Regione, Bilancio 2013 in alto mare
Saltano i nuovi ticket sulla sanità
C'è da colmare un buco di 2,8 mld, ma non si è ancora stabilito dove tagliare
L'assessore al bilancio Luca Bianchi
Lillo Miceli
Palermo. E' ancora tutto da scrivere il Bilancio 2013
della Regione. Perché, più o meno, si conosce l'entità del «buco» da
colmare, circa 2,8 miliardi di euro, ma non è stato ancora stabilito
dove tagliare, considerato che vi sono alcune «spese incompribili», come
ha sottolineato l'assessore all'Economia, Luca Bianchi, nel corso
dell'audizione davanti alla commissione Bilancio dell'Ars, presieduta da
Nino Dina.
La situazione è piuttosto complicata. Oltre, il miliardo
di euro impegnato nel 2012, senza la dovuta copertura finanziaria,
bisogna fare i conti con i circa 900 milioni di minori trasferimenti
dello Stato decisi dal governo Monti, mentre ad 800 milioni ammonterebbe
la spesa per il 2013.
Il presidente della Regione, Rosario Crocetta,
e l'assessore Luca Bianchi sono contrari ai cosiddetti tagli lineari e
per questo motivo è stata adottata dalla giunta una delibera inviata ai
dirigenti generali, chiedendo di giustificare ogni singola spesa che
chiedono di finanziare. Ma finora nessuno ha dato risposta. «C'è un
ritardo - ha ammesso Bianchi - il presidente Crocetta ha sollecitato i
dirigenti generali affinché si assumano le loro responsabilità. Non si
parli solo della riduzione degli stipendi.
E' il tempo della
responsabilità, anche perché le risorse sono sempre più contenute.
Vogliamo fare i necessari tagli, ma senza incidere sulla qualità dei
servizi».
Un proposito lodevole che, però, richiede la collaborazione
sia della burocrazia e sia degli assessori e della stessa Assemblea
regionale. «Necessariamente - ha aggiunto Bianchi - sarà un bilancio
all'osso e blindato, con la copertura dei capitoli obbligatori e non
comprimibili». La copertura, circa 800 milioni di euro, per i precari
degli enti locali, i forestali e i
trattoristi dell'Esa, saranno reperiti con la manovra prevista nel
disegno di legge di stabilità, così come l'aumento del fondo destinato
alle Autonomie locali dotato attualmente di circa 300 milioni di euro.
Bisogna
anche fare i conti con le minori entrate tributarie, a causa della
crisi si sono ridotti i consumi e molti lavoratori hanno perso
l'impiego.
«Il governo - ha continuato Bianchi - sta adottando un
nuovo metodo, a "budget zero". Può sembrare una mera tecnica di
bilancio, ma si tratta di un meccanismo che può consentire un vero e
proprio contenimento della spesa. Tocca ai dirigenti giustificare la
spesa. Non è più la politica che compie le scelte rivelatesi spesso
sbagliate nel passato. E sia chiaro che il governo non accetterà
emendamenti se varieranno la spesa. I saldi devono rimanere invariati».
In ogni caso, è garantito il cofinanziamento dei fondi europei, gli unici disponibili per gli investimenti.
L'assessore
Bianchi ha svelato che c'è in corso un serrato confronto con il
ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca, il quale ha assunto
l'impegno di non calcolare questi investimenti nel Patto di stabilità.
«Tutti
i rappresentanti delle regioni meridionali - ha detto Bianchi - abbiamo
detto al ministro che non parteciperemo più alla Conferenza
Stato-Regioni se non sarà applicato questo criterio».
Per quanto
riguarda il miliardo di deficit del 2012, gli uffici dell'assessorato
all'Economia stanno verificando quante delle somme impegnate siano state
effettivamente spese o che abbiano già fatto scattare obbligazioni
giuridiche. il «buco» potrebbe avere dimensioni più modeste ed avrebbe
dovuto essere il vecchio governo ad attuare le opportune manovre di
bilancio. In teoria, il deficit del 2012 potrebbe essere ignorato
durante la redazione del Bilancio 2013 ed effettuare le «variazioni» a
luglio. Invece, è stato scelto di spalmare il deficit su diverse
annualità, anche per avere credibilità a Roma.
Il vice capogruppo del
Pdl, Marco Falcone, ha chiesto che «enti locali e precariato storico
siano la priorità della Finanziaria». Pippo Gianni (CD), si schiera con
Crocetta: «La Sicilia rischia il tracollo finanziario a causa della
politica di Lombardo. Serve una vera spending review».
Intanto la
commissione Sanità dell'Ars ha bocciato all'unanimità il ticket sui
ricoveri ospedalieri e l'aumento di un euro su quello delle ricette
mediche. «In commissione Sanità - ha dichiarato Salvatore Cascio (Cp)
che ha presentato l'emendamento - abbiamo bocciato una stortura sui
ticket sanitari proposta dal governo di Rosario Crocetta. In pratica il
governo voleva introdurre il pagamento di un euro in aggiunta al ticket
già previsto per le prescrizioni mediche e introdurre altri due distinti
ticket per la degenza ospedaliera, fissati in 10 euro al giorno per i
redditi fino a 50 mila euro, e in 25 euro al giorno per i redditi
superiori ai 50 mila euro. Ho potuto contrastare tali previsioni - ha
aggiunto - trovando la convergenza unanime dei deputati della VI
commissione. Inoltre, con un ulteriore emendamento, abbiamo ripristinato
fondi per 3 milioni di euro destinati alle borse di studio degli
specializzandi di medicina. Tale intervento, utile per il sostegno ai
giovani medici, era stato soppresso con un colpo di penna dal presidente
Crocetta». Non è stato invece approvato l'emendamento sui «comandati
della sanità» che costano annualmente circa 2,8 milioni di euro.
«Prendo
atto che la commissione Sanità - ha commentato l'assessore Bianchi - ha
bocciato i ticket previsti nel disegno di legge di stabilità, ma non mi
preoccupo, l'operazione valeva 10 milioni di euro. Troveremo altre
soluzioni».
15 Marzo 2013