03 novembre 2018

AGRIGENTO – LA FLAI CGIL CONTRO LA SOSPENSIONE DEI LAVORATORI FORESTALI


Dal sito www.trs98.it

3 novembre - 2018 Nicolò Giangreco
La Flai Cgil di Agrigento denuncia e condanna duramente il provvedimento di sospensione dei lavoratori forestali appartenenti ai contingenti “78 e 101 giornate” a causa del mancato utilizzo dei fondi “Fsc”, nonostante le stesse risorse sono state sbloccate con la delibera della Giunta regionale del 18 ottobre, e la conseguente nota del Dirigente Generale Regionale dello Sviluppo Rurale, Mario Candore, che autorizzava la prosecuzione sino al completamento delle garanzie occupazionali dei lavoratori forestali. Il Dirigente Provinciale, dopo aver ricevuto la nota della Regione Siciliana, ha sospeso gli operai forestali perché le risorse “Fsc” non sono state iscritte negli appositi capitoli di bilancio e quindi risultano inutilizzabili. Il Segretario generale della Flai Cgil, Giuseppe Di Franco, dichiara: “Si assiste ancora una volta all’incapacità politica di questo Governo regionale, che in campagna elettorale aveva promesso “non un giorno di riposo ai lavoratori forestali. Invece di dare risposte concrete ai lavoratori e al territorio, si continua a mortificare la loro dignità, mettendo a serio rischio il completamento delle giornate di garanzia occupazionale, che significherebbe perdita di reddito per gli operai e le loro famiglie”. La Flai Cgil di Agrigento, sempre più convinta del lavoro indispensabile dei lavoratori forestali per la salvaguardia del territorio, comunica che se entro martedì 6 novembre, non si dovesse trovare una soluzione al problema, è pronta a mettere in campo tutte quelle iniziative di lotta che possano portare ad un positivo esito della vertenza allo scopo di dare ai lavoratori forestali certezze e non promesse.

Fonte: www.trs98.it


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Il governo regionale sospende i lavoratori della forestale per mancanza di soldi


Da lunedi tutti i lavoratori forestali saranno sospesi. Da nessun giorno di riposo e ci sono le risorse per incrementare le giornate a chissà se verranno assicurati i livelli occupazionali






MALTEMPO, FIGUCCIA: "CHIEDIAMO LO STATO DI EMERGENZA"


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

"Le problematiche registrate in queste ore a seguito all’ondata di maltempo, sono sicuramente riconducibili all’assenza di investimenti sulla manutenzione del territorio da parte della Regione Siciliana, a partire dai movimenti franosi verificatisi nelle aree interne, come Corleone, Prizzi, Palazzo Adriano, Castrono di Sicilia, Lercara Friddi e tanti altri paesi dell'entroterra siciliano - dice in un post Davide Grassedonio, coordinatore dell'Udc a Prizzi che ieri si è recato in sopralluogo sui tratti più colpiti insieme a Vincenzo Figuccia, deputato dell'Udc all'Ars che ha detto: "quanto sta accadendo in Sicilia a causa delle ultime eccezionali precipitazioni è davvero raccapricciante. Ci sono interi paesi invasi dall'acqua a causa dell'esondazione dei torrenti la cui ultima manutenzione e risagomatura risale a decenni or sono, strade provinciali venute giù come il burro, terreni allagati e intere colture andate distrutte. Oggi stesso inoltrerò un'interrogazione con carattere d'urgenza al Presidente della Regione per chiedere come intende affrontare questa situazione. Bisogna correre ai ripari. Chiediamo  a Roma lo stato di emergenza e l'intervento mediante fondi straordinari tali da evitare un disastro sistemico dell'intero tessuto produttivo in una fase nella quale le piccole aziende stavano faticosamente pedalando per far crescere il PIL regionale. 
Ringrazio Davide Grassedonio quale  rappresentante dell'Udc a Prizzi e riferimento per l'intero comprensorio. Sono particolarmente vicino e solidale agli agricoltori e agli imprenditori locali perché in questo momento difficile non si sentano soli, certi piuttosto che l'Udc e il movimento Cambiamo la Sicilia sì batterà perché venga posta particolare attenzione a quelle comunità martoriate da un vero e proprio tsunami".





REGIONE, INCHIESTA SUI FONDI NON SPESI PER PULIRE IL TORRENTE. CALDERAI. IL PRESIDENTE MUSUMECI DISPONE VERIFICA INTERNA






DOPO IL MALTEMPO DEI GIORNI SCORSI. SIRACUSA, PULIZIA DEI LETTI E DELLE SPONDE DEI FIUMI: VERTICE IN PREFETTURA. INVITATI A PARTECIPARE ANCHE L’AZIENDA FORESTE DEMANIALI E L’ISPETTORATO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE


Dal sito www.siracusanews.it

Nello specifico è stata ribadita la necessità di curare la stesura ed eventualmente l’aggiornamento dei Piani comunali di Protezione Civile, con specifico riferimento al rischio idraulico e idrogeologico

A seguito dell’evento dello scorso 18 e 19 ottobre, si è svolta nella giornata di venerdì scorso in Prefettura un incontro sulla pulizia dei letti e delle sponde di fiumi, torrenti e canali di bonifica, presieduto dal Prefetto di Siracusa, Giuseppe Castaldo. Sono stati invitati a partecipare i sindaci della provincia, il Libero Consorzio di Siracusa, le Forze di Polizia, l’Aeronautica militare, le Capitanerie di Porto di Siracusa e Augusta, il Genio Civile, l’Azienda foreste demaniali, l’Ispettorato ripartimentale delle Foreste, il Servizio Sicilia Sud Orientale del Dipartimento regionale di Protezione Civile.

Il Prefetto nell’evidenziare che la strategia più efficace è quella della prevenzione dei rischi, ha assicurato il proprio personale impegno e quello della Prefettura a fornire ogni contributo idoneo a favorire una fattiva collaborazione tra gli enti interessati, invitando i sindaci a mantenere alta l’attenzione in caso di condizioni meteo particolarmente avverse e a porre in essere tutte le attività volte ad assicurare la migliore gestione degli eventuali fenomeni emergenziali.

Nello specifico è stata ribadita la necessità di curare la stesura ed eventualmente l’aggiornamento dei Piani comunali di Protezione Civile, con specifico riferimento al rischio idraulico e idrogeologico, di provvedere, ove le circostanze lo richiedano, all’immediata attivazione del C.O.C. e all’adozione dei provvedimenti necessari a garantire la pubblica e privata incolumità, di assicurare l’attività di informazione alla popolazione sulle possibili situazioni di rischio.

In conclusione, il Prefetto ha sottolineato la necessità dell’instaurazione di efficaci sinergie tra istituzioni e gli organismi a vario titolo competenti in materia di rischio idraulico e idrogeologico, auspicando nell’ottica del principio di leale collaborazione, il più ampio, continuo e proficuo dialogo tra istituzioni, finalizzato a individuare, programmare e attuare gli interventi necessari di rispettiva pertinenza per la prevenzione d e mitigazione dei rischi.

1 novembre 2018 
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Fonte: www.siracusanews.it





FORESTE DEVASTATE DAL MALTEMPO


Dal sito www.adnkronos.com

02/11/2018
Il forte vento di scirocco, che ha colpito il 30 ottobre tutta l’Italia del Nord con raffiche stimate intorno ai 140 km orari, ha provocato ingenti danni alle aree forestali italiane, percepiti tuttavia in maniera minore rispetto ai danni alle alberature cittadine. I numeri però sono impietosi: in un giorno sono stati abbattuti tanti alberi quanti se ne abbattono in tutta Italia in un anno di attività selvicolturale, per una quantità di circa otto milioni di metri cubi di legno. E ci vorranno 100 anni per rimediare al danno.

Il solo Trentino (Val di Fiemme, Val di Fassa) ne ha persi 1,5 milioni, quantità di poco inferiori in Alto Adige; stessa situazione in Veneto (Altopiano di Asiago, Feltrino, Agordino, Comelico) e in Friuli Venezia Giulia (Carnia, Dolomiti Friulane, Cansiglio). Soprattutto abeti rossi, ma anche abeti bianchi e faggi, a seconda delle zone; e centinaia di chilometri di strade forestali da risistemare.

Quasi tutte sono aree gestite in maniera sostenibile secondo gli standard internazionali del Pefc, organizzazione non governativa che rappresenta la certificazione di gestione sostenibile delle foreste e della filiera dei prodotti forestali; quindi la causa di questa situazione non è sicuramente attribuibile all’abbandono.

“La situazione è gravissima, sia dal punto di vista economico, che ambientale e sociale: ci vorranno 100 anni per far sì che la situazione torni in equilibrio - commenta Antonio Brunori, segretario generale di Pefc Italia - Ambientalmente abbiamo intere aree montane che nei prossimi periodi non avranno più una copertura vegetazionale a proteggere i versanti dalle piogge e dalla corrivazione rapida delle acque superficiali".

Inoltre, "se non si provvederà rapidamente all’esbosco del legname - continua Brunori - la grande quantità di biomassa legnosa provocherà il pullulare del bostrico tipografo (nome scientifico Ips typographus), un piccolo coleottero di mezzo centimetro che colpisce in particolare gli abeti rossi e già considerato il flagello delle foreste europee".

Parliamo di zone boschive che rappresentavano rifugio di animali e uccelli, oltre che aree di importantissima rilevanza paesaggistica. Proprio questa devastazione avrà conseguenze anche per il turismo, che vede nei boschi la principale attrazione estiva per migliaia di turisti ed escursionisti delle aree interne montane.

Ma il danno è anche per l’intera filiera del legno. “Dalle Alpi si ricava la quasi totalità del legno da opera italiano di cui l’industria nazionale necessita, e che costituisce un quinto del fabbisogno complessivo - aggiunge Brunori - Con questa situazione di calamità, probabilmente ci sarà una quantità elevatissima di legname disponibile (facendone abbassare il costo) nei prossimi due anni, per poi averne scarsità negli anni a venire".

Salteranno quindi tutte le pianificazioni strategiche ed economiche fatte negli anni passati, compresi tanti posti di lavoro nel settore delle utilizzazioni boschive. Questo rappresenta il pericolo per il tessuto sociale della montagna, che sopravvive alle dure leggi del mercato anche grazie alla diversificazione stagionale, dove anche il legno e la gestione delle foreste sono un tassello fondamentale per il lavoro di tante aziende.

Un disastro che poteva essere evitato? Il cambiamento climatico ha avuto il suo ruolo, ma "se nel passato ci fosse stata una visione più lungimirante e più attenta alla gestione attiva delle risorse forestali, sarebbero stati effettuati più interventi di sfollo e diradamento in molte delle foreste che ora sono abbattute da vento, interventi selvicolturali che forse avrebbero reso queste formazioni più resilienti ai disturbi climatici", spiega Maria Cristina d’Orlando, presidente del Pefc Italia.

Ma "servono investimenti per questi territori, non per intervenire nei momenti di emergenza, ma per programmare e prevenire”. Questi temi saranno al centro del Congresso nazionale di Selvicoltura a Torino la prossima settimana (dal 5 al 9 novembre ), dove 500 esperti di scienze forestali si riuniranno per parlare di selvicoltura, di gestione delle foreste e del nuovo Testo unico Forestale, cioè della gestione del 39% del territorio italiano, nell’anno in cui la superficie a bosco ha superato la superficie agricola.

Un segno dei tempi, dove purtroppo questo sorpasso è nato dall’abbandono della coltivazione delle terre montane e collinari e dalla conquista dei terreni da parte di formazioni arboree pioniere, senza un controllo o pianificazione da parte dell’uomo, con conseguenti problemi di frane, incendi e improvvise alluvioni a valle per il mancato controllo e manutenzione del territorio a monte.

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Fonte: www.adnkronos.com







MALTEMPO, MILIONI DI ALBERI CADUTI. L'ESPERTO: MANCA LA MANUTENZIONE


Dal sito www.quotidiano.net

Mezzalira, dottore forestale: "Ecatombe mai vista"

di RITA BARTOLOMEI - 2 novembre 2018

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Roma, 2 novembre 2018 - "Ho appena saputo che solo in Val di Fiemme sono stati abbattuti un milione e mezzo di metri cubi di legname, vuol dire che è andato giù grosso modo un milione e mezzo di alberi. Un’ecatombe anche in altre zone del Trentino, in Lombardia, Veneto, Friuli... Intere foreste, spesso plurisecolari, sono state danneggiate in un modo che mai nessuno aveva visto prima. Rase al suolo, come se fosse arrivato il famoso meteorite siberiano. Raffiche di vento a 100-150 chilometri all’ora, con vortici e trombe d’aria". Giustino Mezzalira, dottore forestale dell’agenzia Veneto Agricoltura, alza lo sguardo come se sorvolasse il nostro arco alpino in elicottero e conclude: "Siamo di fronte a un cataclisma".

Maltempo, altri 4 morti al Nord




Abbiamo appena finito di contare le vittime, provocate dal crollo degli alberi (FOTO). Sono diventate nove con i due morti della Val d’Aosta e il terzo dell’Alto Adige, un 53enne che era finito con l’auto contro piante abbattute dal vento e si è spento all’ospedale. "C’è bisogno di una manutenzione programmata e preventiva", era stato il grido d’allarme di Angelo Borrelli, capo della Protezione civile. "Non abbiamo una politica forestale seria – il richiamo di Mezzalira –. La parola chiave si chiama prevenzione. La pronunciamo ogni volta, dopo un disastro. Gli alberi sono organismi viventi che diventano adulti, invecchiano e cominciano a deperire. Se c’è un piano del verde, li conosciamo uno per uno e sappiamo come stanno. Quando il responso è infausto la pianta va abbattuta, senza gente che si metta ad abbracciarla, e va sostituita. Noi purtroppo siamo troppo presi a ragionare con la pancia. Invece la sicurezza per me viene prima di tutto. Se un albero, come quelli che abbiamo visto finire sulle auto e uccidere le persone, si è sradicato dalla base, vuol dire che aveva il ceppo marcio". Magari a causa delle carie, provocate dai funghi.

"Il problema più serio è dato da quelli che attaccano gli apparati radicali, il vero ancoraggio - chiarisce Mezzalira –. Così quando arriva la tempesta, con un vento talmente forte da provocare anche torsioni, la pianta si stacca e cade, senza alcun preavviso". Per questo, insistono gli esperti, servono cure. Dall’esame visivo a quello strumentale con i tomografi, che permettono di ‘fotografare’ alla perfezione cosa c’è dentro. Ma i Comuni investono sul verde? "In genere pochissimo - non ha dubbi Mezzalira –. E spesso a giudicare se l’albero sta bene è il geometra, magari l’ingegnere addetto alle strade. Davvero raro trovare un agronomo o un forestale".


© Riproduzione riservata

Fonte: www.quotidiano.net





L'ITALIA SCOPRE IL BOSCO SOLO DOPO LE DEVASTAZIONI DI INCENDI E MALTEMPO. UNCEM: "LA FORESTA CHE CADE FA NOTIZIA. GRAVE NON AVERE UN'ATTENZIONE COSTANTE POLITICA E MEDIATICA PER MONTAGNA E FORESTE"


Dalla pagina Facebook
Uncem - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani 

Devastazioni di incendi e schianti di intere foreste dovute al maltempo, alle forti piogge e al vento che soffia a oltre 100 chilometri orari. L'Italia scopre il bosco solo dopo questi e altri gravi eventi calamitosi. Scopre che il suo territorio e per oltre il 50 per cento fatto di Alpi e Appennini, è fragile, e per un terzo è coperto da boschi. Foreste che raggiungono i 12 milioni di ettari, una superficie cresciuta troppo negli ultimi 30 anni. Ha sottratto superficie agricola e ha invaso villaggi e generato nuovo abbandono. Ce ne accorgiamo ora, dopo aver visto le drammatiche immagini degli schianti sull'Altipiano di Asiago. Ce ne accorgiamo dopo i roghi della Val di Susa, sull'appennino del Lazio o in Campania sul Vesuvio. Sempre a causa di qualche calamità, quando va bene (e non ci sono troppi yatch arenati e insabbiati sulle coste) tg e giornali mostrano le immagini del bosco e delle foreste italiane devastate, provando a raccontarne dinamiche e sistemi di ricostruzione.

Peccato che la comunicazione e prima ancora un pezzo troppo ampio della politica nazionale interpreti molti dei temi ambientali legati a montagne e foreste come residuali. Solo la foresta che cade fa notizia. Uncem da decenni auspica sia notiziabile e attenzionata dalle istituzioni nazionali - Governo e Parlamento - anche la foresta gestita. Gestita attivamente, come previsto dalla legge nazionale sulle foreste, approvata otto mesi fa dal Parlamento, che oggi necessita di nove decreti attuativi.

Uncem chiede che il bosco ritrovi una centralità nella storia e nella geografia del Paese. Scrigno di biodiversità da proteggere, ma anche luogo dove si combattono i cambiamenti climatici con una gestione attiva efficace e turnazioni di taglio regolari, tramite accurata pianificazione sovracomunale fatta da Enti locali e imprese insieme. Luogo dove si assorbe Co2 e si generano opportune misure antidoto al cambiamento climatico. La foresta luogo da tutelare, gestire, valorizzare. Evitando cresca eccessivamente, invecchi senza gestione e sia così più predisposta agli incendi. Evitando non svolga più le sue funzioni produttive quando i versanti sono troppo carichi. Questo va raccontato tutto l'anno, sempre. Comprese le iniziative fatte da Regioni ed Enti locali per il superamento della parcellizzazione fondiaria che impedisce di fatto la gestione attiva. Compresi gli strumenti di certificazione per aumentare il valore del prodotto.

Sappiamo bene che sull'Altipiano di Asiago, gli Enti locali - Comuni in primis - metteranno in fila azioni fondamentali per rigenerare quei boschi dove abbiamo assistito nelle ultime ore a centinaia di migliaia di schianti di alberi. E vogliamo invece che il Parlamento attui in tempi rapidissimi le strategie per gestire correttamente 12 milioni di ettari di bosco, dando efficacia piena al Testo unico forestale. E che questa attuazione preveda anche investimenti di risorse, non solo europee (a oggi le uniche disponibili, grazie al Feasr, ai Psr regionali) ma finanziate dal bilancio dello Stato. Per dire con concretezza che il bosco è per l'Italia un patrimonio immenso. E il Paese lo sa: non se ne accorge soltanto quando alberi si schiantano in terra o vanno in fumo.









ALLERTA INCENDI IN ESTATE E ALLERTA METEO PER IL MALTEMPO. IL FUNZIONARIO GUARINO: CON L'UTILIZZO DEGLI OPERATORI FORESTALI TUTTO L'ANNO CON INTERVENTI MIRATI E PROGRAMMATI CESSEREBBERO TUTTE LE EMERGENZE



di Gaetano Guarino
Funzionario del Corpo Forestale
della Regione Siciliana

Allerta incendi in estate, ora, allerta meteo per le copiose precipitazioni atmosferiche che stanno inondando tutta la Sicilia, e di che si parla? Di dichiarazioni di "stati d'emergenza". Voi non pensate che utilizzando gli Operatori Forestali tutto l'anno con interventi mirati e programmati tutti questi caxxo di stati di emergenza non cesserebbero? I fiumi defluirebbero tranquillamente, frane e smottamenti sarebbero scene del passato, si risparmierebbero milioni di Euro e non avremmo rischi per la popolazione.





I DIFENSORI DEI DIPENDENTI PUBBLICI PRECARI SICILIANI IN CORTE COSTITUZIONALE


Il pool di avvocati giuslavoristi che difendono i dipendenti pubblici precari siciliani davanti alla Corte costituzionale.
I dipendenti pubblici con contratti a termine e in servizio negli Enti Locali ed Istituzionali della Regione vittime del più gigantesco abuso di Stato mai realizzato nella Pa. Italiana.


i
Corte Costituzionale. Udienza del 23/10/2018. Avvocati Sergio Galleano e Vincenzo De Michele.

Fonte video: https://www.cortecostituzionale.it/documenti/up2018/up20181023/up20181023_r1.00.mp4

Fonte sito: https://www.cortecostituzionale.it/actionUdienza.do






MALTEMPO. LA PROTEZIONE CIVILE DIRAMA L'ALLERTA ROSSA SU PALERMO, TRAPANI E AGRIGENTO. SCUOLE CHIUSE ANCHE NELLE ALTE MADONIE










IL GOVERNATORE. MALTEMPO IN SICILIA, MUSUMECI: "FONDI E PROGETTI PER LA MANUTENZIONE BLOCCATI DALLA BUROCRAZIA"

Nello Musumeci
Dal sito gds.it

02 Novembre 2018
In Sicilia progetti e fondi per la manutenzione di fiumi e torrenti c'erano ma sarebbero stati bloccati dalla burocrazia. A lanciare il sospetto è il presidente della Regione Nello Musumeci. La conta dei danni è in corso e si aggiunge ai danni dei giorni scorsi nelle province di Catania, di Siracusa e di Enna.

E’ una situazione drammatica perché da anni non si fa manutenzione - dice il governatore alla trasmissione di Radio Uno "Fuorigioco" - Ho scoperto che in passato erano state date disposizioni con risorse finanziarie, ma gli uffici non hanno dato seguito agli atti formali e nessuno si è preoccupato di accertare le responsabilità delle gravi omissioni degli uffici».  Per Musumeci «sono stati stanziati fondi, ma poi gli uffici hanno fatto sì che quei soldi non arrivassero dove dovevano arrivare».

«In provincia di Enna - ha sottolineato - per esempio, il fiume Calderai rientrava in un elenco di interventi del Genio civile dell’agosto 2015: il Calderai è esondato, l’altro ieri, l'acqua ha invaso aziende agricole e alla fine ci si è accorti che in quel fiume la manutenzione non si faceva da oltre 20 anni. Sono gli uffici del Genio civile che nel passato hanno predisposto i progetti, dopo aver compiuto dei sopralluoghi, ma è l’assessorato regionale all’Ambiente che doveva verificare se poi i progetti finanziati andavano in gara. C'è stata una negligenza grave, e voglio sperare e non dolo, per la quale ho avviato una indagine nei giorni scorsi negli uffici del Genio civile di Catania e di Palermo, per esempio, seguita poi dalle immediate dimissioni dei due capi uffici, quello di Catania e quello di Palermo. Insomma, occorre che l’organo politico non solo dia disposizioni ma vigili perché certa burocrazia, non tutta per carità, poi, per una serie di ragioni non sempre comprensibili e giustificabili, finisca per lasciare il denaro congelato e i progetti inapplicati».

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it






GIÀ IN ATTO LA CONTA DEI DANNI. ALLERTA MALTEMPO, MUSUMECI : “ROMA RICONOSCA LO STATO DI CALAMITÀ IN SICILIA”


Dal sito www.ilsicilia.it

di Nicola Funaro - 2 novembre 2018
“La Protezione civile è in giro per verificare l’entità dei danni, abbiamo già chiesto lo stato di calamità per alcune aree. Speriamo che gli interventi da Roma arrivino”. Lo ha dichiarato il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, ai microfoni di Radio 1, intervenendo in merito all’ondata di maltempo che ha colpito la regione.

“In questo momento – ha aggiunto – tutta la Sicilia è sotto pressione, viviamo in una condizione di comprensibile ansia”. Il ragusano è stato particolarmente colpito e questa situazione di estremo disagio appare evidente perchè in quella provincia si registra il maggior numero di aziende agricole, prevalentemente serre e vivai”.

“Purtroppo la conta dei danni è ancora in corso”, ha sottolineato Musumeci, ricordando che nei giorni scorsi erano state colpite le province di Catania, Siracusa ed Enna.

“E’ una situazione drammatica perchè da anni non si fa manutenzione. Ho scoperto che in passato erano anche state date delle disposizioni con risorse finanziarie ma gli uffici non hanno dato seguito agli atti formali e nessuno si è preoccupato di accertare le responsabilità delle gravi omissioni degli uffici”.

Fonte: www.ilsicilia.it






VERSO IL BILANCIO DI PREVISIONE 2019, NO A NUOVO DEBITO MA PASSIVO DI 7,7 MILIARDI


Dal sito www.blogsicilia.it

di Antonio Maria Casarubea - 02/11/2018
Neanche un euro di nuovo debito contratto nel 2018. E’ l’elemento che il vicepresidente della Regione ed assessore all’economia, Gaetano Armao, sbandiera in occasione della conferenza di presentazione del “Bollettino sul fabbisogno finanziario”.

Il “Bollettino” è un documento che contiene tutti i dati relativi alle posizioni debitorie della Regione e ai derivati finanziari, nell’ottica della trasparenza e della partecipazione dei cittadini alle vicende economiche della Sicilia. Insomm un documentoc he ci dice di quanti soldi ha bisogna la macchina regionale

“Quest’anno non si è fatto nuovo debito, neanche un euro. La situazione debitoria si è assestata a 7,7 miliardi. Cerchiamo di riqualificare il nostro debito, affinché pesi il meno possibile sul bilancio. I ‘derivati’ pesano sul bilancio di circa 40 milioni di euro, ma grazie anche a una interlocuzione con il Mef, dal 2019 non avremo più i pesi dei derivati sul bilancio”.

L’Assessore con delega all’economia punta a snellire i prossimi documenti in materia finanziaria, per evitare di perdersi in dibattiti estenuanti e farraginosi percorsi di approvazione. “La legge di stabilità – precisa Armao – non sarà più il coacervo di dimensioni gigantesche degli ultimi anni quando la manovra aveva più di 100 norme. Porteremo in Parlamento tre interventi – finanziaria, bilancio e ddl bilancio – e poi altri sette come collegato, con disegni di legge governativi, in parte già in Assemblea, con le riforme”.

Durante la conferenza, inoltre, si è anticipato che, nell’attesa di “conoscere il bilancio dello Stato”, la manovra “è stata già consegnata alla giunta, che la esaminerà nei prossimi giorni”.

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ACCORDO COL MINISTRO PER DIMSTTERE I DERIVATI REGIONALI

Fonte: www.blogsicilia.it






02 novembre 2018

DA LUNEDI TUTTI I LAVORATORI FORESTALI SARANNO SOSPESI. DA NESSUN GIORNO DI RIPOSO E CI SONO LE RISORSE PER INCREMENTARE LE GIORNATE A CHISSÀ SE VERRANNO ASSICURATI I LIVELLI OCCUPAZIONALI

Ricevo e pubblico
dalle Segreterie Prov.li
Fai, Flai e Uila Palermo
 
 
 
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IL GOVERNO REGIONALE SOSPENDE I LAVORATORI DELLA FORESTALE PER MANCANZA DI SOLDI



Dalla pagina www.inuovivespri.it

02 Novembre 2018
La notizia la apprendiamo dalla pagina Facebook del SIFUS e da qualche lavoratore. A quanto pare, non sarebbero disponibili i  Fondi per lo Sviluppo e la Coesione. La cosa è assai strana, perché tali fondi sono della Sicilia. L’atmosfera diventa pesante e, se la cosa non si risolverà, si annunciano proteste. Tutto questo avviene mentre il territorio siciliano cade a pezzi per mancanza di manutenzione

Sospensione del lavoro per i lavoratori della Forestale? La notizia è molto strana, perché questo si verifica in un momento in cui, per mancanza di manutenzione del territorio, gli allagamenti si susseguono in tutta la Sicilia (ma anche nel resto d’Italia). Si parla di piogge “tempestose”, tanto per nascondere l’abbandono delle città e delle strade.
La notizia che l’amministrazione regionale starebbe procedendo alla sospensione dei lavoratori della Forestale l’apprendiamo dalla pagina Facebook di Salvatore Centorbi, un lavoratore iscritto al SUFUS, il sindacato che si batte per la stabilizzazione dei lavoratori della Forestale:
“Mentre la Sicilia affonda nel fango … il governo che fa?  SOSPENDE I FORESTALI. Da domani i forestali 78sti del distretto Monte Lauro della provincia di Siracusa siamo sospesi. Oggi alle 13.10 …venti minuti prima di staccare dal lavoro ci arriva la lieta notizia.
 Dico …siamo uomini o bestie.
 VERGOGNA”.


Sulla pagina Facebook di Maurizio Grosso, segretario del SIFUS, la notizia viene confermata:
“Probabile blocco dei cantieri a causa di indisponibilità di Fondi per lo Sviluppo e la Coesione”
Si tratta di fondi che la Regione siciliana non ha utilizzato negli anni passati e che sono stati riprogrammati: da qui la domanda: se sono fondi della Sicilia già riprogrammati come mai non sono disponibili?
Grosso dice che l’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, starebbe “lavorando per superare il problema”.

A questo punto c’è da preoccuparsi, perché l’assessore Bandiera, piuttosto che risolverli, i problemi o li crea o non li affronta. Non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando dell’assessore all’Agricoltura che, sette mesi fa, ha annunciato i controlli sulle navi cariche di grano e, in generale, sulle derrate alimentari che arrivano in Sicilia. Ma alle parole non sono seguiti i fatti.
Grosso, da parte sua, dice che le sospensioni dal lavoro dei dipendenti della Forestale procedono in tutta la Sicilia. E ricorda che quello che si sta verificando in questi giorni è accaduto anche negli anni passati. Problemi superati con l’utilizzazione di fondi reperiti dai Governi passati in altri capitoli: cosa, questa, che ha scongiurato che i lavoratori non ultimassero le giornate lavorative.
Lo stesso Grosso ricorda che, nel 2015 – ai ‘gloriosi’ tempi del Governo regionale di Rosario Crocetta – i fondi su altri capitoli non sono stati deperiti e molti lavoratori non riuscirono a completare le giornate lavorative.
Finirà così anche quest’anno? Il rischio c’è. Grosso invita i lavoratori a “rimanere vigili”. Se il quadro non dovesse cambiare fa sapere che il SIFUS “è già pronto ad intraprendere azioni di lotta”. 
Fonte: www.inuovivespri.it
 
 



SOSPENSIONI DEI LAVORATORI FORESTALI. SIFUS CONFALI: L'ASSESSORE BANDIERA HA DICHIARATO CHE STA LAVORANDO PER SUPERARE IL PROBLEMA. RIMANIAMO VIGILI E PRONTI AD ATTIVARE AZIONI DI LOTTA



Dalla pagina Faceook
Maurizio Grosso Sifus Confali

Probabile blocco dei cantieri a causa della indisponibilità dei fondi fsc. L'Assessore On. Bandiera ha dichiarato che sta lavorando per superare il problema. Il Sifus invita il governo ad anticipare le risorse da altri capitoli di bilancio nelle more che siano disponibili i fondi fsc.

Gran parte delle aziende forestali provinciali siciliane stanno procedendo alla sospensione dei lavoratori addetti alla manutenzione (a Palermo già da lunedi) poichè manca ancora la immediata disponibilità dei fondi europei fsc (fondi sviluppo e coesione) deliberati dalla giunta il 18 ottobre ultimo scorso.
Abbiamo sentito l'Assessore all'Agricoltura, On. Bandiera per avere contezza della situazione . L'Assessore ha risposto testualmente: il problema c'è ma stiamo lavorando in queste ore per superarlo.
Il Sifus ricorda al governo Musumeci che situazioni del genere si sono già registrate in altri anni ed i vecchi governi hanno agito, anche su pressioni del Sifus, anticipando le risorse necessarie al comparto, da altri capitoli di bilancio immediatamente disponibili. Nel 2015, questo consiglio, non si volle sciaguratamente seguire e parte dei forestali non completarono le giornate per motivi di calendario.
Il sifus invita i lavoratori a rimanere vigili e qualora il quadro non dovesse cambiare, comunica che è già pronto ad attivare azioni di lotta.
Maurizio Grosso Sifus Confali



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ESONDANO FIUMI E TORRENTI E L'ASSESSORE CORDARO DICE CHE I FIUMI FARANNO MENO PAURA

https://video.repubblica.it/edizione/palermo/sicilia-esonda-il-fiume-salso/318589?video&ref=fbplpa
Esonda il fiume Salso
 

Il fiume che attraversa Corleone
 
 


 A Sciacca, esonda il torrente Cansalamone: strade impraticabili e negozi allagati
 
Lercara Friddi Castronovo Di Sicilia
 
 
 

Sciacca
 

La Codiretti lancia l'allarme


Sciacca
 
 

Smottamenti e massi caduti vicino le case di Gangi 
 
 
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IL FAS SICILIA GIORNO 06/11/2018 CON IL SIT-IN SOTTO LA PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIA CHIEDERÀ ALLE AUTORITÀ COMPETENTI L’IMMEDIATO UTILIZZO DEL PERSONALE ANTINCENDIO BOSCHIVO E DEI LORO MEZZI CONTRO LE ALLUVIONI

 
Ricevo e pubblico
dal Fas

 
La Sicilia ha subito un vero e proprio nubifragio, la situazione in queste ore è difficile. Ogni volta tutto tace, il territorio ferito a morte. Il Governo Regionale Siciliano, oltre a non aver erogato in tempo i fondi necessari per la tutela del territorio, anche quest’anno si ostina a non voler utilizzare il personale forestale che ha a disposizione. Il FAS Sicilia giorno 06/11/2018 attraverso il sit-in sotto la presidenza della regione Sicilia oltre alla stabilizzazione e alla nuova legge forestale chiederà al Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci l’immediata modifica del comma 11 dell’articolo 25 della legge regionale n. 9 del 2013: per dare la possibilità a tutti i forestali, in caso di emergenze o fondi extraregionali e quindi di eventuali progetti, di effettuare urgentemente più giornate di quelle garantite per legge, ma ancora più importante è legato alla protezione del territorio e all’incolumità dei cittadini, (vedi le Alluvione di Messina del 2009 o quelle di altre provincie del 2016 e 2017) e quindi  chiederà l’utilizzo immediato dei 6000 operai addetti alla prevenzione antincendio boschivo e dei loro 200 mezzi idonei a intervenire. Ricorderà alle stesse autorità che il Corpo Forestale della Regione Sicilia nell’ambito del territorio regionale partecipa all’organizzazione e allo svolgimento delle attività di protezione civile “legge 6 aprile 96 n°16 coordinata con la legge 14/2006”. Il Governo Regionale e i nostri Onorevoli Politici, anche quest’anno hanno dimostrato per l’ennesima volta di non voler utilizzare e valorizzare il personale forestale di non dare risposte a un territorio violentato dagli incendi e dalle alluvioni.
 
 
 
 


IL DIRIGENTE GENERALE DELLO SVILUPPO RURALE COMUNICA CHE LA PROSSIMA SETTIMANA SI PROCEDERÀ ALLA SOSPENSIONE DELLE ATTIVITÀ FORESTALI IN TUTTE LE PROVINCE. I SINDACATI PRONTI AD AUTOCONVOCARSI MERCOLEDÌ 7 NOVEMBRE

Ricevo e pubblico
dalle segreterie regionali
di Fai, Flai e Uila






ANTINCENDIO PALERMO. ACCREDITATO IL MESE DI SETTEMBRE







I FIUMI FARANNO MENO PAURA. INTERVISTA ALL'ASSESSORE TOTO CORDARO. IL BLOG: MA LA PREVENZIONE SARA' AFFIDATA AI LAVORATORI FORESTALI PER COME AVETE DETTO TANTISSIME VOLTE? SENTIAMO PUZZA DI BRUCIATO


Dal sito www.buttanissima.it

"La prevenzione, scelta centrale di questo governo per l’ambiente". Intervista all'assessore Toto Cordaro

Paolo Mandarà 
Quando piove torna d’attualità: il dissesto idrogeologico è nemico della Sicilia. Capita, anche di recente, che i fiumi straripino e invadono le colture, o peggio, che i ponti crollino e le auto vi rimangano incagliate sotto. O che molte famiglie siano costrette a evacuare casa dopo un nubifragio, perché cedono le pareti.  E’ già successo e succederà ancora. Per questo la Regione Sicilia, dopo tempo immemore e il clamoroso ritardo accumulato, ha scelto di correre ai ripari. Attraverso una serie di misure – dall’istituzione dell’Autorità di bacino al finanziamento a pioggia per ripulire gli alvei dei torrenti – che l’assessore regionale a Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, ha tirato fuori dai cassetti impolverati. Ma che adesso, dopo un lungo parto, ha voglia di enunciare quasi di getto. “Purtroppo, se guardiamo al passato, ma per fortuna, da quando ci siamo noi – spiega Cordaro – il tema della pianificazione ambientale è diventato centrale nell’agenda del governo. Questo nuovo approccio, fondato su tutela e salvaguardia, ci ha permesso di adottare decisioni storiche, sebbene in forte ritardo”.

Pare che la Sicilia sia stata l’ultima regione a italiana a istituire l’Autorità di bacino. Ossia la struttura che pianifica gli interventi tentando di prevenire il dissesto. Quali sono le sue competenze?

“L’Autorità di bacino è stata istituita con la legge finanziaria approvata lo scorso 30 aprile. In Italia ne erano state adottate già sette, e spesso di carattere interregionali. Noi siamo arrivati per ultimi. Costituisce l’ente di pianificazione per la tutela del territorio. Nasce in forma di dipartimento regionale, avrà i suoi uffici e un suo dirigente. Questo dipartimento e il piano per le alluvioni lavorano in combinato disposto: uno è la struttura, l’altro è la modalità che deve mettere in campo le misure e adottare gli interventi per la prevenzione e la tutela”.

Si è aggiunto un altro tema alla discussione. Cos’è il piano per le alluvioni?

“Tecnicamente si chiama “piano di gestione del rischio alluvioni”. A causa della sua assenza, la Sicilia era soggetta a procedura di infrazione da parte dell’Europa. Ora abbiamo sanato anche questo vulnus: il piano per le alluvioni pianifica gli interventi per la prevenzione di eventi d’impatto drammatico o tragico su tutto il territorio siciliano. E’ uno strumento di cui si fa carico la Regione: prima dovrà ottenere l’ok dal Ministero dell’Ambiente, poi tornerà qui per l’adozione e infine verrà approvato in modo definitivo dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Il governo regionale si occuperà dell’attuazione delle singole misure”.

Ci sono anche delle misure economiche?

“Con una norma abbiamo previsto lo stanziamento di 6,5 milioni per la pulizia del demanio idrico-fluviale. Entro la fine dell’anno sono in programma 24 interventi di somma urgenza. Questa misura ha trovato la condivisione unanime di Sala d’Ercole. Ma, restando in tema di soldi, esiste un altro argomento fondamentale, almeno in prospettiva…”

Quale?

“Il dissesto idrogeologico può manifestarsi in varie forme: dalle alluvioni alle esondazioni, passando per calamità naturali come terremoti o eruzioni vulcaniche. Ma esiste anche la fattispecie dell’erosione costiera. Bene, la Regione ha accumulato richieste di intervento per 400 milioni di euro, che stiamo fronteggiando in vari modi. Attraverso i fondi europei del programma operativo 2014-20, all’interno del quale sono previsti 155 milioni. Attraverso i fondi di sviluppo e coesione, il cosiddetto Patto per il Sud, che stiamo rimodulando per rispondere a ogni tipo di esigenza. E infine attraverso i fondi previsti dal Poc, il piano operativo complementare 2014-20. Imporremo un nuovo sistema di valutazione delle priorità, e così potremo finanziare tutte le opere inserite in questo capitolo del dissesto idrogeologico”.

Come fanno sindaci e uffici tecnici a intercettare questi fondi?

“Ecco, questa è una nota dolente. Molti non sanno come fare. Glielo spiego io: i Comuni che subiscono o si trovano in una condizione di dissesto, devono predisporre un progetto preliminare che va inserito nel database Rendis, che permette di stabilire un criterio di priorità degli interventi. Esso è legato ad alcuni parametri come il pericolo diretto o indiretto per le vite umane. Parliamo di pericolo diretto se c’è un fiume che passa dal centro abitato, indiretto se c’è un costone che sta franando sopra le case. Ambedue le condizioni costituiscono priorità per il finanziamento. Noi siamo già passati a una fase operativa, con due interventi simbolici e concreti allo stesso tempo. Mi riferisco al ripristino del costone della scala dei Turchi (per 400mila euro) e al ripascimento della spiaggia del litorale di Eraclea (5 milioni). Sono entrambi patrimonio dell’Unesco”.

Dagli ultimi episodi di maltempo, sono usciti a pezzi il Genio Civile di Palermo e quello di Catania. I due direttori hanno fatto le valigie dopo la durissima accusa di Musumeci, secondo il quale non si sarebbe ottemperato ad alcuni doveri come mettere in sicurezza fiumi e torrenti…

“Sono dei casi isolati, di fronte ai quali bisogna ripristinare un principio assente fino a oggi: quello della responsabilità. Non giudiziaria, ma politica. Se dopo un accadimento, ci si accorge che è mancata l’adozione di un progetto di pianificazione che il governo aveva pensato, allora non si è agito per il meglio. Bisogna stabilire un nuovo metodo di lavoro e le critiche di Musumeci viaggiano in quest’ottica. In Sicilia chi rompe non ha mai pagato. E’ arrivato il tempo in cui chi sbaglia deve assumersi le proprie responsabilità. Vogliamo che la burocrazia proceda al passo del governo. A Palermo e Catania non è andata così”.

Passando dal dissesto ai rifiuti. Ha convocato una conferenza di servizi per il 5 novembre, durante la quale potrebbe arrivare lo sblocco all’autorizzazione per permettere il completamento ai lavori della sesta vasca di Bellolampo. Sarà così?

“Il mio assessorato, a tal proposito, ha una specifica competenza: la validazione del progetto. Il 5 novembre ci sarà il via libera al progetto autorizzativo unico regionale. Il Comune di Palermo potrà avviare l’opera di ampliamento, anche se dubito che potrà concludersi entro il 15, ossia la scadenza della deroga firmata mercoledì scorso da Orlando per il conferimento dei rifiuti. E lì la responsabilità è del sindaco: è Orlando a poter derogare durante l’ampliamento della discarica. Quindi dovrà procedere a nuova deroga. Ma urge un’altra precisazione…”

Prego…

“Fino a ieri Orlando continuava a rappresentare un’emergenza non reale: quando egli attribuisce la responsabilità al presidente della Regione in qualità di commissario per i rifiuti, dice un’inesattezza, per non dire una bugia. Perché Musumeci non è mai stato commissario per i rifiuti, ma per sei progetti specifici legati ai rifiuti, tra i quali non rientra l’ampliamento della sesta vasca. Orlando fa finta di non sapere, ma non può non sapere”.

Fonte: www.buttanissima.it


I lavoratori forestali non avranno un giorno di riposo, li vorrei a pulire i fiumi, i laghi, le spiagge, le aree verdi ecc...







STATO DI AGITAZIONE DEI LAVORATORI FORESTALI, DA MARTEDÌ PROSSIMO SI RISCHIA LA SOSPENSIONE DELLE ATTIVITÀ NEI CANTIERI DEL TERRITORIO TRAPANESE


Dal sito www.alqamah.it

02 Novembre 2018
Stato di agitazione per i lavoratori forestali. A proclamarlo sono la Flai Cgil, la Fai Cisl e la Uila Uil di Trapani che hanno espresso "forte preoccupazione per la notizia di una paventata sospensione di tutti i lavoratori attualmente in servizio nei cantieri forestali del territorio trapanese".

La sospensione delle attività (prevista in tutte le province) deriverebbe dalla mancata disponibilità finanziaria dei fondi Fsc (fondi per lo sviluppo e la coesione), fondamentali per il completamento dei lavori e delle corrispondenti giornate lavorative.

L’amministrazione forestale provinciale ha, infatti, reso noto di essere in attesa di ulteriori notizie, in mancanza delle quali potrebbe avvenire la sospensione dei lavoratori a partire da martedì.

"Contro l’ennesima manifestazione di incompetenza e improvvisazione da parte del governo regionale - dicono i segretari della Flai Cgil Giacometta Giacalone, della Fai Cisl  Cristina Miceli e della Uila Uil Tommaso Macaddino - abbiamo dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori. Inoltre, preannunciamo eventuali iniziative, già in fase di elaborazione a livello regionale, qualora, entro lunedì, gli organi competenti non dovessero trovare una soluzione al problema. Finché la tutela del territorio non diverrà priorità per lo sviluppo e l’economia siciliana - concludono - continueremo ad assistere a questa vergogna. Serve una seria riforma del comparto che dia dignità a lavoratori il cui contributo è fondamentale in un territorio ad alto rischio di dissesto idrogeologico".

Fonte: www.alqamah.it




ISNELLO SAPORI D'AUTUNNO - SPOT ONDA TV







01 novembre 2018

VIA LIBERA IN COMMISSIONE AL RENDICONTO GENERALE 2017, SI PASSA AL DEFR


Dal sito www.blogsicilia.it

31/10/2018
Oggi in II Commissione, si è svolta la seduta per l’approvazione del Rendiconto generale della Regione, per l’esercizio finanziario 2017 e Rendiconto consolidato. Soddisfazione da parte del Presidente, on. Riccardo Savona, per come la Commissione ha discusso e approvato gli ordini del giorno.

“Abbiamo continuato l’approvazione dei documenti finanziari – sottolinea il Presidente Savona. Dopo i debiti fuori bilancio, collegati al rendiconto 2017, si è provveduto all’approvazione del Rendiconto e dell’assestamento tecnico che aggiusta i conti in funzione di una perdita certificata pari a 536 milioni”

“Così facendo – conclude il Parlamentare di Forza Italia – abbiamo completato il 2017. Siamo già pronti per l’esame del Documento di economia e finanza regionale (DEFR) e in seguito, per la manovra del patto di stabilità e relativo bilancio, nel rispetto dei tempi che, insieme al Governo, ci siamo prefissati, per la presentazione dei documenti attinenti”.

Fonte: www.blogsicilia.it