TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PER NON FARSI PRENDERE IN GIRO. QUESTA E' LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA.





































Papa Francesco:
“Non c'è dignità senza lavoro”









13 Giugno 2012 Facebook. Riscontro del
Presidente Rosario Crocetta

















GRAZIE A VOI RAGGIUNTO 1.000.000 DI VISITE. CLICCA E LEGGI















101NISTI ANTINCENDIO ISNELLO. AZIONE LEGALE PER FARSI RICONOSCERE L'APPARTENENZA AL CONTINGENTE SUPERIORE






01 settembre 2015

INCENDI BOSCHIVI: 94 DIVAMPATI IN TUTTA ITALIA TRA VENERDÌ E SABATO



INCENDI BOSCHIVI: 94 DIVAMPATI IN TUTTA ITALIA TRA VENERDÌ E SABATO


Su tutto il territorio italiano, tra venerdì e sabato scorsi, sono stati 94 gli incendi boschivi su cui è intervenuta la flotta dello Stato


94 incendi boschivi in tutto il territorio italiano negli ultimi venerdì e sabato di agosto 2015. A darne notizia è il Corpo Forestale dello Stato. Nella giornata di sabato sono stati 53 i roghi, mentre nella giornata di venerdì 41.

La Campania e la Calabria restano le regioni più colpite dalle fiamme, la prima con 23 incendi sabato e 22 venerdì, mentre la seconda con 13 sabato e 9 venerdì. Le altre regioni calde sono state Puglia, Sicilia e Lazio.

Nella sola giornata di sabato sono pervenute al numero di emergenza ambientale 1515 in totale 464 segnalazioni di cui 210 per incendi. Nell'arco della giornata il Corpo forestale dello Stato ha schierato 339 pattuglie operative per le attività antincendio e di controllo del territorio. Venerdì invece le segnalazioni sono state 339, di cui 69 per incendi con uno schieramento di 408 pattuglie operative per le attività antincendio e di controllo del territorio.

Il Corpo Forestale ricorda, ancora una volta, il numero di emergenza ambientale 1515, gratuito e attivo tutti i giorni 24 ore su 24, al quale ogni cittadino può segnalare la presenza di incendi o di eventuali incendiari.


31 Agosto 2015
 Il Giornale della Protezione Civile









FONDI EUROPEI, FORESTALI, UFFICIO DI BRUXELLESVANNO "IN ONDA" LE BUGIE DEL PRESIDENTE


Fondi europei, forestali, ufficio di Bruxelles
Vanno "in onda" le bugie del presidente


di Accursio Sabella 

Pochi giorni fa Crocetta, ospite di un programma di La 7, ha difeso l'operato del suo governo dagli attacchi dei giornalisti. Ma le repliche del governatore sono colme di mistificazioni. Ecco come stanno davvero le cose.


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PALERMO - Dalla sede di Bruxelles ai Fondi europei, passando per i forestali. Pochi giorni fa, è andata in onda una carrellata di bugie, di imprecisioni, di inesattezze. Rosario Crocetta le ha distribuite in diretta televisiva su La 7, con tanto di minaccia ai giornalisti: “Ci sono gli estremi per una richiesta risarcitoria”.
Per carità, a volte non mancano, anche sull'etere, le “palate” di luoghi comuni e di stereotipi negativi su una Sicilia che, soprattutto a causa delle sue più alte espressioni politico-amministrative, pare non far nulla per smentire la diffidenza dello Stivale. Ma il governatore siciliano, invitato in tv, non ha fatto da meno. Replicando alle inesattezze con qualche bugia. A qualche critica, con una balla. A cominciare dalla spinosa questione dei forestali siciliani.

Forestali: “Tagli per 200 milioni”
Crocetta, infatti, ha affermato di aver ottenuto un risparmio di quasi 200 milioni (da 400 a 220 milioni) della spesa per gli stipendi di questi lavoratori. Il risparmio c'è stato, per carità. Ma non è quello sbandierato dal presidente. E anche in questo caso ci vengono incontro i giudizi di parifica della Corte dei conti. Quello riguardante l'esercizio finanziario 2012, infatti, indica la spesa per i forestali in 322 milioni. Scesi a 275 milioni nell'ultimo esercizio. Quarantasette milioni, quindi e non 180. Un trend che però si è subito arrestato, a quanto pare. Visto che, fa notare la Corte dei conti nell'ultimo rendiconto, sono aumentate “le giornate lavorative di impiego, in controtendenza rispetto ai precedenti esercizi. Ne consegue che gli oneri finanziari complessivi restano pressoché invariati rispetto all’ultimo esercizio”. Insomma, il risparmio si è fermato. Anche se qualche speranza è legata all'ultima finanziaria, dove sono previste norme di razionalizzazione che hanno, però, lasciato “immutato l’impianto complessivo del sistema di reclutamento della manodopera per lavori in economia”. Hanno lasciato intatto, insomma, quel processo di precarizzazione infinita dei lavoratori, che ha rappresentato per anni e rischia ancora, potenzialmente, di rappresentate, il presupposto per il solito, dannoso clientelismo dell'Isola.


“I dipendenti regionali non sono troppi”
In un impeto sicilianista, poi, il governatore ha anche difeso lo spropositato numero di dipendenti regionali (forestali compresi), rivendicando le prerogative dello Statuto, che attribuiscono alla Sicilia funzioni che altrove vengono svolte dallo Stato. Ovviamente, il gran numero di dipendenti regionali non è imputabile a Crocetta. Ma che restino tanti, troppi è fin troppo evidente. “Anche al netto del personale forestale e di quello riconducibile al perimetro pubblico allargato, - scrive sempre la Corte - la consistenza numerica dei dipendenti di ruolo della Regione nel 2014 rappresenta il 23,5 per cento dell’ammontare complessivo del personale di tutte le Regioni. Il numero dei dirigenti è, poi, il 36 per cento di tutti i dirigenti regionali in Italia, con un rapporto di 1 dirigente per ogni 9 dipendenti (a fronte di un rapporto di 1 su 16 delle altre Regioni ordinarie e di 1 /su 19 di quelle a statuto speciale). Si tratta di valori – puntualizzano ancora i magistrati contabili - che, solo in parte, per via dell’autonomia differenziata, possono trovare giustificazione nelle attribuzioni alla Regione di funzioni altrimenti di competenza statale”.

 
La sede di Bruxelles
Il tema sul quale il governatore ha avuto poco da contrabattere è quello riguardante l'ufficio di Bruxelles. “Ha aumentato il personale di quell'ufficio” hanno accusato i cronisti. Crocetta ha provato a rivendicare la chiusura di non meglio precisate sedi internazionali della Regione. Ma quell'ufficio di Bruxelles lo ha fatto rinascere proprio lui. L'organico, infatti, era stato ridotto al minimo (due dipendenti soltanto) dall'ex governatore Lombardo. Ma fin dal suo arrivo, Crocetta, ha indicato quell'ufficio come un presidio strategico e di grande importanza. Per questo, con una delibera dell'aprile del 2013, il governatore ha deciso di ripristinare gli effetti di una legge del 2002, quella che istituisce gli uffici di Bruxelles, appunto. E che determina anche la dimensione dell'organico: non più di sedici dipendenti, mentre il tetto massimo per gli “esterni” è stato fissato a otto. A poco a poco, sono anche arrivati gli esperti e i dipendenti interni della Regione. Per un ufficio del quale in tanti ignorano l'effettiva utilità. E soprattutto il contributo che una manciata di esperti e un gruppetto risicato di dipendenti regionali possano dare alla spesa dei fondi europei, vero motivo per il quale Crocetta ha rivendicato la “riesumazione” di una sede, 750 metri quadrati, costata alla Regione guidata da Raffaele Lombardo, tra acquisto e ristrutturazioni, oltre tre milioni. Un ufficio che era dimagrito fino quasi alla scomparsa, dopo le delibere di Lombardo. Ma che con Crocetta ha ricevuto una bella cura ricostituente. Il governo, infatti, aveva previsto in bilancio una spesa, per il personale di quell'ufficio, di oltre 1,2 milioni per i prossimi tre anni. Una cifra contestata dal presidente della Regione, che ha parlato di “appena” 270 mila euro annui. Una cifra che va sommata però anche alle spese di funzionamento dell'ufficio. E che, dopo i tagli apportati nelle ultime finanziarie, nel triennio sfiorerà comunque il milione di euro.

 
“Fondi Ue, abbiamo accelerato”. Ma c'è il trucco
Quantomeno, però, i siciliani si sentiranno rasserenato dall'impulso fornito alla spesa europea. Che il governatore, anche in questo caso, ha sottolineato non senza enfasi: “Siamo passati dal 12 per cento della spesa all'80 per cento”. Ora, ci si potrebbe fermare di fronte al dato che, nel frattempo, sono trascorsi quasi tre anni dall'insediamento del nuovo governo. E che, quindi, la “crescita” della spesa è assolutamente logica, se non “fisiologica”. Peccato però che l'ultimo rendiconto della Corte dei conti sull'esercizio finanziario scorso allunghi qualche ombra sui risultati del governo. Nonostante i giudici contabili registrino un certo “dinamismo” della Regione, precisano che “il ritardo accumulato nella fase di avvio del programma non è stato integralmente recuperato”. Non solo. La Corte “tira le orecchie” proprio a Crocetta, censurando l'instabilità data dagli ecessivi e continui rimpasti in giunta (siamo a 37 assessori nominati) e al ripetuto valzer di dirigenti generali. Che ha portato al 'dimagrimento' delle risorse messe a disposizione dall'Unione europea. Le cosiddette “rimodulazioni” che, si legge nell'ultima parifica, si sono “rese necessarie a causa della inadeguatezza da parte dell’Amministrazione regionale a programmare e utilizzare l’intera dotazione dei Fondi Strutturali. Sulla descritta situazione – prosegue la Corte - hanno influito in modo rilevante due fattori. In primo luogo, l’instabilità dei governi e l’assenza di scelte strategiche idonee. Si deve, pertanto, rinnovare il richiamo – insistono i giudici contabili - in merito alla pressante esigenza di una necessaria ed imprescindibile 'stabilità' dei vertici amministrativi delle strutture regionali: il continuo e incessante turn-over dei capi Dipartimento e dei responsabili delle varie linee di intervento/misure, finisce infatti per compromettere quella continuità strategica ed operativa necessaria per una costante attuazione dei programmi europei”. Ma c'è di più. La crescita nella percentuale di spesa, spiega la Corte dei conti, è legata anche a un “artificio” contabile. La Corte fa riferimento all’inserimento “dei progetti riferibili alla Politica Unitaria di Coesione (Puc), nonché di quelli retrospettivi. Con particolare riferimento a questi ultimi, le Sezioni riunite – precisano i giudici contabili - fanno presente che, sebbene non si rinvengano, nell’ambito della normativa europea, disposizioni che esplicitamente vietino l’assistenza retrospettiva, purtuttavia la Commissione Europea qualifichi tale procedura come 'ad alto rischio', sia per il possibile mancato rispetto delle pertinenti regole della normativa europea e nazionale, sia in quanto si riferisce ad interventi, spesso avviati e realizzati, privi di una specifica correlazione con gli obiettivi del programma. Si rileva come il ricorso a tali strumenti celi, nei fatti, una generale carenza di progettualità, rivelando una sostanziale incapacità ad incrementare la spesa comunitaria con progetti originariamente inseriti nel programma”. Per farla breve, la Regione ha utilizzato fondi europei per finanziare progetti che erano stati in un primo momento finanziati con altre risorse (ad esempio quelle regionali o statali). Una procedura “ad alto rischio”, spiegano i giudici: quei progetti potrebbero non rispettare i requisiti europei. E quei soldi, quindi, potrebbero non essere rimborsati all'atto del rendiconto. La “crescita” della spesa quindi rischia di essere solo virtuale. Un spot televisivo.

http://livesicilia.it/2015/08/31/fondi-europei-forestali-ufficio-di-bruxelles-vanno-in-onda-le-bugie-del-presidente_659339/

RIFIUTI A PIAZZA ARMERINA, I CONTROLLI AFFIDATI ALLA FORESTALE


AMBIENTE

Rifiuti a Piazza, i controlli affidati alla Forestale

L' amministrazione ha deciso di rivolgersi al distaccamento per sanzionare chi non rispetta le regole

forestale, Piazza Armerina, rifiuti, Enna, Cronaca

di Roberto Palermo

PIAZZA ARMERINA. Il Comune si affida al Corpo Forestale per tentare di contrastare le continue violazioni alle norme della raccolta differenziata. Dopo i vigili urbani e i vigilantes privati l'amministrazione ora decide di puntare anche sugli agenti del distaccamento di via Generale Muscarà per sanzionare e denunciare chi abbandona i rifiuti, soprattutto nelle zone rurali della città dei mosaici, non adeguandosi alle nuove norme della raccolta differenziata.
Il dirigente provinciale del Corpo Forestale di Enna, Antonino Viavattene, infatti, su richiesta dell' amministrazione comunale, ha autorizzato il potenziamento dei servizi di vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell' ambiente. Il personale del Corpo Forestale intensificherà i controlli soprattutto nelle contrade più popolate attorno al centro urbano, dalla contrada Bauccio e Scarante alla contrada Piano Marino, passando per contrada Piano Cannata. E proprio il comando provinciale del Corpo Forestale fa sapere che già alcuni contravventori, colti sul fatto, sarebbero stati denunciati all' autorità giudiziaria e sanzionati.

31 Agosto 2015
http://enna.gds.it/2015/08/31/rifiuti-a-piazza-i-controlli-affidati-alla-forestale_402894/








31 agosto 2015

L'AZIENDA FORESTALE DI MESSINA HA COMUNICATO CHE DOMANI SARANNO FATTE LE RICHIESTE DI ASSUNZIONI PER I LAVORATORI 78 ISTI. I 101NISTI E 151NISTI RIPRENDERANNO LUNEDÌ 14 SETTEMBRE


Scelto da facebook


Avviamenti dei 78isti a Messina


Ai lavoratori dell'azienda forestale di Messina
Dopo ampia trattativa tenuta nella giornata odierna, l'azienda forestale di Messina ha comunicato che domani saranno fatte le richieste di assunzioni per i lavoratori 78 isti e agli stessi lavoratori, dopo la firma dell'assunzione nei vari collocamenti per un periodo minimo di circa 15 giorni, saranno fatte le visite mediche per ognuno nel proprio cantiere di lavoro o distaccamento. L'inizio dell'attività di lavoro è fissato per lunedì 14 settembre. I lavoratori 151 isti e 101 isti, che sono stati sospesi nei primi giorni di agosto, riprenderanno anch'essi il lavoro lunedì 14 settembre. Rispetto alla trattativa regionale fra il sindacato e il governo regionale per recuperare tutte le somme necessarie per il completamento delle giornate vi informeremo successivamente.
Saluti, Andrea D'agostino








CROCETTA, SFURIATA A IN ONDA: “DITE STRONZATE”. CONTESTA FURIOSAMENTE I DATI CITATI DAI SERVIZI DELLA TRASMISSIONE DI LA7 SUI FORESTALI IN SICILIA


Crocetta, sfuriata a In Onda: “Dite stronzate”. Poi la bagarre con Formigoni e Belpietro


Guarda il video

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/08/29/crocetta-sfuriata-a-in-onda-dite-stronzate-poi-la-bagarre-con-formigoni-e-belpietro/409031/?pl_id=50007&pl_type=category


Il presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta contesta furiosamente i dati citati dai servizi della trasmissione di La7 sui forestali in Sicilia, sui loro costo e sulla sede aperta a Bruxelles in cui sei dipendenti svolgerebbero non meglio precisate mansioni. “Vi siete inventati dei dati falsi”, sbotta il governatore siciliano, e parte il diverbio con uno dei conduttori di In Onda, Tommaso Labate. “Si rivolga alla Corte dei conti”, lo esorta il giornalista. E lui: “La Corte dei conti non le dice ‘ste stronzate”. Poi Crocetta polemizza anche con Roberto Formigoni. La contesa è sui fondi europei non utilizzati dalla regione. “Sono stanco che continuate a dire queste banalità”, attacca il presidente della Sicilia, che rilancia: “E’ chiaro che in Lombardia non c’hanno i forestali, hanno il corpo forestale dello stato, loro. Mentre la Sicilia è una regione autonoma”. E Formigoni: “E’ questo l’errore”. Crocetta non ci sente più: “Un errore? Abbiamo fatto una grande battaglia di liberazione”. A questo punto interviene il direttore di Libero Maurizio Belpietro esasperato dalle continue sfuriate di Crocetta, e sbatte la mano sul tavolo: “Quello che sta dicendo non è vero, punto”

29 Agosto 2015
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/08/29/crocetta-sfuriata-a-in-onda-dite-stronzate-poi-la-bagarre-con-formigoni-e-belpietro/409031/?pl_id=50007&pl_type=category









CROCETTA: «NON POSSO LICENZIARE TUTTI I BRACCIANTI DELLA FORESTALE DA UN GIORNO ALL'ALTRO: PROVOCHEREI UN DISASTRO SOCIALE»



L'Intervista 


Crocetta: «Marziano all'Agricoltura? Lo vedrei bene» 
«Non posso licenziare tutti i braccianti della forestale da un giorno all'altro: provocherei un disastro sociale» 




LILLO MICELI
Non cerca di nascondere dietro il classico dito i problemi di credibilità della Sicilia, il presidente della Regione Rosario Crocetta. Ma fino a quando i pregiudizi arrivano dalla politica nordista, interessata a mantenere il Sud nel sottosviluppo, si può capire anche se inaccettabile. Lo manda in bestia, invece, il fatto che spesso sono politici siciliani a spargere dubbi sul governo regionale, auspicandone il commissariamento, a mettere in discussione l'Autonomia speciale che, invece, non va abolita ma valorizzata «perché è figlia di secoli di storia».
Purtroppo, la Regione per decenni non è stata un modello di buon governo. «È vero, ma c'è chi rifiuta di vedere i cambiamenti di questi ultimi due anni. Sono stanco di subire attacchi immotivati tutte le volte che partecipo a trasmissioni televisive nazionali, ovvero i 28 mila forestali, che in realtà sono molti di meno; i dipendenti della Regione a Bruxelles che secondo alcuni sarebbero un esercito ed, invece, sono 6 che vengono pagati come dipendenti e non più come rappresentanti diplomatici. La Sicilia dai privilegi degli anni ruggenti, è passata ad una discriminazione assoluta, con il mancato riconoscimento di trasferimenti e tagli insopportabili». 
Anche esponenti politici di primo piano del suo partito contribuiscono a dare della Sidlla un'immagine distorta? «È proprio questo che è intollerabile. Abbiamo effettuato tagli agli sprechi più di ogni altra regione d'Italia, ma qualcuno finge di non saperlo. Come se da un giorno all'altro potessimo li- œnziare tutti i braccianti della forestale, senza provocare un disastro sociale. L'economia di interi paesi dell'intemo della Sicilia si basa proprio sulla "chiamata" alla forestale. E chiaro che questo è un modello di sviluppo superato e che occorre trovare nuove soluzioni. L'errore peggiore della classe politica siciliana è quella di dividersi, facendo il gioco del Nord. Nessuno sottolinea che il nostro Pii nel 2014 è cresciuto, anche grazie alla spesa dei fondi europei e che nel 2015, grazie alla lotta all'evasione, abbiamo già incassato 80 milioni di euro in più». Per il presidente Crocetta bisogna investire quanto più possibile nel turismo, valorizzare il «paese albergo» e fare di rendere conveniente l'emersione degli affitti di case di villeggiatura in nero. 
Intanto, però, non è stato ancora nominato il nuovo assessore alle Attività produttive. Si dice sia stato il segretario regionale del Pd, Raciti, a fermarla. «Nessuno ha bloccato nulla, è stato un mio gesto di responsabilità. Non voglio che ogni iniziativa diventi occasione per litigare. Capisco che c'è nei partiti un problema di rappresentanza per arrivare alle elezioni con una certa visibilità, lo chiedo che le forze politiche non pensino solo alla rappresentanza politica, ma anche alla capacità amministrativa. Spero che la maggioranza sia coesa come lo è stata, all'Ars, con l'approvazione delle leggi sui Liberi consorzi di comuni e quella per la gestione pubblica dell'acqua, Dobbiamo approvare subito il disegno di legge sulla semplificazione burocratica e lo "Sblocca Sicilia". Ho avviato gli incontri con i segretari della maggioranza, ci siamo già visti con Raciti, domani (oggi per chi legge, ndr) dovrei v
edere D'Alia». 
Sono parecchie le indiscrezioni secondo cui Bruno Marziano potrebbe essere il nuovo assessore all'Agricoltura. «Marziano è un nome di grande prestigio, un politico ed un amministratore capace, come ha dimostrato negli anni in cui è stato presidente della Provincia di Siracusa. Anche come presidente della commissione Attività produttive ha fatto un egregio lavoro. È un persona molto corretta che stimo. Io non ho alcuna pregiudiziale, ma è una scelta che va fatta tutti insieme. Anche quando con Marziano abbiamo avuto polemiche, si sono sempre mantenute nei binari della correttezza. La questione sarà affrontata nel modo più opportuno, lo vedrei molto bene in quel ruolo». 
«Sicilia discriminata.» E i politici siciliani, divisi fanno il gioco del Nord
31 Agosto 2015








INCIDENTE SULLA PROVINCIALE PER NISCEMI. HA PERSO LA VITA SALVATORE MARINO, 46 ANNI, OPERAIO DELLA FORESTALE CHE IERI SI STAVA RECANDO AL LAVORO ASSIEME AD UN COLLEGA



INCIDENTE SULLA PROVINCIALE PER NISCEMI  

Ha perso la vita Salvatore Marino, 46 anni, operaio della Forestale che ¡eri si stava recando al lavoro assieme ad un collega

Riesi è a lutto, sospese le manifestazioni estive

L'assessore Franco La Cagnina: «Un'altra tragedia si è abbattuta sulla comunità». Il sindaco proclamerà il lutto cittadino

«Un gran lavoratore, un uomo sempre gentile, cordiale e cortese. Un marito e padre sempre premuroso» - così è stato descritto Salvatore Marino dai tanti riesini che lo conoscevano.




Delfina Butera Salvatore Federico 
Riesi è sconvolta e sotto shock perla tragica morte del quarantaseienne Salvatore Marino, l'operaio forestale deceduto per le gravi ferite riportate nell'incidente stradale sulla Sp 12 nelle vicinanze di Niscemi. Una comunità già provata dalla prematura e recente scomparsa, per cause naturali, di altri due quarantenni. L'ennesimo dolore per un altro giovane figlio di Riesi strappato alla vita. L'ennesima vittima di un incidente stradale, in una soleggiata e calda domenica di agosto. Già, una domenica che per la famiglia dell'uomo si è trasformata in un'immane tragedia. Un gran lavoratore, un uomo sempre gentile, cordiale e cortese. Così viene descritto da tanti riesini che lo conoscevano. Un marito ed un padre premuroso, pre sente, esemplare, che amava in modo incondizionato la sua famiglia. La sua prematura scomparsa ha gettato nello sconforto più totale la moglie Laura Virzì e le due giovanissime figlie Nancy e Raissa, che adesso piangono quel marito e padre affettuoso. Un dolore lancinante per la perdita di un uomo mite e buono, molto amato dai suoi familiari e da tanti amici. La famiglia Marino è molto conosciuta e benvoluta a Riesi. In segno di lutto, ieri, l'amministrazione ha deciso di sospendere e rinviare a data da destinarsi le manifestazioni in programma per l'Estate Riesina. Il sindaco Salvatore Chiantia probabilmente proclamerà il lutto cittadino nel giorno dei funerali del quarantaseienne. «Purtroppo un'altra tragedia si è abbattuta su Riesi- dice l'assessore Franco La Cagnina -. La prematura scomparsa del nostro concittadino Salvatore Marino ci addolora immensamente. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze ai suoi cari. Siamo vicini alle famiglie Marino e Virzì in questo drammatico momento di sconforto». La salma dell'operaio oggi sarà restituita ai familiari. Il feretro giungerà a Riesialle 11,30-12, in viale Don Bosco e verrà condotto in corteo sino all'abitazione della famiglia Marino inviale Regione siciliana. In serata alle 19,30 la salma verrà prelevata e accompagnata in corteo nella chiesa San Giovanni Bosco, dove martedì alle ore 16 si svolgeranno i funerali.




31 Agosto 2015




Notizia correlata:













SICILIA, 25MILA FORESTALI CHIEDONO LA STABILIZZAZIONE. VIDEO



http://www.la7.it/lariadestate/video/sicilia-25mila-forestali-chiedono-la-stabilizzazione-31-08-2015-161313


Sono il più grande bacino di  precari creati dalla politica ed ogni anno costano più di 300 milioni di euro.









COMUNICATO DI CORDOGLIO DEL MAB SICILIA



Ricevo e pubblico
dal Mab Sicilia












MADONIE. ARRETRATI CONTRATTUALI 2006-2008 E 2009-2012. AVVISO PER COLORO CHE VORRANNO INTRAPRENDERE LE AZIONI LEGALI CON NOI




Madonie. Arretrati contrattuali 2006-2008 e 2009-2012. Avviso per coloro che vorranno intraprendere le azioni legali con noi


di Michele Mogavero

Abbiamo trovato due bravissime avvocatesse di San Mauro Castelverde, Laura Scialabba e Tania Zito, sono in contatto con la prima. Nelle Madonie ad oggi siamo arrivati a 190 unità, mi dicono però che ancora devono confluire quelli di Caltavuturo e gli autisti di San Mauro, ma ancora non ho ricevuto niente. Vista la grandissima adesione, siamo arrivati ad un accordo del 10% delle somme spettanti senza nessun anticipo, se il numero diminuisce potrebbe aumentare la percentuale per loro (questo lo stò dicendo io, pensare male per trovarsi bene) quindi più siamo e meglio è. 
Abbiamo ottenuto quello che volevamo! 
Incontreremo a breve i legali a Collesano o ad Isnello ed inviteremo i colleghi interessati dei paesi limitrofi. 
Abbiamo contattato altri legali del palermitano, ma per motivi logistici e in qualche caso anche economici, la scelta è caduta sulle professioniste madonite. Gli procurerò tutto quello che può essere utile alla nostra causa, sentenza di Trapani in primis, che ha riconosciuto ad un lavoratore le somme sino al 2012 (altri 60 trapanesi sono in attesa dello stesso ricorso difesi dallo stesso Avvocato).

Riepiloghiamo
1) Dobbiamo verificare se il saldo del 37% del vecchio ccnl 2006-2008 è andato in prescrizione, su questo però abbiamo una speranza che non sia così.

2) Chiedere gli arretrati sino al 2012 ed eventualmente se ci sono le condizioni anche per il 2013 e 2014.


Entro il 10 settembre 2015 occorre:



1) Elenco dei lavoratori (senza firma), indirizzo di residenza, data e luogo di nascita.


2) Copie delle buste paga dal 2006 al 2014, l’ultima di ogni anno.


3) Le tre buste paga degli arretrati contrattuali ed eventuale altro documento che dimostri il pagamento;

4) Copia di documento identità e codice fiscale.

Il tutto in una busta o in un plastichino. Per il distretto 8 consegnare al più presto la documentazione tramite gli Oti responsabili.


Tutte le altre spiegazioni verranno date dalle avvocatesse nell’incontro che organizzeremo.

N.B.
Per accellerare l'iter, nell'immediato ci serve subito l'elenco, anche tramite whatsapp, sms, e-mail, facebook ecc.

A presto...


Le postazioni che stanno aderendo:



Isnello. (34);
Scillato, Cava. (22);
Cefalù. (30);
Castelbuono (9)
Collesano (16);
Petralia Sottana (25)
San Mauro (26)
Sclafani Bagni (28)











30 agosto 2015

SCHIANTO MORTALE AL BIVIO PER NISCEMI DELLA 117, PERDE LA VITA UN OPERAIO FORESTALE. STAVANO PER INIZIARE IL LORO TURNO DI SERVIZIO


Schianto mortale al bivio per Niscemi della 117, perde la vita un operaio forestale





Niscemi. Stavano per iniziare il loro turno di servizio


La Fiat Punto sulla quale viaggiavano, però, si è schiantata contro un muretto a pochissima distanza del bivio che collega Niscemi alla 117 bis Gela-Catania. La vittima è l'operaio forestale quarantottenne Maurizio Marino, originario di Riesi. Alla guida della Fiat Punto c'era anche un collega, rimasto ferito ma fuori pericolo. Sul posto, sono intervenuti i carabinieri e i mezzi del soccorso oltre al 118. Le cause dell'impatto sono in fase di ricostruzione. Non è da escludere una repentina manovra per evitare un cane.



30 Agosto 2015
QDG



Il blog dei lavoratori forestali esprime le più sentite condoglianze alla famiglia di Maurizio Marino ed augura una pronta guarigione al collega rimasto ferito

 




L'incidente stradale nel tragitto casa lavoro o per spostamenti nei cantieri,  è considerato infortunio sul lavoro.








REGIONE, SPESA A RISCHIO STOP: IN BILICO CANTIERI E STIPENDI


Regione, spesa a rischio stop: in bilico cantieri e stipendi


Esaurito il budget del patto di stabilità: "Serve la deroga di un miliardo". Il governatore dà una settimana di tempo ai partiti per chiudere sulla nuova giunta

di CHIARA BILLITTERI e ANTONIO FRASCHILLA



Regione, spesa a rischio stop: in bilico cantieri e stipendiLa Regione sta chiudendo i cordoni della borsa e rischiano di bloccarsi cantieri come quello della strada Palermo- Caltanissetta oppure i progetti delle imprese alle prese con la metanizzazione di mezza Sicilia e con il fotovoltaico. E, ancora, a rischio stop i trasferimenti ai Comuni, che quindi non riuscirebbero a pagare stipendi e fornitori. Il motivo? Questa volta non c’entra la cronica mancanza di liquidità nelle esauste casse regionali. Palazzo d’Orleans bloccherà da qui a breve la spesa dei dipartimenti perché ha già raggiunto il tetto del patto di stabilità concesso da Roma: «Un problema molto serio che va subito affrontato con lo Stato perché potremmo davvero creare danni gravi all’economia dell’Isola», dice senza giri di parole il ragioniere generale Salvatore Sammartano. In bilico ci sono i cantieri delle opere pubbliche, i fondi per l'energia fotovoltaica e solare, e soprattutto i trasferimenti ai Comuni, che non potrebbero pagare stipendi e creditori.

Per evitare il caos occorre subito una deroga dallo Stato per almeno un miliardo di euro. La Regione ha raggiunto il budget di spesa autorizzato con il patto di stabilità 2015 (pari a circa 5,3 miliardi di euro) considerano anche la proiezione annuale per stipendi e pensioni dei regionali che incide per 1,6 miliardi. Adesso si aprirà un ennesimo fronte di scontro con Roma proprio mentre si fa sempre più insistente la voce di un ennesimo rimpasto con l’ingresso di altri deputati in giunta. Crocetta in cambio dell’ok sul nome di Fiumefreddo è pronto ad aprire alla nomina di assessori politici. Da Lupo a Marziano, da Turano a Picciolo, ecco chi è in pole. «Ma si deve chiudere entro la settimana», dice il governatore.
GLI ARTICOLI COMPLETI SUL GIORNALE IN EDICOLA E SU REPUBBLICA+


30 Agosto 2015
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/08/30/news/regione_spesa_a_rischio_stop_in_bilico_cantieri_e_stipendi-121876126/









29 agosto 2015

SICULIANA (AG), IN FIAMME LA RISERVA NATURALE DI TORRE SALSA. GRAZIE ALL’INTERVENTO DELLA SQUADRA ANTINCENDIO E’ STATO SALVATO L’ULIVETO E SONO STATI LIMITATI I DANNI ALLA VEGETAZIONE SPONTANEA DELLA MACCHIA MEDITERRANEA



Siculiana, in fiamme la riserva naturale di Torre Salsa 
 

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Ignoti piromani hanno appiccato il fuoco all’ interno della riserva naturale “Torre Salsa”, a Siculiana, in contrada “Cannicella”, in un’area dove vi è un ampio canneto, nella zona A protetta. Le fiamme hanno minacciato anche un vicino uliveto. Grazie all’intervento della squadra antincendio di Siculiana, coordinata dagli ispettori del Corpo Forestale Distaccamento di Agrigento, tempestivamente allarmati dal personale della torretta di avvistamento posta all’interno della riserva, e’ stato salvato l’uliveto e sono stati limitati i danni alla vegetazione spontanea della macchia mediterranea.

29 Agosto 2015
 Agrigento TV 







LICENZIARE I FORESTALI DEL SUD. LA SFIDA CHE TERRORIZZA RENZI! VERGOGNA, VI DOVETE VERGOGNARE A SCRIVERE E A PENSARE QUESTE TRAGEDIE. IDIOTI!


Licenziare i Forestali del Sud, La sfida che terrorizza Renzi !





I veri interventi sugli sprechi provocano proteste e disordini sociali che il premier non ha nessuna intenzione di affrontare. Per questo non crediamo alle sue promesse 


Maurizio Belpietro
(...) si possono cancellare solo nel caso si riescano a eliminare equivalenti voci di spesa. La precisazione del numero uno del ministero di via XX Settembre pare che abbia irritato il presidente del Consiglio, cui non piace che qualcuno gli faccia il controcanto, ma svela tutta la fragilità del programma economico del governo. Dietro la facciata di ottimismo, le dichiarazioni entusiastiche, in realtà regna una totale mancanza di chiarezza sulla direzione imboccata. Destinata ad accentuarsi quando la Ragioneria generale dello Stato, che dovrebbe essere l’occhiuto controllore dei conti, traslocherà sotto il controllo di Palazzo Chigi, sfuggendo dunque all’area di competenza del ministero dell’Economia. Già c’è molta confusione sui numeri riguardanti il mercato del lavoro, come segnalavamo ieri: presto potrebbe esserci su quelli ancor più vitali del bilancio dello Stato.
Per ora non ci resta da segnalare che la legge di stabilità, documento di bilancio che dovrebbe essere discusso nelle prossime settimane, è ancora in alto mare. Nessuno sa bene cosa contenga né è a conoscenza dei flussi che consentiranno di realizzare le promesse su Imu e Tasi. Dicono che il premier proceda con prudenza e non voglia fare passi azzardati, ma la sensazione è che anche lui ad oggi non abbia le idee chiare: vuole ridurre le tasse, ma sa che il gioco potrà essere fatto solo a somma zero e non aumentando il deficit, dunque l’impresa si fa ardua. Da quel che ci risulta (Libero ne ha dato conto ieri) dal fronte della spending review, affidata a Yoram Gutgeld e a Roberto Perotti, non dovrebbero arrivare grandi aiuti. Nonostante i due, l’uno proveniente dal mondo della consulenza e l’altro da quello universitario, siano al lavoro da mesi, difficile che possano presentarsi con tagli rilevanti. Ridurre la spesa è possibile, ma il problema, più che economico, è di ordine pubblico. Dire ai lavoratori socialmente utili della Calabria o ai forestali della Sicilia che non ci sono più soldi per i lavori finti inventati dalla politica significa affrontare proteste e disordini, che in alcune realtà del Sud potrebbero essere anche gravi. Ha voglia Renzi di mettere mano al verminaio delle migliaia di posti che la lottizzazione e il clientelismo hanno creato in alcune Fegioni? La sensazione è che il presidente del Consiglio non ci pensi neppure. Dunque si torna al punto di partenza, ovvero a dove trovare i soldi per ridurre le tasse. Qualcuno spinge per ridurle ai proprietari di casa aumentandole a qualcun altro, per esempio reintroducendo la tassa di successione e lasciando che i Comuni recuperino il gettito perduto inasprendo il prelievo sulle seconde case. Se il governo decidesse di prendere questa strada saremmo alle solite: un taglio di tasse compensato da nuove tasse, nel più puro stile di chi fa il gioco delle tre tavolette. Se così sarà, avrà ragione quel 59 per cento di italiani che, secondo un sondaggio realizzato per la trasmissione di Rai3 Agorà, non credono alle promesse fiscali di Renzi e pensano che la riduzione delle tasse alla fine ridurrà qualcos’altro. Una partita di giro insomma. Anzi, di presa in giro.



29 Agosto 2015. Fonte: http://www.pressreader.com/italy/libero/20150829/281569469485320/TextView



Nota
Tentati dai giornali dell'ex Cavaliere? 
Eppure c'è chi gode nel vedere migliaia di lavoratori onesti in mezzo la strada. 
Vergogna, Vi dovete vergognare a scrivere e a pensare queste tragedie. Idioti!
I lavoratori devono essere tutelati, i veri fannulloni stanno altrove







ESTATE BOLLENTE: È COLPA DELL’UOMO. COSÌ IN SICILIA BRUCIANO 688 ETTARI



Estate bollente: è colpa dell’uomo. Così in Sicilia bruciano 688 ettari


di Serena Giovanna Grasso


http://www.qds.it/img_home/20332.jpg

Secondo i dati del Corpo forestale dello Stato il 61% degli incendi si concentra nel Mezzogiorno. Basterebbe rispettare le norme ed evitare di accendere fuochi a luglio e agosto

PALERMO – Estate, siccità, temperature elevate, opera dell’uomo: questo è il mix letale che distrugge le distese boschive italiane. Secondo i dati del Corpo forestale dello Stato aggiornati al 10 agosto, sono stati 15.828 gli ettari di superfici a livello nazionale interessati dalle fiamme (di cui 8.964 ettari boscati e 6.864 ettari di superficie non boscata), ovvero il 61% in più rispetto allo stesso periodo del 2014.
 
In particolar modo, le maggiori criticità sono state rilevate nel Mezzogiorno: infatti, il 61% della superficie totale di questi eventi si è concentrato nelle regioni insulari e meridionali (Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna), il 23% nel Centro (Molise, Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria, Toscana, Emilia Romagna; particolarmente colpito il Lazio che da solo raggiunge il 16%) e il 16% nel Settentrione (Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Friuli, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige).
 
Con maggior riferimento agli ettari delle superfici coinvolte, in Sicilia se ne contano ben 688, sebbene per il Mezzogiorno numeri più elevati si rilevano in Campania (1.676), Calabria (1.047), Puglia (806), Basilicata (796) e nel Lazio per il Centro (2.043). Dal punto di vista numerico, è la Calabria la regione maggiormente colpita con 647 incendi nel periodo 1 gennaio - 10 agosto 2015. Seguono la Campania (479), il Lazio (370), la Puglia (361) e la Sicilia (287).

Oltre il 98% degli incendi boschivi sono originati dall’uomo per cause colpose e dolose. Almeno il 50% trova la propria causa in fuochi incontrollati scaturiti da operazioni di abbruciamento di residui vegetali posti in essere con superficialità, imprudenza e irresponsabilità in violazione di norme specifiche. Occorrerebbe rispettare le normative che vietano in modo tassativo l’accensione di fuochi e l’impiego di qualunque strumento che generi fiamme o che possa produrre scintille vicino ai boschi nei mesi di luglio ed agosto.

Occorre specificare che nei suddetti mesi è possibile accendere fuochi solo nei bracieri e barbecue  di pertinenza delle abitazioni ed in quelli allestiti nelle aree attrezzate autorizzate, rispettando le norme di precauzione che consistono nel controllare il fuoco fino al completo spegnimento delle braci, nel ripulire la zona intorno al fuoco per evitare che esso si propaghi, nel non accendere mai il fuoco quando ci sia vento, nell’evitare nel braciere fiamme troppo alte.

Infine, concludiamo rilevando un’intensa attività di difesa messa in atto dal Corpo forestale dello Stato che quotidianamente schiera oltre ai 3 elicotteri Erikson S64F in forza al Coau e dislocati in Campania e Sicilia, anche 12 mezzi aerei, distribuiti in forza di apposite convenzioni in Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Molise, Basilicata e Sicilia; con l’impiego complessivo a livello nazionale di 1.391 unità di personale. Nel periodo gennaio-giugno 2015 su tutto il territorio nazionale sono stati effettuati complessivamente 313.301 controlli, le persone controllate sono state 86.450 mentre i veicoli controllati 17.702. Nello stesso periodo sono stati complessivamente accertati 5.931 reati, 4.628 persone sono state denunciate (+ 12,5%) e 53 sono state arrestate.

Gli illeciti amministrativi accertati sono stati 13.449 per un importo complessivo notificato pari a circa 10,95 milioni di euro. Assolutamente rivoluzionaria è l’adozione della piattaforma digitale per la simulazione degli incendi boschivi: si tratta di uno strumento realizzato con fondi europei che consente di individuare il punto di insorgenza dell’incendio boschivo, partendo dalla perimetrazione percorsa dal fuoco e di intervenire in maniera tempestiva proprio dal punto di origine.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
29 Agosto 2015
http://www.qds.it/20332-estate-bollente-e-colpa-dell-uomo-cosi-in-sicilia-bruciano-688-ettari.htm

 
 
 
 
 
 
 
 

PARCO DELLE MADONIE. LA REPLICA DEL PRESIDENTE PIZZUTO ALL'ON. PALMIERI


Parco delle Madonie.
La replica del Presidente Pizzuto all'On. Palmieri



Il presidente Angelo Pizzuto
venerdì 28 agosto 2015
Lettera

Con riferimento alla interrogazione dell'On. Valentina Palmieri del M5S relativa alla problematica dei cinghiali sulle Madonie, il presidente dell'ente Parco Angelo Pizzuto precisa quanto segue:
"IL Piano di gestione della fauna selvatica sulle Madonie, che comprendeva sia la cattura attraverso gabbie e chiusini ma anche l'abbattimento selettivo supervisionato dei suidi è stato presentato all'assessorato alle risorse agricole nel 2010. Da quel piano, decretato nel 2011, fu stralciato l'abbattimento e approvata la semplice cattura. Per attuare il piano, occorreva un finanziamento regionale, come prevede la L.R 12/2008, richiesto ripetutamente dall'ente parco all'assessorato, finanziamento ad oggi mai concesso. Nella seduta della commissione Ambiente ho ribadito che l'ente parco ha negli anni operato il controllo della fauna selvatica SOLTANTO con i mezzi propri a sua disposizione, attraverso un limitato numero di gabbie e chiusini acquistati con fondi del parco che sono assolutamente insufficienti ad arginare i suidi ibridi inselvatichiti, in considerazione anche dell'enorme numero di capi nel frattempo raggiunto.
Ribadisco inoltre che, a seguito di ricerche e studi sulla materia, la SELEZIONE ( e non caccia) è l'unico sistema sensato per contenere il proliferare del numero dei suidi che ormai ha raggiunto nell'area parco migliaia di unità, che mettono a repentaglio la pubblica incolumità dei residenti, le colture ed i feudi privati e soprattutto produce danni incalcolabili ad un ecosistema come quello delle Madonie che l'ente parco tenta da anni di proteggere.
Nessuno all'ente parco, ne tantomeno io, abbiamo mai parlato di "braccata". Al contrario, nel piano presentato dall'ente parco è prevista la "girata", una tecnica considerata molto meno invasiva, tant'è che la stessa ISPRA aveva reso parere favorevole oltre "all'aspetto da appostamento", altra tecnica poco invasiva per l'ambiente. L'abbattimento selettivo, per chi non lo sapesse, è uno strumento largamente utilizzato nei parchi italiani ed europei per gestire la fauna selvatica e proteggere il territorio unitamente alle catture tramite gabbie e chiusini che, se finanziate, saranno implementate e seguite parallelamente all'abbattimento. La tecnica consiste nell'individuare L'ESEMPLARE NOCIVO, in questo caso il cinghiale ibrido inselvatichito, per abbatterlo attraverso i mezzi previsti dalla legge per ridurne il numero ad una quantità che sia possibile tenere sotto controllo.
Siamo certamente d'accordo con il fatto che l'abbattimento selettivo non costituisce attività venatoria, ma soltanto una attività di difesa del territorio, e non sarà previsto "sine die" ma soltanto per il tempo necessario ad arginare il fenomeno ed a ristabilire il giusto equilibrio tra l'uomo e la fauna che lo circonda".

28 Agosto 2015
http://www.cefalunews.net/2014/?id=46494



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