13 dicembre 2024

ACCREDITATO QUESTA MATTINA IL TRATTAMENTO INTEGRATIVO (EX BONUS RENZI)


Sono iniziati i pagamenti del trattamento integrativo (ex Bonus Renzi) a tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno percepito l’indennità di disoccupazione agricola nel 2024.



OK AL BILANCIO CONSOLIDATO, SI SBLOCCANO LE ASSUNZIONI ALLA REGIONE


Dal sito livesicilia.it

Oltre duecento nuovi dipendenti

12 Dicembre 2024
PALERMO – Il governo regionale ha approvato il bilancio consolidato 2023. Si tratta del documento contabile consuntivo che riunisce i risultati economico-finanziari del Gap (gruppo amministrazione pubblica) composto dagli enti partecipati, controllati o strumentali della Regione.

Schifani: “Oltre 200 nuovi dipendenti”

“Con l’approvazione del bilancio consolidato da parte della giunta – dice il presidente Renato Schifani – la Regione è prossima allo sblocco delle assunzioni. Oggi stesso gli uffici invieranno all’Assemblea regionale siciliana e ai revisori dei conti il documento finanziario per il via libera definitivo, così da permettere, nelle prossime settimane, lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi già espletati che consentirà di assumere oltre 200 nuovi dipendenti”.

Dagnino: “Chiudiamo la contabilità 2023”

“La redazione di questo strumento finanziario – afferma l’assessore dell’Economia, Alessandro Dagnino – conclude l’iter relativo alla contabilità 2023 che è iniziato con il riaccertamento dei residui ed è proseguito con l’approvazione in giunta del rendiconto generale 2023. Rispetto al documento relativo al 2022, migliora ancora la quantità dei soggetti che sono stati consolidati nel documento: da 73 si passa, infatti, a 95. Positiva, inoltre, anche la riduzione degli enti facenti parte del Gap che da 158 sono diminuiti a 136”.

Nella stessa seduta la giunta ha approvato il piano di rientro del disavanzo al 31 dicembre 2023, con cui il governo, alla luce del maxi recupero di 3,1 miliardi di euro, ha aggiornato le quote di risanamento dei conti regionali tarando il recupero del disavanzo sull’ammontare residuo pari a 897 milioni di euro.





NOVITÀ ANCHE PER L'AGENZIA REGIONALE DEGLI INVESTIMENTI. FINANZIARIA, IN COMMISSIONE BILANCIO DISCO VERDE PER INTERVENTI A FAVORE DELL’AGRICOLTURA E STRATEGIE PER COLMARE LA CARENZA DI MEDICI


Dal sito ilsicilia.it

Annalisa Ciprì - 12 Dicembre 2024
L’Ars ha incardinato il bilancio di previsione e ddl di stabilità dando il termine per gli emendamenti a sabato prossimo alle 18.30 e rinviando a martedì prossimo, alle 15, la relazione in aula del presidente della commissione Bilancio Dario Daidone e la discussione generale congiunta dei due documenti. L’esame degli articoli comincerà il giorno successivo, mercoledì. 

Sono 22 gli articoli della legge di Stabilita per il 2025 approvati dalla commissione Bilancio, incardinati oggi all’Ars alle ore 12. 

Agenzia regionale per la promozione e l’attrazione degli investimenti
È stata istituita l’Agenzia regionale per la promozione e l’attrazione degli investimenti, un ente pubblico non economico che promuove, agevola e attrae investimenti privati nazionali e internazionali nel territorio della Regione, contribuendo allo sviluppo dell’economia e alla creazione di nuove opportunità di lavoro.

Per garantire il funzionamento dell’Agenzia, il budget iniziale previsto è di un milione e mezzo per il triennio 2025-2027, copertura necessaria per l’avvio e il consolidamento delle attività. Elaborare e attuare strategie per la promozione degli investimenti privati nell’ambito del territorio regionale, anche attraverso l’attrazione dall’esterno dell’area, in coerenza con la politica economica regionale è l’obiettivo primario, divulgando in Italia e all’estero le agevolazioni.

L’agenzia, inoltre, offre un supporto e un’assistenza tecnica agli investitorinon solo nel reperimento delle risorse finanziarie, incluso l’accesso al credito e al private equity, ma promuove anche le attività di coordinamento tra enti pubblici e società e tra enti pubblici e privati, associazioni di categoria, camere di commercio e altri soggetti interessati alla promozione degli investimenti privati nel territorio regionale. Tutto ciò seguendo passo dopo passo l’impatto degli investimenti privati sul tessuto economico e sociale della Regione.

Inoltre, il funzionamento dell’Agenzia è assicurato dai trasferimenti iniziali effettuati dalla Regione al momento della costituzione; dalle risorse stanziate annualmente dal bilancio regionale, anche attraverso specifici fondi dedicati all’attrazione degli investimenti; dai contributi di enti pubblici nazionali e internazionali e dalle entrate derivanti da attività di consulenza, servizi offerti e progetti di cooperazione internazionale.

Un ente, quindi, che stimola a trecentosessanta gradi l’economia siciliana. 

Sono organi dell’Agenzia il direttore e il revisore unico, nominati dal presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale per l’economia, d’intesa con l’assessore regionale per le attività produttive.

Il revisore unico è scelto tra i soggetti iscritti nel registro dei revisori legali, in caso di assenza o impedimento viene nominato un revisore supplente con le stesse modalità. Il direttore, invece, viene scelto tra colore che hanno svolto delle attività dirigenziali per almeno cinque anni, in enti pubblici o privati e in possesso di specifiche competenze e professionalità attinenti l’ambito operativo dell’Agenzia.

Il direttore ha la rappresentanza legale dell’Agenzia, quindi adotta il regolamento concernente l’ordinamento della stessa, dirige la struttura e ne assicura la funzionalità ed è anche responsabile del raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Giunta regionale. Il revisore unico esercita delle funzioni di controllo, verifica la regolare tenuta della contabilità, esprime parere sul bilancio di previsione annuale e pluriennale, e accerta almeno semestralmente la consistenza di cassa. Ha l’obbligo, nel caso in cui ci fossero irregolarità nella gestione, di riferirne immediatamente alla Giunta regionale. Resta in carica cinque anni dalla data del provvedimento di nomina. Il revisore supplente, invece, resta in carica fino alla scadenza dell’incarico del revisore unico al quale subentra.

L’Agenzia regionale per la promozione e l’attrazione degli investimenti si avvale anche di un Comitato scientifico che è composto massimo da cinque esperti in materia di economia e lavoro, nominati con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell’assessore regionale per l’economia, d’intesa con l’assessore regionale per le attività produttive. Ha la funzione di consultazione strategica e di sostegno alle attività di promozione degli investimenti, di pubblicità nel territorio nazionale e di promozione del partenariato tra soggetti pubblici e privati. Dall’istituzione del Comitato scientifico non discendono nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Le funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo sono esercitate dall’assessorato regionale dell’economia, in comune accordo con l’assessorato regionale delle attività produttive.

L’organizzazione, le competenze degli organi e il funzionamento dell’ente sono disciplinati con decreto del presidente della Regione su proposta dell’assessore regionale per le attività produttive e dell’assessore regionale per l’economia. L’Agenzia ha la facoltà di avvalersi a titolo gratuito di locali, arredi, sistemi informativi e personale dell’amministrazione regionale.

L’Agenzia, a pena di decadenza dell’organo di gestione, invia con cadenza annuale una relazione sull’attività svolta all’Assemblea regionale siciliana, da assegnare a fini conoscitivi alle competenti commissioni.

Interventi nel settore dell’agricoltura e di contrasto al fenomeno della siccità
Un milione e mezzo della finanziaria sono destinati alle progettazione di opere ed interventi con finalità irrigue e di bonifica. Si tratta di contributi a favore dei consorzi di bonifica della Regione. Con decreto dell’assessore regionale per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinate le modalità di ripartizione fra i consorzi delle risorse di cui al presente comma.

Dato la situazione critica in cui riversa la nostra Isola, dai Consorzi di bonifica partono gli interventi di manutenzione straordinaria delle opere idriche da eseguire con urgenza non solo per fronteggiare la carenza, salvaguardare gli allevamenti zootecnici e le produzioni delle imprese agricole ma anche per garantire sufficienti volumi d’acqua per l’irrigazione delle colture. Una spesa di 9 milioni e mezzo. Mezzo milione, invece, è destinato per la realizzazione di una diga sul fiume Sosio-Verdura, a cura del Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti.

Altri fondi sono destinati alla gestione di centri per il recupero e il soccorso della fauna selvatica. Settantamila euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027.

Disposizioni urgenti per fronteggiare la carenza di medici del Servizio sanitario regionale
L’articolo 42 della legge regionale 31 gennaio 2024, n. 3 è abrogato. Sono destinati 10 milioni al Servizio sanitario regionale, per garantire la funzionalità dei presidi ospedalieri delle Aziende sanitarie provinciali che presentano maggiori carenze di organico in relazione alle singole discipline, con esclusione di quelli ricadenti nelle città capoluogo. Destinato anche ai medici in servizio di questi presidi può essere attribuito un incentivo straordinario fino a diciottomila euro lordi annui, finalizzato ad un indennizzo forfettario di natura transitoria delle spese sostenute prioritariamente per l’alloggio e il trasporto. Un incentivo, questo, che viene attribuito al personale medico di nuova assunzione, per far fronte alle gravi carenze di organico e di ridurre il ricorso alla esternalizzazione delle funzioni.

Con decreto dell’assessore regionale per la Salute, da adottarsi entro il 28 febbraio di ciascun anno sulla base dei dati rilevati al 31 dicembre dell’anno precedente, sono determinati i criteri per l’attribuzione dell’incentivo di cui al comma 2 e per la sua graduazione, con un ordine di priorità. Unità operative di pronto soccorso nell’ambito dell’emergenza/urgenza; presidi ospedalieri di zone disagiate; presidi che presentano maggiori carenze di organico in relazione alle singole discipline; distretti sanitari territoriali e presidi di continuità assistenziale dei comuni ricadenti nelle aree interne.

Fonte: ilsicilia.it



12 dicembre 2024

IL DDL LAVORO È LEGGE. LE NOVITÀ PER LAVORATORI E IMPRESE. ATTIVITÀ STAGIONALI AMPLIATE. RIENTRANO NELLA CATEGORIA QUELLE ATTIVITÀ COLLEGATE AI CICLI STAGIONALI SECONDO QUANTO PREVISTO DAI CONTRATTI COLLETTIVI STIPULATI DALLE ORGANIZZAZIONI COMPARATIVAMENTE PIÙ RAPPRESENTATIVE. IL BLOG: LA FRITTATA PERFETTA! NON AVENDO MOLTA DIMESTICHEZZA CON IL SETTORE E SOPRATTUTTO CON LA CONTRATTAZIONE NAZIONALE, RITENIAMO CHE IL CCNL DEI LAVORATORI FORESTALI SI POTREBBE RIVELARE UN BOOMERANG. SICURAMENTE CI PROVERANNO. MA PER QUALE MOTIVO HANNO VOLUTO TUTTO QUESTO? NOI UNA MEZZA IDEA CE L'ABBIAMO!


Dal sito www.lavorosi.it

12/12/2024
Dopo il via libera ottenuto alla Camera il 9 ottobre scorso, il Senato ha approvato con 81 voti favorevoli ; 47 contrari e un solo astenuto il DDL recante “ Disposizioni in materia di lavoro “ (A.S. 1264).

Il disegno di legge nasce dall’ esigenza di semplificare numerosi adempimenti connessi al rapporto di lavoro con particolare riferimento ai temi della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, della disciplina dei contratti di lavoro, dell'adempimento degli obblighi contributivi e degli ammortizzatori sociali.

Nel corso dell'esame alla Camera in prima lettura il disegno di legge era stato oggetto di sostanziose modifiche con l’aggiunta di 13 articoli ma nel corso dell’esame al Senato tutti gli emendamenti, per lo più riconducibili all’opposizione, sono stati respinti. Il testo resta così invariato. Fanno seguito le principali novità per lavoratori e imprese:  

Dimissioni : Risoluzione per assenza ingiustificata – Sicuramente tra le norme simbolo del provvedimento  l’ art. 19 del Decreto stabilisce che l’assenza ingiustificata del lavoratore protratta oltre il termine previsto dal contratto collettivo o, in mancanza di previsione contrattuale, oltre i quindici giorni, comporta la risoluzione del rapporto di lavoro per volontà del lavoratore senza che sia necessario applicare  la disciplina sulle dimissioni telematiche.

E’ stato invece introdotto un nuovo obbligo per il datore di lavoro tenuto a  comunicare all’Ispettorato del lavoro l’assenza per le dovute verifiche sulla veridicità della comunicazione.  La disposizione non trova applicazione se il lavoratore dimostra l’impossibilità, per causa di forza maggiore o per fatto imputabile al datore di lavoro, di comunicare i motivi che giustificano l’assenza. In assenza di tali motivi il rapporto di lavoro si intenderà risolto per volontà del lavoratore e, di conseguenza, quest’ultimo non potrà fare richiesta di Naspi venendo meno il requisito della disoccupazione involontaria.   

Meno vincoli per la somministrazione di lavoro – Altrettanto dibattuta è la norma prevista all’art 10  con semplificazioni in materia di somministrazione di lavoro. Le modifiche intendono incentivare l’utilizzo di contratti flessibili e rendere più dinamico il mercato del lavoro, allineandosi alle esigenze produttive delle imprese che potranno utilizzare senza limiti e vincoli i contratti in somministrazione a tempo determinato e indeterminato.

A tal fine, vengono esclusi dal tetto del 30% previsto per i lavoratori in somministrazione a tempo determinato rispetto al totale dei contratti stabili, i lavoratori assunti dalle agenzie per il lavoro a tempo indeterminato o lavoratori con determinate caratteristiche o assunti per determinate esigenze (svolgimento di attività stagionali o di specifici spettacoli, start-up, sostituzione di lavoratori assenti, lavoratori con più di 50 anni).

Viene poi eliminata la previsione per la quale, se il contratto tra agenzia di somministrazione e lavoratore è a tempo indeterminato, non trovano applicazione i limiti di durata complessiva della missione a tempo determinato presso un soggetto utilizzatore e attualmente pari a 24 mesi.  

Durata del periodo di prova – L’art. 13 ridefinisce il periodo di prova dei contratti a tempo determinato stabilendo criteri univoci per la durata.

La nuova norma prevede che, fatte salve le previsioni più favorevoli della contrattazione collettiva, la durata del periodo di prova per i rapporti di lavoro a tempo determinato è fissata in un giorno di effettiva prestazione ogni quindici giorni di calendario a partire dalla data di inizio del rapporto di lavoro.

In ogni caso, la durata del periodo di prova non può essere inferiore a due giorni né superiore a quindici giorni per i contratti con durata non superiore a sei mesi, e non può essere inferiore a due giorni e superiore a trenta giorni per quelli con durata superiore a sei mesi e inferiori a dodici mesi.  

Smart working – All’ art. 14 è previsto che il datore di lavoro comunichi, in via telematica al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, i nominativi dei lavoratori e la data di inizio e di fine del lavoro agile entro cinque giorni dalla data di avvio o termine del periodo.

Apprendistato: formazione e trasformazione – Con gli art. 15 , 16 e 18 è prevista l’estensione a tutte le tipologie di apprendistato delle risorse destinate annualmente al solo apprendistato professionalizzante. E’ prevista inoltre la possibilità di trasformare l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale anche in apprendistato professionalizzante e/o di alta formazione e ricerca, successivamente al conseguimento della qualifica o del diploma professionale.

Attività stagionali ampliate - All’art. 11 viene introdotta una norma di interpretazione autentica, in materia di attività stagionali  individuate da decreto (Dpr del 1963) in alternativa alla contrattazione collettiva. In pratica, oltre ai cosiddetti “stagionali”, la norma specifica che rientrano nella categoria quelle attività organizzate per far fronte a “intensificazioni” dell’attività lavorativa in determinati periodi dell’anno, nonché a esigenze tecnico-produttive o collegate ai cicli stagionali dei settori produttivi o dei mercati serviti dall’impresa, secondo quanto previsto dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Cassa integrazione e attività lavorativa - All’art. 6 trova riscontro la norma che riconosce  la possibilità per il lavoratore in cassa integrazione di svolgere attività di lavoro in forma subordinata o autonoma, salvo dover comunicare tempestivamente all’INPS l’inizio della nuova attività. Durante lo svolgimento di tale attività perde il diritto al trattamento di integrazione salariale. La norma mira a ridurre la dipendenza esclusiva dalle misure di integrazione salariale e favorisce la ricerca di nuove opportunità lavorative. 

Conciliazioni telematiche – Con l’ art. 20 viene introdotta una semplificazione per la conciliazione in materia di lavoro. Tali procedimenti potranno svolgersi in modalità telematica mediante collegamenti audiovisivi.  La nuova norma si pone l’obbiettivo di agevolare l’accesso ai servizi di conciliazione e ridurre i costi mantenendo comunque l’affidabilità delle procedure in atto.

Sospensione dei termini degli adempimenti per liberi professionisti -  All’ art. 7 viene estesa la possibilità per il professionista di sospendere il decorso dei termini relativi a adempimenti fiscali e contributivi. In caso di parto o di interruzione della gravidanza avvenuta oltre il terzo mese dal suo inizio, i termini relativi agli adempimenti fiscali e contributivi sono sospesi, rispettivamente   a decorrere dall’ottavo mese di gestazione fino al trentesimo giorno successivo al parto,  ovvero fino al trentesimo giorno successivo all’interruzione della gravidanza. Le disposizioni si applicano anche nei riguardi del libero professionista che, a causa di ricovero ospedaliero d’urgenza per infortunio o malattia grave del proprio figlio minorenne ovvero per intervento chirurgico dello stesso, dovendo assistere il figlio, è impossibilitato temporaneamente all’esercizio dell’attività professionale. In entrambi i casi, entro 15 giorni dall’evento deve essere inviato il certificato medico attestante le informazioni utili alla sospensione, nonché copia dei mandati professionali.

Contratto a causa mista –  All’art. 17 è prevista l’introduzione di un contratto ibrido a causa mista, con la possibilità di assumere un lavoratore in parte con un contratto dipendente, in parte con un rapporto autonomo a partita Iva, beneficiando del regime forfettario per il reddito autonomo.  Ciò consente ai professionisti di lavorare con contratti part-time come dipendenti e contemporaneamente fornire prestazioni come autonomi, garantendo una maggiore flessibilità alle imprese con particolare riguardo a quelle che occupano più di 250 dipendenti.

Fondi di solidarietà – All’art 8 viene previsto che ai fondi di solidarietà bilaterali costituiti dopo il 1° maggio 2023, siano trasferite risorse già accumulate presso il fondo di integrazione salariale (FIS) da parte di imprese facenti parte del settore a cui fa riferimento ciascuno dei predetti fondi bilaterali. Il trasferimento delle risorse sarà definito da decreti del Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro dell’ Economia.

Formazione lavoratori somministrati - All’art. 9 sono previste disposizioni volte a favorire una gestione flessibile delle risorse dei fondi bilaterali Formatemp e Ebitemp per la formazione e integrazione al reddito dei lavoratori somministrati a tempo determinato e indeterminato.

Rateizzazione debiti contributivi - L'articolo 23 introduce la possibilità per INPS e INAIL di autorizzare la rateizzazione dei debiti contributivi non ancora affidati alla riscossione, fino a un massimo di 60 rate mensili e per i casi previsti dal Decreto del MLPS da emanarsi. La misura, valida dal 1° gennaio 2025, è volta a favorire la regolarizzazione spontanea dei debiti contributivi, con l’obiettivo di agevolare i datori di lavoro in difficoltà economiche.

Semplificazioni ricorsi INAIL  - All’ art. 2 sono previste disposizioni per la semplificazione delle procedure relative ai ricorsi in materia di applicazione delle tariffe dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e malattie professionali

Sicurezza sul lavoro – Il decreto prevede all’art. 1 una serie di novità in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In particolare :

1. Viene prevista la redazione annuale, da parte del Ministero del Lavoro, di una relazione alle Camere sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro, che dovrà contenere l’indicazione di misure per migliorare le condizioni di sicurezza (lett. b);

2. Nell’ambito della sorveglianza sanitaria effettuata dal medico competente viene riconosciuta la possibilità di svolgere visite mediche preventive per valutare l’ idoneità alla mansione specifica anche in fase preassuntiva (lett. d, punto 1.1).

3. L’opportunità se svolgere le visite mediche precedenti alla ripresa del lavoro , a seguito di assenze superiori a sessanta giorni continuativi, viene valutata dal medico competente (lett. d, punto 1.3) ;

4. Sempre nell’ambito della sorveglianza sanitaria viene introdotta la possibilità per il medico competente di evitare la ripetizione di esami clinici e diagnostici già effettuati risultanti dalla cartella clinica del lavoratore  lett.d, punto 2)

5. Per le attività lavorative svolte in locali chiusi sotterranei o semi sotterranei, se le lavorazioni non danno luogo ad emissioni di agenti nocivi, il datore di lavoro è tenuto a comunicare tramite PEC, al competente ufficio territoriale dell’Ispettorato (INL), l’uso dei locali allegando adeguata documentazione, individuata con apposita circolare dell’INL, che dimostri il rispetto dei requisiti di idonee condizioni di aerazione , illuminazione e microclima. I locali potranno essere utilizzati entro 30 giorni dalla comunicazione, salvo espresso divieto (lett. e). 

a cura di WST Law & Tax







Leggi anche:

Ddl 1264 collegato alla manovra finanziaria. Resoconto del 11/12/2024. Emendamento della lega sulla stagionalità che colpirebbe anche i lavoratori forestali. Una proposta sbagliata - dichiara - la Senatrice Furlan, ex segretaria nazionale della Cisl - aumenta la precarietà del lavoro. Volete stagionalizzare tutti i lavori in tutti i settori e comparti, creando condizioni per cui il lavoro a termine sia infinito - continua Furlan - Il Blog: gent.ma senatrice Furlan, noi siamo ignoranti, si potrebbe informare lei sul perchè il ccnl dei forestali dopo 40 anni, sottoscritto dalle OO.SS. più rappresentative a livello nazionale, è stato trasformato in stagionale? Da ignoranti che siamo, non riusciamo a capirlo. Sosteniamo che l'ultimo Ccnl si sta rivelando un boomerang. interpretiamo le sue dichiarazioni in linea con le nostre. Da premettere però, che non abbiamo molta dimestichezza con il settore e soprattutto con la contrattazione nazionale




AMBIENTE. CANADAIR, IL LORO APPORTO OGGI SERVE PIÙ CHE MAI. PRIVATO E PUBBLICO IN CAMPO


Dal sito www.thewatcherpost.it

11 Dicembre 2024 - Di Giampiero Cinelli
L’aviazione di soccorso è un settore che ha bisogno di stabilità e giusta strategia, alla luce del fatto che il cambiamento climatico molto probabilmente metterà gli Stati di fronte a un impegno sempre maggiore. In Italia gli addetti ai lavori vedono aumentare gli incendi annui ma le competenze e i mezzi per fortuna ci sono. I Vigili del Fuoco hanno quindi deciso di parlare alla stampa estera (nella sede di Palazzo Grazioli) dell’attività di soccorso che svolgono con i canadair principalmente nei boschi, teatri specie d’estate di incendi gravosi. La conferenza ha visto la partecipazione di Avincis, l’ente privato che effettua gli interventi usufruendo anche dei Canadair dei Vigili del Fuoco.

Le necessità, i mezzi
«Operiamo in otto Paesi con servizi di antincendio, elisoccorso e missioni critiche utilizzando più di 200 velivoli – ha fatto sapere Roberto Marcolini, Managing Director Divisione Antincendio di Avincis –. Registriamo un aumento degli incendi persino nel Nord Est dell’Europa e nell’ultima stagione abbiamo eseguito 2.000 missioni sul fuoco. Per questo è stata istituita una divisione e coordinamento europei di Protezione Civile. Agli Stati membri si aggiungono altri 10 Paesi. Gli incendi boschivi incidono per l’8% sulle emissioni di CO2 ogni anno, ma per fortuna quest’anno l’Italia è riuscita a evitare gli attacchi mediatici relativi alla gestione degli incendi poiché siamo stati in grado di garantire la disponibilità di 15 aerei da mattina a sera». Marcolini ha aggiunto: «Questi aerei sono difficili da manutenere, in quanto si tratta ancora dei modelli degli anni 60-70, mai cambiati perché è così che devono essere concepiti. Però oggi è difficile trovare pezzi di ricambio e l’usura non è indifferente. La manutenzione di un canadair non è come quella classica di un aereo di linea. Ogni volta viene smontato interamente e riparato (si pensi che lavora nell’acqua e vicino al fuoco), in genere la mano d’opera sui canadair impiega 150.000 ore».

E cambiare la flotta non è la strada più semplice come si penserebbe, perché produrre nuovi Canadair per venderne pochi – resta comunque un mercato di nicchia – non conviene a molte aziende.

Il contesto, le istituzioni
Quindi l’intervento di Marina Malinconico, Dirigente dell’Ufficio Sorveglianza Aeronautica e Aeroportuale dei Vigili Del Fuoco: «Abbiamo acquisito la flotta dei canadair nel 2013, continuiamo ad usarla perché è efficiente ed efficace. In Italia ci sono incendi boschivi dal Friuli alla Sicilia, dunque le nostre forze sono dispiegate lungo tutta la penisola. Invece ad esempio in Francia ci si concentra sulla fascia mediterranea e il loro metodo d’intervento è diverso. Avincis ci permette di lavorare con flessibilità dosando i mezzi, d’estate abbiamo anche 15 aeromobili in azione. L’analisi dei costi-benefici è difficilissima perché dobbiamo decidere quanto vale una vita umana. Quella del 2024 è stata un’estate lunga i cui impatti si sono sentiti, sappiamo che una buona prevenzione limita gli incendi». Malinconico ha poi chiarito: «Conosciamo anche le difficoltà di Portogallo e Grecia e noi abbiamo spento una Svezia che bruciava. In Italia l’antincendio è diventata una materia regionale ma lo Stato conserva la facoltà di intervento residuale quando una regione mostra di avere risorse non più sufficienti. Stiamo studiando l’utilizzo dei canadair per operazioni di soccorso al di fuori dell’ambito dei Vigili del Fuoco e abbiamo già studiato l’uso dei canadair per il trasporto rapido di specialisti», ha concluso Marina Malinconico.





SIFUS CONFALI - LO STUDIO LEGALE FASANO E IL SIFUS PROMUOVERANNO UNA PROCEDURA DI INFRAZIONE A CARATTERE EUROPEO FINALIZZATA A SPINGERE I GOVERNI REGIONALI A STABILIZZARE GLI OPERAI FORESTALI, DEI CONSORZI DI BONIFICA, EX SAAP, ECC.



Ricevo e pubblico
dal Segreterio generale Sifus Confali
Maurizio Grosso

Roma 12-12-2024 - Si e tenuto ieri, presso lo Studio Legale Fasano in Palermo, un incontro tra l'Avv. Angela Fasano e i Dirigenti del SiFUS, Maurizio Grosso e Franco Cupane finalizzato a mettere in campo strategie atte a costringere i Governi  a legiferare nella direzione della stabilizzazione (contratti a tempo indeterminato di 39 ore la settimana) nonostante i tentativi di respingerla con l'introduzione dell'ostacolo "stagionalità" o di 'realizzarla a rate contorte" come in Campania. 
L' Avv. Angela Fasano, conosciuta in tutta Italia per essere stata la testarda promotrice della petizione popolare Europea da cui è nata la legge 166/24 contro l'abuso dei contratti a termine, ha suggerito ai Dirigenti del SIFUS, che hanno immediatamente condiviso, di mettere in campo, "assieme", oltre le note lotte, ulteriori azioni di pressione a carattere Europeo.
Visto che nessun Governo Regionale  ha ancora proposto un disegno normativo che ricalchi le basi del pensiero giuridico dell’Unione Europea, lo Studio legale Fasano e il SIFUS, promuoveranno richiesta di procedura di infrazione d’urgenza nell'ambito della procedura 0171.2018 in commissione PETI a Bruxelles, attesi i gravi e perduranti inadempimenti.
In sintesi, lo Studio Legale Fasano e il SIFUS non si accontentano solo del risarcimento dei danni per l'abuso dei contratti a termine ma intendono avviare una serie di procedure capaci di indurre i Governi Regionali alla stabilizzazione degli operai forestali, dei consorzi di bonifica, ex sap, ecc.
L'addetto stampa sifus confali




DDL 1264 COLLEGATO ALLA MANOVRA FINANZIARIA. RESOCONTO DEL 11/12/2024. EMENDAMENTO DELLA LEGA SULLA STAGIONALITÀ CHE COLPIREBBE ANCHE I LAVORATORI FORESTALI. UNA PROPOSTA SBAGLIATA - DICHIARA - LA SENATRICE FURLAN, EX SEGRETARIA NAZIONALE DELLA CISL - AUMENTA LA PRECARIETÀ DEL LAVORO. VOLETE STAGIONALIZZARE TUTTI I LAVORI IN TUTTI I SETTORI E COMPARTI, CREANDO CONDIZIONI PER CUI IL LAVORO A TERMINE SIA INFINITO - CONTINUA FURLAN - IL BLOG: GENT.MA SENATRICE FURLAN, NOI SIAMO IGNORANTI, SI POTREBBE INFORMARE LEI SUL PERCHÈ IL CCNL DEI FORESTALI DOPO 40 ANNI, SOTTOSCRITTO DALLE OO.SS. PIÙ RAPPRESENTATIVE A LIVELLO NAZIONALE, È STATO TRASFORMATO IN STAGIONALE? DA IGNORANTI CHE SIAMO, NON RIUSCIAMO A CAPIRLO. SOSTENIAMO CHE L'ULTIMO CCNL SI STA RIVELANDO UN BOOMERANG. INTERPRETIAMO LE SUE DICHIARAZIONI IN LINEA CON LE NOSTRE. DA PREMETTERE PERÒ, CHE NON ABBIAMO MOLTA DIMESTICHEZZA CON IL SETTORE E SOPRATTUTTO CON LA CONTRATTAZIONE NAZIONALE



BORGHESI Stefano (Gruppo Lega Salvini Premier - Partito Sardo d'Azione)
Si interviene poi in materia di lavoro stagionale, importantissimo per molti settori; si fa chiarezza e si amplia la possibilità per la contrattazione collettiva di individuare le ipotesi di stagionalità. Il nostro ordinamento sapete bene che non ha una disciplina specifica della stagionalità: il riferimento normativo è il decreto del Presidente della Repubblica n. 1525 del 1963, che fornisce l'elenco di una serie di attività per le quali è consentita l'assunzione di personale con contratto di lavoro stagionale. Al contempo, la contrattazione collettiva nazionale può individuare ulteriori tipologie di attività stagionali. Si tende perciò ad un ampliamento fondamentale e importante, introdotto dalla giurisprudenza, chiarendo che tra le ipotesi di stagionalità individuate dalla contrattazione rientrano anche le attività organizzate per far fronte all'intensificazione dell'attività lavorativa in determinati periodi dell'anno, quando ci sono più carichi di lavoro, nonché a esigenze tecnico-produttive o dei mercati serviti dall'impresa, secondo quanto previsto dai contratti.

FURLAN (PD-IDP). Ex segretaria nazionale della Cisl
Signor Presidente, colleghe senatrici e senatori, arriva in Aula un provvedimento di cui il Paese, in particolare i lavoratori e le lavoratrici, avrebbero fatto sicuramente a meno; una proposta sbagliata, che aumenta la precarietà del lavoro, con meno regole a tutela dei lavoratori e, soprattutto, meno diritti. Stiamo parlando di un disegno di legge collegato al cosiddetto decreto lavoro, approvato dal Governo il 1° maggio 2023, che è rimasto fermo per mesi nei cassetti e nei corridoi parlamentari e che portate all'approvazione un anno e mezzo dopo. Avrebbe dovuto essere il completamento delle norme contenute in quel decreto, ma alla fine, nonostante la mole voluminosa, contiene scarsi contenuti e tutti con forti accenti negativi per gli uomini e le donne del lavoro.
Proviamo a guardare i numeri del mondo del lavoro per capire come le norme che oggi venite a presentarci siano completamente disallineate rispetto alla realtà. Dietro il dato sugli occupati di cui vi vantate, si nasconde una realtà drammatica del lavoro in Italia:
trend negativo per l'occupazione femminile e aumento dei giovani inattivi, cioè quelli che non hanno un'occupazione e non cerca nemmeno lavoro. Nel 2023, il numero di persone comprese nella fascia tra quindici e trentaquattro anni che lavorano è aumentato di 96.000 unità, mentre quello degli inoccupati di ben 166.000. A proposito di giovani, c'è un altro tema che si configura come emergenza: aumentano costantemente le ragazze e i ragazzi che fuggono all'estero, perché non trovano occupazione di qualità nel nostro Paese.
Il mondo del lavoro è però attraversato da una profonda diseguaglianza che le vostre proposte di legge non sembrano vedere: migliorano i contratti a fascia alta, aumentano a dismisura le partite IVA e invece i salari sono degradati sempre più in basso, in un terreno in cui il part-time involontario e la precarietà sono diventati ordinari. L'Istat ha fotografato un aumento preoccupante dei lavoratori poveri nel nostro Paese. Un terzo delle persone che vivono in condizioni di povertà assoluta sono lavoratrici e lavoratori. È inaccettabile, perché significa che in molti casi non basta più lavorare per non essere assolutamente poveri. Sapete cosa significa? Significa che il lavoro ha perso il suo valore morale e sociale, quello impressone all'articolo 1 della nostra Costituzione.
Signor Presidente, adesso proviamo a sovrapporre a questa desolante fotografia del mondo del lavoro, gli articoli della legge che oggi arriva al Senato. È un quadro desolante, perché sono norme che invece di risolvere i problemi, li aggirano per ampliarli. Le misure previste da questo provvedimento, in particolare quelle contenute negli articoli 9, 10 e 11, in nessun modo andranno a risolvere gli annosi problemi che ci affliggono. Basti pensare alla liberalizzazione selvaggia della somministrazione del lavoro, che non porterà altro che ulteriori sacche di precariato; o, peggio, si pensi alla reintroduzione delle cosiddette dimissioni in bianco, mascherate da licenziamento a seguito di un tot di giorni di assenza.
Mettendo insieme tutte le novità che introducete con questo collegato lavoro, è evidente come il Governo stia promuovendo una massiccia esternalizzazione della forza lavoro temporanea, che andrà sicuramente a favore di qualche agenzia di somministrazione, ma soprattutto delle aziende utilizzatrici.

Durante il lavoro in Commissione abbiamo presentato emendamenti che avevano l'obiettivo di reintrodurre le causali dei contratti a termine, che erano state tolte con il decreto lavoro del 2023, che, come abbiamo verificato, portava il lavoro soltanto nel nome e che - come rivelano i dati che ho esposto poco fa - ha portato una serie di norme che di fatto hanno aumentato la marginalità e l'esclusione e hanno moltiplicato il lavoro povero e precario. Ovviamente le nostre proposte sono state tutte respinte, con una riduzione dei tempi di confronto che ancora una volta, come ormai è vostra pessima abitudine, ha compromesso il lavoro parlamentare.
C'è bisogno di un confronto vero, perché con questo disegno di legge non applicate solo una profonda deregolamentazione a danno dei lavoratori, ma aumentate la precarietà e riducete ancora una volta il perimetro dei diritti. Il pacchetto di norme, in alcuni punti, arriva a mettere in discussione le prerogative del contratto collettivo nazionale del lavoro, come sulle risorse del Fondo bilaterale per la formazione. A parole questa maggioranza sembra favorevole a un percorso per accrescere il valore della partecipazione, ma al momento del voto in Aula sembra invece smantellare le conquiste della contrattazione collettiva.
(Applausi).
E ancora, con questo provvedimento si amplia il criterio di classificazione dei contratti stagionali, aumentando in questo modo la precarietà. Venendo meno i paletti, tutto è stagionale, con la conseguenza che si potranno aggirare i vincoli che impediscono a un contratto a termine di essere ripetuto a oltranza.
Intravediamo anche il rischio di un ritorno alle dimissioni in bianco. Con l'articolo 19 si apportano modifiche sostanziali ai rapporti di lavoro, prevedendo la risoluzione dopo cinque giorni di assenza dal lavoro per volontà del lavoratore. Sono norme che attribuiscono un potere di recesso alla parte datoriale che, così come definito, senza i tempi e le procedure necessari al reale accertamento della volontà del lavoratore assente, è semplicemente inaccettabile.
Meno diritti, come vediamo, e una trasformazione del mondo del lavoro a cui state lavorando, continuando a premiare fiscalmente le partite IVA a danno dei contratti di lavoro. Lo vediamo con la norma sui contratti misti, che rischia di allargare il bacino delle finte partite IVA nel nostro Paese, che significano meno diritti e meno tutele.

FURLAN (PD-IDP). Ex segretaria nazionale della Cisl
Aggiungo che, come in ogni disegno di legge del Governo Meloni, anche questo non poteva non prevedere una norma che, ancora una volta, strizza l'occhio a chi evade gli oneri contributivi. L'allungamento dei tempi di pagamento dei contributi diluisce ulteriormente la certezza della riscossione, potenzialmente incentivando i datori di lavoro a rimandare obblighi essenziali, con possibili effetti negativi sulle risorse di INPS e INAIL.
Vengo al grande tema scomparso da questo disegno di legge. In un anno tragico per il numero di incidenti e morti sul lavoro, vi presentate in Aula con un collegato che non contiene alcuna norma migliorativa per rispondere all'esigenza di contrastare questo dramma del Paese; anzi, fate peggio, perché l'aumento della precarietà produce inevitabilmente anche un aumento dei rischi per la sicurezza dei lavoratori. Secondo tutti gli studi effettuati, in Italia si continua a morire sul lavoro, con una media di tre decessi al giorno: una vera e propria strage annuale a cui non provvedete per niente. Dilungate invece i tempi di pagamento degli oneri per le imprese, senza assicurare risorse necessarie a INPS, a INAIL e all'Ispettorato del lavoro per assumere personale. La mancanza di controllo è una delle cause dei tanti morti sul lavoro.
Signor Presidente, in questo disegno di legge la maggioranza ha posto le basi per una riscrittura delle regole del lavoro, tutte indirizzate verso una flessibilità vantaggiosa per le imprese, a danno delle lavoratrici e dei lavoratori. Si tratta di un'operazione preoccupante, costruita seminando qualche aiuto agli evasori, sottraendo i vincoli sui contratti stagionali, allargando somministrazione e precarietà, con qualche regola per i sindacati più piccoli, e aggredendo invece la partecipazione e il ruolo fondamentale dei sindacati maggiormente rappresentativi: una sommatoria di norme pericolose, che rischiano di aggravare ulteriormente la condizione dei lavoratori.
La superficialità con cui avete affrontato la discussione su questo provvedimento è ancora più preoccupante dei risultati a cui si è arrivati: niente per fermare l'emorragia degli incidenti sul lavoro; niente per sanare le ferite profonde del lavoro precario. Parliamo di famiglie di lavoratori che si spaccano la schiena e non arrivano alla fine del mese, ma voi guardate da un'altra parte. Parlate di imprese, ma sostenerle ha un significato ben diverso: significa accompagnarle nel processo di transizione ecologica e digitale; significa mettere risorse sulla formazione, vera piaga del mondo del lavoro in Italia; significa lavorare a un piano industriale che ponga le basi per una vera ripartenza, cosa che ancora, dopo due anni e mezzo, continuiamo a non vedere.
(Applausi)

FURLAN (PD-IDP). Ex segretaria nazionale della Cisl
Signor Presidente, l'emendamento 11.4 è molto importante, perché di fatto ripristina il concetto reale di stagionalità. I lavori stagionali ci sono già adesso, non ce li dobbiamo inventare, e sono legati alle stagioni. È ovvio che la stagionalità è fortemente utilizzata in agricoltura, ma lo è anche in molti comparti del turismo; d'inverno c'è bisogno di pochi bagnini e la raccolta si fa in periodi diversi dalla semina.
In questo modo stagionalizzate tutto e confondete la stagionalità dai necessari momenti di picchi di lavoro delle imprese, che sono da augurarsi e che hanno altri strumenti di organizzazione e flessibilità del lavoro in cui trovare una loro giusta risposta. In questo modo voi volete precarizzare ancora di più un settore di mercato del lavoro che ha già alcune criticità e difficoltà. Volete stagionalizzare tutti i lavori in tutti i settori e comparti, creando condizioni per cui il lavoro a termine sia infinito.
È per questo motivo che siamo assolutamente contrari alla misura e abbiamo presentato emendamenti per ripristinare la stagionalità, così come intesa oggi, nel lavoro.


Resoconto stenografico integrale (all'interno, oltre ai vari senatori, ci sono anche le dichiarazioni interessanti della senatrice Camusso, ex segretaria nazionale della Cgil)




11 dicembre 2024

SIFUS CONFALI SICILIA: TOUR DEI GRUPPI PARLAMENTARI ALL' ARS PER PROPORRE EMENDAMENTI ALLA MANOVRA FINANZIARIA


Ricevo e pubblico 
dalla Segreteria Generale 
Sifus Confali 

Palermo 11-12-2024 - In data odierna, una delegazione del Gruppo dirigente del SiFUS, ha consegnato alle segreterie di tutti i gruppi parlamentari una serie di emendamenti alla manovra finanziaria in discussione,  tra cui uno per i consorzi di bonifica finalizzato acquisire la continuità circa il turnover e l'aumento dei livelli occupazionali ed un altro  per il settore forestale finalizzato ad aumentare le giornate lavorative per tutti i contingenti a 178 giornate annue. Nei prossimi giorni, a sostegno dei 2 emendamenti in questione, vista l'importanza che rivestono per la salvaguardia del patrimonio boschivo, la messa in sicurezza del territorio e le produzioni agroalimentari, ,  sono previsti una conferenza stampa ed un presidio sotto Palazzo D'Orleans in Palermo.  
L'addetto stampa sifus confali



REGIONE SICILIANA LEGGE DI STABILITÀ 2025-2027, L’ASSESSORE DAGNINO INCONTRA UGL CON CGIL, CISL, UIL



Ricevo e pubblico
dal giornalista Filippo Virzì
Responsabile Comunicazione Addetto Stampa 
UGL UTL Palermo - UGL UR Sicilia
Portavoce del Segretario Territoriale UGL Palermo

Si è svolto nella giornata di martedì 10 dicembre un incontro presso l’Assessorato dell’Economia con l’Assessore Alessandro Dagnino e  UGL congiuntamente a CGIL, CISL, UIL avente all'ordine del giorno la “Legge di stabilità 2025-2027” della Regione Siciliana.

“Apprendiamo con soddisfazione che la legge di stabilità prevede contributi alle imprese fino a 30 mila per ciascun lavoratore assunto. Sono stati stanziati quindi 300 milioni di euro nel triennio 24/26. La norma promuove nuove assunzioni a tempo indeterminato, e dovrebbe consentire la trasformazione dei contratti a tempo determinato. Inoltre nella manovra 2025-2027, il governo prevede un aumento delle risorse destinate al sistema sanitario, prosegue con le iniziative per contrastare la siccità, mira a incentivare l’attrazione di investimenti, conferma gli stanziamenti per gli Enti locali già incrementati l’anno precedente e autorizza nuove assunzioni nel Corpo Forestale, questo è quanto emerge dalla relazione  presentataci dall’Assessore Dagnino sulla Legge di stabilità regionale 2025-2027” così dichiara il neo Segretario regionale dell’UGL Sicilia, Carmelo Giuffrida che aggiunge “è solo l’inizio di un lungo percorso, una nostra delegazione rappresentata da Claudio Marchesini e Filippo Virzì  ha presenziato ribadendo alcuni punti che noi porteremo avanti”.

Per Claudio Marchesini: “I lavoratori in particolare quelli di Termini Imerese ex Blutec sono assolutamente da salvaguardare e rivitalizzare con tutto  l’indotto, sugli operatori forestali è urgente intervenire per carenza di mezzi e strumenti, richiediamo  investimenti sulla crisi idrica, anche il lavoro giovane richiede attenzione massima, urgenti sono gli sgravi fiscali, ma non dimentichiamo i lavoratori di ex Almaviva sotto il silenzio delle istituzioni come il Ministero della Salute prima della scadenza di gennaio 2025”.



UNA RIFORMA FORESTALE PER GARANTIRE DIRITTI CERTI: PER GLI UOMINI, LE PIANTE, L'AMBIENTE

Ricevo e pubblico

di Salvino Carramusa e Piero Cangemi


UNA RIFORMA FORESTALE PER GARANTIRE DIRITTI CERTI: PER GLI UOMINI, LE PIANTE, L'AMBIENTE

PRIMA PARTE

Attorno a noi troppe rovine. La Sicilia è ufficialmente... ricoperta da 280.000 ha di boschi alti (alberi ed arbusti che superano i 5 metri) equivalenti all' 11% del territorio regionale. Ad essi si accompagnano percentuali  inferiori  di boschi radi e bassi (altre terre boscate). Mentre la superficie forestale italiana e' del 34/38%!

Nel secondo dopoguerra i boschi siciliani si erano ridotti al  4%  del territorio! Nel 1947  fu avviata una poderosa opera di riforestazione prevalentemente pubblica, ma con significativi affidamenti a imprese private - specie nei primi 20 anni- per la realizzazione di gradoni, sentieri, piste, semina, piantagione, cure colturali, ect.

Sino al 1992 la media di aree acquisite dalla Amministrazione forestale ( esproprio, occupazione temporanea, convenzione con altri Enti pubblici, comuni in primis) ed avviate al rimboschimento è stata di circa 4000 ha l anno (a cui si devono aggiungere gli interventi attivati da privati con contributi della Unione Europea dalla 20/80 in poi). Successivamente abbiamo assistito ad una drastica diminuzione di tale processo virtuoso, mentre sono progressivamente aumentate le giornate sino a circa 3000.000 l'anno per la sola manutenzione ordinaria ( antincendio escluso), e da 14 a 17 giornate per ettaro. Nei primi decenni del dopoguerra presumibilmente non si arrivò mai ad 1000.000 di giornate annue.

Oggi gli organici sono drasticamente diminuiti per la fisiologica fuoriuscita dal settore e perché la L.r.s 14/06  non ha più consentito nuove assunzioni.

L' Amministrazione forestale attualmente gestisce 176.000 ha di boschi (secondo altre fonti 193.000). Predominano le conifere  (famiglia di importanti  specie  colonizzatrici eccessivamente inserite) con significative presenze di latifoglie alloctone quali gli eucaliptus. 

Ma il grado di copertura reale è molto al di sotto del 50%. Più che le fallanze hanno influito gli incendi e le superfici percorse, progressivamente aumentate negli ultimi decenni in particolare dal 2000 in poi. Mentre nel resto del paese incendi e danni sono diminuiti!

Anche se dominano le aree non boscate percorse dal fuoco e/o da cui ha avuto origine (incolti, pascolivi, terre agricole, unità residenziali extraurbane; bordi stradali, scarpate, banchine, ect), i danni ai soprassuoli forestali sono stati gravissimi. Spesso causati da appiccamenti di prossimità o addirittura interni alle stesse. 

Quindi non possiamo scaricare la colpa ai cambiamenti climatici! Che accelerano la propagazione delle fiamme, non l'origine..!

GLI OPERAI FORESTALI RIMASTI OGGI SONO CIRCA 15.000 (Manutenzione ordinaria ed antincendio). CIRCA 10 ANNI FA ERA INIZIATO UN PERCORSO VERSO LA STABILIZZAZIONE CON SOLI DUE CONTINGENTI. DOPO ANNI DI RAGGIRI SEMBRA CHE SI AVVICINI IL TRAGUARDO. SEMBRA!

Mantenimento del contingente a tempo indeterminato (non era scontato!)

178 giornate per chi prima ne svolgeva 151

156 giornate per i 101-isti ed i 78-isti

Anche i nuovi inserimenti saranno nell'immediato collocati a 156 giornate. Ma quale sarà la quota percentuale sulle periodiche cancellazioni dalle graduatorie? 25%? 50%? 100%?
Anche sulla permanenza del turn-over vi è diversità di opinioni tra Governo ed Organizzazioni sindacali.

Mentre non si capisce quali saranno i criteri adottati per lo scorrimento delle graduatorie già formate e per i lavoratori senza precedenti da assumere per rinnovare e stabilizzare il settore


SECONDA PARTE

MA NON POSSONO ESSERE LE SOLE GARANZIE OCCUPAZIONALI PUBBLICHE - fissate rigidamente dalla legge-  A TUTELARE BOSCHI, TERRITORIO, AMBIENTE. ED IL LORO FUTURO.

OCCORRE AUMENTARE L'EFFICACIA E L' EFFICIENZA DELL' INTERO SISTEMA.

A) Assunzione di geologi e dottori in scienze forestali esperti in pianificazione da affiancare agli attuali ed indispensabili dirigenti e tecnici della Amministrazione forestale. Adeguamento organici del Corpo forestale.

B) Formazione e riqualificazione professionale: almeno 200 ore di formazione di base per gli addetti ai cantieri forestali (operai/e). Formazione aggiuntiva per i neoassunti, nonché per qualifiche "sensibili" di livello superiore: motoseghisti,  decespugliatoristi, vivaisti, raccoglitori di semi, addetti alle trivelle , alle gru a cavo, alle piattaforme mobili e motocarriole; capi operai, capisquadra, ect

C) Costituzione di filiere forestali tra proprietari privati e pubblici

D) Istituzione dell'albo regionale delle imprese forestali. Anche per migliorare e stimolare la competitiva' del settore. La Sicilia è l' unica a non averlo!

E) Rilanciare la produzione vivaistica selezionando le migliori specie autoctone e non. Comunque adatte alle stazioni pedoclimatiche dell' isola ed ai cambiamenti climatici. Una parte delle piante potrebbero essere destinati alla vendita.
Oggi i vivai forestali pubblici sono quasi estinti!

F) Migliorare la pianificazione territoriale e di bacino idrografico, avvalendosi di strumenti sovraordinati già approvati o da definire: Piano forestale regionale, Piano assetto idrogeologico, Piano paesaggistico, Piani regolatori, Piano antincendio, ect. Allo scopo di trovare punti di equilibrio tra ambiente, forestazione, agricoltura, pascolo, consumo di suolo (la Sicilia è ai primi posti e continua ad aumentare....!). Fermo restando che le violazioni vanno sempre sanzionate.

G) Arginare  il dissesto idrogeologico e la desertificazione, mitigare i cambiamenti climatici, anche dando elevata priorità alla estensione delle aree da destinare a bosco, sia da parte del pubblico che del privato. Raddoppiare almeno l' attuale 11% nell'arco di un decennio. Ma con determinazioni quantitative e finanziarie notevoli, coerenti, certe e precise: annuali e poliennali. Che consentano alla Amministrazione forestale di acquisire nuove aree (esproprio, occupazione temporanea, libero conferimento, convenzioni con altri enti) ed ai privati di accedere a contributi idonei.
Non affidandosi dunque a disponibiltà aleatorie di bilancio, come accaduto negli ultimi decenni.

H) Adeguamento automatico delle garanzie occupazionali.
La nuova legge dovrebbe prevedere un adeguamento di nuove unita' in ragione dell' ampliamento della superficie destinata a bosco secondo parametri già conosciuti o da ridefinire. Da contrattare nell' ambito di ogni singolo distretto o bacino.

I) Piano di gestione forestale.
Fu normato dall'articolo 2 della Legge 11/89 e succ. mod. ed integrazioni. È uno strumento poliennale fondamentale per il miglioramento del patrimonio naturale e forestale di parchi, riserve, cantieri forestali, boschi ed altre terre boscate in proprietà private, aziende, ect.. 
Pianificazione di dettaglio conformemente alle analisi ed alle proposte della pianificazione sovraordinata (Direttive europee, vincoli paesaggistici, Piano forestale regionale, Piano assetto idrogeologico, Piano territoriale, ect).

Piani di gestione sostanzialmente inattuati! Oggi in Sicilia solo il 2/3% dei boschi pubblici e privati ne è dotato! Nonostante l'ulteriore normativa nazionale che, all'articolo 6 comma 9 del Testo Unico del 2018, in materia di foreste e filiere forestali, da facoltà alle regioni "di prevedere forme prioritarie di finanziamenti alle proprietà pubbliche e private dotate di piani di gestione.

La redazione di tali piani è propedeutica ad una razionale gestione del patrimonio forestale e naturale. Presuppongono analisi geopedologiche (natura dei suoli), altimetriche, morfologiche (pendenze, cime, vallate, altipiani), relative alla esposizione dei vari siti; climatiche, microclimatiche, dei corsi d'acqua e delle falde; della vegetazione spontanea e non, della età evolutiva di alberi ed arbusti,  della loro densità, delle aree nude e cespugliate, di quelle percorse da incendi; della condizione fitosanitaria. Nonché una valutazione delle caratteristiche delle infrastrutture presenti (parafuochi, recinzioni, piste, sentieri, bacini naturali ed artificiali, ect) e dei ricoveri.

Uno studio accurato anche attraverso la individuazione di particelle forestali e del patrimonio naturale omogenei per stabilire: 

le destinazioni conservative, protettive, produttive di beni e servizi materiali ed immateriali;
la valorizzazione quindi dei servizi ecosistemici (produzione vivaistica per usi propri e finalizzata alla vendita; 
legname da opera e per centrali a biomasse; 
percorsi naturalistici e storici, aree attrezzate, rifugi per visitatori;  
"monetizzazione" della fissazione del carbonio, del paesaggio, dell'assetto idrogeologico, dei servizi idrici, ect); 
le specie spontanee da tutelare, quelle alloctone ed invasive da sostituire gradualmente. Le specie da introdurre artificialmente o di cui favorire l'insediamento (diradamenti), tenuto conto delle più adatte essenze forestali autoctone E DELLA LORO RESISTENZA E RESILIENZA AGLI INCENDI ED AI CAMBIAMENTI CLIMATICI.
Un piano dei tagli e delle utilizzazioni. "e della loro resistenza e resilienza ai cambiamenti climatici ed agli incendi" 
Il monitoraggio e la cura delle piante ammalate o la loro rimozione. 

L'osservazione attenta delle aree percorse da incendi per valutare la massa di legno morto e la sua destinazione, il grado di resilienza e gli interventi più idonei e necessari.

L'adeguamento delle infrastrutture, come ad esempio:

manutenzione e realizzazione di strade, sentieri, piccoli laghetti artificiali, serbatoi fissi e mobili; ampliamento parafuochi o realizzazione di nuovi, soprattutto a sezione; 
rifacimento recinzioni, chiudende, rifugi.

Uso del fuoco prescritto sia nei boschi che nel territorio

I PIANI DI GESTIONE DEVONO IDENTIFICARE RIGOROSE PRIORITÀ, LE MACCHINE E LE ATTREZZATURE OCCORRENTI, L'IMPIEGO DI MANODOPERA NECESSARIA SECONDO CONGRUI CRITERI DI EFFICACIA ED EFFICIENZA.

I PIANI DI GESTIONE VANNO REDATTI DA UNA PLURALITÀ DI FIGURE PROFESSIONALI CHE NE ABBIANO COMPETENZA, IN PARTICOLARE DOTTORI IN SCIENZE FORESTALI, GEOLOGI, AGRONOMI, INGEGNERI, ECT.

Potrà essere molto utile il concorso dei lavoratori e dei delegati sindacali più esperti, nonché della cittadinanza attiva.
Imprescindibili però devono  essere il rispetto delle regole contrattuali (diritti e doveri) e periodiche relazioni del capo operaio o altro dirigente di cantiere sulle attività' svolte relativamente ai progetti attuativi dei Piani di gestione.


TERZA PARTE

FINANZIAMENTI PUBBLICI, AUTOFINANZIAMENTO, ISTITUZIONE DELL' AGENZIA FORESTALE, PREMIALITÀ 

Per tutto quanto quì esplicato,  l'implementazione della spesa regionale e più recentemente nazionale é ridicola!
Servirà - assieme ai risparmi maturati con le uscite dal settore- al sacrosanto miglioramento delle garanzie occupazionali. Forse...!

Sono invece necessari importanti investimenti pubblici a termine e per un medio lungo periodo, integrati dalla significativa valorizzazione delle risorse conseguente alla pianificazione (beni e servizi ecosistemici materiali ed immateriali)

In questo quadro funzionerebbe con standard elevati l'Agenzia regionale prevista dal disegno di legge, con la funzione di gestire gli operai, le attività forestali e quelle presso altri enti (e/o privati inadempienti agli obblighi di tutela antincendio, quali le fasce tagliafuoco). Queste ultime per definizione rientrano tra le cosiddette attività complementari.

Riguardo agli interventi in conto terzi è assolutamente opportuno che la norma preveda una congrua remunerazione delle convenzioni stipulate dalla Amministrazione forestale (in futuro dall' Agenzia) con i comuni e gli innumerevoli enti individuati dall'art. 14, L.r.s. 16/96 e soprattutto dall'art.25, Finanziaria 2013.

Se da un lato è giusto che gli oneri devono essere contenuti per le amministrazioni richiedenti, dall' altro l'intervento dei forestali non puo' essere interamente a carico della Amministrazione di appartenenza. A gratis! Come è avvenuto sino ad oggi!

Sarebbe una ottima occasione di autofinanziamento, soprattutto se l'Agenzia riuscirà ad implementare le convenzioni con i numerosi istituti pubblici  previsti dagli articoli citati.

I contratti di lavoro degli operatori del settore dovrebbero prevedere la
 introduzione di premialità e/o penalità sistemiche in relazione ai risultati raggiunti o meno  per le attività forestali e complementari, ed in ragione della riduzione della superficie percorsa dal fuoco.

Premi di risultato se si raggiungono gli obiettivi predeterminati e/o concordati con le parti sociali per tutti gli attori del settore forestale:
 
dirigenti, funzionari  impiegati, operai; 
Ma anche per Corpo Forestale, squadre A.i.b., Protezione civile,  Vigili del fuoco. E penalità nei casi contrari 

Lo stesso dovrebbe valere con disposizioni di legge o amministrative per  le aziende agricole e zootecniche che fruiscono di contributi dalla Unione europea o da altre istituzioni, con particolare riferimento alle aree percorse dalle fiamme. Nessun contributo se si accertano mancate o lacunose misure di prevenzione. Colpa o dolo a parte..

E naturalmente per i mezzi aerei antincendio: contratti contenuti integrati da un bonus  nel caso di diminuzione delle aree danneggiate dal fuoco.

Insomma si tratterebbe della attuazione sistemica del "modello Aspromonte" (2000/2005), lì applicato alle sole cooperative, associazioni ed imprese sociali convenzionate col Parco, che avrebbero perso  una importante parte del loro contratto se la superficie percorsa dal fuoco superava di una minima percentuale quella degli anni precedenti. Funzionò!

Queste misure integrerebbero una corretta gestione del Catasto incendi. Ma questa è un altra storia.
Così come la costituzione di Pool investigativi specializzati.

Altre storie ma molto correlate.

Anche il risarcimento o meno dei privati con residenze extraurbane danneggiate da incendi dovrebbe tener conto della verifica delle misure di prevenzione adottate.

10 dicembre 2024

Salvino Carramusa
Piero Cangemi




Galleria fotografica





Foto di:

Salvino Carramusa 
Fabio Militello 
Giuseppe Costa 
Rosanna Di Maria 
Antonino Buccola 
Maurizio Costa 
Ed autori sconosciuti




MA COM'È FINITA LA RICHIESTA DELLA LEGA DI AUMENTARE LE GIORNATE DEI FORESTALI VERSO LE 178 GIORNATE? COM'È FINITA L'IMPEGNO CONCRETO DELL'ON. FIGUCCIA (LEGA) PER L’AUMENTO DELLE GIORNATE LAVORATIVE DEI FORESTALI? SPERIAMO NON COME AL SOLITO E CIOÈ: TUTTO FINISCE A TARALLUCCI E VINO?


1) La Lega ha chiesto di aumentare le giornate dei forestali, in questo caso spingendo verso le 178.

2) L'On. Figuccia (Lega) ci ha fatto sapere che sono state stanziate risorse per l’aumento delle giornate lavorative dei forestali.

Il Blog le ha definite positive. Però con queste "leva e metti" non ci stiamo capendo un bel niente. Purtroppo temiamo che finisca tutto a tarallucci e vino!
Attenzione, non casca mica il mondo, i lavoratori forestali sono ormai abituati.


Noi siamo ben lieti di dare spazio a tutti. Quindi, se l'On. Figuccia vuole aggiornarci è sempre il benvenuto



Leggi anche:






L’ARS VERSO L’APPROVAZIONE DELLA FINANZIARIA, FONDI PER PRECARI, EVENTI E CULTURA. LA MANOVRA PREVEDE LO STANZIAMENTO DI 242 MILIONI DI EURO PER IL SETTORE FORESTALE, GARANTENDO AGLI STAGIONALI LO STESSO NUMERO DI GIORNATE LAVORATIVE DEL 2024. IL BLOG: GRAZIE A TUTTI!


Dal sito www.blogsicilia.it

10/12/2024
La legge finanziaria siciliana si avvia verso l’approvazione in Aula, prevista per l’inizio della settimana prossima. Il testo, dopo aver ricevuto il via libera dalla Commissione Bilancio, prevede finanziamenti per la stabilizzazione di precari, il sostegno al settore forestale e un aumento delle risorse destinate ad eventi e spettacoli.

Negoziazioni tra maggioranza e opposizione

L’iter della manovra è stato caratterizzato da incontri tra l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e i rappresentanti dell’opposizione per raggiungere un’intesa su alcuni punti chiave. Nonostante il dialogo avviato, permangono criticità, in particolare riguardo alla gestione di un “tesoretto” destinato a finanziare emendamenti parlamentari. L’opposizione, rappresentata da Michele Catanzaro del PD e Antonio De Luca del Movimento 5 Stelle, ha espresso perplessità su alcune voci di spesa, considerate sottostimate, e ha preannunciato un attento esame del testo in Aula.

Finanziamenti per eventi e spettacoli: polemiche e accordi

Un punto controverso riguarda lo stanziamento di 3,5 milioni di euro aggiuntivi per l’assessorato al Turismo, guidato da Elvira Amata di Fratelli d’Italia, destinati al finanziamento di grandi eventi. La norma, approvata dalla maggioranza nonostante le critiche dell’opposizione, in particolare del PD, conferisce all’assessore un ampio potere discrezionale nella gestione dei fondi. Antonello Cracolici (PD) ha annunciato l’intenzione di richiedere il voto segreto in Aula su questo punto. Lo stesso articolo prevede, tuttavia, finanziamenti per eventi gestiti da assessorati guidati da DC e Lega, rispettivamente 2 milioni per iniziative legate alla Famiglia e 2 milioni per l’acquisto di scuolabus da parte dell’assessorato all’Istruzione.

Accordi per il sostegno a enti e fondazioni

Il dialogo tra i partiti ha portato all’individuazione di una serie di enti e fondazioni che beneficeranno di finanziamenti aggiuntivi. Salvo Geraci, capogruppo della Lega, ha elencato alcune delle realtà coinvolte, tra cui la fondazione Mandralisca, la fondazione Sciascia, l’istituto Pio La Torre, l’istituto Gramsci, consorzi di Comuni che gestiscono beni confiscati e associazioni antiracket.




Stabilizzazione precari e sostegno al settore forestale

La manovra prevede lo stanziamento di 242 milioni di euro per il settore forestale, garantendo agli stagionali lo stesso numero di giornate lavorative del 2024. Inoltre, grazie a una norma sostenuta da Forza Italia, 258 lavoratori ASU del settore dei Beni culturali saranno stabilizzati a 30 ore presso la partecipata SAS, pur rimanendo assegnati al dipartimento regionale di riferimento. Il testo approvato dalla Commissione Bilancio è ancora parziale e si prevede l’aggiunta di un maxiemendamento, sia da parte del governo che dei deputati, con ulteriori stanziamenti per circa 35 milioni di euro.