14 aprile 2015

PILONE ‘CROLLATO’, ECCO IL PIANO DI INTERVENTI NECESSARI 30 MILIONI E 18 MESI DI LAVORI. MA SENZA UN CONSOLIDAMENTO DEL TERRITORIO (DA PARTE DEI FORESTALI) QUALSIASI INTERVENTO SULLA STRADA RISCHIA DI ESSERE VANIFICATO DA UN NUOVO SMOTTAMENTO SEMPRE POSSIBILE


Pilone ‘crollato’, ecco il piano di interventi
Necessari 30 milioni e 18 mesi di lavori


cedimento pilone viadotto himera (1)


Il danno riportato dalla struttura del viadotto Himera sembra inferiore a quanto fino ad ora temuto anche se comunque consistente. per ripararlo saranno necessari 30 milioni di euro e lavori per un anno e mezzo.
E’ quanto emerso nel corso dell’incontro di stasera fra la Regione siciliana ed i vertici dell’anas. L’incontro si e’ svolto, a Roma, nella sede centrale dell’Anas di via Monzambano.
Erano presenti il presidente dell’Anas Pietro Ciucci e il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, l’assessore regionale delle Infrastrutture Giovanni Pizzo, l’assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente Maurizio Croce, il capo del Dipartimento Protezione Civile della Sicilia Calogero Foti, il Condirettore Generale Tecnico dell’Anas Alfredo Bajo e il Direttore dell’Esercizio e del Coordinamento del Territorio
dell’Anas Michele Adiletta.

“Il pilone danneggiato dalla frana – precisano dall’Anas – non aveva mai mostrato alcun problema di staticità così come l’intero viadotto Himera non mostrava alcun segno di cedimento”
“La Regione Siciliana – si legge in una nota dell’Anas - aveva già deliberato il 12 marzo scorso (delibera n. 76) lo stato di calamità naturale della zona, in conseguenza delle precipitazioni piovose eccezionali abbattutesi sul territorio tra metà febbraio e inizio marzo, richiedendo lo stato di emergenza”.
Sarà l’Anas a mettere in campo le risorse economiche necessarie all’intervento che potrà essere portato a termine senza demolizioni con esplosivo ma smontando le parti danneggiate in quattro fasi per poi procedere alla ricostruzione. Terminata la prima fase di smontaggio (da 4 a sei mesi) si dovrebbe poter aprire la corsia Catania – Palermo a doppio senso di marcia ripristinando la percorribilità della A 19. una prim a fase che potrebbe essere completata dopo l’estate.
“Ferma restando – si legge ancora nella nota dell’Anas – la necessità di interventi di protezione del territorio, che dovranno essere autorizzati dal Governo, sono state affrontate le due urgenze più immediate: l’individuazione entro un paio di mesi di un percorso alternativo più efficace, che consenta di attenuare i disagi agli automobilisti prima della stagione estiva; il ripristino della viabilità sul tratto autostradale; a tal fine domani proseguiranno i sopralluoghi congiunti dei tecnici dell’Anas, della Regione Sicilia e della Protezione Civile siciliana”.
Da una prima stima, per il ripristino della viabilità occorreranno circa 30 milioni di euro. Il Presidente Ciucci ha confermato il massimo impegno dell’Anas per risolvere l’emergenza viabilità e si è dichiarato disponibile a reperire le risorse necessarie nell’ambito del contratto di
programma 2015, d’intesa con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.

Il disagio, dunque, durerà anni e i primi mesi saranno estremamente complessi fino al ripristino della viabilità autostradale almeno a doppio senso su una corsia. Resta il nodo de fronte della frana.Senza un consolidamento del territorio qualsiasi intervento sulla strada rischia di essere vanificato da un nuovo smottamento sempre possibile.

13 Aprile 2015
http://palermo.blogsicilia.it/pilone-crollato-sulla-a-19-ecco-il-piano-di-intervento-necessari-30-milioni-e-18-mesi-di-lavori/293523/








INCONTRO A ROMA. BILANCIO REGIONALE, IL PD INCONTRA DELRIO: SÌ ALLA COPERTURA FINANZIARIA DI 3,2 MILIARDI



INCONTRO A ROMA

Bilancio regionale, il Pd incontra Delrio: sì alla copertura finanziaria di 3,2 miliardi


bilancio regione, Sicilia, Sicilia e Nostra Regione


Oltre la possibilità di utilizzare il Fondo sviluppo e coesione la Sicilia potrà contare su quasi 450 milioni provenienti da tributi riconosciuti dallo Stato


PALERMO. Il ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio che da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio aveva gestito il confronto con la Regione siciliana, ha assicurato tutte le coperture finanziarie concordate nei tavoli tecnici a proposito del bilancio regionale (mancavano 3,2 miliardi di euro).
E' quanto emerge da un incontro a Roma, nella sede del ministero delle Infrastrutture, tra il ministro Graziano Delrio e gli esponenti del Pd siciliano Fausto Raciti, Davide Faraone, Antonello Cracolici e Baldo Gucciardi. In particolare, oltre la possibilità di utilizzare il Fsc (Fondo sviluppo e coesione) che ammonta a circa un miliardo e mezzo di euro, la Sicilia potrà contare su quasi 450 milioni provenienti da tributi riconosciuti dallo Stato e dal congelamento di rate di mutuo.
"Avere sbloccato la decisione del governo nazionale è un successo del Pd siciliano - dicono Raciti, Faraone, Cracolici e Gucciardi - Adesso basta polemiche, lavoriamo per assicurare un bilancio e una finanziaria che diano attuazione alle riforme e al rilancio della Sicilia".

13 Aprile 2015
http://gds.it/2015/04/13/bilancio-il-pd-incontra-delrio-si-alla-copertura-finanziaria-di-32-miliardi_341491/








«L'INCENDIO DI CAVAGRANDE SIA OCCASIONE DI RINASCITA»



«L'incendio di Cavagrande
sia occasione di rinascita»




La zona di contrada Carrubella dove puntualmente 
partono gli incendi che distruggono ettari della riserva. 
Per le associazioni ambientaliste è necessario e prioritario 
che Noto, Avola e Siracusano redigano il piano di fruizione 
per tenere alta l'attenzione sull'area naturale


Avola. «Vogliamo far sì che quell'incendio dello scorso anno che ha devastato la Cavagrande del Cassibile diventi un'occasione di rinascita? » Da questo aspetto vuole ripartire Saro Cuda dell'associazione Acquanuvena, che nel corso del convegno svoltosi sabato scorso ha parlato a nome di tutte le realtà che credono in un futuro migliore per Cavagrande. L'incendio che ha distrutto la riserva viene paragonato al crollo della cupola della Cattedrale di Noto. «Da quel momento - dice Cuda - i netini hanno preso coscienza del loro patrimonio». Adesso tocca alla comunità avolese farsi sentire. Avere a cuore le sorti di un magnifico posto di cui troppo spesso si parla solo chiamando in causa i laghetti. «Dobbiamo - dice Cuda - far apprezzare e valorizzare la riserva per quello che è. Non una grande piscina naturale, ma un luogo ricco di storia, di valenze naturalistiche, di biodiversità. Bisogna fare una riflessione su quali parti di territorio lasciare a un tipo di fruizione antropica e quale deve rimanere di protezione particolare. E su questo- continua - sia l'ente gestore sia le amministrazioni debbono impegnarsi a definirne i progetti che siano riferimenti certi su cosa si può e cosa non si deve fare nella zona della riserva e pre riserva».
E' un fiume in piena Cuda. Lui e le associazioni che hanno organizzato l'incontro (Archeoclub di Noto, CaI di Siracusa, Ente Fauna Siciliana, Legambiente Sr, Natura Sicula, Notoambiente, Sciami e Acquanuvena) hanno voluto invitare attorno a un tavolo tutte le istituzioni per cercare di fare squadra.
«La grande partecipazione di pubblico - dice Cuda - ci dà la prontezza di quanto sia grande l'interesse verso la riserva. Il convegno non è stato un momento di scontro, ma di confronto perché occorre una mentalità diversa di affrontare le cose».
Se i sindaci hanno accusato l'azienda Demanio forestale della scarsa tutela della riserva, le associazioni, dal canto loro, hanno chiesto alle amministrazioni coinvolte di fare presto, sedersi a un tavolo e redigere il piano di fruizione. A distanza di 30 anni dall'istituzione della riserva naturale orientata di Cavagrande del Cassibile, Noto, Avola e Siracusa non hanno provveduto ancora a stilare il documento che sta alla riserva come un Prg sta alla città. E pensare che il piano di fruizione doveva essere pronto 180 giorni dopo che Cavagrande diventò "protetta" per decreto legge.
«Non vogliamo - dice Cuda - caricare di responsabilità o accusare le amministrazioni, ma è necessario prendere coscienza che non si può più aspettare». Il piano di fruizione permetterebbe di sancire il destino della cosiddetta "pre-riserva". In quei luoghi, le varie amministrazioni devono decidere quali e quanti spazi dedicare ad aree attrezzate, agriturismo, parcheggi o zone di produzione di coltivazione biologica. Il piano, oltre che un modello di sviluppo economico, potrebbe essere anche un deterrente per gli incendi che ogni anno devastano ettari di area naturale.
«Come mai - dice Cuda -il fuoco divampa soprattutto nella zone della contrada Carrubella o Tangi, mentre dal lato dei Cugni, Canziria, Stallaini, è quasi assente? E' forse una semplificazione della percezione del fenomeno, ma la mia risposta è che dove ci sono masserie vissute e aziende, c'è un controllo che blocca eventuali incendi». Di certo, nel frattempo che il Demanio forestale si decida a rispristinare i sentieri distrutti dall'incendio e a mettere in sicurezza i percorsi per tornare ad un godimento delle bellezze del parco, il piano di fruizione potrebbe essere una risposta immediata per far capire che le amministrazioni fanno sul serio e puntano con decisione alla "rinascita della Cavagrande".
Francesco Midolo



13 Aprile 2015




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13 aprile 2015

IL FORESTALE DI BUTERA TRAVOLTO DAL MEZZO ANTINCENDIO NELLE CAMPAGNE DI NISCEMI NEL 2009. COMINCIA IL PROCESSO PER OMICIDIO COLPOSO


Il forestale di Butera travolto dal mezzo antincendio nelle campagne di Niscemi nel 2009


Comincia il processo per omicidio colposo






Niscemi. Con l'esame del medico legale che ha redatto la perizia necroscopica e del consulente dell'Ispettorato del lavoro, è entrato nel vivo al Tribunale di Caltagirone, il processo per l'incidente sul lavoro registratosi nell'estate di sei anni fa a Niscemi e costato la vita ad un operaio stagionale della forestale. Si tratta del quarantottenne buterese Giuseppe Petrolio, rimasto schiacciato dal mezzo antincendio condotto da un suo collega di lavoro durante un manovra di retromarcia.
Ora il conducente dell'autobotte, Giuseppe Tizza, è sotto processo per rispondere dell'accusa di omicidio colposo. E con Tizza, sotto processo, è finito Luciano Geraci, rappresentante dell'Ente forestale in qualità di datore di lavoro chiamato a rispondere, però, di violazioni in materia amministrativa (i due imputati sono difesi dagli avv. Francesco Panepinto e Luigi Cinquerrui). I familiari dello sfortunato operaio, già in sede preliminare, si sono costituiti parte civile con gli avv. Salvo Macrì e Rocco Guarnaccia. i due patroni di parte civile, inoltre, in sede preliminare avevano insistito nella richiesta di modificare il capo d'imputazione a Geraci e di contestargli il reato di omicidio colposo. Ma l'istanza fu bocciata. Così i due patroni di parte civile hanno presentato alla Procura di Caltagirone una querela per omicidio colposo contro Geraci.
Il consulente dell'Ispettorato del lavoro, deponendo ieri in aula, non ha escluso neanche la responsabilità del datore di lavoro nella tragedia registratasi il 9 agosto del 2009 in contrada Stizza. Per il consulente il conducente del mezzo effettuò la retromarcia senza cautela: manovra che non avrebbe effettuato in sicurezza. Il datore di lavoro, invece, aveva fornito agli operai un mezzo inadeguato, sprovvisto di sensori sonori e con la lampadina della retromarcia fulminata. Il medico legale, deponendo in aula, ha riferito invece che la morte di Petrolio fu dovuta a politrauma.
Il tragico incidente sul lavoro si registò nel pomeriggio. Petrolio era intervenuto con i suoi compagni di lavoro in contrada "Stizza" dove era stato segnalato un incendio. Petrolio era sceso dall'autobotte per accertare l'entità del rogo quando il suo collega effettuò la retromarcia rivelatasi poi mortale. Petrolio fu centrato in pieno e per le gravi ferite riportate fu trasportato d'urgenza all'ospedale dove giunse vigile. Morì poco dopo per un'embolia. Il processo per la sua morte riprenderà a luglio con l'esame di altri testi d'accusa.
D. V.


12 Aprile 2015











«MACCHÉ LACRIME E SANGUE». PERÒ, I BRACCIANTI DELLA FORESTALE UNA CERTA CONTRAZIONE LA SUBIRANNO


«Macché lacrime e sangue»





Lillo Miceli
Palermo. Nonostante le critiche che gli sono piovute addosso, il presidente della Regione Rosario Crocetta nega che il bilancio di previsione per il 2015 e il disegno di legge di stabilità prevedano tagli nei trasferimenti ai comuni: c'è lo stanziamento per i precari e le minori entrate saranno compensate dai minori costi della politica, ovvero l'allineamento dei compensi per gli amministratori locali siciliani a quelli del resto d'Italia. Così come non ci saranno penalizzazioni per i lavoratori della forestale, mentre sono state introdotte moderne misure per la ricollocazione dei lavoratori disoccupati e per gli ex Pip.
Presidente, allora, è rimasto tutto com'era?
"No, abbiamo ridotto la spesa mediamente del 5%, ma eliminando gli sprechi. Qualcuno ha parlato di lacrime e sangue, senza avere letto bilancio e finanziaria, perché indotto da qualche funzionario infedele. Stiamo avviando un processo di riforme importanti in sinergia con il governo nazionale. Su questo punto ho voluto rassicurare la ministra Maria Elena Boschi, che ho incontrato ad Aci Castello, sulla riforma delle Province, che non esistono più: il problema caso mai è come farle funzionare".
I sindaci dicono che le somme stanziate per i precari degli enti locali sono insufficienti.
"Abbiamo confermato proporzionalmente lo stesso stanziamento dello scorso anno. La riduzione è fisiologica poiché c'è stato chi si è dimesso, perché ha trovato un altro lavoro, mentre qualcuno è andato in pensione. Anche per gli investimenti i comuni riceveranno qualcosa in meno che sarà compensato dal minore costo della politica, grazie all'allineamento delle indennità degli amministratori siciliani a quelli del resto d'Italia. Si tratta di circa 18 milioni di euro".
Però, i braccianti della forestale una certa contrazione la subiranno.
"La spesa corrente è assicurata, ma c'è la parte degli investimenti per i quali saranno utilizzati i fondi europei. Le piogge intense di queste ultime settimane hanno messo a nudo la fragilità del territorio isolano. Il crollo del ponte Imera sull'autostrada Palermo-Catania è stato provocato dal dissesto idrogeologico. Quindi, oltre la forestazione vera e propria, l'attività di questi lavoratori si sposterà sul fronte della lotta al dissesto idrogeologico, con progetti finanziati dai fondi Ue".
In cosa consiste la ricollocazione di chi ha perso il lavoro.
"È una misura molto innovativa, sul modello britannico. Chi è rimasto senza lavoro potrà sempre rivolgersi agli sportelli pubblici di collocamento, ma anche ad agenzie private di collocazione. Per ogni lavoratore che sarà assunto, l'agenzia avrà un incentivo di 8 mila euro. Anche sugli ex Pip di Palermo qualcuno non ha ben compreso ciò che accadrà. Hanno saputo soltanto gridare al vento che 10 milioni di euro di fondi regionali sono pochi. Ma non hanno tenuto conto dei 25 milioni del Pac, che saranno utilizzati per pagare gli stipendi. I 10 milioni, invece, saranno dati alle agenzie di ricollocazione che avranno 8 mila euro per ogni ex Pip che transiterà in un'impresa privata. Capiamo bene che questa è una misura che sgrava il bilancio in modo piuttosto consistente. Le agenzie di ricollocazione, peraltro, avranno tutto l'interesse a trovare lavoro a chi non ce l'ha o lo ha precario, perché 8 mila euro per ogni assunto è una bella somma".
Gli imprenditori edili che aderiscono all'Ance hanno criticato la scelta di utilizzare fondi Pac e Fsc per pagare gli stipendi dei precari, piuttosto che realizzare le opere previste.
"Tutto ciò che nella vecchia programmazione era stato impegnato, lo manterremo. Con la parte non impegnata, invece, risaniamo il bilancio. Anche perché non avendo un parco progetti rischiavamo di restituire questi soldi allo Stato. Potremo finanziare i progetti che intanto saranno redatti, con la nuova programmazione. Ulteriori risparmi, per esempio, li otterremo facendo transitare l'Arpa nelle Asp, come avviene nel resto d'Italia. Con l'integrazione socio-sanitaria sarà migliorata l'assistenza, per esempio, dei malati di mente. Insomma, bisogna vedere la manovra economica nel suo insieme e non a spicchi. Anche sui teatri si è parlato di drastici tagli, in realtà quelli revisti non sono superiori al 5%, come deve fare una politica di rigore".
E del presunto ammanco di 420 milioni, cosa dice?
"Proprio la ministra Boschi ha confermato che c'è l'accordo con il governo nazionale: 150 milioni circa arriveranno dal mutuo con la Cassa depositi e prestivi; 260 milioni circa ci spettano perché sono il gettito Irpef dei dipendenti statali che lavorano in Sicilia. Il bilancio è in equilibrio, lo sottoporremo alla Ragioneria dello Stato per evitare di farcelo impugnare. Dobbiamo spingere sulle riforme che creano sviluppo, a cominciare dai Liberi consorzi di comuni. Ma bisogna fare in modo che siano davvero ‘liberi', bisogna rivedere il disegno di legge con i gruppi della maggioranza e dell'opposizione. I comuni devono migliorare le proprie entrate, contribuendo al recupero dell'evasione fiscale. Per le partecipate è prevista la mobilità dei dipendenti negli enti regionali. Pure nella Seus se si ha la necessaria professionalità".
All'Ars, però, soffia un vento ostile.
"Per quel che mi riguarda, affronto il dibattito con l'ottimismo di sempre. Non credo che ci sia la volontà di gettare la Sicilia e i siciliani nella disperazione. Bisogna approfittare del fatto che stiamo uscendo dal tunnel. Bisogna ritrovare momenti di coesione politica e istituzionale che non facciano precipitare la Sicilia nel baratro.
Appena ottenuto il via libera dalla Ragioneria dello Stato, il bilancio sarà depositato ufficialmente all'Ars per iniziare l'iter parlamentare. Sarà una vera e propria galoppata: l'ultimo giorno utile per l'approvaziozne è il 30 di aprile".


12 Aprile 2015









IL BLOG È STATO ERRONEAMENTE CONTRASSEGNATO DAL SISTEMA AUTOMATIZZATO, QUINDI LA RIMOZIONE NON È STATA DI TIPO PHISHING PER COME MI AVEVANO SCRITTO




Il Blog è stato erroneamente contrassegnato dal sistema automatizzato, quindi la rimozione non è stata di tipo Phishing per come mi avevano scritto.
Hanno fatto tutto loro, ma nel frattempo è scomparso dai motori di ricerca. A poco a poco adesso risaliremo la cima.


25 marzo 2015. Salve, il tuo blog all'indirizzo http://forestaliantincendiosicilia.blogspot.com/ è stato esaminato ed è stata verificata la violazione dei nostri Termini di servizio per: PHISHING. In accordo con tali termini, abbiamo rimosso il blog e l'URL non è più accessibile. Per altre informazioni, consulta le seguenti risorse: Termini di servizio: http://www.blogger.com/go/terms Norme relative ai contenuti di Blogger: http://blogger.com/go/contentpolicy -Il team di Blogger

13 aprile 2015. Ciao, abbiamo ricevuto la tua richiesta relativa al tuo blog su http://forestaliantincendiosicilia.blogspot.com/. In seguito a un'ulteriore analisi abbiamo stabilito che il tuo blog è stato erroneamente contrassegnato dal nostro sistema automatizzato come non conforme ai nostri Termini di servizio e abbiamo pertanto provveduto a ripristinarlo. Ci scusiamo per gli eventuali disagi causati nel frattempo e ti ringraziamo della pazienza da te dimostrata nell'attendere la conclusione della nostra procedura di revisione. Ti ringraziamo per la comprensione. Cordiali saluti, Il team di Blogger




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CAVAGRANDE, L'IRA DEI SINDACI «NON È STATO FATTO NULLA»


Cavagrande, l'ira dei sindaci
«Non è stato fatto nulla»




Avola. Chi si aspettava che l'ente gestore della riserva orientata di Cavagrande del Cassibile, e cioè l'azienda Foreste Demaniali, desse risposte sullo stato dei fatti, accendendo magari un barlume di speranza a quanti ieri erano presenti nella sala Frateantonio ad assistere al dibattito sul futuro della riserva, è rimasto deluso. Antonio De Marco, dirigente siracusano della forestale ha parlato di carenza di fondi, di futuri tavoli tecnici e di una relazione post-incendio del luglio scorso, presentata solo dopo 10 mesi dall'accaduto. Poco, anzi pochissimo, così come è stato fatto notare dai sindaci, quello di Avola e quello di Noto, presenti al convegno. Luca Cannata non ci gira intorno.
«Dottor De Marco - dice - l'azienda forestale ha fallito. Non c'è stata in questi anni, né tantomeno una gestione né una tutela della riserva. E' inconcepibile che lei adesso mi dica che dovevo essere io a chiamarla per dire come intervenire. E' mai possibile - domanda Cannata senza avere risposte dall'interlocutore - che per fare una relazione ci si impieghi dieci mesi? Doveva scatenarsi un incendio per capire che la Cavagrande doveva essere messa in sicurezza? In passato ci sono stati già dei chiari segnali, come la morte di una persona proprio sul sentiero che conduce ai laghetti, che dovevano allertarvi. E invece niente. Allora dateci le competenze e l'autorità per gestirla, e noi ci impegneremo a metterci i soldi».
Dello stesso parere è il primo cittadino di Noto, Corrado Bonfanti. «Noi - dice - ci mettiamo la faccia con i nostri cittadini. Oggi è giusto che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Noi abbiamo una proposta. Dobbiamo creare una sostenibilità economica per le riserve del nostro comprensorio: Vendicari, Anapo e Cavagrande. Facciamo pagare un ticket ai visitatori e reinvestiamo quei soldi per la tutela, la conservazione ed il rilancio di questi fantastici siti che sono un traino importante per la nostra economia. Altre soluzioni francamente non ne vedo se non perdere ancora tempo e aspettare unaprogrammazione della regione che fino ad oggi non c'è stata». Il "fuoco incrociato" dei sindaci e delle associazioni presenti in aula, mette a nudo le responsabilità dell'azienda forestale. A poco serve l'autoaccusa dell'assessore all'Ambiente di Siracusa Pierpaolo Coppa che tira in ballo i comuni che ricadono sulla riserva (Noto, Avola, Siracusa) sulla mancata attuazione del piano di fruizione della Cavagrande. La stoccata finale arriva dal consigliere provinciale di Ente Fauna Siciliana, Marco Mastriani. «Il quadro è desolante - dice - e lo dico guardandolo dal lato dei cittadini. Troppi incendi e sempre nello stesso punto non fanno alto che alimentare il sospetto sulle "lobby" che gestiscono le emergenze».
Francesco Midolo


12 Aprile 2015









SORTINO (SR). DOMANI PRESSO IL COMUNE STORICO, IL MAB INCONTAR I LAVORATORI DEI PAESI LIMITROFI
















CANNATA E BONFANTI ATTACCANO IL DIRIGENTE DELLA FORESTALE DE MARCO


Cannata e Bonfanti attaccano il dirigente della forestale De Marco




Avola. La cura del verde pubblico affidato a cooperative sociali con persone svantaggiate. E' quanto intende fare il Comune che, con una determina, ha dato il via libera all'impegno di spesa e all'avviso per la manifestazione di interesse per l'acquisizione delle candidature.
L'obiettivo è di affidare a cooperative di tipo B alcuni servizi di manutenzione del verde della città e, nello stesso tempo, favorire l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate per ragione fisiche o psichiche. L'affidamento avrà la durata di sei mei. L'importo complessivo del servizio sperimentale è di circa 15mila euro. Per la selezione dei partecipanti alla gara d'appalto, si farà ricorso al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa per il comune.
Gli uffici comunali hanno già individuato le aree oggetto di intervento da parte delle cooperative: il verde del centro storico, il verde della bambinopoli, il parco Cutuli, le aiuole dei viali Lido, Mattarella, Marco Polo, la Pira, Papa Paolo VI, e delle piazze Baden Powell, Allende ed Esedra. Sono escluse le zone verdi già affidate a sponsorizzazioni. Il servizio potrà essere esteso anche all'interno degli impianti sportivi e del cimitero, nonché predisporre attività di didattica nelle scuole. Lo scorso anno il Comune aveva invece affidato parte della cura del verde ad aziende agricole locali.
Nel 2013, infatti, l'Ente ha istituito un apposito elenco delle imprese agricole avolesi con cui stipulare convenzioni per lo svolgimento di lavori su tutto il territorio comunale: potatura di alberi e servizi connessi alla silvicoltura; pulizia fossi, canali di scolo, pozzetti e cigli stradali; manutenzione delle aree verdi; opere necessarie per il miglioramento e la salvaguardia del territorio.
Quest'anno si è optato, invece, per le cooperative sociali di tipo B con la presenza di soggetti svantaggiati. Le cooperative sociali, secondo quanto stabilito dalla legge, hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità, la promozione umana e l'integrazione sociale dei cittadini. Le persone svantaggiate devono per legge costituire almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa. La condizione di persona svantaggiata deve risultare da documentazione proveniente dalla pubblica amministrazione.
Cenzina Salemi


12 Aprile 2015




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VERDE PUBBLICO, GASBARRO: “IL SERVIZIO NON PUÒ ESSERE AFFIDATO AI FORESTALI”


Verde pubblico, Gasbarro: “Il servizio non può essere affidato ai forestali”


gasbarro teresa


Sul bando per la gestione e la cura del verde pubblico, l’assessore Teresa Gasbarro interviene con la seguente nota.
Avrei voluto evitare di intervenire con la procedura ancora aperta e a pochi giorni dalla celebrazione della gara, prevista per il 15 aprile, ma sul bando per la manutenzione del verde pubblico vengono riferite alcune imprecisioni che rischiano di essere strumentalizzate e di alimentare una polemica basata su presupposti sbagliati.
Mi riferisco, in particolare alla possibilità che il servizio possa essere svolto dai forestali, facendo ritenere che tutto si limiti alla semplice cura delle piante, alla scerbatura e alla pulizia delle aree verdi, mentre si tratta di un’attività più complessa.
Altra imprecisione riguarda i costi: la base d’asta della gara è di 1 milione 708mila euro l’anno, che per i 7 anni della durata del servizio ammonta a 11 milioni 956mila euro: non si comprende davvero come, affidando la competenza all’Agenzia delle foreste demaniali, si possa realizzare un risparmio di “quasi 29 milioni di euro”.
Nel dettaglio, la legge 15 maggio 2013 assegna al Corpo forestale la possibilità di eseguire interventi sul verde pubblico in convenzione con gli enti locali, ma la norma prevede per l’applicazione della stessa, la necessità di attendere l’adozione da parte dell’assessorato regionale competente delle disposizioni attuative per regolare le modalità con le quali il Corpo forestale può stipulare convenzioni con gli enti locali. La Regione ha approvato una legge, ma non ha ancora approntato la convenzione-tipo.
Non è neppure vero che l’esecuzione degli interventi sarebbe a titolo gratuito. Laddove i comuni hanno stipulato delle convenzioni, ciò è avvenuto per singoli interventi a pagamento e non per realizzare il costante e duraturo servizio di manutenzione del verde pubblico. Per quanto attiene alla parte economica, a differenza di quanto sostenuto da qualcuno nei giorni scorsi, le convenzioni devono essere finanziate dall’Ente che le richiede. Allo stato non esistono collaborazioni di gestione del verde pubblico fra comuni della provincia di Siracusa e Agenzia delle foreste demaniali se non per specifiche aree su apposito progetto.
A Siracusa l’appalto prevede una serie di attività che completano e integrano la fruizione del verde pubblico. Tali attività sono: compiti tecnici di catalogazione e di implementazione su una piattaforma GIS; repertorio fotografico di tutte le piante e di tutte le aree; apertura e chiusura dei parchi; modesti lavori edili; manutenzione, riparazione e ammodernamento degli impianti di irrigazione; cartellonistica; reperibilità dell’intervento; controllo funzionale di attrezzature e presidi presenti nelle aree verdi (giochi, panchine, cestini, viottoli, recinzioni ecc…); eventuali innaffiamenti di soccorso; fornitura di tutti i materiali necessari (terra vegetale, tutori, piante ecc…); elaborazione di progetti esecutivi per interventi straordinari; aggiornamenti informatizzati di ogni variazione del patrimonio verde.
É chiaro che l’appalto in corso mira ad una elevata qualità del servizio imponendo dettagliati standard di sicurezza, efficienza e sostenibilità degli interventi. Le varie imprese, inoltre, presenteranno delle offerte con le proposte migliorative che riguardano in sintesi i seguenti aspetti: miglioramenti del servizio e servizi aggiuntivi non previsti; organizzazione e reperibilità nella gestione; abbattimento dell’inquinamento atmosferico; strategie per la gestione degli sfalci.
È evidente che il servizio in appalto per la sua complessità e per la velocità di intervento mal si presta a una gestione in convenzione con l’Agenzia delle foreste demaniali, che prevede tempi abbastanza lunghi per l’elaborazione del procedimento.
Non escludiamo in futuro attività in convenzione con l’Agenzia ma mirate alla realizzazione di specifici progetti su nuove aree verdi o su aree degradate della periferia urbana destinate a servizi che presentano ogni estate pericoli igienico–sanitari e pericoli di incendio.

02 Aprile 2015
 Siracusa live








SIRACUSA. BANDO VERDE PUBBLICO, PRO E CONTRO L’AFFIDAMENTO AI FORESTALI


Bando verde pubblico, pro e contro l’affidamento ai forestali


​SIRACUSA – Fronti contrapposti sull’appalto del servizio di manutenzione del verde pubblico. C’è chi, come il deputato regionale, Vinciullo, sostiene che il Comune potrebbe risparmiare denaro pubblico e rifarsi alla legge del 15 maggio 2013 che assegna al Corpo forestale la possibilità di eseguire interventi sul verde pubblico in convenzione con gli enti locali. Di contro l’assessore comunale competente, Teresa Gasbarro, chiarisce i termini della vicenda, difendendo il bando. “La norma – scrive l’assessore – prevede per l’applicazione della stessa, la necessità di attendere l’adozione da parte dell’assessorato regionale competente delle disposizioni attuative cui la Regione non ha ancora ottemperato. Non è neppure vero che l’esecuzione degli interventi sarebbe a titolo gratuito. Laddove i comuni hanno stipulato delle convenzioni, ciò è avvenuto per singoli interventi a pagamento e non per realizzare il costante e duraturo servizio di manutenzione del verde pubblico”. A ciò l’assessore Gasbarro aggiunge le caratteristiche proprie del servizio che “per la sua complessità e per la velocità di intervento – conclude – mal si presta a una gestione in convenzione con l’Agenzia delle foreste demaniali, che prevede tempi abbastanza lunghi per l’elaborazione del procedimento”.

02 Aprile 2015
RETEREGIONE Siracusa – Quotidiano di Siracusa e Provincia Web News in tempo reale Ultime Notizie di Cronaca Politica Sport Spettacolo Cultura Economia Sociale Terzo Settore










VERDE PUBBLICO DI SIRACUSA SI AFFIDI LA GESTIONE ALLA FORESTALE. INTERVENTO DELL’ON. VINCIULLO


Verde pubblico di Siracusa si affidi la gestione alla Forestale. Intervento dell’On. Vinciullo


Vinciullo-Enzo-Primo-Piano-SIRACUSA- Il Comune di Siracusa ha predisposto un Bando, diviso in cinque lotti, per la gestione del verde pubblico della città di Siracusa. Lo comunica l’On. Vincenzo Vinciullo, Vice Presidente Vicario della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS.
L’importo totale dei 5 lotti ammonta a 6.832.040 euro e il Bando scade il 15 aprile 2015 alle ore 12:00.
Il Bando, ha proseguito l’On. Vinciullo, non tiene assolutamente conto delle indicazioni della Finanziaria regionale, che chiedono di risparmiare e di affidare il servizio alla Forestale, che ha specifiche competenze nel settore.
In altre realtà, dove gli Enti locali si sono rivolti alla Forestale, si è avuto un risparmio intorno al 60%, di conseguenza questo servizio anziché essere affidato ad oltre 6milioni e 800mila euro potrà essere reso a 2milioni e 700mila euro, con un risparmio per i cittadini di Siracusa di oltre 4 milioni di euro l’anno, che per 7 anni fanno la bellezza di quasi 29 milioni di euro.
Io capisco che il Comune di Siracusa nuota nell’oro, avendo ampiamente e vergognosamente messo le mani nelle tasche dei siracusani, e pensa, adesso, di poter sperperare il denaro dei cittadini, ma, ha continuato l’On. Vinciullo, credo che questa gara sia, come altre, veramente insopportabile, non solo a sentirne parlare, ma soprattutto a vederla pubblicata.
Ricordo al Sindaco che la Città è in ginocchio, che i poveri sono sempre in aumento, che i ragazzi e le ragazze diversamente abili non hanno assistenza, che gli anziani sono abbandonati a se stessi, che le donne vittime di violenza non hanno alcun aiuto e che i soggetti fragili sono sempre più soli, pertanto chiedo al Sindaco di operare nell’interesse della città, revocando il Bando e destinando alle fasce sociali più deboli le somme non spese.
Nel caso in cui ciò non avvenisse, ha concluso l’On. Vinciullo, sia chiaro che sottoporrò la gara agli Organi competenti per la valutazione del caso, mentre, dal punto di vista politico, non potrò non continuare a invocare le dimissioni di un Sindaco che per i prossimi sette anni condannerà la città di Siracusa, e i futuri amministratori, al pagamento di un balzello insopportabile, in un momento così drammatico come quello che stiamo vivendo.

02 Aprile 2015
 La Gazzetta Siracusana








VINITALY 2015CRESCE LA QUALITA’ DEI VINI SICILIANI L’ASSESSORE NINO CALECA: IL VINO SICILIANO AMBASCIATORE NEL MONDO È MODELLO DA SEGUIRE PERGLI ALTRI SETTORI DELLA PRODUZIONE AGROALIMENTARE SICILIANA



Ricevo e pubblico
dalla Dott.ssa Maria Giambruno
Relazioni esterne e comunicazione
Assessore Regionale Agricoltura





VINITALY 2015
CRESCE LA QUALITA’ DEI VINI SICILIANI

L’ASSESSORE NINO CALECA:

“IL VINO SICILIANO AMBASCIATORE NEL MONDO È MODELLO DA SEGUIRE PER
GLI ALTRI SETTORI DELLA PRODUZIONE AGROALIMENTARE SICILIANA”















FORESTALI, IL SIFUS AVVERTE: "PRONTI AI BLOCCHI STRADALI"



Regione
 

Forestali, il Sifus avverte:
"Pronti ai blocchi stradali"



http://m.catania.livesicilia.it/wp-content/uploads/2014/06/sifus-368x320.jpg


La nota del sindacato: "Se il governo Crocetta non dovesse rivedere la sua posizione sullo smantellamento del comparto forestale, il mese di aprile sarà caratterizzato dai blocchi stradali in tutta la Sicilia". (Nella foto d'archivio una manifestazione di lavoratori forestali)

PALERMO - "Se il governo Crocetta non dovesse rivedere la sua posizione sullo smantellamento del comparto forestale, il mese di aprile sarà caratterizzato dai blocchi stradali in tutta la Sicilia che in maniera autonoma e spontanea organizzeranno i forestali. Il Sifus starà al loro fianco". Lo scrive in una nota il segretario del Sindacato forestali uniti per la stabilizzazione, Maurizio Grosso.
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06 Aprile 2015
http://livesicilia.it/2015/04/06/forestali-il-sindacato-sifus-avverte-pronti-ai-blocchi-stradali_613334/









PALAZZOLO ACREIDE, LAVORO FORESTALE: I SINDACATI CHIEDONO STABILITÀ E CONTINUITÀ LAVORATIVA



Palazzolo Acreide, Lavoro forestale: i sindacati chiedono stabilità e continuità lavorativa


Palazzolo Acreide, Lavoro forestale: i sindacati chiedono stabilità e continuità lavorativa
"Al Governo e alla Politica chiediamo di compiere la scelta prioritaria della lotta contro il degrado e il dissesto idrogeologico, diversamente verrà assestato il colpo di grazia all’ambiente e al territorio della Sicilia. Facciano loro il nostro progetto per tutelare ambiente, territorio e lavoro forestale."
Lo hanno ribadito ieri sera, nella sala Verde del comune di Palazzolo, i segretari generali regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Fabrizio Colonna, Salvatore Tripi e Gaetano Pensabene. Davanti ad oltre duecento lavoratori, presenti i segretari provinciali Giuseppe Linzitto, Vera Uccello e Gianni Garfì, il sindacato unitario ha riproposto le linee guida per un riordino del settore. Fai, Flai e Uila, che hanno ringraziato il sindaco di Palazzolo, Carlo Scibetta, presente all’incontro, hanno condiviso con i lavoratori le proposte avanzate.
Si guarda, innanzitutto, a una nuova politica forestale alimentata da un Governo che miri alla tutela del territorio e dell’ambiente, all’acquisizione di nuove superfici, alla riforma dell’amministrazione forestale, agli investimenti produttivi per mettere a reddito il bosco.
"I forestali vogliono lavoro e ancora lavoro – hanno ribadito Linzitto, Uccello e Garfì – La crisi del settore è dovuta anche all’improvvisazione politica di questi anni; le linee guida del sindacato, invece, guardano al miglioramento complessivo cancellando le vecchie logiche, gli sprechi, la mala gestione finanziaria e la scarsa considerazione degli stessi lavoratori. Le centinaia di famiglie coinvolte in questa provincia – hanno aggiunto i segretari provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – esigono risposte. Proprio per questo, come sindacato, abbiamo proposto un piano ben preciso che renda decoroso il loro lavoro riordinando il settore. Chiediamo stabilità e continuità lavorativa, graduatorie uniche distrettuali, applicazione del turn-over, automatico rispetto dei contratti."
Il prossimo 10 aprile, a Palermo, prima iniziativa di lotta regionale unitaria. I lavoratori siracusani saranno presenti per sostenere le richiesta avanzate dal sindacato siciliano.

31 Marzo 2015
 







MIMMO MILAZZO SEGRETARIO REGIONALE DELLA CISL: I LAVORATORI FORESTALI NON SONO DEI ‘PARASSITI’ COME SPESSO SONO STATI IDENTIFICATI, SONO PRODUTTIVI E INDISPENSABILI PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO




Si è svolto questa mattina al San Paolo Palace Hotel l'incontro convocato da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. Presente l'assessore all'Agricoltura Nino Caleca

 l'assessore Nino Caleca in prima fila
 L’Assessore Nino Caleca in prima fila


Nuove politiche che mettano la Sicilia al sicuro dai rischi di dissesto idrogeologico, la stesura di un piano per finanziare le attività sul territorio tutt’ora assente e, soprattutto, l’impiego produttivo di circa 27 mila operatori, tra forestali e addetti del settore della pesca e dell’agroalimentare. Queste le richieste messe sulla ‘brace’ per le riforme dei settori e degli enti agricoli della Regione nel corso di un incontro convocato da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil al San Paolo Palace Hotel a Palermo, questa mattina. Presente in prima fila anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca.
“I lavoratori forestali non sono dei ‘parassiti’ come spesso sono stati identificati – dice Mimmo Milazzo segretario regionale della Cisl – sono produttivi e indispensabili per lo sviluppo del territorio. Bisogna uscire dall’impostazione di mero assistenzialismo data dal governo Crocetta a cui oggi chiediamo di compiere la scelta prioritaria della lotta contro il degrado e il dissesto idrogeologico, diversamente verrà assestato il colpo di grazia all’ambiente e al territorio della Sicilia”.
Lavoratori e sindacati mettono sul fuoco anche “i continui tentativi di eliminare, oltre ai boschi, anche il lavoro forestale come attestano le ultime finanziarie, figlie di una cultura che mira a spacciare le emergenze per sprechi. Siamo stanchi di assistere a vecchie logiche di potere – prosegue Milazzo – agli interventi improvvisati della burocrazia che frena il cambiamento, agli sprechi, al lavoro mortificato, a finanziarie che azzerano l’antincendio, impediscono il rinnovo dei contratti di lavoro, tagliano le già insufficienti risorse finanziarie. Per uscire dalla crisi bisogna mettere al centro il lavoro”.
“Il territorio siciliano è in una condizione di grandissimo degrado – dice Stefano Mantegazza, segretario nazionale Uila Uil – oggi sono presenti oltre mille delegati in rappresentanza dei 27 mila lavoratori per presentare al governo regionale proposte valide per far fronte alla tutela del territorio, alla valorizzazione dell’ambiente e alla difesa dei boschi. Chiediamo al governo delle risposte certe – dice – sulle risorse che servono per finanziare queste attività e per garantire alle persone la giusta retribuzione. Essendo a metà aprile e in assenza di un piano di organizzazione e del bilancio definitivo per lo stanziamento dei fondi la situazione è drammatica. È ormai necessario richiamare il governo regionale alle proprie responsabilità. Quella di oggi è una prima iniziativa che il sindacato mette in atto per discutere insiem. Se la situazione rimane identica è chiaro che faremo altre scelte”.
“È un problema di carattere generale – spiega Gaetano Pensabene segretario generale Uila Sicilia – non sono state rispettate le giornate per gli addetti alla meccanizzazione dell’Esa che hanno subito una decurtazione rispetto agli anni precedenti. Per i forestali si è riusciti un po’ a contenere. Il vero problema però è che non c’è uno sbocco di progettualità. Si propongono soltanto tagli ma non si discute delle nuove mission, invece di affrontare quelli che sono gli sprechi si vanno a colpire con un’operazione che abbiamo definito di macelleria sociale e ambientale i lavoratori e il territorio. Noi non facciamo solo un ragionamento sulle giornate ma sulle condizioni del territorio siciliano che ormai va verso un degrado irreversibile. Ma è chiaro – aggiunge – che non ci può essere una reale tutela dell’ambiente, una salvaguardia dell’attività boschiva se non c’è un lavoro di qualità. Questo governo ha la tendenza a destrutturare il lavoro agricolo nel suo complesso tant’è che sono penalizzati i forestali, i lavoratori dell’Esa, i consorzi di bonifica, l’Aras: quelli insomma che sono i capisaldi dell’economia agricola nella nostra regione. Vogliamo dire al governo, che finora pare abbia dormito, di svegliarsi e di assumere la scelta dell’atto forestale ambientale come contributo forte per lo sviluppo di quest’isola”.

10 Aprile 2015
EXTRA








A DISCORSI D'AUTORE SI È PARLATO DI PROBLEMATICHE INERENTI IL SETTORE LAVORATIVO DELLA FORESTALE SICILIANA; OSPITE L'OTI ANTONIO SENIA RAPPRESENTANTE DEL MAB DELLA PROVINCIA DI TRAPANI A CONDIVIDERE E DIVULGARE IL PROGETTO DEL MAB SICILIA



A Discorsi d'Autore si è parlato di problematiche inerenti il settore lavorativo della Forestale siciliana; ospite l'OTI ANTONIO SENIA rappresentante del MAB della Provincia di Trapani a condividere e divulgare il progetto del MAB Sicilia. 
Fonte www.mabsicilia.it











8 APRILE 2015. MANIFESTAZIONE MAB, ESITO DELL'INCONTRO CON IL PRESIDENTE CROCETTA



Ricevo e pubblico
dal Mab Sicilia


8 Aprile 2015. Manifestazione MAB
Esito dell'incontro con il Presidente Crocetta















SICILIA DEMOCRATICA E L’ASSESSORE CALECA: LAVORERANNO NEI PROSSIMI GIORNI ALLA RIFORMA DELLA FORESTALE, PUNTANDO A UNA MIGLIORE GESTIONE DEL PERSONALE PRECARIO ANTINCENDIO, DELL’ESA E DEI CONSORZI DI BONIFICA


Amministrative, Sicilia democratica presente in 10 città



Amministrative, Sicilia democratica presente in 10 città


Sicilia Democratica presenterà alle prossime amministrative una lista con il proprio simbolo a Marsala, Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Carini, Bronte, San Giovanni La Punta, Gela, Tremestieri Etneo, Agrigento e Licata.
La decisione è arrivata dopo la riunione, all’hotel “Il Gelso Bianco” di Catania, del direttivo regionale del partito – alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca, dell’europarlamentare Michela Giuffrida e del capogruppo all’Ars, Salvatore Lentini – per coordinare la prossima campagna elettorale dei comuni siciliani che, a breve, andranno al voto.
Un altro punto all’ordine del giorno è stata la norma, inserita nella Finanziaria regionale, che riguarda gli enti locali. Il gruppo parlamentare di Sicilia Democratica chiederà un confronto con tutte le forze politiche per il raggiungimento di un accordo bipartisan che non mortifichi i consigli comunali.
“Il nostro obiettivo – dice il capogruppo Salvatore Lentini – è di modificare la norma perché così com’è scritta, mette in discussione la democrazia e non garantisce la medesima partecipazione di tutti i cittadini”. Nel recepimento della legge nazionale, Sicilia Democratica chiederà anche che i consigli di circoscrizione non siano soppressi ma trasformati in municipalità.
Sicilia Democratica e l’assessore Caleca lavoreranno nei prossimi giorni alla riforma della Forestale, puntando a una migliore gestione del personale precario antincendio, dell’Esa e dei consorzi di bonifica “affinché sia riorganizzato e utilizzato in maniera più produttiva – continua Lentini – per la riqualificazione e salvaguardia del territorio, in particolare per mettere in sicurezza quelle aree dove c’è maggiore bisogno di manutenzione anticipando così eventuali problemi che si verificano durante la stagione estiva”.
Il direttivo ha poi rivolto un messaggio “di pronta guarigione all’amico Lino Leanza” confermando che “l’impegno del direttivo e di tutto partito non verrà meno durante la sua degenza”.

12 Aprile 2015
http://www.siciliainformazioni.com/152378/amministrative-sicilia-democratica-presente-10-citta


Anche il Blog augura una pronta guarigione al Segretario di Sicilia Democratica, Lino Leanza.
Nella prossima riforma si deve puntare ad un lavoro più duraturo.
Noi abbiamo un'idea:

http://forestaliantincendiosicilia.blogspot.it/








 

A19, MAXI FRANA IN SICILIA: IL VIADOTTO HIMERA CROLLERÀ, È UN DISASTRO. MIMMO MILAZZO CISL SICILIA: I DISASTRI VANNO PREVENUTI CON OPERE DI MESSA IN SICUREZZA E I LAVORATORI FORESTALI HANNO COMPETENZA E CAPACITA’ CHE NON POSSONO ESSERE IGNORATE. TRA L’ALTRO, L’IMPIEGO ATTIVO DEI FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO COSTEREBBE ALLE CASSE PUBBLICHE MENO DI QUANTO COSTA POI FAR FRONTE AI DISASTRI CHE IL DISSESTO GENERA



A19, Maxi frana in Sicilia: il viadotto Himera crollerà, è un disastro. Le incredibili FOTO
Il viadotto Himera è pericolante nel cuore della Sicilia, traffico paralizzato e polemiche: tutte le FOTO






di  Peppe Caridi

La Sicilia è letteralmente paralizzata, da giorni, dopo che una frana gigantesca ha interessato il viadotto Himera dell’A19 Palermo-Catania, compromettendo la viabilità dell’isola. Alcune zone interne sono già da tempo letteralmente isolate, nella zona delle Madonie, per le frane provocate dal maltempo delle ultime settimane. Per evitare di percorrere il viadotto pericolante, il traffico viene deviato su vecchie strade interne falcidiate da frane, crolli e buche, peggio di 40 anni fa, nella Sicilia in cui ancora non esisteva l’autostrada.

Il viadotto Himera crollerà, o cedendo naturalmente o perché verrà abbattuto e poi ricostruito per un danno che non si può riparare in modo differente. Probabilmente passeranno anni per ripristinare la percorribilità dell’A19 Palermo-Catania.

A19 franaLe proposte per una soluzione molto difficile 
Un commissario straordinario con ampi poteri di progettazione e realizzazione degli interventi stradali e autostradali. L’impiego “attivo” dei forestali sul fronte della prevenzione e del dissesto idrogeologico. Il ricorso alla “cooperazione assistita” Stato-Regione in tema di fondi Ue per infrastrutture di trasporto e collegamento. E una corsia preferenziale all’Ars per il varo della riforma degli enti di area vasta “perche’ tra le competenze di liberi consorzi e citta’ metropolitane, rientra proprio la materia dei collegamenti stradali secondari”. Sono le proposte della Cisl Sicilia a seguito della frana e del cedimento di un pilone del viadotto Himera, nell’autostrada Palermo-Catania. “Un crollo che pesa come un’ipoteca sul presente e sul futuro dei siciliani – lamenta Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia – anche alla luce della situazione disastrata della viabilita’ nell’Isola e dell’arretratezza dei collegamenti ferroviari tra l’est e l’ovest della regione”. E’ la drammaticita’ della situazione, sostiene in una nota la Cisl, che impone “l’intervento coordinato Stato-Regione e anche la nomina di un commissario straordinario quale garanzia di massima celerita’ degli interventi. Il neo ministro Del Rio non perda tempo”, esorta la Cisl.
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Ma al di la’ dell’emergenza e dell’eccezionalita’ della situazione, e’ necessario, sostiene Milazzo, un “intervento a tutto tondo nella gestione del territorio regionale”. I disastri, infatti, vanno prevenuti con opere di messa in sicurezza e “i lavoratori forestali hanno competenza e capacita’ che non possono essere ignorate”. Tra l’altro, “l’impiego attivo dei forestali nella prevenzione del dissesto idrogeologico costerebbe alle casse pubbliche meno di quanto costa poi far fronte ai disastri che il dissesto genera”. La Cisl denuncia, inoltre, “l’inammissibile esclusione dell’autostrada Catania-Ragusa dal piano nazionale delle infrastrutture strategiche e sollecita il governo regionale a intervenire su quello nazionale affinche’ l’opera sia realizzata e il territorio del sud-est della Sicilia non subisca questa penalizzazione”. E fa sapere che assieme alla federazione cislina degli edili (Filca), all’inizio della settimana chiedera’ al governatore Crocetta e all’assessore regionale delle Infrastrutture Giovanni Pizzo, un “incontro urgente sulla vicenda del viadotto, per fare chiarezza sui tempi e le modalita’ degli interventi”.
Il governo: “Anas e Regione dovevano intervenire prima”


A19 franaLa verita’ va detta tutta: quel versante franato che ha distrutto il viadotto dell’autostrada Palermo-Catania poteva essere messo in sicurezza, e Anas e Regione potevano e dovevano intervenire gia’ dieci anni fa e nessuno lo ha fatto. Nemmeno a noi e’ mai arrivata la segnalazione del rischio“. A dirlo e’ Erasmo D’Angelis, Coordinatore della Struttura di missione di Palazzo Chigi, #italiasicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, sulla vicenda del cedimento del pilone della autostrada siciliana A19 a causa di una frana. “Ma quella frana – prosegue D’Angelis – non e’ un indizio, e’ la prova non solo della mancanza di monitoraggi, cure e manutenzioni ordinarie del nostro territorio piu’ fragile nelle Regioni piu’ a rischio, ma anche di sciatteria, disorganizzazione, disattenzioni, abusi, scarsissimo interesse anche nel dibattito pubblico al gravissimo problema del dissesto idrogeologico”. “C’e’ solo da vergognarsi – sostiene D’Angelis – per il mancato utilizzo di fondi per mettere in sicurezza frane e citta’. Altro che tesoretto, noi siamo arrivati a scovare il doppio anzi il triplo della cifra scoprendo e recuperando risorse inviate dallo Stato e non spese, soprattutto al Sud, per contrastare il dissesto e costruire depuratori: sono oltre 5 miliardi negli ultimi 15 anni, che facciamo spendere solo oggi. Questa e’ l’Italia da cancellare”.

Le foto da Repubblica.it, Protezione Civile Regione Sicilia e social network:


A 19 03





 12 Aprile 2015
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