13 dicembre 2017

INCENDIO FRA CARINI E MONTELEPRE. ROGHI ALIMENTATI DAL VENTO

Foto del lettore Benny Reggio 

Dopo tre ore di lavoro, i vigili del fuoco non sono ancora riusciti a spegnere le fiamme
di ARIANNA ROTOLO

12 Dicembre 2017
Incendio tra le montagne di Carini e Montelepre, in località Zucco. Il rogo di medie proporzioni è scoppiato intorno alle 17 ma dopo oltre tre ore di lavoro, i vigili del fuoco non hanno ancora spento del tutto le fiamme a causa delle forti raffiche di vento che hanno alimentato l’incendio. Una squadra è presente sul posto e sta operando. Sono in corso indagini per accertare le cause. 

Fonte: palermo.repubblica.it


Leggi anche:

Violento incendio a Carini. Guarino: purtroppo i nostri addetti al servizio antincendio boschivo non sono più in servizio e che quindi io non posso che soffrire. Gli Aib dovrebbero essere operativi tutto l'anno





FLAI CGIL: FORESTALI, AGRICOLI E DELLA PESCA OGGI SCENDERANNO IN PIAZZA. RIVENDICHIAMO UN PIANO STRAORDINARIO DI DIFESA E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO SICILIANO, TUTELANDO I FORESTALI E LAVORATORI DI CONSORZI DI BONIFICA, ESA E ARAS



CATANIA - I lavoratori agricoli, forestali, dell’industria alimentare e della pesca della Sicilia scenderanno in piazza mercoledì 13 dicembre a Catania per rivendicare un sistema pensionistico equo e socialmente sostenibile e misure a sostegno di sviluppo e occupazione. La manifestazione è indetta dalla Flai Cgil Sicilia. Alle 9.30 è previsto il concentramento (davanti alla Villa Bellini in via Etnea) e dopo il corteo ci sarà, in piazza Manganelli, il comizio della segretaria generale nazionale della Flai Ivana Galli. “Rivendichiamo – dice il segretario generale della Flai Sicilia, Alfio Mannino- pensioni dignitose per i lavoratori stagionali e l’effettivo riconoscimento dei lavori pesanti. I lavori non sono tutti uguali- specifica-, basti pensare alle campagne di raccolta e alle attività nelle serre o alla pesca, e di questo occorre tenere conto, facendo durare meno un lavoro particolarmente faticoso e usurante”.

Secondo i calcoli della Flai con le regole attuali un operaio a tempo determinato del settore agricolo, che lavora dunque in maniera discontinua, non potrà avere la pensione prima di 70 anni. E il lavoro discontinuo costituisce oggi la gran parte dell’occupazione in agricoltura e nel settore forestale. La Flai chiede un sistema flessibile di accesso alla pensione anticipata, senza penalizzazioni, a partire dai 62 anni o dai 41 di contributi. Ma anche la modifica della norma su Ape social e precoci, comprendendo effettivamente i lavoratori del settore agroalimentare, garantendo il pieno utilizzo delle risorse già impegnate e finanziando con risorse aggiuntive ulteriori proroghe del’Ape social.

“Per quanto riguarda il settore agroalimentare- aggiunge Mannino- chiediamo un piano di rilancio produttivo ma anche la possibilità di accedere all’integrazione salariale in caso di crisi aziendali, cosa che rivendichiamo per le crisi e le calamità per tutti i lavoratori agricoli. Per tutto il territorio siciliano – dice ancora- rivendichiamo inoltre un piano straordinario di difesa e valorizzazione del territorio siciliano, migliorando i servizi all’agricoltura e tutelando forestali e lavoratori di consorzi di bonifica, Esa e Aras”. “Con le regole attuali- conclude Mannino- i lavoratori di questi settori saranno tra i più penalizzati. Si tratta di settori importanti che vanno rilanciati e con essi lavoro e tutele anche per dare prospettive future credibili ai più giovani”.
12 Dicembre 2017

Fonte: catania.livesicilia.it










PALAZZO DEI NORMANNI. ARS, LE ULTIME GRANDI MANOVRE UNA VICEPRESIDENZA AL M5S



di Salvo Toscano
PALERMO - L'accordo c'è nel centrodestra. E c'è anche lo spazio per una vicepresidenza a cinque stelle all'Ars. Venerdì prima seduta di Sala d'Ercole ed elezione del presidente, che sarà Gianfranco Miccichè. Per la vicepresidenza dovrebbe aprirsi un via libera ai pentastellati, e il nome in pole position è quello di Giancarlo Cancelleri. E l'altro vicepresidente? Nella maggioranza resta sul tavolo il nome del lombardiano Roberto Di Mauro ma l'accordo sul suo nome potrebbe necessitare di un ulteriore passaggio.

Niente vicepresidenza per il Pd, quindi. Non c'è aria di inciuci, con le elezioni alle porte, e in ogni caso un'intesa sarebbe stata di difficilissima attuazione, visto che la votazione per i due vice è unica e i grillini hanno 20 deputati: spalmare i voti di destra e sinistra su due nomi sarebbe ad altissimo rischio debacle. E così i 5 Stelle avranno il loro vice e quasi certamente la poltrona sarà appannaggio del candidato alla presidenza della Regione Giancarlo Cancelleri.

Quanto alla vicepresidenza vicaria, Di Mauro sarebbe il nome con più chance. Anche se così, la lista di Raffaele Lombardo Saverio Romano e Roberto Lagalla porterebbe a casa oltre alle tre poltrone assessoriali (lo stesso Lagalla, Ippolito e Cordaro) anche una vicepresidenza dell'Ars: niente male per una formazione del sette per cento. L'idea farebbe storcere il naso a a qualche alleato. E così si profila una terza via: votare venerdì solo per il presidente dell'Ars e rinviare a martedì le votazioni per il resto dell'ufficio di presidenza. Il centrodestra ieri in una riunione di coalizione, scrivono oggi i quotidiani, ha blindato un'intesa sulla candidatura di Miccichè. Restano da assegnare gli altri posti nell'ufficio di presidenza. Molto ambiti quelli di questore, che permettono di ottenere oltre all'indennità aggiuntiva anche la possibilità di portarsi al seguito un abbondante staff di collaboratori. In Diventerà Bellissima il posto sarebbe destinato a Giusy Savarino o a Giorgio Assenza. Nell'Udc ballottaggio tra Bulla e Lo Curto. Il Pd potrebbe designare per l'ufficio di presidenza Luca Sammartino: prima dell'insediamento il gruppo dem si riunirà nelle prossime ore per un summit informale. Sarà anche l'occasione per cominciare a parlare della poltrona di capogruppo, una pratica che quasi tutti gli altri partiti hanno già evaso: Aricò guiderà il gruppo di Diventerà Bellissima, Giuseppe Milazzo quello di Forza Italia, Margherita La Rocca Ruvolo il gruppo dell'Udc. Non è ancora chiusa la partita per il capogruppo dei Popolari e Autonomisti, papabili sono Compagnone e Di Mauro: la decisione sarà assunta il 14 dicembre, alla vigilia dell'insediamento. Tornando al Pd non è ancora stato sciolto il nodo se i due deputati eletti in Sicilia Futura, D'Agostino e Tamajo, entreranno nei dem o no.
12 Dicembre 2017

Fonte: livesicilia.it





INIZIA LA GUERRA DELLE POLTRONE ALL’ARS, PD SPACCATO SULLA VICEPRESIDENZA E 5 STELLE PRONTI AD APPROFITTARNE



12 Dicembre 2017
Tre giorni. Tanto manca alla prima seduta dell’Ars che segnerà l’apertura anche formale della legislatura con l’insediamento e l’elezione degli organi del Parlamento siciliano. Tanto manca ai partiti per chiudere le consultazioni interne e fra di loro per la scelta di Presidente, vice Presidente e deputati questori dell’Ars e per la composizione delle Commissioni Parlamentari. Ieri Claudio Fava si è affrettato a depositare quattro disegni di legge e a mostrarsi iperattivo.
Assodato che sarà rispettata l’educazione istituzionale in base alla quale Presidenza e una vice presidenza spettano alla maggioranza mentre la seconda vice presidenza, possibilmente vicaria, spetta all’opposizione, c’è battaglia su quale dei partiti dell’opposizione andrà ad occupare quella poltrona. E in questa battaglia proprio i voti della maggioranza sono essenziali.
In pole position per lo scranno più alto di sala d’Ercole c’è senza dubbio Gianfranco Miccichè ma per essere eletto non gli bastano i voti della maggioranza. Così da tempo Miccichè ha avviato la trattativa con il Pd. Il tentativo era quello di ottenere l’appoggio all’elezione del Presidente in cambio dell’appoggio della maggioranza all’elezione del vice presidente ma le correnti interne al Pd non riescono a mettersi d’accordo. I nomi sul piatto erano quelli di Luca Sammartino, il più votato in assoluto, e di Giuseppe Lupo fra i più votati a Palermo e già vice presidente nella seconda parte della scorsa legislatura. Ma in campo ci sono anche altri big come Antonello Cracolici, l’altro campione di voti a Palermo, e Anthony Barbagallo che ha mostrato la sua forza elettorale a Catania. Infine chiede spazio anche l’altro ex assessore, Baldo Gucciardi. Nonostante lunghe trattative nessuno accordo.
Ammesso che uno prenda la vice presidenza dell’Ars e ad un altro vada la guida del gruppo, al massimo il Pd può ottenere la presidenza di una commissione importante e restano comunque fuori dai giochi almeno due big. Oggi il gruppo dovrà cercare la quadratura del cerchio e le cose sono tutt’altro che facili.
In assenza di interlocutori certi Miccichè potrebbe guardare ai 5 stelle e tentare di chiudere con loro l’accordo per la vice presidenza Vicaria. L’unico problema è che non c’è certezza del fatto che con i pentastellati si possa portare a casa una simile trattativa. Loro hanno già scelto il capogruppo, sarà Valentina Zafarana e ricordano bene la beffa della vice presidenza nella scorsa legislatura. Allora erano 15 su 90 oggi sono 20 su 70. In quella occasione elessero vice presidente Venturino che poco dopo lasciò i 5 stelle ma restò vice presidente per tutta la legislatura.
Dunque una vice presidenza è un argomento di discussione ma i 5 stelle darebbero in cambio i propri voti a Miccichè?
C’è poi l’altra vice presidenza che spetta alla maggioranza ma certamente non a Forza Italia e neanche ad Autonomisti e Popolari che hanno fatto man bassa di assessori. Difficile che possa rivendicarla la Lega per Rizzotto o anche Fratelli d’Italia, potrebbe toccare a Diventerà Bellissima di Musumeci e in questo caso in pole position potrebbe esserci Giusy Savarino. I lombardiani, però, lamentano che già Musumeci e compagni hanno la presidenza e l’assessorato più importante, la sanità con Ruggero Razza, e chiedono spazio per Roberto Di Mauro.
Più probabile, invece, che Di Mauro vada a finire fra i deputati questori o alla guida di una commissione, magari la II che ci occupa di Bilancio mentre Riccardo Savona punterebbe alla I Commissione Affari Istitiuzionali, i 5 stelle rivendicherebbero la Territorio per Trizzino e Fava vorrebbe la Commissione Antimafia mentre il Pd vorrebbe le Commissioni sanità e Attività produttive. Non ci sono ancora richieste per la Presidenza della Commissione Cultura che però potrebbe andare all’Udc se non avrà altro ma il partito di Cesa punterebbe alla Presidenza della Commissione Affari Istituzionali al posto di Di Mauro e in questo caso la Cultura potrebbe andare a finire nella trattativa con l’opposizione.
Infine la partita dei presidenti dei gruppi che da qualcuno sarà giocata dopo le elezioni delle commissioni o solo dopo che l’accordo sarà trovato. Fino ad ora ad eleggere i propri sono stati, oltre ai 5 stelle, Forza Italia che ha scelto Milazzo mettendo a posto il rischio guerra interna fra correnti, l’Udc che ieri ha eletto Margherita La Rocca Ruvolo e si attende l’ufficialità per Alessandro Aricò per Diventerà Bellissima. Il capogruppo di Autonomisti e Popolari potrebbe essere Roberto Di Mauro se la partita per le commissioni non dovesse andare a buon fine per lui.
Trattative complesse e che al momento potremmo definire in alto mare ma che già stasera potrebbero vedere uno spiraglio di luce
di Manlio Viola

Fonte: palermo.blogsicilia.it






12 dicembre 2017

RISORSE ALLA SICILIA PER CONTRASTARE IL DISSESTO IDROGEOLOGICO, MA CON TRE MESI DI RITARDO



Comunicato stampa

Ricevo e pubblico
dalla Uila Sicilia

12 Dicembre 2017
“Meglio tardi, che mai. Tre mesi di ritardo nella destinazione di ben 21 milioni di euro alla Sicilia non possono, però, essere sottaciuti. Specie perché hanno provocato disagi nei lavoratori forestali e disfunzioni nell'organizzazione di un servizio di fondamentale importanza per il territorio siciliano”. Nino Marino, segretario generale della Uila Sicilia, commenta così la notizia della nuova programmazione dei Fondi Pac deliberata solo in queste ore dal Ministero per lo Sviluppo economico: “Ben vengano – aggiunge l’esponente dell’organizzazione di categoria Uil – le risorse in favore di interventi contro il dissesto idrogeologico, che abbiamo lungamente sollecitato per realizzare opere indispensabili a tutela dell’ambiente e garantire ai precari del settore forestale il diritto alle giornate previste dalla legge. La maggior parte di questi fondi, com'è ovvio, rimarrà inutilizzata per l’anno in corso. Ci auguriamo che saranno spesi il prossimo anno per avviare tempestivamente e bene interventi di cui
la nostra Isola ha davvero bisogno”.

Cordiali saluti,
UILA SICILIA 


Leggi anche:

Flai Cgil Sicilia: grazie alla nostra pressione l'Agenzia della Coesione Territoriale ha dato il parere positivo per la riprogrammazione fondi pac 2009/2016. Tale provvedimento consentirà di far espletare senza alcuna difficoltà le giornate 2017 ai forestali

Riprogrammazione fondi pac contro il dissesto idrogeologico. “I forestali dei comuni in difficoltà potranno tornare al lavoro”





VIOLENTO INCENDIO A CARINI. GUARINO: PURTROPPO I NOSTRI ADDETTI AL SERVIZIO ANTINCENDIO BOSCHIVO NON SONO PIÙ IN SERVIZIO E CHE QUINDI IO NON POSSO CHE SOFFRIRE. GLI AIB DOVREBBERO ESSERE OPERATIVI TUTTO L'ANNO



di Gaetano Guarino
Funzionario del Corpo forestale 
della regione Siciliana

Oggi 12 dicembre, ore 18,30 ricevo la telefonata di un cittadino che mi informa di un violento incendio su Cozzi Lupo in agro di Carini.
Con voce dimessa ho dovuto rispondere che i nostri ADDETTI AL SERVIZIO ANTINCENDIO BOSCHIVO non sono più in servizio e che quindi io non posso che soffrire. Il mio interlocutore mi ha inviato una foto con l'incendio visibile e le luminarie di Natale un po' più sotto. A significare che: in Sicilia le Squadre Antincendio dovrebbero essere operativi tutto l'anno.



Grande Gaetano




SGARBI: IN SICILIA SONO AL LAVORO PER SPOSTARE I FORESTALI IN ECCESSO AI BENI CULTURALI



L'intervista

Sgarbi: «Vinceremo come in Sicilia. In lista voglio Contrada, Morgan e Simona Ventura».


Il critico d’arte e fondatore di Rinascimento italiano: «La coalizione di centrodestra prenderà il 42%. Anche per Renzi sono insuperabile»
di Giuseppe Alberto Falci

Da assessore della giunta siciliana ha già fatto parlare di sé, ma Vittorio Sgarbi prima di tutto preferisce guardare alle prossime elezioni politiche: «Diceva Goethe che “l’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna”».

Sgarbi, scomoda Goethe? 
«Il tema è tutto politico: quando Renzi derubrica le elezioni siciliane a voto locale commette un errore gravissimo perché il risultato delle politiche sarà identico alle regionali».

Dunque vincerà il centrodestra? 
«Certo. Il centrodestra allargato a me — il resto sono frattaglie — arriverà al 42%, il Partito democratico e il Movimento Cinque Stelle si fermeranno in un range compreso fra il 25-28%, e Pietro Grasso otterrà il 6 per cento di Claudio Fava».

Cosa ne pensa della scelta del presidente del Senato? 
«Liberi e uguali mi sembra una presa in giro. Grasso non è un uomo di sinistra ma mi sembra la foglia di fico per coprire un gruppo di disperati».

Lei blufferà anche questa volta e si farà poi inglobare da Berlusconi? 
«Ma quale bluff. A settembre è andata così: ancora prima di scendere in campo i sondaggi ci davano al 4%. Trascorsa una settimana dal lancio avevano già superato il 6%. A quel punto mi chiama Berlusconi e stipuliamo un patto di desistenza che ha consentito al centrodestra di vincere le elezioni. Il dettaglio è che ho il placet di Berlusconi, Salvini e Meloni. Noi di Rinascimento siamo graditi, altri no».

A chi si riferisce? 

«A Scelta civica. Qualche giorno fa alla commemorazione del grande Tatarella incontro Salvini, il quale mi confida: “Vittorio, tu e Tremonti siete graditi perché non avete mai avuto rapporti con Renzi”».

Chi metterete in lista? 
«Odifreddi, Morgan, Simona Ventura, Fausto Leali, Giulio Giorello e Bruno Contrada. E poi se Stefano Parisi farà parte del nostro progetto ci sarà anche il generale Mori. Sono tutte candidature alte e riconoscibili. Al punto che anche Renzi mi ha chiamato per dirmi: “Sei insuperabile, se non dovessi votare Pd sceglierei te”. Rinascimento è il primo partito dopo il crollo della Prima Repubblica che ha un pensiero».

Si è già stancato di fare l’assessore? 
«Sono orgoglioso di essere assessore in Sicilia. Solo se dovessi fare il ministro della Cultura sarei costretto a lasciare».

Si è pentito dell’uscita su Nino Di Matteo? Il pm palermitano è o non è un eroe?

«Cito Brecht: “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”. La mia non era una critica, ma una constatazione. La minaccia di Riina non è una minaccia reale, ma aumenta l’importanza. Non lo posso dire?».

Musumeci però si è smarcato. Siete già ai ferri corti? 
«È un fatto marginale, abbiamo poi parlato e mi ha detto che posso dire quello che voglio ma non devo fare polemiche».

Come risponde a chi l’accusa di non essere un assessore presente? 
«Ho già firmato per la prelazione del castello di Schisò, ho bloccato una speculazione a Capo Passero, ho fatto acquistare un Antonello da Messina e farò rinascere il tempio G di Selinunte, che è l’ottava meraviglia del mondo. Eppoi sono al lavoro per spostare i forestali in eccesso ai beni culturali».

11 dicembre 2017 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.corriere.it



Leggi anche:

Il neo Assessore regionale ai Beni Culturali. Sgarbi: “Metterò i forestali custodi nei musei e toglierò le pale eoliche di me…”

Uil e Uila Sicilia: "Apprezzamento per le dichiarazioni di Sgarbi sulla risorsa-forestali, la nuova Ars esami la proposta unitaria di riforma del settore avanzata dai sindacati"

Sgarbi, assessore in pectore: “Farò partire i mille dalla Sicilia, la bellezza contro la mafia”. “Il caso dei forestali? La soluzione non è eliminarli ma spostarli ad altre funzioni”

Forestali, un esercito in cerca d'identità. Si a nuovi compiti

Impiego del Corpo Forestale per garantire la sicurezza di medici e pazienti. Il Funzionario Guarino risponde al Segretario Nazionale del Codacons, Francesco Tanasi: si documenti prima di fare proclami sensazionalistici

Aggressioni guardie mediche, Codacons propone impiego corpo forestali

Forestale uno e trino. Vuoi vedere che alla fine per i boschi si dovranno assumere altri forestali?

Forestali: Mannino (Flai Sicilia), hanno già compiti assegnati da leggi che vanno solo applicate. “Ci vuole un piano straordinario di difesa e valorizzazione del territorio”




RIPROGRAMMAZIONE FONDI PAC CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO. “I FORESTALI DEI COMUNI IN DIFFICOLTÀ POTRANNO TORNARE AL LAVORO”


LA DELIBERA DEL MISE

12 Dicembre 2017
La Flai Cgil Sicilia, con il segretario generale Alfio Mannino, esprime soddisfazione per la nuova programmazione dei Fondi Pac, 2009/2016, deliberata ieri dal Ministero per lo sviluppo economico, che prevede lo spostamento di risorse su interventi contro il dissesto idrogeologico.
“E’ un provvedimento che abbiamo sollecitato con determinazione- dice Mannino– e che grazie alla pressione esercitata unitariamente e all’impegno straordinario del Dipartimento regionale sviluppo rurale e programmazione finalmente ha concluso positivamente il suo iter”. Mannino fa sapere che l’atto in questione sarà notificato alla Regione nei prossimi giorni. “ La misura- specifica- consentirà ai territori che hanno qualche difficoltà economica di fare espletare ai forestali senza alcuna difficoltà le giornate 2017 per interventi di fondamentale salvaguardia e ripristino del territorio e consentirà al Dipartimento di avere le risorse necessarie per l’avvio della stagione 2018”.

Fonte: palermo.blogsicilia.it



Leggi anche:


Flai Cgil Sicilia: grazie alla nostra pressione l'Agenzia della Coesione Territoriale ha dato il parere positivo per la riprogrammazione fondi pac 2009/2016. Tale provvedimento consentirà di far espletare senza alcuna difficoltà le giornate 2017 ai forestali




L'AVVOCATO FASANO RISPONDE IN UN VIDEO ALLE DOMANDE DEI FORESTALI SICILIANI DOPO UN INCONTRO ORGANIZZATO DAL MAB SICILIA A MISILMERI




Forestali, l’istanza per la procedura d’infrazione non archiviata. Buone notizie per gli operai della forestale che hanno fatto istanza alla Commissione Europea

Lavoratori comparto forestale Sicilia - assemblea studio legale Fasano

L'Avvocato Fasano: lavoratori forestali ecco perchè vi spetta la stabilizzazione

L'avvocato Fasano ai lavoratori forestali: "Chiarisco i motivi per cui facciamo istanza in Commissione Europea"

I lavoratori forestali della Sicilia (78isti, 101nisti e 151nisti) si appelleranno alla Corte Europea per la trasformazione dei contratti a tempo indeterminato

L'Avvocato Fasano: forestali siciliani, dovete lottare per un diritto che vi spetta! Sarà un lungo percorso e noi vi sosterremo fino alla fine

Ricorso collettivo lavoratori forestali della regione siciliana. Ecco alcuni chiarimenti sorti in seguito alle erronee informazioni rese da operatori estranei all'azione legale

Forestali siciliani: ecco il pdf dell’istanza in Commissione e il video completo della riunione tenutasi a Castelbuono il 14 ottobre 2016







IL RESPONSABILE DEL BLOG INVITATO A PARTECIPARE AL CONVEGNO SUL PRECARIATO PUBBLICO DEGLI ENTI LOCALI ED ISTITUZIONALI DELLA REGIONE SICILIANA

Ricevo e pubblico
da Lucia Guagliano
Rappresentante degli Asu Siciliani




Purtroppo sono impossibilitato a partecipare, spero per la prossima volta






L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AGRICOLTURA E PESCA, EDY BANDIERA, OSPITE IN STUDIO SU FM ITALIA. PAROLE DI ELOGIO PER I FORESTALI E CONFERMA ANCHE CHE CI SONO LE RISORSE PER DUE SOLI CONTINGENTI: OTI E 151ISTI!



Spostare il cursore al minuto 11:00 circa





Leggi anche:

Su facebook l'Assessore Edy Bandiera al Sifus: sono dalla parte di chi, come voi, desidera lavorare stabilmente, e legittimamente si attende di vedere puntualmente retribuito il proprio impegno lavorativo


l'Assessore all'Agricoltura Edy Bandiera: vogliamo stabilizzare i lavoratori forestali, ci sono le risorse




Il Presidente Musumeci zittisce Bruno Vespa sui lavoratori forestali: non licenzieremo nessuno, anzi, li facciamo diventare da peso a risorsa. Li vorrei a pulire i fiumi, le aree verdi, le spiagge e non avranno un giorno di riposo. Conosco il metodo del governo



Gli impegni per i lavoratori forestali




L'intervento integrale dell'On. Musumeci, "Lista Musumeci" al 2° Congresso del Sifus/Confael

Nello Musumeci: dove li mettiamo i diritti acquisiti dei lavoratori forestali? Sono 20mila padri di famiglia. ;i mandiamo in mezzo alla strada tutti o troviamo un modo utile per impiegarli veramente? Serve personale che controlli le riserve naturali, sì o no? Serve personale che intervenga nelle aree protette e, in generale, in quelle demaniali, sì o no?

L'On. Nello Musumeci nonostante la sconfitta elettorale rimane favorevole alla stabilizzazione. Battibecco con alcuni lavoratori. Video eclusivo

Musumeci con l'elemosina di ottanta euro ai forestali, che chiedono di lavorare tutto l'anno e non solo due mesi, credo sia davvero squallido"

Musumeci: ai forestali non ho promesse da fare, ma dobbiamo chiudere questa vergognosa pagina del precariato in Sicilia

Nella chiacchierata con Umberto Teghini, il candidato alla presidenza della regione Nello Musumeci, si sfoga

Nello Musumeci: sui forestali credo poco alla stabilizzazione. La soluzione migliore credo sia quella di trovare un’intesa col governo centrale. C’è bisogno di questa forza lavoro anche per altre competenze. In tal modo lavorerebbero tutto l’anno

FLAI CGIL SICILIA: GRAZIE ALLA NOSTRA PRESSIONE L'AGENZIA DELLA COESIONE TERRITORIALE HA DATO IL PARERE POSITIVO PER LA RIPROGRAMMAZIONE FONDI PAC 2009/2016. TALE PROVVEDIMENTO CONSENTIRÀ DI FAR ESPLETARE SENZA ALCUNA DIFFICOLTÀ LE GIORNATE 2017 AI FORESTALI



Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale Flai Cgil Sicilia
Alfio Mannino

Nella giornata di ieri abbiamo avuto la conferma che dopo che nei giorni scorsi l'agenzia della coesione territoriale ha dato il parere positivo per la Riprogrammazione fondi pac 2009/2016, prevedendo il cambio della linea di finanziamento dagli interventi anticicliche a quelli per interventi contro il dissesto idrogeologico per 21 milioni di euro, oggi il ministero dello sviluppo economico ha deliberato la nuova programmazione. Tale atto sarà notificato alla regione nei prossimi giorni ciò consentirà ai territori che hanno qualche difficoltà economica di far espletare senza alcuna difficoltà le giornate 2017 ai forestali e soprattutto il dipartimento ha le risorse necessarie per avvio stagione 2018. Un provvedimento dai noi sollecitato con determinazione e che grazie alla nostra pressione con i deputati nazionali finalmente ha concluso positivamente il suo iter. 
È bene sottolineare che su questo vi è stato un impegno unitario di Flai, Fai e Uila e un ottimo lavoro svolto dal dipartimento Sviluppo rurale e programmazione




PREDISPOSTO, DALLA COMUNITÀ MONTANA DEL FORTORE, IL PAGAMENTO AGLI OPERAI DEGLI ARRETRATI CONTRATTUALI INERENTI L’ARCO TEMPORALE 2011-2014. IL BLOG: INTERESSANTE, VERIFICHEREMO SE SPETTANO ANCHE A NOI. RICORDIAMO CHE IN SICILIA GLI AIB DEVONO ANCORA PERCEPIRE IL SALDO 2006-2008



11 Dicembre 2017
“È stato predisposto, dalla Comunità Montana del Fortore, il pagamento agli operai Oti (Operai a tempo indeterminato) e Odt (Operai a tempo determinato) degli arretrati contrattuali inerenti l’arco temporale 2011-2014”, lo annuncia il presidente Zaccaria Spina.

“A tanto – prosegue Spina – ha provveduto il responsabile dell’Ufficio Agricoltura e Foreste, Pietro Giallonardo, a seguito di approfondimenti normativi e giurisprudenziali per la risoluzione di dubbi interpretativi sulla fattibilità della liquidazione degli importi”.

Poi il Presidente afferma: “La corresponsione agli operai forestali degli arretrati contrattuali giunge in vista del Natale”.

“Intanto – aggiunge Spina –, sono stati notificati dalla Regione Campania alla Comunità Montana del Fortore quattro decreti (numeri 319, 320, 321 e 322), per un importo totale di poco più di 900mila euro sui circa 4milioni di euro spettanti per l’annualità 2017. Sono i primi fondi relativi al 2017 che verranno accreditati alla nostra Comunità Montana”.

Poi il Presidente dichiara: “Abbiamo predisposto il pagamento degli arretrati contrattuali 2011-2014 e siamo ora in attesa dell’accredito materiale di questi primi fondi 2017. I nostri uffici sono già organizzati e pronti, di modo che non appena giungerà l’accredito effettivo delle somme provvederanno immediatamente a corrispondere a tutti gli operai ulteriori mensilità in prosecuzione del 2017”.

Il presidente Spina ringrazia la struttura dell’Ente, in particolare il responsabile del Servizio Pietro Giallonardo, il responsabile dell’Ufficio Ragioneria Donato Agostinelli ed il segretario generale Carlo Petriella per la predisposizione degli atti e la velocizzazione delle procedure, “che – afferma –sono molto complesse”. “In questo modo – dichiara Spina – si sta cercando di attutire le difficoltà dovute allo stato di crisi per i mancati accrediti delle spettanze”. Il nostro auspicio – conclude il Presidente – è che presto ci vengano accreditati dalla Regione i fondi di questi quattro decreti e che si velocizzino le procedure per gli ulteriori decreti relativi all’annualità 2017”.

Fonte: infosannio.wordpress.com






ARS, TANTE LE PRIORITÀ E I NODI DA SCIOGLIERE



di Raffaella Pessina
Esercizio provvisorio, Codice etico e pasticcio ex Province solo per citarne alcuni. Centro Pio La Torre: “Un ddl per il contrasto alla povertà”

PALERMO - Manca solo qualche giorno all’inizio dell’attività, si spera, proficua, del nuovo Parlamento regionale. Il 15 dicembre infatti si riunisce per la prima volta il gruppo dei 70 deputati eletti per formare l’Assemblea regionale siciliana. è abbastanza probabile che i pochi giorni che ci separano dalle festività natalizie verranno utilizzati solo per le operazioni di rito: elezione del presidente dell’Ars, formazione delle commissioni e dei gruppi Parlamentari.

A questo proposito giova ricordare che ieri i deputati regionali dell’Udc hanno eletto Margherita La Rocca Ruvolo nuovo capogruppo. I parlamentari eletti alle elezioni del 5 novembre scorso si sono riuniti alla presenza del presidente nazionale del partito, Antonio De Poli. Margherita La Rocca Ruvolo, alle consultazioni regionali, è stata eletta nel collegio di Agrigento. è alla seconda legislatura all’Assemblea regionale siciliana è laureata in psicologia e teologia ed è docente di professione. è sindaco del comune di Montevago (Ag). L’Udc si trova tra i partiti della maggioranza ed ha ottenuto due deleghe assessoriali con Mimmo Turano e Vincenzo Figuccia.

Il parlamentare della Sinistra, Claudio Fava, invece ha presentato alla stampa un disegno di legge sulla costituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla mafia in Sicilia che promuova maggiormente il confronto con l’antimafia nazionale e altri organismi europei. Nel ddl prevista anche la collaborazione di funzionari in numero non superiore a nove, distaccati presso la presidenza della Regione. Probabile la sua candidatura a presidente della Commissione: “Metto a disposizione – ha dichiarato Fava - la mia esperienza di cose conosciute e apprese in questi cinque anni di antimafia nazionale”. “Ho visto il codice etico dell’antimafia regionale - ha poi aggiunto, facendo riferimento al codice voluto da Nello Musumeci e approvato dall’antimafia regionale nel 2015, ma mai arrivato in Aula - ho anche chiesto i rilievi di merito degli uffici. è di certo da riprendere”.

Sul contrasto alla povertà si è espresso il centro Pio La Torre, che sollecita la soluzione del problema all’Ars. “La nuova Assemblea regionale siciliana che si insedierà venerdì prossimo, 15 dicembre, discuta e approvi come primo atto il ddl di iniziativa popolare per il contrasto alla povertà assoluta che da oltre due anni è depositato all’Ars”. In una nota il centro chiede che venga discusso ed approvato immediatamente: “Il testo, nonostante le assicurazioni del Governo precedente, non è mai stato calendarizzato né discusso. Nel frattempo la povertà assoluta è cresciuta. Dall’1 dicembre di quest’anno è in vigore una misura di Rei decisa dal Governo nazionale che è insufficiente a coprire l’intera platea degli aventi diritto (in Sicilia, secondo l’Istat, oltre 260.000 famiglie) – è scritto nella nota - Una rapida approvazione del ddl di iniziativa popolare - consentirebbe, agganciandolo al provvedimento nazionale, di estendere l’intervento a un numero più elevato di bisognosi”. Il ddl, che si compone di sette articoli, ha tra i firmatari un cartello trasversale di soggetti, il Comitato No Povertà, costituto dal Centro Pio La Torre, dai sindacati, da Libera, Confindustria, Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Erripa, Comitato lotta per la casa 12 luglio e Terzo Settore. Il Comitato venerdì prossimo alle ore 9, presso Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars, distribuirà ai deputati una lettera aperta per chiedere formalmente la discussione del ddl. Il testo prevede di agganciare alla sottoscrizione di un progetto di inclusione sociale, l’integrazione destinata a ciascun nucleo familiare, commisurata alla differenza tra il reddito disponibile (Isee) e la soglia di povertà assoluta calcolata dall’Istat. Ai beneficiari è rilasciata una carta acquisti da utilizzare per comprare beni e servizi di prima necessità.

Ma i problemi siciliani che l’Ars dovrà affrontare nell’immediato, a cominciare dall’eventuale esercizio provvisorio, una pratica divenuta ormai consuetudine in Sicilia. Nel calendario delle emergenze anche il pasticcio dei liberi consorzi e della riforma delle Province che non è mai decollata e la questione della gestione dei rifiuti.

12 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it





11 dicembre 2017

L'ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA EDY BANDIERA: VOGLIAMO STABILIZZARE I LAVORATORI FORESTALI, CI SONO LE RISORSE

Sposta il cursore al minuto 6:40


L'Assessore all'Agricoltura intervistato dalla Tgr Sicilia, ha detto che vuole stabilizzare i circa 22mila lavoratori forestali che sono una risorsa, ha confermato che ci sono tutte le condizioni e le risorse per far sì che possano lavorare tutto l'anno attraverso il tempo determinato e una parte con 151giornate. Verranno impegnati anche nei siti archeologici. Queste le parole di Edy Bandiera. 

Leggi anche:

Su facebook l'Assessore Edy Bandiera al Sifus: sono dalla parte di chi, come voi, desidera lavorare stabilmente, e legittimamente si attende di vedere puntualmente retribuito il proprio impegno lavorativo




Il Presidente Musumeci zittisce Bruno Vespa sui lavoratori forestali: non licenzieremo nessuno, anzi, li facciamo diventare da peso a risorsa. Li vorrei a pulire i fiumi, le aree verdi, le spiagge e non avranno un giorno di riposo. Conosco il metodo del governo



Gli impegni per i lavoratori forestali




L'intervento integrale dell'On. Musumeci, "Lista Musumeci" al 2° Congresso del Sifus/Confael

Nello Musumeci: dove li mettiamo i diritti acquisiti dei lavoratori forestali? Sono 20mila padri di famiglia. ;i mandiamo in mezzo alla strada tutti o troviamo un modo utile per impiegarli veramente? Serve personale che controlli le riserve naturali, sì o no? Serve personale che intervenga nelle aree protette e, in generale, in quelle demaniali, sì o no?

L'On. Nello Musumeci nonostante la sconfitta elettorale rimane favorevole alla stabilizzazione. Battibecco con alcuni lavoratori. Video eclusivo

Musumeci con l'elemosina di ottanta euro ai forestali, che chiedono di lavorare tutto l'anno e non solo due mesi, credo sia davvero squallido"

Musumeci: ai forestali non ho promesse da fare, ma dobbiamo chiudere questa vergognosa pagina del precariato in Sicilia

Nella chiacchierata con Umberto Teghini, il candidato alla presidenza della regione Nello Musumeci, si sfoga

Nello Musumeci: sui forestali credo poco alla stabilizzazione. La soluzione migliore credo sia quella di trovare un’intesa col governo centrale. C’è bisogno di questa forza lavoro anche per altre competenze. In tal modo lavorerebbero tutto l’anno

STABILIZZAZIONE PRECARI DELLA PA, ECCO COME SI SVOLGERÀ. IL BLOG: RIPETIAMO ALL'INFINITO CHE ANCHE I FORESTALI DEVONO ESSERE STABILIZZATI, NON SONO LAVORATORI DI SERIE B!

11 Dicembre 2017
Dal 1° gennaio in tutti gli enti pubblici, nazionali e locali, partirà la corsa delle stabilizzazioni. Interesserà almeno 50mila precari “storici” della Pa, secondo stime ministeriali che potrebbero essere riviste al rialzo in corso d’opera verso quota 80mila, all’interno di una platea che al netto di scuola e forze armate conta almeno 150mila titolari di contratti flessibili.

Le regole sono arrivate grazie al Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione, con la circolare n. 3 del 23 novembre 2017, che da il via il piano di stabilizzazione di 50 mila lavoratori precari impiegati nel Pubblico impiego.

Con la circolare n. 3 del 2017 , il Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione fornisce gli indirizzi operativi utili a valorizzare l’esperienza professionale ai fini della stabilizzazione dei lavoratori precari.

Le amministrazioni che hanno necessità di ricorrere a tipologie di lavoro flessibile dovranno privilegiare, per il reclutamento speciale, “l’utilizzo di risorse di turn over ordinario nel rispetto del principio dell’adeguato accesso dall’esterno”. Saranno assunti anche i vincitori di concorso. Ai precari storici inoltre non vincitori di concorso sarà assegnata una riserva del 50% nei bandi di concorso.

Le amministrazioni potranno, nel triennio 2018­-2020, in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni e con l’indicazione della relativa copertura finanziaria, assumere a tempo indeterminato personale non dirigenziale che successivamente alla data del 28 Agosto 2015 abbia prestato servizio, anche per un solo giorno, con contratti a tempo determinato o risulti titolare di un contratto flessibile (es. una collaborazione coordinata e continuativa) presso l’amministrazione che procede all’assunzione.

Il piano straordinario è rivolto ai soggetti che abbiano maturato alle dipendenze dell’amministrazione che procede all’assunzione almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni. Per i lavoratori a tempo determinato è necessario, inoltre, risultare già selezionato dalla medesima amministrazione con procedure concorsuali. Le procedure concorsuali riguarderanno procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti disponibili, al personale non dirigenziale che possegga i seguenti requisiti.

L’unica condizione ulteriore è rappresentata dall’essere stati in servizio almeno un giorno dopo il 28 agosto del 2015, quando è entrata in vigore la legge delega sulla riforma della Pa di cui le nuove regole sul pubblico impiego e le stabilizzazioni sono un capitolo centrale nell’attuazione. In questo modo, la possibilità del posto fisso si apre anche a chi ha abbandonato l’amministrazione da oltre due anni, e ora può sperare di rientrarci stabilmente.

Per finanziare i nuovi contratti a tempo indeterminato, gli enti potranno pescare da un budget doppio:


  • per quello a tempo indeterminato la spesa massima è fissata dai vincoli al turn over, che in ogni settore della Pa limitano le assunzioni possibili a una quota dei risparmi prodotta dalle uscite dell’anno precedente;
  • per i lavori flessibili, invece, il limite è quello posto all’inizio della lunga fase delle manovre anti-crisi, che da sette anni impedisce di dedicare a collaborazioni e tempi determinati più del 50% della spesa destinata alle stesse voci nel 2009 (la regola è scritta all’articolo 9, comma 28 del decreto legge 78 del 2010).

Una terza carta nelle mani dell’amministrazione: si tratta del part time. La stabilizzazione, spiegano le norme, deve produrre posti di lavoro nelle stesse attività in cui sono, o sono stati, impegnati i precari interessati alla nuova chance. Ma le istruzioni ministeriali dicono che un contratto precario a tempo pieno si può trasformare anche in un posto stabile ma part time: offrendo un fattore di flessibilità in più alle amministrazioni, che per questa via potrebbero aumentare il numero di stabilizzazioni finanziabili a parità di risorse, ma anche un’opzione aggiuntiva al personale.

Fonte: www.lentepubblica.it







I CONTI. UN DEBITO FIGLIO DI TANTI GOVERNI. COME NASCE IL “BUCO” DELLA REGIONE



di Accursio Sabella
Tra mutui e anticipazioni l’indebitamento della Sicilia supera gli 8 miliardi. Di chi è la responsabilità?

PALERMO - Un botta e risposta sui conti. Sull’eredità ricevuta e sulla zavorra ai piedi della Sicilia. Nei giorni scorsi ecco tornare lo spettro del default o quantomeno la concreta presenza di un mega indebitamento della Regione. Di chi è la responsabilità di questo peso? "Non voglio polemizzare - ha detto il neo governatore Musumeci - con il governo precedente. Lo dico con la sobrietà che un presidente deve avere. Ma va detto che la condizione delle finanze della Regione, con le partecipate quasi tutte in deficit, si presenta drammatica. Perciò urge un confronto sereno con il governo centrale”. Secondo il neo governatore il deficit di Palazzo d'Orleans "ammonta a cinque miliardi" ed "è fuor di dubbio che la crisi finanziaria condizionerà l'operato del governo almeno per i primi anni”. Da lì, le prime azioni, come la “missione” romana dell’assessore all’Economia Gaetano Armao.

Ma a stretto giro, ecco arrivare le precisazioni del predecessore, cioè Alessandro Baccei: “Mi aspetterei, conoscendo la serietà del presidente, informazioni più precise e puntuali e una maggiore competenza. Cinque miliardi di deficit, o 8 miliardi se consideriamo le anticipazioni di liquidità, comunque ereditati dai governi Lombardo e Cuffaro - afferma Baccei -. Sono tanti? Il numero in assoluto non è rappresentativo di nulla, come ben chiariscono le agenzie di rating”.

Insomma, Musumeci fa riferimento al governo precedente, Baccei ai governi di Cuffaro e Lombardo. Dove sta la verità? Come accade spesso, nel mezzo. E per trovare una rappresentazione imparziale del reale andamento del deficit della Sicilia, si può far riferimento all’atto più “ufficiale” che esista sui conti regionali: il giudizio di parifica, sul rendiconto dell’ultimo esercizio finanziario.

Da quelle pagine, al di là delle parole di Baccei, non viene fuori un bel quadro. Anzi. “Al 31 dicembre 2016 – si legge nella relazione delle Sezioni riunite presiedute da Maurizio Graffeo – il debito di finanziamento residuo della Regione ammonta complessivamente a 8.035 milioni di euro”. Più di otto miliardi, quindi, e un trend preoccupante, visto che la Corte parla di “un incremento rispetto all’inizio del quinquennio del 41,4 per cento”. Con Crocetta, quindi, il debito è cresciuto di quasi la metà rispetto al debito lasciato dai suoi predecessori. “Una notevole anticipazione di liquidità tra il 2014 e 2015 (2 miliardi e 667 milioni di euro, per un residuo al 2016 di 2 miliardi e 567 milioni di euro) – ha ammonito nel corso della sua requisitoria il Procuratore generale d’appello Pino Zingale – influisce pesantemente sul servizio di debito e, quindi, sulla capacità di spesa futura della Regione: tale liquidità – prosegue il Procuratore – pur non essendo tecnicamente considerata come indebitamento, composta comunque l’assunzione di obblighi da parte della Regione”. Gli effetti sulle future generazioni, insomma, di cui parlava anche Graffeo: “La restituzione, - prosegue Zingale – gravata naturalmente da interessi, peserà sulle già esangui casse della Regione Siciliana per un trentennio e cioè sino al 2044-2045”. Le anticipazioni di cassa, insomma, che si aggiungono ai mutui già esistenti, hanno appesantito l’indebitamento della Regione.

Che però, come detto, non nasce certamente con Rosario Crocetta. Ma è il figlio anche dei governi precedenti, in particolare quelli di Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo. Affrontando il tema dei mutui e dei finanziamenti della Regione, i giudici contabili annotano che “la loro consistenza finale era di 5.816 milioni di euro nel 2011 e, poi, di 5.934 milioni nel 2012”. Eccolo il debito lasciato nelle mani di Crocetta: poco meno di sei miliardi di euro. E gli assessori all’Economia di quei governi che contribuirono, ognuno per la propria 'quota' a creare quel debito, non possono certamente essere considerati, in molti casi, estranei ai partiti su cui poggia il governo Musumeci: dal ‘neoleghista’ Alessandro Pagano che fu assessore al Bilancio di Cuffaro a Roberto Di Mauro, nel listino dello stesso Musumeci alle ultime elezioni, che ebbe quella delega da Raffaele Lombardo, prima che questa passasse proprio a Gaetano Armao, che oggi torna sempre nelle vesti di assessore all’Economia nel governo di centrodestra.

E il “peso” di quei governi va cercato anche altrove. Nella vicenda, cioè, relativa ai cosiddetti “derivati” accesi dalla Regione nel 2005, quando a governare era Totò Cuffaro. Contratti che diedero dei risultati positivi per un paio di anni, ma che dal 2008 in poi hanno solo creato dei passivi per le casse pubbliche, quantificati in quasi 160 milioni di euro. Il “debito” miliardario della Regione, insomma, ha tanti padri.
11 Dicembre 2017


Fonte: livesicilia.it


Leggi anche:

Gaetano Armao: operazione verità sui conti della regione. Bisogna partire dalla mancata adozione del bilancio consolidato che ha fatto in modo che scattasse la sanzione con il blocco di tutti i rapporti negoziali con dipendenti a tempo determinato, che, a partire dai forestali, adotta lo strumento del contratto esterno

I conti della regione e l'sos di Musumeci: «Il deficit un freno per i primi anni»

Una Commissione di esperti per sbloccare la spesa regionale, Armao: “Soluzioni pronte per la prima seduta dell’Ars”

Bilancio regionale bloccato, Armao tenta la via della mediazione ma pronto anche allo scontro. La regione è paralizzata, non può spendere un euro per utilizzare i forestali e cosi via

I conti alla regione non tornano ed è scontro sui numeri tra Armao e Baccei

Regione, assessore Armao soddisfatto: “Disponibilità in termini risolutivi dal ministero dell’ Economia”. Rischio operatività ridotta al minimo anche per i forestali

Nelle casse della regione oltre 1 miliardo dallo stato. Ma non si potranno firmare per il momento i rinnovi dei contratti dei forestali





L'ASSESSORE FIGUCCIA: ENNESIMA DISCARICA A CIELO APERTO NELLA ZONA DEL MAAS DI CATANIA



Ricevo e pubblico
dall'Assessore regionale 
dell'energia e dei servizi di pubblica utilità
Vincenzo Figuccia

Apprendo da organi di stampa ennesima evidenza di discarica a cielo aperto nella zona del Maas di Catania. 
Ho subito chiamato il collega Assessore Marco Falcone e il Presidente del Mercato agro-alimentare per approfondire il tema.
Mi chiedo e Vi chiedo: meglio Brescia o Vienna pulite attraverso impianti e nuove tecnologie o Catania e Palermo "ngrasciate" con le discariche e la differenziata con numeri da prefisso telefonico?
Aspetto idee e pareri di cittadini e di esperti in una logica di cittadinanza attiva, di condivisione e ampia partecipazione.







10 dicembre 2017

SICILIA, RIECCO LE PROVINCE MA I SINDACI SI RIBELLANO. I SICILIANI POSSONO FARE QUELLO CHE GLI PARE, ANCHE ALTRI CENTOMILA FORESTALI. LA NOTA DEL BLOG



di Antonio Calitri
In Sicilia scoppia la nuova guerra per far tornare il voto nelle province siciliane, trasformate solo di nome in città metropolitane e liberi consorzi di comuni ma che dopo il taglio dei deputati regionali dell'Ars da 90 a 70 possono diventare un poltronificio per chi non ce l'ha fatta a entrare nel parlamentino regionale e per creare nuovi serbatoi di voti. Con il nuovo governatore Nello Musumeci che in continuità con il predecessore Rosario Crocetta, come primo atto del suo governo ha deciso di ricorrere alla...
09 Dicembre 2017

Fonte: www.ilmessaggero.it



Nota
Quello postato sopra con tanto di link, è quello che è visibile a tutti. Ma per poter leggere l'articolo integrale bisogna abbonarsi. Il Blog con i suoi canali di informazione è riuscito ad estrapolare senza pagare nulla, un passaggio critico e privo di fondamento anche sui forestali.

Ecco cosa scrivono:

I siciliani possono fare quello che gli pare province sottoprovince altri centomila forestali trecentomila vigili, ma che se li paghino da soli... se questo e' il modo di governare del centrodestra non vedo differenze con il passato, veramente vergognosi, maggiore autonomia alle regioni e che ognuno paghi i ...