TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PER NON FARSI PRENDERE IN GIRO. QUESTA E' LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA.





































Papa Francesco:
“Non c'è dignità senza lavoro”









13 Giugno 2012 Facebook. Riscontro del
Presidente Rosario Crocetta















L'On. Mariella Maggio (Pd), ex Segretario Generale Cgil Sicilia: Forestali, stiamo lavorando x trovare una soluzione che non si scontri con i blocchi della normativa nazionale. Link









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24 aprile 2014

L'ARCHITETTO SICILIANO GIUSEPPE AVENI: IN SICILIA IL 27% DELLA FLORA E' A RISCHIO. NECESSARIA UN'UNICA PIANIFICAZIONE DI INTERVENTO




L'Architetto Giuseppe Aveni Dirigente Provinciale 
dell’Azienda Foreste Demianiali di Messina
Foto www.meteoweb.eu

 


Sicilia: il 27% della flora a rischio
Necessaria un’unica pianificazione di intervento

 Sicilia: il 27% della flora a rischio <br /> Necessaria un’unica pianificazione di intervento
Abbandonare la logica del rimedio a posteriori ai disastri ambientali e concentrarsi su quella della prevenzione: un concetto lineare, ribadito ancora una volta all’interno del volume “Il sistema ambientale italiano nel contesto del bacino Mediterraneo”, scritto a più mani e coordinato dall’Architetto siciliano Giuseppe Aveni. 
Abbandonare la logica del rimedio a posteriori ai disastri ambientali e concentrarsi su quella della prevenzione: un concetto lineare, ribadito ancora una volta all’interno del volume “Il sistema ambientale italiano nel contesto del bacino Mediterraneo”, scritto a più mani e coordinato dall’architetto siciliano Giuseppe Aveni.
Oggetto dello studio è la Sicilia, che grazie alla sua centralissima collocazione geografica si configura, secondo l’architetto Aveni, come un ottimo modello di studio a partire dal quale gettare le basi per l’impostazione di una strategia diffusa e replicabile sull’intero territorio nazionale.
Il libro, attraverso il contributo di un variopinto team di esperti, affronta diverse tematiche all’origine delle criticità del nostro sistema ambientale: cambiamenti climatici, conservazione della biodiversità, difesa del suolo.
Particolare enfasi è data al tema del dissesto idrogeologico, gravosa minaccia del nostro paese rispetto alla quale l’opera si propone di individuare, attraverso procedure di analisi e monitoraggio, idee e proposte innovative per la salvaguardia del territorio.
Facendo riferimento ai risultati di recenti ricerche internazionali, il libro sottolinea, in ambito meteorologico, l’importanza e l’utilità di strumenti come radar meteo e pluviometri nella prevenzione dei danni causati dalle flash floods, precipitazioni improvvise e di notevole intensità che sempre più frequentemente si abbattono sulla nostra penisola, e sono fortemente legate al successivo manifestarsi di fenomeni di dissesto.
Flora in Sicilia
La messa in sicurezza della Sicilia, secondo esperti, verrebbe a costare circa 1,6 miliardi di euro. D’altra parte, stime calcolano due miliardi di euro spesi nell’ultimo biennio, senza considerare il bilancio in termini di vittime umane. Cifre da capogiro, che tuttavia il nostro paese si trova spesso ed improvvisamente a sostenere in forma rateizzata, per far fronte ai sempre più frequenti episodi di dissesto.
Prevenire il dissesto significa non soltanto predisporre adeguati piani di intervento civile e giocare d’anticipo in campo meteorologico, ma anche aumentare la capacità del sistema di resistere alla perturbazione. Notevole alleato è a questo scopo il bosco, che protegge il suolo dall’erosione, incrementa col suo apparato radicale la resistenza al taglio del terreno e rallenta la velocità di scorrimento delle acque superficiali.
Allo sviluppo di questo tema è dedicato un capitolo del libro, scritto da Angelo Merlino e Francesco Solano, dottori forestali che al tema del restauro forestale stanno dedicando il loro dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi della Tuscia.
Gaianews.it li ha raggiunti:
D.: Qual’è lo stato attuale delle foreste in Sicilia? Ci sono aree critiche?
La Sicilia, possiede un patrimonio forestale ed ambientale unico, che secondo un rapporto coordinato da COOP Italia in Sicilia comprende il maggior numero di superfici naturali d’Italia.
I boschi rappresentano la metà della superficie forestale siciliana, per un’estensione complessiva di 258.502 ettari. Significative sono l’incidenza dei rimboschimenti, praticati nel corso del ’900 e che da soli incidono oggi per oltre il 36% sulla superficie, e la ricolonizzazione, in tempi recenti, di aree agricole abbandonate, soprattutto frutteti. Purtroppo, circa il 27% della flora sicula è da considerare a rischio, a causa di una drastica riduzione degli habitat riconducibile a fenomeni di degrado come gli incendi reiterati, il pascolo eccessivo ed in parte oggi, i cambiamenti climatici, che portano con loro l’arrivo di nuove forme più aggressive di agenti patogeni.
Flora in Sicilia
D.: Esistono nel vostro territorio case studies di restauro forestale ai quali fare riferimento?
Da un punto di vista di salvaguardia ambientale e territoriale molti sforzi, anche a livello economico, sono stati fatti. Per quanto riguarda casi studio di restauro, si può menzionare un lavoro svolto dal Dipartimento “AGRARIA” dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, che ha individuato nel bosco di rovere meridionale presente nel Parco delle Madonie, delle criticità tali da dover essere sottoposto ad azioni di restauro. Queste “sollecitazioni” però non hanno avuto seguito da parte degli organi preposti. Azioni volte al all’individuazione di boschi degradati, i quali rappresentano la priorità di intervento, sono in corso anche su altre zone del territorio siciliano ed oggi, grazie a numerose iniziative di sensibilizzazione ed alla sempre maggiore consapevolezza nella comunità dell’importanza che riveste il bosco, si è siglato un protocollo d’Intesa tra la Società Italiana di Restauro Forestale (SIRF) ed il Dipartimento Regionale Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana Ufficio Provinciale di Messina, volto al restauro della “Faggeta di Monte Soro e Cutò”, che da anni è interessata da un deperimento diffuso causato principalmente da agenti fungini ed altri di natura antropica.
Flora in Sicilia
D.: Che tipo di azioni sarebbe opportuno e sostenibile attuare al fine di migliorare la funzione protettiva del bosco?
Una buona politica forestale deve affrontare anche il tema del restauro delle foreste per rispondere alle sollecitazioni che vengono dalla società e dare una risposta al degrado del territorio, che è la causa prima di numerosi danni alle persone ed alle cose. Tuttavia, il senso del restauro non può più essere liquidato con il “bisogna rimboschire” come spesso capita di sentire, perché questo significherebbe ammettere che la ricerca forestale non ha fatto progressi, non ha accresciuto conoscenze da cento anni a questa parte. Restaurare non significa ripiantare alberi, ma riavviare i processi che regolano il funzionamento di un sistema. Pertanto, sul territorio regionale sarebbe opportuno organizzare un “sistema unico” che operi e pianifichi evitando piccoli interventi sporadici e scollegati tra di loro.
Le azioni finanziabili dovrebbero essere diverse e variabili da caso a caso:restauro attivo e rinaturalizzazione dei rimboschimenti che non hanno dato esiti positivi o che sono bloccati nelle dinamiche evolutive, ripristino della funzionalità dei boschi degradati di latifoglie mediante interventi di eliminazione delle parti bruciate, tramarratura, potatura, reintroduzione di specie autoctone o reintroduzione di latifoglie autoctone nelle pinete interessate da incendi per favorire l’arricchimento della biodiversità ed il miglioramento del suolo. Infine, altrettanto importanti sarebbero corsi di formazione per incentivare una cultura di rispetto ambientale e la redazione di un “Manuale Operativo di Restauro Forestale” mirato alla situazione siciliana.

 24 Aprile 2014
Sicilia: il 27% della flora a rischio Necessaria un’unica pianificazione di intervento







AGGIORNATA LA SEZIONE SPECIFICA CON LA SCHEDA "SICUREZZA FORESTALE"




A sinistra sotto i contatti, aggiornata con la scheda Sicurezza Forestale la sezione "Sicurezza sul lavoro. Schede Inail selezionate da Salvino Carramusa". Link



Scarica gratis la nuova brochure “Più sicurezza e produttività per il lavoro in bosco”






FORESTALI, NO DELLA REGIONE A TROVARE ALTRI 45 MILIONI










COMMISSIONE TERRITORIO AMBIENTE. SINTETIZZATA LA PROPOSTA DI LEGGE N. 104 ALLA NEO ASSESSORE MARIARITA SGARLATA, MA IL TUTTO VIENE RINVIATO



Sintetizzata la proposta di legge alla neo Assessore Mariarita Sgarlata, ma il tutto viene rinviato. 
Si evince che il Governo e' disposto a collaborare.



Spostare il cursore al minuto 1:20





I SINDACI DEL PARCO DELL'ETNA REPLICANO AL COMITATO ESECUTIVO: NON C'E' ALCUN IMMOBILISMO, IL PARCO E' VIVO


Lettera in redazione

I sindaci del Parco dell'Etna:
"Non c'è alcun immobilismo"


Scrivono i primi cittadini: "I fatti parlano di un Parco vivo, in costante e sempre più ampio ascolto del territorio attraverso l’istituzione dei Forum dell’ambiente e di quello dell’agricoltura".


CATANIA. I sindaci dei Comuni del Parco dell'Etna replicano alla lettera inviataci dal Comitato esecutivo:

"Gli scriventi sindaci dei Comuni ricadenti nel territorio del Parco dell’Etna manifestano forti perplessità nei riguardi della lettera dei componenti del Comitato Esecutivo dell’Ente, pubblicata oggi da alcuni organi di stampa prima che i suoi contenuti fossero oggetto di un utile, forse necessario confronto con il Consiglio del Parco. Gli scriventi ritengono di esprimere il più totale dissenso su alcuni di questi contenuti, in particolare sull’idea di “pesante immobilismo” dell’ente che, fatto estremamente singolare e nella sostanza fortemente autocritico, gli amministratori dell’ente stesso vogliono fare passare all’esterno. Un’idea che, oltre a mortificare pesantemente l’impegno dei dipendenti del Parco, costretti ad operare in condizioni estremamente difficili per la “scarsità di risorse assegnate” evidenziate anche dagli autori della lettera, distorce una realtà ben differente da quella descritta dai componenti del Comitato Esecutivo.

I fatti, peraltro ben visibili, dicono invece che il Parco dell’Etna, con il lavoro oscuro ma estremamente prezioso e con la professionalità del suo personale, ha regalato “a costo zero” alla comunità etnea e all’intera Sicilia quello straordinario risultato che è l’inserimento dell’Etna tra i siti naturali del Patrimonio mondiale UNESCO, risultato che può e deve creare, con l’adeguato e auspicabile sostegno della Regione Siciliana e con l’impegno intelligente di noi amministratori, opportunità importanti per il territorio. I fatti dicono che, in questi ultimi mesi, il Parco è riuscito a recuperare e a rendere fruttuosi, anche in questo caso grazie all’impegno forte e motivato dei suoi dirigenti e funzionari, finanziamenti comunitari per oltre 5 milioni e mezzo di euro, da utilizzare per il recupero e la restituzione alla collettività di alcuni punti base e strutture fondamentali per una migliore valorizzazione e fruizione dell’area protetta e dislocati sui vari versanti del vulcano.

I fatti parlano di un Parco vivo, in costante e sempre più ampio ascolto del territorio attraverso l’istituzione dei Forum dell’ambiente e di quello dell’agricoltura, pienamente collegato con la società che lo circonda come si evince dalle tante conferenze e incontri organizzati sui più svariati argomenti, molto determinato sul fronte più importante della sua mission istituzionale, quello della tutela e del decoro dell’ambiente, come dimostrano la grande manifestazione simbolica che ha coinvolto centinaia di persone tra rappresentanti di istituzioni, associazioni e semplici cittadini, impegnati insieme a ripulire il territorio dagli orrori lasciati dai suoi deturpatori e i costanti appelli rivolti dal Parco a vari livelli per sensibilizzare interlocutori istituzionali e opinione pubblica sul problema della pulizia. Di quale immobilismo parlano, dunque, i componenti del Comitato Esecutivo? Quanto alle “laceranti contrapposizioni” denunciate dagli autori della lettera, gli scriventi ribadiscono che è forse il caso che esse diventino al più presto, nell’interesse del Parco e delle sue popolazioni, oggetto di un serio e costruttivo confronto con il Consiglio, che rappresenta di fatto e di diritto la comunità intera del territorio del Parco. Alla luce delle superiori valutazioni chiederemo al Sig. Presidente Dott.ssa Maria Antonietta Mazzaglia la convocazione straordinaria ed urgente di una seduta del Consiglio del Parco".

I sindaci: 

Barbagallo Anthony – Sindaco di Pedara

Barbagallo Giovanni – Sindaco di Trecastagni

Barbagiovanni Salvatore – Sindaco di Maletto

Borzì Antonino – Sindaco di Nicolosi

Caputo Carlo – Sindaco di Belpasso

Castro Mario – Sindaco di Ragalna

Leonardi Francesco – Sindaco di Viagrande

Mastroianni Salvatore – Sindaco di Santa Maria di Licodia

Nicostra Giuseppe Maria – Sindaco di Sant’Alfio

Puglisi Ignazio – Sindaco di Piedimonte Etneo

Giuseppe Maria Nicotra - Sindaco di Sant'Alfio
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Anche i forestali possono essere d'aiuto al Parco dell'Etna, gli articoli quì sotto ne sono la dimostrazione



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FORESTALI. ALL'ARS NON PASSA L'EMENDAMENTO DELL'ON. VINCIULLO











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FORESTALI SICILIANI: IMPEGNI NON RISPETTATI. IN PROGRAMMA INIZIATIVE ECLATANTI

TUTTI GLI IMPEGNI DELL'11 MARZO






FACCIAMO PERDERE LA MATERIA PRIMA PER PRODURRE IL PELLET QUANDO INVECE SI PUO' FARE REDDITO E RENDERE PRODUTTIVO QUESTO NOSTRO SEMPRE PIU' MARTORIATO COMPARTO



GOLFO

Il porto di Gaeta leader in Italia nei prodotti forestali

Le banchine dello scalo sono diventate il punto di transito di migliaia di tonnellate di pellet di legno naturale, in arrivo principalmente da Stati Uniti e Canada

Il porto di Gaeta leader in Italia nei prodotti forestali

Gaeta si conferma come uno dei porti principali in Italia per l’handling dei prodotti forestali. Questo sviluppo è stato trainato da “Intergroup”, azienda che è il player principale a livello nazionale per l’importazione, la logistica e la distribuzione di questo prodotto. Ultima in ordine di tempo, la Voorneborg, battente bandiera olandese, attraccata nelle scorse settimane sulle banchine del porto con circa 10.000 tonnellate di questi prodotti forestali naturali, che dopo essere stati sbarcati e immagazzinati saranno confezionati attraverso macchinari di ultima generazione in sacchi da 15 chili utilizzati per il consumo domestico (stufe) o in “big bags” da una tonnellata utilizzate per il consumo commerciale.
DALLE ALPI ALLA SICILIA. Presso il quartier generale Intergroup sul lungomare di Gaeta è avvenuto anche il primo meeting nazionale con i principali agenti incaricati della rivendita di tali wood pellet. Queste figure, provenienti da varie regioni italiane dalle Alpi alla Sicilia, hanno preso contatto con la realtà del porto commerciale di Gaeta, con le sue banchine e con i magazzini dove questi prodotti forestali – ricavati dalla segatura essiccata e poi compressa in piccoli cilindri di 6-8 millimetri di diametro e di 2 o 3 cm di lunghezza – vengono stivati prima del loro confezionamento.
IL MANTENIMENTO DELL'OCCUPAZIONE. Il fatto che il porto di Gaeta abbia visto un incremento della movimentazione di questo materiale rappresenta un passo molto importante verso la diversificazione delle merci in transito e anche per l’ecosostenibilità di tutto il territorio. La movimentazione di questi prodotti forestali, nonostante i cali di transito di altri tipi di merci, ha consentito non solo il mantenimento dell’occupazione di tutto il comparto portuale ma addirittura una crescita del personale coinvolto. Tale sviluppo non sarebbe stato possibile senza gli investimenti realizzati (fondamentale il dragaggio dei fondali e le nuove banchine in grado di ricevere navi di grandi dimensioni) e l’indirizzo strategico volute di tutte le Autorità coinvolte – in primis l’Autorità Portuale  e il Comune di Gaeta – e dagli efficaci controlli effettuati costantemente da Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza e Dogana.
CONFERENZA SUI WOOD PELLET. “Continuiamo a investire commercialmente su prodotto: questa settimana, a Londra, saremo presenti a una conferenza mondiale sui wood pellet proprio per promuovere il nostro know how in questo settore  e gli scali in cui operiamo” comunicano dall’ufficio Stampa dell’azienda.
LA CERTIFICAZIONE EUROPEA. L’altro tema che ha consentito questo sviluppo è stato il riconoscimento della prestigiosa certificazione europea EN Plus A1 rilasciata da Enama (Ente nazionale per la meccanizzazione agricola) che certifica la qualità su tutta la filiera. Il Porto di Gaeta è stato il primo scalo nazionale a poter vantare tale certificazione in materia di qualità.

 23 Aprile 2014
http://www.corrieredilatina.it/news/notizie-locali-sud/5629/Il-porto-di-Gaeta-leader-in.html




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Inoltre...





















Sostegno all’energia alternativa dall’amministrazione regionale.



Vogliamo lavorare oltre le giornate di garanzia, c'è molto da fare in Sicilia. 

Manca una programmazione seria;
Non ci interessano scoop elettorali;
Vogliamo solamente lavorare, lavorare e lavorare.










23 aprile 2014

BOCCIATO ALL'ARS IL DDL CHE DESTINAVA 45 MLN AI FORESTALI


Bocciato all’Ars il ddl che destinava 45 mln ai forestali

Palazzo dei Normanni.
Palazzo dei Normanni.

PALERMO. In fase di approvazione del Disegno di Legge cosiddetto “Salva Imprese”, nonostante avessi ampiamente illustrato le motivazioni attraverso le quali si potevano recuperare ulteriori 45 milioni di euro da destinare al pagamento dei forestali, il Governo ha dato il proprio parere contrario condizionando la sua maggioranza che, poi, nel segreto dell’urna, ha bocciato la mia proposta. Lo dichiara l’On. Vincenzo Vinciullo, Vice Presidente Vicario della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’assemblea regionale siciliana.
Non comprendo, ha proseguito l’On. Vinciullo, questo comportamento del Governo in quanto l’emendamento, così com’era stato proposto, poteva benissimo essere sottoposto all’approvazione dell’Aula e superare, senza ostacoli, il visto del Commissario della Stato, invece, come spesso ormai accade, è prevalsa la censura preventiva e, di conseguenza, a prescindere, si è deciso di rinunciare a 45 milioni di euro
Un atto sicuramente auto-lesivo in quanto condiziona ora, seriamente, l’approvazione della manovra finanziaria.
Un comportamento, ha concluso l’On. Vinciullo, sicuramente non usuale se si riflette sul fatto che era stato un deputato dell’opposizione a trovare le risorse per i forestali e che il Governo poteva successivamente scaricare su di me ogni responsabilità.
Intanto, Almeno 3.500 addetti all’antincendio trasferiti alla manutenzione dei boschi per un risparmio immediato di 10 milioni di euro: ecco la prima mossa del governo regionale per ridurre la spesa sull’esercito dei 27 mila forestali. L’iniziativa al vaglio degli uffici ha messo in allarme i sindacati, già sul piede di guerra per il ritardo nell’avvio delle attività che rischia di compromettere la stagione. Il problema è legato alla manovra correttiva ancora ferma in Aula e che prevede tagli per 200 milioni di euro alla spesa. La scure colpirà anche il settore agricolo regionale, a cominciare dai forestali.
Nella prima manovra correttiva, spiegano i sindacati, erano disponibili 190 milioni di euro, «per cui servono altri 70 milioni perché il fabbisogno di tutta la platea dei forestali è di 260 milioni di euro». E a Siracusa Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione denunciando presunte disparità sull’immissione al lavoro di 226 operai.

23 Aprile 2014
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COMUNICATO STAMPA DEL SIFUS



Ricevo e pubblico
da Gaetano Giacca
Dirigente del Sifus






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FORESTALI, ARRIVA ALL'ARS IL DECRETO SALVA-STIPENDI














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PRESA DIRETTA, IACONA RISPONDE AL PROF COSTA


Presa diretta, Iacona risponde al Prof Costa


Dalle pagine di questo giornale, il Prof Massimo Costa, docente di Economia all’Università di Palermo e tra i principali esperti in tema di Autonomia Siciliana, qualche settimana fa, ha scritto una lettera a Riccardo Iacona, giornalista di Presa Diretta. Con numeri alla mano, il docente palermitano, ha contestato punto per punto, tutte le inesattezze dette sulla Sicilia e sui suoi conti pubblici (potete leggerla qui) nel corso della puntata intitolata ‘Grecia Italia’.
Iacona, che è persona garbata oltre che bravo giornalista, ha risposto al Prof Costa. Dalla sua replica però, si evince che, per quanto brillante, il giornalista non conocosce bene le prerogative e la storia della nostra regione. Non è una colpa, non la conoscono nemmeno molti siciliani annegati nelle menzogne di una pubblicistica ufficiale intrisa di pregiudizi.  Approffitiamo per esortare il collega della Rai ad inviatre il Prof Costa nella sua trasmissione per un dibattitto vis a vis.

Ecco la lettera di risposta di Iacona:

Gentile professor Costa,
nella sua lettera sulla puntata di Presa Diretta intitolata “Grecia Italia”, lei sostiene che non è assolutamente preoccupante un debito come quello della regione Sicilia, che io confonderei con il disavanzo. Le rispondo con le parole della Corte dei conti (giudizio di parificazione del consuntivo della Regione per il 2012, datato giugno 2013): “l’indebitamento diretto della Regione a fine 2012 si è attestato al notevole importo di 5.385 milioni di euro che, seppur contenuto nei limiti della vigente normativa contabile, desta particolare preoccupazione sia in relazione al continuo aumento degli oneri per il servizio del debito (pari a 490 milioni di euro nel 2012, destinati, comunque, a lievitare ulteriormente in conseguenza dei finanziamenti attivati nello stesso anno), sia per i risultati dell’indicatore del debito regionale pro capite che ha raggiunto il valore di 1.077 euro”. 1.077 euro a fronte di 438 euro nel 2007. Questo non sembrerebbe esattamente il quadro dello “Stato più solido dell’Unione Europea”, come lei paradossalmente lo definisce. Il debito di una regione non è confrontabile, come fa lei, col debito pubblico nazionale, da cui bisognerebbe innanzitutto scorporare il debito della Sicilia, così come quello di tutte le altre regioni. Il debito regionale si conteggia su quello creato solo dalla regione, sulla quota di spesa che è competenza della regione. Non sarà un caso se a maggio 2013 l’agenzia Moody’s ha declassato il debito della Sicilia da Baa3 a Baa1 e il suo debito viene considerato “non investment”, cioè speculativo. Il taglio del rating della Sicilia rifletteva il deterioramento della performance operativa e il deficit di bilancio legati a entrate in stagnazione e un profilo di spesa rigido. Per quanto riguarda invece il disavanzo annuale che secondo lei confonderei con il deficit, era di quasi un miliardo del 2012 e di oltre 600 milioni del 2013 ed ecco che cosa scriveva a tal proposito sempre la Corte dei Conti: “sotto altro profilo appare netto e preoccupante il divario tra spese correnti ed entrate correnti (- 1.099 milioni di euro) che sostanzialmente replica quello dell’esercizio precedente (- 1.076 milioni di euro). In un contesto di perdurante diminuzione delle entrate, la emersione di un disavanzo corrente va attentamente indagato poiché segnala le difficoltà di un riequilibrio strutturale dei conti pubblici”.
Veniamo ai forestali. Gli oltre 20mila forestali stagionali fanno il lavoro che potrebbero fare 10mila persone: non lo diciamo noi, ma l’assessore all’agricoltura, che sottolinea anche che fino a qualche anno fa i forestali entravano a flusso continuo ed è chiaro che la politica ha usato questo sistema, facendo lavorare più persone a meno giorni, esclusivamente per ottenere più voti. E questi lavoratori costano doppio: alla Regione che paga le giornate di lavoro, ma anche all’Inps, che paga l’indennità di disoccupazione agricola.
Per quanto riguarda invece quella che definisce la “balla” dei 16mila dipendenti regionali, lei scrive: “se la Sicilia si è fatta carico di tutte le proprie spese, questo diventa addirittura una colpa?”. Secondo l’assessorato regionale all’Economia i dipendenti sono circa 20mila, ma se contiamo gli enti e le partecipate di cui parlavamo nel reportage, arriviamo a circa centomila persone che gravano direttamente o indirettamente sui conti pubblici. Infatti, sempre la Corte dei Conti scrive: “altri consistenti e ulteriori oneri che più o meno direttamente gravano sul bilancio regionale sono quelli per il personale stagionale avviato dal Corpo forestale della Regione e dell’Azienda regionale foreste demaniali, che ammontano a 322 milioni di euro, nonché i costi del personale delle società partecipate regionali che superano la cifra di 257 milioni di euro, in gran parte afferenti a società totalitarie o maggioritarie (200 milioni). Anche al netto del personale c.d. forestale e di quello riconducibile al perimetro pubblico allargato, la consistenza numerica del personale in senso stretto “regionale” è pari a circa un terzo (29,5%) di quello di tutte le rimanenti regioni italiane sommate insieme; il numero dei dirigenti è quasi doppio rispetto al dato aggregato di tutte le altre regioni a statuto speciale e resta elevato il rapporto tra il numero dei dirigenti e quello del personale non dirigenziale (1 su 8,64, a fronte di una media nazionale di 1 ogni 15,89). Si tratta di valori che solo in parte possono trovare giustificazione nelle attribuzioni, per via dell’autonomia differenziata di cui gode la Regione siciliana, di funzioni altrimenti di competenza statale”.
E’ poi vero, come lei scrive, che sotto il governo Lombardo nel 2008 c’è stato il blocco delle assunzioni, ma è anche vero che la Corte dei conti ha accertato che questo blocco non è stato assolutamente rispettato e le assunzioni sono proseguite indiscriminatamente. Ed è sempre la Corte dei Conti (Indagine sulle società partecipate 2009-2012) che a proposito dell’accorpamento delle partecipate (nel caso specifico di Servizi Ausiliari Sicilia, di cui abbiamo parlato nella nostra puntata), scrive che con quell’operazione anche l’unica società in utile come Biosphera s.p.a. ha perso la sua redditività andando ad accorparsi con due società piene di debiti.
La Sicilia non vive di trasferimenti statali, come lei sottolinea, ma ovviamente buona parte dei servizi anche in Sicilia sono pagati dallo Stato e nonostante i tagli, la Regione continua a prendere trasferimenti dallo Stato”.

23 Aprile 2014
http://www.linksicilia.it/2014/04/presa-diretta-iacona-risponde-al-prof-costa/





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IL PROF MASSIMO COSTA A IACONA (PRESA DIRETTA): SULLA SICILIA TROPPE IMPRECISIONI, ANCHE SUI FORESTALI

ABBANDONATI DAL GOVERNO. SECONDO L'ASSESSORE CARTABELLOTTA, 26MILA FORESTALI SONO TROPPI, ALTRO CHE STABILIZZAZIONE. GUARDA IL VIDEO





NOVITA' E TAGLI IN ARRIVO AL CORPO FORESTALE. IL DIRIGENTE LO MONACO HA CONFERMATO CHE LA REGIONE INTENDE TRASFERIRE 3.500 ADDETTI DELL'ANTINCENDIO


Novità e tagli in arrivo al corpo forestale

Guardia Forestale Allarme nelle province e tra i sindacati per la manovra correttiva ferma in Aula che prevede tagli per 200 milioni di euro alla spesa. Di fatto i tagli colpiranno il settore agricolo a cominciare da quello forestale. Per cercare di rimediare ai disagi, aggravati anche dai ritardi nei pagamenti,  il dipartimento dello Sviluppo agricolo, guidato da Pietro Lo Monaco, sta utilizzando circa 28 milioni di euro di risorse comunitarie per avviare subito gli operai che, per contratto, devono svolgere 151 giornate lavorative all’anno. Ciononostante la tensione resta alta. Il dirigente generale Lo Monaco ha poi confermato che il governo regionale intende trasferire  alla manutenzione dei boschi 3.500 addetti all’antincendio, operazione possibile grazie alla riforma che ha unificato i due contingenti. La regione intende così ridurre la spesa dei 27 mila forestali, prevedendo di risparmiare, in modo immediato, circa 10 milioni di euro: “Il costo complessivo di un operatore dell’antincendio – spiega Lo Monaco – è 25 euro in più rispetto a un operaio della manutenzione. Parliamo della spesa complessiva sostenuta dalla Regione per le macchine, l’attrezzatura, l’organizzazione”. Per  Salvatore Tripi della Cgil però “il governo prosegue con una politica che penalizza i lavoratori”, mentre Gaetano Pensabene della Uil parla di “situazione di caos ed estrema confusione che costringe migliaia di famiglie a continuare a vivere nella più assoluta incertezza”. Va da  che la manovra correttiva debba essere approvata al più presto.


23 Aprile 2014
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ENNA. MANCA L'ABBIGLIAMENTO ANTINFORTUNISTICO E SALTA LA CHIAMATA PER I FORESTALI


Enna. Manca abbigliamento antinfortunistico fermi i lavoratori forestali

abbigliamento antinfortunisticoE’ fallita la prima chiamata dei lavoratori forestali,e questa volta non è stato perchè mancavano i fondi, ma perché ai lavoratori l’Azienda della Foresta non era nelle condizioni di poter assicurare l’abbigliamento antinfortunistico. Circa trecento lavoratori forestali ai quali è stato detto che la chiamata è rinviata a data da destinare in attesa di trovare i soldi per l’acquisto dell’abbigliamento infortunistico. Una situazione veramente paradossale segno evidente di una disorganizzazione totale a livello regionale. Una settimana, dunque, consumata senza niente e si è in attesa che arrivi questa benedetta chiamata al lavoro e interessa lavoratori stagionali appartenenti ai centocinquantunisti delle circoscrizioni di Enna, Piazza Armerina e Nicosia. Il paradosso è che la copertura economica per avviare questi persone al lavoro ci sono, bisogna andare a recuperare l’abbigliamento antinfortinistico. Quando tutto questo sarà possibile, in settimana si dovrebbe sapere qualcosa di concreto ed intanto i lavoratori forestali aspettano che arrivi questa benedetta chiamata, che significa avere la sicurezza del lavoro, anche se limitato nel tempo. Le ditte fornitrici dei dispositivi antinfurtinistici hanno comunicato che il materiale lo si deve pagare subito, ci sono da saldare le fatture del 2013 e la ditta non ha liquidità. Pagare subito ed allora l’abbigliamento potrebbe arrivare. Non è stata data una data precisa e lo conferma lo stesso dirigente provinciale dell’Azienda delle foreste Nunzio Caruso, il quale precisa che i mandati di pagamento per queste fatture sono già pronti e quindi sarebbe ormai questione di pochissimo tempo, forse tutto si potrebbe risolvere nel corso di questa settimana ed iniziare a lavorare entro l’inizio di maggio. Mancano notizie per l’avvio al lavoro dei circa 700 operatori del Servizio antincendio boschivo. La stagione calda sta per arrivare quindi è necessario che questi operatori si mettano al lavoro per cercare di proteggere i boschi del territorio di Enna e provincia.

23 Aprile 2014
 http://www.vivienna.it/2014/04/23/enna-manca-abbigliamento-antinfortunistico-fermi-i-lavoratori-forestali/



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LA UIL SUL PIEDE DI GUERRA, BARONE: SUBITO GLI STIPENDI AI 40MILA LAVORATORI, TRA QUESTI ANCHE I FORESTALI


Finanziaria, Barone: “Subito stipendio a 40mila lavoratori. La Uil sul piede di guerra”.


Finanziaria, Barone: “Subito stipendio a 40mila lavoratori. La Uil sul piede di guerra”.
PALERMO. “Il banco di prova per la tenuta del nuovo Governo regionale sarà la variazione di bilancio. Se, infatti, non si riuscisse ancora una volta a sbloccare lo stipendio di 40mila persone sarebbe un dramma per i lavoratori ma anche il segno che la politica siciliana non ha più alcun senso di responsabilità”. Lo dice Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, che aggiunge: “Speriamo che in tempi brevi sia approvata la manovra economica. Questo sindacato è già pronto ad intraprendere tutte le forme di lotta se si dovesse andare avanti con gli indugi non garantendo la sopravvivenza dei lavoratori”. 

22 Aprile 2014
 http://www.uilsicilia.it/images/logo.png






FATECI LAVORARE. I FORESTALI SONO A COMPLETA DISPOSIZIONE PER IL PARCO DEL MULINELLO DI AUGUSTA (SR), PRONTISSIMI PER FARLO RINASCERE E ATTRARRE I TURISTI. ALTRO CHE FANNULLONI...



La triste storia del Parco del Mulinello di Augusta
di Giuseppe Solarino

2,6 mln di euro “gettati” tra le sterpaglie. L’ennesima incompiuta siciliana: i lavori, finanziati con il Por 2000/2006, non sono mai stati ultimati

AUGUSTA (SR) - Il Parco suburbano del fiume Mulinello è l’ennesima opera incompiuta lasciata in stato di totale degrado e abbandono. Per la sua realizzazione è stato sfruttato un finanziamento nell’ambito del Por (Piano operativo regionale) Sicilia 2000/2006, di oltre 2 milioni e 600 mila euro. La consegna era stata fissata per il 19 gennaio del 2010, ma nonostante la gran parte dei lavori sia stata ultimata nel 2012, l’opera, nell'attesa di essere collaudata, è ripiombata in uno stato di degrado e quindi, di fatto, non utilizzabile.

Si tratta di un’area di circa 500 ettari, a Ovest dell’abitato, che si estende lungo il fiume Mulinello, a partire dalla Ss 114 fino alla foce, in una zona di grande valore ambientale e paesaggistico, ricca di antiche masserie e ritrovamenti archeologici. Il Parco, per la sua posizione, tra l’infrastruttura viaria dell’asse attrezzato, il porto commerciale, il petrolchimico e l’area industriale con i numerosi impianti di notevole impatto, rappresenta un importante polmone ecologico e culturale, di discontinuità tra parti del territorio cittadino che hanno diversa destinazione. Per le sue caratteristiche, l’opera vuole rappresentare un punto di riferimento per coloro che vogliono comprendere la complessità dei luoghi, con i valori storici, archeologici e naturalistici.
Nella parte alta è stato realizzato un Anfiteatro, uno spazio attrezzato e dedicato a rappresentazioni teatrali e culturali, ma anche a momenti di aggregazione della comunità e ad assemblee. Un altro edificio ospita i servizi igienici, un locale adibito a biglietteria ed ufficio informazioni ed ufficio destinato agli adempimenti amministrativi e di direzione. L’intervento ha puntato a valorizzare il paesaggio agrario, dalle colture tipiche come agrumeti, mandorleti ed uliveti, integrato con le strutture di abitazione e di esercizio esistenti, e con le catacombe sottostanti la masseria Mulinello, attraverso una ricca rete di sentieri. Oltre al recupero e alla valorizzazione dell’ambiente, è stato infatti curato l’inserimento delle masserie presenti, che rappresentano l’elemento tipico del paesaggio rurale siciliano.

Di recente le associazioni “Natura sicula” e “Italia nostra” hanno segnalato lo stato di degrado in cui versa il parco. “Da un semplice sopralluogo – ha affermato Ivan Alicata, presidente di ‘Natura sicula Augusta’ - è possibile notare un teatro, dei parcheggi, alcune masserie ristrutturate, diverse aree piantumate. Tutto miseramente abbandonato ai vandali e al degrado. I parcheggi, senza essere stati mai utilizzati, sono invasi dalle erbacce e l'azione delle piogge ha già aperto un grosso buco all'estremità inferiore del parcheggio mediano. Qualcuno ha già approfittato della disponibilità di spazio per gettare i primi rifiuti che trasformeranno l'area nell'ennesima discarica abusiva. Il teatro, anch'esso invaso dalle erbacce, è stato preso di mira dai vandali che hanno forzato alcune porte della struttura destinata ad ospitare la biglietteria e i camerini degli artisti ed hanno provveduto ad asportare alcune plafoniere”.

“Le case denominate ‘Porta del Parco’ – ha aggiunto Alicata - non ancora completate, hanno già subito il furto delle grondaie di rame. Delle centinaia di piante messe a dimora solo alcune sono sopravvissute all'incuria, i tutori, ordinatamente in fila, rimangono a sostenere il nulla. La vegetazione sta riprendendo possesso della Necropoli del Bronzo medio che era stata recentemente ripulita e restituita alla vista. Malgrado le cifre spese non si è provveduto a mettere in sicurezza l'ingresso della Catacomba del Mulinello, che quindi risulta non fruibile. Gli agrumeti, sottratti alle cure dei proprietari, stanno iniziando a seccare. L'area, molto grande, non è recintata ed è sprovvista di impianto di videosorveglianza”.

“Questo – ha sottolineato il presidente di ‘Natura sicula’ - è lo stato dei fatti. I nostri lungimiranti amministratori, che non sono stati capaci di mantenere i giardini pubblici del centro cittadino in uno stato sufficientemente decoroso, hanno realizzato delle opere fuori città senza avere la più pallida idea di come gestirle e forse senza neanche averne l'intenzione. Sarebbe stato più opportuno realizzare delle opere più ‘leggere’, con costi di realizzazione e di manutenzione più bassi, puntando solo all'essenziale”.

“Adesso – conclude Alicata - urge recuperare il recuperabile nel più breve tempo possibile e cercare di rimediare agli errori fatti. Ci auguriamo che la Commissione straordinaria che attualmente gestisce il Comune di Augusta, possa fare chiarezza in merito”.


Apertura, videosorveglianza e intesa con le associazioni

AUGUSTA (SR) - Il prefetto Maria Carmela Librizzi, componente della Commissione straordinaria che attualmente guida il Comune di Augusta, ha spiegato che il Parco suburbano del Mulinello si avvia a essere ufficialmente ultimato e reso fruibile.
Come reso noto dal Palazzo municipale, infatti, è stato ricomposto il quadro economico in seguito alla sentenza del Tar che ha condannato l’Ente megarese a pagare le spese di esproprio (somme che erano già state accantonate in economia, ma che si sono dovute integrare). L’importo aggiuntivo necessario, che ammonta a ben trecentomila euro, è stato reperito attraverso la devoluzione del mutuo acceso dall’ex amministrazione comunale per ristrutturare la piscina Gigi Turchio. La ditta incaricata completerà i lavori a breve, che saranno infine sottoposti all’atteso collaudo.
“Attualmente – ha spiegato il prefetto Librizzi - stiamo verificando i preventivi richiesti per l'attivazione di un sistema di videosorveglianza, affinché una volta ultimata l'opera il Parco possa essere adeguatamente mantenuto e tutelato”.
“Nel contempo – ha concluso il rappresentante della Commissione straordinaria che amministra il Comune di Augusta - abbiamo contattato le associazioni culturali e ambientaliste, con cui intendiamo stipulare un protocollo d'intesa affinché il sito venga da esse gestito senza fini di lucro, nelle more che venga espletata una vera e propria gara d'appalto per dare in concessione il Parco suburbano del Mulinello”.


 Foto qds.it

La masseria del Mulinello
La masseria del Mulinello

Discarica abusiva nei pressi del parcheggio del parco
Discarica abusiva nei pressi del parcheggio del parco

Uno degli ingressi del parco
Uno degli ingressi del parco

Il teatro invaso dalle erbacce
Il teatro invaso dalle erbacce

Le porte divelte della biglietteria
Le porte divelte della biglietteria

La necropoli del Mulinello di nuovo ricoperta da una fitta vegetaione
La necropoli del Mulinello di nuovo ricoperta da una fitta vegetaione

Le case Porta del Parco abbandonate
Le case Porta del Parco abbandonate

Le grondaie di rame sono state rubate
Le grondaie di rame sono state rubate
23 Aprile 2014
http://www.qds.it/index.php?sez=articolo&skip_interstitial=true&id=15972

FORESTALI SICILIANI: IMPEGNI NON RISPETTATI. IN PROGRAMMA INIZIATIVE ECLATANTI



Forestali, dalla Regione solo annunci. Impegni non rispettati. Mannino (FLAI): "Nei prossimi giorni inevitabili iniziative eclatanti"

FLAI CGIL CATANIA FORESTALI IMPEGNI NON RISPETTATI
"Sulla vertenza Forestali, sino ad oggi nessuno degli impegni assunti l’11 marzo, in occasione dello sciopero regionale, sono stati rispettati". Lo sottolinea il segretario generale della Flai Cgil di Catania, Alfio Mannino, segnalando che in provincia di Catania," solo i 151 isti non sono stati avviati al lavoro (le richieste sono state inoltrate soltanto venerdì scorso ai collocamenti e ci vorranno almeno altri 10 giorni prima di essere avviati al lavoro ) e per quanto riguarda il resto dei lavoratori, 101 isti e 78 isti, che dovevano essere avviati entro i primi di maggio, l’unica certezza è che ciò non potrà avvenire se non con oltre un mese di ritardo. Ciò procurerà anche gravi conseguenze ai boschi, poiché non potranno essere eseguiti per tempo i viali parafuoco". 
In questa situazione difficile, a detta della Flai Cgil di Catania, " si inseriscono le affermazioni del dirigente regionale del Dipartimento sviluppo agricolo che dichiara a mezzo stampa che su quasi 7 mila lavoratori dell’antincendio   impiegati in questo servizio nel 2013, quest’anno circa 3500 passeranno dall’antincendio alla manutenzione; come se la tutela, la salvaguardia ed il contrasto agli incendi fossero un servizio marginale dei lavoratori forestali. Ciò significa che in provincia di Catania, ad espletare il servizio antincendio resterebbero circa 400 unità: numero troppo esiguo per l’espletamento di questo importante servizio, tenuto anche conto dell’estensione del nostro territorio boschivo".
"Il tutto viene giustificato dalla necessità di ottenere dei risparmi che a nostro parere non saranno affatto significativi. - continua Mannino- Perché, invece, non si azzerano i contratti con soggetti privati per l' utilizzo di elicotteri e Canadair che per ogni ora di attività costano alla comunità migliaia e migliaia di euro? Perché non si utilizzano quelli della protezione civile? E con il dimezzamento   del personale del 50% come si pensa di garantire turni di 24 ore? A queste domande non avremo mai risposte né dal Governo regionale né dall’amministrazione regionale. Questi temi non vengano affrontati nelle sedi opportune ma lanciati a mezzo stampa con annunci   strampalati e non attuabili, se non destrutturando il servizio di protezione degli incendi". La Flai sottolinea che ad oggi " non si hanno certezze circa il rispetto delle garanzie occupazionali, su come espletare i lavori di idraulica forestale per il 2014 e su come garantire la salvaguardia dei nostri boschi. Tale situazione non è tollerabile dal sindacato unitario che sin qui ha manifestato senso di responsabilità e pazienza. In assenza di una strategia chiara e condivisa, necessaria a dare certezza occupazionale ai lavoratori e funzionale alla tutela e valorizzazione della risorsa bosco, nei prossimi giorni inevitabilmente saranno attivate iniziative eclatanti perché la politica   parolaia e non può più continuare a prendere in giro migliaia e migliaia di siciliani".

 Il documento del Segretario Provinciale FLAI Alfio Mannino

 




22 Aprile 2014 
http://www.cgilct.it/site/tutte-le-news/notizie-categorie/1340-flai-cgil-catania-forestali-dalla-regione-solo-annunci-mannino-qinevitabili-iniziative-eclatantiq
 





VINCIULLO (NCD): 45 MILIONI PER I FORESTALI, SE L'ARS APPROVASSE IL PROVVEDIMENTO, SIAMO CERTI CHE AVREMMO DATO UNA RISPOSTA POSITIVA A TUTTI I FORESTALI



Vinciullo annuncia: “45 milioni per i forestali”


Vinciullo annuncia: “45 milioni per i forestali”
E’ stato presentato questa mattina il subemendamento 1.1 al Disegno di Legge n.500/a, il cosiddetto ‘Salva impresa’, con il quale si prevede la possibilita’ di utilizzare 45 milioni di euro per interventi sullo sviluppo idrogeologico e quindi per i lavoratori della forestale”.
Lo dichiara Vincenzo Vinciullo, Vice Presidente Vicario della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS. “Come si ricordera’, ha proseguito Vinciullo, in fase di approvazione in Commissione Bilancio del Disegno di Legge n. 500, l’introito dovuto alla partita di giro dell’IVA e’ stato stabilito dal Governo in 40 milioni di euro. La somma, a mio giudizio, e’ di molto inferiore a quello che verra’, invece, incassato dalla Regione in quanto, a mio modesto avviso, non meno di 85 milioni di euro saranno incamerati dalla Regione. Per questo motivo – ha continuato Vinciullo – ho ritenuto di presentare un emendamento, sottoscritto dagli altri colleghi dell’NCD, con il quale riporto la somma a 85.500.000 euro. Fin da adesso, pero’, ho ritenuto necessario bloccare l’impegno, destinandolo ai lavoratori della forestale che devono urgentemente iniziare i lavori per evitare che, da qui a qualche giorno, il fuoco possa distruggere tutto cio’ che e’ stato, fino ad oggi, realizzato. Qualora domani sera – ha concluso Vinciullo – l’Assemblea approvasse il provvedimento, siamo certi che avremmo dato una risposta positiva a tutti i lavoratori della forestale che da mesi, giustamente, esprimono le loro preoccupazioni per il mancato inizio dei lavori”.

22 Aprile 2014
http://www.siciliainformazioni.com/93607/vinciullo-annuncia-45-milioni-per-i-forestali





IN SICILIA LE 80 EURO PROMESSE DA RENZI COSTERA' DA 70 A 80 MLN DI EURO


Nuovi tagli in arrivo per la Sicilia
Vertice salva conti a Palazzo d’Orleans

Prima riunione della nuova giunta della regione Sicilia
Soldi che vanno, soldi che vengono ma soprattutto conti che non tornano mai. Tornano, invece, ballerine le cifre della finanziaria bis in Sicilia. Bloccato da mesi, il documento finanziario della Regione che doveva servire a rimettere ordine nei conti della Sicilia, approderà domani mattina in Commissione bilancio. Sarà lo stesso documento che era stato predisposto dall’assessore Luca Bianchi e che in discussione non è mai arrivato ed il Presidente della regione assicura che entro aprile ci sarà la norma.
La lunga e complessa sessione finanziaria in Commissione inizierà alle 10 e di guai dovrà affrontarne tanti. Nonostante le valutazioni ottimistiche del presidente della Regione, infatti, da Roma è arrivata l’ennesima doccia fredda. Le 80 euro in più in busta paga promesse da Renzi agli italiani costeranno nuovi tagli alle regioni ed agli enti locali e dunque ai servizi e un irrigidimento del patto di stabilità
Alla Sicilia il decreto Irpef di Renzi costerà da 70 ad 80 milioni di euro di nuovi tagli, risorse che bisognerà recuperare in finanziaria bis. La stretta sul patto di stabilità, inoltre, sarà tale da costringere ad accantonare altri 120/130 milioni di euro.
Per affrontare tutto questo si è appena conclusa a Palazzo d’Orleans, una riunione congiunta tra il presidente Crocetta, l’assessore all’Economia, Agnello, l’assessore alla Salute, Borsellino, con la partecipazione dei direttori e degli staff tecnici. Nel corso dell’incontro è stato analizzato l’impatto sul bilancio della Regione proprio del nuovo dl del governo nazionale, relativo al contenimento spesa. L’incidenza valutata dall’assessorato all’Economia è complessivamente di 67 milioni di euro, destinati a un fondo di garanzia di rispetto del patto di stabilità e non dunque 140 o 200 milioni, come riportato da alcuni organi di stampa.
“La situazione è totalmente governabile – dice Crocetta – e non implicherà penalizzazioni per i lavoratori, per le imprese e per poveri, ma verrà gestita con tagli ulteriori di sprechi. In particolare si è pensato di anticipare gli obiettivi di tagli in materia di sanità relativamente ai farmaci e ai costi dei servizi,  già prevedibili per circa 300 milioni. Il governo intende anticipare già prima del consuntivo di spesa, l’obiettivo di taglio di 75 milioni sulle spese regionali, e 75 sui fondi nazionali. In questo modo – conclude il presidente –  si risparmia con la lotta agli sprechi e si fa risparmiare anche lo Stato, segno di una Regione che vuole mettere a posto i conti e fare spending review senza macelleria sociale”.
Crocetta fa sapere che “nel corso dell’incontro sono stati sbloccati inoltre 7 milioni per i consorzi di bonifica che permetteranno di pagare i lavoratori”.
Ma la situazione appare un poco più complessa di come la si vuole rappresentare. I conti sono presto fatti. Gli articoli impugnati dal Commissario dello Stato valevano circa 570 milioni di euro. Di questi 270 restano accantonati per effetto proprio dell’impugnativa mentre sono svincolabili, in base alle misure previste dal ddl Bianchi, circa 300 milioni necessari a pagare gli stipendi per 30 mila persone che lavorano negli enti para regionali e per altre misure indispensabili.
Se a questi si sottraggono i nuovi tagli e i nuovi accantonamenti, restano disponibili sono 100 milioni. La soluzione del governo passa attraverso l’uso degli accantonamenti precedenti a garanzia anche del nuovo vincolo di stabilità ma occorre vedere se il Commissario dello stato lascerà passare questa impostazione di legge.
C’è, poi, il giallo degli introiti Iva. valutati in 80 milioni, poi ridotti a 45, adesso tornano ad essere valutati 85 milioni di euro. C’è perfino un emendamento di Vincenzo Vinciullo di Ncd che propone di destinare il surplus al finanziamento di quanto manca per l’impiego degli stagionali forestali ma probabilmente, se questi soldi esistono davvero, dovranno essere inseriti fra i nuovi accantonmamenti.
Intanto sono giunti una decina di sub emendamenti (quasi tutti 5 stelle) al ddl pagamenti che andrà in aula domani pomeriggio a partire dalle 16. Puntano a riportare all’origine il disegno di legge cancellando la maggior parte delle modifiche fatte in commissione bilancio e salvando solo l’abbattimento del tasso d’interesse.

22 Aprile 2014
http://palermo.blogsicilia.it/nuovi-tagli-in-arrivo-per-la-sicilia-vertice-salva-conti-a-palazzo-dorleans/250585/



Una cosa è chiara: i forestali non hanno Santi in Paradiso, ne a Roma ne tantomeno a Palermo