07 giugno 2022

LA SICILIA E GLI INCENDI/4: LA QUESTIONE DEI PASCOLI, LE ESTORSIONI, "L'INDUSTRIA DEL FUOCO"


Dal sito www.tp24.it

07/06/2022
Concludiamo lo speciale dedicato agli incendi in Sicilia. La questione dei pascoli, ha una rilevanza particolare perché considerati alla base del fenomeno degli incendi dolosi che si verificano, ogni estate, fra i boschi e i terreni agricoli siciliani. 

Nel corso dell’audizione del 15 marzo 2022 la Commissione antimafia dell'ARS, presieduta fino a qualche giorno fa da Claudio Fava, ha ascoltato il dirigente provinciale del Servizio 11 per il territorio di Catania del Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, Pietro Giovanni Litrico, che ha offerto uno spunto ritenuto molto utile per la comprensione di tutto il fenomeno. 

LITRICO - A volte gli incendi dolosi possono nascere da un reato di qualche persona folle che appicca un incendio quando ci sono le condizioni scatenanti l’incendio, quindi, venti prevalenti e dominanti, l’alta siccità, ma il più delle volte, sulla scorta della mia esperienza, questi incendi scaturiscono dalle liti fra allevatori. Cosa voglio dire? Annualmente il Dipartimento a cui io afferisco presenta delle manifestazioni di interesse sulla disponibilità di lotti pascolivi, a queste manifestazioni di interesse, ovviamente, partecipano tutti gli imprenditori agricoli che gestiscono allevamenti, allevamenti bovini o di caprini. L’Amministrazione riceve le istanze, fa una graduatoria delle istanze pervenute e una volta esitata la manifestazione di interesse, assegna agli allevatori aggiudicatari dei lotti di terreno a pascolo. Questi lotti di terreno a pascolo servono, in prima istanza, ad alimentare il bestiame pascolante, ma, una volta che i pascoli sono concessi all’allevatore, questi può caricarli nel fascicolo aziendale e, quindi, ricevere i contributi comunitari; che possono essere concessi a superficie oppure a capo di bestiame detenuto. Io ricordo, ad esempio che fino al 2008 il premio che erogava AGEA per ciascun capo di bovino adulto era di ottocento, per un vitello in accrescimento seicento euro. Capite bene che tutto questo rappresenta un bell’introito per gli allevatori. Quindi, presenta una istanza, può succedere che gli allevatori entrano in competizione per lo stesso lotto di terreno. Ed in effetti, girando per il territorio e facendo le indagini di polizia giudiziaria sui roghi, molto spesso ho potuto verificare che a monte c’erano delle liti tra gli allevatori i quali tendevano a bruciare il lotto del collega vicino che aveva prodotto l’istanza e aveva ottenuto il pascolo.

Il danno non è relativo soltanto ad un danno ambientale, questi reati incidono fortemente sulla natura della nostra economia perché nei boschi noi facciamo dei progetti, delle perizie forestali che servono ad assumere maestranze forestali, se bruciano i boschi non possiamo avere le maestranze forestali. Non voglio giungere a conclusioni, ma dico che questo è quello che, per la natura degli incarichi che ho avuto, per le esperienze che ho avuto in questi sedici anni di servizio, tra i responsabili di incendi, responsabili di prevenzione e repressione incendi in provincia di Catania e controllore AGEA, questo è quello che posso dire e mi sento di dire.

I lotti sono stati messi sempre a disposizione degli allevatori, con le dovute misure, perché noi prendiamo informazioni, soprattutto antimafia, noi consultiamo il PTNA, non è che facciamo il contratto immediatamente all’allevatore, prima c’è una fitta rete di controlli, io chiedo alle Prefetture tutte le informative, ma, chiaramente, gli allevatori sono furbi, gli allevatori fanno presentare l’istanza a gente lontana, giovani che sono incensurati, queste cose non c’è bisogno che le dico io, io ho qualifiche di polizia giudiziaria, ho parlato sempre con i Prefetti, questa cosa l’abbiamo messa in evidenza d’ufficio e nonostante le verifiche, poi, risultano essere negative, nulla di fatto, molto spesso questi allevatori continuano a delinquere, molti dei quali sono stati incriminati, sono risultati mafiosi, addirittura collegati a cosa nostra siciliana.

Sulle possibili correlazioni fra incendi dolosi e concessione dei pascoli nel corso della seduta del 22 marzo 2022 è stato ascoltato anche il dirigente del Servizio 4 – Antincendio boschivo del Comando del Corpo forestale della Regione siciliana, Rosario Napoli.

LANTIERI, vicepresidente della Commissione. Nel corso dell’ultima audizione della Commissione sono state acquisite delle dichiarazioni da parte di un dirigente del Dipartimento ‘Sviluppo rurale’, per diversi anni in servizio presso il Corpo forestale della Regione siciliana, che rappresentava, fra i fenomeni più frequenti legati agli incendi boschivi di carattere doloso, c’era e ci sarebbe ancora quello delle ritorsioni e della vendetta legata alla concessione dei pascoli, perché al controllo del territorio garantiscono i pastori, alcuni legati – non tutti – ad ambienti malavitosi, vantaggi economici, in termini di contribuzione europea, potendo inserire nel fascicolo aziendale i lotti demaniali assegnati per il pascolo. Lei cosa pensa in proposito?

NAPOLI - Sì, è condivisibile in parte. Non direi che sia l’elemento principale, quello della concessione, ma sicuramente può essere anche un elemento di possibile motivo degli incendi che si verificano nella nostra Regione. Adesso la concessione dei pascoli diciamo che è un po' modificata, per cui le concessioni avvengono tramite bando, per cui, in realtà, questo fenomeno ci può essere, ma, ritengo, non in maniera così marcata. Il pascolo, secondo me, è sempre uno dei motivi, ma non che riguarda le concessioni, piuttosto per quanto riguarda il rinnovamento dei pascoli, soprattutto nelle aree abbandonate. Il pastore, in realtà, ha necessità di garantire il proprio pascolo, per cui, ovviamente, lo tutela, siccome c’è sempre più necessità di terreni…

Nel Piano regionale antincendio boschivo (AIB) del 2020, approvato con Decreto del Presidente della Regione siciliana, sono indicate le principali cause degli incendi dolosi verificatisi nella regione, così elencati: rinnovo dei pascoli; recupero dei terreni agricoli; industria del fuoco; estorsione e taglieggiamento; protesta contro le aree protette; speculazione edilizia; piromania.


Il rapporto tra incendi e pascolo è un elemento che, sotto diversi punti di vista, è tornato frequentemente nel corso delle audizioni che la Commissione Antimafia ha dedicato al fenomeno degli incendi dolosi in Sicilia. “L'uso del fuoco – ricorda il Piano regionale AIB 2020 - è storicamente stratificato in aree a forte deficit di produzione foraggiera, per eliminare l'infestazione di specie erbacee ed arbustive poco appetite o non utilizzate. In tale contesto l’uso del fuoco rappresenta una pratica agronomica antichissima volta ad assicurare ai pastori diverse utilità: dal controllo delle specie infestanti (laddove risulta faticoso a impraticabile il ricorso allo sfalcio meccanico) alla volontà di stimolare e velocizzare il ricaccio di nuova vegetazione.

Il miglioramento della produttività dei terreni - Un altro fenomeno che, oltre ad essere riportato nel Piano regionale AIB, ha trovato dei riscontri in quanto rappresentato nel corso delle audizioni, affonda le sue radici nella convinzione, da parte di alcuni agricoltori, che bruciare i terreni migliori la loro produttività. Ciò induce ancora alcuni soggetti ad appiccare il fuoco che, a causa delle condizioni climatiche, sfugge poi al loro controllo. Questo fenomeno tuttavia, anche in virtù dei nuovi divieti posti per legge e delle frequenti campagne di comunicazione portate avanti da istituzioni e associazioni di categoria, appare decisamente marginale rispetto al passato.

"Industria del fuoco" - Sotto la categoria “industria del fuoco” il Piano Regionale AIB del 2020 inserisce una serie di fattori che determinano, o possono determinare, dei vantaggi economici per singole persone, categorie, imprese etc. Fra questi gli operai forestali stagionali, addetti alle attività di avvistamento e spegnimento. Va precisato che non c’è e non ci può essere un interesse specifico di questi lavoratori ad appiccare incendi giacché, a prescindere dalla presenza o meno di incendi, chi è settantottista viene pagato per 78 giorni, e così per chi è centunista e per chi è centocinquantunista. Detto questo, non si può escludere che ci siano degli operai stagionali infedeli che per motivi diversi - perché sono scontenti per giorni assegnati, perché sono stati trasferiti dal posto dove preferivano svolgere lavoro, per problematiche relativi agli orari di lavori o altri motivi futili, o ancora perché corrotti da soggetti mossi da altri interessi - possano decidere di appiccare incendi.

Estorsioni e taglieggiamenti - Altro dei fattori indicati dal Piano regionale AIB quale causa degli incendi sono i fenomeni estorsivi o di taglieggiamento; in molti casi, per esempio, il fuoco rappresenta uno strumento per obbligare a pagare forme non richieste di protezione oppure per lucrare indebitamente sui premi di assicurazione.

Quanto alla speculazione edilizia che, storicamente, è stata riscontrata fra i motivi alla base del fenomeno degli incendi dolosi, valgono le argomentazioni già esposte per quanto riguarda il business del fotovoltaico, ed in particolare i vincoli previsti dalla legge 353 del 2000 che, di fatto, determinano la cristallizzazione dei terreni percorsi dal fuoco e dunque l’impossibilità di qualsiasi speculazione edilizia per il periodo di 15 anni.

“In una categoria a parte devono essere citati i piromani” si legge, condivisibilmente, nel Piano regionale AIB 2020. Gli incendi appiccati da questi soggetti patologici sono vissuti come una sfida alle autorità. “Si tratta di individui con propositi di vendetta contro tutto e tutti, che si esprime nell'impulso irresistibile ad appiccare il fuoco”. Coerentemente con quanto emerso nel corso della presente inchiesta, anche nel Piano regionale i veri piromani costituiscono una minoranza nel vasto panorama degli incendiari.

Le conclusioni della commissione antimafia - In definitiva, l’inchiesta della commissione antimafia ribadisce che non c'è una sola causa dietro il preoccupante fenomeno degli incendi dolosi in Sicilia. Occorre distinguere caso per caso, anche in funzione della tipologia di area aggredita. Quello che si può certamente concludere è che ci sono fenomeni più preoccupanti di altri, fra questi, in particolare il fenomeno della “mafia dei pascoli” o comunque degli atteggiamenti criminali legati al controllo del territorio ed ai vantaggi, anche di carattere economico, che esso determina. Non si può del resto escludere a priori che ci possano essere stati, o che ci possano essere, altri interessi a muovere la mano criminale di chi appicca un incendio doloso, come ad esempio gli interessi economici legati all’uso dei mezzi aerei (elicotteri e canadair) o all’acquisto a basso costo di terreni per incentivare il fotovoltaico. Ma in questi due settori specifici i meccanismi di protezione di cui ci si è dotati (per legge o per contratto) oltre ad altre evidenze fattuali (da un canto le difficoltà delle imprese fornitrici dei servizi aerei di coprire, in tutto il territorio nazionale, l’enorme numero di incendi che si verificano ogni estate e d’altro canto, per il business del fotovoltaico, la disponibilità di una enorme quantità di terreni privati disponibili già a basso prezzo) inducono a pensare che il fenomeno ipotizzato sia inesistente.




Fonte: www.tp24.it









TRAGEDIA A SORTINO, “È STATO UN INCIDENTE”, DISPOSTI FUNERALI DEL FORESTALE


Dal sito www.blogsicilia.it

di Gaetano Scariolo - 07/06/2022

ALLE 16 NELLA CHIESA DI SANTA SOFIA

Si terranno oggi alle 16 nella chiesa di Santa Sofia, a Sortino, i funerali di Vincenzo Failla, il 56enne operaio della Forestale morto domenica scorsa a seguito dell’esplosione avvenuta nella sua abitazione in via Carlentini, a Sortino.


Un incidente

Per i carabinieri ed i magistrati della Procura di Siracusa si sarebbe trattato di un incidente, causato presumibilmente, da una fuga di gas da una bombola, infatti non è stata disposta dal medico legale l’autopsia sul corpo senza vita dell’uomo.

Le cause del decesso sono, nella tesi degli inquirenti, ben evidenti, per cui, nelle ore scorse, la Procura ha disposto il dissequestro della salma per consentire ai familiari di organizzare il funerale per l’ultimo saluto al 56enne.

Sorella al Cannizzaro di Catania

Non potrà esserci la sorella dell’uomo, che è ricoverata nel reparto dell’ospedale Cannizzaro riservato ai pazienti con gravi ustioni. L’incendio, esploso dopo l’esplosione, ha attaccato la donna, trovata dai vigili del fuoco sotto la macerie. La vittima, stando alle ultime informazioni, si trova in prognosi riservata, circa il 25 per cento del corpo è ricoperto da ustioni.

Commozione a Sortino

Tanta la commozione a Sortino per la sorte del 56enne operaio forestale, un uomo abbastanza schivo: era separato dalla moglie, con cui ha avuto un figlio e coltivava la passione per la musica, in particolare era un fan di Shakira, la star colombiana che seguiva anche sulle pagine social.

La parole del sindaco

“C’è il rammarico per una vita che se ne va. Dispiace per la famiglia Failla. Anche se poteva andare peggio per le altre famiglie che abitano vicino alla palazzina crollata – dice il sindaco di Sortino Vincenzo Parlato – Grazie all’intervento della forestale e dei vigili del fuoco è stato scongiurato un danno maggiore”. Le altre case hanno subito dei danni ma per fortuna non si sono registrate altre vittime ed è questa forse l’unica notizia positiva in questa tragedia.




Dal sito





FLAI CGIL SIRACUSA: COMUNICAZIONE UFFICIALE RELATIVA ALLA LIQUIDAZIONE DELLE DS AGRICOLE


Dalla pagina Facebook
Flai Cgil Siracusa





SIFUS CONFALI: L'INPS SBLOCCA LE LIQUIDAZIONI DELLE DISOCCUPAZIONI AGRICOLE IN TUTTA ITALIA, TRANNE A CATANIA, DOVE L'ATTENDONO CIRCA 30 MILA BRACCIANTI. MARTEDI 7 GIUGNO, ORE 9,30, PRESIDIO SIFUS SOTTO LA SEDE PROVINCIALE DELL'INPS DI VIALE LIBERTÀ


Dalla pagina Facebook
Sifus Confali - Segreteria Generale

Catania 6-6-2022 - Siamo lieti di ribadire  che le  sedi INPS hanno già posto in liquidazione le indennità disoccupazione agricole in tutta Italia superando i paventati ritardi. La sede INPS di Catania, tuttavia,  sembra non far parte dell'Italia  poiché nonostante gestisca circa 30 mila braccianti agricoli, ancora non ne ha, ne' liquidate ne' inteso comunicare la data di liquidazione.
Negli ambienti sindacali di serie A, trapela che domani la direzione provinciale di Catania, potrebbe ufficializzare le date di liquidazione delle ds/agr che, in ogni caso, non avverrebbero prima del 17 - 20 giugno. Questi  ritardi di 15- 20 giorni consentirebbero all'istituto, di liquidare, contestualmente, anche le pratiche soggette ad indebito a causa dell'irresponsabilità di alcuni sindacati confederali  che ne hanno promosso la diffusione anche per quei lavoratori che non ne avevano il diritto.
È  chiaro che noi rifiuteremo quelle date. Le disoccupazioni a Catania e provincia vanno pagate subito e in linea con il resto d'Italia poiché non rappresentano una vincita al gratta e vinci, ma una quota parte del salario che va pagata, oggi, nel momento del non lavoro.
Per queste ragioni su proposta del nostro segretario provinciale,Tino Scarvaglieri e del segretario regionale Sicilia, Alfredo La Delfa, domani, martedì 7 giugno alle ore 9.30 saremo in presidio sotto la sede dell'inps provinciale di viale Libertà in Catania dove rivendicheremo l'immediata liquidazione delle disoccupazioni.
Lino Masi - Segretario Nazionale B.A
Maurizio Grosso - Segretario Generale SiFUS CONFALI





NEL PIENO DI CAMBIAMENTI CLIMATICI CON GLI INCENDI CHE INCOMBONO IL BANDO PER LA FORNITURA DI MEZZI ALLA FORESTALE È BLOCCATO DA TRE ANNI!


Dal sito www.inuovivespri.it

di Giulio Ambrosetti 6 giugno 2022
  • Lo ribadiamo ancora una volta: la politica siciliana non ha contezza di quello che potrebbe succedere nei mesi estivi con i cambiamenti climatici in corso. Una chiacchierata con il segretario regionale del Sifus Confali Antincendio, Franco Cupane
  • Chi sono gli alleati dei piromani che appiccano il fuoco nelle aree verdi della Sicilia? Il Set-Aside, il glifosato, le strade abbandonate
  • Perché chiediamo l’assunzione di almeno 30 mila operai forestali 
  • Il bando per i nuovi mezzi antincendio della Forestale bloccato da tre anni 
Lo ribadiamo ancora una volta: la politica siciliana non ha contezza di quello che potrebbe succedere nei mesi estivi con i cambiamenti climatici in corso. Una chiacchierata con il segretario regionale del Sifus Confali Antincendio, Franco Cupane
Era l’1 Giugno quando abbiamo pubblicato il seguente articolo: “Incendi dei boschi della nostra Isola: dalla Regione siciliana solo chiacchiere. Parlano di tutto, tranne che degli operai forestali“. Tre giorni dopo, Sabato 4 Giugno, cominciavano gli incendi nella nostra Isola. Fiamme nella provincia di Siracusa, nel Ragusano, ad Agrigento, nel Catanese. “Nell’80 per cento dei casi hanno preso fuoco le aree limitrofe ai boschi”, spiega Franco Cupane, segretario regionale del Sifus Confali Antincendio (nella foto a destra). Il Sifus, per la cronaca, è l’unica organizzazione sindacale che si batte concretamente per la stabilizzazione degli operai forestali della Sicilia. 

A fuoco sono andati i terreni limitrofi ai boschi: sono, per lo più, aree private o comunali e le erbe secche che si trovano ai bordi delle strade che nessuno toglie. “Non era difficile prevedere quello che sarebbe successo – ci dice sempre Cupani -. C’è stata la previsione, che si è materializzata, di temperature alte che, in certe aree del centro della nostra Isola, come a Caltagirone, hanno raggiunto 42 gradi centigradi”. E’ mancata, come sempre, la prevenzione. Proprio perché conosciamo lo stato di abbandono in cui versano vaste aree della Sicilia noi, dal Novembre dello scorso anno, chiediamo che la Regione siciliana assuma almeno 30 mila operai forestali da dislocare nelle aree verdi della Sicilia, nelle zone limitrofe alle aree verdi e anche nelle aree limitrofe ai centri abitati grandi e piccoli. Di concerto con gli agricoltori, gli operai forestali dovrebbero occuparsi anche dei tanti terreni seminativi incolti dove, spesso, si sviluppano gli incendi che poi si propagano nelle aree verdi.

Chi sono gli alleati dei piromani che appiccano il fuoco nelle aree verdi della Sicilia? Il Set-Aside, il glifosato, le strade abbandonate
Lo spettacolo al quale abbiamo assistito in questi due giorni è deprimente. Sappiamo tutti che, dalla fine degli anni ’80 del secolo passato ad oggi, prima la Cee (Comunità economica europea) poi l’Unione europea hanno incentivato la non-coltivazione del grano con il Set-Aside. Una strategia della Ue per eliminare il grano dalle aree mediterranee europee da sostituire con il grano estero, canadese in testa. Questi terreni incolti, che spesso vengono abbandonati, quando l’erba secca diventano facile preda degli incendi. Sappiamo tutti che la stragrande maggioranza dei Comuni siciliani è senza soldi; i Comuni in molti casi non riescono a eliminare le erbe secche che si accumulano nelle aree di propria pertinenza: da qui la possibilità che scoppino incendi che minacciano i centri abitati e, contemporaneamente, le aree verdi che potrebbero trovarsi a ridosso dei centri abitati. Con Cupane parliamo anche delle strade, altra fonte di possibili incendi. In Sicilia ci sono le autostrade (o quasi…), le strade a scorrimento veloce, le strade provinciali, le strade comunali, le strade interpoderali. Spesso le strade provinciali e le strade comunali della Sicilia sono abbandonate. Mentre nelle strade interpoderali gli agricoltori fanno quello che possono. Un tempo, quando ancora la politica siciliana utilizzava il cervello, c’erano gli operai che, con i rastrelli, pulivano i bordi delle strade: fino agli anni ’80 era così. Con l’avvento della cosiddetta Seconda Repubblica è arrivata “l’innovazione”: gli erbicidi al posto degli operai cantonieri. In pratica, il ricorso al glifosato, che in Sicilia viene definito “sicca tuttu“, secca tutto. Per risparmiare sul personale che eliminava l’erba siamo riusciti a riempire di glifosato le strade della Sicilia, con l’inquinamento che si è diffuso nel territorio e con le erbe secche che, nelle stragrande maggioranza dei casi, vengono abbandonate e diventano fonte di incendi. Nell’Aprile del 2019 abbiamo pubblicato un articolo – con annesso video – nel quale si vede un mezzo che irrora di glifosato il bordo della strada; sopra la strada comincia il verde dei boschi: le erbe secche che diventano il mezzo per dare vita a un incendio di aree verdi! Scientifico!

Perché chiediamo l’assunzione di almeno 30 mila operai forestali 
Queste cose le scriviamo da quando siamo in rete. Il Governo siciliano lamenta la presenza di piromani che appiccano il fuoco. Ha ragione? Sì. Siamo i primi – e non da ora – a dire che dietro gli incendi boschivi non soltanto della Sicilia, ma di tante aree boschive del mondo, c’è una strategia criminale e terroristica: cosa che abbiamo scritto non oggi, ma nel 2017. Quello che non riusciamo a illustrare all’attuale Governo è che la Sicilia, per come viene gestita, oggi è una santabarbara. In una strada provinciale o comunale dove nessuno ha tolto l’erba secca ai bordi delle strade, in una giornata di caldo basta un semplice cicca di sigaretta per scatenare l’inferno. Se poi i criminali che appiccano il fuoco, oltre alle strade abbandonate, vengono agevolati anche da temperature superiori a 40 gradi l’inferno di fuoco è matematicamente assicurato. A fronte di questo scenario il Governo regionale può firmare tutte le convenzioni che vuole con i Vigili del Fuoco, con la Protezione civile, con i Comuni e via continuando, e può ricorrere a elicotteri, aerei anfibi e droni. Tutte queste cose non serviranno a nulla. L’unica cosa che può, se non bloccare, quanto meno ridurre gli incendi boschivi in Sicilia è il presidio del territorio con un servizio H 24. E questo servizio non può che essere assicurato da almeno 30 mila operai forestali dislocati in tutto il territorio della Sicilia per 365 giorni all’anno. Sono gli operai forestali che, di concerto con il Corpo Forestale, con i Comuni, con gli agricoltori e, in generale, con i proprietari privati di terreni incolti (non sempre i proprietari di terreni incolti sono agricoltori) debbono occuparsi della manutenzione del territorio della Sicilia. Il resto sono chiacchiere che – spiace dirlo – potrebbero anche essere interessate. Perché quando l’affitto di un mezzo aereo per spegnere gli incendi costa 15 mila euro l’ora, ebbene, si può pensare a tutto e al contrario di tutto…

Il bando per i nuovi mezzi antincendio della Forestale bloccato da tre anni 
In tutto questo sono in corso cambiamenti climatici spaventosi che stanno sconvolgendo il mondo. Ieri, nel MATTINALE, abbiamo fatto il punto della situazione sui danni che i cambiamenti climatici stanno provocando all’agricoltura di tanti Paesi del mondo. Quando nel Novembre dello scorso anno – dopo aver assistito a incendi estivi che hanno incenerito quasi 80 mila ettari di boschi e poi alle alluvioni del Catanese e del Siracusano e alle trombe marine che hanno funestato la costa meridionale della nostra Isola – abbiamo iniziato a chiedere al Governo di assumere subito 30 mila operai forestali, nella nostra mente c’era lo scenario che abbiamo descritto nell’articolo che state leggendo: uno scenario che conosciamo da anni. Chiacchierando al telefono con Cupane siamo rimasti di sasso. Il segretario regionale del Sifus Confali ci ha raccontato che gli operai forestali vanno avanti con mezzi vecchi. La Regione siciliana ha dotato di 100 mezzi nuovi la Protezione civile. Così i mezzi vecchi della Protezione civile sono stati passati in parte alla Forestale. Nulla contro la Protezione civile regionale. Ci piacerebbe capire, però, quali sono le priorità della Regione siciliana. La priorità, dopo gli incendi boschivi dello scorso anno, non dovrebbe essere la tutela dei boschi dagli incendi? Invece i nuovi mezzi sono andati alla Protezione civile (che non gli incendi c’entra fino a un certo punto), mentre la Forestale aspetta la fornitura dei nuovi mezzi antincendio da tre anni! Quello che scriviamo può sembrare incredibile, ma il bando per l’acquisto dei nuovi mezzi è bloccato da tre anni tra le pastoie amministrative e burocratiche, tra ‘corsi e ricorsi’. Si dovrebbe pronunciare il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia (TAR), ma ormai per quest’anno la nuova fornitura di mezzi per la Forestale siciliana è saltata. Lo scorso anno la Sicilia è stata la Regione europea con le più alte temperature estive, nell’Antartide quest’anno la temperatura è salita di 40 gradi, e la Sicilia in prossimità di un’Estate che potrebbe essere rovente si presenta con la Forestale dotata di mezzi vetusti, perché il bando è bloccato. A noi tutto questo sembra una follia!





06 giugno 2022

CONTROLLI NEI TERRENI INTERESSATI DA INCENDI, MULTATI 8 AGRICOLTORI E ALLEVATORI


Controlli nelle aree rurali di Paternò

Dal sito  www.cataniatoday.it

03 Giugno 2022
La legge quadro in materia di incendi boschivi, specifica che le aree percosse dal fuoco sono soggette a vincolo di destinazione d’uso per almeno quindici anni e non possono essere utilizzate per il pascolo di animali per dieci
I carabinieri del comando Provinciale di Catania hanno pianificato numerosi servizi preventivi di controllo del territorio per contrastare il fenomeno degli incendi boschivi nelle aree rurali della provincia etnea, già duramente colpita nel corso della scorsa estate. I militari della compagnia di Paternò, con il supporto dei colleghi dello squadrone eliportato Cacciatori di Sicilia, hanno svolto un pattugliamento nella zona di Ponte Barca e nelle Contrade “Sciddicuni” e “Pietralunga”, già pesantemente interessate da incendi boschivi. Il servizio è stato preceduto da una minuziosa attività informativa, consistente nell’acquisizione, raccolta e consultazione dei catasti degli incendi degli ultimi anni, in cui sono indicate le particelle di terreno già percorse dal fuoco.

La legge quadro in materia di incendi boschivi specifica che queste aree sono soggette a vincolo di destinazione d’uso per almeno quindici anni. Sono state identificate 42 persone (principalmente agricoltori e allevatori di bestiame), sanzionandone amministrativamente 8 per complessivi euro 6.250 perchè avevano fatto pascolare mandrie di bovini in violazione del divieto di pascolo decennale nelle zone interessate dai roghi.

© Riproduzione riservata





AGRIGENTO. DUE INCENDI HANNO DISTRUTTO IL BOSCO DI FONDACAZZO


Dal sito www.lasicilia.it

Distrutti diverse ettari di macchia mediterranea. Impegnato per ore anche un Canadair

Di Gaetano Ravana' 04 Giugno 2022
Agrigento brucia. Le altissime temperature e la mano incendiaria dei piromani, fatto sta che nel pomeriggio di oggi si sono registrati diversi roghi che hanno fatto suonare il campanello d’allarme tra Vigili del fuoco e personale della Forestale. È andato a fuoco il boschetto di Fondacazzo con diversi ettari di macchia mediterranea andata in fumo. Per domare le fiamme molto alte ha dovuto lavorare per ore il Canadair. Altro incendio, molto più pericoloso, in centro città, nella zona del Rabato Santa Croce.

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DISOCCUPAZIONE AGRICOLA 2022 QUANDO VIENE LIQUIDATA? ULTIME NOVITÀ


Dal sito insindacabili.it

Quando viene liquidata la disoccupazione agricola 2022? Ultime novità

Indice

  • 1 Disoccupazione agricola 2022 quando viene liquidata – Pagamenti DS Agricola 2022
  • 2 Chi può ricevere la Disoccupazione Agricola 2022?
  • 3 Quando viene liquidata la Disoccupazione Agricola nel 2022?

Disoccupazione agricola 2022 quando viene liquidata – Pagamenti DS Agricola 2022

La disoccupazione Agricola è un’indennità che viene emessa a favore degli operai che lavorano in agricoltura e delle persone iscritte negli elenchi dei lavoratori agricoli.
Quando viene liquidata la disoccupazione Agricola nel 2022?

Cerchiamo di approfondire insieme le tematiche legate al pagamento della Disoccupazione Agricola Inps. Prima però diamo una breve occhiata ai principali requisiti di questa domanda.

Chi può ricevere la Disoccupazione Agricola 2022?

La disoccupazione agricola Inps 2022 può essere ricevuta da:

  • gli operai agricoli a tempo indeterminato
  • gli operai a tempo determinato
  • i piccoli coloni
  • i compartecipanti familiari
  • i piccoli coltivatori diretti che hanno versato volontariamente fino a 51 giornate di iscrizione negli elenchi nominativi agricoli
  • gli operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano solo per un certo periodo dell’anno
  • i lavoratori agricoli che si dimettono per giusta causa
Inoltre bisogna avere almeno 102 giornate di lavoro nel biennio precedente – 2021 e 2020.

Facciamo un esempio:

  • 2020: 60 giornate
  • 2021: 42 giornate
oppure

  • 2020: 56 giornate
  • 2021: 46 giornate
…e così via…
Il totale del biennio precedente deve essere pari ad almeno 102 giornate lavorate.

Quando viene liquidata la Disoccupazione Agricola nel 2022?

Il termine ultimo per la presentazione della domanda di disoccupazione agricola, è stato per l’anno in corso il 31 Marzo 2022.
Entro il 31 Marzo 2022 dunque, bisognerebbe aver presentato (o personalmente o mediante un patronato) la domanda telematica all’INPS.

Generalmente, il pagamento per la maggior parte degli aventi diritto, avviene nei giorni compresi tra Giugno e inizio Luglio 2022 (a seconda della data di invio della domanda) e per questo invitiamo tutti ad accedere nel Fascicolo Previdenziale Inps per poter controllare direttamente, sia la data precisa che l’importo di pagamento della disoccupazione agricola per il 2022.


I pagamenti della Disoccupazione Agricola nel 2022, dovrebbero partire dalla prima metà del mese di Giugno (per i primissimi anche dal giorno 07/06/22) per poi proseguire nella seconda metà del mese ed anche nei primi giorni di Luglio 2022.

Infatti, come è ormai abbastanza noto, non tutti i cittadini riceveranno l’accredito nello stesso giorno, ma bensì in giorni diversi, compresi tra Giugno e Luglio 2022.

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1 GIUGNO 2022. NUOVA VITTORIA PER LO STUDIO LEGALE FASANO IN FAVORE DEI LAVORATORI FORESTALI. RICONOSCIUTA ANCORA UNA VOLTA L’INDENNITÀ PROFESSIONALE LEGATA ALL’ANZIANITÀ

Ricevo e pubblico
dall'Avvocato Fasano










INCENDI IN PROVINCIA DI PALERMO, INTERVENTO DI VIGILI DEL FUOCO E FORESTALI


Dal sito www.blogsicilia.it

di Ignazio Marchese - 05/06/2022
Vigili del fuoco e forestali sono stati impegnati in diversi incendi dolosi nel palermitano. Roghi sono divampati nella zona di Bagheria, Partinico, Casteldaccia, Trappeto. L’intervento delle squadre antincendio ha evitato che le fiamme di sterpaglie minacciassero le abitazioni.

La Sicilia brucia. Nelle ultime ore diverse province, da Ragusa a Palermo, sono andate in fiamme, riducendo in ceneri decine di ettari di vegetazione. In molti casi sono entrati in azione i mezzi aerei per cercare di arginare il fuoco (le immagini si riferiscono all’incendio divampato a Ispica).

Ieri è stato un pomeriggio di roghi in tutta l’Isola a causa delle alte temperature che hanno favorito alcuni incendi dolosi. Il più importante è scoppiato alle porte di Cefalù, nei pressi della parte alta del borgo, e il fuoco è arrivato a lambire le abitazioni. I vigili del fuoco hanno impiegato alcune ore per spegnere le fiamme e sono stati coadiuvati dalla protezione civile e dai mezzi aerei: sono giunti sul posto anche un canadair e un elicottero di emergenza.

In provincia di Siracusa, diversi ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo per una serie di roghi scoppiati nelle campagne di Noto, Avola e Canicattini Bagni.

Un incendio di vaste proporzioni, anche questo di probabile origine dolosa, ha colpito il Villaggio Mosè a pochi chilometri di Agrigento, con il vento che ha soffiato sulle fiamme contribuendo alla propagazione su sterpaglie e vegetazione. Anche in pieno centro città, in zona Rabato Santa Croce, è scoppiato un altro rogo, domato dai vigili del fuoco.

Sulla tangenziale di Catania la polizia stradale è intervenuta all’interno di un’area di servizio per la segnalazione di un incendio che, alimentato dal forte vento, lambiva il rifornimento di carburante e l’impianto della distribuzione del gas metano.

E ancora, nel Ragusano, i vigili del fuoco della forestale e la protezione civile sono intervenuti nell’area del campo sportivo di Ispica per spegnere un vasto incendio di vegetazione. Le fiamme minacciavano Villa Principe di Belmonte e l’hotel Torre del Mare.







05 giugno 2022

SORTINO (SR). ESPLOSIONE IN CASA, UN MORTO: DONNA ESTRATTA VIVA DALLE MACERIE. A PERDERE LA VITA VINCENZO FAILLA, OPERAIO FORESTALE DI 56 ANNI. LE PIÙ SINCERE E SENTITE CONDOGLIANZE DA PARTE DEL BLOG


Dal sito livesicilia.it

La tragedia a Sortino. Aperta un'inchiesta. FOTO


Un uomo ha perso la vita la notte scorsa in seguito all’esplosione, e al successivo incendio, in un’abitazione di due piani a Sortino, in provincia di Siracusa. La tragedia è avvenuta in via Carlentini.

I soccorsi

Lo rendono noto i vigili del fuoco che sono intervenuto quando è stato lanciato l’allarme e sono tuttora al lavoro per mettere in sicurezza l’area. Estratta viva dalle macerie una donna: si tratta della sorella, è stata trasportata d’urgenza in ospedale.

Chi è la vittima

A perdere la vita Vincenzo Failla, operaio forestale di 56 anni. Secondo una prima ricostruzione, la deflagrazione è avvenuta a causa di una fuga di gas. La procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta e disposto il sequestro della palazzina. 
05 Giugno 2022




Foto











AGRIGENTO. APPICCA UN INCENDIO CHE SI PROPAGA: DENUNCIATO. I CARABINIERI HANNO IDENTIFICATO L'UOMO CHE ADESSO DOVRÀ RISPONDERE DEL REATO DI "INCENDIO DOLOSO"


Dal sito www.lasicilia.it

Di Gaetano Ravanà 03 Giugno 2022
Ha appiccato il fuoco alla sterpaglia e a un cumulo da potatura in località “Grotta Colombi”, sui terreni agricoli di sua proprietà. Poi si è allontanato. Le fiamme, complice il vento, si sono propagate, ed hanno devastato la macchia mediterranea, e provocato allarme fra gli isolani. I carabinieri della Stazione di Linosa, al termine dell’attività investigativa, sono risaliti al punto d’origine del rogo, individuato in un appezzamento di terreno di proprietà di un anziano.

Si tratta di un settantasettenne linosano, denunciato in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per l’ipotesi di reato di incendio doloso.

Era il 16 maggio scorso quando per fronteggiare il “fronte” di fuoco, s’è dovuta mettere in moto anche la Capitaneria di porto di Lampedusa, che ha caricato una squadra di vigili del fuoco di Lampedusa. Una squadra composta da 5 persone, con al seguito le necessarie attrezzature. Sulla più piccola delle isole Pelagie, il personale antincendio ha trovato un mezzo, e con quello hanno raggiunto il luogo dell’incendio.

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ERICE. L’INCENDIO A MARTOGNA, L’ANNUNCIO DI SCILLA: “AD OTTOBRE PARTIRANNO I LAVORI”. IL BLOG: ASSESSORE SCILLA, PERCHÈ SPENDIAMO PER LA RIPARAZIONE ANZICHÈ PER LA PREVENZIONE?



Dal sito www.telesudweb.it

di Mario Torrente 03 Giugno 2022

L’assessore regionale Toni Scilla è stato a Martogna per un sopralluogo dopo il terribile incendio che lo scorso 5 maggio ha distrutto mezzo bosco dell’area demaniale e devastato circa 200 ettari del versante ovest della montagna di Erice dal Castellazzo a Sant’Anna.

“Utilizzando parte dei 23 milioni di euro del piano di sviluppo e coesione, già nel prossimo autunno inizieranno i lavori di ricostituzione e di messa in sicurezza che riporteranno Martogna ad essere il necessario polmone verde della splendida montagna di Erice“. Lo ha annunciato l’assessore regionale Toni Scilla dopo il sopralluogo fatto nell’area demaniale assieme al dirigente generale Mario Candore, all’ispettore superiore del Corpo Forestale Giovanni Misseri e al dirigente dell’ufficio servizio del territorio della provincia di Trapani Pietro Miceli.

Il rappresentante del governo Musumeci, con delega allo sviluppo rurale oltre che all’agricoltura e la pesca, ha ricordato come quest’anno la campagna di prevenzione sia partita da oltre 1 mese, senza ancora legge di stabilità approvata. Tant’è che a fine aprile circa 10 mila forestali erano già a lavoro in tutta la Sicilia. Scilla si è quindi soffermato sui danni provocati dal terribile incendio dello scorso 5 maggio, che ha distrutto mezzo bosco a Martogna, praticamente nella parte più antica, che non era mai andata a fuoco, con alberi di oltre 50 anni ormai brucati. Molti ridotti a scheletri. Altri con i tronchi anneriti e le chiome marroni. Il loro destino, purtroppo sembra già segnato.

Si tratta della zona che si trova sopra la strada provinciale di Erice, mentre l’area del Parco avventura e degli animali, dal secondo cancello in poi, si è salvata grazie alle squadre di spegnimento e a chi, fino a notte fonda, ha fronteggiato l’avanzata delle fiamme tra gli alberi cercando di salvare il salvabile. I danni sono davvero ingenti ed oltre al patrimonio ambientale sono andate a fuoco anche le staccionate, i ponticelli in legno e tutta la vegetazione tra i sentieri dove era meraviglioso andare a passeggiare nella natura ad un tiro di schioppo dalla città.

Martogna è tra l’altro l’unico parco a servizio dei comuni di Trapani ed Erice, utilizzato da tante famiglie ma anche da chi va in mountain bike, compresi i ragazzi di una squadra che pratica questa disciplina sportiva. Tant’è che si sono tenute diverse gare. E fino a poche settimane fa si allenavano proprio tra questi viali. Ma adesso metà bosco è interdetto. Le fiamme hanno devastato anche la zona del Castellazzo e quello di Sant’Anna. Tra l’altro si tratta di un versante di una certa pendenza e gli alberi, con le loro radici, svolgevano l’importante funzione di fare da ancore al terreno, evitando quindi smottamenti e cedimenti verso il basso visto che da questo lato passa la strada per Erice e ci sono tante abitazioni.

Non a caso la riforestazione effettuata dagli anni Settanta puntava proprio a mitigare i rischi idrogeologici legati al movimento del terreno per le abbondanti piogge. Insomma, questo versante del Monte ha bisogno di vegetazione e di tanti alberi anche per garantire la sicurezza di tutti visto che da qui passa anche la strada che porta al centro storico di Erice. Rappresentando per di più un’area verde a servizio di una bacino di utenza di circa 100 mila abitanti, per di più dall’altissimo potenziale turistico per la bellezza dei luoghi e la possibilità di svolgere molte attività legate all’outdoor, settore sempre più in crescita anche in Sicilia occidentale. E la montagna di Erice è sempre più frequentata da escursionisti provenienti da altre parti d’Europa che ne apprezzano la bellezza dei paesaggi ed il grande fascino tra storia, mito e leggenda. A maggior ragione se ci sono boschi dove camminare respirando aria buona e immergendosi nel magico contesto di madre natura.




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TEMPERATURE ROVENTI E INCENDI IN SICILIA E SARDEGNA: IMPIEGATI MEZZI AEREI. DIECI INCENDI SONO DIVAMPATI OGGI IN SARDEGNA, LARGO FRONTE DI INCENDIO NELLA ZONA COLLINARE DI CEFALÙ, NEL PALERMITANO


Dal sito www.meteoweb.eu

A cura di Beatrice Raso 4 Giugno 2022 
Sardegna e Sicilia sono state le due regioni più “infuocate” dal super caldo prodotto dall’anticiclone africano, con punte di +40-41°C oggi. Queste temperature roventi hanno favorito il propagarsi degli incendi: sono 10 quelli scoppiati oggi in Sardegna. Per spegnere uno di questi roghi, divampato in agro di Aggius, località “Monte Pala de Frassu”, il Corpo forestale ha utilizzato, oltre le squadre a terra, anche i mezzi aerei del sistema regionale antincendio. Lo spegnimento è stato coordinato dal personale della Stazione del Corpo Forestale di Tempio Pausania, coadiuvata dal personale elitrasportato a bordo dell’elicottero proveniente dalla base elicotteristica del CFVA di Alà dei Sardi e dal personale delle Stazioni Forestali di Bortigiadas e Calangianus. L’incendio ha percorso una superficie di circa un ettaro di pascolo cespugliato.

Un vasto incendio, probabilmente a causa di un guasto tecnico, è scoppiato anche nell’impianto fotovoltaico dell’area industriale di Ottana, nella provincia di Nuoro. Circa 5 ettari di terreno sono stati interessati dal rogo che ha avvolto anche alcune stringhe di pannelli e i relativi quadri di comando. Sul posto per spegnare le fiamme sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Nuoro. Un primo sopralluogo ha avvalorato le cause di natura elettrica, essendo tutta l’area dell’impianto recintata e di difficile accesso dall’esterno.

In Sicilia, invece, un largo fronte di incendio si è sviluppato nella zona collinare di Cefalù, nel Palermitano. Per alcune ore hanno operato i Vigili del Fuoco, squadre della Protezione Civile e i volontari delle Giubbe d’Italia. Nella fase più acuta deli roghi sono entrati in azione anche un Canadair e un elicottero. Le fiamme, di origine dolosa, hanno minacciato anche alcune case prima di essere domate.

In provincia di Siracusa, diversi ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo per una serie di roghi scoppiati nelle campagne di Noto, Avola e Canicattini Bagni. Un incendio di vaste proporzioni ha colpito il Villaggio Mosè a pochi chilometri di Agrigento, con il vento che ha soffiato sulle fiamme contribuendo alla propagazione su sterpaglie e vegetazione. Anche in pieno centro città, in zona Rabato Santa Croce, è scoppiato un altro rogo, domato dai Vigili del Fuoco.






GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE. INCENDI, IN SICILIA LA PROTEZIONE CIVILE È IN PRIMA LINEA PER TUTELARE IL GIUSTO EQUILIBRIO TRA UOMO E AMBIENTE


Dal sito www.protezionecivilesicilia.it

’Destino dell’uomo e dell’ambiente non sono mai stati così strettamente connessi’

Catania, 5 giu 2022 - Sindaci, Regione, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Volontari, ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell´Ambiente), grande sinergia e collaborazione si respira oggi nel sistema di protezione civile, che come sempre, è a pieno regime per garantire la tutela della natura e dei cittadini siciliani.

Incendi. Dalle prime ore di questa mattina la SORIS Sala Operativa Regionale è attiva per monitorare lo stato di pre-allerta che investe buona parte della Sicilia a causa delle alte temperature che espongono tutta l´isola al rischio incendi.

Alle ore 10.06 un incendio ha interessato Monreale (PA), in Via M22 nei pressi dell'Acquapark.

Alle 10:35:44 a Militello Val di Catania, un incendio all´entrata del paese nei pressi del liceo artistico, ha minacciato una villetta, rapido l´intervento sul posto di una squadra VV.F. di Vizzini.

A Castelbuono alle ore 11:59, in località Montenero di Pollina, per un incendio oltre la squadra di volontari della Protezione Civile con un modulo antincendio, è stato richiesto l´intervento aereo, attivato dal Dos del Corpo Forestale della Regione Siciliana. 

Alle 14:17 a  Cefalù (PA) la OdV cod. 220 ha comunica di essere stata attivata dal comune per un incendio in c.da Monte.

Etna. Ieri sera il Capo della Protezione Civile, ing. Salvo Cocina con il suo staff, si è recato sui luoghi della colata di lava sull´Etna per una indagine visiva del fenomeno. Accompagnato dal dott. Badalà, Responsabile del Servizio 10 dell'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste Catania, dall'ispettore Rizzo e dall'agente forestale Lisitano del Soccorso Montano Forestale, il sopralluogo si è svolto in località Pizzi dei Neri a 2818 mt circa, per giungere a piedi intorno ai 2500 m s.l.m. 

Vulcano (Lipari). Sempre ieri è stato diramato dall´ARPA - Agenzia Regionale per la Protezione dell´Ambiente, l´ultimo monitoraggio della qualità dell'aria dell'isola di Vulcano, dove grazie alla campagna di campionamento dell'aria, tramite un laboratorio mobile, vengono costantemente verificati alcuni inquinanti presenti in aria, pericolosi a causa dei fenomeni di degassamento in atto sull´isola.

Ricordiamo che sono attivi un Canale Telegram Emergenza ETNA  e un canale Telegram "Allerta Vulcano e Stromboli" che informano costantemente su Allerte e fenomeni potenzialmente pericolosi dei vulcani siciliani.

Nella giornata mondiale dedicata all´ambiente, il sistema di Protezione Civile è ancora una volta a pieno regime, e sono lo sforzo e l´impegno delle donne e degli uomini di questo sistema sinergico e all'avanguardia che onorano le parole del nostro Capo dello Stato, Presidente Sergio Mattarella, il quale ha ricordato oggi: "per dare futuro all´umanità dobbiamo essere capaci di governare i cambiamenti climatici, arrestare lo sfruttamento delle risorse non riproducibili, concepire lo sviluppo in termini di sostenibilità ecologica e sociale". "Lo speciale significato di questa Giornata mondiale dell´Ambiente è sottolineato dal tema scelto, "Una sola Terra".

Nella foto di Copertina Canadair in Azione a Monreale - foto scattata dalla fotografa Eliana Pensato, che l´ha inviata alla nostra redazione tramite instagram
 
GGR -DRPC/SICILIA





CONSORZI BONIFICA: POSSIBILI TENSIONI, PREFETTURE ALLERTATE DAL SIFUS


Dal sito www.sicrapress.it

03 Giugno 2022
I Prefetti di tutta la Sicilia sono stati appena informati dal Sifus, di quanto potrebbe accadere nei prossimi giorni nei comprensori consortili….fino al rischio, di ordine pubblico!

Qualcuno ha iniziato a capire quali danni produce la “castroneria” che è racchiusa in tre righe, contenute nell’art 12 commi 15 e 16 nella legge di stabilità finanziaria 2022, in cui si fa divieto di “nuova assunzione” fino alla data del 31 dicembre 2022, negli Enti controllati e vigilati dalla Regione Siciliana!!!

Quando di contro, nell’articolo successivo della stessa legge regionale, paradossalmente, e precisamente, all’art 13 comma 57, per assurdo, si autorizza alla prosecuzione dell’attuazione del principio del turnover per il personale a tempo determinato ormai in forza lavoro da oltre 20 anni nei Consorzi di Bonifica, attraverso l’assegnazione di un contributo regionale sul capitolo di spesa 147320 per euro 991.566,71.

Insomma questo personale non rappresenta nuove assunzioni ma semplicemente l’effetto di uno scorrimento automatico.

Siamo di fronte ad un pastrocchio politico di dimensioni inaspettate che si riflette inevitabilmente, contro l’imprenditoria agroalimentare dell’isola, nella stagione irrigatoria in corso.

Tuttavia di castronerie del genere, nel mondo della politica regionale non sono nuovi. Di fatti nel precedente lustro elettorale, quando a ricoprire il ruolo di Assessore all’Agricoltura era l’allora On Cracolici, sempre nei Consorzi di Bonifica, mentre nella legge di stabilità finanziaria 2017 si autorizzava l’assunzione del personale a tempo determinato, contestualmente si impediva l’assunzione dei lavoratori a tempo determinato che avessero in corso una causa legale contro il Consorzio di Bonifica che lo aveva assunto!

Detto ciò, se si considera che in quell’occasione a fronte di circa 900 lavoratori c’erano 470 procedimenti in corso, anche in quel caso, in poche righe saltava la tenuta della campagna irrigatoria 2017.

La Politica regionale in quel caso, incalzata dal Sifus, con buona pace dei sensi, dovette intervenire attraverso l’approvazione dell’art 8 L.R. 11 agosto 2017, n. 16.

Preso atto degli effetti deleteri diretti e riflessi verso l’economia portante dell’agroalimentare in Sicilia, prodotti dalla mediocrità degli interventi di una politica regionale distratta, adesso resta una soluzione….intervenire attraverso la presentazione di un emendamento normativo modificativo da portare in approvazione nei prossimi giorni all’Ars!

Tra l’altro la politica regionale dovrà tenere conto del pressing prodotto dallo sciopero indetto dal Sifus già per i giorni 7 ed 8 giugno davanti l’assessorato all’agricoltura a Palermo, ma anche della tensione riflessa in ambito lavorativo che minerà le attività manutentorie e di erogazione dell’acqua, sommate agli effetti dei primi licenziamenti che si registreranno a partite da metà giugno, per la mancata possibilità di prosecuzione dei contratti di lavoro.

A queste esigenze territoriali, non possono essere sottovalutate quelle derivanti dall’innalzamento delle temperature dovute a “Scipione”!

Questo aspetto non è singolare se pensiamo che sempre nei Consorzi di Bonifica, ci sono lavoratori che anticipano risorse economiche necessarie per garantire il servizio irriguo all’utenza consortile, pur non percependo emolumenti ormai da quattro mesi!

Ultimo ma non ultimo tra le criticità nei Consorzi di Bonifica, tra meno di 20 giorni verranno licenziati decine di operai per scadenza contrattuale, poiché non si sarà riusciti a definire la tipologia contrattuale che li dovrà identificare.

Per questi motivi, come Organizzazione sindacale ci siamo visti costretti a sensibilizzare anche le prefetture dell’isola.

Segr Reg Sifus Consorzi di Bonifica Ernesto Abate