03 settembre 2012

MISURE TEMPESTIVE CONTRO LA RECESSIONE


«Misure tempestive
contro la recessione»
«Vorrei avviare un confronto sui provvedimenti, necessari e possibili, di contrasto alla recessione che, ormai da tempo, colpisce la Sicilia abbattendosi, con maggiore virulenza sulla provincia etnea, la quale, a lungo andare, mostra i segni evidenti della deindustrializzazione


«Misure tempestive contro la recessione»
«Vorrei avviare un confronto sui provvedimenti, necessari e possibili, di contrasto alla recessione che, ormai da tempo, colpisce la Sicilia abbattendosi, con maggiore virulenza sulla provincia etnea, la quale, a lungo andare, mostra i segni evidenti della deindustrializzazione. Serve un dibattito franco che abbia a protagonisti le istituzioni, i politici, almeno quelli sensibili alle sorti dell'Isola, insieme con i sindacalisti, gli imprenditori, i commercianti e gli artigiani per individuare e perseguire, in ordine di priorità, con l'indicazione dei tempi di inizio e fine di ciascun intervento, opere e provvedimenti da realizzarsi, comunque entro la primavera del prossimo anno, in grado di imprimere ai fattori della produzione un'inversione di tendenza. Non si puo' correre il rischio che la lunga stagione elettorale allunghi i tempi di uscita dalla recessione, rendendola irreversibile.
«Catania, per le sue caratteristiche geo-vocazionali, è, a torto o a ragione, l'unica città siciliana che ha da difendere un apparato industriale, in quanto annovera molti siti di produzione, ha quasi 30mila imprese artigiane, un polo dei trasporti tra i più significativi sul territorio italiano, il quinto mercato ortofrutticolo nazionale, il terzo aeroporto italiano; oltre a una Università che ha prodotto eccellenze. Queste ed altre ragioni ci inducono a proporre alle istituzioni locali tempestività di decisioni e di interventi in sostituzione delle parole, delle tergiversazioni, a cui ci ha abituato la politica in questi ultimi anni.
Wind Jet, Amt, Formazione, forestali, soltanto per citare alcune delle vertenze più calde, non possono attendere neanche un giorno, figuriamoci il 28 ottobre! Senza considerare che l'altra tornata elettorale sarà in aprile: otto mesi di propaganda, otto mesi di indifferenza dei partiti produrranno inevitabilmente il tracollo dell'economia. Bisogna rassicurare i cittadini, i giovani soprattutto, che Catania e la Sicilia si risolleveranno, che lavorare nella propria terra sarà possibile, che le intraprese, gli investimenti, i capitali impiegati non saranno osteggiati, dimenticati, ostacolati dall'azione della pubblica amministrazione e da concorrenze predatorie. Al contrario, invece, l'assistenza delle istituzioni locali alle imprese dovrà essere scandita da una partecipazione simbolica al capitale azionario, che mostri l'intangibilità del patrimonio territoriale. Per riavviare il ciclo economico sarà necessaria la spinta iniziale e, successivamente, inerziale della spesa pubblica, tale per cui Regione ed enti locali giocheranno un ruolo nevralgico. Il Comune continui nel programma delle opere pubbliche, attingendo a tutti i finanziamenti possibili. Il sindaco Stancanelli, che ha mostrato coraggio e capacità amministrativa, avendo già individuato la task-force per l'emergenza, prosegua nel compito di rintracciare tutte le risorse possibili, europee, nazionali, regionali per avviare un programma di interventi sulle infrastrutture, il consolidamento delle scuole e degli edifici pubblici, la costruzione delle vie di fuga, il completamento del canale di gronda. I privati accettino, di intervenire per corso Martiri, di partecipare per le loro quote al Piano urbanistico attuativo, mentre gli aggiudicatari dovranno realizzare i parcheggi cittadini. La stessa Provincia ha compiti e coperture finanziarie da impiegare nel comparto agricolo, ma anche per costruire un sistema premiale nel settore del trasporto merci conto terzi che induca i tantissimi "padroncini" a consorziarsi, partecipando così al completamento dell'Interporto. Al Presidente della Regione, a chi c'è e a chi ci sarà, chiediamo invece interventi straordinari di programmazione economica per il contrasto alla recessione nell'area metropolitana catanese, che necessita di completamenti infrastrutturali, insieme alla rete di servizi alle imprese da realizzare nelle zone commerciali e industriali di Catania; infine la posa in opera e l'installazione delle fibre ottiche a banda larga, che potenzierebbe commerci, affari e commesse.
E' tempo di agire, qui ma anche sul piano nazionale, rassicurando gli interlocutori che la Sicilia si manterrà con le proprie risorse e che le istituzioni locali non consentiranno, con il fondamentale consenso dei siciliani, che il patrimonio, costituito dalle imprese e dai giovani, venga predato, come in casi recenti, con mezzi subdoli, come l'aggiotaggio o con il reclutamento delle intelligenze e professionalità di eccellenza. Mettiamo a frutto le nostre risorse, valorizziamole, così usciremo dalla crisi».
Angelo Mattone
segretario generale Uil Catania

02 Settembre 2012
 
 
 

02 settembre 2012

ASSESSORE VECCHIO, AI FORESTALI HO DETTO NON VOGLIONO ASSUMERVI

Ai Forestali ho detto:
attenti, non vogliono assumervi

 

Nuova puntata del diario di Andrea Vecchio. L'assessore racconta di un incontro con i tanto discussi dipendenti regionali: "Alla politica conviene tenerli precari. Li ho invitati a organizzarsi, a mettersi in proprio".




Sabato mattina, in seguito all’invito ricevuto tramite un assessore del comune, mi sono recato a Nicolosi per incontrare un gruppo di operai forestali che desideravano manifestare il loro disagio, il loro disappunto per le condizioni nelle quali sono costretti a vivere e a lavorare, per le condizioni di disagio manifestate dalle loro famiglie.
L’impatto è stato freddo, di diffidenza verso questo marziano che tanto aveva criticato la loro condizione. Che non aveva condiviso il loro avviamento al lavoro per questa stagione. Che aveva osato sostenere che, forse, molti di loro per garantirsi la continuità, la conservazione dell’occupazione erano quelli che gli incendi li appiccavano.

Cosa mai avrebbe detto questo tizio che vedevano come il loro primo nemico? Dopo gli interventi, pacati e ragionati di alcuni di loro è intervenuto il comandante del nucleo operativo provinciale del Corpo Forestale, sig. Luca Ferito, che con chiarezza e responsabilità ha spiegato ancora meglio le loro ragioni, ha tentato di giustificare alcune loro lagnanze ed alla mia recriminazione sull’origine degli incendi, smentendo la statistica che io conoscevo, 86% di incendi dolosi e il resto incidentali, ha affermato, con l’assenso di tutti i presenti: “ le posso dire che noi siamo certi che gli incendi, per il 98% sono dolosi, sono causati dalla mano dell’uomo, il 2% sono di origine colposa”.

Ho spiegato che io non ero andato a trovarli perché siamo in campagna elettorale. Io non faccio politica, non sono candidato né sono candidabile. Che stiano però attenti alle sirene della politica, di certa politica che li ha tenuti per oltre venti anni nelle condizioni di precariato nella quale si trovano.

Non solo loro ma tutti gli altri precari, che in questa regione sono un esercito tra forestali, precari comunali, Pip, multiservizi vari e tante altre sigle. Non se ne conoscono i numeri reali, ma alcune statistiche riferiscono che sono oltre centomila.

La politica è da sempre a conoscenza del fatto, consapevole che mai e poi mai potrebbero essere tutti stabilizzati. Se ne potrebbero, al massimo, stabilizzare un paio di migliaia lasciando tutti gli altri a casa, privi di speranza.

Così facendo tenendo sulla corda l’enorme esercito di precari, alimentando la speranza di una futura sistemazione tengono sotto ricatto un popolo che vota, e chi vota, nella speranza di un futuro migliore con la stabilizzazione. La politica, i suoi faccendieri sanno bene come, strumentalmente, orientare il voto.

Se stabilizzassero la piccola parte per la quale potrebbe esistere una possibilità, frusterebbero le aspettative, le speranze, della restante grande parte di essi, di molti di voi. Voi perdereste la speranza della stabilizzazione, loro, le sirene della politica, la certezza del vostro voto.

Vi invito a non sperare più nella stabilizzazione, a muovervi, a darvi da fare. Cercare proposte e opportunità di sfruttare al meglio la enorme ricchezza che la Sicilia possiede: i boschi.
Se le mie informazioni sono esatte, e quanto ci conferma il comandante Ferlito, in Sicilia ci sono oltre cinquecentomila ettari di boschi. In Sicilia ci sono, secondo alcuni 29.000 secondo altri 19.000 precari forestali.
Fatevi avanti, rendetevi promotori della vostra vita, afferrate voi il vostro destino lavorativo. Proponete voi, non aspettate altri che lo facciano per voi, un progetto razionale di sfruttamento di questa immensa ricchezza.
Riunitevi in cooperative di 18 o 20 o più elementi, con una seria intenzione di lavoro, chiedete di parcellizzare i boschi assegnandone un lotto ad ogni cooperativa e proponete progetti di sfruttamento serio. Si può usare la strumento e lo sviluppo del turismo con le escursioni, le visite guidate, le zone di sosta e campeggio.

Si possono sfruttare le risorse naturali del bosco pulendo il sottobosco, raccogliendo la legna secca, il periodico taglio e sfoltimento degli alberi, realizzando biomasse da bruciare in piccole centrali per la produzione di energia elettrica.

Pulite i sottoboschi per favorire la nascita e la crescita di funghi, occupandovi della raccolta e della commercializzazione. Datevi da fare perché la possibilità di stabilizzarvi non esiste, mancano le risorse.

L’Europa ci chiede di razionalizzare, ridurre, normalizzare la nostra amministrazione, siamo costretti a farlo. Coraggio, rimboccatevi le maniche e abituatevi a non cercare suffragi, abituatevi a dire anche…. NO!

Mi avevano accolto con diffidenza. Mi hanno salutato con un lungo, caloroso applauso, che mi ha molto imbarazzato.

02 settembre 2012
 
 
 
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Assessore prendiamo atto da queste dichiarazioni un po più soft nei nostri confronti,  ha pienamente ragione quando dice che non ci volete assumere. Ma non dimentichiamo che lei è stato quello che ci voleva mandare a casa e i soldi al posto di darli ai forestali li voleva dare anche a quei suoi colleghi che assumono lavoratori in nero, noi per lei siamo quelli che appicchiamo gli incendi e lavorano poco, ma si è reso conto di quello che ci ha detto? Ma lo sà che poteva essere denunciato da quelle persone che si sono sentite parte lesa? Io per primo. Voleva o ha fatto partire l'indagine sul doppio lavoro, ha parlato di possibile truffa dei forestali.
Parole pesanti caro Assessore, ha infangato i lavoratori precari  più deboli , bistrattati e più anziani  della Regione Sicilia. E adesso che fa? Se ne pentito. Meglio tardi che mai, ma non possiamo dimenticare quelle accuse gratuite e diffamatorie.
Si riposi un pò, perchè forse è stanco.
 


AGITAZIONE DEI LAVORATORI FORESTALI

 

Forestali, stop al digiuno  martedì sit-in n Prefettura

Stop allo sciopero della fame. I forestali delle due squadre antincendio boschivo che lunedì scorso avevano avviato la protesta restando in servizio ad oltranza nel distaccamento Sant'Elia, ieri hanno deciso di interrompere il digiuno. Rimangono però "agitati", perché martedì prossimo - in concomitanza con lo sciopero generale organizzato dai sindacati a Palermo - davanti la Prefettura di Caltanissetta si svolgerà un sit-in di protesta promosso dalla segreteria della Flai-Cgil, retta in provincia da Pino Pardo.
Le unità in forza alle "Sab" 7 e 1, quindi, hanno deciso lo stop al presidio allestito nella caserma del Corpo forestale di viale Luigi Monaco dove nei giorni scorsi hanno incontrato il dirigente provinciale dell'Ispettorato ripartimentale, Luciano Geraci, che aveva spiegato di avere somme disponibili per pagare le giornate lavorative fino al 10 settembre. Oltre quella data, la campagna antincendio rischia di essere sospesa con netto anticipo. Malgrado fino ad oggi non hanno ricevuto gli stipendi di giugno, di luglio e ora di agosto, i forestali hanno continuato a spegnere incendi nel Nisseno, decidendo però di non mangiare da 5 giorni. Ieri, contattando gli uffici regionali dell'Ispettorato, hanno saputo che per i forestali del Nisseno sono stati assegnati 1 milione e 400 mila euro a fronte di 1 milione e 739 mila euro che si riferiscono ai compensi del bimestre giugno-luglio.

Va. Ma.

01 Settembre 2012

 
 

 

 
 

Enna. In agitazione i lavoratori forestali


Nella foto d'archivio una protesta dei forestali davanti all'azienda demaniale, foto lasicilia.it







Enna. Ci sono preoccupazioni notevoli per i lavoratori forestali, tenuto conto delle difficoltà finanziarie della Regione Siciliana che non è nelle condizioni di coprire finanziariamente l’impegno con il mondo forestale che in Sicilia svolge un ruolo notevole per difendere l’ambiente. Le segreterie regionali della Cgil, Cisl ed Uil hanno avuto ieri un incontro in sede di Direzione Regionale Azienda, con la presenza dell’Assessore onorevole Aiello. Sulla base di quanto è venuto fuori da questo incontro i rappresentanti sindacali hanno espresso grande preoccupazione per le mancate e comunque evasive risposte avute dal rappresentante del Governo regionale e sulle incertezze riguardanti le garanzie di avere rispettato l’Accordo del 2009. In particolare i rappresentanti sindacali denunciano il tentativo di dividere i lavoratori con proposte demagogiche quanto surreali, ma i segretari delle organizzazioni sindacali hanno ribadito che la Categoria dei forestali è unica, come lo è il sistema forestale e necessita, quindi,di tutele non di atti discriminatori. Inaccettabile che i lavoratori siano stati o siano in procinto di essere licenziati, non si capiscono gli incomprensibili ritardi sui pagamenti delle retribuzioni e pertanto le segreterie chiedono al Presidente della Regione dimissionario di intervenire affinché beghe politiche non ostacolino il rispetto di accordi e impegni sottoscritti. I rappresentanti sindacali, perdurando questa situazione d’incertezza e ambiguità, preannunciano per martedì prossimo le prime iniziative di lotta con presidi in tutte le province e una manifestazione a Piazza Indipendenza innanzi la Presidenza della Regione Siciliana. In provincia di Enna sono migliaia i lavoratori forestali che aspettano che la situazione venga normalizzata. “Siamo davanti ad una posizione della Regione che ci preoccupa – hanno dichiarato i segretari Scornavacche della Cgil, Bubbo della Cisl e Savarino dell’Uil – perché un ulteriore fermo, potrebbe significare per i lavoratori, specie i centocinquantunisti, non riuscire a completare il numero di giornate lavorative”.

01 Settembre 2012
 
 
 
 
 
 

Proclamato lo sciopero per il 4 settembre

    I forestali tornano in piazza
 

I forestali della provincia agrigentina (ma anche quelli delle altre province siciliane), spalleggiati dai sindacati di categoria di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, hanno proclamato lo sciopero di categoria per martedì 4 settembre. Lo sciopero scaturisce dopo gli incontri effettuati in questi giorni, con il governo regionale e con i dirigenti regionali dei dipartimenti forestali. Incontri infruttuosi.
«Sono diverse le rivendicazioni che non trovano risposta - dice il segretario provinciale della Flai Cisl Stefano Iacono -. In particolare il mancato rispetto del Governo regionale circa l'accordo stabilito il 14 maggio del 2009 e il 10 luglio scorso; il mancato pagamento delle mensilità di giugno, luglio e agosto, il mancato avviamento dei lavoratori dipendenti dell'Azienda Foreste, che rischiano di non poter completare entro dicembre le giornate lavorative previsti per legge».
In particolare per la provincia di Agrigento, si rende necessario il riavvio al lavoro degli operai dell'Azienda Foreste, per seguitare i lavori di completamento dei viali parafuoco in tutti i boschi della provincia, e per l'avvio di tutte le altre cure colturali.
I sindacati hanno chiesto per il 4 settembre un incontro al Prefetto per spiegare nel dettaglio tutta la problematica.
01 Settembre 2012 
 
 

IL CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DE LUCA: RICOLLOCARE I FORESTALI PRESSO I COMUNI

 

De Luca si scatena e spiega
il programma della rivoluzione


Sabato 01 Settembre 2012


Alla convention all'hotel San Paolo Palace di Palermo, l'ex deputato dell'Ars presenta il suo movimento, "Rivoluzione Siciliana", al fianco di Carlo Taormina e Vittorio Sgarbi che ha già coniato lo slogan: "Votate noi perché gli altri fanno schifo".



È un De Luca scatenato quello che ha dato ufficialmente il via questa mattina alla campagna per le prossime elezioni regionali del suo movimento, Rivoluzione Siciliana, con il quale l'ex deputato Ars, sostenuto dal Partito della Rivoluzione di Vittorio Sgarbi, dal movimento dell'avvocato Taormina, Lega Italia, dai Forconi e Forza Nuova, intende “rivoluzionare la Regione siciliana per rendere protagonista il nostro territorio”.

L'ex Mpa e Forza del Sud, coinvolto, nel 2011, in vicende giudiziarie per un presunto abuso di potere esercitato durante gli anni trascorsi da sindaco di Fiumedinisi, nel Messinese, non evita le domande riguardo al proprio status di rinviato a giudizio, rimettendo, però, il giudizio in mano agli elettori e rilanciando con forti accuse nei confronti dei contendenti alla presidenza. “È il codice penale – dice De Luca – a stabilire chi è candidabile o meno ed io lo sono. La Cassazione, nel dicembre 2011 ha sentenziato non valido il quadro indiziario e dichiarato ingiusto il mio arresto, ma nessuno ne parla. Saranno i siciliani a giudicarmi e saranno liberi di farlo per la mia fedina penale o per sei anni di lotta. Quando ho incontrato Crocetta ero considerato un buon amministratore, uno dei migliori deputati, quando non ho accettato, invece la sua proposta, sono diventato solo un rinviato a giudizio”.

Per la prima volta nella storia – continua De Luca – rischiamo di avere un presidente della Regione che non avrà la maggioranza in sala d'Ercole e questo va a vantaggio del trasformista per eccellenza (Lombardo, ndr), che prima ha strizzato l'occhio a Musumeci e poi è andato da Micciché. Nella mia esperienza all'Ars ho potuto notare come tra Miccichè e Lombardo ci fosse in atto una finta lite, quando in realtà erano d'accordo riguardo gli affari. Sono io il diverso, non Crocetta, perché non ho accettato di condividere la politica corrotta del palazzo e corro da solo, perché la rivoluzione si fa senza rete. È troppo facile fare i rivoluzionari quando si ha la sicurezza della poltrona”.

Durante la presentazione del programma del movimento, che prevede anche provvedimenti drastici come la cancellazione dell'Azienda Foreste e la ricollocazione dei tanti forestali presso i comuni o l'applicazione del celebre articolo 41 dello Statuto Siciliano che consentirebbe alla Sicilia di coniare una propria moneta, sono intervenuti, tra gli altri, anche Carlo Tormina, che si è scagliato con veemenza contro il presidente della Repubblica, Napolitano, reo a suo dire di aver “avallato un governo non eletto dal popolo” e Vittorio Sgarbi, principale sponsor di De Luca, che come suo solito non le ha mandate a dire. “De Luca – sostiene Sgarbi – avendo un nome unico ha capito il proprio limite e si è scatenato. Mi hanno soprattutto incuriosito le sue attività e le sue lotte e così abbiamo messo su questo partito, perchè la politica non è cattiva, sono alcuni uomini che la fanno a fare cose cattive mentre altri che ne vogliono approfittare si inventano un'antipolitica fasulla, come Grillo, che, per evitare il nome 'partito' ha chiamato il suo come un hotel e al posto delle poltrone chiede le suite. Le persone oneste non hanno paura della politica”.

Il nostro slogan – conclude Sgarbi – sarà 'votate noi perché gli altri fanno schifo'. Se non siete drogati, se non avete strane propensioni sessuali e non avete alcuna intenzione di praticare l'astinenza, votateci. Non capiscono che la rivoluzione in Sicilia non si fa con queste cose ma con il bello. Anche il ministro Cancellieri ha detto che la mafia si combatte con la cultura, io l'ho fatto e mi hanno sciolto per mafia. Vogliamo che la Sicilia sia al centro di una rivoluzione italiana contro gli imbecilli”.
 
01 Settembre 2012
 
 
 
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01 settembre 2012

RAFFAELE LOMBARDO: PAGHIAMO GLI STIPENDI A GENTE CHE LAVORA


"Chi parla di clientele offende i lavoratori
Vecchio assessore? Ho fatto una sciocchezza"

                          
Intervista esclusiva a Raffaele Lombardo. "Nessuna irregolarità nella nomina del commissario Irsap. Gli amici di Vecchio e Venturi sono nervosi per il futuro della Sac". Politiche clientelari? "Paghiamo gli stipendi a gente che lavora, non sono carne da macello". Russo? "Sentirò le sue ragioni, sulla politica impazzita non ha tutti i torti".

Quando chiedi a Raffaele Lombardo il “tutto bene?” di default a principio di conversazione, lui sbuffa e al telefono lo indovini sorridere sotto i baffi. “Diciamo che potrebbe andare meglio”. Come dargli torto? Dentro il suo governo s'è scatenata una guerra senza precedenti, tra gli assalti alla baionetta del duo Andrea Vecchio-Marco Venturi, le dimissioni del vice Massimo Russo, i mal di pancia degli assessori per le intemperanze dei due colleghi confindustriali. Un bel caos. Lombardo si sforza di mantenere la calma.

Cosa risponde alle critiche mosse dai suoi assessori Marco Venturi e Andrea Vecchio sull'irregolarità nella gestione della giunta?
“Che ovviamente l'amministrazione ha operato nel pieno rispetto della legge regionale e in particolare lo ha fatto sull'Irsap, che ha fatto perdere il controllo dei nervi ai nostri assessori. Tutto il problema sta nel voto di giorno 6 alla Sac, la Società aeroporto di Catania, perché il voto dell'Irsap potrebbe rivelarsi decisivo. E siccome i colleghi di Vecchio e di Venturi...”

A chi si riferisce, a Confindustria?
“...Parlo proprio di loro: non vogliono prendere atto di una situazione che è quella che è. L'irsap dovrà avere un suo rappresentante. E poiché la legge parla di costituzione dell'Irsap, mi meraviglia che sia Albanese che gli altri stiano eccependo la regolarità dei nostri comportamenti”.

C'erano già i commissari liquidatori delle Asi...
“E quanto dovevano durare in carica? Era previsto un termine, l'assessore Venturi ha disposto una proroga che scade il 2 settembre. Per tempo abbiamo individuato un commissario, la dottoressa Giammanco, che rimetterà il mandato per come la legge bloccanomine consente. Avevamo anche previsto un cda ma non essendo trascorso il termine minimo per il parere della commissione Affari costituzionali, prima che entrasse in vigore il bloccanomine, è saltato”.

L'obiezione di Venturi è questa: si può commissariare una scatola vuota come l'Irsap, che sostanzialmente ancora non esiste?
“No, si commissariano 11 Asi, che mi pare tutti volevamo lasciarci alle spalle. Ora si insedia un solo commissario. È la riforma, cui stiamo dando semplicemente esecuzione”.

Ha letto cosa le ha scritto Vecchio? Le consiglia di non mettere piede a Palazzo d'Orleans.
“Vecchio i consigli se li risparmi per i suoi amici. Se ho fatto una sciocchezza in questi ultimi mesi è stata quella di nominarlo assessore. Ha tradito la fiducia che avevo riposto in lui, e dovrebbe compiere un gesto di coerenza. Ma a me non interessa. Guardi: in giunta l'assessore Vecchio non ha mai votato in modo difforme dagli altri assessori. Quando parla di provvedimenti clientelari, quali sarebbero? Tutti i provvedimenti sono stati approvati all'unanimità. In quanto a quello che dice qualche sconsiderato, cioè che si siano privilegiate le cilientele: intanto abbiamo privilegiato il debito, come fa qualsiasi persona dignitosa e perbene. E poi è giusto che paghiamo gli stipendi. Ai 'clientes'? Questa gente non sa di cosa parla e offende migliaia di persone che lavorano. Qui si paga lo stipendio a persone che lavorano, altro che clientes. Sono i lavoratori che abbiamo trovato, non ne abbiamo assunto uno solo. Per questi signori questa gente è carne da macello”.

Sì, ma visto che lei parla di debito, ci sono anche i debiti che la Regione ha verso le aziende, i fornitori...
“Se avessimo pagato le imprese anzichè gli stipendi, avrebbero titolato 'Caos alla Regione, si lasciano senza stipendio migliaia di famiglie'. Abbiamo come è noto una crisi di liquidità. Ma priorità non vuol dire esclusività. Pagati gli stipendi, ovviamente soddisferemo anche le altre esigenze”.

Intanto c'è da approvare la spending review. La giunta è saltata per tutta la settimana, quando si riunirà?
“Non è mai saltata perché non è stata convocata. Sono rientrato e ho convocato la giunta per le 13 di martedì”.

E in quella sede darete il via libera alla spending review?
“Sì. E si affronteranno anche le tematiche in ordine alla regolarità della nomina del commissario del'Irsap sollevate dall'assessore Venturi”.

E affronterete anche la vicenda delle dimissioni di Massimo Russo?
“Non credo che la giunta voterà qualcosa su questo argomento”.

Vi siete parlati con Russo?
“Sì, al telefono. Ci vedremo stasera (ieri sera, ndr)”.

Non sembra intenzionato a cambiare idea...
“Gli parlerò e sentirò le sue ragioni. Russo è tutta un'altra pasta di uomo, ha tutta un'altra storia. Ho detto che tutti dovremmo essergli grati”

Eppure anche lui ha mosso critiche dure. Ha parlato di politica impazzita...
“Devo dire che non ha tutti i torti”.

Se le dimissioni di Russo non rientreranno nominerà un nuovo vicepresidente?
“Non è il caso di anticipare niente. Spero che il nostro confronto sia sereno. Mi pare prematuro anticipare altro”

Quindi lei si sente di negare che la campagna elettorale stia condizionando l'attività della giunta?
“Ma cosa stiamo facendo? Prendere atto dei limiti del patto di stabilità, approvare la spending review e pagare gli stipendi”.

Lei la campagna elettorale la vedrà da spettatore come aveva annunciato?
“Una mano al Partito dei siciliani la darò”.

Le piace la candidatura di Miccichè?
“Mi piace il Partito dei siciliani, che è alleato con Miccichè. E quindi...”.

Non è che ha qualche sorpresa in serbo al riguardo?
“Non credo proprio”.
 
01 Settembre 2012
 
 
 

L'ASSESSORE VECCHIO CONTRO TUTTI



"Chi sono gli assessori ascari
Aiello vuole i voti dei forestali"

 

L'assessore Vecchio continua nella sua opera di picconatore. All'inaugurazione del comitato elettorale catanese di Rosario Crocetta se la prende con gli "ascari". E con l'assessore Aiello.


L'assessore Vecchio torna alla carica, durante l'inaugurazione del comitato elettorale catanese di Rosario Crocetta. Vecchio sostiene che "se Massimo Russo andasse via dalla giunta regionale sarebbe il tracollo completo e la vittoria assoluta degli assessori ascari che badano solo alla campagna elettorale e ai clienti da conquistare”. L'assessore regionale alle Infrastrutture risponde anche agli attacchi del collega di giunta con delega all'agricoltura Francesco Aiello. Vecchio lo definisce “poveraccio” e aggiunge: “Aiello sostiene che a Vittoria ci sono tre rossi: il cerasuolo di Vittoria, ma non è un rosso, il pomodoro di Pachino, ma non è un rosso e poi Ciccio Aiello l'ultimo vecchio stantio rosso di Vittoria. Orgogliosamente - aggiunge Vecchio riferendosi ad Aiello - si professa comunista, ma il suo tipo di gestione della politica è da comunista? Lui sta girando da due mesi casa per casa a cercare voti dai forestali, lui ha voluto assumere questi forestali assolutamente a condizione che gli dessero il voto, senza un programma né un progetto, e per questo rischiano di essere sfruttati in cambio della miseria che gli diamo, senza un programma e senza un progetto”.
Secondo Vecchio, Aiello starebbe puntando sulla raccolta del consenso dei 27 mila forestali con rispettivi familiari. “Vi sembra corretto? - insiste l'assessore regionale alle Infrastrutture - i forestali sono persone che hanno il diritto ad avere un posto di lavoro ma con un programma e un progetto serio, non mettendoli lì a spegnere gli incendi che qualcuno di loro ha pure provocato. Perché è chiaro che l'86% degli incendi sono di natura dolosa”. Vecchio ribadisce che la lettera a Russo “voleva essere una pietra nello stagno di quest'amministrazione regionale che negli ultimi rantoli sta cercando di sfruttare al massimo la capacità di raccogliere voto clientelare. Io non ci sto, non ho mai chiesto voti a nessuno, né devo chiedere voti. Sono entrato alla Regione per la speranza e il desiderio di fare un po' di amministrazione, ma i condizionamenti sono troppo forti”.

“Non mi dimetto - conclude Vecchio - perché i soggetti come Aiello sarebbero contenti, avrebbero campo libero, invece sono lì a presidiare, a contrastarli”. Quindi rimarrà sino all'ultimo giorno? “Sino al giorno dopo dell'ultimo giorno”.

01 Settembre 2012
 





Guarda il video
 
Lo show dell'Assessore Vecchio continua.
Ma a questo punto avrà ragione?


 
01 Settembre 2012
 
 



FORESTALI E FORMAZIONE LAVORATORI DI SERI B. PAROLA DI IVAN LO BELLO E SIMONA VICARI

 

Formazione e forestali? Lavoratori di serie “B”. Parola di Ivan Lo Bello e Simona Vicari


Nel dimettersi da assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, aveva ragione quando affermava: “In questi giorni ho assistito a un impazzimento della politica che non condivido: per questo ho deciso di lasciare la poltrona e di tornare a fare il magistrato”. E di vero impazzimento che si deve parlare. Ma non solo della politica in senso stretto.

E’ di ieri la dichiarazione, riportata dalla stampa, di Ivan Lo Bello, esponente nazionale di Confindustria. Parole che lasciano intendere che esistono lavoratori di “Serie A” e lavoratori privi di dignità. L’affondo di Lo Bello si riferisce alla decisione assunta dal governo regionale di garantire gli stipendi al personale, ai forestali ed ai corsi di formazione professionale a scapito delle aziende. Le stesse percepirebbero i pagamenti solamente a partire dal gennaio 2013.

Lo Bello, in merito, ha dichiarato al Giornale di Sicilia di ieri: “E’ bene che sia segnalato alla Corte dei Conti il maggior danno che sarà arrecato al bilancio della Regione in termini di interessi e spese legali, facendo pagare alla classe politica le sofferenze delle aziende e dei lavoratori”. Lo Bello parla di rischio licenziamenti e punta – e non è la prima volta- il dito contro il settore della formazione professionale, additato nella sostanza come un concentrato di sprechi. Una vecchia storia ripetuta ogni qual volta qualcosa non cala giù.

E’ il caso di ricordare all’esponente di Confindustria che la decisione assunta dal governo regionale, nelle scorse ore, di dare via libera al pagamento alla voce personale, forestali e formazione professionale a discapito delle imprese (fornitori), è stata assunta con la presenza, in giunta regionale, di due esponenti di Confindustria, Andrea Vecchio e Marco Venturi. E allora il conto non torna. O esiste una profonda spaccatura in Confindustria tra la linea romana e quella siciliana, oppure ai due assessori non rimane che dimettersi. E di corsa, senza tentennamenti.

Vi è di mezzo la faccia dell’organizzazione datoriale, la quale, dopo la netta posizione assunta dal leader siciliano, la perderebbe definitivamente. E poi, incomprensibili parole se si pensa che gli Enti formativi, trasformati in società di capitale dall’operazione spavalda chiamata Circolare n.31 del 5 dicembre 2011, a firma di Mario Centorrino e Ludovico Albert, rispettivamente ex assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale ed ex dirigente generale al ramo, quando erano in carica non erano certo lontani anni luce da Confindustria Sicilia. Anzi.

Una guerra tra poveri? Una diverso peso tra lavoratori? Chissà. I licenziamenti non hanno padri diversi ed hanno invece la stessa matrice. Non vi è alcuna differenza tra un licenziato di un’azienda manifatturiera o di un Ente di formazione professionale. In questo Ivan Lo Bello dovrebbe essere più chiaro. Dovrebbe spiegarci dove sta la diversità di tutela. Oppure è un problema di dignità?

Ancora più stucchevole è la dichiarazione della senatrice del Pdl, Simona Vicari (foto sopra a destra tratta da economia.panorama.it). Sulla vicenda la stessa ha lanciato l’allarme schierandosi apertamente con Lo Bello e precisando: “Quei fondi invece sarebbero stati utili per dare ossigeno al nostro tessuto imprenditoriale”. Posizione che appare per giunta condivisibile nella logica di difendere i posti di lavoro. Ma la cosa che ci lascia basiti è l’accanimento contro il settore della formazione professionale.

Da qui l’allarme. La senatrice, infatti, ha precisato: “La decisione della Regione serve a garantire gli stipendi a quel precariato che per ragioni clientelari è cresciuto in maniera enorme al di là delle effettive esigenze di servizio”. Affermazione forte, e sicuramente veritiera. Però! Però la verità dobbiamo dircela tutta, fino in fondo. La politica si è abbuffata con la formazione professionale, assunzioni su assunzioni, clientelismo, affari e “chi più ne ha più ne metta”.

Ma uno sfondo critico ci sentiamo di innestarlo. Forse la Vicari dimentica che oltre al Pd, all’Udc, al Fli, al Pid, all’Mpa, a Grande Sud, anche il Pdl si è abbuffato. Senza ombra di dubbio, ha fatto parte della “grande ammucchiata”. E’ sufficiente ricordare al segretario dell’Ufficio di Presidenza del Senato che solamente lungo la fascia tirrenica della Sicilia, buona parte della deputazione nazionale e regionale del Partito della Libertà ha fatto affari con la formazione professionale. A Cefalù, come a Barcellona, senza dimenticare Messina.

Anche il partito di Simona Vicari, quindi, ha contribuito ad alimentare il precariato per ragioni clientelari e quindi elettorali nel settore della formazione professionale in Sicilia. Sono veramente in pochi (i parlamentari) coloro che possono “scagliare la prima pietra” quando si parla di responsabilità nel settore della formazione professionale. Che la Vicari abbia preso un granchio? Può darsi.

Invece, appare equilibrata e degna di essere imitata dalla politica siciliana la dichiarazione sull’argomento rilasciata da Filippo Ribisi (foto a sinistra, tratta damarineo.wordpress.com). Il Presidente di Confartigianato Sicilia ha proposto alla giunta regionale “di trovare una soluzione più equa per tutti, sia per le imprese e i lavoratori che queste fino ad oggi si fanno carico di occupare, sia per i forestali ed il personale della formazione”. Una posizione equilibrata, pacata e degna di essere rimarcata. Atteggiamento corretto e da imitare in questo generale impazzimento della politica.

“A futura memoria” per usare il titolo di un fortunato libro di Leonardo Sciascia, che ha raccolto, tra il 1979 ed il 1988, articoli apparsi sulla stampa nazionale. Un esempio indelebile di impegno civile al quale tutti coloro che ricoprono incarichi elettivi e pubblici dovrebbero attenersi per il bene della società tutta.

01 Settembre 2012
Gent.ma Senatrice Simona Vicari, Lei e il suo partito potevate fare di più, e come se potevate fare di più, sia a Roma che a Palermo. Quante volte Le ho scritto per cercare una soluzione sui forestali?  Quei pochi riscontri non lasciavano scampo, io mi chiedo: ma ha provato almeno ad impegnarsi? Purtroppo  non mi risulta.
Avete ragione: Per come ci trattate siamo veramente lavoratori di serie B.
Lo siamo sempre stati per Voi.
Notizie correlate:
Sen. Simona Vicari


SBLOCCATI I PRIMI FONDI



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CGIL CISL E UIL NON CI SONO CERTEZZE NE PER I LAVORATORI DELL'AZIENDA NE PER L'ANTINCENDIO


Forestali, la Regione non mantiene impegni. Il 4 settembre mobilitazione della categoria. A Catania iniziativa presso la sede dell’Azienda Provinciale delle Foreste


Giornata di mobilitazione a livello territoriale per martedì 4. A Catania presidi presso l’Azienda Provinciale delle Foreste e presso la sede provinciale dell’Ispettorato Forestale


 foto cgilct.it

Forestali siciliani: siamo alla sagra delle bugie e degli inganni.

L’amministrazione forestale ed il Governo Regionale, alla fine di luglio, avevano assicurato di avere le risorse per garantire ai forestali siciliani le giornate previste dalla legge, ed inoltre che erano nelle condizioni di trovare gli ulteriori 60 milioni di euro per garantire le giornate del 2011 e che tutti i lavoratori della manutenzione sarebbero stati riavviati al lavoro nei primi giorni di settembre 2012.

Per quanto attiene, poi, ai pagamenti  bloccati in virtù dei vincoli del patto di stabilità, a seguito delle innumerevoli iniziative sindacali il governo - oltre 10 giorni fa - la Regione aveva comunicato di aver adottato gli opportuni atti necessari al pagamento delle spettanze dei lavoratori per i mesi di giugno e luglio 2012.

Il tutto è stato accompagnato da roboanti dichiarazioni di stampa secondo cui tutti i problemi della categoria erano stati risolti al punto che erano stati destinati ulteriori 420 milioni per il 2012, notizia incomprensibile se si tiene conto che, nel 2011, il costo per i lavoratori forestali è stato di 390 milioni e che, anche a seguito della recente delibera del CIPE sulla rimodulazione del PAR FAS, per la forestale vi era una dotazione finanziaria di 280 milioni.

La realtà che purtroppo tocchiamo con mano, presenta un quadro del tutto diverso. Per quanto riguarda i pagamenti ci risulta che, alla data odierna, la ragioneria non ha emesso nessun ordine di accredito nonostante le dichiarazioni del governo di aver già provveduto.

Per quanto attiene l’avviamento al lavoro giorno 29 agosto si è tenuto l’incontro fra l’Assessore regionale e le Segreterie regionali delle scriventi; in quella sede si sono avute risposte evasive sui tempi di avvio al lavoro ed inoltre si è appreso che, ad oggi, non potevano essere decretate le perizie in quanto non vi era la dovuta copertura finanziaria.

Per quanto riguarda i lavoratori dell’antincendio, il cui contratto di lavoro scade a metà settembre (fermo restando l’accordo con i Beni Culturali per l’impiego di questi lavoratori da metà ottobre) non si hanno certezze per il prosieguo della campagna antincendio con tutte le conseguenze che da ciò ne derivano.

Come si vede la situazione è drammatica e non si può  tollerare lo scarto tra la propaganda del Governo Regionale e la realtà dei fatti.

L’esasperazione fra i lavoratori è tanta in quanto la categoria vive un profondo disagio economico a seguito del mancato pagamento degli stipendi, esasperazione accompagnata da una situazione di grande incertezza sulle prospettive future.

Le segreterie regionali di FLAI-CGIL, FAI-CISL, UILA-UIL, hanno proclamato una giornata di mobilitazione a livello territoriale per martedì 4 settembre.

La situazione è, ad oggi, fuori da qualsiasi controllo e solo il senso di responsabilità della categoria non ha condotto al blocco dell’attività lavorativa in un periodo in cui il bosco è ad altissimo rischio incendi.

Ma  si è abusato abbastanza della serietà di questa categoria  e  ulteriori ritardi rischiano di pregiudicare per il corrente anno i diritti della categoria. Per  tale motivo, in assenza di risposte certe, FLAI-CGIL, FAI-CISL, UILA-UIL di Catania preannunciano sin d’ora, per il 4 settembre 2012, iniziative di lotta inedite ed eclatanti con una prima manifestazione che si terrà presso la sede dell’Azienda Provinciale delle Foreste di via Etnea, mentre i lavoratori del servizio antincendio, manifesteranno presso la sede provinciale dell’Ispettorato Forestale.
 
 
 
 31 Agosto 2012
 
 
 
Ma da chi siamo stati Governati?
 
 
 
 

FORESTALI. IL PRESIDENTE DELL'UNISIC: OTTIMA L'INTESA NEI SITI ARCHEOLOGICI


«Impiego forestali, bene l'impegno dell'assessore»





 



Il presidente dell'Unsic, Ignazio Abbate (nella foto di ragusatg.it), ha scritto all'assessore regionale agricoltura e foreste, Francesco Aiello, per esprimere la sua soddisfazione per l'impegno in merito ad una diversificazione dei lavori svolti dagli stagionali dell'azienda forestale Siciliana. Abbate invita a voler strutturare gli interventi dei forestali a cura del territorio provinciale impiegando gli stessi in lavori di manutenzione naturalistica sia nei siti archeologici ma anche su parchi ed aree attrezzate, arterie viarie di interesse comunale. «Solo con questo i lavoratori forestali possono avere un futuro che può dare certezze lavorative e potrebbe dare la possibilità di nuove assunzioni specialmente per i giovani. - scrive Abbate - Proprio per questo è necessario legiferare per snellire le procedure burocratiche».
31 Agosto 2012
 
 
 
 
Presidente Ignazio Abbate, se si  candida alla Presidenza della Regione, non so gli altri ma io penso di sostenerla.
 

LA DESTRA ALLEANZA: AFFIDARE I SITI ARCHEOLOGICI AI PRIVATI


Archeologia



Affidare la gestione dei siti archeologici minori ai privati, tramite un regolare bando di gara. Il coordinatore provinciale de La Destra-Alleanza siciliana, Alessandro Spadaro, riporta l'attenzione sull'argomento.
«Si parla di pulizia dei siti archeologici e la Regione non ha i fondi per mantenere il nostro patrimonio archeologico - sottolinea - sono anni che si dice di affidare i siti minori ai privati, ma i bandi non sono mai stati fatti e, dei cosiddetti servizi aggiuntivi, nemmeno l'ombra. Un patrimonio trascurato, con possibilità di produrre ricchezza e posti di lavoro. Questo, assieme a tante altre nefandezze, ci ha regalato il Governo Lombardo con la compiacenza o la comprovata inutilità di Fli, Udc, Api e Pd».
La Soprintendenza ha più volte evidenziato le difficoltà economiche che si trova ad affrontare per garantire le condizioni ottimali dei siti archeologici e già si è affidata ad associazioni private (Nuova Acropoli ha «adottato» il tempio d'Apollo).
«Il patrimonio archeologico è il biglietto da visita di una città turistica - conclude Spadaro - Nessuno si pone il problema sui servizi che il turista dovrebbe ricevere ed è evidente che la trovata di un protocollo d'intesa con i forestali sia solo propaganda in vista delle prossime elezioni».

31 Agosto 2012
 
 
Il partito del Candidato alla Presidenza Nello Musumeci La Destra Alleanza, appoggiato anche dal centro destra, preferisce affidare i siti archeologici ai privati anzichè ai forestali, il Coordinatore  Provinciale di Siracusa Alessandro Spadaro, sostiene anche che il protocollo d'intesa con i forestali di essere impiegati nei siti archeologici, che poi ci dovrebbero permettere di effettuare quest'anno 50 giornate in più, sia solo propaganda elettorale. Può anche darsi.....
 
 
 
Gradiremmo sapere dal Candidato Musumeci qualora venisse eletto: cosa farà dei 26 mila forestali,  come li utilizzerà e se dovremmo tirare a campare come sempre.
E' da qualche settimana che sono in attesa di riscontro.
Penso che sentendosi un candidato forte, le risposte non arriveranno, stesso discorso per l'On. Miccichè.  
 
 
 
 


FORESTALI SUL PIEDE DI GUERRA (COME SEMPRE)

 

Lavoratori sul piede di guerra: martedì presidio di protesta per il numero delle giornate forestali, accordo disatteso


L'estate rovente che stiamo per lasciarci alle spalle con il ricordo di essere tra le più calde dell'ultimo decennio (seconda solo a quella del 2003) sta lasciando il segno su diversi fronti, compreso quello degli incendi. E, conseguentemente, della manutenzione dei boschi, alla quale a Messina e provincia al momento si fa fronte con il 10% della forza lavoro necessaria.
A lanciare l'allarme sono i segretari provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Calogero Cipriano, Giovanni Mastroeni e Salvatore Orlando, i quali hanno annunciato per martedì a Messina un presidio di protesta dei lavoratori. All'unisono tuonano che «i boschi messinesi sono abbandonati al loro destino». E aggiungono: «L'estate bollente non è stata sufficiente, sotto il profilo degli incendi nell'isola e in provincia di Messina, a dipanare la matassa dell'avviamento dei lavoratori dell'Azienda foreste».
L'attenzione viene puntata sulla forza lavoro. «Appena 200 persone - puntualizzano Cipriano, Mastroeni e Orlando - per tutto il territorio provinciale che, nel caso messinese, è vastissimo. Ma anche per questi lavoratori il tempo sta per scadere, visto che a fine settembre verranno tutti licenziati».
La mancanza di fondi per la copertura del servizio ha fatto saltare l'accordo che prevedeva 101, 151 e 180 giornate lavorative in base alla fascia di appartenenza dei forestali. Le giornate si sono fermate a 24, 60 e 90. Cipriano, Mastroeni e Orlando spiegano che la manifestazione di Messina si inserisce nel programma di iniziative che le Federazioni regionali di Fai, Flai e Uila stanno avviando in tutta la Sicilia «per riportare al tavolo delle trattative la Regione e garantire l'impegno dello scorso luglio preso con i sindacati e i lavoratori».
Il riferimento è al formale impegno dell'assessore regionale Aiello per la ripartenza del servizio di manutenzione boschiva a partire dal primo settembre. «Ma considerato che nulla è stato predisposto - chiosano i rappresentanti sindacali - abbiamo deciso di convocare il presidio di protesta».
C. Casp.
 
31 Agosto 2012
 
 
Ma è possibile che annualmente dobbiamo subire queste ingiustizie? A quando la Dignità?

OPERAI ANTINCENDIO ORMAI ALLO STREMO



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L'ANCE SICILIA CONTESTA LE RISORSE FINANZIARIE CON CUI PAGARE I FORESTALI


Sicilia: Ferlito (Ance), la politica penalizza le imprese edili

Palermo, 31 ago.- (Adnkronos) - L'Ance Sicilia contesta la decisione dell'assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao,"di limitare i pagamenti alle imprese per recuperare risorse finanziarie con cui garantire forestali, precari e formatori, e gli ha chiesto un incontro urgente per sollecitare soluzioni alternative". "Ci rendiamo conto, ma non lo giustifichiamo -dichiara Salvo Ferlito, presidente regionale dell'Ance Sicilia- che la politica voglia dare conto ai piu', assistiti anche dalle spese improduttive, che cingono d'assedio i 'palazzi'. Ma l'edilizia -osserva Ferlito- e' il settore che in assoluto ha pagato il prezzo piu' alto alla crisi, con 40 mila licenziamenti diretti e almeno 30 mila nell'indotto. Ogni impresa sana che ottiene liquidita' solo dal lavoro e' impossibilitata ad onorare gli impegni assunti per l'esecuzione di ogni commessa, esponendosi oltre i limiti sostenibili, sol perche' le amministrazioni pubbliche non provvedono minimamente ai pagamenti dovuti. Incredibilmente di questi numeri altissimi la politica non tiene mai conto ed e' sempre pronta a penalizzare le imprese edili e a scatenare altre decine di migliaia di licenziamenti pur di salvaguardare inconfessabili rapporti clientelari". "Ben altri -conclude Ferlito- sono i settori del bilancio regionale dai quali trarre le necessarie risorse per fare fronte alle emergenze, a partire dai privilegi della stessa politica e dagli innumerevoli sprechi della pubblica amministrazione. La Regione, se davvero vuole avviare una gestione efficiente e trasparente del vero interesse pubblico, nel rispetto del principio di legalita' e nell'ottica di affermare valori di eccellenza sino ad oggi nemmeno pensati, non dia piu' l'immagine di insensibilita' sociale verso le imprese e i lavoratori che stanno pagando un prezzo troppo alto e che rappresentano, per la loro eccezionale produttivita', l'unica speranza di ripresa. Tutto cio', peraltro, farebbe conquistare di conseguenza anche la fiducia dei mercati".
 
31 Agosto 2012
 
 
 
 
 
 

Lombardo: clientes vs imprese



Posto dalla crisi finanziaria a dover scegliere tra pagare i fornitori della Regione Siciliana oppure i forestali e gli enti di formazione professionale, il dimissionario presidente Lombardo non ha avuto dubbi e ha preferito i secondi. Ogni riferimento alla campagna elettorale in corso é puramente casuale.
Del resto, l’utilità sociale dei 30.000 forestali sicilianio é risultata particolarmente evidente proprio questa estate caratterizzata dalla più vasta estensione di incendi degli ultimi anni mentre i frutti delle centinaia di milioni di euro destinati ogni anno agli enti di formazione professionale sono giustificati dagli alti tassi di occupazione degli iscritti come ben sanno le società di ricerca di personale che sgomitano pur di contenderseli.
Solo un ragioniere prestato alla politica e dedito sadicamente alla “macelleria sociale” avrebbe potuto preferire, di questi tempi, delle attività produttive in quest’uso cosí lungimirante delle risorse pubbliche.
Se ne faccia una ragione il giovane presidente degli industriali di Palermo, Alessandro Albanese, che ha scritto sconsolato a LiveSicilia: ”Assistiamo giorno dopo giorno alla farsa di un governo dimissionario che continua a foraggiare clientele, ad alimentare la subcultura del posto fisso calato dall’alto di una raccomandazione politica. Altrimenti non riusciamo a spiegarci quest’ennesima manovrina con cui il presidente della Regione ha rivisto i limiti di spesa, regalando nuove elemosine ai sottoboschi della formazione, dei forestali, dando priorità al personale.
Le scelte strategiche di Lombardo possono comprendersi solo studiando i meccanismi di certe mentalità incrostate. Chi per tanto anni ha vissuto grazie a uno stipendio pubblico, governerà con la mentalità dell’impiegato pubblico. Favorirà il posto pubblico, a spese della Sicilia.
Inutile fare notare che la ricchezza di un territorio la fanno le imprese e il lavoro privato. È troppo ovvio il principio per cui, per redistribuire ricchezza, è necessario crearla. E solo l’impresa e il lavoro privato possono creare ricchezza. Se veramente volessimo fare dell’autonomia un valore aggiunto e non solo un trito slogan, dovremmo cominciare a camminare sulle nostre gambe. E certamente mai potremo camminare sulle gambe della finta formazione o dei forestali.
Inutile sottolineare che solo l’impresa potrà essere la chiave per uscire da questo tunnel. E altrettanto vano è rimarcare che da sette mesi tutti gli imprenditori che insistono in aree industriali ex asi non hanno un interlocutore. L’irsap esiste ma per privilegiare la politica ancora non è operativo. Chi sconta i ritardi e le inefficienze di una barca senza timone? Naturalmente le imprese. Chi viene sacrificato da scelte illogiche e anacronistiche? Guardiamo attoniti le decisioni assurde di un dittatore dimezzato che ancora privilegia gli stipendifici e si ostina a non vedere che il mondo soffre la crisi e la Sicilia corre verso il precipizio.
E noi, lavoratori e imprese private, paghiamo”.
 
31 Agosto 2012
 
 
 
 
 
 
 

Regione blocca il pagamento dei fornitori, insorge il mondo delle imprese

di Achille Castello
imprese sicili
31 agosto 2012 -  Si fa sempre più profondo il solco tra governo regionale e imprese. Il mondo produttivo siciliano è in rivolta contro il governo del dimissionario Lombardo, che – per rispettare il patto di stabilità e al contempo recuperare risorse finanziarie con cui pagare forestali, precari e formatori - ha deciso di rinviare al gennaio 2013 il pagamento del miliardo di euro atteso da mesi dai fornitori.
Sul piede di guerra Ance, Confartigianato  e Confindustria che chiedono la riapertura dei rubinetti, perché fortemente preoccupati della stessa tenuta del sistema produttivo isolano.
Durissimo il presidente regionale dell’Ance, Salvo Ferlito che non si stupisce se la politica “dà conto ai più, assistiti anche dalle spese improduttive, che cingono d’assedio i ‘palazzi’”. Tuttavia “l’edilizia e’ il settore che in assoluto ha pagato il prezzo piu’ alto alla crisi, con 40 mila licenziamenti diretti e almeno 30 mila nell’indotto” ricorda Ferlito puntando il dito contro il governo regionale che “incredibilmente di questi numeri altissimi la politica non tiene mai conto ed e’ sempre pronta a penalizzare le imprese edili e a scatenare altre decine di migliaia di licenziamenti pur di salvaguardare inconfessabili rapporti clientelari”.

Secondo il presidente Ance per reperire risorse e fronteggiare l’emergenza bisogna tagliare in altri settori  “a cominciare privilegi della stessa politica e dagli innumerevoli sprechi della pubblica amministrazione”. Il j’accuse di Ferlito si conclude invitando la Regione a non dare “più l’immagine di insensibilità sociale verso le imprese e i lavoratori che stanno pagando un prezzo troppo alto e che rappresentano, per la loro eccezionale produttività, l’unica speranza di ripresa”.
Confartigianato Sicilia, che conta 15 mila associate,  invece pensa a una class action. Sempre più numerose sono le imprese che si sono rivolte o si stanno rivolgendo alle sedi provinciali dell’ associazione per aderire azione collettiva spinte sull’onda anche delle preoccupazioni delle banche che allarmare dal blocco dei pagamenti ai fornitori potrebbero chiudere ulteriormente i cordoni della borsa.
Al vetriolo le dichiarazioni del presidente di Confindustria Palermo Alessandro Albanese, che lamentando l’assenza di interlocutori nel governo Lombardo, evidenzia che le decisioni nonostante la presenza di due assessori-imprenditori, Vecchio e Venturi, sono nelle mani di “dittatore che, sia pur dimissionario, ancora privilegia gli stipendifici e si ostina a non vedere che la Sicilia corre verso il precipizio”.
 
31 Agosto 2012
 
 

31 agosto 2012

IL NUOVO SPORT: PRENDERSELA CON I PIU' DEBOLI

Il nuovo sport: prendersela con i più deboli: forestali e formatori


di Giuseppe Messina (31/8/2012)

Nino Sunseri non perde mai l’occasione per scagliarsi contro forestali ed Enti di formazione professionale. Ogni occasione appare utile per dare addosso a due settori che, pur sovraffollati di personale a causa di un incontrollato clientelismo di stampo politico, sono comunque strategici.

I forestali, resi precari per scelta politico-elettorale da tutti i governi regionali succedutisi negli ultimi 25 anni, esplicano un servizio indispensabile per la salvaguardia e la difesa del territorio oltre che, l’attivita’ di spegnimento degli incendi. La formazione professionale gestita dagli Enti è a supporto di un servizio pubblico che la Regione siciliana istituzionalmente deve rendere alla Sicilia ed ai siciliani.

Nell’articolo apparso sul Giornale di Sicilia di oggi (venerdì’ 31 agosto 2012) dal titolo: “Lo sviluppo ignorato”, Sunseri affonda i colpi sull’immobilismo del governo regionale e la sicilianità tradita, sulle manovre a volte celate da spinte pseudo-mafiose e sugli interessi corporativi.

Che il Pil della Sicilia sia tornato ai livelli del 1990 è un dato inconfutabile sul quale tutti si dovrebbe riflettere. La critica a voce alta di Sunseri, seppur condivisibile in via di principio, andrebbe rieditata in alcune affermazioni. Si tratta di contenuti ovviamente legittimi ed autorevoli. Sui piagnistei di stampo sicilianista di una Roma ladrona e di un Nord mangiatutto, richiamati dal giornalista, non siamo convinti. Ancora meno ci convince l’idea di complotti o chissà cosa.

La verità è che il primo a tradire la Siciliaè stato proprio Silvio Berlusconi ed il suo governo nato nel 2008 con il determinante apporto della Sicilia e dei siciliani. Una gestione, quella berlusconiana, sbordata a

 

Nord e caratterizzata da un costante trasferimento di fondi dal Sud verso la Padania.

Il fondatore di Forza Italia e del Popolo della Libertà (Pdl), dopo aver sbancato la Sicilia a suon di voti, consenso e potere, ha praticamente negato tutto o quasi alla nostra Isola. Ha privato la nostra Regione di risorse per lo sviluppo, fondi che le appartenevano. La quota assegnata alla Sicilia delle risorse a valere sui Fondi per le aree sottoutilizzate (Fas) che fine ha fatto? Volata in Lombardia? In Piemonte? Nel Nord-Est? Di certo non si è fermata neanche a Napoli.

Così come il Silvio “per tutte le stagioni” ha impedito, con il “gioco delle tre carte” dell’alleato Giulio Tremonti (all’epoca Ministro dell’Economia) il decollo del Piano Sud. Oggi cerca, attraverso la sponda de “La Destra”, di ricostruire il consenso anche a costo di mettere dentro il partito di quel tale Pierferdinando Casini, che di lo ha “posato” già da tempo.

Ma questa è la politica che segue logiche non sempre percepibili o comprensibili. L’articolo di Sunseri offre lo spunto per tornare a parlare anche di qualcos’altro.

Sulla polemica di queste ore di Confindustria per le scelte propinate dal governo regionale del dimissionario Raffaele Lombardo, per esempio, riscontriamo un forte sapore di strumentalizzazione. La debolezza dell’associazione degli imprenditori siciliani è notoria. Un tessuto imprenditoriale fortemente indebolito dalla crisi e da scelte di politica industriale alquanto criticabili.

Per non parlare del fatto che gli stessi personaggi di Confindustria Sicilia che criticano Lombardo per la scelta di avere spostato un miliardo di euro, inizialmente destinato a pagare i fornitori della Regione siciliana (quindi le imprese), verso altri settori, continuano ad essere presenti con due assessori nella giunta regionale.

Due assessori, Marco Venturi e Andrea Vecchio, che si ostinano a rimanere, anziché togliere il disturbo, nonostante sia chiaro a tutti come le condizioni politiche siano notevolmente mutate. Che sia uno di quei casi di ‘poltronite’ acuta, di delirio di potere? Vedremo.

Assessori, dicevamo, che si sono distinti per la scarsa incisività nell’azione di governo (qualche timido tentativo di riforma delle Asi e poco altro) e per le polemiche sterili, a nostro modesto avviso, verso precari degli Enti locali, forestali e enti di formazione. Come se queste categorie fossero “Figli di un Dio minore”. Come se il diritto al lavoro, alla percezione della retribuzione e quindi alla serenità delle famiglie, fosse appannaggio esclusivo della grande impresa siciliana. Grande impresa che in Sicilia è quasi scomparsa sotto i colpi della globalizzazione, della delocalizzazione e della crisi finanziaria.

Fenomeni ampiamenti prevedibili e previsti da tutti gli osservatori economici, ma sui quali Confindustria ben poco ha saputo fare. Non c’è mai stata in Sicilia una vera alternativa all’impiego, anche precario, in pseudo attività regionali. Eppure Confindustria Sicilia fa la voce grossa, rivendica il primato sulle scelte di politica economica, ma, chissà perché, non riesce a far crescere le imprese siciliane.

Sunseri, per la verità, rimarca, nell’articolo, con autorevole chiarezza le cose che non vanno. Però dimentica, a nostro avviso, che non sono solo gli sprechi, voluti dalla politica, nei settori forestali, formazione professionale e precari degli enti locali ad avere messo in ginocchio l’economia siciliana. Non c’era e continua a non esserci l’industria. Dove sono i posti di lavoro e l’occupazione produttiva?

Riteniamo fallimentare l’esperienza di Confindustria Sicilia, almeno sul piano della crescita delle imprese industriali. Non ha saputo incidere con la rappresentanza al governo regionale.

Dalle elezioni regionali, previste per il prossimo 28 ottobre, ci aspettiamo un bagno di umiltà da parte dei futuri parlamentari che metteranno piede all’Assemblea regionale siciliana (Ars). Serve un rinnovato impegno nella difesa della cosa pubblica prima di ogni cosa. Almeno è l’auspicio nostro, come di migliaia di siciliani.

Verificheremo nei restanti 58 giorni, precedenti alla tornata elettorale per le regionali, programmi ed obiettivi di coalizioni, candidati alla presidenza della Regione siciliana e partiti politici.

31 Agosto 2012
 
 
Ecco l'articolo in questione apparso sul Giornale di Sicilia di oggi (venerdì’ 31 agosto 2012) dal titolo: “Lo sviluppo ignorato”
  
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