16 marzo 2013

CERCASI RIFIUTI VEGETALI PER CENTRALE BIOMASSA



Richiesta convenzione

Cercansi rifiuti vegetali per centrale a biomassa
Vertice in Municipio

L'impianto, che non ha ancora ricevuto le autorizzazioni, dovrebbe sorgere a Porto Empedocle



L'assessore comunale all'Agricoltura, Silvio Caracappa, ha indetto una riunione per verificare se nel territorio comunale esiste la possibilità di reperire materia prima per il funzionamento di una centrale a biomassa. Il tema ha creato qualche perplessità, si pensava ai primi passaggi per la realizzazione di una struttura per la produzione di energia elettrica con possibili ripercussioni negative per l'ambiente.
Si tratta, invece, della richiesta di un tecnico che sta effettuando un'indagine conoscitiva per una centrale che dovrebbe sorgere tra Agrigento e Porto Empedocle, e che utilizzerebbe rifiuti vegetali prodotti nel territorio circostante. L'incontro è programmato per lunedì prossimo 18 marzo: si tratta di un approfondimento al quale sono stati invitati il sindaco, gli assessori e tutti i consiglieri comunali.
Un tecnico è stato incaricato da sconosciuti finanziatori di un progetto che è ancora nella fase embrionale, di chiedere a tutti i Comuni della provincia se hanno materia prima necessaria per assicurare il funzionamento a regime della centrale per un periodo di 20 anni, con biomassa proveniente dalla filiera corta che comprende il territorio racchiuso nel raggio di 70 chilometri dal punto di installazione della centrale. Hanno già dato la loro disponibilità a stipulare convenzione con la società che gestirà la costruenda centrale a biomasse, i Comuni di Agrigento, Porto Empedocle, Aragona, Castrofilippo, Palma di Montechiaro e Canicattì.
L'assessore Caracappa sostiene che la proposta è interessante, considerato che il territorio saccense presenta un numero considerevole di piantagione di alberi e che spesso tale tipo di rifiuto non viene smaltito in tempi rapidi. Una notevole fornitura di biomassa, si legge nella richiesta pervenuta in Comune, è rappresentata dalle piantagioni di alberi di eucalipto e altre specie presente nelle strade statali.
«Non è materiale nocivo - afferma l'ingegnere Gerlando Pisano - si tratta di biomassa inutile che oggi viene portata in discarica. Ci occuperemmo noi a nostre spese - aggiunge - delle piantagioni, allo scopo di ricavarne materiale da combustione con utilizzo sia del fusto che della ramaglia. In caso di favorevole accoglimento della richiesta, le modalità operative saranno concordate a mezzo di un disciplinare con il Comune e con le autorità forestali competenti».
La centrale a biomasse, che sorgerà quindi vicino a Porto Empedocle, deve comunque avere ancora le autorizzazioni previste dalle leggi in vigore. Ma il tema, essendo piuttosto delicato, anche se riguardante la sola disponibilità di legname, richiederà un confronto con la presenza di tutte le forze politiche locali.
Giuseppe Recca

15 Marzo 2013



Siamo pronti a produrli.

L'iniziativa potrebbe essere un occasione importante per i lavoratori forestali, al fine di raggiungere la stabilizzazione. In linea con gli indirizzi programmatici elaborati in ambito comunitario e nazionale, il legno è considerato una delle più promettenti fonti di energia, nel medio e lungo periodo. I benefici legati all'impiego del legno nel settore energetico sono sia di tipo ecologico-ambientale che economico. Una di queste iniziative è stata avviata in Sicilia, da parte dell'Azienda Foreste Demaniali della Regioine Siciliana che, nel marzo del 2000, con un bando di gara, ha posto in vendita degli eucalitteti demaniali per ricavare biomassa ad uso energetico. La prima centrale siciliana che si inserisce nell'ambito del quadro di sviluppo europeo per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabil nel quale è impegnata la Regione, si trova ad Enna ed utilizzerà legno di eucalipto.
Ritornando al discorso della stabilizzazione del comparto agro-forestale, la soluzione possa avvenire con il trasferimento di tutti i fondi disponibili, con cadenza annuale, trasformando tale risorse da improduttive a produttive.







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