L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






22 novembre 2019

SI PIANIFICA LA CAMPAGNA ANTINCENDIO 2020! RIUNIONE OPERATIVA CON I 9 CAPI ISPETTORATI RIPARTIMENTALI DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA


Dalla pagina Facebook
dell'Assessore al Territorio ed Ambiente
Toto Cordaro

La campagna antincendio 2020 si pianifica OGGI!!
Riunione operativa con il Dirigente Generale Filippo Principato, il Capo della Segreteria tecnica Dorotea Di Trapani e i 9 Capi degli Ispettorati Ripartimentali del Corpo Forestale della Regione Siciliana.
Al lavoro per la Sicilia!






DA GDS IN EDICOLA. FONDI UE BLOCCATI IN SICILIA, ISPETTORI NEGLI ASSESSORATI: A RISCHIO 400 MILIONI

Nello Musumeci e Gaetano Armao

Dal sito gds.it

22 Novembre 2019
La missione dell'assessore Armao a Bruxelles non ha portato lo sperato sblocco dei fondi europei della Regione, che restano così congelati. Questo significa che bisognerà fare i salti mortali per non perdere i 400 milioni di euro che dovranno essere spesi entro fine anno. Il presidente Musumeci ha intanto deciso di inviare in tutti gli assessorati degli ispettori che dovranno analizzare i flussi di spesa e soprattutto i motivi che stanno tenendo fermi nei cassetti centinaia di milioni. La notizia in un articolo di Giacinto Pipitone sul Giornale di Sicilia di oggi.

La vicenda riguarda la procedura a fine luglio, quando Bruxelles ha contestato alcune spese certificate nel 2018 e in generale vari errori procedurali sul sistema dei controlli. Da qui la cosiddetta «interruzione dei pagamenti»: formula che di fatto impedisce alla Regione di spendere fino a quando l'Ue non riterrà superate le criticità rilevate.

Entro il 31 dicembre - si legge sul quotidiano -, la Regione deve certificare di aver speso la quota di fondi del 2019, che ammonta a 404 milioni. Ma se Bruxelles non sbloccherà la spesa nulla potrà essere certificato e la Regione rischierà di perdere il budget.

La notizia completa sul Giornale di Sicilia.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it






CASTELLAMMARE: MOTIVAZIONI DELLA CONSEGNA DEGLI ENCOMI ALLE FORZE DELL’ORDINE. EMOZIONANTE L’ENCOMIO AL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA: “IN MEMORIA DELL’ISPETTORE FORESTALE GIANNI GERVASI, AI LAVORATORI DEL CORPO FORESTALE PER LE ATTIVITÀ DI TUTELA AMBIENTALI



Dal sito www.siciliaogginotizie.it

21 Novembre 2019
«L’abnegazione e l’impegno quotidiano, il senso di responsabilità delle forze dell’ordine: oggi sono stati celebrati importanti valori ed abbiamo ricevuto anche un insegnamento con un momento bellissimo curato dai ragazzi delle scuole che ci hanno emozionati onorando i genitori appartenenti alle forze dell’ordine. Ringrazio il sindaco Nicolò Rizzo e l’amministrazione comunale per la sensibilità dimostrata nel voler porgere questo ringraziamento alle forze dell’ordine che sono e saranno disponibili nei confronti della comunità, come hanno sempre dimostrato».

Queste le parole del prefetto di Trapani, Tommaso Ricciardi che, con il sindaco di Castellammare del Golfo Nicola Rizzo, ha consegnato 17 encomi a rappresentanti  della polizia di Stato, dei carabinieri, della guardia di finanza, della capitaneria di porto, dei vigili del fuoco e del corpo forestale regionale, che si sono distinti sul territorio nel corso dell’attività di servizio. Presenti nella sala conferenze del castello arabo normanno il questore di Trapani, Salvatore La Rosa, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Gianluca Vitagliano, il comandante provinciale della guardia di finanza, colonnello Pasquale Pilerci, il capitano di fregata Marco Tognazzoni, comandante in seconda della capitaneria di porto di Trapani, il capo reparto dei vigili del fuoco Vito Di Stefano con Giacomo Orlando, capo reparto del distaccamento di Alcamo dei vigili del fuoco ed il commissario capo del distaccamento forestale di Castellammare del Golfo, Nicolò Cardile. Prezioso il contributo degli istituti comprensivi Pascoli e Pitrè: gli studenti delle terze classi seguiti dalle professoresse Maria Grazia Magaddino, Mirella Rizzo ed Angela Bongiorno, hanno omaggiato le forze dell’ordine con letture sulla vita di Emanuela Loi, agente di scorta del giudice Paolo Borsellino morta nella strage di via D’Amelio, quindi un video di ringraziamento accompagnato da chitarra e violino e la toccante testimonianza di due ragazzi, figli di appartenenti alle forze dell’ordine.   

Questi gli encomi consegnati:

Per i carabinieri al capitano Giulio Pisani, comandante della compagnia dei carabinieri di Alcamo, al luogotenente Luigi Gargaro, comandante della stazione dei carabinieri di Castellammare, al maresciallo ordinario Calogero Carta, al vicebrigadiere Giuseppe Campisi, all’appuntato scelto Salvatore Lo Cricchio, con la seguente motivazione:“per l’acume investigativo, l’impegno, l’alto senso del dovere dimostrati nell’attività di indagine che, il 28 novembre 2017, permettevano di individuare ed arrestare quattro operatori di una casa di riposo, responsabili di gravi maltrattamenti ai danni degli anziani ospiti della struttura”. 

Per la polizia di Stato all’assistente capo Renato Galbo ed all’assistente capo Alessandro Maria Bellomo perché “intervenuti per un grosso incendio sviluppatosi il 19 luglio 2019 in via Medici, appreso che in un’abitazione adiacente alla casa in fiamme si trovava un anziano in pericolo a causa dell’intenso fumo e della presenza di varie bombole di gas, non esitavano ad irrompere all’interno dell’abitazione e trasportare fuori l’anziano, salvandogli così la vita”. Al commissario Salvatore Biondo, al sovrintendente capo Valesco Mendolia ed all’assistente capo Carmelo Brugaletta perché “con un’articolata attività d’indagine, il 22 ottobre 2019 individuavano e sottoponevano alla misura del fermo di indiziato di delitto, il responsabile di una violenta aggressione in centro città ai danni di una giovane donna”.

Per la capitaneria di porto encomi al secondo capo scelto Marco Caci, al secondo capo scelto Giovanni Saura, al sottocapo di 1^ classe Domenico Chirco, al sottocapo Francesco Basile perché “L’equipaggio della Motovedetta CP 719, nella notte del 10 luglio 2019, a seguito di un incendio nella riserva naturale orientata dello Zingaro, nonostante le condizioni meteo marine avverse, con vento che soffiava oltre i 50 Km/h, dalle acque antistanti il villaggio di “Calampiso” riusciva ad evacuare 35 persone, tra donne e bambini, trasportandole nel più vicino porto di San Vito Lo Capo”.

Encomio ritirato dal capitano Lorenzo Cerrito per la tenenza della Guardia di Finanza di Alcamo “impegnata su più attività portate avanti con successo per competenza e grande professionalità, garantendo la sicurezza economico-finanziaria del territorio a tutela di tutti i cittadini onesti e rispettosi delle regole”.

Encomio “ai vigili del fuoco del comando di Trapani per i continui interventi sul territorio in particolare in caso di incendi, calamità e soccorso per vari pericoli, così da garantire  l’incolumità delle persone, con esempio quotidiano di altruismo, professionalità e senso del dovere”.

In ricordo dell’ispettore Gianni Gervasi particolarmente emozionante l’encomio al corpo forestale della Regione siciliana: “In memoria dell’ispettore forestale Gianni Gervasi ai  lavoratori del corpo forestale che, seguendo il suo esempio, in particolare su monte Inici, devastato da continui incendi, svolgono attività di tutela ambientale, prevenzione e spegnimento incendi con grande amore per la natura: amica da frequentare e proteggere dagli attacchi esterni come ci ha insegnato l’ispettore Gianni Gervasi”. 

Fonte: www.siciliaogginotizie.it






SIRACUSA: NASCE IL BOSCO DELLE TROIANE



Dal sito www.ecodisicilia.com

Maria Chiara Ferraù - 21 Novembre 2019

A Siracusa nasce il bosco delle Troiane. Domenica 24 novembre saranno piantumate mille piantine di leccio che farà nascere il bosco. Il rito della piantumazione, in programma a partire dalle 10.30 nell’area comunale che si trova tra viale Scala Greca e il tribunale, completerà idealmente il lungo percorso che ha unito nei mesi scorsi il Friuli Venezia Giulia e la Sicilia attraverso il progetto scenico pensato dall’architetto Stefano Boeri e dal suo studio per lo spettacolo Le Troiane, messo in scena dalla fondazione Inda nella stagione 2019 al teatro greco di Siracusa.

L’iniziativa di domenica mattina è il primo tassello di un più ampio progetto di forestazione denominato “Boschi in città”. Nei prossimi anni è prevista la piantumazione di oltre 6 mila alberi nel centro abitato, nel rispetto di quanto indicato nella legge 10 del 2013: piantare un nuovo albero per ogni bimbo nato o adottato.

Il comune di Siracusa ha aderito all’iniziativa proposta dal comitato “Aria nuova” puntando alla creazione di aree verdi e di foreste urbane, come una delle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici nell’ottica generale di migliorare la qualità della vita in città.

Il Bosco delle Troiane nascerà grazie alla collaborazione tra Fondazione Inda, assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea della Regione Siciliana, che ha messo a disposizione le piantine di leccio, comune di Siracusa che ha individuato ed è entrato in possesso dell’area alle spalle del palazzo di giustizia e comitato “Aria Nuova”.

La Fondazione Inda, nel corso della Stagione 2019, ad ogni replica delle Troiane, lo spettacolo diretto da Muriel Mayette-Holtz, ha consegnato a un bambino o una bambina presente in teatro, una piantina di leccio, come segno di rinascita e speranza per l’ambiente e il pianeta stesso. Le piantine saranno parte integrante del Bosco delle Troiane: è la prima volta al mondo in cui uno spettacolo lascia in eredità un polmone verde alla città che ha ospitato la messa in scena.

Al rito della piantumazione saranno presenti il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, l’assessore alle Risorse agricole della Regione Siciliana, Edy Bandiera, il sovrintendente della Fondazione Inda Antonio Calbi, Anastasia Kucherova di Stefano Boeri Architetti, l’assessore alle Politiche di mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici del Comune di Siracusa Giusy Genovesi e i rappresentanti di tutte le associazioni che costituiscono il comitato “Aria Nuova”.

Fonte: www.ecodisicilia.com





25 NOVEMBRE: INIZIATIVE ASSOFANTE PALERMO




Ricevo e pubblico
dalla Giornalista
Dott.ssa Maria Giambruno






GLI ASSESSORI BANDIERA E CORDARO: AVANTI CON LE RIFORME UTILI ALLA SICILIA. DOPO LA RIFORMA SUI CONSORZI DI BONIFICA, A LAVORO PER RIFORMARE IL COMPARTO FORESTALE. ENTRO TRE MESI LA PRESENTAZIONE CON IL CONTRIBUTO DI TUTTE LE SIGLE SINDACALI DI COMPARTO



Dalle pagina Facebook
dell'Assessore Bandiera e Cordaro

Avanti con le riforme utili alla Sicilia.
Dopo la riforma sui Consorzi di Bonifica, adesso all'esame del Parlamento regionale, ora, a lavoro, per riformare il comparto forestale e per dotare sempre più e sempre meglio, il territorio, delle strategie di salvaguardia e sviluppo delle risorse ambientali e della biodiversità. Al centro, lo sviluppo di strategie che valorizzino il nostro patrimonio ambientale e culturale, insieme al valore della dignità del lavoro. Entro tre mesi la presentazione della riforma, con il contributo di tutte le sigle sindacali di comparto. Ce lo siamo detti oggi, insieme al collega Assessore Cordaro, con Cgil, Cisl e Uil, lavoratori e con oltre 80 Sindaci e amministratori siciliani.
È stato un confronto franco e costruttivo: entro 90 giorni il Governo presenterà il suo progetto di riforma.
La riforma si farà tutti insieme, con il contributo di tutte le sigle sindacali e associative del comparto.
La riforma sarà patrimonio di tutti, sarà patrimonio della Sicilia!!


Leggi anche:

Riforma forestale, un passo avanti. I risultati del confronto di oggi tra sindacati, amministratori locali e governo regionale


Inizia il conto alla rovescia per la riforma forestale. Il governo condivide i due contingenti trasformando tutti i centocinquantunisti in lavoratori a tempo indeterminato e i settantottisti e centunisti a 151 giornate. Riordino entro il 21 febbraio 2020. Ecco il countdown








DISSESTO IDROGEOLOGICO, SPESO CIRCA IL 25% DEI FONDI, “MA SIAMO LA REGIONE CHE HA AVVIATO PIÙ CANTIERI”



Dal sito qds.it
Rosario Battiato - 22 Novembre 2019

La Corte dei Conti “censura” le gestioni del passato. Col Governo Musumeci passi avanti ma si deve fare di più
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PALERMO – I soldi ci sono, il dissesto pure. Due concetti destinati a non doversi incontrare mai come due rette parallele, perché di fatto i soldi dovrebbero appunto servire a mettere in sicurezza il territorio e quindi a depotenziare il rischio idrogeologico, che però, invece, in Sicilia si incrociano sempre più spesso perché i fondi, pur essendoci, restano soltanto teorici con i cantieri, quando si riesce a farli, che restano lentissimi. E la prevenzione, che è anche la riduzione del consumo di suolo, continua a restare un sogno lontano. Un problema quello della mancata prevenzione che per la verità riguarda tutto il Paese, come dimostrano i tragici fatti dei giorni scorsi, quando Venezia è stata sommersa da un metro e novanta di acqua. Un caso emblematico dell’incapacità delle istituzioni, a tutti i livelli, di governare il territorio nonostante siano stati spesi quasi 6 miliardi di denaro pubblico per costruire il faraonico “Mose”, mai entrato in funzione.

È un Paese dove si interviene (o meglio, si promette di intervenire) sempre a tragedia avvenuta, come è accaduto solamente ed esattamente un anno fa – era il novembre 2018 – in provincia di Palermo quando l’esondazione del fiume Milicia costò la vita a nove persone. Un fatto che si aggiunge a quelli ben noti del messinese verso la fine degli anni dieci del duemila, ma che non sembra smuovere le coscienze di chi dovrebbe intervenire. Secondo Erasmo D’Angelis, già a capo della struttura di missione di Palazzo Chigi contro il dissesto, durante il governo Renzi, e attualmente segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del Centro Italia, la Sicilia avrebbe 800 milioni di euro contro il dissesto attualmente bloccati per mancanza di piani.

PIANO STRALCIO: I SOLDI CI SONO
Il ritornello è sempre lo stesso: i soldi ci sono e vanno soltanto spesi. In questo passaggio, tuttavia, si annida praticamente il grande problema degli ultimi decenni, cioè l’avvio dei cantieri, quindi quel momento in cui i fondi stanziati di fatto si tramutano in opere concrete. Anche per il ministro Costa il punto è chiaro: “occorrono progetti esecutivi per aprire i cantieri e mettere in sicurezza il Paese. I fondi ci sono e vanno spesi”. Il Piano Stralcio ha messo sul piatto 315 milioni di euro nel 2019 per finanziare “progetti esecutivi di tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e prevede 263 interventi in tutte le regioni”. In campo ci sono 11 miliardi di euro per il triennio, 2019-2021, nell’ambito del Piano nazionale Proteggi Italia. Per quanto riguarda il 2019, alla Sicilia sono toccati poco meno di 21 milioni di euro per 12 progetti. Otto i comuni coinvolti nel messinese, una delle zone più a rischio, per azioni di consolidamento di costoni rocciosi o fiumare, poi gli altri nel palermitano (2), nel trapanese (1) e nell’ennese (1).

LA PREVENZIONE CHE AIUTA
Lo scorso luglio era stato dato il via libera a oltre 144 milioni di euro per 54 interventi nei comuni siciliani finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico e per la riduzione di erosione costiera. Ad agosto 70 milioni di euro, provenienti da rimodulazioni delle risorse del “Patto per il Sud – Fondo Sviluppo e Coesione”, erano stati destinati per 19 opere in centri abitati per prevenire fenomeni franosi; 20 milioni per interventi su fiumi e torrenti; ulteriori 16 milioni per la pulizia di un centinaio di torrenti e fiumi. Alcuni cantieri sono effettivamente partiti, altri invece non possono più aspettare: in settimana l’associazione Marevivo ha lanciato un nuova allarme per la spiaggia di Eraclea Minoa, dove “un’altra fascia di boschetto è sparita ed è crollato un ristorante ancora presente in spiaggia; Eraclea Minoa non può più aspettare gli interventi programmati dalla Regione siciliana”.

Che non ci sia un solo minuto da perdere lo sa bene Maurizio Croce – già assessore al Territorio del governo Crocetta e attualmente commissario straordinario contro il dissesto idrogeologico – che, proprio nei giorni scorsi, ha fatto riferimento all’importanza della prevenzione, nel senso della pulizia e ordinaria e straordinaria dei fiumi, ma anche alla necessità di ridurre il consumo di suolo.

UN TERRITORIO AD ALTO RISCHIO
La storia recente non lascia spazio a dubbi quanto a pericolosità del territorio siciliano. Nel 2017, secondo quanto riportato dall’annuario ambientale dell’Ispra publicato a marzo, la Sicilia è stata protagonista di uno dei quindici eventi alluvionali più forti dell’anno, accaduto tra 21 e 23 gennaio, col coinvolgimento di sei province, determinando danni per 30,8 milioni di euro.

Sempre nel 2017, sono stati ben 12 gli eventi franosi siciliani che risultano tra i 172 più pericolosi dell’anno. Allargando il raggio d’azione, tra il 2000 e il 2015, il dissesto in Sicilia ha fatto registrare 168 eventi, 58 morti e danni per circa 4 miliardi di euro. Nel mirino soprattutto le arterie viarie: 9 mila episodi di dissesto tra il 2002 e il 2016 che hanno fatto registrare danni per 50 milioni di euro all’anno.

IL BILANCIO DEL FONDO NAZIONALE
Nelle scorse settimane è stata diffusa la relazione sul “Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto (2016-2018)” approvata dalla Sezione centrale di controllo della Corte dei conti, che ha preso in esame le modalità di funzionamento e di gestione del Fondo, la governance e le responsabilità dei soggetti attuatori e l’efficacia delle misure emanate.

La Corte, pur riferendosi alla situazione nazionale, ha comunque evidenziato alcune criticità che è possibile attribuire anche agli storici ritardi della Sicilia come l’inadeguatezza delle procedure e la debolezza delle strutture attuative, passando per l’assenza di adeguati controlli e monitoraggi. I giudici contabili, in particolare hanno denunciato “uno scarso utilizzo delle risorse” riferito certo – va detto per dovere di cronaca – al periodo antecedente all’insediamento del Governo Musumeci: nel 2017 l’Isola è stata destinataria di 15,9 milioni di euro per la progettazione di 71 interventi, ma “il Commissario straordinario – si legge nella relazione – ha comunicato di aver posto in essere complessivamente 18 procedure di gara”, appaltando servizi di architettura e ingegneria per poco più di 6 milioni di euro.

I NUMERI DEL RENDIS
Secondo i dati del ministero dell’Ambiente, riportati nel Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del Suolo gestito dall’Ispra, tra il 1999 e il 2017, la Sicilia ha ricevuto, tramite fondi ministeriali, oltre 660 milioni di euro, riuscendo a concludere soltanto un intervento su due (51%) e spendendo complessivamente il 44% delle risorse (306 milioni su 661).

Maurizio Croce: “Partiti 91 cantieri per 126 milioni di euro”
PALERMO – Maurizio Croce, già assessore al Territorio nella passata amministrazione, è il Commissario di governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione siciliana. Il suo bilancio della spesa è particolarmente positivo.

In questi giorni si parla tanto di fondi e di mancata spesa, di cantieri congelati e tutto il resto. Come sta la Sicilia da questo punto di vista?
“Stiamo molto meglio rispetto al resto d’Italia, perché siamo tra le regioni che hanno avviato più cantieri rispetto ad altri, prendendo come riferimento i Patti per il Sud. Bisogna considerare che nel corso del 2019 abbiamo avviato 91 cantieri per circa 126 milioni di euro, un risultato che fa chiaramente riferimento alle procedure avviate nel corso del 2018”.

Il Rendis dice che un intervento su due in Sicilia non è completato. Certo si tratta di altri fondi e di altre amministrazioni, ma esiste un problema di spesa?
“Il Rendis è uno strumento statico, nel senso che per avere il vero quadro degli interventi bisognerebbe dotarsi di uno strumento più dinamico in grado di cogliere in tempi rapidi gli aggiornamenti”.

La Sicilia comunque resta nel mirino del dissesto. Cosa fare?
“Per il governo Musumeci la messa in sicurezza del territorio è una delle priorità. Non a caso c’è un miliardo ad hoc destinato dei fondi 2014/2020. È un segno di responsabilità anche se dettato dal fatto che la Sicilia, rispetto ad altre realtà, è chiaramente in misura maggiore nel mirino del rischio naturale, tuttavia c’è uno sforzo concreto. Anche il 25% dei fondi spesi, rispetto a un plafond così sostanzioso, è un segnale di avanzamento”.

Monitoraggio sugli interventi
Dodici bandi sul sito del Commissario. Ancora pochi lavori e molti progetti

PALERMO – Ci sono 12 bandi attivi sul sito del Commissario di governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione siciliana, alcuni relativi a progettazioni e studi, altri per gli interventi veri e propri. Scadrà il 13 gennaio un bando da 427 mila euro, importo complessivo a base di gara, per l’affidamento di indagini geologiche, geotecniche, e di altri studi e attività di campo, inclusa progettazione e coordinamento di sicurezza in fase di progettazione, per gli “Interventi finalizzati alla mitigazione del rischio da crollo dalle pareti di Monte Gallo”.

Il 16 dicembre è la data ultima per partecipare a un bando da circa 308 mila euro, come importo complessivo a base di gara, per l’affidamento di studi e indagini, progettazione relativa agli “Interventi di riequilibrio litoraneo ed adeguamento delle opere di protezione della spiaggia in località Canneto” nel Comune di Lipari. Circa 77 mila euro sono destinati all’appalto, in scadenza sempre il 16 dicembre, per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva relativa al “Consolidamento della Via Santuario” nel comune di Alessandria della Rocca, in provincia di Agrigento.

Altri interventi, sempre relativi a progettazione e/o indagini geologiche, scadranno l’11 dicembre – 62 mila euro a Capizzi, in provincia di Messina –, mentre 2,8 milioni di euro, con scadenza il 10 dicembre, riguardano l’appalto per l’affidamento degli “interventi urgenti di ripristino della funzionalità della via Quaranta a Bisaquino, provincia di Palermo”.

C’è tempo fino al 9 dicembre per partecipare al bando di circa 90 mila euro per indagini e progettazione di un intervento a Palma di Montechiaro, nell’agrigentino. Un intervento da 3 milioni di euro riguarda, con scadenza al 6 dicembre, l’affidamento dei lavori di “ripascimento artificiale del litorale in erosione della frazione marina di Eraclea Minoa a protezione del viale Eracle, via Artemide, viale Minosse”, sempre in provincia di Agrigento.

Un altro milione di euro, con scadenza al 2 dicembre, è per l’affidamento dei lavori di “mitigazione rischio idrogeologico del pendio a valle della via Cremona e via Lo Presti nel Comune di Salemi (TP)”.

Circa 700 mila euro, con scadenza al 25 novembre, sono destinati all’appalto per i lavori di “consolidamento e messa in sicurezza versante ovest del quartiere S. Maria nel Comune di Agira (EN)”. Scadranno verso la fine di novembre anche altri due appalti per servizi destinati alla progettazione.

I dati dell’Ispra
In Sicilia 7 emergenze negli ultimi sei anni
PALERMO – Nel corso degli ultimi sei anni, cioè dal maggio 2013 a quello 2019, in tutta Italia, secondo l’Ispra, sono stati dichiarati 87 stati d’emergenza in seguito a siccità, alluvioni e frane, con danni per 9,4 mld accertati dai relativi Commissari.

La Sicilia ha avuto la sua parte: 7 emergenze e 82 mln riconosciuti, su un totale di 9,4 mld, con un importo richiesto dalla Regione pari a 624 mln. Numeri che sembrano andare oltre anche quelli che sono i dati potenziali registrati del rischio idrogeologico isolano.
Il 4% del territorio è a rischio alluvione, una statistica che vale circa un migliaio di kmq e che interessa circa 20 mila persone. Per quanto riguarda la pericolosità da frana, ci sono circa 1.500 kmq coinvolti e circa 120 mila siciliani che vivono all’interno di questo perimetro.

Fonte: qds.it






21 novembre 2019

INIZIA IL CONTO ALLA ROVESCIA PER LA RIFORMA FORESTALE. IL GOVERNO CONDIVIDE I DUE CONTINGENTI TRASFORMANDO TUTTI I CENTOCINQUANTUNISTI IN LAVORATORI A TEMPO INDETERMINATO E I SETTANTOTTISTI E CENTUNISTI A 151 GIORNATE. RIORDINO ENTRO IL 21 FEBBRAIO 2020. ECCO IL COUNTDOWN

Per la riforma mancano:

Gli assessori Bandiera e Cordaro hanno condiviso la proposta sindacale e si sono assunti l’impegno di presentare entro tre mesi la riforma, dopo un percorso di concertazione. Il Blog fino al 21 febbraio 2020, data ultima per presentare la riforma, inserirà un countdown per contare facilmente i giorni. 
Il Governo manterrà la parola?


Leggi anche:






RIFORMA FORESTALE. LE FOTO DELL'INCONTRO PUBBLICO TRA SINDACATI, AMMINISTRATORI LOCALI E ASSESSORI DI RIFERIMENTO




















RIFORMA FORESTALE, UN PASSO AVANTI. I RISULTATI DEL CONFRONTO DI OGGI TRA SINDACATI, AMMINISTRATORI LOCALI E GOVERNO REGIONALE


Dalla pagina Facebook
Sicilia UILA

Il 4 dicembre partirà il Comitato paritetico regionale di cui faranno parte Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil e l’amministrazione regionale. Lo hanno comunicato oggi gli assessori al Territorio e Ambiente e all’Agricoltura, Totò Cordaro ed Edy Bandiera, nel corso dell’incontro pubblico organizzato dai tre sindacati confederali di categoria e svoltosi oggi nell’Auditorium dell’assessorato al Territorio a Palermo a cui hanno partecipato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Sicilia, Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Claudio Barone, molti sindaci e circa 200 fra dirigenti e lavoratori forestali. “Il varo di questo organismo - affermano i segretari generali delle tre organizzazioni, Tonino Russo, Pierluigi Manca e Nino Marino - è un importante risultato. È stata finalmente attuata una norma contrattuale prevista dal Cirl. Riteniamo che questo organismo sia importante per trovare le giuste soluzione a varie problematiche contrattuali nell’ottica di un contratto flessibile della forestazione in Sicilia” e per iniziare il confronto sul testo di riforma. Al centro dell’incontro il tema della riforma della forestale. “È giunta l’ora, come recita il nostro slogan - continuano Russo, Manca e Marino - di dare vita a un rinnovamento del settore che punti alla valorizzazione del personale e che abbia al centro la tutela e la prevenzione della risorsa boschiva”. Gli assessori Bandiera e Cordaro hanno condiviso la proposta sindacale di proseguire nel confronto con le parti sociali per arrivare a un testo che sia quanto più efficace. E si sono assunti l’impegno di presentare entro tre mesi la riforma, dopo un percorso di concertazione. “Il nostro obiettivo - proseguono Russo, Manca e Marino - è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti, trasformando tutti i centocinquantunisti in lavoratori a tempo indeterminato e di prevedere 151 giornate lavorative ai settantottisti e ai centunisti, obiettivo condiviso anche dai due assessori, qualificando e migliorando l’intervento bosco e allargando le competenze in ulteriori attività fuori dal bosco. Sappiamo bene che per farlo servono risorse che potranno essere recuperate dai futuri pensionamenti, anche inserendo quello forestale fra i lavori usuranti, come di fatto è”. Dai due esponenti del governo Musumeci, c’è stata anche un’apertura sul ricambio generazionale della categoria. “Bandiera e Cordaro hanno concordato - chiosano Tonino Russo, Pierluigi Manca e Nino Marino - sul fatto che da qui a dieci anni, non ci saranno più operai forestali, a meno di nuovi inserimenti e di un necessario e indispensabile trasferimento di competenze, fra vecchie e nuove leve”.

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Regione, vertice sui forestali: “Entro tre mesi la riforma”. L'obiettivo dei sindacati è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti: Oti e 151nisti. Obiettivo condiviso anche dai due assessori!






REGIONE, VERTICE SUI FORESTALI: “ENTRO TRE MESI LA RIFORMA”. L'OBIETTIVO DEI SINDACATI È QUELLO DI ARRIVARE AD OTTENERE 2 CONTINGENTI: OTI E 151NISTI. OBIETTIVO CONDIVISO ANCHE DAI DUE ASSESSORI!



Dal sito www.ilsicilia.it

LA NOTA DEI SINDACATI

di Nicola Funaro - 21 Novembre 2019
Il 4 dicembre partirà il Comitato paritetico regionale di cui faranno parte Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil e l’amministrazione regionale. Lo hanno comunicato oggi gli assessori al Territorio e Ambiente e all’Agricoltura, Toto Cordaro ed Edy Bandiera, nel corso dell’incontro pubblico   organizzato dai tre sindacati confederali di categoria e svoltosi oggi nell’Auditorium dell’assessorato al Territorio a Palermo a cui hanno partecipato molti sindaci e circa 200 fra dirigenti e lavoratori forestali.

“Il varo di questo organismo – affermano i segretari generali delle tre organizzazioni, Tonino Russo, Pierluigi Manca e Nino Marino – è un importante risultato. È stata finalmente attuata una norma contrattuale  prevista  dal CIRL. Riteniamo che questo organismo sia importante per trovare le giuste soluzione a varie problematiche contrattuali  nell’ottica di un contratto flessibile della forestazione in Sicilia” e per iniziare il confronto sul testo di riforma.

Al centro dell’incontro il tema della riforma della forestale. “È giunta l’ora, come recita il nostro slogan – continuano Russo, Manca e Marino – di dare vita a un rinnovamento del settore che punti alla valorizzazione del personale e che abbia al centro la tutela e la prevenzione della risorsa boschiva”.


Gli assessori Bandiera e Cordaro hanno condiviso la proposta sindacale di proseguire nel confronto con le parti sociali per arrivare a un testo che sia quanto più efficace.  E si sono assunti l’impegno di presentare entro tre mesi la riforma, dopo un percorso di concertazione.

“Il nostro obiettivo – proseguono Russo, Manca e Marino – è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti, trasformando tutti i centocinquantunisti in lavoratori a tempo indeterminato e di prevedere 151 giornate lavorative ai settantottisti e ai centunisti, obiettivo condiviso anche dai due assessori, qualificando e migliorando l’intervento bosco e allargando le competenze in ulteriori attività fuori dal bosco. Sappiamo bene che per farlo servono risorse che potranno essere recuperate dai futuri pensionamenti, anche inserendo quello forestale fra i lavori usuranti, come di fatto è”.

Dai due esponenti del governo Musumeci, c’è stata anche un’apertura sul ricambio generazionale della categoria. “Bandiera e Cordaro hanno concordato sul fatto che da qui a dieci anni non ci saranno più operai forestali, a meno di nuovi inserimenti e di un necessario e indispensabile trasferimento di competenze, fra vecchie e nuove leve“. 

Fonte: www.ilsicilia.it





PRESENTAZIONE PIANO MICROZONAZIONE DELLA SICILIA



PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIANA
DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

IL PIANO REGIONALE DI MICROZONAZIONE SISMICA

Domani, venerdì 22 ottobre alle ore 10.00
nella sede di Catania
della Presidenza della Regione Siciliana
in via Beato Bernardo n. 5



Ricevo e pubblico
dalla Dott.ssa Maria Giambruno
Ufficio Stampa e Comunicazione
Presidenza della Regione Siciliana 
Dipartimento della Protezione Civile


il Presidente della Regione Nello Musumeci presenterà ai Sindaci della Sicilia, alla stampa, ai professionisti e a quanti interessati il Piano di Microzonazione sismica della Regione Siciliana.

Il Piano, redatto dal Servizio rischio sismico e vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza della Regione Siciliana, coordinato da Nicola Alleruzzo, verrà illustrato dal Capo del DRPC Sicilia, Calogero Foti e da Antonio Torrisi, progettista del piano e direttore per l'esecuzione del contratto.

L’incontro metterà in luce l’importanza strategica del documento ai fini della pianificazione e della prevenzione con riguardo alla risposta sismica dei terreni.

Nel corso dell’incontro saranno approfonditi gli aspetti relativi alla Microzonazione sismica di livello 1 (MS1), alla Microzonazione sismica di livello 3 (MS3) e quellio relativi all’analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE).






RIFORMA DEL SETTORE FORESTALE “NON PIÙ RINVIABILE”, SINDACI E SINDACATI INCONTRANO ASSESSORI. IL BLOG: OGGI IL GOVERNO DEVE AVERE IL CORAGGIO DI DIRE CHE CI SARANNO ALMENO I DUE SOLI CONTINGENTI, ALTRIMENTI SARÀ LA SOLITA PASSERELLA CHE ABBIAMO SEMPRE ASSISTITO


Dal sito www.blogsicilia.it

21 NOVEMBRE ALL'ASSESSORATO AL TERRITORIO

19/11/2019
Si parlerà di riforma della forestale giovedì 21 novembre nel corso di un incontro pubblico tra i gruppi dirigenti di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil regionali e gli assessori al Territorio e Ambiente e all’Agricoltura, Totò Cordaro ed Edy Bandiera.

All’incontro, che si terrà a partire dalle 9. 30 nell’Auditorium dell’assessorato al Territorio, parteciperà anche una folta rappresentanza di sindaci e di delegati sindacali.

“Il nostro obiettivo- dicono i segretari generali delle tre organizzazioni, Tonino Russo, Pierluigi Manca e Nino Marino- è impegnare il governo a varare quanto prima la riforma del settore.
Abbiamo da tempo presentato una piattaforma con richieste precise in direzione dell’efficienza degli interventi, della qualità del lavoro e della stabilità dell’occupazione – specificano -e adesso chiediamo che si apra subito il tavolo di confronto perché è giunto il momento di andare avanti”.

I punti al centro della proposta sindacale sono l’estensione delle competenze della forestale a tutto il territorio per la lotta al dissesto idrogeologico e la tutela del patrimonio ambientale; l’aumento della superficie boscata.

E per quanto riguarda il personale, la reintroduzione di figure di alto livello come geologi e agronomi “per progettare la forestale del futuro” e la riduzione dalle attuali quattro a due fasce occupazionali: lavoratori a tempo indeterminato e 151isti.

“Occorre anche – sottolineano Russo, Manca e Marino- aprire ai giovani, per immettere energie fresche funzionali al suo rilancio, favorendo il ricambio generazionale in un comparto in cui l’età media dei lavoratori è oggi alta”.

Fonte: www.blogsicilia.it


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Non riusciamo a dimenticare:



Era  l'11 Dicembre 2017
L'Assessore all'Agricoltura intervistato dalla Tgr Sicilia, ha detto che vuole stabilizzare i circa 22mila lavoratori forestali che sono una risorsa, ha confermato che ci sono tutte le condizioni e le risorse per far sì che possano lavorare tutto l'anno attraverso il tempo indeterminato e una parte con 151giornate. Verranno impegnati anche nei siti archeologici.




Era il 7 Novembre 2017
Il Presidente Musumeci zittisce Bruno Vespa sui lavoratori forestali: non licenzieremo nessuno, anzi, li facciamo diventare da peso a risorsa. Li vorrei a pulire i fiumi, le aree verdi, le spiagge e non avranno un giorno di riposoConosco il metodo del governo






UGL SICILIA INCONTRA L’ASSESSORE CORDARO. IL SEGRETARIO REGIONALE UGL AGROALIMENTARE SICILIA, FRANCO ARENA: ”CHIEDIAMO TEMPI CERTI PER LA RIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE”


Ricevo e pubblico
dal Segretario regionale Ugl agroalimentare Sicilia
Geom. Francesco Arena

E’ quanto chiesto da Franco Arena, Segretario regionale Ugl agricoli e forestali a margine dell’incontro con l’assessore regionale a Territorio e Ambiente, Salvatore Cordaro, nell’ambito dell’iniziativa fortemente voluta dal Segretario regionale Giuseppe Messina e condivisa dal Segretario Confederale Giovanni Condorelli, “Road Map. Idee a confronto. Ugl incontra il governo della Sicilia”, che si è tenuto presso la sede regionale del sindacato in Via Tripoli, 11 a Palermo.

“Come Ugl abbiamo presentato all’assessore una chiara piattaforma rivendicativa e rivoluzionaria del comparto forestale – prosegue Arena – perché i tempi sono maturi per scelte politiche nella direzione della prevenzione del dissesto idrogeologico, riconoscendo nel contempo il prezioso lavoro dei forestali con un piano di investimento sulla forestazione e pensando anche ad una stabilizzazione delle fasce occupazionali attraverso l’allargamento delle competenze dei lavoratori.

Una proposta quella di Ugl, che serve ai cittadini ancor prima che ai lavoratori perche pone al centro la salvaguardia del territorio siciliano”.

La proposta illustrata all’assessore Cordaro contiene un progetto di stabilizzazione fondato su due fasce di garanzia occupazionale, la prima di centottantuno giornate e la seconda di lavoratori a tempo indeterminato, unificando così le attuali quattro fasce occupazionali.

Sono, infatti, 4424 i settantottisti, 9409 i centunisti, 5304 i centocinquantunisti ed i 1334 lavoratori a tempo indeterminato di cui 14628 alle dipendenze del Dipartimento regionale Sviluppo rurale e 5844 in forza al Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana per un totale complessivo di 20471unità lavorative – precisa il sindacalista – contingente complessivo che se rapportato al numero di giornate lavorate da tempo determinato a tempo indeterminato si avrebbero circa 7000 lavoratori stabili, considerando anche il fatto che lo stesso si assottiglia mediamente di 500 unità all’anno con un picco del 2019, grazie anche a quota 100, di 900 unità in meno.

“Abbiamo chiesto all’Assessore – conclude Arena – di rivedere l’attuale assetto politico e amministrativo che governa il comparto attraverso l’individuazione di un’unica Governance che garantisca procedure certe, snelle e riduca la burocrazia a livello periferico con la divisione dell’attuale graduatoria unica in due graduatorie, la prima che comprenda lavoratori addetti ad attività dei cantieri forestali e la seconda con i lavoratori addetti al servizio antincendio boschivo ed occorre, infine, abolire la chiamata diretta da parte dei Centri per l’Impiego”.

Ugl ha presentato, inoltre all’Assessore Cordaro la proposta di istituzione del Corpo di Polizia Ambientale della Regione Siciliana a garanzia e tutela del personale ad oggi in carica, richiedendo anche lo sblocco dei concorsi per rimpinguar la piata organica.

L’assessore Cordaro ha raccolto le proposte di buon senso e concrete dell’Ugl ringraziando il sindacato per il contributo utile al governo della Regione alla stesura di una legge di riforma attesa dai lavoratori e che dovrebbe vedere la luce entro la primavera del 2020 aggiungendo che nella legge finanziaria del prossimo anno sarà sbloccato il concorso per imclementare la dotazione del Corpo forestale, assumendo l’impegno ad aprire un dialogo e specifico approfondimento normativo e tecnico sulla proposta di istituzione di un apposito corpo di polizia ambientale.












AIB, IRF RAGUSA. E’ AUTORIZZATA L’EMISSIONE DI UN ORDINE DI ACCREDITAMENTO PER IL PAGAMENTO DELLO STIPENDIO DI OTTOBRE 2019







PALERMO, LA LETTERA DI RINGRAZIAMENTO FA ARRABBIARE I FORESTALI: "SERVONO UOMINI E MEZZI"


Dal sito palermo.repubblica.it

Assessore e dirigente ringraziano per l'impegno contro gli incendi ma i sindacati attaccano: "Ogni anno mille uomini vanno in pensione, l'età media è di 55 anni: tanti per chi deve fronteggiare roghi"

di CLAUDIO REALE - 20 Novembre 2019
L’iniziativa, in fondo, era anche carina: una lettera rivolta agli addetti del servizio antincendio boschivo per ringraziarli al termine della stagione dei roghi “per l'impegno, la dedizione e la professionalità mostrata in tutte quelle giornate di fuoco trascorse in cui la mano criminale dell'uomo ha causato i disastri ambientali che sfregiano la nostra amata terra di Sicilia”. Il testo inviato agli stagionali dal dirigente generale del corpo forestale Filippo Principato e dall’assessore al Territorio Toto Cordaro, però, ha finito per fare imbestialire i sindacati: “Piuttosto che una lettera – dice ad esempio il segretario della Flai-Cgil, Tonino Russo – servirebbe attenzione politica. La stagione è finita è non è ancora stata fatta la gara per le tute, le scarpe, i guanti e le maschere. I veicoli, inoltre, sono vecchi e serve manutenzione”.

Per chiedere più attenzione, Cgil, Cisl e Uil hanno convocato per domani un’iniziativa nell’auditorium dell’assessorato al Territorio: in quella sede, alla presenza di Cordaro e dell’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera, saranno presentate le richieste per la prossima stagione antincendio. A partire dallo sblocco del turnover: “Fra i forestali – prosegue Russo – non ci sono nuovi ingressi dal 1996. L’età media è adesso di 55 anni: un problema, se si considera che stiamo parlando di personale che deve combattere gli incendi”. La proposta dei sindacati, quindi, è abbastanza semplice: “Ogni anno – scandisce il neo-segretario della Flai-Cgil – vanno in pensione mille persone. Basterebbe assumerne un centinaio nel comparto antincendio per dare un segnale. Qualcosa di più rispetto a una letterina con la quale ringraziare i lavoratori per aver lavorato ‘in condizioni proibitive in questa calda estate’”.

Fonte: palermo.repubblica.it


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Chiusura stagione antincendio: ringraziamento al personale stagionale






20 novembre 2019

SOSTENIBILITA. DAI CAMBIAMENTI CLIMATICI AGLI INCENDI, MONDO FORESTE A RISCHIO


Dal sito www.lasicilia.it

Roma, 18 nov. - (Adnkronos) - Cambiamenti climatici, incendi, abbandono e illegalità stanno mettendo a rischio in modo irrimediabile le foreste nel mondo ed è necessario porvi rimedio prima che sia troppo tardi. A lanciare l’appello, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi (Festa dell’Albero) che si celebra il 21 novembre, è il Pefc Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l’ente normatore della certificazione di gestione del patrimonio forestale.

Secondo l’Esa nell'agosto 2019 ci sono stati quasi cinque volte più incendi rispetto ad agosto 2018: la missione Copernicus Sentinel-3 ha infatti registrato 79.000 incendi, contro i 16.000 rilevati nello stesso periodo dell'anno scorso. Il 49% degli incendi è stato rilevato in Asia, circa il 28% in Sud America, il 16% in Africa, seguiti da quelli in Nord America, Europa ed Oceania. È di questi giorni, inoltre, l’ultima catastrofe che sta colpendo l’Australia, che arriva a pochi mesi dai devastanti incendi che hanno colpito Siberia e Amazzonia.

“L’esplosione di incendi nel 2019 mette tutto il mondo di fronte alla necessità di prendere subito decisioni rapide e azioni concrete per porre un freno alle fiamme che stanno radendo al suolo i polmoni verdi del pianeta”, dichiara Maria Cristina d’Orlando, presidente del Pefc Italia. “Le cause di questi fenomeni sono le più disparate, ma il ruolo dell’uomo è decisivo. I cambiamenti climatici hanno infatti reso la stagionalità imprevedibile e i fenomeni atmosferici più rari, improvvisi e drastici: le piogge, ad esempio, tendono sempre più a concentrarsi in brevissimi periodi e la loro violenza provoca frane e alluvioni".

Di conseguenza "gli incendi e le tempeste sono più frequenti ed intensi, come è accaduto nel caso di Vaia in Italia nell’ottobre 2018. Le foreste, inoltre, sono particolarmente esposte ai cambiamenti climatici perché le piante hanno cicli di vita che spesso superano i 100-150 anni e quindi quelle che ora sono adulte sono nate in un clima diverso”.

Senza contare che le aree danneggiate dal fuoco sono spesso anche colpite da deforestazione e abbandono. Nell'Amazzonia brasiliana il disboscamento è cresciuto del di quasi il 100% nei primi otto mesi del 2019: secondo dati ufficiali dell’Inpe (Istituto nazionale per le ricerche scientifiche) questa foresta tropicale avrebbe perso 1700,8 km quadrati nel solo mese di agosto. In Italia invece la superficie forestale è fortemente aumentata dagli anni 60, ma contemporaneamente i boschi e le aree interne sono state completamente abbandonate senza più nessuno che le gestisca.

“Agli incendi, all’abbandono e alla deforestazione si aggiunge infine la questione del traffico illegale di legno che, stando agli ultimi dati Interpol, assicura al crimine organizzato internazionale un fatturato tra i 30 e i 100 miliardi di euro ogni anno, giro d'affari secondo solo al commercio di droga e superiore anche al traffico di rifiuti e di fauna selvatica. E l'Italia è coinvolta, suo malgrado, nelle attività di importazione illegale di legno, nonostante la recente direttiva UE 995/2010 che obbliga le aziende a conoscere l'origine del legname”, dichiara Antonio Brunori, segretario generale Pefc Italia.

“Come Pefc stiamo lavorando da anni in tutto il mondo per sensibilizzare aziende e consumatori su questi temi: l'acquisto di legno, carta e altri prodotti certificati rappresenta la massima garanzia della loro origine legale e sostenibile, perché la certificazione forestale è strumento di mercato basato sull'etica e sulla trasparenza” conclude Brunori.

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19 novembre 2019

"È GIUNTA L'ORA DELLA RIFORMA FORESTALE IN SICILIA", INIZIATIVA DELLA FLAI CGIL DI AGRIGENTO. È INTERVENUTO, TRA GLI ALTRI, IL NEO SEGRETARIO GENERALE DELLA FLAI CGIL SICILIA, TONINO RUSSO. VIDEO


Davide Sardo_Giornalista Pro-19 Novembre 2019
Questa mattina, martedì 19 novembre, presso la sala conferenze Pio La Torre, della Cgil di Agrigento, si è svolto l'attivo dei lavoratori forestali della Provincia di Agrigento per parlare della proposta di Riforma del settore, insieme ai sindaci del territorio per portare avanti una battaglia a salvaguardia del territorio e dell'ambiente e per dare un futuro migliore dal punto di vista occupazionale ai lavoratori e un ricambio generazionale necessario per non parlare della forestale al passato. L'iniziativa è stata organizzata da Giuseppe Di Franco, segretario provinciale della Flai Cgil di Agrigento. È intervenuto, tra gli altri, il neo segretario generale della Flai Cgil Sicilia, Tonino Russo. Le interviste.



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