11 giugno 2019

PALERMO. LA SICILIA RICORDA TUSA. FOTO. "ERA INNAMORATO DI QUESTA TERRA"


Dal sito livesicilia.it

di Andrea Cannizzaro
Messa in cattedrale per commemorare l'assessore scomparso in un incidente aereo in Etiopia. Il ricordo di Musumeci

PALERMO - C'è la gente comune e ci sono tutti i rappresentanti delle istituzioni. Oggi è il giorno della commemorazione dell'assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa, scomparso in Etiopia nel disastro aereo del 10 marzo scorso. La Sicilia, il mondo della cultura, la famiglia ricordano l'uomo, l'archeologo, l'assessore che con la sua tragica scomparsa ha lasciato un vuoto e una grande eredità di idee e di progetti da perseguire.

FOTO

Fra i primi ad arrivare sul sagrato della cattedrale il presidente della Regione, Nello Musumeci, che ama ricordare "l'uomo incredibilmente innamorato della Sicilia". Musumeci non vuole parlare di successione: oggi è il giorno del ricordo. Entrato nella cattedrale il governatore prende posto accanto alla moglie di Tusa, Valeria Patrizia Livigni. Ad attenderlo dentro la chiesa c'è tutta la giunta regionale al completo. Ma non c'è solo il governo, c'è il presidente dell'Assemblea regionale siciliana Gianfranco Micciché, e con lui tutti i rappresentanti dei gruppi parlamentari ed anche deputati che vogliono ricordare l'assessore-archeologo. In cattedrale anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, rappresentanti delle forze militari e dell'Università.

"Solo nella fede in Dio - ha detto l'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice durante la messa - può spiegare l'improvvisa e prematura morte di Sebastiano Tusa. I gesti di bellezza umana che il professore Tusa ha espresso nella sua breve ma meravigliosa permanenza nella casa degli uomini che è la terra - ha proseguito - sono indistruttibili e votati all'eternità. Questa è la consolazione che ci dà la fede e di cui ci parla l'apostolo Paolo: 'la nostra speranza nei vostri riguardi è salda. sappiamo che come siete partecipi delle sofferenze lo siete anche della consolazione".

"In ciascuno di noi domina un sentimento di dolore, di sconforto di impotenza, di rabbia. Avremmo voluto questa cerimonia davanti a una bara sulla quale depositare un fiore. Per questo abbiamo atteso tre mesi, una illusione che abbiamo inseguito tutti. Non sappiamo se quella bara un giorno arriverà o se dovremo accontentarci di ricordare Sebastiano per la sua nobile esistenza". Così Musumeci, in seguito alla messa, parlando con tono commosso alla cerimonia in ricordo di Tusa all'interno di Palazzo d'Orleans dove è stato allestito un maxi schermo. E Orlando: "Sebastiano Tusa era la buona politica, era un ottimo politico perché era straordinariamente umano con tutti i difetti di una persona umana e senza i difetti di quei politici imbiancati che funzionano come i jubox".
10 Giugno 2019 

Fonte: livesicilia.it







APPICCATO L’INCENDIO NEL BOSCO DELLA RISERVA DI POLLINA, INTERVENTO DEL CANADAIR


Dal sito www.blogsicilia.it

Intervento dei vigili del fuoco e forestali


di Ignazio Marchese - 10/06/2019
Diversi incendi sono divampati oggi in provincia di Palermo. Il rogo più grosso a Pollina nel bosco Serra Daino, un’area di riserva.

Qui oltre ai vigili del fuoco e uomini della forestale è impegnato un canadair per circoscrivere l’incendio che sta divorando ettari di bosco e macchia mediterranea.

I pompieri sono stati impegnati anche a Partinico, Borgetto nella strada che porta a Grisì e sulla statale 188 nella zona di Corleone.

Fonte: www.blogsicilia.it






AVVISO DI PROTEZIONE CIVILE - RISCHIO INCENDI E ONDATE DI CALORE. OGGI PREALLERTA IN TUTTA LA SICILIA







10 giugno 2019

SICILIA: A RISCHIO QUATTRO MILIARDI DI EURO DI FONDI EUROPEI SI PUNTA SUL N+3 PER SPENDERLI FINO AL 2023


Dal sito qds.it

Pietro Crisafulli - Lunedì 10 Giugno 2019
La grave situazione è stata certificata con una nota della Regione. L'economista Garufi in uno studio del Centro Pio la Torre, "la spesa europea in Sicilia continua a non funzionare e i ritardi si sommano ai ritardi". Il dato più negativo dall'Asse ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica - il futuro del sistema produttivo -, ha una percentuale di spesa certificata pari al 2,8%. L'allarme lanciato a fine maggio dall'eurodeputata Caterina Chinnici in un workshop a Palermo

Il programma operativo 2014-2020 del Fesr Sicilia precipita verso il disimpegno automatico delle risorse.

Lo afferma si afferma in una nota informativa della Regione Siciliana che sarà presentata il prossimo 18 giugno al partenariato economico e sociale.

Le risorse complessivamente assegnate al programma ammontano, dopo la rimodulazione dello scorso dicembre, a 4.273.038.775 euro.

La spesa certificata al 31 dicembre 2018 è di 734.175.993 euro, ossia appena il 17,18%.

“Siamo, val la pena di ricordarlo, al penultimo dei sette anni di durata del ciclo programmatorio – ha spiegato l’economista Franco Garufi in un’analisi pubblicata sul sito del Centro studi Pio la Torre – è vero che il meccanismo N+3 consentirà di spendere fino al 2023, intrecciandosi con il programma successivo, ma si può dire senza tema di smentita che la spesa europea in Sicilia continua a non funzionare e i ritardi si sommano ai ritardi”.

Il dato maggiormente negativo arriva dall’Asse 1: ricerca, sviluppo ed innovazione tecnologica, che rappresentano il futuro del sistema produttivo, ha una percentuale di spesa certificata pari al 2,8%.

All’estremo opposto l’Asse 7 “sistemi di trasporto” che una spesa certificata al 45% “Ma non son tutte rose e fiori – continua Garufi – basta infatti andare a pagina 5 del documento per scoprire che il superamento del target di spesa dell’anno scorso è stato possibile dall’inserimento del grande progetto ferroviario afferente alla cosiddetta tratta B della ferrovia Palermo-Carini, del grande progetto per la strada statale 640 e di una batteria di interventi nel settore idrico e della depurazione e delle iniziative di riqualificazione del patrimonio di edilizia scolastica individuate nell’ambito della programmazione nazionale unitaria”.

Tutte opere utilissime, ma già finanziate con fondi nazionali: “insomma si è fatto ricorso al vecchio e sempre utile artificio tecnico dei ‘progetti sponda’ o ‘coerenti’ – chiosa Garufi – che turano le falle della spesa regionale attraverso mere partite di giro tra flussi di risorse europee e nazionali per lo sviluppo”.

Il 22 maggio scorso l’allarme sulla scarsissima richiesta di fondi europei era stato lanciato anche dall’eurodeputata del Pd – riconfermata nelle ultime elezioni Ue – Caterina Chinnici, che aveva sottolineato l’insufficiente performance della Sicilia spiegando come dietro ci fosse un problema di informazione e di formazione.

Da qui l’organizzazione di un workshop nell’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo (nella foto) sul tema “Sicilia chiama Europa 2.0” che aveva appunto lo scopo di informare e formare.

“Per cogliere le opportunità – aveva detto l’eurodeputata – è fondamentale sapere come strutturarsi, anche attraverso il partenariato, come impostare una proposta progettuale, come rispondere agli avvisi europei”.

Da qui l’idea di proporre “azioni formative e informative” come lo stesso workshop palermitano “per dare ai vari operatori economici dell’Isola alcuni strumenti di conoscenza, per esempio su standard progettuali e procedure, essenziali per poter usufruire dei finanziamenti messi a disposizione dall’Unione Europea”.

Un’opportunità non soltanto economica, “ma anche un modo per mettere in gioco i grandi talenti e le intelligenze di cui la nostra regione è ricca”.

Per quanto riguarda i fondi diretti, la bassa percentuale di soggetti beneficiari in Sicilia, secondo Caterina Chinnici si spiega soprattutto “con una poca conoscenza dei progetti europei e con le difficoltà nel destreggiarsi tra le regole e i criteri stabiliti dai bandi”.

“Un dato deve fare riflettere – ha concluso l’eurodeputata del Pd – ed è quello che nel 2015 sono stati 83 i progetti finanziati a operatori siciliani, tra i quali alcuni Comuni, gli atenei di Palermo e Catania e il consorzio Arca. Nello stesso periodo sono stati 831 quelli finanziati nella sola provincia di Milano”.

Fonte: qds.it






VASTO INCENDIO LAMBISCE CONDOMINIO ALL’ANNUNZIATA. LE ALTE FIAMME ALIMENTATE DAL VENTO STANNO DIVORANDO LA VEGETAZIONE SPONTANEA


Dal sito www.messinaoggi.it

10 Giugno 2019
Primo vero caldo e scoppia l’emergenza incendi in città. Dopo le fiamme di ieri, sviluppate a Santa Margherita, un vasto rogo si è sviluppato in tarda mattinata al villaggio Annunziata; le alte fiamme alimentate dal vento stanno divorando la vegetazione spontanea a ridosso di un complesso residenziale. Sul posto diverse squadre dei Vigili del fuoco che stanno cercando di circoscrivere l’incendio.












IL FUNZIONARIO GAETANO GUARINO: FELICISSIMO NEL SAPERE CHE GIORNO 12 GIUGNO INIZIERANNO LE ASSUNZIONI DEGLI AIB. MOLTI DI LORO CONDIVIDERANNO CON ME L'IMPEGNO PER LA TUTELA DELLA NOSTRA TERRA DI SICILIA



Dalla pagina Facebook
del Funzionario del Corpo Forestale Regionale
Gaetano Guarino

La mia incontenibile felicità nel sapere che giorno 12 giugno inizieranno le assunzioni degli Operatori Forestali dell'Antincendio. Molti di loro condivideranno con me, sino al 15 ottobre, l'impegno per la tutela della nostra Terra di Sicilia. #lavoroperunfuturomigliore







TRAPANI. INCENDIO ALLE PENDICI DEL MONTE ERICE, LE FIAMME LAMBISCONO IL SANT'ANTONIO ABATE


Dal sito trapani.gds.it

Fiamme alle pendici del Monte Erice, nel Trapanese. Sono ancora in corso le operazioni di spegnimento di un incendio segnalato intorno alle 13. Sul luogo stanno operando due mezzi del Corpo Forestale con un Ispettore ed altri operatori, la Protezione civile comunale, volontari e i Vigili del fuoco che stanno intervento con l'ausilio del Canadair Can 18.

L'incendio è divampato a Casa Santa Erice, in zona Casa la Porta, in un'area militare abbandonata che si trova alle spalle dell'ospedale Sant'Antonio Abate. In mattinata era già stata lanciata l'allerta per le avverse condizioni meteo, caratterizzate da un forte vento da sud. (AGI)

© Riproduzione riservata

Fonte: trapani.gds.it





«PRIMA I SICILIANI», LA SVOLTA POLITICA DI NELLO MUSUMECI (CHE PIACE TANTO A SALVINI)


Dal sito www.lasicilia.it

10/06/2019
Sabato il governatore lancerà la fase 2 del suo movimento: ecco il piano per la nascita di un partito sicilianista del Sud

CATANIA - Dirà a voce alta «prima i siciliani», in un contenitore che, a regime, sarà l’anima gemella meridionalista della Lega che cresce ma non sfonda al Sud. Nello Musumeci non è uno che fa scelte di pancia. Preferisce stare fermo (così come ha fatto alle Europee), piuttosto che buttarsi nella mischia se non ne vale la pena.

Ma stavolta è diverso. I tempi sono maturi. Il governatore ha deciso: sabato prossimo, in piazza Verdi a Palermo, ufficializzerà la “fase 2” di DiventeràBellissima. E, di fatto, il suo new deal: non più soltanto «uomo impegnato nel governo della Regione», in quest’anno e mezzo allergico ai vertici della sua “maggioranza-non maggioranza”, ma leader politico che, partendo dal suo ruolo istituzionale nell’Isola, aspira a «sedersi al tavolo nazionale della ricomposizione del nuovo centrodestra». I suoi non nascondono più il piano, smozzicato in minima parte anche dal diretto interessato ai cronisti: un movimento «alla sinistra della Lega» (ma comunque alla destra di Forza Italia) con un forte radicamento territoriale. Con la possibilità di dialogare con gli altri governatori di centrodestra filo-sovranisti (Giovanni Toti in Liguria e Alberto Cirio in Piemonte), ma senza la smania di confluire in un unico box.

«Le elezioni nazionali si vincono al Sud». Questo il punto di partenza della strategia. E che sta tutto nella “svolta razzista” (nel senso di Razza, Ruggero, assessore regionale e ascoltato sherpa) di Musumeci. Una semplice opzione che ormai è diventata una consapevolezza forte nel governatore. DiventeràBellissima, a prescindere dalle elezioni politiche anticipate (che potrebbero solo accelerare il percorso) si trasforma in un nuovo soggetto con la missione di «mettere la Sicilia al centro di un rapporto federativo con una forza nazionale di centrodestra». Il che, al netto del politichese, significa un patto con Matteo Salvini. Con tre tappe: un accordo politico, un asse istituzionale, un’alleanza elettorale. E una reciproca convenienza: il leader del Carroccio vuole rafforzarsi in Sicilia, con la prospettiva di seguire lo stesso modello in altre regioni del Sud, con l’obiettivo di diventare vincente nei collegi uninominali, oggi monopolio giallo dei grillini, per il tramite di una forza che potrebbe permettergli anche di fare a meno di Forza Italia; il presidente della Regione spicca un salto nel salotto della politica nazionale, presidia in Sicilia una «prateria» del “destra-centro”, con molti voti in palio e zero leader regionali, e rafforza un asse col vicepremier del Carroccio utilissimo per il governo regionale.

Un «partito del Sud», con un’iniziale propulsione sicilianista, «ma evitando gli errori degli autonomisti del passato», è in buona sostanza il progetto che Musumeci presenterà a Palermo. Una «proposta forte e innovativa», dicono a Palazzo d’Orléans, con l’ambizione di «coinvolgere anche parlamentari nazionali di diventarne voci e interpreti». Certo, la formazione di gruppi alla Camera e al Senato per adesso è utopia. «Ma bisogna pensare in grande», dice chi è in prima linea nel nuovo scenario. Che stuzzica anche la fantasia di tanti potenziali alleati. «Nello adesso deve osare, buttarsi. Se decide di non andare più a folle di discesa sulla Militello-Scordia, ma di accelerare salendo su una nuova macchina, potrebbe avere subito un gruppo di 25 deputati all’Ars», sussurra chi conosce Musumeci (e quelle strade) da sempre.

Ma l’orizzonte non è Sala d’Ercole, dove il recente via libera alle leggi governative ha ringalluzzito la coalizione. Potrebbero esserci dei nuovi acquisiti subito dopo l’estate (Edy Tamajo in Forza Italia e Luisa Lantieri nei centristi), ma il punto non è questo. Né sarà decisivo il “rimpastino”, che potrebbe diventare un po’ più robusto di quanto annunciato. Dopo la commemorazione di Sebastiano Tusa, prevista proprio oggi, si potrà parlare del nuovo assessore ai Beni culturali: né Rosalba Panvini, né Carmelo Briguglio, né Ignazio Buttitta. «Siete fuori strada: la scelta, personale, del presidente sarà un’altra», è l’indizio per i giornalisti curiosi. Certo, invece, che al Turismo il posto di Sandro Pappalardo sarà preso da Manlio Messina: quest’ultimo nome è stato indicato da Ignazio La Russa come «scelta graditissima» a Giorgia Meloni. E Musumeci, che - nonostante la rottura dei rapporti con Raffaele Stancanelli - ha appena avuto «una lunga e cordiale telefonata» con la leader di Fratelli d’Italia, non ha alcuna remora nell’accontentarla.

Soltanto due cambi in giunta? Il governatore, pur ripetendo il suo mantra («io non sono Crocetta che cambia assessori come calzini») ha fatto sapere ai leader alleati che «darà ai partiti la possibilità di qualche aggiustamento, riservandosi di decidere sulle proposte». Musica per le orecchie di Gianfranco Miccichè, che non vede l’ora di chiedere la testa di Gaetano Armao, già definito «ex assessore». C’è chi per il vicepresidente vaticina addirittura il ruolo di sottosegretario “tecnico”, gradito alla Lega e non sgradito ad alcuni ambienti grillini. Eppure il governatore (che vedrà il commissario di Forza Italia in settimana) non sembra orientato a mollare Armao. Altre voci azzurre sugli assessori Edy Bandiera (per lui pronto un posto all’Esa?) e Bernardette Grasso (Miccichè la vedrebbe bene come capogruppo all’Ars, in alternativa a Tommaso Calderone, per sostituire Giuseppe Milazzo che andrà a Bruxelles), ma chi conosce Musumeci sa che «più cambiamenti gli si chiedono e meno possibilità ci sono di cambiare». Anche per non innescare la faida interna fra Popolari e Autonomisti, con quest’ultimi che si sentono «sottodimensionati» rispetto ai due assessori (Roberto Lagalla e Toto Cordaro) dei “cugini”.

«Alla fine Musumeci cambierà il meno possibile», dicono i suoi. Consapevoli anche che smuovere troppo le acque potrebbe indebolire il progetto del «partito sicilianista del Sud». Per costruire il quale «il presidente sta parlando con tutti». Anche con i berlusconiani. Ed è proprio questo l’aspetto che stuzzica Salvini. Che, per prendersi i collegi siciliani, se davvero vuole rinunciare all’alleanza con Forza Italia, ha bisogno di «qualcosa di più». Un nuovo partito, con la garanzia dell’“unico pizzo che piace ai siciliani”. Drenando un bel po’ di voti, non proprio tutti di Musumeci: forzisti, autonomisti, centristi. Tutti destinati, più per necessità che per voglia, a diventare “diversamente sovranisti”. Con un unico coro. Quel «prima i siciliani» che sembra un anacoluto rispetto alle idee di Salvini e Meloni. Ma è il futuro.

Twitter: @MarioBarresi

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DISTRETTO 9 PALERMO. MERCOLEDÌ 12 GIUGNO PRESSO IL CPI DI CEFALÙ AVVIAMENTO DEGLI AIB PER UNA DURATA PRESUMIBILMENTE DI 90 GIORNI, QUALORA LA DOTAZIONE FINANZIARIA DOVESSE CONSENTIRLO, SI PROSEGUIRÀ SINO AL RAGGIUNGIMENTO DELLE 101 GIORNATE








DISTRETTO 4 PALERMO. MERCOLEDÌ 12 GIUGNO RICHIESTA MANODOPERA FORESTALE ANTINCENDIO





INCENDI BOSCHIVI E DI INTERFACCIA. VISTO CHE LA MAMMA DEI CRIMINALI E DEI CRETINI È SEMPRE INCINTA, SE AVVISTI UN INCENDIO CHIAMA SUBITO SENZA ESITAZIONE IL NUMERO VERDE 1515





Il servizio è attivo in tutta la Sicilia 24 ore su 24. Le chiamate possono essere effettuate gratuitamente sia dalla rete fissa che da quella mobile. Tutte le conversazioni intercorse tra chi chiama e l'operatore di turno vengono registrate a garanzia del servizio e del cittadino.





VENTI INCENDI IN PROVINCIA DI PALERMO, IN AZIONE FORESTALI E VIGILI DEL FUOCO


Dal sito www.blogsicilia.it

di Ignazio Marchese - 09/06/2019

Vigili del fuoco e forestale in azione in provincia di Palermo per spegnere una ventina di incendi. I roghi tutti dolosi sono stati appiccati approfittando della prima domenica di caldo.

Le fiamme sono divampate a San Giuseppe Jato, Torretta, Cinisi, Piana degli Albanesi, Bagheria, Misilmeri, Capaci.

Incendi anche nel corleonese, a Caccamo, Termini Imerese. Numerose le squadre impegnate per spegnere gli incendi che al momento non minacciano le abitazioni.

Fonte: www.blogsicilia.it





APPROVATA LA DELIBERA SU PROPOSTA DELL’ASSESSORE TOTO CORDARO. REGIONE, ANTINCENDIO: 25 MILIONI PER DEL IL RINNOVO DEL PARCO AUTOMEZZI DEL CORPO FORESTALE


Dal sito www.ilsicilia.it

9 Giugno 2019
Il governo Musumeci programma il rinnovo del parco automezzi in dotazione al Corpo forestale della Regione, che necessita di un suo potenziamento oltre che della sostituzione di quelli più vecchi.

E’ stata infatti approvata, su proposta dell’assessore al Territorio Toto Cordaro, una delibera di giunta che prevede l’impiego di 25 milioni di euro da destinare all’acquisto di nuovi mezzi per il servizio di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi.

«Interveniamo tempestivamente per un contrasto sempre più efficace al fenomeno degli incendi – commenta il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – utilizzando somme già assegnate che, grazie alla sinergia tra il Comando del Corpo forestale e i dipartimenti Ambiente e Programmazione, potranno essere spese per una delle nostre più urgenti priorità. Proseguiamo così nel percorso intrapreso di pianificazione nella tutela del territorio, che già l’anno scorso ha dato ottimi risultati con una riduzione notevole della superficie bruciata».

Sarà ora l’Ufficio per le politiche di sviluppo e coesione presso la presidenza del Consiglio dei ministri a definire l’iter che permetterà l’acquisto dei nuovi 219 mezzi: 80 autocabinati (con una portata d’acqua di mille litri), 90 pick up (400 litri), 40 autobotti (da 3 a 4 mila litri), 9 autobotti (da 5 a 8 mila litri).


Un provvedimento necessario perché l’intero autoparco del Corpo forestale regionale oggi risulta composto da 420 veicoli – distribuiti nelle nove province – con una vetustà che va dai 18 ai 27 anni, senza considerare che il 50 per cento dovrà essere posto in fermo tecnico e che l’ultima gara per acquisto dei mezzi risale al 2014.

Fonte: www.ilsicilia.it







GIORNATE “BOLLENTI” NEL CATANESE, RIPARTE L’EMERGENZA INCENDI: NUMEROSE LE CHIAMATE AI VIGILI DEL FUOCO


Dal sito newsicilia.it

08/06/2019
CATANIA – A causa delle prime giornate di “fuoco”, per via delle elevate temperature, è tornata l’emergenza incendi per tutta la provincia di Catania. Già durante la settimana erano stati numerosi i roghi che si sono sviluppati nei vari comuni etnei.

Numerosi anche oggi gli interventi dei vigili del fuoco per lo spegnimento di vari incendi in diverse zone del Catanese. Tra le aree più colpite Belpasso, soprattutto la frazione di Palazzolo, ma anche Caltagirone e Acireale. Coinvolta anche, probabilmente a causa della maggior presenza di sterpaglie, l’oasi del Simeto. Qualche rogo è stato spento anche nella zona nei pressi del cimitero di Catania.

Come ogni anno gli incendi sono una “gatta da pelare” per i vigili del fuoco che, solo nella giornata odierna, hanno ricevuto circa 50 chiamate di aiuto. Tra le cause maggiori di roghi, come spiega il comando provinciale dei vigili del fuoco, sono le sterpaglie e l’incuria generale.

In molti casi, il forte caldo possono diventare per i malintenzionati una scusa per poter appiccare incendi, mettendo a rischio l’incolumità pubblica. Vi ricordiamo di non lanciare i mozziconi appena spenti di sigarette per evitare che questi possano essere la causa dello scoppio di un rogo.

Fonte: newsicilia.it






09 giugno 2019

IL FUNZIONARIO DEL CFRS, GAETANO GUARINO: CONTINUA IL MIO SOGNO DI VEDERE GLI OPERATORI FORESTALI STABILIZZATI, CHI NON CI STA VADA VIA. LORO E IL TERRITORIO SONO PIL



Dalla pagina Facebook
del Funzionario del Corpo Forestale Regionale
Gaetano Guarino

Continua il sogno (anche nostro) del Funzionario Guarino di vedere gli operatori forestali stabilizzati, chi non ci sta vada via. Loro e il territorio sono PIL





MISILMERI. IERI SERA E' VENUTO A MANCARE GIUSEPPE CIGLIETTI DI 46 ANNI, UN COLLEGA 78ISTA DELLA MANUTENZIONE


Ieri sera è venuto a mancare un nostro collega forestale 78ista della manutenzione di Misilmeri, Giuseppe Ciglietti di 46 anni. L'ha portato via una brutta malattia, lascia la compagna in gravidanza.



Le nostre più sentite condoglianze

R.I.P.








CAMPAGNA ANTINCENDIO 2019, VERTICE IN PREFETTURA. L’INCONTRO È STATO RICHIESTO PER RAPPRESENTARE LA GRAVE CARENZA DI PERSONALE IN ORGANICO DELL’ISPETTORATO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE DI MESSINA E LE GRAVI CRITICITÀ OPERATIVE INERENTI LA PROSSIMA CAMPAGNA ANTINCENDIO 2019


Dal sito www.messinaora.it

08 Giugno 2019
Vertice tra la Prefettura e i sindacati del comparto Regione Sicilia per discutere della campagna antincendio 2019. A presiedere l’incontro il prefetto di Messina Carmela Librizzi. Presenti il dirigente dell’Ispettorato delle Foreste Lo Dico e le organizzazioni sindacali. A rappresentare il SIAD il segretario provinciale Clara Crocè.

L’incontro è stato richiesto per rappresentare la grave carenza di personale in organico dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Messina e le gravi criticità operative inerenti la prossima campagna antincendio 2019. In atto, hanno denunciato i sindacati, l’organico dell’Ente dispone di 48 unità. Di queste, solo 29 sono operanti sul territorio provinciale, 15 nel Centro Operativo Provinciale, mentre 4 dirigenti operano in regime di reperibilità per il coordinamento.

“Un organico decisamente insufficiente per coprire il vasto territorio messinese -dichiara Crocè. A causa della carenza del personale in organico, molti distaccamenti forestali sono stati chiusi o accorpati. Il personale, tra l’altro, è quasi in età pensionabile. Mentre altri distaccamenti sono operativi solo con una unità di personale in organico. Gli uomini del Corpo Forestale non sono in grado di espletare le proprie funzioni e la situazione potrebbe aggravarsi con l’attivazione del Servizio Antincendio Boschivo per la campagna 2019. Infatti, se dovesse rimanere intatto l’attuale organico, non sarà possibile programmare i turni nel COP e non sarà possibile garantire la presenza del DOS, fondamentale per tutte le operazioni di spegnimento incendi, oltre che unico soggetto abilitato a effettuare una richiesta di intervento aereo e la successiva gestione operativa”.

Il Piano Provinciale Antincendio 2019 predisposto dall’Ispettore Ripartimentale delle Foreste di Messina, prevede la presenza giornaliera su tutto il territorio provinciale di 14 unità in turno per 12 ore. Il responsabile dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste Antonino Lo Dico, pur ammettendo le criticità evidenziate dai sindacati, ha annunciato che le unità saranno raddoppiate con l’utilizzo di altri 28 addetti del personale del Parco dei Nebrodi. “Questo personale non ha compiuto alcuna attività di antincendio o di DOS -chiosa ancora Clara Crocè- ed è stato richiesto e concesso un finanziamento per l’espletamento di un corso veloce, che sarà attivato non appena possibile. Per coprire le carenze in organico dell’altra parte del territorio, quello che nel 2017 è stato maggiormente colpito dagli incendi, è stata richiesta al Comando di Palermo la disponibilità di altre 10 unità, nonostante negli anni passati questo tentativo sia fallito per mancanza di disponibilità da parte degli operatori. Se ci sarà una risposta positiva, 4 addetti saranno destinati al distaccamento dei Colli Sarrizzo, altrettanti a Savoca e 2 a Francavilla Sicilia. Se riuscissimo ad avere le 28 unità dal Parco dei Nebrodi e le 10 provenienti da Palermo –ha puntualizzato Lo Dico- potremmo assicurare con maggiore tranquillità la campagna antincendio”, Stante l’incertezza del percorso illustrato, condizionato da troppi “se”, il SIAD ha richiesto al prefetto di aggiornare la riunione per verificare se quanto sostenuto dal dirigente dell’Ispettorato delle Foreste sarà davvero realizzato, a tutela dei cittadini e dei lavoratori. Il prefetto Librizzi ha concluso i lavori e si è impegnato a sollecitare la Regione affinché la stagione estiva possa essere affrontata immediatamente. In merito alla carenza cronica di personale, il prefetto ha assunto l’impegno di rappresentare la problematica all’assessorato regionale Territorio ed Ambiente e al presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci.

Fonte: www.messinaora.it


Leggi anche:

Incendi boschivi 2019: è già emergenza – Prefetto Messina convoca riunione




AGRIGENTO. E' ARRIVATO IL BEL TEMPO? ESPLODE L'EMERGENZA INCENDI DI STERPAGLIE. GLI UOMINI DELLA FORESTALE ENTRERANNO IN SERVIZIO ALLA MEZZANOTTE DI GIORNO 14

Foto archivio

Dal sito www.agrigentonotizie.it

E' arrivato il bel tempo? Esplode l'emergenza incendi di sterpaglie

I vigili del fuoco sono, al momento, da soli per fronteggiare le continue richieste. Gli uomini della Forestale entreranno in servizio alla mezzanotte di giorno 14

07 Giugno 2019
Arriva il bel tempo, il sole caldo, ed esplode - in tutta la sua drammaticità - la stagione degli incendi. Roghi di sterpaglie che hanno fatto alzare, ad Agrigento ed in tutta la provincia, alte colonne di fumo nero. Ben 24, in appena 12 ore, gli interventi effettuati dalle squadre dei vigili del fuoco. Ma le richieste d’aiuto – ieri – continuavano a ripetersi al “Nue”. Di fatto, i pompieri hanno cominciato ad arrancare dietro sempre i più numerosi "Sos". Come da “tradizione”, vengono costretti, essendo l'unica forza antincendio in servizio in tutta la provincia che è composta da più di 450 mila abitanti, a stabilire rapidamente le priorità, decidendo su quale richiesta inviare immediatamente la squadra e quale, invece, mettere in "coda".

Il corpo Forestale che, di norma, dona una sostanziale mano d'aiuto ai vigili del fuoco non è ancora operativo contro l'emergenza incendi di sterpaglie. Il loro servizio inizierà alla mezzanotte di giorno 14.

Di fatto, nell’Agrigentino c’è anche un altro problema: i terreni privati o pubblici restano incolti, ricolmi cioè di sterpaglie e rovi. Quest’anno, rispetto al passato, l’emergenza incendi è scoppiata un po’ dopo rispetto all’andazzo abituale. E questo perché fino a qualche giorno addietro faceva ancora freddo.

Fonte: www.agrigentonotizie.it






NON C'È PACE PER GLI ALBERI IN PROVINCIA DI CALTANISSETTA. CONTINUANO I TAGLI SCELLERATI - ABUSIVI O SOMMARIAMENTE “AUTORIZZATI”. NEI PROSSIMI GIORNI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA UN RAPPORTO SUI POSSIBILI ILLECITI PENALI COMMESSI DAI RESPONSABILI


Dalla pagina facebook
Wwf Caltanissetta

Non c’è pace per gli #alberi nella provincia di #Caltanissetta: in uno dei territori più a rischio #desertificazione, più colpiti dai dissesti idrogeologici, con scarsa superficie boscata, continuano i tagli scellerati - abusivi o sommariamente “autorizzati” - nelle nostre campagne e contrade. Stavolta dei cittadini sensibili hanno subito avvertito le #Guardie giurate ambientali del #WWF di Caltanissetta che hanno subito avviato le indagini per accertare se questi tagli siano legittimi o meno; grazie al pronto intervento dell’Arma dei #Carabinieri, attualmente le motoseghe si sono fermate. Nei prossimi giorni le Guardie #WWF presenteranno alla competente Procura della Repubblica un rapporto sui possibili illeciti penali commessi dai responsabili. Intanto resta l’amarezza per la scomparsa di decine di alberi sani e rigogliosi che, proprio in questo periodo, offrivano rifugio e protezione all’#avifauna che vi nidificava…

Chiunque volesse segnalare fatti illeciti in danno dell’ambiente e degli animali, può contattare il servizio di Vigilanza del WWF tramite la pagina facebook.com/wwf.caltanissetta 
oppure via e-mail guardiewwf.caltanissetta @gmail.com













MONITO CGIL CISL UIL A GOVERNO MUSUMECI: “STALLO AZIONE POLITICA INSOSTENIBILE NELLA SITUAZIONE DI CRISI DELLA SICILIA”. LUNEDÌ ATTIVO REGIONALE A PALERMO


Dal sito www.ilgazzettinodisicilia.it

8 Giugno 2019
Sindacati: lunedì 10 a Palermo attivo regionale di Cgil Cisl e Uil in vista della manifestazione nazionale del 22 giugno.

Al centro i temi del lavoro e dello sviluppo in Sicilia e nel Mezzogiorno

I temi del lavoro e dello sviluppo del Mezzogiorno saranno al centro lunedì 10 giugno dell’attivo dei quadri di Cgil, Cisl e Uil siciliane, in preparazione della manifestazione nazionale unitaria che si terrà il 22 giugno a Reggio Calabria a sostegno delle richieste dei sindacati al governo.
Lunedì, l’appuntamento è al San Paolo Palace di Palermo alle 9.30. In programma la relazione del segretario generale della Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio e le conclusioni del numero uno della Cgil regionale, Michele Pagliaro. A presiedere sarà il segretario generale della Uil Sicilia Claudio Barone.

Nel corso dell’iniziativa, dal titolo “Il Sud per l’Italia”, sarà fatto il punto sulla situazione economico-sociale della Sicilia, sulle varie criticità e saranno lanciate le richieste dei sindacati al governo per la ripresa del Mezzogiorno e del Paese. L’iniziativa di Cgil Cisl e Uil siciliane vuole anche essere un monito al governo regionale “il cui stallo dell’azione politica – sottolineano Pagliaro, Cappuccio e Barone – nella situazione di crisi che vive la Sicilia, è insostenibile”. “Siano in presenza di una manovra nazionale di bilancio – dice il documento di Cgil, Cisl e Uil – che penalizza ancora una volta il Mezzogiorno tagliando risorse e introducendo misure spot a somma zero. Servono invece interventi che rilancino le reti infrastrutturali materiali e immateriali, il lavoro e nuove produzioni per rispondere ai bisogni sociali”. Drammatico il bilancio occupazionale in Sicilia negli anni della crisi: dal 2008 al 2018 il tasso di occupazione è passato dal 44,2% al 40,7% e il tasso di disoccupazione dal 13,7% al 21,5%”. La piattaforma sindacale unitaria parla di interventi specifici per il Mezzogiorno, di politica industriale, di misure per il lavoro e per la lotta alla povertà, di riforma fiscale e lotta all’evasione, di previdenza. Ma anche di “Autonomia differenziata”, ribadendo il no alla regionalizzazione di materie come la sanità con la creazione di disparità tra regioni per quanto riguarda i Lea, l’istruzione e il fatto che “un sistema decentrato non può prescindere dall’obbligo di partecipazione di tutte le regioni ai meccanismi perequativi e solidaristici sanciti dalla Costituzione”.

Fonte: www.ilgazzettinodisicilia.it






08 giugno 2019

GLI INCARICHI. MUSUMECI NOMINA I DIRETTORI DEI PARCHI ARCHEOLOGICI: VIA ALLA MAXI ROTAZIONE

Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa

Dal sito gds.it

08 Giugno 2019
Maxi rotazione all'interno dei Parchi archeologici regionali. Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha firmato i decreti di nomina dei nuovi direttori che così diventano subito operativi e funzionanti. Un assetto nuovo e completo che rappresenta la ferma volontà di cambiamento nei beni culturali siciliani. Si dà così piena attuazione alla legge 20 del 2000, rimasta inattuata per due decenni.

“Ho voluto dare un segnale di immediata operatività  - sottolinea il governatore  della Sicilia Musumeci - mettendo in atto una rotazione dei dirigenti nell’ottica che tutta l’amministrazione, a partire dal sottoscritto, non deve considerare la propria posizione come un fatto consolidato e garantito nel tempo. E’ giusto e opportuno che movimenti sul territorio portino linfa vitale ai nostri luoghi della cultura, proprio nel segno del movimento delle esperienze e delle conoscenze. Abbiamo il dovere di dare efficienza e accoglienza ai siciliani e ai milioni di visitatori che accedono ai nostri luoghi di cultura".

Questo l’elenco dei nuovi direttori dei Parchi archeologici: Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria: Bernardo Agrò; Lilibeo - Marsala: Enrico Caruso; Tindari: Caterina Di Giacomo; Leontinoi: Lorenzo Guzzardi; Isole Eolie: Rosario Vilardo; Camarina e Cava D’Ispica: Giovanni Di Stefano; Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro: Calogero Rizzuto; Solunto, Himera e Jato: Francesca Spatafora; Gela: Salvatore Gueli; Morgantina e Villa del Casale di Enna: Vera Greco; Naxos e Taormina: Gabriella Tigano; Catania e della Valle dell’Aci: Gioconda Lamagna. A Segesta rimane confermata Rossella Giglio. Per la Valle dei Templi di Agrigento è stato designato Roberto Sciarratta. I direttori saranno supportati da soprintendenti e da funzionari regionali che sostituiranno, in qualità di commissari, i comitati tecnico-scientifici fino alla loro formazione.

Gli incarichi assegnati hanno dato vita a una vasta rotazione di dirigenti e ad alcune nomine ex novo. Roberto Sciarratta passa dall’unità operativa della Progettazione del Parco di Agrigento alla direzione dello stesso. Bernardo Agrò passa dall’unità operativa per i Beni storico-artistici della Soprintendenza di Agrigento alla direzione del Parco di Selinunte, fino a oggi retto da Enrico Caruso che andrà a dirigere il Parco di Lilibeo - Marsala. Calogero Rizzuto e Salvatore Gueli lasciano rispettivamente le Soprintendenze di Ragusa e Caltanissetta per il Parco di Siracusa e il Parco di Gela. Gioconda Lamagna passa dal Polo di Catania al Parco di Catania e Valle dell’Aci. Già dirigente dell’unità Beni archeologici della Soprintendenza di Messina, Gabriella Tigano va a dirigere il Parco di Naxos e Taormina, sostituendo Vera Greco che passa al Parco di Morgantina e della Villa del Casale. Lascia il Museo di Messina Caterina di Giacomo che va al Parco di Tindari, mentre Francesca Spatafora dal Polo museale di Palermo passa al Parco archeologico di Himera, Solunto e Jato. Dalla Galleria regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa, Lorenzo Guzzardi va al Parco di Leontinoi. Infine Rosario Vilardo e Giovanni Di Stefano passano rispettivamente dal Polo museale delle Eolie e dal Polo museale di Ragusa al Parco archeologico delle Isole Eolie e al Parco archeologico di Camarina e Cava D’Ispica.

"Intendo imprimere - aggiunge il presidente della Regione Musumeci - una svolta con risorse straordinarie, oltre a quelle che affluiranno sui territori dagli introiti dei Parchi, sia nelle aree archeologiche più note che nei siti minori ancora non sufficientemente valorizzati o addirittura sconosciuti. L’impegno del governo sarà quello di assicurare una efficace gestione ordinaria che deve assicurare un elevato standard di servizi: strade di accesso, manutenzioni, segnaletica, servizi igienici e vigilanza. Parimenti, lo sforzo dovrà riguardare anche la fruizione dei siti con il potenziamento e l’estensione in tutti i Parchi dei servizi aggiuntivi con nuovi bookshop, biglietterie online, guide multimediali e sistemi di musealizzazione all’avanguardia. Sarà una progressiva rivoluzione nella conduzione del nostro patrimonio culturale, che nel 2018 ha registrato un trend positivo di visite, dato confermato in questi primi mesi del 2019".

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Fonte: gds.it






LA LEGA CHE PRENDE E NON DÀ



Dal sito www.buttanissima.it

Una caterva di voti e il Carroccio affossa la Sicilia. Gli insulti di Micciché. Ma Musumeci flirta con Salvini





Questa Lega ne combina una più del diavolo. A distanza di pochi giorni dallo sciagurato decreto di ripartizione delle quote tonno, che ha concesso a Favignana appena 14 tonnellate l’anno (pari a un centinaio di pesci) e indirizzato la storica tonnara sull’orlo di un precipizio, adesso ci si mettono le infrastrutture. Persino quelli del Movimento 5 Stelle, che dall’avanzata del Carroccio in Sicilia hanno visto erodersi il consenso, sono passati all’attacco. La Lega, in questo caso, è “colpevole” di aver escluso dalla legge di conversione del decreto sblocca-cantieri, al Senato, un fondo di garanzia per le aziende coinvolte in appalti a rischio. Come nel caso della CMC, il colosso delle costruzioni di Ravenna, che è in crisi e non può saldare i debiti con le imprese siciliane che da tempo, ormai, portano avanti i lavori – di cui CMC è committente – senza percepire un euro. Il primo effetto di questa traumatica inadempienza da parte della politica, sarà il blocco di alcuni cantieri sulla Palermo-Agrigento e, soprattutto, sulla Agrigento-Caltanissetta, che qualche mese fa Conte e Toninelli, armati d’elmetto, avevano visitato, promettendo fuoco e fiamme.

Due provvedimenti, quelli col marchio leghista, arrivati all’indomani delle elezioni Europee, che hanno consegnato al Carroccio la palma di secondo miglior partito dell’Isola, con una percentuale che s’è impennata sopra il 20%. A Favignana ha toccato il 29% e per questo, presentandosi un paio di giorni fa alle Egadi, il coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, ha rivolto un cazziatone ai favignanesi che hanno seguito il suo comizio da un balcone in pieno centro: “Io sono un po’ incazzato con vuatri. – ha detto l’uomo di Berlusconi in Sicilia – Dare il 30 per cento ai leghisti è follia, insieme ai grillini arrivano al 50 per cento. Ma veramente ci basta che viene uno con la scritta Mazara per diventare amico nostro?”.

Gli ultimi mesi, in verità, sono zeppi di decisioni borderline e toni aspri. Tutto ha inizio lo scorso agosto, quando Miccichè, aderendo al picchetto organizzato da alcuni centri sociali, e in compagnia di Laura Boldrini (che fra i nemici di Salvini sta nella “top ten” a mani basse), si presenta al porto di Catania, dove da giorni è “arenata” la nave Diciotti, per distribuire della biancheria intima ai suoi occupanti. E da lì si scaglia per la prima volta contro il Ministro dell’Interno: “Nel lasciare 150 persone per tre giorni in balìa di malattie e stenti su una nave, non c’entra niente la razza o la diversità, c’entra l’essere disumani, sadici. E per cosa poi, per prendere 100 voti in più? Salvini, fattene una ragione, non sei razzista: sei solo stronzo”. Esplode la polemica e il “compagno” Micciché, come lo ribattezzano in tanti, si affranca dalla Forza Italia ufficiale, che sui migranti (a parte rari casi, come la Prestigiacomo che qualche mese dopo si infiltra sulla Sea Watch) non prende mai una posizione ufficiale. Per non fare un torto all’alleato di tante battaglie – soprattutto nelle Regioni – che si spera possa garantire ai forzisti la sopravvivenza anche in futuro. Di fronte ai muscoli di Salvini, però, nemmeno Musumeci, che di Matteo è interlocutore e discreto alleato, sceglie di polemizzare.

La “Diciotti”, però, è un caso a sé. Ha poco a che vedere con le situazioni che nel giro di qualche mese si presenteranno in Sicilia. Dove la Lega – con Salvini presente a Bagheria, Gela, Caltanissetta – sferra l’offensiva per le Amministrative (raccogliendo un paio di ballottaggi) e decide, con una strategia capestro, di andare a disturbare Forza Italia in casa propria. E’ in questa ottica che va letta la candidatura del decano Angelo Attaguile, il quale avrà l’onore, e il piacere, di avere al proprio fianco un sostenitore d’eccezione. Macchè. Una famiglia di sostenitori: i Genovese. Il piccolo Luigi, paperone dell’Ars ad appena 21 anni, consuma i suoi rapporti con Forza Italia e sotto la direzione di papà Francantonio, che prima di passare sotto l’egida di Berlusconi aveva già guidato il Pd siciliano, si presta a una campagna elettorale in funzione Carroccio. Ma Attaguile manca l’elezione – arriva settimo con 20mila voti – e il leader Candiani, che prima evidentemente non s’era opposto al “patto amicale” con i Genovese, adesso ripudia l’uno e gli altri. “Questa alleanza ci ha messo in imbarazzo”. I leghisti – stando al manifesto teorico del partito in Sicilia – non vogliono riciclati. Ma s’erano appropriati di un binomio – un ex lombardiano e un quasi ex berlusconiano – nella speranza di averla vinta.

Bizze di natura elettorale, si dirà. Nulla in confronto ai provvedimenti – scellerati – che toccano il nervo scoperto dei siciliani: lavoro e collegamenti infrastrutturali. A partire dalla ripartizione delle quote tonno. Un provvedimento firmato da Franco Manzato: “Soltanto un leghista di Oderzo, comune che dista 50 chilometri dal mare, uno che non sa neanche cosa sia il mare – figuriamoci l’industria conserviera ittica – poteva rendersi protagonista di una distribuzione delle quote tonno a totale svantaggio di Favignana” commenta il solito Micciché. “Il decreto è illegittimo e figlio della volontà politica della Lega di Salvini – ha proseguito il presidente dell’Ars – Questi non daranno niente alla Sicilia. Anzi cercheranno di toglierci tutto quello che abbiamo”. Il lessico di Micciché non è da cerimoniere, si sa. Ma il coordinatore di Forza Italia, infischiandosene della linea ufficiale di un partito lacerato, lo ha detto a chiare lettere: “Se per ottenere ciò che serve è necessario offendere, io lo faccio. Punto”. Ci aveva già provato con Salvini (lo “stronzo”), coi due vice-premier (“Due coglioni che camminano sempre in coppia”), e poi con la Lega tutta: “Sono dei buzzurri. Ammazzerei chi li ha votati”. In senso figurato s’intende. Solo che il commissario del Carroccio, Stefano Candiani, non lo ha capito e se l’è presa. Possibilità di ricucire? Nessuna.

Sull’altro fronte istituzionale, quello governativo di Musumeci, il commento sul destino di Favignana è più edulcorato, e forse un filino timido: “Non ci sto! Lo dico lontano da ogni spirito polemico e nel rispetto della leale collaborazione tra le istituzioni. Dopo anni di chiusura, proprio ora che grazie a un imprenditore coraggioso la Tonnara di Favignana è stata riaperta, la ripartizione delle quote di pesca, decise dal governo centrale per quell’impianto, non è compatibile con la sostenibilità finanziaria di un progetto serio. Ho già chiesto al ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, di fissare un Tavolo tecnico a Roma per riesaminare il decreto di assegnazione delle quote, magari in un utile confronto con le autorità sarde”. Lo stesso Centinaio, leghista pure lui, che ha già detto “bravo” a Manzano, il sottosegretario chiacchierato, e bollato il resto come “falsità”. Ottenere una più equa ripartizione sarà tutto fuorché banale. E la tonnara delle Egadi, che contava su 70 tonnellate per rientrare dalle spese, rischia di chiudere: potrebbero andare in fumo 80 posti di lavori e un investimento da 700 mila euro. Sono questi i numeri del primo, probabile disastro della Lega in terra di Sicilia.

Al secondo, quello infrastrutturale, forse si potrebbe rimediare. Come emerso da più fonti, l’intenzione di escludere un fondo “salva imprese” dal decreto Sblocca Cantieri è opera della Lega. Musumeci, forse per rabbia, o forse perché intende salvaguardare i rapporti con Salvini (si appresta a formare un nuovo movimento che dovrebbe federarsi col Carroccio), ha messo nel mirino l’obiettivo sbagliato: ossia Toninelli, ministro dei 5 Stelle, per aver disatteso le promesse fatte alla Sicilia in campagna elettorale. Vero in parte. Ci ha pensato il Movimento, denunciando la loquacità a corrente alternata del governatore, a metterci una pezza. Annunciando che “la norma, stoppata in Senato, sarà rivista e inserita nel Decreto Crescita alla Camera”.

Il paradosso è che i due provvedimenti di cui sopra, ordinati a scapito della Sicilia, rischiano di non essere neanche gli ultimi della lista: Salvini preme su Conte e i grillini per l’autonomia differenziata, promessa a tre regioni ricche del Nord – Lombardia, Veneto ed Emilia – che rischia di creare un Paese di Serie A e uno di Serie B, ampliando le differenze. Che già ci sono e sono sostanziose. Se le proteste ufficiali si fermassero alla letterina di Musumeci al presidente del Consiglio, in cui si chiede che “il Governo nazionale, nel rispetto delle norme costituzionali, assicuri il principio di solidarietà e di equità tra le Regioni italiane, nella sintesi tra spirito unitario e autonomistico”, non saremmo certo a buon punto. Perché nulla è peggio di presentarsi a Roma con il cappello in mano, sperando in uno sconticino. E’ già avvenuto per le ex province, e il risultato s’è visto: fallimentare…
PAOLO MANDARÀ

Fonte: www.buttanissima.it






CONSORZI DI BONIFICA. INCONTRO FRA IL GOVERNO REGIONALE SICILIANO E L’UGL


Dal sito www.uglsicilia.it

08 Giugno 2019
Presentata a Palazzo D’Orleans dal governo regionale alle Organizzazioni sindacali la proposta di riforma dei Consorzi di bonifica.
Per l’UGL erano presenti il Segretario regionale UGL Sicilia Giuseppe Messina, il Segretario regionale UGL agricoli, forestali e Pesca Sicilia Franco Arena, il Coordinatore provinciale UGL Consorzi di Bonifica di Agrigento Calogero Narcisi e il Coordinatore provinciale UGL Consorzi di Bonifica di Caltanissetta, mentre per il  Governo regionale il  Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci e l’Assessore all’Agricoltura e Foreste Edy Bandiera.
Il Presidente Musumeci ha illustrato la proposta di riforma dei Consorzi di Bonifica, ha comunicato punti cardine della riforma del Consorzio, rappresentata dal Governo alle OO.SS.
Il Consorzio di Bonifica sarà gestito dagli agricoltori con il controllo della Regione, con l’impegno di sistemare la rete idrica, sarà liquidata la situazione debitoria dei consorzi che ammonta ad oltre 100 milioni di euro, si vuole creare un solo consorzio di bonifica con un solo Direttore e un Presidente e un CDA e per otto anni la regione si impegna a pagare i debiti e stipendi, il personale sarà revisionato e responsabilizzato e si creeranno quattro bacini di distretti ed infine i lavoratoti LTI e LTD transiteranno nel consorzio.
L’UGL ritiene sia necessaria una riforma del settore con il coinvolgimento degli agricoltori cosi come avevamo anche noi proposto negli incontri precedenti riteniamo che il Governo Musumeci abbia proposto una buona piattaforma di riforma del settore ci convince il fatto che con la gestione degli agricoltori il servizio sarà più efficiente creando cosi un circuito virtuoso anche nei pagamenti in modo di creare più risorse anche per le spettanze dei lavoratori.
Nell’occasione abbiamo ribadito come la gestione del Consorzio di Bonifica in Sicilia non può ancora andare avanti con una gestione a due velocità, e con una situazione debitori non più sostenibile.
Si è in attesa del testo per valutare e proporre eventualmente delle modifiche migliorative.

Fonte: www.uglsicilia.it






SIRACUSA. TEMPERATURE FINALMENTE SU, ATTENZIONE AL RISCHIO INCENDI: È PRE-ALLERTA


Dal sito www.siracusaoggi.it

04/06/2019 - GIANNI CATANIA
Colonnina di mercurio finalmente su, le temperature si fanno sempre più estive dopo una primavera anomala. Massime in lieve aumento, nei prossimi giorni si sfioreranno i 30° C in Sicilia. Tecnicamente, si va verso la prima ondata di calore e dal Dipartimento regionale della Protezione Civile parte l’allerta rischio incendi. Sono tre i livelli di allerta, indicati dai colori bianco, verde e giallo. Per domani, il bollettino indica una allerta verde vale a dire generica preallerta delle strutture di protezione civile per rischio incendi dovuti alle temperature in rialzo. La pericolosità viene segnala “media” per la provincia di Siracusa.
Nessuna preoccupazione, però, come spiega lo stesso Dipartimento regionale. “Anche in caso di pericolosità bassa, è dichiarata la fase di preallerta, con le zone omogenee evidenziate su mappa in verde secondo le Procedure Regionali di Gestione delle Allerte e delle Emergenze di Protezione Civile e di Diramazione Avvisi e Bollettini per il
Rischio di incendi di Interfaccia”.
L’unica misura concreta richiesta è quella rivolata ai sindaci per attivare le procedure previste dal Piano comunale di emergenza per il Rischio incendi.


Fonte: www.siracusaoggi.it