significherà continuità lavorativa e sicurezza del raggiungimento dei livelli occupazionali!

Potrà essere raggiunto il primo degli obiettivi utili per addivenire alla riforma del comparto!

Uniti si vince.....sempre!
Insieme il 09 gennaio a Palermo
E. Abate


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