TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PER NON FARSI PRENDERE IN GIRO. QUESTA E' LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA.





































Papa Francesco:
“Non c'è dignità senza lavoro”









13 Giugno 2012 Facebook. Riscontro del
Presidente Rosario Crocetta

















GRAZIE A VOI RAGGIUNTO 1.000.000 DI VISITE. CLICCA E LEGGI



















101NISTI ANTINCENDIO ISNELLO. AZIONE LEGALE PER FARSI RICONOSCERE L'APPARTENENZA AL CONTINGENTE SUPERIORE












19 ottobre 2014

AVVISO INTERESSANTE. DOMANI PRESSO L'AULA CONSILIARE DEL COMUNE DI SORTINO, INCONTRO/DIBATTITO DAL TITOLO: LAVORATORI FORESTALI PROSPETTIVE PRESENTI E FUTURE. SARANNO PRESENTI L'ASSESSORE REALE E LE PARTI SOCIALI



Ricevo e pubblico 
da Massimo Lo Nigro








Fateci sapere...





Nella società del ventunesimo secolo, le 78 e le 101 giornate nel settore pubblico non hanno più senso logico e produttivo.
Confidiamo nella vostra collaborazione.









 

APPENA INIZIATO, IL CAMMINO DELLA LEGGINA CHE DOVREBBE GARANTIRE GLI STIPENDI A FORESTALI E PRECARI DELL’ENTE SVILUPPO AGRICOLO SI È GIÀ FERMATO. L’ASSESSORE: MANOVRA LEGITTIMA, NESSUNO CI PERDERÀ




LA VERTENZA

Forestali, si blocca la legge
All’Ars è guerra sui fondi


di

Il governo punta a dare ai precari i 25 milioni che erano destinati ad artigiani e agricoltori. Ma la commissione Bilancio ferma l’iniziativa. 
L’assessore: manovra legittima, nessuno ci perderà.

forestali, paolo reale, Sicilia, Politica


PALERMO. Appena iniziato, il cammino della leggina che dovrebbe garantire gli stipendi a forestali e precari dell’Ente sviluppo agricolo si è già fermato. E lunedì rischia di bloccarsi definitivamente. La commissione Bilancio ritiene che non ci sia la copertura finanziaria e nella prima seduta non ha approvato il testo. Dietro il no della commissione c’è però uno scontro violentissimo fra settori produttivi e sindacati dei forestali. E il Parlamento si sta dividendo fra queste due compagini. Il governo ha infatti previsto di coprire i 25 milioni necessari a forestali ed Esa prelevando dal fondo con cui la Crias dovrebbe gestire finanziamenti e garanzie alle imprese artigiane e agricole. Inizialmente era previsto di prelevare da questo fondo 10 milioni ma in pochi giorni la quota è già salita a 19. Al punto che nei giorni scorsi tutte le nove associazioni di categoria di agricoltori e artigiani hanno chiesto di fermare il provvedimento.
Ma il governo è pressato da proteste di piazza.

Da giorni è scattato l’assedio a Palazzo d’Orleans. La legge servirebbe infatti a garantire a tutti gli 8.488 operai della prima fascia le 78 giornate di lavoro tradizionali, che alla fine dell’anno saranno costate quasi 63 milioni. Questa è la categoria più a rischio mentre chi attende di svolgere 101 e 151 giornate ha quasi completato il suo calendario annuale. Il tutto, sommando operai forestali e dell’antincendio, porta la spesa a 303 milioni che il governo ha garantito con fondi propri e con altri prelevati dai contributi europei e da quelli denominati Pac. Ma ora bisogna trovare gli ultimi 25 milioni e non c’è altro se non il fondo della Crias per risolvere l’emergenza.

ALTRE NOTIZIE NELLE PAGINE DEL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA

19 Ottobre 2014
 Giornale di Sicilia





NOTIZIA CORRELATA:







LENTINI RISPONDE A BERNAVA: “PENSI AI FALLIMENTI DEL SINDACATO


Prima di parlare di voto servono le riforme


Lentini risponde a Bernava:
“Pensi ai fallimenti del sindacato”


Totò Lentini


“Come può un segretario generale di un sindacato come la Cisl, sostenere che non occorrano più i politici? Se questa dichiarazioni che leggo sulla stampa corrisponde al vero potremmo ricordare a Bernava che la gente non si fida più del sindacato, che le manifestazioni di piazza sono ormai sempre spontanee ed organizzate dai lavoratori esasperati. Dove sono i successi di un sindacato che ormai non tutela più nessuno?”.
Non ci sta Totò Lentini, componente della Commissione regionale Antimafia, alle parole del segretario generale della Cisl Maurizio Bernava.
“E’ vero che la crisi morde e che spesso i livelli di governo mostrano scarse capacità – continua Lentini – ma nel parlamento siciliano c’è chi si batte ogni giorno nel tentativo di difendere lavoratori, categoria produttive e di rilanciare l’economia e la speranza”.
“Non si può dimenticare che fin dal suo insediamento questo governo ha dovuto affrontare una crisi senza precedenti e mettere in atto una spending review non solo finalizzata alla moralizzazione, ma in tanti casi obbligatoria per effetto del patto di stabilità e dei tagli sempre crescenti imposti dai governi Monti, Letta e ora Renzi. La crisi di liquidità e la ridotta capacità di spesa viene da molto lontano e non sono solo problemi siciliani”
“La nostra azione è, inoltre, bloccata da una legge elettorale anacronistica che ci impedisce di operare opportunamente. Bernava suggerisce di andare al voto? Si cambi la legge elettorale e si vada alle urne. Ma tutti sanno che prima è indispensabile fare le riforme. Non si può lasciare la Sicilia in balia di se stessa. Occorre fare la legge per le province, quella per la Formazione e diverse altre riforme che non possono attendere oltre”.
“Invece di lanciare proclami e cavalcare la moda dell’antipolitica – conclude Lentini – Bernava avvii un vero confronto con chi si impegna per la gente (e non siamo in pochi) e mostri a sua volta pari impegno per costruire il rilancio della Sicilia”

18 Ottobre 2014
http://palermo.blogsicilia.it/lentini-risponde-a-bernava-pensi-ai-fallimenti-del-sindacato/274668/





On. Lentini, tutti avete fallito con i forestali. Anche lei, il suo partito, il suo ex partito, il suo governo e il suo Presidente. 
Ma c'è sempre tempo per rimediare. Fatti e non parole!











URLANDO ALLE MURA DI UN PALAZZO VUOTO COSA RESTA DELLA GRANDE MANIFESTAZIONE? CISL: LA PROSSIMA SETTIMANA CHIEDEREMO UN INCONTRO CON TUTTI I CAPIGRUPPO ALL’ARS PER AVVIARE UNA DISCUSSIONE GENERALE SULL’EMERGENZA SICILIA



Urlando alle mura di un palazzo vuoto
Cosa resta della grande manifestazione?


svegliatevi cisl


“La prossima settimana chiederemo un incontro con tutti i capigruppo all’Ars per avviare una discussione generale sull’emergenza Sicilia. La Cisl ha proposte da portare e speriamo di essere ascoltati in un vero spirito di servizio e di collaborazione”.
E’ questo il modo in cui si tenta di affrontare il silenzio della politica. Ha concluso così, Maurizio Bernava la grande manifestazione di Palermo, unica piazza siciliana delle 100 scelte per il giorno del lavoro, il “job day” del sindacato di centro. La manifestazione era di caratura nazionale ma in Sicilia ha assunto vari altri significati nei confronti del governo della Regione.
La manifestazione, dalla connotazione social attraverso l’hashtag #svegliatevi si è trasformata in un attacco al governo Crocetta “incapace di affrontare i veri nodi del lavoro, dell’economia, della crisi di liquidità, del contenimento intelligente della spesa”.
“Siamo stanchi di incontri inconcludenti, di politici sordi e di conferenze stampa del presidente infarcite di bugie che servono solo a tenere in piedi lui e il suo governo fatto di persone perbene ma che sono soltanto utilizzate per mantenere lo status quo. Crocetta tiene in vita se stesso e i suoi alleati che sono, poi, gli stessi di Lombardo”.
Ma Bernava non dimentica che la crisi è strutturale “Siamo in crisi già da 5-6 anni. eravamo in crisi con Lombardo, lo siamo con Crocetta ma lo saremo ancora con il prossimo presidente. E’ una cosa della quale dobbiamo prendere atto. in questo sistema che non regge più i metodi del passato ed il relativo carico di spesa, occorre responsabilità. noi siamo pronti ad assumerci la nostra parte di responsabilità con proposte anche impopolari ma serve una politica che ascolta, che collabora per dar vita ad una sessione straordinaria di governo dell’emergenza che ci porti fuori dal tunnel”.
Prima di queste conclusioni la grande manifestazione. 18 voci per l’articolo 18. “Sono Mara”. “Sono Tommaso”. “Sono Milena”, “Sono Rosanna”. Diciotto volti, diciotto testimonial. Diciotto storie di crisi vissuta sulla propria pelle. Sono i diciotto tra giovani e meno giovani, precari, senza lavoro, in cassa integrazione o in mobilità, che si sono alternati stamattina sul palco della manifestazione che la Cisl siciliana ha tenuto a piazza Indipendenza, a Palermo, davanti a Palazzo d’Orleans. Per raccontare in pochi flash la propria storia. “Personale ma che potrebbe essere quella di ciascuno di voi”, come ha esordito Rosanna, monoreddito con due figli, operatrice di quel mondo della formazione che tra qualche giorno tornerà per strada. “Spartacus e Prometeo sono state cure peggiori del male”, ha denunciato con un filo di voce, con riferimento ai progetti varati dal governo della Regione contro i quali s’è levata in questi mesi la protesta dei lavoratori.
“Solo un’azione unitaria forte, che sia davvero spina nei loro fianchi, può aiutarci”, ha concluso guardando Palazzo d’Orleans e passando il microfono a Milena, 40 anni, mamma di due bimbi, operatrice del settore dei call center che in Sicilia conta 40 mila addetti la metà dei quali concentrati nel Palermitano. Ma su molti di essi, ora pende la mannaia della fine del rapporto di lavoro. Così per i #262acasa della palermitana Accenture: #262acasa com’era scritto sullo sfondo bianco della t-shirt indossata da Mara. “Le aziende non possono considerarci numeri”, ha urlato con il microfono in mano. “Istituzioni, svegliatevi. Fatevi parte attiva e responsabile”.
A noi – ha detto Bernava – non interessa la politica. L’emergenza è il lavoro. Perché la crisi è ormai emergenza: un’emergenza che è anche etica, come ci ricordano i vescovi”. La recessione morde, è diventata rischio povertà per tanti. Eppure politica e governo regionali sono sordi. “La Regione è una palude”, ha tuonato il segretario. E quanto a Crocetta, “perde tempo appresso a persone inutili interessate solo a patti di gestione, e a potentati che hanno solo creato un debito che i siciliani pagheranno per anni”. Da qui la richiesta: “Fate un governo d’emergenza che faccia politiche d’emergenza. Che faccia fronte, con interventi straordinari, alle emergenze economica, sociale e amministrativa, che affossano la Sicilia”.
Sotto il piccolo palco montato su un camion, i colori verde e bianco delle bandiere Cisl che hanno sventolato per tutta la mattinata su una piazza rumorosa, per i fischietti, per il cri-cri riprodotto da piccole turbine in legno. Per i tamburi di latta suonati da edili e forestali. E per il fragoroso scampanellio di una vecchia sveglia che ha, praticamente, ritmato i tempi della manifestazione. Perché al trillo della sveglia, un cartello con su scritto “tutti giù” invitava la piazza a un flash mob di una decina di secondi “che abbiamo pensato – spiegano alla Cisl – per mostrare visibilmente la nostra intenzione di dare una scossa a politica e governo”.
Tra le altre testimonianze, ha commosso tutti Giovanni, pensionato ultraottantenne, che con voce tremolante ha ricordato la funzione di ammortizzatore sociale che le famiglie, di fatto, giocano. Non solo in Sicilia. “Dieci euro a un nipote di trent’anni che ne ha bisogno per vivere, sono una mortificazione per noi e i nostri nipoti”, ha sussurrato. Ha fatto sorridere tutti, invece, Tommaso, lavoratore delle costruzioni, che ha usato la cazzuola come metafora della crisi che affligge l’economia siciliana. E l’edilizia specialmente. “Alla cazzuola hanno suonato le campane a morto”, ha scandito con tono angosciato. “Mi sento voce che grida nel deserto”. Infine la chicca. L’eccellenza. O meglio l’ex eccellenza siciliana: la Fratelli Averna che da più di un secolo produce l’omonimo amaro. “Generando utili, un fatturato di 200 milioni ed esportando all’estero il 40% della produzione”, ha ricordato con orgoglio malcelato, Luigi, dipendente dell’azienda. Ebbene, ha lamentato, “qualche mese fa l’Averna è stata acquistata dalla Campari che ha già avviato le procedure per il licenziamento collettivo”. Come dire, un’eccellenza. Ma che rischia di tradursi nel suo simmetrico contrario.
Tutte parole urlate ad un palazzo vuoto, quello della Presidenza della Regione. Una sorta di grande muro di gomma sul quale si infrangono le richieste, gli allarmi, le parole, ma anche i fatti. Vuoto perché oggi è sabato. Vuoto perché non c’era Crocetta ne nessuno dei suoi, vuoto perché nessuno ascoltava ne, si teme, ascolterà. Vuoto perché mancano le idee, secondo il sindacato. Per Bernava era, forse, l’ultima manifestazione siciliana. Il 31 ottobre sarà chiamato a Roma a portare l’ “esperienza Sicilia” nella nuova segreteria della Furlan “Ma la posizione del sindacato in Sicilia non cambierà – assicura Bernava – a Roma si sente il bisogno di ‘importare’ l’esperienza maturata in Sicilia come contributo al sindacato a livello nazionale ed è incredibile che questa esperienza di disponibilità, invece, in Sicilia no venga recepita da chi governa”

18 Ottobre 2014
http://palermo.blogsicilia.it/urlando-alle-mura-di-un-palazzo-vuoto-cosa-resta-della-grande-manifestazione/274662/




NOTIZIA CORRELATA:









A PARTIRE DALLE 9,30, È PREVISTA UNA VISITA GUIDATA IN CINQUE TAPPE AL BOSCO E ALLA SPIAGGIA DELL'AREA PROTETTA. "CI PRENDIAMO CURA DELLA NATURA", SARÀ CURATA DALL'AGRONOMO PIPPO RE, LA SECONDA "CI PRENDIAMO CURA DELLE PIANTE", DA UN RESPONSABILE DEL CORPO FORESTALE



Domenica appuntamento sullo spiaggione al centro delle polemiche estive


La Diocesi celebra Randello, il Comune andrà al Tar


Nuovo caso Ricorso per la bocciatura di un altro stabilimento sulla spiaggia


La spiaggia di Randello



Saranno la spiaggia e il bosco di Randello le due location in cui domani, domenica 19 ottobre, sarà festeggiata dalla Diocesi di Ragusa la seconda "Giornata della Custodia del Creato". Una scelta significativa e anche simbolica, rispetto alle note vicende che hanno interessato quest'anno la spiaggia di Randello, con questa giornata che prende il titolo di "I segreti del linguaggio del bosco per capire e custodire la natura".
A partire dalle 9,30, è prevista una visita guidata in cinque tappe al bosco e alla spiaggia dell'area protetta. La prima tappa "Ci prendiamo cura della natura", sarà curata dall'agronomo Pippo Re, la seconda "Ci prendiamo cura delle piante", da un responsabile del corpo forestale. Sulla spiaggia di Randello la terza tappa affidata ad un biologo, la quarta, "Ci prendiamo cura della salute di città e cittadini", al docente universitario Giampaolo Schillaci e l'ultima tappa dal titolo "Ci prendiamo cura del Creato", presso la torretta di avvistamento, sarà a cura di Orlando Lombardi, membro dell'Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro. Sarà presente per il saluto di benvenuto il vescovo di Ragusa, mons. Paolo Urso. "Il senso della celebrazione della giornata per la Custodia del Creato - sostiene Renato Meli, direttore dell'Ufficio diocesano pastorale sociale del lavoro - è stimolare e suscitare un'attenzione quotidiana di tutti e di ciascuno verso la straordinaria bellezza della nostra terra, spesso danneggiata dallo scarso senso di responsabilità, per tutelarla, valorizzarla e lasciarla alle future generazioni".
Intanto all'orizzonte si profila un nuovo contenzioso. Il Comune di Ragusa dovrà infatti resistere in giudizio dinnanzi al Tar a cui si è rivolta la società L. G. Group Nature Project srl per l'annullamento del provvedimento di diniego del rilascio del titolo unico per la realizzazione di uno stabilimento balneare in contrada Branco Grande - Randello. La Giunta ha nominato il proprio legale per difendere il Comune.
Michele Barbagallo


18 Ottobre 2014








FARE VERDE, PULIZIA DAI RIFIUTI ALLA FORESTALE DI RONDELLO

RISERVA DI RANDELLO. LA DIFESA, DONNAFUGATA GOLF RESORT: NOI ERAVAMO IN POSSESSO DI TUTTE LE AUTORIZZAZIONI. IL NOSTRO ITER REGOLARE

L'AFFAIRE RANDELLO FINISCE IN PROCURA. E' UNO SCANDALO
 


FARE VERDE VITTORIA: NON PERMETTEREMO CHE LA SPIAGGIA DI RANDELLO SIA DETURPATA DA CHALET E STRUTTURE PRIVATE DI QUALSIASI GENERE FARE VERDE VITTORIA: NON PERMETTEREMO CHE LA SPIAGGIA DI RANDELLO SIA DETURPATA DA CHALET E STRUTTURE PRIVATE DI QUALSIASI GENE













18 ottobre 2014

LA PROTESTA FORESTALI, APPELLO AI SINDACI: «MARCIATE CON NOI»

LA PROTESTA

Forestali, appello ai sindaci: «Marciate con noi»


di

In una lettera aperta i sindacati sottolineano i gravi danni all’economia che deriverebbero dalla riduzione degli emolumenti

Trapani, Politica

TRAPANI. «Vi vogliamo al nostro fianco, per marciare assieme su Palermo e fare sentire alla Presidenza della Regione la voce della protesta di lavoratori che, con la decurtazione del reddito, subiranno un grave danno alla propria dignità». È questo, in sintesi, il tenore di una lettera aperta che i tre segretari provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Massimo Santoro, Giacoma Giacalone, Tommaso Maccadino hanno inviato ai sindaci del territorio in ordine alla vertenza dei forestali che martedì prossimo, giorno 21, porterà una delegazione dei 1800 lavoratori interessati in piazza a Palermo davanti la Presidenza della Regione.  «L'ansia cresce per i lavoratori forestali del territorio di Trapani che da oggi sono in stato di agitazione, proclamato dalle segreterie provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil», sottolineano i tre segretari provinciali dei sindacati ribadendo che il prossimo martedì tutti i 1800 lavoratori ancora in servizio si riuniranno in assemblea nei cantieri di riferimento e una delegazione manifesterà davanti Palazzo d'Orleans a Palermo, per chiedere un incontro urgente al presidente della Regione Rosario Crocetta.

18 Ottobre 2014
 Giornale di Sicilia









EXPO 2015” PRESENTATO A TAORMINA IL CLUSTER BIO-MEDITERRANEO. L'ASSESSORE EZECHIA PAOLO REALE: “UN’OPPORTUNITÀ STORICA PER RECUPERARE LA CENTRALITÀ DELLA SICILIA NEL MEDITERRANEO. UN PALCOSCENICO INTERNAZIONALE ATTRAVERSO CUI PROMUOVERE STORIA, CULTURA, CIBO E STILE DI VITA DELLA NOSTRA ISOLA”




Ricevo e pubblico
dalla Dott.ssa Maria Giambruno
Relazioni esterne e comunicazione
Assessore Regionale dell'Agricoltura
delle Risorse Rurali e della Pesca Mediterranea









BOMPIETRO SOMMERSA DAL FUMO DEGLI INCENDI DEGLI ULTIMI GIORNI. CONTINUANO I ROGHI SULLE MADONIE



Bompietro sommersa dal fumo degli incendi degli ultimi giorni. Continuano i roghi sulle Madonie

Numerosi e ripetuti incendi continuano ad impazzare nelle Madonie odore acre e pungente, imperversa ancora nell’aria…
Bompietro sommersa dal fumo per l’incendio divampato mercoledì 15 e ripetutosi giovedì 16, in prossimità del paese in una vasta zona corrispondente all’ex feudo “Donna Morosa”.
Giornate quasi estive, calde ed afose, si susseguono in una stagione autunnale in cui si accentua l’instabilità climatica e la stessa natura reagisce ribellandosi ad evidenti alterazioni e squilibri.
Attoniti ed impotenti si assiste a tanto degrado ed improvviso sconvolgimento, dovuti probabilmente al fenomeno di “inversione degli equinozi” o al surriscaldamento di menti “piromani” a cui va la condanna e la pietà per la loro scelta di vita  orientata al male e al caos.


18 Ottobre 2014
http://www.ilcaleidoscopio.info/Notizie_bompietro_sommersa_dal_fumo_incendi_ultimi_giorni_continuano_roghi_sulle_madonie?idNews=e7eb9020-04ee-4005-9320-d1a8ccd4e186#.VEJkzFdtX1U















































































































“CROCETTA SVEGLIATI E RILANCIA LA SICILIA” IL GRIDO DEI 4000 SICILIANI IN PIAZZA A PALERMO. AD ALTERNARSI AL MICROFONO ANCHE I FORESTALI


E' il job day

“Crocetta svegliati e rilancia la Sicilia”
Il grido dei 4000 siciliani in piazza a Palermo

apertura (2)
Un lavoratore di Accenture, un ex dipendente dell’indotto Fiat, una lavoratrice della Formazione senza stipendio da 22 mesi. Stanno parlando i lavoratori di tutta la Regione sul palco della Cisl a Palermo. Circa 4000 le persone giunte nel capoluogo siciliano rispetto alle 7000 attese ma continuano ad arrivare persone in piazza per partecipare al “Job Day”, la giornata per il lavoro.
GUARDA LE IMMAGINI
“La vera priorità è il lavoro che non c’è”, è il tema della mobilitazione in Sicilia per la quale la Cisl ha anche coniato l’hashtag #svegliatevi. “È emergenza – afferma il sindacato – il governo Crocetta ha fallito perché senza strategia di fronte alla crisi economica e sociale. E la Sicilia affonda”.
Davanti a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione, hanno cominciato ad affluire giovani e meno giovani. Tra bandiere, cartelli e striscioni. E precari, lavoratori di aziende in crisi, in Cig e in mobilità. Pubblici impiegati e aspiranti lavoratori i cui racconti di crisi vissuta risuoneranno tra un po’ dal palco. Nessun comizio è previsto infatti, conclusioni a parte di Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia.
Ad alternarsi al microfono saranno 18 testimoni diretti della crisi: dal settore dei call center a quelli chimico e metalmeccanico. Alla scuola e alla Formazione. Poi forestali, edili. Operatori del commercio e della sanità. Racconteranno frammenti di crisi vissuta al ritmo dello scampanellio fragoroso di una vecchia sveglia. Intervallato da musica, che gia’ risuona.

 18 Ottobre 2014
http://palermo.blogsicilia.it/crocetta-svegliati-e-rilancia-la-sicilia-il-grido-dei-4000-siciliani-in-piazza/274604/







MARTEDI' 21 OTTOBRE PRESSO IL RECAPITO DEL COLLOCAMENTO UPAFD DI SIRACUSA, AVVIAMENTO DI DUE OPERAI PER UN PERIODO PRESUMIBILE DI 51 GIORNI




Ricevo e pubblico
dal Segreterio Provinciale della Uila-Uil di Siracusa  
Responsabile Gianni Garfi












LUNEDI' 20 OTTOBRE ASSEMBLEA CITTADINA PRESSO L'AULA CONSILIARE DI SORTINO (SR), INCONTRO/DIBATTITO DAL TITOLO: OPERAI FORESTALI - PROSPETTIVE PRESENTI E FUTURE DEL COMPARTO. SARA' PRESENTE L'ASSESSORE REALE




Ricevo e volentieri pubblico
da Massimo Lo Nigro







Fateci sapere...



Nella società del ventunesimo secolo, le 78 e le 101 giornate nel settore pubblico non hanno più senso logico e produttivo.
Confidiamo nella vostra collaborazione.











 

FORESTALI, È STATO D’AGITAZIONE: MANCANO I SOLDI PER PAGARE GLI STIPENDI. PER COMPLETARE LE GIORNATE LAVORATIVE PREVISTE DALLA GARANZIA DI LEGGE PER I LAVORATORI FORESTALI, MANCANO ULTERIORI 8 MILIONI DI EURO



LA VERTENZA

Forestali, a Trapani è stato d’agitazione: mancano i soldi per pagare gli stipendi

forestali, Trapani, Cronaca

TRAPANI. I lavoratori forestali di Trapani da ieri sono in stato di agitazione, proclamato dalle segreterie provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. Martedì tutti i 1800 lavoratori ancora in servizio si riuniranno in assemblea presso i cantieri di riferimento e una delegazione manifesterà davanti Palazzo d'Orleans a Palermo, per chiedere un incontro urgente al presidente della Regione.
«Abbiamo appreso - spiegano i tre segretari provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Massimo Santoro, Giacoma Giacalone, Tommaso Maccadino - che per completare le giornate lavorative previste dalla garanzia di legge per i lavoratori forestali, mancano ulteriori 8 milioni di euro, nonostante le rassicurazioni ricevute dal presidente Crocetta, che aveva assunto l'impegno di stanziare al più presto le somme necessarie in bilancio per le tre fasce occupazionali della manutenzione, cioè 151, 101, 78 giorni, non abbiamo più ricevuto risposta». I sindacati aggiungono «la nostra preoccupazione si estende anche ai lavoratori dell’antincendio con garanzia di 151 giorni, che ad oggi rischiano di non completare le giornate della garanzia occupazionale, a causa anche della complicata gestione burocratica del passaggio di da una amministrazione all'altra». Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno cosi inviato una lettera a tutti i comuni del trapanese chiedendo a tutte le amministrazioni comunali «di farsi portavoce di questa vertenza presso le sedi opportune».


18 Ottobre 2014
 Giornale di Sicilia






NOTIZIE CORRELATE:










AVVISO PER I FORESTALI DI BUCCHERI: SONO DISPONIBILI PRESSO LA SEDE UIL I MODELLI UNICI PER L'INSERIMENTO NELLE GRADUATORIE 2015




Ricevo e pubblico
dal Segreterio Provinciale della Uila-Uil di Siracusa Responsabile 
Gianni Garfi








RISCHIO IDROGEOLOGICO, FORESTALI AL LAVORO S. MICHELE. UNA CINQUANTINA DI OPERAI POTRANNO COSÌ ULTIMARE LE 101 GIORNATE LAVORATIVE ANNUALI


Rischio idrogeologico, forestali al lavoro S. Michele.

Una cinquantina di operai potranno così ultimare le 101 giornate lavorative annuali



È un'iniziativa che in passato ha giovato molto al territorio di San Michele di Ganzaria e quest'anno si replica. Da oggi, infatti, una cinquantina di operai forestali, appartenenti al corpo antincendio, verranno impiegati in una specifica attività di manutenzione, finalizzata a prevenire il rischio idrogeologico.
Gli operai lavoreranno per quindici giorni, cioè per il tempo che consentirà loro di ultimare le 101 giornate lavorative annuali previste dalla legge e dagli accordi sindacali. I forestali, quindi, saranno chiamati a svolgere un servizio di fondamentale importanza, perché indirizzato sia alla tutela del suolo che a garantire la sicurezza della popolazione.
Le attività che essi svolgeranno, che sono contenute in un crono-programma messo a punto dal Comune di concerto con l'Ispettorato e l'Azienda foreste, prevedono la pulizia delle caditoie presenti lungo tutte le strade urbane ed extraurbane, per agevolare, in caso di pioggia, lo smaltimento delle acque ed evitare pertanto l'effetto tampone, che, alcuni anni addietro, era stato causa di diversi fenomeni di allagamento. Successivamente gli operai procederanno, come ci ha illustrato l'assessore ai Lavori pubblici, Luigi Nativo, alla disostruzione delle canalette e dei canali di scolo che si trovano in alcune zone "nevralgiche" del paese, come Vallone Zammataro, via Nazionale e via IV Novembre. Per prevenire infine fenomeni di esondazioni delle acque bianche che scendono dalla Montagna Ganzaria attraverso aste fluviali naturali, i forestali saranno chiamati a ripulire anche gli scatolari in cemento, la cui funzione è quella di raccogliere le acque prima e convogliarle poi verso Valle. «Questi lavori - ha spiegato l'assessore Nativo - si prefiggono, visto l'approssimarsi della stagione delle piogge, di evitare allagamenti e tracimazioni delle acque. Per noi è prioritaria l'azione di salvaguardia del territorio».
Martino Geraci


17 Ottobre 2014




Finalmente i forestali per il dissesto idrogeologico, ma purtroppo solo a San Michele di Ganzaria.
Facciamo presente che questi intrerventi dovevavo permettere ai forestali di lavorare oltre le giornate di garanzia.  
I furbetti ne sanno sempre una in più del diavolo.



NOTIZIE CORRELATE:










TRAGICI EVENTI DI MACALUBE E GESTIONE SERVIZIO ANTINCENDIO IN SICILIA: GIOVEDI' 23 OTTOBRE AUDIZIONE INFORMALE IN COMMISSIONE AMBIENTE DEL SENATO



Tragici eventi di Macalube e gestione servizio antincendio in Sicilia: audizione informale in Commissione Ambiente



Giovedì 23 ottobre, alle ore 8.30, la Commissione Ambiente svolgerà in Ufficio di Presidenza l'audizione informale dell'Assessore all'ambiente della Regione Siciliana, Piergiorgio Gerratana, sui tragici eventi di Macalube e sulle problematiche gestionali del servizio antincendio nei territori boschivi dell'Isola.

17 Ottobre 2014
Senato della Repubblica - Torna alla Home page 








DUBBI SUI FONDI, DDL FORESTALI RESTITUITO AL GOVERNO



Dubbi sui fondi, ddl forestali restituito al governo




 
Manifestazione dei forestali
Foto lasicilia.it


Palermo. Tra le commissioni Attività produttive e Bilancio dell'Ars il dibattito sul disegno di legge del governo per il pagamento degli stipendi ai forestali e ai dipendenti dei Consorzi di bonifica è durato un'intera giornata. Conclusione scontata, come si vuole quando i tempi siano segnati da superflicialità, pasticci, confusione e demagogia. La commissione Attività Produttive era chiamata a pronuciarsi nel merito, quella del Bilancio sulla copertura finananziaria. Dopo un lungo ed attento esame la commissione Bilancio ha rinviato al mittente il disegno di legge. Motivo, incertezza sulla copertura. Quindi, al governo è stato chiesto di fornire adeguati chiarimenti: senza indicazioni precise sulla copertura finanziaria, l'impugnativa del Commissario dello Stato sarebbe scontata. Il disegno di legge del governo prevede che dei 25 milioni che servono per coprire gli stipendi dei forestali, vengano attinti nella misura di 10 milioni dal fondo di rotazione della Crias, dal bilancio regionale i restanti 15 milioni. Per gli stipendi dei dipendenti dei Consorzi di bonifica, un milione e 400 mila euro da prelevare dal fondo dell'Esa. La commissione Attività Produtte, come detto, si è limitata alla presa d'atto del disegno di legge del governo, non essendo di sua competenza la verifica sulla copertura fianziaria. Il disegno di legge è diretto a sanare un'emergenza abbastanza pesante. In commissione Bilancio il disegno di legge è stato illustrato dall'assessore Ezechia Reale. Come detto, è stato rinviato al mittente non essendo specificata la copertura finanziaria.
Il vice presidente della commissione, Vincenzo Vinciullo, ha evidenziato che «esistono oggettive perplessità sulla sopravvivenza di questa norma. Già nella scorsa Finanziaria il governo provò a prelevare dall'Ircac 25 mln di euro e la norma fu impugnata. Inoltre, ritengo legittime le proteste di commercianti e artigiani che vedono così sottrarsi fondi naturalmente destinati alla sussistenza delle imprese».
Per Marco Falcone (capogruppo di Forza Italia) occorre stoppare senza se e senza ma i prelevamenti ai danni della Crias: «Sarebbe un grave errore sottrarre le preziose risorse della Crias per sostenere le giornate lavorative dei forestali». Falcone quindi «boccia la proposta del governo che intende prelevare fondi dalla Crias a danno di altre categorie danneggiate ed in crisi. Il diritto al lavoro dei lavoratori forestali va salvaguardato, ma le risorse non devono essere prelevate dal fondo degli artigiani e degli agricoltori. Forza Italia chiede che i 25 milioni di euro siano attinti dalla riduzione orizzontale del 10% sull'allegato 1 dell'ultima Finanziaria e dall'azzeramento del capitolo per attività ricreative e connesse che vale ben 10 milioni». Il problema tornerà all'attenzione della commissione Bilancio la prossima settimana se il governo darà i dovuti chiarimenti.
g. c.


17 Ottobre 2014





NOTIZIA CORRELATA:







MONDO PRODUTTIVO: NO AL PRELIEVO DI 10 MILIONI PER PAGARE I FORESTALI. SAREBBE INUTILE E DANNOSO. NON SI POSSONO DESTINARE RISORSE PER LO SVILUPPO A CATEGORIE PROTETTE DA POLITICA E SINDACATI





Mondo produttivo: No al prelievo di 10 milioni per pagare i forestali
L'appello: Fondi Ue per potenziare Crias e Ircac



Palermo. «No» allo svuotamento dei fondi di rotazione del credito agevolato regionale per imprese agricole, artigianali e cooperative. È l'appello di Cna, Casartigiani, Confagricoltura, Confartigianato, Claai, Cia, Confcooperative, Legacoop, Agci e Unci, contrarie al prelievo dai fondi gestiti da Crias ed Ircac, paventato nei giorni scorsi dal governo Crocetta.
«Questa manovra - attacca Mario Filippello (Cna Sicilia) - andrebbe a depauperare il patrimonio della Regione, causando il fallimento di migliaia di imprese e la conseguente perdita di posti di lavoro». La proposta di queste organizzazioni è invece di potenziare i fondi di rotazione «iniettando» risorse comunitarie provenienti dal Po Fesr. Un provvedimento di segno opposto rispetto alla possibilità che alla Crias vengano tolti una decina di milioni da destinare ad ambiti diversi, tra cui il pagamento dei forestali. «Tutto ciò - dice Elio Sanfilippo (Legacoop) - sarebbe inutile e dannoso. Non si possono destinare risorse per lo sviluppo a categorie protette da politica e sindacati». Sulla stessa scia Ettore Pottino (Confagricoltura): «Il governo non ha la visione di come uscire da questa crisi, è privo di ogni strategia». Tuttavia, i rappresentanti di artigianato, agricoltura e cooperazione si dicono contrari a un commissariamento di Palazzo d'Orleans, come chiesto dall'Anci. «Meglio chiudere le Partecipate - sostiene Filippello - e superare la gestione commissariale di Crias e Ircac».
Crias ed Ircac gestiscono fondi di rotazione per 700 milioni. E, se le banche continuano a ridurre il credito alle pmi (-4,6% nel 2013), i due istituti regionali riescono a rispondere al bisogno di liquidità degli imprenditori. Delle oltre 200 mila pmi che operano in agricoltura, artigianato e cooperazione, decine di migliaia si rivolgono alla Crias e all'Ircac: oltre 1,2 miliardi erogati negli ultimi otto anni.
Nel 2013, le banche hanno diminuito i prestiti per investimenti del 10%. Di contro la Crias ha fatto segnare un +15,9%. E l'Ircac ha registrato un aumento della concessione di crediti a medio termine per investimenti dell'80% e un aumento delle imprese finanziate (credito d'esercizio incluso) del 60%. Soldi che, nonostante la crisi, vengono restituiti con più facilità. Lo si evince confrontando i dati su deterioramento, incagli e sofferenze del sistema finanziario privato siciliano (49,4%) con quelli di Crias e Ircac, pari rispettivamente al 43,9% e 30%. «Per affrontare meglio la crisi - propone Gino Scardina (Claai) - serve una moratoria di due anni sui mutui Crias». 

Daniele Ditta


17 Ottobre 2014







PALMA DI MONTECHIARO: ACCORDO TRA COMUNE E FORESTALE ALBERI PIANTUMATI NELLE ZONE A RISCHIO


Palma di Montechiaro: Accordo tra comune e forestale

Alberi piantumati nelle zone a rischio



Palma di Montechiaro. Le zone della costa palmese che sono a rischio di frane e cedimenti, saranno interessate da un intervento di forestazione proprio per evitare che il fenomeno dei cedimenti possa aggravarsi e così salvare dal dissesto aree di pregio naturalistico su cui si affacciano spiagge, cale e mare incontaminati.
Tra l'assessore comunale ai Lavori pubblici e il dirigente provinciale della forestale è stato già raggiunto un accordo con il quale verrà garantita la fornitura al Comune palmese di decine di alberi che saranno piantumati proprio a protezione di quelle zone dove si sono verificati smottamenti, che potrebbero arrestarsi proprio con la piantumazione di piante adatte a frenare il dissesto orografico.
I protagonisti di questo importante accordo, guarda caso, sono ambedue palmesi, hanno lo stesso nome e cognome e forse sono legati da una lontana parentela. Si tratta dell'assessore ai Lavori pubblici e Urbanistica Giuseppe Di Miceli e del dirigente provinciale della forestale Giuseppe Di Miceli. Ambedue giovani laureati in Ingegneria i quali hanno subito condiviso la necessità che nella meravigliosa costa del litorale palmese che si estende da Ciotta sino alla Vincenzina, possa essere creato un sistema di forestazione in grado di arrestare i fenomeni franosi.
Il delegato del sindaco Pasquale Amato ha spiegato il programma degli interventi che intende adottare e per il quale chiederà la collaborazione del demanio e della autorità marittime.
«Chiederò in special modo alla Capitaneria di porto di Porto Empedocle e all'Ufficio circondariale marittimo di Licata di potere acquisire copie delle ordinanze con le quali sono stati segnalati rischi di frane lungo la nostra costa e quelle eventualmente revocate. Si potrà così fare un quadro per potere intervenire nelle zone a rischio nelle quali si potrà agire in una linea di demarcazione di 150 metri oltre la battigia, in rispetto della legge Galasso. Ma intendiamo anche alberare aree ad oltre 300 metri dalla battigia che saranno supportate da alberi di eucaliptus e di altri di basso fusto, così come ci è stato consigliato dall'emerito docente di Botanica marina, il palmese Mario Sortino. In queste aree che saranno ricche di vegetazione -ha concluso l'assessore Giuseppe Di Miceli- si potranno creare zone di ristoro attrezzate nelle quali le famiglie potrebbero sostare per trascorrere ore di riposo e di aggregazione, ammirando anche dirimpetto il maestoso panorama del mare del nostro litorale».
FILIPPO BELLIA



17 Ottobre 2014







IL GOVERNATORE CROCETTA ACCOGLIE LE RICHIESTE DI COLDIRETTI SICILIA, TAVOLO PERMANENTE PER LA CRISI DELL'AGRICOLTURA



Il governatore Crocetta accoglie le richieste di Coldiretti


Sicilia, tavolo permanente per la crisi dell'agricoltura




 
Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione
Foto lasicilia.it



Giorgio Petta
Palermo. Siccità perdurante, coltivazioni e produzioni a rischio, crisi economica, calo dei consumi, difficoltà di commercializzazione, credito bancario erogato con il contagocce, Psr Sicilia 2014-2020 che stenta a decollare, caso Crias. Sono molti, forse troppi, i problemi che attanagliano il settore primario dell'Isola. Trovare soluzioni non è facile, ma intanto, su proposta della Coldiretti Sicilia, sarà istituito un tavolo permanente per l'agricoltura isolana presso la Presidenza della Regione. I vertici regionali dell'organizzazione agricola, Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione, hanno incontrato, infatti, a Palazzo d'Orleans, il governatore Rosario Crocetta, il quale ha accettato la proposta del tavolo permanente in modo da favorire la collaborazione tra imprenditori agricoli e istituzioni regionali.
«La semplificazione burocratica con l'attuazione della legge n. 11 del 2010 e la lotta alla contraffazione - spiega Alessandro Chiarelli, presidente di Coldiretti Sicilia - sono gli altri ambiti di azione in cui Crocetta si è impegnato. Con questo primo incontro con il governatore si è pianificata la concertazione di un settore determinate per l'economia dell'Isola. L'impegno - aggiunge - si è esteso alle risorse del Programma di sviluppo rurale perché vengano equamente distribuite ai veri imprenditori agricoli con particolare riferimento alla consulenza aziendale. Sviluppare le filiere agricole per ottenere prezzi adeguati alla produzione, incentivare la vendita diretta e le politiche di occupazione sono i pilastri su cui si fonderà l'azione del governo per l'agricoltura nel breve futuro. Intanto - prosegue Chiarelli - avere un tavolo permanente per l'individuazione di piani operativi a favore dei comparti siciliani ci sembra un buon punto di partenza. Bisogna puntare alla valorizzazione del territorio con strategie di tutela e salvaguardia garantendo e incentivando l'occupazione giovanile e attivando politiche che favoriscano il ricambio generazionale».
Altro tema affrontato nel corso dell'incontro con il governatore Crocetta quello della sicurezza.
«La Regione - sostiene il direttore regionale Giuseppe Campione - aderirà all'Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare della Coldiretti. Un atto concreto che mette in campo una serie di strumenti adeguati per evitare che l'agricoltura continui ad essere preda della criminalità organizzata che incide sui bilanci delle aziende limitando gli investimenti». Ovviamente è stata analizzata anche la questione relativa all'utilizzo dei fondi Crias, la Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane siciliane, comprese le aziende agricole. Fondi che rischiano di essere destinati per scopi diversi rispetto al credito alle imprese. Nel caso specifico, che 10 dei 50 milioni di euro disponibili siano dirottati per il pagamento degli stipendi ai lavoratori forestali.
Intanto, prosegue in tutta l'Isola il caldo torrido che si accompagna ad una siccità che sta mettendo in ginocchio settori come l'agrumicoltura, l'orticoltura e l'olivicoltura, già alle prese con una stagione che prevede scarso raccolto e prezzi in rapida ascesa per l'extravergine. La mancanza di pioggia comporta un aumento dei costi di produzione per le aziende agrumicole e orticole, vista la necessità di irrigare le colture. In difficoltà anche gli allevamenti per la mancanza di pascolo e le aziende cerealicole alle prese con l'aratura dei terreni, induriti dalla lunga siccità.


17 Ottobre 2014







ASSEMBLEA DEI FORESTALI JONICI SENZA STIPENDI E PROSPETTIVE


Oggi (ieri per chi legge) a Furci (Me)

Assemblea dei forestali jonici
senza stipendi e prospettive


Furci. Assemblea pubblica dei forestali jonici, oggi alle 17, nella sede della Protezione civile. Alla riunione interverrà tra gli altri il segretario del Sifus, Maurizio Grosso, e lo staff del sindacato. I forestali vivono una condizione di disagio per la mancanza di lavoro e di prospettive per il futuro, considerato anche che quanti sono in servizio nell'antincendio da fine giugno non hanno ancora ricevuto alcun salario. I lavoratori, oltre al pagamento degli stipendi pregressi, chiedono il rispetto degli accordi sottoscritti: livelli occupazionali con adeguata e indispensabile copertura della spesa. All'ordine del giorno c'è anche «l'accelerazione dell'iter procedurale relativo all'approvazione del ddl 104 del 2013, sulla stabilizzazione» e il rinnovo del contratto integrativo regionale. Per lo scorso l'8 ottobre il Sifus aveva proclamato uno sciopero generale, che è stato revocato in attesa di un dialogo con le altre organizzazioni sindacali.
C. Casp.


17 Ottobre 2014