06 ottobre 2018

OPERAI FORESTALI IMPIEGATI PRESO I SITI DEL COMUNE DI ALIA. FOTO. IL BLOG: CONDIVIDIAMO L'IDEA, PERO' L'IMPIEGO IN ALTRE COMPETENZE DOVEVANO PORTARE UN LEGITTIMO AUMENTO DELLE GIORNATE PER TUTTI

Pulitura e sistemazione della strada bevaio del bosco e centro diurno

05 Ottobre 2018 - Dal sito www.assarca.com




























FORESTALI: GUAI A DENUNCIARE LE CARENZE SI RISCHIA LA PUNIZIONE


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Forestali: Guglielmo Monello "punito" per il video denuncia, Maurizio Grosso (Sifus) attacca a tutto campo...



UGL SORTINO. ASSEMBLEA DEI LAVORATORI FORESTALI


Ricevo e pubblico
dal Segretario regionale ugl Agricoli e Forestali
Franco Arena

Assemblea Lavoratori Forestale Sortino. Sentenza n.55/2017 Tribunale di Enna, mansioni di Caposquadra in favore dei Preposti presente. Carmelo Sebeto, CIRL e Riforma comparto Forestale. Relazione Segretario Regionale Franco Arena, Segretario Territoriale Agroalimentare Giuseppe Modica, Responsabile Forestale Vincenzo La Rosa Vincenzo, Dirigente Sindacale Sebastiano Bongiovanni, Dirigente Sindacale Francesco Spada, intervento Segretario UTL Siracusa Antonio Galioto, conclude il Segretario Nazionale Agroalimentare Paolo Mattei.








RIFORMA MADIA, SOPPRESSIONE CORPO FORESTALE: UDIENZA CORTE COSTITUZIONALE A MARZO


Dal sito www.agenpress.it

Il 19 marzo 2019 sarà discussa dinanzi alla Consulta la questione della legittimità della soppressione del CFS

05 Ottobre 2018
Agenpress. Il presidente della Corte Costituzionale ha deciso che, il prossimo 19 marzo, sarà discussa dinanzi alla Consulta la questione della legittimità della soppressione del Corpo Forestale dello Stato e dell’assorbimento del suo personale nell’Arma dei Carabinieri, cui è conseguita la loro forzata militarizzazione. Lo rende noto l’avvocato Egidio Lizza, sannita del foro romano, che difende gli ex Forestali in questa vicenda.

Come noto, l’udienza molto attesa giunge dopo che la prima fissazione del 5 giugno 2018, a seguito del provvedimento del TAR Abruzzo, era slittata per l’intervento di una nuova ordinanza di rimessione, con la quale il TAR Veneto aveva condiviso i rilevanti profili di incostituzionalità della riforma Madia.

Una legge, dunque, che aveva disposto l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, militarizzandone il personale.

“La libertà di autodeterminazione degli individui – dichiara l’avvocato Egidio Lizza – violata con la riforma della pubblica amministrazione, inaugurata dalla legge Madia, deve prevalere su qualsiasi esigenza di riorganizzazione dell’amministrazione. La libertà di scegliere se essere civili o militari deve prevalere, come libertà fondamentale, su ogni altra necessità di riorganizzazione dello Stato. La soppressione di un Corpo ad alta specializzazione per la tutela dell’Ambiente, delle Foreste e dell’Agroalimentare, e la conseguente dispersione della sua specialità, è contraria ai principi di efficienza dell’azione amministrativa. Sono questi i temi su cui la Consulta è chiamata a decidere. L’auspicio – conclude – è che le attese e l’impegno profuso possano sortire il miglior risultato possibile, ovvero la cancellazione di una riforma insensata, inefficace e liberticida“.

La Corte Costituzionale era stata inizialmente investita della questione dal TAR Pescara con l’ordinanza 235 del 17 agosto 2017. Uno dei decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione, nota come legge Madia, aveva disposto la soppressione del Corpo Forestale, la divisione delle sue funzioni tra diverse amministrazioni dello Stato ed il transito obbligato degli ex Forestali nei Carabinieri, dei quali hanno assunto ex abrupto lo status di militare. Alcuni, anche se in minima parte, erano stati dislocati in altri Corpi ed Enti (Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali).

Contro tale decisione si sono scagliati migliaia di ex membri del Corpo Forestale dello Stato, introducendo un contenzioso vasto e capillare davanti a tutti i tribunali amministrativi italiani.

Il primo tribunale che si era trovato a valutare nel merito le doglianze degli ex Forestali, dunque, aveva immediatamente trasmesso gli atti alla Consulta che, il 19 marzo, anche in seguito ai rilievi di incostituzionalità provenienti da altri giudici, dovrà valutare se la riforma sia contraria ai principi della Carta fondamentale.

La magistratura ha ritenuto la riforma Madia contraria alla “libertà di autodeterminazione” degli appartenenti al Corpo Forestale, in mancanza della possibilità di esercitare una scelta pienamente libera e volontaria di divenire personale militare. E non solo.

Ha ritenuto che il Parlamento, nel delegare la riforma al Governo, sia intervenuto in modo troppo indefinito e generico, e che la scelta del Governo di militarizzare un Corpo di polizia ad ordinamento civile, sia in contrasto con la tradizione e l’evoluzione giuridica del nostro ordinamento, che è sempre andata verso una smilitarizzazione dei Corpi e delle loro funzioni.

Bisogna ricordare, infine, come la questione sia oggi al vaglio anche delle competenti autorità europee, ovvero del Comitato europeo dei diritti sociali, al quale si sono rivolti i sindacati degli ex Forestali che, sciolti in seguito alla riforma, si sono riuniti nella Federazione Rinascita Forestale e Ambientale.

Fonte: www.agenpress.it




NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO



Non si cancellano con un tratto di penna 196 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato


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05 ottobre 2018

ADRANO. FORESTALI IN CAMPO PER MANUTENZIONE DEL VERDE PUBBLICO. IL BLOG: LODEVOLE INIZIATIVA, MA SI RICORDA CHE L'IMPIEGO IN ALTRE COMPETENZE DOVEVA PORTARE UN AUMENTO DELLE GIORNATE



I NEBRODI DOPO ANTOCI, INVESTIMENTI SU BIODIVERSITÀ E SENTIERI. FERLITO: «PROMOZIONE E POSTI LETTO, LEGALITÀ È UN PRESUPPOSTO»


Dal sito meridionews.it

SALVO CATALANO 5 OTTOBRE 2018
Intervista al commissario del parco scelto dal presidente Musumeci - «ci stimiamo reciprocamente» - che guarda avanti rispetto al passato: «Protocollo di legalità utile, ma concentriamoci su altro». Cartellonistica, lavoro con le scuole, banca del germoplasma

La fama di sceriffo non lo abbandona neanche tra i corridoi dell'ente parco dei Nebrodi. Dallo scorso febbraio Luca Ferlito, comandante del nucleo operativo del Corpo Forestale di Catania, ha lasciato il suo amato Etna e guida l'area protetta più grande della Sicilia. Uno dei territori più belli e incontaminati dell'Isola, ma anche tra i più problematici, finito negli ultimi anni al centro delle cronache anche per quella mafia dei pascoli denunciata e combattuta dal suo predecessore, Giuseppe Antoci.


Comandante, cominciamo da qui: la criminalità organizzata nei Nebrodi. Che situazione ha trovato in questi mesi?
«Io credo che sia un errore fare di tutta l'erba un fascio: i delinquenti ci sono in tutte le categorie, quindi anche tra gli allevatori, ma certamente non solo là. Chi sbaglia deve pagare, e io posso dirlo con fermezza perché nella mia carriera ho perseguito gli allevatori che hanno infranto la legge e ho sequestrato migliaia di animali. Le interdittive antimafia e il protocollo di legalità sono serviti, sono strumenti utili anche se il parco non mette a bando direttamente lotti di pascolo. Detto questo, bisogna guardare avanti». 

Toni diversi rispetto a quelli del suo predecessore Antoci. 
«Io ho una visione completamente diversa dal mio predecessore. Per me la legalità è scontata, è un presupposto imprescindibile della mia attività. Non voglio farne un cavallo di battaglia e non la devo pubblicizzare. Ognuno imposta il suo percorso amministrativo come crede. Davvero, non voglio fare nessuna polemica ma preferisco concentrarmi su altro, io sono un tecnico e ritengo di conoscere in modo approfondito le tematiche che interessano le aree protette». 

Passiamo ad altro allora: il parco dei Nebrodi è un posto meraviglioso, ma fuori dalla Sicilia in pochi lo conoscono. Cosa state facendo per la promozione?
«Tantissimo, basti pensare che siamo stati eletti nel comitato esecutivo dell'Assemblea Iapa (International Alliance of Protected Areas), cioè l'elite delle grandi aree protette mondiali. L'Italia è rappresentata da noi. Questo è un grande onore, ma deve essere un punto di partenza. Per ampliare i flussi turistici internazionali siamo stati recentemente in Cina e in Russia e abbiamo stretto accordi con alcuni tour operator tedeschi che cercano un turismo a diretto contatto con la natura. E noi possiamo dargli quello che chiedono, perché il parco dei Nebrodi è integro, non ci sono grandi manomissioni né importante consumo di suolo. Abbiamo 24 Comuni ricchissimi di identità e di tradizioni millenarie e una biodiversità vegetale irripetibile nel Meridione, ma abbiamo un grande problema». 

Quale?
«Non c'è dove accogliere i turisti, mancano strutture ricettive. Servirebbe più iniziativa imprenditoriale privata. Il parco recentemente ha ripreso la gestione del rifugio Casello Muto a San Fratello che conta 54 posti letto, una grande sala ristorante e convegni (dopo un contenzioso con la cooperativa che lo ha avuto in gestione negli ultimi due anni, ndr) e contiamo di riaprirla subito, speriamo in collaborazione col Comune di San Fratello». 

Altro punto dolente è la sorveglianza del territorio, che torna a legarsi anche con la presenza di criminalità.
«Abbiamo solo 30 guardiaparco, di cui al momento dieci vengono usati per sorvegliare il rifiugio di Casello Muto. A questi si aggiungono una ventina di forestali distribuiti in vari distaccamenti, per coprire un'area grande 86mila ettari. Con l'ultima finanziaria è stata approvata una norma che prevede, su istanza degli interessati, che i guardiaparco possano svolgere il loro servizio coordinati dal comando del corpo forestale. Questo consentirebbe una migliore gestione operativa del personale e un controllo del territorio più efficace».

Chi viaggia sulle Dolomiti ha a disposizione una mappa completa di tutti i percorsi e la cartellonistica onnipresente. Chi invece decide di fare trekking nei Nebrodi rischia di perdersi, vista la carenza di informazioni.
«Se riuscissimo a mutuare dagli altoatesini la capacità di promozione delle aree protette, faremmo un grande passo avanti. Intanto abbiamo appena trasmesso all'Urega (l'ufficio regionale gare) la documentazione per un bando di gara su un progetto di riqualificazione di 64 chilometri di percorsi sulla dorsale che va da Floresta a Mistretta. Vale cinque milioni di euro e porterà alla rifunzionalizzazione del tratto Portella Mitta - Portella Femmina Morta - Serra Merio. Verranno realizzate opere di ingegneria naturalistica, sistemazione dei muretti, attraversamenti di ruscelli e piccoli torrenti, cartellonistica. Ma non vogliamo fermarci qui: serve potenziare anche i collegamenti dal mare alla dorsale, per questo contiamo di investire 1,5 milioni per i sentieri a pettine dalla costa. L'obiettivo è rendere fruibili duecento chilometri di sentieri entro il 2020».

Dalla Regione servirebbero più risorse?
«L'ultimo anno, al di là degli stipendi, abbiamo ricevuto 435mila euro. Certo, un bilancio più corposo ci consentirebbe di fare di più. Intanto una cosa di cui sono molto contento è la ripartenza della banca del germoplasma».

Di che si tratta?
«Raccogliamo germoplasma ed esemplari di diverse specie vegetali, soprattutto endemiche. Ce ne facciamo custodi e vogliamo rilanciare la biodiversità. Basti pensare che all'interno del parco ci sono 63 varietà di fagioli, molte autoctone e antiche. Ecco che la valorizzazione della banca si lega allo sviluppo dell'agricoltura, perché possiamo affidare i semi ai contadini per coltivarli. In più il parco dispone di un laboratorio per la micropropagazione mai utilizzato, vogliamo formare in tal senso i ragazzi delle scuole. Abbiamo parlato coi presidi, dal prossimo anno partiranno delle collaborazioni secondo me molto importanti in una zona con tante attività legate al vivaismo».

Il presidente Nello Musumeci l'ha voluta alla guida del parco dei Nebrodi per succedere ad Antoci. Di lei si fida, si può dire che siete amici. 
«Il nostro rapporto nasce molto tempo fa e credo che la stima sia reciproca. Abbiamo un rapporto schietto, sincero, nato sul campo. Abbiamo lavorato braccio a braccio nell'emergenza vulcanica dell'Etna nel 2001-2002 quando lui era presidente della provincia e poi commissario per la ricostruzione».

Ecco, l'Etna. Non è che a breve la ritroveremo sul vulcano, non solo come comandante del corpo forestale, ma come presidente del parco?
«Io vado dove mi mandano, sono un funzionario della Regione».

Fonte: meridionews.it





DUE GIOVANI MOTOCICLISTI DISPERSI NELLE CAMPAGNE DI ANTILLO SONO STATI SALVATI DALLA FORESTALE DI SAVOCA


Dal sito www.gazzettajonica.it

Di Andrea Sturiale - Giovedì 4 ottobre 2018
Antillo – Due giovani motociclisti di Fiumefreddo sono rimasti bloccati a causa del forte maltempo in contrada Bosco del comune di Antillo. Sono riusciti a rifugiarsi per tempo in un casolare, ma le loro condizioni erano critiche e si pensava addirittura di non poterli rintracciare. Dopo aver lanciato l’allarme, sono scattati subito i soccorsi, I due giovani motociclisti, stremati, sono stati rintracciati dopo ore di ricerche tra Roccafiorita ed Antillo.

A localizzarli per primi sono stati gli uomini della Forestale di Savoca (che conoscono quella zona palmo a palmo) e poi da vigili del fuoco, volontari e uomini del soccorso alpino. Erano stremati e addirittura uno dei due era ferito ad un braccio. Dopo le prime cure è stato caricato sull'autoambulanza del 118 partita da Letojanni e trasportato urgentemente all’ospedale. “Quando c’è maltempo non bisogna avventurarsi nelle montagne” ha dichiarato un funzionari che ha partecipato alle ricerche.

Fonte: www.gazzettajonica.it





GRATTERI, TURISTA TEDESCA SCIVOLA SU PIZZO DIPILO E SI FRATTURA CAVIGLIA: SALVATA DAL SOCCORSO ALPINO. FOTO


Dal sito www.madoniepress.it

04 Ottobre 2018
Tecnici del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico in azione sulle Madonie nel primo pomeriggio di oggi per soccorrere una turista tedesca ferita su pizzo Dipilo, nel versante sopra Gratteri, ad un’altitudine di 1.100 metri. M. K., 70 anni, era in escursione fuori sentiero con un’amica quando è scivolata fratturandosi la caviglia destra. Le due donne hanno chiamato con il cellulare il numero unico di emergenza 112 che le ha messe in contatto con i carabinieri della compagnia di Cefalù. La centrale operativa ha allertato immediatamente il Cnsas che ha fatto partire una squadra da Palermo con il fuoristrada. Sul posto anche i carabinieri della stazione di Isnello.

Subito dopo il reparto volo della Polizia di Stato ha messo in campo un elicottero che è decollato dall’aeroporto di Boccadifalco con un tecnico del Cnsas a bordo. Mentre la squadra appiedata metteva in sicurezza la ferita, l’elicottero è arrivato sulla verticale calando il tecnico con il verricello. La turista tedesca è stata quindi imbracata e issata a bordo per essere sbarcata a Boccadifalco dove è stata presa a bordo da un’ambulanza del 118 e trasferita al vicino ospedale Ingrassia.

L’ultimo intervento del Soccorso alpino nella Madonie risale al 19 settembre quando due squadre erano intervenute per soccorrere un uomo scivolato per una decina di metri in un dirupo nella zona di Bosco Pomieri, in territorio di Petralia Sottana, mentre cercava funghi insieme ad un amico. Era rimasto bloccato a metà costa e, preso dal panico, non era riuscito più a risalire.

Fonte: www.madoniepress.it












L'ANNUNCIO. IL MINISTRO CENTINAIO: "LAVORERÒ PER FAR TORNARE LA FORESTALE INDIPENDENTE"

Il ministro Marco Centinaio

Dal sito corrieredellumbria.corr.it

03/10/2018
"Lavorerò per riportare il Corpo Forestale dello Stato indipendente da carabinieri". Lo ha dichiarato Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, intervenendo mercoledì 3 ottobre 2018 alla trasmissione di Radio Uno "Un giorno da pecora" condotta da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari

Centinaio è stato sollecitato sul tema da un radioascoltatore che chiedeva ai rappresentanti del governo e in particolare a quelli della Lega di intervenire per risolvere il problema della Forestale "i cui uomini non hanno nulla a che vedere con i carabinieri" per compiti e funzioni.

E lui ha accolto l'invito dicendo di conoscere bene il problema e di essere della stessa idea. Con tutto il rispetto per l'Arma, ha detto il ministro, le guardie forestali svolgono funzioni e compiti che non possono essere proprie dei carabinieri. Per questo - ha aggiunto il ministro - "mi farò portatore di una proposta" specifica "al consiglio dei ministri" proponendo la separazione dei due corpi e, quindi, il ripristino del Corpo Forestale dello Stato come struttura indipendente.

 "L'accorpamento del Corpo Forestale con l'Arma dei Carabinieri non ha prodotto alcun risparmio - ha aggiunto - . Sono convinto che bisogna ripristinarlo e vorrei aprire un dibattito all'interno del Consiglio dei ministri." (Clicca qui per il nostro servizio "La Forestale sacrificata sull'altare della Patria").

Sergio Casagrande

Fonte: corrieredellumbria.corr.it




NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO



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LA BUROCRAZIA FRENA LO SVILUPPO, AL SUD PRESSIONE QUASI DOPPIA: +48,2% (FOTO)

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Dal sito www.blogsicilia.it

di Maria Modica - 04/10/2018
Se la burocrazia frena il tessuto produttivo siciliano più delle altre regioni italiane, il turismo culturale rappresenta la grande scommessa per fare ripartire l’economia, soprattutto grazie al motore costituito dalle piccole imprese. È quanto emerso nell’ambito della convention “Coltivare l’impresa. Cultura e turismo per la crescita del Mezzogiorno”, organizzata da Confartigianato. Due giorni che vedranno la partecipazione, domani, del ministro per il Sud Barbara Lezzi.

Dal rapporto dello Svimez sulle tendenze dell’economia meridionale, illustrato dal direttore Luca Bianchi, emerge, dato non scontato, che il Sud cresce con lo stesso passo de Nord, in termini percentuali, pur restando la ripresa dell’Italia la più debole d’Europa. Diversi sono, invece, i consumi e la domanda per le imprese fra le due aree del Paese. Inoltre, il Meridione è l’unica regione europea che pur fruendo di fondi comunitari ha una crescita al palo, contro le percentuali a due cifre delle altre aree destinatarie di finanziamenti europei. La pressione burocratica schiaccia il Mezzogiorno con una percentuale quasi doppia, del 48,2 per cento, rispetto al Centro-Nord.

Il Gap riguarda 10 indicatori: i tempi della giustizia civile e tributaria, il pagamento da parte della Pubblica amministrazione, la lunghezza di code negli uffici, le pratiche online gestite dai comuni, la durata delle opere pubbliche, la corruzione, la qualità di governo, l’ assenteismo, la creazione di valore da parte delle partecipate.
A fronte di dati sconfortanti sui consumi e la farraginosità burocratica, emerge un tessuto intraprendente e vitale nel settore del turismo culturale enogastronomico e dei piccoli borghi che rappresenta la vera speranza per i giovani del sud.

Le regioni del Sud annoverano 1.227.312 imprese artigiane che danno lavoro all’80 per cento degli impiegati nelle imprese, cioè 2.816.754 unità che fra il 2014 e il 2016 hanno fatto registrare un aumento del 4,4 degli addetti contro l’1,2% del Paese. L’occupazione tiene e cresce, dunque, nelle imprese fino a 15 addetti.

“Non è una coincidenza – ha detto Giuseppe Pezzati, presidente di Confartigianato Sicilia – che la convention per il Mezzogiorno torni a Palermo, dopo 8 anni, nell’anno in cui Palermo è anche capitale della cultura. Il connubio fra Beni culturali e turismo è la chiave su cui puntare per il futuro. Non occorre inventarsi nulla. È una scommessa affinché i giovani non vadano via, perché è difficile pensare ad un rientro di chi è partito, se non nella veste di turista”.

Nel corso della mattinata è intervenuto pure il vicepresidente di Confartigianato imprese con delega al Mezzogiorno, Filippo Ribisi. “L’appeal turistico della Sicilia – ha detto l’assessore alle Autonomie locali Bernardette Grasso – deve fondarsi nella sinergia fra turismo, cultura e impresa. Il turista straniero richiede alla Sicilia turismo culturale ed “esperienziale”, legato alla fruizione dei luoghi incontaminati, agroalimentari, enogastronomici e dell’artigianato”.
Sul ruolo della cultura e del turismo nel tessuto produttivo palermitano si è soffermato il sindaco Leoluca Orlando: “Il fatto che io sia qui significa che con Confartigianato parliamo lo stesso linguaggio, il che non significa identità. Palermo è la città che nel settore del turismo è più cambiata negli ultimi anni: siamo passati dalla capitale della mafia a capitale della cultura. La nostra città vive questa scommessa con la consapevolezza che la cultura produce economia. Un risultato reso possibile dal fatto che Palermo è una città sicura, nonostante ci sia ancora la mafia. Io dico sempre che a Palermo non ci sono migranti perché chi arriva a Palermo si sente palermitano e difende la sua città, anche i musulmani. Circostanza che non si verifica a Parigi o a Bruxelles”.

Fonte: www.blogsicilia.it






04 ottobre 2018

IL PROGETTO BREAK THE LIMIT DEL PARCO DELLE MADONIE VOLA IN GIAPPONE NELL’ APOI UNESCO GLOBAL GEOPARK


Dal sito www.madonielive.com

4 Ottobre 2018
Dal Parco delle Madonie a Samani città situata nell’isola di Hokkaido in Giappone, Break the Limit – Il turismo oltre le barriere, progetto rivolto alla disabilità e alla divulgazione di una cultura fondata sulla consapevolezza delle diverse forme di apertura e di accessibilità nei luoghi e negli spazi comuni, sarà protagonista durante la IX Conferenza Nazionale dei Geoparchi Giapponesi che si terrà dal 6 al 7 ottobre.
Un pannello con le immagini più rappresentative dell’evento (vedi foto) sarà infatti esposto in fiera, nel principale Stand giapponese, facendo da sfondo alla vendita di francobolli che ritraggono i“ fiori adorabili” (tra cui la spescie Callianthemum miyabeanum) che crescono nelle zone rocciose di peridotite chiamate in giapponese Oya-ko ( parents-and-child) sul monte APOI vicino a Samani.
Il Commissario dell’Ente Parco dr. Salvatore Caltagirone esprime il suo più ampio ringraziamento nei confronti dell’ APOI UNESCO Global Geopark per l’interesse manifestato a collocare il pannello Break The Limit durante la Conferenza nazionale.
Sarà, dice, un pannello inclusivo fatto di immagini ricche di narrazione per l’argomento trattato e di identificazione territoriale, ma capace al tempo stesso di offrire momenti di dialogo e confronto ad altre comunità internazionali. Questo, rappresenta per noi, un tassello fondamentale nella costruzione del progetto, poiché la visibilità esterna data ad una iniziativa nata a livello locale, ed ancora in fase di sperimentazione, avrà modo di essere oggetto di approfondimento da parte di comunità diverse, portando ad un consolidamento sinergico di idee e di azioni. Possiamo ritenere che ” il nostro modello”, sia importato anche con lo scopo di ampliare l’impianto originario già sviluppato ed essere adottato anche da altri Geoparchi.

Fonte: www.madonielive.com




I COLLEGHI DELLA CAMPANIA DOPO L'ANTINCENDIO RITORNANO SULLE STRADE PER POI STABILIZZARLI A SCAGLIONI. INVECE IN SICILIA LI MANDANO A CASA NONOSTANTE GLI AVEVANO PROMESSO ALMENO 151 GIORNATE PER TUTTI O ADDIRITTURA NON AVRANNO UN GIORNO DI RIPOSO. FOTO

Dalla pagina Facebook
Per la stabilizzazione degli idraulici forestali - Campania















LA GIUNTA REGIONALE METTE UNA PEZZA AL BUCO DI BILANCIO, 500 MILIONI SPALMATI IN TRE ANNI


Dal sito www.blogsicilia.it

di Manlio Viola - 04/10/2018
Via libera della giunta regionale ai documenti contabili. Nella seduta di ieri sera, il governo Musumeci ha approvato il rendiconto 2017, l’assestamento di bilancio 2018 che prevede un piano copertura del disavanzo di circa 500 milioni da spalmare in tre anni, a seguito del giudizio di parifica della Corte dei Conti sul rendiconto generale della Regione per l’esercizio 2017, attinente, quindi, alla precedente legislatura.

Approvato, inoltre, il bilancio consolidato. Un documento di natura prettamente tecnica, previsto dal decreto legislativo 118 del 2011, che fotografa la situazione economica e patrimoniale dei 162 tra enti, società partecipate ed organismi strumentali della Regione.

Dalla ricognizione effettuata dall’assessorato all’Economia, è emerso un quadro migliore rispetto a quello dell’anno scorso, anche se ci sono ancora enti che non hanno presentato in tempo i bilanci. Per questo motivo, il governo regionale, sulla base di una norma contenuta nell’ultima Finanziaria, rimuoverà gli amministratori degli enti inadempienti.

“L’approvazione dei documenti contabili, dopo una complessa elaborazione, è l’ultimo passo che permetterà di definire il ciclo di bilancio del precedente esercizio finanziario e di aprire quello relativo al 2019 e, come più volte sottolineato, nel rispetto dei tempi previsti – spiega il vicepresidente e assessore all’Economia, Gaetano Armao –. Si tratta di documenti che tengono conto dei rilievi che la Corte dei Conti ha espresso sul rendiconto generale della Regione per l’esercizio 2017, relativi, quindi, alla precedente legislatura, le cui scelte hanno determinato l’onere di realizzare in tre anni un riassorbimento di residui che si poteva fare in più tempo e con meno oneri per i siciliani”.

Il prossimo passaggio toccherà, adesso, alla Commissione bilancio prima e all’aula dopo mentre la giunta dovrà lavorare alla legge di stabilità 2019

Fonte: www.blogsicilia.it





NEBRODI: ESCURSIONISTI TRATTI IN SALVO DALLA FORESTALE


Dal sito www.gazzettinonline.it

03 Ottobre 2018
Disavventura a lieto fine per nove escursionisti dispersi sui Nebrodi durante una domenica fuori porta.

Sono le 21 circa la sala operativa del Corpo Forestale di Catania riceve una richiesta di soccorso da parte di un gruppo di escursionisti, i quali addentrandosi all’interno del Parco dei Nebrodi in prossimità del lago Tre Arie, avevano perso l’orientamento non trovando di fatto il sentiero.

La sala operativa nell’immediato allertava il Distaccamento Forestale di Maniace e Randazzo inviando sul posto due squadre del  SAB (Servizio Antincendio Boschivo) rispettivamente “Maniace 27” e “Maniace 26”.

Le ricerche sin da subito hanno presentato notevoli difficoltà dovute sia dalle difficili condizioni climatiche sia dalla zona impervia soprattutto non raggiungibile con gli automezzi.

Ciò nonostante, gli operatori non hanno mai smesso di setacciare il territorio continuando le ricerche fino alle ore 02.00 di lunedì 1 ottobre, momento in cui hanno individuato e tratto in salvo i nove escursionisti uno dei quali con difficoltà di deambulazione dovuta ad una distorsione.

Condotti presso la postazione Antincendio del Distaccamento Forestale di Maniace, il personale ha provveduto alle prime cure e rifocillare con bevande calde gli escursionisti protagonisti di questa disavventura.

Fonte: www.gazzettinonline.it






MADONIE, PASSA SOTTO UN ALBERO MENTRE LO POTANO: FERITA AUSTRALIANA. È STATA COLPITA DAI RAMI DI UN LUNGO ALBERO APPENA TAGLIATO DA UN OPERAIO STAGIONALE DELLA FORESTALE


Dal sito palermo.repubblica.it

La turista è stata colpita da una fronda a Geraci Siculo

di IVAN MOCCIARO 02 ottobre 2018
Turista australiana colpita da un ramo di un albero appena tagliato mentre attraversa un sentiero di montagna. Ieri mattina, poco dopo le 10, in contrada Fegotti, a Geraci Siculo, la donna, 77enne, stava percorrendo, in compagnia del marito, uno dei tanti sentieri di montagna quando è stata colpita dai rami di un lungo albero appena tagliato da un operaio stagionale della forestale. La donna ha ricevuto i primi soccorsi dal marito medico e poi da un’ambulanza del 118, della postazione di Gangi, che l’ha trasportata nella piazzola dell’elisoccorso di Geraci Siculo, poco distante, per poi essere trasferita in elicottero al Civico di Palermo e poi a Villa Sofia. Le sue condizioni sembrano non sono gravi. La donna ha riportato un trauma alla schiena e alla cervicale e alcune escoriazioni al volto, illeso il marito.

Fonte: palermo.repubblica.it





SORTINO (SR). VENERDI' 5 OTTOBRE PRESSO IL MUNICIPIO, L'UGL ORGANIZZA UN' ASSEMBLEA PER I LAVORATORI FORESTALI

Ricevo e pubblico
dall'Ugl Sortino



AVVISO REGIONALE DI PROTEZIONE CIVILE PER IL RISCHIO METEO-IDROGEOLOGICO E IDRAULICO PER IL 04/10/2018: LIVELLI DI ALLERTA











DI MAIO, NIENTE PIÙ SOLDI ALLE REGIONI CHE, COME LA SICILIA, NON ABOLISCONO I VITALIZI DEI DEPUTATI REGIONALI


Dal sito siciliainformazioni.com

03 Ottobre 2018
In legge di Bilancio non daremo più i  soldi alle Regioni se vogliono continuare a pagare i vitalizi”. Lo  annuncia il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, in una  diretta video sul suo profilo Facebook.

Se la promessa sarà mantenuta la Regione Siciliana dovrà fare di necessità virtù, come dice il proverbio, a meno che non voglia perdere le risorse che vengono dallo Stato.

Naturalmente fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E ci sono i diritti quesiti che non possono essere toccati, e tanti altri ostacoli sulla strada, ma di questi problemi Di Maio non sembra essere afflitto. Per intanto fa conoscere la sua volontà, come è capitato tante altre volte. E se qualcosa non va per il verso giusto, resta questa, la volontà, a riprova del buon governo. Infine ci sono i poteri forti, quelli che tramano nell’ombra, i nemici del popolo che dovranno spiegare perché all’annuncio non è stato dato seguito.

Comunque, in Sicilia, ci sono state iniziative, anche all’Ars, provenienti dal M5S e dal Pd, tendenti ad ottenere l’abolizione dei vitalizi. (Sam/AdnKronos)

Fonte: siciliainformazioni.com






ALLARME A PALERMO PER L'INVASIONE DELLA CIMICE ASIATICA


Dal sito www.lasicilia.it

03/10/2018
L'insetto segnalato nel centro storico. L'esperto: «Problemi alle culture, ma innocua per l'uomo». Il Comune corre ai ripari

Casi di cimice asiatica a Palermo. L'insetto è stato segnalato nei pressi di abitazioni nel centro storico e, precisamente, in via Alloro e nella zona di piazza Casa Professa. Per debellare l’insetto in queste due aree sarà effettuata una bonifica e nel caso di ulteriori segnalazioni sulla presenza di popolazione di cimici in altre zone della città, la Rap, l’azienda di igiene ambientale, si farà carico degli interventi di disinfestazione.

Ad annunciarlo è stato l’assessore comunale al Verde, Sergio Marino, che nei giorni scorsi, insieme al capo area Servizi alla città, Domenico Musacchia, ha incontrato i dirigenti dell’Osservatorio per le malattie delle piante, del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e forestali dell’Università di Palermo e rappresentanti di Asp, Izs, Servizio fitosanitario regionale, Rap, Ordine degli agronomi e dei dottori forestali e Orto Botanico per mettere a punto le misure di contenimento del terribile fitofago.

"Al pari delle altre Regioni d’Italia colpite dall’infestazione della cimice asiatica - dice Stefano Colazza, direttore del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e forestali dell’Università di Palermo - la situazione in Sicilia potrebbe rivelarsi difficilmente contrastabile soprattutto perché l’Isola presenta delle condizioni climatiche ideali per lo sviluppo dell’insetto". A Palermo, allo stato attuale, però, il quadro sembra circoscritto poiché sono state riscontrate soltanto due popolazioni consistenti. "Trattandosi di aree che sorgono nelle vicinanze del mercato di Ballarò e avendo riscontrato esclusivamente la presenza di individui allo stadio di adulto - prosegue Colazza -, ritengo di poter affermare che si tratti di popolazioni che non hanno ancora svolto una generazione completa e presumibilmente originate da individui giunti attraverso imballaggi".

Pur creando notevoli danni alle colture agrarie, l'insetto, spiegano gli esperti, non è assolutamente pericoloso per l'uomo. "La cimice asiatica non è pericolosa per l’uomo - assicura Giuseppe Bono dell’Osservatorio delle malattie delle piante -, danneggia le colture agrarie, non si conoscono dati oggettivi sulle colture ornamentali e non sussiste pericolo per l’attività vivaistica". "Forniremo alla cittadinanza informazioni utili circa l'insetto, che non è pericoloso per l’uomo, e le possibili misure da adottare nonché indicazioni e i contatti dove effettuare le segnalazioni" conclude il vice sindaco Sergio Marino.

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03 ottobre 2018

UN MANIFESTO PER LE FORESTE. PIANIFICAZIONE INTEGRATA E BUONE PRATICHE PER UNA GESTIONE DEL CAPITALE NATURALE


Dal sito www.lanuovaecologia.it

02 Ottobre 2018
Difesa del suolo, regolazione climatica, stoccaggio di carbonio e conservazione della biodiversità. E non solo. Come recita il nuovo Codice forestale nazionale, la superficie ricoperta dai boschi in Italia, oltre 12 milioni di ettari (il 40% del territorio nazionale), raddoppiata negli ultimi cinquant’anni, è parte del nostro capitale naturale. Un patrimonio da difendere, che può dare servizi ecosistemici a beneficio dell’economia e favorire il presidio sociale dei territori e delle comunità forestali per contrastare e prevenire fenomeni di abbandono. 
È quanto promuovono i partecipanti al summit di “Carovana delle Alpi” di Legambiente, che hanno sottoscritto il 30 giugno scorso il “Manifesto di Ornica”. Per avere una gestione forestale sostenibile, dicono i firmatari, servono strumenti di pianificazione integrata, norme e politiche regionali, buone pratiche e una strategia industriale per le produzioni legnose e non legnose. E per farlo, scrivono, è meglio partire dalle aree naturali protette, capaci di avviare processi di sviluppo delle comunità in equilibrio con gli ecosistemi forestali.











Fonte: www.lanuovaecologia.it






PARCO DEI MONTI SICANI: CINQUE GIORNI PER CONOSCERE BELLEZZE E POTENZIALITÀ DELL’ENTROTERRA SICULO


Dal sito www.siciliapress.it

03 Ottobre 2018
Si sono concluse le “Le giornate del Parco”, promosse dall’ente guidato dal commissario Luca Gazzara –

Tra le iniziative un convegno sulla rilevanza internazionale delle formazioni geologiche dell’area:  potrebbe nascere un nuovo turismo rurale, associato all’unicità paesaggistica e alle tipicità gastronomiche –

Cinque giornate per conoscere le bellezze, le risorse naturali, paesaggistiche, culturali, geologiche, le tipicità ma soprattutto le potenzialità del Parco dei Monti Sicani: una manifestazione senza precedenti che ha coinvolto numerosi comuni siciliani, che ricadono nel territorio dell’ente parco, istituito con l’obiettivo di valorizzare il territorio della Sicilia Centro Occidentale, ancora poco apprezzato ma in grado di rappresentare un importante polo di attrazione turistica. “Una riscoperta dell’identità siciliana, di un senso di appartenenza volto a tutta la popolazione e che deve trasformarsi in una valenza socio – economica – ha esordito con queste parole durante l’inaugurazione Luca Gazzara, commissario straordinario dell’ente e promotore dell’iniziativa insieme con il direttore reggente Benedetto Belnome e la Rete degli Operatori dei Monti Sicani, rappresentata da Illuminata Profeta e con la collaborazione degli amministratori locali. “Le Giornate del Parco sono l’occasione – ha proseguito Gazzara – per un momento di riflessione sulle opportunità di valorizzare le formazioni geologiche risalenti al Permiano – ultimo periodo dell’Era Paleozoica – insieme alle altre bellezze storiche e naturalistiche oltreché gastronomiche. Un nuovo turismo rurale che può e deve nascere nella nostra Regione”.

La superficie del Parco è di oltre 43 mila ettari, dove coesistono sistemi agro-silvo-pastorali che permettono l’esistenza di parecchie aziende agricole e zootecniche capaci di dare origine a prodotti tipici e di qualità, abbraccia dodici i comuni coinvolti (6 in provincia di Palermo e 6 in quella di Agrigento): Bivona, Burgio, Cammarata, Castronovo di Sicilia, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana Palazzo Adriano, Prizzi, S. Giovanni Gemini, S. Stefano Quisquinia e Sambuca di Sicilia. In alcuni di questi paesi, nei giorni scorsi, si sono tenute iniziative di vario genere con protagonista un numeroso pubblico coinvolto in attività all’aperto e non solo: incontri con le scuole e il territorio a Burgio (AG), dedicati all’analisi di progetti e atti concreti di collaborazione come il borisno turistico scolastico (18 istituti scolastici comprensivi e circa trenta operatori della rete dei Monti Sicani); la visita all’eremo di Santa Rosalia alla Quisquina nel borgo di Santo Stefano di Quisquina (AG); il convegno “Il futuro del passato del territorio di Castronovo” nell’omonimo borgo del palermitano; l’incontro “Il Parco, i suoi prodotti, il turismo e le opportunità di lavoro” a Bivona (AG); altri appuntamenti tra Filaga – Prizzi (PA), Chiusa Sclafani (PA) e Palazzo Adriano (PA), dove si trova l’attuale sede dell’ente: qui la tavola rotonda “Le rilevanze geologiche d’interesse internazionale” con il patrocinio dell’assessore regionale all’Ambiente Totò Cordaro e la partecipazione del direttore del GAL Sicani Angelo Palamenghi e di illustri relatori: Pietro Di Stefano, docente di Geologia Stratigrafia e del Sedimentario del Dipartimento di Scienze Geologiche; Carolina D’Arpa, conservatore del Museo Gemellaro di Palermo; Biagio Favarò, geologo; il giornalista e scrittore Mario Liberto, in veste di moderatore.

La domenica conclusiva è coincisa con la “custodia del creato”, iniziativa promossa dell’Ordine Francescano Secolare di Sicilia, in collaborazione col Parco, nell’area attrezzata del demanio forestale “Bosco di Buonanotte” in Santo Stefano di Quisquina (AG): il Tema scelto per questa giornata mondiale voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana è stato “coltivare l’alleanza con la terra”. Infatti dal 2016 in poi papa Francesco e il patriarca Bartolomeo, con i loro messaggi congiunti per la Giornata mondiale di preghiera per il creato, hanno dato un notevole impulso all’iniziativa di celebrare il “Tempo per il Creato” usando un linguaggio forte per ribadire l’urgenza della risposta alla crisi ecologica e la necessità di agire per fermare i cambiamenti climatici in atto. L’enciclica “Laudato sì”, ha rimesso al centro della riflessione e dell’azione della Chiesa la custodia del Creato, alla quale, in questi secoli, i seguaci di Francesco d’Assisi hanno dedicato ogni sforzo. Questa rappresenta un richiamo alla memoria del dono ricevuto e al senso di responsabilità di vivere la propria vita con autenticità e coerenza. Dopo la messa celebrata da fra Salvatore Zagone, padre Provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Palermo, e infine una degustazione prodotti tipici “sicani”.

Fonte: www.siciliapress.it