03 gennaio 2019

BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER IL TRIENNIO 2019-2021. LA SPESA PER LE GARANZIE OCCUPAZIONALI DEL SETTORE DELLA FORESTAZIONE VIENE FINANZIATA CON RISORSE REGIONALI. IL BLOG: PERCHÈ NON SONO INSERITE LE RISORSE PER UN AUMENTO DELLE GIORNATE?


ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

DISEGNO DI LEGGE
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

DISEGNO DI LEGGE

presentato dal Presidente della Regione

( Musumeci )

su proposta dell'Assessore per l'economia

(Armao)

il 24 dicembre 2018

Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il
triennio 2019/2021

----O----

RELAZIONE DEL GOVERNO REGIONALE


    Art.  14.  Rifinanziamento leggi di  spesa.  Disposizioni
    finanziarie.
        1.  I commi 1 e 2 approvano l'Allegato 1, Parti  A  e
    B,  contenente  le  disposizioni  di  rifinanziamento  di
    interventi   previsti   dalla   legislazione    regionale
    vigente,   ivi   compresi  i  nuovi   inserimenti   degli
    interventi  previsti  dai commi 1 e  2  dell'articolo  11
    (cap.  772040)  e  dal  comma 5  dell'articolo  10  (cap.
    372514)   della  legge  regionale  8/2018,   nonché   del
    capitolo   183306  finanziato  con  l'Allegato   1   fino
    all'anno 2014.
        2.  Il  comma 3 ridetermina per il triennio 2019-2021
    le  misure in favore dei soggetti appartenenti al  bacino
     Pip - Emergenza Palermo .
        3.  Il comma 4 finanzia per il triennio 2019-2021  la
    spesa  necessaria  per le convenzioni che  la  Protezione
    Civile  regionale  può  stipulare  con  aziende  o   enti
    regionali  o  con  aziende da questi Ultimi  controllate,
    nonché  con le strutture operative nazionali del Servizio
    nazionale  della protezione civile di cui all'articolo  n
    della  legge  24 febbraio 1992, n. 225, per la  fornitura
    di  mezzi  e  servizi e acquisire, attrezzature  fisse  e
    mobili funzionali ai servizi da svolgere
        4.  Il  comma 5 ridetermina per il triennio 2019-2021
    i  contributi  in favore dei Consorzi di  bonifica  quale
    concorso all'integrazione dei bilanci.
        5.  Il  comma 6 ridetermina per il triennio 2019-2021
    i  contributi in favore dei Consorzi di bonifica  per  la
    proroga   dei   contratti  di  lavoro   e   le   garanzie
    occupazionali.
        6.  Il  comma 7 ridetermina per il triennio 2019-2021
    i   contributi  in  favore  dell'ESA  per   le   garanzie
    occupazionali   dei   lavoratori   utilizzati   per    la
    meccanizzazione  agricola  e l'attività  di  manutenzione
    del territorio e del paesaggio rurale.
        7.  Il  comma 8 finanzia per il triennio 2019-2021  i
    contributi  alle  spese sostenute dalle famiglie  per  le
    adozioni internazionali.
        8.  Il comma 9 finanzia le spese relative ai progetti
    individuali   per  le  persone  disabili  come   previsti
    dall'articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328.
        9.  Il comma 10 finanzia per il triennio 2019-2021 le
    misure   di   contrasto  alla  povertà  e  all'esclusione
    sociale (ampliamento platea REI).
        10.  Il  comma 11 finanzia per il triennio  2019-2021
    gli  interventi  di  manutenzione  ordinaria,  urgenza  e
    somma urgenza sul demanio idrico fluviale.
        11.  Il comma 12 riduce per l'anno 2019 il contributo
    per  l'assunzione di personale qualificato  da  impiegare
    presso   l'attività  produttiva  nei  settori  strategici
    microelettronica e delle biotecnologie.
        12.  Il comma 13 riduce per il triennio 2019-2021  il
    contributo  agli  enti  regionali per  il  personale  con
    contratto  a tempo determinato proveniente dal bacino  ex
    ASU.  Con  i  commi 14, 15 e 16 la spesa per le  garanzie
    occupazionali   del  settore  della  forestazione   viene
    finanziata  con  risorse regionali  in  sostituzione  dei
    fondi   FSC.   La  variazione  comporta  la   conseguente
    modifica dell'Allegato 3, come previsto dall'articolo  3,
    con-una 4, del disegno di legge.

    Art. 15. Fondi speciali e tabelle
        1.  Si tratta di norme tecniche di approvazione degli
    importi  iscritti nelle tabelle  A  e  G  del disegno  di
    legge.

    Art. 16. Effetti della manovra e copertura finanziaria
        1.  La  disposizione  di cui al comma  1  approva  il
     Prospetto  riepilogativo   che  riepiloga  gli   effetti
    complessivi delle disposizioni normative e delle  tabelle
    del disegno di legge di stabilità.
        2.   Si   evidenzia  che  la  manovra  evidenzia   il
    ripristino   delle   spese  relative  alle    regolazioni
    contabili  e al  cofinanziamento del P.O. 2014-2020   che
    si  rende necessario in quanto con la manovra di bilancio
    approvata  dalla Giunta di Governo le stesse  sono  state
    utilizzate  per  assicurare  la  quadratura  tecnica  del
    disegno di legge di bilancio.
        3.  Il  comma 2 consente di anticipare all'1  gennaio
    gli effetti delle legge.
                              
Il disegno di legge integrale


Leggi anche:

L'art. 14 della legge di stabilita' approvata dalla giunta, spiega che la spesa per le garanzie occupazionali del settore forestazione viene finanziata con risorse regionali in sostituzione dei fondi fsc. Il Blog: ottima notizia, ma auspichiamo anche un aumento delle giornate







GUARINO RIFIUTA IL TRASFERIMENTO PER RIMANERE CON I PROPRI COLLEGHI DEL CORPO FORESTALE E GLI OPERATORI DEL SERVIZIO ANTINCENDIO BOSCHIVO E DELLA MANUTENZIONE. PER LA STABILIZZAZIONE E' DISPOSTO A METTERE A DISPOSIZIONE I DOCUMENTI PRESENTATI NEL 2012


di Gaetano Guarino
Funzionario del Corpo Forestale
della Regione Siciliana

Sono lusingato! Stamattina ho ricevuto la proposta di trasferirmi presso un'altra Amministrazione, dove sicuramente avrei guadagnato di più. Ho ringraziato, ho rifiutato dicendo che per me la cosa più importante è la tutela del Territorio, dell'Ambiente e mai e poi mai e per nessuna cosa al mondo lascerei i miei Colleghi del Corpo Forestale e gli Operatori del Servizio Antincendio Boschivo e della Manutenzione. Il futuro é l'ambiente, il futuro sono loro, gli Operatori Forestali. Infatti nessuna macchina al mondo potrà mai sostituirli. Loro sono una grande Risorsa, sono sicuro che il neo Presidente della Regione Siciliana manterrà ciò che ha promesso. E da uomo di sinistra dico: ciò che Crocetta non ha voluto mai conoscere in quanto non ha mai ritenuto necessario incontrarmi, lo metto a disposizione del neo Governatore. Stabilizzare si può e si deve, il Presidente Musumeci, si faccia dare le carte da noi presentate nel 2012 e abilmente occultate dal Governo Crocetta. 





IL GOVERNATORE COMMENTA L'USCITA DEL MINISTRO. FONDI UE, MUSUMECI SU PAROLE LEZZI: “RICONOSCIMENTO CHE SCONFESSA SUOI COLLEGHI ALL’ARS”


Dal sito www.ilsicilia.it

02 Gennaio 2019
“Accogliamo con piacere le parole del ministro Barbara Lezzi perché rappresentano il riconoscimento del lavoro svolto qui in Sicilia che ci ha consentito di tagliare un traguardo forse insperato anche per il governo centrale, nonostante la pesante situazione ereditata da chi ci ha preceduti e che anche sulla spesa dei Fondi europei era rimasto all’anno zero“. Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dopo le dichiarazioni del ministro per il Sud che, commentando l’avvenuta rendicontazione da parte dell’Italia di tutti le risorse comunitarie, aveva rivolto un ringraziamento particolare proprio al governatore dell’Isola.

“Un riconoscimento autorevole – aggiunge Musumeci – che sconfessa i commenti pervenuti da alcuni suoi colleghi di partito all’Ars e che ormai ci hanno abituati alla critica a ogni costo, anche al cospetto dei numeri che, per loro stessa natura, sono incontestabili. Guardiamo avanti. Abbiamo già detto che non ci accontentiamo e che ogni obiettivo appena raggiunto diventa, un minuto dopo, il punto di partenza per raggiungerne uno nuovo, ancora più importante. E così sarà“.

Fonte: www.ilsicilia.it


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FONDI EUROPEI, MISSIONE COMPIUTA


Dal sito www.ilblogdellestelle.it

2 Gennaio 2019 - Barbara Lezzi
Oggi posso annunciare con grande soddisfazione che i Fondi europei di sviluppo regionale che dovevano essere rendicontati entro il 31 dicembre 2018 sono stati tutti spesi. Il nostro Paese ha fatto appieno il suo dovere e, dunque, non perderemo neppure un euro!

Quando a giugno mi sono insediata come ministro per il Sud, sui fondi europei ho trovato una situazione disastrosa. Entro la fine dello scorso anno, infatti, le Regioni del Mezzogiorno avrebbero dovuto rendicontare alla Commissione europea una prima tranche dei fondi Ue per il periodo 2014-2020 (stiamo parlando di oltre 4 miliardi) e, a soli sei mesi da quella scadenza, eravamo lontanissimi dall’obiettivo. I fondi europei sono risorse fondamentali per l’Italia, e il Sud in particolare, che vengono utilizzate per costruire e ammodernare infrastrutture, ristrutturare e riqualificare edifici pubblici, realizzare progetti di ricerca e bonifiche. Se quei soldi non fossero stati rendicontati entro la fine del 2018 sarebbero andati persi definitivamente: l’Europa se li sarebbe ripresi indietro.

Di fronte a questa situazione allarmante non c’era tempo da perdere e, per prima cosa, ho voluto incontrare a Roma tutti i presidenti di Regione per farmi descrivere la situazione di ciascuna realtà. Poi sono andata direttamente sui territori per verificare l’andamento dei lavori e delle rendicontazioni, sciogliere le principali criticità e dare il mio sostegno, sia per sbloccare procedure che offrendo un supporto tecnico. E’ stata una corsa contro il tempo e all’ultimo respiro che ha visto l’amministrazione centrale e quelle periferiche impegnate fino all’ultimo giorno dell’anno. Lo sforzo è stato ripagato e i risultati sono arrivati. Sono orgogliosa del lavoro svolto e voglio ringraziare in particolare l’Agenzia per la Coesione, che ha fatto un lavoro enorme, e i presidenti delle Regioni per l’impegno e la collaborazione dimostrata.

Centrando questo obiettivo non solo non perdiamo questi fondi europei, ma abbiamo dimostrato che il nostro Paese sa lavorare seriamente e rispettare gli impegni presi. E’ anche un risultato che mi dà maggiore forza per portare avanti, insieme al Dipartimento per le politiche di coesione, il negoziato con l`Europa sulla nuova programmazione dei Fondi sul 2021-2027. Il 2021 può sembrare ancora piuttosto distante, ma in realtà è dietro l’angolo e l’intermediazione con Bruxelles è già cominciata. Vogliamo partire per tempo e ottenere così le migliori condizioni possibili. Quelle risorse saranno fondamentali per il benessere dei nostri cittadini e la crescita dei nostri territori, soprattutto quelli più svantaggiati, e noi vogliamo averne quante più possibile a disposizione per spenderle al meglio.

Adesso che la rendicontazione sul 2018 si è chiusa, il prossimo “avversario” che già mi attende è la rendicontazione sul 2019. Si tratta di un’altra grande sfida dal momento che, in questo caso, si parla di una cifra superiore ai 5 miliardi di euro. Sono assolutamente determinata ad affrontare anche questo ostacolo. Mi auguro davvero che gli uomini e le donne che in questi mesi hanno lavorato sui fondi Ue, con impegno e facendo squadra, abbiano fatto tesoro dell’esperienza per fare ancora di più e meglio. Guai a fermarsi. Non ci possiamo permettere di rilassarci di fronte a un risultato conseguito ma, anzi, ora dobbiamo mantenere il ritmo preso e continuare a lavorare con costanza e serietà. Ricordiamocelo sempre che i fondi europei sono anche soldi degli italiani che vanno in Europa e poi parzialmente tornano al nostro Paese: una buona ragione in più per usare, e bene, quelle risorse.

Fonte: www.ilblogdellestelle.it





NASCERÀ IN VIA UGO LA MALFA IL CENTRO DIREZIONALE DELLA REGIONE, GRANDE OPERA INNOVATIVA DA MEZZO MILIARDO


Dal sito www.blogsicilia.it

NEL COLLEGATO ALLA FINANZIARIA DUE NORME PER APRIRE LA STRADA ALLA REALIZZAZIONE DELL'OPERA

di Manlio Viola - 03/01/2019   
Potrebbe essere un investimento consistente che potrebbe arrivare fino a mezzo miliardo di euro. Sarebbe la più grande delle ‘grandi opere’ che dovrebbero caratterizzare la Sicilia nel 2019 (QUI LE ALTRE). Si finanzierebbe da solo attraverso la dismissione degli affitti che attualmente costano alla Regione circa 20 milioni di euro ogni anno (il solo stabile occupato dall’assessorato regionale all’Economia in via Notarbartolo costa 1 milione e 600 mila euro l’anno di affitto). Dopo 20 anni (o forse meno) per la Regione rappresenterà un risparmio netto in bilancio oltre a tutti i risparmi indiretti legati al fatto che tutti gli uffici (o quasi) saranno concentrati in un’unica area. Una scelta che avvantaggerà anche il cittadino che troverà raggruppati tutti gli uffici regionali.

E’ il progetto per il Centro Direzionale della Regione siciliana che potrebbe entrare nel vivo proprio nel 2019. Nel collegato alla legge di Stabilità della Regione siciliana attualmente al vaglio della giunta regionale (e che all’Ars arriverà solo dopo l’approvazione di bilancio e finanziaria che sono urgenti) è stata inserita, infatti, una norma propedeutica a dare il via alle procedure che porteranno alla realizzazione del centro Direzionale.

Pochissime le notizie che filtrano dagli uffici dell’assessorato all’Economia anche perchè vige la disposizione del silenzio fino a quando la norma non sarà stata analizzata dalla Giunta di governo. Si apprende, però, che in due articoli (che potrebbero diventare uno solo) sono trascritte una serie di disposizioni di legge  in materia urbanistica, edilizia ed ambientale (nell’ambito delle competenze assegnate al Parlamento siciliano dallo Statuto) tali da permettere tutte le modifiche ai piani regolatori e non solo a quelli necessari per la realizzazione dell’opera.

Dovendo sorgere a palermo naturalmente il progetto è al centro di una fitta interlocuzione con il Comune. L’area identificata è quella ex Ems attualmente occupata, in piccola parte, dall’Assessorato Territorio e Ambiente ed in passato usato anche come centro di formazione. Si tratta di un’area che lo schema di massima del nuovo Piano regolatore di Palermo individua già come destinata a polo territoriale, ossia attrezzature e servizi urbani e metropolitani. Occorrono, però, degli accorgimenti normativi per procedere, e si tratta di quello che la Regione sta mettendo nero su bianco nel collegato.

Per il resto c’è il progetto di massima e lo sviluppo ipotetico della struttura. Si prevede l’allargamento di un ampio tratto di via Ugo La Malfa, il collegamento con il raccordo autostradale con un nuovo svincolo (parzialmente già costruito con la rotonda che collega alla via Cardillo e poi alla via Lanza di Scalea), ampi parcheggi anche per pullman e un capolinea di autobus (che potrebbe diventare area di servizio per le nuove linee di tram se veramente si faranno).

Poi c’è il centro direzionale vero e proprio, una struttura avveniristica che sarà alimentata con pannelli solari, avrà un basso impatto ambientale ed energetico, insomma è pensata per essere la costruzione più moderna mai realizzata in Sicilia.

Anche sul fronte del design si tratterà di strutture avveniristiche. Al centro una grande piramide in vetro che presuntuosamente ricorda quella del Louvre. All’interno della piramide lo snodo fra le varie costruzioni che costituiranno lo spazio per gli uffici, tre grattacieli, come detto alimentati da pannelli solari sul tetto.

Ma a prescindere dalle strutture e dalla loro realizzazione bisogna prima passare dalle norme. Se l’articolo (o i due articoli) saranno approvati prima dalla giunta e poi dal Parlamento, si passerà alla fase della progettazione esecutiva e contestualmente alla fase di reperimento delle risorse attraverso una operazione finanziaria da poco meno di mezzo miliardo di euro da fare con Cassa Depositi e Prestiti o con un gruppo di banche di investimenti selezionate.

Il percorso è ancora lungo ma la speranza del governo è di arrivare entro il 2019 alla fase di pubblicazione del bando. Chissà che dopo anni di discussioni la Regione non riesca ad avere il suo centro direzionale in costruzione prima della fine della legislatura

Sarà un anno di grandi opere in Sicilia: un Centro Congressi, un nuovo polo museale e non soltanto






02 gennaio 2019

PARCO DELLE MADONIE, AL VIA IL RIPRISTINO DELLA RETE SENTIERISTICA


Dal sito www.madonielive.com

02 Gennaio 2019
Al via il ripristino della rete sentieristica nel Parco delle Madonie con somme finanziate dall’Assessorato Territorio e Ambiente. Risale al lontano anno 1999, la sottoscrizione della convenzione tra l’Ente Parco, il competente Assessorato Regionale Territorio e Ambiente e l’Azienda Regionale Foreste per l’avvio dei lavori di manutenzione della rete sentieristica, che si sarebbero dovuti realizzare, così come previsti nell’ambito del Programma Triennale Ambiente 1994-1996 del Ministero dell’Ambiente, all’interno delle aree demaniali ricadenti in area protetta. Il finanziamento che era stato allora concesso all’Ente Parco delle Madonie, ammontava a circa € 1.704.308,00 rispetto alla complessiva somma prevista in progetto di € 2.138.675,00. 
I lavori che avevano avuto inizio a seguito della perizia di variante e aggiornamento dei prezzi da parte dell’Azienda Foreste Demaniale, furono poi interrotti, a causa dei mancati  trasferimenti in conto capitale, dovendo l’assessorato Regionale ai sensi della L.R.47/77 provvedere all’emissione dei mandati di pagamento,  in subordine allo stato d’avanzamento dei lavori effettuati.Dopo circa un ventennio, l’Ente Parco delle Madonie, grazie ad una politica attenta e mirata sul territorio per una crescita economica sostenibile e a basso impatto ambientale, stratificata a più livelli e settori, potrà così ri-beneficiare da parte dell’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente della residua disponibilità di somme pari a circa € 1.095.320,00 che erano stati  inizialmente stanziate per i lavori di manutenzione e ripristino della rete, ma rimaste ancora inutilizzate da parte della Regione. Il co-finanziamento dell’Ente Parco, ammonterà invece, a seguito delle operazioni di assestamento bilancio, a circa € 400.000,00. Ultimo step è previsto, per la rimodulazione del progetto con allegato quadro economico delle attività da realizzare. Sarà quindi possibile dopo diversi anni, seppure con una disponibilità di somme inferiori a quelle inizialmente finanziate, il riavvio delle opere progettuali, grazie soprattutto all’intervento dell’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente Toto Cordaro e all’interesse istituzionale mosso dal Commissario dell’Ente Parco Salvatore Caltagirone che, hanno consegnato i lavori ad un tavolo tecnico. 
Soddisfatto l’assessore Toto Cordaro che afferma “tutti gli interventi che saranno realizzati, sono il risultato di un’azione sinergica e di concertazione  tra gli attori principali individuati, che hanno condiviso l’idea di un’opera integrata di tutela e valorizzazione di questa parte di patrimonio ambientale della Sicilia. E’ davvero importante e inevitabile censire la rete Regionale dei Sentieri escursionistici anche attraverso il loro recupero e la realizzazione di infrastrutture indispensabili alla fruizione del patrimonio ambientale regionale di cui la Sicilia dispone. Sono certo che la loro valorizzazione, ampliando l’offerta dei servizi turistici, possa ridurre la destagionalizzazione in un territorio già ricco di musei tematici e aree di pregio classificati come Global Geopark Unesco, ma aperto anche a tematiche di rilevanza sociale, come quella della “libera accessibilità”, un processo questo che avviene attraverso il superamento di barriere culturali ed architettoniche.I lavori di recupero e di valorizzazione della sentieristica, continua, hanno in sé un chiaro interesse collettivo, integrandosi con il sistema economico e culturale dell’intero territorio e diventando parte integrante di un ampio programma di promozione delle diverse risorse naturali e culturali. Non bisogna dimenticare, sottolinea, che è attraverso i sentieri che scorre la storia indigena dei luoghi in tutti i suoi aspetti naturalistici ed economici, passaggi di correnti e di culture antiche, sui quali si è edificato e  modellato l’ambiente”.
Il Commissario Salvatore Caltagirone con l’auspicio che, l’avvio dei lavori possa concretizzarsi al più presto, si dice “fermamente convinto dell’importanza della questione perché si potranno mettere a segno grandi progressi anche nel campo della governance economica.Quanto all’efficacia della nostra politica, conclude, vi saranno dei controlli di qualità e delle valutazioni d’impatto su ciò che è sicuramente una grande opera infrastrutturale che darà modo di realizzare una migliore mappatura dei sentieri esistenti, grazie alla collaborazione tra Regione Sicilia e Azienda Foreste Demaniali, e permettendo che si abbiano a disposizione dati utili alla percorribilità e fruizione degli stessi, in condizioni di garanzia e sicurezza ambientale, con apposita segnaletica”.

Fonte: www.madonielive.com





FLAI CGIL AGRIGENTO. LAVORATORI ESA, FORESTALI E CONSORZI DI BONIFICA ANCORA SENZA STIPENDIO, SIT IN IL 10 GENNAIO


Dal sito www.grandangoloagrigento.it

02 Gennaio 2019
Sono centinaia i lavoratori Esa, del consorzio di bonifica e i forestali della provincia di Agrigento ancora senza stipendio dal mese di novembre. Nonostante le rassicurazioni del governo regionale quello appena trascorso non è stato certamente un buon Natale per loro. A denunciare l’accaduto è il segretario della Flai-Cgil della provincia di Agrigento Giuseppe Di Franco che ha anche annunciato un sit in alla Regione il prossimo 10 gennaio. 

Il sindacalista già lo scorso novembre – tramite un comunicato – aveva manifestato “grande preoccupazione rispetto alle difficoltà dell’amministrazione regionale ad avere la disponibilità le risorse del fondo per lo sviluppo e coesione. 

Nonostante la variazione di bilancio dello scorso 14 dicembre i lavoratori non sono riusciti a prendere lo stipendio entro l’anno.








SIFUS CONFALI: MERCOLEDI 9 GENNAIO 2019 "SIT IN" DI PROTESTA PRESSO LA SEDE DEL DIPARTIMENTO SVILUPPO E TERRITORIO A PALERMO


Dalla pagina Facebook
Maurizio Grosso Sifus Confali

E' organizzato per mercoledi 9 gennaio alle ore 10.00, davanti la sede del Dipartimento Sviluppo e Territorio in viale Regione Siciliana n* 4600, un "sit in" di protesta dei lavoratori forestali e dei consorzi di bonifica per rivendicare: 
1) l'immediato pagamento degli stipendi pregressi;
2) una legge finanziaria 2019 che stabilizzi la spesa del 2018 e che, per la messa in sicurezza del territorio, utilizzi i forestali, gli operai dei consorzi e dell'esa;
3) modifica cirl - forestali in senso progressista alla luce delle 8.700 firme raccolte;
4) l'avvio delle riforme dei settori forestali e dei consorzi di bonifica.
il sit in sarà preceduto da una conferenza stampa. 

N.B. A seconda del numero dei partecipanti il sit in potrebbe essere ad oltranza.
Maurizio Grosso Sifus Confali




MUSUMECI, 2019 ANNO DEL RILANCIO DI AUTONOMIA E RIFORME. IL BLOG: ANCHE PER I LAVORATORI FORESTALI? NON VOGLIAMO PIU' SENTIRE BUGIE COME QUELLA DELL'ASSESSORE BANDIERA CHE SOSTENEVA CHE C'ERANO LE CONDIZIONI E LE RISORSE PER 2 CONTINGENTI


Dal sito www.qds.it

Il Governatore "La Sicilia deve dimostrare di saper tenere carte e conti in regola". Il prossimo sia l'anno della rinascita e della speranza 

"La nostra Isola è chiamata ad affrontare gli effetti della globalizzazione selvaggia e l'aggravamento del divario socio-economico, ma anche a cogliere le opportunità della rivoluzione digitale, della velocità degli scambi, del confronto tra le culture".

Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, in un messaggio di fine anno.

"Può l'Autonomia regionale - si chiede il governatore - essere ancora, dopo 72 anni dallo Statuto - una risorsa utile per affrontare questa sfida così impegnativa e offrire ai siciliani opportunità e possibilità di riscatto dal bisogno? La risposta - aggiunge Musumeci - è sì, malgrado la Regione sia stata ridotta ai minimi termini, chiusa in sè, autoreferenziale e senza più alcuna credibilità istituzionale, in un drammatico squilibrio finanziario che rende i suoi cittadini i più tartassati sul piano fiscale, con i peggiori servizi".

"Mentre un nuovo vento regionalista si diffonde in Europa e giunge sino al Nord Italia - sottolinea il governatore - il nostro primo compito, dunque, è quello di rilanciare l'autonomia della responsabilità (e non piu' dei privilegi) per essere parte attiva di questo processo riformatore, divenuto ormai ineludibile. La Sicilia deve dimostrare di saper tenere carte e conti in regola, di essere capace di varare riforme significative".

Nell'anno che si conclude, il governo della Regione, ricostruisce Musumeci, "ha dovuto affrontare una complessa opera di riorganizzazione della macchina burocratica e di programmazione delle indispensabili risorse extraregionali per dare nuova linfa alla depressa economia isolana".

Un "primo importante risultato" e' stato raggiunto per il governatore: 713 milioni di euro di fondi europei spesi e certificati in questo 2018: "Un traguardo - osserva - che ha sorpreso persino i diffidenti e rigorosi funzionari di Bruxelles".

31 dicembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it



La grande bugia del 2018 dell'Assessore Bandiera

L'Assessore all'Agricoltura intervistato dalla Tgr Sicilia, aveva detto che c'erano le condizioni e le risorse per far sì che possano lavorare tutto l'anno attraverso il tempo indeterminato e una parte con 151giornate. Verranno impegnati anche nei siti archeologici. Queste le parole di Edy Bandiera. 







FONDI UE, SICILIA SUPERA TARGET ANCHE SU SPESA SOCIALE, AGRICOLTURA E PESCA


Dal sitop www.blogsicilia.it

di Manlio Viola - 02/01/2019
Il primo obiettivo era stato raggiunto il 29 dicembre con il superamento di 66 milioni  del target di spesa del FESR il Fondo Europeo di Sviluppo regionale. Un obiettivo centrato in extremis e intorno al quale il Movimento 5 stelle aveva lanciato una polemica mettendo in dubbio le cifre del Presidente Musumeci. Adesso traguardo raggiunto e superato di oltre 21,3 milioni di euro anche nelle altre linee di spesa. La Regione Siciliana è riuscita a passare l’esame con Bruxelles anche per le risorse comunitarie – assegnate all’Isola dall’Ue per il periodo 2014/2020 – relative al Fondo sociale europeo (Fse), che si occupa di istruzione e formazione professionale.

Il target di spesa fissato a fine 2018 isu questa linea di intervento era di 96,7 milioni di euro. Si partiva, a dicembre del 2017, da 32,9 milioni di euro. Il dato definitivo è più che positivo vista una certificazione finale di 118 milioni di euro (quindi con una spesa nell’anno appena trascorso di oltre 85 milioni di euro).

Come è noto, anche sul Fesr, il Fondo europeo di sviluppo regionale – con il quale vengono finanziate infrastrutture e concessi aiuti alle imprese – il governo Musumeci è stato promosso ieri l’altro con una spesa complessiva di 719 milioni di euro (dato finale al 31 dicembre), maggiore rispetto al limite minimo imposto di 674,6 milioni di euro.

Un risultato insperato, visto che alla fine del 2017, a tre anni dall’avvio della programmazione, erano stati certificati appena 6,3 milioni di euro. Una corsa contro il tempo quindi quella che il governo regionale, insediatosi nel dicembre del 2017, ha dovuto fare negli ultimi dodici mesi.

“Un risultato ottimo – evidenzia il governatore della Sicilia Nello Musumeci – visto il livello bassissimo di utilizzo delle risorse su alcuni Programmi in quel momento. Un obiettivo reso possibile da un grande lavoro di squadra politico e burocratico e da una sinergica collaborazione istituzionale con il ministero per il Sud”.

Buone notizie anche dal Programma di sviluppo rurale – destinato alle aziende agricole – con un superamento di oltre 185 milioni di euro rispetto al traguardo di 377 milioni di euro imposto da Bruxelles . La spesa raggiunta è infatti di 562,3 milioni di euro.

Anche nel Feamp, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, ampiamente raggiunto il target – fissato a livello centrale, trattandosi di un Programma nazionale – con 7,9 milioni di euro certificati.
A chiudere in positivo anche il Programma transfrontaliero Italia-Malta, del quale la Sicilia è Autorità di gestione. L’obiettivo imposto da Bruxelles, pena la restituzione delle somme, era di 945mila euro. Spesa raggiunta di 1,5 milioni di euro (+538mila euro).

“Sono veramente orgoglioso – aggiunge Musumeci – di essere il presidente di una Regione che sta iniziando a cambiare passo e che guarda al futuro con ottimismo e minore rassegnazione. Prima le risorse non venivano spese e ritornavano indietro, ora questo non avviene più. Ovviamente è solo il punto di partenza, perché dobbiamo puntare a migliorare la qualità della spesa, modificando quella parte della programmazione, che non abbiamo fatto noi, per adeguarla alle esigenze del territorio. Voglio rivolgere nuovamente un ringraziamento a tutti gli assessori, in particolare a quelli all’Istruzione Roberto Lagalla e all’Agricoltura Edy Bandiera, che erano direttamente responsabili di alcuni Programmi, e un plauso ai dirigenti generali coinvolti e a tutti i loro collaboratori, che hanno dato il massimo per il raggiungimento dell’obiettivo, sacrificando, in alcuni casi, anche i propri affetti familiari”.

E adesso la polemica sulle cifre rischia di spostarsi all’interno del Movimento 5 stelle visto che palude al risultato raggiunto in tutte le Regioni italiane anche il Ministro pentastellato Babara Lezzi “Sui fondi europei quando a giugno mi sono insediata ho trovato una situazione disastrosa. Entro la fine del 2018, cioè ieri, dovevamo rendicontare all’Europa per il periodo 2014-2020 oltre quattro miliardi. Risorse che se non fossero state rendicontato avremmo perso. I fondi europei di sviluppo regionale sono stati tutti spesi, abbiamo rendicontato tutto e non perderemo nemmeno un euro” dice il ministro per il Sud nel corso di una diretta Facebook.

“
Ci sarà una piccola perdita che nel totale ammonta allo 0,5% relativa a un programma nazionale di inclusione che cercheremo di recuperare, si tratta di poco più di 20 milioni di euro ma qui in ballo c’erano diversi miliardi. Sono molto orgogliosa del lavoro fatto, ringrazio l’Agenzia per la Coesione arrivato quest’anno e che ha fatto un lavoro enorme. Ringrazio anche tutti i presidenti di Regione e  in particolare quello della Regione Siciliana, Musumeci, perché ha ereditato una programmazione disastrosa da parte del Pd di Crocetta e quindi il suo compito era particolarmente difficile. Questo risultato non solo non ci fa perdere risorse, ma mi da quella spinta in più per portare avanti il negoziato con l’Europa sulla nuova programmazione dei Fondi Europei”.

Poi il Ministro parla delle misure per il Sud inserite in Finanziaria “Per il Sud abbiamo inserito diverse misure, a partire dalla la quota ordinaria degli investimenti statali al 34%, allargata anche per Anas ed Rfi. Questa quota spetta al Mezzogiorno in quanto qui vive il 34% della popolazione italiana, ma la cifra precedentemente destinata al Sud era inferiore al 29%. Abbiamo scritto una legge chiara in modo tale che ci siano anche tutti gli adeguati strumenti di monitoraggio per verificare l’applicazione del 34%.”

“Abbiamo rifinanziato il Fondo sviluppo e coesione con 4 miliardi di euro in 5 anni. Qualcuno a questo proposito ha prato di tagli al Fondo, ma non è vero: si tratta solo di rimodulazioni tra cassa e competenza e quindi porteremo avanti tutti i progetti che abbiamo in programma di finanziare e realizzare: la bonifica di bagnoli e della Maddalena, la Sassari-Olbia, l’autostrada Catania-Ragusa, in Calabria sicuramente a inizio anno avvieremo un Contratto istituzionale di sviluppo per una strada comunale in provincia di Cosenza e lì parlerò con i sindaci per eventuali altri interventi”.

E non poteva ,mancare l’argomento autonomie “L’autonomia non va ad indebolire l’unità nazionale ma vuole rendere più efficienti le amministrazioni regionali”. Questo governo intende “ripristinare un equilibrio nel nostro Paese: non esiste la contrapposizione tra Nord e Sud, ma richieste che verranno valutate dal punto di vista tecnico e politico. Solo dopo ci sarà un accordo in Consiglio dei ministri e a seguire si a andrà in Parlamento dove l’accordo dovrà essere approvato da una maggioranza qualificata, il 50 per cento più uno degli aventi diritto. Questo già ci dice che ci sarà un accordo in pieno equilibrio e una forte attenzione su tutti gli aspetti che riguardano i cittadini”.

“La richiesta di autonomia da parte delle Regioni – aggiunge Lezzi – è una prerogativa costituzionale che deve essere portata avanti nei binari della Costituzione. Nessuno vuole sottrarre qualcosa a qualcuno, ma ognuno vuole esercitare una prerogativa costituzionale rispondendo al responso di un referendum che si è svolto in alcune Regioni. Tutto questo avverrà senza impoverire altri territori, non è questa la nostra intenzione. Sul tema delle autonomie, leggo spesso interventi, e opinioni dove si parla dell’accordo con la Lega che vedrebbe il Movimento non dire nulla. Secondo costoro staremmo lasciando saccheggiare il Sud inefficiente dal Nord  ricco e che per il Mezzogiorno abbiamo previsto solo il reddito di cittadinanza. Io rifiuto questa logica e queste sono affermazioni loro, che non possono essere attribuite a noi. Il reddito di cittadinanza tra l’altro è in primis una misura di civiltà che toglie dalla povertà assoluta, tra gli altri, un milione e mezzo di minorenni”.

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Scontro sui Fondi Ue, target raggiunto? Per i 5 stelle solo un bluff ‘da vecchia politica’

Fonte: www.blogsicilia.it





LA ‘SECESSIONE DEI RICCHI’ MANDERÀ IN FRANTUMI IL DI GOVERNO TRA GRILLINI E LEGHISTI O DISTRUGGERÀ IL SUD?


Dal sito www.inuovivespri.it

31 Dicembre 2018
Il 2019 sarà l’anno in cui si capirà quanto potrà durare il Governo giallo-verde. Il banco di prova sarà la cosiddetta ‘Secessione dei ricchi’ chiesta dalla Lega di Salvini, ovvero Lombardia e Veneto che si vogliono tenere il residuo fiscale, tirandosi dietro Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. Se i grillini si opporranno sarà la fine del Governo. Se passerà il Sud diventerà ancora più povero

Ci sono due interviste che vanno lette attentamente. Nella prima La Repubblica dà la parola al presidente della Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana. Nella seconda il Corriere della Sera dà la parola al presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, esponente del PD. Su un tema sembra che i due siano d’accordo: la ‘Secessione dei ricchi’, ovvero il Nord – con in testa Lombardia e Veneto e, a ruota, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna – che hanno tutta l’intenzione di contribuire sempre di meno alla cosiddetta fiscalità generale, tenendosi tutte le imposte pagate dai cittadini delle rispettive Regioni.

I Nuovi Vespri hanno già affrontato il tema della “Autonomia”, come la chiamano i leghisti, di alcune Regioni del Centro Nord Italia (leggere gli articoli allegati). Di fatto, dopo oltre 150 anni di unità italiana – e dopo avere ‘spolpato’ il Sud per oltre 150 anni – alcune Regioni del Nord che hanno uno sviluppo economico e un reddito pro capite più alto rispetto al Sud – hanno deciso di tenersi tutte o quasi tutte le imposte pagate dai rispettivi cittadini. 

Il conto è già stato fatto: se Lombardia, Veneto e, a seguire, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna dovessero trattenere il cosiddetto residuo fiscale, al Sud verrebbero a mancare da 30 a 35 miliardi di euro all’anno. Con effetti negativi devastanti su sanità e scuola pubblica.

Ma verrebbe meno, soprattutto, l’unità nazionale sancita dalla Costituzione italiana del 1948. Ma questo, si sa, ai leghisti interessa poco.

Ebbene, su La Repubblica il presidente della Regione Lombardia, Fontana, è netto: se i grillini si opporranno al progetto di Autonomia al Nord si aprirà la crisi di Governo. E’ difficile, se non impossibile, che il leghista Fontana parli senza avere alle spalle il consenso del ‘capo’ della Lega Matteo Salvini: è evidente che questa è la linea politica dei leghisti.

Cosa, questa, ribadita anche dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.  

E’ interessante l’intervista a Sergio Chiamparino, che non è solo uno degli esponenti più in vista del PD: è, anche, presidente della Regione Piemonte e, soprattutto, il leader di un movimento che si sta organizzando nello stesso Piemonte a prescindere da quello che succederà nel Partito Democratico.

Chiamparino è sempre stato un politico lungimirante. E oggi è uno dei primi esponenti del PD ad aver compreso che, alle elezioni, con il simbolo del PD, si va solo a sbattere. Così sta dando vita a una serie di movimenti civici, nella convinzione che, per arginare i grillini o, se si preferisce, il populismo, il simbolo del Partito Democratico non serve proprio.

Ebbene, sapete cosa dice Chiamparino a proposito della ‘Secessione dei ricchi’ proposta dalla Lega? Che bisogna dialogare con la Lega.

Insomma, nel Nord, quello che resta del PD ha capito che la linea politica leghista è vincente. Ed è anche logico: con l’avvento dell’euro e, soprattutto, con la crisi economica e finanziaria che si è aperta nel 2008, il Nord è diventato la periferia della Mitteleuropa. E a questo punto il Nord deve scegliere: continuare a restare periferia della Mitteleuropa oppure tenersi il residuo fiscale e provare ad ‘agganciarsi’ alla stessa Mitteleuropa.

I leghisti di Salvini hanno già scelto: vogliono tenersi il residuo fiscale e pazienza se il divario economico e infrastrutturale tra Nord e Sud aumenterà.

Attenzione: tutto questo non avverrà tra quattro-cinque anni, ma tra un paio di mesi: a gennaio Fontana e Zaia torneranno alla carica per provare a ricostituire una sorta di “Lombardo-Veneto” da agganciare alla Mitteleuropa; e a loro potrebbero unirsi il Piemonte di Chiamparino (la Regione Piemonte, peraltro, sotto il profilo finanziario non è messa bene: anzi), la Liguria e l’Emilia Romagna.

Resta da capire cosa farà il Movimento 5 Stelle: perché se è vero che i leghisti hanno la base elettorale nel Centro Nord, i grillini i voti li hanno presi al Sud. E i grillini, nel Mezzogiorno, non si possono più permettere di sbagliare.

Luigi Di Maio e compagni hanno già ceduto sull’ILVA di Taranto (l’acciaieria inquinante che andava chiusa e invece è ancora aperta) e sulla TAP (il folle gasdotto che sventrerà la costa del Salento); se dovessero cedere pure sulla ‘Secessione dei ricchi’ il tracollo elettorale, per loro, sarebbe assicurato.

Poi, si sa, i grillini sono imprevedibili: dicono una cosa, giurano, assumono impegni solenni e poi – come avvenuto con i citati casi di ILVA e TAP – si rimangiano tutto.

A nostro modesto avviso, un eventuale cedimento del Movimento 5 Stelle sulla ‘Secessione dei ricchi’ sarebbe un suicidio politico. Ma, lo ribadiamo, abbiamo imparato a non fidarci più dei grillini, perché sono imprevedibili e non esitano a rimangiarsi gli impegni che assumono con gli elettori.

In ogni caso il Sud deve prepararsi al peggio.

Con la ‘secessione dei ricchi’ del ‘Lombardo-Veneto’ i Comuni del Sud verranno azzerati/ MATTINALE 127 

Dopo avere ‘spolpato’ il Sud i furbi del Centro Nord vogliono la “secessione dei ricchi”. Petizione per bloccarli

Cosa pensano i leghisti del Sud della secessione dei ricchi? /MATTINALE 231

Fonte: www.inuovivespri.it





OPZIONE DONNA CONFERMATA, MA SOLO PER UN ANNO


Dal sito www.adnkronos.com

02/01/19
Tra il 10 e il 12 dicembre il Governo approverà il testo del decreto pensioni nel quale, oltre a Quota 100 e al blocco dell'adeguamento con le aspettative di vita confermerà la proroga di Opzione Donna. Rispetto alle attese, però, l'Opzione Donna sarà confermata solamente per un anno, con l'impegno - non vincolante - del Governo di prorogarla ancora per gli anni avvenire con la prossima Legge di Bilancio. Al momento, quindi, potranno accedere a Opzione Donna solamente quelle lavoratrici che ne maturano i requisiti entro il 31 dicembre del 2019, Si tratta comunque di una novità molto importante perché grazie a questa misura le lavoratrici potranno andare in pensione all’età di 58 anni. Rispetto ai precedenti requisiti, infatti, l'età per accedere all'Opzione Donna è stata incrementata di 12 mesi: quindi, vi possono accedere le lavoratrici dipendenti una volta compiuti i 58 anni di età, mentre le autonome dovranno attendere il compimento del 59esima anno. Parimenti, le lavoratrici devono soddisfare un requisito contributivo pari a 35 anni di sola contribuzione effettiva.

Dal raggiungimento dei suddetti requisiti al collocamento in quiescenza però bisogna che sia trascorso un determinato arco di tempo. Opzione Donna, infatti, prevede il meccanismo delle finestre mobili, con le quali le lavoratrici dipendenti devono attendere 12 mesi dalla maturazione dei requisiti necessari, mentre la autonome addirittura 18 mesi. Le prime, quindi, andranno concretamente in pensione all'età di 59 anni, mentre le seconde solo dopo aver superato i 60. Ricordiamo, prima di concludere, che a differenza di Quota 100 l'Opzione Donna prevede una penalizzazione sull’assegno; nel dettaglio, le lavoratrici che vi fanno accesso devono accettare un ricalcolo dell’assegno pensionistico secondo il sistema contributivo, il che - a seconda della posizione contributiva dell’interessata - può portare anche ad una penalizzazione del 40%.

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REDDITO, IRES E AUTONOMIE: PRIME MOSSE DEL 2019


Dal sito www.adnkronos.com

02/01/19
di Ileana Sciarra
Innanzitutto reddito di cittadinanza e 'quota 100'. Ovvero restyling della legge Fornero sulle pensioni. Muove i passi da qui il 2019 del governo Conte, con il via libera alle due leggi bandiera volute da M5S e Lega. Il decreto per avviare il 'cantiere' del reddito di cittadinanza era atteso già da dicembre ma è slittato a gennaio, e non è escluso che i due provvedimenti -dl su reddito, appunto, e quota 100- vengano varati nello stesso giorno, così da non scontentare le due anime della maggioranza.

IRES - Altro tassello da rimettere a posto nel nuovo anno, il 'pasticcio' sull'Ires inserito in manovra, una stilettata al cuore delle onlus e del mondo del volontariato che ha indotto il premier Giuseppe Conte a fare pubblica ammenda nel corso della conferenza stampa di fine anno. La correzione di rotta annunciata dal governo prevede una modifica da inserire "nel primo provvedimento utile".

AUTONOMIE - Altra partita che attende l'esecutivo giallo verde è quella delle autonomie: irremovibile la Lega - con il sottosegretario Giancarlo Giorgetti che lega la riforma alla sopravvivenza stessa del governo- la riforma per rafforzare le prerogative di Lombardia, Veneto, ed Emilia Romagna rischia di aprire un nuovo fronte di scontro tra i due soci di maggioranza. Ma la strada per realizzarla sembra già tracciata. E' lo stesso Conte a dettarne il 'timing': dopo una riflessione interna al governo, sarà lui stesso a febbraio ad aprire i negoziati coi governatori delle diverse regioni interessate.

LEGITTIMA DIFESA - Tra le prime mosse dell'esecutivo nel nuovo anno, c'è anche il varo del provvedimento sulla legittima difesa, vecchio cavallo di battaglia della Lega a cui il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, vuole dare una brusca accelerazione a inizio 2019. La riforma è già passata all’esame del Senato, che l’ha varata lo scorso 25 ottobre. La proposta di legge modifica alcuni articoli del Codice penale, del Codice civile e del Codice di procedura penale, rafforzando la difesa di chi "all’interno del domicilio, di un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale" si difende da un’azione di terzi "posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica". Ma la riforma della legittima difesa potrebbe rallentare la sua corsa.

Almeno è quello che hanno evinto alcuni, nelle file del governo, sentendo le parole del premier alla conferenza di fine anno circa la volontà "riuscire a varare un progetto riformatore equilibrato tra l'esigenza della tutela dell'integrità fisica e quella di difendere se stessi e i propri familiari da aggressioni violente e ingiustificate nel proprio domicilio. Estremizzare in un senso o nell'altro il grumo degli interessi di disciplina significherebbe avere una disciplina incostituzionale", le parole di Conte. Che lascerebbero intendere -il ragionamento che viene fatto soprattutto tra i 5 Stelle - la volontà di trovare un punto di equilibrio non semplice.

DL SEMPLIFICAZIONI - Altra priorità della maggioranza giallo verde, il dl semplificazioni. Approvato dal cdm il 12 dicembre scorso, va convertito entro sessanta giorni. Al suo interno, la 'legge Bramini' che riequilibra le situazioni di credito e debito degli imprenditori con la Pubblica amministrazione; l'abolizione del Sistri e del Registro unico del lavoro mentre manca la riforma del codice degli appalti che andrà in Parlamento -altra urgenza dell'esecutivo-con una legge delega.

RIFORME COSTITUZIONALI - C'è poi l'iter, non semplice, delle riforme costituzionali chieste a gran voce dal M5S. Il taglio dei parlamentari e l'introduzione del referendum propositivo senza quorum sono contenuti in due testi base depositati al Senato. Le audizioni in commissione stanno per volgere al termine, a gennaio le misure dovrebbero arrivare in Aula. Su questo fronte il governo cede il passo al Parlamento: "Non credo che l'esecutivo debba intervenire con progetti di riforma costituzionale - ha rimarcato Conte - soprattutto se corposi, credo che il Parlamento sia la sede più indicata". "Ho una convinzione personale, che ovviamente condividerò con i miei ministri - ha detto ancora il premier - che è bene che iniziative di questo tipo siano rimesse al Parlamento, mi sembra il luogo più appropriato per affidarle fin dall'inizio al dibattito".

TAGLIO SPRECHI - Ma tra le sfide che attendono il governo Conte, c'è anche il taglio agli sprechi, con il cosiddetto team 'mani di forbice' -neologismo coniato dal vicepremier Luigi Di Maio- da mettere in pista per sforbiciare gli sperperi che finiscono per ricadere sulle tasche dei cittadini. Questi ultimi potrebbero essere addirittura 'arruolati': tra le idee di Di Maio, gradita a Conte, c'è quella di introdurre un numero verde che consenta ai cittadini di segnalare per primi gli sprechi.

LA PARTITA NOMINE - C'è poi la partita nomine che va portata avanti. Una su tutte, da chiudere nel più breve tempo possibile, quella ai vertici della Consob, una poltrona vacante dal 13 settembre scorso. Un ritardo di peso, come ammesso dallo stesso Conte. "Non abbiamo ancora completato questo dossier, me ne assumo le responsabilità - ha detto il premier - stiamo lavorando su tanti fronti anche se questa non è una giustificazione. Comunque mi ha rincuorato il fatto che ci siano commissari con un profilo di competenza ben riconosciuto e la funzionalità della Consob è garantita". La promessa è di avviare nelle prossime settimane "l'iter di nomina: mi posso giovare degli autorevoli suggerimenti del Presidente della Repubblica e state tranquilli - ha rassicurato la stampa durante la conferenza di fine anno - che verrà nominata una personalità altamente competente".

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MATTARELLA SBANCA SUI SOCIAL


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01/01/2019 
Il Presidente Sergio Mattarella sbanca sui social. Sono stati oltre dieci milioni gli ascolti tv per il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, ma soprattutto il discorso del capo dello Stato ha registrato un boom di contatti social. Finora, sull'account Twitter del Quirinale, il discorso ha ottenuto due milioni e 150mila visualizzazioni, ma il dato è in crescita ed è praticamente triplicato rispetto allo scorso anno. In tv, invece, il messaggio del Capo dello Stato è stato visto complessivamente da 10 milioni e 525mila spettatori, in crescita rispetto a 9 milioni e 700mila di un anno fa.

IL DISCORSO INTEGRALE

Un discorso sentito quello di Mattarella, che ha invitato gli italiani a riconoscersi come "unità", a riscoprire "i buoni sentimenti" ma anche a rifiutare "l'astio, l'insulto e l'intolleranza che creano ostilità e timori". Nel suo messaggio di fine anno, il Presidente della Repubblica, ha tracciato un bilancio del 2018, ponendo l'accento sul senso di comunità e sul ruolo del Parlamento, gettando anche uno sguardo alle elezioni europee di maggio.

Rivolgendosi agli italiani, senza dimenticare "i cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese", il capo dello Stato ha poi affrontato alcuni dei temi più caldi del dibattito politico, invitando alla tutela del Terzo settore ("vanno evitate le tasse sulla bontà"), alla salvaguardia della divisa ("simbolo della sicurezza del Paese"), senza dimenticare il debito pubblico, che ha definito un'"ipoteca pesante sui giovani".

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31 dicembre 2018

AUGURI DI BUON ANNO! LE PUBBLICAZIONI RITORNERANNO REGOLARMENTE IL 02 GENNAIO 2019







SCONTRO SUI FONDI UE, TARGET RAGGIUNTO? PER I 5 STELLE SOLO UN BLUFF ‘DA VECCHIA POLITICA’


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31/12/2018
“Il governo Musumeci si mostra in perfetta continuità con quello di Crocetta anche sui proclami in tema di fondi europei. L’ennesimo bluff? L’aver spacciato come obbiettivo raggiunto una spesa certificata di 713 milioni di euro senza essere passati dai target intermedi e inserendo grandi opere già esistenti. Un trucco da vecchia politica, morale non un centesimo per lo sviluppo dell’Isola”.

A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri, componente della Commissione Bilancio a proposito dell’annunciata raggiunta certificazione da parte del presidente Musumeci dei fondi comunitari (Fesr) spesi nel 2018.

Da Bruxelles interviene anche l’eurodeputato M5S Ignazio Corrao: “Forse più che Nello Musumeci – spiega Corrao – il presidente della Sicilia dovrebbe chiamarsi ConfusioNello Musumeci. Festeggiare per aver certificato roba vecchia e avere aggirato i target intermedi è frutto o di incompetenza o di dolo”.

“Da premettere – spiegano Sunseri e Corrao – che il target N+3 complessivo è pari a € 719.586.369,00 non € 713.762.055,10. Inoltre il presidente ribadisce che fino ad un anno fa sembrava un sogno impossibile ed era fortissimo il rischio di perdere risorse e doverne restituire altre. Vorremmo ricordare a Musumeci che questa situazione era così anche soli due mesi fa. Infatti a ottobre la Regione Siciliana registrava una spesa certificata pari a circa 6 milioni di euro, tanto quanto un anno fa. E forse più. In pratica in meno di due mesi i superdirigenti hanno certificato spesa per circa 707 milioni di Euro, recuperando tre anni di lavoro. Un vero e proprio miracolo, verrebbe da dire. Questo fatto dimostra come la gestione della spesa, sia solo un bluff e non produca nulla di nuovo e opportunità di crescita per l’economia siciliana. Non è comprensibile come in Sicilia questi uffici regionali, al di là del colore politico e del governo, riescano a certificare spesa solo negli ultimi giorni disponibili e/o in concomitanza di scadenze relative a disimpegni, sospensioni, perdite di risorse, per di più con una forte dotazione di risorse umane previste dall’attuale Assistenza Tecnica, operativa da più di un anno. Stesso bluff riguarda l’annuncio dei 713 milioni di euro di fondi comunitari Fesr. Il governatore affida la notizia al suo profilo Facebook, celebrando il momento come quello in cui ‘la Sicilia dimostra di essere tornata all’altezza delle grandi regioni italiane’. Non si conoscono al momento i dati nel dettaglio di tutti i dipartimenti, anche se la fetta più consistente, più della metà del totale, è rappresentata dal settore infrastrutture dove sono stati certificati circa 460 milioni di euro. Le due opere più importanti – che incidono da sole per 435 milioni – sono la tratta B del passante ferroviario di Palermo e il secondo tratto della Caltanissetta-Agrigento, da Canicattì al capoluogo nisseno, nonostante i lavori siano al momento fermi a causa dei problemi finanziari della ditta incaricata, la Cmc di Ravenna, in concordato preventivo. A questi si aggiungono alcuni progetti di edilizia popolare. La stagione di certificare roba vecchia, come faceva Crocetta – concludono Sunseri e Corrao – evidentemente non è mai tramontata”.

Non tarda la replica che arriva da Diventerà Bellissima, il movimento del Presidente della Regione “Corrao e Sunseri facciano una telefonatina al ministro Barbara Lezzi, che sulla certificazione delle risorse Ue ha detto l’esatto contrario di quanto riferito nella loro nota congiunta. Di gente che inneggia al tanto peggio i siciliani ne faranno presto volentieri a meno” dice Giuseppe Zitelli, componente della Commissione Attività Produttive dell’Ars.

“Se fossero onesti intellettualmente, ma evidentemente si tratta di un ossimoro- prosegue l’esponente di DiventeràBellissima- i grillini dovrebbero riconoscere che senza la spesa aggiuntiva fatta negli ultimi 12 mesi l’obiettivo certificazione non si sarebbe mai raggiunto. E non sono ancora stati computati tutti i decreti di finanziamento per le aziende registrati a dicembre dalla Corte dei Conti. Ma perché, per una volta, non provano a essere contenti di un risultato raggiunto dalla Sicilia? Proprio non ci riescono, è più forte di loro”.


Fonte: www.blogsicilia.it






IL MESSAGGIO DI FINE ANNO DEL GOVERNATORE AI SICILIANI: “NOSTRO COMPITO RILANCIARE L’AUTONOMIA DELLA RESPONSABILITÀ” (VIDEO)


MUSUMECI TIRA LE SOMME E INDICA GLI OBIETTIVI PER IL PROSSIMO ANNO

31/12/208Il /governatore della Sicilia Nello Musumeci diffonde il suo messaggio di fine anno rivolto ai siciliani. Un anno che è stato certamente difficile sotto vari aspetti e tumultuoso per quanto riguarda la politica.

Ecco cosa scrive Musumeci:

“Siciliani,
la nostra Isola è chiamata oggi ad affrontare gli effetti della globalizzazione selvaggia e l’aggravamento del divario socio-economico, ma anche a cogliere le opportunità della rivoluzione digitale, della velocità degli scambi, del confronto tra le culture.
Può l’Autonomia regionale essere ancora – dopo 72 anni dallo Statuto – una risorsa utile per affrontare questa sfida così impegnativa e offrire ai siciliani opportunità e possibilità di riscatto dal bisogno? La risposta è si, malgrado la Regione sia stata ridotta ai minimi termini, chiusa in se, autoreferenziale e senza più alcuna credibilità istituzionale, in un drammatico squilibrio finanziario che rende i suoi cittadini i più tartassati sul piano fiscale, con i peggiori servizi”.

“Mentre un nuovo vento regionalista si diffonde – prosegue il governatore – in Europa e giunge sino al Nord Italia, il nostro primo compito, dunque, è quello di rilanciare l’Autonomia della responsabilità (e non più dei privilegi) per essere parte attiva di questo processo riformatore, divenuto ormai ineludibile. La Sicilia deve dimostrare di saper tenere “carte e conti in regola”; di essere capace di varare riforme significative che riducano l’imposizione fiscale, di saper guardare alla innovazione, di cogliere le opportunità che offrono la centralità mediterranea, le trasformazioni della produzione agricola ed industriale; di saper puntare sulla qualità delle sue Università e dare certezza di futuro a migliaia di giovani”.

E ancora: “Nell’anno che si conclude, ancora molto difficile per tantissimi nostri concittadini, il governo della Regione – all’inizio del suo mandato – ha dovuto affrontare una complessa opera di riorganizzazione della macchina burocratica e di programmazione delle indispensabili risorse extraregionali per dare nuova linfa alla depressa economia isolana. Un primo importante risultato lo abbiamo raggiunto: 713 milioni di euro di fondi europei spesi e certificati in questo 2018! Un traguardo che ha sorpreso persino i diffidenti e rigorosi funzionari di Bruxelles”.

“A questi obiettivi, – conclude il governatore – che riteniamo gli unici per i quali valga la pena di spendersi, abbiamo improntato la nostra azione, nel silenzio del dovere, nei primi faticosi dodici mesi. Ed il negoziato che abbiamo aperto a settembre con lo Stato, oltre ai primi consistenti risultati già dati, dovrà portare entro il prossimo anno ad ottenere più ampi spazi di autonomia e risorse finanziarie, per offrire ai siciliani occasioni di lavoro e protezione per i più deboli, ma anche per riparare ai tanti torti subìti. Oggi lavoriamo per rilanciare una immagine forte della nostra Autonomia, che a Roma non chiede più spiccioli o privilegi, ma che vuole vedersi riconosciuti i propri diritti.
È questa la sfida del 2019. E l’augurio che rivolgo a tutto il Popolo siciliano è che l’anno prossimo possa essere quello della rinascita, quello della speranza che si tramuta in certezza.


Dio benedica la nostra Isola. E auguri di ogni bene a ciascuno di Voi

Fonte: www.blogsicilia.it




FONDI UE, MUSUMECI ESULTA, GIUNGE IL PLAUSO DELL’UGL SICILIA


Dal sito www.uglsicilia.it

29/12/2018
“Oltre 713 milioni di euro di fondi comunitari (Fesr) spesi e certificati nel 2018.

Questo l’obiettivo che il governo regionale è riuscito a raggiungere mentre un anno fa sembrava solo un sogno impossibile ed era fortissimo il rischio di perdere risorse e doverne restituire altre. Finalmente la Sicilia dimostra di essere tornata all’altezza delle grandi regioni italiane”. Lo dice il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

Plaude l’UGL Sicilia tramite il suo Segretario regionale Giuseppe Messina. per l’operato del Presidente Musumeci e per il superamento della spesa comunitaria.


Fonte: www.uglsicilia.it







ISNELLO, SALVATO LO SPELEOLOGO FERITO NELL’ABISSO DEL VENTO, ‘ESTRATTO’ DALLA GROTTA INTORNO A MEZZANOTTE


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31/12/2018
Si è concluso alle 23.24, ben prima del previsto, con successo l’intervento di soccorso per portare in salvo uno speleologo rimasto ferito dentro l’Abisso del vento, la grotta in territorio di Isnello, alle pendici di Cozzo Balatelli, che ha uno sviluppo di circa 2 chilometri e una profondità di 220 metri. Sul posto hanno operato i tecnici di soccorso speleologico della X Delegazione del Soccorso alpino e speleologico siciliano.

L’uomo, un cinquantenne catanese, stava effettuando un’escursione insieme ad altri compagni che fanno parte di gruppi speleologici della Sicilia orientale e che stavano compiendo esplorazioni nei vari rami in cui si sviluppa il complesso sistema dell’Abisso del vento. Intorno alle 17, mentre si trovava ad una profondità di circa 90 metri, è scivolato riportando un trauma alla spalla sinistra.

Lo speleologo è stato soccorso dai suoi compagni, alcuni dei quali sono risaliti in superficie per chiedere assistenza chiamando il numero di reperibilità del Soccorso alpino che ha fatto scattare l’operazione che si è conclusa in poche ore. Lo speleologo sta bene ed è stato accompagnato in ospedale per accertamenti.





Leggi anche:

Isnello, speleologa ferita dentro l’Abisso del vento: in corso l’intervento di soccorso





PERDE ORIENTAMENTO DOPO NOTTE SU ETNA: SALVATO ESCURSIONISTA


Dal sito www.lasicilia.it

30/12/2018
I finanzieri del Soccorso Alpino di Nicolosi, con l’ausilio di un elicottero, lo hanno rintracciato all'alba a quota 1960 metri

PALERMO - I finanzieri del Soccorso Alpino di Nicolosi, con l’ausilio di un elicottero hanno soccorso sull'Etna a quota 1960 metri un escursionista che si era smarrito. L’uomo, che aveva deciso di passare la notte sull'Etna, nelle prime ore della mattinata, riavviandosi verso la propria autovettura, non era riuscito più a trovare il giusto sentiero di ritorno e quindi dopo aver vagato per qualche ora, spaventato e colto dal freddo ha deciso, alle 5.45 circa, di chiamare i soccorsi. Le ricerche, che si sono protratte per circa due ore, si sono concluse con il ritrovamento del disperso all’interno del demanio Filiciusa Milia nei pressi del Rifugio San Gualberto, nel territorio del comune di Biancavilla.

Un gruppo di 38 Scout, invece, si era smarrito ieri nel palermitano, nel bosco della Moarda che sovrasta la zona di Altofonte. Sono state avviate le ricerche inviando personale dei distaccamenti forestali di Piana degli Albanesi e di Palermo-Villagrazia. Di sera i forestali hanno individuato il gruppo di ragazzi che stanchi e infreddoliti sono stati riportati al campo base.


Fonte: www.lasicilia.it