27 marzo 2017

I LAVORATORI FORESTALI: SIAMO ABBANDONATI


di Michele Mogavero
Amarezza e forte preoccupazione tra i lavoratori forestali.
Il governo ha già deciso le nostri sorti e di conseguenza ha già preparato il documento sul riordino del comparto forestale, che non da assolutamente dignità agli operai. Si tratta di provvedimenti gravemente insufficienti rispetto alla fame di lavoro che c’è soprattutto nelle zone montane e alla tipologia di lavoratori, non più giovani, con competenze specifiche. A queste persone vanno date risposte e soluzioni!  


Non possono essere presi in giro dal Partito Democratico, di cui ne fa parte  l'attuale Assessore Agricoltura, futuro candidato Presidente della Regione. All'unanimità avevano promesso tramite un comunicato del partito, che l'obiettivo erano i livelli occupazionali del 2011. 

Il Presidente Crocetta, sempre del Partito Democratico, aveva promesso più lavoro. 


Perchè adesso si va controcorrente? 
Il lavoro ci sarebbe: prevenzione del dissesto idrogeologico, compiti di protezione civile, manutenzione delle strade esterne comunali, intercomunali provinciali (i cantonieri si contano nel palmo della mano, quindi non possono completare i lavori), biomasse ecc.




























ARS. LA MAGGIORANZA È SALTATA IN ARIA. CHI VOTERÀ L'ULTIMA FINANZIARIA?


Alleati di Crocetta scontenti del governatore e divisi tra loro. In questo clima dovrà essere approvata la manovra di fine legislatura.

di Accursio Sabella
PALERMO - Il governo si è arreso anche stavolta. E ha accettato, senza nemmeno reagire più di tanto, alla richiesta del presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone: proroga dell'esercizio provvisorio. Un altro mese. E così il nuovo termine per l'approvazione della Finanziaria slitterà alla fine di aprile. Ma chi è pronto a votare questa manovra? 

Oggi, infatti, Sala d'Ercole sembra una specie di campo minato. Non a caso, uno dei motivi per cui è stato richiesto un rinvio per l'esame della manovra, oltre ai consueti ritardi del governo nella presentazione dei documenti di accompagnamento, è stato quello relativo alla “tensioni” recenti tra il presidente della Regione Crocetta e l'assessore all'Economia Alessandro Baccei. Polemiche esplose in maniera plateale con i dubbi sollevati dal governatore riguardo alla nomina da parte dell'assessore, di un consulente coinvolto (ma nemmeno indagato) nel caso Consip. Un attacco a tutti gli effetti. Che seguiva la inusuale “corrispondenza” tra il governatore e lo stesso Baccei, sul tema, ad esempio, dei precari. Lettere “aperte” che altro non facevano se non rappresentare in maniera chiara i solchi all'interno della giunta. 

E non solo. Perché ovviamente Baccei in giunta rappresenta qualcuno e qualcosa. In particolare, l'area renziana che fa capo a Davide Faraone, che ha risposto a quelle polemiche di fatto “snobbando” Crocetta e rilanciando la palla al prossimo futuro. Cioè alle elezioni. Nelle stesse ore, del resto, sia il segretario regionale Fausto Raciti che gli stessi renziani concordavano sulla scelta di celebrare le primarie di coalizione. Uno strumento che Crocetta aveva in qualche modo “respinto” e che adesso potrebbe finire per mettere alle strette proprio il governatore. 

Che nel frattempo, però, ha rischiato uno strappo istituzionale con un altro assessore renziano, ossia la responsabile dei Rifiuti Vania Contrafatto. Una polemica relativa alle decisioni prese in questo caso dal dirigente generale Maurizio Pirillo, oggi assai vicino al presidente, che ha fatto emergere ancora una volta quella spaccatura. E non sono pochi i renziani all'Ars che oggi “sconfessano” ufficiosamente il presidente della Regione. E che tra pochi giorni saranno chiamati a votare anche i provvedimenti portati dall'esecutivo. Così, le imboscate rischiano di essere a ogni angolo di Finanziaria. 

E le frizioni in un Pd che nel frattempo ha anche perso Mariella Maggio, passata nella nuova forza politica di Bersani, rischiano di acuirsi proprio in fase di manovra finanziaria, negli stessi, caldissimi giorni che scandiranno le fasi decisive del congresso nazionale Dem. Quelle divisioni rischiano di ricadere anche a Sala d'Ercole. 

Ma nel frattempo, i solchi si creano anche in giunta. Dove da tempo, ad esempio, i Centristi di Gianpiero D'Alia manifestano il proprio malcontento. Specie dopo il “caso Micciché” e la scelta di Crocetta di addossare al dimissionario assessore alla Famiglia tutte le responsabilità della mancata assistenza ai disabili siciliani. L'arrivo in giunta di Carmencita Mangano, infatti, non avrebbe spento le tensioni. Al momento i Centristi, nel corso del loro ultimo coordinamento hanno assicurato un "sostegno a tempo": se ne riparlerà dopo la Finanziaria, appunto. Ma nel frattempo, lo stesso gruppo parlamentare ha perso un esponente di peso: il capogruppo Mimmo Turano alla fine si è arreso e ha deciso di togliere il sostegno a Crocetta e imboccare la strada che porta all'Udc di Cesa. Quello "di centrodestra", per intenderci. E lo strappo significativo di Turano è altro segnale del fermento dei centristi, anche nei rapporti col resto della maggioranza: la conferma, pochi giorni fa in giunta, la “lite” tra l'assessore alle Infrastrutture Giovanni Pistorio e Baccei. 

Il motivo di quella discussione era legato alle ultime nomine di legislatura. Dove rischia di consumarsi l'ennesimo strappo nella maggioranza. Quello, cioè, tutto “popolare” tra gli ex Ncd di Alfano e gli stessi centristi di D'Alia. In questo caso, è stata la prossima nomina al vertice di Crias a generare la frizione. Senza contare che già all'interno degli alfaniani non mancano le vedute diverse, anche a livello locale, come dimostra la spaccatura sul sostegno a Leoluca Orlando, con gli uomini del segretario regionale Francesco Cascio da una parte e gli altri – nemmeno del tutto compatti – ad appoggiare il sindaco in carica. A questo si aggiunge l'ormai profonda insoddisfazione di buona parte del partito per l'assessore in quota Ncd, cioè Carlo Vermiglio, sponsorizzato da una parte dall'area che fa capo principalmente al deputato messinese Nino Germanà. 

E del resto, il capogruppo all'Ars di Ncd, Nino D'Asero è stato molto chiaro pochi giorni fa: “Lo stallo in cui il governo Crocetta costringe la politica e relega l’Isola – ha detto – ci porta ad assumere un atteggiamento sempre più critico nei suoi confronti e potrebbe anche impedirci di votare la Finanziaria a meno di un cambio repentino di rotta”. 

Pronti a non votare la finanziaria, gli uomini di Ncd. Mentre per Nicola D'Agostino, segretario regionale di un altro partito della maggioranza, cioè Sicilia Futura, questo governo “è già finito”. E non a caso, con una recente nota, il gruppo parlamentare aveva fortemente criticato il governatore: “Ancora una volta proviamo sconcerto – si legge nella nota - dal modus operandi del Presidente Crocetta, anziché preoccuparsi dei problemi della Sicilia, è tutto proteso nella spasmodica attività di far quadrare gli organigrammi per soddisfare le attese dei suoi più stretti sodali”. Non esattamente le parole di una forza di maggioranza. Con quali voti dovrà essere approvata, allora, la prossima finanziaria di Crocetta?
Lunedì 27 Marzo 2017


Fonte: livesicilia.it







DOMENICA PROSSIMA 2 APRILE, A ISNELLO, 10^ SAGRA DELLE VERDURE TRADIZIONALI E ANTICHE DELLE MADONIE


L'attivissima Proloco di Isnello
Sintiti, sintiti, sintiti! Domenica prossima 2 aprile, a Isnello, 10^ Sagra delle Verdure Tradizionali e Antiche delle Madonie. Potrete gustare le più pregiate, le più gustose, le più singolari verdure selvatiche commestibili presenti nell'ecosistema madonita: aprocchi, arazzi, asparagi, cardi, napordi, cicoriette, casesi, finocchietto selvatico, .... il tutto nella cornice di un ambiente naturale che vi lascerà il fiato in gola (mozzafiato). Sabato 1 aprile, ore 15,00, trekking in campagna per osservazione guidata e raccolta di verdure selvatiche. Potrete, inoltre, visitare le nostre Chiese nel circuito storico-artistico di un borgo antico e suggestivo. Vi aspettiamo numerosi!!!



A CEFALÙ IL TURISMO PASSA ANCHE DALLE VERDURE SPONTANEE


26 Marzo 2017
A Cefalù il turismo passa anche dalle verdure spontanee che crescono in aperta campagna. Presentato il libro «verdure spontanee di Sicilia» scritto dal docente universitario di botanica Rosario Schicchi. Una vera e propria guida su come riconoscere queste verdure per valorizzare arte e tradizione di una cucina, quella siciliana, da riscoprire anche per un turismo nuovo e più coinvolgente. Il libro è stato presentato sabato pomeriggio nell’Aula magna dell’Ipsseoa di Cefalù, grazie ad un convegno organizzato dal Rotary club guidato da Franco Catanzaro. Nel corso dell’assise hanno parlato Francesca Cerami, direttore Idimed, Rosario Schicchi, ordinario di botanica sistematica e autore del libro, Anna Geraci, ricercatrice, Franco Fiasconaro, professore dell’alberghiero, Biagio Agostara, direttore polo oncologico Arnas e Bartolo Fazio, consigliere delegato Idimed. Alla fine del convegno è stata offerta ai partecipanti una deliziosa degustazione delle varie specie di verdure cotte.
Il libro racconta di piante selvatiche da scoprire, di piatti antichi da tornare a custodire, di gusti da riportare fra gli affetti, di tradizioni da ridare alle giovani generazioni, di vita da consegnare a turisti e visitatori. Fino agli ’60 le verdure spontanee che crescevano in Sicilia avevano una notevole importanza nell’alimentazione della popolazione. Quando questa si è spostata dalla campagna verso la città queste verdure sono state lentamente sostituite da quelle coltivate. E così oggi le verdure spontanee non vengono quasi più utilizzate nella dieta quotidiana. Eppure proprio queste verdure, che ammontano a circa duecento entità, rapresentano ancora oggi un’importate risorsa del territorio. Raccolte da mani esperte, infatti, possono trasformarsi in cibi sani e genuini. Rilanciare una cucina in chiave turistica non può prescindere dalla conoscenza e valorizzazione delle verdure selvatiche. In questo senso un evento importante che mira a conservare questa cultura è la «Sagra delle verdure tradizionali e antiche delle Madonie» che si celebra da otto anni a Isnello. A idearla è stata proprio il professore Rosario Schicchi autore del libro «Verdure spontanee di Sicilia».
All’interno del libro consigli e avvertenze per come riconoscere queste verdure ma anche alcune regole da seguire ad evitare pericoli per la salute. In particolare l’autore consiglia di non raccogliere le verdure che crescono nelle scarpate delle strade trafficate o in zone vicine a fonti di inquinamento, nei parchi urbani frequentati da cani o altri animali, nei campi in cui le culture sono interessate da diserbo o trattamenti antiparassitari.
All’interno del libro quarantacinque schede di verdure selvatiche. Per ognuna vengono elencati i nomi con i quali la verdura è conosciuta in Italia e in Sicilia. La piata viene sapientemente descritta e se ne riporta la fenologia e la sua distribuzione nel territorio. Nella stessa scheda vengono elencate le proprietà e gli usi medicinali della pianta ma anche quali sue parti vengono utilizzate in cucina. Non mancano alcune note e curiosità insieme ad avvertenze, presenza sul mercato e un’interessante bibiliografia e sitografia. Fra una scheda e l’altra vengono inserite pagine di arte culinaria con quattordici ricette che fanno assaporare al meglio alcune piante. Ogni scheda è accompagnata da belle foto della pianta che ne rendono la ricerca e la raccolta ancora più facile.

Rosario Schicchi è professore ordinario di botanica sistematica presso il dipartimento di scienze agrarie e forestali dell’Università di Palermo e dirige il museo naturalistico Francesco Minà di Castelbuono. E’ autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche e libri riguardanti la biodiversità, il paesaggio vegetale e gli alberi monumentali. «Contrariamente a quanto si pensi – commenta – ancora si riescono a trovare quelle 5/6 verdure spontanee nelle bancarelle dei mercati rionali. Indubbiamente andranno realizzati dei corsi di formazione, così come succede per i funghi, in modo tale da poter formare persone in grado di riconoscere e certificare la provenienza delle verdure. Se un ristoratore deve preparare una verdura spontanea deve avere la certezza di ciò che cucina. Non può correre il rischio, ad esempio, di cucinare la mandragora (pianta velenosa n.d.r.) al posto della borragine».
La foto è di Antonella Scicolone che ha ideato il convegno.

Fonte: cefalunews.org/






VISITA FISCALE: LAVORATORE RESPONSABILE ANCHE SE È IN CASA?


L’ingiustificata assenza del lavoratore alla visita medica di controllo non coincide solo con l’assenza dalla propria abitazione ma con qualsiasi condotta che impedisca il controllo.

L’AUTORE: Maura Corrado
26 marzo 2017. L’ingiustificata assenza del lavoratore alla visita medica di controllo non coincide necessariamente con l’assenza del medesimo dalla propria abitazione, ma può essere integrata da qualsiasi condotta dello stesso lavoratore, pur presente in casa, che abbia impedito l’esecuzione del controllo sanitario per incuria, negligenza o altro motivo non apprezzabile sul piano giuridico e sociale. Inoltre, è il lavoratore a dover provare di aver osservato il dovere di diligenza [1]. A dirlo è il Tribunale di Lucca un una recente sentenza [2]: una dipendente delle Poste chiedeva l’annullamento della sanzione disciplinare irrogatagli dall’azienda per non essersi sottoposta alla visita fiscale di controllo. Poste italiane, tuttavia, sosteneva che era stata la stessa donna a non adottare la diligenza richiesta al fine di rendere possibile l’esecuzione del controllo sanitario.
Il Tribunale non condivide le ragioni della dipendente: si uniforma, infatti, all’orientamento consolidato della Corte di Cassazione, secondo cui il lavoratore in malattia deve rendersi reperibile durante gli orari fissati dalla legge al fine di consentire la visita fiscale del medico dell’Inps: se dovesse essere costretto ad allontanarsi da casa per un motivo urgente, può farlo a patto che ne dia comunicazione al datore di lavoro e agli organi di controllo dell’Inps stesso. Se non lo fa, risulterà assente ingiustificato. Unica eccezione a questa regola si ha nell’ipotesi in cui l’assenza dia dovuta a motivi particolarmente gravi, a causa dei quali la comunicazione non è d’obbligo. In pratica: il lavoratore può assentarsi durante gli orari in cui dovrebbe essere reperibile, ma unicamente per giustificato motivo e, cioè, per motivi urgenti e indifferibili, comunicandolo al datore di lavoro e all’Inps, a meno che le ragioni dell’assenza siano gravi e indifferibili. In quest’ultima ipotesi, il lavoratore deve comunque dimostrare l’impossibilità di avvisare il datore di lavoro e l’Inps
In tema di visite fiscali, tra l’altro, il lavoratore si considera “assente” e, quindi, responsabile:
  • quando non è presente presso l’abitazione,
  • quando, in qualsiasi modo, impedisca la visita di controllo. Ad esempio, Tizio è in casa ma il suo nome non è presente sul citofono e non risponde perché il citofono è rotto.
In sostanza, assenza significa porre in essere una condotta che impedisca l’esecuzione del controllo sanitario, per incuria, negligenza o qualsiasi altro motivo non apprezzabile sul piano giuridico e sociale.
Nel caso di specie, le indicazioni fornite e precisate dalla lavoratrice in merito all’indirizzo di reperibilità non consentivano al medico fiscale di individuare l’abitazione al domicilio indicato, pur avendo egli interpellato i vicini. Dal canto suo, la dipendente sosteneva di essere stata presente nel domicilio da lei indicato per la visita e di aver apposto un cartello sul cancello di casa. Secondo il medico, però tale cartello o non c’era o non era visibile e, in ogni caso, le indicazioni offerte non erano state idonee a consentirgli l’espletamento della visita a cui era demandato. In pratica, la lavoratrice non ha adottato tutti gli accorgimenti pratici necessari a rendere possibile la visita e, di conseguenza, le sue domande dovevano essere respinte.

note


[1] Cass. sent. n. 3294 del 19.02.2016; Cass. sent. n. 4216 del 14.05.1997; Cass. sent. n. 2816 del 23.03.1994; Cass. sent. n. 12534 del 18.11.1991.
[2] Trib. Lucca sent. n. 85 del 01.03.2017.

Fonte: www.laleggepertutti.it





26 marzo 2017

PREMIATO A ROMA DALL'ANAS IL COLLESANESE ANTONELLO VARA, ADDETTO ANTINCENDIO BOSCHIVO. LA CONSEGNA DEL PREMIO ARTI E MESTIERI RAPPRESENTA ANCHE UNO STRUMENTO PER DIMOSTRARE CHE ESISTE UN PAESE IN GRADO DI COSTRUIRE ARMONIA TRA L'UOMO E L'AMBIENTE CHE LO CIRCONDA

Antonello Vara
con il Sottosegretario del Ministero della Difesa 
On. Domenico Rossi


Premiato a Roma il collega Aib Antonello Vara di Collesano
Sabato scorso in occasione della tradizionale cerimonia organizzata dall'Associazione Nazionale di Azione Sociale, gli è stato consegnato il premio "Arti e Mestieri". Per promuovere il merito di chi ha realizzato modelli di sviluppo degni di esempio. La consegna del premio Arti e Mestieri rappresenta anche uno strumento per dimostrare che esiste un Paese in grado di costruire armonia tra l'uomo e l'ambiente che lo circonda. L'edizione 2016, a cui fa riferimento la cerimonia di premiazione, ha avuto come argomento Economia Solidale = Sviluppo Sostenibile e inclusione sociale ed è stata organizzata dall'A.N.A.S. Italia, in collaborazione con l'Associazione Culturale Symposiuym e il quotidiano on line trapaniok. Vara Antonino, 52 anni, Addetto Antincendio Boschivo, vive e lavora nelle Madonie appassionato nel settore naturalistico, tantissime le sue iniziative rivolte alla conoscenza del territorio boschivo paesaggistico culturale monumentali ed enogastronomia di il Parco delle Madonie vanta. Il suo impegno Sociale ha origine fin dall'infanzia quando a soli dieci anni insieme ad amici fondo' un club per togliere altri ragazzi dalla emarginazione sociale, promuovendo tante iniziative sportive. Nel tempo sono state miriade iniziative rivolte ai giovani e meno giovani, si è occupato per 13 anni nel settore della Protezione Civile, ricoprendo l'incarico di Coordinatore, ed è stato uno dei fondatori della Protezione Civile Siciliana, assolvendo diversi incarichi. L'invito a ritirare questo prestigioso riconoscimento internazionale, ha commentato Vara - mi riempe di gioia e soddisfazione perché dimostra l'attenzione per il mio impegno rivolto al Sociale, stimolandomi ancor di più di andare avanti impegnandomi a traguardi di cambiamento ed apportando migliorie al mio Territorio. 


Ringrazio anticipatamente la struttura Nazionale dell A.N.A..S. per la consegna del Premio Internazionale "Arte e Mestieri". Questo riconoscimento mi onora dell'operato che ho svolto dal 2011 a tutt'oggi. Questo premio lo dedico a mia mamma Maria, che da poche settimane è convolata in cielo lasciandomi un vuoto incolmabile, ma da lassù credo che mi assistere nel mio cammino rivolto al Sociale. Inoltre lo dedico a tutti i nostri tantissimi associati che condividono i ns progetti e le nostre iniziative che ripeto sono state tantissimi. Infine a tutti quei simpatizzanti e stimatori della nostra associazione. GRAZIE GRAZIE

Il blog si congratula con il collega Antonello Vara









UN COLLEGA AIB E' STATO PREMATURAMENTE STRONCATO DA UN BRUTTO MALE. SI CHIAMAVA CLAUDIO GARUFI


di Michele Mogavero
Un nostro collega Aib, Claudio Garufi, è stato prematuramente stroncato da un brutto male lasciando la moglie e due figli. Prestava servizio come Aspi a Marettimo (Tp). Le parole delle persone che di più lo conoscevano, era una persona splendida e speciale. Non ci conoscevamo ma eravamo amici su facebook. Il blog esprime le più sentite condoglianze alla famiglia.

In questi giorni si sta mettendo a fuoco il nuovo Cirl, ribadiamo l'importanza di istituire un fondo di solidarietà per la nostra categoria che possa intervenire a sostegno delle famiglie colpite da questi gravi eventi.



Ciao Claudio...









L'ASSESSORE CRACOLICI VISITA LA RISERVA NATURALE DI MONTE COFANO. STIAMO LAVORANDO PER RIDARE DIGNITÀ AL LAVORO FORESTALE, NON SUL NUMERO DELLE GIORNATE MA SUI SERVIZI. IL BLOG: PAPA FRANCESCO HA DETTO CHE IL LAVORO È UN ELEMENTO FONDAMENTALE PER LA DIGNITÀ DI UNA PERSONA! LA NOTA...


26 Marzo 2017
CUSTONACI. Visita a Custonaci dell'Assessore regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea Antonello Cracolici nella splendida cornice della Torre della Tonnara della Riserva Naturale Di Monte Cofano. Sono intervenuti il sindaco di Custonaci, Giuseppe Bica, Giovanni Landini, Dirigente dell'Ufficio Servizio per il Territorio di Trapani, Caterina Mione, Dirigente "Gestione delle risorse naturalistiche", Dorotea Di Trapani, Dirigente generale dell'assessorato regionale, Campo Olimpia, Dirigente del servizio regionale Riserve Naturali, Aree Protette, Turismo ambientale.

Un incontro per fare il punto sulle bellezze naturalistiche di questo angolo di paradiso. L'evento é stato voluto fortemente dal sindaco Giuseppe Bica che, in collaborazione con l'Ufficio Servizio per il Territorio di Trapani, ha reso fruibile la Riserva, attivandone i servizi e garantendo l'apertura delle due torri. Grazie a questo sforzo la Riserva di Monte Cofano, sede anche di eventi culturali e gastronomici, è diventata un importante attrattore turistico a beneficio del territorio.


In occasione dell'evento è stato esteso un invito ai territori dell'Agroericino e anche al vicino Comune di Castellammare del Golfo al fine di promuovere insieme le risorse del territorio. Un tavolo tecnico di concertazione tra amministratori, dirigenti, tecnici e territorio per migliorare la fruizione di questa meravigliosa Riserva.
All'evento sono stati invitati anche agricoltori, allevatori, operatori turistici, che hanno fornito spunti e riflessioni sui settori di loro competenza. Presenti anche numerosi dipendenti dell'Ufficio Servizio per il Territorio di Trapani.

«Oltre alle città d’arte e alle mete marittime, la Sicilia nasconde bellezze ancora tutte da scoprire. Dietro la ruralità che si cela in ogni angolo della nostra terra, c’è cultura, identità, natura ed occasioni di sviluppo che possono essere colte. Giro il territorio e incontro lavoratori e imprese per trasmettere un messaggio positivo su ciò che di bello siamo in grado di fare. Stiamo lavorando per ridare dignità al lavoro forestale in Sicilia, concentrando la gestione non sul numero delle giornate ma sui servizi che si rendono alla collettività. In Sicilia abbiamo 72 riserve naturali, 26 gestite dal Dipartimento Sviluppo Rurale. Tutti i media snocciolano numeri che fanno notizia come i 22.000 forestali, ma nessuno dice che se calcolati come numero di unità lavorative a tempo pieno, di fatto sarebbero 6000. Anche su questo fronte stiamo lavorando per sconfiggere facili pregiudizi» - così dichiara l'Assessore regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, Antonello Cracolici.
© Riproduzione riservata

Fonte: trapani.gds.it/



La nota del blog

Assessore Cracolici, ma lei lo sa cosa ha detto Papa Francesco? Che il lavoro è un elemento fondamentale per la dignità di una persona! Voi tutti invece state andando controcorrente.

Siamo disgustati nel sentire dire che i lavoratori forestali non meritano un lavoro più continuativo. Allora perchè avete giocato con i nostri sentimenti?  In questa legislatura avete promesso più lavoro ed avete detto anche che il vostro obiettivo era quello di raggiungere i livelli occupazioneli del 2011. Le promesse si mantengono! VERGOGNA, VERGOGNA E ANCORA VERGOGNA!

Dopo 40 anni è ora di dare dignità a questo comparto. Nella società del ventunesimo secolo, le 78 e le 101 giornate nel settore pubblico non hanno più senso logico e produttivo. In nessun paese civile del mondo è consentito a persone di lavorare solo 3 o 4 mesi l’anno per una vita intera. Non possiamo più accettare una condizione cosi umiliante. E’ ridicolo dire che i forestali sono un peso quando invece sono una risorsa per tutta l'isola. E’ ingiusto essere dipinti come dei parassiti, e molto spesso veniamo anche mortificati e persino criminalizzati. Con tutte le professionalità che abbiamo, la Sicilia dovrebbe essere un giardino. 

Perchè non si sciopera? 
Eppure lo sciopero spesso promosso dai sindacati, ha per finalità un miglioramento delle condizioni lavorative.

La riforma del comparto forestale senza un aumento delle giornate lavorative non avrebbe nessun senso logico










QUEI 2 MILIARDI DI FINANZIAMENTI CHE LA SICILIA HA DECISO DI DARE VIA, ECCO COME HANNO FATTO QUADRARE LA SPESA DEI FONDI COMUNITARI

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“Mi pare che i profeti di sventura siano stati tutti smentiti, la certificazione della spesa dei fondi comunitari è molto alta, con una bassissima percentuale di errore. Questo significa che non ci sarà alcun disimpegno di spesa, non dovremo restituire fondi a Bruxelles”.
Sono le parole trionfanti del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, commentando il documento esecutivo approvato dal Comitato di sorveglianza del Po Fesr 2007-13 nella giornata di ieri. “La spesa dei fondi Ue – aggiunge Crocetta – ha contribuito alla crescita del Pil pari al 3,6% negli ultimi due anni in Sicilia e all’aumento dell’occupazione. Abbiamo fatto un lavoro straordinario da quando ci siamo insediati. Cinque anni fa, avevo capito che la vecchia programmazione avrebbe comportato il disimpegno di ingenti risorse, per cui abbiamo rimodulato la spesa e oggi raccogliamo questo straordinario risultato, finanziando il turismo, le piccole e medie imprese, il manifatturiero soprattutto nel campo dell’agricoltura, le infrastrutture a partire dalla Siracusa-Gela, dalla Caltanissetta-Agrigento, dalla Nord-sud”.
Ma il grande successo non si ferma qui “E’ ovvio che tra i dirigenti generali c’è chi ha prodotto più risultati, chi ne ha prodotti di meno e la valutazione che farò sarà basata anche sulla capacità di certificazione della spesa che hanno avuto – conclude -. Se un dirigente non raggiunge gli obiettivi e non giustifica le ragioni credo che debba cambiare posto. Ringrazio il dirigente Vincenzo Falgares e i direttori per il lavoro svolto. Diciamolo con orgoglio: la Sicilia è la prima regione d’Italia nella spesa dei fondi Ue”.
A fronte di questo grande successo, però, ci sono 290 milioni di euro che rischiano di tornare a Bruxelles secondo la prima denuncia presentata dal centro Pio La Torre, mentre i conti fatti dai 5 stelle parlano di un altro mezzo miliardo di euro a rischio.
Ma nessuno sembra ricordare più un dato fondamentale, quello che ha consentito di raggiungere, poco dopo l’insediamento del governo Crocetta, quei dati che oggi si sbandierano come un successo.
Il piano di spesa e finanziamento originale del PO FESR 2007/2013 ammontava, infatti, a circa 6 miliardi e mezzo di euro (6 miliardi 539 milioni come dalla tabella A).

Appena arrivati, già nel 2012 Crocetta e i suoi cedettero una parte di quel finanziamento riducendo i saldi nella rimodulazione del 28 dicembre 2012 (la numero 4967) a 6 miliardi e 39 milioni di euro cedendo poco meno di mezzo miliardo ad altri programmi comunitari in Italia (Tabella B) 

 
Ma il vero taglio, regalando due miliardi di euro che spettavano alla Sicilia e che la Sicilia non ha saputo usare, è del 5 luglio 2013 quando con la rimodulazione 258 approvata dall’Unione in data 17 luglio i saldi passano da poco più di 6 miliardi a 4 miliardi e quasi 360 milioni (359 milioni e 736mila euro). Un miliardo e 800 milioni regalati ad altri programmi che insieme ai 500 milioni o poco più regalati sette mesi prima portano alla cessione di una quota di 2 miliardi e duecento milioni, in pratica un terzo del piano di investimenti siciliani dato via ammettendo di non essere in grado di usare questi soldi. (Tabella C)
Il problema era l’incapacità economica della Regione di co finanziare il programma. In pratica dovendo tagliare sui bilanci non si tagliarono gli sprechi ma il cofinanziamento sui fondi comunitari. Per risparmiare sui bilanci regionali si decise di dare via oltre 2 miliardi di soldi europei portando, così, il cofinaziamento già impegnato dal 54% al 75% in solo colpo.
Ed ecco spiegato il grande  successo: dar via i soldi che non si riesce a gestire. Se non fossero stati regalati quasi il 35% dei fondi oggi le quote di attuazione del programma sarebbero probabilmente al 60% e con i dubbi su quasi 800 milioni si rischerebbe di non raggiungerebbe nemmeno metà dell’attuazione del programma. Per inciso c’è da ricordare che la nuova programmazione ammonta a circa 4,5 miliardi e si è, in pratica, allineata a quanto la Sicilia ha tenuto dei soldi che le erano stati concessi. Insomma la Sicilia è furba e generosa e i suoi finanziamenti li da via così.
di Manlio Viola

Fonte: palermo.blogsicilia.it







I CARABINIERI FORESTALI PORTANO VIA GLI ANIMALI DAL CIRCO DI SVEZIA (FOTO) (VIDEO)


Dopo il sequestro, tolta ai proprietari la custodia

25 Marzo 2017
Adesso sono stati portati via anche gli animali al circo di Svezia. Tournée sfortunata quella siciliana per il circo.
Dopo la fuga della tigre, il presunto furto di un lama, il sequestro di 13 animali e i danni del maltempo che hanno distrutto il tendone, questa mattina carabinieri forestali a Villagrazia di Carini hanno prelevato dal circo di Svezia i 13 animali posti sotto sequestro.
Fra questi tre pericolosi felini, un leone e due tigri che verranno trasferiti in strutture idonee in tutta Italia. Ci sono stati attimi di tensione fra i militari e i proprietari del circo, che però non hanno impedito il trasferimento degli animali.
Un trasferimento dovuto soprattutto alle pessime condizioni in cui vivevano dal giorno del sequestro gli animali.
La famiglia Samy, non potendo più mettere in scena gli spettacoli, con il passare dei giorni non ha più potuto sostenere le spese di mantenimento degli animali che, pur sequestrati, erano stati affidati loro.
Il sequestro è avvenuto a metà febbraio e i legali rappresentanti del circo sono stati indagati per maltrattamento di animali. Da qui la decisione di togliere la custodia degli animali, che potenzialmente potevano essere un pericolo per i cittadini di Villagrazia di Carini.
Il circo, infatti, dopo aver lasciato Monreale, si era trasferito nel comune della costa ovest del palermitano in uno spiazzo lungo la statale alle porte del paese.
di Ignazio Marchese

Fonte: palermo.blogsicilia.it




http://palermo.blogsicilia.it/i-carabinieri-forestali-portano-via-gli-animali-dal-circo-di-svezia-foto-video/385494/








25 marzo 2017

ESPLODE IL CASO "RIPARTE SICILIA". UN PARTITO DI BOIARDI E CORTIGIANI


I garanti del Pd verificheranno la posizione di Crocetta. Che intanto ha riempito la sua forza politica di fedelissimi stipendiati dalla Regione

di Accursio Sabella
25 Marzo 2017. PALERMO - La questione adesso è al vaglio dei garanti nazionali del Partito democratico. È esploso il caso di “Riparte Sicilia”, il movimento del presidente della Regione Rosario Crocetta. “Si decida: o sta nel Pd o nella sua nuova creatura politica”, la denuncia di un dirigente renziano, Angelo Argento, che ha già scritto ai garanti. Un nuovo “caso Megafono”. Già il vecchio movimento di Crocetta infatti scatenò un pandemonio, nella prima parte di questa legislatura. Lo stesso governatore fu obbligato a lasciare quel gruppo all'Ars e ad approdare in quello del Pd. Alla fine, anche il Megafono, a Sala d'Ercole, si è sciolto come neve al sole. 

Ma Crocetta ha rilanciato, presentando la sua nuova creatura, nel corso di una conferenza stampa organizzata in un venerdì 17, lo scorso febbraio. E già in quell'occasione non erano mancati i dubbi sulla “compatibilità” tra questo movimento e il Pd. Ai quali il governatore aveva risposto con la consueta esuberanza: “Voi credete – disse - che il Pd può pensare di essere maggioritario con le percentuali che ha oggi in Sicilia? Il Pd vince solo se ragiona all'interno di una coalizione. Nessuno ha eccepito nulla – ha insistito poi - sull'autocandidatura del sottosegretario (Faraone, ndr). Quando sento dire che dobbiamo fare qualcosa perché lo decida Roma, dobbiamo ribellarci. Non vogliamo proconsoli in Sicilia. E più si dice che è voluto da Roma, più noi ci opporremo". E ancora, Crocetta, proiettandosi alle prossime elezioni ha ricordato che “il Megafono in passato ha agito autonomamente in Sicilia e molti sindaci del Pd sono stati eletti grazie ai voti del Megafono”. 

Crocetta aveva anche apertamente lanciato una sfida al Pd: “Nell'ultima direzione fatta, - l'affondo del governatore - si era detto: occupiamoci delle elezioni una per volta. Poco dopo un esponente autorevole del Pd nazionale (sempre Faraone, ndr) ha aperto una sua sede a Palermo, violando quanto ci siamo detti. C'è un presidente della Regione uscente che ha aperto un nuovo movimento e non deve chiedere il permesso a nessuno”. 

E il movimento è stato aperto. Ai fedelissimi, soprattutto. Nomi che il governatore ha, nel corso degli anni, piazzato con pazienza certosina a capo di questo o quell'ente regionale, o dentro il proprio ufficio di gabinetto. A guardarlo così, Riparte Sicilia è il movimento del sottogoverno. Con i militanti di spicco stipendiati dalla Regione, grazie al legame col governatore. 

E in qualche caso, il “fedelissimo” ha portato in dote qualche polemica e qualche guaio per il presidente. È il caso di Sami Ben-Abdelaali, tra i più vicini a Crocetta, anche nell'ottica del movimento politico, e la cui nomina a capo dell'Ircac è diventato un vero e proprio caso politico. Ma nel frattempo, il governatore aveva “blindato” altri due amministratori che hanno animato le kermesse di Riparte Sicilia. Uno di questi è Antonio Ingroia, leader comunque di un suo movimento: “Azione civile”. Riparte Sicilia, infatti, punta anche a “confederare” associazioni e forze politiche sparse sul territorio. L'ex pm, ad esempio, era alla convention del 25 febbraio. Tre giorni dopo sarebbe stato confermato per tre anni alla guida di Sicilia e-servizi, il cui nome è stato mutato in “Sicilia digitale”.

Pochi giorni prima, invece, era toccato a un animatore di Riparte Sicilia nell'Agrigentino: Gaetano Montalbano è stato nominato amministratore unico della Seus, la società che gestisce il servizio del 118. A capo dell'Ast, invece, siede da tempo il messinese Massimo Finocchiaro: lui era già un militante ai tempi del Megafono e oggi è uno degli amministratori dalle frequentazioni più assidue col governatore. Il revisore dei conti gelese Sergio Tufano, che Crocetta ha posto alla guida di un'altra delle società regionali più “popolose”, la Servizi ausiliari Sicilia, è un altro dei componenti, così come Sonia Alfano, che negli ultimi anni ha ricoperto ruoli di sottogoverno per volere di Crocetta, nel campo dei rifiuti dove è stata nominato commissario di alcuni Ato. E tra i nomi che rimandano all'universo dell'antimafia, anche quello di Valeria Grasso, imprenditrice antiracket, che fu nominata da Crocetta anche Sovrintendente alla Fondazione orchestra sinfonica siciliana. E come detto, tra i militanti presenti alle convention, anche diversi componenti degli uffici di gabinetto e consulenti personali. Tra questi, l'ex assessore Salvatore Callari e i componenti degli uffici di staff del presidente: Enrico Vella, Giancarlo Costa e Alessandro Balsamo. Ma c'è anche Maria Grazia Brandara, non solo segretaria particolare della vicepresidente Mariella Lo Bello, ma anche commissario straordinario dell'Irsap, con alle spalle importanti esperienze sia politiche che nel mondo dell'associazionismo. 

Crocetta e Lo Bello, in effetti, rappresentano due delle tre gambe su cui si regge “Riparte Sicilia”. A completare il triangolo è infatti, ovviamente, il senatore Beppe Lumia. Ma qui le cose si complicano un po'. Perché certamente vicino al politico termitano è Francesco Calanna, presente in occasione delle kermesse del movimento e anche lui “stipendiato” dalla Regione in qualità di commissario dell'Esa. Ma un altro amministratore assai vicino a Lumia, cioè Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, ha già ufficializzato, con lo stesso Lumia, il sostegno, in vista del congresso Pd a Michele Emiliano. Ma adesso, Riparte Sicilia è all'attenzione proprio dei garanti del Pd. Una contraddizione scottante, visto che le elezioni si avvicinano.

Fonte: livesicilia.it







IL SIFUS CHIEDE UN INCONTRO SULLE PROBLEMATICHE DEI FORESTALI: AVVIAMENTI, PAGAMENTI MENSILITA' PREGRESSE ECC.

Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Sifus Confali
Giuseppe Fiore









PD, EMILIANO: "IN MILLE GIORNI DI GOVERNO ABBIAMO FATTO INC... PERFINO I FORESTALI"

"In questi mille giorni di governo abbiamo segmentato tutti, abbiamo fatto perfino incazzare i forestali facendoli diventare carabinieri". Lo ha detto Michele Emiliano, candidato alle primarie del Pd, durante un convegno alla Città dell'Altra Economia.

Fonte: www.adnkronos.com





NO ALLA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO



Non si cancellano con un tratto di penna 193 anni di storia del glorioso Corpo Forestale dello Stato


Anche il nostro Blog ha aderito








FORESTALI SICILIA…L’ISOLA CHE NON C’E’


25 Marzo 2017
Sembra che la Sicilia sia, ormai, invisibile ad un lavoro stabile, è una Sicilia controllabile dal punto di vista lavorativo, e, tutto è palese, facilmente verificabile.
È un’isola che sul piano lavorativo non c’è. La Sicilia sembra una superficie lavorativa solo sulla carta, però è la Sicilia del sole, del verde, dei monumenti antichi, del mare nostrum, ma tutto questo non basta a soddisfare un popolo disoccupato, un popolo di forestali stagionali che ancora alla data odierna è fermo a casa, senza nessuna certezza di stabilizzazione.
Nel lavoro stabile la Sicilia è un’isola che non c’è.
Nel lavoro stabile la Sicilia è un’isola che si lascia sorpassare dall’Italia tutta.
Nel lavoro stabile la Sicilia è un’isola divisa.
Nel lavoro stabile la Sicilia è un’isola che si muove lentamente.
L’uomo, per intrinseca natura, è portato a lavorare per soddisfare tutte le esigenze di vita familiare, con frequenza giornaliera, ma questo non avviene in Sicilia.
Ormai sembra che egli sia un bersaglio da prendere da parte dei sindacati tutti, e da parte della politica tutta, sullo sfondo di un lavoro che mai viene confermato come stabile.
Noi forestali non siamo grandi politici, ma potremmo diventarlo, potremmo essere custodi del nostro lavoro, e non siamo ingenui, ormai, capiamo qual’è la vera realtà politica siciliana,  e il lavoro dei forestali tutti sta diventando un’avventura, una lotta fino all’ultima giornata lavorativa, ben altra figura è invece la vecchia politica che ci governa, che mai affronta la nostra situazione dei lavoratori stagionali, dopo molti anni di servizio nel comparto forestale.
I forestali sono invisibilmente presenti in Sicilia, senza stabilità.
Cosa devono fare i forestali tutti per ritornare visibili sul piano lavorativo alla Regione siciliana?
Il mondo della realtà lavorativa, in Sicilia, precipita sempre più in basso e questa è un’offesa morale, è un’offesa alla dignità lavorativa dell’uomo siciliano, è un’offesa che viene fatta a chi non lavora, e qui senza una stabilità si diventa deboli e senza una speranza di progresso familiare.
Spesso con le poche giornate lavorative, 78, 101, 151 , viene dato ai forestali un piccolo abbaglio, un piccolo respiro economico, ma passate queste giornate si ritorna alla disoccupazione e all’invisibilità.
I forestali della Sicilia, da molto tempo, hanno avuto ed hanno, ancora, le facoltà fisiche e mentali rivolte ai lavori nei boschi utili per il sistema idrogeologico, utili per la produzione di ossigeno, utili per ristrutturazione di zone di svago, parchi, aree protette e molto altro, ma oggi vivono in un’isola che non c’è.
Vogliamo una nuova visibilità lavorativa.
Santo Cortese
 

a cura di forestalisicilia.com


















INCONTRO DELL'UGL AL COMANDO DEL CORPO FORESTALE, AFFRONTATE LE PROBLEMATICHE DEGLI A.I.B.: CONTRATTO, CHILOMETRAGGIO, SCATTI ANZIANITA', CAMBIO TURNO, ECC.

Ricevo e pubblico
da Segretario regionale
Sindacato Agricoli, Forestali e Pesca
Franco Arena





Stamane si è svolto a Palermo, presso la sede del Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana, l'incontro tra il Segretario Regionale del Comparto Agricoli e Forestali dell’U.G.L. Geom Franco Arena, accompagnato dagli Avv. Carmelo e Marco Sebeto e il responsabile della pianificazione, programmazione e gestione della campagna antincendio della Regione Siciliana Dott. Antonio Viavattene, ove sono state affrontate le principali problematiche interessanti tutto il comparto dei lavoratori forestali ed in particolare dell’A.I.B..

Principale argomento di discussione è stato il rinnovo del C.I.R.L. che, finalmente, potrebbe definire le questioni annose oggetto di numerose controversie giudiziali e recepire gli aggiornamenti normativi ed economici contenuti nel C.C.N.L. vigente.

Dopo 16 anni dall’ultimo contratto integrativo regionale, quindi, l’amministrazione forestale sta ponendo le basi per una contrattazione con le parti sociali che possa sfociare in un riconoscimento dei diritti da tempo vantati dai lavoratori forestali.

L’occasione è utile affinché la voce dei lavoratori e, per loro, le rappresentanze sindacali più vicine ai alle loro problematiche, possa raggiungere i tavoli di trattativa al fine di poter risolvere i numerosi problemi che affliggono il reparto.

L’UGL si è premurata affinché, oltre alle questioni di aggiornamento economico e normativo da anni dovute ma spesso trascurate, possa esserci l’occasione giusta per il riconoscimento della figura di caposquadra nell’antincendio, per risolvere il problema della garanzia occupazionale e per gli scatti di anzianità in favore dei lavoratori a tempo determinato.

Inoltre, si è discusso del problema del cambio turno “ASTUTO”, particolarmente sentito in alcune province e troppo spesso sottovalutato, nonché del rimpiazzo della figura degli autisti e dei torrettisti per sopravvenuta carenza degli stessi.

Il Dott. Viavattene si è posto con estrema attenzione a tali problematiche, apprezzando tali proposte nella loro concretezza ed urgenza, affinché possano essere oggetto di concreto vaglio e soluzione.

Per la differenza chilometrica si aspetta che il nuovo direttore regionale firma l'autorizzazione

Il segretario dell’U.G.L. Franco Arena si è ritenuto soddisfatto di questo incontro, apprezzando la disponibilità ed il concreto coinvolgimento del dott. Viavattene, consapevole in ogni caso che è necessaria una continua opera di coinvolgimento dell’amministrazione alle reali problematiche dei lavoratori fino a che queste non troveranno effettiva e rapida soluzione.

PALERMO 24.03.2017
Il Segretario regionale
Sindacato Agricoli, Forestali e Pesca
Franco Arena







FONDI EUROPEI FESR 2007-2013, M5S “A RISCHIO OLTRE MEZZO MILIARDO EURO”


L'allarme lanciato dai deputati grillini

24 Marzo 2017
“I toni trionfalistici del presidente Crocetta sulla chiusura del programma operativo Po Fesr 2007-2013 ci fanno rimanere a dir poco basiti. Crocetta e la sua giunta festeggiano per una autocertificazione, non per un dato di fatto. Altro che vittoria, la Sicilia potrebbe perdere 500 milioni di euro nella migliore delle ipotesi”. L’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao insieme al collega all’Ars Giancarlo Cancelleri commentano così lo stato dell’arte della imminente chiusura della programmazione del fondo europeo Fesr. 2007-2013.
“Crocetta festeggia ancor prima di sapere quale sarà la risposta della Commissione Europea” spiegano Corrao e Cancelleri. Attualmente dai dati di certificazione aggiornati risulta che la Regione Siciliana su una spesa di 4,350 mld di euro abbia certificato il 96%, perdendo, secondo la loro autocertificazione, 200 milioni di euro. “A noi risulta però – sottolineano i due esponenti M5S – che la certificazione fino a pochi giorni fa si attestasse ad un dato drammatico che superava di poco i 3,8 mld di euro, lasciando presagire una perdita sicura di quasi mezzo miliardo di euro”. Corrao e Cancelleri spiegano con un parallelismo di natura scolastica il rapporto tra la Regione Siciliana e la Commissione Europea.
“È come se – dicono i due parlamentari – uno studente fino a 10 minuti prima di consegnare un compito d’esame avesse davanti a sé solo un foglio pieno di sarabocchi, per poi consegnare miracolosamente, al suono della campanella, un compito completo. Lo stesso ha fatto la Regione: ha sonnechciato per anni sui banchi delle verifiche di spese di avanzamento della spesa e di certificazione (infatti a fine dicembre 2016 la cifra da certificare era oltre gli 800 milioni di euro su una spesa di 4,350 mld), salvo agli ultimi minuti esibirsi in una prodigiosa accelerata prima del suono della campanella di Bruxelles”.
“Come avrà fatto la Regione siciliana a completare un compito che fino a 5 minuti prima era solo uno scarabocchio? Con quali progetti la Regione ha certificato centinaia di milioni di euro di fondi UE?”, si chiedono di due portavoce M5S. Mistero. Non solo – dicono Corrao e Cancelleri – l’alunno-Regione ha esultato per festeggiare la promozione prima della verifica del compito, nonostante la professoressa che ha ritirato le prove d’esame abbia notato già il mancato rispetto di alcune regole di grammatica e ortografia: il regolamento e le piste di controllo che guidano la certificazione della spesa UE richiedono, prima di certificare, la visita e il controllo in loco, ove si trova il progetto finanziato, ma la Regione siciliana certifica tutto basandosi solo su auto-dichiarazioni di completamento e funzionamento dei progetti finanziati)”.
“Ma le brutte notizie – concludono i due deputati – potrebbero non finire qui, perché oltre alla perdita che autodichiarerà Crocetta, bisogna sempre tenere presente le sicure contestazioni da parte della Commissione europea, per esempio l’abuso dei progetti retrospettivi e il finanziamento di progetti irregolari. I danni per il bilancio regionale potrebbero aggravarsi con la decertificazione da parte della Commissione. Ipotesi non remota, anzi ricorrente se consideriamo che ad oggi il contenzioso per le risorse del periodo 2000/2006 è ancora in corso”.

Fonte: blogsicilia.it






MUSEI SENZA SOLDI, MA L'ARS SPENDE IN CALENDARI E PRESEPI


Ecco come l'Assemblea regionale ha investito i fondi in "iniziative culturali". Soldi soprattutto a istituti religiosi

di ANTONIO FRASCHILLA E MANUELA MODICA
25 Marzo 2017
Nella terra dei musei senza fondi, mentre è in corso una polemica fortissima sullo stato dell’arte dei siti e dei parchi archeologici che non hanno un euro per cambiare una lampadina, accade che l’Assemblea regionale spenda 117 mila euro nel 2016 per una quarantina di “iniziative culturali”. E che scorrendo l’elenco vi si trovi soltanto una lunga serie di concerti di Natale, presepi viventi e perfino un calendario della congregazione delle suore domenicane del Sacro cuore di Gesù.
Si tratta di contributi che, per prassi, vengono proposti dai deputati del Consiglio di presidenza. Ma perché soltanto concertini di Natale e presepi viventi? «Semplice, queste sono somme residue del bilancio dello scorso anno per spese dedicate a eventi culturali non rendicontate — dicono da Palazzo dei Normanni — i fondi si sono liberati a fine 2016 ed ecco perché vi sono quasi solo eventi che hanno a che fare con il Natale». Il regolamento interno dell’Ars prevede che il Consiglio di presidenza possa finanziare eventi di «contenuto politico-istituzionale, culturale storico, scientifico, artistico e sportivo», oppure eventi «connessi alla ricerca scientifica e alla innovazione tecnologica» o, ancora, iniziative legate «alla valorizzazione del patrimonio artistico » e mostre d’arte su aspetti «della storia, della vita culturale, delle tradizioni e del costume ». Il Natale è o no una tradizione, anche se non proprio solo siciliana? Ecco quindi il contributo da 5 mila euro stanziato per il Comune di Castell’Umberto per concerto natalizio, il finanziamento da mille euro al Comune di Torretta per il presepe vivente, e altri 3 mila euro a Buseto Palizzolo per il «Natale tra musica, tradizioni popolari ed enogastronomia », solo per fare qualche esempio. Altri 3 mila euro sono stati stanziati alla Congregazione delle suore domenicane di Messina per la «pubblicazione e presentazione del calendario 2017», e un finanziamento di 3 mila euro lo ha ricevuto anche l’associazione musicale bandistica di Raffadali per organizzare il Capodanno. Tra gli eventi finanziati ce n’è poi uno che lega sport e Natale: all’Asd New star di Marsala andranno 2 mila euro per il «campionato attività di calcio a 5 Natale 2016».
Insomma, questi sono gli eventi finanziati dall’Ars nel 2016 (anche se tecnicamente le somme devono essere ancora erogate). Eventi ai quali si aggiungono altri contributi che i singoli deputati del Consiglio di presidenza possono erogare per «elargizioni e beneficenza». Qualche esempio? Il deputato Paolo Ruggirello, di Trapani, ha dato 3 mila euro all’Associazione “Orgoglio Pacecoto” per «eventi di socializzazione e divertimento per la cittadinanza », mentre il deputato messinese Franco Rinaldi ha dato 1.500 euro all’associazione “Amici del Cavaliere” per il carnevale di Saponara, e il vicepresidente Giuseppe Lupo ha dato 7 mila euro all’associazione Ulisse di Palermo e 4 mila euro all’Arcaverde onlus. Rimane una domanda: ma non sarebbe meglio utilizzare tutte queste somme per eventi davvero culturali, magari con un bando pubblico?
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Fonte: palermo.repubblica.it




 

FONDI FESR 2007-2013, POSITIVO IL BILANCIO UFFICIALE: TASSO ATTUAZIONE PROGRAMMA DEL 96%


Oggi il Comitato di Sorveglianza all'Albergo delle Povere

24 Marzo 2017
Giunge al traguardo il Programma operativo Fesr 2007-2013. Il bilancio dei fondi europei spesi dalla Regione Siciliana e dei progetti realizzati è stato presentato oggi nelle sale dell’Albergo delle Povere di Palermo. La previsione della spesa, al 31 marzo 2017, oscilla tra i 4,189 e i 4,214 miliardi di euro, con un tasso di attuazione del programma che si aggira tra il 96,1 ed il 96,7 per cento della dotazione complessiva di 4,359 miliardi di euro.
Nel corso della mattina, si è riunito il Comitato di sorveglianza del Programma per l’approvazione formale del documento conclusivo, il rapporto finale di esecuzione, che va presentato entro il 31 marzo. Ai lavori del Comitato, presieduti dal vicepresidente della Regione Siciliana, Mariella Lo Bello, sono intervenuti i rappresentanti dei ministeri coinvolti, la Commissione europea, i responsabili dei dipartimenti regionali e gli esponenti del Partenariato istituzionale ed economico e sociale.
Tra i grandi progetti realizzati con i fondi europei, la metropolitana di Catania, il raddoppio della statale 640 Agrigento-Caltanissetta e gli interventi sull’acquedotto Montescuro che serve comuni tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani.
Si è discusso, tra l’altro, anche degli strumenti di ingegneria finanziaria attivati nell’ambito del Programma, con la presentazione di un progetto realizzato alla biblioteca dell’università “Kore” di Enna. Per quanto riguarda, poi, la territorializzazione, si sono realizzati i nuovi impianti di risalita di Piano Battaglia, il Centro neurolesi “Bonino Pulejo” di Messina, e ancora, è stato rifunzionalizzato l’ospedale “Aiello” di Mazara del Vallo e riqualificato il Teatro Santa Cecilia di Palermo.
Nel dettaglio, per quanto riguarda l’Asse 1, relativo a Reti e collegamenti per la mobilità, sono stati realizzati 36 chilometri di nuove strade, 31,2 chilometri per il primo tratto dei lavori di raddoppio della statale 640 Agrigento-Caltanissetta, 4,8 chilometri, invece, per il secondo tratto. Al 31 marzo 2019 sarà completata l’autostrada Siracusa-Gela con circa 85 chilometri di nuove strade, mentre sono stati 464 i chilometri di strade ristrutturate. Riguardo, infine, alle ferrovie urbane, sono stati realizzati 5 chilometri di strada ferrata per la metropolitana di Catania, 170 i chilometri di ferrovie ristrutturate e 88 mila cittadini aggiuntivi serviti da trasporti urbani migliorati, tra il nuovo tram di Palermo e la Circumetnea di Catania.
Sul fronte energetico (Asse 2) c’è stato un incremento della capacità installata per la produzione di energia da fonti rinnovabili di 2,21 megawatt e su quello dei rifiuti sono calati quelli conferiti in discarica del 19 per cento, mentre è aumentata la raccolta differenziata dal 5 al 12,8 per cento. I depuratori realizzati ed adeguati sono stati, invece, 21. Numeri positivi anche per l’ambiente, con 36 progetti realizzati per il miglioramento della qualità dell’aria, 1,7 chilometri quadrati di aree bonificate, 418 progetti di prevenzione dei rischi ed oltre 30 mila abitanti beneficiari di misure di protezione contro le alluvioni.
Positivo il bilancio anche per gli interventi di valorizzazione dei beni culturali e per l’attrattività turistica (Asse 3). Sono stati 108 gli interventi di restauro di grande pregio storico, monumentale, volti a riqualificare e rendere funzionali ed accessibili i beni del patrimonio siciliano. Mentre 318 sono stati i progetti in favore del turismo regionale, dalle campagne promozionali per le fiere all’estero, a quelli dedicati alle strutture termali o agli impianti sportivi.
Per quanto riguarda, invece, la diffusione della ricerca dell’innovazione (Asse 4), i progetti di ricerca e sviluppo sono stati 195, mentre 97 quelli di cooperazione tra imprese ed istituti di ricerca e 308 mila i cittadini raggiunti dalla banda larga. E ancora, per lo sviluppo dell’imprenditorialità locale (Asse 5), 13.422 progetti realizzati dalle pubbliche amministrazioni per un totale di oltre 1,2 milioni di finanziamenti indotti. Lo sviluppo urbano sostenibile (Asse 6), infine, ha visto concretizzarsi 170 progetti in ambito sanitario, 447 progetti per la sostenibilità e l’attrattiva di città e centri minori, e 87 per le imprese e le nuove tecnologie.
Di risultato più che soddisfacente ha parlato il vicepresidente della Regione Siciliana, Mariella Lo Bello. “Siamo molto soddisfatti, – ha dichiarato – il lavoro di squadra svolto ci ha permesso di recuperare i ritardi del passato, senza dimenticare che, nel 2012, avevamo una spesa molto al di sotto delle aspettative e delle previsioni. Abbiamo recuperato praticamente tutto, rispetto ai numeri catastrofici di qualche anno fa e adesso siamo pronti per questa nuova fase, il Po Fesr 2014-2020, che ci darà la possibilità di recuperare un po’ di quanto perso in passato”.

Fonte: blogsicilia.it