02 gennaio 2016

CONTI, SANITÀ, PRECARI E RIFORME. TUTTI I NODI DA SCIOGLIERE NEL 2016. CHIUDERE I CONTI CON ROMA. UNA TRATTATIVA CHE DOVEVA CHIUDERSI GIÀ NEI MESI SCORSI, COL RICONOSCIMENTO ALLA SICILIA DI 1,4 MILIARDI DI EURO NELLA FINANZIARIA NAZIONALE. IN POCHE PAROLE, SE QUEI SOLDI NON DOVESSERO ESSERE RICONOSCIUTI, IL GOVERNO HA GIÀ INDIVIDUATO I CAPITOLI DA TAGLIARE. E SONO QUELLI CHE RIGUARDANO ANCHE I FORESTALI


L'ANNO APPENA ARRIVATO

Conti, Sanità, precari e riforme
Tutti i nodi da sciogliere nel 2016

 

di Accursio Sabella

Anche nel 2015 il governo ha messo la polvere sotto il tappeto. Ma adesso, per molti delicatissime questioni, il tempo è scaduto: nei primi mesi del nuovo anno si dovrà fare finalmente chiarezza sul contenzioso con lo Stato, sui concorsi e sulla capacità di questa maggioranza di portare a casa una riforma qualsiasi.



PALERMO - La precarietà è tutta nel nome dello strumento scelto per chiudere l'anno finanziario della Regione: esercizio provvisorio. Temporaneo, appunto. In attesa che si possa chiudere il “vero” bilancio. È questo uno dei nodi da sciogliere nel 2016. Uno dei più difficili, lasciato in dote dal governo proprie nelle ultime ore dell'anno appena terminato. Ma appunto non sarà l'unico. Perché dopo tre anni di legislatura in realtà, sono tanti i settori che appaiono ancora dei cantieri aperti e tanti i siciliani che attendono risposte dall'anno appena arrivato. E che hanno trascorso le ultime feste sentendosi “in bilico”.
 
Chiudere i conti con Roma

Il bilancio è più provvisorio di quanto dica lo strumento scelto, tra le polemiche, a ridosso del capodanno. Perché i due mesi di esercizio “in dodicesimi”, deciso dal governo dopo i consigli giunti da buona parte dell'Assemblea regionale, fa quasi passare in secondo piano il fatto che anche la manovra “completa” avrebbe avuto una consistente porzione “virtuale”. Fatta, cioè, di cifre incerte. Oltre mezzo miliardo di euro che l'esecutivo ha deciso di prevedere in bilancio, ma anche arriverà solo se si chiuderà positivamente il dialogo con lo Stato. Una “trattativa” che doveva chiudersi già nei mesi scorsi, col riconoscimento alla Sicilia di 1,4 miliardi di euro nella Finanziaria nazionale. Di quei soldi, invece, sono arrivati (anzi, per essere precisi devono ancora arrivare) 900 milioni. Il resto? Si vedrà. Crocetta e Baccei sono fiduciosi. Ma intanto hanno previsto in bilancio il cosiddetto “accantonamento negativo”. In poche parole, se quei soldi non dovessero essere riconosciuti, il governo ha già individuato i capitoli da “tagliare”. E sono quelli che riguardano i Comuni, i precari, i Forestali, i Pip e altre categorie di lavoratori. Tutti col fiato sospeso, quindi. In attesa che si sciolga quel nodo.

 
I precari a tempo indeterminato

Anche nel 2015, il governo ha deciso di mettere la polvere sotto il tappeto. Nonostante le soluzioni più o meno “definitive” annunciate a Roma e a Palermo, anche l'anno scorso non si è andati oltre una “proroghina” per gli oltre 22 mila precari degli enti locali siciliani. Ma alla fine anche quel nodo dovrà venire al pettine. Perché le proroghe non potranno essere infinite. E quei lavoratori, in molti casi, “reggono” le sorti di interi Comuni dove hanno, in molti casi, superato in numero i colleghi a tempo indeterminato.

 
I concorsi della Sanità

E a proposito di precari da stabilizzare, il 2016 dovrà finalmente fare chiarezza sui concorsi nella Sanità siciliana, dati per “fatti” già a metà dell'anno scorso, ma mai effettivamente partiti. Da un lato, il governo regionale insiste, sottolineando le difficoltà degli ospedali ad andare avanti a causa delle carenze di organico, dall'altra ecco i problemi nella predisposizione della rete ospedaliera e quelli del bilancio. Non a caso anche la Corte dei conti ha ammonito: “Bisogna essere molto cauti”. In sospeso, così, oltre agli aspiranti nuovi assunti, i tanti precari delle aziende ospedaliere e i siciliani che per lavoro hanno deciso di lasciare l'Isola e che adesso guardano alle possibili procedure di mobilità come una occasione buona per tornare a casa.

 
Il caos della Formazione
 
Il 2016 dovrà essere necessariamente anche l'anno in cui ripartiranno i corsi di Formazione, già in ritardo. Un ritardo che si è tradotto in decine di lettere di licenziamento inviate ai lavoratori persino alla vigilia di Natale. Erano finiti, infatti, i soldi legati alla vecchia annualità, mentre l'iter per far partire la nuova non si è ancora concluso. Ma adesso, vittime di un sistema chiaramente “imploso” sono migliaia di siciliani che, al di là dei giudizi sui vizi che hanno portato alla espansione di questo settore (pratiche clientelari su tutti), rischiano di trovarsi in mezzo a una strada. Duemila, forse tremila potrebbero non ricevere né stipendio né ammortizzatori sociali, esclusi nella Formazione. Così, tra corsi che partiranno (e già non mancano le polemiche) e soluzioni per i disoccupati, il 2016 sarà un anno cruciale anche per questo comparto.

 
La maggioranza e le riforme

C'è poi ovviamente l'aspetto politico. Dall'inizio della legislatura precario, provvisorio, confuso. Anche il 2015, come gli altri anni del resto, ha visto celebrare il solito, inutile rito del rimpasto. Ma adesso non ci sono davvero più scuse. I partiti, Pd in testa, si sono assunti la piena responsabilità dell'azione di governo. L'anno che verrà, insomma, a prescindere dal presidente Crocetta, sarà anche quello in cui si comprenderà se i democratici saranno in grado di mettere da parte liti, faide e ambizioni personali. E finalmente, dopo oltre tre anni di fallimenti condivisi col governatore, di portare a termine una riforma, una soltanto, una qualsiasi, purché possa dare uno slancio a una Sicilia sempre più a fondo. Una riforma, insomma, che meriti davvero questo nome. E che dia un senso a questa legislatura finora inutile, chiassosa e fallimentare.

http://livesicilia.it/2016/01/02/conti-sanita-precari-e-riforme-tutti-i-nodi-da-sciogliere-nel-2016_700482/

IN SICILIA BIGLIETTO MINIMO DI 4 EURO PER PARCHI E RISERVE. LO STABILISCE UN DECRETO DELL'ASSESSORE REGIONALE AL TERRITORIO E AMBIENTE, MAURIZIO CROCE, PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE


Decreto della Regione: biglietto minimo di 4 euro per entrare in parchi e riserve


Decreto della Regione: biglietto minimo di 4 euro per entrare in parchi e riserve


In Sicilia per visitare parchi e riserve naturali protette si pagherà un biglietto d'ingresso minimo di 4 euro (ridotto comunque del 50 per cento per i residenti nell'area in cui ricade la riserva). Lo stabilisce un decreto dell'assessore regionale al Territorio e Ambiente, Maurizio Croce, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione. Novità in vista dunque nei cinque parchi e nelle quasi ottanta riserve naturali siciliane: entro 30 giorni gli enti gestori dovranno organizzarsi, è scritto nel decreto, per istituire anche eventuali servizi accessori a pagamento.

 01 Gennaio 2016
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/01/01/news/decreto_della_regione_biglietto_minimo_di_4_euro_per_entrare_in_parchi_e_riserve-130477715/





Nota













IL MESSAGGIO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE MATTARELLA. LAVORO PRIMA PRIORITÀ. AMBIENTE. SIAMO DI FRONTE ALLA NATURA E AI SUOI CAMBIAMENTI. DOBBIAMO AVERE MAGGIOR CURA DEI NOSTRI TERRITORI, DA QUELLI MONTANI A QUELLE DELLE PICCOLE ISOLE. E' CONFORTANTE L'IMPEGNO DI TANTI CHE SI MOBILITANO PER RIPARARE I DANNI PROVOCATI DALL'INCURIA E DAL VANDALISMO. E DIFENDONO IL PROPRIO ABIENTE DI VITA: I PARCHI I SITI ARCHEOLOGICI


IL MESSAGGIO DI FINE ANNO

Mattarella: «Lavoro prima priorità, evasione fiscale inaccettabile»

Il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica dedicato a difficoltà e speranze dell'Italia. Dall'occupazione, all'emergenza evasione fiscale, all'inquinamento. E ancora l'allerta terrorismo. E un messaggio particolare rivolto alle donne
di Alessandro Trocino


In salotto, seduto sulla poltrona con le gambe accavallate, quasi fosse un capo famiglia o semplicemente un italiano, tra gli italiani. Uno stile decisamente informale e sobrio quello scelto da Sergio Mattarella per il suo primo discorso di fine anno da presidente della Repubblica. Sobrietà che si trasmette anche nella durata del messaggio, appena venti minuti. Il presidente Mattarella, con forza pacata, parla di solidarietà, dialogo, lancia segnali di ottimismo e invita gli italiani ad essere orgogliosi del loro Paese. Senza dimenticare quel che non va, a cominciare dall’evasione fiscale e dall’inquinamento, dal terrorismo all’illegalità. Il presidente comincia con un bilancio dell’anno, in chiaro scuro, tra difficoltà e speranze.


http://video.corriere.it/discorso-integrale-presidente-repubblica-mattarella/852743d4-affe-11e5-98da-4d17ea8642a3 Il discorso integrale del presidente della Repubblica Mattarella

http://www.corriere.it/politica/15_dicembre_31/mattarella-lavoro-prima-priorita-ancora-troppi-sena-occupazione-6b5527e6-aff4-11e5-98da-4d17ea8642a3.shtml




Il lavoro
Il lavoro che «è tornato a crescere», «l’uscita dalla recessione, che però non pone termine alle difficoltà di tante famiglie: Il lavoro manca ancora a troppi dei nostri giovani». Ma ricorda anche i quarantenni e cinquantenni che hanno perso il lavoro e il Sud. Poi affronta alcuni temi chiave, dando grande spazio alle donne.

http://video.corriere.it/discorso-fine-d-anno-presidente-mattarella-il-lavoro-priorita-manca-troppi-giovani/d427ce68-aff9-11e5-98da-4d17ea8642a3 Il discorso di fine d’anno del presidente Mattarella: «Il lavoro è una priorità, manca a troppi giovani»...

http://video.corriere.it/discorso-fine-d-anno-presidente-mattarella-il-lavoro-priorita-manca-troppi-giovani/d427ce68-aff9-11e5-98da-4d17ea8642a3



Evasione fiscale
«Un elemento che ostacola la crescita è l’evasione fiscale. Secondo uno studio della Confindustria l’evasione fiscale ammonta a 122 miliardi di euro, ovvero al 7,5 per cento del Pil. Lo stesso studio dice che dimezzando l’evasione si potrebbero creare oltre 300 mila posti di lavoro. Gli evasori danneggiano la comunità nazionale e i cittadini onesti. Le tasse sarebbero più basse, se tutti le pagassero». 



http://video.corriere.it/discorso-fine-anno-presidente-mattarella-l-evasione-inaccettabile-vale-75-punti-pil/6ff703b2-affb-11e5-98da-4d17ea8642a3 Il discorso di fine anno del presidente Mattarella: «L’evasione è inaccettabile...

http://www.corriere.it/politica/15_dicembre_31/mattarella-lavoro-prima-priorita-ancora-troppi-sena-occupazione-6b5527e6-aff4-11e5-98da-4d17ea8642a3.shtml



Ambiente
«A lungo è sembrato un problema teorico, invece è concreto e centrale. Bisogna avere maggior cura dei territori e bisogna combattere contro speculazioni e sfruttamento incontrollato delle risorse naturali. E’ confortante l’impegno spontaneo di tanti, ma serve un impegno maggiore. Si può chiedere di limitare l’uso delle auto private, ma l’uso del trasporto pubblico deve essere efficiente e purtroppo non dappertutto è così». 




http://video.corriere.it/mattarella-inquinamento-problema-concreto-reale-serve-comune-impegno-parte-tutti/d75ed31c-affc-11e5-98da-4d17ea8642a3 Mattarella: «Inquinamento problema concreto e reale serve comune impegno...

http://video.corriere.it/mattarella-inquinamento-problema-concreto-reale-serve-comune-impegno-parte-tutti/d75ed31c-affc-11e5-98da-4d17ea8642a3



Terrorismo
«Realizzare condizione di pace e di stabilità nei Paesi dove si sviluppa il terrorismo è necessario anche per difendere l’Europa. Non esistono barriere artificiali o naturali che possano isolarci da quel che avviene in quei Paesi. Il terrorismo ci vuole impaurire e condizionare, non glielo permetteremo. Difenderemo le nostre scelte di vita. Voglio ricordare le vittime e la famiglia di Valeria Solesin. Agli altri Paesi europei abbiamo proposto di aumentare la collaborazione e di porre in comune risorse, capacità operative e conoscenze per meglio combattere il terrorismo di matrice islamista».  



http://video.corriere.it/mattarella-contro-terrorismo-serve-pace-benessere-medio-oriente-africa/399d1ce4-afff-11e5-98da-4d17ea8642a3 Mattarella: «Contro il terrorismo serve pace e benessere per Medio Oriente e...

http://video.corriere.it/mattarella-contro-terrorismo-serve-pace-benessere-medio-oriente-africa/399d1ce4-afff-11e5-98da-4d17ea8642a3



Immigrazione
«In questo periodo masse di persone si spostano per fuggire alla fame o in cerca di un futuro migliore. Donne e bambini muoiono, purtroppo, come è successo al piccolo Aylan, anche nell’indifferenza. Il fenomeno migratorio durerà a lungo: non si può rimuovere, ma si può governare. Può farlo con maggiore efficacia l’Unione Europea. L’Italia ha conosciuto l’emigrazione e oggi siamo un Paese di immigrazione. Ci sono esperienze positive di integrazione: il 70 per cento dei bambini stranieri in Italia ha come migliore amico un coetaneo italiano. Bisogna lavorare per abbattere pregiudizi e diffidenze prima che diventino muri dietro i quali possono nascere risentimenti. Serve accoglienza, ma anche rigore. Bisogna che vengano rispettate le leggi e la cultura del nostro Paese. Grandissima parte degli immigrati lavora onestamente e contribuisce al sistema previdenziale. Chi commette reati deve essere fermato e punito, come per gli italiani. Gli individui pericolosi vanno espulsi e le comunità straniere sono chiamate a collaborare con le istituzioni contro i predicatori di odio». 




http://video.corriere.it/discorso-fine-anno-presidente-mattarella-la-condizione-economica-italia-sta-migliorando/a64c98a0-affb-11e5-98da-4d17ea8642a3 Il discorso di fine anno del presidente Mattarella: «La condizione economica...

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Illegalità
«Contro le mafie sono stati ottenuti risultati importanti. Ma c’è anche l’illegalità di chi si fa corrompere, di chi inquina, di calpesta i diritti elementari. La grande maggioranza dei cittadini chiede onestà e correttezza, trasparenza e sobrietà».



http://video.corriere.it/mattarella-ricorda-piccolo-aylan-annegato-no-indifferenza/2585e89a-b003-11e5-98da-4d17ea8642a3 Mattarella ricorda piccolo Aylan annegato: «No all'indifferenza»
http://video.corriere.it/mattarella-ricorda-piccolo-aylan-annegato-no-indifferenza/2585e89a-b003-11e5-98da-4d17ea8642a3



Giubileo
«A Papa Francesco, che ha voluto questo Giubileo, vanno gli auguri e la nostra riconoscenza per l’alto valore del suo magistero. Ha lanciato un messaggio forte che invita alla convivenza pacifica. Con espressione laica possiamo tradurre il messaggio in comprensione reciproca». 



http://video.corriere.it/mattarella-riconoscenza-donne-italiane-che-fanno-ancora-conti-pregiudizi-violenze/4bf30b40-b006-11e5-98da-4d17ea8642a3 Mattarella: «Riconoscenza alle donne italiane che fanno ancora i conti con...

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Le donne
«Quando si parla di noi italiani prime parole ‘genio bellezza buon gusto inventiva creatività’, seguite da altre poco positive, come ‘scarso senso civico, individualismo eccessivo’. Ricevo molte lettere e ho incontrato tante persone. Parlano di coraggio, spirito di impresa, eccellenza nella ricerca. L’Italia è ricca di esperienze positive, a tutte queste persone va il nostro grazie. E in particolare va a tre figure emblematiche: Fabiola Gianotti, che domani assumerà la direzione del Cern; a Samantha Cristoforetti, che abbiamo seguito con affetto nello spazio; a Nicole Orlando, atleta paraolimpica, che ha vinto quattro medaglie d’oro. Va un messaggio di riconoscenza a tutte le donne italiane, che devono fare i conti con una parità di diritti enunciata e non sempre attuata. Un pensiero particolare a persone con disabilità, agli anziani, ai malati e ai bambini nati nel 2015, che hanno portato gioia e che recano speranza per l’Italia del futuro».

31 Dicembre 2015
http://www.corriere.it/politica/15_dicembre_31/mattarella-lavoro-prima-priorita-ancora-troppi-sena-occupazione-6b5527e6-aff4-11e5-98da-4d17ea8642a3.shtml






L’ANNO CHE VERRÀ, L’ANNO CHE VORREI. AGOSTO-DICEMBRE. VENGONO ESPULSI DALLA ENTE REGIONE E DA TUTTI GLI ENTI REGIONALI, PARAREGIONALI, LOCALI, AUTONOMI, AUSILIARI, TUTTI I PRECARI ALLOGGIATI A QUALUNQUE TITOLO NEGLI STESSI


L’anno che verrà, l’anno che vorrei





Balzano Da Tre
Che cosa dovrebbe succedere in Sicilia per cambiare davvero. L’autore, pensando alla celebre canzone di Lucio Dalla, immagina una serie di eventi liberatori e positivi. Ecco, mese per mese, il sogno di un grande, vero cambiamento che dovrebbe finalmente sotterrare chi vuole cambiare tutto per non cambiare nulla

Gennaio: Zamparini rinforza la squadra del Palermo acquistando MESSI(nese), DI MARIA(nopoli), OSCAR( +12 arancine al burro), Ubù, Potipò, Chuchù, Bibì, Bibò e capitan Cocoricò. Spesa totale sostenuta: 500 milioni di Euro. Si punta al triplete, allo scudetto, alla Champions League, all’Europa League, ad un buon piazzamento, alla  salvezza, ad un pronto ritorno in Serie A.

Febbraio. Il TRAM (Tribunale Regionale Amministrativo) accoglie i ricorsi di tutti i palermitani e boccia la ZTL (zingarata turbodiesel levapelo). Il sindaco Leoluca Orlando si dimette e cerca scampo in periferia, mettendosi alla guida del Tram della linea 1 verso Borgo Nuovo. Se ne perdono le tracce. Nel tempo, si favoleggerà  di un santone zazzeruto e sudaticcio che arringherà la folla in attesa  dell’improbabile arrivo della linea 720.

Marzo. Cade per bancarotta fraudolenta il governo regionale. La folla inferocita impala  l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, all’incrocio di Via Notarbartolo con via Leopardi. Rosario Crocetta fugge da Palazzo d’Orleans attraverso l’omonimo parco. Nonostante i morsi e le feroci beccate degli animali sopravvissuti alla sua caccia riesce a dileguarsi. Viene organizzata una gigantesca caccia all’uomo. Crocetta viene scovato a Gela, all’interno del Petrolchimico, travestito da operaio dell’Eni addetto allo spurgo delle pompe di calore. Riportato a Palermo, viene   posto alla gogna  sotto la lapide che ricorda il sacrificio di Francesco Paolo Di Blasi in piazza Indipendenza.
Il 18  marzo, nella stessa piazza, si svolge una solenne celebrazione dell’anniversario della rivoluzione dei Vespri Siciliani. Nello stesso giorno tra  tutte le associazioni sicilianiste viene fondato il “Movimento unitario Sicilia Libera”, con l’obbiettivo di portare un proprio candidato a vincere le prossime elezioni a Presidente della Regione.

Aprile. Viene insediata alla Regione la gestione commissariale che indice le elezioni per il presidente della Regione e  il nuovo Parlamento. Il Movimento “Sicilia libera”  in un solo mese può contare su 500.000 iscritti.

Maggio- Giugno. La campagna elettorale raggiunge toni apocalittici, in un muro contro muro violento e senza quartiere. Il partito conservatore ha raccolto nelle sue file il meglio del meglio: il PFM, il Partito Francamente Mafioso, che ha preso l’eredità di tutte le formazioni politiche  nate dal corpo della grande balena bianca; il PDD, il Partito Diamoci Dentro, una mutazione genetica trasversale della discendenza marxista-leninista, partito senza memoria e senza progetto che ha  come obbiettivo il cambiamento del nulla in niente; il PDG, il Partito Dei Gruppuscoli, con percentuali da prefisso telefonico, dotato di elettori pochi come i suoi scrupoli. Pratica il baratto come forma di azione politica. Si contraddistingue per l’alta presenza di cariatidi, telamoni, residuati bellici, trombati, condannati, indagati ed ex di qualunque specie.

Dall’altro lato, i Sicilianisti, autonomisti, indipendentisti, statutari, nazionalisti, tutte, ma proprio tutte le sigle e le formazioni politiche che si rifanno ai padri del passato che hanno come obbiettivo la liberazione della Sicilia. 

Nel frattempo  il Palermo calcio retrocede  in  serie B e Zamparini abbandona in fretta e furia la città di Palermo in elicottero, direttamente dal campo di allenamento Tenente Onorato. Per sicurezza si rifugia  in Austria dove non esiste l’estradizione. I giocatori, travestiti da cappuccini senza zucchero, vengono trasferiti direttamente dal campo all’aeroporto di Boccadifalco, imbarcati su una flotta di piccoli Cessna e portati a Bad, a casa del Presidente. Saranno venduti come schiavi al mercato clandestino di Nuova Goritza.

Luglio. Le elezioni sono un trionfo per i sicilianisti. Forti  di un maggioranza bulgara approntano un programma di lacrime, sangue ma anche di risate a crepapelle e gioia sfrenata, programma che viene attuato nei mesi successivi.

Agosto-Dicembre. Vengono espulsi dalla Ente Regione e da tutti gli enti regionali, pararegionali, locali, autonomi, ausiliari,  tutti i precari alloggiati a qualunque titolo negli stessi.
Vengono chiuse tutte le partecipate regionali.
A tutte le organizzazioni private, associazioni, fondazioni, società, cooperative  e quant’altro vengono tolti  i finanziamenti pubblici. Sono abolite con effetto da gennaio 2017 le convenzioni con l’ospedalità privata. I medici entro il mese dovranno optare tra pubblico o privato, senza eccezione alcuna.
Le indennità politiche di qualunque livello vengono ridotte al 40%.
Viene istituito il salario politico di cittadinanza ai giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Allo stesso accedono i precari espulsi dalle pubbliche amministrazioni. La fruizione del salario è subordinata all’esercizio di una qualunque altra attività retribuita di importo almeno pari al salario.
“Vedi, vedi, caro amico, cosa ti scrivo  e  ti dico……”

01 Gennaio 2016
http://www.inuovivespri.it/2016/01/01/lanno-che-verra-lanno-che-vorrei/ 








01 gennaio 2016

IL DIRETTIVO DEL MAB SICILIA AUGURA UN BUON FINE 2015 ED UN MIGLIORE 2016


Ricevo e pubblico
dal Direttore dell'Ufficio Stampa
del Mab Sicilia
Piero Tubiolo













BUON ANNO A TUTTI E FELICE 2016 DAL BLOG DEI LAVORATORI FORESTALI E DEGLI AIB










LA CORTE DEI CONTI E LA NECESSITÀ DELLE RIFORME. SI VORREBBE DA PARTE DEL GOVERNO BLOCCARE IL TURN OVER DEI FORESTALI


LA CORTE DEI CONTI E LA NECESSITÀ DELLE RIFORME


Lelio Cusimano 
Lo squilibrio strutturale tra le entrate e le spese della Regione Sicilia trova una definizione tranciante nel giudizio che ne da la Corte dei Conti: «Innegabile»!




Se poi volessimo spostare l'attenzione dalle voci strettamente contabili agli euro, ci troveremmo davanti un quadro ancora più sconfortante; alla data del 27 novembre scorso, quando la Regione aveva pagamenti da onorare per 321 milioni, la liquidità disponibile era di appena 117 milioni. Lo Stato ha assegnato alle Sezioni di controllo della Corte dei Conti compiti di analisi e vigilanza sui bilanci delle singole regioni, al fine di verificare l'osservanza del patto di stabilità, il rispetto dell'articolo 119 della Costituzione (che limita agli investimenti la sola possibilità di contrarre debiti) ed in particolare l'assenza di irregolarità, tali da pregiudicare gli equilibri econo- mico-finanziari. Nella situazione magmatica ed a volte convulsa dei conti regionali, la Corte dei Conti della Sicilia, su mandato dello Stato, aveva intravisto motivi di preoccupazione, poi ridimensionati dalle informazioni aggiuntive fornite dall'Amministrazione. Tuttavia le "ansie" contabili della Corte non risultano del tutto sopite, come del resto non potrebbe essere, persistendo per intero i dubbi sulle prospettive immediate e future dei conti della Regione Siciliana. È molto arduo accompagnare il lettore nei meandri della contabilità regionale, tali e tanti sono i richiami normativi, le leggi ed i commi interessati, i rinvii, i dubbi, le incertezze, le possibili interpretazioni, che gravano sugli stessi conti. Tuttavia, anche se non si tratta di argomenti capaci di "affascinare" il pubblico più vasto, merita comunque tentarne una difficile sintesi, nella convinzione che da questo groviglio discenda il futuro di cinque milioni e 94 mila siciliani. In un modo o nell'altro si arriverà alla chiusura contabile di fine anno e comincerà il periglioso cammino verso l'approvazione del bilancio 2016; la bocciatura inaspettata dei documenti propedeutici all'approvazione del bilancio vero e proprio (DPEF), avvenuta qualche giorno fa all'ARS, risulta oltremodo minacciosa per una marcia agevole e spedita. Non a caso il commento dell'assessore all'Economia Baccei sul rinvio suona all'incirca così: faremo in due mesi quello che si poteva fare in pochi giorni. Con l'aggravante, aggiugiamo poi, che ogni rinvio nell'assunzione di misure di contrasto agli sprechi ed alle spese improduttive, si connota come un ulteriore ritardo nella definizione dei (mai risolti) rapporti finanziari tra Roma e Palermo. Alla vigilia dell'esame parlamentare del bilancio 2016, due sembrano le questioni su cui me rita porre l'attenzione, volendo scansare l'ingarbugliato articolato del disegno di legge, e precisamente: da quali condizioni partiamo e quali riforme (leggasi rinunce) il Governo si dichiara disponibile a fare. La situazione dei conti regionali "muove" dal disavanzo, tra entrate ed uscite correnti, di 3 miliardi di euro; dal livello di indebitamento per oltre 8 miliardi, dovuto a spese effettuate a fronte di entrate mai concretizzatesi; dal blocco della spesa per 1 miliardo di euro imposto dai tetti statali (patto di stabilità); dall'azzeramento delle riserve, ivi compreso quelle del fondo pensioni per circa 2 miliardi; fino alle rivendicazioni nei confronti dello Stato che, pur dotate del crisma della fondatezza, scaturisco no però dall'ignavia ultradecennale della Regione e dei suoi Amministratori. Del resto, siamo ancora fermi alle norme attuative del 1965, mentre tutte le altre regioni speciali hanno già definito i rapporti finanziari con lo Stato; un colpevole ritardo che, come si è visto, non ha limitato, comunque, la spesa improduttiva. Per tappare la falla del disavanzo di 3 miliardi, il Governo conta su circa due miliardi di entrate da parte dello Stato (sui cui sarà utile tornare in altra occasione) e su tagli di spesa per un miliardo. Questo ambizioso traguardo certo non incoraggiato dalla prima bocciatura del DPEF - resta affidato ad alcune misure "incandescenti". Si vorrebbe infatti da parte del Governo (vedremo poi dell'ARS) ridurre il numero e le indennità di sindaci, assessori e consiglieri comunali; ridurre il bacino dei PIP mediante agevolazioni e quello dei forestali con il blocco del turn over; allineare il calcolo del TFR dei regionali alla normativa nazionale; allineare al resto del pubblico impiego il trattamento ed i distacchi del personale sindacale; ridurre il bacino del precariato con pensionamenti ed uscite volontarie; riordinare le società partecipate, abbattendone i costi; trasferire sul bilancio della sanità il costo del debito pregresso della stessa sanità ed, infine, riformare l'Amministrazione regionale per dare seguito alla riduzione degli uffici ed ai prepensionamenti già avviati per circa 4.500 regionali. Insomma quanto basta per fare presagire un inizio d'anno molto caldo; a prescindere dai fenomeni meteo. Il Governo conta su 2 miliardi di entrate dello Stato e su tagli alla spesa per uno Sarà un inizio di 2016 molto caldo, in ballo traguardi ambiziosi fra tagli e rinunce.

31 Dicembre 2015




Nota

I forestali respingono all'unanimità questa vergognosa e incostituzionale norma


VERGOGNA!






ACCORPAMENTO FORESTALE, IL GOVERNO RINVIA LA PUBBLICAZIONE DEL DECRETO. I SINDACATI DEI FORESTALI SAPAF, UGL-CNF, SNF, CGIL-CFS E DIRFOR SOSPENDONO LE INIZIATIVE DI PROTESTA IN ATTESA DI UN NUOVO CONFRONTO


Accorpamento Forestale, il Governo rinvia la pubblicazione del decreto
I sindacati dei forestali Sapaf, Ugl-Cnf, Snf, Cgil-Cfs e Dirfor sospendono le iniziative di protesta in attesa di un nuovo confronto



La marcia a tappe forzate verso lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato subisce una battuta d’arresto. Il Governo rinvia la pubblicazione del decreto legislativo sulla riorganizzazione delle funzioni di polizia e sembra aprirsi uno spiraglio per la ripresa delle trattative.

I sindacati della Forestale hanno così deciso di sospendere tutte le manifestazioni di protesta calendarizzate, a partire da quella odierna di Pontassieve, in attesa della riapertura del tavolo delle trattative.


 
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Manifestazione a sostegno della Forestale

“Nell’auspicio che tale rinvio consenta una più profonda riflessione sul futuro del Cfs – dicono i segretari Marco Moroni, Danilo Scipio, Andrea Laganà, Francesca Fabrizi e Maurizio Cattoi – chiediamo nuovamente al Presidente del Consiglio di convocare le rappresentanze del personale per discutere nel merito i provvedimenti che riguardano il nostro futuro, evitando una militarizzazione forzata che presterebbe il fianco a costosi e lunghi ricorsi amministrativi. La nostra proposta, presentata nei giorni scorsi, è sul tavolo e può essere sicuramente una valida alternativa da perseguire”.

Per adesso è difficile comprendere se il rinvio sia dovuto ad un ripensamento del Governo oppure alla volontà di trovare un accordo che accolga le istanze dei sindacati sostenute, peraltro, anche da tutte le associazioni ambientaliste nazionali e da tantissimi cittadini italiani che hanno a cuore le sorti dell’unico Corpo di Polizia specializzato nella difesa del territorio e della biodiversità.

“Ovviamente -precisano i sindacati – le nostre iniziative sono solo sospese, ma non esiteremo a riprenderle qualora il Governo non intenda ascoltarci e voglia nonostante tutto confermare il malaugurato intento di militarizzare la Forestale e la sicurezza ambientale”.

L’ascia di guerra è momentaneamente sotterrata, in attesa che le parti riescano finalmente ad incontrarsi. In gioco c’è non solo la sorte del personale del Corpo Forestale, ma anche la difesa del patrimonio naturale del nostro Paese.


28 Dicembre 2015





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Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato

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31 dicembre 2015

AUGURI DAL MAB SICILIA


Ricevo e publico
dal Presidente MAB Sicilia
Salvatore Ferrara



Auguri dal MAB Sicilia




uominie donne che vigilate sul territorio e spesso rischiate la vita, che sugli incendi di vegetazione proteggete il territorio ele vite umane, che siete intervenutianche in situazioni difficili come le alluvioni! Siete uomini che operate senza riflettori che non cercate pubblicità, che agite con la più grande dignità, con estrema professionalità, senso civico e responsabilità, con impegno e sacrificio quotidiano. Siete operai che non agiscono per ricevere ringraziamenti particolari, ma soltanto perché considerate il vostro lavoro come un dovere. Non dimenticate mai che senza di voi il nostro territorio sarebbe certamente più fragile. Oggi le istituzioni non percepiscono le problematiche e le emozioni che prova un forestale, un operaio antincendio boschivo durante il suo lavoro; agli occhi della gente ci hanno denigrato ed etichettato comeesempio dello spreco economico della società, quasi il lavoro che svolgiamo sia inutile. Nonostante tutto ciò, ricordo che gli operai antincendio boschivo e manutenzionehanno un grosso rispetto per il proprio lavoro che viene fuorimaggiormente durante l'intervento sugli incendi e/o durante la realizzazione di lavori forestali, e da ciò si evince che facciamo questo lavoro non solo per l’onorato guadagnoma anche per passione. Inoltre,ricordo a tutti che i problemi che abbiamo non sono legatiall’operaio forestale, ma alle amministrazioni che rispettivamente sono rappresentate dal Corpo Forestale della Regione Sicilia e dell’AziendaForeste, che si trovanoin uno stato di abbandono da parte di una politica assente. Il MAB Sicilia farà del tutto per valorizzare la professionalità dell’operaio antincendio boschivo forestale. Operai antincendio boschivo forestale, l’anno nuovo sta incalzando e la macchina del tempo continua l’inesorabile marcia, quindi dobbiamo urgentemente attivarci con quell’impegno e quella fatica che da sempre ci contraddistinguono e che saranno necessari ed indispensabili per la costruzione di un futuro forestale diverso. Come MAB e come operai antincendio boschivo forestale, nel prossimo anno ci attenderanno nuovi impegni e nuove sfide, quindi voglio essere fiducioso del contributo piccolo o grande sia di tempo che di fatica che ciascuno di voi potrà dare, ricordandovi che da questo dipenderanno i nostri risultati. Il 2015è stato un anno veramente difficile, un anno in cui, il MAB Sicilia, ha continuato a lavorare perché gli iscritti potessero sentirsi rappresentati degnamente in un contesto sociale in cui la figura dell’operaio forestale antincendio boschivo ha perso la sua fisionomia ed autonomia d’operato. Fin dal momento del suo insediamento, il MAB Sicilia ha intrapreso politiche di valorizzazione degli operai nel tentativo di riportare questa figura al centro delle dinamiche di trasformazione sociale. Le attività svolte dal MAB Sicilia nell’anno 2015 sono state: due manifestazioni in cui si è messo in risalto il comparto antincendio boschivo, ventisei sit-in che hanno permesso la cancellazione dell’articolo che riduceva annualmente il 20% degli operai antincendio boschivo dal contingente, numerosi incontri con le istituzioni Presidenza della Regione Sicilia, Assessorati, Comando del Corpo Forestale della Regione Sicilia e Comuni puntualizzando e mettendo in evidenza le problematiche, richieste alla prefettura e al dipartimento protezione civile per utilizzo e valorizzazione degli operai in attività di protezione civile. Abbiamo rinnovato il nostro sito al fine di adeguarlo a tutti gli iscritti affinché potessero seguire le iniziative associative, abbiamo continuato anche con le ristrettezze economiche, a girare per i distretti e paesi per sollecitare e valorizzare insieme ai sindaci e amministrazioni la nostra professione. Il MAB Siciliain questo momento sta lavorando per chiedere una riforma di legge che valorizza gli operai e la loro professione per livellarla alle altre professioni tecniche. Riproporremo, a Palermo, la seconda manifestazione regionale di antincendio boschivo forestale, in un’ottica di valorizzazione della professione,organizzeremo lafesta della forestale, cercando di riportare alla ribalta nazionale il settore attraverso l’uso dei maggiori mass-media.A partire da gennaio 2016, con tutti i colleghi, sosterremo la battaglia contro il reo di avere ingessato il nostro territorio precludendone futuri scenari di sviluppo sostenibile che possano rilanciare, attraverso politiche di gestione legate alla riqualificazione degli operai forestali e territoriale, la nostra economia e le condizioni economiche della nostra professione. Insomma, come ben capite, sarà un anno pieno d’impegni, legato esclusivamente a dinamiche di valorizzazione e d’incentivazione della nostra professione che possano contribuire a ridare fiducia a tutti affinché il 2016 possa essere l’anno della svolta verso traguardi migliori. A questo punto non mi resta altro che augurarvi a nome mio edell’associazione MAB Sicilia UN FELICE ANNO NUOVO. Porgo a tutti voi il mio augurio di bene per un nuovo anno ricco di soddisfazioni, sia foriero di novità positive per la nostra carriera professionale lasciando alle spalle quello che è stato un anno di crisi sociale ed economica pieno d’incertezze e di confusione.


Il Presidente MAB Sicilia
Salvatore Ferrara





















IL LAVORO NOTTURNO: DURATA, OBBLIGHI ED ESONERI


Il lavoro notturno: durata, obblighi ed esoneri


RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO


Limiti di durata oraria del lavoro notturno, visita medica, maggiorazione sulla retribuzione.





Il lavoro notturno: durata, obblighi ed esoneri


Si parla di lavoro notturno tutte le volte in cui l’attività lavorativa viene svolta nell’arco di tempo di almeno 7 ore consecutive nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino. Per esempio, rientra nel lavoro notturno quello svolto tra le 24 e le 7, tra le 23 e le 6, oppure tra le 22 e le 5.

In mancanza della disciplina collettiva è considerato lavoratore notturno chi svolge per almeno 3 ore lavoro di notte per un minimo di 80 giorni lavorativi all’anno.


Limiti di durata

L’orario di lavoro notturno, in generale, non può superare le 8 ore in media nell’arco delle 24 ore. Tale limite costituisce una media fra ore lavorate e non lavorate pari ad 1/3 (8/24), che, in mancanza di un’esplicita previsione normativa, può essere applicato su di un periodo di riferimento pari alla settimana lavorativa.
Nel computo della media su cui calcolare il limite delle 8 ore non si deve tener conto del periodo di riposo minimo settimanale quando questo ricade nell’arco temporale di riferimento stabilito dai contratti collettivi.






Obbligo del lavoratore 

Il lavoratore non può rifiutare il lavoro notturno salvo per ragioni di salute accertate dalle competenti strutture sanitarie pubbliche. Se sussiste detta condizione, è possibile trasferire il lavoratore al lavoro diurno, sempre che sia disponibile un posto di lavoro per mansioni equivalenti. In mancanza, il datore di lavoro può licenziare il lavotatore.

Non sono inoltre obbligati a prestare lavoro notturno:

– la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa; stesso discorso vale per i genitori adottivi o affidatari nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia e comunque non oltre il dodicesimo anno di età;

– la lavoratrice o il lavoratore che sia l’unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni;

– la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile.

Ulteriori esclusioni possono essere disposte dai contratti collettivi.


Controlli sanitari


Il datore di lavoro deve valutare lo stato di salute dei lavoratori notturni attraverso controlli preventivi e periodici (almeno ogni 2 anni) a suo carico, effettuati dalle strutture sanitarie pubbliche o dal medico competente e diretti a verificare l’assenza di controindicazioni a tale tipologia di lavoro.

In ogni caso il datore di lavoro non può adibire il dipendente al lavoro notturno se prima non ha consultato le RSA (se costituite) aderenti alle organizzazioni firmatarie del contratto collettivo applicato, oppure, in mancanza, le organizzazioni territoriali dei lavoratori. La consultazione va effettuata e conclusa entro 7 giorni.

Maggiorazione retributiva sulla busta paga

Al lavoratore notturno è dovuta una maggiorazione retributiva così calcolata:

– per il lavoro non compreso in turni: 40%
– per il lavoro a turni: 30%.
 Tali percentuali vanno calcolate sulla retribuzione mensile di fatto (minimo + ex indennità di contingenza + scatti di anzianità + superminimi + aumenti individuali) divisa 173.


Autore immagine: 123rf com

© Riproduzione riservata
 



 30 Dicembre 2015
 La Legge per tutti








30 dicembre 2015

SÌ DELL'ARS A DPEF ED ESERCIZIO PROVVISORIO. NEL TESTO SI FA ANCHE RIFERIMENTO A UNA LINEA LINEA PER INDIVIDUARE MISURE IDONEE CHE FAVORISCANO LA STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE PRECARIO


Sì dell'Ars a Dpef ed esercizio provvisorio. Finanziaria, salta la norma "anti-avvocati"

Una maggioranza risicata ha dato il via libera al documento che era stato clamorosamente bocciato una settimana fa. Approvato anche il "bilancio in dodicesimi". Intanto viene stralciata dalla legge di stabilità l'articolo che prevedeva l'obbligo per gli enti regionali di avvalersi dell'Avvocatura dello Stato

, Politica

PALERMO - L'Ars ha approvato in Aula il documento di programmazione economico-finanziaria e il ricorso all'esercizio provvisorio. I due testi erano stati esaminati da stamattina in commissione bilancio. Il Dpef, bocciato clamorosamente in Aula prima di Natale, è stato integrato da una serie di riferimenti relativi all'introduzione di "norme per lo sviluppo" e di "misure di sostegno per le fasce disagiate della popolazione", oltre che per la "semplificazione amministrativa". Interventi richiesti ad esempio dai deputati del Megafono nei giorni scorsi.
Non solo, nel "libro dei sogni" approvato all'Ars ecco il riferimento a "misure idonee" per la stabilizzazione del "personale precario utilizzato dall'amministrazione regionale, dagli enti locali e dagli enti comunque soggetti a controllo e vigilanza". Prevista anche una integrazione relativa all'"incentivazione alla raccolta differenziata dei rifiuti attraverso un'ecotassa", al "rilancio delle imprese siciliane basato sulla creazione di corsie preferenziali di accesso al Fondo italiano di investimenti per le piccole e le medie imprese" e alle "nuove assunzioni" nella Sanità. Il Dpef è stato approvato con una maggioranza assai risicata: 35 i voti favorevoli a fronte dei 31 necessari.
Approvato, poi, come detto anche l'esercizio provvisorio di due mesi che si basa sul bilancio già esitato dalla giunta. La durata, come previsto, sarà di due mesi. Entro quella data dovrà essere pronta la nuova manovra finanziaria. Che ha già perso dei pezzi. Il presidente dell'Ars Ardizzone ha infatti stralciato dalla legge di stabilità presentata dal governo due norme: la prima riguarda le cooperative agricole, stralciata per la possibile violazione delle norme comunitarie. La seconda aveva già fatto molto discutere: è quella che prevede l'obbligo per gli enti regionali di avvalersi dell'Avvocatura dello Stato. La norma, che avrebbe "tagliato fuori" decine di avvocati dai possibili (e diffusissimi) incarichi legali dati proprio dagli enti pubblici, avrebbe invaso, secondo il presidente dell'Ars, la competenza statale.
http://livesicilia.it/2015/12/30/si-dellars-a-dpef-ed-esercizio-provvisorio-finanziaria-salta-la-norma-anti-avvocati_700390/
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