26 aprile 2017

MESSINA. IL CORTO CIRCUITO ISTITUZIONALE SULLA BONIFICA DEI TORRENTI. L'EX AZIENDA FORESTE: «NON ABBIAMO LE COMPETENZE»


Dopo l'ordinanza del sindaco

Marcello Bottari
L'ordinanza 121 emessa dal sindaco Accorinti sulla situazione di pericolo per la mancata bonifica di alcune porzioni di territorio del comune, con la quale si richiede un intervento urgente del dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale e all'ex Azienda Foreste, ha di fatto generato una controversia. La richiesta di eseguire gli interventi di bonifica di tutti i torrenti entro 90 giorni dalla notifica della stessa ordinanza per ciò che riguarda il dipartimento Provinciale di Messina (l'ex Azienda Foreste apunto) è irrealizzabile. «Le competenze degli operai riguardano solo ed esclusivamente la pulizia e la scerbatura - ha esordito il dirigente Giovanni Cavallaro -. Il nostro intervento non può prevedere la bonifica dei territorio, non abbiamo le competenze per eliminare la spazzatura o le discariche abusive negli alvei, con eventuale smaltimento, ne tantomeno possiamo effettuare risagomatura degli stessi. In qualche caso, addirittura, subentra un problema di titolarità, visto che tutti i torrenti rientrano nelle competenze del Demanio o della Regione. La richiesta del sindaco quindi non è attuabile. Siamo in attesa del finanziamento dall'Ars dei 19 progetti di riqualificazione del territorio preventivamente presentati per la scerbatura e la pulizia, per i quali saranno stanziati all'incirca 4,6 milioni, ma è impossibile rientrare nei novanta giorni intimati». L'ordinanza, infatti, invita a predisporre entro trenta giorni una relazione sui torrenti Altolia, Giampilieri, Annunziata, Badiazza, Bordonaro, Briga, Cacciola, D'Arrigo, Calamona, Caruso, Catarratti-Bisconte, Cavatore (Papardo), Ciaramita. Corsari, Cumia, Galati, Cazzi, Giostra, Giudeo, Larderia, Lavinia, Miaño (S. Saba), Monaila. Muti, Nasari (Bordonaro), Pace, Papardo, Portalemi, Pozzi, S. Agata, S. Margherita, S. Filippo, S. Michele, S. Nicola, S. Andréa, S. Stefano, Schiavo, Spartà, Tara, Tono, Vallone, Medici (Mili Marina), Zafferia, Mili, Cámaro, Trapa ni e Tremestieri, individuando eventualmente quelli che necessiterebbero interventi urgenti e indifferibili, oltre a quelli già programmati. Successivamente, entro 15 giorni dovrebbero essere avviati interventi di bonifica con l'obbligatorietà di rientrare per il completamento dei lavori nei novanta giorni stabiliti. Sembra però non esserci connessione tra la programmazione degli interventi e le tempistiche richieste per gli stessi. «Il Dipartimento di Messina - ha continuato Cavallaro - rimane in attesa dei primi decreti regionali per avviare i lavori di competenza dei forestali, situazione diversa da quella richiesta nell'ordinanza e che io ho già fatto presente al sindaco Accorinti nel corso di un tavolo tecnico. Ho anche parlato con il viceprefetto Musolino per chiedere la revoca in autotutela dell'ordinanza, in sintonia con il dirigente generale del Dipartimento regionale ingegnere Dorotea Di Trapani».

Non sembrano esserci le condizioni per dare seguito alle richieste di Accorinti 

26 Aprile 2017
Fonte: Gazzetta del Sud




Notizia correlata:

Il provvedimento. Torrenti, l'Azienda Foreste: "Il sindaco revochi l'ordinanza, è inattuabile". Il compito della forestale è ben altro rispetto alle richieste






ARS, ULTIMA CHIAMATA PER VARARE LA FINANZIARIA POI L 'ADDIO DI BACCEI






NEI CUD DEI LAVORATORI FORESTALI SONO INSERITI ANCHE I REDDITI NON PERCEPITI. QUALCUNO SI CHIEDE: MA È POSSIBILE CHE CIÒ AVVENGA?


di Vincenzo Leonardi
In questi giorni hanno consegnato i modelli CUD dell'Azienda Forestale per l'anno 2016, un post fu facebook, mi ha messo una pulce nell'orecchio . Nei CUD sono IRREGOLARMENTE certificati come reddito percepito anche il mese di dicembre 2016, ma è possibile che ciò avvenga? Datemi un pilastro per sbatterci la testa... e' certo vivo in una Regione a statuto speciale... quello delle banane.




Notizia correlata:

Noi siamo i forestali, quegli operai forestali che stanno aspettando da cinque mesi quel salario per pagare le bollette, per mangiare ecc.






25 APRILE: FOLLA DI PERSONE FRA PIANO ZUCCHI E PIANO BATTAGLIA


Anche senza neve turisti e visitatori affollano Piano Battaglia. E’ stato un 25 aprile di festa, la giornata di ieri, che ha visto tante presenze fra la zona attrezzata di Piano Zucchi e Piano Battaglia. A scegliere di trascorrere la giornata in montagna sono state intere famiglie, appassionati dell’escursionismo ma anche della mountain bike. Tanti i papà e le mamme che hanno deciso di far correre i propri piccoli fra i prati della montagna. Molti si sono fermati presso l’area attrezzata di piano Zucchi dove hanno potuto godere di uno spazio verde e di attrezzature che hanno consentito un pic nic senza problemi. Il prato verde ben tenuto ha dato la possibilità soprattutto ai piccoli di correre e divertirsi. «Una bella esperienza – commenta Angela che arriva da Palermo – mi avevano parlato di questa area ma non eravamo mai venuti. E’ attrezzata, ben curata e soprattutto consente di trascorre una giornata in mezzo agli alberi per un riposo cdi cui ha tanto bisogno una come me che ogni giorno è costretta a trascorre ore nel traffico del capoluogo». Contenti i piccoli che per un giorno sono tornati a divertirsi senza televisione e computer ma correndo, gridando e rincorrendosi tra di loro.
A Piano Battaglia sono state tante le auto arrivate fin dalle prime ore del giorno. «Non abbiamo le folle di persone che arrivano durante le domeniche di neve – commenta Giovanni Falestra titolare del Rifugio Marini – ma anche durante l’anno arriva tanta gente che ci fanno essere soddisfatti. Ci sono escursionisti e appassionati della montagna ma anche scolaresche. Nei prossimi giorni ne aspettiamo alcune che arrivano da tutta la Sicilia. Da noi l’unico mese che non abbiamo molte persone è luglio quando la gente sceglie di andare tutta al mare».
La gita in montagna per tanti è cominciata di buon mattino. «Siamo arrivati stamattina – commentano Francesca e Claudio Mirabella – ed abbiamo trovato aria pulita e spazi verdi dove far giocare i nostri figli. Non abbiamo trovato traffico e questo per noi che lasciamo la città è importante. Siamo soddisfatti della giornata perché i servizi non hanno lasciato a desiderare». Sulla stessa lunghezza d’onda quattro giovani che sono arrivati dal catanese. «Salire su queste belle montagne e fare delle passeggiate fra alcuni dei sentieri di questo territorio lo troviamo sempre bello. Il paesaggio madonita è davvero altra cosa rispetto a quello etneo». Al Rifugio Marini, intanto, si preparano alcuni campi per la prossima estate. Prevedono escursioni, laboratori, cartografia e orientamento, birdwatching, play back e rapaci notturni, lettire serali, giochi di gruppo, proiezioni video. A tutti sono chieste scarpe da trekking, cerata o poncho, zaino, binocolo e macchina fotografica.

Fonte: cefalunews.org






TUTTE LE PRIORITÀ DEL FUTURO PRESIDENTE DELLA REGIONE


Serve un new deal che rimetta l’interesse dei siciliani al primo posto. Ripartire dalla tutte quelle riforme rimaste lettera morta

di Valeria Arena
PALERMO – La XVI legislatura volge al termine in un contesto sia politico che socio-economico davvero allarmante. L’attuale Esecutivo, come confermano i dati delle fonti ufficiali, lascia alla futura coalizione di governo un’Isola in piena stagnazione economica con un livello di povertà tra i più alti del paese. Secondo il rapporto dell’Istat su “condizioni di vita e reddito – anno 2015”, pubblicato a fine 2016, la Sicilia detiene il record negativo di rischio di povertà e inclusione sociale (55,4%) e di massima diffusione di bassa intensità lavorativa (28,3%) e, considerando i dati relativi a “Conti economici e territoriali”, la regione si trova al penultimo posto della classifica nazionale con un Pil pro capite di 17.100 euro, quartultima per spesa finale delle famiglie (12.800 euro l’anno) e ultima per fiducia nelle istituzioni. A ciò si aggiunge una perdita del -1,7% della ricchezza e un tasso di occupazione sceso dello 0,7%, entrambi nel quinquennio 2011-2015, tre dei quali governati proprio da Crocetta.

L’attuale presidente della Regione, al di là dei continui proclami e di letture degli scenari socio-economici assolutamente discutibili, lascia un’eredità molto difficile da gestire. Un’eredità che, secondo l’ultimo sondaggio di Demopolis, il Movimento cinquestelle potrebbe trovarsi a raccogliere. Il primo obiettivo del nuovo presidente, chiunque egli sia, sarà quello di risollevare le sorti di una regione che ha collezionato un record negativo dopo l’altro: mentre in Assemblea regionale si continua a discutere di Bilancio e Finanziaria, in Sicilia continuano a mancare le risorse per categorie sociali e settori professionali importanti, quali per esempio i disabili gravi e la Formazione. Senza contare, poi, la gravissima situazione di  dissesto economico in cui versano tantissimi Comuni isolani che, proprio oggi, incontreranno l’Ars per fare il punto sui trasferimenti della Regione, ormai ridotti al lumicino. 

La stagnazione che ha colpito la Sicilia non è solamente economica, ma anche e soprattutto politica e legislativa. Il nuovo presidente della Regione dovrà infatti rimettere in moto tutte quelle riforme che la Sicilia aspetta da anni e far tornare a lavorare il Parlamento siciliano, da mesi bloccato sui documenti finanziari. Sono troppe, infatti, i temi e le questioni che attendono risposta: si va dal caos che riguarda le ex Province al Codice etico degli eletti a cariche pubbliche e al principio di legittimità costituzionale sollevato in merito alla candidabilità elettorale di deputati condannati per danno erariale, di cui si aspetta il parere della Consulta, per non parlare della riforma del Turismo e del futuro dell’Autonomia siciliana, diventato oramai l’ultimo baluardo di privilegiati e abitudini clientelari.

Alle mancate riforme si aggiungono le tante leggi approvate ma che non hanno ancora trovato una piena applicazione. Esemplio lampante è la norma sul Born in Sicily, su cui si è espresso nei giorni scorsi il presidente della Commissione Ue all’Ars, Concetta Raia: “La Sicilia rischia di disperdere l’enorme patrimonio vegetale e animale che oggi consente alla nostra Regione di vantare una biodiversità difficilmente paragonabile ad altri luoghi del mondo, con una produzione agroalimentare di pregio e prodotti eccellenti a livello nutrizionale. È necessario che la legge sul Born in Sicily trovi piena applicazione, a cominciare dall’adozione dei regolamenti, la nomina della Commissione Tecnico-Scientifica e l’istituzione del repertorio volontario regionale”. “Dopo quattro anni dalla pubblicazione in gazzetta – ha continuato chiediamo all’attuale assessore regionale al ramo, Antonello Cracolici, di accelerare l’iter– sottolinea la deputata del Partito Democratico Raia – così si potrà dare un contributo serio e concreto ad un intero settore, sviluppando sinergie nel processo di programmazione, qualificazione e vendita dei prodotti agricoli”.

Insomma quel che è chiaro è che è necessario un cambio di rotta. Un “nuovo corso” politico che metta finalmente al primo posto i cittadini siciliani.
26 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it








PRELIEVO SULLE PENSIONI DEI REGIONALI: DECIDERÀ LA CONSULTA


La Corte dei Conti ha sollevato la questione di legittimità dopo il ricorso di uno dei 16 mila ex dipendenti della Regione

PALERMO - «È fin troppo facile alimentare l'antipolitica. Ho difeso l’autonomia del Parlamento siciliano perché il mio unico faro è la Costituzione, alla quale tutti, politici, giornalisti e show-man dobbiamo sottostare. Altrimenti ci trasformeremmo in semplici leoni da tastiera, la cui unica produzione sarebbe quella di fake laws e fake news». Così il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, dopo la decisione della Corte dei conti regionale di sollevare la questione di legittimità davanti alla Consulta sulla base di un ricorso presentato da uno dei 16 mila ex dipendenti della Regione a proposito del prelievo di solidarietà, che va avanti da tre anni, sulla propria pensione.

Nel recepire la legge nazionale, la Sicilia ha destinato il prelievo a disoccupati e disabili e non al sistema pensionistico come recita la norma approvata a Roma.


«L'ordinanza del giudice Giuseppe Colavecchio - conclude Ardizzone - spero possa essere di monito a cominciare da domani quando ritorneremo in Aula per procedere all’approvazione del bilancio e della legge di stabilità. Non mi aspetto le scuse di coloro che mi hanno additato come lo strenuo difensore della casta, soprattutto per non aver voluto estendere quella norma al personale dell’Assemblea regionale». Il prelievo è praticato soltanto sugli ex dipendenti dell’amministrazione regionale. 



COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA



Notizia correlata:








25 aprile 2017

DOMANI A PALERMO IL 6° CONGRESSO REGIONALE DELLA FAI CISL. CONTRATTARE IL FUTURO AGROALIMENTARE PER LO SVILUPPO DEL PAESE







PAGAMENTI FORESTALI. RITARDI CHE NON POSSONO PIU' ESSERE GIUSIFICABILI. LE SEGRETERIE PROV.LI DI FAI, FLAI E UILA PALERMO, PREANNUNCIANO PER VENERDI 28 UN'AUTO-CONVOCAZIONE CON LA PRESENZA DI UNA DELEGAZIONE DEI LAVORATORI

Ricevo e pubblico
dalle Segreterie prov.li
di Fai, Flai e Uila Palermo








NOI SIAMO I FORESTALI, QUEGLI OPERAI FORESTALI CHE STANNO ASPETTANDO DA CINQUE MESI QUEL SALARIO PER PAGARE LE BOLLETTE, PER MANGIARE ECC.

Scelto da facebook


di Vincenzo Leonardi
Ma in che regione vivo? La bellezza degli angoli della mia terra, contrastano con quei mercanti di morte e sofferenze che l'amministrano, il peggior nemico dei siciliani, sono loro, con le loro astruse o interessate attività amministrative, oggi nessuno dei signori della carta stampata o della televisione o altri ci mettono alla gogna, oggi non siamo quelli affossano i conti della regione siciliana, noi siamo i forestali, quegli operai forestali che stanno aspettando da cinque mesi quel salario per pagare le bollette per mangiare, e NON CI RIUSCIAMO dopo tanto aspettare giovedì 27 aprile, andremo in autoconvocazione all'azienda e poi dal prefetto per sbloccare sboccare, ma che dobbiamo sbloccare? INAUDITO cos'altro dovremmo subire, gogna mediatica, sudditanza psicologica, incertezza del diritto, retribuzioni quando capita. Nel frattempo sullo scenario politico, come miraggi nel deserto, compaiono i venditore di fumo, Croce, Panepinto che per scopo elettorale e con l'intento di fratturare il comparto, trovano fondi alluvionali, per aumentare le giornate, fottendoci due volte. Pagate i lavoratori, fannulloni politici e sfaccendati amministratori, cinque anni per fare un riordino, ed invece solo barzellette da teatrino dei pupi. Un popolo umiliato, offeso, deriso ma non sconfitto, la nostra dignità il nostro orgoglio saranno per voi una palla al piede o un cappio al collo.






SIRACUSA. LA NEAPOLIS VALE 4 MILIONI L’ANNO MA CI SONO VOLUTI I VOLONTARI PER RIPULIRE L’ANFITEATRO. INTERVISTA A MARIARITA SGARLATA. EPPURE ESISTE UNA CONVENZIONE CHE PERMETTEREBBE L’INTERVENTO DEI FORESTALI PER LA PULIZIA DELLE AREE ARCHEOLOGICHE. MA NON È MAI STATA APPLICATA

Chi li ha contati dice che erano 178. Compresi i militari americani venuti da Sigonella. Tutti insieme per ripulire l’anfiteatro romano, secondo monumento della Neapolis, affondato sotto una vegetazione rigogliosa e aggressiva. Si potrebbe dire che l’hanno riportato alla luce.
Lasciando le battute e concentrandosi sulle cose serie, viene da chiedersi perchè ci siano voluti i volontari (bravi) per ripulire l’area? Come usa Palermo i soldi che incassa dai biglietti dei visitatori del parco archeologico siracusano (circa 4 milioni l’anno, ndr)?
“In effetti la questione resta centrale: mancanza di fondi per la pulizia delle aree archeologiche. Eppure esiste una convenzione fra l’assessorato ai Beni Culturali e quello delle Risorse Agricole (datata luglio 2013, ndr) che permetterebbe l’intervento dei forestali per la pulizia delle aree archeologiche. Ma non è mai stata applicata”.
A parlare è Mariarita Sgarlata, ex assessore regionale ai Beni Culturali e autrice de “L’eradicazione degli artropodi”, il libro che mette in fila tutti i paradossi della politica siciliana in materia di tutela e conservazione del patrimonio archeologico.
E dire che l’idea era nata proprio lì, alla Neapolis. “Da un progetto pilota presentato il 13 aprile 2013 al Teatro Greco di Siracusa si è passati all’accordo complessivo grazie al
quale i lavoratori forestali si sarebbero dovuti occupare della pulizia dei siti archeologici della Sicilia, tra cui Morgantina, Selinunte, Segesta, Tindari, Eloro, Himera, Monte Iato, Gela, Taormina; non prima, ovviamente, dell’adozione di un apposito provvedimento al fine di rendere esecutiva detta disposizione normativa, di cui evidentemente alla Regione Siciliana si sono perse le tracce, come è già successo, dato che l’idea di affidare la cura delle aree archeologiche ai forestali risale a vent’anni fa”, spiega la Sgarlata.
Insomma, non puntate il dito contro Soprintendenze o i nuovi Poli Museali: “la riforma Vermiglio ha smantellato tutto quello che di buono era stato creato per le aree archeologiche. Oggi nessuno sa chi deve esattamente fare cosa”.
La Sgarlata spiega meglio il suo pensiero. “Nella riforma del 2013 si introduceva la nuova unità operativa della valorizzazione ma la si manteneva all’interno del tradizionale sistema organizzativo delle soprintendenze siciliane. Adesso si è proceduto ad una riorganizzazione dell’assetto interno del Dipartimento, distinguendo in maniera netta le competenze di tutela, da ascriversi alle soprintendenze, da quelle di valorizzazione, da attribuire a musei e parchi archeologici. Nella riforma Pennino-Purpura-Vermiglio viene tagliato il Servizio Progettazione, strategico per la programmazione europea, e relegato a 2 unità operative dentro il Centro per il Restauro; le unità operative dei Beni Demoetnoantropologici confluiscono nelle omologhe paesaggistiche, il che ci fa chiedere per quale motivo abbiamo approvato una Legge sugli Ecomusei in Sicilia”.
“E’ evidente che questa riforma abbia acceso una conflittualità in molte città tra Soprintendenza e Polo. Chi fa che cosa? Inutile cercare singoli colpevoli, è il sistema malato!”, l’amara conclusione. E il caso dell’anfiteatro romano che non si può far decespugliare pur a fronte di oltre 4 milioni di euro di incasso è l’esempio lampante.
Qualcuno potrebbe obiettare che della pulizia dell’anfiteatro avrebbe potuto occuparsi il Comune di Siracusa, utilizzando una somma della famigerata quota parte (30%) dei proventi dello sbigliettamento. Ma quei soldi sono bloccati a Palermo da luglio 2014. “Ma rimane il problema della destinazione e dell’uso dei fondi del 30% ai Comuni. Secondo le prescrizioni normative andrebbero destinati non ad eventi realizzati fuori dal sito archeologico, come è stato fatto a Siracusa, organizzando con i fondi iniziative soprattutto in Ortigia, ma ad interventi di manutenzione all’interno del sito, quindi comprenderebbero anche la pulitura per quello che attiene alla tutela. Poi anche eventi, spettacoli e mostre ma solo all’interno del Parco della Neapolis”, si legge ancora ne “L’Eradicazione degli artropodi”.
Il parco archeologico siracusano cerca autonomia, gestionale ed economica. Da un decennio l’iter è bloccato a Palermo. Facile capire il perchè. La Regione non vuole rinunciare a quei soldi “facili” che arrivano dalle frotte di turisti che visitano l’importante area siracusana. “E risulta demotivante per un dirigente il pensiero di muoversi per incrementare le entrate, sapendo che esse andranno nel calderone del bilancio regionale e che verranno riassegnate senza alcun criterio premiante. Anche il budget che resta ai Comuni difficilmente viene indirizzato a garantire un stato di salute ottimale ai siti archeologici e monumentali della città; anzi, il più delle volte, piuttosto che su restauro, manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree archeologiche, le amministrazioni comunali preferiscono orientare le spese su intrattenimento e spettacoli estivi possibilmente nei centri storici, bypassando la normativa che prevede spese di questo tipo solo all’interno dei siti archeologici”.

24 Aprile 2017

Fonte: www.siracusaoggi.it




13 luglio 2012. De Marco: se non ci fossero stati i forestali non ci sarebbe Pantalica, non ci sarebbe Vendicari, Cavagrande del Cassibile e neanche Cava del Carosello, solo per citare alcuni tesori del siracusano

07 Dicembre 2014. Carmelo Frittitta ex Direttore azienda Foreste di Siracusa: è fuori luogo sparare sui forestali!!!


In questo link tutte le altre interessantissime notizie correlate assolutamente da leggere!










PRELIEVO DELLE PENSIONI D'ORO, TORNANO A SPERARE I REGIONALI


La Corte dei conti eccepisce l'incostituzionalità della norma del 2014. E la Regione rischia di dover restituire 6 milioni di euro
 

di ANTONIO FRASCHILLA
Tornano a sperare di riavere i soldi indietro i pensionati della Regione che dal 2014 al 2016 hanno avuto il cosiddetto «prelievo di solidarietà». La norma era stata varata dal governo Monti e prevedeva, per gli assegni superiori ai 50mila euro l’anno, un prelievo che andava dal 5 al 18 per cento della pensione. La Regione, con la Finanziaria del 2014, ha recepito questa norma. Ma, se quella dello Stato era vincolata al rimpinguamento delle casse previdenziali pubbliche, quella siciliana non aveva precisi vincoli di utilizzo delle somme.

Risultato? La Corte dei conti ha deciso nei giorni scorsi, su ricorso di diversi pensionati regionali, di eccepire l’incostituzionalità della norma. Adesso sarà la Suprema Corte a dover decidere se cancellare la norma. In quest’ultimo caso la Regione dovrà restituire sei milioni di euro prelevati dalle pensioni degli ex regionali. La norma della Finanziaria doveva prevedere un chiaro utilizzo per garantire le pensioni, invece si fa riferimento a iniziative per i disagiati e i senza lavoro.

Dal fondo pensioni garantiscono comunque che i sei milioni prelevati dal bilancio sono stati utilizzati per le pensioni e che quindi la ratio della norma statale è stata rispettata. Ma la Corte dei conti, nella sezione che si occupa di pensioni, ha deciso di rimettere la decisione finale alla Corte costituzionale. E i pensionati d’oro di Palazzo d’Orleans tornano a sperare.

25 Aprile 2017

Fonte: palermo.repubblica.it







24 aprile 2017

LA FLAI-CGIL DI AGRIGENTO PREANNUNCIA UNA AUTOCONVOCAZIONE PRESSO L'UFFICIO PER IL TERRITORIO, PER ESSERE RICEVUTI AL FINE DI DISCUTERE E RISOLVERE LE PROBLEMATICHE LEGATE AL PAGAMENTO DELLE MENSILITÀ ARRETRATE DI DICEMBRE 2016 E MARZO 2017

Dalla pagina facebook
Flai-CGIL Agrigento




Spett/le Ing. FEDERICO PIAZZA
Direttore Ufficio per il territorio di
Agrigento
Spett/le S.E. Il Prefetto Agrigento

 

Oggetto: Autoconvocazione;
La scrivente O.S. Flai-CGIL di Agrigento, preannuncia una autoconvocazione per giovedì 27 Aprile alle ore 09,30, con delegazione di lavoratori forestali, presso l'Ufficio per il territorio di Agrigento, per essere ricevuti al fine di discutere et risolvere problematiche legate al pagamento delle mensilità arretrate di Dicembre 2016 e Marzo 2017.
Si richiede inoltre, nella mattinata dello stesso giorno un incontro con S.E. il Prefetto di Agrigento dal momento che le tensioni tra i lavoratori sono tali da chiedere il suo autorevole intervento.

In attesa dell’incontro si porgono cordiali saluti;
Agrigento lì 24/04/2017

Il Segretario della FLAI CGIL di Agrigento
Francesco Colletti





INTERVISTA A GIUSEPPE LUPO: «ALL` ARS SERVE UN ACCORDO ANCHE CON IL M5S PER TIRARCI FUORI DALLA PALUDE». TREGUA GENERALE PER IL BENE DELL` ISOLA







23 aprile 2017

REGIONE SUL BANCO DEGLI IMPUTATI. SITI ARCHEOLOGICI NELL'OBLIO. FONDI SBIGLIETTAMENTO FERMI DAL 2014. OGGI VOLONTARI IN CAMPO. PER IL DEPUTATO REGIONALE VINCENZO VINCIULLO, SI SAREBBE POTUTO PENSARE A UTILIZZARE I FORESTALI E CREDO CHE AVREBBE FATTO BENE LA SOPRINTENDENZA A CHIEDERNE FORMALMENTE ALLA REGIONE L'IMPIEGO




13 luglio 2012. De Marco: se non ci fossero stati i forestali non ci sarebbe Pantalica, non ci sarebbe Vendicari, Cavagrande del Cassibile e neanche Cava del Carosello, solo per citare alcuni tesori del siracusano

07 Dicembre 2014. Carmelo Frittitta ex Direttore azienda Foreste di Siracusa: è fuori luogo sparare sui forestali!!!


In questo link tutte le altre interessantissime notizie correlate assolutamente da leggere!







PLAYA, RUGBY NEI PARCHI ARRIVA A CATANIA «UN MODO PER AVVICINARE BIMBI A SPORT»


Giorgia Lodato
Sport – Il capoluogo etneo è stato scelto quest'anno come sede per l'iniziativa nazionale, organizzata dagli amanti della palla ovale. Molte le famiglie che hanno partecipato e i piccoli sportivi che hanno conosciuto una nuova disciplina al boschetto del litorale etneo

Non hanno paura di sporcarsi rotolandosi nella terra centinaia di bambini e bambine catanesi letteralmente scesi in campo per l’evento nazionale Rugby nei Parchi, giunto quest’anno alla sesta edizione e ospitato al boschetto della Playa di Catania per il debutto siciliano. Quella etnea è la seconda delle sei tappe della manifestazione volta a promuovere il rugby partita da Milano e dedicata ai bambini dai 5 ai 12 anni, che in attesa del proprio turno ripassano le regole del gioco e si sostengono a vicenda.

«Sono tutti incuriositi e non vedono l’ora di giocare e conquistare la famosa palla ovale», dice il papà di Iacopo, 8 anni, a cui piacciono i giochi di squadra e il ju jitsu. «Mio figlio lo ha scoperto in televisione e sono qui per farglielo provare - aggiunge mentre il bambino corre a giocare - poi sarà lui a decidere se continuare». Anche Clara e Pia, entrambe dodicenni, stanno scoprendo il rugby per la prima volta. Una fa pallavolo, l’altra nuoto, e non si definiscono «tipe da danza classica». «Non lo conoscevamo e ci è piaciuto un sacco, forse ci riproveremo», dicono da bordo campo. «È una bella occasione per stare all’aria aperta e apprezzare non solo questo sport poco conosciuto - commenta la mamma di Josè, sei anni, che fa judo e apprezza gli sport da contatto - ma anche uno degli spazi esterni della nostra città».

«Il progetto ha proprio l’obiettivo di avvicinare i bambini all’attività sportiva usando gli spazi verdi della città» - spiega a MeridioNews Emanuela Bertoli, responsabile nazionale di Rugby nei parchi, che chiarisce come in molti casi gli allestimenti restino in modo permanente. È il caso anche di Catania, dove la polizia di Stato e l’unità cinofila e a cavallo hanno messo a disposizione della città il polmone verde di quasi 300.000 metri quadrati che li ospita e che molti stanno scoprendo per la prima volta.

«Mi meraviglio del fatto che tanti non c’erano mai stati, perché uno spazio così bello dovrebbe essere sempre frequentato - aggiunge Bertoli, che da sei anni progetta l’evento. «Catania ha una grande tradizione dal punto di vista rugbistico e ci sembrava giusto che il nostro ingresso in Sicilia avvenisse in questa città». Un’operazione resa possibile anche grazie al comitato regionale siciliano della Federugby, di cui è presidente Orazio Arancio, che sottolinea un’altra mission dell’appuntamento, ovvero sensibilizzare la società sul tema dello sport e dei disabili, molto sentito dalla comunità etnea.

«La tappa del capoluogo etneo prevede anche dimostrazioni di rugby in carrozzina - a Catania curato da All Sporting Asd - Wheelchair Rugby Catania - Ci sono ancora delle barriere mentali da abbattere sul rugby, in molti lo considerano uno sport per pochi, mentre è adatto a tutte le strutture fisiche, a maschi e femmine, perché è divertente e porta dei valori, per questo è in forte crescita in tutta Italia». Anche in Sicilia, dove gli impianti però non sono sufficienti per accogliere tutte le richieste. «È paradossale e per questo la manifestazione punta i riflettori su alcuni spazi cittadini che andrebbero recuperati - osserva Arancio - Non solo il boschetto della Playa, ma anche il piazzale delle carrozze della villa Bellini sarebbe un ottimo spazio non solo per la nostra disciplina, ma per molti sport di squadra, anche se - conclude - probabilmente manca la volontà di lavorarci».
22 Aprile 2017

Fonte: catania.meridionews.it




NOTIZIE CORRELATE:

CATANIA. AL BOSCHETTO DELLA PLAYA SI PUO' UTILIZZARE IL CORPO FORESTALE. TRA DEGRADO E RIFIUTI SPUNTA UN BANDO PER IL PARCO AVVENTURA





VERDE PUBBLICO DEGRADATO, LE PROPOSTE DI PARTE DEL PD. «IL COMUNE DEVE GARANTIRE LA FRUIZIONE DEI PARCHI» MA IN QUALE CASSETTO SONO FINITE LE BELLE PROPOSTE CHE RIGUARDAVANO I LAVORATORI FORESTALI? 

PLAYA, IL BOSCHETTO CHIUSO DA DIECI GIORNI. STRARIPA IL LAGO. D'AGATA: «NON LO SAPEVO»  

BOSCHETTO DELLA PLAYA, CHIUSO E ABBANDONATO. MULTISERVIZI: «C'È INCURIA, MA È COLPA DELLA GENTE»

BOSCHETTO PLAYA, AL VIA LAVORI PER IL PARCO AVVENTURA «PIATTAFORME ALTE, L'AREA RESTERÀ ACCESSIBILE A TUTTI» IL BLOG: NON DIMENTICHIAMO AFFATTO QUANDO I LAVORATORI FORESTALI DOVEVANO TUTELARE IL PARCO GIOENI, IL BOSCHETTO DELLA PLAJA ECC.

CATANIA. ODEON, PERCORSO ARCHEOLOGICO E CUMULI DI RIFIUTI. GRAND TOUR TRA SCATOLE DI FAGIOLI, BOTTIGLIE ROTTE ED ERBA INCOLTA E RINSECCHITA. DUE ANNI FA, AD ESEMPIO, I VERTICI DEL PARCO PER ABBATTERE LE SPESE, HANNO ATTIVATO UN PROTOCOLLO D'INTESA CON L'ENTE REGIONALE FORESTALE. IL BLOG: SIAMO SENZA PAROLE

CATANIA. P.ZZA BORGO, GIARDINO PIANTATO DA SCOUT E ASSOCIAZIONI. «PER INCENTIVARE I CITTADINI A PRENDERSI CURA DEL VERDE». GLI ALBERI SONO STATI DONATI DAL CORPO FORESTALE

22 aprile 2017

ADRANO (CT), IL M.A.B. SICILIA, PASSATO, PRESENTE E FUTURO!

Ricevo e pubblico
dal Coordinatore M.A.B. Sicilia Prov. Catania 
Santo Rapisarda




Ieri sera 21 Aprile 2017 ad Adrano (CT) presso Ex Cinema Moderno – Palazzo San Domenico si è svolta la riunione del M.A.B. Sicilia , organizzata e condotta dal Coordinatore M.A.B. Sicilia prov. Catania Santo Rapisarda, gli argomenti della riunione sono stati molto interessanti e importanti visto il delicato momento che stiamo attraversando.
Si è parlato della finanziaria Regionale 2017, PRO e CONTRO.
Si è parlato delle proposte che il M.A.B. Sicilia in questi anni ha progettato , esposto e appoggiato  al meglio delle possibilità al Governo Siciliano e dei Traguardi che si sono Raggiunti fino ad ora e che sono solamente l’inizio di un duro lavoro che ci porterà a una riforma del settore Antincendio e a un miglioramento contributivo ed economico per un futuro  dignitoso.
Si è parlato della Programmazione della prossima Stagione Antincendio
Si è parlato dell’Utilizzo del Personale Forestale nei siti a Rischio Idrogeologico e dell’Applicazione di un Piano Antialluvione dove il nostro settore può dare un grande contributo in virtù dei mezzi e della Professionalità che ci contraddistingue.

La Partecipazione e l’Interesse è stato molto alto da come si evince dalle foto allegate .
Il M.A.B. non si ferma mai e sta lottando con tutte le armi che ha a disposizione in primis l’Impegno, la Costanza e la Tenacia che gli Aderenti al M.A.B. hanno Assunto Partecipando Attivamente all’Associazione .
Si ringraziano i colleghi intervenuti
Un elogio per Santo Rapisarda per la buona riuscita della riunione
 
UNITI SI VINCE 

Coordinatore M.A.B. Sicilia distr 7 (PA)
Nicola Salamone













ENNA. SARANNO AVVIATI AL LAVORO 556 FORESTALI ENTRO LA PRIMA SETTIMA DI MAGGIO


21 Aprile 2017
Potrebbe arrivare la prossima settimana la chiamata per i lavoratori forestali da impegnare nel tre distretti della provincia Enna, Nicosia e Piazza Armerina per la esecuzione di lavori boschivi forestali. i I rappresentanti sindacali Scornavacche per la Cgil, Cimino per la Cisl e Savarinoper la UIL che seguono le vicende dell’avvio al lavoro hanno ricevuto l’assicurazione da parte del direttore provinciale della Forestale Ettore Foti che gli uffici di collocamento dei tre distretti effettueranno le chiamate il 28 aprile mentre l’avviamento al lavoro è previsto per la prima settimana di maggio. Tutto dipende dalla effettuazione delle visite mediche ai lavoratori. Ad essere avviati al lavoro saranno 556 forestali da parte dell’Azienda Foreste e tra di essi ci sono lavoratori agricoli, motoseghista, capisquadra e conduttore mezzi agricoli; che appartengono alla fascia occupazionale delle 151 giornate lavorative, i quali saranno impegnati nelle riserve di Enna, Nicosia e Piazza Armerina. Ad Enna i posti disponibili sono 214, a Nicosia sono 166 e a Piazza Armerina 176. In questa chiamata sono esclusi i lavoratori forestali che appartengono ai centounisti ed ai settantaunisti. I lavoratori saranno chiamati per il distretto di Enna 31 per Enna Spedalotto Rossomanno Grottacalda 100, Giumentaro 20, Villarosa Malpasso 43. Per il distretto di Nicosia Agira 40, Assoro 18, Cerami 14, Nicosia 47, Nicosia Casale 33 Nicosia Canalotto 13, Troina 1. Per il distretto di Piazza Armerina Aidone 63, Piazza Armerina Montagna di Marzo 78, Pietraperzia Marcato Bianco 33. 

Fonte: www.vivienna.it






CATANIA. LAVORATORI FORESTALI, ANCORA RITARDI NEL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI: VENERDÌ 28 SIT IN DI FRONTE LA PREFETTURA


La Flai Cgil di Catania ha indetto una giornata di protesta per il 28 aprile con sit in a partire dalle ore 10 di fronte alla Prefettura di via Etnea contro i gravi ritardi nei pagamenti destinati ai lavoratori forestali. Il sindacato denuncia che già il saldo del mese di dicembre "è diventato una sorta di telenovela senza fine" e che al 20 aprile nessun pagamento è stato disposto nonostante un arretrato di quattro mensilità.

"Ci troviamo di fronte a lungaggini inspiegabili - commentano i segretari della Flai Cgil, di Catania e Caltagirone, Pino Mandrà e Nuccio Valenti-  e a continui rimpalli di responsabilità tra enti e strutture regionali. Chi paga per tutto questo? ovviamente i lavoratori e le loro famiglie".

21 Aprile 2017 

Fonte: nuke.flaicgilcatania.it




 

ARS, LA FINANZIARIA ANCORA IN ALTO MARE. RINVIO A MARTEDÌ. IL PD, CON GIOVANNI PANEPINTO, ANTICIPA CHE PROPORRÀ «DI AUMENTARE IL NUMERO DELLE GIORNATE LAVORATIVE DEI FORESTALI












“SVELTINA” DELL’ARS PER SALVARE I COMUNI, MA LASCIA LO STESSO L’AMARO IN BOCCA. PANEPINTO: POSSIAMO AUMENTARE IL NUMERO DELLE GIORNATE LAVORATIVE AI FORESTALI E AL PERSONALE ANTINCENDIO A COSTO ZERO


“Dopo soli venti minuti, rendendosi conto dell’impossibilità di proseguire fattivamente i lavori, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, è stato costretto a chiudere la seduta odierna e a rinviare l’Aula a mercoledì 26 aprile. Nemmeno la discussione di un provvedimento fondamentale quale la finanziaria regionale, che dovrà essere approvato improrogabilmente entro fine mese, riesce a indurre governo e maggioranza ad un atteggiamento responsabile. Quella scattata oggi è l’ulteriore disarmante fotografia dell’ineluttabile disfacimento di questa amministrazione regionale”.
Sono le parole dell’onorevole Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’ARS, che certo non le manda a dire al governo e la sua maggioranza.  La “sveltina” dell’Ars, venerdi, non è certo un biglietto di visita che promuova il governo e, per le responsabilità politiche, l’Assemblea regionale. L’esame e l’approvazione della finanziaria, una volta bilancio preventivo, è stata sempre una brutta bestia da domare, e quello di fine legislatura un happening senza tempo né contenuti prevedibili. Sono le giornate dell’ingorgo. Solo che in passato c’erano i soldi e i tre quattro parlamentari che avevano carisma a riuscivano a appattare la quaranta.
Il fatto, tuttavia, che le brutte esperienze si ricalcano come avessero in dotazione la carta carbone, non suscita né indulgenza né comprensione. La finanziaria è uno strumento di governo indispensabile, la cui assenza potrebbe mettere in croce la Sicilia più di quanto non lo sia già.
Stavolta, a sospendere la seduta, tuttavia, è stata una questione di rilevante interesse, la decadenza dei sindaci che non hanno avuto l’approvazione del bilancio ,entro i termini prescritti, da parte del consiglio comunale. Per intenderci, se una norma identica, avesse messo dentro il governo della Regione, anche Crocetta sarebbe “decaduto”, al pari dei primi sette sindaci,finiti sotto il “patibolo”.
L’Anci Sicilia, associazione che rappresenta i comuni, ha fatto quadrato ed ha incontrato il Presidente dell’Ars, perché la norma venga modificata, concedendo una certa flessibilità. Ma questa modifica ha bisogno di qualche giorno di tempo, da qui la necessità dell’ennesimo rinvio.  Su questo “altare” i gruppi parlamentari hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco, ma nessuno rinuncia ad assi0stere un “diretto” sl mento dell’avversario, di quelli che fanno guadagnare punti nei match fra boxeur. Insomma si viaggia su due binari, il primo è quello ufficiale nel quale ognuno fa la sua parte, nel secondo si discute, si tratta, si cerca una soluzione, perché rimanere appesi alla finanziaria fa correre rischi a tutti.
“Mi auguro che i lavori d’Aula per l’approvazione della finanziaria regionale riprendano giorno 26 aprile con grande senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, scrive il capogruppo all’Ars dei Centristi per la Sicilia, Marco Forzese”.”E’ impensabile continuare a rimanere nel bunker creato con migliaia di emendamenti mentre tante categorie di siciliani aspettano risposte importanti. Non possiamo più tergiversare”.  In particolare raccogliamo l’appello dell’Anci – ricorda Forzese – che nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme sulla norma che prevede in Sicilia la decadenza dei sindaci in caso di mancata approvazione del bilancio comunale. Siamo certi che anche in questo scorcio finale di legislatura, con la garanzia istituzionale del presidente Giovanni Ardizzone, si possa approvare un buon documento finanziario”.    Dello stesso avviso sono il presidente del gruppo PD all’Ars Alice Anselmo e il vicepresidente Giovanni Panepinto. “Raccogliamo l’appello dell’Anci, bisogna restituire alle autonomie locali la certezza della governabilità”, dichiara in una nota, per questo abbiamo proposto la presentazione di un emendamento per abrogare la norma che prevede la decadenza dei sindaci in caso di mancata approvazione del bilancio comunale.  “Invitiamo inoltre l’assessore alle Autonomie locali a sospendere la verifica nei comuni che non hanno adottato gli strumenti finanziari, alla luce del fatto che non è ancora stata approvata la finanziaria regionale e quindi non c’è certezza sulle loro entrate”. Il tema è stato affrontato in aula all’Ars nel corso dell’esame della manovra finanziaria: il Partito Democratico si è fatto promotore di un emendamento da sottoporre agli altri gruppi parlamentari.  “Importante e necessario l’incontro Anci con il Parlamento Siciliano”, commenta Michele Cimino, portavoce di Sicilia Futura. “Le leggi non possono essere frutto di voti segreti o atti di pirateria.. Le leggi devono rappresentare momenti di diagnosi studio e condivisione per meglio rappresentare gli interessi del territorio. I Sindaci, conclude, per il ruolo attribuitogli dai Cittadini devono essere gli interlocutori privilegiati nel processo legislativo”
“Bisogna prendere atto – aggiungono Anselmo e Panepinto – che questa ‘sanzione’, nata con l’obiettivo di accelerare l’approvazione dei bilanci nelle amministrazioni locali, crea in realtà più problemi di quelli che risolve ed rischia di impedire il regolare corso dell’attività dei sindaci dal momento che l’iter di approvazione dei bilanci spesso ritardi per cause indipendenti dalla volontà degli amministratori. Ci auguriamo – concludono Anselmo e Panepinto – che l’emendamento, che proporremmo nell’ambito della finanziaria, trovi il più ampio consenso in aula”.
Panepinto, stavolta per conto suo, si occupa d’altro.“Per rendere più efficiente e utile alla Sicilia il lavoro di prevenzione e cura del territorio da parte dei forestali e del personale antincendio”, osserva, “grazie ai circa 30 milioni per il ‘piano alluvioni’ ed ai più di 700 pensionamenti previsti nei prossimi 12 mesi, si può aumentare il numero delle giornate lavorative ‘a costo zero’. Proporrò, avverte Panepinto, una norma in finanziaria che prevede di far passare a 151 giornate lavorative le unità che attualmente ne effettuano 101, e far passare i ‘settantottisti’ a 101 giornate. Si tratta di un’operazione che permetterebbe di ottimizzare le funzioni di forestali e antincendio, senza incidere sul costo complessivo del bacino”.  Un passo avanti per i forestali e uno indietro per le risorse regionali.

Panepinto, stavolta per conto suo, si occupa d’altro.“Per rendere più efficiente e utile alla Sicilia il lavoro di prevenzione e cura del territorio da parte dei forestali e del personale antincendio”, osserva, “grazie ai circa 30 milioni per il ‘piano alluvioni’ ed ai più di 700 pensionamenti previsti nei prossimi 12 mesi, si può aumentare il numero delle giornate lavorative ‘a costo zero’. Proporrò, avverte Panepinto, una norma in finanziaria che prevede di far passare a 151 giornate lavorative le unità che attualmente ne effettuano 101, e far passare i ‘settantottisti’ a 101 giornate. Si tratta di un’operazione che permetterebbe di ottimizzare le funzioni di forestali e antincendio, senza incidere sul costo complessivo del bacino”.
Un passo avanti per i forestali e uno indietro per le risorse regionali.
22 Aprile 2017

Fonte: www.siciliainformazioni.com




Notizia correlata:

Finanziaria. Panepinto: ottimizzare lavoro forestali ed antincendio a ‘costo zero. Proporrò una norma in finanziaria che prevede di far passare a 151 giornate lavorative le unità che attualmente ne effettuano 101, e far passare i ‘settantottisti’ a 101 giornate







SUD PRIORITARIO SOLTANTO A PAROLE VIENE CANCELLATO DAL DEF


di Redazione in collab. con Rete civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno

Il Pd prende in giro i siciliani: Ponte e Autorità portuale non sono un’elemosina

Per molti giorni i messinesi si sono illusi che la visita del Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio alla loro città portasse belle notizie.
I più ottimisti sognavano l’annuncio della ripresa dell’iter di costruzione del Ponte sullo Stretto o, quantomeno, le scadenze del percorso tecnico-burocratico dell’opera. Tutti - meno un paio di vecchi politici e i loro portaborse - contavano sull’annullamento dello sciagurato trasferimento a Gioia Tauro della sede dell’Autorità portuale di Messina e Milazzo.

Non per un campanilismo fuori tempo, bensì perché chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale deve ammettere che l’accorpamento equivale a un’appropriazione indebita ai danni di milazzesi e messinesi. Il Ministro ha risposto picche su tutto e il Partito Democratico pagherà pesantemente l’umiliazione inflitta ai cittadini peloritani.

E' impossibile non capire che i No dell’alto esponente del Governo Gentiloni condannano Messina e la Sicilia a proseguire nel suo percorso di decadenza. Non esiste al mondo un Paese civile che marginalizzi pervicacemente milioni di suoi cittadini, come hanno fatto e continuano a fare i Governi italiani con l’estremo Sud.

La necessità di ulteriori approfondimenti tecnici e l’avvio dell’ennesima analisi costi-benefici sono offensivi e ingiustificabili. Il progetto c’è, è stato approvato, pagato ed è quanto di meglio si possa sperare. Ogni altra soluzione è un ripiego che peggiora la qualità e ritarda l’esecuzione dell’opera.

L’ipotesi Tunnel implica 10 anni tra progettazione e autorizzazioni; con esso, l’Area dello Stretto perderebbe ogni attrattiva turistica e svanirebbe il sogno dell’integrazione delle due città. Gentiloni e Delrio non possono continuare a baloccarsi sulla pelle di milioni di meridionali, considerando la SA-PA/CT (Ponte compreso) un fastidioso argomento, irrilevante per il futuro del Paese.

L’unicità dello Stretto nel panorama euromediterraneo pone Messina e Reggio Calabria sullo stesso piano di Istanbul- che ha già in cantiere il 4° ponte e il 2° tunnel - e della Manica.  Per non parlare delle isole danesi e della Svezia, dove separazioni geografiche superiori ai 10 km sono state annullate da molti anni, con risultati sociali ed economici straordinari.

Altrettanto irragionevole appare l’affermazione del Ministro sull’irrevocabilità della decisione di creare un’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno meridionale, dello Ionio e dello Stretto – disomogenea già nella denominazione – nella quale inserire in modo forzato e innaturale porti di dimensioni, tipologie e problematiche totalmente diverse. Alcuni con gestione attiva, altri tenuti in vita esclusivamente mediante aiuti pubblici, altri ancora vere e proprie polveriere.

Totalmente inverosimili, poi, suonano le assicurazioni sul mantenimento dell’autonomia amministrativa, che richiederebbe immediate modifiche alla Legge. A Messina, Delrio e Faraone hanno annunciato che decine di milioni di euro e i “gioielli di famiglia” - zona falacata, fiera, passeggiata a mare, risanamento di Maregrosso, pontile di Milazzo, collegamenti con la eventuale ZES, etc. – saranno tolti a messinesi e milazzesi per essere gestiti altrove. Ed era solo l’inizio. Poi è arrivato un Allegato Infrastrutture al Def indegno di chi dovrebbe occuparsi dell’intero Paese.
Fernando Rizzo

22 aprile 2017
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it







SIRACUSA, MARTEDÌ AL PANTHEON LA COMMEMORAZIONE DEL 72° ANNO DELLA “LIBERAZIONE”. VEDRÀ IMPEGNATO ANCHE IL CORPO FORESTALE


21 Aprile 2017
Il 25 aprile avrà luogo a Siracusa la commemorazione del 72° anniversario della “liberazione”. La manifestazione con inizio alle 10 si svolgerà nel piazzale antistante la Chiesa di San Tommaso al Pantheon e vedrà impegnate unità dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale, dei Vigili del Fuoco e della Croce Rossa italiana.
Saranno inoltre presenti i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma con labari e medaglieri. Dopo lo schieramento dei gonfaloni dei Comuni, dei labari e dei vessilli delle associazioni combattentistiche e d’Arma il Prefetto e il Comandante Militare Marittimo Autonomo in Sicilia passeranno in rassegna lo schieramento, infine verrà depositate delle corone di fiori prima della celebrazione della Santa Messa all’interno della Chiesa.

Fonte: www.siracusanews.it







IL MINISTRO DE VINCENTI A PALERMO: "PER IL PATTO PER LA SICILIA CI SONO 300 MILIONI". NELLE PROSSIME SETTIMANE PARTIRANNO QUELLI CHE RIGUARDANO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO



L'esponente del Governo Gentiloni ha fatto il punto nel corso di un incontro con il governatore Rosario Crocetta

«Sul fronte dell’attuazione del Patto per il Sud con la Regione siciliana sono già stati attuati interventi per oltre 300 milioni di euro. Presto ne saranno attivati altri. Puntiamo a raddoppiare questo impegno di risorse entro giugno, continuando con un’accelerazione costante».
L’ha detto il ministro per la Coesione territoriale Claudio De Vincenti, a Palermo, a margine di un incontro con il governatore della Sicilia Rosario Crocetta, per fare il punto sullo stato di attuazione del Patto per il Sud nell’Isola.
«Molti progetti sono ormai definiti - ha aggiunto - per esempio quelli che riguardano il dissesto idrogeologico, che partiranno nelle prossime settimane. In questi giorni sono state firmate le convenzioni tra le Regione e le Città metropolitane di Messina e Catania sul dissesto idrogeologico e sono partiti una serie di interventi di politica industriale. Il Patto ha ripreso a marciare, dobbiamo fare un’accelerazione ma le capacità dimostrate dalla Regione ci rendono fiduciosi».
Parlando della spesa dei fondi strutturali della programmazione 2007-2013, De Vincenti ha detto: «Il risultato raggiunto dalla Regione siciliana è molto importante. Su 4,3 miliardi di euro siamo arrivati al pieno assorbimento. E’ un risultato importantissimo, vista l’eredità precedente. E’ un segnale di ritrovata capacità amministrativa da parte della Regione».
21 Aprile 2017

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.lasicilia.it






AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI PIETRAPERZIA CONTRO LA CHIUSURA DEL DISTACCAMENTO DELLA FORESTALE


PIETRAPERZIA. Una lettera inviata da Michele Laplaca, assessore comunale alla Agricoltura. Destinatari del documento sono il Dirigente del Comando Corpo Forestale Regione Sicilia di Palermo, il dirigente dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Enna e il Prefetto di Enna Maria Rita Leonardi. L’oggetto è “Valorizzazione Distaccamento Corpo Forestale Pietraperzia”. “Alla luce della possibilità di una chiusura del Distaccamento Pietrino – si legge ad apertura del documento – del Corpo Forestale Regionale per un accorpamento alla sede provinciale di Enna, lo scrivente, in nome dell’amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza, si appella alle istituzioni in indirizzo affinché attivino tutte le procedure tecniche ed amministrative per far sì che ciò non avvenga al fine di evitare di depauperare ulteriormente risorse ed energie asl nostro territorio. I recenti fatti di cronaca, che hanno visto protagonista il nostro piccolo Comune tra le pagine dei rotocalchi regionali e nazionali, sono motivazioni più che sufficienti affinché questo importante presidio nel territorio, sia non solo non soppresso ma piuttosto valorizzato aumentando ulteriormente la già attiva collaborazione con gli altri corpi di vigilanza e di pubblica sicurezza”. “È, infatti, – si legge nella stessa lettera – da sottolineare la fattiva collaborazione tra il Corpo e le nostre forze di Polizia Locale”. “Queste ultime, già di fatto ridotte a solamente 4 unità operative al di fuori degli uffici, senza l’ausilio degli Ispettori Forestali, non sarebbero astate in grado di ritrovare un nostro concittadino disperso nelle vicine campagne non più di qualche tempo fa”. Attualmente il corpo forestale di Pietraperzia conta tre unità: il comandante, l’ispettore superiore Filippo Emma ed altri due ispettori. Il distaccamento della Forestale di Pietraperzia è ospitata nei locali della delegazione comunale Madunnuzza di via Diego Messina”.
Gaetano Milino


Fonte: www.vivienna.it





IL PROVVEDIMENTO. TORRENTI, L'AZIENDA FORESTE: "IL SINDACO REVOCHI L'ORDINANZA, È INATTUABILE". IL COMPITO DELLA FORESTALE È BEN ALTRO RISPETTO ALLE RICHIESTE


21 Aprile 2017
L'ordinanza sindacale impone appena 90 giorni per ultimare i lavori di bonifica nei torrenti, ma i forestali hanno altri compiti, come la scerbatura. L'Azienda Foreste è inoltre in attesa che la Regione firmi i finanziamenti per una serie di progetti.

“Quel che pretende l’amministrazione comunale sui torrenti entro 90 giorni non si potrebbe realizzare neanche se intervenisse l’esercito. In ogni caso il compito della Forestale è ben altro rispetto alle richieste. Ci sono infine una serie di progetti per i quali siamo in attesa dei decreti di finanziamento, ma gli uffici di Palazzo Zanca e chi amministra dovrebbero conoscere competenze e ruoli”.

E’ moderato nelle dichiarazioni il direttore provinciale dell’Azienda Foreste Giovanni Cavallaro, ma vuol fare chiarezza sull’ordinanza sindacale emessa da Accorinti nei giorni scorsi e che dispone al Dipartimento regionale al Territorio di “dare immediate disposizioni agli uffici regionali preposti per la redazione di una relazione dettagliata sullo stato dei torrenti ricadenti nel Comune di Messina, entro 30 giorni, individuando quelli che necessiterebbero di interventi urgenti ed indifferibili a salvaguardia dell'incolumità della salute e dell'ambiente, oltre a quelli già programmati dal Servizio 12 di Messina e a quelli periziati dal Genio Civile di Messina" e di dare immediate disposizioni, entro 15 giorni, per l'esecuzione degli interventi di bonifica di tutti i torrenti ricadenti nel Comune di Messina, i cui lavori dovranno essere eseguiti entro 90 giorni, compresi quelli già programmati e periziati".

L’Azienda Foreste è proprio quell’ufficio al quale il Dipartimento regionale al Territorio, secondo l’ordinanza sindacale, dovrebbe fare predisporre una relazione su tutti i torrenti del Comune di Messina entro 30 giorni, entro 15 dovrebbe avviare gli interventi di bonifica ed entro 90 giorni completare i lavori.

Non ci riuscirebbe neanche una pattuglia di super eroi , men che mai potrebbero farlo i forestali, i cui compiti, in base alla normativa ed al contratto, riguardano i lavori di pulitura e scerbatura, non già la risagomatura degli alvei dei torrenti o altre opere di tipo edilizio e di bonifica.

“Sin dal 2014 alla luce della necessità di una serie di lavori di pulizia negli alvei dei torrenti-spiega Cavallaro- Abbiamo predisposto una serie di progetti per i quali attingere alle risorse disponibili, come ad esempio il Pac. In sinergia con il Genio civile abbiamo individuato le zone e predisposto circa 19 progetti che abbiamo sottoposto all’attenzione del Dipartimento regionale al Territorio e ambiante per la valutazione e l’approvazione. E’ chiaro che i finanziamenti dipendono anche dal Bilancio della Regione e dall’approvazione da parte dell’Ars del Bilancio stesso. L’iter istruttorio è stato portato avanti e sin da settembre-ottobre scorso eravamo in attesa del via libera. Noi siamo pronti. Purtroppo ancora le somme sono bloccate. A gennaio siamo tornati a chiedere lo stanziamento, adesso siamo in attesa dei primi decreti. Non dovrebbero esserci ulteriori ritardi, ma ripeto, si tratta di progetti per lavori che sono di competenza dei forestali, ben diverso rispetto a quello che vuole Accorinti o il dirigente che ha predisposto l’ordinanza. Tutto questo peraltro l’ho fatto già presente nei mesi scorsi al sindaco in un tavolo tecnico”.

I lavori relativi ai progetti che saranno finanziati (e che riguardano la pulizia, lo stralcio degli alberi e la scerbatura dei torrenti) inizieranno in estate, perché si tratta di interventi che devono necessariamente essere fatti quando non piove e quando i torrenti sono a secco. I forestali non possono ad esempio eliminare la spazzatura e le discariche abusive negli alvei, perché non rientra tra i loro compiti, né effettuare risagomatura o bonifica. C’è poi il problema della titolarità, perché molti rientrano nella competenza del Demanio o della Regione.

“Già a marzo il Comune mi ha intimato, come Azienda Foreste ad intervenire-prosegue Cavallaro- preannunciando l’ordinanza qualora non l’avessi fatto. Ho chiesto un incontro ad Accorinti ma finora non ho ricevuto risposta. Adesso l’ordinanza è indirizzata al dirigente regionale al territorio. E’ come se per la mancata consegna di un certificato d’anagrafe qualcuno si rivolgesse all’assessore. I forestali fanno altro, non bonificano, tagliano erba. Ed in ogni caso nessuno è in grado di fare quei lavori in 90 giorni, neanche se intervenisse l’esercito. Non scherziamo. Ho già parlato con il Prefetto, chiederemo la revoca in autotutela dell’ordinanza, ed anche il nostro dirigente regionale, Di Trapani, interverrà. Noi operiamo in sinergia ed armonia con diverse amministrazioni comunali. A Taormina abbiamo fatto un gran lavoro in vista del G7 sia al Parco Naxos che al Teatro Greco e ci è stato riconosciuto. Queste difficoltà le riscontriamo solo con il Comune di Messina”.
Rosaria Brancato


Fonte: www.tempostretto.it