02 aprile 2014

IL PROF MASSIMO COSTA A IACONA (PRESA DIRETTA): SULLA SICILIA TROPPE IMPRECISIONI, ANCHE SUI FORESTALI


Il Prof Costa a Iacona (Presa diretta): “Sulla Sicilia troppe imprecisioni”



E’ UN GIORNALISTA SERIO E BRILLANTE. MA NEL SUO PARLARE DI ‘SICILIA’, RISULTA INFLUENZATO DA UNA SERIE DI MENZOGNE UFFICIALI.  PARLIAMO DI RICCARDO IACONA, CHE NELLA PUNTATA DI IERI  DI ‘PRESA DIRETTA’ SI E’ OCCUPATO DELLA NOSTRA REGIONE.  IN MANIERA NON DEL TUTTO ESATTA COME GLI FA NOTARE  IL PROF MASSIMO COSTA, TRA I PRINCIPALI ESPERTI IN TEMA DI AUTONOMIA E STORIA SICILIANA, E PRESIDENTE DEL COMITATO SCENTIFICO DELL’ASSOCIAZIONE ‘NOI SICILIANI LIBERI’:


Lettera aperta a Riccardo Iacona – Presa Diretta
di Massimo Costa

Gent.mo Iacona,
ho visto gran parte della sua puntata di Presa Diretta, “Grecia Italia”, e – per ciò che riguarda la Sicilia in particolare – ho deciso di scriverle.
Ho deciso di scriverle perché complessivamente mi fido del tipo di informazione che Lei fa. Talvolta capita di sentire amici o conoscenti che di fronte a notizie o servizi apertamente faziosi dicono “perché non gli scrivi?”. Di solito non raccolgo mai questo invito. Con i giornalisti faziosi e prevenuti non vale neanche la pena di perdere tempo. Con quelli seri, se sbagliano, sì.
Per questo le scrivo. Nel suo servizio, in molte parti veritiero e meritorio, ci sono alcune inesattezze piuttosto gravi per un mezzo di divulgazione così importante come il suo.
Vengo all’errore più clamoroso, anche perché lo ha ripetuto più volte nel corso della serata: la Sicilia ha un deficit di “5 miliardi”. 5 miliardi, capite? Un’enormità, un paradosso, uno scandalo,…
Ora, guardi, se mi conoscesse saprebbe che io qui in Sicilia sono stato sempre o quasi un oppositore di chi ci ha, di volta in volta, governato. Ma qui ha preso un grosso, grossissimo granchio.
Molti profani, come lei, confondono la grandezza flusso (il disavanzo, cioè lo sbilancio tra le entrate e le uscite), con la grandezza stock o fondo (il debito vero e proprio, cioè la differenza tra le attività e le passività, ovvero addirittura soltanto le passività lorde, senza neanche sottrarre le attività).
Tecnicamente il “deficit” appartiene alle seconde, ma viene scambiato per le prime. E così ha fatto lei.
In altre parole, se – per ipotesi di scuola – la Sicilia diventasse domani mattina un paese indipendente ed ereditasse il solo deficit della Regione, questo sarebbe pari a meno del 10 % dell’intero PIL regionale, contro al 134 % o giù di lì dello Stato italiano. Saremmo cioè lo Stato più solido dell’Unione Europea, dopo il Lussemburgo!
Dirlo come lo ha detto lei, equivarrebbe a dire che l’Italia ha un deficit che supera i due trilioni di euro, che – quella sì – è una vera enormità. Ma il vincolo del 3 % o il pareggio in bilancio o il rientro del debito a tappe forzate del Fiscal Compact, non comporta alcun azzeramento di quella grandezza fondo (semmai un suo ridimensionamento in vent’anni a soltanto, si fa per dire, il 60 % del PIL) ma solo del disavanzo, cioè del flusso.
Ora la Regione sbilancia, se sbilancia, di poche centinaia di milioni di euro, su un bilancio di circa 15 miliardi di euro. I 5 miliardi sono invece debito consolidato che, certo sono un problema, ma non come sembra far credere.
In altri termini, avere 5 miliardi di debito per una Regione che ha le dimensioni di un medio stato europeo (più dell’Irlanda o della Danimarca) e quasi tutte le funzioni pubbliche trasferite dallo Stato italiano, non è assolutamente in sé un fatto patologico. Cosa pretendereste? Che una Regione non faccia mai assolutamente neanche un centesimo di debito? Il debito è una cosa, il disavanzo è un’altra cosa completamente diversa. Non so se sono stato sufficientemente chiaro.
In altre parole il debito non pesa sulle uscite del bilancio finanziario se non per le rate in scadenza, proprio come per l’Italia e per qualunque altra amministrazione nello spazio e nel tempo. Se uno studente di Economia mettesse il debito tra le uscite sarebbe immediatamente “bocciato”, capisce? E’ come dire che il bilancio di una famiglia è “sotto” di 100.000 euro sol perché ha comprato una casa…mentre magari gli equilibri sono a posto e le entrate sono in grado di far fronte al pagamento delle rate del mutuo. Forse così è più chiaro.
In questo modo non fate sufficiente luce sulle reali condizioni finanziarie della Sicilia, anzi accreditate un’immagine del tutto fuorviante. Credo che il solo comune di Torino o di Roma ne abbiano di più di debiti, per non parlare, appunto, dello Stato…
Poi ci sono altre inesattezze piuttosto gravi nel vostro (e purtroppo non solo nel vostro) servizio. Non ve lo imputo, perché quando si parla di Sicilia si parla sempre per luoghi comuni, ma – che diamine!- di fronte alla gente che sta morendo di fame, vogliamo cominciare a mettere i puntini sulle i? Altrimenti, al di là delle giuste responsabilità della classe politica (in egual misura statale, regionale e locale), si degenera facilmente in un “antisicilianismo” viscerale che alimenta solo odio e che fa scambiare la vittima, che qui E’ LA SICILIA, con il carnefice, facendola passare per “fancazzista” e sprecona (mi passi il termine volgare).
Ad esempio: è vero che la Sicilia ha tre problemi/scandalo specifici, e cioè la formazione professionale, gli operai forestali e i precari degli enti locali, peraltro ereditati da stagioni ormai passate. Ma anche su questo non si dicono le cose come stanno. Ad esempio i cosiddetti “forestali”. Intanto la Guardia Forestale dello Stato è passata dallo Stato alla Regione. La Regione dovrebbe avere un proprio corpo forestale, di 2, 3, 4,000 effettivi, non so quel che è giusto per la Regione con la più ampia estensione d’Italia… E in effetti lo ha, e tutto caricato sul proprio bilancio. Ma, per ragioni clientelari, questo corpo nel tempo si è sguarnito. Oggi restano poche centinaia di “ufficiali” di quel corpo, tutti molto anziani, perché il loro ruolo è svolto dai famosi “operai forestali”.
Questi, poi, si dice che sono 20.000, più o meno, ma anche qui si dice un’inesattezza. Nelle aziende i part-time sono “contati” in funzione del numero di giornate effettive di stipendio. Non è che la Regione “dà a mangiare” a 20.000 persone. In effetti è come se “desse a mangiare” soltanto a 7000 operai forestali a tempo pieno. Questi sono i numeri giusti. Se poi avesse assunto due o tremila agenti veri della forestale, resta uno sbilancio, ma non più di 4000 persone, che sono sempre un’enormità, per carità, ma non nelle proporzioni che si dicono sempre. Converrà con me che un conto è 20000 un conto è 4000…. Se un’azienda, anziché assumere 100 dipendenti, ne assume 1000 facendoli lavorare al 10 % part time, non si può dire che ha moltiplicato per 10 il proprio organico, o no?
Sorvolo su altre imperfezioni, perché a questo punto il problema è più generale. Se andiamo alla pubblica amministrazione propriamente detta, se si eccettua il fortino del privilegio dell’ARS, che giustamente avete denunciato, in Sicilia non c’è proprio alcun privilegio e alcuno spreco. Il numero di dipendenti pubblici pro capite è più basso della Lombardia (solo che qui sono “regionali”, cioè ce li paghiamo con la nostra IRPEF, in soldoni, lì invece sono statali) e i loro stipendi non sono per nulla migliori di quelli di uno statale qualunque d’Italia.
Ciò nonostante si sente dire sempre la “balla” dei 16 o 17 mila dipendenti regionali. Se la Sicilia si è fatta carico di tutte le proprie spese, questo diventa addirittura una colpa? Ma perché, dunque, c’è questa cattiva stampa, apertamente faziosa?
Sottolineo alcune contraddizioni, non solo sue, ma di tutti i “servizi” sulla Sicilia. Da un lato si invoca rigore, austerity, dall’altro si tocca con mano che l’austerity distrugge i servizi pubblici e i redditi senza creare alcuna forma di sviluppo. Sa che sto cominciando a pensare che in Italia qualcuno voglia proprio questo dalla Sicilia? Cioè che voglia proprio la nostra morte, per odio gratuito o altro? Cerco di scacciare il pensiero, ma ritorna, ed è grave. Perché in queste condizioni presto o tardi così andando non potremo più stare tutti insieme sotto lo stesso tetto politico.
Lombardo risulta generalmente antipatico, e tale è anche per me. Però lo vogliamo dire che è stato lui che ha congelato le assunzioni nella formazione professionale e in tutte le partecipate già dal 2008? Lo vogliamo dire che dal 2008 è cominciato l’accorpamento delle partecipate? L’avete detto sì, ma, avete detto che è … ancora peggio. Allora era meglio prima?
E’ dal 2008, con una fortissima accelerazione dal 2012, che la Sicilia si è consegnata mani e piedi al Ministero dell’Economia che, tramite il Commissario dello Stato, figura unica in Italia, detta la nostra agenda economica. Il rientro del deficit sanitario c’è stato, ma sulla pelle dei Siciliani che oggi hanno una sanità tutta a pagamento e la chiusura o l’accorpamento di molte strutture, senza una lira dallo Stato. Ci avete appuntato una medaglia per questo sacrificio? No, ci svergognate ora dicendo che la nostra sanità non funziona bene. Dopo che abbiamo fatto esattamente quello che voleva lo Stato!
L’assessore uscente all’Economia, Bianchi, ha sottoposto in due anni la Sicilia alle cure da cavallo della Trojka. Da noi la Grecia già c’è. Eppure i conti non si risanano mai. Prima di dimettersi ha anche proposto un bel miliardino di euro di nuovo debito, per fortuna respinto dall’Assemblea, per accelerare i pagamenti alle case farmaceutiche del Nord, ricevendo in cambio IRAP e addizionale IRPEF sparate al massimo per i prossimi trent’anni e un mutuo a tasso variabile degno dei peggiori usurai. Il rifiuto dell’Assemblea ha però fruttato un’altra campagna stampa, l’ennesima, questa volta dal Sole 24 ore, organo di Confindustria, contro la “Sicilia sprecona”, che però questa volta ha il torto di non volersi indebitare ulteriormente. Pare che a Roma ci tengano molto a questo nuovo debito, però il giorno dopo – quando avremo accettato – Lei per primo dirà che il debito è salito a ben “SEI” miliardi di euro… come premio per la nostra supina subalternità.
E qui vengo al dunque che nessuno mai mette in evidenza. Perché la Sicilia è in difficoltà finanziaria? Il suo servizio dice che ci sono sprechi, ci sono consulenze. Mi creda, ci saranno pure, ma il problema non sta più là. I tempi di Cuffaro sono ormai trapassato remoto, anche se vicini nel tempo. Tempo addietro mi avevano offerto di entrare in un Collegio sindacale di un Consorzio universitario….2.000 euro l’anno lordi. Ovviamente ho rifiutato: non ci si addossa alcuna responsabilità per cifre talmente irrisorie. Il vero problema è un altro, e nessuno, neanche voi, lo dice mai. La Sicilia NON VIVE DI TRASFERIMENTI STATALI. Ma perché non lo dite mai? La Sicilia, Regioni ed enti locali, vivono essenzialmente dei tributi dei siciliani. Il calo dell’economia si traduce quindi immediatamente in un calo di gettito dagli effetti devastanti. Ma, oltre a ciò, lo Stato deruba parte di quel misero gettito, cercando poi di riprestarcelo a usura. In teoria, per i (pochi) servizi che lo Stato svolge ancora per la Sicilia, dovrebbe trattenere soltanto Giochi e Scommesse, Imposte di Produzione e poco altro. Già con queste voci lo Stato introita qualche miliardo in più di quello che spende: apparati repressivi (polizia, prigioni ed esercito), scuola, università, mezza sanità e qualche trasferimento con il contagocce agli enti locali, punto, fine della storia. Poi però contabilizza come “trasferimento alla Regione”, tutta l’IRPEF, l’IRES e l’IVA che la Sicilia trattiene per le proprie spese, ma che – sempre nell’ipotesi di scuola dell’indipendenza – l’Italia non avrebbe mai avuto se la Sicilia non ne avesse fatto parte.
Oltre a queste entrate lo Stato trattiene altri tributi, non previsti come suoi nello Statuto, ma presi “di forza”, come tutte le imposte di consumo o le entrate doganali (stiamo parlando di miliardi) e considera le entrate fiscali sulle piattaforme offshore (le acque territoriali intorno alla Sicilia) come “non appartenenti” alla Regione siciliana trattenendo il 100 % del relativo gettito.
Trattiene ancora il gettito delle imprese che producono il reddito in Sicilia ma hanno sede legale altrove (stiamo parlando ancora di miliardi annui), nonostante lo Statuto preveda diversamente.
E, infine, perfino sul riscosso in Sicilia (teoricamente al 100 % di competenza regionale) effettua altre trattenute. Le ritenute fiscali e le imposte sostitutive di varia natura consentono di distrarre circa un terzo del gettito, e in più, tanto per aiutarci, dal 2013 è stato disposto un accantonamento straordinario ulteriore di circa un miliardo l’anno a favore dello Stato. Lo Stato, in parole povere, non potendo tagliare alcun trasferimento alla Sicilia, perché nulla o quasi ormai è più trasferito, mette le mani direttamente sulle nostre entrate tributarie, soddisfacendosi con prelazione rispetto a Regione ed Enti locali. Un po’ come sarà per tutta l’Italia con il nuovo trattato europeo che andiamo a firmare, nel quale la “soddisfazione” degli obblighi del Fiscal Compact ha prelazione assoluta. Su ciò che resta si arrangino…. Ecco, da noi è già così.
Normale che in questo lento strangolamento nemmeno il più bravo amministratore del mondo riuscirebbe a far nulla. Tanto più che, con tutto che quei tre “bubboni” che le ho segnalato sono e restano vergogne nazionali, nessuna persona sana di mente penserebbe ad una “exit strategy” in cui dall’oggi al domani si buttano circa 40.000 persone in mezzo alla strada. Gli effetti macroeconomici sarebbero da genocidio. Ma è proprio ciò che sta succedendo: i “formatori” non ricevono praticamente più niente, mentre per salvare i precari degli enti locali, che peraltro non fanno altro che svolgere il ruolo dei ranghi altrimenti vacanti dei suddetti enti, ma a minor costo e senza diritti, si interrompono i collegamenti bus di linea, si chiudono i teatri e i musei, insomma si consegna all’anarchia e alla totale assenza di servizi essenziali l’intera Sicilia, accomunata alla Grecia non solo dall’aver dato origine alla civiltà europea, ma – a quanto pare – anche dalla nemesi di essere i primi ad essere uccisi dalla stessa Europa.
La politica siciliana ormai non fa più nulla, né può fare nulla di concreto: si fa dire ogni giorno da Roma direttamente ciò che deve fare, non protesta nemmeno quando la Sicilia tutta viene umiliata e insultata sui media o quando si invoca l’abolizione dei “privilegi” dello Statuto speciale, quando dello Statuto oggi sono applicate solo ed esclusivamente le norme meno favorevoli, che addossano alla Regione spese ulteriori, mentre le norme che attribuiscono gettito, e che addirittura consentirebbero di manovrare le imposte creando fiscalità di vantaggio sono tabù.
La verità dei fatti è che la Sicilia oggi è trattata brutalmente dall’Italia e dall’Europa come una lontana colonia di sfruttamento, per di più violentata da una stampa faziosa e malevola. La storia ci darà forse un giorno ragione, ma intanto assistiamo impotenti al genocidio del nostro Popolo nell’indifferenza e nella ridicolizzazione generalizzata da parte dell’opinione pubblica italiana.
Non potete lamentarvi che i musei sono chiusi di domenica o che i servizi pubblici sono da terzo mondo in queste condizioni. La Sicilia oggi non ha soltanto bisogno di “riqualificare la spesa” o di “snellire la burocrazia”. Questo pure, ma come tutta l’Italia. La Sicilia ha bisogno intanto di spesa e di investimenti per ricostruire la capacità produttiva (le precondizioni perché si crei offerta) e la domanda interna (attraverso i redditi).
Oggi siamo alla fame, esattamente come in Grecia, ed è falso e tendenzioso nascondere le gravissime responsabilità europee ed italiane in tutto ciò. La politica siciliana, parafulmine del malaffare, semplicemente non esiste in quanto tale. E’ in massima parte l’estrema propaggine delle stesse centrali politiche dell’Italia. I tentativi di far nascere qualcosa di realmente legato al territorio e slegato da queste logiche, sono boicottati e strangolati sul nascere, anche per il sospetto degli italiani, di tutti gli italiani, anche delle persone per bene, che Autonomismo significhi Separatismo o, perché no, la solita mafia, con qualche meritoria eccezione nella cosiddetta “antipolitica”. E invece sta succedendo esattamente il contrario.
Intanto la mafia è sempre stata espressione e braccio di questo sistema di potere che ha in Italia la sua mente, il suo vero “terzo livello”, non certo espressione di reali interessi locali. Se questo però dovesse emergere, si brucino le registrazioni…
Ma soprattutto, se continua il linciaggio quotidiano contro la Sicilia, prima o poi la corda si spezzerà e la Sicilia vivrà una nuova stagione di Separatismo, non so fino a che punto pacifico.
I dati che si “vendono” sui giornali sono errati, la gente è in genere disinformata sul fatto che la Sicilia, senza il fardello dello Stato e dell’Unione, saprebbe benissimo badare a se stessa. Ma io credo di sapere come stanno le cose. Insegno Economia aziendale all’Università di Palermo e conosco bene i conti, quelli veri, della Sicilia. Mi dia la possibilità di spiegarli agli italiani se vuole. Se gli italiani sapessero veramente cosa ha fatto lo Stato in Sicilia in tutti questi anni, forse se ne vergognerebbero un po’ e deporrebbero questa immotivata “superiorità” di cui si sentono investiti. Forse si dividerebbero tra quelli che vorrebbero recuperare un rapporto sano con la Sicilia e quelli che vorrebbero abbandonarla domani mattina. Ma certo questa disinformazione inaccettabile cesserebbe”.
Resto a sua disposizione.

01 Aprile 2014
http://palermo.meridionews.it/articolo/25020/il-prof-costa-a-iacona-presa-diretta-sulla-sicilia-troppe-imprecisioni/






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ENNA. RITARDI NEI PAGAMENTI DEGLI STIPENDI. SIT-IN DEGLI OTI DAVANTI ALLA PREFETTURA


Per i ritardi nei pagamenti degli stipendi

«Sit-in» dei forestali davanti alla Prefettura



Enna. Sit in con assemblea dei lavoratori forestali davanti la Prefettura, questa mattina dalle 11,30 alle 13,30, per chiedere l'intervento del prefetto di Enna, Ferdinando Guida affinché interceda per i lavoratori del settore a tempo indeterminato che lamentano ritardi nei pagamenti degli stipendi di gennaio e febbraio. Lo stato di agitazione è stato proclamato da Cgil, Cisl e Uil del settore forestale. La situazione attuale registra comunque un impegno preso dal presidente della Regione con le tre sigle sindacali rimasto però disatteso.
Oltre a non essere stati pagati gli stipendi arretrati dei lavoratori stagionali, sono stati avviati a lavoro solo una minima parte del contingente previsto per la categoria. Data la situazione di grande difficoltà aperta e che investe centinaia di famiglie si è deciso di chiedere l'intercessione del prefetto di Enna e manifestare lo stato di disagio che va ad espandersi avendo interessato già anche i lavoratori a tempo determinato rimasti con 2 mensilità arretrate.
Per non pregiudicare ulteriormente le condizioni dei lavoratori a tempo Indeterminato e cogliendo le loro pressioni le segreterie provinciali unitarie di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno assunto la decisione di proclamare lo stato di agitazione del comparto con la prima iniziativa di oggi.
Tiziana Tavella

01 Aprile 2014






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AGRIGENTO. IL VERDE PUBBLICO E' TANTO E GLI OPERAI SONO IN QUATTRO. SI ERA DISCUSSO DI CONFRONTARSI CON LA FORESTALE, MA NULLA E' STATO FATTO



Agrigento

Il verde pubblico è tanto gli operai solo in quattro

Inevasa una richiesta degli uffici giudiziari per un operaio che curi il giardino del palazzo di Giustizia


Molte aiuole di Porta di Ponte versano in stato di abbandono
Foto lasicilia.it



Che la gestione del verde pubblico sia svolta in questa città con poche risorse sia umane che economiche (come molti altri servizi) non è una grossa novità. Ma a guardarli bene in trasparenza i numeri danno davvero da pensare.
Il Comune di Agrigento, infatti, ci ha fornito la mappa esatta degli operai impegnati nell'azione di manutenzione ordinaria delle ville comunali e il quadro è abbastanza sconfortante. I dipendenti "operativi" dovrebbero essere sulla carta 7, che sarebbero comunque già pochi. A quella cifra da "capogiro" bisogna sottrarre un operaio che per problemi di salute è sottoposto saltuariamente a trattamento sanitario obbligatorio e un secondo che ha il compito di caposquadra, e quindi è impegnato a rapportarsi con l'Assessorato e a dirigere le operazioni in giro per la città. Rimangono 5 operai, dei quali uno è dedicato stabilmente a Porta di Ponte - prima era stato distaccato al parco dell'Addolorata, e non capiamo come avrebbe potuto garantire una qualche minima forma di manutenzione di una struttura ciclopica da solo -. Abbiamo tra l'altro cercato di individuarlo in questi due giorni nell'area del salotto cittadino, ma è probabile che sia al momento destinato ad altre funzioni o che abbia orari diversi dai nostri.
Ci sono rimasti 4 operai, ma l'opera di sottrazione non è ancora finita: due di loro, infatti, sono a tempo determinato e non full time. Questo significa che lavorano solo la mattina tutti i giorni e 2 ore il venerdì. E questo in parte è un bene, perché il settore Verde pubblico è privo di mezzi di locomozione, se si eccettua una Panda (che può caricare tutti e quattro gli operai ma che poi non avrebbe spazio per gli attrezzi) e un Piaggio Porter (che ha lo spazio per gli attrezzi ma non per tutti gli operai). Per completezza va detto anche che da tempo il Tribunale di Agrigento chiede un giardiniere per curare le aiuole che si trovano davanti il Palazzo di Giustizia. Risorsa che attualmente non è stata concessa - fortunatamente, visto tutto-.
Questo il quadro della situazione. La domanda che ci siamo posti è: si è cercato di fare qualcosa per superare il problema? E non ci riferiamo ovviamente al settore Verde, che è alla fine unicamente il terminale di tutto questo stato di cose, ma all'amministrazione comunale. Crediamo che non tutte le risorse siano state in questi anni utilizzate: dal 2012, ad esempio, il Comune ha firmato una convenzione con il Tribunale di Agrigento per l'utilizzo nelle ville comunali di soggetti condannati ai lavori socialmente utili. Li hanno mai utilizzati? Non ci pare. Si era poi a lungo discusso della possibilità di confrontarsi con Anas, Esa e forestale. Cosa è stato fatto? A giudicare dai risultati nulla. Eppure a pochi km da Agrigento, a Raffadali, queste strade si stanno tentando per garantire un servizio dignitoso ai cittadini. Oppure, perché non pensare finalmente a regolarizzare la possibilità per i cittadini di intervenire? In tanti hanno dimostrato e dimostrano la volontà di fare qualcosa per la loro città. Perché non tentare una strada di conciliazione invece che opporre il muro contro muro?
Gioacchino Schicchi

01 Aprile 2014




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CAVA ISPICA, PARCO DI ERBACCE E STERPAGLIE. IL SINDACO: ABBIAMO SIGLATO UNA CONVENZIONE CON LA FORESTALE PER L'ATTIVITA' DI SCERBATURA



Cava Ispica, Parco di erbacce e sterpaglie
di Marcello Medica

Un luogo d’incanto stretto tra le discariche. Una vasta zona lasciata in balìa dei vandali, mentre la stradina d’accesso è impraticabile per un crollo




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L’ingresso del percorso archeologico
Foto qds.it

RAGUSAIl Parco archeologico di Cava Ispica sempre più nel degrado, soprattutto il versante a nord in contrada Baravitalla. Una vasta zona del parco, lasciata in balia dei vandali e dell’incuria totale delle istituzioni, dove a farla da padrona sono sterpaglie ed erbacce, con una massiccia presenza di rifiuti di ogni genere abbandonati ovunque. Per non parlare dell’unica infrastruttura presente, una stradina che attraversa l’intera area ma da parecchi anni impraticabile per il crollo del ponte di Baravitalla che, da tempo aspetta di essere ripristinato. Insomma, un quadro allucinante se solo si immagina la potenzialità che Cava Ispica potrebbe rappresentare per lo sviluppo turistico della Città della Contea, ma anche dei vari Comuni che gravitano attorno all’area archeologica.

L’istituzione del Parco archeologico di Cava Ispica, avvenuta con la legge regionale n. 20 del 2000, avrebbe potuto rappresentare una grande opportunità di crescita per il territorio e una rilevante occasione di rilancio e arricchimento dell’offerta turistica dell’intera provincia di Ragusa. A distanza di oltre dieci anni, però, occorre ammettere che non è così. Principalmente per la scarsa attenzione che gli è stata riservata dagli Enti competenti, che non solo non riescono a sfruttare una tale risorsa ma, cosa ancor più grave, non riescono nemmeno a preservarla. Qui tutto è stato distrutto, dai servizi igienici alle stesse ‘traverse’ dei muretti a secco, che sono state asportate, per non parlare dell’utilizzo di tale luogo per l’illegale e incivile abbandono di ogni genere di rifiuto, senza che nessuno degli organi preposti intervenga per eliminare tale obbrobrio, una vera offesa a un patrimonio dell’umanità.

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L’ingresso della chiesa di San Pancrati

Come non parlare dei percorsi archeologici totalmente inaccessibili con la presenza di erbacce e sterpaglie a misura d’uomo che ostruiscono il passaggio a qualunque visitatore, o dell’assenza di ogni segnaletica, in parte distrutta, in parte obsoleta e illeggibile. Come non parlare, ancora, del già citato ponte di Baravitalla, crollato parecchi anni or sono e per il cui ripristino sono state spese tante parole ma che oggi continua a costituire un serio pericolo per chiunque che si trovi a transitare da queste parti, visto che, tra l’altro, non è nemmeno transennato e non esiste alcun segnale che avverta sullo stato di pericolo. Occorre, infine, sottolineare l’impossibilità di visitare il rudere ‘abbandonato’ della chiesa bizantina di San Pancrati, il cui cancello d’ingresso è sempre sbarrato.

Proprio sulle tristi condizioni in cui versa la zona, è intervenuto, nei giorni scorsi, il M5S Modica, denunciando il degrado presente, e accusando il sindaco Abbate di mentire ai cittadini in merito alla bonifica delle discariche abusive presenti ovunque. “Nei giorni scorsi – fanno rilevare gli attivisti del M5S Modica –, dall’ufficio stampa del Comune, veniva diramato un comunicato stampa col quale si comunicava alla cittadinanza che l’amministrazione aveva fatto bonificare le discariche abusive di Cava Ispica, nei pressi del ponte di Baravitalla. Nello specifico il comunicato in questione recita: ‘In questi giorni è stata inoltre bonificata l’area vicino al ponte di Baravitalla, dove sono state eliminate le discariche abusive’. E bene, anzi male! – rimarcano gli attivisti grillini –. Proprio lo scorso sabato 15 marzo, alcuni di essi hanno effettuato un sopralluogo, notando che le discariche abusive erano ancora lì a deturpare uno dei luoghi più interessanti della città smentendo, nei fatti, quanto dichiarato dall’amministrazione.
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L’ingresso del percorso per la Tomba del Re
Il M5S pertanto invita il sindaco, detentore della delega all’Ambiente, a intervenire sul serio e non a parole, bonificando tutta la zona e procedendo alla scerbatura dell’intera area immersa nel degrado, a tal punto che per le alte sterpaglie ed erbacce, non è nemmeno possibile accedere alla visita di alcuni importanti siti archeologici come la Tomba del Re a finti pilastri e tanti altri.
Il M5S, inoltre, chiede all’amministrazione a che punto è l’iter del progetto per il ripristino del ponte crollato di Baravitalla visto che se ne parla da diversi anni riguardo alla sua ricostruzione, che consentirebbe il collegamento tra diverse contrade densamente popolate. Vogliamo ricordare – concludono gli attivisti – che è finito il tempo delle parole e della campagna elettorale e ora ci vogliono i fatti che i cittadini stanno ancora aspettando. L’amministrazione è invitata a verificare che gli interventi di bonifica vengano realizzati davvero e non solo nei comunicati stampa. Il M5S verificherà che gli interventi annunciati siano realmente effettuati”.

La replica del sindaco Abbate: “Stiamo lavorando sull’area”
MODICA (RG) – “Il Movimento 5 Stelle, piuttosto che collaborare ed essere costruttivo, continua, come tutti gli altri, a negare l’evidenza, vale a dire il lavoro svolto a Cava Ispica, mai realizzato in tutti questi anni”. Con queste parole il sindaco, Ignazio Abbate, replica al Movimento 5 Stelle Modica in merito alla bonifica dell’area vicino al ponte di Baravitalla nel versante nord di Cava Ispica. “L’amministrazione – ha dichiarato il sindaco – sta ampiamente lavorando sul territorio di Cava Ispica perchè crede nell’importanza del sito archeologico. Abbiamo siglato una convenzione con la Forestale per l’attività di scerbatura e abbiamo ripristinato l’illuminazione assente da anni. È compito invece della Provincia, lo ribadisco, rimuovere i rifiuti speciali come l’amianto che, purtroppo per l’inciviltà e la mancanza di rispetto per l’ambiente, viene spesso abbandonato”. Intanto, proprio nei giorni scorsi, è stata approvata una delibera della Giunta di governo inerente all’avvio di una convenzione tra il Comune di Modica e la Sovrintendenza per i Beni ambientali e culturali di Ragusa. “Con l’inizio di questo progetto – dichiara il primo cittadino – l’amministrazione intende tutelare e valorizzare il sito archeologico di Cava Ispica. Stiamo proseguendo nell’azione di riqualificazione dell’area dal punto di vista turistico e di salvaguardia dell’ambiente. La convenzione prevede che il 30 per cento del ricavato delle vendite dei biglietti sarà destinato al Comune. E' nostra intenzione – conclude il sindaco – impiegare gli introiti nell’attività di manutenzione e pulizia del sito di Cava Ispica”.




 Il ponte crollato di Baravitalla


La mega discarica abusiva nei pressi del ponte

 Il degrado nell’area parcheggio


 Materassi abbandonati nell’area parcheggio


Le tristi condizioni dei servizi igienici


02 Aprile 2014
http://www.qds.it/15706-cava-ispica-parco-di-erbacce-e-sterpaglie.htm




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VOGLIA DI STATO. PER MEDIARE LE VARIE VERTENZE (FORESTALI COMPRESI), SI REGISTRANO CONTINUAMENTE INTERVENTI DEL PREFETTO




«La centralità di un prefetto»


C'è una sorprendente voglia di Stato e di (sia pur periferica) centralità nel sempre più frequente ricorso di Catania al suo Prefetto (vedi la lettera aperta del 29 marzo firmata da giornalisti, intellettuali e associazioni naturalistiche catanesi che vogliono vivere l'emozione dell'Etna). Questa napoleonica rappresentanza dell'autorità statale sul territorio sta riproponendosi con taglio moderno, indispensabile alla complessità del metabolismo metropolitano. Di volta in volta serve qualcuno che sia in grado di tagliare i nodi delle matasse ingarbugliate o di annodare i fili sciolti dalla incomunicabilità fra le parti nelle vicende civili e sociali. L'organo monocratico della Prefettura si dimostra più efficace ora per surrogare, ora per moderare, ora per mediare, ora per suggerire. Paradossalmente anche per sveltire, in contraddizione con la tradizionale lentezza burocratica dell'amministrazione statale. Si registrano continuamente interventi del prefetto di Catania (vertenze Aligrup, Teatro Bellini, forestali, precari, i senzatetto, una propria emergenza sociale, etc.). La formula nuova e radicalmente diversa dal piglio autoritario che un tempo assumeva l'entrata in campo del braccio provinciale dello Stato. In molti casi è un opera di conciliazione, con la tendenza a porsi come elemento rassicurante nelle vertenze. Si tende a coinvolgere presso i tavoli della discussione anche in realtà non istituzionali, il volontariato e le altre voci della società civile. C'è un potere prefettizio reale, non grande, e c'è una forza informale di esternazione. E' un reticolo di contatti che funzionano. Non ci sono recinti. L'esperienza è interessante nella sua utilità. Catania ha quotidiano bisogno di non perdere energie a causa di attriti in larga misura superabili. Un "comis dello Stato" che abbia fatto attività di vertice conosce uomini, psicologie e meccanismi. A Catania servono attività di concertazione. La città vive una campagna elettorale continua che finisce per essere logorio. La voglia di Stato che si indovina nell'accoglienza positiva agli interventi del prefetto, non più vissuti come ingerenza, segnala anche un desiderio dei cittadini: la vita pubblica alzi il tono al di sopra dei litigi.
Francesco Vitale

01 Aprile 2014






01 aprile 2014

ARCI CACCIA ENNA A FIRMATO UN PROTOCOLLO DI CONCESSIONE D’USO DI AREE DEMANIALI FORESTALI


ARCI CACCIA ENNA A FIRMATO UN PROTOCOLLO DI CONCESSIONE D’USO DI AREE DEMANIALI FORESTALI


PER ATTIVARE  E CREARE ZONE DI RIPOPOLAMENTO E CATTURA  CON  IL DIPARTIMENTO REGIONALE DELLO SVILUPPO RURALE E TERRITORIALE  UFFICIO TERRITORIALE DI ENNA
PREMESSO CHE LA LEGGE REGIONALE  n 33 /1997 E SS.MM II. IN MATERIA DI PROTEZZIONE, TUTTELA, E INCCREMENTO DELLA FAUNA SELVATICA,REGOLAMENTA IL PRELIEVO VENATORIO,LA TUTELA ,LA SALVAGUARDIA E L’INCREMENTO DELLA FAUNA SELVATICA
CONSIDERATO CHE PER MOTIVI DI ORDINE FINANZIARIO  L’ASSESSORATO REGIONALE  ALLE  RISORE  AGRICOLE ED ALIMENTARI E RIUSCITO IN PARTE A PORRE IN ESSERE PROVVEDIMENTI RELATIVI AD UN RAZZIONALE RIPOPOLAMENTO DI SELVAGGINA NEL TERRITORIO SICILIANO DESTINATO ALL’ ATTIVITA VENATORIA .
PRESO ATTO CHE I MODESTI RIPOPOLAMENTI DI FAUNA  STANZIALE DA PARTE DELLE R.F.V DI COMPETENZA  E LA PROGRESSIVA MOLTIPLICAZIONIE  DI PREDATORI SUL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI ENNA (VOLPI,GAZZE CORVOIDI,FAINE ,MARTORE ,ECC.) HANNO PENALIZZATO L’ATTIVITA  VENATORIA PER IL GRANDE  IMPOVERIMENTO  DI SALVAGGINA.
IL COMITATO PROVINCIALE  ARCI CACCIA ENNA  RAPPRESENTATA DAL PRESIDENTE  GRECO LIBORIO DOPO VARIE CONSULTAZIONI CON I PROPRI ASSOCIATI  HANNO DECISO DI RICHIEDERE IN  CONCESSIONE D’USO  CIRCA  600 ETTARI DI DEMANIO FORESTALE  PER 5 ANNI  NEEL SEQUENTI AREE DEMANILALI :

AGRO DI ENNA  ( ATC 2)
1.MONTAGNOLA DI GERACE              ETTARI 26,45
2.MOLA DI GERACELLO                       ETTARI 22,78
3.PIANO TARDO DI GERACE                ETTARI  44,42
4.GINESTRATA DI GERACELLO            ETTARI 5.4
AGRO DI AIDONE (ATC  2)
5.SERRA DI BACCARATO                     ETTARI 47,56
6.MONTAGNOLA                                 ETTARI 35,75
7.PONTURA                                        ETTARI 11,30
AGRO DI NISSORIA  (ATC  1)
8.BAVOSO-BASCIANA                        ETTARI 365,59

PER COMPLESSIVI ATTARI 559,31   AD ATTIVARE E CREARE ZONE DI RIPOPOLAMENYTO E CATTURA DI SELVAGGINA CHE VERRA SUCCESSIVAMENTE CATTURATA ED IMMESSA NEI VARI TERRITORI DELLA PROVINCIA  ,TENENTO CONTO     TENETO CONTO DELLA VICINANZA TERRITORIALE ,SECONDO LE DIRETTIVE DELLA R.F,V COMPETENTE E SECONDO LE NORMATIVE VIGENTI .
E STATA PRESENATA   GIA LA  RICHIESTA  ALLA  RIPARTIZIONE FAUNISTICA VENATORIA DELLA PROVINCA DI ENNA  DI INIZZIARE  L’ITER PER L’ISTITUZZIONNE DI TALI AREE, NELLE ARE GIA MENSIONATE SARA EFFETTUATO UN SERVIZIO ANTI BRACCONAGGIO E MONITORAGGIO  DELLA SELVAGGINA AUTOCTONA (CONIGLIO SELVATICO) PRESIDIANTO CON LE QUARDIE  VENATORIE VOLANTARIE .
L’ ARCI CACCIA  ENNA A PROPOSTO  ALLE ASSOCIAZZIONI VENATORIE  DELLA PROVINCIA DI ENNA  LA COSTITUZZIONE DI UN   COMITATO PROVINCIALE  DELLE   ASSOCIAZZIONI VENATORIE   “CO. PR. A.V. ,CHE SI PROPONE  :
1 . PROMUOVERE E SOSTENERE  TUTTE LE INIZZIATIVE  A TUTELA DELLE’ATTIVITA VENATORIA ED A TUTTE QUELLE FORME PROPEDEUTICHE  AD  ESSA CONNESSE ,ALLE ATTIVITA  ED INTERVENTI CHE SONO FINALIZZATI ALLA SALVAQUARDIA  E GESTIONE DEL TERRITORIO E DELLA FAUNA SELVATICA ,A RAPPRESENTARE I CACCIATORI IN TUTTE LE FORME LEGALI ,DI IMMAGGINE, E DI CONCERTAZZIONE NELLE SEDI OPPORTUNE , E ALLA GESTIONE UNITARIA DELLE AREE DI RIPOPOLAMENTO E CATTURA SU MENZIONATE ,LA NOSTRA ASSOCIAZZIONE SIA A LIVELLO NAZIONALE , REGIONALE , E PROVINCIALE  A SEMPRE SOSTENUTO LIDEA DI COSTITUIRE UN’UNICA ASSOCIAZZIONE  PER MEGLIO GARANTIRE  E SVOLGERE LE INIZZIATIVE DI TUTELA ECC.. PER L’AMBIANTE E I CACCIATORI ,SOTENENDO UNA FORMA DI CACCIA ECO SOSTENIBILE
A GIORNI CI SARA UN INCONTRO  CON LE ASSOCIAZZIONI DELLEA PROVINCIA DI ENNA ,ALCUNE ANNO GIA DATO LA PROPRIA DISPONIBILITA ALLA COSTITUZZIONE.
FINALMENTE ANCHE IN SICILIA  SI PENSA AD UNA SOLUZZIONE CHE POSSA SALVAQUARDARE  IL TERRITORIO E LA FAUNA STANZIALE  AD USO VENATORIO  E VERO CHE NELLA NOSTRA PROVINCIA TANTO E STATO FATTO PER L’AMBIENTE CON LA COSTITUZZIONE DI RISERVE NATURALI ,PARCHI, E ZONE DI INTERESSE  AMBIENTALI  PERO BISOBGNA TENERE ANCHE CONTO  I ALCUNE SPECIE DI FAUNA STANZIALE COME I CONIGLI,MERLA, ECC CHE SONO FACILMENTE ATTACCABILI DAI PREDATORI NATURALI COME  (VOLPI ,GAZZE ,CORVOIDI  ,FAINE E MARTORE QUEST’ULTIME  ANNO FATTO LA LORO  COMPARSA  NEL NOSTRO TERRITORIO  CON LA CONCOMITANZA  ALL ‘ARRIVO DI TIR CARICHI DI TUBI CHE SONO SERVITI PER LA COSTRUZZIONE DELLA GALLERIA IN C/DA JUCULIA  CHE PORTA ACQUA ALLA DIGA OLIVO SARA FORSE UNA COINCIDENZA? MA SICURAMENTE NON SONO PREDATORI AUTOCTONI,ST A DI FATTO CHE NEGLI ULTIMI ANNI SI STA ASSISTENDO AD UNA NOTEVOLE SCOMPARSA DELLA FAUNA SELVATICA STANZIALE  .
E NECESSARIO PROTEGGERE QUESTULTIMA DA QUEI PREDATORI  CHE SONO IN ESUBERO RISPETTO AL TERRITORIO, CON DELLE CATTURE  SELETTIVE PER REGOLARIZZARE  L’ECO SISTEMA  ,E SALVARE  ANCHE  LE TRADIZZIONI POPOLARI ,SAPPIAMO CHE  IN MOLTI PENSANO CHE  I CACCIATORI SIAMO  DELLE PERSONE INSENSIBILI,  CHE NON AMIAMO IL TERRITORIO E LA FAUNA , MA COSI NON E’ PERCHE SE LA CACCIA  E FATTA SEQUENDO  LE REGOLE VIGENTI IN MATERIA  NON SI ARRECA NESSUN DANNO,I CACCIATORI AMANO E PRESIDIANO IL TERRITORIO ,COSA DIVERSA SONO I BRACCONIERI  CHE NOI CONDANNIAMO E COMBIATTIAMO  ,PURTROPPO  CON LE POCHE  RISORSE  ECOMNOMICHE  CHE CI SONO NON VENGONO EFFETTUATI I NECESSARI CONTROLLI DAGLI ORGANI PREPOSTI ,NON CI SONO PIU I QUARDIA CACCIA REGGIONALI,NON CE PIU LA SICILIA SERVIZI (MULTI SERVIZI ) CHE NELLA PROVINCIA DI ENNA A SVOLTO UN ATTIMO LAVORO CONTRASTANDO L’ATTIVITA DI BRACCONAGGIO ,IL NUMERO ESIQUO DELLE QUARDIE FORESTALI REGIONALI CHE TRA L’ALTRO NEL PERIODO  ESTIVO QUANDO  SAREBBE  NECESSARIO INTENSIFICARE I CONTROLLI DEL TERRRITORIO  SONO IMPEGNATI NELL ‘ATTIVITA  ANTI INCENDIO  ATTIVITA IMPORTANTISSIMA  A  SALVAQUARDIA  DEL TERRITORIO ,LA RIDUZZIONE  DEI FINANZIAMENTI ALLE FORZE DELL ORDINE  IN  ORDINE ALLE UNITA LAVORATIVE E  DI SPESE PER LA VIGILANZA DEL TERRITORIO,TUTTO QUESTO INCORAGGIA CHI SI NASCONDE  SOTTO  IL NOME DI CACCIATORE  E SI ORGANIZZA  PER FARE  RAZZIE NEL TERRITORIO,CON LA CACCIA DI FRODO USANDO IL  FURETTO,LACCIUOLI,  E IL BRACCONAGGIO  NOTTURNO  ,  TIPI DI CACCIA CHE NON DANNO NESSUNA SCHAN S AL CONIGLIO DI SALVARSI,NOI VOGLIAMO RIVOLGERE UN ACCORATO APPELLO ATUTTI I CACCIATORI  ONESTI : CONTROLLIAMO IL TERRITORIO, SE VEDETE  PERSONE  CHE PRATICANO LA CACCIA CON MEZZI  E IN ORAI NON CONSETITI DELLA LEGGE  CHIAMATE SUBITO LE FORZE DELL ORDINE ,I FORESTALI E QUANTI SONO PREPOSTI  ALL CONTROLO  VENATORIO,NON VOLTATEVI DALL ALTRA PARTE FACENDO FINTA DI NIENTE PERCHE LORO STANNO DANNEGGIANDO VOI STESSI, DOBBIAMO CAPIRE CHE LA COSA COMUNE E DIT TUTTI ,ANCHE TUA E QUINDI DEVI ESSERE TU IL PRIMO A CUSTODIRTELA  E FARNE BUON USO .

01 Aprile 2014
 





FORESTALI, MUSUMECI: IL GOVERNO CROCETTA SI ATTIVI SUBITO


FORESTALI, MUSUMECI: IL GOVERNO CROCETTA SI ATTIVI SUBITO


Catania – “Il governo regionale esca dall’equivoco e provveda ad attivare le procedure per i lavoratori forestali. Le eventuali responsabilità dell’Azienda demaniale non possono costituire un alibi. E’ il governo che deve garantire il rispetto dei tempi. Se si dovesse arrivare impreparati o in ritardo alla stagione degli incendi boschivi per condotte omissive, sapremo chi chiamare in causa.” Lo dichiarano i deputati regionali Nello Musumeci, che è anche presidente della Commissione Antimafia dell’Ars, e Gino Ioppolo,  a proposito delle recenti polemiche e degli scambi di accuse fra l’assessorato regionale all’Agricoltura e l’Azienda demaniale delle foreste sulla mancanza di risorse finanziarie che impedirebbero l’avviamento dei lavoratori forestali. Musumeci e Ioppolo hanno presentato una interpellanza urgente all’assessore Dario Caltabellotta “per conoscere la reale volontà del governo Crocetta e porre fine ad un inutile scaricabarile giocato sulla pelle di migliaia di lavoratori e sul destino di gran parte del patrimonio boschivo dell’Isola.”

01 Aprile 2014
Nello_Musumeci_sicilia








FORESTALI IN STAND-BY. MUSUMECI E IOPPOLO SOLLECITANO CROCETTA: NON LASCIARE SUL LASTRICO MIGLIAIA DI LAVORATORI





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NELLE MADONIE, GLI UOMINI DEL SOCCORSO MONTANO DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIA, DISTACCAMENTO POLIZZI GENEROSA, HANNO SALVATO UN DAINO RIMASTO IMPIGLIATO NELLA RECINZIONE


Salvato un daino nel parco delle Madonie



Gli uomini del soccorso montano del Corpo Forestale della Regione siciliana, distaccamento di Polizzi Generosa, durante un normale pattugliamento nel Parco delle Madonie, esattamente in contrada “Quacella” (agro di Polizzi Generosa), hanno notato un daino rimasto impigliato nella recinzione. Gli ispettori Giuseppe Li Sacchi e Salvatore Cascio, in servizio in quella zona hanno subito liberato l’esemplare che è tornato a scorazzare nel Parco (servizio a cura di Mario Li Puma).


 


 

01 Aprile 2014
 http://www.gds.it/gds/multimedia/cronaca/gdsid/333496/






LA SICILIA AFFONDA, LA POLITICA SI LACERA SUL RIMPASTO, SI INCARTA E BLOCCA TUTTO PER GLI INCARICHI E NOMINE. TROPPE PRESSIONI AFFARISTICHE ED ELETTORALI





“LA SICILIA AFFONDA, LA POLITICA SI LACERA SUL RIMPASTO”
Bernava su Twitter richiama governo e partiti ai temi della crisi e del lavoro. L’economia e la società non crescono. Servono “una svolta vera e assessori consapevoli e competenti”. Crocetta fermi o dia un senso a questa giostra

Notizie
“La Sicilia affonda ma la politica si lacera sul rimpasto”. Il segretario della Cisl Sicilia Maurizio Bernava lancia su Twitter un richiamo all’urgenza dei temi della crisi e del lavoro, alla classe politica e al governo dell’Isola. Mentre l’economia e la società siciliane non crescono ma retrocedono, le aziende chiudono, i salari ristagnano e la povertà nella regione aumenta. E mentre anche per questo il rischio default incombe sui conti della Regione, governo e partiti si affannano per la gestione del potere. Piuttosto, cinguetta Bernava sul social network, “lavorino su crisi, lavoro, economia”. Serve una svolta vera, dice. E servono semmai “assessori consapevoli e competenti” per i dipartimenti-chiave in fatto di politiche per lo sviluppo, del Bilancio, del Lavoro, dell’Energia. Perché la Sicilia non faccia la fine della Grecia d’Italia, avverte il segretario. Che precisa: svolta vera significa “darsi una strategia e priorità sull’emergenza economica e sociale”.
Per il segretario, il governatore Crocetta è all’ultima chiamata. “Fermi o dia un senso – scrive quindi in una nota – alla giostra del rimpasto. È una vergogna, un indecente spettacolo della politica che mina la già debole credibilità della Sicilia di fronte al paese e al mondo. Al colmo di una crisi senza precedenti e ancora senza prospettive, risse politiche interne ai partiti sarebbero comprensibili – puntualizza Bernava - solo se ruotassero intorno a soluzioni e idee su come affrontare strategicamente l’emergenza”. Invece, assistiamo a una arretratezza della politica che si incarta e blocca tutto sul classico stile da manuale Cencelli (per incarichi e nomine) e su “troppe pressioni affaristiche ed elettorali”, come appunta su Twitter. Pertanto, aggiunge il segretario Cisl all’indirizzo di Crocetta: “Il presidente non perda l'occasione residua di imprimere una vera discontinuità con il passato recente e remoto della peggiore storia della Sicilia”. (ug)

31 Marzo 2014
http://www.cislsicilia.it/Notizie/2014/03/31/43164/LA-SICILIA-AFFONDA-LA-POLITICA-SI-LACERA-SUL-RIMPASTO 





 

MENOMALE CHE CI SIETE ANCHE VOI!



Ricevo e volentieri pubblico




Menomale che ci sei


Ciao Michele, scusami se le mie congratulazioni per il milionesimo visitatore del blog ti arrivano un po’ in ritardo, ma il tempo per potermi sedere e scrivere in questi giorni per me è stato tiranno. I forestali  siamo più o meno quelle unità descritti dai giornali, ma purtroppo solo una piccola percentuale si adopera attivamente per cercare di migliorare la situazione  del comparto. Tra questi ci sei tu, che con il tuo “hobby” riesci a tenere informati tutti di tutto, ma soprattutto dai a chi lo vuole, l’opportunità di esternare le proprie convinzioni e conoscenze dei fatti inerenti le annose problematiche forestali. Congratulazioni anche per la tua imparzialità nel divulgare le notizie, e per l’equilibrio e la prontezza che dimostri nei tuoi commenti. Saluti cari Michele, con l’augurio che la passione per quello che fai non ti passi mai (è importante il tuo apporto), e che impieghi molto meno tempo per raddoppiare i visitatori.

CON AFFETTO

GIUSEPPE CANDELA





Notizia correlata


Grazie Giuseppe.
Menomale che ci siete anche Voi.





ABBANDONATI DAL GOVERNO. SECONDO L'ASSESSORE CARTABELLOTTA, 26MILA FORESTALI SONO TROPPI, ALTRO CHE STABILIZZAZIONE. GUARDA IL VIDEO







Sempre più soli!

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-90b7936e-8db9-436d-9136-290b52c9ace6.html#p=0
Sposta il cursore al minuto 55:50, 
all'interno un ampio spazio riservato
ai forestali, esattamente al minuto 58:10






Abbandonati dal Governo!

Secondo l'Assessore Cartabellotta 26mila forestali sono troppi, altro che stabilizzazione...



Carissimo Assessore, vi dovete sforzare un pò di più per noi, ci sono tante soluzioni per i forestali. Purtroppo non volete per nessun motivo trovare la giusta via. Noi vi ricordiamo che siete al Governo per risolvere gli errori fatti dai governi precedenti, Le ricordo che anche il Suo partito, l'Udc dell'ex Cuffaro, è stato un serbatoio clientelare. Non se lo dimentichi!











31 marzo 2014

RAGUSA. I LAVORATORI FORESTALI E DELL'ARAS NON SONO PAGATI


La vertenza

Forestali e Aras
«I lavoratori non sono pagati»

Foto lasicilia.it

Quattro mesi di arretrati



Antonio La Monica
Cgil, Cisl e Uil invocano l'intervento del prefetto si Ragusa, Annunziato Vardé, sulla vicenda legata ai lavoratori della in provincia di Ragusa impegnati alla Forestale e all'Aras, l'associazione allevatori. Entrambe le realtà, infatti, vantano debiti nei confronti dei propri dipendenti pari a 4 mensilità, con l'aggiunta di otto mesi di ritardo per il rimborso spese sostenute dai lavoratori. E se il presente non appare felice, lo sono ancor meno le prospettive future, con particolare riferimento alle Ipotesi di integrazione con l'Istituto Zootecnico e taglio e insufficienza di risorse per l'Aras.
"In provincia di Ragusa - spiegano i sindacati - dove l'Associazione allevatori rappresenta una realtà di notevole rilievo e supporto per le diffuse aziende zootecniche, e dove la zootecnia è un cuore pulsante della attività agricola dell'altopiano, questa condizione rischia di determinare anche conseguenze negative sul complesso della agricoltura e dell'economia provinciale. Le organizzazioni sindacali di categoria denunciano lo stato di grave ritardo nei pagamenti dei lavoratori forestali della provincia di Ragusa. Siamo, infatti, ad oltre tre mesi di ritardo e in tante famiglie, specie monoreddito, questa condizione determina inevitabili disagi e sofferenze".
In questo panorama non certo positivo, gioca un ruolo determinante l'incertezza che pare gravare in sede regionale. "Le vicende legate alla Legge Finanziaria regionale per il 2014 - proseguono i rappresentanti dei lavoratori - con l'impugnativa del commissario dello Stato, la successiva Finanziaria "Bis", ora le dimissioni dell'assessore al Bilancio Bianchi e la condizione pesante di travaglio all'interno del governo hanno accentuato la situazione di incertezza sulla disponibilità delle risorse e in concreto sul pagamento degli stipendi. Anche le nuove procedure che dovevano garantire trasparenza e hanno invece finito col bloccare il procedimento di liquidazione delle spettanze". In provincia, grazie alla progettazione da parte della Azienda foreste demaniali di Ragusa con i fondi comunitari del Psr, è stato avviato un numero consistente di lavoratori nei cantieri. "Ora - segnalano i sindacati - ci si trova nella situazione paradossale di mancati pagamenti e di ritardi anche verso i fornitori col serio rischio di sospendere anche i lavori in corso. Nonostante le ripetute sollecitazioni ad oggi, non solo non ci sono stati pagamenti, ma permane una grave incertezza sui tempi".

30 Marzo 2014




Guarda il video

http://www.e20sicilia.tv/portale_web/lib/portale.aspx?video=22560





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SUSANNA CAMUSSO: RABBIA PER LAVORO CHE NON C'E', O E' PRECARIO O SOTTOPAGATO



In un'intervista a Sky Tg24 Susanna Camusso: c'è ancora più bisogno di sindacato


 
“La gente ha due emergenze unite da un sentimento: la rabbia. Rabbia per lavoro che non c'è, o è precario o sottopagato, rabbia per non potere andare in pensione, anche se ha lavorato a lungo. Elemento che viene visto inoltre come causa del mancato ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”. In una intervista di Emilio Carelli per SkyTg24, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha parlato dei problemi del lavoro e del ruolo del sindacato in un Paese dove cresce appunto la rabbia delle persone per il lavoro che non c'è e per le incertezze sulle pensioni. “Dopo 6 anni di crisi c'è ancora più bisogno di sindacato – ha spiegato la leader della Cgil – ci vogliono contratti e tutele, si devono dare risposte ai lavoratori”. Si tratta anche di inquadrare bene il problema del sindacato che viene descritto continuamente dai media come un soggetto in declino. 

Nella intervista a Sky Tg24, Camusso ha voluto ricordare che la sindacalizzazione è in aumento, non in declino, ma ha anche precisato che c'è una parte del mondo del lavoro che ancora non viene intercettata dal sindacato. E sarà proprio questo il compito primario che si dovrà dare la Cgil, che comunque non ha nessuna intenzione di diventare un partito. Quello che serve è il sindacato. E la Cgil è pronta a rilanciare la sua presenza sia nei luoghi di lavoro e nei territori (con la contrattazione sociale) sia a livello dei rapporti con la politica. Da questo punto di vista le cose sono molto chiare. Il disconoscimento del ruolo della concertazione e delle rappresentanze sociali da parte del governo Renzi (che sarà giudicato di volta in volta sui provvedimenti e non a prescindere) è una oggettiva limitazione della partecipazione democratica. “Il governo Monti aveva fatto la medesima scelta – ha ricordato Susanna Camusso - e i risultati si vedono con leggi che oggi mostrano tutti i loro limiti e problemi. E' sempre sbagliato non avvalersi esperienza altrui. In ogni caso il governo dovrà essere misurato sulle scelte concrete sul lavoro, visto che finora rimaniamo agli annunci. Per ora, per esempio, gli 80 euro promessi per le buste paga sono solo un annuncio. E non sarà con altra precarietà che si risolveranno i problemi. Tre anni di prova e 8 tra disdette e proroghe non sono regole che valorizzano il lavoro e l'investimento sulle competenze. Per Susanna Camusso, al contrario, “il Paese ha bisogno di investire in competenze e specializzazioni, non in precarietà. Così come è sbagliato l'intervento sulla parte formativa dell'apprendistato: deve essere formazione, non manodopera a basso costo. Per creare occupazione occorre fare investimenti pubblici mirati con scelte sui settori di sviluppo e di potenziale economia, sulle vocazioni. Non distribuire soldi in lavoretti senza sviluppo. Si scelgano i settori partendo dalle vocazioni del Paese e si investa. Come nel settore della cura e conservazione dei beni culturali che producono turismo ma anche ricerca tecnologica e know how. Occorre tornare attraverso il contratto nazionale alla universalità dei diritti e alla dignità del lavoro. Nella intervista a Sky Tg 24 si è parlato anche di riforma della pubblica amministrazione (la proposta Madia di prepensionamento è la dimostrazione concreta del disastro creato dalla legge sulle pensioni Fornero/Monti) e di spending review. La Cgil ribadisce il suo sì al al risparmio, alla razionalizzazione soprattutto nell'acquisto dei beni, alla razionalizzazione del sistema di pagamento dei mangar, ma anche il suo netto no ai tagli lineari e alla riduzione dei servizi. Le conseguenze sulla scuola e sull'abbandono scolastico dei tagli degli scorsi anno sono evidenti a tutti, a partire dalle famiglie.
 31 Marzo 2014
http://www.cgilmessina.it/FullNewsBox.aspx?news=2931


Egregia Segretaria, però la maggior parte dei Segretari sono transitati nei partiti, dimenticando tutto. Gli ultimi due sono stati Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani, quest'ultimo è stato anche Segretario di Partito, ha governato con Monti, con Letta e in questo preciso momento con Renzi, non abbiamo visto nessun cambiamento, anzi abbiamo avuto come regalo un bel patto di stabilità. In Sicilia invece il partito degli ex Segretari Nazionali della Cgil, taglia giornate di lavoro ai forestali.