TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PER NON FARSI PRENDERE IN GIRO. QUESTA E' LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA.





































Papa Francesco:
“Non c'è dignità senza lavoro”









13 Giugno 2012 Facebook. Riscontro del
Presidente Rosario Crocetta

















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29 luglio 2014

FORESTALI: A PIAZZA ARMERINA (EN) TORRETTISTA COSTRETTO AD ABBANDONARE LA POSTAZIONE DOPO AVER SEGNALATO INCENDIO. SUCCEDE ANCHE QUESTO!




Forestali: a Piazza Armerina torrettista costretto ad abbandonare la postazione dopo aver segnalato incendio



I DANNI SI SOMMANO E LE RESPONSABILITA’ AUMENTANO. ARRIVERA’ PRIMA O POI IL MOMENTO DELLA RESA DEI CONTI. IN SICILIA LA PROGRAMMAZIONE DEL GOVERNO REGIONALE NEL COMPARTO FORESTALE NEL 2014 E’ FALLIMENTARE

Da giorni la Sicilia convive con il caldo, in qualche caso dovuto allo Scirocco – l’odiato e amato vento del Sud – e con le fiamme che imperversano in lungo ed il largo interessando tutta l’Isola. Dopo le ore drammatiche vissute a Palermo nei giorni scorsi, anche Piazza Armerina, in provincia di Enna, è stata interessata, la scorsa domenica, da un vasto incendio propagatosi tra i boschi della città dei mosaici, con le fiamme che hanno lambito la residenza estiva del vescovo, Rosario Gisana, a Montagna Gebbia, rischiando di coinvolgere e danneggiare le strutture della Curia.
Ricostruiamo brevemente il fatto di cronaca.
È stato il torrettista del turno pomeridiano, che era di turno nella torretta di contrada Rabotano, nel Comune di Piazza Armerina ed al confine con Barrafranca, a segnalare tempestivamente l’inizio incendio.
Dopo aver notiziato il Centro operativo di Enna dell’inizio incendio, il torrettista è stato costretto ad abbandonare la torretta il cui perimetro era interessato, nel frattempo, dalle fiamme con conseguente esalazione di fumo che ha invaso la struttura di avvistamento.
Sono intervenuti tre Canadair del Corpo forestale nazionale, che hanno dovuto effettuare 16 lanci per circoscrivere e ridurre il cerchio di fuoco.
Oltre ai vigili del Fuoco ed alla Protezione civile anche 6 squadre del servizio antincendio boschivo, intervenute con autobotti al seguito per domare, con professionalità ed abnegazione, il rogo di vaste proporzioni che, dai primi accertamenti, appare di origine dolosa.
Per domare l’incendio sono state necessarie oltre 2 ore di lavoro. L’attività antincendio è niziata alla 16,40 e si è conclusa intorno alle 18,50 di domenica.
Sembrerebbe anche che, da informazioni assunte, non ci fossero i viali parafuochi almeno in una parte della zona interessata dal vasto incendio. E non c’è da stupirsi di ciò, visto che la Regione siciliana trova si soldi per tutti, tranne che per tutelare i boschi della Sicilia.
Siamo soltanto agli inizi e, come riferito in altra parte del giornale, l’estate siciliana, quella che Giuseppe Tomasi di Lampedusa definiva “la lunga estate siciliana” si concluderà a metà novembre…
Epoca in cui si dovranno fare i conti dei disastri ambientali. Quanta responsabilità ricadrà sul Governo regionale del presidente Rosario Crocetta è difficile a dirsi. Siamo certi che le polemiche non mancheranno perché la mancata programmazione del piano antincendio boschivo siciliano e il ritardo nell’avvio dei manutentori, che ha impedito l’attività preventiva, costituiranno il punto di partenza per stilare il bilancio, certamente fallimentare, della gestione del comparto da parte dell’esecutivo, mostratosi inadeguato e impreparato.

29 Luglio 2014





MANOVRA TER. IN CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO SCONTRO TRA IL PRESIDENTE DELL'ARS E IL GOVERNATORE SULLA NORMA CHE ABOLISCE UN'INDENNITA' AGGIUNTIVA PER I FORESTALI


Ars

Manovra ter: "Via le norme su personale e pensioni"
Scontro tra Crocetta e Ardizzone 

LA DIRETTA



di Accursio Sabella

L'esame della Finanziaria si ferma già a inizio seduta. Diversi deputati chiedono di stralciare gli articoli sui dipendenti pubblici. In conferenza dei capigruppo scontro tra il presidente dell'Ars e il governatore sulla norma che abolisce un'indennità aggiuntiva per i Forestali.


Manovra ter: "Via le norme su personale e pensioni" Scontro tra Crocetta e Ardizzone LA DIRETTA



PALERMO - 16.00 Salgono i toni in conferenza dei capigruppo. Duro lo scontro dialettico tra il presidente dell'Ars e il governatore. "Adesso basta - avrebbe detto Ardizzone - lei vuole scaricare tutto sull'Assemblea, mi sono stancato. Basta con le accuse". L'accusa riguarderebbe un contestato comma dell'articolo 12 sui Forestali. "Lei adesso - ha incalzato Ardizzone rivolgendosi a Crocetta - deve dirmi quanti sono i Forestali che ricevono indebitamente una indennità ulteriore". "La mia - ha replicato Crocetta - ritengo sia una norma di buon senso". Ma in conferenza dei capigruppo il clima adesso è tesissimo.

15.53 In conferenza dei capigruppo sarebbero anche stati sollevati dubbi sull'articolo 32, quello sulla "copertura finanziaria". Alcune di quelle voci, infatti, in passato sarebbero già state oggetto dell'impugnativa del Commissario dello Stato.

15.45 Sempre più acceso il clima in conferenza dei capigruppo. Oltre all'articolo 24, le norme che i deputati vorrebbero stralciare sono diverse. Compreso un comma dell'articolo 12, quello riguardante i Forestali, che abolisce una indennità ulteriore a quei lavoratori. Per Crocetta quei soldi sono erogati a prescindere dal lavoro svolto: "E' una cosa illegale" avrebbe protestato il governatore.

15.35 La conferenza dei capigruppo è molto accesa. Stando a quanto trapela, il presidente della Regione Crocetta starebbe provando a difendere le norme previste in Finanziaria.

15.10 Il presidente della Regione Rosario Crocetta è appena entrato in conferenza dei capigruppo. Probabile quindi un ulteriore slittamento della seduta d'Aula.

14.30 A Palazzo dei Normanni è giunto l'assessore alla Funzione pubblica Patrizia Valenti. A minuti si attende anche l'arrivo del presidente della Regione Rosario Crocetta. Bisognerà trovare una soluzione sulle norme di materia non strettamente finanziaria. Un loro stralcio consentirebbe un'approvazione più agevole della manovra.

14.15 Tra un quarto d'ora i deputati si riuniranno in conferenza dei capigruppo. L'obiettivo è quello di stralciare dal testo le norme considerate non strettamente di natura finanziaria. Questo potrebbe alleggerire di molto la manovra e consentire un'approvazione più veloce.


13.48 Il capogruppo del Nuovo centrodestra Nino D'Asero: "È mai possibile che a fondi reperiti anche la finanziaria Ter possa pensare a spalmarli esclusivamente sulle spese fisse e non pensare al futuro? Occorre inaugurare una stagione nuova - spiega - che tenga in considerazione i nostri strumenti di sviluppo: la cultura (musei chiusi è incredibile!), ambiente a partire dai forestali che da spesa devono trasformarsi in risorsa, turismo e piccola e media impresa. Poiché la pmi è la nostra più grande scommessa per il presente e per il futuro. La certezza delle entrate erariali, se è in salute. Senza un serio sguardo a un futuro virtuoso questa nostra Isola rischia il tracollo".

13.32 La conferenza dei capigruppo è convocata per le 14.30. L'Aula riprenderà alle 15.

13.30 Nino Dina: "Forse questo articolo non è passato dalla commissione di merito. Ma vorrei ricordare che il parere delle commissioni non sono vincolati. E quella norma ha avuto il voto positivo della commissione bilancio".

13.28 Il presidente Ardizzone convoca una conferenza dei capigruppo. Lì si discuterà su quali altri articoli possano essere stralciati dalla norma, così come richiesto anche dalla deputata di Grande Sud Bernadette Grasso.

13.25 Diversi deputati, da Cascio a Formica e anche Cracolici, hanno chiesto di stralciare dalla manovra l'articolo 24, quello che riguarda il personale regionale e le nuove norme sulle pensioni.

13.05 Riprende la seduta.

Ieri sono passati undici sui cinquanta articoli della Finanziaria. Tra questi, quelli che prevedono i finanziamenti per i minori, i disabili e i Consorzi di bonifica. Accantonati, per il momento, invece le norme che riguardano i Forestali e le pensioni integrative. La maratona riparte, ma somiglia già a una "corsa ad ostacoli". Ieri infatti il governo è andato sotto su un emendamento all'articolo 3, quello sul disavanzo 2013. Gli "scogli" più ardui da superare sono quelli che riguardano i Pip, le partecipate e soprattutto l'articolo 27, l'ex tabella h, sul quale sono piovuti circa 140 emendamenti.

RAGUSA. FORESTALI, LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE REALE


Ragusa, Forestali, la risposta di Reale










L'ART. 12 DELLA MANOVRA FINANZIARIA TER CHE RIGUARDA I FORESTALI E' STATO ACCANTONATO E SARA' DISCUSSO PROBABILMENTE OGGI



Finanziaria ter, al via la maratona all'Ars



di GIACINTO PIPITONE
PALERMO. Scatta all’Ars la maratona, in salita, che porterà la Finanziaria ter verso il traguardo dell’approvazione previsto per domani notte. La seduta in Parlamento è appena iniziata fra le polemiche dell’opposizione per i tempi strettissimi. C’è da smontare soprattutto gli 80 emendamenti che appesantiscono il testo base. Governo e maggioranza lavorano a un patto con l’opposizione per il ritiro della maggior parte di questi emendamenti.

Ma i grillini non ci stanno e annunciano proteste eclatanti: «Il nostro gruppo - ha detto Giancarlo Cancelleri - ha lavorato duramente sulla documentazione necessaria per sostenere le nostre proposte. È un lavoro che non può andare sprecato. Se gli emendamenti aggiuntivi verranno messi da parte o dichiarati improponibili in cambio di un accordo sottobanco sui contributi a pioggia della tabella H, siamo pronti a proteste eclatanti in aula. Potremmo anche entrare con gli emendamenti trasformati in carta igienica....».

Crocetta non è ancora tornato da Gela, dove ha partecipato alle proteste dei sindacati contro l’annunciata chiusura della raffineria da parte dell’Eni, e dunque i lavori dell’Ars stanno partendo molto a rilento. Non è ancora stato votato alcun articolo.

PRIMA VOTAZIONE: GOVERNO K.O. Governo subito k.o. alla prima votazione. Su un emendamento «tecnico», quello che prevede di poter dirottare le somme frutto di impugnative verso un fondo rischi, l’aula si è espressa con voto contrario malgrado l’invito dell’assessore all’Economia, Roberto Agnello, a votare a favore. Le votazioni vanno avanti fra le proteste e l’ostruzionismo dell’opposizione. Il presidente di turno, Antonio Venturino, ha più volte minacciato di sospendere la seduta.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 20.50. Avanti piano, e fra le polemiche. Dopo un inizio balbettante, l'esame degli articoli della manovra-ter all'Ars è andato avanti in maniera spedita. Nel pomeriggio l'aula ha approvato gli articoli 3 (ripianamento del disavanzo 2013); 4 (accantonamenti tributari); 5 (recepimento di norme nazionali e integrazioni di schemi di bilancio); 6 (soppressione di comitati, commissioni, consigli e collegi operanti all'interno dell'amministrazione regionale); 8 (norme si risparmio nel settore sanitario); 9 (integrazione socio-sanitaria).

Approvato l'articolo 10, che stanzia 12,8 milioni per i centri di ricovero dei minori (soprattutto extracomunitari), altri 14 per le comunità che accolgono disabili psichici e un taglio da 25 milioni alle spese superflue della sanità pubblica. I grillini, Forza Italia, Mpa e il Nuovo Centrodestra hanno a lungo protestato contro una norma che avrebbe tagliato un milione ai consorzi di bonifica. L’'articolo, poi approvato, prevede una spesa di 5 milioni per garantire gli stipendi.
L'articolo 12 della manovra-ter, che riguarda i lavoratori forestali, è stato accantonato e sarà discusso probabilmente domani. Dopo l'approvazione dell'articolo 11 (comunità-alloggio per disabili psichici) l'aula ha dunque iniziato l'esame dell'articolo 13 (consorzi di bonifica). I
lavori dovrebbero chiudersi stasera entro le 22 per poi riprendere domani.

 28 Luglio 2014
 http://www.gds.it/gds/sezioni/politica/dettaglio/articolo/gdsid/363805/






FINANZIARIA TER, E' GUERRA COI SINDACATI, SIAMO PRONTI A REAZIONI DURISSIME. CROCETTA RIRTIRI LE NORME SUL PUBBLICO IMPIEGO, TRA CUI QUELLE SULL' INDENNITA' PER I FORESTALI. L'ASSESSORE VALENTI: MI ADOPERERO' PER MODIFICARE ALCUNI PROVVEDIMENTI


Contestate le norme sul pubblico impiego

Finanziaria ter, è guerra coi sindacati
”Siamo pronti a reazioni durissime”

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 “Crocetta ritiri dalla Finanziaria le norme sul pubblico impiego o la reazione dei lavoratori sarà fortissima”. L’aut aut è stato lanciato oggi dai segretari generali della Cgil Fp Michele Palazzotto, della Cislf Fp Gigi Caracausi, della Uil Fpl Enzo Tango e della Uil Pa Alfonso Farruggia. I sindacati chiedono al governo regionale di “tornare sui propri passi. Altrimenti già da giovedì sarà mobilitazione generale e se non avremo risposte, siamo pronti anche allo sciopero”.
Le sigle, riunite oggi all’Hotel delle Palme di Palermo in occasione degli “escutivi unitari” contestano all’esecutivo di avere previsto nel testo della cosiddetta “manovra-ter” un pacchetto di norme che colpirebbero in maniera indiscriminata e per di più senza passare da nessuna concertazione, i dipendenti pubblici. “Norme viste – attaccano i sindacati – finora solo in Grecia, un Paese sull’orlo del baratro”.
Dai cosiddetti contributi di solidarietà per i pensionati, alle indennità per i Forestali, passando per le norme che prevedono le riduzioni delle unità operative di base fino alla cancellazione della cosiddetta “clausola di salvaguardia” per i dirigenti. Ma non solo, Cgil, Cisl e Uil hanno anche avanzato una proposta di riforma della pubblica amministrazione, in grado di aggredire i veri sprechi e di premiare il merito.
Le riforme della pubblica amministrazione – dichiarano infatti Palazzotto, Caracausi, Tango e Farruggia – si fanno insieme ai lavoratori e non contro i lavoratori. Finora il governo regionale non ha fatto nulla di diverso rispetto al passato: ha avanzato solo norme spot e quasi mai realizzabili. Proposte che vanno in una direzione sbagliata. In questi mesi abbiamo costantemente richiesto all’esecutivo un incontro, per mettere a punto una riforma organica, ma il governo ha, come al solito, preferito fare tutto da solo. A questo punto, non ci resta che la protesta: una mobilitazione dei lavoratori potrebbe scattare già da giovedì. E siamo pronti allo sciopero”.
E dalle Province alla Sanità, passando appunto per i provvedimenti previsti in Finanziaria, sono tanti i “fallimenti”, secondo Cgil, Cisl e Uil di questo governo. Un gioverno oggi rappresentato all’Hotel delle Palme dall’assessore regionale alla Funzione pubblica Patrizia Valenti. Nell’intervento dell’assessore, i sindacati hanno registrato alcuni segnali di apertura: “Mi adopererò – ha detto in effetti la Valenti – per modificare alcuni dei provvedimenti previsti nel nostro maxi-emendamento. Credo che alcuni temi vadano discussi in sede di contrattazione sindacale”. E un’altra apertura sarebbe giunta anche dall’Ars: il presidente Ardizzone si è detto pronto a incontrare i sindacati.
Ma per il momento, il giudizio sull’operato del governo resta durissimo. “Sulle Province ad esempio – affondano i segretari generali di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa – si è fatta una legge quadro, senza poi scendere nei dettagli dell’attuazione: noi pensiamo vada semplicemente recepita la riforma Delrio, per metterci al passo con l’Italia. Sulla Sanità attendiamo ancora la vera funzionalizzazione dei cosiddetti Pta, che restano un miraggio. Mentre la vicenda dei manager delle Aziende è una pagina di cui il governo non può certamente dirsi orgoglioso”.
Ma i sindacati, come detto, puntano l’indice soprattutto sull’ultima Finanziaria: “In quel testo – dicono Palazzotto, Caracausi, Tango e Farruggia – si trovano norme incostituzionali e autoritarie. Si toglie al pubblico impiego per finanziare tre pagine di enti inutili. Mentre altri organismi come l’Arsea e altri sono sempre lì. Adesso basta, non cederemo al ricatto dell’ultimo giorno. Il governo incontri i sindacati. E subito. Altrimenti la reazione sarà fortissima”.

28 Luglio 2014
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SI APRE UNA SETTIMANA DECISIVA PER IL FUTURO LAVORATIVO DEI FORESTALI. 102 MILIONI DI EURO CHE CONSENTIREBBERO ALL'INTERO COMPARTO DI COMPLETARE LE GIORNATE PREVISTE DALLA LEGGE



I forestali non vogliono più incertezze San Michele di Ganzaria.

Finanziaria Ter da oggi all'Ars, si spera che gli avviamenti non siano più «a singhiozzo»


Sempre incertezze per gli operai stagionali
Foto lasicilia.it

Si apre una settimana decisiva per il futuro lavorativo degli operai forestali siciliani. Da oggi sarà incardinata all'Ars la discussione sull'articolato della Finanziaria ter, che destina circa 102 milioni di euro al settore forestale. Somma, che consentirebbe all'intero comparto il completamento delle giornate previste dalla legge, ma, per raggiungere questo importante traguardo, bisogna però superare lo scoglio dell'approvazione in aula della suddetta manovra. Intanto, gli operai vengono avviati nei cantieri a «singhiozzo», cioè con rinnovi che sono confermati, per le esigue risorse, di settimana in settimana.
A San Michele di Ganzaria, che da anni risulta tra i fronti più caldi nelle vertenze lavorative forestali, la tensione è facilmente avvertibile. Prima il ritardo nei pagamenti degli stipendi per il 2013, poi il rischio fortunatamente scampato di vedersi depennati dalla graduatoria per ragioni di reddito Isee e adesso i timori di non avere continuità lavorativa, cose che hanno gettato nello sconforto i 150 operai forestali sammichelesi, dai quali dipende il futuro economico ed esistenziale delle loro famiglie.
Attualmente nei cantieri della montagna Ganzaria sono in servizio fino a mercoledì i circa 90 operai 78isti, mentre i restanti 101/isti e 151/isti (antincendio e manutenzione) ne avranno per un'altra settimana abbondante. In questa partita un ruolo decisivo lo stanno giocando i sindacati. "Non si può più andare avanti con l'impegno di piccole somme stanziate di settimana in settimana e basta un piccolo ritardo di qualche giorno per non far completare agli operai i giorni previsti dalla legge", ha denunciato il segretario locale della Uila-Uil, Danilo Parasole. Poi, ha aggiunto: "Manteniamo alta la nostra attenzione, con lo stato di agitazione".
Martino Geraci

28 Luglio 2014

NON POTRANNO ESSERE CHIAMATI AL LAVORO I FORESTALI CHE HANNO UN REDDITO FAMILIARE DI 50 MILA EURO E POTRANNO ESSERE RIAVVIATI AL LAVORO NEL CASO IN CUI IL LORO REDDITO SCENDESSE SOTTO LA SOGLIA PREVISTA


Agnello: «Il 2014 lo chiuderemo senza problemi»



Roberto Agnello, Assessore Regionale all´Economia


Lillo Miceli
Palermo. Comincia oggi all'Ars l'ultimo miglio della manovra di assestamento di bilancio 2014 della Regione. Una manovra in tre tappe che ha messo a nudo le difficoltà economiche in cui si dibatte la Sicilia, anche per il contributo che è stata obbligata a dare al risanamento della finanza nazionale. Gli uffici della presidenza dell'Assemblea regionale, in mattinata, completeranno l'esame dei circa 800 emendamenti presentati sia dai gruppi della maggioranza che dell'opposizione. Nel pomeriggio, il via all'esame dei singoli articoli del disegno di legge che dovrebbe essere approvato, se non ci saranno particolari intoppi, nella notte tra martedì e mercoledì.
Si tratta di una manovra che prevede 360 milioni di euro di spesa corrente che consentirà di chiudere il 2014 senza particolari affanni, garantendo ai dipendenti di enti, aziende, istituti e società controllati dalla Regione, la certezza dello stipendio. «Con questa manovra - sottolinea l'assessore all'Economia, Roberto Agnello - riusciamo a chiudere il 2014 senza particolari problemi. Grazie ai 70 milioni del Piano azione coesione (Pac), avremmo le risorse disponibili per coprire le esigenze del settore della forestale. La preoccupazione più volte sottolineata dall'assessore alle Risorse agricole, Ezechia Paolo Reale, è rientrata. Tutte le spese sono allineate. Penso che non ci sarà bisogno di ulteriori interventi. Ad ottobre faremo l'assestamento previsto per legge».
Sulle spese e la certezza delle entrate, comunque, sarà il Commissario dello Stato a dire l'ultima parola. A gennaio, come si ricorderà, aveva impugnato ben 38 articoli della legge di stabilità, ritenendo squilibrato il rapporto tra i residui attivi, circa 14 milioni, e l'accantomento nel «fondo rischi» di appena 100 milioni di euro. «Un aspetto importante di questa manovra - aggiunge Agnello - è che siamo riusciti ad aumentare il fondo rischi a 216 milioni di euro che a fine anno potrà essere incrementato di ulteriori 100 milioni che certamente potremo utilizzare in fase di accertamento dei residui».
Tecnicismi che, a volte, rendono difficilmente interpretabili i bilanci delle pubbliche amministrazioni. «Ma con questo disegno di legge - continua l'assessore all'Economia - si avvia il processo sull'armonizzazione dei bilanci. Proprio domani (oggi per chi legge, ndr) alla Camera di commercio di Palermo prende il via un seminario per l'"allineamento contabile". Abbiamo 6 mesi di tempo perché tutte le amministrazioni, a cominciare da quella regionale, utilizzino gli stessi criteri per i rispettivi bilanci che daranno poi vita al cosiddetto "bilancio consolidato" della Regione nel quale dovranno confluire, per esempio, quelli delle società partecipate, degli enti locali, ecc., indicando chiaramente entrate e uscite. L'adozione di questo sistema è tra i punti dell'accordo firmato dal ministro Padoan e dal presidente Crocetta e che ci consentirà di spalmare in dieci anni la massa dei residui attivi, in larga parte inesigibili».
Per l'assessore Agnello, altro punto vitale della manovra, è la copertura di 1 miliardo e 142 milioni di euro di minori trasferimento dello Stato (tecnicamente, accantonamento), «grazie alla rimodulazione del Fondo coesione sociale, che ci consente di fare fronte a questi accantonamenti». La «manovra ter» prevede anche misure per combattere la povertà: le imprese che assumeranno over 35 di nuclei familiari con un reddito annuo inferiore ai 5 mila euro avranno un bonus che varierà in base al contratto, a tempo determinato o indeterminato. Inoltre, non potranno essere chiamati al lavoro i forestali che hanno un reddito familiare di 50 mila euro: non saranno cancellati dagli elenchi e potranno essere riavviati al lavoro nel caso in cui il loro reddito scendesse sotto la soglia prevista.

 28 Luglio 2014






ANCORA INCENDI NEL PALERMITANO, A CERDA NEI PRESSI DELLA STAZIONE FERROVIARIA POMPIERI E FORESTALI HANNO DOVUTO BLOCCARE I TRENI PER ALCUNI MINUTI


Ancora incendi nel Palermitano, bloccati i treni a Cerda

Roghianche a Villafrati, Baucina, Monreale, Belmonte Mezzagno, San Giuseppe jato e Corleone


Ancora incendi nel Palermitano, bloccati i treni a Cerda


Ancora incendi a Palermo e provincia. Il rogo più vasto si è verificato a Cerda, nei pressi della stazione ferroviaria, dove le fiamme sono arrivate vicino ai binari, tanto che pompieri e forestali hanno dovuto bloccare i treni per alcuni minuti.
Altri incendi hanno interessato la zona di Villafrati e lo svincolo di Baucina sulla statale Palermo-Sciacca, nei pressi dell'Acquapark a Monreale, a Belmonte Mezzagno in contrada Placa. A San Giuseppe Jato in contrada Mortilli, a Corleone nella zona Saladino. Focolai in via Sagittario, in via Boccadifalco, alla rotonda di via Lanza di Scalea.


28 Luglio 2014
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/07/28/news/ancora_incendi_nel_palermitano_bloccati_i_treni_a_cerda-92623452/






GIORNATA ROVENTE A CASTIGLIONE DI SICILIA PER IL DIVAMPARE DI DUE INCENDI, LE SQUADRE DELL'ANTINCENDIO DEL CORPO FORESTALE SONO STATE IMPEGNATE PER DIVERSE ORE


Giornata rovente a Castiglione per il divampare di due incendi


Ieri 70 mila mq di terreno in fiamme, ingenti i danni, e per limitare i danni è stato necessario l'intervento di un elicottero del 1515. Quella di ieri è stata una giornata durissima, dove le squadre del Corpo forestale per diverse ore, sono state impegnate nello spegnimento di due vasti roghi, entrambi in territorio di Castiglione di Sicilia. Il primo incendio è stato avvistato in contrada Pizzio Briglio a Mitogio, intorno alle ore 12,15.
I residenti notando le fiamme, hanno allertato gli operatori del 1515. Questi ultimi, inviavano sul posto una squadra del Corpo forestale del distaccamento di Linguaglossa; le operazioni venivano coordinate dagli ispettori Musumeci e Falanghella. Visto che la zona era impervia e che il fronte delle fiamme si stava allargando a macchia d'olio, gli uomini della forestale richiedevano il supporto di un canadair. Il mezzo aereo, dopo circa 45 minuti, arrivava sul luogo dell'incendio. Dall'alto operava con 6 getti d'acqua. Solo dopo 2 ore e mezzo di intenso lavoro, le fiamme venivano spente. In fumo 5 ettari di superficie, con presenza di querce e roverelle.
Sempre a Castiglione, in zona Monte Dolce, 2 ettari di boschetto con presenza di castagneti e ginestre, disseminati di sterpaglie, sono andati bruciati. Anche qui, per limitare i danni è stato necessario l'intervento di un canadair, che ha operato dall'alto con 5 lanci d'acqua. Non si esclude l'opera dolosa da parte dei piromani.
NUNZIO LEONE


28 Luglio 2014




ACCANTONATI GLI ARTICOLI RIGUARDANTI I FORESTALI, TROPPO COMPLESSO PER ESSERE AFFRONTATO STASERA, HA DETTO IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE BILANCIO NINO DINA


Manovra ter, il governo va subito ko
Sì alle norme su minori, disabili, Consorzi ed Eas


di Accursio Sabella

La maggioranza "scivola" su un emendamento tecnico: mancano i numeri. Poi Sala d'Ercole va avanti piano: via libera solo a 11 articoli. Ma i più complessi devono ancora arrivare. Si riparte domattina a mezzogiorno.




ars, emendamenti, finanziaria, governo, manovra, Sala d'Ercole, Politica

PALERMO - Pronti, via: e il governo va subito sotto. Se è un segnale, è un pessimo segnale. Un brutto presagio. All’inizio dell’esame della manovra ter, partita questo pomeriggio a Sala d’Ercole, l’esecutivo di Crocetta non ha i numeri. E così un emendamento presentato dall’assessore Agnello viene bocciato dall’Aula. Uno scivolone evidenziato da quello che accade subito dopo: l’approvazione di un emendamento presentato da Forza Italia.

In quei minuti, Rosario Crocetta era appena giunto a Palazzo dei Normanni. Ignaro del ko della sua maggioranza. Ma, informato del primo "problemino", ostentava tranquillità: “E’ un fatto fisiologico. Il problema non è politico, ma genetico. Certo, però, i deputati dovrebbero mostrare maggior senso si responsabilità”.

Il clima, da lì in poi, sarà un po’ più sereno. Non troppi gli scossoni durante un esame andato avanti ancora a ritmi blandi. Sono stati approvati, infatti, solo 11 degli oltre 50 articoli previsti. Un numero che potrebbe anche apparire non così deludente, se non si trattasse, in fondo, degli articoli meno “problematici”.

Accantonati, infatti, quelli riguardanti i Forestali (“Troppo complesso per essere affrontato stasera”, ha detto in Aula il presidente della Commissione bilancio Nino Dina) e quello sulle pensioni integrative ai dipendenti pubblici. Il governo ha previsto l’abolizione della “doppia pensione”. "Il nostro - ha detto Crocetta - è un provvedimento di buon senso. In Sicilia in passato alcune persone hanno ricevuto le pensioni integrative senza nemmeno una legge che le garantisse. La nostra, anzi, è praticamente una sanatoria". Ma se ne parlerà da domani.

Sala d’Ercole invece ha dato il via libera ad altre norme. Tra queste, l’articolo 3, appunto, che prevede il ripianamento del disavanzo dell’anno scorso, quello sul quale il governo è caduto in apertura di seduta. È stata necessaria una “riscrittura” dell’assessore Agnello che alla fine ha convinto le opposizioni. Sì anche all’articolo sugli accantonamenti tributari e sul recepimento di alcune norme nazionali.

Non è mancata la polemica, invece, sull’articolo che prevede la soppressione di consigli, comitati e organismi regionali. “Questa – ha attaccato il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone - è solo una norma spot: dice che sopprimerà organismi, ma non dice quali. Il governo venga a spiegare quali commissioni e collegi vuole davvero sopprimere. Altrimenti stiamo solo vendendo fumo". "Il governo porti avanti – l’invito di Nello Musumeci - una seria ricognizione dei comitati e delle commissioni in tutti i rami dell'amministrazione. Ci dica quali sono quelli onerosi e quali quelli gratuiti. Solo allora questo parlamento avrà elementi per votare. Altrimenti è la classica norma annuncio".

"Noi – ha replicato Crocetta in Aula - l'elenco lo abbiamo pronto. Se volete, possiamo aggiungere un subemendamento con questo elenco. Pensavamo però di agire con maggiore prudenza. Ma di sicuro non possiamo tenere gente che rilascia pareri su tutto e tutti". Alla fine, il sì alla norma, anche dopo l’intervento del deputato Pd Antonello Cracolici che ha sottolineato come l’articolo – riscritto in commissione rispetto all’ipotesi iniziale del governo – preveda già una scadenza: entro 60 giorni il parlamento dovrà approvare un ddl che specificherà nel dettaglio quali siano i cosiddetti “enti inutili”.

Passa il taglio da 25 milioni alla spesa sanitaria. Una riduzione frutto di un accordo con lo Stato, che però è stato messo in discussione da diversi deputati, dal grillino Ciaccio ai deputati di centrodestra Falcone, Formica, Figuccia e Ioppolo. E per restare in tema, ecco il via libera anche all’articolo sull’integrazione socio-sanitaria. Una norma prevista già nella prima Finanziaria, ma cassata dal commissario dello Stato.

"L'approvazione di questo articolo – ha spiegato Crocetta in Aula - consentirò alla Sicilia di evitare di perdere circa 39 milioni di euro. Non bloccate una cosa così importante. Ci sarà tempo per fare le leggi perfette. Non si rinvii ancora, passerebbe troppo tempo, mentre i Comuni non hanno più le risorse per soddisfare queste esigenze". L’appello, alla fine sarà raccolto.

Passano anche i finanziamenti da 12,8 milioni per i ricoveri destinati ai minori e quello da 14 milioni per le comunità alloggio per disabili psichici. Un finanziamento non sufficiente, però, secondo molti deputati di centrodestra, da Alongi (Ncd) a Milazzo (Forza Italia). Sì anche ai Fondi per i Consorzi di bonifica, quelli per altre attività riguardanti la forestazione e quelle per i dipendenti dell’Eas distaccati in altri enti.

Ma siamo solo all’inizio. Domani si riparte, da mezzogiorno. I deputati hanno davanti le “montagne” più difficili da scalare. A cominciare dall’articolo 27, la cosiddetta “ex tabella h”. Che secondo il presidente della Regione non esiste più, ma sulla quale – guarda caso – sono piovuti la bellezza di 140 degli 800 emendamenti complessivi. Ma probabilmente quell’articolo “slitterà” verso la fine dell’iter complessivo della manovra. Non mancheranno però anche domani i “test” per la maggioranza. Una maggioranza che già da mezzogiorno dovrà capire se quello che è accaduto oggi, al via della maratona, è stato solo un semplice, fisiologico, "genetico" scivolone.

28 Luglio 2014 
http://livesicilia.it/2014/07/28/cinquanta-articoli-800-emendamenti-manovra-ter-via-alla-corsa-ad-ostacoli-diretta_521849/







28 luglio 2014

LO SAPETE PERCHE' I FORESTALI NON VEDRANNO MAI LA LUCE? PERCHE' LA REGIONE E' DIVENTATA IL BANCOMAT DELLA CORRUZIONE. IN UN ANNO CENTO MILIONI DI TANGENTI. NONOSTANTE TUTTO CIO' CHE LA POLITICA CI HA FATTO, NOI NON CI ARRENDIAMO MA RILANCIAMO!


Lo sapete perchè i forestali non vedranno mai la luce?
Perchè la Regione è diventata il bancomat della corruzione: in un anno cento milioni di euro di tangenti



Regione, bancomat della corruzione: in un anno cento milioni di tangenti


Dalla pubblicità all'energia: ecco perché nell'Isola dilaga il malaffare



TANGENTI e malaffare per oltre 100 milioni di euro in poco più di un anno nell'isola del tesoro. Nel mirino la Regione, che si sta rivelando sempre di più il cuore di un sistema che garantisce truffe da capogiro tra mazzette e scarsi controlli. Seguono a ruota Comuni e altri enti locali: complessivamente, negli ultimi sedici mesi soltanto la Guardia di finanza ha segnalato frodi per 520 milioni e danni erariali per 826 milioni. Rifiuti, energia, formazione, sanità, finanziamenti Ue sono i settori più aggrediti perché bancomat perfetti per affari milionari. "Una nuova tangentopoli, il regno della manciugghia", ha detto il governatore Rosario Crocetta. Un malaffare che continua però a espandersi, in particolare proprio nei corridoi dell'amministrazione regionale, con funzionari coinvolti in indagini e vicende poco chiare tutti rimasti spesso al loro posto nonostante annunci mediatici di rotazioni e trasferimenti, e con politici, più che chiacchierati, che siedono in maggioranza.

Una cosa comunque è certa: i numeri forniti dal comando regionale della Guardia di finanza guidato dal generale Ignazio Gibilaro sono impressionanti e lanciano l'allarme sulla corruzione in Sicilia, che vede la Regione cuore pulsante di questo mondo nero. Basta leggere le cronache delle indagini principali in corso delle Procure dell'isola sui fondi del Ciapi utilizzati per pagare i politici, le tangenti versate da imprenditori a deputati regionali per oliare le pratiche in materia di energia, le mazzette garantite dai re dei rifiuti per avere le autorizzazioni ambientali, gli enti di formazione in mano agli onorevoli e, nel mezzo, funzionari e dipendenti pubblici corrotti, nella peggiore della ipotesi, distratti nella migliore. Mentre la politica sembra confusa e annuncia riforme su riforme senza andare al dunque: lo scenario migliore per chi vuole continuare a fare affari illeciti all'ombra di Palazzo d'Orleans e dei Comuni dell'Isola. Cioè dei siciliani.

IL BANCOMAT CIAPI
La Guardia di finanzia tra peculato, concussione, corruzione e abuso d'ufficio ha denunciato tra il 2013 e i primi sei mesi del 2014 ben 761 persone tra funzionari e pubblici ufficiali, politici compresi. Cinquanta le persone arrestate, per un valore "delle condotte delittuose" pari a 114 milioni di euro. Oltre 60 milioni sono nel mirino delle inchieste che vedono protagonisti l'ente di formazione Ciapi di Palermo e i grandi eventi finanziati dal Turismo. Un fiume di denaro che sarebbe stato gestito da un sistema denominato "Giacchetto", il nome dell'imprenditore finito agli arresti lo scorso anno. Un sistema adesso sotto processo, accusato dagli inquirenti di aver causato frodi per 27 milioni di euro ed evaso imposte per altri 40 milioni, con politici e imprenditori indagati per "appalti pilotati, corruzione, illeciti finanziamenti a partiti e singoli esponenti politici, frodi fiscali e truffe in danno dell'Unione europea". Già sono arrivate le prime condanne: il gup di Palermo ha condannato a 2 anni e otto mesi Domenico Di Carlo, ex legale rappresentante del Pid, per aver favorito le società di Giacchetto nel progetto Inla ricevendo circa 30 mila euro. Ha invece patteggiato l'ex assessore regionale nel governo Lombardo, Gianmaria Sparma di Fli. Rimangono indagati ancora diversi deputati, da Francesco Scoma di Forza Italia all'ex assessore Luigi Gentile, tutti sospettati a vario titolo di aver ricevuto presunti favori da Giacchetto.
Al di là delle indagini, comunque, è fuor di dubbio come tra il 2008 e il 2011 la Regione nei suoi vari rami abbia speso 160 milioni di euro in comunicazione
e mega eventi, con appalti vinti spesso da società riconducibili agli stessi imprenditori finiti nelle indagini Ciapi e Grandi eventi. Un fiume di denaro che ha alimentato parte del mondo dell'informazione locale e, secondo gli inquirenti, anche pezzi della politica siciliana.
Rimanendo nell'ambito formazione, l'altro grande filone delle truffe riguarda gli enti messinesi di un altro sistema, quello che ha travolto il deputato del Partito democratico Francantonio Genovese. Nell'indagine sono finiti anche la moglie e il cognato, il deputato del Pd Franco Rinaldi. Secondo la Guardia di finanza gli enti Ancol, Lumen e Aram avrebbero percepito finanziamenti indebiti per corsi di formazione per una cifra pari a 47 milioni di euro, da qui il presunto danno erariale segnalato dalla Corte dei conti.
Nel frattempo diversi funzionari dell'assessorato Formazione sono stati trasferiti, alcuni anche perché accusati di aver commesso altri illeciti: due dipendenti sono stati appena condannati in primo grado dalla Corte dei conti perché si sarebbero addebitati sui propri conti corrente oltre 200 mila euro di fondi destinati alla formazione dei disoccupati.

MAZZETTE NELL'EOLICO E NEI RIFIUTI
Un altro settore a dir poco caldo è quello dell'Energia. Dopo le indagini sul re dell'eolico in Sicilia, Vito Nicastri, sospettato dalla Dia di essere vicino al clan di Matteo Messina Denaro, nel 2011 si è alzato un polverone per l'arresto del deputato regionale Gaspare Vitrano del Pd, accusato da un imprenditore di aver preso una mazzetta per oliare pratiche nel settore dell'energia alternativa insieme al collega dell'Api, Mario Bonomo. Il processo è in corso, ma quel che è emerso da una relazione interna voluta dall'allora assessore Giosué Marino è che l'ufficio che gestiva le pratiche per il fotovoltaico e l'eolico era fuori da ogni controllo. Non c'era un protocollo per stabilire l'ordine delle domande, alcuni fascicoli erano scomparsi e non era chiaro in base a quali criteri venivano convocate le conferenze di servizio per dare il via libera o meno a domande che valevano, in termini di rimborsi dallo Stato sul conto energia, milioni di euro: attualmente sono in funzione impianti eolici per 1.746 Megawatt e fatturati stimati in venti anni pari a 6,6 miliardi di euro. Di questi giorni è poi una seconda indagine su presunte mazzette e favori per un parco eolico a Monreale: indagato per corruzione l'ex assessore all'Industria Pippo Gianni, attualmente deputato del neonato Patto dei democratici dell'ex ministro Salvatore Cardinale, e alcuni funzionari, da Martino Russo, attualmente vice capo di gabinetto all'assessorato Beni culturali e la dirigente Francesca Marcenò, che per anni ha diretto a interim l'ufficio autorizzazioni energetiche.
Ma di funzionari trasferiti e poi rimessi al loro posto è pieno anche il Territorio ambiente, altro assessorato "caldo" in materia di mazzette e corruzione: la scorsa settimana sono finiti agli arresti un funzionario, Gianfranco Cannova, e quattro imprenditori nel settore delle discariche, tra i quali gli imprenditori Domenico Proto e Giuseppe Antonlioli. Cannova, dalle carte dell'indagine, nonostante la sua qualifica di funzionario sembra avere un ruolo chiave nel rilascio di autorizzazioni ambientali. Ma i dirigenti del suo servizio che si sono succeduti nel corso degli anni, davvero non si sono accorti mai di nulla? Inquietanti, a questo proposito, le frasi dell'attuale dirigente generale Gaetano Gullo: "Mi sono insospettito su Cannova quando ho visto alcuni deputati venire in assessorato per parlare direttamente con lui, che era un semplice funzionario ".

I CONTROLLI FASULLI E LE TRUFFE
La Regione è una parte importante della pubblica amministrazione siciliana in materia di erogazione di fondi e controlli: basti pensare che i finanziamenti Ue transitano quasi tutti da Palazzo d'Orleans. Ma non è la sola. Complessivamente nella spesa pubblica in Sicilia gestita da Stato, Regione, Comuni ed enti locali vari la Guardia di finanza tra il 2013 e i primi sei mesi del 2014 ha scoperto frodi per 520 milioni di euro: nel dettaglio, 110 milioni sui fondi strutturali, 273 milioni nell'ambito di incentivi nazionali e locali, 14 milioni nei confronti degli istituti previdenziali (tra falsi invalidi e pensioni indebite) e
1,5 milioni nella spesa sanitaria. Le persone denunciate soltanto dalla Guardia di finanza sono state, negli ultimi sedici mesi, ben 6.981. Le fiamme gialle hanno poi segnalato danni erariali per 860 milioni di euro, con cifre record nell'abito sanitario. Sempre in materia di reati contro la pubblica amministrazione, 269 le persone denunciate per peculato, 21 per concussione, 76 per corruzione, 395 per abuso d'ufficio, il tutto per un valore delle "condotte delittuose" pari a 114 milioni di euro dal 2013 ai primi sei mesi del 2014. Numeri impressionanti.
Insomma, la corruzione, le tangenti, le frodi costano carissime ai siciliani. E la sensazione è che certi sistemi di potere e di legami tra politica, imprenditoria deviata e burocrazia, continuino a resistere al di là delle rivoluzioni annunciate. Troppi i volti che rimangono al loro posto nonostante il succedersi delle maggioranze, dei governi e delle amministrazioni
comunali.
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28 Luglio 2014
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/07/27/news/regione_bancomat_della_corruzione_in_un_anno_cento_milioni_di_tangenti-92497279/



Nota

Presidente Rosario Crocetta, condividiamo in pieno le denunce di illeciti e corruzione, perchè per avere sviluppo BISOGNA da subito eliminare il malaffare. Continui su questa strada.

Distanti anni luce invece per le misure stringenti che il suo Governo vuole adottare per i forestali. Nonostante tutto cio' che la politica ci ha fatto, non ci arrendiamo ma rilanciamo!




Insistiamno all'infinito











INFERNO DI FUOCO A MONTE CUCCIO, PARTE LA CONTA DEI DANNI. LA PREFETTURA: OPERA DEI PIROMANI


Inferno di fuoco a monte Cuccio, parte la conta dei danni



Inferno di fuoco a monte Cuccio, parte la conta dei danni


Un giorno e una notte di roghi: case evacuate, fughe in preda al panico, strade chiuse. Fiamme domate in via Alla Falconara, le famiglie costrette  a passare la notte fuori casa. La prefettura: opera di piromani

E' stata una notte di paura e di rabbia quella che hanno trascorso i residenti delle zone periferiche di Palermo colpite dagli incendi che ieri hanno divorato decine di ettari di vegetazione e investito diverse abitazioni della zona di Borgo Nuovo, San Martino, Poggio del Pineto e via Alla Falconara, dove stanotte è divampato un altro grosso incendio, domato in mattinata. Cinquanta gli interventi effettuati dai vigili del fuoco, 31 dei quali nelle zone abitate - soprattutto le vie Bronte, Scala Carini e Villini a Sant'Isidoro - effettuati da 10 squadre di pompieri, due di vigili volontari di Camporeale, una squadra di personale libero richiamato in servizio e due squadre provenienti da Messina e Agrigento. Da stamattina alle sei le zone in fiamme sono state raggiunte anche dai lanci di due Canadair dei Vigili del fuoco. Le fiamme avevano preso vita sin dal mattino su tre fronti. Tre fronti che hanno stretto nella morsa del fuoco la zona le tre strade alle falde di monte Cuccio. Una trentina le famiglie che hanno lasciato casa, tra chi è fuggito quando già le fiamme erano a pochi centimetri dalle abitazioni e chi, soprattutto donne e bambini, è stato sgomberato dai vigili del fuoco per sicurezza. Una villa, nella parte alta di via Bronte, è stata avvolta dal fuoco mentre nell'abitazione c'era ancora una famiglia che è riuscita a mettersi in salvo. Due i Canadair in azione fino a sera, oltre alle guardie forestali. La strada provinciale per Bellolampo è stata chiusa al traffico dai vigili urbani. Altri dieci interventi sono stati effettuati per spegnere roghi di cassonetti in fiamme: circostanza che fa ipotizzare alla prefettura, impegnata nel coordinamento dei soccorsi, a una regia unica da parte di piromani.
Terrore e danni in una giornata di caldo afoso a Palermo. Alcuni residenti in via Bronte e in via Scala Carini hanno abbandonato casa piangendo e con le mani in testa per la disperazione, portando via il necessario. Le fiamme, alte diverse metri, hanno avvolto una villa bianca nella parte alta di via Bronte, mentre i proprietari cercavano disperatamente di salvare il giardino lanciando l'acqua con un tubo. "Maledizione, maledizione, scappiamo tutti", gridavano i residenti che si sono arresi al fuoco e sono scappati via. Poco dopo, quando già le fiamme si erano già fatte strada danneggiando il prospetto, è arrivata una squadra dei vigili del fuoco e la polizia che ha sgomberato le abitazioni. Nel corso della notte molte famiglie hanno abbandonato spontaneamente le case. E stamattina è partita la conta dei danni: non è ancora nota la possibilità che i residenti facciano rientro nelle case investite dal fuoco.  
Monte Cuccio ha continuato a bruciare tutta la notte e nella zona di Borgo Nuovo è caduta una pioggia di cenere che ha imbiancato le strade. "Sono incendi dolosi", dicono i vigili del fuoco che anche ieri sono stati minacciati da alcuni residenti in preda al panico. In via Bronte è arrivata la polizia, con tre volanti a guardia dei soccorsi. Stamattina le squadre erano ancora al lavoro per spegnere gli ultimi focolai e fare partire la bonifica. Nuovi roghi sono stati segnalati intorno alle sette in via Alla Falconara, colpita qualche settimana fa da un altro disastroso incendio che ha fatto trascorrere la notte in strada a decine di persone (nelle foto sotto).
Ieri è stata emergenza incendi anche in provincia. I vigili del fuoco e gli uomini della Forestale sono stati impegnati per tutto il pomeriggio, sino a sera, nello spegnimento di altri quattro roghi che, a catena, hanno "inghiottito " diverse zone del Palermitano. A Carini  -  in contrada Cozzo Lupo  -  a Torretta  -  nella zona di Piano dell'Occhio  -  a Roccamena  -  nell'ampia area boschiva di Catalotto  -  e infine a Camporeale, su monte Pietroso. In quest'ultima zona, le operazioni di bonifica sono iniziate intorno alle 18. Ma altre tre, complice il vento di scirocco, hanno costretto le squadre dei vigili del fuoco e del servizio anticendio boschivo del corpo forestale regionale ad affrontare ore di superlavoro con alcune villette minacciate. In campo anche due Canadair. Le situazioni più critiche sono state affrontate a Carini, Torretta e Roccamena dove alcuni residenti hanno abbandonato le abitazioni. L'origine degli incendi resta ancora da accertare. "Soltanto dopo la conclusione degli interventi di bonifica potremo stabilire le cause. Ma individuarle non sarà un compito facile. 




27 Luglio 2014 
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/07/27/news/inferno_di_fuoco_a_monte_cuccio_parte_la_conta_dei_danni-92501295/#gallery-slider=92459284










PALERMO, ALTRA GIORNATA DI INCENDI. I ROGHI SONO DIVAMPATI A POLIZZI GENEROSA NELLA ZONA DEL PARCO DELLE MADONIE, AD ALIA E MISILMERI. IN FIAMME DI NUOVO LA ZONA DI BORGO NUOVO


Palermo, altra giornata di incendi



PALERMO. Diversi incendi sono divampati anche oggi a Palermo e provincia. I roghi sono divampati nei comuni di Polizzi Generosa nella zona del parco delle Madonie, ad Alia e Misilmeri. In fiamme di nuovo la zona di Borgo Nuovo in via Castellana e via Bronte che nei giorni scorsi aveva creato non poche apprensioni ai residenti. In fiamme la vegetazione in via Salita Belmonte nella zona di Chiavelli. Complessivamente da ieri sera ad oggi sono stati 51 gli interventi nel territorio provinciale. Sono intervenuti anche i due canadair.



Palermo, inferno di fuoco a Borgo Nuovo: le immagini


27 Luglio 2014
 http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/palermo/dettaglio/articolo/gdsid/363550/



Giornata di incendi in provincia di Palermo, alimentati dal vento di scirocco. 
Ecco il rogo a Cefalù del 26 Luglio 2014









VALLE DELL'ALCANTARA APPROVATO AGGIORNAMENTO DEL PIANO STRALCIO PER L'ASSETTO IDROGEOLOGICO


Valle dell'Alcantara approvato aggiornamento
del Piano stralcio  per l'assetto idrogeologico


La foce del fiume Alcantara


Valle dell'Alcantara. È stato approvato il secondo aggiornamento "parziale" del Piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico (Pai) - con decreto del presidente della Regione - dell'area territoriale tra i bacini dei fiumi Alcantara e Simeto. Il piano è uno strumento flessibile, in continuo aggiornamento per garantire una corretta pianificazione territoriale, finalizzata alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione del suolo. Il Pai, persegue, nel rispetto del patrimonio ambientale, l'obiettivo generale di garantire livelli di sicurezza adeguati rispetto ai fenomeni di dissesto idraulico e geomorfologico in atto o potenziali.
Più in particolare, si pone i seguenti obiettivi: la sistemazione, la conservazione ed il recupero del suolo nei bacini idrografici, con interventi idrogeologici, idraulici, idraulico-forestali, idraulico-agrari, silvo-pastorali, di forestazione, di bonifica, di consolidamento e messa in sicurezza; la difesa ed il consolidamento dei versanti e delle aree instabili nonché la difesa degli abitati e delle infrastrutture da fenomeni franosi e altri fenomeni di dissesto; la difesa, la sistemazione e la regolazione dei corsi d'acqua; il supporto all'attività di prevenzione svolta dagli enti operanti sul territorio.
Alessandra Iraci Tobbi
 

27 Luglio 2014






LA "TRAVERSATA A CAVALLO DEI NEBRODI" SI SVOLGERA' DAL 30 LUGLIO AL 3 AGOSTO, PRESENTE ANCHE IL GRUPPO IPPOMONTANO DEL CORPO FORESTALE DELLA SICILIA


La "Traversata a cavallo dei Nebrodi"
si svolgerà dal 30 luglio al 3 agosto



Cavalieri partecipanti alla scorsa edizione della Traversata
Foto lasicilia.it


Santa Domenica Vittoria. Tutto pronto per la 9ª edizione della "Traversata a cavallo della dorsale dei Nebrodi", che si svolgerà, dal 30 luglio al 3 agosto. Una manifestazione di trekking a cavallo, divenuta negli anni una delle "classiche" di equiturismo nello scenario nazionale. Un appuntamento da quasi un decennio organizzato dall'associazione "Giacche verdi di Sicilia", volontari a cavallo per la protezione civile ed ambientale che ha avuto in questi anni anche la massima collaborazione da parte di enti ed Istituzioni, quale il Parco dei Nebrodi, l'Istituto di incremento ippico e del corpo forestale (con il gruppo ippomontato) della Regione e di alcuni Comuni del Parco, i cui territori verrano attraversati durante le sei giornate a cavallo.
A presentare la manifestazione c'erano il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, e il presidente delle "Giacche verdi Sicilia", Anna Spitaleri, accompagnato da Davide Festa che coordinerà 5 volontari provenienti da alcuni Paesi europei in un campo ambientale all'interno del Parco. I cavalieri e le amazzoni, con i loro cavalli, attraverseranno ampi tratti della dorsale dei Nebrodi, l'itinerario escursionistico- naturalistico per eccellenza, inserito nel Sentiero Italia del Cai, e luoghi di straordinaria bellezza, ricchi di biodiversità che rappresentano il patrimonio dell'area protetta piu' grande della Sicilia.
Giuseppe Agliolo

27 Luglio 2014



NOTIZIA CORRELATA:

EQUITAZIONE. PER LA TRAVERSATA DELLA DORSALE DEI NEBRODI CI SARA' ANCHE LA RAPPRESENTAZA DELL'AZIENDA FORESTE DEMANIALI ED IL COMANDO DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIA  







27 luglio 2014

SIFUS SCENDE IN CAMPO PER PROTEGGERE I FORESTALI: "CHI STA NEL PALAZZO E LO DIRIGE E' CIECO VERSO I PROBLEMI REALI CHE E' DEPUTATO A RISOLVERE"


Sifus scende in campo per proteggere i forestali: “chi sta nel palazzo e lo dirige, è cieco verso i problemi reali che è deputato a risolvere”



forestal
“E’ singolare – dicono dal Sifus (sindacato forestali uniti per la stabilizzazione) - che mentre i dati del ministero dell’interno comunicano che in sicilia c’è un aumento del 400 % degli incendi boschivi rispetto al 2013, l’azienda forestale di catania anziché, riempire i boschi di lavoratori per ripulirli e presidiarli, assume i 78isti nel distretto 5 (n°432) e dopo 6 giorni li sospende. In verità – continua la nota stampa – un centinaio di essi, hanno avuto un prolungamento di ulteriori 6 miseri giorni”.
Ieri mattina, infatti, una nutrita delegazione di lavoratori provenienti da Grammichele, Licodia Eubea, Mineo, Caltagirone, con il sindacato Sifus al loro fianco, ha occupato simbolicamente i locali dell’azienda forestale di Catania ed avuto un incontro, alla presenza della Digos, con il dirigente Piccinini.
Dall’incontro, al quale per il Sifus ha partecipato il segretario nazionale, Alessandro Troia, è emerso che in data odierna sono arrivati i prolungamenti per i lavoratori centocinquantunisti e centunisti e che per quanto riguarda i settantottisti è invece impossibile proseguire per carenza di risorse.
“L’azienda foreste, come la regione siciliana, e’ sorda al grido di dolore che arriva dal nostro patrimonio boschivo e dai nostri lavoratori – queste le parole del segretario Sifus Maurizio Grosso – non si rendono conto che i primi si sono trasformati in una polveriera a causa della mancata realizzazione delle opere di prevenzione e i secondi, che da 7/ 8 mesi non lavorano, sono stati ridotti alla fame”.

26 Luglio 2014
SiciliaNews







SICILIA DI NUOVO IN FIAMME. DIETRO IL FUOCO DI PALERMO E PROVINCIA CI POTREBBE ESSERE LA DISPERAZIONE DI MIGLIAIA DI OPERAI FORESTALI MASSACRATI DAL GOVERNO REGIONALE. LE RESPONSABILITA’ DEL GOVERNO RENZI. MA ANCHE IL TENTATIVO, DA PARTE


Sicilia di nuovo in fiamme, Crocetta come Nerone…



DIETRO IL FUOCO DI PALERMO E PROVINCIA CI POTREBBE ESSERE LA DISPERAZIONE DI MIGLIAIA DI OPERAI FORESTALI MASSACRATI DAL GOVERNO REGIONALE. LE RESPONSABILITA’ DEL GOVERNO RENZI. MA ANCHE IL TENTATIVO, DA PARTE

E’ bastata una giornata di Scirocco – l’odiato e amato vento del Sud – per fare ripiombare Palermo tra le fiamme. Le cronache riferiscono di un incendio sul Monte Cuccio. In realtà, la situazione è molto più grave, perché il fuoco, nella notte, era visibile in tante aree collinari che circondano la città.
Non abbiamo il polso della situazione. Ma sappiamo che le fiamme hannofuoco creato problemi in altre aree della città. E qualche problema anche a Cefalù e, forse, in altre zone della provincia di Palermo. Incendi sono stati segnalati anche in provincia di Catania e in qualche zona del Siracusano.
Ma è stata Palermo, ieri, la ‘capitale’ del fuoco. Difficile pensare all’autocombustione. Molto più probabile ipotizzare che, alla base di questi incendi, ci possa essere la disperazione di tanti siciliani – a cominciare dagli operai della Forestale – mai tanto bistrattati in questi ultimi mesi. Il tutto con lo Scirocco che in questi casi moltiplica i problemi. 
L’abbiamo scritto più volte: l’attuale Governo regionale di Rosario Crocetta e il Governo nazionale di Matteo Renzi stanno scherzando con il fuoco. Ancora siamo a luglio. Quella che Giuseppe Tomasi di Lampedusa definiva “la lunga estate siciliana” si concluderà a metà novembre…
Non sappiamo che cosa stiano combinando gli ‘stregoni’ tra Canneto di Caronia, Riesi, Niscemi e Tremonzelli-Madonie. Ma con le nostre scarne nozioni di agronomia sentiamo di poterli ‘tranquillizzare’: il clima siciliano non cambierà, almeno nel medio-lungo periodo. Al massimo, da sub-tropicale arido sta diventando sub-tropicale umido. Sub-tropicale era e sub-tropicale resta. E resta pure il caldo. Si rassegnino.
La “lunga estate siciliana” è sempre in agguato, governatore Crocetta. Li conti, presidente: agosto, settembre, ottobre, novembre.
Dia retta a noi presidente Crocetta: dica ai suoi due ‘compari’ romani, Renzi e il Ministro degli Interni Alfano – quelli che si sono presi i soldi della Sicilia per farsi i cavoli loro (i due, grazie ai soldi che hanno scippato alla nostra Regione con la connivenza di un Governo regionale di ‘ascari’, migranti grandangolohanno alleggerito i conti di Roma e si sono finanziati quella grande operazione speculativa ammantata da finta umanità chiamata Mare Nostrum-cavoli loro) – di restituire almeno i soldi per i forestali. Perché altrimenti, da qui a novembre, in Sicilia ne vedremo delle belle.
Paragonato a Caligola, Crocetta, lo scorso anno ha affermato di sentirsi più vicino ad Eliogabalo. Forse per la decadenza che esemplifica e sintetizza il paragone potrebbe reggere. Anche se l’imperatore-bambino descritto in modo magistrale da Antonin Artaud, tra esasperazioni ed eccessi, è molto diverso da Crocetta, personaggio, è vero, portatore sì di disgregazione sociale, politica ed economica, ma lontano anni luce dalla problematicità di un mondo classico al tramonto.
A noi Crocetta, se proprio la dobbiamo dire tutta, ricorda per certi versi Nerone, l’unico, ricordava Indro Montanelli, “che seppe veramente riscaldare Roma…”.
In comune Crocetta e Nerone hanno la ‘passione’ per la persecuzione: l’imperatore romano perseguitava i cristiani, mentre Crocetta, con la sua male affastellata Giunta, sta perseguitando 5 milioni di siciliani.
Non c’è categoria economica e sociale della Sicilia che non sia stata colpita dalla pessima amministrazione di questo personaggio.
I dati statistici ricordano che la Sicilia, dal 2008 ad oggi, ha perso oltre 11 punti di Prodotto interno lordo (Pil). Ebbene, almeno la metà di questa caduta verticale del Pil è stata registrata nei quasi due anni di Governo Crocetta.
Incredibile, ad esempio, quello che ha combinato questo esecutivo nel settore del fotovoltaico – che nella nostra Isola, grazie al nostro clima, dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’economia -: per aggiornare i prezzi, con un decreto ha bloccato l’intero settore, provocando danni economici incalcolabili agli imprenditori che hanno investito in questo settore e alla stessa immagine della Sicilia: chi è che verrà ad investire nella nostra Isola dopo i danni prodotti?
Ma il Governo Crocetta non si è limitato a massacrare il settore fotovoltaico. L’industria non c’è più. Il commercio è boccheggiante. L’artigianato è in crisi. Le Province sono state abrogate e ‘saccheggiate’. I Comuni sono quasi tutti al dissesto finanziario (in testa Palermo e Catania che si illudono di salvarsi con insostenibili tasse a carico di famiglie e imprese e con le trovate truffaldine di Consorzi di Comuni che violano lo Statuto siciliano e delle aree-città metropolitane che non vuole nessuno).
Un capitolo a sé merita l’agricoltura siciliana, che è allo sbando totale. psrNessuno sa come sono stati spesi i soldi del Piano di sviluppo rurale (Psr): 2,1 miliardi di euro dal 2007 ad oggi per alimentare un’improbabile ‘Nuova imprenditorialità giovanile’ che nessuno ha visto. Mentre è assodato che una parte di questi soldi è già finita nelle tasche di politici e burocrati regionali (e relativi parenti & amici), sotto gli occhi ‘distratti’ delle tante ‘autorità’. 
E mentre l’agricoltura siciliana va in malora assistiamo attoniti all’operazione Expo Milano: ovvero alla partecipazione prossima ventura della Regione siciliana a un ‘appuntamento’ dove le tangenti hanno già anticipato gli eventi. Addirittura, per spartirsi non abbiamo capito quanti soldi si vorrebbero saccheggiare le risorse destinate alle infrastrutture siciliane. Incredibile!
Deve essere molto ‘coinvolgente’, questa partecipazione della Regione siciliana di Rosario Crocetta (e dei suoi accoliti, dal senatore Giuseppe Lumia al ‘capo’ dei renziani siciliani, Davide Faraone) all’Expo di Milano, visto che all’Ars nessuno parla.
Eppure gli elementi per fare luce su quello che sta succedendo nel segreto delle stanze della politica e dell’Amministrazione all’insegna di questa partecipazione della Regione siciliana all’Expo di Milano ci sono tutti.
Non è sfuggito agli osservatori il ‘caso’ dell’assessorato alle Risorse agricole. Come si ricorderà, in occasione del rimpasto della Giunta, l’onorevole Lino Leanza, dopo un tira e molla durato settimane, ha ottenuto l’assessorato alle Risorse agricole, dove ha sistemato Paolo Ezechia Reale.
lino leanzaMa quella di Lino Leanza è stata una vittoria di Pirro. Perché le competenze sull’Expo – che sono dell’assessorato alle Risorse agricole – sono state ‘girate’ al dirigente generale della Pesca, Dario Cartabellotta.
Guarda caso, Cartabellotta, prima del rimpasto della Giunta, occupava proprio la poltrona di assessore regionale alle Risorse agricole. E guarda caso, quando Crocetta è stato ‘costretto’ a cedere l’assessorato alle Risorse agricole ad Articolo 4 di Lino Leanza, c’è stata una sollevazione di alcuni grandi produttori di vino della Sicilia, che non volevano la sostituzione di Cartabellotta.
Erano i giorni del Vinitaly di Verona quando il governatore Crocetta è stato sommerso dalle proteste di un nutrito drappello di produttori di vino della Sicilia. Proteste che si sono placate quando Crocetta ha comunicato che la gestione dell’Expo – ovvero della partecipazione della regione siciliana all’Expo – sarebbe rimasta nelle salde mani di Cartabellotta.
Ce n’è abbastanza, a nostro modesto avviso, per provare a capire quello che sta succedendo. Sarebbe il caso che la Commissione Antimafia di Nello Musumeci e la terza Commissione dell’Ars (Attività produttive) si facciano spiegare da Cartabellotta & compagni che costa stanno combinando.
Anche perché, nelle scorse settimane, le cronache hanno registrato una durissima presa di posizione di un’organizzazione imprenditoriale che – ma guarda che caso! – ha denunciato il tentativo, tutt’ora in corso, di trasferire ingenti risorse finanziarie dagli investimenti per infrastrutture alla partecipazione dell’Expo. Fatto, a nostro modesto avviso, gravissimo.
Insomma, meglio anticipare gli eventi. Per evitare che si ripeta la farsa andata in scena sulle discariche. Con un Governo regionale che, per quasi due anni, lascia proliferare le discariche. Per poi ergersi a moralista dopo che la magistratura interviene.
Ovviamente, davanti a un Governo nazionale che scippa i soldi alla Regione, davanti a un Governo regionale che, all’insegna della ‘legalità’ e dell’antimafia, organizza questa a dir poco strana partecipazione della Regione all’Expo, qualcuno deve pur pagare. Chi?
In primo luogo gli operai della Forestale. Ma anche i dipendenti della Regione (dirigenti in testa, ma anche i pensionati regionali). Quindi tutte le attività culturali, di fatto massacrate. E tante, forse troppe categorie sociali (pesanti, ad esempio, i tagli ai ciechi: ma non è l’unica categoria sociale penalizzata).
Forse lo stesso blocco degli appalti nel fotovoltaico è meno casuale di quanto a primo acchito si potrebbe pensare. Alla fine sono somme che andranno in economia. E che potrebbero sempre essere utilizzate per fare massa  critica per la partecipazione all’Expo…

Foto di prima pagina tratta da doncurzionitoglia.com

27 Luglio 2014
 http://www.linksicilia.it/2014/07/sicilia-di-nuovo-in-fiamme-crocetta-come-nerone/


I lavoratori forestali hanno sempre condannato pubblicamente i piromani criminali, chiunque essi siano. Gli operai del comparto subiscono sempre e solo un danno dall’incendio, perché nelle aree investite dalle fiamme non si può svolgere, per legge, attività lavorativa per i prossimi 5 anni. Sempre per legge, abbiamo le giornate garantite (78, 101, 151), quindi veniamo solamente danneggiati perché viene meno il luogo dove lavorare. Precisiamo che il nostro guadagno non viene calcolato dalle ore di straordinario, o più la regione va a fuoco, più alto è lo stipendio.