Formazione e forestali? Lavoratori di serie “B”. Parola di Ivan Lo Bello e Simona Vicari
Nel dimettersi da assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, aveva ragione quando affermava: “In questi giorni ho assistito a un impazzimento della politica che non condivido: per questo ho deciso di lasciare la poltrona e di tornare a fare il magistrato”. E di vero impazzimento che si deve parlare. Ma non solo della politica in senso stretto.
Lo Bello, in merito, ha dichiarato al Giornale di Sicilia di ieri: “E’ bene che sia segnalato alla Corte dei Conti il maggior danno che sarà arrecato al bilancio della Regione in termini di interessi e spese legali, facendo pagare alla classe politica le sofferenze delle aziende e dei lavoratori”. Lo Bello parla di rischio licenziamenti e punta – e non è la prima volta- il dito contro il settore della formazione professionale, additato nella sostanza come un concentrato di sprechi. Una vecchia storia ripetuta ogni qual volta qualcosa non cala giù.
E’ il caso di ricordare all’esponente di Confindustria che la decisione assunta dal governo regionale, nelle scorse ore, di dare via libera al pagamento alla voce personale, forestali e formazione professionale a discapito delle imprese (fornitori), è stata assunta con la presenza, in giunta regionale, di due esponenti di Confindustria, Andrea Vecchio e Marco Venturi. E allora il conto non torna. O esiste una profonda spaccatura in Confindustria tra la linea
Vi è di mezzo la faccia dell’organizzazione datoriale, la quale, dopo la netta posizione assunta dal leader siciliano, la perderebbe definitivamente. E poi, incomprensibili parole se si pensa che gli Enti formativi, trasformati in società di capitale dall’operazione spavalda chiamata Circolare n.31 del 5 dicembre 2011, a firma di Mario Centorrino e Ludovico Albert, rispettivamente ex assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale ed ex dirigente generale al ramo, quando erano in carica non erano certo lontani anni luce da Confindustria Sicilia. Anzi.
Una guerra tra poveri? Una diverso peso tra lavoratori? Chissà. I licenziamenti non hanno padri diversi ed hanno invece la stessa matrice. Non vi è alcuna differenza tra un licenziato di un’azienda manifatturiera o di un Ente di formazione professionale. In questo Ivan Lo Bello dovrebbe essere più chiaro. Dovrebbe spiegarci dove sta la diversità di tutela. Oppure è un problema di dignità?
Ancora più stucchevole è la dichiarazione della senatrice del Pdl, Simona Vicari (foto sopra a destra tratta da economia.panorama.it). Sulla vicenda la stessa ha lanciato l’allarme schierandosi apertamente con Lo Bello e precisando: “Quei fondi invece sarebbero stati utili per dare ossigeno al nostro tessuto imprenditoriale”. Posizione che appare per giunta condivisibile nella logica di difendere i posti di lavoro. Ma la cosa che ci lascia basiti è l’accanimento contro il settore della formazione professionale.
Da qui l’allarme. La senatrice, infatti, ha precisato: “La decisione della Regione serve a garantire gli stipendi a quel precariato che per ragioni clientelari è cresciuto in maniera enorme al di là delle effettive esigenze di servizio”. Affermazione forte, e sicuramente veritiera. Però! Però la verità dobbiamo dircela tutta, fino in fondo. La politica si è abbuffata con la formazione professionale, assunzioni su assunzioni, clientelismo, affari e “chi più ne ha più ne metta”.
Ma uno sfondo critico ci sentiamo di innestarlo. Forse la Vicari dimentica che oltre al Pd, all’Udc, al Fli, al Pid, all’Mpa, a Grande Sud, anche il Pdl si è abbuffato. Senza ombra di dubbio, ha fatto parte della “grande ammucchiata”. E’ sufficiente ricordare al segretario dell’Ufficio di Presidenza del Senato che solamente lungo la fascia tirrenica della Sicilia, buona parte della deputazione nazionale e regionale del Partito della Libertà ha fatto affari con la formazione professionale. A Cefalù, come a Barcellona, senza dimenticare Messina.
Anche il partito di Simona Vicari, quindi, ha contribuito ad alimentare il precariato per ragioni clientelari e quindi elettorali nel settore della formazione professionale in Sicilia. Sono veramente in pochi (i parlamentari) coloro che possono “scagliare la prima pietra” quando si parla di responsabilità nel settore della formazione professionale. Che la Vicari abbia preso un granchio? Può darsi.
“A futura memoria” per usare il titolo di un fortunato libro di Leonardo Sciascia, che ha raccolto, tra il 1979 ed il 1988, articoli apparsi sulla stampa nazionale. Un esempio indelebile di impegno civile al quale tutti coloro che ricoprono incarichi elettivi e pubblici dovrebbero attenersi per il bene della società tutta.
01 Settembre 2012
Gent.ma Senatrice Simona Vicari, Lei e il suo partito potevate fare di più, e come se potevate fare di più, sia a Roma che a Palermo. Quante volte Le ho scritto per cercare una soluzione sui forestali? Quei pochi riscontri non lasciavano scampo, io mi chiedo: ma ha provato almeno ad impegnarsi? Purtroppo non mi risulta.
Avete ragione: Per come ci trattate siamo veramente lavoratori di serie B.
Lo siamo sempre stati per Voi.
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Sen. Simona Vicari

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