29 settembre 2012

28 SETTEMBRE 2012. ANTINCENDIO: RISULTATO DELLA MANIFESTAZIONE


Ecco il video del GRUPPO FACEBOOK ANTINCENDIO BOSCHIVO SAB SICILIA(PALERMO),  con il commento del Sindacalista Tonino Russo della Flai CGIL. Questo è il risultato ottenuto ieri a Palermo in occasione della manifestazione dei lavoratori dell'antincendio.

 


Questo video ci fa ben sperare.




Ringrazio Ignazio Caronia per il video inviatomi. 






RAGUSA. FORESTALI LUNEDì SIT-IN ALL'ISPETTORATO




Vertenza forestali entra nel vivo Lunedì sit in all’Ispettorato



Il presidio al Consiglio ibleo aperto indetto in seduta straordinaria giovedì sera, nella sala Leonardo Sciascia di Chiaramonte Gulfi, ha rappresentato l’ultima tappa delle iniziative programmate dai lavoratori forestali della provincia, prima di entrare nella fase culminante della vertenza. Lunedì mattina, infatti, parte il sit-in permanente, cioè H24, davanti alla sede dell’Ispettorato forestale di via Ducezio, a Ragusa. Nella riunione dei Comuni pedemontani i forestali hanno affrontato tutte le tematiche calde di questa vertenza. Il nodo cruciale è la mancata attuazione del protocollo che l’allora assessore regionale all’Agricoltura nel 2009 firmò a Palermo con l’Ispettorato forestale per garantire l’impiego dei lavoratori, oltre che nel servizio antincendio, anche nelle attività di controllo, tutela e salvaguardia dei siti archeologici della Sicilia. “Il nocciolo della vicenda è che a conclusione del nostro lavoro stagionale, nei primi giorni di ottobre – spiega il segretario provinciale del Sifus, il sindacato forestali per la stabilizzazione, Gianni Paino – noi rischiamo di non avere più un futuro. Siamo lavoratori stagionali ed hanno annunciato tagli anche per le stagionalità. Intanto, già ci stanno sottraendo qualcosa come 4 mila – 5 mila euro a causa della riduzione delle nostre giornate lavorative”. Il presidio all’Ispettorato forestale sarà permanente, e quindi i lavoratori, garantendo il regolare servizio antincendio, si alterneranno nel luogo del sit in, giorno e notte. Venerdì mattina è stata consegnata una lettera al prefetto di Ragusa, Giovanna Cagliostro, con la quale i lavoratori forestali chiedono un intervento di mediazione. In particolare i lavoratori sollecitano il rappresentante di Governo per ottenere in tempi brevi un confronto con l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Aiello.

29 Settembre 2012




INCENDI: TRENI FERMI SULLA PA-ME. FERMATI 3 PRESUNTI PIROMANI (2)






CONTINUA L’EMERGENZA INCENDI

Cercavano di appiccare roghi
Tre fermati dai carabinieri

Stop ai treni per 2 ore fra Tusa e Pollina
Sono stati sorpresi mentre tentavano di appiccare un incendio. E quando sono arrivati i carabinieri, avvertiti dagli uomini della Forestale, hanno tentato la fuga. Ma sono stati fermati e ora sono a disposizione del magistrato. S’indaga su tre persone, a quanto pare allevatori, di San Mauro Castelverde e Castel di Lucio ma l’operazione non è conclusa. Potrebbe coinvolgere altri presunti incendiari che in questi giorni hanno scatenato l’inferno tra Cefalù, le Madonie e i Nebrodi.
L’emergenza, partita mercoledì da Cefalù, non è ancora finita. Un vasto incendio sta assediando Tusa, è sceso verso il litorale e ha invaso i binari. Il traffico ferroviario è stato quindi interrotto per qualche sul tratto compreso fra Castel di Tusa e Finale di Pollina. I vigili del fuoco hanno poi liberato la strada ferrata e dopo un paio d'ore circa i treni hanno ripreso la circolazione. 

28 Settembre 2012




Esprimiamo vive congratulazioni alle forze dell'ordine (Carabinieri e Forestali).

INCENDI: TRENI FERMI SULLA PA-ME. FERMATI 3 PRESUNTI PIROMANI



Incendi, treni fermi
tra Messina e Palermo

Un vasto incendio che ha lambito i binari ha provocato l'interruzione del traffico ferroviario sulla Palermo-Messina. Il blocco interessa il tratto compreso tra Tusa e Pollina. In azione i vigili del fuoco.

Incendi, treni fermi
Messina-Palermo
Un vasto incendio che ha lambito i binari ha provocato l'interruzione del traffico ferroviario sulla Palermo-Messina. Il blocco interessa il tratto compreso tra Tusa e Pollina. In azione i vigili del fuoco.

Intanto, tre persone sono state fermate tra San Mauro Castelverde (Palermo) e Castel di Lucio (Messina) mentre tentavano di appiccare il fuoco in una zona già devastata dagli incendi. I tre sarebbero stati notati da uomini della Forestale e fermati dai carabinieri dopo un tentativo di fuga. Ora sono nella caserma dei carabinieri di Mistretta (Messina) a disposizione del magistrato.


29 Settembre 2012




Esprimiamo vive congratulazioni alle forze dell'ordine (Carabinieri e Forestali).








MEZZA SICILIA IN FIAMME, GLI INCENDI IMPEGNANO GLI OPERATORI ANTINCENDIO





Mezza Sicilia è in fiamme. Incendi a ripetizione impegnano ormai da alcuni giorni i Forestali, i Vigili del Fuoco e la Protezione civile. Il caldo e il vento di Scirocco, certo. Ma anche una disorganizzazione pressoché totale. 

Centinaia di ettari di boschi sono stati inceneriti dalle fiamme. Danni ingentissimi in provincia di Palermo, tra Cefalù e le Madonie. Danni anche a Messina e dintorni, provincia che passa dagli allagamenti ai danni prodotti dal fuoco. .
Da tre giorni la Sicilia è immersa in una morsa di caldo, con temperature superiori ai 30 gradi. Il caldo e la già citata disorganizzazione di un Governo regionale inesistente non possono che produrre danni.
Il fuoco continua a non dare tregua alla vegetazione che circonda Cefalù, minacciando, in certe aree, le abitazioni.  Lo Scirocco impazza e alimenta i focolai. Canadair e Vigili del fuoco nelle scorse ore sono riusciti a domare gli incendi. La calma, però, è durata solo qualche ora, perché poi il fuoco è tornato a distruggere altra vegetazione. Alcine abitazioni sono state evacuate per sicurezza. 
Fiamme anche a Isnello, nel cuore delle Madonie. E sono proprio le Madonie le zone più colpite dagli incendi, con danni incalcolabili per gli agricoltori di queste zone. Tantissimi gli animali morti. Una natura sfregiata. Pare che circa 2 mila ettari di bosco siano stati ridotti in cenere.
L’emergenza non ha risparmiato,come già accennato, il Messinese. Anche qui danni ai boschi, agli animali e ad alcuni centri abitati (a Montagnareale e a Tusa sono state evacuate varie abitazioni). Danni anche ad Ucria e in altri centri della provincia di Messina.
Sembra incredibile, ma nel 2012, pur avendo a disposizione uomini e mezzi, non si riesce a organizzare una corretta e razione attività di prevenzione. Perché?
Sbagliato prendersela con le alte temperature e con l’imponderabile. La verità è che, quest’anno, per prevenire i danni dagli incendi, è stato fatto poco o nulla. Ci sono state polemiche stupide sulle risorse finanziarie utilizzate per le attività forestali. La realtà era un’altra: la politica siciliana, che era ormai in campagna elettorale, ha preferito concentrare le poche risorse finanziarie nelle varie ‘tabelle H’ del bilancio regionale, non garantendo i soldi per le attività di prevenzione degli incendi. Una follia.    
Il Governo regionale dimissionario, invece di annunciare provvedimenti strutturali che dovrebbero essere lasciati al futuro esecutivo, dovrebbe occuparsi dell’ordinaria amministrazione. E cosa c’è di più ordinario che occuparsi dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini? Chi gestisce, in Sicilia, l’attività antincendio nei boschi?
Non ha torto il parlamentare regionale del Pd, Pino Apprendi, quando afferma senza peli sulla lingua: “Il dirigente regionale della Forestale siciliana dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi per manifesta incapacità. Le fiamme che da giorni devastano ogni cosa nella Madonie hanno bruciato anche ogni credibilità del vertice dei forestali”.
“A guidare i generosi e preparati uomini della Forestale nel loro difficile impegno per salvaguardare il nostro patrimonio boschivo – osserva ancora Apprendi – servono dirigenti adeguati al delicato incarico. E’ inaccettabile che per gravi carenze organizzative ettari ed ettari di bosco vadano in fumo e l’incolumità dei cittadini venga messa in pericolo”.

29 Settembre 2012



ANCORA IN FIAMME LA SICILIA





Ancora in fiamme la Sicilia, 1.500 ettari bruciati

Da due giorni bruciano i boschi della Sicilia. Molto colpita la zona delle Madonie, tra Cefalù e contrade Ferla e Saratto, dove l'altro ieri sera un incendio ha distrutto 1.500 ettari di bosco. L'incendio è stato domato nel pomeriggio, ma nella notte di ieri ha ripreso vigore.
Venerdi 28 Settembre 2012 - Dal territorio -
Non si arresta la scia di fuoco che da due giorni sta devastando un'ampia area boschiva vicina a Cefalù, in provincia di Palermo.
Ieri sera le fiamme sono tornate ad interessare le contrade Ferla e Saratto, poco distanti da contrada Carbonara distrutta il giorno prima da roghi pesantissimi di probabile origine dolosa. Come due giorni fa, anche in questo caso i soccorritori hanno evacuato alcune abitazioni minacciate dalle fiamme.
L'incendio di due giorni fa ha devastato 1.500 ettari di patrimonio boschivo locale, costringendo oltre cento persone a evacuare le proprie abitazioni, nella notte tra il 26 e il 27 settembre, perchè circondate dalle fiamme, mentre i vigili del fuoco e gli uomini della forestale tentavano di circoscrivere il rogo, il cui fronte aveva raggiunto i cinque chilometri con fiamme alte anche 15 metri.
La notte di fiamme è diventata oggetto di polemica in seguito ai grandissimi danni causati e alla situazione pericolosa che le squadre antincendio si sono trovate a fronteggiare.
La polemica è nata, da parte del sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, perchè il Canadair che il 26 settembre stava operando sulla zona, alle ore 16 sarebbe rientrato a Roma e non avrebbe fatto ritorno, lasciando la situazione nelle mani delle squadre antincendio di terra. Il forte vento infatti impediva anche agli elicotteri inviati sul posto di operare in sicurezza. "Ci sono delle precise responsabilità - denuncia il sindaco riferendosi al mancato ritorno del Canadair - bastavano alcuni lanci e l'incendio sarebbe stato spento. Denuncerò questi irresponsabili che hanno ordinato al pilota del Canadair di rientrare a Roma per non pagare qualche ora di straordinario".
L'incendio è stato poi domato ieri pomeriggio grazie all'apporto dei Canadair e al lavoro delle squadre antincendio di terra, ma nella tarda serata un altro rogo, come detto prima, ha colpito la stessa zona, in contrada Ferla e Saratto dove due abitazioni sono state evacuate. A rendere particolarmente complicate le operazioni di spegnimento è ancora il forte vento di scirocco che soffia sulla zona.
Sempre nella notte è scoppiato un altro incendio a Isnello, nel cuore delle Madonie e fiamme anche a Mistretta, nel messinese.
Il Dipartimento della Protezione Civile rende noto infatti che la giornata di ieri è stata estremamente impegnativa a causa di numerosi incendi boschivi scoppiati nel Sud Italia. Sottolinea poi che la regione maggiormente colpita è la Sicilia, che ha inviato 12 richieste di intervento, mentre la Calabria ne ha inviate 5 e Campania e Puglia 2 a testa.
Il Dipartimento ha inoltre precisato, nella serata di ieri, che "visto l'alto numero di roghi, nonostante il dispiegamento di tutte le risorse disponibili e il forte impegno a cui sono stati chiamati oggi gli equipaggi dei Canadair e degli elicotteri, non è stato possibile garantire, per il momento, l'invio dei mezzi aerei su alcuni incendi. L'intenso lavoro svolto dai piloti dei mezzi aerei fin dalle prime luci dell'alba ha permesso di mettere sotto controllo o spegnere, alle ore 18.45, otto roghi. Nel corso della giornata sono stati impegnati 6 Canadair, 8 fire-boss e 2 S64: il lancio di acqua e liquido ritardante ed estinguente proseguirà finché le condizioni di luce consentiranno di effettuare le operazioni in sicurezza".

28 Settembre 2012



INCENDI: ANIMALI BRUCIATI VIVI E PERSONE VIVI PER MIRACOLO




Apocalisse incendi nella Sicilia Tirrenica: animali bruciati vivi, persone salve per miracolo!


Paesi circondati dalle fiamme, centinaia di persone in fuga, una trentina di aziende di allevamento evacuate e numerosi animali bruciati vivi. Il vicesindaco di San Mauro Castelverde (Palermo), Giovanni Nicolosi, riassume cosi’ la situazione del suo paese: ”E’ una vera Apocalisse”. Il sindaco di Tusa (Messina), Angelo Tudisca, ha mandato un messaggio alla popolazione per una mobilitazione di massa contro gli incendi: ”Abbiamo bisogno di aiuto, fuoco alle porte di Castel di Tusa. Sos”. Un vasto territorio, tra le Madonie e i Nebrodi, e’ devastato dopo tre giorni di inferno malgrado l’impiego di vigili del fuoco, uomini della Protezione civile e della Forestale, centinaia di volontari. Il sistema antincendio non e’ riuscito per carenze di mezzi, ritardi e vastita’ dei fronti ad assicurare sempre interventi tempestivi. I tagli al personale e alle risorse finanziarie ha ridotto le capacita’ operative soprattutto dei vigili del fuoco che con 16 squadre disponibile per le emergenze dell’intera provincia di Palermo hanno dovuto chiedere rinforzi da Trapani, Enna, Caltanissetta e perfino da Ragusa. A Cefalu’, dove sono stati distrutti 1500 ettari di boschi e vegetazione mediterranea, la lotta contro i roghi e’ durata tre giorni e si e’ conclusa oggi, dopo una ripresa violenta, con l’intervento dei Canadair e di due elicotteri. Nelle ultime ore i casi piu’ drammatici sono stati quelli di Tusa, dove il fuoco e’ arrivato fino al litorale sfiorando il cimitero, e di San Mauro Castelverde dove si combatte su sei fronti al confine tra le province di Palermo e di Messina. Tre boschi (Tardara, Colombo e Gallina) e altre aree di interesse naturalistico sono stati distrutti. A Tusa alcune famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie case per precauzione. A San Mauro gran parte delle aziende di allevamento sono state evacuate dopo che alcuni animali erano stati bruciati vivi. ”L’economia del paese e’ ormai in ginocchio” dice il vice sindaco. Il fuoco sta sfregiando posti di incontaminata bellezza: solo a San Mauro sono stati bruciati 4 mila ettari, piu’ di mille a Tusa. Dal pomeriggio un altro fronte di fuoco ha preso la direzione di Pettineo e Castel di Lucio (Me), sui Nebrodi. Ha gia’ bruciato ettari di uliveto. Quando gli incendi saranno domati si dovranno avviare le operazioni di bonifica e gli interventi sul suolo. Con gli alberi bruciati si fanno piu’ concreti i rischi di frane e alluvioni.

28 settembre 2012







28 SETTEMBRE 2012.ANTINCENDIO: RISULTATO DELLA MANIFESTAZIONE



Ecco il video (apparso su facebook), con il commento del Sindacalista Tonino Russo della Flai CGIL. Questo è il risultato ottenuto ieri a Palermo in occasione della manifestazione dei lavoratori dell'antincendio.


Questo video ci fa ben sperare.
 
Non tutti possono visionare questo video perchè ci vuole l'autorizzazione. Non dipende da me. Ho richiesto il file per farlo vedere a tutti.
 
 

LAVORATORI ANTINCENDIO DI CALTAGIRONE: VOGLIAMO FARE LE 151 GIORNATE COME NEL 2011



«Vogliamo fare 151 giornate di lavoro» Caltagirone.

Continua la protesta dei 283 operai forestali impegnati nei cantieri del Calatino


la protesta dei lavoratori annaloro, foto lasicilia.it


Anche ieri sit-in davanti al municipio di Caltagirone degli operai addetti all'antincendio, che puntano l'indice contro la Regione siciliana, rea - secondo il loro forte atto d'accusa - di non avere mantenuto le promesse e di non avere allo stato confermato, per i cosiddetti 101nisti, le 151 giornate lavorative previste, creando di conseguenza uno stato di diffuso scoramento fra i lavoratori. Nel Calatino i 101nisti dell'antincendio sono 283, così suddivisi: 78 a Caltagirone, 42 a San Michele di Ganzaria, 16 a Mineo, 20 a Licodia Eubea, 16 a Grammichele, 15 a Ramacca, 13 a Raddusa, 74 a Vizzini e 9 a Militello in Val di Catania.
Fra gli addetti all'antincendio, a scendere sul piede di guerra, lamentando di essere stati fortemente penalizzati, sono proprio loro, che quest'anno si vedono costretti a fare appena 101 giornate, a fronte delle 151 effettuate lo scorso anno e contemplate dall'accordo siglato nel 2009 fra il governo regionale e i sindacati confederali.
A supportare e guidare la protesta, cominciata da qualche giorno con una serie di incontri con i rappresentanti delle istituzioni locali (che si sono fatti portavoce delle ragioni dei forestali con missive a Palermo e in Prefettura), sono i rappresentanti di Flai - Cgil, Fai - Cisl e Uila - Uil. Oggi, a Palermo, manifestazione regionale da cui gli operai sperano possa scaturire l'attesa "fumata bianca" o, comunque, buone nuove in un quadro che, attualmente, non promette nulla di buono e non autorizza certo all'ottimismo.
"Chiediamo di fare 151 giornate, come nel 2011 - è la voce all'unisono dei lavoratori - ma anche il celere pagamento delle spettanze maturate".
Mariano Messineo

OLTRE AI FORESTALI ANCHE GLI EX ARTICOLISTI SONO PRONTI A CONSEGNARE I CERTIFICATI ELETTORALI



Anche gli ex articolisti sul piede di guerra
«Daremo al prefetto i certificati elettorali»




Sale la tensione fra gli operai forestali che minacciano di non recarsi a votare per protestare ...
foto lasicilia.it


Si allarga il fronte dei lavoratori precari siciliani che si rifiutano di andare a votare in occasione delle elezioni regionali. Ai lavoratori forestali dell'Azienda foreste demaniali e del comparto antincendio, che hanno già minacciato di consegnare i certificati elettorali, si uniscono quelli degli enti locali, i cosìdetti ex articolisti, riuniti in un comitato intercomunale pronto a dare battaglia se dovesse essere riconosciuto il diritto al lavoro.
«Siano disposti a tutto - dice Giuseppe Parrinello, di Maletto, che però lavora al Comune di Randazzo - cominceremo con la raccolta dei certificati elettorali per consegnarli al prefetto. Poi siamo pronti a proclamare lo stato di agitazione e, visto che dobbiamo smettere di lavorare, inizieremo a scioperare mettendo in difficoltà le organizzazioni dei servizi comunali. Siamo in tanti - continua Parrinello - al comitato si sono già uniti i precari dei Comuni di Bronte, Maletto, Randazzo, Cesarò e Castiglione di Sicilia, ma altri sono pronti a farlo». E la situazione sta diventando incandescente, come dimostra un documento inviato dai precari ai media: «Considerata la drammatica situazione che la categoria sta vivendo - si legge - i lavoratori sono costretti a intraprendere iniziative drastiche e imponderabili. Quanto manifestano con la presente è certamente un atto estremo, ma è l'unico modo per portare alla luce un annoso e irrisolto problema di un deprecabile precariato cronico che perdura da oltre 20 anni. Nel tempo - si continua a leggere - tutte le forze politiche, a turno, hanno legiferato, promesso e puntualmente disatteso tutte le promesse di stabilizzazione fatte in campagna elettorale. Non ultima la legge regionale 24/2010 che l'Assemblea siciliana ha varato affinché tutte le Amministrazioni interessate potessero adoperarsi per la stabilizzazione, a tempo indeterminato, della platea dei precari degli enti locali. «E proprio l'applicazione dalla legge 24 del 2010 chiediamo - conclude Parrinello - ossia un piano di fuoriuscita con la stabilizzazione negli enti locali. Attenzione - ribadisce - non vogliamo lavorare per forza nello stesso Comune di provenienza, ma chiediamo di ottenere quel lavoro che l'osservanza di limiti di spesa imposti dal governo nazionale ci impedisce di avere».
I precari degli enti locali denunciano una disparità di trattamento con i colleghi impegnati negli uffici regionali, già da tempo stabilizzati e chiudono la loro lettera così: «In una Italia in cui si legifera per dare più dignità al cittadino, si consente di calpestare quella di migliaia di lavoratori che, dopo oltre vent'anni, tornano a casa e dovranno dire ai lori figli: «Sono disoccupato». Intanto, voci non confermate restituirebbero qualche speranza. I sindacati e le istituzioni regionali avrebbero incontrato, mercoledì mattina, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Cis arebbe l'intenzione di consentire ai Comuni una deroga al limite di spesa del personale.
Gaetano Guidotto

28 Settembre 2012



CASALVECCHIO: UN INCENDIO, MILLE INTERROGATIVI




racalmuto

Casalvecchio: un incendio, mille interrogativi

 

L´incendio all´area boschiva curata dai forestali che proprio oggi dovranno essere avviati al lavoro
 foto lasicilia.it


Racalmuto. A fuoco anche l'ultimo polmone verde esistente a Racalmuto. Quello spazio verde che ha dato e avrebbe dovuto dare un po' di ossigeno ai lavoratori forestali ancora esistenti a Racalmuto. Infatti, proprio domani il Centro per l'impiego di Canicattì con sezioni distaccate a Grotte e Racalmuto avrebbe dovuto procedere all'avviamento dei lavoratori con la qualifica di bracciante agricolo per 78 giornate lavorative proprio nel posto bruciato. Ecco perché si pensa che ci possa essere stata la mano di qualcuno che avrebbe voluto evitare o impedire questa occupazione. Ma rimane soltanto una supposizione. Non è nemmeno escluso il fatto che l'incendio possa essere stato appiccato dal vento di scirocco. Il fronte di fuoco si è esteso e ha minacciato numerose residenze e case di villeggiatura. Quello che ha destato maggiore scalpore tra i cittadini e i diretti interessati è stato il fatto che, nonostante le numerose chiamate giunte al 115, le squadre di soccorso hanno ritardato ad arrivare. Tanta è stata la delusione per questo mancato soccorso, da parte dei cittadini che hanno assistito esterrefatti, all'ennesimo episodio che ha danneggiato la loro forestale, che risultava essere una fonte di sostentamento per alcune famiglie, nonché quel poco di verde che era rimasto nella loro cittadina, ormai, messa in ginocchio dal punto di vista economico.
«Siamo sepolti dalle fiamme, e lasciati soli» è stato il commento di chi assisteva dal ponte di Casalvecchio, un'arteria che porta nelle zone periferiche del paese. Il fuoco avanzava attaccando le aree boschive che già negli anni precedenti aveva subito danneggiamenti. I danni sono in corso di quantificazione, ma risultano essere ingenti. Già nel 2010 la zona retrostante il cimitero cittadino e la contrada Castelluccio erano state interessate da un vasto incendio, solo che questa volta della forestale è rimasto ben poco, perché il fuoco ha distrutto gran parte della vegetazione.
Nicolò Giangreco


28 Settembre 2012

BONGIOVANNI (PDL): GRAVISSIMO LICENZIARE I LAVORATORI FORESTALI ANTINCENDIO



BONGIOVANNI: GRAVISSIMO LICENZIARE I LAVORATORI FORESTALI ANTINCENDIO



corpoforestaleSORTINO. Il PDL di Sortino giudica gravissimo il fatto che i lavoratori forestali antincendio siano stati licenziati, nonostante la stagione estiva, per decreto, termina il 15 ottobre di ogni anno.
Vogliamo ricordare che quest'anno sin dall'inizio ci sono state difficoltà per avviare a lavoro i lavoratori forestali in quanto nello strumento finanziario predisposto dal Governo Lombardo sostenuto dai partiti PD, UDC, MPA, FLI, API non erano stati previsti i fondi necessari, solo l'intervento nel mese di maggio occupando gli uffici della regione da parte di soli tre deputati su 90 di cui uno era l'On. Vinciullo, si riuscì facendo approvare alcune variazioni di bilancio all'avviamento provvisorio dei lavoratori.
E' giusto evidenziare che la provincia di Siracusa è l'unica ad avere avuto sempre pronti i progetti, ma la scarsa programmazione del Governo Lombardo ha portato al licenziamento dei lavoratori antincendio ed il mancato svolgimento delle giornate per quanto riguarda i lavoratori della manutenzione.
La situazione che si è venuta a creare procurerà non solo un grave danno economico per le famiglie di questi lavoratori, ma per l'intera economia del Paese.
Il PDL di Sortino invita i lavoratori forestali a valutare e giudicare bene in quanto la generalizzazione che va molto di moda in questo momento danneggia solo ed esclusivamente i più deboli.
Sosteniamo chi crede nella vostra stabilizzazione.
C.S. DEL COMPONENTE DEL COORDINAMENTO
REGIONALE DEL PDL IN SICILIA
NELLO BONGIOVANNI


 28 Settembre 2012



Peccato che  i Governi di centro destra non sono riusciti a risolvere la questione forestale, ne a Roma ne a Palermo.

28 settembre 2012

NIENTE LICENZIAMENTI PER I 101NISTI ANTINCENDIO






AD ENNA SARANNO PRESENTI ANCHE L'ASSESSORE AIELLO E I DIRIGENTI DELL'ASSESSORATO




Ricevo e pubblico

da Enrico Scozzarella
Segretario Regionale di categoria
Codires




Integrazione al precedente comunicato del 25 settembre 2012




Leggi il comunicato aggiornato




CLAMOROSA PROTESTA DELLA SQUADRA ANTINCENDIO DI ADRANO: MINACCIANO DI NON ANDARE A VOTARE





Clamorosa iniziativa dei forestali della squadra antincendio di Adrano, i lavoratori minacciano di non andare a votare  alle prossime regionali.



Clicca sull'immagine e dopo i titoli di apertura, spostare il cursore al minuto 04:05

INCENDIO SULLE MADONIE, MA ISNELLO RISCHIA GROSSO





NOTA SU INCENDIO CEFALU’

In merito all’incendio sviluppatosi nella mattinata di ieri, mercoledì 26 settembre, dal territorio di Isnello e che tutt’ora si sta sviluppando nel territorio del Parco delle Madonie fra Isnello e Cefalù , prendiamo atto delle dichiarazione del Sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, che, nella intervista televisiva del TG Regione Sicilia, ha parlato di una mancata copertura da parte dei Canadair, che ha certamente favorito il propagarsi del fronte dell’incendio stesso e di una presenza dei forestali nella cui azione era evidente una mancanza di coordinamento.
Ribadiamo il nostro plauso a tutti i lavoratori e lavoratrici addetti delle squadre dell’antincendio (ASPI, ADDETTI GUIDA AUTOBOTTI E MEZZI SPECIALI, TORRETTISTI) di Isnello, Collesano, Cefalù, Castelbuono, Pollina, S. Mauro Castelverde, Gangi, Gratteri, Lascari e Campofelice di Roccella che da più di 24 ore, senza soluzione di continuità e nel susseguirsi dei turni, sono impegnati nell’incendio di Isnello e Cefalù ma anche a Pollina ed a S. Mauro Castelverde dove insistono altri 2 incendi di vaste proporzioni; incendi, ricordiamo, dolosi e , laddove saranno individuate i piromani la FLAI CGIL si costituirà parte civile, e favoriti oltre che dallo scirocco e dalle elevate temperature anche dall’abbandono di terreni su cui spesso i proprietari ricevono fondi dall’AGEA per la tenuta in coltivazione.
E lo spirito di sacrificio, il senso del dovere e l’abnegazione con cui questi lavoratori e lavoratrici stanno compiendo il proprio lavoro per salvaguardare l’incolumità e la salute dei Cittadini, prima di tutto, aumenta laddove, purtroppo si verificano le problematiche denunciate dal Sindaco di Cefalù; la loro professionalità, di fatto, surroga lacune la cui responsabilità è da ricercare altrove e non certo fra i lavoratori.
Informiamo i Sindaci ed i Cittadini madoniti che il Dirigente Regionale del Dipartimento Forestale, nonché Capo del Corpo Forestale Siciliano, ha già dato direttive in merito al licenziamento di tutti i lavoratori e le lavoratici con garanzie occupazionali di 101 gg, 85% degli addetti alle squadre antincendio, nel momento in cui gli stessi arriveranno allo svolgimento di dette giornate; e ciò significa di fatto che a partire dal 30 settembre, con condizioni climatiche che si annunciano similari a quelle di questi giorni, non ci saranno più le squadre antincendio a svolgere questa attività.
Anche per questi motivi e non solo per una mera questione occupazionale, anch’essa importante in riferimento alla piena applicazione dell’accordo del 2009, si terrà nella mattinata di domani, 28 settembre dalle ore 10,00 presso l’Assessorato Territorio ed Ambiente di Palermo in via Ugo La Malfa , una manifestazione regionale degli addetti dell’antincendio per la sospensione dei licenziamenti in essere e per la continuità del servizio.





Fino in questo momento Isnello brucia ancora, ci sono squadre antincendio delle Madonie, canadair, elicotteri, vigili del fuoco, protezione civile, volontari.  L'incendio minacce le abitazioni e non ci sono mezzi che tengono. Ieri su Collesano sono arrivati anche i vigli del fuoco di Ragusa, chiamati direttamente da Roma. 
Lancio un appello alle Istituzioni:

SIAMO IN SERIO PERICOLO, ABBIAMO BISOGNO DI AIUTO, METTEVI IN CONTATTO CON IL NOSTRO COMUNE. GRAZIE.



Alle 09:45 la situazione è sotto controllo, siamo più tranquilli. 
Alle ore 12:15 sembra tutto spento, ma occhio alle riprese.

Alla fine il bene prevale SEMPRE sul male.

CHIEDIAMO DI FARE 151 GIORNATE COME IL 2011 ALTRIMENTI SIAMO PRONTI A BRUCIARE LE SCHEDE ELETTORALI



Catania e Provincia

Forestali, continua il sit-in davanti al Municipio
«Siamo pronti a bruciare le schede elettorali»


«La situazione per tutti noi è sempre più difficile. Dopo cinque anni, ci ritroviamo esattamente come prima e a fine settimana, concludendo le 101 giornate, molti di noi andranno a casa. Noi, non accettiamo che tutto finisca così. Siamo pronti ad azioni eclatanti. Per esempio, a bruciare le schede elettorali e ad occupare le diverse sedi istituzionali. Non è giusto ritrovarsi così, con un pugno di mosche in mano».
Nelle parole di Salvatore Frazzetta, operaio forestale 101nista di Caltagirone, c'è il senso della protesta che agita i lavoratori del comparto, in particolare gli addetti all'antincendio. E, fra questi ultimi, proprio i cosiddetti "101nisti", che quest'anno si vedono costretti a fare appena 101 giornate, a fronte delle 151 effettuate lo scorso anno e previste dall'accordo siglato nel 2009 fra il governo regionale e i sindacati confederali. Anche ieri i forestali sono stati protagonisti di un sit-in davanti al Municipio, incontrando poi - al secondo piano del Palazzo dell'Aquila - il presidente del Consiglio comunale Luigi Giuliano. Così, dopo la vicinanza del sindaco Nicola Bonanno (che li aveva incontrati ieri l'altro in Municipio e che ha poi inviato una nota alla Regione e alla Prefettura, caldeggiando "una positiva soluzione della vertenza, nell'interesse dei boschi da tutelare e dei tanti lavoratori che, grazie alla forestazione, sostengono i propri nuclei familiari"), anche il presidente dell'assise cittadina ha espresso "solidarietà" agli operai scesi sul sentiero di guerra, auspicando "che torni il sereno su molte famiglie".
A supportare e guidare la protesta, che prosegue anche oggi con un altro sit-in davanti al municipio, sono i rappresentanti di Flai - Cgil, Fai - Cisl e Uila - Uil, con Angela Tasca della Fai che ribadisce «forte impegno per sciogliere questo nodo assai gravoso ed evitare che così tanti lavoratori vengano ingiustamente penalizzati», e Nuccio Valenti della Flai a sottolineare "l'importanza di un'azione che consenta di far sentire, alta, la voce dei lavoratori di un comparto nevralgico in questo comprensorio».
«Chiediamo di fare 151 giornate, come nel 2011 - afferma Concetta Donato -, ma anche il celere pagamento delle spettanze maturate. Attendiamo, infatti, ancora il pagamento di agosto, mentre settembre sta per concludersi». «Ho moglie e figli che mangiano grazie a quello che porto a casa io e un mutuo da pagare - dichiara Alfredo Di Gregorio. Per noi la forestale è tutto. Chiediamo il rispetto dei nostri diritti». «L'anno scorso - riferisce Nicola Tasca - ci hanno utilizzato per utili attività in alcuni siti archeologici della zona, da Mirabella Imbaccari, a Mineo, a Grammichele (Occhiolà). Che aspettano a fare altrettanto anche quest'anno permettendoci di continuare a lavorare? ». Luigi Monterosso si dice "pronto ad azioni ancora più eclatanti se il nostro grave problema non sarà risolto". Anche Nicola Sinopoli si definisce "stanco dell'incertezza che dura da anni" e reclama "il rispetto dell'accordo del 2009 per lo svolgimento di 151 giornate".
I 101nisti delle squadre antincendio sono, nel Calatino, 283, così suddivisi: 78 a Caltagirone, 42 a San Michele di Ganzaria, 16 a Mineo, 20 a Licodia Eubea, 16 a Grammichele, 15 a Ramacca, 13 a Raddusa, 74 a Vizzini e 9 a Militello in Val di Catania.

27 Settembre 2012



UN'ESTATE DI FUOCO, INCENDI E TERRITORIO





UN’ESTATE DI FUOCO
DALL’EMERGENZA AL GOVERNO DEL TERRITORIO 
(a cura di Salvino Carramusa)






Cliccare per ingrandire









INCENDI: PAURA NEL PALERMITANO E NEL MESSINESE




Incendi Sicilia: paura nel palermitano, case evacuate. Fiamme anche nel messinese




Dalla scorsa notte un vasto incendio interessa un’area molto estesa del territorio intorno a Cefalù e nel Parco delle Madonie, in provincia di Palermo. Squadre dei vigili del fuoco e della Forestale sono in azione da ore, dove le fiamme hanno dovorato decine di ettari di bosco e di macchia mediterranea. Le fiamme assediano anche Gibilmanna. Un fronte di cinque chilometri di fiamme e fumo. Per precauzione decine di case sono stante sgomberate. Oltre un centinaio le persone evacuate. La situazione ha allarmato i residenti e anche il primo cittadino Rosario Lapunzina che ha chiesto al prefetto l’invio dell’esercito. A rendere difficile l’intervento da terra e quello di elicotteri e canadair, al lavoro dall’alba, anche il forte vento. Le fiamme interessano anche la provincia di Messina, ed in particolare le colline intorno a Gioiosa Marea, un comune di 7.251 abitanti, di cui un nostro assiduo lettore, Marco Scaffidi, ci invia le immagini.

27 Settembre 2012











Ore 19.00. In contrada Ferla l'incendio riprende la sua forza devastante








Alle ore 19.05 apprendiamo dai nostri inviati sul posto che in contrada Ferla, tra la contrada Saratto e San Francesco, l'incendio, che già sembrava quasi domato, ha ripreso forza e con violenza sta distruggendo alberi e macchia mediterranea. Probabilmente diversi focolai, non del tutto spenti, hanno ripreso vigore e con l'aiuto del vento stanno bruciando quel che era rimasto intatto.
Villette, case di villeggiatura e case rurali vengono abbandonate dalla gente che in preda al panico sta lasciando velocemente i luoghi ormai vittima del disastro. Nelle prossime ore documenteremo anche con fotografie la tragedia vissuta dalle popolazioni della contrada, già provate per l'incendio della scorsa notte.

Alle 19.30
arriva un mezzo di soccorso del servizio antincendio boschivo. Il fronte dell'incendio è molto esteso ed ormai è buio e poco  si potrà fare questa notte per spegnere queste fiamme.

Alle ore 20.00 arrivano altri soccorsi: oltre a carabinieri e polizia anche i vigili del fuoco, il Sindaco Saro Lapunzina, da solo alla guida di una panda bianca del Servizio Idrico Integrato del Comune. Poco distante, in motorino,  il fratello Gaetano, consigliere provinciale.
Le fiamme continuano a divampare con violenza sulla collina e da ogni casa le famiglie, in fretta, portano via le bombole del gas per evitare che il combustibile possa scoppiare ed alimentare ulteriormente il fuoco.

Ore 21.00 Si prospetta una seconda notte d'inferno. Insonne per gli uomini impegnati nell'opera di spegnimento e di controllo del territorio; una notte piena di paura per tante famiglie.

Non dimentichiamo che oltre l'incendio in C/da Ferla ha ripreso vigore anche l'incendio nel territorio di Isnello.
27 Settembre 2012

ENNA: CHIAMATA PER I 78ISTI



 

Da oggi (ieri) l'avvio attraverso Scica di Enna, Nicosia e Piazza Armerina; i lavoratori devono completare 78 giornate

Scatta la chiamata per 716 precari forestali




Arriva questa mattina (ieri per chi legge) presso gli Scica (ex ufficio di collocamento) di Enna, Nicosia e Piazza Armerina saranno evase le richieste dei lavoratori forestali (si tratta dei settantottisti) che saranno poi avviati al lavoro lunedì prossimo. In totale sono 716 i lavoratori che saranno chiamati al lavoro per completare le 78 giornate previste.
Sono 263 i lavoratori che vengono chiamati nello Scica di Enna, 312 per il distretto di Piazza Armerina e 141 per il distretto di Nicosia. La chiamata era molto attesa da parte dei forestali perché si rischiava che questa categoria di lavoratori non avrebbe potuto completare le giornate lavorative con grave riflesso sulla corresponsione degli emolumenti.
I rappresentanti sindacali Scornavacche per la Cgil, Bubbo per la Cisl e Savarino per la Uil hanno seguito da vicino hanno seguito questa vicenda da vicino perché c'era da risolvere un problema importante quale il completamento delle giornate da parte dei settantottisti. Oggi negli Scica che ci sarà la chiamata dei lavoratori e probabilmente lunedì questi lavoratori saranno avviati al lavoro, risolvendo un problema che si preannunziava molto difficile tenuto conto delle difficoltà finanziarie della Regione Siciliana. Il coordinatore del Pdl Edoardo Leanza aveva già comunicato che stavano per arrivare i fondi per i forestali
«L'assessore alle Risorse agricole e alimentari, Francesco Aiello, - ha dichiarato Edoardo Leanza - ha assicurato che 34 milioni e 500 mila euro sono già stati messi a disposizione di tutti i lavoratori forestali. Altri 15 milioni di euro arriveranno da qui a qualche giorno e stanno lavorando per ottenere fino a 70 milioni di euro; cifra indispensabile per garantire le attività che devono realizzarsi con l'impiego degli operai forestali, secondo la legge n. 16 del 2006 e gli accordi sindacali del 2009».
F. g.

27 Settembre 2012

27 settembre 2012

IL CANDIDATO FRANCESCO LUPO HA MODIFICATO IL PROGRAMMA ELETTORALE





Ringrazio immensamente il candidato Francesco Lupo per aver modificato il programma elettorale del Movimento 5 Stelle, quindi niente più cooperative o associazioni onlus o società come le SRL a capitale ridotto per gli imprenditori fino a 35 anni, ecc. ecc. ecc.


Ecco quì sotto le modifiche apportate e visibili nel sito del Movimento5Stelle Sicilia.


11 – Forestali:
A) Stipulare accordi con i Comuni della Regione Siciliana e gli Enti di natura pubblica favorendo il passaggio di risorse umane dove necessarie dalla Regione ai Comuni e/o Enti che ne facciano domanda in base alle competenze richieste, bloccando assunzioni ex novo, e consentendo uno snellimento del comparto forestale nel tempo. Ad esempio, si potranno obbligare i comuni che usufruiscono dei fondi regionali per la gestione di parchi e giardini pubblici, ad usufruire del personale del comparto forestale che per la L.R. 14/2006 è abilitato a svolgere questa mansione.
B) Istituire dei bandi Regionali per terreni e strutture demaniali che abbiano un interesse commerciale (es. Parco Natura) in cui il terreno verrà dato in concessione (non venduto) per un tempo determinato in base ad un progetto che deve essere sottoposto ed approvato nelle sedi competenti. Allo scopo di favorire un possibile sbocco lavorativo alle risorse umane del comparto forestale(in particolar modo le fasce più giovani e i 78isti) , verrà dato un punteggio più alto ai progetti presentati da singoli forestali o da società che assumano come impegno con la regione, l’assunzione di personale del comparto forestale.
C) Istituire progetti di ricerca finanziabili tramite i FESR 2014-2020. Un Esempio è dato dalle aree in cui sono presenti piante officinali (es. Monte Quacella nelle Madonie) che possano contribuire ad uno sviluppo economico-ambientale del territorio e della ricerca scientifica.
D) Adoperare i fondi FESR 2014-2020 in progetti di prevenzione e pianificazione ambientale, in cui possano anche essere coinvolti la cittadinanza e le scuole, al fine di garantire una corretta educazione del rispetto ambientale e della prevenzione antincendio.
E) Costituire un “Ente Foreste Regione Siciliana” in House Providing della Regione dotato di strumenti di trasparenza ed efficienza, che promuova un utilizzo produttivo del demanio boschivo, che sia reso auto-finanziabile dall’uso delle risorse boschive a sua disposizione e dai servizi che potrà espletare con privati e/o altri enti; Inoltre potrà gestire (come ente) aree attrezzate volte a fini turistici con servizi a pagamento. I suddetto ente non potrà usufruire di fondi pubblici e il bilancio pubblico dovrà essere revisionato ed approvato da ditte terze.
F) Riportare la competenza specifica tra i dirigenti del Dipartimento Azienda Foreste, programmando dei target preposti di efficacia, efficienza e produttività dei distretti di competenza. La dirigenza dovrà essere scelta tramite bando pubblico per titoli ed esami e non più tramite nomina politica. Bisognerà inoltre garantire un taglio dei CDA amministrativi al fine di risparmiare fondi che possano essere usati per l’efficienza del comparto forestale.
G) Recepimento della “Legge-quadro in materia di incendi boschivi” n. 353/2000, emanata dal Parlamento nazionale, ponendo particolare attenzione sulla mappatura delle zone incendiate e di quelle a rischio e sulla impossibilità di avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni.
H) Estendere le competenze del comparto antincendio dei forestali, anche in aree che si trovano a ridosso
 delle zone boschive che spesso risultano private e di competenza dei VVF e della Protezione Civile, al fine di coadiuvare e garantire una corretta prevenzione degli incendi e una tempestività d’intervento.
I) Potenziare la pianificazione della prevenzione antincendio delle aree boschive: implementando un telecontrollo delle zone a rischio; migliorando i software di comunicazione e controllo dagli organi periferici (Torrette) agli organi centrali (Centri Operativi Regionali e Provinciali) ; implementando anche strutture e attrezzature in uso dalle squadre antincendio.
L) Invertire i criteri che regolano la presenza degli operatori stagionali, ispirandosi ai principi dell’Ente Parco dell’Aspromonte, in cui gli operatori debbano in particolare spendersi per la prevenzione degli incendi come previsto anche dal recepimento della legge quadro. In questo modo il forestale stesso diventerà garante del bosco, adottando nuove tecniche per prevenire la perdita di patrimonio boschivo. Inoltre, a fine stagione sarà possibile premiare con incentivi quei distretti che abbiano ridotto in base alle casistiche agli anni precedenti, la percentuale di incendi grazie alla loro opera di prevenzione.
M) Introduzione di software come ad esempio la Tecnologia Gis per migliorare la pianificazione del comparto e del territorio tramite Sistemi Informativi Territoriali (SIT) utilizzabili per un maggior controllo e sviluppo del territorio boschivo e delle aree che necessitano intervento in base alle risorse umane a disposizione della Regione.

Clicca quì e leggi il vecchio programma.


Piaccia o no, si evince che c’è un chiaro e forte impegno per il comparto forestale.
Per quanto riguarda il nostro settore, non conosciamo invece i programmi elettorali degli altri candidati Presidenti.


 Notizie correlate:
  
Nel frattempo si registrano nuovi commenti
Francesco Lupo candidato del M5S nel collegio di Palermo




MAROTTA (PRC), PRECARI FORESTALI POSSONO TRASFORMARSI IN RISORSA




 

Sicilia: Marotta (Prc), precari forestali possono trasformarsi risorsa


Foto piazzettacomunista.wordpress.com


(ASCA) – Palermo, 26 set”Basterebbe una seria volonta’ progettuale per risolvere la questione delle migliaia di lavoratori forestali mobilitati in queste settimane e per trasformare l’attuale problema in risorsa per il territorio”. Lo afferma Antonio Marotta, (nella foto) segretario regionale di Rifondazione Comunista. ”La Sicilia ha urgente necessita’ di programmare una vasta opera di messa in sicurezza del territorio, seriamente minacciato dal rischio idrogeologico”. In altri termini, per l’esponente comunista, ”occorre stabilizzare i forestali, sia per non gettare sul lastrico le migliaia di famiglie coinvolte, sia perche’ puo’ servire a far fronte a numerosi disservizi registrati nei territori, soprattutto nei comuni piu’ piccoli”.


26 Settembre 2012


Purtroppo si constata che:
ancora non si evince nulla dal programma del candidato Presidente Claudio Fava. 
Non esiste la parola operai forestali. Sembra strano ma è così.


Leggi il programma elettorale, del mio compaesano:

Claudio Fava. Carte del Governo