04 giugno 2022
03 giugno 2022
L'ANTICICLONE AFRICANO SCIPIONE SI «IMPOSSESSA» DELLA SICILIA: DOMENICA 5 PREVISTE PUNTE DI 42 GRADI
Al Nord questo “mostro atmosferico” comincia a indebolirisi mentre al Centro-Sud domina indisturbato
03 Giugno 2022
Nel primo fine settimana di giugno, l'anticiclone africano Scipione raggiungerà la sua massima potenza con temperature eccezionali per il periodo e da record su molte città. Ma se al Centro-Sud questo "mostro atmosferico" dominerà indisturbato, al Nord comincerà lentamente ad indebolirsi sotto la spinta di correnti fresche atlantiche. E' la previsione di Meteo.it.
La giornata più calda sarà quella di domenica 5 giugno con Scipione renderà roventi le regioni del Mezzogiorno, soprattutto la Sicilia. Nella nostra Isola i valori termici massimi raggiungeranno la ragguardevole quota di 39/40°C a Siracusa, Catania, Agrigento, fino a 42°C nelle zone interne sicule (come a Catenanuova). Previsti invece 38°C in Puglia e Sardegna, fino a 35/36°C in Calabria, Campania (sul casertano), e tra 33 e 35°C sul resto delle regioni, anche al Nord, come a Bologna, Padova, Pavia, Milano. Oltre al caldo, al Settentrione si dovrà tener conto pure dell’afa che renderà l'aria anche irrespirabile.
L’anticiclone comincerà a perdere colpi domenica. Secondo gli esperti, «dopo un sabato prevalentemente soleggiato con cielo poco nuvoloso praticamente su tutto il Paese, da domenica i primi segnali del cedimento della pressione si osserveranno al Nord. L’intrusione di aria più fresca in quota favorirà la formazione di forti temporali che dalle Alpi occidentali si porteranno verso quelle del Triveneto e che potranno sconfinare anche sulle zone pianeggianti della Lombardia (come a Milano per esempio) e dell’alto Veneto.
Lo scontro tra il caldo intenso preesistente e l’aria fresca in quota sarà un mix micidiale per la formazione di grosse celle temporalesche che potranno essere facilmente accompagnate da intense grandinate. Prestare attenzione quindi a tutti i settori alpini, prealpini, ma come detto anche alle zone pianeggianti. Sul resto d’Italia il tempo sarà più asciutto, anche se la nuvolosità tenderà ad aumentare su Sardegna, Toscana, Umbria, Lazio e Marche».
Questo indebolimento dell’anticiclone «sarà un campanello d’allarme: infatti, la prossima settimana l’Italia sarà attraversata da una goccia fredda che darà vita a una fase fortemente temporalesca a partire dal Nord, per poi estendersi anche al Centro-Sud».
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SIFUS CONFALI: L'INPS SBLOCCA LE PROCEDURE PER LIQUIDARE LE DISOCCUPAZIONI AGRICOLE IN GRAN PARTE DELLE SEDI D'ITALIA ECCETTO IN ALCUNE REALTÀ COME CATANIA. MARTEDI 7 GIUGNO PRESIDIO SIFUS SOTTO LA SEDE PROVINCIALE DELLINPS DI CATANIA
Dalla pagina Facebook
Sifus Confali - Segreteria Generale
Roma 3-6-2022 - Che l'inps consideri gli utenti numeri da statisticare anziché persone in carne ed ossa con i loro bisogni e le loro necessità, per noi del sifus, è un fatto arcinoto che oggi viene dimostrato con i ritardi nelle liquidazioni delle disoccupazione agricole nonostante le sciagure determinate nel paese dal covid, dall'inflazione e quindi dalla guerra.
Va reso noto che, tuttavia, in gran parte delle sedi INPS d'Italia, in seguito alle nostre pressioni circa i ritardi nella definizione delle procedure per le liquidazioni delle disoccupazioni agricole (rispetto il 2021), i problemi sembrerebbero essere stati superati eccetto che in alcune sedi periferiche tra cui quella di Catania.
Rispetto alla sede di Catania abbiamo provato a sentire il direttore, dott Sciuto, ma non ci siamo riusciti, quindi, non possiamo rimanere in silenzio.
Per queste ragioni su proposta del nostro segretario provinciale,Tino Scarvaglieri e del segretario regionale Sicilia, Alfredo La Delfa, martedì 7 giugno alle ore 9.30 saremo in presidio sotto la sede dell'inps provinciale di viale Libertà in Catania dove rivendicheremo l'immediata liquidazione delle disoccupazioni agricole senza indebiti.
Lino Masi - Segretario Nazionale B.A
Maurizio Grosso - Segretario Generale SiFUS CONFALI
INCENDI IN SICILIA: NON C’È UNA SOLA CAUSA DIETRO IL DRAMMATICO FENOMENO DEGLI INCENDI DOLOSI
Dal sito parcodeinebrodi.blogspot.com
La Commissione Antimafia dell'ARS ha approvato la relazione conclusiva dell'indagine sugli incendi dolosi, la cui presentazione è stata affidata all'On.le Giuseppe Compagnone. "Come più volte ribadito nel corso dell’inchiesta non c’è una sola causa dietro il drammatico fenomeno degli incendi dolosi in Sicilia" ha detto il relatore, che ha anche sottolineato come occorra "distinguere caso per caso, anche in funzione della tipologia di area aggredita.
01/06/2022 - "Per la Commissione, "di certo le istituzioni non possono arrendersi all’evidenza dei cambiamenti climatici, anzi, proprio in considerazione di questi le azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno degli incendi dolosi devono fare un salto in avanti." Per Compagnone, "ci sono fenomeni più preoccupanti di altri, fra questi in particolare il fenomeno della “mafia dei pascoli” o comunque degli atteggiamenti criminali legati al controllo del territorio ed ai vantaggi, anche di carattere economico, che esso determina attraverso la possibilità di inserire nei fascicoli aziendali, i lotti di terreno assegnati ad uso pascolivo dalla Regione, al fine di richiedere i contributi europei. Abbiamo anche approfondito il tema dell’utilizzo dei mezzi aerei per lo spegnimento degli incendi e quello del business del fotovoltaico, ma gli elementi acquisiti, ed in particolare i meccanismi di protezione di cui ci si è dotati, per legge o per contratto, inducono ad escludere interessi criminali in questo settore."
Per i Commissari, "non basta certamente limitarsi ad anticipare la stagione antincendio, occorre anche garantire maggiore efficienza all’attività di prevenzione e contrasto agli incendi tramite alcuni interventi che appaiono non più rinviabili. Una nuova politica del personale del Corpo forestale in divisa, che garantisca il pieno soddisfacimento del fabbisogno, sia in termini numerici sia in termini di età media dei lavoratori. Gli sforzi in tal senso fatti nel corso dell’ultimo anno dal Governo regionale per incrementare il numero di agenti in divisa, seppur apprezzabili, sono ancora ben lontani dal poter garantire un effettivo miglioramento della capacità di risposta al fenomeno degli incendi che, purtroppo, si è già presentato nelle prime settimane di maggio.
" Ancora Compagnone torna sulla necessità di un maggiore coordinamento fra tutti i soggetti coinvolti: "al di là delle note carenze di uomini e di mezzi, migliorare da subito il coordinamento, soprattutto a livello locale fra istituzioni, forze dell’ordine, volontariato al fine di rendere quanto più continuo e capillare il controllo del territorio che, di certo, è l’unico vero deterrente capace di prevenire l’odioso fenomeno degli incendi dolosi”.
Foto archivio Arma dei Carabinieri
Fonte: parcodeinebrodi.blogspot.com
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INCENDIO A ISPICA. ALL’OPERA CANADAIR
Dal sito www.radiortm.it
02 Giugno 2022
Dal primo pomeriggio personale dei vigili del fuoco della Forestale di Ragusa e volontari della Protezione Civile sono impegnati per un incendio di vegetazione a Ispica, nell’area del campo sportivo.
Le fiamme minacciano Villa Princupe di Belmonte e l’Hotel Torre del Mare, a protezione dei quali sono state poste due delle squadre inviate. Per far fronte all’avanzare del fronte di fuoco è stato chiesto dalla sala operativa della forestale l’intervento dei mezzi aerei e di un canadair.
© Riproduzione riservata
Fonte: www.radiortm.it
02 giugno 2022
SEIMILA ITALIANI CON UN LAVORO SOCIALMENTE UTILE: PRECARI DA PIÙ DI VENT'ANNI SOLO PER UN SUSSIDIO. LA LORO STORIA È MOLTO DIVERSA DA QUELLA DEI FORESTALI, ASSUNTI IN QUANTITÀ ABNORME (NEANCHE FOSSIMO IN AMAZZONIA)
Dal sito www.iltempo.it
Claudio Querques - 29 Maggio 2022
C'erano una volta i lavoratori socialmente utili (Lsu). E 40 anni dopo ci sono ancora. Ma a differenza di chi tutti i mesi percepisce il reddito di cittadinanza senza sudare un nanosecondo e senza consumare una caloria, per percepire l'assegno di sussistenza loro devono fare qualcosa per la collettività. Erano giovani quando nel 1981 per la prima volta fu introdotta questa misura di welfare. Ma poiché nel nostro Paese non c'è nulla di più definitivo di ciò che è provvisorio ora hanno i capelli bianchi. Erano disoccupati e in un certo senso - tra un contratto e l'altro- lo sono ancora. Vengono impiegati per progetti con durata limitata. Con i contributi versati all'Inps c'è chi ha maturato il diritto alla pensione e chi la vede come un traguardo molto lontano. Ci si ricorda di loro soprattutto quando si avvicinano le elezioni. La Sicilia, dove tra poco più di 2 settimane si vota per eleggere gli amministratori locali, è il loro habitat naturale In passato hanno proliferato ora ne sopravvivono 4.571, tutti socialmente utili, tutti percettori di sostegno al reddito da ben 24 anni. Un esercito di "svantaggiati" che a scadenze fisse torna a dipendere dal politico di turno. «Da due decenni siamo un sacca di voto - osserva un 55enne del Messinese addetto alle pulizie in un sito archeologico - ognuno di noi ha un cugino, uno zio. I nostri voti moltiplicati in famiglia diventano migliaia. E fanno comodo».
Nei mirabolanti anni '80 furono un argine alla disoccupazione giovanile del Sud. Alcuni furono stabilizzati, altri lasciati a bagnomaria. Nel 2011 - dati del conto annuale della Ragioneria dello Stato - erano 17.867, ora ne sono rimasti 6.048. Si sono laureati, sposati, hanno fatto figli, sono nonni. Per lo più si occupano di decoro urbano e svolgono ruoli diversi; 19 nelle funzioni centrali, (ministeri e dipartimenti); 5.680 nelle regioni, nelle ex province e nei comuni; 280 nella Sanità e 70 nel Comparto autonomo o fuori comparto, che potrebbe voler dire anche Presidenza del consiglio dei ministri. Negli anni '90, quando alla platea storica si aggiunsero i lavoratori in Cigs e i disoccupati iscritti al collocamento da almeno 24 mesi, si raggiunse la cifra record di 170mila. La loro storia è molto diversa da quella dei Forestali, assunti in quantità abnorme (neanche fossimo in Amazzonia): "sessantunisti", "novantunisti" e "centoottantunisti", con riferimento alle giornate lavorative che si possono fare in un anno. Gli Lsu sono altro. Si collocano agli albori del reddito di cittadinanza, quando per guadagnarsi il sussidio mensile bisognava lavorare e sperare in una riconferma. Per dare uno sbocco all'occupazione giovanile del Mezzogiorno e per svolgere attività a beneficio della collettività, questi lavoratori hanno assunto un ruolo diverso nel corso degli anni senza mai incarnare il welfare allo stato puro. Si occupano di cura e assistenza all'infanzia, portatori di handicap, tossicodipendenti, recupero di edifici a rischio, valorizzazione del patrimonio culturale. Non navigano certamente nell'oro.
L'assegno Asu è pari a 592,97 euro mensili e copre un orario di 20 ore che possono essere distribuite nell'arco della settimana ma non possono superare le 8 giornaliere. (L'assegno può essere cumulabile con un altro reddito da lavoro dipendente purché non superiore a 309,87 euro al mese o con redditi da lavoro autonomo che non superino i 3.718 lordi l'anno). Storie e regole variano da regione a regione. Nel 2021 il governatore siciliano Nello Musumeci, in accordo con tutte le sigle sindacali, inserì nella finanziaria regionale una norma, l'articolo 36 della Legge regionale per eliminare il limite temporale ai contratti degli Lsu ritenuti ormai indispensabili per il funzionamento degli enti locali. Un tentativo in extremis - anche in questo caso quasi a ridosso delle elezioni - per regolarizzare questi lavoratori atipici. Ma il Mef bloccò tutto. Già. Meglio il reddito di cittadinanza.
Fonte: www.iltempo.it
CAUSÒ ROGO SU MONTE BONIFATO, DENUNCIATO UN UOMO PER “INCENDIO COLPOSO”
Dal sito www.blogsicilia.it
LE INDAGINI DELLA POLIZIA MUNICIPALE AD ALCAMO
di Michele Giuliano - 01/06/2022
C’è un denunciato alla Procura di Trapani per il vasto incendio che si è verificato lo scorso 24 maggio sul costone ricoperto da vegetazione spontanea a monte della strada statale 119 al chilometro 2 in territorio di Alcamo. Ad essere state segnalato un alcamese di 56 anni che si ritiene possa essere stato l’autore del rogo, anche se per cause accidentali. In pratica avrebbe voluto disfarsi di sterpaglia raccolta nel suo terreno e gli aveva dato fuoco ma poi non ha saputo contenere le fiamme che si sono sviluppate ovunque.
La ricostruzione della polizia municipale
Secondo la ricostruzione fatta dal comando di polizia municipale l’incendio colposo si è propagato su un costone ripido coperto da sterpaglie e vegetazione arbustiva nell’area pedemontana ovest del monte Bonifato. Si sarebbe originato, dall’esito delle indagini, per imprudenza ed imperizia da un appezzamento di terreno recintato privato che si trova ai piedi di questo costone al chilometro 2 della strada statale 119. Ad appiccare le fiamme il proprietario del terreno stesso il quale, in condizioni meteo a rischio con alta temperatura e vento da sud-ovest, avrebbe dato fuoco a delle sterpaglie. Erbacce che il 56enne qualche giorno prima aveva estirpato dal suo terreno per porre in essere la misura di prevenzione incendio.
L’accusa
È stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica di Trapani per il reato di incendio colposo e rischia adesso la pena della reclusione da uno a cinque anni. Sul posto erano intervenute le pattuglie della polizia municipale, dislocate nelle aree più frequentemente origine di incendi nelle giornate di allerta.
Il servizio antincendio dei caschi bianchi
Il comando di polizia municipale ha organizzato già da un mese in qua, proprio nell’ottica del contrasto agli incendi, apposite attività di formazione professionale del personale, specifiche per il contrasto a questo tipo di reati, con il concorso del nucleo operativo del corpo forestale della Regione Siciliana. Il comune di Alcamo ha richiesto di essere indicato quale parte offesa per l’eventuale costituzione di parte civile nel processo.
Fonte: www.blogsicilia.it
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SIRACUSA. «FAI BELLA L’ITALIA», AL PARCO ARCHEOLOGICO L’EVENTO NAZIONALE CON LA RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA ANTISTANTE IL CASTELLO EURIALO
01 Giugno 2022
Rota: «Con queste giornate da anni vogliamo sensibilizzare sul ruolo che ciascuno di noi può avere nella salvaguardia dell’ambiente»
Si è svolto oggi al “Parco Archeologico Paesaggistico Siracusa, Eloro Villa Del Dellaro” l’evento nazionale per la IV edizione di “Fai Bella l’Italia” la campagna ecologica della Fai Cisl che si celebra in occasione della “Giornata mondiale per l’Ambiente” del 5 giugno. Un centinaio di dirigenti e operatori sindacali della Fai Cisl siciliana si sono occupati della pulizia e riqualificazione del parco antistante il Castello Eurialo.
Presenti all’evento il segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota con il segretario regionale Adolfo Scotti e i segretari di tutte le province siciliane, il segretario generale della Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio, il Direttore del Parco Archeologico Carlo Staffile e l’Ispettore del Corpo Forestale Sicilia Filadelfo Brogna.
«Con queste giornate da anni vogliamo sensibilizzare sul ruolo che ciascuno di noi può avere nella salvaguardia dell’ambiente. Allo stesso tempo – sottolinea il Segretario Generale Onofrio Rota – sono occasioni per evidenziare l’impegno delle nostre “tute verdi” impegnate nei servizi forestali e nei consorzi di bonifica, richiamando le varie Regioni e il Governo italiano a prestare attenzione agli aspetti legati alla prevenzione, all’antincendio boschivo, al dissesto idrogeologico e a tutto ciò che riguarda la regolarizzazione e stabilizzazione delle professionalità che si occupano di tutela ambientale.»
«Una giornata speciale – ha sottolineato il direttore del Parco, Carlo Staffile – Avevamo subito un incendio devastante che aveva semi distrutto il nostro verde. Gli undici alberi piantumati questa mattina fanno parte del nostro sistema e ci permetteranno, tra qualche anno, di avere una nuova area d’ombra. Grazie veramente alla Fai perché riusciamo a far fruire questo luogo nel migliore dei modi.»
«Dopo due anni condizionati dall’effetto pandemico abbiamo potuto riproporre questa iniziativa di responsabilità collettiva – dichiara Adolfo Scotti Segretario Generale Fai Cisl Sicilia – Abbiamo scelto un sito storico e rappresentativo della nostra cultura regionale, un modo per prenderci cura delle ricchezze culturali del nostro territorio, che vanno preservate e valorizzate.»
“Oggi la Fai insieme alla Cisl intende rilanciare, attraverso la cura dell’ambiente e del paesaggio, lo sviluppo di un intero territorio – sono le parole di Sebastiano Cappuccio Segretario Generale Cisl Sicilia – Deve essere un impegno vero, che dia un segnale forte anche alla politica regionale e nazionale. La Fai in particolare, attraverso i lavoratori della forestazione e della bonifica, diventa elemento centrale per la crescita della nostra Regione.»
«La salvaguardia dell’ambiente aiuta a rendere fruibile il nostro patrimonio – ha detto Sergio Cutrale, segretario generale della Fai Cisl Ragusa Siracusa – Una giornata di impegno civico che intendiamo ripetere per coinvolgere quante più persone possibili. Prendersi cura dell’ambiente significa salvaguardare il nostro futuro.»
Fonte: www.libertasicilia.it
01 giugno 2022
LA PREVENZIONE DEGLI INCENDI IN SICILIA È ANCORA IN RITARDO. DOVREBBE ESSERE FATTA IN INVERNO, INVECE DA DECENNI VIENE IGNORATA O FATTA SOLO PARZIALMENTE E IL RISULTATO È CHE I ROGHI CONTINUANO AD AUMENTARE
(AP Photo/Salvatore Cavalli)
Dal sito www.ilpost.it
Dovrebbe essere fatta in inverno, invece da decenni viene ignorata o fatta solo parzialmente e il risultato è che i roghi continuano ad aumentare
Lunedì a San Cusumano, in provincia di Trapani, un incendio ha distrutto una vasta area coperta da boschi sulla montagna di Erice. È stato necessario l’intervento dell’elicottero per spegnere le fiamme ed evitare che arrivassero troppo vicino alle case. Per alcune ore è stata chiusa la strada provinciale 20 che porta a San Vito lo Capo, una delle località più note della Sicilia occidentale. Già dall’inizio di maggio gli incendi avevano distrutto moltissimi ettari di territorio a causa dei forti venti di Scirocco, dice Carmelo Pernice dell’associazione SOS Valderice che grazie a molti volontari offre un servizio antincendio in collaborazione con la Protezione civile. «In questo periodo siamo perennemente operativi», spiega. «È sempre così, tutti gli anni, perché la prevenzione non c’è oppure è in forte ritardo».
#Erice (TP) #6maggio, spento dai #vigilidelfuoco il vasto #incendio boschivo che ieri pomeriggio aveva coinvolto un’area con diverse abitazioni. 75 gli interventi effettuati dalle squadre per il forte vento che ha abbattuto alberi e divelto insegne stradalipic.twitter.com/uXGvWQuKOm
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) May 6, 2022
Nelle ultime settimane in Sicilia si è iniziato a discutere dell’emergenza incendi, un termine improprio perché questa situazione si ripete ogni anno da decenni: gli incendi iniziano a divampare dalla metà di maggio, a luglio cresce l’attenzione dei media, poi la politica regionale chiede nuovi fondi per prevenire gli incendi, ma nei mesi invernali non si fa nulla. In questo ciclo ripetitivo bruciano decine di migliaia di ettari di territorio, con rischi per le persone e conseguenze significative per l’economia dell’isola.
L’estate del 2021 è stata una stagione particolarmente negativa: secondo i dati dell’European forest fire information system (Effis), ci sono stati 8.133 incendi con una media di 135 ogni giorno nei mesi di luglio e agosto. Sono bruciati oltre 78mila ettari di territorio, il doppio rispetto ai 36mila del 2020, poco più del 3 per cento della superficie della regione. All’inizio di agosto, uno degli incendi più grossi degli ultimi anni ha distrutto la maggior parte del territorio di San Mauro Castelverde, sulle Madonie, in provincia di Palermo: le fiamme hanno ucciso centinaia di animali, distrutto fienili, stalle, abitazioni, auto, tir, linee elettriche e telefoniche e danneggiato l’acquedotto.
Negli ultimi anni molte associazioni ambientaliste hanno presentato esposti e rivolto appelli alla politica, rimasti sempre inascoltati. La commissione antimafia si è occupata del problema con un’indagine iniziata nel giugno dello scorso anno per individuare le principali cause dei roghi.
Secondo l’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Totò Cordaro, le uniche ragioni che possono portare qualcuno ad appiccare volontariamente un incendio sono la «volontà di bruciare residui vegetali al fine pascolivo», cioè per trasformare alcuni terreni in pascoli. «Questo accade soprattutto in alcuni periodi dell’anno, dalla fine di agosto in poi, quando l’erba con le prime piogge o con la prima umidità si rigenera immediatamente e, quindi, crea l’humus per una più facile attività di pascolo», ha detto Cordaro durante l’audizione della commissione. L’assessore ha ricordato che ci sono anche interessi legati alle concessioni di aree per ottenere finanziamenti e contributi europei, e tra le cause non mancano anche ritorsioni tra allevatori.
Altri dati interessanti sono stati riportati nel “Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta agli incendi boschivi” approvato dalla Sicilia nel 2015 e aggiornato ogni anno. In questo studio si parla in modo esteso delle cause degli incendi: nel decennio tra il 1999 e il 2008 il 74,6 per cento degli ettari bruciati è stato incendiato per causa dolosa, una percentuale cresciuta fino all’82 per cento nel quadriennio tra il 2010 e il 2013. Anche in questo documento le prime due cause citate sono l’eliminazione di erbe infestanti dai pascoli attraverso il fuoco e l’incendio come mezzo per eliminare alberi e arbusti su terreni da recuperare e poi coltivare.
Anche l’estorsione è una causa dolosa: l’incendio viene appiccato per obbligare a pagare forme non richieste di protezione oppure per lucrare su premi di assicurazione. L’impatto della piromania, invece, è considerato piuttosto trascurabile.
(AP Photo/Salvatore Cavalli)
In tutto ciò, come in molte altre regioni del Mediterraneo, anche in Sicilia è aumentata la frequenza di condizioni meteorologiche che favoriscono gli incendi. La stagione degli incendi è sempre più lunga: l’aumento delle temperature medie annuali, l’alterazione delle precipitazioni e l’aumento degli eventi meteorologici estremi come ondate di calore e siccità favoriscono lo stress idrico della vegetazione rendendola molto infiammabile. Tutte queste condizioni, che fanno sì che gli incendi siano più difficili da spegnere e si diffondano su superfici più ampie, sono legate al cambiamento climatico dovuto alle attività umane.
A metà settembre, l’assessore ha spiegato che era stato fatto tutto il possibile per prevenire gli incendi e ha assicurato che nel 2021 i lavori di prevenzione sarebbero iniziati il 16 ottobre, in largo anticipo rispetto al passato.
In realtà la manutenzione affidata ai forestali è iniziata soltanto lo scorso 26 aprile, poco prima rispetto al solito, ma comunque in forte ritardo, come dimostrano i primi roghi già segnalati in Sicilia. «Pur consapevoli di non avere la bacchetta magica, vogliamo fare tesoro delle esperienze drammatiche di quest’anno», ha detto Cordaro. «Procederemo ad azioni mirate come l’acquisto di mezzi, l’equipaggiamento di uomini e l’individuazione per tempo dei direttori delle operazioni di spegnimento».
La copertura finanziaria per la campagna antincendio siciliana è di 66 milioni di euro, di cui una parte è stata stanziata con la legge regionale finanziaria, approvata in ritardo rispetto al previsto, e un’altra sarà approvata con una variazione di bilancio entro la fine di luglio.
Da anni associazioni, sindaci e gli stessi operatori forestali chiedono alla Regione di finanziare opere di prevenzione nei mesi invernali per farsi trovare pronti all’estate. Uno degli interventi più lungimiranti sarebbe la sistemazione delle strade sterrate e la rimozione dei muri crollati che spesso impediscono gli interventi dei mezzi dei vigili del fuoco, della Protezione civile e dei forestali. A causa di questo problema, ogni anno migliaia di incendi devono essere spenti a secco, cioè con la pala e la terra, a mano, perché le autobotti non possono raggiungere i luoghi dove divampano i roghi.
Volontari cercano di spegnere le fiamme (AP Photo/Salvatore Cavalli)
Finora la prevenzione si è sempre limitata alla pulizia dei terreni di proprietà del demanio regionale e alla rimozione delle sterpaglie lungo le strade provinciali per creare dei corridoi tagliafuoco. Ogni anno i sindaci firmano ordinanze per costringere i proprietari dei terreni a rimuovere potenziali pericoli e materiali, come plastica e copertoni, che possono favorire gli incendi. Anche i boschi nei terreni privati dovrebbero essere puliti, ma ci sono due grossi problemi: le ordinanze non vengono quasi mai fatte rispettare perché i comuni non hanno personale sufficiente per fare i controlli, e soprattutto in molti casi è molto difficile risalire ai proprietari dei terreni, ereditati da famiglie o persone spesso emigrate all’estero o in altre regioni. «Purtroppo siamo sempre costretti a rincorrere le emergenze», dice Emanuele Gallo, segretario generale della Cisl di Agrigento, Enna e Caltanissetta. «Gli interventi di prevenzione vengono fatti sempre in ritardo o in molti casi vengono ignorati».
I sindacati hanno chiesto più volte alla Regione di introdurre una riforma degli operatori forestali per farli lavorare tutto l’anno e non soltanto durante l’emergenza estiva. Cinque anni fa il presidente regionale Nello Musumeci promise che i forestali non avrebbero fatto più giorni di riposo: c’era l’intenzione di farli lavorare in autunno e in inverno per pulire le spiagge, i torrenti e i fiumi, oltre che per le opere di prevenzione contro gli incendi. La riforma dei forestali, tuttavia, non è mai stata completata ed è stata rimandata a dopo le elezioni regionali in programma a ottobre.
Attualmente in Sicilia ci sono 18.700 forestali: 1.328 hanno un contratto a tempo indeterminato, 5.295 sono in servizio per 151 giornate all’anno, 8.774 per 101 giornate e i restanti 3.252 per 78 giorni. L’età media dei lavoratori è piuttosto alta, 57 anni, con rischi legati alla sicurezza, ai tempi e alla qualità degli interventi.
(AP Photo/Salvatore Cavalli)
Antonino Lomonaco è uno dei pochi forestali che quest’anno è stato assunto a tempo indeterminato. Ha 57 anni: per 37 anni è stato precario, con contratti rinnovati di anno in anno per far fronte all’emergenza. La maggior parte dei suoi colleghi ha la sua età. Molti sono andati in pensione o hanno preferito lasciare per dedicarsi ad altri lavori.
Nel 2021 Lomonaco ha lavorato nel distaccamento forestale di Linguaglossa, a Catania, un territorio di circa 20mila ettari in cui sono stati segnalati 474 incendi: una media di circa 5 incendi al giorno nei quattro mesi della campagna anticendio. «Solo conoscendo profondamente cosa sia un intervento di antincendio boschivo si può intendere il lavoro immane che abbiamo sostenuto» dice. «Soprattutto bisogna considerare che siamo rimasti solo in venti addetti, tutti ben oltre i cinquanta anni, tutti con una grande esperienza che non andrebbe sprecata».
Anche nelle ultime settimane il contributo dei forestali è arrivato in ritardo, non per colpa loro. I finanziamenti e le tempistiche regionali impongono diverse pratiche amministrative prima di farli entrare in servizio, oltre alle visite mediche e alla consegna degli automezzi e dei dispositivi di protezione. Questi ritardi, dice Lomonaco, sono avvenuti con qualsiasi forza politica abbia amministrato la Sicilia negli ultimi decenni.
Fonte: www.ilpost.it
ATTO DI FEDE DI UN ADDETTO ALLO SPEGNIMENTO INCENDI BOSCHIVI
Con piacere pubblichiamo un pezzo del 16 giugno 2020
di Antonino Lomonaco
Il fuoco lo conosco bene.
Mi piace, lo ammiro nella dinamica dei suoi movimenti.
Vi è, nella sua espansione distruttiva, simile ad un attacco di cavalleria unna che non lascia scampo, molto da imparare, forse più che in ogni altro contesto.
Il fuoco, infatti, ricorda le dinamiche della vita. Anche la vita è, giust’appunto, un fuoco o, a seconda, un incendio.
Così, la mia, è una lotta fra pari, archetipica, cerco di estinguerlo, assieme ai miei compagni, soffocandolo con le armi che mi ritrovo: flabello, pala, roncola, sudore.
Cerco di fermarlo, prima che il suo impeto arda ogni cosa, divorandola inesorabilmente. Eppure il fuoco è un elemento portentoso che insegna il rispetto, il confine fra la vita e la morte, creazione e distruzione: da un lato le piante salvate, rigogliose, dall’altro la cenere. Un confine voluto e delimitato da un solo forte sentimento, senza cui niente di umano sarebbe stato mai possibile: mi riferisco alla fede. Senza un tale sentimento, capace di spingerci a incidere sulle cose, nessuno avrebbe mai fatto alcunchè, saremmo stati sempre alla mercè della deriva del tempo e degli eventi.
Invece siamo Uomini proprio perchè vogliamo ergerci ad affrontare gli inconvenienti. Abbiamo una stazione eretta come a dire che non ci pieghiamo, che crediamo, malgrado tutto, di riuscire a combattere, opporci e, forse, infine, superare le avversità che si presentano come vampate di un fuoco antico che arde nell’incomprensibile. Senza fede, senza credere alla bontà delle proprie azioni, ogni uomo crolla, ogni società si disgrega nella mancanza di senso.
E’ così che l’oblio sommergerebbe ogni sintomo di significato, ogni linguaggio votato a perpetuare la buona volontà del fare.
Succede che la recitazione nel simulare, che usurpa ruoli non confacenti, non creda alla bontà della propria azione, o pensiero, e tale è purtroppo la corruzione che dilaga. Essa è il principio della fine di ogni virtù propriamente virile e della ricchezza capace a incidere e lasciare il segno del significato riconosciuto e coltivato. Ciò che distingue il calore del fuoco, in modo da favorire la vita, da un incendio che, al contrario, la distrugge disgregandola, è il credere nella possibilità di gestirlo. Sembrerebbe inverosimile ma l’umanità inizia proprio da questa capacità di gestione del fuoco che continua ancora oggi negli altoforni, nei motori delle macchine... nelle bombe lanciate ai “nemici”. Solo che il nemico è uno “specchio”, allo stesso modo di chi appicca un incendio, il quale non capisce che, nella reciprocità delle cose, in quel modo sconsiderato danneggia se stesso.
Ma il nemico forse che sia l’oggetto medesimo di un bisogno di credere ad un contrario inverso, da combattere sempre piuttosto che da comprendere.
Così preferisco combattere contro le fiamme degli incendi boschivi, salvare contesti ambientali arborei, arbustivi, dove anche la fauna vive. Preferisco credere di agire a favore di una terra che ci è madre e padre, che ci dona il cibo ed il piacere di vivere ancora. Preferisco credere nel rispetto dell’alternanza delle cose e che ad ogni dono vi sia sempre un ritorno equivalente, senza sopprusi.
Mi discosto da quell’umanità accecata, mai appagata, sempre in cerca di altro da consumare consumando, in effetti, se stessa ed ogni cosa che le sta intorno, senza scrupolo, nè ritegno.
La stirpe sicula a cui appartengo adorava un dio dal nome per noi significativo ormai solo come nome di una città, Adrano, ovverosia “montagna di fuoco”.
Lavoriamo per proteggerla questa montagna vulcanica che periodicamente arde ma che rende fertile il terreno che abbiamo sotto i piedi.
Il fuoco ci insegna l’attenzione ed indica la scelta da fare fra la distruzione ed il calore che è, e dà, vita. Porta a distinguere gli Uomini disposti a credere di riuscire ad affrontare gli eventi da quegli altri che si piegano ad una fede di rinuncia e sottomissione alla misera ovvietà, la quale corrompe e corrode la buona volontà.
Credo nel fuoco che riscalda le passioni e che insegna il limite attraverso cui si onora la possente delicatezza cui siamo, che si dona, ogni volta, nel semplice gesto della lotta. Poiché siamo faville anche noi di un fuoco amico che, come un cordone sanitario, isola gli incendi distruttivi e li arresta con efficienza inconsueta in una terra più volte sconfitta, piegata a logiche meschine di uomini a metà.
Eppure si tratta di una terra mai davvero spezzata e per cui vale sempre la pena combattere. Sotto la sua cenere vi è una di dignità inusuale in un mondo sempre più allo sbando.
Credo fermamente al valore inestimabile della mia attività di addetto allo spegnimento incendi boschivi della regione Siciliana: alla seria fierezza dei rischi corsi o che ancora affronterò. Questo mio orgoglio sa bene che non tutti possono dire altrettanto nei loro ruoli poco amati, poco rispettati: senza alcun fuoco che insegni loro la passione della vita.
Antonino Lomonaco
PALERMO, CONVENZIONE AIB PER IL 2022 IN MATERIA DI CONCORSO DELLE STRUTTURE DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO DELLA SICILIA ALLA LOTTA ATTIVA CONTRO GLI INCENDI
Dal sito www.protezionecivilesicilia.it
01/06/2022
Consultabile anche la direttiva sulle attività degli Enti Locali volte alla prevenzione e al contrasto del rischio incendi boschivi, di vegetazione e di interfacciaConvenzione AIB Regione Siciliana- C.N.VV.F. anno 2022 in materia di concorso delle strutture del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco della Sicilia alla lotta attiva contro gli incendi sul territorio della Regione Siciliana, Link per scaricarla
Campagna AIB 2022, direttiva sulle attività degli Enti Locali volte alla prevenzione e al contrasto del rischio incendi boschivi, di vegetazione e di interfaccia. Dirigente Generale DRPC Sicilia, prot. 19908/DG/DRPC Sicilia del 05/05/2022, link per scaricarla
Campagna AIB 2022 – Disposizione assegnazione mezzi AIB – Ulteriori raccomandazioni volte al contrasto del rischio incendi boschivi, di vegetazione e di interfaccia. Prot. n. 20870/SDG.01/DRPC Sicilia del 11/05/2022 link per scaricarla
SIFUS CONFALI SICILIA - SI È TENUTO AD ENNA L'ESECUTIVO REGIONALE DEI SETTORI CONSORZI DI BONIFICA ED ESA PER TRACCIARE LE STRATEGIE FUTURE. NEL FRATTEMPO, IL GRUPPO DIRIGENTE ENNESE HA ELETTO SEBASTIANO BARBERA RSA DEL CONSORZIO DI ENNA
Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus
Maurizio Grosso
Enna 01-06-2022 - Si è tenuto ieri pomeriggio, dalle 17.00 in poi, presso la sede agropoint di via Trieste ad Enna, la riunione dell'esecutivo regionale dei settori Consorzi di Bonifica ed ESA per fare il quadro della situazione nei settori medesimi dopo l'approvazione della legge finanziaria e per individuare le strategie sindacali future.
Dopo un approfondita relazione contenuta nella relazione del Segretario Regionale, Ernesto Abate sono stati pianificati i prossimi obiettivi del sifus:
- confronto urgente con l'assessore all'agricoltura, on. Scilla per accelerare un atto amministrativo (c'era stato un suo precedente impegno), a prescindere della norma, che consenta lo scorrimento alle fasce di garanzia occupazionale superiore per effetto del turnover, in riferimento alla situazione del Consorzio di Agrigento;
- seguire le attività parlamentari relative all'assegnazione delle risorse economiche congelate per i Consorzi di Bonifica e l'Esa, in maniera da assicurare la regolarità nei pagamenti degli emolumenti, dato che fino ad ora, pur essendo stati assegnati i fondi relativi alla prima semestralità, potranno essere garantite solo tre mensilità su sei;
- individuare soluzioni politiche finalizzate all'abbattimento dei paletti del 5O% per il completo rimpinguamento delle POV e contestuale sollecito circa la riqualificazione del personale;
- perorare l'estensione del turnover per i lavoratori a tempo determinato dell’Esa, passando da una petizione tra i lavoratori.
Dopo un lungo dibattito la strategia sindacale è stata approvata all'unanimità.
A margine della riunione, il gruppo dirigente di Enna, ha eletto, Sebastiano Barbera quale RSA nel consorzio di bonifica ennese.
Alla fine della riunione abbiamo sentito il Segretario Generale del SIFUS, Maurizio Grosso che ha presenziato ai lavori ed ha dichiarato: senza il lavoro sindacale del Sifus in questi pochi anni di esistenza, per i Consorzi di bonifica siciliani ci sarebbe stata la paralisi totale poiché sarebbero ancora in campo la Riforma Cracolici, le direttive dell'Ing. Bizzini ed il bizzinismo. Grazie alle lotte del Sifus oggi è stato introdotto il meccanismo del turnover che seppur ancora al 50% (nei settore forestale il Governo vuole cancellarlo), ha ridato motivazioni e il transito nei contingenti superiori fino al tempo indeterminato a centinaia di lavorati. Adesso dobbiamo lottare di più e meglio per ottenere il 100% del turnover e una riforma del comparto capace di rinsaldare all'insegna del futuro il rapporto inscindibile tra Consorzi ed agricoltura.
L'addetto stampa sifus confali
INCENDI, AL VIA LA CAMPAGNA DELLA REGIONE, MA GIÀ IN FUMO CIRCA 800 ETTARI
Dal sito qds.it
01 Giugno 2022
Secondo la banca dati “Effis” 50 roghi dall’1 gennaio. Si punta su droni e nuovi elicotteri, ma restano le criticità
Tutto è pronto. La campagna antincendio della Regione Siciliana prende il via oggi: la squadra di 4.500 uomini della forestale è scesa ufficialmente in campo per affrontare la piaga estiva degli incendi. Una campagna che, secondo i dati della piattaforma europea Effis (l’European Forest Fire Information System) prende il via con oltre 800 ettari andati già in fumo in circa cinquanta incendi dall’inizio dell’anno al 31 maggio.
Incendi che si sono verificati in larga parte durante il mese di maggio nonostante, in alcune parti della Sicilia, le operazioni di prevenzione (realizzazione dei viali parafuoco, pulizia dei boschi) siano iniziate dal 26 aprile scorso, come ci conferma il segretario regionale della Flai Cgil Tonino Russo. “Rispetto agli altri anni – sottolinea il sindacalista – la campagna di prevenzione è partita prima. Un fatto assolutamente positivo. Ci auguriamo che vengano effettuate tutte le opere di messa in sicurezza del patrimonio boschivo siciliano”.
Di certo una svolta rispetto al 2021 quando sia la prevenzione che la campagna antincendio vera e propria hanno preso il via con estremo ritardo. Tuttavia, anche questa volta gli sforzi non sono bastati, almeno al momento, ad arginare la piaga che puntualmente infiamma l’Isola ogni estate… CONTINUA LA LETTURA. QUESTO CONTENUTO È RISERVATO AGLI ABBONATI
Fonte: qds.it
BUONA CAMPAGNA ANTINCENDIO 2022. MA QUEST'ANNO IN PROVINCIA DI PALERMO SI PARTE CON IL PIEDE SBAGLIATO. MA UNITI SI VINCE, SI PUÒ VINCERE, SI DEVE VINCERE. NON MOLLATE!
Postazione di Isnello. Foto archivio
di Michele Mogavero
E' successo ancora una volta che alla stragrande maggioranza dei lavoratori forestali, questa volta dell'antincendio viene stravolto l'orario di servizio senza essere nemmeno avvisati. Ebbene, provate urgentemente a raccogliere le firme ed inviatele all'Ispettorato ed alle Segreterie Sindacali. A quest'ultimi dovete dire che per prima cosa bisogna coinvolgere i lavoratori con un referendum. La dobbiamo smettere che bisogna accettare sempre le cose dall'alto, senza un minimo di confronto con gli operai.
I colleghi dell'ottavo e del nono distretto Palermo si rivolgono al Blog per manifestare il proprio disappunto. Gli ho semplicemente suggerito di iniziare subito una petizione e di convocare i Sindacati per cercare di ritornare al vecchio metodo. Bisogna venire incontro alle esigenze dei lavoratori senza intaccare il servizio antincendio, non si può cambiare dall'oggi al domani un metodo di lavoro ben collaudato da oltre 25 anni, quale sarebbe il disservizio?
Ieri sera sono stato invitato a cena organizzata dai 151isti Aib di Isnello e non si faceva altro che parlare di questa cosa.
Cari Sindacati, caro Ispettorato Ripartimentale di Palermo, caro Dirigente Generale del Copro Forestale, Caro Assessore Cordaro, i lavoratori chiedono all'unanimità di ritornare ai turni 08:16, 16:24, 00:08. Se negli altri distretti vogliono un altro orario che lo si adotti in quelle squadre o in quei distretti.
Cari colleghi, il Blog è a vostra completa disposizione, uniti si vince. Non mollate, ma fate presto. Iniziate da questa mattina a far impazzire i telefoni, chiamate i Sindacati, il Direttore dei lavori l'Irf ecc. Per prima cosa mettetevi in contatto tra tutti voi dell'ottavo e del nono distretto perchè solo così si può ottenere qualcosa di concreto. Sicuramente vi diranno che non c'è niente da fare, ma voi provateci lo stesso mettendo nero su bianco.
Uniti si vince, si può vincere, si deve vincere. Non mollate...
Buona campagna antincendio 2022... Il Blog c'è!
31 maggio 2022
CONSORZI DI BONIFICA, ROTA (FAI CISL): “SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DI PALERMO E AGRIGENTO. SOSTENIAMO LA MOBILITAZIONE”
Ricevo e pubblico
dalla Giornalista Laura Compagnino
Ufficio Stampa Fai Cisl Sicilia
Agrigento, 31 maggio 2022. “Piena solidarietà agli oltre 120 lavoratori del Consorzio di Bonifica di Palermo che oggi hanno annunciato una giornata di sciopero per il prossimo 15 giugno, e a quelli del Consorzio di Bonifica 3 di Agrigento, che ho potuto incontrare questa mattina: qui gli operai sono senza stipendio da febbraio e l’Ente consortile sembra andare avanti a suon di promesse, senza alcuna reale prospettiva futura. Anche dalla politica regionale nessuna garanzia, per lavoratori che stanno anticipando di tasca loro i soldi per poter lavorare. É inaccettabile che questa situazione si protragga in piena stagione irrigua mettendo a rischio d’interruzione un servizio indispensabile per l’agricoltura siciliana. Sosteniamo pienamente lo stato di agitazione e chiediamo l’intervento della Regione Sicilia, per dare una svolta concreta a questa vicenda”.
Così il Segretario Generale della Fai Cisl Onofrio Rota in questi giorni in Sicilia e che oggi ha incontrato i lavoratori del Consorzio di Bonifica 3 Agrigento. Con lui il Segretario Generale della Fai Cisl regionale, Adolfo Scotti, che aggiunge: “In Sicilia, dove 270 comuni su 390 sono a rischio idrogeologico, è centrale il ruolo dei Consorzi di Bonifica ed è gravissimo che questi lavoratori attendano lo stipendio da quattro mesi. Ad Agrigento stiamo parlando di 400 persone, e di conseguenza famiglie, 200 lavoratori a tempo indeterminato e altri 200 stagionali. Il settore richiede evidentemente una gestione più lungimirante delle risorse economiche, maggiore autonomia e autogoverno, e una più concreta attenzione da parte di tutte le istituzioni. Sollecitiamo anche le parti datoriali, per una battaglia che deve essere portata avanti insieme per il bene dei lavoratori e delle aziende agricole”.
“Non si può ritenere indispensabile il ruolo dei Consorzi di Bonifica senza garantire stabilità economica e contrattuale e continuità lavorativa ai lavoratori. Per sostenere l’agricoltura siciliana, rilanciare il comparto e connettere l’economia regionale con il resto del Paese, è necessaria un’azione responsabile e tempestiva della politica e delle istituzioni” conclude il Segretario Generale Fai Cisl Onofrio Rota.
LE PREVISIONI. ARRIVA L’ANTICICLONE SCIPIONE: BATTERÀ I RECORD DI CALDO DI HANNIBAL
Dal sito www.ilsicilia.it
31 Maggio 2022
Dall’inverno all’inferno: esagerando un po’ nel titolo, potremo sintetizzare così l’estremo passaggio da un weekend quasi “invernale”, con il ritorno della neve sulle Alpi fino a 1.800 metri, al Ponte del 2 giugno “infernale” con massime fino a 40-41°C.
Senza esagerare, analizziamo in modo rigoroso i dati meteorologici registrati e le proiezioni modellistiche più affidabili: lo scorso weekend abbiamo osservato un crollo delle temperature anche di 15°C in alcune località del Nord, venti freddi di Bora, mareggiate con forte erosione delle spiagge e minime intorno ai 10°C in val Padana; la previsione dei principali modelli meteorologici vede invece la rimonta dell’anticiclone Africano verso il Sud con i primi 35°C in Sicilia già nelle prossime ore.
Arriva dunque di nuovo il caldo estremo con l’anticiclone Scipione l’Africano: come fece l’omonimo condottiero romano durante la Seconda Guerra Punica, Scipione sconfiggerà Annibale. Questo nuovo anticiclone sarà più forte di “Hannibal”, il primo precoce caldo estivo che ci ha interessato dal 10 maggio fino a pochi giorni fa. Scipione l’Africano porterà picchi superiori ai 40°C sulle Isole Maggiori, mentre Hannibal faticò a superare i 37-38°C: una guerra tra Colossi, comunque, e queste massime davvero eccezionali non promettono niente di buono per l’estate 2022.
Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma infatti che oggi, ultimo giorno della primavera meteorologica, un anticiclone nordafricano tornerà a gonfiare il petto verso l’Italia, spinto dall’approfondimento di una saccatura atlantica sull’Europa occidentale: nelle prossime ore farà già molto caldo al Sud, da domani toccherà anche al Centro e, dalla Festa della Repubblica, proprio in onore della Festa e per fare una cosa democratica, toccherà anche al Nord: avremo temperature di oltre 7-10°C superiori alla media del periodo, medie oramai stravolte da quasi un mese.
Va detto, ad essere precisi, che Scipione l’Africano, essendo un condottiero romano, quello famoso dell’Elmo di Scipio, porterà gran caldo soprattutto al Centro-Sud ed in particolare a Roma potremo toccare valori record per Giugno: il picco del caldo sarà comunque sulle regioni meridionali ed in particolare sulle Isole maggiori, mentre al Nord la coperta dell’Anticiclone risulterà a tratti corta, lasciando scoperto il settore alpino a frequenti temporali. Una nota da considerare di questa rovente fase anticiclonica: rispetto ad Hannibal, avremo più acquazzoni al Nord e una durata inferiore.
L’Anticiclone Scipione potrebbe scricchiolare già da lunedì prossimo con il ritorno verso condizioni “normali”: magra consolazione dopo 6 giorni di Febbre da Cavallo sul nostro Centro-Sud con l’Elmo di Scipio alla ribalta.
© Riproduzione Riservata
Fonte: www.ilsicilia.it
ANTIMAFIA. DALLE LITI TRA PASTORI AL BUSINESS DEI FONDI UE, INDAGINE SUGLI INCENDI BOSCHIVI IN SICILIA
Dal sito gds.it
31 Maggio 2022
Nell’estate del 2021, in Sicilia ci sono stati 8.133 incendi, con una media di 135 roghi al giorno solo a luglio e agosto. Secondo i dati forniti dell’European forest fire information system (Effis) dall’inizio del 2021 sono andati in fumo nell’Isola oltre 78 mila ettari di territorio (esattamente il doppio dei 36 ettari del 2020) pari al 3,05% della superficie dell’intera Regione. Numeri che impongono una riflessione e che hanno indotto la Commissione Antimafia regionale, guidata da Claudio Fava, a svolgere un’accurata indagine «al fine di individuare quali possono essere le cause che muovono le mani criminali di chi, dolosamente, appicca un incendio». “Non c’è una unica motivazione sui roghi: questa è una certezza: ci sono dinamiche territoriali», ha affermato Giuseppe Compagnone dell’Antimafia regionale, in conferenza stampa assieme a Fava e ad altri componenti della commissione. L’inchiesta, presentata in conferenza stampa dall’Antimafia, ha avuto inizio l’8 giugno 2021 con l’audizione dell’associazione “Salviamo i Boschi in Sicilia» che ha fornito alla commissione un esposto-denuncia presentato da varie associazioni ambientaliste siciliane. I lavori sono proseguiti per oltre dieci mesi, con altre dieci audizioni nel corso delle quali sono stati ascoltati l’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro, dirigenti della Regione e del Corpo forestale, sindaci, rappresentanti delle associazioni ambientaliste, giornalisti. Per l’assessore Cordaro, sentito in audizione, «le uniche ragioni che possono muovere tendenzialmente qualcuno ad appiccare volontariamente un incendio, un incendio boschivo di vegetazione di interfaccia che dir si voglia, sono ragioni legate alla volontà di bruciare i residui vegetali al fine pascolivo». «Questo accade soprattutto in alcuni periodi dell’anno e, cioè, tendenzialmente, dalla fine di agosto in poi, quando l’erba con le prime piogge o con la prima umidità si rigenera immediatamente e, quindi, crea l’humus per una più facile attività di pascolo. Poi - ha sostenuto Cordaro - ci sono degli interessi che sono pure emersi da segnalazioni precise legate all’accaparramento della concessione delle aree a pascolo per intercettare i contributi comunitari. Questo è un dato che mi è pure stato riferito. Una delle ragioni che mi vengono segnalate, seppure difficile poi provarlo, accade nelle vicende legate alle ritorsioni fra allevatori, soprattutto, quando c’è qualcuno che ha ottenuto le concessioni per il pascolo e, magari, qualche altro che è vicino che per ragioni che egli considera non motivate non lo ha ottenuto: sono le uniche categorie che mi sono state segnalate. Poi, c’è il tema legato al piromane che ha una tara mentale e che, quindi, ovviamente, vive dell’appiccamento dell’incendio».
Le liti degli allevatori per i fondi Ue
«A volte gli incendi dolosi possono nascere da un reato di qualche persona folle che appicca un incendio quando ci sono le condizioni scatenanti, quindi, venti prevalenti e dominanti, l’alta siccità, ma il più delle volte, sulla scorta della mia esperienza, questi incendi scaturiscono dalle liti fra allevatori», ha spiegato il dirigente provinciale del Servizio 11 per il territorio di Catania del Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, Pietro Giovanni Litrico. “Annualmente il Dipartimento a cui io afferisco presenta delle manifestazioni di interesse sulla disponibilità di lotti pascolivi, a queste manifestazioni di interesse, ovviamente, partecipano tutti gli imprenditori agricoli che gestiscono allevamenti, allevamenti bovini o di caprini - continua il dirigente - L’amministrazione riceve le istanze, fa una graduatoria delle istanze pervenute e una volta esitata la manifestazione di interesse, assegna agli allevatori aggiudicatari dei lotti di terreno a pascolo. Questi lotti di terreno a pascolo servono, in prima istanza, ad alimentare il bestiame pascolante, ma, una volta che i pascoli sono concessi all’allevatore, questi può caricarli nel fascicolo aziendale e, quindi, ricevere i contributi comunitari; che possono essere concessi a superficie oppure a capo di bestiame detenuto. Io ricordo, ad esempio che fino al 2008 il premio che erogava Agea per ciascun capo di bovino adulto era di ottocento, per un vitello in accrescimento seicento euro. Capite bene che tutto questo rappresenta un bell’introito per gli allevatori. Quindi, presenta una istanza, può succedere che gli allevatori entrano in competizione per lo stesso lotto di terreno». Ed in effetti, ha affermato il dirigente «girando per il territorio e facendo le indagini di polizia giudiziaria sui roghi, molto spesso ho potuto verificare che a monte c’erano delle liti tra gli allevatori, i quali tendevano a bruciare il lotto del collega vicino che aveva prodotto l’istanza e aveva ottenuto il pascolo». «Il danno non è relativo soltanto ad un danno ambientale, questi reati incidono fortemente sulla natura della nostra economia perché nei boschi noi facciamo dei progetti, delle perizie forestali che servono ad assumere maestranze forestali, se bruciano i boschi non possiamo avere le maestranze forestali - ha sottolineato il dirigente - Non voglio giungere a conclusioni, ma dico che questo è quello che, per la natura degli incarichi che ho avuto, per le esperienze che ho avuto in questi sedici anni di servizio, tra i responsabili di incendi, responsabili di prevenzione e repressione incendi in provincia di Catania e controllore Agea, questo è quello che posso dire e mi sento di dire. I lotti sono stati messi sempre a disposizione degli allevatori, con le dovute misure, perché noi prendiamo informazioni, soprattutto antimafia, noi consultiamo il Ptna, non è che facciamo il contratto immediatamente all’allevatore, prima c’è una fitta rete di controlli, io chiedo alle Prefetture tutte le informative, ma, chiaramente, gli allevatori sono furbi, gli allevatori fanno presentare l’istanza a gente lontana, giovani che sono incensurati, queste cose non c’è bisogno che le dico io, io ho qualifiche di polizia giudiziaria, ho parlato sempre con i Prefetti, questa cosa l’abbiamo messa in evidenza d’ufficio e nonostante le verifiche, poi, risultano essere negative, nulla di fatto, molto spesso questi allevatori continuano a delinquere, molti dei quali sono stati incriminati, sono risultati mafiosi, addirittura collegati a cosa nostra siciliana».
Un Canadair costa 4.600 euro l’ora
«Sicuramente c’è un business degli aerei perché purtroppo in Italia, ma anche noi come Regione, ci rivolgiamo agli operatori privati. Sfaterei però alcune fantasie come, per esempio, che un’ora di Canadair costa quindici mila euro», racconta il dirigente del Servizio4-antincendio boschivo del comando del Corpo forestale della Regione Siciliana, Rosario Napoli all'Antimafia regionale. Il dirigente ha spiegato che «un’ora di elicottero costa 2.300 euro a base d’asta; un’ora di Canadair costa intorno a 4.600 euro». «Il Canadair ha una capacità di circa 5.500 litri - ha spiegato Napoli - Invece un’ora di S64, che è l’elicottero più pesante, che ha una capacità di circa 9.000 litri, costa intorno ai 9.000 euro. Sono cifre approssimate perché poi nel calcolo dei contratti subentrano, come dire, tutta una serie di parametri, però diciamo che mediamente il costo è quello». Poi in riferimento alla domanda sul ‘business’ dei mezzi aerei e al sospetto che ci possano essere dei soggetti che innescano degli incendi spinti dalle aziende interessate, Napoli «tende ad escludere questa possibilità» si legge nella relazione dell’Antimafia, spiegando il meccanismo previsto dai contratti che vengono sottoscritti dalla Regione Siciliana con le aziende che si aggiudicano le gare bandite per lo spegnimento degli incendi attraverso i mezzi aerei. Le aziende che forniscono i velivoli, infatti, non vengono pagate «a chiamata», ma c’è un monte ore prestabilito. Nel 2021 sono state 1.360 ore, a partire dal 20 maggio e fino al 31 dicembre 2020. Il contratto inoltre prevedeva anche il diritto, da parte della Regione, di chiedere all’azienda aggiudicataria, di garantire un’estensione delle ore di volo previste dal contratto, per un massimo di ulteriori 200 ore, che vengono pagate la metà rispetto al costo orario desumibile dal contratto. «L’anno scorso abbiamo avuto una stagione veramente incredibile per cui abbiamo consumato, non solo le ore di progetto, ma abbiamo consumato anche le 200 ore aggiuntive che abbiamo pagato al 50% - ha affermato il dirigente Napoli - Le ulteriori ore di volo che si sono rese necessarie, da contratto avremmo dovuto pagarle al prezzo ribassato della gara d’appalto. Però devo dire che, in qualità di Rup ho chiesto all’azienda di rivedere il prezzo di appalto per queste ulteriori ore aggiuntive. Per cui in definitiva il costo orario previsto per le 1360 ore previste dal contratto è stato di circa 1.900 euro, il prezzo per le 200 ore di estensione concordate nel contratto è stato di circa 900 euro. Per le ulteriori ore aggiuntive, extra contratto, è stato fatto un accordo con l’impresa e sono state pagate circa 1.350 euro a ora».
© Riproduzione riservata
Fonte: gds.it
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