13 aprile 2015

ASSEMBLEA DEL SETTORE AGRICOLO E FORESTALE AGRICOLTORI, FORESTALI E CONSORZI TUTTI CONTRO LA FINANZIARIA


Assemblea del Settore Agricolo e Forestale


Agricoltori, forestali e consorzi
Tutti contro la Finanziaria



flai tripi


Un primo segnale da parte del governo regionale deve venire dalla revisione di quella parte della Finanziaria che prevede tagli sul lavoro forestale- sotto forma di blocco del turn over, prepensionamenti che diventano sussidi, tagli all’antincendio – il disimpegno, progressivo dai consorzi di bonifica e, ancora, nessun finanziamento per l’associazione degli allevatori (Aras) e la zootecnia. Deve poi partire un piano di riordino di tutti questi comparti mirato a rilanciarne la produttività e a valorizzare il lavoro.
E’ un coro contro la Finanziaria regionale quello che si solleva quando il documento sta per muovere i primi passi in aula. Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil siciliane hanno oggi tenuto un’affollata assemblea, con oltre mille delegati e dirigenti sindacali, per lanciare le loro idee- progetto per riorganizzare la forestazione, il sistema di bonifica e irrigazione dei campi, il servizio di meccanizzazione affidato all’Esa e quelli rivolti alla zootecnia svolti dall’Aras e dall’ Istituto zootecnico.
I sindacati chiedono di essere ascoltati dal Governo “altrimenti- ha detto il segretario regionale della Flai, Salvatore Tripi, nella relazione che ha aperto l’assemblea- la mobilitazione sarà inevitabile. Il governo- ha aggiunto il sindacalista- ha impostato la sua azione su una logica di tagli indiscriminati e di mortificazione del lavoro. Noi chiediamo un’ inversione di tendenza per ridare al settore agro alimentare e ambientale quel ruolo che gli è naturale di pilastro della vocazione produttiva della nostra regione”.
Le parole d’ordine dei sindacati, declinate poi in una serie di proposte dettagliate illustrare in un documento già fatto avere al governo, sono riassetto e investimenti per rilanciare funzione e produttività dei settori in questione. Per quanto riguarda la forestale Flai, Fai e Uila propongono di “ricondurre tutto il lavoro sotto un’unica amministrazione- ha detto Tripi – di costruire la filiera bosco- legno- energia, di prevedere forme di autofinanziamento attraverso la cura e la manutenzione del verde pubblico”.
Ma soprattutto “di attuare un programma di prevenzione e lotta contro il dissesto idrogeologico, con un sistema di sinergia con l’Esa e i Consorzi di bonifica”. “Come i forestali non sono responsabili della cattiva organizzazione del comparto- ha detto Tripi- i lavoratori dei consorzi di bonifica non lo sono dei 100 milioni di debiti accumulati da queste strutture, dei quali sarebbe opportuno individuare e colpire le responsabilità”.
Rispetto ai Consorzi i sindacati chiedono un riordino normativo e la sistemazione degli assetti occupazionali attraverso stabilizzazioni e coperture delle piante organiche. Dell’ Esa, invece, sostengono, “va ridisegnata la mission con un impegno privilegiato in sinergia con altri enti per la messa in sicurezza del territorio”. Flai, Fai e Uila propongono inoltre la creazione di un polo zootecnico regionale che metta insieme l’Aras, l’ Istituto zootecnico e l’Istituto di incremento ippico. “In Sicilia- ha detto Tripi- cinque anni di commissariamento dell’Aras hanno condotto allo stremo l’associazione , che adesso deve essere restituita agli allevatori, ma anche opportunamente finanziata”.
Davanti a un migliaio di delegati e dirigenti sindacali Tripi ha sottolineato: “Il significato dell’iniziativa di oggi è di un primo appuntamento di lotta. Le nostre proposte sono già state consegnate al governo che non ha più alibi e la nostra speranza – ha concluso- è che basti la forza delle idee a farglielo comprendere, altrimenti dovremo andare alla mobilitazione”. A concludere l’assemblea, presieduta dal segretario della Cisl Sicilia Mimmo Milazzo, l’intervento di Stefano Mantegazza, segretario nazionale Uila.

10 Aprile 2015
http://palermo.blogsicilia.it/agricoltori-forestali-e-consorzi-tutti-contro-la-finanziaria/293214/










FORESTALI IN MARCIA A PALERMO, IL PRESIDENTE LEOLUCA ORLANDO: “LAVORATORI DA CONSIDERARE UNA RISORSA PER LA DIFESA DEL TERRITORIO”



Forestali in marcia a Palermo, il Presidente Leoluca Orlando: “Lavoratori da considerare una risorsa per la difesa del territorio”


“Riteniamo che, nonostante il particolare momento che sta attraversando la Regione Siciliana da un punto di vista economico e finanziario, sia fondamentale che Regione, comuni ed enti locali, riflettano sul ruolo dei lavoratori forestali affinché la finanziaria regionale non si limiti a concepire questi lavoratori solamente come un costo ma anche e soprattutto come un’effettiva risorsa rispetto alle tante azioni necessarie in difesa del territorio, per la sicurezza delle strade e per la prevenzione del rischio idro-geologico”.
Lo ha detto Leoluca Orlando, presidente dell’AnciSicilia, riferendosi ai lavoratori forestali che, questa mattina, hanno protestato per i tagli al settore e per il mancato rispetto delle giornate lavorative assegnate dalla legge e non portate a termine.

08 Aprile 2015
 










FORESTALI: FIGUCCIA: CROCETTA RIVEDA I CONTENUTI DELLA FINANZIARIA


Forestali: Figuccia: Crocetta riveda i contenuti della finanziaria




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di COLAPISCI
“Apparentemente rassicurante l’incontro avuto con presidente della Regione che ha dichiarato la sua preoccupazione rispetto ai contenuti della finanziaria. Il governatore ha rappresentato il timore che qualcuno abbia potuto travisare le sue idee ed esternazioni rispetto al comparto degli operai forestali addetti al servizio antincendio boschivo”. Cosi’ il commento di Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all’Ars e coordinatore in provincia di Palermo degli azzurri a margine dell’incontro con il Governatore Crocetta e centinaia di lavoratori forestali che manifestavano questo pomeriggio, davanti Palazzo d’Orleans, sede del Governo regionale.
“Al di la’ delle cause che hanno potuto portare alla definizione dei contorni della finanziaria – dice Figuccia – auspichiamo che si possa davvero, come dichiarato dal presidente della Regione nell’ambito della riunione tenuta questo pomeriggio, che si possano effettivamente rivedere i contenuti sin qui esposti in finanziaria con particolare riferimento al blocco del turnover, al taglio del 20 per cento del personale, all’obbligatorieta’ dei prepensionamenti e allo smantellamento del servizio antincendio”.
“Voglio davvero sperare – aggiunge il parlamentare di Forza Italia – che per i nostri boschi e le nostre riserve si possa aprire una fase nuova legata alla produttivita’ ed alla valorizzazione delle nostre aree nonche’ delle risorse umane impegnate nel servizio antincendio e nel settore della forestazione in genere”.

 08 Aprile 2015
 SiciliaOnPress









BILANCIO. FIGUCCIA (FI): CALECA GARANTISCE SU RISORSE, MA FORESTALI, ESA, CONSORZI BONIFICA E ARES SONO ANCORA A RISCHIO



BILANCIO. FIGUCCIA (FI): CALECA GARANTISCE SU RISORSE, MA FORESTALI, ESA, CONSORZI BONIFICA E ARES SONO ANCORA A RISCHIO



“Le rassicurazioni dell’assessore regionale all’agricoltura Caleca ai forestali, ai lavoratori dell’Esa, dei consorzi di bonifica e dell’Ares sul fatto che non saranno sottratte risorse e giornate lavorative ad un comparto fondamentale per la nostra economia non mi rasserenano affatto. Comprensibile che i sindacati rimangano in stato d’agitazione, consapevoli di quanto l’esecutivo siciliano sia beffardo. Siamo alle solite, da Palazzo d’Orleans giungono sempre le stesse chiacchiere, ricche di contraddizioni, senza nessuna vera presa di posizione chiara nei confronti del settore. Rimarco pertanto le mie forti preoccupazioni su temi fondamentali quali il blocco del turn-over, la riduzione del 20% del personale, i prepensionamenti. Se il governo non affronterà subito questi nodi, nelle prossime settimane potranno verificarsi blocchi autostradali da parte dei lavoratori, eventi ai quali non escludo la mia partecipazione”, lo dichiara l’on. Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all’Ars e coordinatore azzurro per la provincia di Palermo.

11 Aprile 2015
 SiciliaLive24.it








FORESTALI, VENTURINO: "STOP A PRECARIATO E VIA ALLA STABILIZZAZIONE"




REGIONE

Forestali, Venturino: "Stop a precariato e via alla stabilizzazione"


"In Commissione - ha concluso il vice presidente vicario dell'Ars - proporrò di procedere allo stralcio dei tagli previsti nel disegno di legge di stabilità", ha detto il vice presidente vicario dell'Ars


forestali, legge di stabilità, regione, Antonio Venturino, Sicilia, Regione e Lavoro, Sicilia e Lavoro


PALERMO. Restituire la dignità ai forestali attraverso la loro stabilizzazione occupandoli in modo produttivo. Del futuro dei 24mila forestali in Sicilia si è parlato nella Biblioteca del Comune di Menfi, nel corso del convegno «Tecnologie per stabilizzare i forestali, dalla terra spunti per risolvere la crisi siciliana», organizzato dall'Università UniCusano (polo didattico di Castelvetrano - Selinunte), in collaborazione con il Sifus (sindacato forestali uniti per la stabilizzazione)/Confael e Unimpresa.
«L'attuale emendamento inserito nel disegno di legge 912 di iniziativa governativa nell'ambito della legge di stabilità del 2015 non prevede alcuna stabilizzazione per i lavoratori ma il mantenimento del precariato con tagli del 20-30 per cento sui livelli occupazionali - ha spiegato il vice presidente vicario dell'Ars Antonio Venturino -. Il provvedimento che riguarda il comparto va stralciato dalla discussione della legge stabilità. No ai tagli lineari che riducono le giornate di lavoro, bisogna agire con una seria riforma attraverso una legge organica. Vanno salvaguardati i livelli occupazionali e i forestali devono lavorare non con misure assistenziali, ma in modo produttivo, va studiato un programma di stabilizzazione nell'arco di 3-5 anni». «Va dato merito al Sifus di aver raccolto ventiquattro mila firme - ha aggiunto Venturino - in Assemblea regionale c'è una proposta di legge di iniziativa popolare dalla quale bisogna partire proponendo eventuali emendamenti a scopo migliorativo».
«In Commissione - ha concluso il vice presidente vicario dell'Ars - proporrò di procedere allo stralcio dei tagli previsti nel disegno di legge di stabilità 2015 presentato dall'assessore all'Economia Baccei, di proseguire al momento lasciando lo status quo in modo da avere il tempo di mettere su una riforma chiara e definitiva attraverso un tavolo tecnico che vada a verificare tutti i numeri del settore».

31 Marzo 2015
http://gds.it/2015/03/31/forestali-venturino-stop-a-precariato-e-via-alla-stabilizzazione_335310/










FORESTALI, NUOVA PIATTAFORMA UNITARIA DI RIFORMA DEL SETTORE



Forestali, nuova piattaforma unitaria di riforma del settore

Tripi, Di Paola, Mannino e Marino: “Oltre la cabina di regia per la razionalizzazione degli interventi di settore, noi chiediamo la riorganizzazione dell’Antincendio con l’ampliamento delle competenze perchè sia possibile rendere più sicuro il nostro territorio, l’automatica applicazione del turn-over”

 

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“A scanso di equivoci, vogliamo ricordare che in Sicilia appena mille  lavoratori dell’Antincendio e dell’Azienda Foreste hanno contratti a tempo indeterminato, mentre sono 10 mila gli operai con diritto a 78 giornate annue, altrettanti quelli con 101 giornate e poco più di 4 mila ne effettuano 151. A scanso di equivoci, vogliamo sottolineare che i Forestali costituiscono a Catania e in Sicilia un’enorme risorsa per la gestione, la manutenzione e la tutela dei boschi e delle aree protette, del verde pubblico, del demanio, dei consorzi autostradali, delle strade provinciali, dei siti archeologici, dei parchi urbani e suburbani”.
Lo hanno dichiarato i segretari generali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil Catania Pietro Di Paola, Alfio Mannino e Nino Marino che oggi allo “Sheraton” insieme con il segretario regionale Flai-Cgil Salvatore Tripi hanno presentato la nuova piattaforma unitaria di riforma del settore forestale nel corso dell’Attivo dei Delegati Sindacali di categoria, anche in preparazione della grande manifestazione in programma per il 10 aprile al “San Paolo Palace” di Palermo. Alla riunione sono stati invitati gli assessori regionali all’Agricoltura e al Lavoro, i sindaci, i parlamentari catanesi e  i direttori dell’Azienda Forestale. Sono intervenuti i deputati regionali Concetta Raia, Valeria Sudano e Nino D’Asero.
Entrando nel dettaglio della piattaforma unitaria, Salvatore Tripi, Pietro Di Paola, Alfio Mannino e Nino Marino hanno spiegato: “Oltre la cabina di regia per la razionalizzazione degli interventi di settore, noi chiediamo la riorganizzazione dell’Antincendio con l’ampliamento delle competenze perchè sia possibile rendere più sicuro il nostro territorio, l’automatica applicazione del turn-over per il migliore impiego del patrimonio umano e professionale costituito dai forestali, la scelta di prepensionamenti veri e fondati sul rispetto dei lavoratori, l’applicazione rigorosa dei contratti e l’immediata stipula dell’integrativo regionale, la destinazione di adeguati investimenti per la tutela del sistema agro-forestale e ambientale”.

30 Marzo 2015
Resapubblica








L'ASSESSORE REGIONALE DELL'AGRICOLTRA NINO CALECA IMPEGNA LA COMMISSIONE POLITICHE AGRICOLE AD AFFRONTARE LE TEMATICHE IMU



Ricevo e pubblico
dalla Dott.ssa Maria Giambruno
Relazioni esterne e comunicazione
Assessore Regionale Agricoltura







L'ASSESSORE REGIONALE DELL'AGRICOLTRA NINO CALECA
IMPEGNA LA COMMISSIONE POLITICHE AGRICOLE
AD AFFRONTARE LE TEMATICHE IMU
NELLA SEDUTA DEL 14 aprile


L'Assessore Nino Caleca:
Un passaggio importante per sostenere le ragioni
degli agricoltori siciliani”
  

LA PESCA E' STRUTTURA PORTANTE DELL'ECONOMIA SICILIANA. L'ASSESSORE NINO CALECA DICHIARA: “LEGITTIME LE PREOCCUPAZIONI DEI PESCATORI SICILIANI. E CONVOCA GLI STATI GENERALI DELLA PESCA”



Ricevo e pubblico
dalla Dott.ssa Maria Giambruno
Relazioni esterne e comunicazione
Assessore Regionale Agricoltura





LA PESCA E' STRUTTURA PORTANTE DELL'ECONOMIA SICILIANA

L'Assessore Nino Caleca dichiara:

Legittime le preoccupazioni dei pescatori siciliani.
E convoca gli STATI GENERALI DELLA PESCA”















A FUOCO CASOLARE UTILIZZATO DAGLI OPERAI DELLA FORESTALE DURANTE IL PERIODO ESTIVO, MA È ANCHE UN DEPOSITO DI MATERIALE ED ATTREZZATURE


A fuoco casolare di proprietà della Regione


A fuoco casolare di proprietà della Regione


Un incendio scoppiato nel tardo pomeriggio di ieri ha gravemente danneggiato una struttura di proprietà della regione Siciliana all’interno dell’area attrezzata della Diga Jato a Partinico. Il casolare viene utilizzata dagli operai della forestale durante il periodo estivo, ma è anche un deposito di materiale ed attrezzature. Restano da capire le cause del rogo che intorno alle 18 di questo pomeriggio ha distrutto gravemente una parte del tetto, ma anche il materiale custodito al suo all’interno. Casualità o bravata? Su queste due ipotesi stanno infatti lavorando al momento gli investigatori. L’area attrezzata era ancora popolata quando le fiamme si sono sprigionate. Pare infatti che qualche istante prima che si sviluppasse l’incendio, alcuni testimoni avrebbero visto una decina di ragazzi attorno alla struttura.
Spaventati dall’improvviso incendio alla struttura, un gruppo di amici, che stava trascorrendo il loro pomeriggio di pasquetta all’interno dell’area attrezzata, ha subito lanciato l’allarme. Ad intervenire prontamente per domare le fiamme i Vigili del Fuoco del locale distaccamento con ben due mezzi antincendio ed i Carabinieri della Compagnia di Partinico. Sul posto anche il Corpo Forestale dello Stato che gestisce la struttura.


Ideazionenews









VIA LA FORESTALE, L’EUROPA NON CE LO CHIEDE. INDEBOLIREBBE FORTEMENTE LA LOTTA AGLI INCENDI BOSCHIVI. SIGNIFICHEREBBE RINUNCIARE ALL’UNICO PRESIDIO DELLO STATO SUL TERRITORIO IN MOLTE AREE IMPERVIE DEL PAESE


Via la Forestale, l’Europa non ce lo chiede





Far fuori il Corpo Forestale dello Stato, che alla fine della fiera sarebbe l’unico risultato certo dell’ ‘accorpamento’ del CFS ad altra Polizia proposto dal Governo Renzi, vorrebbe dire rinunciare al controllo professionale e a costo zero dei ventitré Parchi Nazionali, e alla gestione di centotrenta aree protette; e indebolirebbe fortemente la lotta agli incendi boschivi, all’inquinamento, al traffico illecito di rifiuti, all’abusivismo edilizio, all’agromafia e all’agropirateria. Significherebbe rinunciare all’unico presidio dello Stato sul territorio in molte aree impervie del Paese. Anziché costituire un risparmio, si tradurrebbe in un costo per il ricollocamento degli 8.000 uomini del CFS in un altro Corpo. E non costituirebbe nemmeno un’attuazione di quello che, come sempre si invoca impropriamente in casi come questo, ‘ci chiede l’Europa’.
Comprensibile quindi tanto il coro di no alla soppressione, del quale Futuro Europa ha già dato notizia, quanto la valanga di emendamenti bipartisan destinati all’Aula del Senato, dove il ddl del Governo è in discussione: firmati da Ap, M5S, Fi, Ln, Gal, Sel, gruppo Misto e Pd. Mentre, visti i fronti aperti, e se accorpamenti si vogliono fare, non si capisce perché non si sia pensato di irrobustire il presidio dello Stato su ambiente e territorio creando, come proposto da più parti, un Corpo Nazionale di Tutela Ambientale: formato dal Corpo Forestale dello Stato insieme a quelli regionali di Sicilia, Sardegna, Friuli e Val d’Aosta e quelli delle province di Trento e Bolzano, oltreché alle Polizie Provinciali.
L’accorpamento della Forestale, inviso al Paese, è diventato da subito buono giusto per un tweet: sui social, dove l’informazione non è sempre affidabile sono fiorite le bufale, come quella dei ’10.400 Forestali in Calabria’. Ma non sono 8.000 in tutta Italia? Facile: chi l’ha scritto deve aver messo nel conto gli ‘operai forestali’, stagionali, che Forestali non sono. E contandoli in chissà quale stagione. O l’improprio confronto numerico col Canada, dove il problema sulle foreste è monitorare la fauna, e non contrastare metro per metro l’epidemia di piromani e inquinatori che c’è da noi. Per non parlare della bufala ‘Gnomi e Fate’, una ‘indagine’ della Forestale che in realtà non esiste, come non esiste un ‘fascicolo’ ma solo una ‘cartella’ dove una serie di segnalazioni, data l’esistenza di folli e le follie varie anche ai danni dell’ambiente, è stata doverosamente raccolta. Insomma, è dove l’informazione non è reale che un fronte anti-Forestale ha tentato, proprio nei giorni di lavori in Senato, di farsi spazio. Peraltro rimbeccato dai cinguettii di chi la Forestale la apprezza e la vuole. Il punto è che bisogna fare riferimento con numeri e dati certi al Paese reale, alle sue risorse particolari e straordinarie da tutelare, ai rischi che queste corrono e alle irriuniciabili competenze di tutela su di esse del Corpo Forestale, per comprendere come l’ ‘accorpamento’ appaia come una operazione impraticabile, e ragionare se proporlo o no. Insomma, un semplice ragionamento di geografia, fisica, politica ed economica. L’Italia, a differenza di quasi tutti i Paesi europei, possiede un ambiente naturale ricchissimo: abbiamo più specie, faunistiche e vegetali, di qualsiasi altro Paese del Vecchio Continente. Per i ricercatori europei e non solo, siamo la ‘banca della biodiversità’, ovvero un autentico e irriproducibile tesoro non solo per la vita ma anche per l’industria, da quella agroalimentare a quella chimica e farmaceutica. Ma questo tesoro è distribuito su un territorio complesso e accidentato, che solo per questo richiede tanto una polizia che lo tuteli in via esclusiva quanto la sua presenza puntuale ovunque: quello che fino ad oggi la Forestale è riuscita a garantire con 8.000 uomini in organico, in pratica solo uno per ciascuno degli 8.047 Comuni del Paese. Si può far fuori la Forestale?
E’ una grande ricchezza del ‘saper fare’ italiano, quella che per prima nasce e si esprime sul territorio, il settore agroalimentare. L’Italia, su questo settore ci sta puntando con decisione crescente almeno dal 2000, e tutti i ministri dell’Agricoltura succedutisi negli ultimi quindici anni si sono spesi con grande impegno, nel Paese, in Europa e nel mondo, per far crescere questo settore che è la punta di diamante del Made in Italy: l’unico che sta reagendo alla crisi con numeri ‘veri’ in termini di fatturato e posti di lavoro. Ma quella sulla tutela dell’agroalimentare italiano è una vera e propria guerra, contro interessi internazionali giganteschi e mafie di tutti i generi: una guerra che l’Italia più di ogni altro Paese al mondo è costretta a combattere, sia per la ricchezza di prodotti di qualità che per l’alta incidenza criminale rispetto a quasi tutti i Paesi del mondo; una guerra nella quale il Corpo Forestale dello Stato è specializzato e impegnato con successo e costituisce oggi una certezza sulla quale Ministri e Governi hanno potuto contare da sempre. Si può farla fuori, la Forestale?
Gli incendi: una piaga italiana. Che nasce da interessi, ma anche da tradizioni obsolete, follie individuali ed errori umani. La questione non è solo spegnerli, gli incendi: la questione è anche prevenirli, controllando aree e comportamenti e se necessario indagando, con la dedizione esclusiva che questo comporta. Cosa che fa la Forestale. Si può farla fuori?
Abusivismo edilizio, cave abusive, inquinamento, traffico rifiuti: facile, facilissimo occultare comportamenti illeciti come questi tra le pieghe di un territorio complesso come quello italiano. Necessario, necessarissimo controllarlo, il territorio, metro per metro. E indagare. Come fa la Forestale; ed ha fatto, con successo, nella Terra dei Fuochi… farla fuori è la risposta che vogliamo dare, come Paese, anche a questo grande risultato della Forestale?
Ultima nota, ma non meno dolorosa: se a gestirli non fosse più la Forestale, a chi sarebbero affidati Parchi e aree protette? E, di grazia, con quale spesa a fronte del costo zero della gestione della Forestale?
Ma questo ‘accorpamento’, poi, cosa dovrebbe essere? Stando alle risposte dei Ministri in audizione, in pratica non si sa. Quindi rischia di essere nient’altro che un trasferimento di uomini e mezzi ad un altro Corpo di Polizia, peraltro facilmente immaginabile data la carenza di organico proprio della Polizia di Stato. Un cambio di casacche, insomma: casacche che costerebbero, però, 12 – 13 milioni di euro. Più adeguamento della colorazione dei mezzi e della flotta aerea, più corsi di formazione: uguale 25 milioni di spesa. Ma questo sarebbe il costo minore: quello maggiore si esprimerebbe in termini di confusione di competenze. Esempio: in un Comune come ce ne sono tantissimi, dove oggi esiste un presidio dei Carabinieri ed uno della Forestale, i primi oggi si occupano di ordine pubblico ed i secondi si dedicano esclusivamente al territorio e all’ambiente. Se la Forestale venisse accorpata alla Polizia, le sue competenze in quei Comuni sarebbero invece sull’ordine pubblico, in sovrapposizione ai Carabinieri e lasciando invece scoperto il fronte ambientale. Con effetti prevedibili: tra una rapina ed un incendio, lo stesso Comando su cosa sarebbe portato ad intervenire con priorità? Non rischieremmo di avere un proliferare di coincidenze tra rapine ed incendi? E vogliamo far fuori la Forestale?
Se ‘accorpare’ la Forestale ad altro Corpo di Polizia, come prevede l’articolo 7 del ddl 1577, non produrrebbe risparmi ma costi per il Paese, che cosa spiegherebbe, allora, questa iniziativa? Il mero ridurre le Forze di Polizia da cinque a quattro, un taglia-e-incolla per dare un contentino all’Europa e buono per un tweet, ma poco spendibile in termini di credibilità. E dunque alla fin fine sarebbe proprio come tagliare, tanto per farlo, un dito su cinque: e con gli stessi effetti sulla efficienza della mano che protegge l’Italia, il suo paesaggio e la sua gente.
©Futuro Europa®
 
12 Aprile 2015
 Futuro Europa










RITORNA IL BLOG DEI LAVORATORI FORESTALI E DEGLI AIB



Ritorna il blog dei lavoratori forestali e degli Aib





Era stato un attacco alla libertà e ai diritti dei lavoratori, fortunatamente però Google ha riconosciuto che da parte mia non è stata commessa nessuna violazione, adesso ritorniamo con lo stesso stile di qualche settimana fà.
Ringrazio i lavoratori forestali (centinania e centinaia), erano disponibili ad autotassarsi per aprire un'altro spazio web. Addirittura giravano sms a mia insaputa che colleghi volevano raccogliere dei fondi e intraprendere le vie legali, che dire? SONO ONORATO E ORGOGLIOSO DI AVERE TANTISSIMI AMICI!
Un grazie anche all'Associazione Mab Sicilia e alle Segreterie Sindacali (Confederali e Autonomi).

A più tardi, ho tantissime cose da pubblicare, teniamo duri e andiamo avanti.














25 marzo 2015

MA CROCETTA STOPPA TUTTI: VOLONTÀ COMUNE PER LE RIFORME. SCONTRI E DICHIARAZIONI MA NIENTE FINANZIARIA E CROCETTA FA IL PACIERE FRA ARDIZZONE E BACCEI



MA CROCETTA STOPPA TUTTI: "VOLONTÀ COMUNE PER LE RIFORME"


Scontri e dichiarazioni ma niente finanziaria
E Crocetta fa il paciere fra Ardizzone e Baccei




Giovanni-Ardizzone 940


“La Sicilia non è la Grecia e lui non è la Troika. Baccei dimentica di essere un assessore del governo regionale siciliano, con il precipuo compito di garantire alla nostra Isola le risorse che, per Costituzione e Statuto, le sono dovute e che non sono una cortesia del governo nazionale nei nostri confronti. E proprio su quest’ultimo aspetto, mi pare che fino a oggi ci siano stati troppi silenzi da parte di Baccei, anche quando, con semplici colpi di penna, lo Stato, come per magia, ha sottratto unilateralmente ingenti risorse”.
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L’affondo è del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone al quale non sono andate giù le parole dell’assessore regionale all’economia Alessandro Baccei che uscendo dall’incontro romano di ieri sera ha annunciato che il governo nazionale darà alla Sicilia i 3 miliardi che servono ma non c’è la firma perché dalla capitale non si fidano dell’Assemblea e temono che non approvino le riforme promesse in cambio degli aiuti.
 ”Gli incontri – conferma Baccei - sono andati tecnicamente bene, salvo ulteriori approfondimenti. Però, c’è un grosso punto interrogativo, cioè che all’Ars la finanziaria venga cambiata, facendo saltare le riforme. Se a Palazzo dei Normanni si mettono a fare i ‘maestrini’, a cominciare dal presidente Ardizzone, si rischia di complicare tutto”.
“C’è la forte preoccupazione che le riforme promesse non arrivino – aggiunge -. I timore è che le norme che abbiamo approvato in giunta vengano modificate dopo avere ricevuto l’aiuto richiesto”.
Ma Ardizzone non ci sta al ricatto “Il forte squilibrio dei conti regionali – riprende – è in massima parte riconducibile a decisioni statali che hanno creato, nel tempo, condizioni di forte criticità nelle finanze della Regione. L’assessore Baccei dimentica che nel 2007 lo Stato, unilateralmente, ha innalzato al 49,11% la quota di compartecipazione della Regione al Fondo sanitario, sottraendoci 600 milioni di euro l’anno. Ci restituiscano queste somme perché ci spettano e non per cortesia”.
“E che dire del contributo di 1,2 miliardi per il 2015 richiesto alla Sicilia per il risanamento dei conti pubblici nazionali? Un importo iniquo se rapportato a quelle delle altre regioni a Statuto speciale. Stesso discorso per la continua erosione dell’Irpef relativa ai redditi prodotti in Sicilia. Nonostante l’articolo 36 dello Statuto siciliano attribuisca all’Isola la totalità delle entrate tributarie erariali riscosse nel territorio, lo Stato ha progressivamente incamerato parte crescente di questo gettito, trasferendo al di fuori della Regione gli uffici finanziari addetti alla riscossione”.
“Le ultime stime ci dicono che il ‘danno’ è di circa 3 miliardi di euro l’anno. Un esempio? Il trasferimento a Latina del centro di riscossione per i dipendenti pubblici: meno 250 milioni. E ancora, l’assorbimento del Banco di Sicilia e Sicilcassa da parte di Unicredit con trasferimento del centro a Milano: meno 150 milioni. Anche queste somme devono tornare nelle casse della Regione. Senza se e senza ma”.
“Baccei – conclude – ha il dovere di proporre un bilancio e una legge finanziaria che consentano il risanamento economico della Regione e soprattutto lo sviluppo della nostra Isola. Tutto il resto sono chiacchiere in libertà”.
Tenta, invece, di gettare acqua sul fuoco della polemica il Presidente della Regione. Crocetta affida ad una nota il suo insolito ruolo di paciere: “Nell’incontro avuto ieri con il presidente Ardizzone, mi è sembrato di cogliere una grande volontà di portare avanti il processo riforme – dice Crocetta - la stessa sensazione avuta dal confronto con diversi rappresentanti parlamentari. Io credo che governo e parlamento, su questo fronte di rinnovamento per la Sicilia, lavoreranno insieme. Il tema principale ora è far quadrare i conti e cambiare rotta attraverso riforme serie. Con il presidente Ardizzone c’è una linea di confronto aperta, che continuerà per il bene comune della Sicilia”.

25 Marzo 2015







ARS, ADDIO ALLE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA. ATTESA OGGI ANCHE LA ‘MEZZA FINANZIARIA’, MA SENZA BILANCIO NE COPERTURA ECONOMICA



Ars, addio alle regole della democrazia
Attesa oggi anche la ‘mezza finanziaria’


palazzo dei normanni


Le regole della democrazia e quelle interne dell’Ars non esistono più. Nessuna garanzia per le opposizioni, nessuna garanzia per la trattazione della materia economico finanziaria.
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Il nuovo corso siciliano è privo di regole. E’ la storia che raccontano gli ultimi eventi politici in Sicilia. ieri l’elezione del secondo vice presidente dell’Ars che, secondo le regole (non scritte e non vincolanti per carità) della democrazia spettava all’opposizione ed è stato assegnato anch’esso alla maggioranza fra polemiche e proteste, oggi l’approdo in Commissione della Finanziaria ma senza bilancio ne copertura economica.
Ieri il governatore ha incontrato il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone per chiedergli di avviare l’iter della finanziaria anche se non c’è ancora il bilancio così come aveva chiesto già anche al presidente della Commissione, Nino Dina, ottenendo un sostanziale via libera.
E con Ardizzone non è andata diversamente. L’iter della finanziaria partirà in Commissione non appena questa sarà trasmessa agli uffici dell’Ars. Ma Ardizzone si riserva di stralciare le norme che non avranno la copertura economica e avverte che l’avvio dell’iter non significa che l’intera manovra venga giudicata legittima.
A risolvere la querelle, almeno sulla carta, arriva la dichiarazione dell’assessore Alessandro Baccei, ieri a colloquio per un’ora a Roma con il sottosegretario Graziano Delrio. Per Baccei ci sono già tutte le soluzioni tecniche e Roma sarebbe pronta a coprire il buco da 3 miliardi e 200 milioni di euro ma manca ancora il sì della politica.
Intanto ieri la Commissione Affari istituzionali ha approvato, con due soli voti contrari, la riforma delle province che andrà in discussione in aula martedì attendendo il bilancio. “È stato un lavoro complesso, adesso tocca all’Aula – dice il presidente della commissione Antonello Cracolici – mi aspetto che a Sala d’Ercole si proceda con un confronto aperto ma sereno. È importante che il testo diventi legge al più presto per permettere già nella prossima estate di chiudere la stagione dei commissariamenti e avere i nuovi assetti di governo degli enti”.
A favore della riforma si sono espressi i nove esponenti di maggioranza; contrari due esponenti del M5S; assenti i tre esponenti di centrodestra. Il testo passa ora all’esame dell’Aula.Forse proprio quello della riforma delle province, resta l’unico iter ‘normale’ da un punto di vista regolamentare
Regola messe di lato in ogni altro settore in nome del salvataggio della Sicilia ma non si comprende il come ne il quando e soprattutto in un clima da tutti contro tutti che certamente non aiuta la democrazia ne la Sicilia

25 Marzo 2015
http://palermo.blogsicilia.it/ars-addio-alle-regole-della-democrazia-attesa-oggi-anche-la-mezza-finanziaria/291591/










LA CONSULTA "ESPELLE" I PRECARI E QUALCHE GIORNALE CI GODE. SECONDO IL QDS IN SICILIA SONO ALMENO 60.000, TRA QUESTI 24.000 FORESTALI



La Consulta "espelle" i precari

di Michele Giuliano
Rivoluzionaria sentenza n. 37/15 della Corte Costituzionale: illegittimmi 1.200 dirigenti dell’AE assunti senza concorso. In Sicilia sono almeno 60.000: forestali (24.000), Asu, Lsu, ex Pip, Formatori




La sentenza della Corte Costituzionale numero 37 del 2015, depositata martedì 17 marzo e in corso di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (presumibilmente nella giornata di oggi, ndr), è destinata a sconvolgere il mondo delle pubblica amministrazione per gli effetti indiretti che avrà sulle migliaia di dipendenti pubblici assunti per chiamata diretta, senza passare dal concorso pubblico. La sentenza sostanzialmente boccia l’ingresso di ben 1.200 dirigenti all’Agenzia delle Entrate senza concorso. Se si guardano i numeri della Sicilia,  questo caso, seppur clamoroso, sembra quasi una bazzecola. Il perché è presto detto: attraverso questa modalità, cioè senza uno straccio di concorso, sono entrate (e sono ancora al libro paga di Comuni, Regione, Asp e altri enti ancora) nella pubblica amministrazione dell’Isola almeno 60.000 persone.

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25 Marzo 2015 
http://www.qds.it/18924-la-consulta-espelle-i-precari.htm


Nota
Ormai è arcinoto che il giornale di Confindustria vuole cancellare tutti i precari della Pubblica Amministrazione. Peccato però che confonde capre e cavoli.

Egregia Redazione, (da sempre contro le categorie più deboli) da Voi abbiamo subito solamente mortificazioni, siamo stati definiti: privilegiati, fannulloni, mandarini, parassiti ecc. ecc. ecc.
Per finanziare il sociale basterebbe eliminare i 120 milioni di euro all'anno (circa 240 miliardi delle vecchie lire) che vengono dati ai giornali. Lo sapete chi l'ha detto? L'attuale Presidente del Consiglio Matteo Renzi quando al Governo però c'era Mario Monti.
I privilegi del Vostro giornale, dal 2003 al 2013 ci sono costati la bellezza di circa 14 milioni di euro (27 miliardi delle vecchie lire), questi sì che sono fondi sottratti ai più bisognosi.
Se siamo in guerra guerra sia!











ACIREALE, OSTRUITO DA MESI IL PERCORSO TRA LA TIMPA «A NESSUNO SEMBRA IMPORTARE DELLE CHIAZZETTE». L’AREA È DEMANIALE E DUNQUE DI COMPETENZA DELLA FORESTALE, MA IL CROLLO HA INTERESSATO UN MURO APPARTENENTE A UN TERRENO PRIVATO



Acireale, ostruito da mesi il percorso tra la Timpa «A nessuno sembra importare delle Chiazzette»




Cronaca – Da quando la tromba d'aria dello scorso 5 novembre ha danneggiato molte parti della città, il passaggio che collega il centro alla frazione marinara di Santa Maria la Scala è bloccato dal crollo di un muro. «La zona non è stata neanche messa in sicurezza», denuncia Tiffany Greco, presidente dell'associazione Barock. Guarda le foto


«Quel muro è così da quattro mesi, ma a nessuno sembra importare qualcosa delle Chiazzette». Tiffany Greco, presidente dell’associazione Barock che da anni si prende cura del percorso pedonale che dal centro di Acireale conduce, attraverso la Timpa, alla frazione marinara di Santa Maria la Scala. Un luogo che offre vedute mozzafiato sul mar Ionio, ma che da tempo è vittima dell’incuria e dell’inciviltà. A cui dal 5 novembre scorso – il giorno in cui una tromba d’aria ha provocato seri danni in più parti della città – si è aggiunto il crollo di un muro in pietra lavica che ostruisce parzialmente la strada.
Nelle Chiazzette, ogni estate, l’associazione Barock organizza la manifestazione Timpa Viva: «Lo facciamo perché ci piacerebbe che questo luogo venisse riscoperto per quello che è, una perla», racconta Greco. Il crollo del muro, però, rischia di pregiudicare l’edizione 2015 dell’evento: «È inspiegabile come ancora oggi nulla sia stato fatto. La zona – continua la presidente di Barock – non è stata neanche messa in sicurezza. La bella stagione è alle porte, per strada si iniziano a vedere i primi turisti, eppure quel muro è rimasto nelle stesse condizioni del 5 novembre». E, sottolinea, «l’area non è stata neanche transennata e non abbiamo idea se la parete possa cedere ulteriormente».
Il crollo ha interessato un muro appartenente a un terreno privato, il cui proprietario però fino a oggi non ha fatto alcunché per ripararlo. «Ho incontrato il sindaco di Acireale nelle settimane scorse - spiega Tiffany Greco - L’area è demaniale e dunque di competenza della Forestale, tuttavia è anche vero che la strada appartiene al Comune. Noi di Barock ci chiediamo se non sia possibile intervenire, per poi rivalersi sul proprietario, o perlomeno vorremmo sapere quanto ci tocca ancora attendere prima che tutto torni alla normalità».
Ma il muro crollato è soltanto l’ultimo segno del degrado: «Amiamo le Chiazzette e ogni settimana veniamo qui a fare dei sopralluoghi – continua Greco –. Purtroppo non possiamo fare altro che constatare lo stato di abbandono dell’area. Basta guardarsi attorno per trovare escrementi e sporcizia, mentre in passato ci è toccato recuperare anche qualche siringa». Il recente annuncio dell’installazione di oltre 40 telecamere di videosorveglianza sul territorio comunale potrebbe agevolare il controllo del territorio: «Se ne parla da tempo, magari stavolta si farà davvero, ma senza un reale interesse per questa zona servirà a poco. È inaccettabile che un bene di tale importanza sia dimenticato dalle istituzioni».
Riguardo al cedimento del muro, intanto, l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Nando Ardita fa sapere che «la parete ricade all’interno della Riserva naturale orientata della Timpa e la competenza dei lavori è affidata alla Forestale. Noi abbiamo comunque raccolto la segnalazione – conclude Ardita – e inoltrato comunicazione alla Forestale che dovrà diffidare il proprietario al pronto ripristino della struttura».



 

 

 

 

 

24 Marzo 2015
http://catania.meridionews.it/articolo/32427/acireale-ostruito-da-mesi-il-percorso-tra-la-timpa-a-nessuno-sembra-importare-delle-chiazzette/





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NEL BOSCHETTO MELE DI DELIA (CL) PIANTUMATI ALTRI CENTO ALBERI DONATI DALL'AZIENDA FORESTE


Nel boschetto Mele di Delia
piantumati altri cento alberi


Le guardie ambientali a Delia


Delia. Nuovo intervento di ripiantumazione domenica all'interno del boschetto "Mele" di Delia. Le guardie ambientali, sotto la direzione e supervisione dell'assessore all'Agricoltura Antonio Gallo, hanno piantumato ben cento piante che, insieme alle 50 già piantumate in un precedente intervento, vanno così a ripopolare il boschetto deliano negli ultimi mesi causa di polemiche e accuse all'amministrazione Bancheri per il taglio degli eucalipti che da sempre lo avevano caratterizzato.
Come chiaritoci dal sindaco Gianfilippo Bancheri, "il taglio degli eucalipti è stato dovuto, su parere della forestale, al raggiungimento del limite di recidibilità. Gli eucalipti erano troppo maturi e quindi anche pericolosi per la pubblica incolumità. Da qui la decisione, direi necessaria, di provvedere al taglio degli alberi nel triennio 2015 - 2017".
Nelle ultime settimane, e in ultimo domenica, "le Guardie ambientali - spiega Bancheri - hanno piantumato 150 piantine, tra Roverella e Sughera, che ci sono state donate dall'Azienda Foreste su nostra esplicita richiesta".
L'intervento non è stato ancora concluso perché, spiega ancora Bancheri, "riceveremo ulteriori alberelli che provvederemo a far piantumare in modo da rendere il boschetto un luogo decoroso, accogliente e soprattutto sicuro per la pubblica incolumità".
Quindi in conclusione Gianfilippo Bancheri ci tiene a ringraziare "Gli assessori Antonio Gallo e Carmelo Alessi per l'impegno profuso e per essersi occupati, a fasi alterne, della vicenda".
Sebastiano Borzellino


24 Marzo 2015








24 marzo 2015

CROCETTA: “BILANCIO IN SETTIMANA SICILIA, SARÀ UNA GRANDE RIFORMA”




Crocetta: “Bilancio in settimana
Sicilia, sarà una grande riforma”



Crocetta: “Bilancio in settimana <br /> Sicilia, sarà una grande riforma”
“In settimana stiliamo la parte di bilancio vera e propria così la prossima settimana puo’ andare direttamente, già esitata, in commissione Bilancio e accelerare i tempi. E’ un modo per permettere un maggiore approfondimento considerando che non si tratta della solita ‘leggina’ ma di una legge che favorisce fortemente lo sviluppo della Sicilia. E’ veramente una grande riforma della Regione”.
Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, conversando con i giornalisti dell’iter della finanziaria a margine dell’incontro con il console tunisino a Palermo, Ben Souissi Fharat, per esprimere la solidarietà della Sicilia al popolo tunisino, duramente provato dal recente attentato terroristico avvenuto presso il museo del Bardo di Tunisi.
“La legge che abbiamo esitato è ‘sblocca Sicilia’, che non guarda solo agli aspetti di bilancio, perchè la politica non puo’ confondersi con i ragionieri, deve mirare alto – ha aggiunto Crocetta -. Il pareggio di bilancio è un obiettivo fondamentale ma anche le norme di sviluppo lo sono, se non facciamo lo sviluppo non abbiamo fatto nulla. Mettiamo a posto i conti e nel frattempo facciamo lo sviluppo”.
“Abbiamo tendenze favorevoli sul Pil dopo sette anni, quest’anno è previsto un ulteriore incremento ma rimane il problema della ripresa delle imprese e dell’occupazione ed è quello che vogliamo ottenere. Su questo fronte abbiamo anticipato dentro lo ‘sblocca-Sicilia’ norme che il Governo nazionale sta varando adesso”, ha aggiunto Crocetta.

24 Marzo 2015
http://www.siciliainformazioni.com/150423/crocetta-settimana-il-bilancio-sicilia-sara-una-grande-riforma










LEGALITA': DON CIOTTI E DON PATRICIELLO DICONO NO ALLA SOPPRESSIONE DELLA FORESTALE. SCIOGLIERE IL CORPO FORESTALE DELLO STATO "SAREBBE UNA TRAGEDIA. VIDEO



LEGALITA': DON CIOTTI E DON PATRICIELLO DICONO NO ALLA SOPPRESSIONE DELLA FORESTALE



Sciogliere il Corpo Forestale dello Stato "sarebbe una tragedia. In questi anni, nella Terra dei Fuochi, tutto quello che è stato possibile fare lo abbiamo fatto grazie alla Forestale"

Don Patriciello in una dichiarazione all'Agenzia Stampa ADNKRONOS fa un appello al premier Matteo Renzi a non sciogliere il Corpo forestale dello Stato perché "togliercelo adesso significherebbe tagliarci le gambe". Così Don Maurizio Patriciello, il prete impegnato nella battaglia della Terra dei Fuochi, annuncia una lettera aperta per chiedere di non essere lasciati soli in un territorio martoriato".
Dichiara anche "per questo, sto scrivendo adesso una lettera al premier Matteo Renzi per capire i motivi di questa scelta. Un appello affinché  il Corpo forestale dello Stato non venga sciolto. Per noi sarebbe un'assurdità".
Aggiunge anche che "i militari, con tutto il rispetto per il loro lavoro, chi li ha visti mai? E poi cosa possono fare? Utilizzare i militari non è una soluzione, è gettare polvere negli occhi".
Di Terra dei Fuochi, Don Patriciello ha avuto modo di parlare anche con il Santo Padre, lo scorso 21 marzo nel Duomo di Napoli. "Il Cardinale Sepe mi ha presentato al Pontefice come il prete della Terra dei Fuochi e il Santo Padre mi ha guardato con volto tristissimo dicendomi: "conosco lo scempio che siete costretti a subire' e ha invitato me e i volontari a continuare il nostro lavoro". Don Patriciello, ricorda che "la prossima Enciclica di Papa Francesco sarà dedicata all'ambiente". E per sottolineare quanto l'emergenza nella Terra dei Fuochi sia ancora alta, aggiunge: "eravamo ancora in Cattedrale quando i nostri volontari ci hanno avvertito che c'era un rogo immenso a Caivano".
Emergenza continua, dunque, anche se "c'è un tentativo in atto se non di negare, almeno di ridimensionare il problema che invece è più grave di quello che sembra".


24 Marzo 2015
http://www.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10792


Don Luigi Ciotti - No alla soppressione della Forestale

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