26 febbraio 2017

“DAL 2014 NESSUNA RICHIESTA FONDI DIRETTI DALLA SICILIA”. E LE IENE BRACCANO CROCETTA. CHE SFUGGE


Come gestisce l’Italia i fondi Ue? E’ questo uno degli argomenti al centro dell’appuntamento di domani, in prima serata su Italia 1, con “Le Iene Show”. Secondo l’europrogettista Andrea Boffi, intervistato dalle Iene, “l’Italia e’ tra gli otto peggiori Stati nell’ambito della gestione dei fondi indiretti”. Per quanto riguarda i fondi diretti, invece, Boffi afferma: “Dal 2014 ad oggi, non risulta nessuna richiesta da parte della regione Sicilia. Bisogna vedere se nel bando che e’ scaduto il 7 di febbraio di quest’anno, ha presentato qualche domanda”. Cosi’ le Iene hanno deciso di chiedere spiegazioni al presidente della Regione, Rosario Crocetta. A questo punto il Governatore ha invitato l’inviato delle Iene ad andare nel suo studio la settimana successiva per parlare dell’argomento, esaminando insieme le carte, ma, quando la Iena chiama il suo ufficio il giorno prefissato gli viene riferito che il Presidente Crocetta non ha alcuna intenzione di incontrarlo. Per fare chiarezza sui progetti legati ai trasporti nel sud Italia, la Iena incontra anche il Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti. (ITALPRESS).

25 Febbraio 2017
http://www.siciliainformazioni.com/redazione/563630/dal-2014-nessuna-richiesta-fondi-diretti-dalla-sicilia-le-iene-braccano-crocetta-sfugge







SIFUS CONFALI: "ECCO PERCHÉ C'È LA NECESSITÀ DEI CONVEGNI ALLA ROVESCIA"

Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Sifus
Giuseppe Fiore




Forestali siciliani.
"Ecco  perché  c'è la necessità dei convegni alla rovescia".

Siamo convinti che solo mettendo i deputati regionali ed i forestali faccia a faccia, sopratutto ora che si avvicinano le elezioni regionali, in cui i primi, hanno bisogno dei secondi e i secondi dei primi, sia ancora possibile, far votare il ddl 104 sulla stabilizzazione. E' questa l'unica  ragione per cui ci ostiniamo ad organizzare convegni alla rovescia invitando deputati di tutte le forze politiche  senza parteggiare per nessuna di esse fino al risultato compiuto.
Vogliamo stimolare i deputati, davanti i forestali, affinchè sì rendano conto che è necessario votare subito il ddl 104 sia perché rappresenta l'unica soluzione per salvare e rilanciare il comparto, sia perché potrebbero averne un ritorno elettorale. Purtroppo, non esistono strade diverse per addivenire all'approvazione della legge sulla stabilizzazione. L'alternativa è che invece, rilancino ed approvino, la controriforma Cracolici già assecondata da tutti gli altri sindacati. Noi del Sifus, prima, abbiamo scritto la prima legge sulla stabilizzazione della storia della Regione Siciliana (dopo sono arrivate i ddl dell'On. Mancuso e dell' On. Vinciullo), poi abbiamo raccolto le firme in suo sostegno per farla entrare all'Ars senza l'aiuto di nessun parlamentare, ed ora,  fino all'ultimo, lottiamo per farla approvare nell'interesse di tutto il comparto forestale e mio personale poiché così, potrò lasciare il settore definitivamente in altre mani. Seguiamo questa strada dunque, perché non esistono altre. Non facciamoci prendere dalla rassegnazione come in tanti vorrebbero! 
La rassegnazione è storicamente nemica dei diritti e delle libertà! 
Tutte le altre strade sono peggiorative!
Se falliremo in questo tentativo ne prenderemo atto e faremo le dovute conclusioni, consentendo a voi lavoratori di fare le vostre.
Il convegno alla rovescia di Aidone è determinante e potrebbero non esserne necessari altri sia in caso di riscontro positivo che negativo. Per queste ragione lunedì 27 febbraio alle 19.00, ci vuole uno straordinario sforzo di partecipazione. No oti, no voti! Vi aspettiamo in massa! 
La lotta paga sempre!
Maurizio Grosso






IL CODIRES CHIEDE UN INCONTRO PRESSO L'ASSESSORATO AGRICOLTURA PER LE PROBLEMATICHE DEI LAVORATORI FORESTALI E LA COSTITUZIONE DI UN TAVOLO TECNICO PERMANENTE

Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Codires
Geom. Enrico Scozzarella








FALSI CERTIFICATI DI MALATTIA: CARCERE E MULTE FINO A 1.600 EURO ANCHE PER IL MEDICO. STOP AL PRECARIATO DELLA P.A. APPROVATO IL NUOVO TESTO UNICO DEL PUBBLICO IMPIEGO. TUTTE LE NOVITÀ


di Marina Crisafi - Carcere fino a 5 anni e multe fino a 1.600 euro per i dipendenti statali che presenteranno un falso certificato di malattia. E la medesima stretta si applicherà ai c.d. furbetti del cartellino. Sono solo alcune delle principali novità in arrivo con il nuovo testo unico del pubblico impiego approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.
"Nuove regole per lavoro pubblico e soluzione a precariato storico" così la ministra Marianna Madia ha salutato, con un tweet al termine del Cdm l'approvazione degli ultimi decreti che fanno tagliare il traguardo definitivo alla #riformaPA. Tutti "i decreti già approvati sono efficaci e in vigore - ha aggiunto la Madia e con i 5 di oggi - di fatto completiamo l'iter legislativo della riforma della Pa, ovviamente con i tempi che ci distanziano dall'approvazione definitiva dei 5 ultimi decreti approvati oggi, che dopo iter parlamentari torneranno in Cdm per approvazione definitiva".

La discussione, infatti, resta ancora aperta, perché i provvedimenti approvati dovranno passare ora al vaglio del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari (oltre che trovare l'intesa con regioni e autonomie locali) prima di diventare legge.
Intanto, il primo via libera di oggi è sufficiente ad aprire la strada ai rinnovi contrattuali per oltre 3 milioni di dipendenti pubblici che attendono l'aumento salariale (di circa 85 euro lordi al mese) da sette anni. Ma le novità più salienti riguardano senz'altro le nuove regole dettate dal testo unico che in in oltre 70 articoli ridisegna il lavoro nel pubblico impiego andando a modificare le leggi 165/2011 e 150/2009 (cd. riforma Brunetta), in materia di licenziamenti, lotta all'assenteismo e produttività.

I punti chiave

Visite fiscali all'Inps
Confermata l'istituzione di un polo unico per le visite fiscali dei dipendenti pubblici che passeranno all'Inps (dall'Asl) con l'armonizzazione per pubblico e privato delle fasce orarie di reperibilità durante le quali dovranno essere effettuati i controlli. 

Furbetti del cartellino e certificati falsi
Il dipendente p.a. che attesterà falsamente la presenza in servizio (alterando i sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente) o che giustifica l'assenza mediante un certificato medico falso o attestando un falso stato di malattia sarà punico col carcere da uno a 5 anni e con la multa da 400 a 1.600 euro. La stessa pena si applicherà al medico e a chiunque concorrerà nella commissione del reato.

Più ampi i licenziamenti disciplinari
Ampliate le ipotesi di licenziamenti disciplinari previsti anche per gravi e reiterate violazioni del codice di comportamento. Teste tagliate anche per i dirigenti che si girano dall'altra parte, non avviando l'azione disciplinare per "commissione dolosa o gravemente colposa" e per quelli che non adempiono ai doveri scaturenti dall'attuazione del Piano di prevenzione della corruzione" fonte, appunto, di responsabilità disciplinare.

Via libera alla massima sanzione anche nel caso di "reiterata violazione di obblighi concernenti la prestazione lavorativa", di scarso rendimento e di rendimento "insufficiente" rilevato tramite una valutazione negativa delle perfomance del dipendente reiterata nel triennio. 

Assunzioni precari
Stop al precariato della P.A. attraverso la previsione di un piano straordinario di assunzioni per il prossimo triennio (2018-2020) per coloro che abbiano maturato almeno 3 anni di servizio con contratti a termine, anche non continuativi negli ultimi 8 anni, previa, però, selezione concorsuale.

Produttività e valutazione
La parte di retribuzione accessoria, legata cioè alla produttività, dovrà rappresentare almeno il 50%.
Le performance saranno valutate non solo a livello individuale ma anche organizzativo e i criteri per garantire che al diverso giudizio corrisponda un effettivo corrispondente trattamento economico saranno fissati nel contratto collettivo.

Ogni amministrazione, inoltre, potrà decidere di attribuire bonus annuali ai quali concorrerà tutto il personale (dirigenziale e non) cui è attribuita una valutazione di eccellenza.

E a contribuire alla valutazione saranno anche i cittadini, il cui grado di soddisfazione del servizio ricevuto dalla p.a. sarà preso in considerazione dall'Oiv, l'organismo di valutazione indipendente, che ne terrà conto per il giudizio sulla performance. 


Reclutamento su fabbisogni reali 
Viene superato il vincolo della dotazione organica di personale e la programmazione del reclutamento sarà tarata sulle reali esigenze organizzative, non più dunque sulle piante organiche ma in base ai fabbisogni di risorse degli uffici.
Mobilità fino a 50 km
I dipendenti potranno essere trasferiti all'interno della medesima amministrazione (o previo accordo anche in altra amministrazione) in sedi collocate nello stesso comune o comunque a distanza non superiore a 50 km da quella in cui sono adibiti.

In ogni caso, sarà necessaria la consultazione con i sindacati e, ove necessario, l'intesa in sede di conferenza unificata. 

(23/02/2017 - Marina Crisafi) • Foto: http://www.governo.it/media/conferenza-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-14/6780







25 febbraio 2017

INTERVISTA AD ANTONELLO CRACOLICI: PRONTO A CANDIDARMI ALLA PRESIDENZZA DELLA REGIONE






PARCHI ARCHEOLOGICI, GRANATA " PROVOCA " VERMIGLIO



De Marco: se non ci fossero stati i forestali non ci sarebbe Pantalica, non ci sarebbe Vendicari, Cavagrande del Cassibile e neanche Cava del Carosello, solo per citare alcuni tesori del siracusano

Carmelo Frittitta ex Direttore azienda Foreste di Siracusa: è fuori luogo sparare sui forestali!!!



In questo link tutte le altre notizie correlate







LA LOCANDINA DEL CONVEGNO ALLA ROVESCIA DEL SIFUS AD AIDONE

Ricevo e pubblico
dal Segretario Prov.le Agg. Sifus (En)
Mimmo Raimondi








STABILIZZAZIONE DEI PRECARI SICILIANI DI COMUNI E PROVINCE: INTERVIENE MAGDA CULOTTA. IL BLOG: LA QUESTIONE DEI FORESTALI DOVEVA ESSERE IL SUO PRIMO IMPEGNO DA FUTURA DEPUTATA (SIAMO ANCORA IN TEMPO), COSI MI AVEVA RISPOSTO. LA NOTA...


“La notizia di oggi è sicuramente un passo avanti, ma da amministratore locale mi chiedo con quali regole procederemo per la stabilizzazione dei precari. Si proceda velocemente nel definire linee guida e criteri attraverso i quali avviare le assunzioni a tempo indeterminato”. Lo dice Magda Culotta commentando la mancata impugnazione da parte del governo nazionale della legge regionale sulla stabilizzazione dei precari siciliani di Comuni e Province

24 Febbraio 2017
http://cefalunews.org/2017/02/24/precari-interviene-magda-culotta/



Nota del Blog

12 dicembre 2012


di Michele Mogavero
Egregia On. Magda Culotta, niente e ancora perduto per noi. Da quello che ho potuto capire, lei appartiene alla stessa corrente dell'Assessore Cracolici, possiamo avere l'onore di affrontare con lei l'annosa questione dei forestali? Giorno 6 marzo 2017, a quanto pare l'Assessore ha convocato le OO.SS. per trattare il riordino forestale. Ci vada anche lei, magari con l'On. Franco Ribaudo, stessa corrente e difensore da sempre dei lavoratori del comparto. Il 4 gennaio 2013 da Sindaco di Marineo (il mese successivo eletto alla Camera dei Deputati) esprimeva solidarietà ai lavoratori forestali, uspicando che il governo regionale convocasse le organizzazioni sindacali per predisporre, partendo dall’accordo del 2009, la riforma del settore.http://www.francoribaudo.it/solidarieta-ai-lavoratori-forestali/


Foto www.francoribaudo.it
 
Le Madonie con tutte le aree interne e montane della Sicilia hanno bisogno dei forestali!
Le farò arrivare al più presto questo messaggio con la speranza che si risolva una volta per tutti anche la questione dei lavoratori più anziani non stabilizzati
Finchè la matematica non ci condanna, abbiamo il dovere di crederci!








24 febbraio 2017

INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO. LA CORTE DEI CONTI: "IN SICILIA OMBRE SULL'ASSEGNAZIONE DEI CONTRIBUTI UE AI PRIVATI". HA PARLATO ANCHE DELL'INCHIESTA SUI GRUPPI PARLAMENTARI DELL'ARS IL DENARO PUBBLICO NON PUÒ IN ALCUN MODO ESSERE FINALIZZATO AD UNA SPESA PERSONALE


PALERMO. Ombre sull'assegnazione dei contributi comunitari alle aziende private in Sicilia sono state riscontrate dalla sezione giurisdizionale della Corte di Conti.

La presidente della sezione Luciana Savagnone, a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, ha detto: "Si verificano casi di fondi comunitari assegnati in maniera strana. Qualcosa che non funziona nel sistema c'è. Questi contributi sono stati assegnati e riscossi senza controllo da parte di tanti soggetti che si occupano dell'erogazione dei soldi. Siamo davanti ad un fenomeno vasto: proprietari che dichiarano terreni di persone che invece risultano defunte. Non c'è un monitoraggio, un controllo, occorre coinvolgere nei giudizi di responsabilità non solo gli enti concessori ma i soggetti intermedi che sono quelli che sbrigano le pratiche. Questo vale sia per i contributi agricoli che per i Por, dove le banche fanno da intermediari. Le banche dovrebbero ad ogni tranche di contributo erogato controllare su quello che si è fatto con la prima rata. È indispensabile agire su questo fronte, ma l' amministrazione è inerte".

Savagnone ha parlato anche dell'inchiesta sui gruppi parlamentari dell'Ars: "E' un principio indefettibile che si debba dare conto di quello che si spende. Non si può dire questi soldi sono miei. Il denaro pubblico non può in alcun modo essere finalizzato ad una spesa personale. Abbiamo riscontrato questi reati".

Il magistrato contabile ha confermato che l'indagine sulle spese dei gruppi ha portato a riscontrare reati che riguardano un uso scorretto di denaro pubblico e afferma: "Abbiamo riscontrato anomalie nella spesa: contributi spesi per finanziare la sede del partito, che non sono in alcun modo ammessi. C'è un gruppo parlamentare misto composto da tanti soggetti che appartengono a partiti diversi. Non è ammissibile che ciascuno finanzi il proprio partito. È evidente che la finalità è stata un altra".

"Ci siamo occupati nelle nostre sentenze - ha aggiunto - in particolare del contributo unificato destinato ai gruppi parlamentari, quel contributo mensile erogato in relazione ai componenti che deve servire al mantenimento del gruppo; ma i gruppi sono stati destinatari di una serie di altri contributi per portaborse, per i dipendenti stabilizzati, il singolo parlamentare ha un rimborso spese anche per l'informatica. Questo contributo unificato deve pertanto servire esclusivamente al funzionamento è così non è stato".

© Riproduzione riservata

24 febbraio 2017
http://gds.it/2017/02/24/corte-dei-conti-in-sicilia-ombre-sullassegnazione-dei-contributi-ue_633043/






REGIONE. SCONTRO IN GIUNTA, CROCETTA A BACCEI: "TROVA I SOLDI ANCHE PER I DISABILI". E POI ATTACCA FARAONE SUI PRECARI


di Riccardo Vescovo
PALERMO. Sale la tensione in giunta con un nuovo scontro tra il presidente Crocetta e i renziani. In due lettere inviate all’assessore all’Economia, Alessandro Baccei ma anche alla stampa, Crocetta prima passa la palla a Baccei sul tema dei fondi per i disabili, poi gli chiede “di dire ai siciliani come stanno le cose” in riferimento alla possibile stabilizzazione dei precari annunciata da Davide Faraone.
Crocetta ha raccontato che “nella lunga seduta di giunta di ieri, sulla base della mia pressante richiesta, l'inserimento all'interno dell'esercizio provvisorio di una norma per l'assegnazione di un bonus a favore dei soggetti con disabilità gravissima. Avevo stimato in non meno di 36milioni di euro la cifra necessaria. Ovviamente per trovare tali risorse occorre un'analisi dettagliata del bilancio. Ho accettato pertanto una prima ridotta somma di 16 milioni, riservandomi di cercare nelle pieghe del bilancio le somme necessarie. So che potresti anche pensare che ci sono altre spese da affrontare, che lo Stato ci chiede il contenimento della spesa – che io voglio rispettare – ma in casi come questo i soldi vanno trovati, perchè per dirla con Rousseau, occorre garantire il contratto sociale. Senza il rispetto di tale contratto, viene meno anche lo stato di diritto. Lo stato di diritto, infatti, si regge anche sullo stato sociale”.
Quindi sui precari l’affondo: “In una nota di ieri, il sottosegretario Faraone afferma “il governo non impugna la norma regionale sul precariato, adesso la regione proceda a stabilizzare immediatamente i precari”. A parte la ovvia considerazione, che il governo non ci abbia fatto un favore nel non impugnare una norma, come sembrerebbe ipotizzare il sottosegretario anche perchè, in tal caso, potremmo sospettare che le impugnative del passato siano state determinate, non da scelte tecniche oggettive, ma da scelte politiche – cosa che mi rifiuto di pensare”.
Quindi aggiunge: “È necessaria un'azione di chiarezza istituzionale e politica. Hai ragione tu, quando l'altro ieri mi hai comunicato che il sottosegretario Bressa poneva la necessità di attendere per la stabilizzazione del precariato, il completamento dell'iter normativo – un rinvio in sostanza di qualche mese - oppure ha ragione Faraone affermando che si può immediatamente procedere alle assunzioni?  Ritengo necessario che tu dica ai siciliani come stanno le cose. Tale precisazione è necessaria, sul piano politico, in considerazione del fatto che è stato proprio Faraone, a proporti come assessore nell'ultimo rimpasto di governo. Chiedo al Governo Nazionale di chiarire con una nota ufficiale, quale sia la posizione effettiva, perchè capisco che siamo nella terra di Pirandello, ma non può essere assolutamente accettabile che le Istituzioni abbiano diverse verità".
© Riproduzione riservata

24 Febbraio 2017
http://gds.it/2017/02/24/scontro-in-giunta-crocetta-a-baccei-trova-i-soldi-anche-per-i-disabili-e-poi-attacca-faraone-sui-precari_633141/





SIFUS: RESOCONTO INCONTRO UPL DI AGRIGENTO PER ELABORAZIONE GRADUATORIE FORESTALI

Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Sifus
Giuseppe Fiore








IL SIFUS ORGANIZZA PER LUNEDI 27 FEBBRAIO UN CONVEGNO ALLA ROVESCIA PRESSO IL TEATRO ERITREA DI AIDONE (EN)

Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Sifus
Giuseppe Fiore



Forestali. Si rende noto che il Sifus organizza lunedì 27 febbraio alle ore 19.00, presso il teatro Eritrea in Piazza Cordova ad Aidone (EN), un convegno alla rovescia in cui rivendica la stabilizzazione dei forestali siciliani sulla base del ddl 104. Parteciperanno i deputati: On. Mario Alloro,  On. Marco Falcone, On. Luisa Lantieri,  On. Antonio Venturino, il presidente Crocetta o suo delegato.Passate parola.
Maurizio Grosso - Giuseppe Fiore







VIA LIBERA DA ROMA ALLA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI SICILIANI, IL CONSIGLIO DEI MINISTRI NON IMPUGNA LA LEGGE REGIONALE. IL BLOG: NEL GIUGNO DEL 2014 AVEVAMO INVIATO UNA PROPOSTA, LA CONFERMA DELLA RICEZIONE E' ARRIVATA DIRETTAMENTE DAL MINISTRO MADIA. LEGGI LA NOTA DEL BLOG!


Mai più scene di tensione come quella nella foto. Mai più notti dei lunghi coltelli per approvare proroghe all’ultimo momento. Mai più scioperi ogni volta che arriva dicembre. Da Roma arriva il via libera alla legge per la stabilizzazione dei precari siciliani.
Non si tratta di un provvedimento esplicito ma oggi il Consiglio dei Ministri non ha impugnato la legge regionale approvata lo scorso 31 dicembre e dunque si possono considerare scaduti i termini visto che non ci saranno altri Consigli dei Ministri in tempo utile per una eventuale impugnativa.
A confermare la notizia, contattato da BlogSicilia, è il sottosegretario Davide Faraone  che da tempo è impegnato per ottenere questo risultato e che a dicembre aveva promosso gli incontri bilaterali fra il Ministro Maria Elena Boschi e l’assessore all’economia della Sicilia Alessandro Baccei.
“E’ un risultato importante perché ci permette di chiudere con la stagione delle clientele e dei ricatti e di aprire quella dei diritti. In due anni si potrà procedere alla stabilizzazione di tutti i lavoratori precari siciliani“.
La legge regionale non è esattamente quel che Faraone aveva ipotizzato. la norma è nata da una sorta di incontro di idee fra il governatore Rosario Crocetta e l’assessore all’economia Alessandro Baccei ma il tema è quello della soluzione del problema.
Il grande tema, parlando di stabilizzazione dei precari degli enti Locali, sarà quello dell’impiego di queste persone “Ai lavoratori dobbiamo chiedere impegno e servizi efficienti ma di contro la stabilizzazione darà loro certezza sottraendoli al ricatto”.
La legge regionale prevede, adesso, un percorso in due anni che partirà con la collocazione dei dipendenti delle ex province in esubero per continuare con i lavoratori precari degli Enti Locali e con i precari regionali.
“Adesso la Regione deve avviare con immediatezza – conclude Faraone – il processo di stabilizzazione”.
“Dobbiamo usare molta cautela – dice l’assessore regionale alla Funzione Pubbica e alle Autonomie Locali Luisa Lantieri – il via libera romano è un ottima notizia ma non basta. Per cantare vittoria dobbiamo attende l’approvazione definitiva delle legge Madia. Bisogna verificare che nella riforma della pubblica amministrazione non ci siano elementi ostativi. Solo dopo potremo avviare le procedure con tranquillità”

23 Febbraio 2017
http://palermo.blogsicilia.it/via-libera-da-roma-alla-stabilizzazione-dei-precari-siciliani-il-consiglio-dei-ministri-non-impugna-la-legge-regionale/380347/


Nota

Nel giugno del 2014, nonostante si parlasse di riforma della Pubblica Amministrazione ed i lavoratori forestali siciliani non c'entravano niente, il blog ha lo stesso inviato una proposta dignitosa degna dell'Art. 1 della Costituzione Italiana. La conferma della ricezione mi era arrivata direttamente dal Ministro Marianna Madia.


Notizia correlata:





Adesso però si stà giocando troppo sulla sensibilità dei lavoratori forestali che sono fuori da tutti i giochi, in un paese democratico come il nostro, la disparità di trattamento non deve per nessun motivo esistere. Stagionale, precario o regionale, per noi cambia poco, quindi i lavoratori forestali "SICILIANI-ITALIANI" devono essere parte integrante di questa riforma. Cerchiamo di non fare la guerra tra poveri, siamo stanchi di ascoltare sempre le stesse cose in televisione quando si parla specialmente di lavoro e sud. Sono solo slogan elettorali!
Il risultato per noi è stato che dopo 30/40 anni di lavoro forestale, siamo più umilati che mai. Basta non se ne può più!
Facciamo le cose secondo coscienza: niente sperperi, niente corruzione, niente provvedimenti ed assunzioni ad personam ecc. ecc. ecc.
Vi ricordiamo che la Sicilia, quella BELLISSIMA regione del Sud Italia, ha bisogno della manutenzione a 360° del territorio, quindi non è assolutamente vero la favola che non si sa come utilizzarte i forestali. E' assolutamente vero invece che in questi anni abbiamo avuto solamente somari ai vertici della politica e della burocrazia







ARS, SALTA L’ACCORDO SULLA FINANZIARIA: MARTEDÌ IL RINNOVO DELL’ESERCIZIO PROVVISORIO


Brevissima seduta a Sala d’Ercole per rinviare la discussione alla prossima settimana. Il vicepresidente Venturino: “Il governo presenti subito una proposta”. La giunta approva proroga fino a marzo: "Ma subito fondo per disabili gravi, daremo 10 mila euro ciascuno"
 

di CLAUDIO REALE
Si va al muro contro muro. Alla fine, dopo una lunga attesa, si va all'esercizio provvisorio con un'ultima occasione utile. L'Ars ha tenuto una brevissima seduta per prendere atto della mancata presentazione di un disegno di legge per prorogare l'esercizio e ha deciso di riunirsi nuovamente martedì prossimo alle 16, quando mancheranno solo otto ore alla scadenza dell'esercizio provvisorio. Il vicepresidente che ha guidato la seduta di oggi, Antonio Venturino, è stato molto duro: "Ricordo che la presentazione del disegno di legge di esercizio provvisorio costituisce un preciso obbligo derivante da norme costituzionali a carico del governo della Regione. Invito il governo a voler provvedere urgentemente".

Di approvare la finanziaria, dunque, al momento non se ne parla. Per la seconda volta si va quindi a un rinvio: già a dicembre, infatti, il governo aveva tentato di far passare una Finanziaria “light”, finendo poi invischiato nelle polemiche parlamentari e optando invece per l’esercizio provvisorio fino a martedì prossimo. Adesso una sorta di replay: la Finanziaria, l’ultima di questa legislatura, era stata dapprima presentata in versione integrale, ma poi – dopo varie riscritture del governo e una pioggia di emendamenti da parte dei deputati – la commissione Bilancio aveva proposto la proroga dell’esercizio provvisorio per almeno un mese. Alla fine Ars e governo avevano raggiunto un accordo: oggi sarebbe dovuto approvare in aula un testo snello, con pochissime priorità, da approvare in fretta. Poi, nel primo pomeriggio, la commissione Bilancio ha approvato un nuovo ordine del giorno con il quale si chiede al governo Crocetta la proroga di un mese dell'esercizio provvisorio. In assenza di una legge sull’esercizio provvisorio, un’opzione particolarmente sgradita al presidente della Regione Rosario Crocetta, e se non verrà approvata una Finanziaria, un’ipotesi ormai del tutto improbabile, mercoledì la spesa della Regione si bloccherebbe del tutto.

In serata la giunta approva la proroga dell'esercizio provvisorio per un altro mese: "Ma daremo subito 16 milioni per i disabili gravi", dice Crocetta, in riferimento alle proteste dei giorni scorsi dei disabili in carrozzina che hanno occupato Palazzo d'Orleans.


23 Febbraio 2017
http://palermo.repubblica.it/politica/2017/02/23/news/ars_salta_l_accordo_sulla_finanziaria_martedi_il_rinnovo_dell_esercizio_provvisorio-159040129/





I NUMERI. COSTANO PIÙ DI 700 MILIONI L'ANNO LE PENSIONI D'ORO DI ARS E REGIONE


Nei prossimi anni il costo supererà il miliardo di euro. I numeri-record della previdenza degli ex dipendenti.


di Accursio Sabella
PALERMO - Sono nascoste all'ombra delle “onorevoli pensioni”, dei vitalizi simbolo di quella che una volta chiamavano casta. Sono le pensioni di chi ha abitato i palazzi del potere, in molti casi solo sfiorando la luce dei riflettori. Gli assegni previdenziali dell'Assemblea regionale costano tre volte quelli degli ex deputati regionali. Mentre il Fondo pensioni, che gestisce i trattamenti degli ex dipendenti della Regione siciliana, spende qualcosa come 620 milioni di euro l'anno. Insomma, le pensioni di chi ha vissuto tra i palazzi del potere siciliano, costano circa 700 milioni di euro ogni anno. Una cifra che continua a crescere. 

Non saranno “onorevoli” pensioni, ma sono comunque pensioni d'oro. Per andare ai numeri, l'Assemblea regionale siciliana spende ogni anno una cifra dii circa 18 milioni di euro per garantire vitalizi, pensioni e reversibilità a ex deputati e ai loro eredi. Per le pensioni dei dipendenti, invece, la spesa si impenna a oltre 57 milioni di euro. Il motivo? Oltre, ovviamente, al maggior numero di soggetti beneficiari, c'è quella legge che ha legato per tanti anni, fino a poco tempo fa, il destino (economico) dei dipendenti del parlamento siciliano a quelli del Senato della repubblica. Un automatismo in parte mitigato recentemente, durante la presidenza di Giovanni Ardizzone, con la fissazione di alcuni tetti per gli stipendi, che si tradurranno anche in un calo delle pensioni. 

Già alla fine del 2013, l'Ars pagava una cinquantina di ex dipendenti con pensioni superiori ai 200 mila euro: tra questi tutti i segretari generali “a riposo”, destinatati molto spesso non solo di pensioni a “cinque zeri”, ma anche di liquidazioni milionarie. Sempre all'Ars, annotava ad esempio il quotidiano La Repubblica, erano 32 le pensioni tra i 150 e i 200 mila euro, e 126 tra i 100 e i 150 mila euro. Sono oltre 150 insomma gli ex dipendenti del parlamento che hanno una busta paga tra i 100 e i 200 mila euro. In qualche caso queste sono persino coperte dal mistero. Forse per l'imbarazzo di giustificare assegni che costano alla collettività qualcosa come 500 mila euro l'anno: quasi 20 mila euro netti al mese. Ma queste pensioni esistono davvero. 

Attraversi Piazza Indipendenza e dall'Ars ti sposti a Palazzo d'Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana. Un pianeta, quello della Regione, fatto anche di tanti satelliti. Organismi, enti, agenzie varie tutte a carico dello stesso bilancio complessivo. E fece discutere, e molto, qualche anno fa la pensione garantita a un ex dirigente di spicco: a Felice Crosta, a capo per anni dell'Arra (Agenzia regionale per l'acqua e i rifiuti) era stata riconosciuta una pensione da 1.400 euro... al giorno. Una somma successivamente più che dimezzata. 

E se il caso di Crosta è a suo modo unico, non si può dire che “pensionati d'oro” in Sicilia non ce ne siano anche altri. Bastano alcuni dati, raccolti dal periodico rapporto del “Centro Studi di Itinerari previdenziali”. Gli ex dipendenti regionali in quiescenza sono infatti oltre 16 mila. E costano oltre di 600 milioni di euro l'anno. Con una media di oltre 41 mila euro pro-capite. Un numero, ovviamente, che nasconde le differenze. Molto nette, ad esempio, tra i circa 700 ex dirigenti della Regione e i restanti dipendenti in pensione. Perché la media delle pensioni di chi ha ricoperto un ruolo dirigenziale supera gli 80 mila euro annui. E anche questo numero non dà conto delle distanze. I dati più dettagliati raccontano un'altra cosa. Sono 36 gli ex dirigenti a ricevere pensioni che oscillano tra i 195 mila e i 265 mila euro lordi. Oltre 50 quelli con una pensione superiore ai 140 mila euro. 

Costi che, è bene dirlo però, sono paragonabili a quelli dei prefetti o dei segretari generali dei grossi Comuni. E in molti casi, i dirigenti generali sono “gravati” dalla responsabilità di gestire dipartimenti popolati da migliaia di dipendenti. Alla Regione, poi, esistono sostanzialmente due “tipologie” di pensionati. Quelli del cosiddetto “Contratto 1” e quelli del “Contratto 2”. Nel primo caso, il sistema è retributivo e viene calcolato partendo dal 50 per cento dell'ultima retribuzione in godimento. Vale a dire, per farla breve, che se un dipendente regionale per 39 anni ha svolto il ruolo di dirigente “semplice” (con una indennità complessiva attorno, ad esempio, agli 80 mila euro annui), ma l'ultimo anno prima di andare in pensione è stato “promosso” a dirigente generale (con una retribuzione che oscillava fino a pochi mesi fa tra 120 e 250 mila euro annui, ma che in passato ha superato di gran lunga quella quota), la pensione per il resto della vita sarà calcolata sulla base di quest'ultimo stipendio. 

I più giovani e meno “privilegiati” pensionati del “contratto 2”, adottano un sistema sostanzialmente contributivo, come nel resto d'Italia. Dal 2004, però, è cambiata la musica anche per i dipendenti del vantaggiosissimo “contratto 1”: gli anni successivi al 2004 sono stati calcolata col metodo contributivo. Solo la Finanziaria del 2015 ha allineato il sistema pensionistico siciliano a quello statale. Per evitare proprio i casi cui abbiamo accennato, cioè di “promozioni” e di impennate retributive a ridosso della pensione, il calcolo della quota “retributiva” (cioè fino al 2004), viene compiuto non più sulla base dell'ultimo stipendio, ma sulla media degli ultimi cinque. Le pensioni, adesso, oscilleranno comunque tra l'85 e il 90 per cento della media stipendiale calcolata sulla base degli ultimi cinque anni. 

Pensioni d'oro, comunque, e costantemente in crescita, negli ultimi anni. Dai 591 milioni di spesa che il Fondo pensioni ha registrato nel 2014, in soli due anni si è passati a 626 milioni. Trentacinque milioni in più in soli due anni. E il costo complessivo potrebbe presto “impennarsi” grazie alla possibilità concessa dal governo Crocetta ai regionali di andare in “prepensionamento” con i più favorevoli requisiti esistenti prima dell'ingresso della legge Fornero. Si arriverà, nel giro di qualche anno, a superare la quota di 900 milioni di euro. Uniti alle somme che serviranno per le “onorevoli” pensioni dell'Ars, la Sicilia riuscirà a sfondare presto, per garantire l'assegno agli ex dipendenti, la quota del miliardo di euro.

24 Febbraio 2017
http://livesicilia.it/2017/02/24/costano-piu-di-700-milioni-lanno-le-pensioni-doro-di-ars-e-regione_829980/







23 febbraio 2017

ACCORDO SUI FORESTALI, SOSPESO LO SCIOPERO. IL SERVIZIO DEL TG SICILIA

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-5512386e-76da-4c74-b842-a3dcab0975f9.html
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REGIONE. PRECARI DEGLI ENTI LOCALI, OK DA ROMA. VIA LIBERA ALLE STABILIZZAZIONI IN SICILIA. IL BLOG: I FORESTALI NON SONO LAVORATORI DI SERIE B. INGIUSTIZIA E DISPARITA' DI TRATTAMENTO NON POSSONO ESISTERE


PALERMO. Il Consiglio dei ministri non ha impugnato la legge regionale che a dicembre ha fissato le regole per stabilizzazioni e proroghe dei contratti dei precari degli enti locali. Da Roma, quindi, è arrivato il via libera alle assunzioni che i sindaci, con i fondi della Regione, dovranno avviare entro la fine del 2018.
La legge regionale approvata il 31 dicembre scorso insieme all’esercizio provvisorio ha previsto in primis il trasferimento nei Comuni di buona parte del personale in esubero dalle ex Province. In seconda battuta i sindaci potranno avviare le stabilizzazioni dei precari già in servizio da anni: un bacino stimato in circa 14 mila persone. Per i Comuni scatterà l’obbligo di assumerli, la legge fissa criteri e limiti: dei posti in pianta organica il 50% sarà destinato ai precari, il resto messo a concorso. Le amministrazioni che non procedono alle stabilizzazioni non potranno fare nuovi contratti a tempo determinato. «Per i Comuni inadempienti - aveva sottolineato l’assessore alle Autonomie locali, Luisa Lantieri, al momento del varo della legge - ci saranno anche tagli dei trasferimenti e la riduzione delle somme proporzionalmente al numero dei lavoratori non assunti».
In questo modo si stima saranno stabilizzati circa 7 mila dei precari storici dei Comuni, per gli altri (che entro il 31 dicembre 2018 non dovessero essere assunti) la legge prevede che possano transitare in altri enti regionali. In alternativa possono optare subito per essere assunti dalla Resais. Il tutto costerà alla Regione 227 milioni all’anno.
La notizia del via libera romano ha fatto esultare Davide Faraone, sottosegretario siciliano che a dicembre insieme con l’assessore all’Economia Alessandro Baccei, ha fatto da ponte con Roma per la stesura del testo poi approvato all’Ars: «È un risultato importante - ha commentato Faraone - perché ci permette di chiudere con la stagione delle clientele e dei ricatti e di aprire una nuova stagione dei diritti. Nell’arco di due anni si potrà procedere alla stabilizzazione di tutti i lavoratori precari siciliani lasciandoci alle spalle questa triste pagina di amministrazione dell’isola. Ai lavoratori possiamo e dobbiamo chiedere impegno nello svolgimento dei loro compiti, servizi efficaci ed efficienti per i cittadini e serietà e di contro daremo loro certezza sottraendoli al ricatto della scadenza e del rinnovo. Adesso la Regione deve avviare con immediatezza – ha concluso Faraone – il processo di stabilizzazione. Non ci sono più motivi ostativi di alcun tipo e si può procedere alle stabilizzazioni»
© Riproduzione riservata

23 Febbraio 2017
http://gds.it/2017/02/23/precari-degli-enti-locali-ok-da-roma-via-libera-alle-stabilizzazioni-in-sicilia_632748/









APERTA UFFICIALMENTE LA CAMPAGNA ELETTORALE. IL SEN. GIUSEPPE MARINELLO: DISEGNO DI LEGGE PER I LAVORATORI STAGIONALI FORESTALI


Sen. Giuseppe Marinello
LAVORATORI STAGIONALI: RETRIBUZIONE ANCHE NEL PERIODO DI INATTIVITA’
N. 2690 DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa dei senatori GIUSEPPE MARINELLO ,
BIANCONI , DALLA TOR , DI GIACOMO e TORRISI Istituzione dell’assicurazione a retribuzione graduale per l’occupazione stagionale
(ARGOS


L’introduzione della nuova disciplina degli ammortizzatori sociali, avvenuta con l’approvazione del decreto legislativo n. 22 del 2015, ed in particolare l’avvicendamento tra NASPI ed ASPI, ha rivelato la fragilità strutturale delle porzioni di comparto turistico legato alla stagionalità, e dei lavori a carattere stagionale in genere. Abbiamo presentato -dichiara il presidente della commissione ambiente al Senato, Giuseppe Marinello (Ncd/AP)- un disegno di legge per tutelare i lavoratori stagionali prevedendo che a decorrere dal 1º gennaio 2018 sia istituita presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, una indennità mensile di disoccupazione, denominata «Assicurazione a retribuzione graduale per l’occupazione stagionale (ARGOS)», con la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai soggetti che svolgono un lavoro di tipo stagionale non agricolo nel periodo di non occupazione;
L’ARGOS è riconosciuta ai lavoratori dipendenti stagionali non agricoli residenti in Italia che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione; ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e alle lavoratrici che hanno rassegnato le dimissioni durante il periodo tutelato di maternità obbligatoria e non può in ogni caso superare l’importo mensile massimo di 1.250 euro. L’ARGOS è corrisposta mensilmente, nella misura di un giorno di indennità per ogni giorno di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione. L’ARGOS è corrisposta per un massimo di 26 settimane. 


23 Febbraio 2017
http://ennapress.it/lon-giuseppe-marinello-giuseppe-marinello-disegno-di-legge-per-i-lavoratori-stagionali-forestali.html






FORESTALI, L’ISTANZA PER LA PROCEDURA D’INFRAZIONE NON ARCHIVIATA. BUONE NOTIZIE PER GLI OPERAI DELLA FORESTALE CHE HANNO FATTO ISTANZA ALLA COMMISSIONE EUROPEA


Tempi tecnici affinché la risposta della Commissione europea venga tradotta in italiano


Buone notizie per gli operai forestali che hanno fatto istanza per la procedura d’infrazione per la violazione della normativa comunicativa 70 del 1999. La Commissione europea non ha archiviato l’istanza anzi si aspettano i tempi tecnici affinché la risposta venga tradotta in lingua italiana. E’ quanto fa sapere l’avvocato Angela Fasano che dal 2015 ha iniziato a costruire l’impianto del’istanza con un gruppo di operai forestali delle Madonie. Il gruppo negli anni si è ingrandito e ormai i ricorrenti sono oltre mille provenienti da tutta la Sicilia.
L’obiettivo è quello di far equiparare i forestali siciliani al personale docente che è stato stabilizzato della sentenza Mascolo del 26 novembre 2014, della Corte di giustizia europea.  In particolare per l’avvocato Fasano i forestali sono i lavoratori che hanno un triste primato: «Sono i dipendenti regionali con anzianità giuridica più antica d’Europa con anche 10, 20 o 30 anni di servizio sempre da precari. Se la Commissione europea dovesse accogliere l’istanza lo Stato italiano dovrà avviare un corretto piano di stabilizzazione o una misura sanzionatoria all’illegittima reiterazione dei contratti dei forestali. E i ricorrenti avranno anche il risarcimento dei danni», ha detto l’avvocato Fasano.
In realtà: «La stabilizzazione comporterebbe costi minori, perché ogni volta che gli operai entrano in cassa integrazione i costi lievitano – spiega Fasano – Finora non c’è stata una volontà politica di dare una stabilizzazione ai lavorarti siciliani della Forestale».
Intanto gli stessi lavoratori del comparto chiedono alla Regione di essere impiegati in modo più proficuo. Ma il mondo politico siciliano continua a fare orecchie da mercante.

Gli operai della forestale vorrebbero essere impiegati tutto l’anno anche per prevenire disastri idrogeologici e sottolineano che: «La Protezione Civile ha censito 12 mila aree a rischio e calcolato come il dissesto idrogeologico abbia causato 58 vittime negli ultimi 15 anni: per mettere in sicurezza l’Isola occorrono 3 miliardi. La provincia di Palermo ha 2.408 aree a rischio dissesto. Frane, alluvioni, letti di fiumi mai ripuliti, tutta la Sicilia è a rischio – precisano-  I lavoratori forestali potrebbero diventare le vere sentinelle dell’ambiente. Impiegati soprattutto per la manutenzione delle strade provinciali, comunali e statali. Ma potrebbero anche essere utilizzati per la  tutela, la salvaguardia, la prevenzione ed il controllo di parchi, riserve, spazi verdi di interesse pubblico, siti archeologici e turistici».
di Silvia Iacono 

23 Febbraio 2017
http://www.madonienotizie.it/agricoltura/forestali-listanza-per-la-procedura-dinfrazione-non-archiviata/367834/
 



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SOSPENSIONE MANIFESTAZIONE FORESTALI DEL 24 FEBBRAIO 2017. I SINDACATI: E' ORA DI PASSARE DALLE BUONE INTENZIONI AI FATTI!







NON CI SONO SOLDI PER LA SICILIA E LE FASCE PIU' DEBOLI? NESSUN PROBLEMA: IO SONO UN ITALIANO, SONO UN OPERAIO FORESTALE SICILIANO, ED HO DIRITTO ANCH'IO AD UN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO!



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I CONTI DELLA REGIONE. DA ROMA ALTRI TAGLI ALLA SICILIA. "NON AVREMO SOLDI PER I PIÙ DEBOLI"


Lo Stato chiede alle Regioni autonome altri 5,5 miliardi. La fetta più grossa all'Isola. Il governo Crocetta fa ricorso.



di Accursio Sabella PALERMO - Se Roma decidesse di andare avanti, potrebbe causare una “pesantissima riduzione delle possibilità di questa Regione di erogare servizi anche in settori di prima importanza”. L'allarme è lanciato addirittura dal testo di una delibera di giunta del governo Crocetta. L'atto, cioè, col quale la Regione ha deciso di opporre ricorso alla Consulta contro la legge di bilancio nazionale.  

Il motivo è molto semplice: ogni anno lo Stato chiede alle Regioni un “concorso alla finanza pubblica”. Tagli, insomma, col corrispondente trasferimento delle somme dalla Regione alle casse di Roma. Il “carico” sulla Sicilia è già altissimo, ma ecco che nell'ultimo bilancio statale spunta un'altra mazzata. I tagli, infatti, erano stati previsti inizialmente fino al 2019. Un contributo temporaneo, quindi, per contribuire a mettere a posto i conti dello Stato. Ma con l'ultimo bilancio, il governo che era ancora in mano a Matteo Renzi, ha esteso questi tagli anche al 2020. Ma gli effetti, potrebbero avvertirsi fin da subito. Perché la cifra richiesta è enorme. E riguarda, complessivamente, le Regioni a Statuto speciale: quasi 5,5 miliardi di euro. La fetta più grossa, ovviamente, verrà pagata dalla Sicilia, che tra questi enti è il più popoloso. La cifra esatta verrà decisa in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Comunque vada, una “stangata” che rischia di abbattersi anche sui conti attuali. Ma che soprattutto, ecco l'allarme del governo Crocetta, rischia di intaccare i capitoli di bilancio destinati ai più deboli. Compresi poveri e disabili, sebbene non chiaramente esplicitato nella delibera di giunta. La legge nazionale, lamenta la giunta, “dispone un ulteriore concorso alla finanza pubblica comportando la sottrazione unilaterale di quote di gettito spettanti alla Regione”. E inoltre, sempre la legge di bilancio varata da Montecitorio, “non individua i capitoli di spesa sui quali si deve incidere” sottraendo così “ulteriormente e genericamente somme al bilancio regionale mediante la tecnica delle riduzioni di spesa da operarsi sui vari settori amministrativi istituzionale della Regione e da riversare allo Stato”.  

E le conseguenze sarebbero molto concrete: “Ne deriva – prosegue la delibera del governo Crocetta – una pesantissima riduzione delle possibilità di questa Regione di erogare servizi anche in settori di prima importanza”. Quali settori? È chiaro, quando il governo fa riferimento ad “ambiti relativi a diritti fondamentali dei cittadini la cui affermazione e tutela è garantita delle disponibilità economiche della Regione che effettua i relativi interventi in base alle proprie disponibilità nei vari settori di competenza quali istruzione, assistenza sociale, ecc...”. Lesione dei diritti individuali. Come sono quelli alla scuola, alla salute o all'assistenza dei minori e dei disabili.  

"Questo taglio – denuncia il presidente della Regione Rosario Crocetta – viola l'intesa che abbiamo firmato a Roma. Non si può da un lato prevedere i nuovi trasferimenti alla Regione nel rispetto dello Statuto e poi riprenderseli tramite ogni finanziaria. Se il governo centrale continuerà a chiedere soldi alla Sicilia, non solo io, ma anche chi verrà dopo di me avrà difficoltà a reperire i fondi necessari per i servizi essenziali. Io farò di tutto – conclude Crocetta – per reperire questi soldi. Ma il governo centrale non mi aiuta. E io non sono stato eletto per fare miracoli”. Come dire, dopo Palazzo d'Orleans, sarà la volta di protestare anche dalle parti di Palazzo Chigi. E così magari, dopo Palazzo d'Orleans, sarà la volta di protestare anche dalle parti di Palazzo Chigi.

22 Febbraio 2017
http://livesicilia.it/2017/02/22/da-roma-altri-tagli-alla-sicilia-non-avremo-soldi-per-i-piu-deboli_829528/