TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PER NON FARSI PRENDERE IN GIRO. QUESTA E' LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA.





































Papa Francesco:
“Non c'è dignità senza lavoro”









13 Giugno 2012 Facebook. Riscontro del
Presidente Rosario Crocetta

















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22 agosto 2014

VOGLIAMO E DOBBIAMO GUARDARE AVANTI



VOGLIAMO E DOBBIAMO GUARDARE AVANTI

Purtroppo stando così le cose, staccheremo la spina con le stesse giornate del 2013, quindi anziché andare avanti si torna indietro. Questa ingiustizia non possiamo più accettarla, ci sono dei diritti acquisiti che si devono rispettare. Perchè non ripristinare quei lavori di pubblica utilità che hanno fatto tanto bene alla collettività? Perchè ad oggi, 22 agosto 2014, non si puliscono quelle strade provinciali, comunali, statali, di campagna, quelli vicini al demanio forestale in prossimità dei boschi ecc.?
Abbiamo molti bei ricordi (DI LAVORO) degli anni passati

Ecco l'esempio di un 101nista:

Anno 2007. Giornate 106;
Anno 2008. Giornate 112;
Anno 2009. Giornate 127;
Anno 2010. Giornate 135;
Anno 2011. Giornate 151;
Anno 2012. Giornate 126; 
Anno 2013. Le lancette dell'orologio si sono fermate

Nel 2014 vogliamo ripartire dignitosamente, perchè non ha senso vantarsi di risparmiare quando tutto è stato un fallimento, vedi unificazione dei comparti, inizio della campagna antincendio in netto ritardo (mentre i boschi bruciavano), squadre antincendio senza mezzi, stato di abbandono di tutto il territorio, decurtamento degli stipendi, ecc. 
Presidente Crocetta, per tutto questo c'è da vantarsi?  No, c'è solo da vergognarsi perchè avete tolto ossigeno alle famiglie! 
Avete votato la finanziaria ter e fortunatamente il Commissario dello Stato ha dato via libera agli stipendi dei forestali, ma quest'ultimi chi l'ha visti?  Perchè gli unici stipendi prioritari devono essere solamente quelli dei Deputati che nel blitz notturno dell'ultima manovra si sono assicurati le ricche buste paga fregandosene dei lavoratori forestali e delle altre categorie? Dov'è andata a finire la rimanente parte degli arretrati contrattuali dei lavoratori dell'antincendio? Sono passati 5 anni ed avete pagato solamente i lavoratori della manutenzione. 



Contratto Integrativo Regionale

Art. 11. Retribuzione

La corresponsione della retribuzione sia per gli OTI che per gli OTD deve essere effettuata entro il giorno 15 del mese successivo a quello cui si riferisce la prestazione lavorativa e comunque non oltre la fine del mese successivo a quello cui si riferisce la prestazione lavorativa. 





Nel prossimo riordino, forse a settembre, bisogna prevedere








CALTAGIRONE: IL DIRETTORE DELL'AZIENDA FORESTALE: LE SQUADRE ANTINCENDIO LAVORERANNO FINO AL TERMINE DELLA STAGIONE ESTIVA


Caltagirone: il direttore dell'Azienda forestale

«Le squadre antincendio lavoreranno
fino al termine della stagione estiva»



«L'attività antincendio è una priorità, in questo periodo dell'anno e non c'è nessuna intenzione di sospenderla. Le squadre antincendio, quindi, continueranno a prestare la propria opera sino alla conclusione della stagione estiva». Lo afferma il direttore dell'Azienda forestale di Catania, Ettore Foti. Intanto, quanto ai lavoratori addetti alle manutenzioni - vale a dire adibiti alla realizzazione dei viali parafuoco e alle altre attività di prevenzione dei roghi - questo il calendario degli avviamenti: oggi tocca ai 151nisti, fra sabato e lunedì a tutti i 101nisti. I 151unisti hanno sin qui effettuato 61 giornate di lavoro, mentre i 101unisti ne hanno totalizzate una ventina.
«Con le risorse attualmente a disposizione - spiega il dott. Foti - i 151unisti potranno totalizzare 101 giornate, mentre i 101unisti potranno arrivare a quota 51, ma ciò non toglie che, con le ulteriori somme che potranno rendersi disponibili, le giornate di lavoro aumenteranno».
Discorso a parte vale per i cosiddetti "78ttisti", che nel Calatino costituiscono la maggiore fetta di lavoratori e hanno al loro attivo, in questo territorio, appena sei giornate (ma alcuni anche 12), dopo le quali sono stati licenziati, tornando a casa con grande e comprensibile delusione. Quanto a loro, il direttore provinciale dell'Azienda forestale etnea conferma che «le procedure per il loro riavvio nei cantieri del Calatino saranno attivate entro la prossima settimana».
Nel complesso dei due distretti (quello che fa capo a Caltagirone e quello che comprende Vizzini e Militello), gli addetti alle manutenzioni sono 717 fra 151unisti, 101unisti e 78ttisti.
M. M.


21 Agosto 2014



NOTIZIE CORRELATE:

FINE STAGIONE CALDISSIMO PER I LAVORATORI FORESTALI DI CATANIA








FORESTALI. IL SIFUS HA PROCLAMATO UNA GIORNATA DI SCIOPERO PER IL PRIMO SETTEMBRE SE NON SI PROVVEDERA' A RIAVVIARE AL LAVORO TUTTI I FORESTALI SICILIANI






Forestali
Sciopero per la stabilizzazione







giu. mar.) Il Sifus, sindacato autonomo dei forestali per la stabilizzazione, ha proclamato una giornata di sciopero dei lavoratori forestali per il primo settembre. I segretari generale Maurizio Grosso e nazionale Alessandro Troia, in una nota al presidente della Regione Rosario Crocetta, hanno comunicato la proclamazione della giornata di sciopero, con manifestazione sotto l'assessorato regionale all'Agricoltura, che si terrà qualora non si provvederà, entro la fine di agosto a riavviare al lavoro tutti i forestali siciliani centocinquantunisti e centounisti attualmente sospesi ed i centounisti e quanti svolgono 78 giornate che ancora non sono stati avviati al lavoro. Per il sindacato è indispensabile avviate la pulitura e la manutenzione delle aree boschive unico strumento di prevenzione antincendio.

21 Agosto 2014





AREE DEVASTATE DAI ROGHI AD ERICE E A SALEMI. SONO INTERVENUTI ANCHE I FORESTALI


Aree devastate dai roghi ad Erice
e a Salemi. Due Canadair in azione


Erice e il Salemitano le aree, ieri, più colpite da devastanti incendi che hanno avuto vita facile grazie al forte vento che li ha alimentati.
A Erice un rogo sviluppatosi a metà della montagna dal lato di Pizzolungo martedì notte, intorno alle 2, si è inerpicato per chilometri lungo il crinale montuoso non entrando, però, in terreni demaniali. Sul posto sino all'alba di ieri hanno operato agenti forestali e vigili del fuoco. Per l'intera mattinata di ieri si è vigilato affinchè le fiamme non riprendessero vigore e, invece, nel pomeriggio forestali e vigili del fuoco sono dovuti nuovamente intervenire a S. Matteo, Fontanarossa, Fontanabianca e alla curva Pai.
A Salemi, in contrada Fiumelungo, dalle 12 di ieri sono andate a fuoco pineta e montagna. Sul posto per delle ore hanno operato i vigili del fuoco del locale distaccamento volontario con l'ausilio dei colleghi del Comando provinciale, di forestali e Protezione civile. Due Canadair, che si sono poi spostati per un altro rogo pure in contrada S. Ciro, hanno contribuito a domare l'incendio.
Margherita Leggio

21 Agosto 2014




NICOSIA. IN FIAMME BOSCHI E FRUTTETI, DISTRUTTI ALCUNI CASOLARI, DANNI PER LE AZIENDE AGRICOLE. DA PREMETTERE CHE ANCHE LE SQUADRE SAB DELLA FORESTALE HANNO SCONGIURATO VITTIME E DANNI ALLE ABITAZIONI.


Nicosia. In fiamme boschi e frutteti, distrutti alcuni casolari

Quello che resta della vecchia fornace
Foto lasicilia.it

Nicosia. Pesantissimo il bilancio, ancora incompleto degli incendi che hanno devastato terreni, casolari, infrastrutture, attrezzature agricole, tra la sera del 10 e la notte del 15 agosto. Fiamme che più di altre volte hanno fatto paura, perché si sono avvicinate come mai all'abitato, inghiottendo centinaia di errai di boschi, macchia mediterranea, foraggiere, campi e colture. La stima esatta si avrà solo quando gli ispettori del distaccamento del Corpo forestale, avranno completato le rilevazioni con il Gps, ma già dai rilievi sui luoghi e da quelli fotografici la stima è di circa 700 ettari percorsi dai più fronti di fiamme, appiccati sempre in più punti, tra loro distanti, ma in modo che i focolai, estendendosi anche grazie al vento, si unificassero. Purtroppo sembra il copione della drammatica estate del 2012, quando è apparso quasi certo che ad agire era, come nel caso dell'Altesinella, un gruppo organizzato di incendiari, esperti dei luoghi.
L'instancabile lavoro della forestale, delle squadre Sab, dei vigili del fuoco e l'intervento dei mezzi aerei hanno scongiurato vittime e danni alle abitazioni, ma ci sono aziende che hanno perso il raccolto di fieno, i frutteti, il foraggio che per i prossimi mesi avrebbe dovuto alimentare gli armenti. Le fiamme hanno distrutto anche alcuni mezzi agricoli, come un trattore e motozappe, pompe di prelievo di acqua da pozzi e cisterne, tubazioni per l'irrigazione e l'approvvigionamento idrico nelle stalle e nelle abitazioni rurali. Devastate migliaia di metri di recinzioni e staccionate e diversi casolari sparsi, spesso utilizzati come magazzini e foresterie, con danni per svariati milioni di euro. Rispetto all'incendio del 2012, che provocò la morte di diversi armenti, i danni sono superiori, perché le fiamme hanno colpito una zona più urbanizzata, rispetto a quella di due anni fa, con un maggior numero di strutture aziendali.
L'area maggiormente colpita è quella del versante ovest di Monte San Giovanni, dove sono anche state evacuate diverse abitazioni del quartiere Panotto. Come ha spiegato l'anziana proprietaria di una azienda agricola, anche se gli incendi si verificano ogni anno, non era mai accaduto di vedere distrutto tutto, ad accezione della casa e il bestiame è salvo solo perchè è stato portato via a precipizio. Preoccupato un allevatore per il destino della sua attività, considerato che su alcuni vasti appezzamenti di terreno da pascolo che detiene in affitto nella vallata che arriva sulla statale 117 per Leonforte, è rimasta solo cenere e che da subito dovrà acquistare il foraggio. I proprietari dei terreni devastati dall'incendio stanno ora facendo la stima dei danni e stanno documentando la situazione con perizie tecniche e fotografie, quindi inoltreranno la richiesta al sindaco di attivare la procedura per lo stato di calamità ed accedere ai sussidi.
Giulia Martorana

21 Agosto 2014






TRA UN MESE SI APRE LA CACCIA. ECCO LA MAPPA DELLE ZONE VIETATE NEL NISSENO. NON SI POTRA' CACCIARE IN QUELLE ZONE PERCORSE DAL FUOCO NEGLI ULTIMI DIECI ANNI, DEMANIO FORESTALE COMPRESO


Tra un mese si apre la caccia

Ecco la mappa delle zone vietate nel Nisseno e tutte le date da ricordare per evitare denunce



Il calendario venatorio 2014/2015 è stato pubblicato ieri nel Supplemento ordinario alla Gazzetta ufficiale regionale. La regolamentazione in materia di caccia è piuttosto complicata, tanto da aver reso necessaria la pubblicazione, oltre al calendario, di altri nove decreti assessoriali che regolamentano in maniera differente la caccia in particolari aree dell'isola come le isole minori, lo stretto di Messina e alcuni "siti Natura 2000" come Torre Manfria, il Biviere e la Piana di Gela. Prevista la pre-apertura della caccia a tortora (solo 3 giorni), colombaccio (solo 5 giorni) e coniglio (senza limiti giornalieri) dall'1 al 20 settembre, ma limitata ai soli cacciatori residenti in Sicilia.
Dal 21 settembre si ha l'apertura "regolare" della stagione nel corso della quale ogni cacciatore potrà scegliere tre giorni di caccia settimanali, esclusi i giorni di martedì e venerdì. Si potrà cacciare nell'ambito di residenza (e in quelli in cui si è stati ammessi) e in due ambiti per la selvaggina migratoria, ma solo per 28 giornate.
Ogni cacciatore potrà abbattere 15 capi di selvaggina al giorno con ulteriori limitazioni per ogni singola specie e per la selvaggina stanziale.
Confermato il divieto di impiego delle munizioni con pallini di piombo a una distanza inferiore di 150 metri dalle rive delle zone umide.
In provincia il furetto potrà essere impiegato solo dal 1° settembre al 30 ottobre. Dal 21 settembre sono cacciabili coniglio selvatico (fino al 14 dicembre), volpe (fino al 30 gennaio 2015), colombaccio (fino al 24 gennaio), quaglia (fino al 31 ottobre), merlo (fino al 31 dicembre), gazza e ghiandaia (fino al 31 gennaio); dal 1 ottobre ad allodola (fino al 31 dicembre), cesena, tordo bottaccio e tordo sassello (fino al 10 gennaio), alzavola, beccaccino, canapiglia, codone, fischione, folaga, gallinella d'acqua, germano reale, mestolone, moriglione, pavoncella e porciglione (fino al 19 gennaio), beccaccia (fino al 31 gennaio) e tortora (fino al 31 ottobre).
Dal 1° novembre consentita la caccia al cinghiale (fino al 31 gennaio). Per quanto riguarda la volpe, fino al 31 dicembre è possibile la caccia in forma libera e in battuta, dal primo gennaio la caccia in forma libera è consentita da appostamento temporaneo e senza cani mentre le battute potranno essere autorizzate in aree dove non si possa arrecare danno ad altre specie.
La caccia al cinghiale in battuta è consentita dal 1° novembre al 31 gennaio, successivamente solo da appostamento temporaneo e senza cani.
Dall'1 al 31 gennaio si potrà cacciare nei boschi, nei seminativi arborati, negli uliveti privi di frutto pendente, negli acquitrini, corsi d'acqua e laghetti artificiali. Nelle zone dell'Iba (Important Bird Area) del "Biviere e Piana di Gela" esterne alla Zps (Zona di protezione speciale) la caccia è consentita dal 1° ottobre al 31 gennaio, nel mese di gennaio è consentita esclusivamente la caccia al cinghiale, solamente nei giorni di sabato e domenica per le altre specie.
La caccia è vietata nelle aree interne alle dighe Comunelli, Disueri e Cimia, nella Piana del Signore, nelle sette riserve naturali della provincia, nell'oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica di Scala (Mussomeli), nella zona cinologica di tipo B di contrada Mandra di Mezzo (San Cataldo) e in quella di tipo A delle contrade Avvento, Bucceri e Persico (Caltanissetta), nel demanio forestale, nei fondi chiusi e per una fascia di 150 metri nelle aree contigue ai siti "Natura 2000", nelle zone percorse dal fuoco negli ultimi dieci anni.
Sono riservati alla gestione privata della caccia i territori delle aziende faunistico e agricolo-venatorie Mandra di Piano (Mussomeli), Cardinale (Mussomeli), Poggio Diana (Niscemi), San Martino Cicuta (Caltanissetta) e Cisterna Barboraso Manca (San Cataldo).
Nel sito "Natura 2000" torre Manfria, Biviere e piana di Gela la caccia sarà consentita dal 1° ottobre al 31 dicembre a 9 cacciatori di Butera, 252 di Gela, 62 di Mazzarino e 75 di Niscemi, ma soltanto nel territorio del comune di residenza e con limitazioni specifiche.
La caccia non è consentita nei siti di importanza comunitaria (Sic) "Biviere e Macconi di Gela" e "Torre Manfria".
Valerio Cimino

 21 Agosto 2014





CALTANISSETTA. ROGO VICINO AGLI UFFICI DELLA FORESTALE


Ieri pochi incendi nel nisseno

Rogo vicino gli uffici della forestale



v. p.) Tregua sul fronte incendi rispetto agli ultimi giorni, quando si erano verificate situazioni di emergenza. I vigili del fuoco hanno comunque avuto il loro da fare a Caltanissetta, in contrada Valle, poco distante da dove si trovano gli uffici della Guardia forestale, per estinguere un incendio di sterpaglie con le fiamme che avevano raggiunto il bordo della carreggiata, ma senza creare particolari disagi alle auto che transitano nella zona.
Anche in provincia situazione roghi che è stata tenuta tranquillamente sotto controllo con i vigili del fuoco del comando provinciale che sono intervenuti nelle campagne intorno a Mazzarino, Mussomeli e Niscemi per spegnere piccoli roghi di sterpaglie. Anche alla periferia di Gela si è registrato un incendio di arbusti, domato sempre grazie al tempestivo intervento di una squadra dei vigili del fuoco.

21 Agosto 2014






PROTOCOLLATA UNA SEGNALAZIONE, INVIATA DALL'ASSOCIAZIONE FARE VERDE, RELATIVA ALLA POSSIBILE ATTIVITA' NON PRODUTTIVASU DEMANIO MARITTIMO E FORESTALE


I vigili a Randello «Forti coi deboli deboli coi forti?»

«Abbiamo raccolto un carteggio a disposizione di tutta la cittadinanza»

Il documento della pratica Suap. Foto lasicilia.it




Alessia Cataudella
Il report sull'attività esperita dalla polizia locale del Comune di Ragusa nel weekend di Ferragosto - dal quale si evince che in occasione delle festività i vigili urbani hanno svolto, oltre al lavoro di controllo del traffico veicolare, anche quello relativo alle attività commerciali abusive - è stato lo spunto, per i volontari di Randello Libera, per tornare su un argomento caldo quasi tanto quanto il sole dell'estate ragusana.
La polizia locale ragusana ha effettuato "controlli serrati nella frazione rivierasca di Marina di Ragusa, volto alla repressione di ogni attività abusiva di commercio su area pubblica"? E i «randellinini», congratulandosi per lo sforzo profuso, chiedono al sindaco di Ragusa Federico Piccitto perché tanta attenzione non sia stata applicata anche per esercitare i dovuti controlli lungo l'arenile di Randello.  

 La recente manifestazione degli ambientalisti lungo la spiaggia di Randello. Foto lasicilia.it

"Dove - si legge - sin dal 1 luglio 2014, è attivo uno stabilimento balneare". "Speriamo - proseguono gli attivisti a difesa dello spiaggione di Punta Braccetto - di essere smentiti, non sappiamo con certezza se determinate verifiche siano realmente o meno avvenute, ma non vorremmo essere indotti a pensare che l'azione di controllo sia forte con i deboli e debole con i forti. Ci permettiamo, infatti, di ricordare al primo cittadino che in data 25 luglio 2014 è stata protocollata una segnalazione, inviata dall'associazione ambientalista Fare Verde, relativa alla possibile attività produttiva non autorizzata su demanio marittimo e forestale (ricadente in territorio di Ragusa), da ascrivere ad un noto resort operante in zona. Detto resort, come il sindaco ben saprà, ha presentato al Comune di Ragusa, nel dicembre 2013, un progetto per la realizzazione di una struttura balneare nella spiaggia di Randello".
Da questa richiesta, scrivono ancora dal comitato, è partita la pratica Suap n. 073/2013. Come ravvisato dal gruppo, nell'art. 7, comma 6, del Dpr 160/2010 (regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attivita' produttive), si dice "che il provvedimento conclusivo del procedimento è, ad ogni effetto, titolo unico per la realizzazione dell'intervento e per lo svolgimento delle attività richieste".
E si domandano, ancora da Randello Libera, se l'iter autorizzativo della pratica Suap 073/2013 sia mai stato concluso. "Per quanto da noi potuto riscontrare - è precisato ancora tra le righe del documento inoltrato dagli ambientalisti, che si rivolgono sempre a Piccitto invitandolo a fare piena luce sulla vicenda e a rettificare, se necessario, i dati dell'analisi tracciata dagli stessi randellini - non risulta che l'iter autorizzativo coordinato, relativo alla pratica Suap 073/2013, abbia portato all'emissione di un provvedimento conclusivo, così come previsto dall'art. 7 del Dpr 160/2010. Né abbiamo riscontrato, dalla documentazione in nostro possesso, un parere espresso in qualsivoglia modo dall'Asp".
Mentre le domande montano, il comitato a difesa dell'integrità della spiaggia di Randello, che nei mesi, ha assicurato, "ha raccolto un voluminoso carteggio", assicura che le presunte anomalie ed incongruenze emerse saranno spulciate tutte, nei giorni a venire, in attesa di chiarimenti.
Anticipano dal gruppo: "A puntate, usciranno tutti i particolari dell'intricata vicenda, e il dossier sarà a piena disposizione della cittadinanza".

21 Agosto 2014



UNA FORESTALE SENZA BARRIERE

SIA PROTETTA LA SPIAGGIA ANNESSA ALLA RISERVA DELLA FORESTALE DI RANDELLO SIA PROTETTA, QUESTO E' IL DESIDERIO DEGLI AMBIENTALISTI 

GIU' LE MANI DAL SITO DI RANDELLO. LA DENUNCIA DI LEGAMBIENTE 

LEGAMBIENTE: RANDELLO E' DI TUTTI E NON SI TOCCA, QUESTO LUOGO DEVE RESTARE LIBERO A TUTTI

UNA FORESTALE SENZA BARRIERE 


FARE VERDE, PULIZIA DAI RIFIUTI ALLA FORESTALE DI RONDELLO

RISERVA DI RANDELLO. LA DIFESA, DONNAFUGATA GOLF RESORT: NOI ERAVAMO IN POSSESSO DI TUTTE LE AUTORIZZAZIONI. IL NOSTRO ITER REGOLARE

L'AFFAIRE RANDELLO FINISCE IN PROCURA. E' UNO SCANDALO

FARE VERDE VITTORIA: NON PERMETTEREMO CHE LA SPIAGGIA DI RANDELLO SIA DETURPATA DA CHALET E STRUTTURE PRIVATE DI QUALSIASI GENERE

RAGUSA. GIU' LE MANI DALLA SPIAGGIA DI RANDELLO, SI ALLARGA A MACCHIA D'OLIO LA PROTESTA PER MANTENERLA LIBERA. QUESTA E' L'UNICITA' DI RANDELLO E DEL SUO PARCO FORESTALE






21 agosto 2014

IL SISTEMA ANTINCENDIO CHE PER DECENNI, BENE O MALE, E' RIUSCITO A NON FAR BRUCIARE TUTTA LA SICILIA, AGLI ATTUALI GOVERNATI DELL'ISOLA NON ANDAVA BENE. SCOMMETTIAMO CHE A NOVEMBRE QUANDO SI TIRERANNO LE SOMME, SI SCOPRIRA' CHE CON I SOLDI SPESI PER GLI INTERVENTI DEI CANADAIR SI SAREBBERO POTUTO ORGANIZZARE DUE SERVIZI ANTINCENDI IN SICILIA?


La Sicilia di Rosario Crocetta: sfasciare tutto per non ricostruire niente


La Sicilia affonda. Lentamente. Inesorabilmente. I problemi sono tali e tanti che non c’è più nemmeno il tempo di seguirli e raccontarli. Economia allo sbando. Disoccupazione alle stelle. Inquinamento che cresce. Interi boschi che vanno in fiamme. Attività turistiche in declino. E un Governo regionale che non governa. Ma si limita a osservare lo sfascio generale che cresce di giorno in giorno.
La Sicilia, a partire dai primi anni ’90 del secolo passato, non ha avuto grandi Governi. Ma un disastro sociale, economico, politico e soprattutto culturali così accentuato non si era mai visto. A fine novembre il Governo regionale di Rosario Crocetta compierà due anni. Due anni rovinosi su tutta la linea.
In questi giorni ha tenuto banco – e tiene ancora banco – l’incredibile storia dei tirocini formativi. L’incontro, ormai improbabile, tra offerta di lavoro e domanda di lavoro tra giovani e imprese siciliane si è trasformato in un campo di battaglia, tra accuse, ripicche, vendette. Scene da basso Impero.
Mentre si continua a duellare su incarichi a società senza evidenza pubblica, su assessori che vengono clamorosamente smentiti dai fatti, ci si dimentica che tutto questo gran ‘Bordello’ è scoppiato solo perché il Governo di Rosario Crocetta, pur avendo a disposizione le risorse finanziarie del Piano Giovani (che, ricordiamolo, sono 450 milioni di euro circa che l’ex assessore alla Formazione, Mario Centorrino – scomparso qualche giorno fa – ha tolto dalla dotazione del Fondo sociale europeo, ‘depositandoli’ a Roma per farli rientrare qualche anno dopo, magari evitando la rendicontazione a Bruxelles), ha sbaraccato gli Sportelli Multifunzionali, gettando in mezzo alla strada circa mille e 800 persone che svolgevano questo lavoro da decenni.
Se gli Sportelli Multifunzionali fossero stati operativi, il problema di come fare incontrare domande e offerta di lavoro non si sarebbe posto: tutto sarebbe andato in automatico. Ma, forse, sarebbe venuto meno l’aspetto, come dire?, ‘teleologico’. Perché il fine ultimo di quest’operazione, alla fine, avrebbe dovuto essere un altro…
Questo passaggio è emblematico dell’atteggiamento del Governo Crocetta: sfasciare per ricostruire. Nell’arte dello sfascio politico, sociale e culturale – questo bisogna riconoscerlo – il Governo Crocetta non ha eguali. Il problema – il vero problema – è che in due anni non ha costruiti nulla di buono. Nulla.
Il Piano Giovani – con i fondi pubblici bloccati e un ‘vaso di Pandora’ da quale, fino ad ora, sono usciti solo i primi ‘schizzi’ – è solo uno dei tanti fallimenti del Governo Crocetta. E nemmeno il più eclatante, anche se ha ricevuto e continua a ricevere tante attenzioni dal mondo dell’informazione.
Ieri, ad esempio, mentre infuriava la polemica sui tirocini formativi gli incendi hanno devastato mezza Sicilia. Il fuoco si è mangiato i mangiato ettari di aree verdi del Palermitano, da Piana degli Albanesi a San Cipirello, da San Giuseppe Jato a Pippo, passando per Monreale e Altofonte.
Fuoco anche a Collesano, a Campofelice di Roccella, a Misilmeri, a Bagheria, a Contessa Entellina. Un incendio anche a Palermo, dalle parti del quartiere di Boccadifalco.
Non solo Palermo se l’è vista con il fuoco. Anche il Trapanese, con le fiamme che hanno travolto una parte della montagna di Erice e, dalle parti di Alcamo, monte Bonifato.
Fiamme anche nel Siracusano, dalle parti di Augusta. E nel Messinese.
Anche in questo caso, la spiegazione è nell’atteggiamento del Governo Crocetta: il sistema anti-incendi che per decenni, bene o male, è riuscito a non far bruciare tutta la Sicilia, agli attuali governati dell’Isola non andava bene. Così l’hanno riformato. Con i risultati che sono solo in parte sotto gli occhi di tutti.
Già, solo in parte. Perché ancora l’estate non è finita. Come ricorda Giuseppe Tomasi di Lampedusa, in Sicilia dura fino a novembre. C’è ancora tempo, egregio presidente della Regione, per contare i danni.
Ah, dimenticavamo: Il Governo Crocetta e il Governo nazionale di Matteo Renzi, insieme, hanno tagliato i fondi alla gestione dei boschi della Sicilia. Per risparmiare. Solo che ieri, ancora una volta, sono dovuti intervenire i Canadair, che costano un occhio della testa.
Azzardiamo: presidente Crocetta, onorevole Presidente del Consiglio Renzi, scommettiamo che, a novembre, quando si tireranno le somme, si scoprirà che con i soldi che saranno stati spesi per gli interventi dei Canadair si sarebbero potuto organizzare due Servizi anti-incendi in Sicilia?
Ieri non sappiamo quale ministro ha annunciato che i Comuni potranno stabilizzare i precari. In Sicilia, solo negli enti locali, di precari se ne contano circa 23-24 mila (escludendo quelli delle ex Province che il Governo Crocetta sembra aver dimenticato).
A noi la notizia è sembrata strana. E infatti abbiamo chiesto ‘lumi’ al vice presidente dell’ANCI Sicilia (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), Paolo Amenta. Che ci ha raccontato che, dal gennaio di quest’anno, i Comuni pagano gli stipendi ai precari con le scoperture bancarie. E che, continuando così non tra dieci anni, ma il prossimo anno tantissimi Comuni dell’Isola rischiano il default.
Anche in questo caso, alla base di tutto c’è una ‘riforma’ voluta dal Governo Crocetta. Il Fondo regionale delle Autonomie locali non andava bene. Il Governo di Raffaele Lombardo – altro ‘genio’ della politica siciliana – l’aveva dimezzato, portandolo da 900 milioni a 450 milioni di euro.
Il Governo Crocetta, ‘riformista’ anche in questo, l’ha azzerato. Al suo posto c’è un aumento dell’Irpef in favore dei Comuni: gettito Irpef che, nel frattempo, in Sicilia, è in caduta libera grazie alle politiche ‘intelligenti’ dei Governi Monti, Letta e del Governo Renzi. E, naturalmente, dello stesso Governo Crocetta.
A dare il colpo definitivo ai Comuni

21 Agosto 2014
 http://www.linksicilia.it/2014/08/la-sicilia-di-rosario-crocetta-sfasciare-tutto-per-non-ricostruire-niente/
 





FINE STAGIONE CALDISSIMO PER I LAVORATORI FORESTALI DI CATANIA


Fine stagione caldissimo per i forestali

Fine stagione caldissimo per i forestali


Questa volta la protesta nasce dai cantieri di Catania i cui operai, spontaneamente, si sono dati appuntamento presso la sede provinciale dell’Azienda Foreste demaniali.
La vertenza ormai si trascina da lungo tempo, ma di volta in volta il malcontento è stato stoppato con interventi tampone e con reiterate promesse, alla fine abbandonate tanto dai politici quanto dai sindacati.
I lavoratori radunatisi intorno alle nove davanti agli uffici di via Etnea a Catania hanno protestato a gran voce a causa delle continue sospensioni dai cantieri di lavoro (dell’intera categoria, al momento, i centocinquantunisti sarebbero i più penalizzati) e la mancata corresponsione delle spettanze. Se l’Azienda ritardasse a riavviarli, gli operai rischiano di non completare le 151 giornate lavorative (peraltro garantite da un’apposita legge regionale e da accordi sindacali). La conseguenza principale sarebbe la perdita della quota salario, ma non solo. Questi perderebbero anche la parte di contribuzione previdenziale e la relativa quota di disoccupazione. Inoltre, gli sarebbe preclusa la possibilità di recuperare sia giorni di malattia sia eventuali permessi non retribuiti. “Poiché siamo di fronte a lavoratori destinatari di una garanzia occupazionale, è chiaro che si sta commettendo un abuso e ciò non può essere tollerato – dichiara il segretario provinciale di Catania della Sinalp Fnl (Confederazione Sindacale Nazionale Autonoma dei Lavoratori e dei Pensionati) Maurizio Marino, che aggiunge – la nostra sigla sindacale, che segue questi lavoratori, non solo cercherà in tutti i modi di far rispettare i diritti dei forestali ma chiederà, tramite i propri legali, di far pagare ai responsabili eventuali danni economici arrecati ai lavoratori; ma la cosa su cui vogliamo porre l’accento – continua il segretario – è che i danni non li chiederemo alla Regione, bensì personalmente a coloro che per strafottenza o per senso di impunità non svolgono professionalmente il lavoro per cui sono retribuiti”.
L’altra questione, per nulla da sottovalutare e che in un certo senso impoverisce i lavoratori compresi quelli a tempo indeterminato, si riferisce al mancato pagamento tanto del salario arretrato (da giugno) quanto degli eventuali rimborsi Irpef. I rappresentanti dei lavoratori della confederazione Sinalp Fnl sostengono che il ritardo nella corresponsione degli emolumenti dipenda più dall’inefficienza amministrativa della Regione Siciliana, con il continuo sballottamento di competenza sui lavoratori forestali tra Assessorato del Territorio e dell’Ambiente e Assessorato Risorse Agricole e Alimentari e l’inerzia degli uffici della Ragioneria regionale, piuttosto che dai paventati meccanismi tecnico-contabili del rispetto del patto di stabilità interno e dalla mancanza di liquidità di cassa della Regione.
Ormai disillusi dai politici e dai sindacati, i forestali hanno maturato il pensiero che per rimanere nel mercato del lavoro e ottenere un’eventuale complessiva stabilizzazione, il comparto necessariamente dovrà entrare nel sistema produttivo di settore che faccia guadagnare risorse economiche all’Azienda Foreste Demaniali, svolgendo nello stesso tempo anche lavori di pubblica utilità nei centri abitati curando il verde pubblico comunale.
Da anni – ci dice Angelo Barbagallo, segretario regionale Sinalp Fnl – i lavoratori forestali ripetono che l’Azienda Forestale deve trasformarsi da un ente improduttivo (come la stessa gente lo vede) in un ente che abbia, invece, il compito, nel rispetto dell’ambiente naturale, di produrre sfruttando i prodotti del bosco e le bellezze paesaggistiche tramite convenzioni con enti e scuole di tutta Italia per creare un turismo sostenibile di eccellenza a un costo accessibile a tutti e non come fanno i privati che per un’escursione sull’Etna impongono il pagamento “promozionale” di 55 euro a persona. La cosa tragica – afferma Barbagallo – è che queste proposte sono ragionevoli, ma finora hanno trovato un’aspra opposizione proprio dai vertici di taluni sindacati e da altri soggetti che hanno interessi ad arricchirsi sfruttando le risorse pubbliche. Oggi – conclude il segretario regionale Sinalp Fnl – le cose cominciano a cambiare, basta vedere la nascita di altre realtà sindacali e il numero decrescente delle tessere della “triplice”, questo perché i lavoratori non si sentono più tutelati e, soprattutto, perché la gente non crede più alle favole e alla propaganda”.
Durante la mattinata una delegazione dei lavoratori è stata ricevuta dal direttore provinciale dell’Azienda Foreste Demaniali di Catania, Ettore Foti. Tra i temi affrontati nella riunione, oltre a quelli cogenti per i lavoratori, cioè l’avviamento nei cantieri per il completamento delle giornate e la corresponsione dei salari arretrati, si è discusso pure della dotazione del materiale da lavoro cui sono carenti tutti i cantieri forestali a partire dal carburante per i decespugliatori che in atto sono fermi in rimessa.
Nonostante le difficoltà economiche che sta attraversando la Regione Siciliana, Foti ha rassicurato i lavoratori riguardo sia le assunzioni, che per i centocinquantunisti partiranno domani, sia il raggiungimento delle giornate garantite dalla legge. Relativamente alle altre questioni rappresentate dai lavoratori, Foti si è impegnato a seguire personalmente le problematiche con i direttori dei lavori al fine di giungere a una rapida soluzione.
Intanto la categoria permane in stato di agitazione e si va verso la costituzione di assemblee permanenti presso ciascun Ispettorato provinciale. Tuttavia, la vera partita circa il futuro occupazionale dei lavoratori forestali si gioca a Palermo, dove il claudicante governo regionale quotidianamente affronta emergenze economiche con l’insanabile criticità di bilancio e la grave piaga della disoccupazione, che oramai in Sicilia ha raggiunto livelli preoccupanti assimilabili a quelli dei paesi sottosviluppati.
Gaetano Scarpignato

20 Agosto 2014
http://www.gazzettinonline.it/2014/08/20/fine-stagione-caldissimo-per-i-lavoratori-forestali-siciliani_12894.html
 





VIGILI E FORESTALI HANNO RISCHIATO SERIAMENTE LA PROPRIA VITA. ESPLOSIONI A RIPETIZIONE DI ALCUNE MUNIZIONI CUSTODITE ASSIEME AD ARMI VARIE DOPO CHE UN INCENDIO E' DIVAMPATO ALL'INTERNO DI UNA VASTA AREA INCOLTA. ARRESTATO UN 25 ENNE


Giarre. Panico per l'esplosione di alcune munizioni, custodite assieme ad armi varie da un 25 enne arrestato

Arsenale tra rovi e sterpaglie in fiamme


Per oltre 20 minuti ieri mattina i residenti della zona collinare di Macchia, in via delle Zagare, hanno temuto di ritrovarsi in un teatro di guerra. Esplosioni a ripetizione dopo che un incendio è divampato all'interno di una vasta area incolta, sommersa da rovi e sterpaglie. I vigili del fuoco di Riposto e il personale di una squadra del Corpo forestale di Giarre, quando sono intervenuti per spegnere le fiamme, hanno rischiato la propria vita, perché ad esplodere erano munizioni pesanti abbandonati all'interno di un terreno, avvolto dalle lingue di fuoco, al quale si accede da un budello di strada che si affaccia sulla via delle Zagare, non lontano dalla stazione dei carabinieri di Macchia. A quel punto, sono stati allertati i militari dell'Arma e i successivi accertamenti effettuati hanno confermato non solo la presenza di una cospicua quantità di munizioni (alcune ancora non esplose) ma anche quella di quattro fucili e di una pistola.
Le armi riposte in un angolo del terreno, al riparo di occhi indiscreti per la fitta vegetazione incolta, sono state pesantemente deformate dal fuoco. Si tratta di un fucile semiautomatico marca "Benelli" calibro 20, a canne mozze, un fucile sovrapposto marca "Beretta" calibro 12, un fucile semiautomatico marca "Franchi" calibro 12, una mitraglietta calibro 9, di fabbricazione russa, una pistola calibro 6,35 marca "Beretta", con matricola abrasa, e 50 cartucce di vario calibro. Dopo una serie di accertamenti, i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un 25enne del luogo, per detenzione di armi clandestine e alterate: espletate le formalità di rito e sottoposto ad un lungo interrogatorio in caserma, il giovane è stato rinchiuso nel carcere catanese di piazza Lanza. Gli investigatori sarebbero riusciti a risalire al presunto detentore delle armi dopo che erano state rilevate tracce tra il luogo del ritrovamento della piccola "santabarbara" e un piccolo rudere, di proprietà dell'arrestato, posto a confine con il terreno, di circa 250 metri quadrati, teatro dell'incendio.
Sembra che il giovane, attraverso una piccola finestra, si fosse creato un varco, inaccessibile ad altri, attraverso il quale si recava indisturbato nel nascondiglio del miniarsenale. Le armi erano state nascoste in un piccolo appezzamento privato, circondato da una recinzione, il cui proprietario, immediatamente identificato e sentito sul posto dagli investigatori, era all'oscuro di tutto. Proseguono, adesso, nel massimo riserbo, le indagini sulla personalità del giovane fermato e se avesse collegamenti con la criminalità organizzata. Resta, infatti, da capire quale fosse l'uso di quelle armi, in particolare mitragliette e fucili a canne mozze. Completate le operazioni di spegnimento, tutta l'area, fino alle prime ore del pomeriggio di ieri, è stata presidiata e interdetta al transito fino a quando non è stata completata la complessa opera di bonifica anche nei terreni limitrofi. Identificati anche tutti i proprietari dei terreni di via delle Zagare. Ieri pomeriggio personale del nucleo artificieri di Catania ha prelevato alcune munizioni inesplose e le ha fatte brillare in una cava, alle pendici dell'Etna, in una zona isolata lontana dal centro abitato.
Mario Previtera

20 Agosto 2014






CASTIGLIONE, ROGO A PASSOPISCIARO, VIGILI E FORESTALI DOPO UN'ORAE MEZZA DI DURO LAVORO SONO RIUSCITI A CIRCOSCRIVERE LE FIAMME



Castiglione
Rogo a Passopisciaro


n. l.) Ieri, in contrada Passopisciaro, è divampato un incendio che ha bruciato 4mila metri quadri di macchia mediterranea e lambito una casa rurale. I residenti hanno tentato di limitare le fiamme, ma non ci sono riusciti e sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e forestali che, dopo un'ora e mezza di duro lavoro sono riusciti a circoscrivere le fiamme. E' possibile che anche questo rogo sia di natura dolosa.

20 Agosto 2014




 

TRAPANI. NUMEROSI INCENDI ALIMENTATI DALLO SCIROCCO, FORESTALI IMPEGNATI IN TUTTA LA PROVINCIA



Incendi
Numerosi alimentati dallo scirocco



m. l.) Numerosi gli incendi che alimentati dal forte vento di scirocco ieri hanno tenuto impegnati in tutta la provincia vigili del fuoco e agenti forestali. Uno dei roghi più vasti si è registrato nel bosco Scorace. Per il suo spegnimento i forestali sono stati coadiuvati da un Canadair. I vigili del fuoco hanno effettuato interventi soprattutto nel Marsalese, nelle contrade Dara, Bufalata e Fontanelle, dove l'incendio ha lambito alcune case, a Lido Torrazza, a Petrosino, dove è bruciata una vasta area con canneto e in vari punti dell'A29.

20 Agosto 2014






ROGO DIVORA DISCARICA E DANNEGGIA PALAZZO, SUL POSTO ANCHE I FORESTALI



Rogo divora discarica e danneggia palazzo

Via Foscolo


Foto lasicilia.it


Pomeriggio di fuoco e di grande paura, ieri, in via Ugo Foscolo, ad Adrano. Una palazzina di due piani, infatti, è stata avvolta dalle fiamme a causa di un incendio che è divampato improvvismente nel pomeriggio. Secondo una prima ricostruzione tutto sarebbe cominciato all'esterno dello stabile; pare, infatti, che il rogo si sia sviluppato da una mini discarica che si trovava a ridosso l'abitazione. Le fiamme dopo avere divorato i sacchetti della spazzatura e un albero si sono propagate all'interno della casa disabitata, i cui proprietari si trovano in Germania per ragioni di lavoro. Numerosi i danni riportati dalla struttura al momento inagibile e transennata, ma presto saranno effettuati nuovi saggi sulle strutture per valutarne le condizioni. Sul posto è giunta una squadra dei vigili del fuoco di Adrano, i cui componenti hanno poi richiesto l'aiuto dei colleghi di Maletto e di Catania. Sul posto sono giunti anche i volontari della protezione civile, gli operai forestali, polizia, carabinieri e vigili urbani. Nella mattinata, invece, aveva un altro incendio una distrutto un migliaio di metri quadrati di sterpaglie e le fiamme sono arrivate a lambire in più punti la Statale 124.
sa. si.




20 Agosto 2014






20 agosto 2014

INCENDI, ORE INFERNALI: BOSCHI IN FUMO IN MEZZA SICILIA, IMPEGNATISSIMI I FORESTALI



Incendi, ore infernali: boschi  in fumo in mezza Sicilia


Incendi, ore infernali: boschi <br /> in fumo in mezza Sicilia
Ancora una giornata di incendi in Sicilia, favoriti dal vento di scirocco. Impegnati mezzi e personale della Protezione civile e vigili del fuoco, oltre al personale della forestale. Ettari di macchia mediterranea e di boschi stanno andando in fumo a Palermo e provincia. Un vasto rogo, da ieri sera, sta interessando contrada Lettami, a Piana degli Albanesi. Fiamme anche in contrada Giambascio a San Cipirello e lungo la strada provinciale 34 in territorio di San Giuseppe Jato. Sul posto stanno operando dall’alto mezzi aerei e da terra vigili del fuoco e personale della protezione civile e della forestale.
Sempre nel Palermitano sono stati spenti gli incendi che dalla notte scorsa hanno investito contrada Barratina, a Termini Imerese, contrada Caculla a Monreale, contrada Sant’Anna a Pioppo, frazione di Monreale, contrada Rebuttone ad Altofonte ed una vasta area tra Collesano e Campofelice di Roccella, dove le fiamme hanno lambito alcune abitazioni. Domati anche gli incendi che si sono sviluppati in territorio di Santa Cristina Gela, Misilmeri, Bagheria, Contessa Entellina e Bolognetta. Ed e’ stato inoltre spento il rogo che ha interessato la zona di Boccadifalco, a Palermo.
Un altro incendio di vaste proporzioni, invece, sta mandando in fumo ettari di vegetazione in contrada Castelluccio, ad Augusta, nel siracusano, nei pressi dell’ex balera. Sul posto sta operando un canadair. Fiamme anche a Messina sul monte di Campo d’Italia, nei pressi dell’inceneritore. Anche qui in azione mezzi aerei. E’ stato invece domato, nel messinese, il rogo che si è sviluppato alle porte del comune di Librizzi. Mentre focolai di incendio stanno interessando alcuni tratti nel trapanese dell’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, dove si registrano rallentamenti alla circolazione stradale.
E’ stato domato invece, sempre in provincia di Trapani, il vasto incendio che ha colpito la montagna di Erice, nel versante di Pizzolungo. Anche in questo caso le fiamme hanno lambito alcune abitazioni, creando panico tra i villeggianti che sono stati costretti ad abbandonarle per precauzione. Fiamme, sempre nel trapanese, a Bosco Scorace ed a Monte Bonifato.

20 Agosto 2014







SECONDO MEMORIAL DEDICATO A FRANCO PIZZUTO A DUE ANNI DALLA SUA MORTE



Ricevo e pubblico 
da Vitale Verri. 


SECONDO MEMORIAL DEDICATO A FRANCO PIZZUTO A DUE ANNI DALLA SUA MORTE

Il 13 agosto a Castronovo di Sicilia si è svolto il secondo memorial Franco Pizzuto a due anni dalla sua morte sul rogo di monte San Vitale. Noi tutti lo ricordiamo nella speranza che queste disgrazie non succedono piu', ma soprattutto che il governo Crocetta si renda conto dei lavoratori dell'antincendio rischiano sempre la vita negli incendi, chiediamo che sia dato piu' valore al nostro lavoro, anche nel rispetto di chi ci ha lasciato la vita. P.s. ciao Franco speriamo ti trovi in un mondo migliore di questo, tutti i tuoi colleghi del settimo distretto.


NOTIZIA CORRELATA:

INCENDIO A CASTRONOVO DI SICILIA. UN COLLEGA EROE MUORE CARBONIZZATO






FORESTALI PRECARI CHIEDONO RIPRESA DEL SERVIZIO



MESSINA

Forestali precari  chiedono ripresa  del servizio

Protestano nella sede di Via Giordano Bruno i lavoratori forestali precari, del movimento autonomo, sospesi dal servizio dallo scorso 27 luglio. Chiedono di essere re-impiegati anche per un contrasto più efficace del dissesto idrogeologico.

Forestali precari
chiedono ripresa
del servizio
A cadenza annuale si ripropone il problema dei lavoratori forestali precari. Finite le somme messe a loro disposizione dalla Regione, sono costretti a rimanere inattivi fino a quando non verranno reperiti altri importi che consentano il completamento delle giornate previste. Tre le categorie in cui questi lavoratori sono divisi, 78, 101 e 151 che in pratica sono i giorni, esclusi i festivi, in cui dovrebbero prestare la loro opera.
Le ulteriori somme consentiranno agli operai 151 e 101 sospesi di espletare le loro mansioni e l’immediato avviamento dei 78. L’attività dei lavoratori forestali precari, che in provincia di Messina sono oltre 2000, potrebbe consentire, grazie all’utilizzo dei fondi Pac disponibili da settembre, un contrasto più efficace al dissesto idrogeologico.

20 Agosto 2014
 http://www.gazzettadelsud.it/news/104937/Forestali-precari--chiedono-ripresa-.html







ERICE, FUOCO E PAURA NELLA FRAZIONE DI PIZZOLUNGO. SI E' EVITATO IL PEGGIO GRAZIE ANCHE AI FORESTALI


Pizzolungo

Erice, fuoco e paura

Paura per villeggianti e residenti. Le fiamme sono state spente in mattinata.



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Il rogo di Pizzolungo 
Foto livesicilia.it



di Rino Giacalone

ERICE (TRAPANI)- Il vento di scirocco e la mano dei piromani hanno messo a serio rischio stanotte le abitazioni nella frazione costiera di Pizzolungo in territorio di Erice. Un infermo di fiamme e il denso fumo hanno minacciato persone e abitazioni, alcune di queste sono state leggermente danneggiate ma solo nelle parti esterne, recinzioni, aree sistemate a verde, si è evitato il peggio grazie al pronto intervento dei mezzi della Protezione Civile del Comune di Erice, vigili del fuoco, forestali e volontari di diverse associazioni prontamente allertate.

Il fuoco è stato segnalato attorno alle 2,30: il rogo è partito dall'alto della montagna di Erice, in località Fontanaross e in un battibaleno le fiamme si sono sviluppate su tutto il fianco della montagna che arriva fino a Pizzolungo, lambendo quindi le villette. In totale in cenere sono finiti quasi 25 ettari di vegetazione, un danno gravissimo per il territorio ericino. Per diverse ore è stata chiusa la strada che attraversa Pizzolungo anche per permettere l'agevole arrivo dei mezzi di soccorso, strada che è stata occupata da moltissimi abitanti della zona che viste le fiamme avvicinarsi hanno abbandonato le loro case.

Carabinieri e polizia hanno comunque messo in sicurezza le persone sgombrando la strada così da fare giungere i mezzi impiegati per spegnere l'incendio. Il rogo è stato spento attorno alle 7, adesso sono in corso le operazioni di bonifica.

SVOLTA SULLE ASSUNZIONI IN SICILIA PER I 22.500 PRECARI DEGLI ENTI LOCALI, QUESTA VOLTA POTREBBE ESSERE DAVVERO A UN PASSO. I FORESTALI INVECE SONO SOLO CARNE DA MACELLO


Precari degli enti locali, svolta sulle assunzioni in Sicilia

Le novità contenute nella riforma della pubblica amministrazione. Via libera anche a nuovi contrattisti. A Roma aboliti i principali paletti alla spesa dei Comuni. I sindaci: ora è più facile stabilizzare, ma la Regione garantisca i fondi



di RICCARDO VESCOVO
PALERMO. La svolta è arrivata a cavallo di Ferragosto ed è quasi passata inosservata. Ma per i 22.500 precari degli enti locali siciliani la stabilizzazione questa volta potrebbe essere davvero a un passo. È l’effetto della riforma della pubblica amministrazione diventata da poco legge, nella quale alcune norme ammorbidiscono quei paletti che per anni hanno impedito la stabilizzazione dei contrattisti. Comuni e Regioni potranno in sostanza assumere più facilmente senza dover rispettare gli stringenti vincoli di bilancio. 

20 Agosto 2014
 http://www.gds.it/gds/sezioni/politica/dettaglio/articolo/gdsid/368454/




Nessun problema di numeri per gli ex articolisti, disinteressamento totale invece per i forestali.  Siamo solo carne da macello.
La categoria più anziana non stabilizzata ringrazia la politica Nazionale e Regionale, compresi quei sindacalisti che hanno sfruttato i lavoratori per sedersi al Parlamento. Grazie di tutto!









IL DIRETTORE DELL'AZIENDA FORESTALE DI CATANIA, ETTORE FOTI: I 151NISTI E 101NISTI TORNERANNO AL LAVORO ENTRO QUESTA SETTIMANA. PER I 78ISTI INVECE NON SI SBILANCIA, PREVIO REPERIMENTO DELLE RISORSE ATTRAVERSO LA MANOVRA FINANZIARIA REGIONALE, LE PROCEDURE PER IL LORO RIAVVIO NEI CANTIERI DEL CALATINO SARANNO ATTIVATE ENTRO LA PROSSIMA SETTIMANA


«Al lavoro entro una settimana»

Il direttore della Forestale sui distretti di Caltagirone e Vizzini-Militello


Torneranno al lavoro entro questa settimana gli operai forestali 151isti e 101isti addetti alle manutenzioni, vale a dire adibiti alla realizzazione dei viali parafuoco e alle altre attività di prevenzione dei roghi.
A confermarlo è il direttore dell'Azienda forestale di Catania, Ettore Foti. «Sì - dice il dott. Foti - per loro, che erano sospesi, il ritorno nei cantieri è solo questione di qualche giorno».

I 151isti hanno sin qui effettuato 61 giornate di lavoro, mentre i 101unisti ne hanno totalizzate una ventina. Ad attendere ancora notizie certe sono i cosiddetti 78isti, che costituiscono la maggiore fetta di lavoratori e hanno al loro attivo appena sei giornate, dopo le quali sono stati licenziati, tornando a casa con grande, comprensibile delusione. Quanto a loro, il direttore provinciale dell'Azienda forestale etnea non si sbilancia, ma - come asserisce lo stesso dott. Foti - previo reperimento delle risorse attraverso la manovra finanziaria regionale, le procedure per il loro riavvio nei cantieri del Calatino saranno attivate entro la prossima settimana.
Si tratta, nel complesso dei due distretti (quello che fa capo a Caltagirone e quello che comprende Vizzini e Militello), di ben 717 operai, il che la dice lunga sulle attese che, in questo comprensorio, accompagnano l'espletamento delle procedure e, ancora prima, la fase relativa al reperimento delle somme per gli avviamenti.
A esprimere preoccupazione sono i sindacati di categoria. Che chiedono alla Regione - come fa il segretario della Flai - Cgil del Calatino, Nuccio Valenti - di «rendere possibili, con il ritorno nei cantieri di tutti i forestali, i lavori di manutenzione per ridurre il rischio - incendi».
«Questi ritardi - sostiene Angela Tasca, responsabile Fai - Cisl - sono sempre più intollerabili». «I boschi vanno in fumo, il nostro territorio subisce nuovi scempi - affermano i segretari generali di Uil e Uila Catania, Fortunato Parisi e Nino Marino -, a causa dei ritardi della Regione nel consentire la realizzazione delle opere di prevenzione. Sarebbe stato necessario costruire i sentieri tagliafuoco a partire da marzo o aprile».
Mariano Messineo

19 Agosto 2014