23 giugno 2018

RISCHIO INCENDI, I COMUNI SI DOTERANNO DI SPECIFICHE MAPPATURE. VERTICE IN PREFETTURA, J’ACCUSE DEL SINDACO DI CHIARAMONTE GULFI, SEBASTIANO GURRIERI: “MANUTENZIONE IN RITARDO”


Dal sito www.ragusaoggi.it

22 Giugno 2018
Più attenzione da parte delle istituzioni coinvolte in modo da ridurre al massimo il rischio di incendi soprattutto nei boschi. E’ il richiamo forte che è arrivato ieri mattina dal prefetto di Ragusa, Filippina Cocuzza, che ha promosso una conferenza di servizio alla quale hanno preso parte i vari rappresentanti degli enti che si occupano di antincendio.
Il prefetto ha ricordato ai Comuni di accelerare le procedure per la stesura dei piani catastali degli incendi da redigere anche attraverso la mappe che potrà fornire la Forestale in modo da poter contare su uno storico ed avere mappature importanti del territorio a rischio.

Inoltre Provincia, Anas e Forestale devono attivare le procedure per superare i ritardi che si stanno accumulando per migliorare la pulizia ai bordi delle strade. L’Anas ha annunciato che è già iniziata la scelbatura ai lati della strada che collega Ragusa – Catania. Lo scorso anno un vasto incendio che interessò poi Chiaramonte Gulfi e parte del bosco, partì proprio da un’area vicino alla strada. Tra gli invitati alla conferenza di servizio c’erano anche i rappresentanti dei Comuni e tra questi il sindaco di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri, ha presentato un dossier fotografico che ha distribuito a tutti.

Le foto indicano alcune zone vicine al bosco di Chiaramonte con tante sterpaglie. Aree che potenzialmente, ha detto Gurrieri, potrebbero essere a rischio incendio. Le foto sono state scattate lo scorso 30 maggio ma ad oggi nessuno è intervenuto per pulire. “Insomma – ha detto Gurrieri – si è in ritardo sulla manutenzione ordinaria in un’area di competenza della Forestale e dunque della Regione”.

Gurrieri, che ha anche chiesto la riapertura della caserma della Forestale chiusa da due anni e anche la richiesta di un elicottero antincendio da mantenere in provincia di Ragusa per le emergenze, ha poi sottolineato la necessità di fare in modo che Provincia e Forestale si adoperino per quanto di propria competenza. “Va ricordato che con legge n. 353/2000, oltre a essere stato specificamente previsto il reato di incendio boschivo, è stato disposto un severo inasprimento delle pene e un innalzamento delle responsabilità per gli enti e gli amministratori preposti al controllo”.
fonte Michele Barbagallo – La Sicilia



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REGIONE, MUSUMECI RASSICURA IL CENTRODESTRA: «NESSUN RIBALTONE, ORA SI FA SUL SERIO». IN AGENDA C'E' ANCHE LA RIFORMA FORESTALE


Dal sito www.lasicilia.it

22/06/2018 - di Mario Barresi
Dopo la bocciatura della mini-finanziaria e "la tirata d'orecchi" agli alleati, il presidente torna sul mantra delle riforme: «All' Ars sono di tutti, dal M5S a Pd e tutti gli altri»

Piazza Armerina (Enna) -  A giudicare da come si muove a Piazza Armerina - prima, durante e dopo il blitz elettorale per un candidato di DiventeràBellissima - sembra tutt’altro che un presidente della Regione sull’orlo delle dimissioni. «Non resterò mai a riscaldare la poltrona per l’indennità e la vanagloria, ma - giura Nello Musumeci accarezzando una piccolissima fan con piglio da nonno premuroso - voglio fare le cose necessarie a cambiare il suo futuro e quello dei giovani siciliani».

Non lascia, il governatore. E raddoppia: «Non sono aduso a praticare ribaltoni», dice quasi a voler rassicurare gli alleati di centrodestra. «Continuerò a governare con la stessa coalizione con cui sono stato eletto», è il mantra politico. Al quale segue quello istituzionale: «In parlamento le riforme appartengono a tutti: dai Cinquestelle al Pd, Sicilia Futura e sinistra, oltre naturalmente al centrodestra». Concetti non nuovi, ma che assumono un significato diverso dopo il video-sfogo di martedì sera: «Riforme o tutti a casa», l’ultimatum dopo il naufragio, all’Ars, del collegato alla finanziaria.

Argomento chiuso, per il momento. Musumeci non vuole tornarci. Né con i cronisti, né con i tanti supporter che, anche a Piazza Armerina, lo incitano: «Presidente, non mollare». Lui non parla, ma sono eloquenti i racconti dei suoi fedelissimi. «Non è stata una minaccia, ma un preavviso», dice chi è al fianco di Musumeci da anni. Quasi sollevato dal fatto che mercoledì sera, con una modalità insolitamente social (oltre 150mila visualizzazioni nei vari profili), sia uscito allo scoperto. «È il Nello di sempre: istituzionale, insofferente ai ricatti, libero dai partiti», dice chi gli sta accanto. Omettendo con benevolenza la notazione che magari un discorso del genere andava pronunciato in Aula, piuttosto che davanti alla telecamera di uno smartphone.

Ma tant’è. Se un risultato doveva esserci, c’è stato. «Guardate che quello si dimette davvero», è stato il tam-tam di una notte che s’era aperta con l’idea di azzerare la giunta regionale. Subito in moto i pontieri: dagli assessori più “lealisti” (Marco Falcone, Mimmo Turano e Toto Cordaro) al vicepresidente dell’Ars, Roberto Di Mauro, uomo-spogliatoio decisivo per la tenuta della coalizione. E anche Ruggero Razza, evoluzione della specie dei Nello-boys, è in avanscoperta: nelle prossime ore un faccia a faccia importante per gli equilibri del centrodestra.

Il rapporto con Gianfranco Miccichè? Musumeci non ne parla, così come non ne ha (quasi) mai parlato a taccuini aperti. Ma sono in molti, a Palazzo d’Orléans e non soltanto, a fornire l’interpretazione più o meno autentica dell’ultimo corto circuito. Al presidente dell’Ars sarebbero saltati i nervi soprattutto dopo la vetrina napoletana di Nello, con l’ammissione della «necessità, avvertita dalla gente» di un partito dei governatori del Sud. Un’idea futuribile, embrionale. Ma che nella (legittima) lettura del commissario regionale di Forza Italia è stata vissuta come una seria minaccia, oltre che mancanza di rispetto all’azionista di maggioranza relativa del centrodestra siciliano. Ma quello dei forzisti è stato vissuto come «un colpo basso di chi ha il vice e tre assessori-chiave, oltre alla guida dell’Ars».

Certo, sul tavolo c’è anche l’asse fra il governatore e Matteo Salvini. Ma i musumeciani, anche nel retropalco dell’Ennese, tendono a ridimensionare questo aspetto. «È un rapporto istituzionale, fra il presidente e il leader di un partito alleato a Palermo che governa a Roma», dicono. Aggiungendo che l’ipotesi di una federazione di DiventeràBellissima con la Lega alle Europee, ancor più gradita al ministro dell’Interno soprattutto dopo i numeri deludenti del Carroccio alle Amministrative in Sicilia, è «uno scenario ancora da verificare». Con un passaggio, tutt’altro che scontato (visto anche lo scarso entusiasmo di alcuni big, fra i quali il senatore Raffaele Stancanelli) al congresso del movimento a settembre prossimo. Ma, anche nel chiacchiericcio di Piazza Armerina, c’è chi ricorda a Miccichè, sostenitore della tesi che «Forza Italia è il nuovo partito del Sud» la circostanza che «non lo è mai stato già dai tempi di Alleanza nazionale». Il “patto del tonno”, per ora, resta sullo sfondo. Ma il rapporto con i leghisti al governo va avanti. Musumeci la prossima settimana incontrerà il viceré padano di Sicilia, il senatore Stefano Candiani, intanto nominato sottosegretario al Viminale. Sul tavolo una prima richiesta: il «potenziamento di uomini e mezzi dei vigili del fuoco nell’Isola».

Musumeci, dunque, rassicura. «Non ci sarà alcuna sorpresa». Riferendosi alla coalizione di governo, ma soprattutto alla tanto annunciata «stagione delle riforme». Per il presidente è «già tutto scritto, nel programma elettorale e nel verbale della seduta con le dichiarazioni programmatiche all’Ars». L’accusa che soffre di più - confessano i suoi - è quella relativa alla lentezza con cui si sta muovendo il governo regionale, «che purtroppo non dipende dalla mia volontà». Ed è per questo che, dopo il varo in giunta dei ddl sugli Ato Rifiuti e sulla pesca mediterranea, ora l’imperativo categorico di Musumeci è spingere sull’acceleratore: «Non possiamo più permetterci ritardi: avevamo promesso di mettere mano alle leggi-chiave dopo la sessione di bilancio ed è arrivato quel momento». E, nei discorsi con le persone più fidate, un’amara convinzione: «Non mi possono dire che le riforme si fanno in parlamento e poi rimandare tutto in commissione per affossarlo». L’agenda è fitta. Oltre che ambiziosa. Con un ordine cronologico di massima: il diritto allo studio, il refresh delle vecchie-nuove Province; le Ipab; la Forestale; i Consorzi di bonifica; l’emergenza sanitaria e il 118; la nuova mappa dei Beni culturali, fra Sovrintendenze e Parchi archeologici in versione 2.0; infine, il chiodo fisso: il super Irfis, da integrare con la fusione in progress fra Crias e Irac. «In tutto una decina di grandi progetti». Rivolti a chi? «A tutti», ripete, con un pizzico di cerchiobottismo istituzionale, Musumeci. Convinto, anche sulla strada di ritorno dalla Città dei Mosaici, di poter ricomporre l’impegnativo puzzle dell’Ars: «Non si deve imporre nulla, le leggi le deve elaborare il parlamento col contributo di tutti». Gli mostrano, dopo il comizio, l’ultima video-provocazione di Giancarlo Cancelleri: «Presidente, se si dimette noi siamo pronti. Ridiamo la parola agli elettori siciliani». Un sorriso, in punta di display. «Parliamo di cose serie. Adesso si fa sul serio», sussurra Musumeci.

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Fonte: www.lasicilia.it


Nota
Il Presidente Musumeci zittisce Bruno Vespa sui lavoratori forestali: non licenzieremo nessuno, anzi, li facciamo diventare da peso a risorsa. Li vorrei a pulire i laghi, fiumi, le aree verdi, le spiagge e non avranno un giorno di riposo. Conosco il metodo del governo per averlo già sperimentato







RIPUBBLICAZIONE RICHIESTA AIB PRESSO IL CPI DI LERCARA. IL BLOG: IN MOLTI DISTRETTI C'E' CARENZA DI PERSONALE, QUINDI BISOGNEREBBE ASSUMERE I 78ISTI QUALIFICATI

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Cisl Castronovo di Sicilia








PREVENZIONE INCENDI E RITARDI NELLA MANUTENZIONE. FORTE DENUNCIA DEL SINDACO DI CHIARAMONTE GULFI


Dal sito www.quotidianodiragusa.it

22 Giugno 2018
Notevoli ritardi si stanno accumulando nelle procedure di manutenzione e pulizia nei bordi delle strade specie in prossimità delle zone boschive come quelle di Chiaramonte Gulfi. 

La denuncia forte è arrivata ieri dal Sindaco di Chiaramonte Gulfi Sebastiano Gurrieritra gli invitati alla conferenza di servizio promossa dal Prefetto di Ragusa Filippina Cocuzza sul tema della prevenzione incendi. Gurrieri ha presentato un dossier fotografico per denunciare una situazione di pericolo dovuta ai ritardi della Forestale e dunque della Regione. Ricordiamo che la pineta di Chiaramonte Gulfi subì un incendio devastante esattamente un anno fa. Il sindaco Gurrieri è stato categorico: “Non consentirò alla Forestale che si accumulino ulteriori ritardi e dopo questa denuncia non escludo di rivolgermi anche all’Autorità giudiziaria”. 

Il Prefetto si è impegnata da parte sua ad indire una nuova riunione nei prossimi giorni, per fare il punto e per verificare il lavoro fatto dagli Enti in tema di catasto della terra

Fonte: www.quotidianodiragusa.it





"LA SICILIA ULTIMA NELLA SPESA DEI FONDI EUROPEI". LA MINISTRA BARBARA LEZZI IN SICILIA A FINE MESE


Dal sito palermo.repubblica.it

22 Giugno 2018
Dal 26 al 28 giugno i tecnici dell'Agenzia per la Coesione nell'Isola per capire quale sia il problema. "Voglio fare spendere i soldi per la politica di coesione in modo efficiente ed efficace"

Lo ha detto a margine di un incontro elettorale a Ragusa dove domenica si vota nel turno di ballottaggio. La ministra per il Mezzogiorno Barbara Lezzi ha annunciato: "La nostra Sicilia è più indietro nella spesa dei fondi europei. Dal 26 al 28 giugno i tecnici dell'Agenzia per la Coesione saranno con me in Sicilia per capire quale sia il problema". La ministra sostiene come non sia stata fatta fino ad oggi e negli ultimi decenni, una politica volta a ridurre il gap tra Nord e Sud. "La prima azione al ministero, prima di sapere che avrei avuto la delega anche per i fondi di coesione e sviluppo - dice Barbara Lezzi - è stata quella di iniziare a chiamare tutti i presidenti delle regioni del Mezzogiorno. Li ho ascoltati e ho concluso con il presidente della Sicilia, Nello Musumeci, che ho incontrato mercoledì. Da parte di tutti, compreso Musumeci, ho raccolto disponibilità costruttiva anche per un coordinamento delle regioni del Mediterraneo".

Sulla politica di coesione la ministra Barbara Lezzi aggiunge: "Voglio fare spendere i soldi per la politica di coesione in modo efficiente ed efficace. Ritardi nello spendere questi fondi? Accade ogni anno. Peccato che molte regioni non abbiano uffici dedicati. C'è sempre la minaccia di perdere i fondi se non si arriva in tempo. Non li abbiamo mai persi nella sostanza, ma nella qualità. Serve una politica mirata per cittadini e imprese, non una corsa contro il tempo che porta a realizzare magari opere inutili pur di spendere i soldi. Per questa ragione, dal 26 al 28 giugno i funzionari ministeriali saranno in Sicilia per comprendere quale sia il problema che rallenta in Sicilia nella spesa dei fondi".

Al termine della convention per il candidato a sindaco di Ragusa, Antonio Tringali, la ministra ha aggiunto: "Si tratta di politiche omogenee che saranno inserite nelle quote ordinarie del governo. A cominciare dalle Zes alle infrastrutture che devono riconnettere il Sud con il resto del Paese. Dalle sperequazioni ai fondi europei: quasi cento miliardi che possiamo ancora recuperare. E ancora: gli sgravi contributivi per i disoccupati. Insomma, il ministero del Sud sarà un presidio per tutti i cittadini meridionali".

Fonte: palermo.repubblica.it






22 giugno 2018

DI MAIO: "OTTO ORE GRATIS DI LAVORO A SETTIMANA PER IL REDDITO DI CITTADINANZA"


Dal sito www.repubblica.it

22 Giugno 2018
Il vicepremier parla davanti alla platea della Uil della misura chiave dei 5Stelle: "Non daremo soldi per stare seduti sul divano". In cambio di un reddito, saranno previsti lavori di pubblica utilità nei Comuni. Ieri il ministro del Lavoro aveva lanciato l'obiettivo di varare la riforma entro il 2018 con i fondi europei, ma il ministro dell'Economia Tria frena

ROMA - Debutta davanti alla Uil, Luigi Di Maio. Mostra il volto del dialogo con i sindacati: "Dobbiamo lavorare insieme, da soli non si va da nessuna parte". E fa annunci importanti sui temi chiave della politica 5Stelle. A partire dal reddito di cittadinanza: "Obiettivo del reddito di cittadinanza non è dare soldi a qualcuno per starsene sul divano - spiega il vicepremier e ministro del Lavoro quasi rispondendo alle obiezioni che arrivano dal mondo leghista - ma è dire con franchezza: hai perso il lavoro, il tuo settore è finito o si è trasformato, ora ti è richiesto un percorso per riqualificarti e essere reinserito in nuovi settori. Ma mentre ti formi e lo Stato investe su di te, ti do un reddito e in cambio dai al tuo sindaco ogni settimana 8 ore lavorative gratuite di pubblica utilità". Nel programma dei 5Stelle sul reddito di cittadinanza si parla di lavori socialmente utili ma ora la proposta assume contorni più concreti.


Già ieri - a Lussemburgo - Di Maio era tornato sul reddito di cittadinanza parlando di un'accelerazione per attuarlo entro il 2018 utilizzando anche fondi Ue. E aveva assicurato di voler utilizzare la misura in modo da "non creare una proposta assistenzialista senza controlli". Resta il nodo delle coperture: servono 19 miliardi per riformare i centri per l'impiego e introdurre il reddito. E non possono essere trovati tutti nei fondi Ue, in un solo anno.

A frenare è lo stesso ministro dell'Economia Giovanni Tria  "Per il 2018 i giochi sono quasi fatti", ha risposto a chi gli chiedeva cosa pensasse dell'annuncio di Di Maio. "Con di maio non sono mai entrato in questi dettagli, non mi ha mai espresso questa idea - ha spiegato - quindi non posso dire né che sono a favore né che sono contro. Dicendo che per il 2018 i giochi sono quasi fatti intendo che adesso occorre agire molto rapidamente con interventi di riforma strutturale che non hanno costi e tra questi il decollo degli investimenti pubblici".

Su questo, insorgono ora anche le regioni. "Il governo trovi risorse aggiuntive, non si possono sottrarre fondi già assegnati", dice Catiuscia Marini, governatrice dell'Umbria e coordinatrice della commissione Affari Europei della Conferenza delle Regioni. Il timore è infatti che i fondi cui si riferisce il vicepremier per finanziare la misura tanto cara ai 5 stelle siano quelli del  Fondo sociale europeo-Plus, che hanno già una loro utilità e verrebbero in questo modo sottratti. "Siamo pronti al confronto con il ministro - dice Marini - auspicando che ci si impegni per rafforzare le risorse per il sostegno al reddito e non per cancellare gli interventi che già si realizzano territorialmente per le politiche attive del lavoro".

Reddito di cittadinanza, dunque. Ma Di Maio parla anche di un altro cavallo di battaglia M5S: l'abolizione dei vitalizi. "La prossima settimana credo sia buona per abolire i vitalizi agli ex parlamentari. "È una questione di giustizia sociale, dobbiamo ricominciare a mettere al centro alcuni segnali istituzionali, poi passeremo anche alle pensioni d'oro, che sopra i 5 mila euro netti vanno tagliate se non hai versato i contributi".

Poi il decreto dignità, che Di Maio vuole presentare come "la prima misura di questo governo". Dà un'indicazione sui tempi di presentazione: "Spero la prossima settimana". E poi elenca gli obiettivi del provvedimento: la norma "eliminerà la burocrazia per le imprese, ci sarà un intervento sul precariato - soprattutto dei più giovani - vieteremo pubblicità sul gioco d'azzardo e interverremo sulle delocalizzazioni, c'è un sacco di gente che viene lasciata in mezzo alla strada perché le aziende straniere vengono qui in Italia prendono soldi pubblici e poi se ne vanno all'estero", ha concluso.

Fonte: www.repubblica.it





GAETANO GUARINO, FUNZIONARIO DEL CFRS: CHE SENSAZIONE STUPENDA E CARICA DI EMOZIONE SENTIRE CHIAMARE VIA RADIO: SQUADRA ANTINCENDIO NASSIRYIA


di Gaetano Guarino
Funzionario del CFRS

Che sensazione stupenda e carica di emozione sentire chiamare via radio: Squadra Antincendio Nassiryia. In bocca al lupo Ragazzi e indossate sempre con onore la vostra bellissima tuta arancione.

(Foto della postazione concessa dal Comune di Campofelice di Fitalia)







PENSIONI, DI MAIO: "DOPO I VITALIZI LE PENSIONI D'ORO" RIFORMA PENSIONI E QUOTA 100


Dal sito www.affaritaliani.it

22 Giugno 2018
Pensioni: quota 100 subito? Garavaglia: "Prima la flat tax". RIFORMA PENSIONI NOTIZIE


PENSIONI, Di Maio: "Dopo i vitalizi le pensioni d'oro" Riforma pensioni news

"Dopo i vitalizi, passeremo alle pensioni d'oro" superiori ai 5mila euro netti mensili. Lo ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, intervenendo al congresso della Uil. In tema di reddito di cittadinanza, Di Maio poi spiega: "Io Stato ti do un reddito e in cambio dai al tuo sindaco ogni settimana otto ore lavorative gratuite di pubblica utilità". L'obiettivo del reddito di cittadinanza "non è dare soldi a qualcuno per starsene sul divano, ma è dire con franchezza: hai perso il lavoro, il tuo settore è finito o si è trasformato e ora ti è richiesto un percorso per riqualificarti e essere reinserito in nuovi settori. Ma mentre ti formi e lo Stato investe su di te". "Non arretreremo di un passo su questo tema".  La prossima settimana potrebbe essere il momento per l'abolizione dei vitalizi agli ex parlamentari: "E' una questione di giustizia sociale, dobbiamo ricominciare a mettere al centro alcuni segnali istituzionali, poi passeremo anche alle pensioni d'oro, che sopra i 5mila euro netti vanno tagliate se non hai versato i contributi".

PENSIONI QUOTA 100, ANNUNCIO DI LUIGI DI MAIO. Riforma pensioni news

RIFORMA PENSIONI E QUOTA 100: SI', MA QUANDO? Luigi Di Maio rassicura: “La volontà di inserire una nuova anzianità è assodata ma sui tempi tecnici ci stiamo lavorando e non posso dire ora a circa due settimane dall’insediamento se entrerà in legge di bilancio o meno. Ma è una priorità ve lo assicuro”, le sue parole al Sole 24 Ore.

Pensioni: "Assegni -1,5% dal 2019. Quota 100 subito" ALLARME? RIFORMA PENSIONI NEWS

Riforma pensioni resta sempre argomento caldissimo. L’UNSA (Unione Nazionale dei Sindacati Autonomi) ricorda che dal 1° gennaio 2019 le pensioni saranno penalizzate circa dell'1,5% in meno (causa effetti della legge Fornero). "Uno scandalo che rischia di passare sotto traccia" dice Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-Unsa. Secondo Battaglia la revisione dei coefficienti "introduce un'ulteriore differenziazione nel nostro sistema pensionistico tra chi va in pensione oggi e chi ci andrà domani".  Il sindacato ha avviato una raccolta di firme per neutralizzare i "tagli" e lo invierà al Ministro del lavoro, al Ministro della pubblica amministrazione e al presidente del Consiglio dei Ministri“. "Altro che Flat Tax. Qui si continuano ad adottare norme che penalizzano le fasce più deboli della società, - sottolinea Battaglia - coloro che con una già di per sé bassa, sono destinati a soffrire di più questa decurtazione. Per questo l'UNSA ritiene che il Governo debba intervenire con la massima urgenza eliminando la decurtazione prevista al 1° gennaio 2019, salvaguardando così i cittadini, lavoratori pubblici e privati, che più ne hanno bisogno". Nel dettaglio con il nuovo adeguamento dei coefficienti, un lavoratore che andrà in pensione a 65 anni nel 2019 avrà una pensione inferiore di oltre l'1% rispetto a chi lo ha fatto un anno prima. Un 70enne che andrà in pensione il prossimo anno perderà quasi il 2% sul suo assegno: dai 2.943 euro del 2018 ai 2.887 del 2019“. La proposta del sindacato? Quota 100 subito e ok a Quota 41, con 41 anni di contributi (ogni tipologia di contribuzione e a qualsiasi titolo riconosciuti) e senza limiti di età. Eliminazione della revisione periodica dei requisiti per l'accesso alla pensione.

Pensioni, quota 100: frenatina del governo: Riforma pensioni news
Pensioni: quota 100 e via la legge Fornero? Sì, ma quando? Salvini nei giorni scorsi ha fatto sapere che verrà smontata pezzo per pezzo (vedi sotto). Però sui tempi e i modi restano ancora dubbi. Ecco perché.

Pensioni: quota 100 subito? Garavaglia: "Prima la flat tax". RIFORMA PENSIONI NOTIZIE

Il viceministro all’Economia Massimo Garavaglia assicura che la riforma pensioni sarà al centro della prima legge di Bilancio del nuovo governo". Gli interventi sulle pensioni per rivedere la legge Fornero, arriveranno "di sicuro con la legge di Bilancio". Però... "dovessi decidere io - ha sottolineato Garavaglia (Lega) - farei prima la flat tax, per fare entrare più gente possibile nel mondo del lavoro e far nascere nuove partite Iva, un tema collegato al reddito cittadinanza, però viene percepita come una priorità anche la Fornero quindi penso che alla fine le cose andranno di pari passo. Mi pare di capire che sia tema di legge di bilancio, ma non ne abbiamo ancora parlato con gli altri colleghi, il consiglio dei ministri non penso che ne abbia parlato, però di sicuro sarà in legge di bilancio". Insomma sì quota 100 ma alcuni aspetti andranno chiariti. Quali saranno le soglie minime per accedervi? Possibile che verrà imposto il limite dei 64 anni di età, ma di certezze ancora non ce ne sono.

Pensioni, QUOTA 100 E LEGGE FORNERO, ANNUNCIO DI SALVINI. Riforma pensioni news

Il governo procede sulla via dell'eliminazione della legge Fornero. Come? «La smonteremo pezzo per pezzo, introducendo da subito la quota 100: 41 anni di anzianità contributiva credo siano sufficienti», ha detto Matteo Salvini confermando che in tema di riforma pensioni non ci sono dubbi in seno al governo Lega-M5S. La sensazione comunque è che quota 100 vedrà la luce il prossimo autunno.

Pensioni: "Quota 100 subito", sondaggio dà forza al governo Conte - Riforma pensioni news

Un sondaggio, condotto da SWG per Confesercenti, rivela che quasi un italiano su due vorrebbe il superamento della legge Fornero. La revisione della riforma sulle pensioni è il punto del contratto di governo lEGA-M5S più apprezzato dai cittadini, sottoscritto dal 44% degli intervistati.

Pensioni, Quota 100: allarme carriere discontinue. Riforma pensioni news

Quota 100 e quota 41 sono ancora sotto i riflettori in tema di riforma pensioni. Intanto va detto che quota 100 è già realtà per medici, avvocati e commercialisti. Ma la logica del governo è: quota 100 per tutti. Il nodo è però anche legato a quanto varranno gli assegni pensionistici e si teme il ribasso- Chi va in pensione adesso e percepisce 1.289 euro di pensione, con la quota 100 prenderebbe 1.089 euro. Inoltre, quota 100 non sarebbe convivente per i giovani che hanno carriere discontinue. Stando a quanto riporta Businnes Online "secondo alcune elaborazioni, chi ha avuto carriere discontinue o brevi, e attualmente questi casi di registrano soprattutto nelle regioni del Sud e per le donne, o chi ha avuto interruzioni al lavoro superiori ai 2 anni per cassa integrazione o malattia, con la quota 100 correrebbe il rischio di posticipare il momento della pensione fino a 3 anni".

Pensioni, QUOTA 100 MA MENO SOLDI NEGLI ASSEGNI. Riforma pensioni news

Pensioni, arriverà la quota 100 ma con tagli sull'assegno pensionistico? La riforma gialloverde della legge Fornero per anticipare la pensione degli italiani, inserita da Lega e Cinque Stelle nel contratto di governo, potrebbe avere degli effetti collaterali.  Lo spiega Repubblica. Ecco quanto viene detto: Chi rientra nei nuovi parametri si prepari a una sorpresa niente male: il ricalcolo contributivo di quanto versato tra il 1996 e il 2011". «Dovevamo farlo già nel 1996, quando entrò in vigore la riforma Dini», dice Alberto Brambilla, esperto previdenziale e consigliere del vicepremier leghista Salvini. «E invece si scelse un’altra strada». Ovvero mantenere nel retributivo (pensione proporzionale agli ultimi stipendi) quanti già avevano più di 18 anni di versamenti. E affidare tutti gli altri al nuovo calcolo in base ai contributi, poi diventato universale nel 2012. Ora, ricalcolare 16 anni col contributivo potrebbe tradursi in un taglio medio sull’importo della pensione del 9-10% che forse molti pensionandi non hanno messo in conto, quando sentono parlare di “quota 100”. Senza pensare che tra 1996 e 2012 sono andati in pensione già oltre 3 milioni e mezzo di italiani. E con un assegno più generoso di quanto spetterà a loro, perché interamente retributivo. Motivo di contenzioso infinito.

PENSIONI, TAGLI SUGLI ASSEGNI PENSIONISTICI NEL 2019. RIFORMA PENSIONI NEWS

Le pensioni nel 2019 saranno più basse. Il taglio sull'assegno previdenziale arriverà a causa del coefficiente che va a definire il montante contributivo per il triennio dal 2019 al 2021. Secondo Italia Oggi, questo coefficiente introdotto nel 2009 determina la cifra annua della pensione a cui ha diritto chi lavora in base ai negli ultimi anni ha visto un calo della pensione di circa 900 euro. Se nel 2009 percepiva ad esempio 6.136 euro, dal prossimo anno ne percepirà 5.245. Sul coefficiente per il calcolo degli assegni va preso in considerazione un altro punto: da quando è stato introdotto ad ogni triennio la cifra dell'assegno pensionistico ha subito quasi sempre un livellamento al ribasso. Nel 2013-2015 calo del 3 per cento rispetto al 2010-2012. Poi con il taglio successivo l'assegno ecco un altro - 2 per cento. In nove anni il taglio è dell'11 per cento sulla pensione.

Pensioni: Di Maio, al lavoro su tagli a quelle d'oro. RIFORMA PENSIONI NEWS

"Sta per essere approvata una delibera storica dalle Camere, per il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari. Non so quanto ci vorra', ma non voglio essere assente quando la Camera tagliera' i vitalizi a persone che hanno distrutto il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno". Lo dice il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, ad Avellino per chiudere la campagna elettorale alle amministrative di domenica 10 giugno. "Non e' una questione di vendetta - aggiunge - ma di credibilita' dello Stato". Di Maio spiega di aver messo il suo staff al ministero del Lavoro a studiare il taglio delle cosiddette pensioni d'oro. "Chi percepisce piu' di cinquemila euro netti e non ha versato i contributi per quella pensione - dice - prendera' la pensione per quello che ha versato. Sono figure che rappresentano pochi italiani ma rappresentano molti soldi degli italiani".

Pensioni: quota 100 e Ape Social? ECCO CHI CI PERDE Riforma pensioni news

Quota 100 pensioni: l’ipotesi a cui si sta lavorando prevede una quota 100 con almeno 64 anni d’età e conseguentemente almeno 36 anni di contributi. “Se fosse vero – spiega Cesare Damiano del Pd – che parte da 64 anni di età, questa scelta rappresenterebbe una penalizzazione per chi svolge attività gravose perché questi lavoratori possono andare in pensione a 63 anni con Quota 99 (63 più 36 di contributi). Non solo, per chi è disoccupato o ha un familiare disabile a carico, i contributi scendono a 30 anni (Quota 93). Per le donne, poi, c’è uno sconto ulteriore di un anno per ogni figlio (massimo 2 anni), che porta i contributi necessari a 28 anni (Quota 91). Inoltre, non bisogna dimenticare sempre per queste 15 categorie di lavoratori, che svolgono attività gravose, c’è anche il blocco dell’aggancio dell’età della pensione all’aspettativa di vita. Eliminare l’Ape sociale sarebbe, dunque, molto dannoso per una vasta platea di lavoratori. Si tratterebbe, al contrario, di renderla strutturale“. Seguendo questo ragionamento ecco chi ci perderebbe: chi svolge lavori gravosi, disoccupati, chi ha un familiare disabile a carico, le donne. Su Ape social e 41 di contributi l’ipotesi su starebbe lavorando il governo Conte prevede il superamento dell’Ape social e della pensione con 41 di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

PENSIONI, QUOTA 100 E OPZIONE DONNA: LA SCELTA DEL GOVERNO M5S-LEGA. Riforma pensioni news

Pensioni. Si è parlato molto di quota 100 e opzione donna in relazione al nuovo governo.  L’idea dell’attuale maggioranza è di mandare in pensione chi ha almeno 64 anni con 36 di contributi. O 41 anni e mezzo di contributi, a prescindere dall’età e non più di 2-3 anni di contributi figurativi, per escludere chi è stato in cassa integrazione per 10 anni, ad esempio.

PENSIONI, QUOTA 100 E OPZIONE DONNA: COSA C'E' SCRITTO NEL CONTRATTO DI GOVERNO. Riforma pensioni news

Ecco cosa c'è scritto nel contratto di governo in tema di pensioni: «Occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. “Fornero” stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti. Inoltre è necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza. Prorogheremo la misura sperimentale “opzione donna” che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili»

Governo, PENSIONI TAGLIATE: SARANNO 30MILA. ECCO QUALI. Riforma pensioni news

Il 5 per cento delle pensioni (30mila pensionati) verranno sforbiciate. Con un risparmio per lo Stato da 115 milioni di euro. I tagli riguarderebbero gli assegni pensionistici che superano i 5mila euro netti mensili. L'assegno verrebbe ricalcolato con il sistema contributivo. Qualche esempio: su un assegno di 5.840 euro netti ci sarebbe um taglio di 285 euro netti al mese con perdita di 3.700 euro in dodici mesi. Con assegno da 5.573 euro netti taglio di 284 euro. Su assegno pensionistico da 6.892 euro il taglio sarebbe di 356 euro. C'è però una possibile compensazione legata alla Flat Tax che potrebbe vertere su due aliquote: 15 e 20 per cento contro il 38 per cento dell'aliquota media prevista ora. Taglio di pensione e compensazione con l'aliquota della flat tax dunque. Il premier Conte comunque è stato chiaro: "Le cosiddette pensioni d'oro sono un altro esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremo sugli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati".

Governo Conte, PENSIONI QUOTA 100 E PENSIONE DI CITTADINANZA. Le parole del premier - RIFORMA PENSIONI NEWS

PENSIONI tema caldo. Giuseppe Conte ha tenuto il suo discorso al Senato per chiedere la fiducia.  Il Premier non ha affrontato il tema della riforma delle pensioni per quel che concerne Quota 100. Però ha segnalato che servono interventi per sostenere i pensionati. Ragion per cui si prevede il varo della pensione di cittadinanza.

PENSIONI - GOVERNO: CONTE, PENSIONE CITTADINANZA PER I PIU' BISOGNOSI" - RIFORMA PENSIONI NEWS

"Ci premureremo di intervenire anche a favore dei pensionati che non hanno un reddito sufficiente per vivere in modo dignitoso, introducendo una pensione di cittadinanza". Così il premier Giuseppe Conte nel suo intervento al Senato.

PENSIONI - GOVERNO: CONTE, TAGLIEREMO PENSIONI D'ORO SOPRA I 5000 EURO". RIFORMA PENSIONI NEWS

Le pensioni d'oro sono un altro esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremosugli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenendo nell'Aula del Senato nel discorso programmatico per la fiducia. Il premier ha sottolineato anche come occorra "operare un taglio allepensioni e ai vitalizi dei parlamentari, dei consiglieri regionali edei dipendenti degli organi costituzionali, introducendo anche peressi il sistema previdenziale dei normali pensionati". "Opereremo risparmi in tutte le sedi possibili e sono convinto che ciritaglieremo ampi margini di intervento e conseguiremo risultatisignificativi", assicura.

PENSIONI: DAMIANO, OK DI MAIO SU QUOTA 100 MA RISCHIO PENALIZZAZIONI - RIFORMA PENSIONI NEWS

"Secondo alcuni quotidiani Di Maio siappresterebbe a intervenire su Opzione Donna, Quota 100, sui 41 anni di contributi e sulla cancellazione dell'Ape. Se queste fossero leintenzioni del governo, vorrei esprimere la mia opinione". Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito democratico, ex ministro del Lavoro. "SuOpzione Donna, la cui sperimentazione - afferma - andrebbe proseguitaoltre il 31 dicembre 2015, condivido: volevamo farlo anche noi,bisogna solo trovare le risorse. Su Quota 100, se fosse vero che parteda 64 anni di età, questa scelta rappresenterebbe una penalizzazioneper chi svolge attività gravose perché questi lavoratori possonoandare in pensione a 63 anni con Quota 99 (63 più 36 di contributi).Non solo, per chi è disoccupato o ha un familiare disabile a carico, icontributi scendono a 30 anni (Quota 93). Per le donne, poi, c'è unosconto ulteriore di un anno per ogni figlio (massimo 2 anni), cheporta i contributi necessari a 28 anni (Quota 91)" Inoltre, per Damiano, "non bisogna dimenticare sempre per queste 15categorie di lavoratori, che svolgono attività gravose, c'è anche ilblocco dell'aggancio dell'età della pensione all'aspettativa di vita"."Eliminare l'Ape sociale - avverte - sarebbe, dunque, molto dannosoper una vasta platea di lavoratori. Si tratterebbe, al contrario, direnderla strutturale. Se poi questa scelta dovesse cancellare anchel'Ape volontaria, che prevede alcune penalizzazioni, toglieremmo lapossibilità di andare in pensione a 63 anni con soli 20 di contributi.È una possibilità che favorisce chi ha svolto lavori discontinui, inparticolare le donne". "Come si vede, le pensioni vanno maneggiate con cura, altrimenti sipuò peggiorare la situazione. Infine, per quanto riguarda i 41 anni dicontributi, sono d'accordo. Era una norma contenuta nella proposta dilegge Damiano-Gnecchi che ha trovato nella scorsa legislatura unarisposta parziale", conclude.

Governo, PENSIONI QUOTA 100 ultimissime novità. Riforma pensioni news

PENSIONI "Quota 100" (ovvero 36 anni di contributi e 64 anni se invece si hanno 41 anni di contributi versati, la soglia minima di età per andare in pensione non viene considerata) nodo da risolvere. Il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha invitato l’esecutivo a fare chiarezza: "L’unica cosa che chiedo è che gli annunci siano precisi" ha detto Boeri a SkyTg24. "Se si parla di quota 100, vuol dire che un lavoratore che ha 60 anni di cui 40 di contributi potrà andare in pensione, stiamo creando questa aspettativa. Se invece si vuole porre una condizione anagrafica di 64 anni, questo è diverso, ed è bene essere chiari perché le famiglie si fanno delle aspettative".

Governo pensioni APE SOCIAL: conferme che si va verso l'eliminazione. Riforma pensioni news

Ape Social Finirà in soffitta con il nuovo governo? Alberto Brambilla, estensore in quota Lega del capitolo del programma dedicato alle pensioni, "per trovare le coperture necessarie alla quota 100 e ai 41 anni di contributi, l’Ape sociale andrebbe eliminata e, con essa, il concetto di ‘lavori gravosi', che non esiste in natura. Poi, è evidente, deciderà Di Maio", le sue parole a La Stampa.

PENSIONI: SALVINI "RENDERE ITALIA ATTRATTIVA COME PORTOGALLO E SPAGNA. RIFORMA PENSIONI NEWS

Rendere l'Italia piu' attrattiva sull'esempio di quanto fatto negli ultimi anni da Portogallo e Spagna con i pensionati. Potrebbe essere uno degli obiettivi del nuovo Governo Conte, secondo le parole del vicepremier Matteo Salvini: "Ci sono tanti pensionati italiani che vanno in Spagna o Portogallo perche' il regime fiscale la' e' particolarmente conveniente - ha ricordato Salvini dopo una visita all'hotspot di Pozzallo - Non capisco perche' l'Italia non possa fare altrettanto con i pensionati italiani o stranieri. Penso a molte bellissime zone italiane sono piu' belle di quelle del Portogallo".

DI MAIO "REDDITO E PENSIONI CITTADINANZA PRIMO PROVVEDIMENTO". RIFORMA PENSIONI NEWS

"Per ripagare tutto il consenso che abbiamo avuto al Sud ma anche in tante regioni del Nord era d'obbligo pretendere il ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico. Faremo dei provvedimenti per aiutare chi e' povero, molti di questi sono nel Sud. Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza sono due provvedimenti che conto di portare prima possibile in aula per l'approvazione". Lo ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, a Marina di Ragusa.

Governo Conte, PENSIONI NOVITA' APE SOCIALE ADDIO. QUOTA 100, QUOTA 41, OPZIONE DONNA, APE SOCIALE. COSA CAMBIA. PENSIONI NEWS

Pensioni, cosa cambia con il governo Conte targato M5S-LEGA con ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Luigi Di Maio? Il leader del Movimento 5 stelle dovrà lavorare sulla riforma pensioni da portare in Parlamento. Si va verso una serie di cambiamenti, come promesso in campagna elettorale da Lega e M5S e come previsto dal contratto di governo alla tedesca: dal superamento della legge Fornero, alla Quota 100 fino alla proroga di Opzione donna, Pensioni, fisco, lavoro sono le priorità M5s-Lega "Lavoreremo intensamente – ha dichiarato il premier Conte - per realizzare gli obbiettivi politici anticipati nel contratto”. Tra i punti principali del contratto: superamento della legge Fornero, con un piano che prevede Quota 100 e Opzione donna, interventi radicali sul sistema fiscale con l’introduzione della flat tax, provvedimenti tanto attesi soprattutto al Sud dove la disoccupazione giovanile è alle stelle come il reddito di cittadinanza. “Lavoreremo con determinazione – ha sottolineato Giuseppe Conte dopo aver letto l’elenco dei componenti del suo governo al Quirinale - per migliorare la qualità di vita di tutti gli italiani".

Governo Conte, PENSIONI NOVITA' APE SOCIALE ADDIO. QUOTA 100, QUOTA 41, OPZIONE DONNA, APE SOCIALE. COSA CAMBIA. PENSIONI NEWS - ADDIO LEGGE FORNERO

In tema di riforma pensione determinante sarà il passaggio della Legge di Bilancio 2019, con cui bisognerà stanziare le risorse per la Quota 41 e la Quota 100 (strumento con cui si può andare in pensione una volta che la somma tra età minima e anzianità contributiva dà come risultato 100), i due strumenti per superare l’impianto della Legge Fornero.

Governo Conte, PENSIONI COSA CAMBIA. RIFORMA PENSIONI NEWS - QUOTA 41

Con la Quota 41 delle riforma pensioni verrà consentito a tutti i lavoratori (non solo ai precoci come  oggi) di andare in pensione una volta maturati almeno 41 anni di contributi.

Governo Conte, PENSIONI COSA CAMBIA. RIFORMA PENSIONI NEWS - QUOTA 100

Per la Quota 100 delle riforma pensioni bisognerà individuare delle soglie d’età e anzianità contributiva in modo da rendere la misura il meno onerosa possibile. Le variabili sono legate all'età minima 62 anni: con 38 anni di contributi.

Governo Conte, PENSIONI COSA CAMBIA. RIFORMA PENSIONI NEWS - OPZIONE DONNA

Il nodo Opzione Donna - consente alle donne di andare in pensione in anticipo (all’età di 58 anni e con 35 di contributi) purché accettino che il trattamento previdenziale venga calcolato interamente con il sistema contributivo. Opzione donna non era stata confermata nel 2018 ma nel contratto di Governo c’è scritto che la fase sperimentale dell’Opzione Donna andrà avanti, ecco perché dovrebbe arrivare proroga con il governo Conte.

Governo Conte, PENSIONI COSA CAMBIA. RIFORMA PENSIONI NEWS - APE SOCIALE

L'Ape Sociale invece dal 1° gennaio 2019 dovrebbe essere accantonata. Il governo Conte potrebbe rinunciare all’Ape Sociale per riversare le risorse alla cancellazione della Fornero.

Fonte: www.affaritaliani.it





21 giugno 2018

SONO GIA’ STATI MESSI IN PAGAMENTO PER OPERAI O.T.I. MESE DI MAGGIO 14° MENSILITA’

Ricevo e pubblico
da Nello Bongiovanni (Ugl Siracusa)



ENTE DI SVILUPPO AGRICOLO: FLAI CGIL SICILIA CHIEDE PIANO DI RILANCIO. “NO A SOPPRESSIONE DI UN ENTE CHE HA GRANDI POTENZIALITÀ”

Dal sito www.cgilsicilia.it

21 Giugno 2018
Palermo, 21 giugno- “L’annuncio periodico del presidente della Regione di volere sopprimere l’Esa sta determinando solo confusione e incertezza tra gli addetti, soprattutto tra gli operai a tempo determinato addetti alla meccanizzazione agricola, dei quali peraltro non viene neanche detto quale sarebbe la sorte. Chiediamo che venga ripristinato un clima di serenità procedendo invece al rilancio di un ente che ha grandi potenzialità e grande utilità per il nostro territorio”. Lo dice Tonino Russo, segretario della Flai Cgil Sicilia sottolineando peraltro che “un’eventuale soppressione  comporterebbe anche la perdita di circa 10 milioni su progetti messi in essere dall’Esa tra il 2016 e il 2017”. Russo ricorda che “nel 2016 è stato varato un piano industriale di rilancio dell’Esa che prevedeva tra le altre cose azioni sulla viabilità rurale e sui borghi rurali, interventi per quanto riguarda la Banca della terra. Chiediamo che ci sia un piano industriale di quel tipo, che rilanci le attività dell’ente, mettendo fine al periodico balletto di dichiarazioni  che non servono alla Sicilia e ai siciliani. Sollecitiamo, invece, un’azione concreta che dovrebbe essere indirizzata alla soluzione delle grandi emergenze come quella  del lavoro che manca in Sicilia  e al contrasto del lavoro nero, dello sfruttamento e del caporalato”.

Fonte: www.cgilsicilia.it





20 giugno 2018

MINACCE DI MORTE A MUSUMECI, MICCICHÉ: “INDIVIDUARE E PUNIRE IL RESPONSABILE”. IL BLOG: ESPRIMIAMO TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETÀ AL PRESIDENTE


Dal sito www.ilgazzettinodisicilia.it

20 Giugno 2018
Un commento con minacce di morte da parte di un hater al presidente della Regione siciliana Nello Musumeci è stato pubblicato, e poi rimosso, in un post sulla pagina Facebook del capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Valentina Zafarana.

“Mafiumeci – si leggeva nel commento – non è certo una rivelazione. È il continuum di Lombardo e di Cuffaro e di tutti i governi siciliani che sono la Dc trasformata poi in Forza Italia hanno continuato a distruggere una terra da sempre martoriata. Sig. Presidente le auguro una morte lenta e dolorosa”.

“Condanno senza ‘se’ e senza ‘ma’ qualsiasi minaccia e qualsiasi forma di violenza. Odio e rabbia non fanno parte della nostra azione politica”. Queste le parole di Valentina Zafarana all’Ansa.

Solidarietà al presidente della Regione è stata espressa dal presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché: “Si tratta di parole molto pesanti, specchio dell’attuale momento politico che vive non solo la Sicilia ma tutta l’Italia, in cui prevalgono le contumelie e le offese rispetto al confronto democratico. Tutto mi sarei aspettato, tranne che leggere frasi come ‘le auguro una morte lenta e dolorosa’. Sono vicino e solidale con il presidente Musumeci. Chiunque alimenti questa cornice violenta va individuato e punito senza alcuna remora”.

Anche i deputati di Diventerà Bellissima hanno espresso la loro solidarietà a Nello Musumeci.

Fonte: www.ilgazzettinodisicilia.it





AGRICOLTURA. SIGLATO RINNOVO CCNL, SODDISFAZIONE DI FAI, FLAI E UILA


Dal sito www.flai.it

20 Giugno 2018
E’ stato siglato nella notte, a Roma, presso la sede di Confagricoltura, il rinnovo del contratto nazionale degli operai agricoli e florovivaisti, scaduto a dicembre 2017.
“Il rinnovo – affermano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – rappresenta un sostegno strategico per tutta la nostra economia, dato che coinvolge oltre un milione di lavoratrici e lavoratori e riguarda un settore che si è affermato, soprattutto grazie all’export, come simbolo delle nostre eccellenze”.
I sindacati esprimono soddisfazione per quanto ottenuto nel nuovo contratto.
“L’accordo raggiunto rappresenta il compimento di un percorso avviato da diversi mesi, durante il quale avevamo avanzato nella piattaforma unitaria proposte responsabili e aggiornate al contesto economico del comparto agricolo. Siamo soddisfatti – affermano i segretari generali Rota, Galli e Mantegazza – perché abbiamo trovato un punto di equilibrio nell’accordo sull’orario di lavoro, evitando lo smantellamento delle regole attuali. Tra i punti qualificanti del rinnovo ci sono senz’altro la maggiore attenzione alle procedure di appalto, il rafforzamento della bilateralità per ampliare i dispositivi di welfare e  formazione, e l’aumento salariale, superiore al tasso di inflazione attesa Ipca pari al 2,3%, che è stato pattuito sul +2,9%, spalmato su due fasi. Sono state accolte poi le nostre richieste su maternità, congedi parentali, malattie gravi, come nei casi di terapia oncologica. Fondamentali, infine, i riferimenti al bisogno di contrastare il caporalato”.

Fonte: www.flai.it






M5S: "ALTRA FORMA DI CLIENTELA".PIANO RIFIUTI: UN ALBO UNICO PER ASSUMERE TUTTI I PRECARI DEL SETTORE CHE HANNO SVOLTO ALMENO 36 MESI DI LAVORO CONTINUATIVI. IL BLOG: ANCHE AI FORESTALI DEVE ESSERE RICONOSCIUTA LA STABILIZZAZIONE. NON SIAMO LAVORATORI DI SERIE B!


Dal sito www.ilsicilia.it

di Matteo Scirè 19 giugno 2018
Un albo unico per assumere tutti i precari che hanno svolto almeno 36 mesi di lavoro continuativi nel settore della raccolta dei rifiuti in Sicilia prima del 31 dicembre 2019. E’ questo uno dei provvedimenti del Piano rifiuti col quale il governo regionale intende sanare la posizione di circa 11.500 lavoratori entrati negli anni, direttamente o indirettamente, nella galassia nel sistema regionale. Nel calderone, infatti, entrerebbero non solo coloro che sono stati assunti senza concorso, ma anche i dipendenti delle società private che hanno svolto il servizio nei comuni attraverso gare d’appalto.

Operazione fortemente contestata dal M5S che proprio nei giorni scorsi con una conferenza stampa ha sollecitato il governo ad accelerare i tempi presentando un proprio disegno di legge. “Non si può fare un unico albo che contenga tutti indiscriminatamente i soggetti che hanno partecipato a qualunque titolo nella gestione dei rifiuti – spiega Giampiero Trizzino, deputato regionale pentastellato e componente della Commissione ambiente dell’Ars – dalle Srr agli Ato alle ditte, ma non per una questione di mancanza di volontà politica, ma perchè ci sono delle sentenze della Corte di Cassazione che hanno chiuse le porte ad alcune categorie mantenendo delle altre. Per cui nel ragionamento che deve fare il governo bisogna tenero conte di queste cose altrimenti la legge verrà impugnata”.

Il riferimento è alla pronuncia dei giudici di ultimi grado che hanno confermato il licenziamento nel 2013 dei 180 lavoratori del Coinres (Consorzio intercomunale rifiuti, energia, servizi dell’Ato Palermo 4), perchè assunti per chiamata diretta da una società di lavoro interinale, la Temporary. “L’unica strada – secondo Trizzino – è quella dei concorsi ad evidenza pubblica e con le norme transitorie si provano a recuperare quelle persone che hanno precedentemente lavorato, ma secondo un ordine che comunque garantisce il fatto che la legge non venga impugnata, perchè altrimenti diventa un’altra forma di clientela. Questi lavoratori verranno ingannati, perchè è una norma che nasce già morta”.


Fonte: www.ilsicilia.it





L’IRA DI MUSUMECI DOPO LO STOP AL COLLEGATO: “SE IL PARLAMENTO SI METTE DI TRAVERSO SULLE RIFORME TORNIAMO TUTTI A CASA”. VIDEO


Dal sito www.blogsicilia.it

di Manlio Viola -
“Prendo atto, con assoluta serenità, della volontà espressa oggi dal parlamento siciliano di rinviare in commissione Bilancio il disegno di legge sul collegato alla Finanziaria. Aspetto fiducioso che il testo torni in Aula per essere serenamente valutato da tutti i gruppi politici, soprattutto negli articoli riguardanti la creazione del Polo per il credito agevolato (fusione Crias-Ircac) e la soppressione dell’Esa, l’ultimo carrozzone della Prima Repubbblica”.

E’ lapidario il Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci che dietro la sua cortese fermezza, però, nasconde un pungo di ferro pronto a scattare dopo lo stop alle riforme contenute proprio nek collegato.
“Una cosa è certa: il mio è il governo del cambiamento, per il quale ho chiesto ed ottenuto a novembre il consenso del popolo siciliano. Se sulla strada delle riforme – dice Musumeci – il parlamento dovesse già da ora mettersi di traverso non ci sarebbe più alcuna ragione per restare al mio posto. In questa Regione devastata e saccheggiata dalla più famelica partitocrazia non è più tempo per riproporre metodi antichi”.
Dunque riforme o si torna alle urne, minaccia Musumeci, ben conscio che dimettendosi porerebbe con se tutti i 70 deputati di sala d’Ercole.

A scatenare l’intervento del presidente della Regione quanto accaduto oggi pomeriggio all’Ars con il nuovo stop alla norma che torna in Commissione con il rischio di essere definitivamente affossata (LEGGI QUI)


O le riforme o tutti a casa


COLLEGATO, FIGUCCIA: "VERGOGNA INAUDITA. I RESPONSABILI NE DARANNO CONTO"


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

Il collegato si arena e ritorna alle commissioni.

"È incredibile registrare come si sia deciso di bloccare l'unico strumento che fino a questo momento il Parlamento ha prodotto in termini concreti aldilà delle poche e scarse leggi approvate - a dirlo è il leader di Cambiamo la Sicilia Vincenzo Figuccia che prosegue - Il collegato rappresentava una vera opportunità per dare seguito ad alcune battaglie che il presidente Musumeci si è intestato insieme a questa maggioranza di governo: razionalizzazione delle partecipate, abolizione dell'ESA e ancora una serie di emendamenti che riguardavano priorità come quelli della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro e che oggi trovano così, un'incredibile battuta d'arresto. È scandaloso che questo sia accaduto. Oggi - prosegue il deputato, furioso a sala d'Ercole -una pagina nera di vergogna si abbatte si in questo parlamento. Ciò che è accaduto è davvero grave e i responsabili ne daranno conto di fronte alle tante istanze di soggetti che aspettavano risposte concrete". 

19 giugno 2018

SIFUS: MUSUMECI S'INFORMI, PARAFUOCO IN RITARDO





INCENDI: M5S, MUSUMECI SPIEGHI PERCHÉ RITARDI ATTIVITÀ DI PREVENZIONE. IL BLOG: MA VOI LO SAPETE CHE GLI AIB DEL CORPO FORESTALE POTEVANO ESSERE AVVIATI A MAGGIO? LO SAPETE CHE TUTTI I LAVORATORI DOVEVANO ESSERE AVVIATI AD APRILE? PERCHÈ NON VI SIETE INDIGNATI ANCHE PER NOI?


Dal sito www.sicilia5stelle.it

18 Giugno 2018

“Sul fronte della prevenzione e delle misure antincendio la Regione siciliana è capace solo di accumulare ritardi su ritardi”. Lo dice il deputato regionale del M5S Giampiero Trizzino, che raccoglie il grido d’allarme dei sindacati, mentre la stagione estiva è alle porte.
“E’ inammissibile e assai più grave del passato non aver avviato le attività necessarie a mettere in sicurezza l’enorme patrimonio naturalistico e boschivo della Sicilia – prosegue il parlamentare – Musumeci questa volta non ha alibi. In finanziaria, grazie ad un emendamento del M5S siamo risusciti a destinare 2 milioni di euro per il rinnovo della convenzione con i vigili del fuoco, per dotare l’Isola di uomini e mezzi capaci di fronteggiare i roghi e attivare le misure di prevenzione antincendio in tempi ragionevoli”. “Dalle organizzazioni dei lavoratori registriamo che questo non è avvenuto, ci sono inadempienze, ritardi e continui disagi – aggiunge – Chiediamo a Musumeci di spiegarne le ragioni e di mettere in campo le misure necessarie a prevenire gli incendi. Se anche quest’anno la Regione sprofonderà nell’ennesima emergenza sarà lui a doverne rendere conto ai siciliani”.


Fonte:  www.sicilia5stelle.it


Leggi anche:

Sicilia: M5S, rinnovo convenzione regione-vigili fuoco audizione in commissione Ars. L'On. Trizzino su facebook: la prevenzione degli incendi si fa con azioni concrete, non nel salotto di Giletti. Musumeci dimostri di essere più sensibile e metta i vigili del fuoco nelle condizioni di lavorare

Sicilia: Trizzino (M5S), disarmati contro gli incendi, in finanziaria neanche un euro

Conapo chiede all’Ars risorse per convenzione VV. FF. incendi 2018. Il Blog: facciamo presente sia al conapo, che al M5S, che per spegnere gli incendi boschivi ci sono i forestali dell'antincendio. Dobbiamo fare la guerra tra noi?



Incendi boschivi. Il M5S ripropone nel collegato la convenzione con i vigili del fuoco. Il Blog: sono professionisti ed importanti nelle altre emergenze, ma per gli incendi boschivi bastano ed avanzano i lavoratori forestali. No alla guerra tra operai!

Incendi, M5S: “Musumeci attivi subito protocollo protezione civile-regione”. Il blog: per questi tipi di intervento abbiamo già i lavoratori forestali, quindi non possiamo permetterci di farci la guerra tra noi

Guarino: difenderò sempre gli operai forestali. Mi dispiace che i grillini siciliani parlino solo di convenzione con Protezione Civile e Vigili del fuoco  per la lotta agli incendi




FORESTALI. MARTEDI' 26 GIUGNO ATTIVO PROV.LE FALI CGIL AGRIGENTO. AMBIENTE E TERRITORIO PER UNO SVILUPPO DELL'ECONOMIA E DELL'OCCUPAZIONE

Dalla pagina Facebook
della Flai Cgil Agrigento







FIGUCCIA: "AL COLLEGATO NON SI IGNORINO EMENDAMENTI SU POLITICHE ATTIVE E FORMAZIONE"


Ricevo e pubblico
dall'On. Figuccia

"Sugli operatori delle politiche attive, ho presentato un emendamento che non essendo stato accolto in finanziaria, ho ripresentato con determinazione al collegato, a breve in discussione - lo rende noto il leader di Cambiamo la Sicilia Vincenzo Figuccia.

"L'emendamento aggiuntivo approdato in commissione lavoro -prosegue - impegnava il governo a porre in essere una pianificazione per il reinserimento presso i centri per l'impiego, dell'intera platea. Sembrava si stesse tracciando una strada per affrontare e risolvere la questione ma quello sciagurato emendamento, non è stato riportato al collegato. Tanto è bastato perché si lanciasse l'idea di un disegno di legge, senza la benché minima preoccupazione, di trascinare 1800 anime in balia delle lungaggini parlamentari.

Più che il ricorso ad un ddl, per dare risposte alle istanze poste da una categoria che in è in attesa da oltre 3 anni, mi aspetto soluzioni immediate. Vorrei ricordare a scanso di equivoci che la legge c'è già ed esiste, va solo attuata.

Comprendo quindi la rabbia di tanti padri e madri di  famiglia, che essendo stati impegnati nella formazione, continuano oggi a perdere pezzi di speranza e vengono a protestare davanti al palazzo con quella che gli resta.

Il collegato, lo ribadisco, deve essere un'importante occasione per riporre al centro dell'agenda politica l'intero comparto della formazione, tra servizi e interventi, chiudendo definitivamente il triste capitolo di quella politica che negli ultimi anni, ha innescato guerre fratricide.

Chiedo al Governo -conclude - di prendere posizione per poter risolvere la questione, valutando che entrambi gli emendamenti vengano discussi a partire dal collegato". 






18 giugno 2018

NEI BOSCHI. CAMPAGNA ANTINCENDI TRA LUCI E OMBRE, IN SICILIA PIÙ FONDI MA ANCORA POCHI UOMINI E MEZZI VETUSTI

dal sito gds.it

di
È partita da due giorni la campagna antincendio boschivo della Regione Sicilia tra luci ed ombre. Sono stati stanziati 50 milioni per la campagna antincendio boschivo che quest’anno è partita in tempo, nonostante il potenziamento della flotta aerea, rimangono pochi uomini e anziani per spegnere gli incendi boschivi e mezzi di terra vetusti. E’ questa la fotografia della Sicilia.

Destinati 50 milioni di euro. Sono stati stanziati 50 milioni di euro alla fine dello scorso anno nella legge di stabilità regionale. Circa ventisei milioni sono stati investiti dal dipartimento dello Sviluppo rurale per avviare fin da aprile una campagna di prevenzione degli incendi con la creazione di viali parafuoco. Circa ventiquattro milioni sono serviti per effettuare la manutenzione e la revisione meccanica dei 500 mezzi in dotazione agli operai della forestale per spegnare gli incendi.


Nuovi elicotteri per spegnere incendi. Sono arrivati anche nuovi elicotteri per la campagna antincendio boschivo, avvio della campagna antincendio, sono operative, su tutto il territorio. Grazie alle convenzioni stipulate dalla Regione con le forze armate, potranno essere utilizzati quattro elicotteri dislocati nelle basi di Trapani Birgi (Aeronautica), Sigonella (Esercito), Catania (Marina militare) e Palermo-Boccadifalco (Carabinieri). Altri sei  ne arriveranno entro luglio per grazie a una gara d’appalto con privati, così la flotta a disposizione della Regione Sicilia avrà almeno 10 mezzi aerei per fronteggiare gli incendi boschivi.

Poco personale e mezzi vetusti. Ma rimangono delle grosse problematiche ancora non risolte, come i concorsi da bandire per posti di agente forestale: “Siamo 650 agenti forestali in divisa con qualifiche di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza - ha spiegato il direttore della Forestale, Filippo Principato – e siamo anziani. Ho strappato la promessa al presidente Nello Musumeci e all’assessore al Territorio Toto Cordaro che il prossimo anno verrà bandito un concorso- ha continuato Principato – Inoltre i nostri mezzi sono vetusti ormai in molti casi non è utile la riparazione me è necessario l’acquisto per la sostituzione”.

Ritardi nella convezione tra Regione e i vigili del fuoco per la campagna antincendio boschiva. Anche se le regioni non hanno l’obbligo di stipularla la Sicilia è una regione ad altissimo rischio incendi. Perciò segretario regionale Sicilia del sindacato Conapo dei vigili del fuoco Giuseppe Musarra: “Già  si sono registrate diverse emergenze nei territori di Caltanissetta, Catania, Messina, Ragusa e Siracusa, ma ancora la Regione Sicilia non ha ancora stipulato la convenzione con i vigili del fuoco, quindi al momento, gli incendi di bosco e di interfaccia dovranno essere affrontati senza il necessario potenziamento di risorse previsto per legge”.
Il segretario Musarra ha spiegato: “Nel momento in cui su 12 ore di lavoro i vigli del fuoco sono costretti a spegnere per 10 ore incendi di sterpaglie, poi capita che si deve intervenire in un incendio abitazione e i nostri uomini stanchi s’infortunano. Noi dovremmo avremmo come priorità il soccorso urgente di persone e abitazioni, non lo spegnimento dei boschi e delle sterpaglie. In alcune zone ancora il personale della forestale non è riuscito a coprire il territorio e noi vigili del fuoco dobbiamo intervenire e siamo allo tremo delle forze e dei mezzi. Spero che i ministri Salvini, Centinaio e Costa -  ha concluso Musarra - facciano una urgente verifica e diano una sonora tirata di orecchie alle Regioni inadempienti o ritardatarie, alcune delle quali sono quelle che già nel 2017 hanno avuto gravi problemi di incendi e di poca organizzazione".

© Riproduzione riservata 

Fonte: gds.it