02 maggio 2013

BESTIE!



BESTIE!
 

Non ci sono altre parole per definire chi in maniera cinica, irresponsabile e oserei dire da terrorista ha “ucciso” un bosco che da 70 lunghissimi anni era rigoglioso nell’agro di Zappaiello-Pianette a Gangi.
Un sito di interesse comunitario che nonostante il deturpamento della palificazione eolica (a monte dell’area rimboschita) era l’unico polmone verde di cui la popolazione gangitana si  poteva godere e vantarsi.
In queste ore fioccano i ringraziamenti per questo o quel funzionario degli Enti che si sono impegnati per fare fronte alle fiamme che hanno letteralmente divorato circa 70 ettari di bosco ma , consentitemi, il grazie più caloroso va alle decine di volontari dell’Associazione di protezione Civile “Speranza” di Gangi e dei volontari dell’Organizzazione Europea Vigili del Fuoco di Gangi e San Mauro Castelverde che per oltre 40 ore si sono alternati a supporto delle squadre “istituzionali. Bravi ragazzi!
Il sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello, raggiunto al telefono, e con un tono di voce spezzato dall’emozione mi ha raccontato che “è stata un’ecatombe è andato in fumo il 70 per cento del bosco tra contrada Pianette e Zappaiello, dove si trova l’area attrezzata e il rimboschimento della forestale”.  Non ho potuto fare a meno di chiedergli se si trattasse di un incendio di matrice dolosa e se pur ne conoscevo la risposta me lo ha tristemente confermato.
I piromani o per usare un termine caro ai gangitani, e non me ne voglia l’illustre compaesano, vulgo dict LE BESTIE hanno appiccato il fuoco in diversi punti negli ex feudi comunali concessi alla forestale per il rimboschimento.
A paradigma di quello che succederà (!) nei prossimi mesi nella nostra area Parco, voglio prendere il sacrificio di “Pianette-Zappaiello”. Da subito, nottetempo, tutti i “benefattori”, ben pagati della Regione Siciliana e della Provincia, che hanno messo a disposizione costosissimi canadair, elicotteri e mezzi vari, devono attivarsi per fare un piano strategico per fermare questa attività terroristica, ben organizzata!
I Deputati e Senatori eletti mettano in campo delle iniziative parlamentari per inasprire le pene ma soprattutto per renderle certe. Conosco un piromane che bloccato in fragranza di reato da un carabiniere nell’agosto dell’anno scorso si trova beatamente agli arresti domiciliari.
Nelle more bisogna attivare un percorso di prevenzione attraverso un controllo serrato del Territorio. Gli uomini, i mezzi, i cavalli li abbiamo, consideriamola una attività di prevenzione antiterroristica o del fenomeno mafioso e coinvolgiamo l’esercito,  mancheranno i soldi per lo straordinario, la politica trovi una soluzione.
Ma per favore non facciamoci trovare impreparati al prossimo “attacco”!



 01 Maggio 2013






INCENDIO CONTRADA PIANETTE: IN FUMO IL 70% DEL BOSCO


INCENDIO CONTRADA PIANETTE: IN FUMO IL 70 PER CENTO DEL BOSCO



Dopo il grosso rogo di chiara origine dolosa divampato martedì mattina, e quasi del tutto spento stamani, grazie all’intervento del canadair e alle temperature basse della notte, il sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello, che sin dalle prime luci dell’alba ha coordinato gli interventi a terra, ha detto: “E’ stata un’ecatombe è andato in fumo il 70 per cento del bosco tra contrada Pianette e Zappaiello, dove si trova l’area attrezzata e il rimboschimento della forestale”.
“Si tratta di un incendio doloso – ha aggiunto Ferrarello - i piromani hanno appiccato il fuoco in più punti, negli ex feudi comunali concessi alla forestale per il rimboschimento, occorrono maggiori controlli e prevenzione non si può distruggere in un attimo un immenso patrimonio boschivo, le fiamme hanno lambito la nostra area attrezzata, chi ha fatto ciò è un criminale e va assicurato alla giustizia il prima possibile”.
Sul posto stamattina c’erano ancora i vigili del fuoco del distaccamento di Petralia Soprana, le guardie forestali dei distaccamenti di Gangi e Petralia Sottana e decine di volontari delle protezioni civili di Gangi (Speranza e vigili del fuoco in congedo) e della protezione civile di San Mauro Castelverde,
“Abbiamo ricevuto tanta solidarietà - conclude Ferrarello – da tutta l’isola ci è arrivata la disponibilità di decine di squadre di volontari e mezzi ma certamente se si è riusciti a salvare parte del bosco lo si deve alla competenza del dottor Chiarelli, il funzionario della regione Sicilia che coordina il corpo forestale che ci ha inviato un canadair e un elicottero per spegnere le fiamme dall’alto e alla solerzia dell’ingegnere Foti della protezione civile regionale, che ci ha messo a disposizione un’autobotte di 10 mila litri, della protezione civile della provincia di Palermo coordinata dall’ingegnere Serio”.

01 Maggio 2013



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SCIACCA OPERAIO FORESTALE PROVOCA ROGO: ARRESTATO


Sciacca, operaio della forestale provoca rogo: arrestato

Il fuoco, che ha interessato circa 2 ettari di terreno incolto, è stato domato dai vigili del fuoco. L'uomo, di 52 anni è accusato di incendio doloso aggravato




CALTABELLOTTA. I carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, un operaio stagionale della Forestale, un uomo di 52 anni, di Caltabellotta, sorpreso, con una fiamma ossidrica, ad incendiare sterpaglie in un terreno di contrada Perrana, a Sciacca. Il fuoco, che ha interessato circa 2 ettari di terreno incolto, è stato domato dai vigili del fuoco. L'operaio è accusato di incendio doloso aggravato. 

02 Maggio 2013


La legge è uguale per tutti e la condanna deve essere il massimo della pena.
Così facendo si discrimina l'intera categoria, fortunatamente però questi sono casi isolati. La maggior parte lavora onestamente e rischia la propria vita e le disgrazie per colpa dei delinquenti criminali degli anni scorsi ne sono l'esempio lampante. Se dipendesse da me e qualora venissero confermati i fatti, lo licenzierei in tronco. Incendiare non da nessun beneficio ai forestali! Anzi.





FORESTALI. BOCCIATO L' EMENDAMENTO DEL M5S





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I TAGLI SUI FORESTALI SONO STATI CAMUFFATI DA NUOVI SERVIZI CHE DOVREBBERO SVOLGERE


L’Autonomia siciliana? Una curatela fallimentare…


Dopo un mese di dibattito, Sala d’Ercole ha approvato una manovra dalle tante ombre e dalle pochissime luci. Queste noto non raccontano, per filo e per segno, quello che è successo nelle quattro settimane di aprile che ci siamo lasciati alle spalle. La cronaca, per con tutte le manchevolezze, è stata fatta. L’analisi la faremo quando Bilancio e Finanziaria saranno in Gazzetta Ufficiale.
Oggi proveremo soltanto a riassumere le sensazioni raccolte in questi giorni convulsi. Provando a ragionare sull’impostazione, politica e parlamentare, di una manovra economica che a noi sembra orientata al sottosviluppo culturale prima che economico della Sicilia.
La filosofia di questa manovra, a giudicare da quello che abbiamo visto in Aula, seguendo il dibattito – con l’eccezione positiva di quattro o cinque intuizioni felici del Movimento 5 Stelle – ci sembra aberrante.
Il Bilanci e la Finanziaria sono sempre – debbono essere sempre – di ampio respiro. Spesso, soprattutto negli ultimi anni, sono anche di contenimento delle spese. Ma non possono essere solo di contenimento elle spese.
Un Governo che governa nell’interesse di una comunità dovrebbe illustrare le direttive strategiche lungo le quali intende muoversi. Ebbene, in questa manovra, il Governo regionale di Rosario Crocetta è riuscito a non dirci nulla su come intende operare in agricoltura, nel rilancio dell’industria, nel sostegno all’artigianato, nel settore del credito. E, ancora, non ci ha detto nulla sulla tutela dell’ambiente, su una pianificazione urbanistica boccata ancora da una legge di fine anni ’70 del secolo scorso, sui lavori pubblici che non ci sono più, sulle autostrade e sulle strade siciliane abbandonate, sui Comuni travolti da una paurosa crisi finanziaria, sul settore della pesca in ginocchio, sui rifiuti che giacciono non raccolti nelle piccole e nelle grandi città dell’Isola con in testa Palermo, sull’energia, sule politiche attive del lavoro che non ci sono, sulla formazione professionale. E, ancora, sulla scuola, sulle università, sull’aeroporto di Comiso che dovrebbe già essere operativo da due anni e che, invece, rimane al palo, sugli arcipelaghi siciliani sempre più isolati.
Di tutto questo, nell’azione del Governo regionale e nel dibattito d’Aula non c’è traccia. Per un mese, o giù di lì, l’unico argomento trattato dal presidente della Regione è stato solo uno:i tagli. Ma non i tagli che Roma, unilateralmente, ha effettuato ai danni ella Sicilia: di questi il presidente Crocetta non ha parlato. Li ha accettati in silenzio, calando la testa, anzi recandosi più volte a Roma per elemosinare ora uno sconto di 100 milioni di euro su un assurdo prelievo di 900 milioni di euro dai nostri già poveri conti, ora una finta applicazione dell’articolo 37 del nostro Statuto.
Spiace dirlo, ma il presidente Crocetta, in questa difficile fase politica, più che un presidente della Regione è sembrato un curatore fallimentare. Sì, la Regine siciliana, l’Autonomia siciliana trattata alla stessa stregua di una qualunque curatela fallimentare.
Una strana curatela dove i debitori sono diventati gli oltre 5 milioni di siciliani ai quali il Governo Crocetta, con l’avallo dell’Ars, ha deciso di far pagare i costi di una manovra pesantissima. Mentre l’unico creditore, non abbiamo capito bene a che titolo, è diventato il Governo nazionale, che ha scippato 800 milioni di euro dal nostro bilancio.
Pensate: 800 milioni di euro tolti alle famiglie e alle imprese siciliane in un solo colpo. 800 milioni di euro tolti dalla ‘cassa’ e non dalla competenza del Bilancio regionale. Una follia. 
Questo prelievo forzoso e abusivo si somma alla pressione fiscale già fortissima a carico di famiglie e imprese: si somma al prossimo aumento dell’Iva, alla tassa sull’immondizia che non sappiamo ancora in che termini si configurerà (dopo avere lasciato la Sicilia per oltre un anno e mezzo con l’immondizia per le strade e, nel caso di Palermo e dei centri vicini, con la diossina disseminata per le strade e per le abitazioni, questi sono capaci di presentare la Tares, ovvero la Tassa aumentata di quattro o cinque volte!), all’Imu che una parte della maggioranza del Governo Letta (leggere il Pd) non vuole togliere (forse perché c’è qualche banca da foraggiare?) e via continuando con vecchie nuovi balzelli.
Il prelievo forzoso di 800 milioni di euro, combinato con l’aumento della pressione fiscale avrà un effetto devastante sulla nostra Isola. Di fatto, le famiglie avranno a disposizione meno risorse. Questo provocherà un’ulteriore riduzione dei consumi, imprese sempre più in difficoltà, altri licenziamenti, nuova disoccupazione.
L’unica cosa chi il Governo è riuscito ad assicurare – non per propria convinzione, ma per evitare una rivolta sociale – è il reddito di sussistenza al precariato e agli operai forestali (in questo settore i tagli sono stati camuffati da nuovi servizi che dovrebbero svolgere gli operai forestali: servizi che non si capisce bene da chi verranno pagati).
Alla gestione fallimentare – una sorta di curatela, per l’appunto – di Bilancio e Finanziaria fa, da sfondo, un’opacità della gestione della cosa pubblica siciliana che è stata una costante dal 2001 ad oggi. E che continua ad essere tale.
I siciliani continuano a non sapere nulla su come si stanno spendendo i soldi del Piano di sviluppo rurale (Psr), ovvero dei 2 miliardi di euro e rotti destinati alla Sicilia. Dovrebbero andare a sostegno dell’agricoltura, ma gli agricoltori siciliani, chissà perché, sono sempre in crisi. Sappiamo che buona parte di questi fondi è stata assegnata in fretta e furia per evitare il disimpegno, ma non si sa a chi.
C’è un po’ più di informazione sul Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Anche se, anche in questo caso, mancano notizie precise sullo stato della spesa e sulle opere realizzate o in corso di realizzazione.
Rimane avvolto nel mistero la gestione dei rifiuti. Non si conosce con esattezza l’indebitamento degli Ato, non si sa che ruolo continuano a svolgere i privati. Qualche settimana fa si è saputo che, nella discarica di Siculiana, in provincia di Agrigento, erano presenti rifiuti radioattivi, di probabile origine ospedaliera. Sulla vicenda, che pure riguarda la salute pubblica, è calato il silenzio. Forse perché questa discarica è gestita dagli uomini di Confindustria Sicilia, grandi alleati e sostenitori del Governo Crocetta. Chissà, magari, bontà loro, il presidente e l’assessore regionale al ramo, Nicolò Marino, illustreranno in una conferenza stampa come stanno le cose a Siciliana e, in generale, come si sta procedendo in questo settore. O è chiedere troppo?
Non c’è informazione sugli ex Consorzi Asi. Si sa che sono in corso le liquidazioni. E che su alcune di queste strutture, fino alla scorsa estate, era forte la presenza della mafia.
Non c’è informazione sui 452 milioni di euro a valere sul Fondo sociale europeo destinato alla Sicilia che il passato Governo regionale ha messo “in sicurezza” a Roma. Si sa che sono soldi siciliani che, stranamente, il Governo nazionale ha inserito in uno strano Piano di coesione. Questi soldi torneranno alla Sicilia, visto che sono nostri, o faranno la fine degli 800 milioni di euro che Roma ha scippato alla Sicilia?
In tutto questo, la Sicilia continua ad essere meta di operazioni distruttive di ogni tipo. Il blocco dei lavori del Muos di Niscemi si è rivelata una sceneggiata. I lavori non sono mai stati interrotti. Invece che affrontare di ppetto la questione politica, chiedendo al Governo nazionale una convocazione del Consiglio dei Ministri, cosìcome prevede il nostro Statuto, il Governo regionale e ha fatto una questione meramente amministrativa. Scaricando slle spalle dei giudici del Tar (Tribunale amministrativo regionale) una questione che, lo ribadiamo, è politica e non amministrativa. Un comportamento, quello del Governo regionale, degno del celebra avvocato Azzeccagarbugli.
Non va meglio nella Valle del Mela, in provincia di Messina, dove proseguono senza sosta i lavori per la realizzazione di un elettrodotto che non serve alla Sicilia. Serve al resto d’Italia, ma i costi sociali di un’opera dannosa per l’ambiente e per la salute pubblica debbono essere pagati dai siciliani. E, segnatamente, dalla gente che vive in quelle contrade, che debbono sopportare l’elettrodotto a venti metri dalle abitazioni, rischiano la leucemia per fare risparmiare Terna.
Tutto questo avviene mentre il Governo regionale, che non ha le ‘palle’ per mandare a quel Paese Terna, annuncia un improbabile “Patto tra i Sindaci” per rendere i Comuni autonomi con le energie alternative.
Ma se ii Comuni diventeranno autonomi con le energia alternative che ne facciamo dell’elettrodotto di Terna?
La verità che la Sicilia, lungi dall’essere una Regione autonoma – e lungi dall’essere una Regione italiana con gli stessi diritti delle altre Regioni italiane – è solo una colonia.
Dobbiamo produrre l’energia che serve al resto d’Italia. E dobbiamo raffinare oltre il 50 per cento del petrolio grezzo per produrre la benzina per il resto d’Italia. Tenendoci,in tutt’e due i casi, l’inquinamento, le malattie (pagate con i soldi della Sicilia, visto che lo Stato, unilateralmente, ci ha appioppato il 50 per cento del finanziamento di questo settore) i morti e consentendo a chi inquina – cioè a chi produce energia e a chi raffina il petrolio –di pagare le imposte nelle Regioni di provenienza, in barba all’articolo 37 del nostra Statuto che rimane inapplicato.
Se raccontiamo una cosa del genere all’estero – per esempio, agli americani: cosa che faremo, perché l’articolo che state leggendo verrà pubblicato anche in un noto quotidiano on line di New York – ci prenderanno per coglioni. Diranno: questi siciliani che si fanno trattare così sono veramente coglioni! Sono peggio degli schiavi!
Non è finita. Il presidente della Regione siciliana, proprio durante i giorni del dibattito sulla Finanziaria, ha annunciato che i russi della Lukoil verranno in Sicilia ad aprire altre raffinerie. Sì dopo il Muos di Niscemi, l’elettrodotto di Terna e le raffinerie di Moratti ad Augusta anche le raffinerie dei russi.
Il presidente Crocetta ha detto che i russi vengono in Sicilia anche per bonificare. Peccato che i signori della Lukoil sono in Sicilia da quasi 5 anni e non hanno bonificato nulla. Intanto anche loro inizieranno a raffinare. E la Sicilia continuerà ad essere sempre meno libera e sempre più colonia…
Quando ci ribelleremo?

02 Maggio 2013








 





ON GUCCIARDI: SI TRATTA DELLA MIGLIORE FINANZIARIA CHE POTESSIMO FARE


Gucciardi: "Ottima Finanziaria"
D'Asero: "Così niente crescita"

Secondo il presidente del gruppo Pd all'Ars si tratta della "migliore Finanziaria che potessimo fare in questo momento: abbiamo gettato le basi di una piattaforma sulla quale costruire il rilancio della Sicilia". Non la pensa allo stesso modo il capogruppo del Pdl: "Non viene concesso nulla alle imprese, si punta esclusivamente alla sopravvivenza".


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Baldo Gucciardi
PALERMO - "Questa Finanziaria presenta uno straordinario punto di svolta rispetto al passato: le entrate sono tutte reali e attendibili. E' la migliore finanziaria che potessimo fare in questo momento: abbiamo gettato le basi di una piattaforma sulla quale costruire il rilancio della Sicilia". Lo dice Baldo Gucciardi, presidente del gruppo Pd all'Ars, a proposito della manovra economica approvata a Palazzo dei Normanni. "Va dato atto al governo e all'assessore all'Economia di avere fatto un buon lavoro. In questo momento - rileva - era prioritario tagliare gli sprechi, ridurre le spese e garantire un equilibrio sociale che oggi si presenta più delicato che mai: abbiamo dato risposte a migliaia di persone che vedevano a rischio il loro futuro. In particolare abbiamo varato misure importanti rivolte a precari, forestali ed enti locali. Mi rendo conto - aggiunge Gucciardi - che ci sono categorie che probabilmente si aspettavano di più, ma a loro diciamo che la 'ricostruzione' è appena iniziata".

Non la pensa allo stesso modo il capogruppo del Pdl all'Ars, Nino D'Asero: "Niente per le imprese, niente per lo sviluppo e la crescita, nulla per una forte azione positiva nei confronti dell'occupazione. Ma soltanto azioni che tendono quasi esclusivamente alla sopravvivenza e sono scarsamente proiettate verso il futuro. Noi, come avevamo responsabilmente e istituzionalmente promesso, non abbiamo mai remato contro, per il bene della Sicilia, ma abbiamo espresso il nostro voto finale avverso alla manovra - prosegue D'Asero - Durante la discussione e le votazioni dell'articolato, ci siamo battuti per quelle che riteniamo azioni concrete a favore del sociale, dal contributo a realtà territoriali quali gli oratori alla difesa della vita nascente. Abbiamo contribuito con la presentazione e, poi, con la difesa di norme virtuose a partire dal sostegno ai consorzi per i beni sequestrati alla criminalità organizzata, all'Agricoltura con la norma sulla ricomposizione fondiaria, all'esenzione Irap per le imprese giovanili o femminili, alla salvaguardia di beni culturali, storici e ambientali per una Sicilia che ha nel Turismo una delle proprie principali fonti economiche".

"Abbiamo mantenuto la nostra posizione propositiva volta alla collaborazione al di fuori degli inciuci sempre avendo obiettivo l'approvazione delle leggi indispensabili alla sopravvivenza della stessa Regione. Però, sicuramente - conclude D'Asero - non erano soltanto queste le norme finanziarie delle quali la Sicilia aveva bisogno quanto di azioni concrete di sostegno alle imprese, al turismo, ai servizi, allo sviluppo in genere".

Secondo Marco Falcone del Pdl, "ciechi e ipovedenti sono stati penalizzati da governo e maggioranza per garantire associazioni, enti e organismi amici degli amici. Mai, come in questa Finanziaria - aggiunge - si era assistito a tanta spregiudicatezza da parte di chi ha tolto a chi merita per dare a chi garantisce pacchetti elettorali. Aver decurtato ai ciechi e agl'ipovedenti circa il 40% - ha concluso Falcone - cioé un milione e seicentomila euro in meno per rimpolpare altre voci, è stata sicuramente un'azione poco edificante per la quale porrò in essere tutte le iniziative possibili per correggerla". 
01 Maggio 2013



On. Gucciardi i forestali sono veramente soddisfatti per quei provvedimenti che tolgono ossigeno alle proprie famiglie. Grazie di tutto, specialmente per le promesse demagogiche fatte qualche anno fa e soprattutto per la solidarietà per il mancato rispetto dell'accordo.

E' ancora solidale con quei lavoratori che si vedranno grazie anche a Lei ridotte le giornate lavorative?

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FORESTALI COME LA FORMAZIONE: PROMESSE, PROMESSE, PROMESSE...

 

Forestali in stile formazione: promesse, promesse, promesse…


Con il varo del Bilancio e dei documenti finanziari, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato l’emendamento riscritto dal Governo che ha ridotto l’impegno finanziario per la copertura delle attività di manutenzione e servizio antincendio boschivo costati, negli anni precedenti, oltre 300 milioni di euro.
L’impegno di bilancio è passato da una possibile copertura di 250 milioni di euro, così come prevedeva l’articolo 20 del disegno di legge Gov.1, a 205 milioni di euro. Un taglio pesante, quello praticato dall’esecutivo, nonostante le rassicurazioni del presidente Crocetta, dell’assessore regionale alle risorse agricole, Dario Cartabellotta e della collega del Territorio e Ambiente, Maria Lo Bello.
L’accaduto rientra nel più generale andamento dei lavori d’Aula, dove Governo e Ars hanno sconfessato il lavoro delle settimane precedenti compiuto dai parlamentari nelle Commissioni legislative “di merito” e in Commissione Bilancio e Finanze. Quella che è andata in scena ieri, e fino alla mattina di oggi, è stata la peggiore delegittimazione dell’istituzione parlamentare degli ultimi decenni. Un Parlamento che si è visto “sottrarre sotto il naso” ogni intesa, ogni convergenza, ogni accordo. Un Governo spavaldo, che ha imposto, con la logica dei subemendamenti, quello che ha voluto, facendo saltare l’equilibrio politico raggiunto in commissione Finanze.
Per tornare al settore forestale, è stato lo stesso Governo che ha ridotto lo stanziamento inizialmente proposto. Uno schiaffo per i lavoratori e le organizzazioni sindacali che avevano in tutti i modi cercato un punto di condivisione con gli assessori competenti per ramo. Vanificati gli sforzi di lunghe riunioni, audizioni e lavori nella commissione Attività produttive e Bilancio e Finanza.
Abbiamo raccolto la testimonianza del vice presidente della Commissione Bilancio, Vincenzo Vinciullo. “Ci siamo battuti per far sì che venissero riconosciuti i diritti al lavoro dei lavoratori forestali, ma quello a cui abbiamo assistito è l’ennesima riprova di un provvedimento tampone ‘calato’ dal Governo regionale”.
Non è andata giù, al parlamentare del Pdl, la scelta del Governo di riscrivere in Aula il testo dell’articolo, stravolgendo quanto concordato in Commissione Bilancio. Lo stesso Vinciullo sottolinea che, “dopo un aspro dibattito in Aula, la copertura è arrivata a 230 milioni. Di questi, l’importo di 5 milioni di euro da prelevare attraverso i fondi europei e 20 milioni di euro di economie per somme non spese nel 2012”.
A questa somma, precisa Vinciullo, andranno aggiunti almeno 50 milioni di euro frutto delle convezioni, da stipularsi con il Consorzio autostrade siciliane (Cas) per la pulizia dei bordi delle strade, con i Policlinici, Universitari, con gli Enti locali e via continuando.
“I lavoratori – conclude Vinciullo – potrebbero essere avviati intorno al 20 maggio, a seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (Gurs) e della predisposizione dei progetti da parte degli uffici periferici. Speriamo che si tratti dell’ultima proroga e si inizi, invece, a produrre atti concreti per una legge di stabilizzazione dei lavoratori forestali, nel rispetto di quanto già avvenuto nelle altre regioni d’Italia”.
Riprendiamo il ragionamento sul taglio praticato dal Governo regionale, nonostante le garanzia fornite al mondo sindacale. Le rassicurazioni dei giorni precedenti, per la verità, si sono rivelate inutili. I livelli occupazionali chiaramente sono a rischio.
Dal canto suo il Governo, forte dell’imposizione della sua linea di “fittizio rigore” (non si spiegano, per esempio, i 10 milioni di euro regalati all’Ast), continuerà nel suo atteggiamento di “decidere di non decidere”.
Intanto si garantiranno le iniziali giornate per gli operai dell’Azienda foreste demaniali, così come si garantiranno anche le iniziali giornate dei lavoratori addetti al Servizio antincendio boschivo (Sab) e poi si vedrà. Una maniera antica ma sempre efficace di tenere tutto sotto controllo, alla faccia del ‘Governo della rivoluzione’ e della ‘trasparenza’. La politica clientelare è dura dall’essere scardinata.
L’unica novità degna di menzione è l’approvazione della norma che prevede l’ampliamento delle competenze per i forestali, che potranno essere impiegati nella cura e diserbo delle aree archeologiche, dei siti di importanza comunitaria, delle zone speciali di conservazione, per la pulizia del demanio marittimo, di fiumi, torrenti, del verde di scuole pubbliche, università, musei, ospedali e del verde pubblico di proprietà dei Comuni. Con quali risorse?
Lo stabilirà il Governo come e quando lo riterrà opportuno. Del resto, non sono bastati 90 deputati per convincere il presidente Crocetta a individuare, in sede di approvazione della finanziaria, le risorse necessarie a tutelare le garanzie occupazionali e le maggiori giornate (se mai ve ne saranno) di lavoro, per effetto dell’ampliamento delle competenze. Se questo vuole essere il primo passo per l’avvio di una fase nuova che dovrebbe portare alla stabilizzazione dei lavoratori forestali, beh, non c’è proprio da stare tranquilli. Tutt’altro. .


01 Maggio 2013






 






INCENDIO GANGI: DURA CONDANNA DEL PRESIDENTE DEL PARCO ANGELO PIZZUTO



Incendio Gangi - Dura condanna di Angelo Pizzuto




"Quanto avvenuto nei giorni scorsi al patrimonio boschivo di contrada Pianette a Gangi è inaccettabile, ancora piu' assurda la chiara ed inequivocabile matrice dolosa dell'incendio.
A nostra memoria non si era mai verificato un incendio di tali dimensioni nel mese di aprile. Non c'è dubbio che si tratti di una recrudescenza di eventi dolosi che aprono una prospettiva drammatica per la prossima stagione estiva.
Bene fa il sindaco Ferrarello ad apostrofare questi individui come scellerati, ma servono contromisure durissime ed immediate perché la nostra area protetta non può e non vuole sopportare un'altra stagione di fiamme e distruzione come quella dello scorso anno" . Lo ha detto il presidente del Parco Angelo Pizzuto (nella foto madonielive.com). "E' ormai tempo per un forte impegno da parte dei vertici della Regione - continua Pizzuto - perchè si predispongano nuovi e più efficaci piani di prevenzione.
L'Ente Parco si fara' promotore di iniziative di sorveglianza volontaria da parte delle centinaia di cittadini del nostro territorio esasperati, come noi, dal vertiginoso aumento degli incendi dolosi che, temiamo, non possano essere circoscritti solo all'opera criminale di qualche singolo piromane.
Infine - conclude Pizzuto - il Parco delle Madonie continuera' nella tolleranza zero verso i piromani, attivandosi per le costituzioni parte civile e chiedendo una durissima condanna e pene aspre per i delinquenti che mandano in fumo i nostri boschi".


01 Maggio 2013




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Vasto incendio sulle Madonie, lo scirocco alimenta le fiamme 

Incendio in contrada Pianette, il Sindacao sono degli scellerati

 





 


INCENDIO CONTRADA PIANETTE, IL SINDACO: SONO DEGLI SCELLERATI


INCENDIO CONTRADA PIANETTE, IL SINDACO FERRARELLO: 'SONO DEGLI SCELLERATI'




“Sono degli scellerati hanno distrutto una delle aree più belle della Sicilia, il nostro polmone verde di contrada Pianette dove si trova l’area attrezzata e il rimboschimento della forestale” a dichiararlo è il sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello dopo il grosso rogo di chiara origine dolosa che è divampato poco prima di mezzogiorno nelle campagne di Gangi.
“Bisogna fare prevenzione la Regione si attivi celermente prima che la Sicilia sia ridotta in cenere, devo ringraziare il dottor Giuseppe Chiarelli, il funzionario della regione Sicilia che coordina il corpo forestale, che immediatamente ha allertato due canadair e un elicottero, ma un sentito ringraziamento va per chi sta lavorando alacremente sul posto i distaccamenti del corpo forestale di Gangi e Petralia Sottana, i vigili del fuoco di Bivio Madonnuzza(Petralia Soprana) e i ragazzi della protezione civile comunale dell’associazione Speranza”.
Sul posto a coordinare gli interventi anche il vice sindaco del comune di Gangi, Nino Blando e l’assessore Giuseppe Pane.

30 Aprile 2013







 





I LAVORATORI FORESTALI OCCUPANO GLI UFFICI COMUNALI DI PALAZZO ADRIANO E PRIZZI


I dipendenti forestali occupano gli uffici comunali di Palazzo Adriano e Prizzi




forestali prizziPALAZZO ADRIANO/ PRIZZI – Cassintegrati, sottopagati, precari: in una sola parola, disperati. Sono le categorie di persone che oggi si chiedono che senso abbia festeggiare il 1° maggio, giorno del ricordo dell’impegno dei sindacati nella lotta a fianco dei lavoratori per la tutela del diritto inalienabile al lavoro, fondamento della Costituzione. È quasi paradossale, ormai, il senso della Festa dei lavoratori, in un momento durante il quale il numero di disoccupati cresce in maniera esponenziale.
In questa giornata, un pensiero va al Comparto Forestale siciliano e in particolare a quello di Palazzo Adriano e Prizzi che nei giorni scorsi si è mobilitato occupando i rispettivi palazzi comunali. Una protesta simbolica e pacifica che non ha interrotto i lavori comunali, per lamentare lo stato di precarietà e protestare contro i tagli annunciati nel bilancio regionale.
“Sono tagli che mettono in ginocchio le famiglie che hanno redditi bassi e i lavoratori dicono basta alla precarietà del lavoro forestale, chiedendo il rispetto dei contratti di lavoro e la tutela del patrimonio ambientale siciliano”, ha spiegato in una nota di solidarietà ai dipendenti forestali il Sindaco di Prizzi Luigi Vallone.
I lavoratori denunciano un livello di esasperazione giunto ormai al limite, con ritardi nei pagamenti, la mancanza di progetti, il vuoto contrattuale e la messa in discussione degli accordi esistenti; chiedono una maggiore garanzia a livello occupazionale e sollecitano una proposta di legge che preveda la loro stabilizzazione dentro un quadro programmatico di pubblica utilità, il rinnovo del Contratto Integrativo Regionale e il reperimento delle relative risorse finanziarie.
Anche il Sindaco Carmelo Cuccia di Palazzo Adriano ha appoggiato i lavoratori palazzesi: “Non si può rimanere insensibili alle problematiche dei dipendenti forestali. A nome mio e dell’Amministrazione Comunale faccio appello affinché si possa trovare una soluzione positiva ai problemi dei dipendenti”.
Epifania Lo Presti

01 Maggio 2013 






 






TABELLA H E FESTEGGIAMENTI


Tabella H e festeggiamenti
La solita notte delle lunghe clientele


All'Ars il solito spettacolo. Una pioggia di quattrini si è abbattuta indistintamente, come da tradizione, su una pluralità di congreghe accomunate da un unico comune denominatore: l’affiliazione a un onorevole sponsor. A corredo, gli applausi dei precari al tribuno di turno e gli agguati notturni per portare qualche soldo nel proprio collegio. E la chiamano rivoluzione...



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PALERMO- E così a Palazzo dei Normanni andò in scena l’ennesima replica di uno spettacolo, scadente, già visto e rivisto. Il bilancio e la finanziaria approvati quando già sul calendario aprile aveva lasciato posto a maggio, in una lunga notte da zona Cesarini. Proprio come due anni fa. Le folle festanti di precari accampati in piazza di Parlamento, sballottati in un elastico crudele e indecente tra promesse e disillusioni, che festeggiano come allo stadio, acclamando il proprio spregiudicato tribuno di turno. Già visto, anche questo. E poi gli agguati notturni, imboscate che puntuali si presentano alle ore piccole, come quella targata Messina che ha fatto sistemare qualche vigile urbano e ha provocato un innalzamento di pressione a Crocetta e a diversi deputati. Fino al climax della Tabella H, eterna e sempre affascinante riedizione del mercato delle vacche, con strascichi di liti, duelli rusticani, anatemi.

Con una variante, stavolta: il coro di mea culpa dei deputati, che mentre approvavano la consueta pioggia di finanziamenti ai loro protetti, piangevano lacrime di coccodrillo sul pulpito di Sala d’Ercole, stracciandosi le vesti perché questo rito penoso non abbia a ripetersi più, un po’ come Fantozzi quando si abbuffava della sua zuppiera di spaghetti aglio e olio promettendo a se stesso che dall’indomani si sarebbe messo a dieta. Piangendo piangendo, la famigerata tabella (che si chiami H o Pi greco è chiaro che poco importi) è stata approvata, malgrado i no dei grillini e l’apprezzabile ma vano tentativo di Nello Musumeci di pensionarla. E una pioggia di quattrini si è abbattuta indistintamente, come da tradizione, su una pluralità di congreghe accomunate da un unico comune denominatore: l’affiliazione a un onorevole sponsor.

Anche questa è andata. Il governo di Rosario Crocetta può archiviare la pratica e guardare avanti. Anche se nel braccio di ferro con l’Assemblea il presidente della Regione ha dovuto cedere e non poco, su temi come Formazione e Tabella H, offrendo un’immagine non esattamente di forza. Crocetta però può sorridere per aver trovato ampie convergenze, recuperando il rapporto con i grillini, e può intestarsi il risultato di un bilancio che ha imposto una opportuna, per quanto obbligata, cura dimagrante alla Regione.

Con la finanziaria, infatti, è stato approvato il bilancio di lacrime e sangue che con fatica e apprezzabile rigore l’assessore Bianchi ha messo su, facendo i conti con la disastrosa situazione finanziaria della Regione. Gli assessorati sono tutti chiamati a stringere la cinghia. I pochi soldi che restano? Se ne vanno per lo più nelle continue emergenze. Quelle dell’universo sconfinato di precari e clientes a vario titolo foraggiati dalle casse pubbliche, tutti o quasi finiti sotto la rassicurante ala di mamma Regione in spregio al principio costituzionale del concorso pubblico. La finanziaria non si dimentica di loro, all’insegna di una sconfinata (e anche questa vista e rivista) raffica di proroghe. Che confidano in un futuro incerto e nebuloso, senza una visione, un progetto (con l’eccezione dei forestali, per i quali per lo meno si è ampliata la sfera di competenze, primo impercettibile passo verso parvenze di normalità), un accenno di ampio respiro. È questa l’unica declinazione del concetto di lavoro che si trova nei documenti finanziari licenziati dall’Ars. Per il resto, poco o nulla.

Certo, è apprezzabile la nascita del microcredito per cui si sono battuti i deputati 5 Stelle. Così come darà qualche sollievo la moratoria per i debiti delle imprese. Ma si resta nell'ambito dei pannicelli caldi, o poco più. Lo sviluppo, le imprese, la parte produttiva della Sicilia, i veri posti di lavoro che producono ricchezza invece che consumarla, ecco tutto questo mondo è il grande assente nelle lunghe notti di Sala d’Ercole. Le misure pensate dal governo sono state stralciate e dovranno essere attuate (ci auguriamo con celerità) per via amministrativa. Nell’attesa, le imprese abbandonate al proprio destino hanno già fatto sentire il proprio sdegno per le consuete politiche elettorali che coccolano i figli, stipendiati dal pubblico, e abbandonano i figliastri (dipendenti e imprenditori, sulla stessa traballante barca) che perdono il lavoro nel privato.

Tra le cose da salvare di questa finanziaria, insieme al sopracitato rigore di massima, c'è a scelta oculata di stralciare una serie di norme a rischio impugnativa, e altre che meritavano un approfondimento più prudente, che speriamo non si traduca in melina. E volendo sforzarsi di guardare alla parte piena del bicchiere (e non ci sogniamo di quantificarla nella metà), meritano una citazione i tagli agli emolumenti dei supermanager della Sanità e dei dirigenti e la sforbiciata alle auto blu. Segnali anticasta da cui provare a ripartire. Che però sbiadiscono quando si guarda al bilancio interno dell’Assemblea. Sì, perché mentre gli assessorati tagliano i costi del 30 e 40 per cento, l’Ars è riuscita a partorire un taglietto del 7 per cento alle proprie faraoniche spese. Una miseria. Rimandando al futuro, e certo che fretta c’è?, i tagli imposti ai consigli regionali dal governo Monti, l’Assemblea mantiene le sue opulente prebende. Solo i deputati ci costano 20 milioni, 7 milioni e passa i trasferimenti ai gruppi (dovrebbero essere 700 mila secondo i parametri del decreto Monti, ricorda Panorama), 38 milioni i dipendenti pagati a peso d’oro. E mentre tutto cola a picco e in nome della crisi si impongono sacrifici spietati, Palazzo dei Normanni incrementa senza traccia di rossore le spese per consulenze e personale delle segreterie particolari.

È questa la “rivoluzione”? Forse sì. Magari quella immaginata da Tancredi Falconeri, il nipote del Gattopardo, secondo il quale bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga com’è. Un’illusione la sua, che tale si rivelò al principe Fabrizio, cui toccò prendere atto che al tempo dei gattopardi e dei leoni seguiva quello degli “sciacalletti” e delle “iene”. Chi avrebbe potuto immaginare che persino di questi ultimi ci sarebbe toccato di sentire la mancanza?

01 Maggio 2013






 





IL PRESIDENTE DELL'ARS: LA MANOVRA E' STATA FATTA IN AULA

 

Gli imprenditori«E' una manovra non incentrata sulla produttività»

Il Presidente Ars. «Per la prima volta la finanziaria è stata confezionata in Aula»


Il Presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone
Foto lasicilia.it


Giovanni Ciancimino
Palermo. Sebbene a spizzichi e bocconi, come tradizione vuole, la finanziaria è al traguardo. Seppure con qualche ora di ritardo sulla scadenza del 30 aprile. Anche questa non è una novità. Il testo nella stesura definitiva si potrà conosce quando gli uffici dell'Ars completeranno il lavoro di coordinamento, non facile alla luce dei numerosi emendamenti che non hanno stravolto la filosofia del testo originario del governo, anche se lo hanno modificato non poco.
Riportiamo alcuni provvedimenti varati senza dargli alcuna paternità, considerandoli, come è giusto che sia, figli dell'Ars.
Taglio del 20% del salario accessorio dei dirigenti della Regione, con un risparmio di 8,2 milioni. Confermata, invece, la clausola di salvaguardia che in presenza dello spoil system permette ai 1.600 dirigenti di mantenere incarichi equivalenti e le medesime indennità.
Contributo di un milione e mezzo per il microcredito. Fondo di 300 mila euro presso la protezione civile, per fronteggiare i danni da diossina presso la discarica di Bellolampo. Tagli di trasferimenti alle Province. Contributo di 833 euro al mese più assegni familiari per gli ex Pip a sostegno del reddito erogato dall'Inps: è la salvezza per trentamila precari. Copertura economica per assicurare la regolarità dei collegamenti marittimi con le isole Egadi. Settecentomila euro per il traffico urbano e il potenziamento dei vigili urbani di Messina. Sostegno ai comuni in difficoltà commissariati o sciolti per mafia, impegnati a ripristinare la legalità. Stop ai rimborsi per i consulenti e i consiglieri di parità, cioè coloro che vigilano sull'attuazione delle pari opportunità nel mercato del lavoro. Dimezzato il canone di concessione sull'estrazione delle cave: nel 2013 inciderà per una quota che varia da 0,25 a 0,40 centesimi a metro cubo di materiale estratto. Il prossimo anno le tariffe saranno raddoppiate. I canoni andranno per il 60% al comune interessato e il 40 per cento alla Regione. Gli introiti destinati ai comuni dovranno essere investiti per la realizzazione di opere di recupero e riqualificazione ambientale e al recuparo dei beni confiscati alla mafia. Gli enti controllati dalla Regione non potranno più utilizzare auto di rappresentanza. Le auto blu saranno utilizzate solo dal presidente della Regione e dagli assessori, ma non sarà licenziato il personale addetto. Il contratto dei 22 mila precari degli enti locali che abbiano superato i 10 anni di attività è stato prorogato al 31 luglio. Taglio alla sovvenzione a favore di associazioni no-profit che si occupano del'assistenza dei malati di cancro in stadio terminale. L'indennità di risultato dei compensi dei dirigenti del settore sanitario sarà ridotta del 10%. Potranno diventare proprietari degli alloggi popolari le famiglie che li abbiano occupati per almeno 13 anni.
Certo, non si tratta di una finanziaria all'insegna della produttività. Le categorie produttive protestano. «Ancora una volta una finanziaria che mette al centro precari, forestali e cantieri per disoccupati. Ancora una volta una finanziaria che non prevede le risorse che servirebbero a sostenere il lavoro produttivo. È mancato il coraggio di abbandonare le logiche assistenziali e di sostenere il lavoro vero». Lo dice Filippello, segretario regionale della Confederazione dell'artigianato che aggiunge: «Ci sarebbe piaciuto se il governo, l'Ars e il Crocetta avessero dedicato ad artigiani, lavoratori e imprenditori anche solo una piccola parte delle attenzioni che hanno dedicato ai precari. Invece, nonostante le sollecitazioni che provengono da ogni parte della Sicilia, questa finanziaria non contiene, se non in parte, le misure che servirebbero a sostenere le imprese produttive». Per il Presidente dell'Ars, Ardizzone, «la manovra è fatta effettivamente in Aula».

01 Maggio 2013






 





01 maggio 2013

SIAMO STATI PRESI IN GIRO. E BASTA!




 







 





 




MINORE SERENITA' ECONOMICA PER I LAVORATORI FORESTALI



Bilancio e Finanziaria, il sì arriva all’alba
Salvi precari e Tabella H, tagli per dirigenti e auto blu



Dopo una maratona estenuante e carica di tensioni e polemiche, approvati i documenti contabili. In Finanziaria previste numerose proroghe per i lavoratori, il sussidio per gli ex Pip. Ridotte del 10% indennità dei manager della Sanità. I deputati salvano la Tabella H. Contrari i deputati del Movimento cinque stelle, quelli della Lista Musumeci e Marco Falcone (Pdl). Sono 136 gli enti e le associazioni contenute nella tabella. Sì anche al bilancio da 26 miliardi.


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La Tabella H

PALERMO - Il dolce alla fine, ovviamente. I deputati hanno conservato la “tabella H” per le tre e mezza del mattino. Sono 136 gli enti che si spartiscono la torta di 25 milioni, quota fissata dal governo. Anzi ,137, visto che un emendamento ha reinserito il Cerisdi, che riceverà un contributo di 400 mila euro.

Quegli enti si manifestano intorno alle quattro del mattino. Quando molti deputati iniziano a sottolineare come quella Tabella fosse “sbagliata”, “ingiusta”, “amorale”. E quando i parlamentari della Lista Musumeci rivendicano la titolarità dell’unico emendamento soppressivo, il loro appunto. “Mettiamo fine a questa spartizione indecorosa – ha detto Nello Musumeci – quei soldi tornino al governo e vengano distribuiti dopo un’attenta istruttoria”. A difendere gli enti, invece, il capogruppo del Cantiere popolare Toto Cordaro: “Non me la sento di rifiutare il finanziamento a organismi meritori e che svolgono attività preziosissime”. A quel punto, la stanchezza e il nervosismo avevano già ampiamente punteggiato la seduta di piccoli o grandi “casi”. E uno di questi, in effetti, è proprio legato alla Tabella che finanzia enti e associazioni. L’affondo, del presidente Ardizzone, che accusa governo e deputati di “avere selezionato gli emendamenti alle leggi di spesa, prerogativa che spetta solo agli uffici di presidenza e aver portato avanti una contrattazione sulla Tabella H, appunto”. Ma il riferimento al governo non è piaciuto al presidente della Regione Crocetta, che ha reagito furiosamente, accusando Ardizzone di aver sferrato “un attacco politico, di concerto con Musumeci”. Insomma, un guaio diplomatico sgonfiatosi, però, nel giro di pochi minuti, tra gli abbracci distensivi dei due presidenti.

Ma la giornata è stata davvero lunga. E per giungere al sì definitivo di bilancio e Finanziaria si è dovuto attendere, anche quest’anno, l’alba. Troppe le incomprensioni. Troppi i nodi da sciogliere in un documento messo su in una condizione economica per nulla florida. Un clima teso, che rischiava di esplodere in maniera drammatica. I precari ex Pip hanno presidiato a lungo Palazzo dei Normanni, chiedendo risposte al governo. Risposta che è giunta sotto forma di un sussidio da 833 euro, in attesa di concordare col Comune di Palermo il futuro dei lavoratori. Sono arrivate, poi, le proroghe al 31 luglio per i precari della Regione (Protezione civile e dipartimento Acque e rifiuti), dei Consorzi di bonifica e degli Enti locali. In quest’ultimo caso, passa un emendamento del Pd che estende la proroga anche agli “esclusi”: quelli cioè che lavorano con l’ente da più di dieci anni.

Tra i provvedimenti più discussi e approvati già ieri, quello col quale la Regione richiede indietro 140 milioni di euro ai laboratori d’analisi e quello col quale sono stati rivisti i canoni per i gestori delle cave: un provvedimento che secondo molti deputati avrebbe potuto mettere in ginocchio il settore. Alta tensione anche sulle cosiddette “riserve per gli enti locali”: 700 mila euro piovono al comune di Messina per la stabilizzazione di 20 vigili urbani e l’assunzione di altri 12. Un provvedimento voluto da un gruppo di deputati messinesi e contestato da Nicola D’Agostino: “Qualcuno – ha detto – ha voluto fare il furbo. Davvero una scena pietosa”.

Ma in Finanziaria ecco anche gli interventi di riduzione delle spese. In particolare, quelli che prevedono i tagli ai manager della Sanità e della Regione. Per i primi, ecco, grazie a un emendamento del Pdl, il taglio del 10% al compenso omnicomprensivo. Per i dirigenti regionali passa la riduzione del 20% del salario accessorio, ma non l’abrogazione della clausola di salvaguardia (che dà il diritto a un dirigente sollevato dal suo incarico per lo spoil system, di ricevere un incarico equivalente almeno dal punto di vista economico). Il governo ha dovuto ritirare questa proposta.

Scende a 205 milioni il contributo per i Forestali “Un mese fa – ha attaccato Toti Lombardo (Pds) il governo Crocetta aveva annunciato pubblicamente in TV che avrebbe impiegato i forestali siciliani per la manutenzione del verde pubblico, tramite convenzioni tra società regionali ed Azienda Foreste, per garantire i livelli occupazionali. Oggi invece, nella riscrittura dell’ art. 20 della Finanziaria, il Governo ci ha ripensato. Non solo – ha aggiunto Lombardo - per il settore vengono previsti ben 150 milioni di euro in meno, dunque meno giornate lavorative, minori retribuzioni e minore serenità economica per queste famiglie, ma soprattutto l’articolo, nella formula approvata oggi, elimina l’obbligo per agenzie, consorzi, ed enti controllati dalla Regione, di convenzionarsi con l’Azienda Foreste”. Scende anche il numero di auto blu (potranno usarle solo il presidente della Regione e gli assessori) e anche quello dei “comandati” della Regione. Quando è già mattina arriva il sì finale al bilancio da 26 miliardi di euro.


01 Maggio 2013







 




RIMANGONO DELUSI I FORESTALI


Ars, via libera a Bilancio e Finanziaria
salvi precari e Tabella H, tagli alle auto blu

Fra tensioni e polemiche, maratona notturna all'Ars per approvare i documenti contabili. La Finanziaria prevede diverse proroghe per i lavoratori e il sussidio per gli ex Pip. Tagli del 10 per cento alle indennità per i manager della sanità

Anche quest'anno, i deputati regionali hanno fatto l'alba. Ma, alla fine, il tanto atteso "sì" è arrivato, dopo una notte parecchio movimentata. Il bilancio è stato approvato intorno alle 6.45, con 59 voti favorevoli e 13 contrari. La Finanziaria era stata approvata alle 6 con 56 voti. I contrari sono stati 12, un solo astenuto. Questa notte, è stata battaglia soprattutto per la Tabella H, che finanzia enti e associazioni. All'alba sono 137 gli enti che si spartiscono una torta da 25 milioni, a tanto ammonta la quota fissata dal governo (c'è pure il Cerisdi, che ritorna fra i beneficiati con un contributo da 400 mila euro). Ma nella notte, attorno alla Tabella H, si è consumato anche uno scontro fra il presidente dell'Ars Ardizzone e il presidente della Regione Crocetta: il primo accusa il secondo di "avere selezionato gli emendamenti alle leggi di spesa, prerogativa che spetta solo agli uffici di presidenza e di aver portato avanti una contrattazione sulla Tabella H". Crocetta replica indignato, parlando di "attacco politico sferrato con di concerto con Musumeci". Ma dopo le polemiche, torna il sereno.

Alla fine di una giornata convulsa, il governatore Crocetta incassa soprattutto gli applausi dei tremila ex Pip, che si vedranno aumentare di qualche decina di euro l’assegno mensile ma non avranno più contributi previdenziali. In tasca ai lavoratori andranno circa 850 euro al mese, rispetto ai 750 euro attuali. Parte dei 36 milioni necessari per il rinnovo del loro assegno saranno attinti dal Piano di azione e coesione, cioè da fondi europei. Rimangono delusi invece i 18.500 lsu comunali e i 25 mila forestali. Sul primo fronte, approvata una norma che prevede il rinnovo dei contratti soltanto fino a luglio, in attesa di trovare un accordo con
lo Stato: al momento le norme nazionali vietano il rinnovo di qualsiasi contratto precario nelle pubbliche amministrazioni. Per gli lsu comunali confermata comunque una copertura finanziaria fino a dicembre. Sul fronte forestali, la somme in bilancio sono solo 205 milioni di euro, contro i 360 dello scorso anno che pesavano anche sui fondi Fas. I forestali si vedranno diminuite le giornate ai livelli ante-2009. 
Dalle imprese arrivano invece critiche al presidente. I siciliani continueranno a pagare fino al 2015 Irpef e Irap con aliquote tra le più alte d’Italia. Ma Crocetta dice: "Stiamo facendo miracoli, questo è un bilancio di risanamento".

01 Maggio 2013