TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE PER NON FARSI PRENDERE IN GIRO. QUESTA E' LA CATEGORIA PIU' ANZIANA NON STABILIZZATA.





































Papa Francesco:
“Non c'è dignità senza lavoro”










Riscontro del
Presidente Rosario Crocetta




















2 milioni di visite per il nostro Blog. Record di accessi e importanti collaborazioni: Un grazie a tutti!






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24 luglio 2016

SIFUS: DENUNCIARE GLI APPLAUSI DEI FORESTALI FATTI A CRACOLICI


Dalla pagina facebook
del Sifus


Sifus: Denunciare gli applausi dei forestali fatti a Cracolici


Forestali siciliani. 
Denunciare gli applausi dei forestali a Cracolici serve per analizzare meglio come stanno effettivamente le cose e soprattutto, quali sono i rapporti di forza. E' chiaro che questi applausi ci demoralizzano, ma non ci abbattono assolutamente! Ci gridano che la battaglia per fermare la controriforma Cracolici è ancora più difficile di quanto avessimo previsto. Ma fermare la controriforma significa salvare il comparto. La controriforma cracolici uccide, infatti, anche la "condizione di precari con 78-101-151 giorni" poiché con l'introduzione dell'art.21, nemmeno questa condizione sarà garantita (sara' legata alle disponibilità di cassa). Dobbiamo svegliare i lavoratori. Dobbiamo convincerli ad essere disponibili non appena li chiameremo alla lotta! Dobbiamo cercare ed intensificare alleanze con tutti quelli che sono contro la controriforma. Finora in verità pochi (il Mab, Guarino, Bonaffini). Il Sifus incontrerà Cracolici giorno 28 luglio in Assessorato Agricoltura. In quella occasione, oltre a bocciargli la controriforma, lo sfideremo a tenere dibattiti pubblici sull'argomento alla presenza dei forestali. E' chiaro che organizzeremo pressanti azioni di lotta per tutta la durata dell'iter approvativo della controriforma. In ogni caso, male che vada, ci siamo già attivati per indire l'eventuale referendum abrogativo della controriforma. Una volta attivato serviranno 50 mila firme e quindi, 50 mila certificati elettorali. 
Maurizio Grosso





 

INCENDI SENZA FINE IN PROVINCIA DI ENNA, ROGO DOLOSO MINACCIA ANTENNE E RICEVITORI. SUL POSTO LE SQUADRE DEL CORPO FORESTALE. SONO STATI TROVATI ALCUNI INNESCHI CHE AVREBBERO PROVOCATO IL FUOCO


VIGILI DEL FUOCO

Incendi senza fine in provincia di Enna, rogo doloso minaccia antenne e ricevitori


ENNA. Brucia il costone sotto il quartiere dello Spirito Santo a Enna. Le fiamme, alimentate dal forte vento, hanno risalito velocemente la roccia sottostante  minacciando una zona dove sono poste le antenne e i ripetitori di numerose compagnia telefoniche e televisive.
Sul posto, a valle dell'incendio, sono stati trovati alcuni inneschi che avrebbero provocato il fuoco. Sono a lavoro due elicotteri ed un canadair, il Corpo Forestale, i vigili del Fuoco e la Protezione civile. È il quarto incendio doloso negli ultimi giorni a Enna.
Almeno duemila ettari di terreno sono andati a fuoco negli ultimi giorni tra Enna, Valguarnera, Aidone e Piazza Armerina.  Nel pomeriggio di ieri un altro rogo, con fiamme altissime, ha lambito l'agriturismo San Giovannello, sede di una fattoria didattica, in contrada Pampinello nelle campagne di Villarosa, minacciando  numerose altre aziende agricole della zona.
Le fiamme hanno sfiorato gli edifici mentre alcune squadre di soccorso a causa del forte vento che ha spinto il fuoco hanno trovato difficoltà a raggiungere la zona. Sul posto le squadre del Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e le Forze dell'Ordine.
© Riproduzione riservata

23 Luglio 2016
http://enna.gds.it/2016/07/23/enna-brucia-ancora-rogo-doloso-minaccia-antenne-e-ricevitori_543570/






M5S ALL'ATTACCO. INTERVISTA A GIANCARLO CANCELLIERI. IN SICILIA UN NAZARENO PER FERMARCI. AI CITTADINI INTERESSA CAPIRE SOLO CHI PUÒ RISOLVERE I LORO PROBLEMI. NOI SIAMO LA NOVITÀ, I PARTITI LI HANNO GIÀ PROVATI







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PD e Forza Italia (e Cuffaro) uniti contro i grillini (e contro Nello Musumeci)





MESSINA NUOVAMENTE SENZ'ACQUA. INCENDIO AL BY-PASS DI CALATABIANO. ALL’ORIGINE DUE FOCOLAI DOLOSI


MESSINA NUOVAMENTE SENZ'ACQUA

Incendio al by-pass di Calatabiano
All’origine due focolai dolosi (FOTO)



Sarebbero stati due focolai di origine dolosa a causare l’incendio che ha interessato il cantiere dell’Amam a Calatabiano e che ha compromesso i tubi flessibili che consentono all’acqua di affluire nella zona di Messina.
Nonostante il tempestivo intervento dei tecnici dell’Amam, verosimilmente, la città di Messina dovrà fronteggiare l’ennesima emergenza idrica per il danneggiamento del by-pass, la conduttura realizzata recentemente a Calatabiano, dopo la disastrosa frana che lasciò la città dello Stretto senza acqua per più di 10 giorni.
Per fronteggiare al meglio la nuova emergenza, in raccordo con l’Azienda, il Comune di Messina ha già attivato il COC, la struttura comunale di Protezione civile,  per il coordinamento delle operazioni di supporto alla popolazione,  alla quale è possibile rivolgersi  ai recapiti: tel. 090.22866 e fax 090.693426.
Il rogo, di probabile natura dolosa e sul caso stanno indagano i carabinieri, ha danneggiato i tubi, quattro in tutto per una lunghezza di 150 metri su 250 complessivi.
L’acqua che è fuoriuscita in grandi quantità e si è riversata lungo la collina che sovrasta Calatabiano senza causare fortunatamente grossi disagi,  nè accumulo di fango e detriti come era accaduto nei mesi scorsi.
A denunciare l’accaduto è stato il dirigente dell’Amam, l’azienda meridionale acque di Messina: “Qualcuno ha bruciato la scorsa notte i quattro tubi del bypass di Calatabiano – dice Luigi La Rosa – dell’acquedotto di Fiumefreddo, la città potrebbe trovarsi per diversi giorni, in gran parte del territorio, senz’acqua. Ci vorranno giorni per riparare la condotta – afferma La Rosa – aspettiamo ora arrivi il materiale cercheremo di riparare tutto nel più breve possibile”.

23 Luglio 2016
http://catania.blogsicilia.it/incendio-al-by-pass-di-calatabiano-allorigine-due-focolai-dolosi/348907/






INCENDI BOSCHIVI: OGGI 22 RICHIESTE D'INTERVENTO AEREO. 5 DALLA SICILIA


Incendi boschivi: oggi 22 richieste d'intervento aereo


Roma, 23 lug. (askanews) - Al lavoro Canadair ed elicotteri della flotta aerea dello Stato, coordinati dal Dipartimento della Protezione Civile. Anche oggi, gli equipaggi sono stati impegnati dalle prime luci del giorno nelle operazioni di spegnimento dei numerosi incendi boschivi per cui si è reso indispensabile il supporto aereo alle operazioni svolte dalle squadre a terra.
Al momento, sono 22 le richieste di concorso aereo ricevute dal Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) del Dipartimento, di cui 7 dalla Calabria, 5 dalla Sicilia, 4 dalla Sardegna, 3 dalla Campania, 2 dalla Basilicata e una dal Lazio.
L'intenso lavoro svolto dai piloti dei mezzi aerei - 14 Canadair e 3 elicotteri del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ai quali si sono aggiunti tre elicotteri del Corpo Forestale dello Stato - ha permesso di mettere sotto controllo o spegnere, finora, dieci roghi. Le attività di lancio di acqua e liquido ritardante ed estinguente proseguiranno finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza.
E' utile ricordare - si spiega - che la maggior parte degli incendi boschivi è causata da mano umana, da comportamenti superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente ai numeri di telefono d'emergenza 1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo. Fornendo informazioni il più possibile precise, si contribuisce in modo determinante nel limitare i danni all'ambiente, consentendo a chi dovrà operare sul fuoco di intervenire con tempestività, prima che l'incendio aumenti di forza e di capacità distruttiva.

23 Luglio 2016
http://www.askanews.it/regioni/incendi-boschivi-oggi-22-richieste-d-intervento-aereo_711865460.htm






23 luglio 2016

FIAMME E PAURA A MISTERBIANCO. INCENDIO LAMBISCE CASE DI PERIFERIA



IN AZIONI VOLONTARI 'LE AQUILE' DI PROTEZIONE CIVILE

Fiamme e paura a Misterbianco
Incendio lambisce case di periferia




di Francesca Aglieri

Fiamme e paura nel Catanese. Un incendio di natura dolosa divampato questa mattina nella zona di via Sardegna, alla periferia di Misterbianco ha lambito alcune palazzine.
A prendere fuoco è stato il terreno di una casa, tra Serra Superiore e San Giovanni Galermo.

Sul posto sono intervenuti i volontari della Protezione civile dell’associazione ‘Le Aquile’ di Misterbianco, due squadre dei vigili del fuoco e i vigili urbani per regolare il traffico.
Un altro incendio è stato segnalato nella zona sotto la Villa Comunale, a Poggio Croce, nel centro storico del paese. 

23 Luglio 2016
http://catania.blogsicilia.it/fiamme-e-paura-a-misterbianco-incendio-lambisce-palazzine-di-periferia/348890/






IL PARCO DELL’ETNA CANDIDATO AL PROGRAMMA MAB (MAN AND BIOSPHERE) DELL’UNESCO. GRANDE PARTECIPAZIONE AL PRIMO INCONTRO


GRANDE PARTECIPAZIONE AL PRIMO INCONTRO

Il Parco dell’Etna candidato al programma Mab dell’Unesco


E’ partito con il piede giusto l’iter della proposta di candidatura congiunta “Parco dell’Etna – Taormina – Naxos – Alcantara – Simeto – Valli dell’Agrò” nella lista del programma MAB (Man and Biosphere) dell’UNESCO.
L’incontro costitutivo, promosso dal Parco nella “casa comune” di Nicolosi, l’antico ex Monastero Benedettino di San Nicolò La Rena, è stato molto partecipato, con un ampio coinvolgimento degli intervenuti, che hanno dato vita a un dibattito ricco di idee e proposte.
Come ha spiegato la presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia, obiettivo del progetto è “la costituzione di una Riserva della Biosfera che, a partire dall’Etna, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2013, includa, in un positivo processo di contaminazione, le straordinarie emergenze ambientali che si trovano nell’area circostante il vulcano, fino a coinvolgere i due fiumi che lo abbracciano, il Simeto e l’Alcantara, e la costa Jonica, compresa la perla della Sicilia: Taormina e la Valle dell’Agrò. Un progetto ambizioso che vede quest’area della Sicilia orientale proporsi per un importante riconoscimento UNESCO, il MaB (Man and Biosphere – Uomo e Biosfera), costituito dall’UNESCO nel 1971 per migliorare il rapporto tra l’uomo e l’ambiente e per promuovere lo sviluppo sostenibile di un territorio e ridurre la perdita di biodiversità biologica e culturale”.
Scopo della proclamazione delle Riserve è promuovere e dimostrare una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi, creare siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l’educazione ambientale, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo e pianificazione territoriale. “E’ dunque un complesso percorso volontario di miglioramento, al quale chi aderisce prende degli impegni che dovranno essere rispettati”, ha aggiunto la presidente Mazzaglia.
Un progetto di grande respiro, dunque, una vera e propria sfida, quella del MAB, nella quale “è necessario coniugare il dinamismo della partecipazione dal basso, il fortissimo coinvolgimento del territorio, con l’impegno delle istituzioni”, ha spiegato il sindaco di Paternò Mauro Mangano, portavoce del Patto del Simeto, che ha da tempo avviato un processo simile. E ha aggiunto: “L’uomo deve sapere state dentro il territorio più pregiato e trarne felicità”.
Significativa la partecipazione di Domenico Nicoletti, direttore del Parco del Gran Sasso e personaggio di grande esperienza nel mondo dei Parchi, esperto di MAB, che ha ricordato come “tante richieste di partecipazione dimostrano la grande volontà di cambiamento nei territori dei Parchi. Dalle aree protette e da questi rapporti di integrazione, da queste progettualità e scenari nuovi, emerge la capacità di ispirare il futuro delle nuove generazioni. Per cambiare, bisogna crederci”.
Sull’importanza fondamentale del processo di istituzione dal basso, ha insistito Agata Puglisi, già responsabile dello staff Unesco del Parco e adesso responsabile del MAB: “In questo percorso, che punta alla tutela della biodiversità naturale e alla promozione dei valori culturali, diventa fondamentale la volontà dei cittadini di prendersi cura del territorio e di preservarlo per le generazioni future”. Al centro del progetto anche le “buona pratiche” collettive: Agata Puglisi ha proposto un impegno comune per il risparmio energetico e la lotta all’inquinamento luminoso.
Tutti d’accordo sulla fondamentale importanza, per la buona riuscita del progetto, della condivisione piena, del coinvolgimento e della partecipazione dal basso di cittadini, associazioni, operatori del territorio. Si sono espressi in questa direzione i sindaci intervenuti: Ignazio Puglisi, primo cittadino di Piedimonte Etneo, rappresentante dei comuni etnei nel CUNES, che ha parlato della necessità di una “visione complessiva”; Michele Mangione, sindaco di Randazzo, la città dei tre Parchi (Etna, Nebrodi e Alcantara), che ha proposto di inserire la tematica della lotta ai rifiuti tra gli obiettivi del progetto; Nino Borzì, sindaco di Nicolosi e presidente del Distretto Taormina-Etna, che ha sottolineato la necessità di “fare in modo che i cittadini siano pianamente consapevoli di quello che facciamo”; Lino Monea, sindaco di Francavilla e vicepresidente del Parco dell’Alcantara, che ha definito l’incontro “una pietra miliare” per il progetto, che con il coinvolgimento dei Parchi, delle comunità locali, del Club Unesco e con un diretto impegno e sostegno della Regione potrà arrivare a buoni risultati; Antonio Di Giovanni, vicesindaco di Riposto.
Per il Club Unesco di Taormina, il presidente Giuseppe Tindaro Toscano ha manifestato il più forte impegno a sostegno dell’iniziativa, mentre Alessandro Zagarella ha ricordato i vari passaggi della nascita di questo progetto Mab, sostenuto, come ha puntualizzato Enza Cilia, da “un forte movimento di sentimenti e opinioni”, con un coinvolgimento di varie comunità.
Importanti anche i contributi al dibattito dal mondo universitario. “Per entrare nel club di eccellenza delle Riserve della Biosfera, serve un progetto credibile”, ha sottolineato il professore Vincenzo Piccione, dell’Università di Catania, che ha suggerito un forte impegno comune dei Parchi dell’Etna, dei Nebrodi e dell’Alcantara, mentre il collega Giovanni Signorello, intervenuto in rappresentanza del rettore, ha sollecitato un pieno coinvolgimento dell’Università di Catania. Da parte sua, Paolo Guarnaccia, esprimendo soddisfazione per il lavoro comune di istituzioni e cittadini, ha ricordato l’importanza prioritaria di una mappatura del territorio e di una raccolta di dati.
E ancora Enzo Maccarrone, vicepresidente del Gal Etna, ha ricordato quanto sia importante fare percepire di più ai cittadini l’importanza del riconoscimento Unesco e i vantaggi che può portare in termini di sviluppo e ha proposto anche lui un forte impegno sul fronte dei rifiuti.
Chiamato in causa da vari interventi, il neo Ispettore Ripartimentale delle Foreste Francesco Di Francesco ha ricordato che negli ultimi anni il Corpo Forestale ha visto ridursi del 50 per cento le risorse economiche e professionali, a fronte di un impegno sul territorio sempre più oneroso.
Per il Club Alpino Italiano, il neo presidente della sezione di Catania Umberto Marino, intervenuto insieme a Vincenzo Agliata, ha sollecitato un grade coinvolgimento di giovani e scuole anche nel progetto MAB Unesco.
Tra i tecnici, Salvatore Vinciguerra della Cooperativa “Territorio e Foreste”, ha sottolineato l’importanza delle relazioni potenziali e possibili tra una grande quantità di soggetti e ha sollecitato il coinvolgimento pieno nella nuova iniziativa – come peraltro avevano già fatto la presidente Mazzaglia e il sindaco Puglisi – del gruppo che ha proposto un altro progetto MAB, con le Giacche Verdi di Bronte e la Fondazione tedesca Hermsen. Infine l’operatore agricolo Peppino Vecchio ha chiesto un forte impegno sul territorio per divulgare finalità e obiettivi del MAB.
Ha chiuso l’incontro Salvo Brocato, coordinatore del MAB: “Andiamo avanti con forte impegno, con spirito di collaborazione e unità di intenti, diffondendo tra i giovani gli obiettivi del progetto e il suo grande valore identitario”.

23 Luglio 2016
http://catania.blogsicilia.it/il-parco-delletna-candidato-al-programma-mab-dellunesco/348944/






Il Comitato esecutivo scrive a Crocetta: Il Parco dell'Etna è fermo

L'Etna non è pulitissimo, ma la parte demaniale è tenuta bene dalle guardie forestali. Stiamo studiando come applicare l'articolo 25 per l'utilizzazione dei forestali

Uil: La Risorsa-Forestali per un grande Progetto Etna

I forestali pronti per la fruizione e la tutela dell'Etna

Anche per Marisa Mazzaglia, Presidentessa del Parco dell'Etna, “l’economia verde è la chiave di volta per lo sviluppo dell’isola”

Il Corpo Forestale a tutela dell'area protetta nel parco dell'Etna  

Verde pubblico degradato, le proposte da parte del Pd. «Il Comune deve garantire la fruizione dei parchi»

Dolomiti ed Etna, splendore e immondizia

Sull'Etna Basta sporcizia e lentocrazia

Usi e abusi delle meraviglie dell'Etna   

Il Parco dell'Etna non ha propri Guardiaparco e che il compito del controllo e della repressione degli abusi nell'area protetta è affidato a ben 7 distaccamenti forestali che operano attorno alle falde del vulcano, ciascuno con pochi uomini e con competenze territoriali e funzionali non coincidenti con il territorio dell'area protetta

Etna, indagini sul festival di musica house, corpo forestale: autorizzazioni superficiali. Abbiamo trovato una situazione sgradevole, ma la cosa ancora più sgradevole è che il parco abbia dato il permesso, spiega il comandante ferlito

Etna, dopo il festival di musica techno «Uno sfregio autorizzato, si chieda scusa»

Etna, ambientalisti sul festival techno. «Area protetta svenduta per un rave»

Etna burning, parco e organizzatori a rischio denuncia. Proseguono le indagini del Corpo Forestale

Controlli delle forze dell'ordine. Il Parco dell'Etna «protetto» dai gitanti incivili

Parco dell’Etna: eseguito l’intervento per la salvaguardia delle querce secolari di Monte Egitto. I lavori progettuali sono stati eseguiti da maestranze forestali brontesi, sotto la sovraintendenza in loco di Carmelo Costanzo

Etna: volontari ripuliscono, sacchi restano in strada. Operazioni di facciata, utili solo per foto sui giornali. Il blog: perchè la Sicilia non deve utilizzare i lavoratori forestali per la cura e manutenzione del territorio?

Il reportage. Etna, discariche a perdita d'occhio cumuli di rifiuti tra le lave del 1600. 24 luglio 2013. Il Presidente del Parco: stiamo studiando come applicare l'articolo 25 per l'utilizzazione dei forestali

Etna, discariche abusive a 1700 metri. «Nemmeno da Ikea tutti questi mobili»

Sei km tra natura e storia nel Parco dell’Etna: nasce un sentiero di trekking archeologico

Pic-Nic di Pasquetta sull’Etna. No ai resti dei pic-nic abbandonati nei boschi del parco sarà installato a tarderia maxi cassonetto per rifiuti 

Parco dell'Etna, i rifugi che nessuno vuole gestire. Offerte solo per la casa citata da Giovanni Verga

Il Presidente del Parco Marisa Mazzaglia: non esiste nessun pericolo che l'Etna venga cancellato dal Patrimonio Mondiale Unesco, lo assicura con una lettera il Ministero dell'Ambiente











EMERGENZA ROGHI. FIAMME DOMATE NEL PALERMITANO


EMERGENZA ROGHI

Incendi nel Palermitano, vigili del fuoco al lavoro per tutta la notte: fiamme domate



di Silvia Iacono
PALERMO. Ancora roghi nella notte in diverse zone del Palermitano. Solo intorno a mezzanotte si è estinto l’incendio che per tutto il pomeriggio aveva interessato la zona di Monreale. I vigili del fuoco hanno lavorato senza sostata per tutta la notte con le 10 squadre disponibili e hanno spento due vasti incendi che per diverse ore hanno interessato la zona di Poggio San Francesco, vicino Altofonte, e Poggio Ridente.
Altri incendi di sterpaglie sono stati estinti a San Cipirello, Piana degli Albanesi e uno in via Tindari a Palermo, nel quartiere Borgo Nuovo. Anche a Partinico le fiamme hanno interessato un fienile e una zona sulla Statale 113.
Sempre ieri roghi erano divampati a Campofelice di Roccella in contrada Piana Calzata, a Belmonte Mezzagno in contrada Montagnola, a Misilmeri in contrada Pizzoletti, a Bagheria in contrada Speziale. Ancora squadre di soccorso nella Pianotta di Vicari. Le fiamme sono molto estese hanno minacciato le abitazioni.

© Riproduzione riservata

23 Luglio 2016
http://palermo.gds.it/2016/07/23/incendi-nel-palermitano-vigili-del-fuoco-al-lavoro-per-tutta-la-notte-fiamme-domate_543252/



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TORNA IL FINANZIAMENTO. I PARTITI SI DIVIDONO ALTRI UNDICI MILIONI. IL PD È IL PIÙ RICCO. L`ULTIMO TESORETTO DEI PARTITI, ECCO LA LISTA









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E i partiti di nascosto si finanziano un tesoro. Via libera della camera a una nuova rata di «rimborsi» elettorali. Dal '94 assegnati 2 miliardi (ma le spese certificate sono 580 milioni). Eluso di nuovo il controllo contabile sui bilanci









 

INCENDIO CAPO GALLO, A FUOCO LECCI PER I CADUTI DI NASSIYRIA. «VIOLATA UN'AREA SACRA, SIMBOLO DEL RITORNO DELLA LEGALITÀ». PARLA GAETANO GUARINO FUNZIONARIO DEI FORESTALI ED EX RESPONSABILE DELLA RISERVA


Incendio Capo Gallo, a fuoco lecci per i caduti di Nassiyria. «Violata un'area sacra, simbolo del ritorno della legalità»
 


Cronaca – Parla Gaetano Guarino funzionario dei forestali ed ex responsabile della riserva: «Quell'area riveste un'importanza strategica dal punto di vista dell'ambiente, ma per me è come se si fosse causato un danno ulteriore»


Stefania Brusca
Il 16 giugno scorso, insieme alle foreste e ad alcune attività commerciali del Palermitano, hanno preso fuoco anche 19 lecci nella riserva di Capo Gallo. Non sono solo il simbolo del sacrificio dei caduti di Nassiriya ma ricordano anche il momento in cui nella zona è stata ripristinata la legalità. «Ho ricoperto il ruolo di responsabile della riserva di Capo Gallo - racconta il funzionario del corpo forestale Gaetano Guarino - quando fu istituita con un decreto del 2001. L'area si trovava in stato di abbandono, allora ho cercato di creare le condizioni per rendere fruibile un'area poi divenuta davvero bellissima». L'inaugurazione della riserva è stata il 19 maggio del 2004 e «siccome l'anno precedente c'era stata la strage di Nassiyria, l'avevamo dedicata ai caduti. Ho realizzato in quell'occasione il primo cippo commemorativo d'Italia. inoltre durante la cerimonia abbiamo piantato 19 lecci. In questo modo abbiamo affermato la presenza dello Stato nella riserva in un periodo in cui Lo Piccolo era ancora latitante e in quel territorio c'erano diversi traffici illeciti».
«La cosa triste è che con l'incendio del 16 di giugno, quando la Sicilia è stata distrutta dalle fiamme, quella zona ha subito dei gravi danni - ripercorre Guarino -  Oltre ad avere un'importanza naturale e strategica dal punto di vista dell'ambiente, per me è stata compromessa la sacralità del luogo. Vedere bruciare quei diciannove lecci è stato per me come se si fosse arrecato un danno ulteriore. Di questo non ne ha parlato nessuno».
Il funzionario dei forestali si chiede quale interesse ci possa essere per appiccare incendi in quella zona. Il rogo, racconta ancora, «è partito proprio da Barcarello. Non ci sono collegamenti con altre zone limitrofe dalle quali possa essere partito. Non ci sono pascoli, non possono essere stati gli operai forestali perché hanno realizzato la riserva di Capo Gallo, abbiamo anche riportato alla luce l'antica trazzera dei Cavaddari». Guarino ritiene che «adesso si dovrebbe immediatamente ripristinare quell'area distrutta perché rappresenta per noi palermitani il ritorno alla legalità in quel tratto di costa», Questo, aggiunge, indipendentemente da quello che andrebbe fatto anche in funzione delle zone colpite dall'incendio come Monte Pellegrino. 
Guarino adesso non è più responsabile della riserva anche se ne conserva intatto il ricordo e la volontà di tutelare ciò che appartiene alla collettività: «Ho subito degli atti intimidatori e sono stato rimosso. Ho avuto qualche piccolo problema nel 2005 quando ho cercato di spegnere le fiamme al  dammuso del Gallo, una struttura del '400 che serviva come torre di avvistamento». Guarino allora è rimasto intossicato ma minimizza: «Sono stato soccorso sul posto. Niente di serio, quall'anno la riserva - conclude -  aveva già subito cinque o sei attacchi di fuoco dolosi». 

23 Luglio 2016
http://palermo.meridionews.it/articolo/45682/incendio-a-capo-gallo-a-fuoco-i-lecci-per-i-caduti-di-nassiyria-violata-unarea-sacra-simbolo-del-ritorno-della-legalita/







QUESTA TARDIVA PROPOSTA DI RIORDINO DEL SETTORE, NON RIFORMA E NON RIORDINA UNA BEATA M.....A!!!


Il commento apparso nel post dell'intervento dell'Assessore Cracolici, a firma di Pino Di Gesaro (Perito Tecnico Forestale di Isnello e Petralia) che ringrazio, merita un ampia e seria discussione


Questa tardiva proposta di riordino del settore, non riforma e non riordina una beata m.....a!


Caro Michele, ...ieri sera ascoltando l'intervento (Sic!) sproloquio dell' Assessore Cracolici, di getto avevo scritto in questo spazio un commento che sicuramente non sono riuscito, maldestramente ad inserire nel modo corretto, e quindi rieccomi qui a riassumere quanto di quello che avevo scritto, mi è rimasto in mente.
In Letteratura, quanto detto dall'onorevole, viene definita "prosa", in politica si potrebbe definire " prosa antica o retorica". Sono concetti triti e ritriti che si possono andare a rileggere in tutte le piattaforme sindacali (unitarie o di sigla singola) in occasione dei rinnovi contrattuali e sopratutto in occasione dei periodici rinnovi delle leggi regionali che hanno riguardato " la forestale " ma non la forestazione propriamente detta e intesa come azione dell'uomo nei confronti delle superfici boscate, per mantenerne la integrità, attraverso le varie forme di governo e di utilizzo conservativo ed evolutivo al tempo stesso. Purtroppo anche l'On Cracolici sa di cosa sto parlando, perchè anche Lui, ormai da troppi anni siede nei banchi dei parlatori dalle bocche d'oro. Questa tardiva proposta di riordino del settore, non riforma e non riordina una beata m.....a ! Qualcuno sarà avvantaggiato o sarà sistemato, molti rimarranno delusi o alla porta ed aspetteranno la venuta di un altro Figuccia qualsiasi che altrettanto fugacemente mostrerà le sue magiche incapacità, perche come sai..."parrari è arti leggia"...infatti sto parlando pure io..figurati. In ogni caso, in montagna continueranno a convivere chi è in arte e chi non lo è -chi è capace e chi non lo è - chi è sano e chi non lo è - chi è operaio e chi non lo è - chi è allevatore e chi è operaio ed allevatore al contempo - chi è ancora giovane e chi non lo è più - e sopratutto continueranno ad occuparsi dei lavori da fare "anche" tutti quelli che hanno attitudini totalmente divergenti dalle necessità che incombono nel settore e sugli addetti ai lavori. La realtà e la situazione attuale delle superfici boscate in Sicilia è ben lontana da quella immaginata ed auspicata dall'Assessore Cracolici, mi dispiace farglielo notare, ma le cose sentite, raccontate, risapute, notorie, non sono la realtà vera.
La realtà vera- inconfutabile- non la mia realtà- e che le superfici boscate, naturali o artificiali, siciliane sono in sofferenza e stanno per diventare residuali e l'evolversi dei processi climatici in atto non presagiscono niente di buono, quindi l'ipotesi di uno sfruttamento economico in senso produttivo non farebbe altro che accentuarne la sofferenza. La contemporanea presenza di uomini-operai-trecker-bicker, animali domestici e selvatici, automezzi di qualsiasi genere o portata e dimensione, senza un coordinato controllo ed utilizzo ha determinato lo status di " res nullius " di queste superfici. Provi l'On Antonello a girare per una quindicina di giorni- senza mai preannunciare la sua presenza - a farsi un periodo di vacanza nei cosiddetti boschi siciliani-impropriamente chiamate foreste- e tragga le SUE obiettive conclusioni sullo stato dell'arte di cui si stà discutendo, poi magari provi a chiamare a consulto personale qualche addetto ai lavori, sincero e sopratutto disinteressato, e dopo riconvochi di nuovo tutti a Maniace per dimostrare a tutti che gli è passata la voglia di raccontare m.......e, a qualsiasi tipo di auditorio. Sono sicuro che avevo scritto dell'altro ma non ricordo..e forse è meglio così....Ciao e buon lavoro.
Pino Di Gesaro 




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18 luglio 2016. Ecco l'intervento dell'Assessore Cracolici al Castello Nelson di Bronte. No comment!









IL PARCO. ETNA, A FUOCO ETTARI DI BOSCO NELLA ZONA DI MONTE ILICIO. PRESENTI LE SQUADRE ANTINCENDIO DELLA FORESTALE, GLI UNICI CHE SONO IN MEZZO ALLE FIAMME!


IL PARCO

Etna, a fuoco ettari di bosco
nella zona di Monte Ilicio

 

I vigili del fuoco e la forestale impegnati per spegnere le fiamme.

ETNA - Un grosso incendio in zona Monte Ilicio comune di Castiglione di Sicilia Parco dell' Etna per decine di ettari, sta interessando bosco e ginestre. Impegnati nel fronte dell'incendio due squadre VF dei distaccamenti di Randazzo e Linguaglossa, due Canadair ed un elicottero VF. Presenti anche squadre antincendio della Forestale

23 Luglio 2016
http://catania.livesicilia.it/2016/07/23/etna-a-fuoco-ettari-di-bosco-nella-zona-di-monte-ilicio_384662/






DALLA SICILIA AL VESUVIO: QUELLA PUZZA DI MALAFFARE DIETRO GLI INCENDI NEI PARCHI


Dalla Sicilia al Vesuvio: quella puzza di malaffare dietro gli incendi nei parchi



di Rossella Muroni
Presidente Nazionale di Legambiente
Oltre venti richieste di intervento dei Canadair in poche ore, dalla Sicilia alla periferia di Sud della Capitale. I 15 aerei antincendio, gli elicotteri e i mezzi di terra di Vigili del fuoco e Corpo forestale impegnati senza sosta. Con oltre 2.000 interventi dei pompieri in due giorni, il 20 e 21 luglio. Hanno poco a che fare con il caldo di luglio le fiamme che da settimane mettono sotto attacco il patrimonio naturale e di biodiversità del nostro Paese e minacciano la sicurezza dei cittadini. Basta guardare la mappa dei roghi più grandi per rendersi conto che dietro quelle fiamme ci sono mani spinte da interessi criminali.
Dopo la Sicilia e Pantelleria, incendiata da chi si opponeva alla nascita del primo Parco nazionale nella regione, è stata la volta del prezioso habitat del Parco nazionale del Vesuvio. La dinamica è sempre la stessa: si appicca il fuoco in diversi punti del territorio - in questo caso almeno quattro - difficili da raggiungere se non con i mezzi aerei. Le fiamme divampano in contemporanea disorientando chi deve intervenire: Vigili del fuoco, Corpo forestale dello Stato, operai forestali delle regioni e volontari. Così i tempi si allungano e i danni diventano enormi.
Sotto l'odore acre degli alberi incendiati e delle carcasse degli animali uccisi, c'è la puzza insopportabile del malaffare, di interessi che confliggono con il lavoro di prevenzione, salvaguardia degli ecosistemi e valorizzazione delle aree protette svolto dai Parchi italiani. Quello del Vesuvio, in particolare, non limita la propria azione alla "protezione della natura", ma svolge una preziosa opera di educazione e contrasto alle illegalità di vario genere che incombono su quest'ultimo lembo di verde che ancora resiste attorno alla conurbazione della città metropolitana di Napoli e dei Comuni vesuviani.
Un'area protetta che deve resistere all'invasione delle discariche, del cemento abusivo, delle attività economiche illegali. E che lo fa in maniera proattiva, puntando sulle produzioni tipiche, sulla natura e sulla promozione della cultura per attrarre turisti e produrre economia sostenibile, benessere diffuso. Questo lavoro prezioso mette però i bastoni fra le ruote agli alfieri dell'economia di rapina, che puntano solo all'accumulazione e per questo non esitano a ricorrere alla violenza e alla corruzione. Che bruciano per svilire e deprezzare il valore del territorio, in modo da poter esercitare il controllo incontrastato e fare i loro affari indisturbati.
Ma la rete di persone, istituzioni locali, economia sana e associazioni, nell'area vesuviana come negli altri territori protetti italiani non molla e non molerà la presa. Dobbiamo chiedere interventi più incisivi nella fase della prevenzione e della sensibilizzazione, capire quali interessi ci sono dietro questi roghi, pretendere la piena applicazione della Legge quadro sugli incendi boschivi (la 353/2000 spesso disapplicata dai Comuni), verificare che non siano gli stessi soggetti chiamati (e pagati) per intervenire a diverso titolo dopo i roghi a provocarli.
Ma soprattutto dobbiamo rafforzare la vera arma antincendi di cui disponiamo noi cittadini, quella della bellezza e della cura. Questo vuol dire abbattere le costruzioni abusive nelle aree protette per lanciare un segnale chiaro: dove passano le fiamme non sarà posato neanche un centimetro di cemento. Vuol dire avere un sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti efficiente e che garantisca la pulizia del territorio. Vuol dire, come propone da tempo Legambiente, coinvolgere la popolazione locale nella salvaguardia del territorio partendo dai più giovani, magari attraverso il servizio civile o progetti come Garanzia giovani declinati in chiave di prevenzione antincendio. Vuol dire mostrare con i fatti e con un incessante lavoro di educazione l'importanza, per l'economia e per la coesione di un territorio, di puntare sulle proprie qualità. A ciascuno per il suo ruolo il compito di non mandare in fumo queste opportunità.

22 Luglio 2016
http://www.huffingtonpost.it/rossella-muroni/dalla-sicilia-al-vesuvio-quella-puzza-di-malaffare-dietro-gli-incendi-nei-parchi_b_11135194.html#











PD E FORZA ITALIA (E CUFFARO) UNITI CONTRO I GRILLINI (E CONTRO NELLO MUSUMECI)


PD e Forza Italia (e Cuffaro) uniti contro i grillini (e contro Nello Musumeci)



I vertici di Forza Italia e del PD hanno capito che presentare due candidati diversi alle prossime elezioni regionali avvantaggerebbe solo i grillini. Così meditano di andare insieme. Portandosi dietro le varie ‘frattaglie’ (UDC, Nuovo Centrodestra Democratico e roba varia). Nell’illusione che la somma di più debolezze possa dare una forza. L’accordo tra Miccichè e il Partito Democratico è destinato a ‘stritolare’ Nello Musumeci. Magari per spianare la candidatura a Palazzo d’Orleans di Leoluca Orlando. Grande spazio d’azione per gli indipendentisti. A Palermo, intanto, il ‘Coraggioso’ Fabrizio Ferrandelli annuncia la sua candidatura a sindaco, sostenuto dal ‘Nuovo che avanza’: PD e Forza Italia…

Gianfranco Miccichè ci ha provato. Ma, a quanto pare, ha fatto un buco nell’acqua. Avrebbe voluto rimettere in pista ‘L’invincibile armata’ del centrodestra siciliano, l’alleanza politica ed elettorale del 61 a zero del 2001 e delle elezioni regionali del 2008, quando questo schieramento raggiunse il 70% di voti di lista (nonostante lo stesso Miccichè e l’allora appena eletto Raffaele Lombardo fossero già d’accordo con il PD di Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia). Ricordi. Pallidi. Perché nonostante il gran lavoro, il ‘capo’ di Forza Italia ha capito che in Sicilia non c’è più aria di centrodestra. Da qui l’epilogo quasi inevitabile: l’alleanza con il PD per provare a fermare l’avanzata dei grillini.
Dall’altra parte – dalla parte del PD siciliano – lo scenario non è diverso. Ormai il partito è dentro il Governo regionale. Il capo dei renziani, Davide Faraone, e i suoi si stanno facendo i ‘bagni’ con la gestione delle energie. Antonello Cracolici spatulia in tutta la Sicilia promettendo mirabolanti interventi a colpi di PSR (Piano di Sviluppo Rurale). Bruno Marziano tiene in pugno la Formazione professionale.
Ma nonostante questo, i consensi del PD dell’Isola, invece di crescere, diminuiscono. I sondaggi ‘giusti’ danno questo partito sotto il 10%. E questo sta facendo letteralmente impazzire i vertici del PD siciliano.
Nella storia dell’Autonomia siciliana non c’è mai stato un Governo – o meglio, un partito di Governo – che, tra gestione diretta (Governo regionale, sindaci dei Comuni e posti di sottogoverno) e indiretta (migliaia di commissariamenti), controllava oltre il 90 per cento della Sicilia. Oggi il PD controlla oltre il 90 per cento del potere Sicilia. Ma i Siciliani, invece di avvicinarsi al potere (come di solito fanno), si allontanano. Perché?
Con molta probabilità, nell’immaginario della maggioranza dei Siciliani, è passato il messaggio che il presidente della Regione, Rosario Crocetta, sta provocando un sacco di disastri. Ma questo, in ogni caso, non spiega la diffusa disaffezione di tantissimi siciliani verso questo partito.
Con molta probabilità, le spacconate di Renzi non piacciono ai Siciliani. A parte la ridicola riforma costituzionale (se vi volete divertire, leggete qui), basta parlare con le persone per capire che, al referendum del prossimo Autunno, in molti voteranno No per mandare via Renzi. Se provate a parlare con tanti Siciliani ascolterete un coro quasi unanime: “Non ne possiamo più delle panzanate che racconta”.
Ma i disastri di Crocetta (che sono oggettivi) e l’antipatia crescente che Renzi provoca con le sua continue sbruffonate non spiegano del tutto la crisi del PD siciliano. E’ proprio il partito che non funziona. Prendiamo il caso del suo segretario regionale, Fausto Raciti. Pur avendo ‘imbarcato’ frotte di cuffariani va dicendo in giro che il ‘suo’ PD non farà mai accordi con Cuffaro. Un atteggiamento che non solo infastidisce i cuffariani che da tempo si sono acquartierati nel PD, ma che, ormai, nemmeno lo stesso Cuffaro sopporta.
Cuffaro, uomo politico di pazienza infinita, ieri, dopo l’ennesima recita-racitiana anticuffarosa, è sbottato:
“‘Sono in viaggio di ritorno dal Burundi e leggo le dichiarazioni dell’On. Fausto Raciti che insiste e si ripete in questa stucchevole quanto inutile polemica su di me e sugli ex cuffariani. Inutile e stucchevole per almeno due motivi veri. Il primo: non sono interessato a tornare a questa politica; ho scelto di dar corso alla mia sempre viva passione impegnandomi nella politica con la P maiuscola per il Burundi. Il secondo: l’onorevole Raciti non ha da imbarcare nella sua coalizione nessun ex cuffariano, per il semplice motivo che ce li ha già a bordo, come ben gli è noto: alcuni nel suo PD e altri nelle organizzazioni partitiche satellite del suo PD. Le sue dichiarazioni però hanno sortito in me una riflessione: tornando mi assale come una pena profonda nell’aver lasciato un popolo povero, ma capace di sorriso e di stare tornando in un mondo che pare abbia perso la voglia di gioire. Sono consapevole però che è la mia terra che amo oltre ogni cosa e oltre ogni sofferenza patita. E per questa riflessione credo debba ringraziarlo”. 
Cuffaro, che ha studiato da salesiani, nel corso degli anni è diventato un ‘gesuita’ (inteso come aggettivo). Sa benissimo che, senza di lui, il PD e Forza Italia ormai non avrebbero dove andare. La speranza di battere i grillini è legata al suo carismo (e ai suoi voti). Ma, ovviamente, certe cose si pensano, ma non si possono dire (noi che le scriviamo siamo esentati da questi ‘esercizi di stile’).
Insomma, per provare a fermare il Movimento 5 Stelle – che in Sicilia è molto attivo e battagliero – PD e Forza Italia debbono andare insieme. Con Cuffaro. Come? E con quale possibile candidato?
Di certo non con Nello Musumeci e con il suo movimento Diventerà bellissima. Riuscite a immaginare i ‘mastini’ di Forza Italia e del PD siciliano che affidano la presidenza della Regione a Nello Musumeci? Ammesso che vincano le elezioni regionali del prossimo anno, si ritroverebbero, come si dice dalle nostre parti, cu l’occhi chini e i manu vacanti: perché Musumeci a Palazzo d’Orleans, è chiaro, per dirla in gergo calcistico, non gli farebbe toccare palla…
Tra l’altro, l’ipotesi è in ogni caso sbagliata. Musumeci, che dall’inizio della legislatura è uno dei pochi che fa veramente opposizione al Governo Crocetta, molto difficilmente si alleerebbe con il partito di Crocetta.
E allora? Se ci sarà un – probabile – accordo tra PD e Forza Italia in chiave anti-grillina, beh, non crediamo che Musumeci si accoderà. Anzi, avrebbe l’occasione di restituire pan per focaccia a Miccichè (che nel 2012, di fatto, gli ha fatto perdere le elezioni candidandosi contro di lui), candidandosi e ‘ammazzando’ sul nascere l’eventuale candidato PD-Forza Italia.
Resterebbe da definire il contorno. L’UDC e il Nuovo Centrodestra Democratico, due partiti-fantasma che, con molta probabilità, non raggiungerebbero il 5%. Anche se senza consenso popolare – o forse proprio per questo – queste due formazioni politiche entrerebbero nell’ammucchiata antigrillina.
E le parole acide pronunciate da Giampiero D’Alia all’indirizzo di Miccichè? Passerebbero in cavalleria anche queste.
Ovviamente, della partita sarebbero anche le ‘frattaglie’ in parte tenute insieme da Totò Cardinale da Mussomeli, in parte a ruota libera.
Alla fine, insomma, il vecchio sistema farebbe muro contro i grillini.
Questo potrebbe aprire grandi spazi agli indipendentisti siciliani. Perché gli elettori siciliani del PD, di Forza Italia e del Nuovo centrodestra, abbondantemente nauseati, potrebbero o non andare a votare (probabile), o votare per i grillini, o per gli indipendentisti.
Intanto ieri – tanto per anticipare l’accordo PD-Forza Italia – Fabrizio Ferrandelli ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Palermo. Raccogliendo il plauso del parlamentare regionale di Forza Italia, Vincenzo Figuccia. E, sembra, da una parte del Partito Democratico.
Il ‘Coraggioso’ Ferrandelli non è molto fortunato. Quattro anni fa, quando si candidò contro Leoluca Orlando, aveva accanto a sé gli ‘spompati’ Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia. Oggi, ai senza voti del PD, unisce Forza Italia. Insomma, per chi si presenta come il ‘nuovo’ della politica di Palermo, il PD e Forza Italia non sono il massimo.
Lei che ne pensa, Ferrandelli?

P.S.
Fabrizio Ferrandelli candidato sindaco di Palermo. In contrapposizione a Leoluca Orlando? Non ci crediamo. Perché tale scenario spianerebbe la strada a un sindaco grillino. E allora? Che sia Orlando il possibile candidato alla presidenza della Regione, sponsorizzato da PD e Forza Italia? Ormai dalla vecchia e ciabattona politica siciliana c’è da aspettarsi di tutto… 

23 Luglio 2016
http://www.inuovivespri.it/2016/07/23/pd-e-forza-italia-e-cuffaro-uniti-contro-i-grillini-e-contro-nello-musumeci/







22 luglio 2016

QUELLA DELL’ON. TRIZZINO AFFRONTA UNA QUESTIONE APERTA DA MOLTI ANNI (OLTRE30): LA PROGRESSIVA STABILIZZAZIONE DEGLI OPERAI FORESTALI SICILIANI. OCCORRE COME GIUSTAMENTE AFFERMA LUI, UN SISTEMA NUOVO DI GESTIONE DEL TERRITORIO E DELLA SUA DIFESA CON AL CENTRO I LAVORATORI DEL COMPARTO


Quella dell’On. Trizzino affronta una questione aperta da molti anni (oltre30): la progressiva stabilizzazione degli operai forestali siciliani. Occorre come giustamente afferma lui, un sistema nuovo di gestione del territorio e della sua difesa con al centro i lavoratori del comparto


di Liborio Trovato
In queste ore si riscontrano - nei blog e sui social – prese di posizioni su come eliminare i fenomeni degli incendi boschivi in Sicilia. Quella dell’On. Trizzino affronta una questione aperta da molti anni (oltre30): LA PROGRESSIVA STABILIZZAZIONE DEGLI OPERAI FORESTALI SICILIANI. In questo momento e dopo il devastante rogo della RNO Grottascura-Rossomanno-Bellia, il rischio è quello di creare correlazioni tra le due cose eludendo così le responsabilità di natura politica e amministrativa della gestione delle aree demaniali. Il bilancio è certamente pesante oltre 1000 Ha -verosimilmente 1500 Ha- in un’area pregevole e vincolata (SIC: sito di importanza comunitario e RNO: Riserva Naturale Orientata). Centinaia di persone impiegate: Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Carabinieri e ovviamente forestali stagionali addetti alle attività di spegnimento, mezzi aerei e terresti.
Ma qualcuno dovrà porsi la domanda: Ma bastano uno o più inneschi a determinare un pericolo così grande? Per quali altre cause si allarga in un’area così vasta - 3000 campi di calcio – non certo solo per il vento che ha inciso fortemente ma la vegetazione secca -rami e tronchi sbrancati e rotti- perché non è stata mai rimossa considerato che si sono spesi ingenti risorse finanziarie per tagli, diradamenti e spalcature?
Le prescrizioni di polizia forestale sono state rispettate o eluse (violate)?
Quindi le questioni non riguardano esclusivamente “balordi che polverizzano il patrimonio verde” ma, e concordo con l’On Trizzino, occorre un sistema nuovo di gestione del territorio e della sua difesa con al centro i lavoratori del comparto.






Notizie correlate:










INCENDI MINACCIANO CASE NEL PALERMITANO. A CAMPOFELICE DI ROCCELLA ATTUALMENTE SONO IMPEGNATI GLI AIB DELLA SQUADRA "A" DI ISNELLO E LA MILLE COLLESANO. MOLTO PROBABILMENTE I TURNI SUCCESSIVI DARANNO IL CAMBIO SUL PUNTO FUOCO


Incendi minacciano case nel Palermitano da Monreale a Bagheria




Un incendio è divampato a Monreale lungo la circonvallazione. Le fiamme sono state appiccate nella stessa zona dove ieri sono intervenute altre squadre antincendio. I roghi stanno minacciando le villette e si stanno propagando lungo il versante sopra la strada panoramica che da Palermo porta a Monreale. Stanno intervenendo due squadre dei vigili del fuoco, gli uomini della forestale, e i volontari dell’Associazione di Protezione Civile Overland. In azione anche due Canadair della Protezione Civile e un elicottero.
Vigili del fuoco, canadair e forestali sono impegnati in cinque grossi incendi che stanno divorando boschi e macchia mediterranea in Provincia di Palermo. I roghi sono divampati a Campofelice di Roccella in contrada Piana Calzata, a Belmonte Mezzagno in contrada Montagnola, a Misilmeri in contrada Pizzoletti, a Bagheria in contrada Speziale. Ancora squadre di soccorso nella Pianotta di Vicari. Le fiamme sono molto estese e minacciano le abitazioni.
Le fiamme stanno avvolgendo vari boschi in varie parti della Sicilia. Incendi devastato l’Etna ma fiamme da ieri anche nell’Ennese con danni di grande entità
22 Luglio 2016
http://palermo.blogsicilia.it/incendi-minacciano-case-nel-palermitano-da-monreale-a-bagheria/348821/