18 febbraio 2025

40 ANNI DI PRECARIATO PER I FORESTALI ED OLTRE TRENTA PER ESA E CONSORZI DI BONIFICA COSTANO PIÙ PER I DANNI E PER I COSTI DI RISARCIMENTO, CHE LA STABILIZZAZIONE MEDESIMA


Ricevo e pubblico
dal Segretario Nazionale Sifus Confali Consorzi di Bonifica
Ernesto Abate 

É dall’inizio di questo inverno che il Governo regionale siciliano si dimena battendosi il petto, propagandando i grandi risultati che emergono dalle abbondanti precipitazioni che stanno vedendo “lievitare” i volumi accumulati negli invasi artificiali!

Eppure il dato oggettivo resta lo stesso di sempre, certificando il fallimentare approccio politico nei confronti dell’uso oculato e programmatico delle sentinelle del territorio e di tutti gli strumenti regionali e partecipati disponibili come ESA, FORESTALI e CONSORZI DI BONIFICA, in sinergia alla PROTEZIONE CIVILE e all’AUTORITÀ di BACINO per addivenire a soluzioni concrete nella lotta di contrasto al dissesto idrogeologico, siccità, desertificazione, regimazione e vettoriamento delle acque, crisi climatica, idrica ed irrigua!!!!!!!

Dati incontrovertibili che si evincono da una tabella aggiornata all’01/02/2025 dall’AUTORITÀ di BACINO che fa espresso riferimento alla Regione siciliana!!!!

Si tratta di una risorsa idrica ed irrigua complessiva di appena 268,81 milioni di metri cubi d’acqua a fronte di una capienza complessiva di 1.1 miliardi di metri cubi invasabili e di cui circa il 60% é ad alta densità di fanghi di sedimento.

Tra l’altro, ricordo a me stesso che nello stesso periodo dello scorso anno, quando i dati erano considerati davvero catastrofici e meritevoli di ottenere il riconoscimento nazionale dello stato d’emergenza, risultavano essere più confortanti rispetto a quelli odierni, con i suoi 295,63 metri cubi d’acqua invasati.

Se fossimo stati a scuola a questo Governo regionale non lo avrebbe salvato nemmeno la possibilità di essere rimandati a settembre…..e non si tratta di una critica gratuita o scontata per chi è iscritto al registro dell’opposizione eterna, bensì dell’evidente incapacità di comprendere il grado di rischio che corre la società che subisce un degrado irreversibile al quale ci stiamo incamminando consapevolmente!

Senza una pacifica programmazione delle attività non si uscirà mai dallo stato di crisi e da quello emergenziale e tutto ciò accade solo perché la forza lavoro viene vista come un costo e non come una risorsa. Chissà se queste cose vengono spiegate nelle università? Lo chiedo all’assessore nonché professore Salvatore Barbagallo, visto che sottoposto alla linea di Sammartino non difende la legge sul turnover nei Consorzi di Bonifica e addirittura non si fa promotore per chiudere una vicenda annosa che si trascina con 40 anni di precariato per i Forestali ed oltre trenta per Esa e Consorzi di Bonifica. Precariato che foraggia avvocati che promuovono ricorsi per riconoscere risarcimenti, quando con meno risorse ci sarebbe una presenza costante utile a ridurre incendi e vettoriare le acque evitando le esondazioni dei fiumi e dei torrenti, svolgendo semplicemente attività di “manutenzione ordinaria” ed in tutto ciò cosa fa Schifani? 

Segr Naz Ernesto Abate



CENTRO PER L'IMPIEGO DI PALERMO E MONREALE - APPROVAZIONE PROVVISORIA DELLE GRADUATORIE DISTRETTUALI FORESTALI ANNO 2025



Clicca quì per scaricare e/o visualizzare le graduatorie



SIFUS CONFALI: MAURIZIO GROSSO CONTRO MAURIZIO LANDINI: NON SI PUÒ PROMUOVERE UN REFERENDUM CONTRO IL PRECARIATO E RIVENDICARE IN SICILIA, IN TEMA DI FORESTALI, UNA RIFORMA CHE MANTIENE GLI OPERAI STORICI PRECARI A VITA E PREVEDE ASSUNZIONI DI NUOVI PRECARI


Ricevo e pubblico
dalla Segreteria Regionale del Sifus Confali

Roma 18-02-2025 - Da ieri il Segretario Generale della Cgil, Maurizio Landini è  in Sicilia per sostenere 5 referendum su diritti negati ai lavoratori che proporrò  di votare al prossimo consiglio nazionale del SiFUS.

Tuttavia mi chiedo e vi chiedo: 
come può Maurizio Landini sostenere il Referendum contro il precariato se in "tema di lavoratori forestali" i suoi discepoli, a partire da Russo e Mannino, piangiucchiano perché il Governo Schifani non approva una pseudo riforma che manterrebbe gli operai storici "precari a vita" ed assumerebbe nuovi precari?

Come può Maurizio Landini promuovere il referendum contro il precariato in Sicilia quando, i suoi discepoli, in tema di operai dei consorzi di bonifica non muovono un dito perché, nonostante le risorse disponibili, si acceleri per la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato come già registratosi per 1/3 di loro nel 2024?

Come può Maurizio Landini promuovere il referendum contro il precariato se in Campania, in tema di operai forestali, i suoi discepoli considerano "contratti a tempo indeterminato" il raggiungimento delle 181 giornate lavorative?

Come può Maurizio Landini proporre il referendum contro il precariato se in Basilicata, in tema di operai forestali i suoi discepoli saltano di gioia per il prolungamento momentaneo di 5 giornate lavorative e non rivendicano il tempo indeterminato?

Ed in Veneto? Ecc.

Per queste ragioni contro il precariato Maurizio Landini mente forse non sapendo di mentire e quindi, non è credibile!
Maurizio Grosso - Segretario Generale SiFUS



ETNA, LA LAVA AVANZA VERSO I BOSCHI: CHIUSA LA PROVINCIALE 92 PER L’AFFOLLAMENTO DI CURIOSI


Dal sito www.cataniatoday.it

16 Febbraio 2025
Il fronte lavico, proveniente dalla bocca effusiva posta tra il cratere di Sud-Est e la Bocca Nuova, ha raggiunto e superato la pista Altomontana, tagliando di netto la strada. I boschi situati sotto quota 1900 sono ora minacciati dalla lava, che ha già aggredito i primi arbusti. Centinaia di persone sono presenti per ammirare da vicino lo spettacolo, sia con guide autorizzate che autonomamente, nonostante le apposite ordinanze dei sindaci di Adrano e Belpasso. Questa mattina le forze dell'ordine sono state costrette, a causa del troppo affollamento, a chiudere la provinciale 92 all'altezza dell'hotel La Quercia

© Riproduzione riservata






SCHIFANI E IL TRIANGOLO DI FERRO. LA SCELTA DEI BUROCRATI HA RAFFORZATO L'ASSE CON LUCA SAMMARTINO. DEVE PRIMA RISOLVERE LE PROPRIE QUESTIONI GIUDIZIARIE E POI ASPIRARE A UN RITORNO IN GIUNTA DA PROTAGONISTA (I FORESTALI LO ATTENDONO PER COMPLETARE UNA RIFORMA RIMASTA IN SOSPESO). IL BLOG: TRANQUILLI, IL TEMPO C'È PER LA RIFORMA. NEL FRATTEMPO PERÒ CI STIAMO AVVICINANDO PIANO PIANO ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI PER ASCOLTARE PER L'ENNESIMA VOLTA LE CLASSICHE PROMESSE ELETTORALI. PER CHI LO CAPISCE, SOLO QUESTE RIMANGONO AI LAVORATORI


Dal sito www.buttanissima.it

Costantino Muscarà - 17/02/2025

Non solo il patto generazionale con Galvagno. La scelta dei burocrati ha rafforzato l'asse con Luca Sammartino

Nonostante l’assessore Turano faccia il possibile per innervosirlo, Schifani ha trovato nella Lega un alleato di ferro. Specie in Luca Sammartino, che in Sicilia tiene in mano le redini del partito di Matteo Salvini. L’ex vice governatore, a cui Schifani ha dovuto rinunciare dopo l’inchiesta per corruzione dell’aprile 2024 (si è dimesso dalla giunta dopo l’interdizione dai pubblici uffici, poi revocata in Cassazione), rimane nell’orbita del governatore. E’ uno dei satelliti meglio allineati, assieme a un altro enfant prodige: il patriota Gaetano Galvagno, che sabato nella sua Catania ha festeggiato i primi 40 anni senza badare a spese e invitati.

Quest’asse coi due giovanotti della politica siciliana – un triangolo, di fatto – potrebbe diventare la garanzia di un mandato bis a palazzo d’Orleans. Dopo aver rafforzato il legame speciale con Totò Cuffaro, e aver accolto nella sua confraternita persino Cateno De Luca, Schifani ha completato le “conquiste” con le ultime nomine dei burocrati. Alcune pedine, infatti, sono direttamente riconducibili a Sammartino: la prima è Rossana Signorino, nuovo dirigente generale alla Formazione professionale. Fino all’altro ieri era alla guida della segreteria tecnica di Salvatore Barbagallo, cioè l’assessore all’Agricoltura, un tecnico, che qualche mese fa è subentrato al parlamentare leghista. Anche Giovanna Cucchiara, designata al Dipartimento della Pesca, è stata capo di gabinetto di Sammartino durante l’esperienza da assessore.

Persino la staffetta tra Fulvio Bellomo e Alberto Pulizzi (allo Sviluppo rurale) porta i segni di Alberto da Giussano. Che in salsa siciliana è molto rivisitato: la Lega di Sammartino non è una forza estremista tanto meno sovranista. Aspira ad attrarre i moderati e i civici, conquistando spazio al centro e divenendo l’avamposto di difesa dell’idea del Capitano: costruire il Ponte sullo Stretto. Il senatore Nino Germanà, che Sammartino ha proposto nelle vesti di segretario regionale, ha detto che il collegamento rapido fra Sicilia e Calabria viene prima degli ospedali. Ecco: forse un po’ d’integralismo è rimasto in questa visione “ponte centrica” dell’universo.

Ma poco importa a Schifani, che ha trovato in Sammartino – catanese pure lui e compagno di vita della senatrice Valeria Sudano – una spalla affidabile, anche in prospettiva. E’ giovane (anche lui compirà 40 anni a giorni), ambizioso, ma non ha fretta di spodestarlo. Deve prima risolvere le proprie questioni giudiziarie e poi aspirare a un ritorno in giunta da protagonista (i Forestali lo attendono per completare una riforma rimasta in sospeso). E’ grazie alla sua moral suasion che il presidente della Regione, fin qui, ha “risparmiato” Mimmo Turano: l’assessore si è reso protagonista di alcuni svarioni (quasi al pari del patriota Scarpinato) e, di recente, ha proposto l’architetto Carmelo Ricciardo a capo del dipartimento all’Istruzione. Senza nemmeno considerare i suoi trascorsi (risulta imputato per turbativa d’asta e corruzione).

L’asse con Sammartino è solido e in più di un’occasione Schifani ha ribadito la sua stima, lasciandogli le porte del governo aperte. Sull’altro fronte, quello patriota, è ormai noto il patto intergenerazionale con Gaetano Galvagno. L’altro giovane rampante della politica siciliana, attuale presidente dell’Assemblea regionale. Tra i festeggiamenti di Sant’Agata e la missione a Milano, per la Bit, i due avrebbero messo a punto un accordo che permetterà a entrambi di rimanere alla presidenza – uno a palazzo d’Orleans, l’altro in quello dei Normanni – anche nella prossima legislatura. L’allievo di La Russa, almeno a parole, non si sognerebbe mai di scendere in campo finché Schifani sarà della partita. Sembra sincero.

Tutto può accadere, anche che cambino le carte in tavola da qui al 2027. Ma se Sammartino e Galvagno vorranno mettersi di traverso e ambire alla poltrona di Schifani, dovranno passare sul cadavere di Forza Italia, che è appannaggio del governatore come mai prima d’ora. I “ribelli” Falcone e Calderone sono stati domati, mentre Edy Tamajo è stato respinto all’ingresso, come si fa in discoteca con quelli che non si attengono al dress code della serata. L’assessore alle Attività produttive, con la sua foga di guadagnare posizioni (utilizzando Totò Cardinale come ariete romano) ha finito per indispettire il presidente della Regione, che gli ha sfilato da sotto il naso anche l’adorato dirigente Carmelo Frittitta. Escluso dal turnover dei burocrati.

La resa dei conti è appena cominciata, ma tra le fazioni in gara regna un totale disequilibrio. Sembra una partita fra Tamajo e il resto del mondo. Con l’unica vera incognita rappresentata da Raffaele Lombardo: il leader Mpa – i cui rapporti con Galvagno sono buoni, a differenza dell’antipatia reciproca con Sammartino – ha stretto un accordo con Lagalla e Micciché per rafforzare il centrodestra (dice). Ma anche la sua posizione, al momento, sembra più defilata e non in grado di impensierire Schifani nella sua strada verso il mandato bis.





17 febbraio 2025

COMUNICATO DEL SINDACO DI GRATTERI: SI CERCANO OPERAI PER LAVORI DI FORESTAZIONE. LA "SOCIETÀ FORESTALE SICILIANA” DOVRÀ ESEGUIRE NEI TERRITORI DEI COMUNI DI GRATTERI E DI ISNELLO, PRESUMIBILMENTE A PARTIRE DAL PROSSIMO APRILE, LAVORI DI FORESTAZIONE


Dal sito cefalunews.org

17 Febbraio 2025

Comunicato del Sindaco, Avv. Giuseppe Muffoletto:

La “Società Forestale Siciliana” dovrà eseguire nei territori dei Comuni di Gratteri e di Isnello, presumibilmente a partire dal prossimo aprile, lavori di forestazione come da progetto denominato “PA02-Forestazione Montaspro” finanziato dalla Unione Europea.

Le aree interessate dagli interventi ricadono lungo le pendici meridionali di “Pizzo di Pilo” (Isnello) e in parte a valle dell’abitato di Gratteri.

In conseguenza di tanto, la Società ha necessità di assumere lavoratori del settore agricolo.

Gli interessati potranno contattare, per ogni ulteriore informazione, i referenti per il personale della detta Società signori Gugliotta (cell. 338 7970095 ) e Gulino (cell. 3939399636).



DONAZIONE. DUE MEZZI ANTINCENDIO PER L’ASSOCIAZIONE IPF DI PORTOPALO. SONO STATI DONATI DAL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA


Dal sito www.pachinonews.it

16/02/2025
Sono stati donati dal Corpo forestale della Regione Siciliana.

“Un atto importante – commenta il presidente Sebastiano Schifitto – per rendere il paese autonomo, grazie al lavoro dei Volontari dotati dei mezzi e dei DPI, al fine di mitigare gli effetti degli incendi ed intervenire prontamente per evitare il divampare delle fiamme. È fondamentale avere un Pronto Intervento sul territorio per intervenire prontamente togliendo lavoro ai Vigili del Fuoco, impegnati anche in tutti gli altri paesi e comunque distanti non meno di mezz’ora dal nostro territorio. Lavoriamo in stretta sinergia con il Gruppo Comunale Volontari Protezione Civile con il grande supporto dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Rachele Rocca”.

© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni




IL CONSORZIO DI BONIFICA DÀ IL VIA AI «CANTIERI FORESTALI» IN BASILICATA. I PROGETTI SONO CONTENUTI NEL PIANO REGIONALE PER LA FORESTAZIONE, I CUI PRIMI ATTI SONO STATI APPROVATI DALLA GIUNTA REGIONALE NEI GIRONI SCORSI E CHE, DI FATTO, CONSENTIRANNO, NEI PROSSIMI MESI, DI DARE AVVIO AI CANTIERI FORESTALI. ATTENZIONE VIENE RISERVATA ALLA PREVENZIONE DEGLI INCENDI


Dal sito www.lagazzettadelmezzogiorno.it

Manutenzione e interventi per combattere la crisi idrica

ANTONELLA INCISO - 16/02/2025

Ascolta questo articolo ora...
Il Consorzio di bonifica dà il via ai «cantieri forestali» in Basilicata
«Interventi di manutenzione delle opere di sistemazione idraulico-forestale, piccoli interventi di ingegneria naturalistica, ripristino della funzionalità delle opere viarie come cunette, tombini, canalette e rompitratta e sistemazione di piccoli fenomeni di dissesto lungo la viabilità». Sono questi alcuni degli interventi per contrastare il dissesto idrogeologico che porterà avanti il Consorzio di Bonifica nel 2025. I progetti sono contenuti nel Piano regionale per la forestazione, i cui primi atti sono stati approvati dalla Giunta regionale nei gironi scorsi e che, di fatto, consentiranno, nei prossimi mesi, di dare avvio ai cantieri forestali.

In particolare, sul fronte del dissesto idrogeologico tra gli interventi previsti – con priorità alla manutenzione delle opere esistenti - quelli legati alla manutenzione della viabilità comunale e provinciale oltre al controllo dei sistemi di raccolta e convogliamento delle acque, finalizzate a consentire il transito dei mezzi. L’obiettivo delle varie linee d’azione su cui si concentreranno le iniziative del Consorzio di bonifica è quello di “tutelare e valorizzare il territorio e l’ambiente”, partendo dalle 12 foreste regionali (10 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera) oltre a pinete ed altre aree. «Questo patrimonio regionale che assomma complessivamente 17mila 430 ettari necessita di un primo grande passo verso una gestione più consapevole, condivisa e responsabile che può divenire sia servizio per i cittadini, sia un esempio di gestione forestale sostenibile per tutti gli altri tipi di proprietà» viene evidenziato negli indirizzi tecnico – amministrativi della forestazione che prevedono anche per i boschi regionali «specifici progetti».

«L’eventuale produzione di biomassa legnosa sarà concentrata in apposite aree individuate e successivamente alienata o riutilizzata e trasformata dalla segheria consortile per la produzione di arredi per il verde urbano e materiale d’opera per gli interventi di ingegneria naturalistica» continua il dossier che conferma per questo anche un finanziamento ad hoc. Tra le iniziative che, poi, saranno portate avanti «nuovi imboschimenti, da localizzare su aree pubbliche prive di vegetazione boschiva (seminativi, incolti, pascoli e tare) per implementare la superficie boscata dei comuni con indice di boscosità inferiore al 30 per cento».

Nel programma previsto pure il recupero di antichi tratturi e delle vie della transumanza. Si punta, infatti, a «realizzare idonei interventi di conservazione e manutenzione di percorsi, sentieri, emergenze naturali e infrastrutture come fontanili, abbeveratoi e punti d’acqua». Attenzione viene riservata alla prevenzione degli incendi, con particolare riguardo alle opere da portare avanti vicino alle strutture turistiche che ricadono nella pineta ionica. «Si precisa che le fasce di protezione devono essere costituite da terreno completamente sgombro da vegetazione e che al loro dimensionamento, partecipa anche la superficie derivante da strade, aree sportive e sentieri» continuano i documenti d’indirizzo che sottolineano anche come – sempre il Consorzio di bonifica – dovrà attivare «nel periodo di grave pericolosità per gli incendi» squadre di pronto intervento «composte da operai specializzati per lo spegnimento». Insomma, opere e progetti diversi in capo al Consorzio di bonifica che puntano a partire in tempi brevi per dare l’avvio ai cantieri forestali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA




SCATTI DI ANZIANITÀ RICONOSCIUTI AI LTD FORESTALI. COME SEMPRE IL BLOG DA A CESARE QUELLO CHE È DI CESARE. SEGUIAMO LA VICENDA SIN DAL 2016 E IN TUTTI QUESTI ANNI NEL NOSTRO PICCOLO ABBIAMO FATTO CONOSCERE LA QUESTIONE DEGLI SCATTI DI ANZIANITÀ. DA DOVE È PARTITO TUTTO? DA QUELLO CHE RICORDIAMO, DOBBIAMO SOLO RINGRAZIARE UN GRUPPO DI LAVORATORI FORESTALI AIB DEL CATANESE, CHE CON RICORSO DEL 24/09/14 ASSISTITI DAGLI AVVOCATI EMILIO MASCHERONI E FRANCESCA GRECO, RITENEVANO ILLEGITTIMA LA DISCRIMINAZIONE OPERATA DAL CONTRATTO INTEGRATIVO REGIONALE TRA LTI E LTD. SULL'ONDA DI QUESTE SENTENZE TUTTI I LTD AVRANNO LA STRADA GIÀ SPIANATA. NEL 2022 ANCHE LA FLAI CGIL PALERMO RICORREVA ALLE VIE LEGALI, IL BLOG HA SUBITO APREZZATO E CONDIVISO L'INIZIATIVA SINDACALE. COMPLIMENTI SINCERI PER LA RECENTE SENTENZA DEL TRIBUNALE DEL LAVORO CHE HA ACCOLTO IN PIENO LA TESI DIFENSIVA DELLA FLAI PALERMO


Accolto il ricorso presentato da un gruppo di lavoratori.

26 Novembre 2016
PALERMO - Anche i forestali precari hanno diritto agli scatti di anzianità. Lo ha stabilito il giudice del lavoro di Catania accogliendo il ricorso presentato da un gruppo di lavoratori forestali - assistiti dagli avvocati Emilio Mascheroni e Francesca Greco - che ritenevano illegittima la discriminazione operata dal contratto integrativo regionale tra lavoratori a tempo indeterminato e determinato. Per il giudice, scrive La Sicilia, il divieto di discriminazione previsto dalla clausola 4 dell'accordo quadro allegato alla direttiva del Consiglio dell'Unione Europea n. 1999/70/CE impone che, in assenza di ragioni oggettive, i lavoratori a tempo determinato non possano essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo determinato, questo anche in relazione ai benefici derivanti dall'anzianità di servizio. Nel caso dei forestali precari siciliani, il giudice non ha individuato "motivazioni oggettive" tali da giustificare la diversità del trattamento economico applicabile al servizio prestato con contratti di lavoro a tempo determinato, rispetto all'indeterminato.



La Sicilia 26 Novembre 2016




La sentenza. Forestali, il Tribunale del Lavoro: "Scatti di anzianità per i precari"

Sentenza Giudice del Lavoro: i forestali precari siciliani hanno diritto agli scatti di anzianità 

Forestali precari, il Giudice del lavoro inguaia la regione siciliana: risarcimento milionario in vista

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil: attenti alle vertenze legali, che se perse causano conseguenze negative per tutto il comparto! E sui cosiddetti scatti di anzianità abbiamo predisposto un’istanza individuale per il riconoscimento di tale differenza economica. Quindi pur consapevoli del diritto individuale all'attivazione di cause di lavoro vorremmo invitare tutti alla massima prudenza e valutazione degli effetti

I forestali siciliani hanno diritto agli scatti di anzianità. Lo Snaf Fna Sicilia scrive una lettera al Blog commentando positivamente questa notizia 











15 febbraio 2025

SI SVOLGERÀ MERCOLEDÌ 26 MARZO. FORESTALI PRONTI A TORNARE IN PIAZZA, CONVOCATO LO SCIOPERO GENERALE. UNA SCELTA DETTATA DALLE MANCATE RISPOSTE, DA PARTE DELLA REGIONE, SULLA RIFORMA CHE DOVREBBE INTERESSARE IL SETTORE E CHE DOVREBBE COLMARE QUEL VUOTO NEL MONTE ORE NECESSARIO PER STABILIZZARE I LAVORATORI. IL BLOG: IN QUESTO MOMENTO PREFERIAMO CHE NON SI PARLI DI NUOVI INGRESSI PER UN SEMPLICE MOTIVO: PRIMA I PRECARI STORICI E POI TUTTI GLI ALTRI. FORSE POTREBBE ESSERE PROPRIO QUESTO IL MOTIVO PER CUI LA RIFORMA È FERMA AL PALO. OVVIAMENTE È SEMPRE UNA NOSTRA IPOTESI!


Dal sito ilsicilia.it

Pietro Minardi - 14 Febbraio 2025
Gli operai del comparto forestale sono pronti ad una nuova azione di sciopero. Lo storico bacino di precariato regionale incrocerà nuovamente le braccia nella giornata di mercoledì 26 marzo. A deciderlo è stata la riunione degli Esecutivi unitari convocata oggi ad Enna dalle sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Una scelta dettata dalle mancate risposte, da parte della Regione, sulla riforma che dovrebbe interessare il settore e che dovrebbe colmare quel vuoto nel monte ore necessario per stabilizzare i lavoratori.

“Le chiacchere stanno a zero, come la pioggia di milioni destinati alla Forestale e le trionfali promesse di politiche credibili per la tutela del territorio – dichiarano in una nota i rappresentanti sindacali Tonino Russo, Adolfo Scotti e Nino Marino -. La riforma che non c’è rimane impantanata in attesa di esame da parte del Governo regionale, mentre il presidente si sottrae a ogni confronto dopo averlo annunciato. Ecco perché abbiamo deciso di proclamare lo sciopero generale per il 26 marzo”.

Forestali, sarà la seconda mobilitazione del 2025
La protesta rappresenta un seguito della manifestazione tenuta da circa 1000 persone sotto gli uffici della presidenza della Regione, a Palermo. Il 22 gennaio, una rappresentanza dei lavoratori incontrò gli assessori al Bilancio Alessandro Dagnino e all’Agricoltura Salvatore Barbagallo. Gli esponenti del Governo Schifani, così come fatto dal presidente della Regione nei giorni successivi, chiarirono che prima di portare avanti ogni percorso di riforma servivano le necessarie coperture finanziarie. Fatto ribadito anche al vertice tenuto all’assessorato Territorio ed Ambiente lo scorso 3 febbraio. In quell’occasione, i rappresentanti sindacali hanno deciso di convocare la segreteria generale nella giornata odierna. E la stessa ha deciso di continuare la mobilitazione.

“Dopo il nostro sit-in a piazza Indipendenza, dinanzi alla sede della Presidenza della Regione, abbiamo responsabilmente accolto a inizio mese l’invito a un nuovo incontro al quale il presidente Renato Schifani non era presente. Ha preferito fossero gli assessori all’Agricoltura, all’Ambiente e al Bilancio a comunicare che non ci sono soldi per la riforma forestale. La Regione Sicilia, com’è del tutto evidente, ha risorse per molte cose, per molte spese anche discutibili e discusse. Ma non ha fondi da investire nella riorganizzazione di un comparto fondamentale per affrontare roghi, deforestazione e dissesti idrogeologici della nostra Isola in modo efficace, professionale e permanente”.

“Nei palazzi della politica – aggiungono Cgil, Cisl e Uil -, a ogni disastro ambientale preferiscono versare ancora lacrime di coccodrillo, piuttosto che affrontare e risolvere una delle croniche emergenze di questa terra. Abbiamo offerto sempre il nostro contributo di idee per arrivare a un testo credibile di riforma forestale da noi ampiamente discusso e condiviso con le lavoratrici e i lavoratori. Dopo uno stucchevole valzer di rinvii e proclami, sembra ormai certo che quel disegno di legge era e resterà in un cassetto“.

Fonte: ilsicilia.it




SVOLTA STORICA, PER LA PRIMA VOLTA UNA DONNA ALLA GUIDA DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA. IL BLOG: ALL'ING. DOROTEA DI TRAPANI ESPRIMIAMO LE NOSTRE PIÙ SINCERE CONGRATULAZIONI PER QUESTO PRESTIGIOSO E IMPEGNATIVO INCARICO

Dalla pagina Facebook
dell'Assessore Giusi Savarino

È con grande soddisfazione che ho accolto il via libera della giunta di governo alla nomina dei due dirigenti generali del mio assessorato, Rino Beringheli e Beppe Battaglia, nel rispetto delle linee guida anti-corruzione dell’Anac, ma soprattutto della terza nomina, quella di Dorotea Di Trapani, per la guida del Corpo forestale della Regione Siciliana. Si tratta della prima volta di una donna a capo di questo importantissimo corpo di polizia regionale. 
Siamo impegnati in un grande e necessario progetto di riforma e valorizzazione di questa Istituzione, anche con l'arrivo di nuove risorse umane, e il cambiamento nella leadership può portare a nuove idee e metodi di gestione.



REGIONE, GOVERNO SCHIFANI NOMINA I NUOVI DIRIGENTI GENERALI: CINQUE NUOVI INGRESSI. ALLO SVILUPPO RURALE ARRIVA ALBERTO PULIZZI. INVECE IL NUOVO COMANDANTE DEL CORPO FORESTALE PER LA PRIMA VOLTA SARÀ UNA DONNA, DOROTEA DI TRAPANI. IL BLOG: A TUTTI E DUE VANNO IN NOSTRI PIÙ SINCERI AUGURI


Dal sito www.regione.sicilia.it

14 Febbraio 2025
Cinque nuovi ingressi e altrettante rotazioni, oltre a sette confermati: il governo Schifani ha proceduto nella seduta di oggi della giunta regionale a nominare i dirigenti generali dei 17 dipartimenti in scadenza e per i quali lo scorso 24 gennaio erano stati pubblicati gli atti di interpello per il conferimento degli incarichi. Applicata, così come aveva già anticipato il presidente della Regione nei giorni scorsi, la direttiva dell’Anac che prevede una durata massima di cinque anni per gli incarichi dirigenziali nelle aree ad elevato rischio corruttivo, a eccezione di quelli che si occupano di calamità naturali per i quali è prevista una deroga di 18 mesi. Un principio, quello della rotazione, introdotto già da una delibera del 26 gennaio 2017 e che la giunta ha confermato lo scorso 30 gennaio, aggiornando il Piano integrato di attività e organizzazione per il prossimo triennio.

Alla Protezione civile resta Salvo Cocina, così come alla Programmazione prosegue Vincenzo Falgares. Alle Attività Produttive arriva Dario Cartabellotta che lascia l’Agricoltura. Ai Beni culturali continuerà il suo lavoro Mario La Rocca. Così come Silvio Cuffaro alle Finanze, Vitalba Vaccaro all’Autorità per l’innovazione tecnologica e Letizia Di Liberti alla Famiglia e politiche sociali.

Cambio alla Funzione Pubblica dove arriva Salvatrice Rizzo. Conferma per Salvo Taormina alle Autonomie locali. New entry alla Formazione professionale per Rossana Signorino e all’Istruzione per Carmelo Ricciardo. Turn over anche all’Agricoltura dove arriva Fulvio Bellomo che lascia lo Sviluppo rurale ad Alberto Pulizzi. Alla Pesca al posto di Pulizzi va Giovanni Cucchiara. All’Ambiente va Rino Beringheli che lascia l’Urbanistica a Beppe Battaglia. Infine, il nuovo comandante del Corpo forestale per la prima volta sarà una donna, Dorotea Di Trapani.

«Oggi il governo regionale compie un importante passo avanti nella riorganizzazione della macchina amministrativa, con la nomina dei nuovi dirigenti generali. Abbiamo rispettato il principio della rotazione negli incarichi, in conformità con le direttive Anac e nel segno della trasparenza e dell’efficienza. Voglio rivolgere un augurio di buon lavoro ai cinque nuovi dirigenti che entrano a far parte della squadra, certi che porteranno un contributo significativo nei rispettivi ambiti. Un ringraziamento va anche agli uscenti che hanno guidato i dipartimenti negli ultimi due anni». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

«Un segnale importante - prosegue - arriva anche dalla nomina del nuovo comandante del Corpo forestale: per la prima volta sarà una donna, Dorotea Di Trapani. È un momento storico che testimonia il valore della competenza e della professionalità, senza distinzione di genere, in un settore strategico per la tutela del nostro territorio. Siamo pronti a proseguire il lavoro per una Regione sempre più moderna, efficiente e vicina ai cittadini».

«È con grande soddisfazione che ho accolto il via libera della giunta di governo alla nomina dei due dirigenti generali del mio assessorato, Rino Beringheli e Beppe Battaglia, nel rispetto delle linee guida anti-corruzione dell’Anac, ma soprattutto della terza nomina, quella di Dorotea Di Trapani per la guida del Corpo forestale della Regione Siciliana. Si tratta della prima volta di una donna a capo di questo importantissimo corpo di polizia regionale. Un cambiamento significativo che rappresenta una vittoria per la parità di genere e per l'istituzione stessa, che si arricchisce oggi di nuove visioni e competenze nella protezione dell'ambiente, nell’antincendio e nella gestione delle risorse naturali». A dirlo l’assessore regionale al Territorio e ambiente, Giusi Savarino.

«Siamo impegnati in un grande e necessario progetto di riforma e valorizzazione di questa Istituzione, anche con l'arrivo di nuove risorse umane, e il cambiamento nella leadership può portare a nuove idee e metodi di gestione. Sono certa - ha concluso Savarino - che con il nuovo comandante Di Trapani lavoreremo bene, con l’obiettivo comune di portare nuova linfa al Corpo forestale siciliano, che ha sempre dimostrato di essere fondamentale non solo nella salvaguardia del territorio e dell’ambiente, ma anche a tutela della salute pubblica».

«Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento al direttore generale Carmelo Frittitta per l'eccellente lavoro svolto in questi tre anni alla guida del dipartimento Attività produttive. La mia stima nei suoi confronti, così come quella dei miei collaboratori e, in primis, del presidente della Regione, Renato Schifani, rimane immutata». Lo dichiara l'assessore regionale Edy Tamajo commentando le nomine dei nuovi dirigenti generali ufficializzate oggi dalla giunta regionale.

«Rivolgo, anche a nome del mio staff, il benvenuto al nuovo direttore generale, Dario Cartabellotta, un dirigente di comprovata esperienza nell'amministrazione regionale, pragmatico e capace. Sono certo - aggiunge Tamajo -  che darà il suo contributo a quel processo di rinnovamento del tessuto imprenditoriale che abbiamo avviato in questi anni. Continueremo a lavorare insieme per sostenere e valorizzare il mondo imprenditoriale siciliano».




SCATTI D'ANZIANITÀ. PAGAMENTO AD ALTRI 25 LAVORATORI DELLA PROVINCIA DI CATANIA. ISTANZA PATROCINATA DAL SIFUS E DALL'AVVOCATO VASTA


Ricevo e pubblico
dalla Segreteria Regionale del Sifus Confali

Scatti d'anzianità. Pagamento ad altri 25 lavoratori della provincia di Catania. 
Istanza patrocinata dal Sifus e dall'Avvocato Vasta.

Franco Cupane Segretario Regionale
SIFUS Comparto Forestale Sicilia



14 febbraio 2025

FORESTALI: SENTENZA DEL TRIBUNALE ACCOGLIE TESI DIFENSIVA DELLA FLAI CGIL PALERMO: “RICONOSCIUTA L’INDENNITÀ PROFESSIONALE ANCHE AGLI OPERAI A TEMPO DETERMINATO”


Dalla pagina Facebook
Flai Cgil Palermo

Forestali: sentenza del Tribunale accoglie tesi difensiva della Flai Cgil Palermo: “Riconosciuta l’indennità professionale anche agli operai a tempo determinato”
Palermo 14 febbraio 2025 – Il Tribunale di Palermo ha riconosciuto agli operai forestali parità di trattamento rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato. Lo comunica la Flai Cgil di Palermo che, assieme all’avvocato Pietro Vizzini, esprime soddisfazione per le importanti sentenze, pubblicate in questi giorni a riguardo. 
Sentenze con le quali la sezione del lavoro del Tribunale accogli in pieno la tesi difensiva della Flai, che sosteneva il diritto a una parità di trattamento tra i lavoratori a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato nel settore forestale.
La Regione è stata condannata, infatti, al riconoscimento ai lavoratori forestali vincitori degli scatti di anzianità degli ultimi 5 anni, calcolati sugli ultimi 16 anni di servizio. 
 “L’esito delle sentenze restituisce la correttezza della nostra posizione   - dichiara la segretaria generale Flai Cgil Palermo Enza Pisa - Grazie alla vertenzialità aperta, e al lavoro fatto nei tavoli di trattativa per il rinnovo del contratto integrativo regionale (Cirl) insieme a Fai e Uila, questo diritto sarà riconosciuto in automatico”.



INFORTUNIO ED ANTINCENDIO BOSCHIVO (14-02-18)


di Antonino Lomonaco
LTI di Linguaglossa (CT)

Una questione importante, quanto nevralgica, che concerne il lavoro dell’antincendio boschivo in Sicilia, riguarda l’infortunio.
L’attività dell’antincendio è una di quelle attività dove il rischio dell’infortunio non è affatto una lontana eventualità, bensì una costante che alita subito dietro le spalle. Lo è per vari motivi, innanzitutto perchè affrontiamo quel processo chimico-fisico di scomposizione della materia organica che è la combustione, una combustione in movimento, che si espande in territori fra i più disparati, dalla leggera pendenza alla condizione di terreno ripido e malagevole. A dire il vero la condizione malagevole interessa un po’ tutti gli interventi, poichè ci si muove sempre in terreni abbandonati all’incuria e, quindi, di per sè, impervi per la stessa vegetazione spontanea e selvatica.
La gran parte di questi incendi avviene nelle colline e nelle montagne, dove lo scivolamento, l’inciampo, la frana, non sono evenienze secondarie. Per non parlare della specificità insidiosa dei terreni vulcanici. Succede, poi, che in questi terreni “difficili” non sia raro imbattersi con animali imbizzarriti per la paura delle fiamme: bovini, equini, allo stato brado, o vipere, nidi di vespe o di api, ecc. Così come non manchi il sentirsi esplodere, mentre si opera per lo spegnimento, cartucce perse da cacciatori, o bombolette spray e, persino, bombole a gas!
L’infortunio, quindi, può derivare dal terreno impervio, dalla vegetazione, dagli animali e, per non farci mancare niente, dai rifiuti pericolosi abbandonati nei territori dalla “civile” buona educazione dei più.
L’infortunio, inoltre, può emergere durante l’ avvicinamento alla zona dell’ incendio, con gli automezzi, nel percorso su strade asfaltate o nelle strade rurali e di montagna, nell’uso delle pompe a pressione e delle manichette. Ma, soprattutto, l’infortunio, può emergere durante le operazioni di spegnimento a secco, dove, non potendo arrivare con le autocisterne, si combatte contro il fuoco senza acqua, attraverso i flabelli, le pale, le roncole. Cioè a dire dove il rapporto con le fiamme è davvero ravvicinato e l’azione può esser falsata dalla fatica, dal fumo che acceca e che sfianca. Può derivare dall’imprevisto, dall’imprevedibilità che si accompagna sempre al pericolo.
Non va dimenticato, poi, che queste operazioni di spegnimento richiedono un grande sforzo fisico, dentro le tute ignifughe, con le già alte temperature ambientali delle nostre estati, le quali si amplificano ulteriormente col calore sprigionato dall’incendio stesso!
Certo, le capacità, l’esperienza, la fondamentale sintonia fra gli addetti durante l’azione, allontanano l’eventualità dell’infortunio, ma non cancellano affatto la sua persistenza.
L’antincendio boschivo fa parte, quindi, di quelle attività più pericolose e sfiancanti, eppure capita che se ci s’infortuna non si abbiano le adeguate tutele, anzi vi siano delle tutele che possono ben dirsi umilianti.
Utilizzo la parola “umilianti”, perchè l’infortunato, nel periodo di infermità, fino al novantesimo giorno, prende un sussidio pari al 60% della paga giornaliera, ed oltre il novantesimo giorno del 75% . La paga giornaliera si aggira intorno ai cinquanta euro, per cui si sta parlando di poco più di venticinque euro al giorno fino al novantesimo giorno, e poco più di trenta euro al giorno dopo i novanta giorni.
Essendo degli operai stagionali, per i soli cento giorni estivi (e non dipendenti della regione come la gran parte dei media continentali tendono a far credere), si perdono del tutto le giornate di lavoro e, quindi, si perde la contribuzione pensionistica del periodo.
Nel nuovo contratto (ratificato dopo sedici anni!) in effetti si è cercato di ovviare a queste nefandezze, stabilendo la possibilità di recupero dell’intero periodo di assenza forzata. Ciò rappresenta una buona soluzione per chi si infortuna per un breve periodo, ma per chi, per fare un esempio realistico, si ustiona e quindi ha una lenta decorrenza di recupero, ciò ha il sapore di una triste beffa: un tale infortunato, costretto all’infermità per cinque-sei mesi, perde persino quei due-tre mila euro del sussidio di disoccupazione! Ciò rappresenta un disastro per quelle famiglie che si reggono su di un tale striminzito e precario monoreddito!
Mi fermo a considerare solo l’aspetto dell’infortunio senza approfondire questioni più gravi.
L’attività dell’antincendio boschivo ha un grande merito ambientale, sociale e civile: preserva dalla desertificazione quei territori abbandonati dall’antica cultura contadina, fa in modo che, ogni estate, il patrimonio vegetale, arboricolo e faunistico, subisca i minori danni possibili che l’ atteggiamento strafottente, ignorante, sconsiderato, ma sempre più imperante, cerca di fare.
Questo preservare significa tutela dei territori: cioè a dire il più importante investimento per il futuro.
A me pare che chi si occupa di questa meritoria attività dovrebbe avere adeguati riconoscimenti. Invece, ogni volta, già respirando i fumi della combustione, mette a rischio la propria salute e, per i fattori accennati sopra, la propria incolumità (sempre non considerando il peggio!) senza riconoscimento alcuno, anzi con il discredito pubblicistico e televisivo di quel giornalismo superficiale che, facendo male il proprio lavoro di informazione, non approfondisce gli argomenti.
In tutto ciò mi pare evidente la mancanza di equilibrio fra quel che questa categoria di lavoratori dà e ciò che, invece, riceve: fra il dovere ed il diritto equo di cittadinanza che riguarda, probabilmente, una intera Regione.

Antonino Lomonaco




LO STUDIO LEGALE FASANO: FORESTALI SICILIANI, A GRANDE RICHIESTA DEI LAVORATORI RIPRENDONO I NOSTRI INCONTRI


Ricevo e pubblico
dallo Studio Legale Fasano

Forestali: incontro con l’avvocato Fasano a Santa Cristina Gela.
Giovedì 20 febbraio, ore 16:00, Via Piazza Regina Margherita presso aula consiliare. In questa sede sarà possibile aderire ai ricorsi per il ritardo del danno da precariato dalle 4 alle 24 mensilità + scatti biennali di anzianità.

Forestali: incontro con l’avvocato Fasano a Mussomeli. 
Giovedì 27 febbraio, ore 16:00, Via Angelo Musco 37. In questa sede sarà possibile aderire ai ricorsi per il ritardo del danno da precariato dalle 4 alle 24 mensilità  + scatti biennali di anzianità.

Per informazioni:
📲 3348120803
📲 388 4736894




FORESTAS, LO SNAF SULLA STABILIZZAZIONE: "LA SENTENZA CONFERMA LA NOSTRA BATTAGLIA"


Dal sito www.gazzettasarda.com

13 Febbraio 2025 - Pasqualino Trubia
Il Sindacato Nazionale Autonomo Forestali (SNAF) interviene sulla vicenda della mancata stabilizzazione di un gruppo di operai ex trimestrali, esclusi dal processo di assunzione avvenuto nel 2020.

"La recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso di un gruppo di ex trimestrali esclusi dalle 1.168 stabilizzazioni, conferma integralmente la sentenza n.112/2019 del Tribunale di Nuoro, passata in giudicato", sottolineano i vertici regionali dello SNAF. "Quella pronuncia aveva già condannato Forestas al risarcimento del danno da precariato e alla parità di trattamento contrattuale sugli scatti di anzianità a favore degli ex operai settemestrali, patrocinati dalla nostra organizzazione sindacale".

La segreteria regionale dello SNAF precisa che la stessa sentenza ha imposto all’Agenzia Forestas il pagamento di oltre diecimila euro per ciascun ricorrente, considerando sia l’applicazione di quattro scatti di anzianità sia il danno da precariato.

"Per evitare un’ondata di ricorsi, Forestas fu costretta a stabilizzare tutti i 1.168 precari. Non si trattò, dunque, solo di una scelta politica", ribadiscono i delegati dello SNAF, "a differenza di quanto sostenuto da alcune sigle sindacali che nel 2019 nemmeno erano presenti nell’agenzia". Secondo il sindacato autonomo, la Giunta Regionale preferì procedere con la stabilizzazione di tutti i settemestrali piuttosto che affrontare un contenzioso che avrebbe avuto un costo equivalente. La sentenza del Consiglio di Stato ha ora confermato la precedente pronuncia del TAR Sardegna (n.517/2021).

In questo scenario, lo SNAF annuncia nuove azioni legali: "Nei prossimi giorni, i nostri avvocati depositeranno i ricorsi per conto dei nostri iscritti e di chi vorrà aderire all’iniziativa, per ottenere il riconoscimento degli scatti di anzianità per gli ex settemestrali e il recupero degli arretrati degli ultimi cinque anni".




LA SICILIA CHE FRANA, VISTA PONTE. EPPURE NONOSTANTE L’EVIDENZA, SI PREFERISCE GESTIRE L’EMERGENZA INVECE DI INVESTIRE NELL’UNICO STRUMENTO UTILE, OVVERO LA PREVENZIONE», DICE SEGRETARIO DELLA CISL DI MESSINA, ANTONINO ALIBRANDI. «DA TEMPO RIBADIAMO QUANTO SIANO INDISPENSABILI GLI INTERVENTI PREVENTIVI PER TUTELARE L’AMBIENTE. OCCORRE UN PIANO GENERALE CHE PARTA DALLA VALORIZZAZIONE DELLA FORZA LAVORO INDISPENSABILE PER REALIZZARLO, OVVERO I FORESTALI». E GIÀ, PERCHÉ, IN TUTTO QUESTO, LA SICILIA AVREBBE ANCHE GLI UOMINI PER PROVVEDERE AI LAVORI PIÙ URGENTI, MA, NEGLI ANNI, QUELLA DEGLI OPERAI FORESTALI È DIVENTATA UNA CATEGORIA ANOMALA, DELLA QUALE NON SONO NOTE PRIORITÀ E COMPETENZA


Dal sito www.tp24.it

13/02/2025
Il 2025, giura il ministro Matteo Salvini, sarà l’anno della prima pietra del Ponte sullo Stretto di Messina. La data con certezza non si sa. Si pensa intorno a luglio, forse agosto. La copertura finanziaria per l’opera è stato rimpinguata di un altro miliardo e mezzo di euro, per l’invidiabile primato di 13,5 miliardi di euro. Quindi, al netto dei ricorsi amministrativi, dei cavilli, di qualche puntata di Report e dei sit-in dei comitati “No Ponte” a Messina e Reggio, dovremmo esserci. Il 2025 è l’anno buono. Ci sarà l’inaugurazione.

La data la vorrebbero conoscere innanzitutto con certezza gli abitanti di Messina e della provincia, non solo per perdersi un rinfresco che, se tanto mi dà tanto, sarà memorabile, ma anche per capire se, quando verrà posata la prima pietra dell’infrastruttura da record, loro, di pietre, ne avranno tolte a sufficienza da strade, costoni, città.

La provincia di Messina si sta, letteralmente, sbriciolando. Il mix micidiale degli effetti del cambiamento climatico, che porta piogge di intensità mai viste prima, torrenziali e velenose, e che trasformano le strade in fiumi, insieme alla violenza con cui si è cementificato il territorio, senza progettare adeguate infrastrutture e regolare l’espansione edilizia, sta mettendo in ginocchio un intero territorio, con la sensazione che, davvero, il Ponte di Messina sia, per chi nei pressi di Messina vive, una vera e propria beffa.

Messina frana. Lo ha fatto fino all’ultimo fine settimana. Conseguenza anche degli incendi di due anni fa, dicono gli agricoltori. La montagna nera e spoglia si ripiega su se stessa. L’alluvione di qualche giorno fa ha tagliato in due interi paesi, isolato fattorie e aziende agricole. L’unico modo per muoversi, da un punto all’altro, è il fuoristrada. Le ferite nei piccoli borghi sono profonde, in un territorio caratterizzato continuamente da frane e smottamenti.

Nel piccolo borgo di Saponara, sabato, la frana si è portata via un pezzo di strada. I torrenti hanno rotto gli argini. Una famiglia di cinque persone si è salvata per miracolo ed è stata costretta ad abbandonare casa. Saponara non è un nome nuovo alle cronache. Qui, infatti, nel 2011 un’alluvione causò tre morti. Da quei giorni tremendi la politica siciliana ha, di fatto, sfilato tutta nel piccolo Comune, al grido di battaglia “mai più”. Ma i progetti di messa in sicurezza attendono ancora l’avvio.

Una storia piccola, ma significativa, in questo pezzo di Sicilia con vista Ponte sullo Stretto. Per la messa in sicurezza della provincia di Messina negli anni sono stati stanziati settantasette milioni di euro. Di questi, un milione e mezzo serviva proprio per la frana a Saponara. Ma è cominciato il solito gioco dei rimpalli tra assessorati regionali, uffici tecnici, litanie della politica. Così i fondi sono scaduti. Poi il finanziamento è stato recuperato.

Bisogna spendere tutto entro il 2026, per non perdere definitivamente i soldi, «ma ancora non c’è neanche il progetto», spiega il Sindaco Giuseppe Merlino. «Lo scorso fine settimana abbiamo provato lo stesso panico del 2011 – racconta il Sindaco – con il fango che ha invaso il centro abitato. Ma abbiamo tanti progetti esecutivi e cantierabili che sono chiusi nei cassetti della Regione. E quello che è accaduto si poteva evitare». Oltre a Saponara, secondo la Protezione Civile, sono venticinque i Comuni, sempre della provincia di Messina, che hanno gravi situazioni di dissesto idrogeologico, e sono esposti al pericolo di frane e alluvioni.

Il messinese è la punta dell’iceberg di un problema che riguarda tutta la Sicilia. L’ordine dei geologi denuncia da tempo soprattutto «la mancata pianificazione degli interventi. La programmazione non è coerente, e molti lavori che si fanno non sono davvero utili». Un modello ci sarebbe: l’Olanda. Nei Paesi Bassi, anni fa, si aumentò la fascia di rispetto intorno ai fiumi. Da noi, invece, si continua a costruire nelle zone a rischio, e i piani urbanistici hanno iter lunghissimi: dalla redazione all’approvazione passano nei Comuni almeno venti anni, rendendoli strumenti che fotografano situazioni che non ci sono più.

«I gravi danni causati dal nubifragio abbattutosi nel Messinese sono purtroppo parte di un processo da tempo partito, cronaca di fatti già annunciati. Sono ormai una realtà evidente gli effetti dei cambiamenti climatici nell’isola, con ovvie ripercussioni sul dissesto idrogeologico del territorio. Eppure nonostante l’evidenza, si preferisce gestire l’emergenza invece di investire nell’unico strumento utile, ovvero la prevenzione», dice segretario della Cisl di Messina, Antonino Alibrandi. «Da tempo – continua – ribadiamo quanto siano indispensabili gli interventi preventivi per tutelare l’ambiente. Vanno irregimentate le acque, va effettuata con costanza e periodicità la pulizia dei boschi, vanno messi in sicurezza i terreni incolti, vanno controllati e ripuliti i torrenti, in generale occorre un piano generale che parta dalla valorizzazione della forza lavoro indispensabile per realizzarlo, ovvero i forestali».

E già, perché, in tutto questo, la Sicilia avrebbe anche gli uomini per provvedere ai lavori più urgenti, ma, negli anni, quella degli operai forestali è diventata una categoria anomala, della quale non sono note priorità e competenza. Si sa solo che sono tanti e anziani. Il governo Schifani studia una riforma per equipararli, addirittura, alle Forze di Polizia.

A Zafferia, frazione di Messina, ancora oggi, dopo le piogge torrenziali di sabato, si spala nel fango e ci sono quaranta famiglie isolate. Il dirigente della Protezione civile regionale Salvo Cocina ha visitato i luoghi. Il suo report è imbarazzante: «La strada che porta alla frazione è stata realizzata sul torrente e le case sono state appiccicate ai margini senza una minima distanza di sicurezza. L’uomo, costruendo irrazionalmente laddove non si poteva e senza il controllo delle autorità, ha tolto al torrente Zafferia il suo spazio naturale».

Cocina non usa mezzi termini: «A parte le responsabilità pregresse di decine di anni addietro, ora bisogna correre ai ripari è perché queste piogge violente sono ormai sempre più frequenti. Ora occorre togliere e delocalizzare alcune costruzioni a ridosso del torrente e dare questo spazio al torrente». Detto in altre parole: si tratta di abbattere le case e ricostruirle altrove, mentre, anche in questo caso, dal Comune fanno sapere che la Regione tarda a finanziare un progetto di messa in sicurezza della frazione da trenta milioni di euro.

Dentro il torrente, letteralmente, sorgono molte case a Giampilieri, altra frazione di Messina. Sembra che a nulla sia servita la devastante alluvione di Giampilieri. Quindici anni fa, il 1° ottobre del 2009, l’alluvione causò ben trentasette vittime. Le azioni necessarie per mettere in sicurezza il territorio, che avrebbero richiesto un piano straordinario, sono rimaste solo sulla carta, tra buoni propositi mai realizzati. Nel frattempo, un ambiente già compromesso da decenni di costruzioni abusive e dalla cementificazione dei corsi d’acqua continua a essere trascurato. Si sprecano risorse finanziarie e non si riesce a ripristinare quelle condizioni che un tempo garantivano la stabilità e la protezione delle nostre montagne.

«Responsabilità pregresse» è l’espressione chiave per capire il governo del territorio nell’Isola. C’è sempre qualcuno, che c’era prima di te, a cui dare la colpa. E questo qualcuno, a sua volta, può dare la colpa delle responsabilità pregresse di chi c’era prima. E via ancora, e si passa dalla Repubblica al fascimo, magari a Garibaldi, e prima ai Borboni e su su fino alla notte dei tempi, al povero Colapesce, il leggendario pescatore che si è immerso nelle acque di Messina per sorreggere la Sicilia che stava sprofondando. Magari è davvero colpa sua.

Fonte: www.tp24.it




CALTANISSETTA, ADDIO AI TURNI PER L'ACQUA. IL SINDACO: «FINE DELL'EMERGENZA IDRICA»


Dal sito caltanissetta.gds.it

13 Febbraio 2025
Fine dell’incubo a Caltanissetta, dove l’acqua in alcuni quartieri nei mesi scorsi veniva erogata ogni quindici giorni. «Finalmente siamo tornati alla normalità e i cittadini potranno avere acqua ogni giorno», esulta il sindaco Walter Tesauro.

La cabina di regia istituita dalla Regione contro l’emergenza idrica, coordinata dal dirigente generale della Protezione civile Salvo Cocina, ha comunicato ufficialmente che l'erogazione idrica sarà quotidiana.

«Tutto ciò ottenuto grazie a un estenuante lavoro condotto su diverse direttrici. Siamo andati alla ricerca di nuovi pozzi da allacciare alla rete idrica e, in contemporanea, di manutenzione straordinaria alle infrastrutture per evitare che le risorse si disperdessero lungo le condotte - afferma il sindaco -. Una strategia tecnologica che è andata a integrarsi con le favorevoli condizioni atmosferiche che hanno consentito il riempimento della Diga Ancipa. Si è concluso il tempo dell’emergenza e anche per i prossimi mesi non dovremmo più soffrire la carenza di questo bene di prima necessità. Le forniture ricevute dall’Ancipa e quelle derivanti da altre fonti di approvvigionamento potranno garantire ai cittadini una condizione di serenità anche in vista dei mesi estivi».





13 febbraio 2025

TGR. IN SARDEGNA È GIÀ PARTITA LA CAMPAGNA ANTINCENDI. SOLITAMENTE IL PIANO REGIONALE VENIVA APPROVATO FRA APRILE E MAGGIO, QUEST'ANNO VIALE TRENTO LO HA GIÀ PREDISPOSTO. CONFERMATI I MEZZI DEL 2024. VIDEO



TGR Sardegna. Edizione delle ore 14:00

Solitamente il piano regionale veniva approvato fra aprile e maggio, quest'anno viale Trento lo ha già predisposto. Confermati i mezzi del 2024

servizio di Daniele Guido Gessa - montaggio di Marcello Marangoni

Nel servizio, le interviste a Mauro Merella, direttore generale della Protezione civile Sardegna, e a Gianluca Cocco, comandante del Corpo forestale. 

Fonte:




SEDUTA PARLAMENTARE DEL 12/02/2025. EMENDAMENTO APPROVATO AL DISEGNO DI LEGGE N. 738/A STRALCIO II. I LAVORATORI DELL'ANTINCENDIO POSSONO LAVORARE ANCHE PER ALTRE GIORNATE LAVORATIVE, ANCHE PER QUANTO RIGUARDA L'AZIENDA FORESTALE, QUINDI C’È LA POSSIBILITÀ DI UTILIZZARLI IN TUTTI E DUE I POSTI







«Art. 1. Modifiche alla legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1

1. Il comma 6 dell'articolo 15 della legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1 è così sostituito: 

"6. I lavoratori di cui al comma 5, previa acquisizione della qualificazione e della idoneità, sono impiegati anche presso il Corpo forestale della Regione siciliana per le attività antincendio.”.»

Comunico che all’articolo 1 sono stati presentati degli emendamenti. Onorevole De Luca, c’è un emendamento soppressivo, l’1.1, a firma sua e di altri colleghi. Chiedo se c'è il mantenimento o se lo ritira. Ricordo che questo appartiene alle norme che servono a superare l'impugnativa e… 

DE LUCA Antonino. Quali sono i lavoratori di cui si tratta? 

PRESIDENTE. Qual è la domanda, onorevole De Luca? 

DE LUCA Antonino. Quali sono i lavoratori di cui si tratta? 

PRESIDENTE. Chiedo al Presidente della I Commissione. L’onorevole De Luca ha chiesto quali sono i lavoratori.

ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Sono i lavoratori dell'antincendio che possono lavorare anche per altre giornate lavorative, anche per quanto riguarda l'Azienda forestale, quindi c’è la possibilità di utilizzarli in tutti e due i posti.

PRESIDENTE. Benissimo. Allora, chiedo se l'emendamento 1.1 dell'onorevole De Luca è ritirato. 

DE LUCA Antonino. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo. 

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto. Grazie. Ci sono solo soppressivi, pertanto si vota il mantenimento dell’articolo. Chi è favorevole all'articolo 1 resti seduto; chi è contrario si alzi. 

(E’ approvato)


Fonte: