08 agosto 2013

TROINA (EN). MACCHIA MEDITERRANEA A FUOCO


Troina. Incendio doloso domato dopo dieci ore con l'intervento anche di un Canadair

Macchia mediterranea a fuoco


Troina. Due incendi a Troina: uno lunedì pomeriggio in contrada Sotto Badia e l'altro martedì mattina in contrada Liso. Ci sono volute 10 ore circa per domare quello di contrada Sotto Badia, che ha investito un'area di 50 ettari di terreno, in parte incolti mentre in altre parti c'erano alberi di roverella e di ulivo, macchia mediterranea e cipressi. La segnalazione dell'incendio di Sotto Badia è arrivata verso le ore 15 al distaccamento di Troina del Corpo Forestale, che dopo una decina di minuti è intervenuto con un'autobotte e con gli 8 operai della squadra antincendio boschivo (sab) 12 con a capo il loro comandante, commissario superiore Pasquale Saraniti. Subito dopo, sono arrivati il commissario superiore Giuseppe Di Luca e gli ispettori Luigi Lambritto e Aldo Borrello e da Nicosia sono arrivati gli 8 operai della sab 10 del Corpo Forestale. Nelle operazioni di spegnimento, protrattesi fino a mezza notte, sono stati impegnati anche gli altri 8 operai della sab 12 di Troina, che hanno dato il cambio ai loro 8 colleghi che avevano completato il loro turno. Nelle operazioni di spegnimento le sab 10 e 12 dei forestali hanno potuto contare sul supporto della Protezione civile di Troina e sulla collaborazione dei volontari dei Vigili del Fuoco di Troina e dei Vigili del Fuoco di Nicosia. Per domare l'incendio ci sono voluti anche 14 lanci d'acqua da un canadair e 48 lanci d'acqua da un elicottero Sierra 2. Le operazioni di spegnimento sono state rese difficili dalla natura e dalla forte pendenza del terreno. Ieri martedì, nella tarda mattinata, verso le 11, la sab 12 del distaccamento di Troina, è dovuta intervenire a spegnere l'incendio divampato in contrada Liso investendo 11 ettari di terreno. Per domare l'incendio ci sono voluti anche 12 lanci d'acqua dall'elicottero. Alle ore 13 l'incendio è stato spento. Ci dicono gli esperti, che un incendio che si sviluppa su un terreno a forte pendenza è più difficile da domare perché la pendenza produce "l'effetto camino", che non fa altro che ravvivarlo di continuo spingendolo verso l'alto. E' molto probabile che l'origine dell'incendio sia dolosa perché sono stati rilevati diversi punti fuoco. Nel 99% dei casi, gli incendi sono appiccati di proposito. Anche quando c'è caldo torrido, come quello di questi giorni, gli incendi non s'innescano per autocombustione, ma c'è sempre la mano di qualcuno.
Silvano Privitera

07 Agosto 2013 






07 agosto 2013

MAURIZIO BERNAVA SEGRETARIO REGIONALE DELLA CISL: BASTA PROCLAMI, SUBITO RIFORME A COMINCIARE CON QUELLA SUI FORESTALI!



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VASTO INCENDIO FRA ALIA E VALLEDOLMO (PA)


Domato solo nella notte intorno alle 2 e mezza

Allarme nel Palermitano, vasto incendio fra Alia e Valledolmo

incendio
Vasto incendio boschivo nella notte nelle campagne fra Alia e Valledolmo. Le fiamme si sono sviluppate in serata, intono alle 20 per cause ancora da accertare.
L’incendio è stato alimentato anche dall’area calda e dal vento che soffiava. E’ stato necessario l’intervento della Forestale e Vigili del fuoco che hanno potuto circoscrivere le fiamme solo dopo le 2 e mezzo della notte.


07 Agosto 2013







BUSCEMI (SR).PER SALVARE COMUNE E FORESTALE IL SINDACO SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


«Noi la casta non sappiamo cos'è, non c'è più nulla su cui risparmiare»




Massimo Leotta
Buscemi. «La mia indennità da sindaco è di 336 euro al mese. I miei assessori ne prendono 180. Il vicesindaco venti in più degli assessori. Noi la casta non sappiamo neanche cos'è, e vengono a dirci di risparmiare? ». Anche i montanari nel loro piccolo si incazzano. E i portavoce non potevano che essere i sindaci. Che ieri sera a Buscemi hanno incontrato i concittadini. Per spiegare perché il Medfest di Buccheri da tre giorni diventa slim e durerà un solo giorno, o perché a Cassaro si salva solo la festa del patrono e poi niente più, perché a Buscemi i dipendenti del Comune non prendono lo stipendio da maggio.
I sindaci, come Michelangelo Giansiracusa, avvocato di 36 anni. Perché taglia e taglia arrivi al punto che diventa impossibile gestire un bilancio anche minuscolo. Il "giro di affari" del suo Comune, Ferla, è di 2 milioni e 800mila euro all'anno. Quello che nel bilancio di una grande città rappresenta una voce di un capitolo, qui in montagna serve per fare tutto. Stipendi, servizi, manutenzioni, imprevisti e probabilità. Eppure dallo Stato arriveranno 125mila euro in meno, dalla Regione addirittura 540mila. Settecentomila euro di tagli. Il 25% per cento in meno di disponibilità nel bilancio comunale. D'emblée. Da un anno all'altro.
«E così i conti non torneranno - protesta Giansiracusa -. Perché già abbiamo efficientato, internalizzato e tagliato».
Quando il giovane sindaco ha capito che i cordoni sarebbero stati stretti sempre di più, ha rinnovato i contratti di fornitura di energia a tariffe più convenienti, ha fatto sistemare le pompe di sollevamento dell'acquedotto che adesso consumano di meno (perché entrano in azione solo quando strettamente indispensabile), ha internalizzato i servizi di raccolta della differenziata, ha drasticamente tagliato le spese telefoniche, ha accorpato le scuole riducendo ulteriormente le spese. Ha risparmiato ovunque. «La risposta qual è? Tagliare ancora. Arriva il momento che non si può tagliare più e non si possono aumentare le tasse».
La scure della spending review si abbatte quest'anno sui piccoli Comuni. Quelli che se ne metti dieci insieme non fai gli abitanti di un quartiere di città medio-piccola. Ma vogliono farsi sentire. E da ieri la zona montana della provincia di Siracusa è la capitale della protesta dei piccoli centri. Perché i sindaci di Ferla, Buccheri, Cassaro e Buscemi intendono spiegare ai loro concittadini cosa sta succedendo. E per questo hanno organizzato assemblee pubbliche, una via l'altra, nei quattro Comuni. Ieri sera nell'aula consiliare di Buscemi. Che è un paese sull'orlo di una crisi di nervi. Giusto o sbagliato che sia, l'economia di Buscemi ha due capisaldi: forestale e Comune. Insomma, o si lavora per il Corpo o per il Palazzo. «Ma la forestale ha i suoi problemi - ha detto il sindaco Nellino Carbè - e noi abbiamo pagato ai 19 dipendenti e ai 26 articolisti un acconto dello stipendio di aprile e poi nulla». Insomma, a Buccheri l'economia si muove solo sui risparmi e ovviamente a risentirne sono anche i pochissimi commercianti del paese. «Noi siamo in carica da giugno e quindi ci stiamo adoperando per trovare soluzioni. All'indennità ho rinunciato da subito, destinandola per intero ai servizi per i giovani». Il suo allarme lo ha affidato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale ha inviato una lettera. Di più: un appello.
Dopo la riunione di ieri sera a Buscemi stasera sarà la volta dell'auditorium di Ferla, domani al centro polifunzionale di Buccheri, giovedì nell'aula consiliare di Cassaro. Perché i cittadini devono sapere cosa li aspetta. Anche se molti se ne sono già accorti. A Cassaro, ad esempio, le manifestazioni estive sono bandite. Gli unici soldi per la festa sono quelli impegnati per il patrono. San Giuseppe non si tocca, e ci mancherebbe. Il sindaco Nello Pisasale e i suoi assessori non hanno avuto dubbi. Il bilancio è di circa un milione, i tagli sono per 220mila euro. Le somme a disposizione pochissime. «Così è da gennaio che non prendiamo la nostra indennità - ha detto il sindaco Nello Pisasale -. Abbiamo recuperato qualcosa, ma francamente non sappiamo più cosa tagliare dopo che siamo intervenuti su tutto».
Taglia i giorni di festa invece il sindaco di Buccheri. Il festival medievale che richiama curiosi da tutta la Sicilia non durerà più due giorni più uno, quello dei tamburi. Tutto compresso tutto contenuto in una sola giornata: il 17 agosto. «Le priorità purtroppo sono altre - ha detto il sindaco Alessandro Caiazzo -. Fino a giugno non abbiamo avuto problemi a pagare gli stipendi dei dipendenti comunali. Adesso però i problemi ci sono anche per questo. Il patto di stabilità ci danneggia, i tagli sui trasferimenti ci stroncano. Difficile andare avanti. Ovvio che chiamiamo a raccolta i nostri concittadini per spiegare tutto per filo e per segno. Hanno il diritto di sapere». E adesso che Biagio, buscemese di 67 anni sa, non è che sia molto convinto. Apprezza l'operazione trasparenza dei sindaci. Per tutta la sera ha ascoltato con attenzione. «Ma come dovrebbero fare questi carusi? - si chiede riferendosi soprattutto ai sindaci più giovani - I soldi non arrivano, le tasse non le possono aumentare. Ma guarda che situazione».
E per i piccoli arrivano anche i rinforzi. Il sindaco di Avola, Luca Cannata, altro under 40 diventato primo cittadino. «Mantenere in vita i Comuni così è complicato - dice il vicepresidente dell'Anci Sicilia -. In dieci anni Imu, Tarsu e acqua sono aumentate nel 500%. Francamente ai nostri cittadini non possiamo chiedere sacrifici. Stato e Regione, piuttosto che continuare a chiedere agli enti locali di tagliare, dovrebbero iniziare a fare una seria cura dimagrante».
Ed è proprio quello che hanno detto ieri nell'incontro che si è svolto a Palermo con gli assessori Bianchi e Valenti. Mentre l'Anci ha apprezzato l'iniziativa dei Comuni montani di Siracusa di spiegare tutto ai cittadini auspicando iniziative di questo tipo nel resto della Sicilia. Una operazione verità quella dei sindaci dei piccoli Comuni.
Perché loro possono permetterselo. Perché sono quelli che amministrano budget che fanno sorridere i grandi centri o le città metropolitane. Quelli che non possono mai negarsi perché chi ha bisogno li trova fino a casa. Adesso sono quelli che devono scegliere tra un servizio sociale e la mensa scolastica. Tra l'assistenza a un disabile e la festa del Paese. E scelgono di scegliere con i loro concittadini. Al bar, in piazza, in una assemblea pubblica.

06 Agosto 2013






MONTELEPRE (PA). INCENDIO HA MINACCIATO VILLETTE


Montelepre. Incendio a Sagana ha minacciato villette

Un vasto incendio ha impegnato i vigili del fuoco e gli uomini della forestale a Montelepre. A Sagana, in contrada Suvarelli, decine di squadre hanno impiegato quattro ore per spegnere le fiamme che sono state appiccate in più punti in una zona di oltre 10 ettari. Per alcune ore sono state minacciate numerose villette. Non è il solo incendio che ha tenuto impegnato le squadre dei pompieri e della forestale attorno a Palermo. Diversi roghi a Monreale, Carini e nella zona di Bagheria.

06 Agosto 2013






RANDAZZO (CT). INCENDIO LAMBISCE ABITAZIONI, TELEFONI MUTI PER ORE


Randazzo

Incendio lambisce abitazioni: telefoni muti per ore


Vigili del fuoco in azione per spegnere le fiamme che hanno anche lambito alcune abitazioni. A Randazzo, in contrada Pignatone, nei pressi della linea ferroviaria della Circumetnea, è divampato un incendio in un terreno privato. Le fiamme si sono propagate rapidamente in tempi brevi, distruggendo un palo della Telecom.
La zona è rimasta senza linea telefonica per alcune ore e gli utenti telefonici hanno subito dei disagi nel servizio di telefonia. A limitare i danni sono giunte le squadre del Corpo forestale e vigili del fuoco che hanno lavorato per circa 2 ore. Hanno bruciato 4mila metri di superficie con presenza di roverelle, ginestre e ulivi disseminate di sterpaglie.
Ad Adrano in contrada Cappellone, i vigili del fuoco del distaccamento di Adrano, sono intervenuti in un terreno privato per spegnere le fiamme, che hanno divorato circa 1500 metri quadrati di terreno, ricoperto di sterpaglie e alberi di alto fusto. Le operazioni di spegnimento da parte dei pompieri, sono durate circa 90 minuti.
NUNZIO LEONE

06 Agosto 2013 






06 agosto 2013

IL DIRIGENTE REGIONALE PIETRO LO MONACO HA COMUNICATO CHE CI SARANNO ULTERIORI TAGLI NEL SETTORE FORESTALE


Enna. Sit-In dei lavoratori forestali


Enna. Più di mille lavoratori forestali si sono presentati ieri mattina davanti gli uffici della Forestale di via Piazza Armerina, presenti anche i segretari di categoria Scornavacche per la Cgil, Bubbo per la Cisl e Savarino per la Uil, per protestare contro i mancati pagamenti delle mensilità arretrate ed anche per la sospensione improvvisa delle giornate lavorative, appena cinque giorni dopo avere ripreso il lavoro, il che significa che il gruppo di lavoratori centocinquantunisti rischiano di non completare le giornate che spettano. Tra l’altro il dirigente provinciale , Nunzio Caruso, ha comunicato che ora i pagamenti saranno effettuati dal sistema informatico centralizzato della Regione, per cui i ritardi sono ancora più consistenti nel pagamento delle mensilità. La notizia brutta è che da Palermo l’ingegnere Pietro Lo Monaco, che dirige tutto il settore forestale, nell’incontro con i dirigenti provinciali, ha comunicato che ci saranno ulteriori tagli nel settore della forestale e questo significa meno operai e meno soldi per pagare. La sospensione dei lavori, iniziata ieri, sta a significare che non si sa quando si riprenderà a lavorare e questo crea difficoltà nella protezione dei boschi e la realizzazione dei viali coprifuoco e nel contempo i lavoratori potrebbero non riuscire a completare le giornate lavorative che spettano. Il pericolo di incendi nei boschi diventa concreto per cui bisogna cercare una soluzione. I tre segretari dei sindacati, Scornavacche, Bubbo e Salarino, hanno anche chiesto un incontro con il prefetto, Clara Minerva, per comunicarle che gli operai sono alla disperazione, qualcuno è caduto nelle maglie degli usurai per mantenere la famiglia, che è necessario un intervento urgente non solo per i pagamenti dei mesi arretrati ma anche per la ripresa del lavoro . “I lavoratori sono alla disperazione – hanno dichiarato i tre segretari – bisogna intervenire e con una certa urgenza, prima che la situazione precipiti in maniera pericolosa.Qui possono nascere problemi di ordine pubblico perché la situazione è veramente grave”. Il Prefetto si è messo in contatto con il dottor Nunzio Caruso per un ulteriore chiarimento della situazione e tutti e due si stanno mettendosi in contatto con l’assessorato regionale all’agricoltura per ulteriori chiarimenti. 


06 Agosto 2013







NEL PALERMITANO IN FIAMME ZONE DI MACCHIA MEDITERRANEA


INCENDI. In fiamme zone di macchia mediterranea a Casaboli. All'opera Corpo forestale e pompieri

Elicotteri in azione a Pioppo e Belmonte

Foto lasicilia.it


Gaetano Talluto
Giornata d'intenso lavoro, ieri, per Corpo forestale e vigili del fuoco. Varie squadre sono state impegnate in molti punti della città e della provincia.
Gli interventi più importanti sono stati registrati, ieri mattina, nella zona di Casaboli, tra Pioppo e San Martino delle Scale, dove, in località Portella Maglietta, operai, volontari e agenti della forestale, con l'ausilio dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Palermo, hanno lavorato intensamente per avere ragione, grazie anche all'aiuto di un elicottero, di un fronte di fuoco lungo alcune centinaia di metri.
Ad andare in fumo sono state ampie zone di arbusti di macchia mediterranea. L'incendio è stato completamente domato intorno all'ora di pranzo.
D'altronde, le previsioni meteorologiche della vigilia erano state chiare: quella di ieri sarebbe stata una delle giornate più calde dell'estate 2013. E, ieri, la colonnina di mercurio che segna le temperature lo ha confermato in pieno: per tutto il giorno, infatti, i gradi sono stati sempre sopra quota 30, con un'afa che ha reso il clima incandescente.
A farne le spese, poi, nel pomeriggio, è stato anche il paese di Belmonte Mezzagno, soprattutto la parte più periferica, che, poco dopo l'ora di pranzo, quando la calura era allo zenit, è stata investita da una notevole nube di fumo proveniente dalle sterpaglie che stavano bruciando lungo i bordi della strada provinciale che collega il centro collinare con Misilmeri, Gibilrossa e Palermo.
Anche in questo caso, decisivo è stato l'intervento di un paio di elicotteri della forestale, che, dall'alto, hanno fatto la spola per alcune ore dal lago di Piano degli Albanesi prima di domare le fiamme.
In città, l'impegno dei vigili del fuoco è stato rivolto soprattutto nello spegnimento dei numerosi cassonetti dei rifiuti dati alle fiamme nella speranza, purtroppo vana, di eliminare il problema dell'immondizia: ormai tutti dovrebbe sapere che incendiare i rifiuti provoca soltanto la produzione di diossina, una sostanza estremamente tossica per gli esseri umani.

05 Agosto 2013






ADRANO (CT). INCENDIO DISTRUGGE CAMION E RIMORCHI ABBANDONATI


Adrano, rogo doloso distrugge
camion e rimorchi abbandonati


Nella tarda mattinata di ieri, ad Adrano in contrada Scanneria, hanno preso fuoco una motrice e due rimorchi abbandonati, le cause sono in corso di accertamento da parte dei vigili del fuoco che sono intervenuti per spegnere delle sterpaglie della zona. L'incendio è di probabile natura dolosa, le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco sono durate circa due ore.
Gli interventi dei vigili del fuoco e della forestale sono proseguiti in territorio di Piedimonte, in via Monsignor Cannavò, dove le fiamme hanno lambito minacciosamente una cabina elettrica, bruciandone la porta d'ingresso. L'intervento dei pompieri ha limitato i danni. A Randazzo in località Monte La Guardia a quota mille, si è registrato un altro intervento degli operatori del 115 e del 1515, durato alcune ore: le fiamme hanno bruciato circa 2 ettari di superficie ricoperta da roverelle, ginestre e sottobosco che è andato inesorabilmente incenerito. Le fiamme hanno lambito case rurali, risparmiate grazie al pronto intervento delle squadre antincendio.
NUNZIO LEONE

05 Agosto 2013 







VILLAPRIOLO (EN): INCENDIO LAMBISCE ABITAZIONI


Villapriolo

Vasto incendio a pochi metri da abitazioni, domato dai vigili e nel frattempo arriva la pioggia



Un incendio di vaste proporzioni ha interessato alcuni ettari di terreno che si trovano alla periferia di Villaprilo, frazione di Villarosa. L'incendio si è sviluppato rapidamente intorno alle 12,30 ed è intervenuto una squadra dei vigili del fuoco del comando provinciale. La squadra ha cercato di circoscrivere l'incendio, cercando di evitare che interessasse abitazioni, quindi hanno dovuto lavorare per circa cinque ore per domare le fiamme che hanno interessato terreni coltivati a grano, macchie mediterranea ed in qualche caso alberi di frutta. Soltano alle 17 l'incendio è stato domato e la squadra è potuto rientrare in caserma.
Un altro incendio si è sviluppato nella contrada Lenado, territorio di Piazza Armerina, ma in questo caso è partita una squadra antincendio della forestale, che è riuscito a limitare i danni perché è intervenuto tempestivamente. Un altro incendio nella zona di Morgantina e questa volta ad intervenire è stata una squadra del distaccamento di Piazza Armerina, che ha dovuto faticare per qualche ora per domare le fiamme che stavano interessando qualche abitazione di campagna. Il tempestivo intervento degli avvistatori che sono scaglionato per tutta la Provincia da parte della Protezione civile ha consentito la segnalazione immediata della presenza di incendi e, quindi la centrale operativa, che si trova presso il comando provinciale dei vigili del fuoco, ha potuto allertare le squadre per un pronto intervento. Nel pomeriggio situazione normalizzata perché per circa due ore è piovuto con abbondanza e, quindi, ha eliminato qualsiasi possibilità che si potessero sviluppare degli incendi. La pioggia abbastanza intensa non ha creato problemi alla circolazione stradale, la temperatura è scesa intorno ai 22° gradi.
F. g.





05 Agosto 2013






BIVONA (AG). VASTO INCNEDIO NEI PRESSI DELLA DIGA CASTELLO


Bivona. Vasto incendio nei pressi della Diga Castello. Intervengono due Canadair

In cenere trenta ettari di bosco

 
Un Canadair ha lavorato tutto il giorno per domare 
le fiamme che stavano distruggendo 30 ettari di bosco
foto lasicilia.it 

Bivona. È il primo grosso incendio dell'estate in tutto il comprensorio occidentale della provincia. Quasi trenta ettari di bosco e in minima parte di terreni incolti sono stati trasformati in poche ore in cenere nel territorio di Bivona, in contrada «Mailla», nei pressi della diga Castello dove due squadre di operatori del corpo della forestale e un canadair, arrivato dal distaccamento nazionale della Calabria, hanno impiegato oltre quattro ore di intensi lavori per arginare le fiamme, quasi alle prime ore della sera.
L'incendio, al momento per cause sconosciute, si è sviluppato nelle prime ore del pomeriggio a monte della valle della diga Castello e del fiume Magazzolo, a qualche chilometro dal centro abitato di Bivona, ha investito una vasta area di bosco con alberi di eucaliptus presenti nell'area demaniale forestale che dipende dal distaccamento di Santo Stefano Quisquina.
Le fiamme hanno interessato pure alcune aree incolte, a pascolo e terreni a colture cerealicole che sono andate in fumo in pochi minuti.
Quando le due squadre del corpo della forestale sono prontamente intervenute sull'area interessata, si è capito subito della vastità ed entità dell'incendio ed è stato chiesto al centro nazionale della Protezione Civile di Roma l'intervento di un Canadair che, arrivato in poco tempo sul posto, ha fatto la spola tra la contrada "Mailla" e il mare di Seccagrande per il prelievo dell'acqua necessaria per spegnere le fiamme.
Nella spiaggia della località balneare di Ribera i bagnanti e i turisti hanno visto per l'intero pomeriggio il via vai del canadair che prelevava l'acqua marina, a qualche centinaio di metri dal litorale, per lanciarla sui boschi in fiamme. Il velivolo, nel tragitto lungo la vallata del fiume Magazzolo, avrà fatto almeno un paio di dozzine di voli e di lanci sul bosco in fiamme. Al resto hanno pensato, a terra, una ventina di operatori della squadra antincendio della forestale che hanno lavorato sodo con le autobotti lungo i sentieri percorribili. Alle prime ore della sera l'incendio era spento. Sono in corso indagini e rilevanti per capire l'origine dell'incendio e per valutare il danno ambientale e finanziario fatto al territorio montano agrigentino.
ENZO MINIO

05 Agosto 2013





05 agosto 2013

ANTINCENDIO: APPROVATO DALLA COMMISSIONE ATTIVITA' PRODUTTIVE LA NORMA DI RIMANERE OLTRE I 50 ANNI DI ETA' (2)




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ARCANGELO FERRARA UGL: DIFFICOLTA' PER REPERIRE FONDI PER ASSICURARE LE GIORNATE DI GARANZIA


Nuova vertenza. I lavoratori chiedono di potere completare le giornate di garanzia occupazionale forestali senza stipendi

Un operatore forestale durante un intervento
foto lasicilia.it


L'estate riscalda l'atmosfera e rinfocola vecchi timori per gli operatori forestali. Infatti, il segretario regionale dell'Ugl per la categoria agricoli e forestali, Arcangelo Ferrara, interviene sulla questione stipendi e sulle difficoltà per reperire i fondi per assicurare le giornate di garanzia occupazionale dei lavoratori.
Ferrara spiega di essere stato convocato, nel corso dell'ultima settimana, presso l'Ispettorato ripartimentale delle Foreste e dichiara: «Tutte le sigle sindacali sono state convocate per affrontare le diverse questioni a tavoli separati. Per l'Ugl erano presenti il sottoscritto ed il coordinatore di San Cataldo, Angelo Ferrara. Abbiamo parlato con il responsabile dell'Ispettorato, dott. Bonsangue, l'ing. Stuppia ed il geom. Cordaro. Dalla riunione, purtroppo, sono scaturite solo brutte notizie: il sistema di pagamento informatico regionale risulta bloccato, a partire dal 25 luglio scorso e sino al 5 agosto. Dunque, almeno fino a quella data (domani n. d. r.), i forestali non potranno ricevere lo stipendio di giugno, ossia la prima mensilità stagionale. Dopo il 5 agosto, dunque, si spera la che si dia un'accelerata all'iter di pagamento».
Arcangelo Ferrara, inoltre, affronta la questione delle giornate lavorative di 101isti e 151isti: «E' necessario reperire le risorse al fine di prolungare i tempi di impiego, previsti per 51 giornate a partire dal 6 giugno scorso. Ciò al fine di assicurare le giornate di garanzia occupazionale dei contingenti di 101isti e 151isti. Se così non dovesse essere, questi lavoratori potrebbero venire sospesi o licenziati. In questo caso, l'Ugl sarà pronta ad organizzare manifestazioni di massa». Il segretario regionale della categoria agricoli e forestali, così, conclude: «Il nostro sindacato auspica di poter fornire presto qualche novità positiva agli operai, cui siamo vicini. La speranza è che vengano rispettate le giornale di garanzia occupazionale e che esse vengano prolungate, come è accaduto negli anni passati. Per tutto ciò, punteremo ad incontrare le istituzioni regionali».
Claudio Costanzo

04 Agosto 2013 






DOMENICA INFERNALE PER I BOSCHI DI MONREALE

 

Diverse le squadre impegnate per molte ore, necessario l'uso degli elicotteri




MONREALE, 4 agosto - È stata una domenica di vero e proprio inferno per i boschi che circondano Monreale. In fumo sono andati complessivamente tre ettari in due incendi scoppiati tra la zona sopra Pioppo e contrada Melagrande, sotto il Castellaccio, vicino San Martino delle Scale.
A Pioppo è andata a fuoco la zona vicino Case Buffa. Necessario l'intervento della Forestale, delle associazioni di volontariato, Falcon, Arca Verde e Overland e dei Vigili del Fuoco. Un po' di paura per gli abitanti. Qualche abitazione è stata minacciata, poi le fiamme sono state domate quando erano ad una ventina di metri dalle case e ad un centinaio dalla nuova scuola media.
Di proporzioni maggiori l'incendio divampato in contrada Melaglrande sotto il Castellaccio, originato, probabilmente, da qualcuno che ha dato fuoco a dei mobili vecchi abbandonati nei pressi dei cassonetti. L'incendio si è allargato velocemente, tanto che si sono resi necessari diversi lanci, poco meno di una ventina, con gli elicotteri "Sierra" in dotazione al Corpo Forestale". Il rogo sembrava che si potesse riattizzare nel pomeriggio, ma il lavoro svolto dagli uomini del comandante Giovanni Romeo ha dato i suoi frutti ed alla fine il pericolo sembra essere scampato. Anche in questa circostanza preziosa è stata la collaborazione delle associazioni di volontariato e degli uomini della Protezione civile del Comune.
La zona di Melagrande era stata incendiata il 27 settembre dello scorso anno. anche in quel caso il rogo era stato di vaste proporzioni e difficile da fronteggiare, tanto che si era reso necessario l'uso dei Canadair.



04 Agosto 2013






CALTANISSETTA. CALDO E INCENDI, GIORNATA INFERNALE


Caldo e incendi, giornata infernale



 Foto lasicilia.it

va. ma.) Il caldo torrido di ieri, e forse lo zampino di qualche piromane, ha alimentato due incendi che rischiavano di estendersi pericolosamente nelle campagne del capoluogo. Il primo rogo di erbacce è divampato in mattinata nella vallata San Francesco, dietro l'Istituto Signore della Città, dove in passato si sono verificati vasti incendi che hanno lambito palazzine e carbonizzato diversi ettari di superficie incolta. Una profonda vallata invasa da erbaccia che continua a crescere rigogliosa, ma ciò che alimenta le fiamme è la mole di rifiuti che vengono scaricati. I vigili del fuoco e una squadra della Forestale sono riusciti a impedire che il fronte delle fiamme si propagasse alle abitazioni della zona, circoscrivendo in tempo l'incendio che ha incenerito un paio di ettari. L'ultimo, imponente e pauroso rogo avvenuto in questa zona risale allo scorso anno quando alcuni poliziotti sono rimasti intossicati con alcuni residenti durante le operazioni di sgombero delle abitazioni.
In contemporanea - sempre ieri mattina - pompieri e forestali sono stati allertati per un altro incendio che stava interessando in una zona scoscesa del vallone Angeli, all'altezza del secondo cancello d'ingresso del cimitero.

04 Agosto 2013






04 agosto 2013

ENNA. SODDISFAZIONE DA PARTE DEL COMITATO PER I DIRITTI DEI PRECARI


Lavoratori garantiti sino a dicembre

Impegno della Regione soddisfazione dei precari


Soddisfazione da parte del comitato per i diritti dei precari e della problematiche della provincia dopo la proroga da parte dell'Ars fino a dicembre da parte dei lavoratori precari. A sostenerlo è il presidente del comitato, Giuseppe Regalbuto, convinto anche dal fatto dell'enorme pressione costante esercitata dal comitato. «E' passata la proroga per i precari all'Ars - afferma Giuseppe Regalbuto - e questo anche grazie alla nostra azione per cui alla fine dopo la scadenza del contratto a luglio potranno così lavorare a fine anno. E' un importante risultato ma si deve fare ancora di più».
Giuseppe Regalbuto, ex consigliere provinciale, oltre ad essere stato nominato presidente del Comitato per i diritti dei precari di cui ne fanno parte sindacati, ex consiglieri provinciali e consiglieri comunali di vari comuni dell'Ennese e del Nisseno è anche il presidente della nona commissione all'Urps e proprio in questi giorni ha affrontato a Palermo la questione abolizione dell'ente province le cui conseguenze potrebbero sortire risvolti negativi a livello occupazionale.
«La proroga - dice - per oltre 18mila precari degli enti locali più le varie categorie come gli ex Rmi (oggi lavoratori dei cantieri di servizio) e i forestali di volta in volta inserite nella finanziaria, sono state chieste a gran voce dal comitato dei precari. Non si può più giocare col futuro delle persone, da troppo tempo ostaggio di interessi politici. Serve la proroga per avviare poi il confronto sulle stabilizzazioni». Il comitato per i diritti dei precari si batte per la proroga del lavoro a favore dei precari, che in provincia di Enna sono circa 2mila, oltre ai lavoratori dei cantieri di servizio.
RENATO PINNISI

03 Agosto 2013







SORTINO. ALLARME RIENTRATO NON CI SONO LICENZIAMENTI

 

Forestali, allarme rientrato non ci sono licenziamenti



Forestali riuniti in protesta
foto lasicilia.it


Sortino. «Non c'è stato nessun licenziamento dei lavoratori forestali dell'antincendio».
A precisarlo è stato il commissario del Corpo forestale e, quindi è stato risolto il problema per questi lavoratori che dovevano svolgere 51 giornate lavorative e che invece continueranno la loro prestazione per altri 31 giorni.
A quanto pare, però, forse a causa di un disguido, come ha puntualizzato il responsabile di Sortino al Centro Sebastiano Bongiovanni, «al distaccamento di Sortino era stato comunicato che i lavoratori dell'antincendio erano stati licenziati». E, come conferma sempre Bongiovanni «la notizia era stata data da un dirigente e fino alle 12 dell'1 agosto, c'era l'ordine di licenziare i lavoratori antincendio».
E proprio dopo che si è diffusa questa notizia all'Ispettorato Ripartimentale delle foreste di Siracusa sono arrivate centinaia di telefonate. Tutto, però, si è appianato verso le 13,30 quando sono arrivate notizie più rassicuranti e che era stato superato il rischio di questi licenziamenti.
«Sortino al Centro - dice Bongiovanni - oltre alle decine di telefonate da parte dei lavoratori ha ricevuto anche la sollecitazione del sindacato Ugl ad intervenire su questa vicenda, quindi se qualche dipendente dell'Ispettorato ha sbagliato ad interpretare qualche fonogramma, disposizione o circolare anziché dare la colpa a chi giustamente ha agito immediatamente oppure a chi doverosamente ha pubblicato la notizia dovrebbe farsi un bel esame di coscienza per il caos e disagio creato ai lavoratori»
Infine l'auspicio: «Ci auguriamo che questa vicenda si chiuda qui con le scuse di chi ha sbagliato se poi qualcuno vorrà agire ancora irresponsabilmente continuare la polemica sono affari suoi».
Paolo Mangiafico

03 Agosto 2013






FORESTALI A CASA PER I PROGETTI NON ANCORA DECRETATI


Progetti non ancora decretati

Burocrazia regionale lenta
forestali da oggi senza lavoro


La scure della burocrazia regionale si abbatte sui lavoratori dell'Azienda forestale di tutta la provincia di Enna, che a partire da oggi saranno sospesi dal lavoro. A renderlo noto è Enrico Scozzarella, segretario regionale del sindacato degli afro-forestali, Codires. «Ho appreso questa notizia - dice Scozzarella - a seguito di una comunicazione telefonica con il dirigente provinciale dell'Azienda Foreste di Enna, Nunzio Caruso. Da domani scatterà il provvedimento di sospensione di tutti i lavoratori forestali di Enna e provincia, perché i progetti già inviati alla Regione, non sono stati ancora decretati dall'assessorato di competenza».
E allora tutti a casa. «Il dirigente Nunzio Caruso - aggiunge il segretario del Codires - ha evidenziato che tale provvedimento era indispensabile e che lo stesso ha informato il prefetto di Enna per sensibilizzare e sollecitare le istituzioni regionali in modo da recare minore danno possibile ai lavoratori. Nel formulare i progetti e presentarli alla Regione Caruso ha fatto tutto nei tempi e nei modi dovuti». Ma i lavoratori attendono anche salari arretrati. «Ci è stato detto che gli emolumenti dei mesi di maggio e giugno saranno liquidati nel più breve tempo possibile. Ci è stato evidenziato - conclude il segretario Codires - che le procedure di pagamento rispetto agli anni passati sono cambiate».
Ieri mattina il dirigente Nunzio Caruso, ha ricevuto una ampia delegazione di lavoratori. «Il dottor Caruso - dice Scozzarella - ha illustrato quanto fatto dall'Azienda di Enna e i lavoratori sono stati rassicurati. Per questa ragione, invito a fare rientrare ogni fibrillazione, perché nella nostra provincia tutto quello che doveva essere fatto è stato fatto».
Arcangelo Santamaria


03 Agosto 2013



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INCENDI. SUPERLAVORO PER POMPIERI E FORESTALI



Incendi. Giornata di superlavoro per pompieri e forestali

Diversi vasti incendi sono scoppiati nei pressi della città. Fiamme molto alte sono divampate in via Linea Ferrata nella zona di Monreale a Borgo Molare. Le fiamme minacciano le abitazioni. Nella zona sono impegnate diverse squadre dei vigili del fuoco. In provincia sono scoppiati almeno una decina di roghi di macchia mediterranea, alcuni già domati.

03 Agosto 2013





ACCENDIAMO LA PREVENZIONE E SPEGNIAMO GLI INCENDI


Si chiama "Accendiamo la prevenzione, spegniamo gli incendi" il progetto grazie al quale, a partire da questo mese di agosto, con delibera della Giunta Greco, è stato attivato a Santa Venerina il servizio di prevenzione, avvistamento e supporto logistico agli enti preposti allo spegnimento degli incendi


Si chiama "Accendiamo la prevenzione, spegniamo gli incendi" il progetto grazie al quale, a partire da questo mese di agosto, con delibera della Giunta Greco, è stato attivato a Santa Venerina il servizio di prevenzione, avvistamento e supporto logistico agli enti preposti allo spegnimento degli incendi. Il servizio a supporto dell'ufficio di Protezione civile del Comune, sarà svolto dal gruppo comunale dei volontari di Protezione civile, dal gruppo Etna Club CB Santa Venerina e dalla delegazione locale della Croce rossa italiana tramite pattugliamento del territorio, con riguardo alle zone maggiormente sensibili al rischio incendio. I volontari, due per ogni turno, nelle giornate di sabato e domenica e il giorno di Ferragosto, saranno chiamati in sostanza a segnalare eventuali roghi, in modo da allertare tempestivamente i vigili del fuoco o il corpo forestale - i soli cui compete l'intervento di spegnimento - e a fornire loro l'assistenza logistica necessaria. Il progetto copre la stagione estiva fino a settembre, e comprende anche la partecipazione dei gruppi di volontariato alle manifestazioni in programma nel territorio comunale.
Oltre al proprio personale volontario, le associazioni metteranno a disposizione l'automezzo di Protezione civile e le necessarie strumentazioni di comunicazione, mentre il Comune di Santa Venerina corrisponderà alle associazioni, per il periodo agosto-settembre, 400 euro a titolo di rimborso spese per i volontari impegnati nei turni di avvistamento.
In considerazione della conformazione del territorio e dell'estensione delle campagne, Santa Venerina è particolarmente esposta al rischio di incendi, che in passato hanno anche lambito le abitazioni.
O. V.

03 Agosto 2013






03 agosto 2013

FORESTALI, UN FUTURO NEBULOSO. ATTIVITA' IN FORSE A PARTIRE DA SETTEMBRE


Caltagirone e Vizzini. Attività in forse a partire da settembre

Forestali, un futuro nebuloso


Per i forestali (una loro recente assemblea) si pone per il prosieguo 
dell'attività lavorativa a partire dal prossimo settembre
Foto lasicilia.it


Sale, anche nel Calatino, la tensione fra i lavoratori forestali (in questo comprensorio sono, considerati i due distretti, quello di Caltagirone e quello di Vizzini, oltre 1400), preoccupati per l'esiguità delle risorse sinora previste per il comparto.
Flai - Cgil, Fai - Cisl e Uila - Uil hanno proclamato lo stato di agitazione «per sollecitare lo sblocco dello stato di incertezza e di confusione in cui versa l'intera categoria e per il mancato rispetto degli impegni da parte della Regione siciliana».
Scampato il pericolo di uno stop, che avrebbe avuto il sapore del paradosso, all'attività delle squadre antincendio proprio nel mese di agosto, vale a dire nel periodo in cui il rischio dei roghi, e dei conseguenti danni, è più alto, adesso il problema si pone per il prosieguo dell'attività lavorativa a partire dal prossimo mese di settembre.
Problema, questo, che investe tutti, a partire dagli operai addetti alle manutenzioni nelle diverse aree boschive del territorio, alcuni dei quali concluderanno temporaneamente la propria attività la prossima settimana, ma che dovranno poi riprendere.
«Da quanto ci è stato comunicato - si sottolinea da Flai, Fai e Uila - emerge una preoccupante mancanza di fondi tale da pregiudicare la copertura necessaria allo svolgimento delle giornate lavorative previste dalla legge 14/06. Ciò contraddice quanto sin qui affermato dal governo regionale e dall'amministrazione forestale, che hanno dichiarato, sin dall'approvazione della Finanziaria regionale, la totale copertura economica per le giornate contemplate dalla legge».
La "partita" più importante, infatti, si gioca sul piano della possibilità concreta, per i lavoratori, di raggiungere il risultato minimo delle giornate garantite per legge e poi "strappare" giornate in più rispetto a quelle previste dalle garanzie occupazionali.
Si eviterà così ciò che gli stessi operai lamentano, vale a dire un pericoloso passo indietro rispetto a conquiste che sembravano acquisite e che, invece, adesso vengono rimesse in discussione per via delle esangui casse regionali.
M. M.

03 Agosto 2013









IL CORDOGLIO DEGLI AMICI DI NINETTA PAPA



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03 Agosto 2013



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APPELLO DELLA FLAI DI SAN CATALDO: STABILIZZARE IL PERSONALE FORESTALE


Appello della Flai Cgil di San Cataldo

«Prevenzione antincendio, basilare
stabilizzare il personale forestale»


San Cataldo. «Lo scorso 30 luglio, si è sfiorato l'ennesimo disastro con l'incendio divampato in contrada Mendola, che ha coinvolto abitazioni civili ed addirittura una struttura alberghiera. Più di 30 unità del personale dell'Ispettorato forestale, ispettori del corpo forestale e stagionali addetti allo spegnimento incendio, hanno messo a repentaglio la propria vita per evitare il peggio».
Lo afferma Pino Pardo, segretario provinciale della Flai-Cgil, congiuntamente a Manuel Bonaffini, membro della segreteria provinciale della Flai Cgil, nonché responsabile del settore forestale, riferendosi al vasto incendio che per oltre 10 ore ha distrutto circa 50 ettari di terreno. «Disastri del genere si possono evitare con una buona prevenzione che può e deve essere adottata tramite la sinergica collaborazione di Comuni, province e di ogni altro ente preposto. - dicono i sindacalisti -.
A tal proposito, si fa notare che l'art. 25 della Finanziaria 2013, adottata dalla Regione Siciliana, prevede che i vari enti possono stipulare convenzioni con le istituzioni forestali "Aziende ed Ispettorati", al fine di prevenire. Dunque, si vuole sensibilizzare le istituzioni a sfruttare al meglio le leggi per la manodopera forestale fornendo un servizio di prevenzione e manutenzione, creando lavoro e sicurezza ambientale ed un notevole risparmio.
Da sempre sosteniamo la stabilizzazione del personale forestale, che porterebbe ad una concreta prevenzione e tutela del territorio visto il totale abbandono, con il grave pericolo di desertificazione e di tutto quello che si verifica durante l'inverno come le alluvioni, le frane. Manca una programmazione di piantumazione di nuovi boschi per evitare tutto questo».
C. C.

02 Agosto 2013






INCENDIO DIVORA BOSCO E ANIMALI


Calatafimi-Segesta

Incendio divora bosco e animali


Calatafimi-Segesta. Minacciato dal fuoco il bosco Roccazzele di Calatafimi-Segesta. Un vasto incendio è divampato nell'area Marzuko e si è spinto sino al santuario della Madonna del Giubino.
I primi roghi sono stati individuati nella parte bassa della collina di Calatafimi e ben presto, anche per la presenza del vento che ne ha facilitato la propagazione, si è inoltrato nelle aree circostanti coinvolgendo terreni privati e lambendo la superficie demaniale.
Il pronto intervento di tre autobotti degli uomini della forestale di stanza a Salemi, con l'ausilio dei colleghi del distaccamento forestale di Castellammare del Golfo e i vigili del fuoco del distaccamento di Alcamo, hanno evitato che le fiamme scavalcassero l'area boschiva demaniale.
Complessivamente sono stati percorsi dalle fiamme circa quattro ettari di terreno. Ad esser stata carbonizzata è stata la macchia mediterranea e con essa anche gli animali che popolavano la zona verde.
Pare che l'incendio che ha distrutto questo polmone verde sia d'origine dolosa. Infatti, è divampato in vari punti e nelle ore serali quando i mezzi aeri non possono intervenire e questo fa pensare che il o i piromani abbiano agito proprio con l'obiettivo di fare danni.
I forestali e i vigili del fuoco intervenuti sul posto hanno faticosamente lavorato per delle ore per potere fermare il rogo prima che potesse giungere nell'incantevole area della chiesa della Madonna del Giubino che è dedicata alla patrona della città. La chiesa custodisce opere di pregio, tra i quali un organo ligneo del 1700 e l'altorilievo raffigurante la Madonna con il Bambino.
Enzo Di Pasquale

02 Agosto 2013







GAGLIANO (EN). DIMINUISCONO I FENOMENI INCENDIARI RISPETTO AL 2012


Contrazione rispetto al 2012

Gagliano, da maggio a luglio
a fuoco 25 ettari di terreno

Foto lasicilia.it

Gagliano. Diminuiscono i fenomeni incendiari, rispetto al 2012, nei territori di Gagliano, Troina e Cerami. Complici le temperature al di sotto delle medie stagionali, ma anche il comportamento dell'uomo, dimostratosi più responsabile e meno insidioso.
Il comune di Gagliano nel 2012 si è distinto negativamente fra i comuni limitrofi, conquistando la maglia nera, con i suoi 130 ettari di terreno privato, incolto e pascolativo (non boschivo), andati in fumo nel periodo compreso tra maggio e settembre. Quest'anno la situazione sembra decisamente migliorata, considerando che, tra maggio e luglio sono andati in fiamme 25 ettari di terreno privato, ma l'estate non è ancora finita. In ogni caso, il comune di Gagliano resta sempre ultimo rispetto a Cerami, dove finora non si è registrato alcun fenomeno incendiario, e Troina, dove si sono verificati solo fenomeni di lieve entità.
A giugno il sindaco di Gagliano, Salvatore Zappulla, ha emesso ordinanza per la prevenzione degli incendi, con la quale si ordina a proprietari e conducenti di fondi lungo stradali e trazzere di tenere le proprie terre sgombre da ammassi di cereali, erbe e foglie secche o di altra materia combustibile, fino a 20 metri dal ciglio stradale. Assolutamente proibito il lancio di razzi e l'accensione di fuochi d'artificio nei boschi. Proibito è anche fumare nelle campagne e nei boschi fuori dalle vie a fondo battuto. In base alla legge quadro in materia di incendi boschivi, chiunque cagioni un incendio su boschi, selve, foreste o vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. In caso di incendio, inoltre, ad ogni cittadino incombe l'obbligo di prestare la propria opera e dare avviso, al comando forestale, o ai vigili del fuoco, o al comando di polizia municipale, oppure alla locale stazione dei carabinieri. Fondamentale, in questi casi, è la collaborazione tra le varie forze antincendio: corpo forestale (inteso sia come personale in divisa che come operai delle squadre antincendio), volontari dei vigili del fuoco, protezione civile e carabinieri. A questo proposito, il commissario superiore del corpo forestale di Enna, Giuseppe Di Luca, afferma: "Nell'intervento di lunedì scorso a Gagliano, in contrada Campograsso, ho visto i vari corpi collaborare in sinergia. Anche la popolazione che si trovava nelle vicinanze ha cercato di darci una mano, e questo è un buon esempio di collaborazione e civiltà".
Valentina La Ferrera

02 Agosto 2013