TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PER NON FARSI PRENDERE IN GIRO. QUESTA E' LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA.





































Papa Francesco:
“Non c'è dignità senza lavoro”









13 Giugno 2012 Facebook. Riscontro del
Presidente Rosario Crocetta

















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101NISTI ANTINCENDIO ISNELLO. AZIONE LEGALE PER FARSI RICONOSCERE L'APPARTENENZA AL CONTINGENTE SUPERIORE












18 dicembre 2014

LOTTA AGLI INCENDI IN SICILIA. LEGAMBIENTE: BENE L’UTILIZZO DEGLI ELICOTTERI PUBBLICI DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO. ORA CHIAREZZA E CERTEZZE SULL’UTILIZZO DEGLI OPERAI E SEPARAZIONE DEI SERVIZI ANTINCENDIO E MANUTENZIONE DEI BOSCHI ABOLENDO IL FAMIGERATO ARTICOLO 12 DELLA FINANZIARIA 2014



Ricevo e volentieri pubblico
da Angelo Dimarca
Responsabile Conservazione Natura di Legambiente Sicilia




Lotta agli incendi in Sicilia

Legambiente: bene l’utilizzo degli elicotteri pubblici del Corpo Forestale dello Stato.

Ora chiarezza e certezze sull’utilizzo degli operai e separazione dei servizi antincendio e manutenzione dei boschi abolendo il famigerato articolo 12 della finanziaria 2014




Legambiente esprime forte apprezzamento per la decisione della Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente Maurizio Croce, di avvalersi nel 2015 degli elicotteri del Corpo Forestale dello Stato per il servizio di spegnimento degli incendi.
“Ora va fatta subito chiarezza sull’utilizzo delle squadre antincendio degli operai – dichiara Angelo Dimarca, Responsabile Regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – dando certezze sull’organizzazione complessiva del servizio antincendio e smentendo ricorrenti voci sullo smantellamento dell’attuale contingente di operai stagionali che invece necessità di una seria riorganizzazione. Non esiste al mondo antincendio fatto solo con mezzi aerei e gli uomini a terra, dai torrettisti per l’avvistamento alle squadre di pronto intervento, sono l’asse portante di ogni attività antincendio efficiente”.
Legambiente ricorda che quello degli elicotteri è stato un vero scandalo, perché l’articolo 25 della legge regionale 16 del 1996 prevedeva l’acquisto dei mezzi da parte della Regione ed il loro utilizzo con personale di ruolo del Corpo Forestale, mentre il noleggio doveva essere una misura temporanea. E’ invece si è andati avanti con affidamenti privati che sono incappati pure nelle indagini della Magistratura.
Ma per Legambiente il primo atto che deve compiere urgentemente la Regione, anche nel rispetto degli impegni più volte dichiarati nei mesi scorsi, è l’immediata separazione del servizio antincendio da quello di manutenzione dei boschi, abolendo il famigerato articolo 12 delle legge finanziaria 2014.
“Nei mesi scorsi abbiamo presentato ricorso contro tale assurda norma - continua Angelo Dimarca   – in quanto si sono violati elementari principi di buona amministrazione e di ragionevolezza, e tutto questo in piena stagione antincendio. Abbiamo assistito ad un concentrato di bizantinismi e passaggi burocratici che nel 2014 hanno fatto saltare il servizio antincendio, causando danni incalcolabili e creando il presupposto per il fallimento  di tutta l’Amministrazione Forestale”.
Per Legambiente, paradossalmente grazie alla grave situazione finanziaria della Regione, ci sono tutte le condizioni per risanare la Forestale, riorganizzare con rigore tecnico le attività e l’utilizzo del personale, ridurre i costi eliminando i tanti sprechi e non cancellando i presidi sul territorio, mettere fine a questa folle industria della distruzione, in cui molti ci guadagnano ma in cui ci perdono sempre e comunque l’ambiente, la collettività e le casse pubbliche.






Grandissimo Angelo Dimarca!

Nell'estate scorsa, il Governo aveva promesso che entro settembre il famigerato articolo 12 delle legge finanziaria 2014, veniva definitivamente cassato










LA PROLOCO DI ISNELLO SI CONGRATULA CON L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE E CON GLI AIB PER I LAVORI SVOLTI NEL TERRITORIO ISNELLESE



La Proloco di Isnello si congratula con l'Amministrazione Comunale e con gli Aib per i lavori svolti nel territorio Isnellese





Nel 1972 fotografai il "ponti da utti" in contrada Roccazzo, poi nel 2013 ho rifotografato trovandolo quasi ostruito, nel 2014 è stato ripulito prevenedno così pericolo di allagmneti e smottamenti vari. Vorrei ringraziare la squadra di operai forestali i quali, nel corso dei lavori svolti per conto del Comune di Isnello, hanno ripulito il cumulo di rovi e tronchi d'alberi che stavano ostruendo l'imboccatura del ponte. Diverse squadre di operai forestali sono stati utilizzati per svolgere lavori veramente utili al territorio e sarebbe auspicabile ed augurabile che tali lavori potessero continuare con gratificazione, prima di tutto, degli stessi lavoratori che si rendono utili alla comunità, poi gratificazione dei cittadini per la cura del territorio che tali lavori producono ed infine gratificazione della stessa azienda forestale per le attività che riesce a programmare ed attuare. La prima foto risale al 1972 quando la luce del cunicolo era completamente pulita perchè ogni anno si facevano le pulizie e se ne aveva cura. La seconda foto è quella del 2013 in cui non si intravede più l'imboccatura quasi totalmente ostruita. Le foto succesive, sono quelle dell'11 dicembre scorso dopo l'ottimo intervento del Comune che si è avvalso della gloriosa squadra forestale, con l'autorizzazione della medesima azienda, che ha ripulito quasi completamente l'alveo del torrentello Roccazzo... 
Bravissimi tutti e GRAZIE!!!!
Pino Carollo
Presidente della Proloco



Anno 1972
 Anno 2013

11 Dicembre 2014

 11 Dicembre 2014

 11 Dicembre 2014
Da sx Aldo Norato, Giovanni Grisanti, Rosario Cascio, Gaspare Versiglione, Giuseppe Di Gesaro e Mario Grisanti. Non si vede nella foto Francesco Gerardi, componente della stessa squadra.



Grande Prof!









CONFISCATI BENI PER 22 MILIONI A UN IMPREDITORE DI REGALBUTO, GIUSEPPE SANDRO MONACO. LE INDAGINI DELLA MAGISTRATURA A RISCONTRO DELLE DICHIARAZIONI DI SIINO, AVREBBERO ACCERTATO CHE MONACO SI ERA AGGIUDICATO, CON LICITAZIONE PRIVATA, GLI APPALTI DELLA FORESTALE PER DIVERSI MILIARDI DI VECCHIE LIRE



Confiscati beni per 22 milioni
a un impreditore di Regalbuto Giuseppe Sandro Monaco


Si dice vittima della mafia ma i pentiti lo accusano



Regalbuto. Confiscati beni per un valore complessivo di 22 milioni di euro, all'imprenditore Giuseppe Sandro Monaco, 59 anni, coinvolto 4 anni fa nell'inchiesta "Iblis" della Dia di Catania, che portò ad una cinquantina di arresti e fece scalpore per il coinvolgimento dell'allora presidente della Regione Raffaele Lombardo. Monaco in primo grado è stato condannato a 12 anni di reclusione. La sentenza emessa lo scorso maggio, ha accolto le tesi della procura antimafia etnea, secondo la quale l'imprenditore di Regalbuto avrebbe avuto stretti rapporti con la famiglia mafiosa etnea "Santapaola Ercolano".
Il provvedimento di confisca è stato eseguito dai carabinieri del Ros di Catania che hanno svolto le indagini che portarono all'operazione Iblis.
I sigilli sono stati apposti dai militari a 26 immobili, 9 imprese e 6 disponibilità finanziarie, tutti beni che entreranno a far parte dei beni dello Stato. Secondo le accuse che nel novembre del 2010 portarono all'arresto di Monaco, l'attività di impresa dell'uomo sarebbe stata a disposizione delle cosche grazie ai rapporti che lo legavano a Vincenzo Aiello, che lo definiva "un amico corretto", insieme al quale avrebbe dovuto partecipare ai lavori del Parco tematico di Regalbuto.
Monaco ha sempre sostenuto di essere stato vittima del racket ed ha ammesso di avere pagato la tangente alla mafia, spiegando di non avere denunciato per il timore di gravi ritorsioni che spesso vengono messe in atto contro le imprese che non si sottomettono al racket. A carico del noto imprenditore ci sono intercettazioni nelle quali viene definito "uno che paga regolarmente", ma anche le dichiarazioni dei pentiti. Di Monaco ha parlato anche Angelo Siino, noto come il "ministro dei lavori pubblici di Cosa Nostra", riferendo che negli anni '90 l'imprenditore regalbutese avrebbe partecipato al "tavolo tecnico" nel quale si decise la spartizione dei lavori pubblici in Sicilia. Cosa Nostra avrebbe "interceduto" in favore degli imprenditori amici nell'Ennese, segnalati dal boss di Caltanissetta Giuseppe Piddu Madonia, per l'appalto di forestazione nel territorio di Enna. Le indagini della magistratura a riscontro delle dichiarazioni di Siino, avrebbero accertato che Monaco si era aggiudicato, con licitazione privata, gli appalti della forestale per diversi miliardi di vecchie lire. A spiegare, invece il significato di una sigla vicina al nome di Monaco su un "pizzino" sequestrato nel corso di una delle tante operazioni antimafia, è stato il pentito Salvatore Chiavetta, secondo il quale la sigla indicava che Monaco era vicino alla cosca capeggiata da Francesco La Rocca di Caltagirone, alla quale pagava il pizzo, ma con uno sconto, proprio perché l'imprenditore era "amico". Per Chiavetta "10 - 5" indica che su una tangente da 10 milioni di vecchie lire a Monaco era permesso pagarne solo 5.
A carico del noto imprenditore, il cui arresto suscitò nell'Ennese grande scalpore, i legami con Aiello che lo definisce come uno "che gli sta alle spalle", frase che per gli inquirenti significa che il capomafia lo considerava di fiducia. Rapporti che sarebbero proseguiti per "oltre 30 anni", come dice Aiello in una intercettazione finita nelle mani dei magistrati antimafia, per i quali la frase indica come i legami con Cosa nostra sarebbero proseguiti, da quel lontano appalto per la forestazione, fino al tentativo di entrare nel grande progetto del Parco tematico, mai realizzato.
Giulia Martorana



17 Dicembre 2014



Nota
Abbiamo da sempre condiviso in pieno le denunce di illeciti e corruzione. Per avere sviluppo bisogna da subito eliminare il malaffare.
Presidente, su questo saremo tutti al suo fianco!







PROBABILMENTE, ASSISTEREMO AL VALZER DEI TAGLI ANNUNCIATI: AGLI OPERAI DELLA FORESTALE (PREPENSIONAMENTI A CARICO DELL'INPS, CHE SPRIZZERÀ DI FELICITÀ... E BLOCCO DELLE PROGRESSIONI)


Oggi Baccei in Commissione Bilancio e Finanze all'Ars
Si lavora di fantasia per inventare i soldi che non ci sono

di Giulio Ambrosetti


Politica – Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, vorrebbe una sceneggiata sulla manovra economica 2015, annunciando un disegno di legge Salva Sicilia. Ma chi gli sta vicino lo sconsiglia, perché dopo tutto quello che ha combinato con i suoi Governi potrebbe risultare un autogol. I probabili magheggi contabili sull'esercizio provvisorio





Oggi l'assessore-commissario all'Economia, Alessandro Baccei, dovrebbe presentarsi in Commissione Bilancio e Finanze dell'Ars per illustrare, almeno per grandi linee, le intenzioni del Governo sulla manovra economica 2015. Come abbiamo scritto ieri, il Governo regionale, gli piaccia o no, dovrà presentare in tempi ormai strettissimi il Bozzone e il disegno di legge sull'esercizio provvisorio.
Le due cose sono legate, perché se l'esecutivo non presenta il Bozzone - cioè il disegno di legge su Bilancio e Finanziaria 2015 - non può presentare il disegno di legge sull'esercizio provvisorio.
Stando a indiscrezioni, il presidente Rosario Crocetta vorrebbe organizzare una mezza sceneggiata: ovvero un disegno di legge che dovrebbe chiamarsi Salva Sicilia. Sembra che non tutti i suoi collaboratori e i leader dei partiti a lui vicini siano d'accordo. I dubbi riguarderebbero sia gli aspetti mediatici, sia gli aspetti politici.
Mediaticamente potrebbe essere un autogol. In questo momento mezza Sicilia è allo stremo. Migliaia di lavoratori più o meno riconducibili ai conti della Regione sono rimasti senza stipendio persino a Natale. Nell'immaginario collettivo il Governo Crocetta viene considerato una sorta di jattura, tra povertà dilagante, disoccupazione che cresce, Muos di Niscemi, le trivelle in mare e in terra e, nelle ultime ore, i circa 500-600 milioni di euro dei fondi Pac destinati alla Sicilia definitivamente inghiottiti dal Governo Renzi per essere distribuiti alle Regioni del Centro Nord Italia.
Il timore, insomma, è che un disegno di legge Salva Sicilia scateni l'ilarità e l'ironia delle tante categorie sociali ed economiche della Sicilia andate a fondo negli ultimi due anni. Della serie: il Governo Crocetta vorrebbe un disegno di legge per salvare la Sicilia dal Governo Crocetta...
A questi si sommerebbero gli aspetti politici: alla fine si tratterebbe di una legge omnibus che rischierebbe di essere fatta a pezzi dalla presidenza dell'Ars che, regolamento alla mano, sarebbe costretta a stralciare tutte le parti non legate agli aspetti tecnico-finanziari.
Gli uffici dell'Ars - che di fatto hanno affossato l'avventuroso disegno di legge sul mutuo da 2 miliardi di euro e oltre, rinviato a data da destinarsi - avrebbero consigliato al Governo di rispettare le regole parlamentari, inviando in Commissione Bilancio e Finanze (previo passaggio dalle Commissioni di merito, ognuna per la parte che riguarda i propri settori) il Bozzone. Poi, se c'è la necessità di riforme di accompagnamento, si dovrebbe procedere con disegni di leggi appositi: l'ennesima riforma della Pubblica amministrazione alla prima Commissione (Affari istituzionali), l'ennesima riforma della forestazione (e sarebbe la seconda in un anno!) alla quarta Commissione (Ambiente), il precariato un quinta Commissione (Lavoro) e via continuando.
Resta un mistero anche il disegno di legge sull'esercizio provvisorio. Per ora si sa soltanto che, grazie ai soliti magheggi contabili (sanità insegna, si dice in queste ore...), il buco di competenza, dai 3 miliardi di euro previsti, sarebbe diventato di 2 miliardi di euro. Uno sconto natalizio che lascia, comunque, margini strettissimi per operare. Vero è che si parla ancora di competenza (ancora per poco, perché nel 2016 la sceneggiata dei bilanci di competenza con le entrate rigorosamente false finirà e si dovrà passare al solo bilancio di cassa), ma recuperare 2 miliardi anche con le previsioni di competenza non sarà facile.
Con molta probabilità, sarà l'occasione per misurare la fantasia ragionieristica e finanziaria dell'assessore Baccei e del nuovo Ragioniere generale della Regione, Salvatore Sammartano. Probabilmente, assisteremo al valzer dei tagli annunciati: tagli alla dirigenza regionale, che è ormai uno degli agnelli sacrificali del Governo Crocetta; altri tagli agli operai della Forestale (prepensionamenti a carico dell'Inps, che sprizzerà di felicità... e blocco delle progressioni); tagli ai precari degli enti locali. Quest'ultima è, forse, la parte più tragicomica della manovra di competenza che il Governo si accinge a ipotizzare. 
Il fondo regionale per i circa 24 mila precari degli enti locali ammonta a 270 milioni di euro. Quest'anno la Regione ha erogato, sì e no, 80 milioni circa. Di fatto, gli stipendi a questi lavoratori sono stati assicurati in buona parte dai Comuni siciliani con onerose scoperture di tesoreria. In queste condizioni che c'è ancora da tagliare?
Ribadiamo: vero è che parliamo di Bilancio di competenza, quindi di cifre teoriche. Ma con che faccia si può andare a dire: «Tagliamo, ad esempio, 100 milioni di euro dal fondo per il precariato dei Comuni», quando su 270 milioni di euro ne sono stati erogati appena 80? E da dove dovrebbero essere tagliati 'sti 100 milioni di euro? Dai 190 milioni che la Regione non ha erogato? O dagli 80 che, bene o male, sono arrivati ai Comuni?
Detto ciò, con un esercizio di buona volontà, per risultare un po' credibili, Baccei e Sammartano potrebbero arrivare a 500-600 milioni di euro. E il restante miliardo e mezzo di euro a chi lo tolgono, anche teoricamente?

In tutto questo - ma questa volta sulla cassa e non sulla competenza - incombe il solito Governo Renzi che, dopo aver preso, dal Bilancio regionale 2014, circa un miliardo e 350 milioni di euro (mettendoci dentro anche la sceneggiata degli 80 euro costata alla Regione circa 200 milioni di euro), più i 500-600 milioni strappati dai fondi Pac destinati ai Comuni dell'Isola, si accingerebbe a prelevare, con il solito accantonamento, un miliardo-un miliardo e 200 milioni di euro dal Bilancio regionale 2015.

Renzi e Crocetta insieme riusciranno a lasciare ai siciliani almeno gli occhi per piangere?  


17 Dicembre 2014
http://meridionews.it/articolo/30309/domani-baccei-in-commissione-bilancio-e-finanze-allars-si-lavora-di-fantasia-per-inventare-i-soldi-che-non-ci-sono/






STANGATA CON IL TENTATIVO SI SPOSTARE BUONA PARTE DEL PESO DEL SETTORE FORESTAZIONE SUI FONDI COMUNITARI, COSÌ COME ERA AVVENUTO DURANTE IL GOVERNO LOMBARDO, PER IL SETTORE DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE


I CONTI
 

Sarà il bilancio della disperazione
Scure su Comuni, partecipate e regionali

 

di Accursio Sabella

Vertice tra governo regionale e capigruppo di maggioranza. "Non c'è più un euro" commenta qualche big. Così, la manovra finanziaria obbligherà a scelte drammatiche. Ecco alcuni degli interventi annunciati durante l'incontro di oggi.



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PALERMO - Alcuni dei capigruppo presenti ammettono che la logora definizione di “bilancio lacrime e sangue” non renderà appieno l'idea della manovra finanziaria alla quale sarà costretto il governo regionale. Una manovra necessaria a colmare un buco che, per ammissione dello stesso presidente Crocetta, oggi sfiora i due miliardi e mezzo. Così, oggi a Palazzo d'Orleans si sono presentati i capigruppo dei partiti di maggioranza. In questa sede, il presidente della Regione si è limitato a tracciare le linee-guida di una Finanziaria difficilissima. Che potrà diventare reale solo se, nel frattempo, maturerà un'intesa col governo nazionale. “Abbiamo avuto la chiara impressione – racconta uno dei big presenti – che sono finiti non solo i tempi delle vacche grasse, ma persino quelli delle vacche magre”. Bisognerà tagliare, insomma. Tagliare, tagliare. Ma dove?

Partecipate


Un punto di partenza tracciato oggi durante il vertice rigurderà le società partecipate. L'assessore Baccei avrebbe in particolare sottolineato la necessità di condurre finalmente alla liquidazione quelle in perdita da almeno tre anni. Ma ecco i problemi e i distinguo: Riscossione Sicilia è una di queste. Ma è anche il 'gabelliere' della Regione, che svolge, evidentemente, una funzione strategica. Tra le società nel mirino anche Sviluppo Italia Sicilia. In questo caso, in maggioranza si è parlato di “riqualificazione” della società. Che consenta di salvare il management che potrebbe transitare, ad esempio, in Irfis. Questa almeno è una delle idee. Obiettivo prioritario, ovviamente, quello di tutelare i livelli occupazionali: e così ecco all'orizzonte anche il bacino unico dei lavoratori delle partecipate. E del resto, proprio sulle partecipate, a più riprese, la Corte dei conti ha bacchettato i governi regionali. Compreso quello di Crocetta, “colpevole”, nonostante gli annunci, di non aver compiuto alcun effettivo passo avanti nella riduzione di queste aziende (a volte) mangiasoldi. “Dovremo tenere conto – ha ammonito del resto l'assessore Baccei alcuni giorni fa – dei rilievi sollevati dalla magistrarura contabile in questi anni”.

Comuni e precari

Come era ampiamente prevedibile, i tagli del governo nazionale alle Regioni rischiano di ricadere a pioggia sui Comuni. E così potrebbe accadere in Sicilia. Dai primi conteggi pare che enti locali, ma anche Forestali possano essere coperti solo per la durata dell'esercizio provvisorio. “Non c'è un euro”, commentano sconsolati i deputati di maggioranza. Non c'è un euro. Così, almeno fino ad aprile si “reggerà”. Dopo quella data c'è invece una incognita enorme prodotta da diversi fattori: come saranno utilizzati i Fondi europei? E quanto si potrà risparmiare davvero? E ancora, Roma concederà una boccata d'ossigeno alla Sicilia? Intanto il governo lavora a una sorta di “maquillage”: quello che porterà a unificare il Fondo delle autonomie locali e quello per il precariato, in un fondo unico. La cui “portata”, ovviamente, sarà di gran lunga inferiore alla somma dei primi due. Anche i Comuni, insomma, saranno costretti a valutare caso per caso persino la “indispensabilità” dei propri precari. Già in bilico da anni.

Pubblico impiego


E poi, ovviamente, ecco la “stangata” pronta per i dipendenti pubblici. Via ai prepensionamenti che si baseranno sulle norme pre-Fornero (previsti risparmi di 40 milioni in tre anni), il dimezzamento delle posizioni dirigenziali (un'altra decina di milioni di risparmio), l'abolizione della clausola di salvaguardia per i dirigenti e il tentativo si spostare buona parte del peso del settore forestazione sui Fondi comunitari, così come era avvenuto durante il governo Lombardo, per il settore della Formazione professionale. E ancora, proroga del blocco delle assunzioni; riduzione degli uffici e mobilità entro 50 km per tutti; trasformazione di tutti i permessi giornalieri in permessi orari; riduzione del Famp e dell'accessorio per la dirigenza, cancellazione del sistema misto nel calcolo delle pensioni. “Vorremmo sapere da Crocetta – dichiarano i segretari generali del Cobas-Codir, Marcello Minio e Dario Matranga, e del Sadirs Fulvio Pantano – se questi sono i tagli con i quali intende risollevare l’economia siciliana. Come mai non tocca tutti i poteri forti e, ad esempio, le nomine clientelari delle varie Aziende sanitarie?”. E anche i confederali vanno all'attacco: “Crocetta non creda di poter tirare dritto su questi temi – dichiarano i segretari generali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil – senza aver dialogato con le parti sociali”. Il clima è già da “barricate”, insomma.

Ma anche questi interventi potrebbero non bastare. I prossimi quattro mesi, quelli durante il quale la Regione andrà avanti in “dodicesimi” saranno decisivi. Durante quei mesi, infatti, il governo regionale dovrà provare anche a battere i pugni sui tavoli romani. Senza un'apertura dell'esecutivo di Renzi, infatti, da aprile sarà quasi impossibile garantire i finanziamenti in bilancio. E sul tavolo, le “pratiche” sono sempre quelle: riconoscimento dell'articolo 36 e 37 dello Statuto, e soprattutto la riduzione della compartecipazione alla spesa sanitaria dall'attuale 49% al 42%. Intanto, entro l'anno l'Ars dovrà approvare l'esercizio provvisorio e anche dare via libera al discusso mutuo da due miliardi. Servirà almeno a garantire un po' di liquidità. Già, oggi a Palazzo d'Orleans è apparso chiaro a tutti: non c'è più un euro. Quello che verrà sarà il bilancio della speranza. O della disperazione.


17 Dicembre 2014
http://livesicilia.it/2014/12/17/sara-il-bilancio-della-disperazione-stangata-su-comuni-partecipate-e-regionali_578404/







GALLERIA FOTOGRAFICA DELLA MANIFESTAZIONE DEL MAB (2)



Ricevo e pubblico 
dal Mab









Palermo 16 dicembre 2014

Galleria fotografica (2)


 
 

 

 

 

 

 

 

 

 





N.B.
Le altre foto seguiranno in settimana...






GALLERIA FOTOGRAFICA DELLA MANIFESTAZIONE DEL MAB



Ricevo e pubblico 
dal Mab








Palermo 16 dicembre 2014

Galleria fotografica



















17 dicembre 2014

COMUNICATO STAMPA DEL MAB SULLA MANIFESTAZIONE DI IERI



Ricevo e pubblico
da Piero Margiotta













SEQUESTRO DEI BENI ALLA “FAMIGLIA” MESSINA DENARO L'ASSESSORE DELL’AGRICOLTURA NINO CALECA: “HO DATO DISPOSIZIONE AGLI UFFICI DELL’ASSESSORATO DI VERIFICARE SE VI SONO POSIZIONI RIFERIBILI AI SOGGETTI GIURIDICI INCRIMINATI”



Ricevo e volentieri pubblico
dalla Dott.ssa Maria Giambruno
Relazioni esterne e Comunicazione
Assessore Regionale Agricoltura














LE EGADI CHIEDONO ALLA REGIONE UN DISTRETTO FORESTALE CHE COMPRENDA SOLO IL TERRITORIO DELL’ARCIPELAGO

 

Le Egadi chiedono alla Regione un Distretto Forestale che comprenda solo il territorio dell’Arcipelago









Deliberato ieri dalla Giunta Comunale delle Egadi un importante atto con il quale viene chiesto alla Regione Siciliana, Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale – l’istituzione di un Distretto Forestale che comprenda solo il territorio dell’Arcipelago delle Egadi.
A proporre l’atto è stato il sindaco, Giuseppe Pagoto, convinto dell’importanza del lavoro dei forestali e della particolare ricaduta turistica su tutto il territorio egadino, fiore all’occhiello della Sicilia Occidentale che riesce a tutt’oggi, nonostante la crisi che attanaglia il Paese, a essere meta prediletta di turisti che scelgono una vacanza all’insegna della natura, delle tradizioni, della cultura, e del mondo sommerso.
Com’è noto nelle Egadi persiste la più grande Area Marina Protetta d’Europa, Istituita nel 1991 e gestita, dal 2001, per conto del Ministero dell’Ambiente dal Comune di Favignana. Una gestione che ha contribuito alla crescita economica di tutte le isole, con un regolamento elaborato su misura grazie al quale tutti gli abitanti dell’Arcipelago fruiscono in modo rispettoso della riserva, accompagnando i turisti alla scoperta dell’immenso patrimonio naturalistico riconosciuto in tutto il mondo.
<Riteniamo legittima la richiesta avanzata alla Regione considerato che un contributo concreto alla crescita economica del territorio va riconosciuto al personale dell’Azienda Foreste Demaniale – dice il vice sindaco Enzo Bevilacqua – il cui lavoro ha variato la “tendenza dei flussi turistici”. Notoriamente negli anni passati l’Arcipelago era noto quasi esclusivamente per le sue attrattive balneari: nel corso degli ultimi venticinque anni è stata riscoperta una montagna dalla natura incontaminata e unica, attraversata da una rete di sentieri realizzati con passione e professionalità. Oggi le Egadi vantano una notevole presenza di estimatori delle passeggiate e del trekking anche in periodi di bassa stagione, come dimostrano i tanti gruppi organizzati del CAI o semplici escursionisti che continuano a elogiare l’ottimo lavoro realizzato dalla forestale, che ha ripristinato sentieri, ristrutturato vecchi muri di contenimento e di riperimetrazione, sistemato vecchie costruzioni in pietra e realizzato aree attrezzate nelle nostre zone montane>.
Le isole Egadi attualmente fanno parte del distretto Forestale n.3, comprensivo dei territori ricadenti nei Comuni di Castelvetrano, Gibellina, Salaparuta, Santa Ninfa, Partanna, Poggioreale, Campobello di Mazara, Mazara del Vallo, Petrosino e Marsala, pur essendo una realtà non assimilabile alle altre, sia a livello geologico che a livello naturalistico. L’istituzione del Distretto richiesto alla Regione consentirebbe una programmazione progettuale mirata allo sviluppo e alla tutela del territorio che vanta un patrimonio naturalistico ricco di 600 specie di piante diverse una dall’altra, tra cui ventuno endemismi, cioè specie esistenti solo nell’Arcipelago e assenti nel resto del mondo.
<Alle Egadi – conclude Bevilacqua – operano circa quaranta unità in forza alla Forestale da venticinque anni, donne e uomini che a nostro avviso hanno maturato nel tempo le professionalità e le competenze necessarie per i lavori particolari che sono chiamati a realizzare, e che si spenderebbero al meglio delle loro energie in un Distretto che, al pari di quello della “Riserva Orientata Naturale dello Zingaro”, giustamente a parte, dovrebbe essere riservato>.

16 Dicembre 2014

 MarsalaOggi.it







NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI IL MOMENTO DELLA FINANZIARIA SARÀ AD APRILE, CON LO SPOSTAMENTO DELLE SPESE PER I FORESTALI SUL FONDO SOCIALE EUROPEO



NOMINE


Conti nel caos, Finanziaria in aprile
Faccia a faccia Crocetta-alleati




dirigenti, giunta, governo, sammartano, Politica


In serata il governatore convoca la maggioranza. Scontato il ricorso all'esercizio provvisorio, che durerà quattro mesi (il massimo consentito). Per le riforme, da inserire nella legge di stabilità, bisognerà attendere la primavera.


PALERMO - Di Finanziaria si parlerà solo ad aprile. Nel giorno in cui ha scelto il terzo ragioniere generale in due settimane, il presidente Crocetta ha convocato la propria maggioranza per fare il punto sui prossimi delicatissimi passi del suo governo. Tre i temi sul tappeto nel vertice di Palazzo d'Orleans: l'esercizio provvisorio, la legge di stabilità regionale e la vicenda della Province.

 E quanto trapela dalla Presidenza, non è molto confortante. Durante la riunione, alla quale non era presente l'assessore all'Economia Alessandro Baccei, si è praticamente deciso di far ricorso alla durata massima prevista per l'esercizio provvisorio. Un fatto che costringerà, almeno fino ad aprile, il governo ha spendere "in dodicesimi", senza la possibilità di programmare nulla.
Solo ad aprile, quindi, sarà il momento della Finanziaria. Quella che avrebbe dovuto contenere una serie di riforme strutturali, caldeggiate anche dal governo Renzi. A cominciare dalla riforma del pubblico impiego: quel pacchetto di interventi raprpesentati da prepensionamenti, riduzioni delle posizioni dirigenziali, abolizione della clausola di salvaguardia, spostamento delle spese per i Forestali sul Fondo sociale europeo. Nella migliore delle ipotesi se ne riparlerà in primavera. Così come della riforma delle Province: in aprile scadranno anche le nomine dei commissari. E non saranno più prorogabili. Prima di allora, bisognerà finalmente varare una riforma, che sia il frutto di una sintesi della miriade di ddl che attendono in prima commissione.
Terzo Ragioniere generale in due settimane
Salvatore Sammartano è il nuovo ragioniere generale della Regione. Il dirigente, fino a oggi alla guida della Sanità, è stato nominato dalla giunta. Subentra a Giovanni Bologna, che aveva ricoperto per pochi giorni l'interim dopo la scadenza del contratto di Mariano Pisciotta. Al suo posto, all'assessorato di piazza Ottavio Ziino, dovrebbe essere nominato nei prossimi giorni, forse già domani, Mariano Chiaro, dirigente del Bilancio.
La giunta regionale nel corso della seduta odierna ha approvato anche i seguenti provvedimenti: documento di apprezzamento e solidarietà nei confronti del direttore generale dell'Asp 6 di Palermo, Antonio Candela e del presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci; nomina ad interim del direttore Gelardi al dipartimento Turismo; il direttore Alessandro Rais viene nominato responsabile dell'ufficio speciale cinema, senza oneri aggiuntivi, con l'obiettivo di valorizzare il cinema in Sicilia e predisporre una specifica legge che rilanci il settore. E' stata inoltre deliberata la costituzione di parte civile sul procedimento relativo alla discarica di Mazzarrà San'Andrea. La giunta è stata aggiornata a domani alle ore 15, per trattare tra gli altri punti, l'approvazione del bilancio provvisorio e la delibera sulla ripartizione dei contributi sulla base dell'art. 128. 

17 Dicembre 2014
http://livesicilia.it/2014/12/16/sammartano-nuovo-ragioniere-generale-al-turismo-via-rais-interim-a-gelardi_577716/







A CROCETTA I CONTI NON TORNANO, IL BILANCIO È UN SALTO NEL VUOTO. IL RISCHIO E' CHE MANCHINO 70 MILIONI PER GARANTIRE LE GIORNATE DEI FORESTALI



IL CASO

A Crocetta i conti non tornano
Il bilancio è un salto nel vuoto



di Accursio Sabella

Tre ragionieri generali in due settimane e un bilancio che non esiste ancora. E' la prima volta in sessant'anni. Crocetta pronto a scrivere a Renzi e Delrio. Ma oltre ai conti, ecco altri problemi per il governatore. A cominciare dal "gelo" con l'assessore Contrafatto e il sottosegretario Faraone sul tema del commissariamento per la gestione dei rifiuti.



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PALERMO - “Era tutto previsto”, assicura Giovanni Bologna. Previsto, sì. Ma fino a un certo punto. Fino a dieci minuti prima, l'esperto dirigente era anche il ragioniere generale “ad interim”. E proprio in questa veste stava fronteggiando, in commissione bilancio all'Ars, le richieste dei 36 precari dell'assessorato al Territorio: “Vogliamo gli undici stipendi arretrati”. E per sbloccare quegli stipendi, serviva proprio l'ok del ragioniere generale ad interim. Subentrato a Mariano Pisciotta due settimane fa. È stato lui ad avocare a sé la spinosa pratica dei lavoratori del dipartimento che si sono presentati numerosi, ieri, a Palazzo dei Normanni. Per andare via, per usare un eufemismo, un po' scontenti. Anche loro, durante la seduta della commissione bilancio, avevano appreso che quello che avevano davanti non era più, da dieci minuti, il ragioniere generale. Anche loro lo hanno saputo in quel momento. Come il diretto interessato, del resto. Che in quel momento rappresentava l'assessore all'Economia Alessandro Baccei.

“Era tutto previsto” smorza però Giovanni Bologna. Che aggiunge, nel tardo pomeriggio del Palazzo, “vado a firmare gli ultimi mandati”. Che poi sono anche i primi, a pensarci bene. È già il momento di cambiare. Anche se non c'è peggior momento di questo. Non è un caso, infatti, che appresa la notizia, dall'altra parte del Palazzo, a saltare sulla sedia è il presidente dell'Assemblea regionale Ardizzone. Che non le manda a dire: “Non è confortante cambiare il terzo Ragioniere generale nel giro di pochi giorni”. Non è confortante. Anche Ardizzone, in un certo senso, addolcisce il gusto di questa fase politico-amministrativa. Prova a contenere in una istituzionale preoccupazione quello che appare sempre di più come un enorme caos.

Già, perché le parole di Ardizzone arrivano dopo una conferenza dei capigruppo al termine della quale i deputati hanno alzato le braccia: “Non esiste alcun documento contabile. L'Ars non può approvare nulla”. Compreso, ad esempio, il mega-mutuo da due miliardi che dovrebbe consentire alle casse della Regione di acquisire un po' di (necessaria) liquidità. E comprese le proroghe dei quasi 24 mila precari degli enti locali. “Il ritardo nella presentazione del bilancio è un ricatto nei confronti di questi lavoratori” protestano già i sindacati. E nulla succederà – a parte appunto l'avvicendamento di qualche dirigente, compreso il ragioniere generale – in giunta. Neanche nel pomeriggio, infatti, verrà partorito il bilancio. E l'opposizione può andare all'attacco: “La paralisi economica determinata dall’incapacità del governo di approvare il bilancio 2015 in giunta, - dichiara il parlamentare di Forza Italia Riccardo Savona - getta la Sicilia ed i siciliani nel baratro. Risulta incomprensibile venire a conoscenza del fatto che ancora oggi non si conosca la reale entità del disavanzo contabile. Ed in questo regime di confusione – aggiunge - il giro di valzer degli assessori al Bilancio prima e dei Ragionieri generali dopo è devastante”. E nelle parole del centrodestra torna lo spettro del voto anticipato, mentre il presidente Ardizzone rincara la dose: “Diffido formalmente il governo a depositare gli atti di bilancio, abbiamo superato il tempo massimo. In sessanta anni di autonomia è la prima volta che, a fine dicembre, non ci sia neanche una bozza di bilancio depositata all'Ars”.

Un caos. Una situazione “unica”, insiste il presidente dell'Ars. E un “disavanzo”, quello del bilancio, di cui non si conosce l'entità. Il “buco” che ha ormai raggiunto dimensioni mitologiche: un miliardo, o forse tre. Se ne occuperà il nuovo ragioniere generale. Salvatore Sammartano è stato catapultato sui conti della Regione dall'assessorato alla Salute. Quantomeno, negli ultimi giorni, si era occupato del maxi-mutuo che l'assessore Baccei ha considerato pre-condizione per qualsiasi interlocuzione col governo Renzi. Al posto di Sammartano, al dipartimento della programmazione sanitaria, ecco Gaetano Chiaro. Da dove arriva Chiaro? Giusto per complicare le cose, fino a ieri era il dirigente responsabile della tesoreria della Regione siciliana. Ne arriverà un altro, al suo posto. E dovrà prendere contatto con mandati di pagamento, decreti, impegni. Caos su caos.

E mentre cambiano ragionieri e direttori, il Pd, lo stesso partito del governatore Crocetta, “scippa” alla Sicilia almeno mezzo miliardo di Fondi Pac non spesi. E già scatta l'allarme su quali possano essere i contraccolpi sul nuovo bilanci, i fondi che torneranno  indietro perché non ancora spesi. Il rischio è che manchino, alla fine, gli stanziamenti per il tanto strombazzato “Piano giovani” e persino i soldi (70 milioni) per garantire le giornate dei Forestali. Anche per questo motivo, il presidente della Regione sembra pronto a inviare una lettera al sottsegretario Graziano Delrio.

Caos, su caos. Di una giunta che doveva mettere ordine. Rilanciare l'azione di governo. E che si trova già impantanata e piena di dubbi e malumori. Come quelli che riguarderebbero il neo assessore all'Energia Vania Contrafatto. L'ex pm, infatti, non avrebbe gradito la decisione di Crocetta di chiedere il commissariamento sulle discariche. Una scelta che ovviamente “depotenzierebbe” molto il ruolo della Contrafatto stessa in assessorato. Che sia reale o meno il “mal di pancia” dell'assessore, una cosa è certa. Il governo nazionale non ha ancora deciso se accogliere le richieste di commissariamento avanzate da Crocetta. Anzi. Sia Davide Faraone che Graziano Delrio stanno valutando pro e contro di questa scelta. Appare praticamente certo che di commissariamento non si parlerà prima dell'anno nuovo. E comunque, qualora il governo Renzi decidesse per l'accoglimento delle richieste di Crocetta, si tratterebbe di un commissariamento con compiti precisi e tassativi. Nessuna “carta bianca” al governatore sul tema dei rifiuti.

In questo caos, poi, è ancora da sciogliere il tema dell'eventuale addio di Marcella Castronovo, proprio nei giorni in cui si dovrà risolvere la questione precari degli Enti locali, oltre che accelerare sulla ormai surreale riforma delle Province. Di cui si è parlato ieri, in un affollato vertice di maggioranza. Anche lì, gli alleati hanno alzato le braccia: esercizio provvisorio. Mentre di Finanziaria si parlerà solo ad aprile. Nonostante il nuovo governo, i conti non tornano.  


16 Dicembre 2014
http://livesicilia.it/2014/12/17/a-crocetta-i-conti-non-tornano-il-bilancio-e-un-salto-nel-vuoto_577919/








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