29 giugno 2016

RIORDINO FORZE DI POLIZIA RINVIATO DI SEI MESI: ANNULLATO L’ACCORPAMENTO FORESTALE-CARABINIERI?


Riordino Forze di Polizia rinviato di sei mesi: annullato l’accorpamento Forestale-Carabinieri?


Riordino Forze di Polizia rinviato di sei mesi: annullato l'accorpamento Forestale-Carabinieri?

L’accorpamento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri verrà annullato? Per adesso è stato prorogato di 6 mesi, ecco perché.

Corpo Forestale, accorpamento nell’Arma dei Carabinieri: il riordino della Pubblica amministrazione previsto dalla riforma Madia slitta di 6 mesi.

Nella giornata di ieri è arrivata la proroga che dona una nuova speranza al Corpo Forestale. Infatti, ieri è stato prorogato il termine per l’attuazione dell’articolo 8 della riforma Madia. Si tratta di quella parte in cui si prospetta un riordino dell’amministrazione centrale dello Stato e degli enti pubblici non economici.

In questa parte è compreso l’accorpamento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri, una mossa che sta suscitando non poche polemiche.

Quindi, per il riordino della Pubblica Amministrazione previsto dalla riforma Madia bisognerà aspettare ancora qualche mese. Nel dettaglio, la proroga modifica i tempi necessari per l’attuazione dell’articolo 8 della riforma Madia portandoli da 12 a 18 mesi, quindi la nuova scadenza è prevista per metà febbraio.

I membri del Corpo Forestale sperano che questo rinvio possa preannunciare un annullamento dell’accorpamento. A tal proposito il 5 luglio le Guardie Forestali si riuniranno in piazza Montecitorio di Roma, a partire dalla 10:00, per protestare contro la riforma Madia.

Le loro proteste, così come le richieste dei sindacati e del Capo della Polizia, verranno ascoltate dal Governo? Dopo il rinvio dell’attuazione della riforma Madia, ci potrebbe essere l’annullamento dell’accorpamento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri?

Accorpamento Corpo Forestale nei Carabinieri: slitta il riordino della PA


Nei giorni scorsi il Capo della Polizia Gabrielli si era esposto contro la decisione del Governo di riordinare le Forze di Polizia accorpando il Corpo Forestale con l’Arma dei Carabinieri. I sindacati speravano che queste parole potessero far tornare il Governo sui propri passi, ma in realtà non è stato così.

Infatti, la proroga per il calendario d’attuazione della Riforma Madia non indica un passo indietro del Governo per quanto riguarda il riordino delle Forze di Polizia, poiché è arrivata in seguito all’approvazione di un emendamento del relatore alla legge di conversione del decreto di proroga delle missioni internazionali.

Il riordino delle Forze di Polizia potrebbe influire sulle missioni ancora in corso nei paesi internazionali ad alto rischio, come l’Iraq o l’Afghanistan. Quindi, viste le resistenze incontrate nel progetto del riordino è stato prorogato il termine per l’attuazione della riforma Madia così da garantire la sicurezza di chi è impiegato nelle missioni estere.

Alcuni però, specialmente i detrattori di Renzi, credono che dietro a questa mossa si nascondano dei motivi politici. Infatti, inizialmente la riforma della Pubblica Amministrazione prevedeva che il riordino delle Forze di Polizia dovesse avvenire entro i primi di settembre, ma con la proroga la scadenza è stata spostata a metà febbraio. Di conseguenza il riordino non ci sarà prima del referendum costituzionale di ottobre, quando Renzi si giocherà buona parte del suo futuro politico.

Si tratta di una mossa politica con cui il Premier ha cercato di riprendersi i consensi di coloro che erano contrari al riordino delle Forze di Polizia? Prorogando la scadenza per l’accorpamento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri Renzi ha voluto evitare che questi votassero a favore del NO? Al momento non ci sono motivi che ci inducano a pensare questo, così come confermiamo che nonostante la proroga, e salvo decisioni straordinarie del Governo, il riordino delle Forze di Polizia non verrà annullato.


29 Giugno 2016
https://www.forexinfo.it/Riordino-Forze-di-Polizia-rinviato





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NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO




Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato

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Anche il nostro Blog ha aderito









STABILIZZAZIONE OPERAI FORESTALI. SNAF-FNA: A BREVE IL TRIBUNALE DI CATANIA COMUNICHERA' LA DATA DELLA SENTENZA


Dalla pagina facebook
del Segrtetario Provinciale Snaf-Fna Catania
Franco Cupane









LA SECONDA COMMISSIONE HA APPROVATO IL DDL SULLE VARIAZIONI DI BILANCIO. QUASI 50 MILIONI PER I LAVORATORI FORESTALI


REGIONE

Comuni, forestali, enti regionali
A chi andranno i 500 milioni




, Politica

La seconda commissione ha approvato il ddl sulle variazioni di Bilancio.

di Santi Sabella
PALERMO - I soldi materialmente non sono ancora arrivati nelle casse regionali, come ha confermato ieri a Sala d'Ercole l'assessore regionale agli Enti locali Luisa Lantieri. Ma sul modo in cui distribuire gli ormai celebri 500 milioni, frutto dell'accordo con lo Stato in materia di entrate, la Regione ha già le idee chiare. Lo schema è già stato messo nero su bianco dalla seconda commissione presieduta da Vincenzo Vinciullo con un emendamento al disegno di legge sulle variazioni di Bilancio.

La fetta più grossa andrà ai Comuni, per i quali è previsto uno stanziamento di 154 milioni e 545 mila euro. Nove milioni andranno ai Liberi consorzi, 85 milioni e 544 mila euro sono previsti in favore delle Autonomie locali a compensazione degli squilibri finanziari, mentre 17 milioni andranno ai precari degli Enti locali.

Quasi 50 milioni per i lavoratori forestali, 13 per gli ex Pip. Boccata d'ossigeno anche per i Consorzi di bonifica, ai quali andranno complessivamente circa 20 milioni (oltre 15 ad integrazione dei bilanci, poco più di quattro per la proroga dei contratti di lavoro). Sempre in materia di agricoltura, l'emendamento della seconda commissione ha inserito due milioni e 822 mila euro per l'Istituto della vite e del vino come contributo integrativo di bilancio, e tre milioni in favore del personale di cooperative agricole, cantine sociali e consorzi agrari.
Fondi in arrivo anche per alcuni enti regionali.


Sei milioni e mezzo per gli Enti parco, oltre tre a copertura delle spese per la prevenzione e per gli interventi per il controllo degli incendi boschivi. Quattro milioni e 746 mila euro andranno all'Irsap, un milione e 100 mila euro al Ciapi. Quasi tre milioni e mezzo per il personale in servizio all'Eas, l'ente acquedotti siciliani in liquidazione. Venti milioni, invece, sono previsti per l''acquisizione dei servizi attualmente in regime di convenzione dalla Sas. Due milioni, infine, per la soppressione e liquidazione di alcuni enti economici regionali (Azasi, Ems, Espi).

Tra le spese più rilevanti, un milione e 700 mila euro per l'Arma dei Carabinieri, tre milioni e 700 mila euro per l'indennità vitalizia in favore dei talassemici, cinque per le comunità alloggio che ospitano pazienti dimessi dagli ex ospedali psichiatrici. Sei milioni e 700 mila euro andranno invece a titolo di rimborso ai comuni per le spese relative al ricovero di minori disposto dall'autorità giudiziaria.

La commissione Bilancio, infine, ha impegnato parte dei 500 milioni per spese legate allo studio e alle attività culturali. In particolare, quasi sei milioni di contributi per il funzionamento degli enti regionali per il diritto allo studio universitario, due per i consorzi universitari, uno per l'Ersu, mentre due milioni sono previsti per il contributo annuo alle università di Palermo, Catania e Messina. Quasi sei milioni andranno al Teatro Bellini di Catania, tre al Teatro Massimo di Palermo, un milione e 700 mila euro al Teatro di Messina, un milione al Biondo di Palermo, tre milioni e 700 mila euro all'Orchestra sinfonica siciliana. Due, infine, andranno a rifinanziare il Fondo unico per lo spettacolo.

29 Giugno 2016
http://livesicilia.it/2016/06/29/comuni-forestali-enti-regionali-a-chi-andranno-i-500-milioni_763628/





Notizia corelata:

Pioggia di soldi dall’Ars, già spesi tutti i 500 milioni ‘Romani’. Mettendo così  anche ai forestali di poter fare fronte a tutte le loro necessità la nota del blog








PROBLEMATICHE CONGUAGLI INDENNITA' KM 2015 LTD CORPO FORESTALE. LE SEGRETERIE REGIONALI DI FAI, FLAI E UILA SCRIVONO AL DIRIGENTE GENERALE E ALL'ASSESORE CROCE










Leggi la nota in formato Word








LE OO.SS. DI FAI, FLAI E UILA PROCLAMANO PER MERCOLEDI' 6 LUGLIO LO STATO DI AGITAZIONE DI TUTTI I LTI DEL CORPO FORESTALE E CHIEDONO ALTRTESI' UN INCONTRO URGENTISSIMO CON L'ASSESSORE CROCE



















CALTANISSETTA. ROGO A SAN GIULIANO, FIAMME SPENTE DOPO 6 ORE -VIDEO


Rogo a San Giuliano, fiamme spente dopo 6 ore -Video


http://www.giornalenisseno.com/2016/06/28/rogo-a-san-giuliano-fiamme-spente-dopo-6-ore/


Sei ore d’inferno al Monte San Giuliano di Caltanissetta per un vasto rogo partito a valle del monte e che pian piano è risalito fino a raggiungere le case, tant’è che tre famiglie sono state allontanate dalle rispettive abitazioni di via Firrio. Una collina accerchiata dal fuoco, con decine di villette lambite dalle fiamme e il vento di scirocco che ha reso più difficili le operazioni di spegnimento da parte delle tre squadre dei vigili del fuoco e altrettante del Corpo Forestale. Ma quando la situazione ha rischiato di degenerare e le unità via terra che si inerpicavano sulla scarpata tentavano di soffocare a fatica le lingue di fuoco, è stato necessario mobilitare i mezzi aerei. Due gli elicotteri e due i canadair della Protezione Civile e della Forestale che hanno sorvolato sulla collina infuocata dopo aver attinto, i canadeir centinaia di litri d’acqua a mare, mentre gli elicotteri hanno prelevato acqua da laghetti e bacini artificiali del comprensorio. Durante l’intervento dall’alto, i velivoli antincendio hanno effettuato complessivamente 18 lanci d’acqua per spegnere un rogo che si estendeva paurosamente verso le case, mentre carabinieri, poliziotti e vigili urbani pattugliavano la zona per verificare se vi fossero situazioni di pericolo per i residenti. Durante l’incendio, una bombola di gas abbandonata in aperta campagna è esplosa a causa del forte calore. Nessuna conseguenza, fortunatamente, per il personale antincendio che stava intervenendo. Il rogo ha minacciato anche le diverse antenne posizionate nel piazzale, ma le squadre antincendio hanno circoscritto le fiamme in tempo, evitando così danni maggiori alle apparecchiature di radiotrasmissione. Una situazione di emergenza che è stata seguita dalla Prefettura. Intorno alle ore 20 le squadre di vigili del fuoco e forestali sono riuscite a circoscrivere il rogo. L’allarme è rientrato in prima serata e soltanto allora su tutti i versanti del colle colpiti dal fuoco sono partite le operazioni di bonifica da parte delle squadre antincendio per impedire che i focolai potessero alimentare nuovamente le fiamme. Sulla matrice dell’incendio che ha carbonizzato una parte del Redentore restano i sospetti di un’azione dolosa, ma bisognerà attendere i risultati dei rilievi. 

28 Giugno 2016
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L'IMPEGNO DEL GOVERNO REGIONALE: ENTRO 17 GIORNI LA RIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE. IL BLOG: "MA CI SARÀ UN AUMENTO DELLE GIORNATE LAVORATIVE PER LA CATEGORIA PIÙ ANZIANA NON STABILIZZATA?"


L'impegno del Governo Regionale: entro 17 giorni la riforma del comparto forestale. Il Blog: "Ma ci sarà un aumento delle giornate lavorative per la categoria più anziana non stabilizzata?"






Se non è previsto nessun aumento delle giornate lavorative, i Sindacati dovrebbero disertare tutti gli incontri. Siamo pronti a incatenarci!




RIFORMA FORESTALE. IL SILENZIO ASSORDANTE DI CHI NON VUOLE SENTIRE


Dalla pagina facebook
del Funzionario del Corpo Forestale della Regione Sicilia
Gaetano Guarino



Riforma Forestale. Il silenzio assordante di chi non vuole sentire


Dopo un week end abbastanza tranquillo, la mia settimana si sta dispiegando con una serie di interrogativi.
Da quando è cominciata a circolare qualche notizia in più in merito al disegno di Legge di “Riforma Forestale”, tanti scudi si sono levati. In molti casi, scudi fasulli e falsi di chi sostiene di non essere stato a conoscenza “in corso d’opera” dell’elaborazione della proposta di riforma.
Levata di scudi di chi, poi -guarda caso- sotto sotto sostiene la Riforma.
Cui si aggiunge la levata di scudi dei lavoratori forestali che, giustamente, ritengono di essere presi in giro. Ma anche la levata di scudi mia e di qualche altro collega che conosce la storia, la genesi di tale proposta e che, come me, nel passato ha contrastato, riuscendoci, scelte improvvide, proposte dai Governi Cuffaro prima e Lombardo poi.
Ebbene, io ho sempre considerato l’On.le Cracolici, oggi Assessore "madre partoriente" della Riforma, un Deputato attento; lo definisco “madre” della Riforma perché sempre la maternità di qualcosa che nasce è certa; la paternità, invece, può essere messa in dubbio.
Spero che l’Assessore si possa presto rendere conto della inutilità e pericolosità di questa Riforma, se dovesse essere approvata.
Di "Agenzia" si cominciò a parlare nel 2006/2007, quando, per garantire le velleità di qualche Dirigente rampante, fu azzerata l’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, per farla diventare Dipartimento.
C’è da dire che sino ad allora l’Azienda Foreste aveva una veste giuridica ed economica ben definita. Se poi non funzionò come era giusto che funzionasse, la colpa fu di quella politica che usava la potenza economica e politica per i propri fini.
Diventata Dipartimento, cominciarono a scricchiolare i capisaldi che erano propri dell’Azienda; allora si cominciò a comprendere che il fine ultimo era l’azzeramento. Già qualcuno lungimirante, cominciò ad organizzare corsi per Guardia Ambientale, qualcun altro corsi per Guide Ambientali etc etc.
Era chiaro fin da allora, che si andava in una direzione sbagliata, che avrebbe potuto nuocere a tutto il comparto e alla Sicilia intera. Solo i Sindacati non se ne rendevano conto.
Poi la svolta di quel piccolo manipolo di uomini che hanno cercato di infrangere le regole incrostate e indiscusse da anni. E così si cominciarono a vedere con un'ottica imprenditoriale pubblica le potenzialità del settore forestale.
Il tutto nel 2012 si suggellò con una Delibera di Giunta del Governo Lombardo agli sgoccioli della sua Legislatura.
Da allora tutto è cambiato: prima l’avvento del Governo Crocetta, poi il seppellimento di quella Delibera di Giunta, e a seguire il siluramento di chi voleva portare avanti un vero progetto di sviluppo.
Io, oggi, da comune cittadino, da piccolissimo Funzionario del Corpo Forestale, lancio un appello all’Assessore Cracolici: Assessore, per il bene della Sicilia, desista dal portare avanti una Riforma che, paradossalmente, Riforma non è; è soltanto il consolidamento degli interessi di chi da anni gestisce il Comparto Forestale in Sicilia in maniera discutibile, improduttiva e come "cosa propria".
Io, personalmente, pubblicamente nelle Sedi Sindacali, ho denunciato più volte l’esistenza di questo “comitato”, ma sono rimasto inascoltato. Anzi, per tutta risposta, coloro che ho avversato, grazie a questo Governo (non me lo sarei mai immaginato) ora ricoprono posizioni di rilievo: tutti promossi. Ironia della sorte, tutti ex democristiani, cuffariani doc, che adesso si rivolgono a Lei, Antonello. Sì, i tempi cambiano: non ci sono più ideologie, non c’è più etica, questione morale; c’è solo rampantismo, cinismo e profitto.
Caro Assessore, ci ripensi. Vuole davvero portare avanti una seria Riforma, da aggiungere degnamente al suo curriculum politico?
Stracci questa porcheria, si confronti con le persone che nulla hanno a che vedere con gli interessi di lobby e che possono davvero ben consigliarLa affinché, tra le altre cose, si possano dare risposte ai tanti bravi operai forestali addetti alla manutenzione e all’antincendio.
Assessore, un'ultima cosa: se vorrà, legga interamente la DELIBERA di GIUNTA DI GOVERNO N. 322 DEL 06.09.2012: su alcuni aspetti della sua Riforma già qualcuno ci aveva provato, ma non si parlava di Agenzia; era tutt’altra cosa.



Notizia correlata:

Delibera di Giunta n. 322











SICILIA ‘INCAPRETTATA’: I VERI RESPONSABILI SONO I PARLAMENTARI E I DIRIGENTI DEL PD SICILIANO. ALLA FINE I FORESTALI E LE ALTRE CATEGORIE SOCIALI TROVERANNO SOLUZIONI PER SOPRAVVIVERE


Sicilia ‘incaprettata’: i veri responsabili sono i parlamentari e i dirigenti del PD siciliano




Giulio Ambrosetti
Sbagliato prendersela con Crocetta che, per la seconda volta in due anni, ha firmato un ‘Patto’ con Renzi che ‘incapretta’ 5 milioni di Siciliani. I veri responsabili sono i parlamentari nazionali del PD eletti in Sicilia. E i deputati regionali di questo partito. E i dirigenti. Sono loro che stanno rubando il futuro ai Siciliani che non hanno ancora raggiunto la maggiore età. Perché queste penalizzazioni colpiscono, soprattutto, le generazioni future. Se ne ricordino i Siciliani quando andranno a votare alle elezioni politiche nazionali e regionali. Si ricordino i nomi e i cognomi dei parlamentari e dei dirigenti del Partito Democratico siciliano…



Il dibattito sul nuovo ‘Patto’ finanziario tra Stato e Regione, che poi è solo un volgare ‘incaprettamento’ di 5 milioni di Siciliani ad opera non di Rosario Crocetta – che è la vittima sacrificale di questa e di altre storie – ma del PD romano e siciliano riprenderà oggi pomeriggio a Sala d’Ercole. Ieri, durante la seduta del Parlamento dell’Isola, sono intervenuti in tanti. E altrettanti ne interverranno nella seduta convocata oggi.

Insomma, se la presidenza dell’Ars non fosse intervenuta per rinviare ad oggi i lavori, i nostri parlamentari avrebbero fatto notte. Così il dibattito su come Roma abbia, ancora una volta, penalizzato i Siciliani durerà due giorni.

Non sappiamo che effetti sortirà questo dibattito. Ci sono, però, alcuni elementi che sono già chiari in questa fase. Proviamo a sottolinearli.

Il primo elemento – la profonda scorrettezza dello Stato nei confronti della nostra Regione – lo sta illustrando il dottore Franco Busalacchi, che iniziato una sorta di ‘viaggio’ nei tormentati rapporti finanziari tra Stato e Regione (la prima puntata di questo ‘viaggio’ la potete leggere qui).

Il secondo elemento riguarda il PD: il Partito Democratico, ad onta del proprio nome, sta utilizzando l’inadeguatezza del presidente della Regione, Rosario Crocetta, per penalizzare 5 milioni di Siciliani.

Si tratta, a conti fatti, dello stesso gioco sporco che il Governo Renzi ha praticato con ‘successo’ esattamente due anni fa – era il Giugno del 2014 – quando ha fatto firmare al presidente Crocetta un ‘Patto’ in forza del quale il governatore dell’Isola ha rinunciato, a nome di 5 milioni di Siciliani, agli effetti positivi di una sentenza della Corte Costituzionale in materia di rapporti finanziari tra Stato e Regione.

Firmando quel ‘Patto scellerato’, il presidente Crocetta ha rinunciato a oltre 5 miliardi di Euro. Soldi dei Siciliani finiti nelle ‘casse’ dello Stato.

La stessa storia, con qualche variazione sul tema, si è verificata qualche giorno fa. In cambio di 500 milioni di Euro (che peraltro sono soldi della Regione) da erogare alla Sicilia non si capisce quando (di certo non subito), Crocetta ha accollato alla Sicilia una serie di pesanti penalizzazioni che, nei prossimi anni, colpiranno le tasche degli ignari Siciliani.

Ma la parte veramente squallida di questa storia è la rinuncia della Regione siciliana ai contenziosi finanziari con lo Stato per il periodo compreso tra il 2014 e il 2016. 

Questo passaggio – che è la replica di quanto avvenuto nel Giugno del 2014 – ci dice alcune cose.

Il dottore Franco Busalacchi, come già ricordato, ha iniziato a ripercorrere i rapporti finanziari tra Stato e Regione. E già nella prima puntata del suo ‘viaggio’ ha segnalato la scorrettezza dello Stato, che non ne vuole sapere di riconoscere alla Regione ciò che la Legge prevede.

Quello che il Governo e le burocrazie ministeriali (queste ultime, per la cronaca, osteggiano l’Autonomia siciliana sin dai tempi di Einaudi) si rifiutano di riconoscere alla Regione, lo va riconoscendo, piano piano, ma inesorabilmente, la Corte Costituzionale.

Abbiamo già detto dei pronunciamenti della Consulta del 2014. In questa fase non ci serve entrare nel merito di tali provvedimenti. Lo farà, con maggiore competenza, il dottore Busalacchi. A noi, in questa fase, interessa sottolineare il dato che è culturale e politico insieme.

La Corte Costituzionale – che alla Regione siciliana non ha mai fatto sconti – riconosce, da qualche anno a questa parte, che lo Stato si comporta in modo non leale con la Regione siciliana. Mancanza di lealtà nei riguardi della Regione da parte dello Stato centrale che, lo ricordiamo, è stata segnalata anche dai giudici della Corte dei Conti. 

Ebbene, di fronte a chiari pronunciamenti della Corte Costituzionale su materie finanziarie – pronunciamenti favorevoli alla Sicilia – lo Stato, o meglio, il Governo Renzi, non ha trovato di meglio, per ben due volte, che utilizzare il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, facendogli firmare la rinuncia a pronunciamenti favorevoli a 5 milioni di Siciliani.

Ribadiamo: il problema non è Crocetta, che è di certo inadeguato al ruolo che è stato chiamato a svolgere (e forse è proprio per questo che è stato messo lì): il protagonista vero, in questa vicenda, è il Partito Democratico. 

E’ il PD – tutto il PD, non solo i renziani – che ha deciso che alla Sicilia non possono e non debbono essere riconosciuti i benefici finanziari sanciti da sentenze della Corte Costituzionale. E’ questo partito politico che sta massacrando la Sicilia. 

Questo passaggio è importante per svelare a 5 milioni di Siciliani la determinazione con la quale il PD romano sta colpendo al cuore la Regione siciliana (e, soprattutto, il portafogli di 5 milioni di Siciliani, impoverendoli). Ma anche – anzi, soprattutto – la malafede e l’ipocrisia dei dirigenti del PD siciliano che fanno finta di essere contro Crocetta, ma che, nei fatti, sono perfettamente allineati al PD romano.

Siamo arrivati al cuore del problema. Gli oltre 5 miliardi di Euro che, nel 2014, lo Stato ha scippato alla Regione siciliana non sono il semplice frutto della firma di Crocetta al ‘Patto scelletato’ con il Governo Renzi. Sono il frutto della volontà di tutto il PD di vanificare l’Autonomia siciliana. I dirigenti del PD della nostra Isola sapevano tutto di questo ‘Patto’ e l’hanno avallato.

Facendolo firmare a Crocetta hanno solo provato a ingannare 5 milioni di Siciliani.

Non sfugge all’intelligenza dei nostri lettori l’atteggiamento dei parlamentari e, in generale, dei dirigenti del PD siciliano. Che, a parole, dicono di mal sopportare Crocetta, ma poi, quando a Sala d’Ercole si materializza la mozione di sfiducia, sono i primi a corre in aiuto al presidente Crocetta.

I deputati e i dirigenti del PD siciliano pensano, con questa pagliacciata, di ingannare 5 milioni di Siciliani. Ma i Siciliani sanno benissimo che il ‘distacco’ tra il PD siciliano e Crocetta è solo una sceneggiata. 

Il sottosegretario Davide Faraone, per accreditarsi, spara a zero su Crocetta. Ma si tratta, per l’appunto, di una sceneggiata. Faraone – personaggio di piccolo cabotaggio politico, peraltro molto spregiudicato (come dimenticare la puntata di Striscia la notizia che l’ha fatto a pezzi, non certo per fatti secondari: anzi…) – attacca Crocetta perché s’illude di ingannare gli elettori Siciliani. I quali sanno benissimo che la sua è solo una recita.

Abbiamo parlato di Faraone: ma non è il solo dirigente del PD siciliano ad essere responsabile delle penalizzazioni finanziarie che il Partito Democratico sta infliggendo a 5 milioni di Siciliani.

Le cronache politiche provano a raccontare delle tante ‘anime’ del PD siciliano. Che ci possano essere sensibilità diverse, in questo partito, non ci sono dubbi. Ma va detto che sugli affari e sulla Malasignoria che colpisce la Sicilia, i parlamentari nazionali e regionali e i dirigenti del PD siciliano sono tutti ‘cugini’.

Tutti – parlamentari nazionali e regionali del PD e dirigenti di questo partito in Sicilia – sanno perfettamente come stanno le cose. Sanno che il Governo Renzi sta rubando il futuro a 5 milioni di Siciliani, soprattutto alle giovani generazioni.
Gli scippi finanziari operati dal Governo Renzi alla Regione siciliana – con le penalizzazioni finanziarie e con la doppia rinuncia agli effetti positivi di sentenze della Corte Costituzionale – colpiscono soprattutto i Siciliani che oggi non hanno raggiunto la maggiore età.
Alla fine i precari, i forestali e le altre categorie sociali troveranno soluzioni per sopravvivere.

Ma il vero delitto il Governo nazionale lo sta consumando ai danni dei Siciliani che oggi non hanno ancora compiuto i diciotto anni. Saranno i giovani Siciliani, nei prossimi anni, a pagare un prezzo carissimo delle scelte sconsiderate che il PD tutto – con in testa parlamentari e dirigenti del PD siciliano – sta adottando contro la nostra Regione.

Se oggi emigrano mille giovani Siciliani, domani, a causa di queste scelte sconsiderate volute dal PD, saranno centomila i giovani Siciliani costretti a lasciare la Sicilia.  

Se ne ricordino gli elettori siciliani quando si troveranno – alle prossime elezioni politiche nazionali e regionali – davanti alla scheda elettorale. Inutile prendersela solo con Crocetta che, lo ricordiamo ancora una volta, è solo mezzo con il quale il PD sta massacrando la Sicilia.

Sono tanti, i responsabili politici di quello che sta succedendo oggi in Sicilia: Davide Faraone, Fausto Raciti, Antonello Cracolici, Bruno Marziano, per citarne solo alcuni. Sono i parlamentari regionali e nazionali di questo partito i veri responsabili. Ricordatevi i loro nomi, cari Siciliani, quando sarete chiamati a votare.

29 Giugno 2016
http://www.inuovivespri.it/2016/06/29/il-patto-finanziario-che-incapretta-la-sicilia-i-veri-responsabili-sono-i-parlamentari-e-i-dirigenti-del-pd-siciliano/







SIFUS: LA CONTRORIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE PROMOSSA DA CRACOLICI VA FERMATA. VOLANTINO


Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale del Sifus
Giuseppe Fiore










PIOGGIA DI SOLDI DALL’ARS, GIÀ SPESI TUTTI I 500 MILIONI ‘ROMANI’. METTENDO COSÌ ANCHE AI FORESTALI DI POTER FARE FRONTE A TUTTE LE LORO NECESSITÀ LA NOTA DEL BLOG


Pioggia di soldi dall’Ars, già spesi tutti i 500 milioni ‘romani’

palazzo-normanni-palermo

I soldi non sono ancora arrivati e probabilmente resteranno a lungo solo sulla carta ma per come spenderli non c’è bisogno di aspettare. La Commissione Bilancio dell’Ars ha approvato a tempo di record il Disegno di Legge 1213 – “Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l’esercizio finanziario 2016 e al bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018. Disposizioni varie” che di fatto distribuisce subito derivanti dall’accordo firmato a Roma con il governo centrale.
Il Disegno di Legge ha recepito un emendamento attraverso il quale sono stati sbloccati e inseriti nel Bilancio della Regione 500 milioni di euro destinati alla copertura di spese che al momento erano bloccate. Ecco dove andranno a finire i soldi sbloccati con il criticato accordo: 154,545 milioni a favore dei Comuni; 9,005 milioni per le ex Province; 85,544 milioni per gli squilibri finanziari delle Autonomie Locali; 13,840 milioni per la manutenzione dei boschi, 4,703 milioni per le garanzie occupazionali dei Consorzi di bonifica, 15,694 milioni per i Consorzi di bonifica; 17,100 milioni per i precari degli Enti Locali; 342 mila euro per le Scuole di servizio sociale; 1,101 milioni per il CIAPI; 1,731 milioni per l’arma dei Carabinieri; 4,746 milioni per l’IRSAP; 3,768 milioni per i talassemici; 13,638 milioni per i PIP; 45 mila euro per Fulvio Frisone; 268 mila per Hellen Keller, 265 mila per i sordomuti; 734 mila per l’Unione Italiana Ciechi; 5,408 milioni per i malati psichiatrici;  71 mila euro per i consultori e gli oratori religiosi; 6,725 mila per i minori sottoposti all’autorità giudiziaria; 270 mila per l’Istituto Nazionale del Dramma Antico; 759 mila per la stamperia brail; 2,448 milioni per i Consorzi universitari; 1,274 milioni per l’Ersu; 141 mila per le famiglie meno abbienti per la tutela della maternità e della vita nascente.
Dunque solo un terzo dei fondi attesi arriveranno ai Comuni mentre non ci sono poste ulteriori per il piano contro la povertà che il Presidente della Regione ha annunciato se non i 141 mila euro destinati alle famiglie meno abbienti.
L’accordo sbandierato come ‘storico’ dal governatore Rosario Crocetta che di fatto ha impegnato non solo il suo ma anche il prossimo governo ad una politica ‘depressiva per i prossimi 5 anni oggi è stato anche al centro dell’ennesima violenta polemica sancita dall’attacco ‘violento’ del commissario di Forza Italia Gianfranco Micciché all’indirizzo del quale sono piovute le reazioni dello stesso Crocetta e di tutto il Pd.
In precedenza sull’accordo erano piovute immediatamente le critiche di Sicilia Nazione che da subito aveva parlato di un buco da 8 miliardi che sarebbe stato creato da questo accordo mentre a seguire erano arrivati i 5 stelle a raccontare come i 900 milioni in questione siano, di fatto, solo un mutuo che si pagherà molto caro.
si era ipotizzato di usare le risorse per un piano anti povertà anche quellofortemente osteggiato dalle organizzazioni del Terzo settore e anche dagli industriali ma il progetto del governatore sembra tramontato guardando le poste di questa legge. Anche se resta la valutazione sull’accordo ‘scellerato’ perché sono più le risorse a cui rinuncia che quelle che ottiene
Sempre oggi la Commissione ha approvato altre leggi di spesa. Si tratta del Disegno di Legge n. 1189 “Rifinanziamento delle leggi di spesa – Capitoli 147314 e 147315” con il quale vengono stanziati 2.526.000 euro per l’Aras, 1.360.000 euro per il Corfilac e 400.000 euro per i Consorzi di ricerca per l’agricoltura.
Il Disegno di Legge si era reso necessario dopo che, in fase di approvazione della Finanziaria, erano state stralciate le norme relative all’Associazione Regionale degli Allevatori per la Sicilia, al Corfilac e ai Consorzi di ricerca per l’agricoltura che, precedentemente, erano state correttamente approvate dalla Commissione Bilancio.
“Con il provvedimento legislativo di oggi, dice il Presidente della Commissione Vincenzo Vinciullo – viene affrontato e, speriamo definitivamente, risolto il problema relativo a un settore strategico dell’agricoltura siciliana, quale è la zootecnia”
“Sento il dovere – ha proseguito Vinciullo riferendosi, invece, alle variazioni di Bilancio – di ringraziare la Commissione per la velocità con la quale ha proceduto a approvare il Disegno di Legge e a recepire l’emendamento che, sbloccando mezzo miliardo di euro, mette i Comuni, le ex Province, i forestali i Consorzi di bonifica e le università nelle condizioni di poter fare fronte a tutte le loro necessità, sbloccando le risorse per i precari”.
Ma nonostante tutto all’appello mancano ancora 50 milioni per coprire le spese ‘al minimo’ come ammette lo stesso Vinciullo. “È chiaro che dobbiamo ancora recuperare questi 50 milioni di euro in qualche modo, ma credo che, nel breve volgere di qualche settimana, potremo trovare anche queste somme che ancora non sono entrate nel bilancio della Regione”.


28 Giugno 2016
http://palermo.blogsicilia.it/pioggia-di-soldi-dal-parlamento-siciliano-gia-spesi-tutti-i-500-milioni-romani/345516/




Nota 

Sono interventi di ordinaria amministrazione: nessun regalo, chiaro? 
Se non prevedono un aumento delle giornate per i lavoratori forestali, hanno fallito del tutto e non ci saranno sconti per nessuno...







INCENDI, LA CONDANNA DAL DISTRETTO TURISTICO CEFALÙ MADONIE HIMERA


Incendi, la condanna dal Distretto Turistico Cefalù Madonie Himera


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Il Distretto Turistico Cefalù Madonie Himera condanna con forza gli autori che hanno provocato gli incendi nei giorni 16 e 17 giugno colpendo e devastando intere zone delle Madonie e della Valle dell’Himera.

Le conseguenze di tali atti non possono che compromettere il turismo, settore che racchiude in sé, non solo cultura e tradizioni, ma anche valenze paesaggistiche, archeologiche, etno-antropologiche e geologiche, elementi di inestimabile valore, che, frutto di secoli e di generazioni passate, non potranno più essere recuperati.

Appare evidente che anche il settore economico, subirà grandi perdite.

Il presidente Mario Cicero, da sempre impegnato in attività di valorizzazione e promozione del territorio, è fermamente convinto che, oltre le ferme denunce e la solidarietà espressa in questi giorni, sia necessario agire attuando la“prevenzione dei luoghi” per evitare il sorgere di nuove azioni in grado di provocare la devastazione di intere aree boschive. L’impegno richiesto è che ognuno si attivi a diventare parte attiva nella conservazione del patrimonio naturale, culturale, monumentale per preservare e accrescere le ricchezze del proprio territorio.

Bisogna sviluppare un programma di prevenzione a tutela delle attività economiche esistenti preservandole dai danni ingenti, così come quelli che hanno subito le aziende ed i cittadini negli ultimi avvenimenti dolosi.

Non si può continuare ad assistere passivamente all’inerzia delle istituzioni e di tutti coloro che nell’esercizio di pubbliche funzioni non esercitano attivamente il loro ruolo a tutela della sicurezza dei privati cittadini e della salvaguardia dei patrimoni materiali ed immateriali.

La prevenzione deve iniziare con le operazioni di pulizia delle strade i cui bordi sono coperti da sterpaglie, dal recupero dei movimenti franosi e delle aree pubbliche e private abbandonate.

Occorre, dunque, intervenire prontamente perché non esistono solo cause strutturali connesse ai fattori geologici, morfologici, idrogeologici, che alterano gli equilibri naturali, ma vi sono cause occasionali che determinano, se volutamente provocati dall’uomo, conseguenze ben più gravi per una combinazione di diversi fattori.

E’ necessario agire con l’intervento delle forze politiche e degli Enti preposti, affinchè, con la Giunta Regionale di Governo e gli organi competenti in materia di tutela del territorio Arta, Azienda Foresta, Anas, Assessorato all’Agricoltura, si possa sviluppare un piano programmato di interventi che renda possibile l’attuazione di misure dirette alla manutenzione di aree fortemente compromesse, avvalendosi in ciò degli operai forestali, attivando cantieri di lavoro, intercettando le risorse economiche messe a disposizione dai fondi europei.

La sfida è quella di far si che la Sicilia possa ancora di più divenire un attrattore turistico anche livello internazionale, al pari di altre località turistiche.

I soci del Consorzio turistico si impegnano sin d’ora a predisporre un progetto organico per attivare un insieme di azioni finalizzate al coordinamento e alla diffusione di interventi di manutenzione all’interno dei loro territori.

28 Giugno 2016
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