09 dicembre 2016

FINANZIARIA. CROCETTA PROPORRÀ INTERVENTI IMMEDIATI PER ALCUNE CATEGORIE DI STAGIONALI; A COMINCIARE DAI FORESTALI. IL BLOG: ALMENO DUE SOLI CONTINGENTI. QUESTO CHIEDIAMO!

ASSEMBLEA REGIONALE 

Effetto referendum in Sicilia, slitta la Finanziaria 

La manovra sarà varata solo a marzo. Intanto tra gli obiettivi l'avvio dei corsi di formazione

L'AGENDA. Fra gli obiettivi prioritari della giunta Crocetta la riattivazione dei corsi di formazione professionale e le assunzioni nella sanità, finora soltanto annunciate.

Effetto referendum anche all'Ars: slitta l'esame della legge finanziaria

PALERMO. II primo effetto del terremoto post referendum è lo spostamento in avanti di tutti gli appuntamenti che nell'agenda di governo erano fissati per il mese di dicembre. La Finanziaria regionale che doveva essere approvata entro fine anno slitterà di almeno un paio di mesi. E con essa tutte le misure che dovevano riavvicinare il Pd siciliano a intere categorie deluse dalle mosse della giunta. Per dirla con le parole dell'assessore alla Formazione, Bruno Marziano, «adesso la cosa importante è raccogliere i frutti del lavoro fatto finora». Nel caso della formazione professionale ciò significa «avviare i corsi e tutelare il personale che dovrà andare in prepensionamento in base alle leggi nazionali. Due mosse su cui non si prevedono ostacoli». Far ripartire la formazione professionale è solo il primo dei tanti obiettivi che la giunta sta pianificando in queste ore. Fra questi ci sono le assunzioni nella sanità, sempre annunciate e mai realizzate. C'è da rispondere alle attese di precari storici (medici e non) e laureati che aspirano a entrare nel mondo della sanità. Ieri Pippo Digiacomo, fra i più influenti deputati del Pd e presidente della commissioni Sanità dell'Ars, ha anticipato che ci sarà un'accelerazione sulle procedure per sbloccare almeno una parte dei concorsi (ne sono stati annunciati, sempre invano, per quasi 5 mila posti posti): «È arrivato il momento di rompere gli indugi. Bisogna pubblicare la rete ospedaliera e sbloccare i concorsi». Il Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche, avverte: «Visto il risultato del referendum e la crisi di governo, c'è il rischio che i tempi di attuazione della nuova rete possano allungarsi perché il confronto col ministero della Salute potrebbe essere difficoltoso». Ma un altro deputato, Beppe Picciolo (Pdr), si è spinto a rivelare che «tutte le carte saranno pronte fra una settimana». Si vedrà. Intanto anche a Palazzo d'Orléans si pianifica la campagna d'inverno. La parola d'ordine è sempre recuperare consenso. E anche in questo caso si parte dal lavoro: «Il governo - ha detto Crocetta - proporrà interventi immediati per alcune categorie di stagionali; a cominciare dai forestali, dai precari dell'Esa e dal personale dei consorzi di bonifica senza dimenticare formatori e sportellisti e varie altre categorie a rischio». Tutto questo passerà dalla Finanziaria, che verrà varata in due step: entro fine dicembre Baccei porterà all'Ars il bilancio provvisorio e l'esercizio provvisorio per almeno due mesi. A questi provvedimenti verranno agganciate le norme sui precari. Poi, a marzo, si varerà la manovra. Sarà l'ultima Finanziaria prima della maratona elettorale. Baccei sa delle pressioni che tutti i partiti della maggioranza faranno perché diventi una Finanziaria elettorale e in giunta ha già posto un solo paletto: «Non si spendano più soldi di quelli che ci sono». Crocetta continua a ripetere che «in Sicilia non ci saranno ne un rimpasto ne le elezioni anticipate». E nella strategia che sta pianificando ci sono soprattutto misure che riavvicinano il Pd alle classi povere: «Chiederemo all'Ars che sia messa subito all'ordine del giorno l'approvazione del Poc». E' il piano che prevede il reddito minimo per i poveri sotto forma di cantieri di servizio e per i giovani sotto forma di impiego nel servizio civile. Infine il presidente prova a tendere  una mano alle imprese, che da lamentano il blocco degli appalti.
Ieri è stata approvata in commissione Ambiente guidata da Mariella Maggio, la norma che riforma le stazioni uniche appaltanti aumentando da 18 a 300 il numero dei possibili presidenti. Inoltre viene aumentata da 1 a 2,5 milioni la soglia al di sotto della quale si può affidare una gara con l'offerta economicamente più vantaggiosa. Così Crocetta conta di accelerare l'investimento dei due miliardi stanziati da Renzi nel Patto per la Sicilia. Intanto l'assessore all'Agricoltura, Antonello Cracolici, ha disposto il riavvio del personale stagionale dei consorzi di bonifica e la sospensione dei ruoli sulle tariffe idriche per gli agricoltori. GIA.PI









L'ALBERO DI NATALE CHE PARLA AI LAVORATORI FORESTALI SICILIANI



Dalla pagina facebook
del Funzionario del Corpo Forestale Regionale
Gaetano Guarino

Ho finito da poco di addobbare il mio alberello di Natale.
Mentre aggiungevo le palline colorate, i fili argentati e le luci, l'albero mi parlò e mi disse: caro Gaetano parlo a te e a tutti i Forestali, a Voi che ogni anno date la vita per salvare i miei fratelli.
E aggiunge: devi dire a tutti coloro che in questo periodo, abbelliscono e rendono accogliente la loro abitazione con milioni di Alberelli di Natale, addobbati con tanto amore in occasione delle imminenti Feste Natalizie, di ricordarsi sempre di noi.
Di noi, che diamo ossigeno, rendiamo l'aria pulita, rassodiamo i terreni con le nostre radici e diamo tanti frutti, chiedendo solo rispetto. Rispetto che purtroppo non arriva quasi mai. Ogni estate migliaia di ettari di vegetazione vengono distrutte, migliaia di Alberi vengono bruciati. Quelle mani delinquenti senza scrupolo, si ricordassero, mentre appiccano il fuoco, di questi giorni di festività dove mascherano il loro essere delinquente, addobbando tanti alberi di Natale. Rispondo io, da Funzionario del Corpo Forestale della Regione Siciliana: caro Albero, io e a nome di tutti i miei Colleghi/Amici della Forestale ti dico che da parte nostra ci sarà sempre il massimo impegno. La nostra vita, vale quanto la vostra.








UGL SIRACUSA: I 151ISTI AVVIATI IL 2 MAGGIO 2016, SI DOVRANNO SCRIVERE DISOCCUPATI

Ricevo e pubblico
dall'Ugl di Sortrino







REGIONE. PENSIONATI, SBAGLIATI I CALCOLI. “COSÌ IL SISTEMA È A RISCHIO”


La Corte dei conti: “I dati della Regione non corrispondono ai nostri”. E la differenza “costa” centinaia di milioni.

di Accursio Sabella
PALERMO - “Un errore che potrebbe incidere sulla tenuta del sistema”. Secondo la Corte dei conti, il governo Crocetta ha sbagliato il conteggio dei pensionati della Regione. Di quelli già fuori dal mondo del lavoro, e di quelli che in pensione andranno nei prossimi anni. “I dati sono disallineati”, scrivono i magistrati contabili nella relazione con la quale hanno analizzato il Documento di economia e finanza regionale, rispetto a quelli che gli stessi giudici hanno ricavato dal Fondo pensioni e sui quali hanno fondato l'ultimo giudizio di parifica. 

Nel Defr regionale, scrivono i giudici della Corte dei conti “si riporta il numero delle pensioni, erogate (dal 2013 al 2015) e prevedibili (dal 2016 al 2020). I dati del periodo 2013 – 2015 dovrebbero essere reali; il numero dei pensionati coincide però solo per il 2013 (15.871), mentre per il 2014 e per il 2015 risulta disallineato: nel Defr – entrano nel dettaglio i giudici - i pensionati risulterebbero pari ad 11.956 per il 2014 (a 15.714, se si tiene conto anche delle pensioni di reversibilità) e a 12.190 per il 2015 (a 16.168, sempre sommandovi le pensioni di reversibilità), mentre nella nota del Fondo Pensioni Sicilia del 26 maggio 2016, risultano pari a 15.654 per il 2014 (solo per il “contratto 1”, oltre a 419 del “contratto 2”), a 15.585 per il 2015 (oltre ad 8 ex EAS ed a 473 del “contratto 2”). Sembra, pertanto, che i dati (reali) di partenza, sui quali sono state poi basate le proiezioni future, - conclude la Corte dei conti - non siano corretti”. 

Contraddizioni che, ovviamente, si traducono in euro. “I costi, per il 2014 ed il 2015, - si legge infatti nella relazione - non dovrebbero essere presunti, trattandosi di somme già erogate. In ogni caso, l’ammontare dei trattamenti pensionistici, desumibile sia dalla suddetta nota del Fondo che dai rendiconti per gli anni 2014 e 2015, non è pari (ovviamente in migliaia di euro) a 459.498 ed a 458.545, ma rispettivamente a 582.700 ed a 577.700”. Insomma, le pensioni degli ex regionali, rispetto ai dati forniti nel Defr, sarebbero costate 130 milioni in più nel 2014 e 120 milioni in più nel 2015. E i dati sarebbero sbagliati anche in riferimento ai “nuovi” pensionati di quegli anni. 

Ma secondo la Corte dei conti, il governo non avrebbe solo sbagliato “a contare”, ma anche e prevedere il numero dei pensionati siciliani per il periodo 2016-2020. Lo schema adottato dall'esecutivo nel Def, infatti, non convince i magistrati contabili che suggeriscono invece l'utilizzo di un sistema maggiormente attendibile già da anni e ideato proprio dal Fondo pensioni. E le differenze tra i due calcoli sono nettissime. 

Lo studio suggerito dalla Corte, infatti presenta queste previsioni: 17.214 pensionati per il 2016, 17.470 per il 2017, 17.824 per il 2018 , 18.294 per il 2019 , 18.916 per il 2020. Nel Def regionale, invece, i pensionati sono previsti come pari a 12.743 per il 2016, a 12.912 per il 2017, a 13.063 per il 2018, a 13.305 per il 2019, a 13.551 per il 2020. Una differenza di circa quattromila persone l'anno. Dove sono finiti, quei pensionati? 

I dati erano stati descritti anche martedì scorso durante un'audizione in Commissione bilancio all'Ars, e in quella sede il governo regionale, rappresentato dall'assessore all'Economia Alessandro Baccei e dai dirigenti generali Giovanni Bologna e Salvatore Sammartano, non ha chiarito i dubbi sollevati dalla Corte dei conti. 

"Abbiamo chiesto al dirigente generale del dipartimento finanze Giovanni Bologna - ha detto il presidente della Commissione bilancio all'Ars, Vincenzo Vinciullo - di approfondire la questione. I numeri in possesso dei magistrati contabili e quelli presentati dal governo sono notevolmente diversi. Abbiamo fissato già per martedì prossimo - conclude Vinciullo - un incontro per capire cosa è successo". 

Di sicuro c'è che le differenze nel calcolo sono enormi. Scostamenti che si traducono in evidenti (e preoccupanti) differenze nella previsione dei costi. Costi che per il 2016 sono stati stimati dal governo in 474 milioni, mentre per la Corte ammonterebbero a 616 milioni. Una differenza di 140 milioni che si ripeterebbe costantemente per i cinque anni successivi. Un errore di valutazione che, si legge nella relazione, “ inciderebbe, inevitabilmente, sulla tenuta del sistema”. Un sistema dal quale, stando al documento della Regione, "scompaiono" circa quattromila pensionati ogni anno.

09 Dicembre 2016
http://livesicilia.it/2016/12/09/pensionati-sbagliati-i-calcoli-cosi-il-sistema-e-a-rischio_807709/






CONTINUANO LE RICERCHE DI MARIO RUFFINO SCOMPARSO SULLE MADONIE. MANCA DAL 26 NOVEMBRE


I familiari hanno lanciato l’allarme per Mario Ruffino, 44 anni, scomparso nelle campagne di Caltavuturo lo scorso 26 novembre. Gli amici e i parenti hanno fatto girare la foto su alcuni gruppi Facebook madoniti ma di .Mario Ruffino, 44 anni, scomparso nelle campagne di Caltavuturo nmon c’è ancora nessuna traccia. Dal paese di residenza alla stazione di Campofelice di Roccella, alla zona di Buonfornello dove l’uomo si recava per raccogliere i funghi e verdure fino alla zona di via Oreto a Palermo, continuano le ricerche, coordinate dai Carabinieri, dai Vigili del Fuoco e dagli uomini della Forestale.
Mario Ruffino, è stato visto prima sabato 26 novembre, intorno alle ore 16, secondo la denuncia presentata ai Carabinieri, nel punto in cui c’è la Madonnina a Suralla, sulla Sp 24 in direzione Scillato, racconta Madonie Notizie, e poi la mattina del 28 novembre al bivio per Scillato: indossava un paio di jeans, un giubbotto marrone e gli stivali di gomma. La notizia è stata diffusa ieri sui social dove sia la famiglia sia il sindaco di Caltavuturo, Domenico Giannopolo, hanno lanciato un appello per reperire volontari che, insieme alle forze dell’ordine, (Carabinieri, Forestale, Vigili del fuoco e Polizia Municipale) possano setacciare il territorio.
Mentre scriviamo è in corso un breaking al comune per coordinare le ricerche delle decine di volontari che hanno raccolto l’invito delle autorità di mettersi a disposizione per le ricerche.
“Chi è disponibile – ha ribadito il primo cittadino – è pregato recarsi in municipio per prendere accordi con i Carabinieri, coordinati dal luogotenente Pellicane”.
Chiunque avesse informazioni utili può contattare le forze dell’ordine (numero d’emergenza 112-113) o la famiglia al numero 348.1000782.

08 Dicembre 2016
http://palermo.blogsicilia.it/continuano-le-ricerche-di-mario-ruffino-scomparso-sulle-madonie/368194/


Notizia correlata:







ALLE EMERGENZE SI RISPONDE CON PROVVEDIMENTI D’EMERGENZA


Il Presidente del “Comitato popolare per la salvaguardia del  territorio Madonita,” il Veterinario  Vincenzo Allegra  risponde all’assessore Antonello  Cracolici riguardo all’articolo “Ghiri e Cinghiali, allarme per i danni”  pubblicato sul Giornale di Sicilia del 20 novembre 2016. Prendiamo atto della presa  di posizione dell’Assessore Cracolici  e lo rigraziamo, ma questo non basta a farci stare tranquilli. È necessario non perdere ancora tempo in lungaggini burocratiche, monitoraggi e censimenti vari che servirebbero solo a sciupare tempo prezioso ed ulteriori risorse.
Alle emergenze si risponde con provvedimenti d’emergenza. Per questo la Regione deve lavorare  ad una revisione urgente della legge regionale sulla  caccia che possa dare attuazione a un’efficace politica di contenimento dei suidi , definendo una volta per tutti  che siamo di fronte ad una specie ibrida e non autoctona per cui cacciabile.

“La sovrappopolazione dei suidi sta causando problemi sempre maggiori alla produzione agricola, ed in determinate circostanze, la loro elevata presenza e aggressività,  crea problemi legati alla sicurezza stradale. D’altro canto, gli interventi effettuati fino ad oggi per il contenimento del numero degli esemplari non si è rilevato efficiente per l’esiguo numero dei capi abbattuti.
Visto il continuo sovrappopolamento di questa specie animale nelle aree dei comuni del Parco delle Madonie e considerando  l’assenza di norme e regolamentazione, strutture e risorse per fronteggiare tale emergenza, il  “Comitato popolare per la salvaguardia del  territorio Madonita “continua ad evidenziare l’allarme per la presenza di suidi che stanno mettendo a rischio il quieto vivere dei cittadini , con allevamenti zootecnici , campi e  raccolti distrutti . Per chi vive nelle aree montane e svantaggiate é  a rischio l’economia storica, come la pastorizia e la prosecuzione delle attività  agricole,  senza parlare poi, dei seri danni causati alla fauna selvatica.
Per questo interviene il “Comitato popolare per la salvaguardia del  territorio Madonita” ritenendo che occorre tenere in prioritaria considerazione gli interessi e le ragioni degli agricoltori, delle attività  economiche e la messa in sicurezza del territorio; tutto ciò, non può riguardare solo l’agricoltura ma anche le attività  sociali, turistiche ed ambientali; chiamando in causa tutti gli attori in gioco, in primis quelli istituzionali come l’Ente Parco delle Madonie responsabile a nostro parere, anche del grave tracollo economico e dell’abbandono delle attività  tradizionali ed artigianali della nostra montagna e della mancanza di una vera politica ambientale.


IL PRESIDENTE DEL COMITATO 
VINCENZO ALLEGRA

08 Dicembre 2016
http://www.madonielive.com/2016/12/08/alle-emergenze-si-risponde-con-provvedimenti-demergenza/

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Un anno fa una petizione: ieri il morto innocente. Nessuno è responsabile, non lo sono i forestali che li hanno fatto scappare dal parco, non lo sono i ...Forse l'unico responsabile è il povero Rinaudo che, al pari dello scrivente e degli altri proprietari terrieri, non doveva essere in campagna



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Che diventi una risorsa, non un problema!









UN LIBRO BIANCO SUL FUTURO DELLE FORESTE ITALIANE



Il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura ha un obiettivo: realizzare un Libro Bianco sul futuro delle foreste italiane in cui raccogliere e sviluppare le proposte di valorizzazione e tutale uscite dal Forum che nei giorni scorsi ha visto impegnati istituzioni e associazioni nell'ambito della Rete Rurale Nazionale.

Basta con la distorsione secondo cui le foreste sono semplicemente una risorsa economica; in realtà sono, e occorre riconoscerlo con urgenza, un patrimonio ambientale e paesaggistico,legato a valori storici, culturali, ricreativi e turistici. «Un bene comune in grado, cioè, di fornire servizi eterogenei che possono essere conciliati fra loro» spiegano dal CREA, anima del Forum che porterà al Libro Bianco delle foreste. «Proprio per questo, la tutela e la valorizzazione della risorsa forestale passano per una sua corretta e attiva gestione, che garantisca la sicurezza e il presidio del territorio, la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità e il rilancio dei processi di sviluppo socioeconomico locale e del sistema paese». 
Il Forum ha rappresentato un momento di confronto e partecipazione fra i principali soggetti nazionali e regionali coinvolti a vario titolo nel settore. L’incontro è nato con l’intento di definire in modo partecipato e condiviso, principi e indirizzi utili in ambito politico, normativo e operativo, necessari alla costruzione di un nuovo quadro politico e legislativo nazionale.
«È stato, quindi, un importante momento di riflessione per contribuire all’aggiornamento della Strategia Forestale Nazionale e alla redazione della nuova normativa nazionale in materia forestale». «Il Forum - ha spiegato Raoul Romano, referente CREA per la segreteria organizzativa del Forum - rappresenta il primo step di un percorso che troverà completamento con la redazione di un “Libro Bianco” per il futuro delle Foreste italiane in cui saranno raccolte e rielaborate le proposte emerse dal Forum».
A dicembre 2015 la superficie forestale italiana certificata PEFC (Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale) era di 824.048,76 ettari (cioè l’8% dei boschi italiani). La prima certificazione di Gestione Forestale Sostenibile PEFC in Italia è stata quella del Consorzio Forestale dell’Amiata che l'ha ricevuta il 7 maggio 2003 con i suoi 3181,61 ettari di faggeta e conifere, mentre l’Associazione Regionale PEFC Friuli Venezia Giulia (38 proprietari forestali per una superficie totale di 67.348 ha) ha ricevuto la certificazione l’8 luglio 2004.
Dopo l’approvazione degli standard di certificazione italiani a livello mondiale (29 ottobre 2004), il Gruppo PEFC Veneto ha ottenuto la certificazione di Gestione Forestale Sostenibile al gruppo costituito da 27 proprietari forestali, che comprende Enti, Regole, Comuni e Privati, per una superficie certificata complessiva di 35.195 ettari (nel 2015 83.714,74).  Il 17 dicembre 2004 anche l’Unione Agricoltori–BauerBund della Provincia di Bolzano (22.926 piccoli proprietari forestali) ha certificato 250.643 ettari, la più grande superficie in Europa con queste caratteristiche (nel 2015 301.247,31 ettari). La certificazione regionale del Trentino (Consorzio dei Comuni Trentini e Magnifivca Comunità di Fiemme),  ottenuta il 16 dicembre 2005, rappresenta altri 246.842 ettari di foresta produttiva distribuiti tra oltre 310 proprietari pubblici e privati (nel 2015 271.183,72).
Poi dal 2006 ad oggi sono state certificati boschi e pioppeti e Consorzi forestali in Piemonte e Lombardia, ma anche in Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, in Liguria e in Sardegna.


07 Dicembre 2016
http://www.ilcambiamento.it/articoli/un-libro-bianco-sul-futuro-delle-foreste-italiane





FORESTE: ITALIA QUINTA AL MONDO PER CERTIFICAZIONI AZIENDE FSC


Certificati oltre 52mila ettari, +2,19% rispetto al 2014

Franco Brizzo
L’Italia mantiene il quinto posto al mondo e il terzo in Europa per numero di certificazioni CoC (Catena di Custodia), strumento che garantisce la rintracciabilità dei materiali provenienti da foreste certificate FSC, indispensabile alle aziende per poter applicare le etichette FSC sui prodotti e venderli come certificati. E’ stato ricordato in occasione della Giornata mondiale dedicata alla gestione responsabile delle foreste (Fsc Friday), indetta da Forest Stewardship Council (FSC), il principale ente certificatore nel settore. Al Parco Natura Viva di Pastrengo, Verona, la Giornata, dedicata ai consumatori e alla famiglie, ha rappresentato un’opportunità molto significativa per indicare, attraverso cifre e numeri il quadro complessivo delle certificazioni oggi in Italia in merito a foreste ed aziende. Il numero di certificati rilasciati in Italia al 31 dicembre 2015 risulta pari a 1.969, il 5% in più rispetto a quelli fatti registrare a fine 2014. 

La superficie forestale certificata FSC in Italia si attesta sul valore complessivo di circa 52.245 ettari, in aumento del 2,19% rispetto al 2014. Su scala internazionale, la superficie forestale certificata FSC è leggermente aumentata nel 2015, raggiungendo circa 187 milioni di ettari in 80 Paesi. Il ruolo trainante nella Catena di Custodia (CoC) di questo tipo spetta dei settori carta (produzione e commercio) e stampa-editoria. Nell’insieme i due settori determinano oltre il 60% delle certificazioni CoC in Italia. La terza piazza è occupata dal settore degli arredi (per interni ed esterni) e dei componenti per mobili (14% del totale con 190 aziende complessivamente). Tra il 2009 e il 2013, le imprese certificate, in senso generale, hanno visto i loro fatturati aumentare mediamente del 3,5%, quelle non certificate del 2%: le certificazioni portano in dote, cioè, uno ’spread’ positivo di 1,5 punti percentuali. Ancora meglio nell’occupazione, dove lo spread arriva a 3,8 punti percentuali: le aziende certificate hanno visto crescere gli addetti del 4%, le altre dello 0,2. 

La certificazione non è solo strumento di mercato: la gestione responsabile di boschi e foreste riduce il rischio di fenomeni come gli incendi soprattutto estivi, salvaguardando gli equilibri biologici (essendo uno strumento utile contro la deforestazione soprattutto all’estero). Ma utilizzare legno proveniente da foreste e boschi certificati vuol dire anche poter misurare precisi vantaggi economici per le aziende che vi ricorrono, con effetti positivi sulla competitività nei mercati. 

Il ruolo trainante nella Catena di Custodia (Coc) spetta dei settori carta (produzione e commercio) e stampa-editoria. Nell’insieme i due settori determinano oltre il 60% delle certificazioni CoC in Italia. La terza piazza è occupata dal settore degli arredi (per interni ed esterni) e dei componenti per mobili (14% del totale con 190 aziende complessivamente). Tra il 2009 e il 2013, le imprese certificate hanno visto i loro fatturati aumentare mediamente del 3,5%, quelle non certificate del 2%: le certificazioni portano in dote, cioè, uno ‘spread’ positivo di 1,5 punti percentuali. Ancora meglio nell’occupazione, dove lo spread arriva a 3,8 punti percentuali: le aziende certificate hanno visto crescere gli addetti del 4%, le altre dello 0,2%. 

08 Dicembre 2016
http://www.lastampa.it/2016/12/08/scienza/ambiente/focus/foreste-italia-quinta-al-mondo-per-certificazioni-aziende-fsc-ZVT2179j9uWCqSNQppJT1M/pagina.html






CON IL GREEN BOOKING PIÙ ALBERI PER UN’ARIA PIÙ SANA



L’unico modo per abbassare i livelli d’inquinamento nelle nostre città è quello di piantare alberi, il maggior numero possibile. Info Alberghi si è inventata un sistema che premia con “nuove piante” gli utenti che scelgono di prenotare la loro vacanza negli hotel aderenti

Gli alberi ci salveranno la vita? Sembra una visione da film ambiental apocalittico, ma non è così. Da un dossier diffuso da The Nature Conservancy (http://www.nature.org) dal titolo “Più alberi per un’aria più sana” è, infatti emerso che l’unico modo per abbassare i livelli d’inquinamento nelle nostre città è quello di piantare alberi, il maggior numero possibile.

Il calcolo fatto dagli americani è abbastanza semplice e si basa sul rapporto della corporatura erborea e la spesa (intesa per costi per abitante). Si stima che - nelle grandi città - gli alberi potrebbero ridurre di 1/4 l’inquinamento prodotto da anidride carbonica (Co2). Inoltre, se gli alberi venissero piantati in punti strategici potrebbero diventare una barriera anti smog, e fare da filtro dell’aria. Per non parlare dell’abbassamento della temperatura prodotta dalle piante e dal successivo impatto che questo potrebbe avere per il cambiamento climatico e il continuo innalzamento della temperatura della crosta terrestre. Insomma, con un investimento globale -  in alberi - di 100 milioni di dollari  ci sarebbero 77 milioni di persone che vivrebbero in città più fresche e meno inquinate (per altri 68 milioni di persone). Entro il 2050 si potrebbero salvare le vite di 350 mila persone. Sì, perché in alcune parti del pianeta di inquinamento di muore. Nel mondo, infatti, 3 milioni di persone muoiono per gli effetti del particolato (polveri sottili e pulviscolo atmosferico), entro il 2050 i morti potrebbero salire sino a 6,2 milioni. L’operazione alberi ne potrebbe salvare 250 mila.

L’equazione sarebbe delle più semplici: più alberi, meno co2, meno inquinamento, minore impatto sul cambiamento climatico globale.

Insomma piantare alberi si tradurrebbe in un gran bell'investimento sul futuro.
Questa la lezione americana. Riusciremo noi a recepirla? Qualcosa si muove. Molte città italiane hanno preferito “riempire” le rotonde autostradali di piante e fiori, che hanno preso il posto delle più consuete installazioni artistiche. In Romagna, la web agency riminese - Info Alberghi Srl (http://www.info-alberghi.com) si è inventata il Green Booking, un sistema che premia con “nuovi alberi piantati” gli utenti che scelgono di prenotare la loro vacanza in un hotel che ha aderito al progetto. In poche parole il portale segnala quali sono gli hotel che per essere “green booking” hanno donato una quota da destinare alla piantumazione di alberi nei comuni di costa della Riviera Romagnola; e i futuri turisti possono scegliere l’hotel green e alimentare questo virtuosismo. Una piccola grande iniziativa partita dal basso, da una web agency  privata, che però ha portato in un anno (la prima piantumazione avverrà a novembre di quest’anno) alla “nascita” di ben 220 nuove piante  tra alberi e siepi. Per chi bazzica il web, segnaliamo anche Treedom (https://www.treedom.net/it/) il sito dove è possibile piantare o donare un albero con un click. L’utente può scegliere l’albero che gli piace e un contadino lo pianterà e se ne prenderà cura. L’albero sarà geolocalizzato, fotografato e avrà una pagina on line. Treedom è nata a Firenze nel 2010 e da allora ha piantato 250 mila alberi in America Latina, Africa e naturalmente in Italia.


05 Dicembre 2016
http://www.famigliacristiana.it/articolo/fcit-per-infoalberghi.aspx






08 dicembre 2016

IL MONDO DEI FORESTALI SICILIANI VISTO DALL’INTERNO VIDEO


Il 70% del territorio siciliano è minacciato dal rischio di dissesto idrogeologico


Di Giusi Madonia
Monreale, 7 dicembre – Per troppo tempo si è parlato di loro guardandoli come uno spreco, come un esercito figlio di una politica fatta di assistenzialismo. Per troppo tempo, le TV, i giornali, l’opinione pubblica hanno effettuato una sorta di linciaggio mediatico ai danni di una categoria già debole, privandola della dignità di lavoratori prima e di uomini e di donne poi.
In realtà quello che volontariamente si omette è un dato di fatto che difficilmente si può contraddire.

La Sicilia necessita di questi lavoratori per svariati motivi, tra questi, il fatto che il 70% del territorio siciliano è minacciato dal rischio di dissesto idrogeologico e gli ultimi fatti avvenuti nel Catanese e nel Messinese lo dimostrano, ma anche per le caratteristiche climatiche; se non ci fossero stati i forestali, con elevata probabilità ad oggi la Sicilia sarebbe un deserto, se si considera che già a Maggio bisogna contrastare il fenomeno degli incendi, che al contrario di quanto si pensa, non avvengono per mano dei forestali, anzi, molti di loro hanno perso la vita nel tentativo di salvare il patrimonio boschivo.
Falsi miti da sfatare dunque che altro non fanno che restituire una immagine negativa di uomini e donne che esercitano con fatica un diritto sacrosanto. A seguire il servizio andato in onda su Rai3 durante il programma Buongiorno Regione in cui lè presente un’intervista a Tonino Russo segretario generale Flai Cgil provinciale.


http://www.dailymotion.com/video/x54mebs_il-mondo-dei-forestali-siciliani-visto-dall-interno_news


07 Dicembre 2016
http://www.filodirettomonreale.it/2016/12/07/il-mondo-dei-forestali-siciliani-visto-dallinterno-video/



Notizia correlata:







SIRACUSA, I FORESTALI DEL DISTRETTO DI GIARRANAUTI SENZA STIPENDIO, LA DENUNCIA DELLA CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE


SIRACUSA – La Confederazione Unitaria di Base segnala  un problema fra i lavoratori  della forestale. “I lavoratori forestali del distretto Giarranauti (che comprende Sortino, Ferla, Cassaro, Pedagaggi) lavorano dalla metà di settembre, verso il 20 di Ottobre hanno percepito le spettanze di settembre, verso il 15 di novembre stranamente gli hanno versato 7 giorni di lavoro – dichiarano-, a fronte del mese intero lavorato, sono state redatte due buste paga , e come detto 7 giorni liquidati e il resto no, si sono giustificati che non ci sono soldi e che questi soldi li avrebbero presi tra marzo e Aprile 2017, nel frattempo li hanno spostati sul distretto di Noto, affrontando 100 km al giorno per andare a lavorare, l’assurdità che i lavoratori hanno trovato in questi cantieri che i colleghi appartenenti al distretto di Noto hanno percepito gli emolumenti di Ottobre per intero, e a breve gli pagheranno anche novembre”.
“Non si comprende come mai i sindacati confederali abbiano permesso tutto ciò, questa è una chiara disparità di trattamento – aggiungono – , hanno creato dei lavoratori di serie A e di serie B. Per quanto ci riguarda abbiamo già fatto partire iniziative dirette presso l’Assessorato regionale all’agricoltura , con richieste ben precise, ovvero se sono al corrente di quanto accade a Siracusa, se hanno intenzione di andare a colmare il danno cagionato a questi lavoratori e se prenderanno provvedimenti per i tecnici negligenti. Auspicando una soluzione veloce per questi lavoratori la C.U.B. vigilerà e denuncerà ogni forma di violazione nei confronti dei dipendenti e cercando di poter garantire a questi lavoratori la possibilità di passare un sereno Natale. Tutti i lavoratori forestali della Sicilia hanno percepito i salari e a breve percepiranno anche novembre, addirittura in alcuni distretti di Siracusa è stato richiesto altro personale specializzato, il tutto dimostra che i soldi ci sono e che i progetti del distretto di Noto sono stati già finanziati, solo per i lavoratori del distretto Giarranauti non ci sono i soldi, hanno anche subito un giorno di sospensione, prima di essere spostati presso il distretto di Noto”.

07 Dicembre 2016
http://www.lagazzettasiracusana.it/siracusa-i-forestali-del-distretto-di-giarranauti-senza-stipendio-la-denuncia-della-confederazione-unitaria-di-base/





REGIONE. PRECARI SICILIANI, CROCETTA CONFERMA: IL GOVERNO È GIÀ AL LAVORO PER LE STABILIZZAZIONI. IL BLOG: PRESIDENTE, CHE FINE HA FATTO LA PROMESSA DI AUMENTARE LE GIORNATE AI FORESTALI?



ROMA. «Il governo è già al lavoro per risolvere il problema drammatico delle migliaia di precari siciliani, inclusi gli Aso, i formatori, gli sportellisti e le categorie a rischio di perdere il posto di lavoro». Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta.
«Per effetto della crisi di governo non è stato possibile emendare al Senato la legge di bilancio dello Stato, che consentiva la proroga e conseguentemente autorizzava la Regione ad avviare i processi di stabilizzazione.

Lo faremo con legge regionale - afferma Crocetta - la giunta riunita ieri, ha apprezzato un ddl da inserire nella legge di bilancio regionale da approvare entro dicembre 2016 che consente: la proroga, ai sensi della legge nazionale vigente, di tutti i precari fino al 31 dicembre 2018; obbligo per i comuni ad assumere nei limiti della pianta organica per le fasce A e B e per il 50% della medesima, le altre fasce; i comuni che si rifiuteranno di assumere i lavoratori, saranno penalizzati attraverso la riduzione dei trasferimenti regionali; la copertura finanziaria da parte della Regione per tutto il periodo di contratto del lavoratore assunto a tempo indeterminato».
«Il problema più serio, - continua il presidente - è legato alla mancata deroga, per la mancata approvazione degli emendamenti al Senato per i comuni in dissesto.
Per i lavoratori di questi comuni stiamo elaborando un'apposita norma da applicare, nel caso in cui la norma nazionale non dovesse rientrare, prima del 31 dicembre 2016, nella legge mille proroghe. Speravamo tanto nella legge di deroga per i comuni in dissesto e in disequilibrio finanziario, ma purtroppo la situazione attuale non ci consente di fare meglio».

07 Dicembre 2016
http://gds.it/2016/12/07/precari-siciliani-crocetta-conferma-il-governo-e-gia-al-lavoro-per-le-stabilizzazioni_600364/
Nota del blog

Anche i lavoratori forestali, cioè quella categoria più anziana non stabilizzata, hanno bisogno di un lavoro più stabile. Vi chiedono almeno due soli contingenti!






A.A.A. DIRIGENTE QUALIFICATO CERCASI. ALESSANDRO BACCEI "ASSUNTI AGRONOMI, ARCHITTETTI. CHE CI FACCIO IO?"


di Patrizia PennaL’intervista del Quotidiano di Sicilia all’assessore regionale all’Economia: “Assunzioni senza piano aziendale. Oggi non si trovano le figure che servono”. Sull’Intesa Stato-Regione: “La Finanziaria 2017 contiene norme che recepiscono i decreti attuativi della legge Madia”

Assessore Baccei, entro fine anno il numero dei dirigenti dovrebbe scendere a 1.282 e addirittura dimezzarsi entro il 2020, arrivando così a 765 unità. Dal momento che la gestione previdenziale è sempre a carico dell’Ente, è corretto dire che i pensionamenti di fatto non costituiscono un alleggerimento per l’Ente?
“I pensionamenti attualmente in corso sono riconducibili al cosiddetto “Contratto 1”. Chi va in pensione non è pagato dal Fondo Pensione (contratto 2) ma direttamente dal bilancio regionale. Un risparmio c’è. Per questa fattispecie, abbiamo innanzitutto dichiarato un esubero, si trattava cioè di personale in sovrannumero, il risparmio consiste tra la differenza tra lo stipendio e la pensione”.

Ma quindi si spostano da un capitolo di bilancio all’altro?
“In passato, il personale della Regione che andava in pensione si trovava a percepire una pensione fino al 20% in più rispetto all’ultimo stipendio, una sorta di sistema retributivo amplificato..”alla siciliana”, potremmo dire. Con la legge 9/2015, abbiamo allineato questo sistema a quello dello Stato, cioè contributivo, e il risultato è un risparmio di circa il 20%”.

Il direttore del Fondo Pensioni, Rosolino Greco, nella sua relazione del 26 ottobre prevede per il 2017 una spesa pensionistica di 659 milioni di euro.
“È chiaro che la spesa pensionistica aumenterà ma comunque di risparmio possiamo parlare”.

Come conciliare l’assunzione di nuovi dirigenti con il taglio del 3% della spesa previsto dall’Intesa Stato-Regione?
“L’Intesa non dice che dobbiamo tagliare la spesa, ma che dobbiamo trasformarla in investimenti. La spesa ammonta a circa 10-12 miliardi, al netto di capitoli come la sanità che non vanno conteggiate, restano circa 4 miliardi sui quali si applica il taglio del 3% quindi si tratta di indirizzarne circa 100 milioni  agli investimenti o a quelle voci fino ad oggi rimaste escluse”.

Ma le assunzioni di nuove dirigenti e dei precari non corrispondono ad un investimento.
“Io non ho mai parlato di assunzioni di dirigenti. Stiamo parlando di sostituire personale che è andato in pensione e non in prepensionamento (che è vietato visto che abbiamo dichiarato un esubero). I dirigenti andati in pensione dall’entrata in vigore della riforma introdotta con la legge 9/2015 sono circa 40. Ci sono delle posizioni che si devono coprire. Si fanno i bandi ma nessuno risponde non si trovano le figure che servono. Se ho bisogno di un ingegnere informatico o di un esperto in contabilità finanziaria posso prendere un filosofo? Queste le qualifiche che cerchiamo: mancano 11 dirigenti di Bilancio alla Ragioneria, mancano 15 avvocati all’Ufficio Legislativo e legale, e 7 ingegnere informatici all’Ufficio Informatica. La Regione ha assunto solo agronomi, architetti, filosofi, laureati in educazione fisica...e io cosa ci faccio?"

Quindi è una scelta obbligata.   
“Esatto”.

Dunque il grande problema sono state allora le assunzioni fatte senza Piano aziendale
“Si”.

Che ancora manca.
“No, sono venticinque anni che faccio piani aziendali. Abbiamo dichiarato esuberi, di fatto stiamo riorganizzando il personale e riducendo in cinque anni il comparto dirigenziale di circa 800 unità. Noi vogliamo funzionari bravi con laurea giusta ed esperienza giusta”.

Anche la stabilizzazione dei 16mila precari non corrisponde ad un investimento.
“Il taglio del 3% ce l’ho scolpito in testa e lo faremo. Tutti i soldi, circa 200milioni, per pagare i precari sono già nel bilancio della Regione ed è così da anni”.

E perché i precari sì e i 386mila disoccupati siciliani no, considerato che i precari non sono entrati per concorso nella Pa?
“Nessuno ha mai detto che non si farà concorso. La stabilizzazione avverrà attraverso le procedure previste dalla legge”.

Perché non ipotizzare una Cig, e metterli in mobilità come nel privato all’80% dello stipendio?
“Si stabilizzano i precari che possono essere stabilizzati, gli altri  verranno assunti a tempo indeterminato per lo stesso numero di ore e con la stessa qualifica in una società della Regione con l’idea di fare i servizi laddove serve”.

Non pagati come Cig, ma pagati comunque.
“Sì, pagati comunque. Le entrate, poi sono andate meglio di quanto ci aspettavamo. I 110 milioni che ci sono avanzati li abbiamo voluti utilizzare andando incontro alle grandi emergenze".
 
A proposito della legge Madia, lei ne sollecitava il recepimento da parte dell’Assemblea regionale.
“La Finanziaria 2017 contiene norme che recepiscono i decreti attuativi della Madia sulle partecipate, ma c’è stato però lo stop della Consulta quindi staremo a vedere. Ma come promesso, la recepiremo”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

08 Dicembre 2016
http://www.qds.it/23832-dirigente-qualificato-cercasi-alessandro-baccei-assunti-agronomi-archittetti-che-ci-faccio-io.htm







07 dicembre 2016

REGIONE. SI VA VERSO L'ESERCIZIO PROVVISORIO CON LA PROROGA PER I PRECARI


La finanziaria regionale slitterebbe all'anno prossimo. Il piano di Baccei per i contrattisti.

PALERMO - Esercizio provvisorio, agganciato alla proroga dei precari, i cui contratti scadranno a fine dicembre. E' l'ipotesi che avanza a Palazzo dei Normanni, dove la sensazione è che maggioranza e governo, sotto stress per il risultato del referendum, non siano nelle condizioni di portare in aula la manovra finanziaria per il 2017 e di approvarla entro il 31 dicembre. In via informale si sta discutendo di un provvisorio di 2 o 4 mesi. La manovra è ancora nei cassetti del governo Crocetta, anche perché si aspetta il via libera alla legge di stabilità nazionale. Poi dovrà essere discussa in giunta e trasmessa dopo l'ok alla Presidenza dell'Ars per l'assegnazione alle commissioni di merito e al Bilancio. Tempi non proprio brevi, insomma. 

Di particolare urgenza la norma salva-precari, dopo che la stabilizzazione è saltata. L'accelerazione dei lavori della legge di stabilità, votata nel pomeriggio dal Senato, accelerazione dovuta alla crisi di governo nazionale, ha fatto accantonare tutte le norme aggiuntive, fra cui quella che riguardava la Sicilia e il suo esercito di precari degli enti locali, da anni appesi alle proroghe last minute. L'assessore all'Economia Baccei ha già pronto il piano B, che prevede un paracadute per i precari da inserire nell'esercizio provvisorio, col passaggio del personale a Resais. 

"Il governo è già al lavoro per risolvere il problema drammatico delle migliaia di precari siciliani, inclusi gli Aso, i formatori, gli sportellisti e le categorie a rischio di perdere il posto di lavoro". Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. "Per effetto della crisi di governo non è stato possibile emendare al Senato la legge di bilancio dello Stato, che consentiva la proroga e conseguentemente autorizzava la Regione ad avviare i processi di stabilizzazione. Lo faremo con legge regionale - afferma Crocetta - la giunta riunita ieri, ha apprezzato un ddl da inserire nella legge di bilancio regionale da approvare entro dicembre 2016 che consente: la proroga, ai sensi della legge nazionale vigente di tutti i precari fino al 31 dicembre 2018; obbligo per i comuni ad assumere nei limiti della pianta organica per le fasce A e B e per il 50% della medesima, le altre fasce; i comuni che si rifiuteranno di assumere i lavoratori, saranno penalizzati attraverso la riduzione dei trasferimenti regionali; la la copertura finanziaria da parte della Regione per tutto il periodo di contratto del lavoratore assunto a tempo indeterminato". "Il problema più serio, - continua il presidente - è legato alla mancata deroga, per la mancata approvazione degli emendamenti al Senato per i comuni in dissesto. Per i lavoratori di questi comuni stiamo elaborando un'apposita norma da applicare, nel caso in cui la norma nazionale non dovesse rientrare, prima del 31 dicembre 2016, nella legge mille proroghe. Speravamo tanto nella legge di deroga per i comuni in dissesto e in disequilibrio finanziario, ma purtroppo la situazione attuale non ci consente di fare meglio".

07 Dicembre 2016
http://livesicilia.it/2016/12/07/si-va-verso-lesercizio-provvisorio-con-la-proroga-per-i-precari_807599/





 

IMPORTANTI NOVITA' SULLE GRADUATORIE DEI LAVORATORI FORESTALI. I SINDACATI HANNO INCONTRATO L'ASSESSORE AL LAVORO, GIANLUCA MICCICHE'

Dalla pagina facebook
del Segretrario regionale Flai Cgil 
Alfio Mannino



Oggi pomeriggio si è svolto l'incontro con l'Ass. Micciche al quale abbiamo posto con determinazione i seguenti obiettivi: aggiornamento semestrale graduatorie forestali, richiesta che dopo ampia valutazione è stata recepita (è un grande passo avanti rispetto agli ultimi anni) sull'aggiornamento delle graduatorie abbiamo chiesto ed ottenuto lo spostamento fino al 10 gennaio del termine per presentare ricorsi in modo di poter chiarire anche alcune problematiche interpretative sui requisiti; abbiamo ottenuto un altro importantissimo risultato: i lavoratori forestali sono esonerati dal presentare la did e il patto di servizio, deroga estesa anche a tutti i lavoratori agricoli




CRISI DI GOVERNO, SE MATTARELLA SCIOGLIE LE CAMERE 600 PARLAMENTARI RESTERANNO SENZA PENSIONE


Deputati e senatori alla prima legislatura sperano di restare in carica fino a settembre quando scatterebbe la pensione

Sono circa 600 i deputati e i senatori che in caso di voto anticipato potrebbero perdere non solo la poltrona ma anche i contributi versati come parlamentari. L'assegno della pensione scatta per loro solo se rimangono in carica almeno 4 anni, 6 mesi e 1 giorno, una soglia fissata dal regolamento in vigore il 1° gennaio del 2012.

I peones che rischiano di buttare il tesoretto contributivo appartengono a tutte le forze politiche, ma sono soprattutto grillini, ex M5s, appartenenti al Gruppo Misto e 209 del Pd. I versamenti dei parlamentari sono trattati come gestione separata e non si possono né ricongiungere ad altri profili previdenziali né riscattare, per cui se non si maturano i requisiti stabiliti dal governo Monti andranno irrimediabilmente perduti.
Il diritto a ricevere il trattamento pensionistico ormai si matura solo al conseguimento di un duplice requisito, e anagrafico e contributivo. In definitiva il parlamentare ha diritto al vitalizio solo dopo avere svolto il mandato parlamentare per almeno 4 anni e mezzo e una volta compiuti 65 anni di età. Per ogni anno di mandato oltre il quinto, il requisito anagrafico è diminuito di un anno sino al minimo di 60 anni.

Sono in pericolo le posizioni dei parlamentari alla prima esperienza, in particolare 417 deputati sui 630 totali alla Camera e191 su 315 al Senato; in totale, 608 su 945.

L'argomento non è oggetto di dibattito ufficiale ma nei corridoi di Montecitorio e di Palazzo Madama in tanti ne parlano, non senza una certa apprensione. Come racconta al "Messaggero" l'onorevole Emiliano Minnucci, "mi troverò con un buco contributivo".

La speranza di prolungare la legislatura fino a settembre 2017 potrà ritardare l'appuntamento con le urne? Lo esclude al momento l'onorevole Tommaso Currò, ex M5s ora Pd, che al quotidiano romano confessa: "non sarei sincero se non ammettessi che tra noi parliamo anche di questo".


07 Dicembre 2016
http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/crisi-di-governo-se-mattarella-scioglie-le-camere-600-parlamentari-resteranno-senza-pensione_3045123-201602a.shtml