28 luglio 2024

TGR SICILIA. PIAZZA ARMERINA. "VESTIAMOCI A LUTTO PER I NOSTRI BOSCHI": FLASH MOB CONTRO GLI INCENDI. DOPO I ROGHI CHE HANNO DEVASTATO L'ENNESE, UNA PROTESTA IN ABITI NERI


Dal sito www.rainews.it

Piazza Armerina. "Vestiamoci a lutto per i nostri boschi": flash mob contro gli incendi

Dopo i roghi che hanno devastato l'ennese, una protesta in abiti neri

26/07/2024 Letizia Vella - montaggio Pietro Ciuffreda




SIFUS CONFALI - LA LOTTA CONVINTA PER RIVENDICARE I DIRITTI NEGATI O PRIMA O POI PAGA!



Ricevo e pubblico
dal Segretraio Generale del Sifus
Maurizio Grosso

SICILIA A FUOCO, SOCCORRITORI IN AZIONE ANCHE DI NOTTE PER SPEGNERE GLI INCENDI


Dal sito ilsicilia.it

26 Luglio 2024
Sono stati dieci gli incendi divampati in Sicilia nelle ultime ore.

I vigili del fuoco, i forestali e i volontari della protezione civile con i mezzi aerei sono stati impegnati a spegnere due roghi a Messina, due a Caltanissetta, e uno ad Agrigento, Catania, Enna, Palermo, Siracusa e Trapani.

Nel messinese le fiamme sono divampate ad Alì e nel capoluogo in contrada Santa Margherita, nel Nisseno nel capoluogo in contrada Favarella e Cimitero Angeli, nell’Ennese nel capoluogo in contrada Furma, nel Palermitano a Mezzojuso in contrada La Lacca, nel Siracusano a Buccheri in contrada Monte, nel Catanese a Santa Maria di Licodia in contrada Cavaliere, e ad Alcamo in contrada Scalilla.

Fonte: ilsicilia.it



RINASCE IL BOSCO D’ALCAMO DOPO GLI INCENDI, RIQUALIFICATO L’EX OSTELLO


Dal sito www.blogsicilia.it

26/07/2024
Nel Bosco d’Alcamo, ad un anno dai roghi che hanno devastato la Sicilia Occidentale, il gruppo “Muschio” ha riqualificato l’ex Ostello Cielo D’Alcamo, noto come “La Funtanazza”, abbandonato da sei anni. L’edificio, di proprietà del Libero Consorzio Comunale di Trapani e del Comune di Alcamo, ospita uffici della provincia al piano terra che rimarranno in uso.


Restituzione del bene pubblico alla comunità

Nella riserva Naturale Bosco d’Alcamo, ad un anno dai roghi che hanno devastato la Sicilia Occidentale, il gruppo “Muschio” ha restituito alla comunità il bene pubblico “ex Ostello Cielo D’Alcamo”, conosciuto come “La Funtanazza” e in stato d’abbandono da ormai sei anni. L’edificio in questione è di proprietà del Libero Consorzio Comunale di Trapani e del Comune di Alcamo. Al piano terra sono situati degli uffici della provincia, che rimarranno indisturbati.

Denunce della cittadinanza e azioni passate

Da tempo la cittadinanza denuncia lo stato di abbandono della Riserva. Successivamente al grande incendio del 2012 si è costituito il Coordinamento SalviAmo il Monte Bonifato che ha svolto svariate manifestazioni, riunioni e tavoli tecnici. Tuttavia, le richieste formulate sono rimaste inascoltate, inclusa quella della riapertura immediata dello spazio attraverso un affidamento temporaneo non oneroso ad una ATI di associazioni ambientaliste.

Iniziative del gruppo Muschio

Vista l’inerzia istituzionale, il gruppo Muschio ha deciso di riabitare La Funtanazza, per creare spazi e iniziative sociali che possano arricchire la comunità e migliorare la qualità della vita di tutte. Le prime iniziative organizzate si focalizzeranno sulla problematica degli incendi, un tema centrale in Sicilia e nella zona di Alcamo. Il progetto emerge, inoltre, dalla volontà di contrastare lo spopolamento e l’abbandono della zona.

Invito alla partecipazione e prossimi eventi

Il gruppo lancia questo invito alla popolazione locale: “Uniamoci per proteggere e rigenerare la nostra terra. Tutte le persone sono invitate a raggiungerci per sognare e agire assieme. Possiamo essere le gocce che spegneranno gli incendi.” Alle 18.30 di oggi, 26 Luglio, è stata indetta un’assemblea popolare alla Funtanazza per discutere degli incendi in Sicilia e organizzarsi per fermarli. Sabato 27 luglio alle 11:00 si terrà una formazione sulla guardiania e antincendio.




INCENDIO SAN CATALDO 2023: ABBATTUTI GLI ALBERI BRUCIATI ED ESTIRPATA LA QUASI TOTALITÀ DELLA NECROMASSA


Dal sito www.trnews.it

26 Luglio 2024
A un anno di distanza dal devastante incendio che ha colpito la marina di San Cataldo, interessando una superficie boscata di circa 19 ettari di pineta artificiale e 21 ettari di macchia mediterranea, l’operazione di estirpamento e allontanamento della necromassa ha coperto quasi tutte le aree attraversate dal fuoco.
Le fiamme, che hanno minacciato complessi residenziali, danneggiato giardini privati e alcune abitazioni, hanno interessato 52 particelle catastali, prevalentemente di proprietà di persone fisiche o giuridiche, e solo marginalmente appartenenti a Enti Pubblici come il Comune di Lecce, la Provincia di Lecce e la Regione Puglia.

L’ordinanza sindacale n. 684 del 09/04/2024, emanata dopo una precisa ricognizione dei danni e un’accurata istruttoria tecnico-amministrativa degli uffici comunali, è stata voluta dal Comune di Lecce per tutelare la pubblica incolumità. Essa ha avviato l’abbattimento degli alberi instabili o a imminente rischio di caduta, entro una fascia tagliafuoco di 20 metri dalle strade e dagli insediamenti residenziali, e la rimozione della necromassa presente sul terreno a causa degli alberi bruciati collassati.

Il taglio e la rimozione della vegetazione completamente bruciata sono stati subordinati al nulla osta del Dipartimento Regionale Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale – Sezione Coordinamento Servizi Territoriali di Lecce, sollevando i proprietari dall’onere di ottenere una specifica autorizzazione ai lavori, essendo tale permesso assorbito dall’ordinanza sindacale.

Grazie a una complessa procedura, la necromassa viene estirpata, essiccata, tritata, cippata e sanificata. Al termine dell’intervento, saranno prodotte 1880 tonnellate di biomassa, utilizzata integralmente per la produzione di energia elettrica. Questo ha permesso di rendere l’intervento completamente gratuito per i sei proprietari dei terreni maggiormente interessati dall’incendio del 25 luglio scorso.

Secondo gli adempimenti di legge, le particelle delle aree percorse dal fuoco a San Cataldo saranno inserite nell’elenco aggiornato del catasto incendi, annualmente deliberato dalla giunta comunale sulla base della perimetrazione trasmessa dai Carabinieri forestali.

“Su queste aree sono vietate per cinque anni le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’Ambiente e per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorse dal fuoco, il pascolo e la caccia,” precisa l’Assessore alla Polizia Locale e alla Protezione Civile, Giancarlo Capoccia. “L’obiettivo del divieto quinquennale è permettere alla zona boschiva colpita di riacquistare le caratteristiche antecedenti l’incendio. Ci auguriamo che la Natura faccia il suo corso e restituisca presto almeno in parte il patrimonio arboreo perduto. Dal canto nostro, l’attenzione sui controlli di tutti quei terreni incolti, in stato di abbandono o a riposo, rimarrà sempre altissima. Non bastano le ordinanze che dichiarano il periodo di grave pericolosità per gli incendi boschivi e di interfaccia, ma bisogna farle rispettare”.

INCENDI BOSCHIVI, 23.272 INTERVENTI VIGILI DEL FUOCO DAL 15/6. 27MILA ORE, IMPEGNATI IN TOTALE 104MILA POMPIERI E 38MILA MEZZI. LA SICILIA TRA LE REGIONI MAGGIORMENTE COLPITE


Dal sito www.lasicilia.it

ROMA, 25 LUG – Dal 15 giugno al 25 luglio sono stati 23.272 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco per incendi boschivi e di vegetazione in genere. Sono 7.221 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando furono 16.051, un periodo che fu però caratterizzato dall’alternanza di giornate calde e altre più fresche e piovose. Lo rende noto un comunicato Impegnati complessivamente nelle operazioni di spegnimento 104.224 vigili del fuoco, 38.800 i mezzi impiegati, per un totale di 27.654 ore d’intervento. Il maggior numero di incendi si registra in Puglia, dove i vigili del fuoco hanno effettuato 5.210 interventi. Le altre regioni maggiormente colpite dagli incendi sono state la Sicilia (4.901), il Lazio (3.473), la Calabria (2.724) e la Campania (2.053).





TAVOLO SULLA SICUREZZA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO. VIRZÌ (UGL): RIPARTIAMO DALLE SCUOLE



Ricevo e pubblico
dall'UGL UTL Palermo - UGL UR Sicilia

Si è tenuta a Palermo la nuova sessione del Tavolo di concertazione sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro presso l’assessorato al lavoro della Regione Siciliana.
L'Ugl è intervenuta per prima in apertura dei lavori lanciando l’allarme sulla mancanza di formazione adeguata in mare sulle navi quindi nei porti e nei cantieri navali, ambiti in cui la formazione è carente, uno dei due punti all’ordine del giorno.
"Sempre in ambito formazione vogliamo fortemente l’introduzione della sicurezza come materia scolastica - ha dichiarato Filippo Virzì componente del Tavolo sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro dell'UGL -  a settembre il nuovo punto da trattare sarà per l’appunto la scuola con un nuovo progetto divulgativo da cui ricominciare".
"In merito alla comunicazione secondo punto all'ordine del giorno - conclude  Virzì - la  riteniamo determinante se fatta in modalità massiva al fine di diffondere sempre più la cultura della legalità a partire dalle scuole da cui ripartiremo con idee e proposte da formulare per il prossimo appuntamento di settembre".



26 luglio 2024

CRISI IDRICA. SICCITÀ, A CALTANISSETTA UN’AUTOBOTTE DELLA FORESTALE DÀ ACQUA AGLI ALLEVATORI A SECCO



Dal sito www.lasicilia.it

La situazione, sempre più insostenibile, è stata al centro di una riunione in prefettura

25 Luglio 2024
Si aggrava la crisi idrica a Caltanissetta dove in alcune zone l’acqua non viene distribuita da 45 giorni. Famiglie e locali commerciali spesso sono costretti a chiamare le autobotti, più volte a settimana, con costi che si aggirano tra 250 e 400 euro. Una situazione ormai insostenibile e che è stata al centro di una riunione presieduta dalla prefetta Chiara Armenia alla presenza dei sindaci di tutta la provincia, del presidente della cabina di regia regionale per l’emergenza idrica, Salvatore Cocina, il presidente dell’Ati idrico, Massimiliano Conti, i rappresentanti dell’Azienda sanitaria locale, dei Consorzi di bonifica e i referenti dei gestori del servizio idrico locale e di sovrambito.

Il prefetto ha focalizzato l’attenzione sulle «difficoltà del settore zootecnico, auspicando un impegno congiunto da parte di tutti i soggetti interessati per cercare di garantire il massimo sostegno alle aziende e ai capi di bestiame». Al riguardo, nel corso della riunione, è stato sottolineato dal Prefetto «l’essenziale supporto fornito dall’Azienda forestale per i notevoli sforzi messi in campo allo scopo di alleviare i disagi patiti dagli allevatori e i conseguenti rischi per gli animali».

«Ormai da settimane, infatti, proprio al fine di rifornire le aziende zootecniche più colpite, sul territorio provinciale è in azione un’autobotte della forestale che, seppur con qualche difficoltà legata al numero delle aziende in sofferenza e dell’estensione del territorio, provvede con grande impegno a rifornire acqua potabile in favore degli allevamenti».

Nel corso della riunione i sindaci di Caltanissetta e San Cataldo hanno assicurato che dalla prossima settimana saranno operative due nuove autobotti che potranno offrire ulteriore supporto nelle attività di rifornimento delle zone meno servite. Il prefetto ha inoltre esortato i sindaci della provincia a «proseguire incessantemente nella ricerca ed esplorazione di pozzi o di nuove sorgenti nel territorio che, ove rinvenuti, contribuirebbero ad aumentare la portata idrica». Intanto per il 29 luglio, alle 18, è stato fissato un Consiglio comunale monotematico in adunanza aperta sulla crisi idrica.

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ARS. DISCUSSIONE DEL DDL «INTERVENTI FINANZIARI URGENTI» (771/A). L'ARTICOLO 17 INCREMENTA L'AUTORIZZAZIONE DI SPESA PER LE GARANZIE OCCUPAZIONALI DEI LAVORATORI FORESTALI DEL DIPARTIMENTO REGIONALE DELLO SVILUPPO RURALE E TERRITORIALE. IL BLOG: GLI OPERAI NON VOGLIONO ESSERE Nè SOSPESI E Nè LICENZIATI. ANZI, DOVETE METTERE QUELLE RISORSE PER LE 30 GIORNATE SIN DAL 2024 CHE AVETE PROMESSO. CI DISPIACE SOLO CHE SONO SALTATI TUTTI GLI SCIOPERI E AUTOCONVOCAZIONI

L'articolo 17 incrementa l'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale n. 1 del 16 gennaio 2024 per le garanzie occupazionali dei lavoratori forestali di competenza del dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale.

Art. 17. 
Spesa per i lavoratori forestali di competenza del Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale

1. Al fine di far fronte alla spesa per le garanzie occupazionali dei lavoratori  forestali di competenza del Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e  territoriale, per l'esercizio finanziario 2024, l'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1, come modificata dal comma 4 dell'articolo 3 della legge regionale 22 maggio 2024, n. 20, è incrementata di 4.000 migliaia di euro (Missione 16, Programma l, capitolo 155382).

La discussione generale si terrà lunedì. Il 27 luglio 2024 alle ore 12:00 scade  il termine per la presentazione degli emendamenti, secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo





INCENDI, BRUCIANO DA OTTO GIORNI I BOSCHI DI PIAZZA ARMERINA ED ENNA


Dal sito enna.gds.it

25 LUGLIO 2024
Non si fermano le fiamme nella zona sud dell’Ennese. I boschi di Piazza Armerina e di Enna sono sotto assedio dalle fiamme che oggi si sono spostate in contrada Furma, sede di un bosco. Sul posto i forestali con due squadre, un mezzo pesante, due autobotti, due pattuglie ed un elicottero che sta provando a contenere l’incendio dall’alto.  Nella notte, come informa Comunità Forestale, è bruciato il bosco di Bannatella (nella foto). Impegnate questa notte tante squadre ed autobotti del servizio antincendio della Forestale di Enna e dei vigili del fuoco. Sta mattina squadre ancora operative in attesa. Chiamati i Canadair e un elicottero.

Fonte: enna.gds.it



ENCICLOPEDIA DEL MAL GOVERNO. I COME INCENDI. SI SAREBBE DOVUTO AGIRE TEMPESTIVAMENTE SULLA PREVENZIONE, PER EVITARE DI MANDARE IN FUMO ETTARI DI BOSCHI E POLMONI VERDI. MA NON C’È STATO UN RICAMBIO DEGLI OPERAI FORESTALI


Dal sito www.buttanissima.it

La gestione dell'Ast, gli incendi, l'incubo siccità, i debiti della burocrazia. Una stagione maledetta

ALBERTO PATERNÒ - 24 Luglio 2024
Estate? L’incubo di Sicilia, avevamo titolato qualche giorno fa. Alle croniche lacune e alle ataviche emergenze, però, negli ultimi giorni se ne sono aggiunte delle altre. A partire del lento ma inesorabile sgretolamento di un’azienda del trasporto pubblico, che rischia di mandare sul lastrico 700 lavoratori; passando per una gestione dei rifiuti sempre più controversa, che fa registrare uno strano sabotaggio nell’impianto pubblico di Bellolampo; senza dimenticare che alcune aree dell’Isola – in primis il Trapanese, l’Agrigentino e l’Ennese – sono a secco da settimane, se non addirittura mesi. Un elenco di nefandezze che ci dà occasione di scrivere una prima e, comunque, parziale enciclopedia del malgoverno siciliano: comprende ritardi, incompiute, promesse mancate. A cui la Regione, per il momento, risponde con una trovata pubblicitaria da 500 mila euro per tentare di fermare l’emorragia dei turisti. Basterà? Ecco la rassegna di ciò che sta succedendo.

A come Ast. E’ l’Azienda Siciliana dei Trasporti, per la quale l’Ars, con l’ultima manovrina correttiva, stanziava 20 milioni a titolo di ricapitalizzazione e 18 per futuri investimenti. Un piano di “salvataggio” in piena regola che però non ha impedito il de profundis. Un mese dopo l’azienda è sul lastrico: la settimana scorsa sono saltate quasi mille corse e l’Ast è rimasta fuori dal bando della Regione per l’acquisto di nuovi autobus. Quelli attuali sono vetusti. Nel Palermitano l’Azienda ha a disposizione 110 bus, di cui 72 risultano guasti o in manutenzione. Dei 700 dipendenti della partecipata, quelli con contratto di lavoro somministrato (circa 150) ricevono lo stipendio in ritardo. L’Ast, dopo la gara per l’assegnazione delle tratte del trasporto pubblico, dovrà cedere progressivamente spazio ai privati (almeno per quelle più remunerative). Il burrone è a un passo.

B come Bellolampo. Sembrava che i disastri della monnezza riguardassero soltanto gli impianti gestiti dai privati (vedi Lentini). Invece anche l’impianto pubblico di Bellolampo, a Palermo, ha i suoi bei problemi. E’ di qualche giorno fa la denuncia dell’amministratore della Rap, Giuseppe Todaro, circa l’atto di sabotaggio compiuto da ignari – ma non è escluso a priori che si tratti di qualche franco tiratore della municipalizzata – nei confronti del tritovagliatore dei rifiuti, che per fortuna non comporterà grossi disagi all’attività di smaltimento della discarica. Preoccupano le circostanze: l’atto vandalico è avvenuto in una zona senza telecamere e a un mese dall’incendio appiccato in una scarpata nei pressi della settima vasca. Nel 2023, a causa di un rogo, i valori di diossina superarono di 35 volte i livelli consentiti. La situazione è da monitorare anche se rischia di diventare il barometro delle tensioni politiche: per la deputata Varchi e il senatore Russo, entrambi di Fratelli d’Italia, “la Rap non è in grado di vigilare sulla sicurezza del sito di Bellolampo. Abbiamo chiesto formalmente al Prefetto Massimo Mariani di convocare una riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica affinché si individuino le contromisure utili per affiancare l’azienda”.


C come Caltanissetta. A scippare a Ravanusa il primato dei giorni senz’acqua (18) è stata contrada Niscima, a Caltanissetta, rimasta a secco per 42 giorni. L’altra sera, un’iniziativa (“priva di bandiere”) ha acceso i riflettori su questa piccola realtà dimenticata. Come si fa a resistere per un mese e mezzo senz’acqua? E perché nessuno interviene? L’unica fonte di sostentamento sono le autobotti, che però costano un occhio della testa. “La cosa assurda è che in città ci sono zone dove l’acqua viene distribuita ogni tre o cinque giorni – lamenta Sergio Cirlinci, il residente a capo della protesta – e altre dove l’acqua la vediamo con il cannocchiale”. La Regione prova a tenersi stretti i turisti, ma è la gente del posto a soffrire i morsi della siccità. Agricoltori, allevatori: la guerra tra poveri è già iniziata.

I come incendi. Sono stati i 23 i roghi appiccati domenica scorsa nell’Isola, di cui la maggior parte in provincia di Agrigento (che non ha abbastanza acqua per spegnerli). Undici sono divampati lunedì. Nei giorni precedenti le fiamme avevano lambito la provincia di Enna, in particolare Piazza Armerina. Con questo caldo asfissiante, e col vento di scirocco sempre in agguato, l’emergenza non può dirsi conclusa. Si potrebbe invocare la danza della pioggia, che però non ha dato frutti per contrastare la crisi idrica. O, magari, si sarebbe dovuto agire tempestivamente sulla prevenzione, per evitare di mandare in fumo ettari di boschi e polmoni verdi, oggigiorno sempre più rinsecchiti. Ma non c’è stato un ricambio degli operai forestali – nonostante la promessa di un concorso, già espressa dall’ultimo accordo Stato-Regione – e non ci sono mezzi leggeri per spegnere le fiamme. E’ una partita a perdere, che l’inerzia risoluta di chi governa non ha aiutato a sovvertire.

L come liste d’attesa. Al di là dei proclami della politica, prenotare una prima visita o un controllo al Cup è un’impresa titanica. A prescindere dalla branca specialistica. Ci vogliono mesi per effettuare esami diagnostici prescritti dal medico di base. E la situazione negli ospedali è irripetibile: manca il personale e i concorsi, specie nei presidi di periferia, vanno deserti. La salute è affidata a un assessore fantasma e a 17 manager sulla cui testa pende, come una tagliola, il nuovo contratto da direttore generale: prevede che, al termine del primo anno, si possa giungere alla revoca dell’incarico se le liste d’attesa non saranno ridotte. Ci vorrebbero dei poteri magici che nessuno possiede. E se le aziende contrattualizzano le prestazioni con i privati convenzionati, parte la caccia alle streghe: “Hanno svenduto la sanità pubblica”. Non c’è via d’uscita.

R come riaccertamento. Quello dei residui attivi – un passaggio propedeutico alla liquidazione delle fatture alle imprese – procede piano. Il mondo della formazione professionale è in attesa di 350 milioni, le ditte idem. Questi crediti fino alla primavera scorsa valevano due miliardi, poi si sono dimezzati (Schifani crede sia merito suo, in realtà la strigliata ai dirigenti è arrivata a cose fatte). Ma molte voci, soprattutto quelle legate a finanziamenti comunitari o al Pnrr, rimangono in stand-by. I corsi si sono tenuti, i lavori sono stati conclusi, le prestazioni concordate con la Pubblica amministrazione già erogate, ma per la lentezza della burocrazia i pagamenti sono rimasti in alto mare. Pure questa, nonostante gli elogi di Standard and Poor’s alla Sicilia (con un parziale miglioramento del rating), è una piaga che si ripropone. Ne va della vita di centinaia di famiglie.

R “bis”, come Rosalia. E’ passato quasi in cavalleria, ma l’abbandono dei carri dopo il festino della Santuzza – non è la prima volta che accade – lascia senza parole. Realizzati da artisti di fama, con sacrificio e passione, non meritavano di finire alla mercè di vandali e malacarne. Vittime del degrado che avvolge la città non appena lo spirito religioso e l’immagine della santa smettono di brillare. Circa 350 mila persone si sono mosse la notte del 14 luglio per rendere omaggio a chi liberò Palermo dalla peste. Un’altra peste è in corso, e nessuno riesce a provvedere. Né la società civile, tanto meno la politica. Eppure le premesse erano altre, con l’immagine di Rosalia glorificata in giro per il mondo, da Tokyo a New York, con viaggi che non devono essere costati poco.

S come siccità. Problema già affrontato alla voce ‘Caltanissetta’, ma talmente grave da richiedere un asterisco. La Cabina di Regia, istituita dal presidente Schifani, rischia di rimanere un contenitore vuoto se non assumerà decisioni che siano in grado di cambiare il corso delle cose. Finora non è avvenuto, nonostante il richiamo all’Amap, il gestore dell’acquedotto di Palermo, a concordare insieme eventuali piani di razionamento idrico. Ma la Cabina di Regia, per ora, è soltanto una leggenda di una notte di mezza estate. Le cronache raccontano di un comune – Agrigento – che ha dichiarato lo stato d’emergenza idrica, annunciando “possibili disagi” di natura igienico-sanitaria; di un altro, Sciacca, dove interi quartieri sono rimasti a secco; di un altro ancora – Sambuca – che ha messo a disposizione un idrante nella piazza centrale della città per garantire l’approvvigionamento idrico utile al sostentamento del bestiame e delle produzioni agricole. E di alcuni agricoltori che, nel Trapanese, fanno i turni di notte per accedere a una fornitura d’acqua pubblica utile a irrigare i campi; ma ogni tanto l’acqua finisce, e hanno perso solo tempo (e sonno). Sembra il Medioevo.




SIFUS CONFALI - SI LAMENTA CHE LE REGIONI SPENDONO SOLO IL 30% DEI FONDI MESSI A DISPOSIZIONE DAL PNRR PER CONTRASTARE LA SICCITÀ PERÒ MENTRE ERA PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA HA PERSO IL FINANZIAMENTO DI 31 PROGETTI SU 31 DAL PNRR FINALIZZATI ALL'AMMODERNAMENTO DELLE RETI IRRIGUE. UN PO' DI PUDORE NO?



Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali 
Maurizio Grosso

Sifus Confali - si lamenta che le regioni spendono solo il 30% dei fondi messi a disposizione dal pnrr  per contrastare la siccità però mentre era presidente della regione siciliana ha perso il finanziamento di 31 progetti su 31 dal pnrr finalizzati all'ammodernamento delle reti irrigue.
Un pò di pudore no?
Maurizio Grosso - Segretario Generale Sifus 



SAN CIPIRRELLO (PA). OPERAI FORESTALI RIPULISCONO LE AREE VERDI COMUNALI


Dal sito www.vallejatonews.it

25 Luglio 2024
Grazie a una convenzione fra Comune e Azienda foreste demaniali, una squadra di cinque operai forestali è impegnata da alcuni giorni in interventi di scerbatura delle aree verdi del centro abitato. Le operazioni di estirpazione delle erbe infestanti, partite dal parco giochi “Isola felice”, interesseranno anche alcune aree incolte per scongiurare il rischio di incendi.

A renderlo noto è l’assessore comunale al Verde pubblico, Salvatore Licata, che ha voluto ringraziare l’assessorato regionale dell’Agricoltura per l’attenzione rivolta al territorio sancipirellese.


SIFUS CONFALI SICILIA: COME SOSTIENE L'EX COMANDANTE DEL CORPO FORESTALE, DOTT. LONZI, RIPULIAMO LE DIGHE DAI FANGHI APPROFITTANDO DELLA SICCITÀ



Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus Confali 
Maurizio Grosso

Palermo 26-07-2024 - Fermo restando che, in tempi non sospetti e, precisamente , a partire dal dibattito  all'ARS sulla legge finanziaria, il SIFUS ha denunciato invano  che bisognava porre rimedio alla imminente crisi idrica ed irrigua ( andate a rileggere sulla pagina Facebook del settore consorzi di bonifica le  decine di post  del nostro Ernesto Abate), in questo post vogliamo condividere con i lettori e denunciare,  in sintonia con l'ex Comandante del Corpo Forestale, dott. Michele Salvatore Lonzi,  l'opportunità di far di necessità virtu: approfittare degli invasi vuoti per ripulirli dai fanghi e metterli in sicurezza, nonché per completarli ove occorre, a partire dalla diga Trinità (in provincia di Trapani) in cui si attende  il  collaudo dal 1959.
Concludiamo sottolineando, così come ha fatto il Dott. Lonzi che a prescindere di ciò  che sostengono gli scienziati pagati a peso d'oro da un sistema in cui la fanno da padrone  sempre più ignoranti e presuntuosi  che i "fanghi di fondo delle  dighe", tranne quelli in cui emerge la presenza di inquinanti, rappresentano importanti "ammendanti" per i terreni agricoli!
Approfondiremo il problema molto presto!
Maurizio Grosso -  Segretario Generale SiFUS



L'ENORME GIACIMENTO D'ACQUA CHE PUÒ SALVARE LA SICILIA DALLA SICCITÀ. VIDEO TGR SICILIA


Dal sito www.rainews.it

La riserva sotterranea da miliardi di metri cubi si trova sotto i monti Iblei e potrebbero essercene delle altre nel resto dell'Isola
25 luglio 2024 di Gianluca Mavaro; montaggio: Andrea Panarello




TRE INDAGATI PER LA MORTE DELL’OPERAIO MARIO RUTIGLIO: INCHIESTA DELLA PROCURA DI BRINDISI


Dal sito ostuninotizie.it

Tre funzionari dell'Arif, responsabili della gestione e del coordinamento degli interventi, sono ora indagati.

25 Luglio 2024
La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta per la morte di Mario Rotiglio, un operaio sessantaseienne dell’Arif, avvenuta lo scorso sabato durante le operazioni di spegnimento di un incendio nelle campagne di Ceglie Messapica. Tre funzionari dell’Arif, responsabili della gestione e del coordinamento degli interventi, sono ora indagati. L’ipotesi di reato avanzata dal pubblico ministero Alfredo Manca è omicidio colposo in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio che Rotiglio stava aiutando a domare si è rivelato fatale per l’operaio. La dinamica esatta dell’incidente è ancora oggetto di indagini, ma sembra che potrebbero essere emerse gravi carenze nelle procedure di sicurezza adottate durante l’intervento.

L’inchiesta della procura mira a chiarire se ci siano state omissioni o negligenze da parte dei funzionari dell’Arif, i quali avevano il compito di garantire la sicurezza degli operai coinvolti nelle operazioni di spegnimento. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta, al momento, un atto dovuto per permettere l’eventuale nomina di consulenti di parte in vista dell’autopsia, il cui conferimento dell’incarico è previsto per venerdì prossimo.

L’autopsia sarà un passaggio cruciale per comprendere le cause della morte di Rotiglio e per determinare se vi siano stati fattori esterni che abbiano contribuito al tragico epilogo. I familiari dell’operaio e i colleghi dell’Arif attendono con ansia i risultati delle indagini, sperando che si possa fare luce su quanto accaduto e che vengano accertate eventuali responsabilità.

La vicenda ha sollevato un’ondata di commozione e solidarietà nella comunità locale, con numerosi messaggi di cordoglio rivolti alla famiglia di Rotiglio. Allo stesso tempo, la tragedia ha riacceso il dibattito sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori impegnati in attività ad alto rischio, come quelle legate agli interventi antincendio.

Questo tragico evento pone nuovamente l’attenzione sull’importanza di rigorosi protocolli di sicurezza e di una formazione adeguata per tutti gli operatori coinvolti in situazioni di emergenza. La speranza è che da questa tragedia possano emergere insegnamenti utili per prevenire future tragedie e garantire la massima protezione per tutti i lavoratori.

In attesa dei risultati delle indagini, l’intera comunità resta vicina alla famiglia di Mario Rotiglio, condividendo il dolore per una perdita tanto improvvisa quanto ingiusta.





Leggi anche:






24 luglio 2024

CENTRO PER L'IMPIEGO DI CALTANISSETTA - AGGIORNAMENTO SEMESTRALE DELLA GRADUATORIA UNICA PROVVISORIA DISTRETTUALE FORESTALI - II SEMESTRE 2024





N.B. 
Per poter leggere le graduatorie bisogna aver installato il programma WinRAR, scaricabile gratis in questo link: www.winrar.it




VOLANO I DRONI A MONREALE, GUERRA A PIROMANI E INCENDI BOSCHIVI


Dal sito www.direttasicilia.it

23/07/2024
“Sono questi gli strumenti, altamente tecnologici, di cui si è appena dotato il comune di Monreale per prevenire gli incendi”. Lo ha dichiarato il sindaco Alberto Arcidiacono presentando due nuovi droni che monitoreranno il territorio boschivo del comune normanno.

Nel corso delle ultime estati diversi ettari di bosco sono andati in fumo e perfino alcune abitazioni sono state avvolte dalle fiamme. Per questo l’amministrazione comunale ha investito 90.000 euro per acquistare due velivoli di ultima generazione, modello FireHound, prodotti dalla Vector Robotics.

Si tratta di droni a propulsione elettrica con pannelli fotovoltaici sulle ali, in grado di ricaricarsi durante il volo. Questa caratteristica garantisce un’autonomia di 15 ore. I velivoli sono dotati di avanzati sensori termici in grado di rilevare e segnalare tempestivamente la presenza di focolai, anche di piccole dimensioni, fino a 120 metri di altezza.

Alcuni vigili urbani hanno già completato il corso di addestramento e sono pronti a pilotare i droni. “Con il loro laptop ultraportatile, dotato di connettività LTE integrata, potranno seguire e controllare il mezzo anche a 10 chilometri di distanza dalla centrale”, ha spiegato il sindaco.

Questi velivoli sono già utilizzati dalla Protezione Civile della Calabria e dall’Acismom, mentre Monreale è attualmente l’unico comune in Sicilia ad averli acquistati. “Siamo già stati contattati da altre amministrazioni per ricevere informazioni”, ha dichiarato Arcidiacono al Giornale di Sicilia. “I droni FireHound sono gli unici sviluppati specificatamente per questo scopo e grazie alla loro sorveglianza affidabile e continua, contribuiscono significativamente alla sicurezza delle aree a rischio”, ha affermato Andrea Beggio, CEO di Vector Robotics.

L’introduzione di questi velivoli tecnologici rappresenta un importante passo avanti nella prevenzione degli incendi boschivi e nella protezione del territorio. La possibilità di monitorare ampie zone in modo continuativo, individuando tempestivamente anche piccoli focolai, consentirà di intervenire con maggiore rapidità ed efficacia.




UN ANNO FA LA SICILIA IN PREDA AI ROGHI. PER CONTRASTARE GLI INCENDI CI VOGLIONO VOLONTÀ E RISORSE


Dal sito sicilia.lidentita.it

di Dora Di Cara - 24 Lug 2024
Il 2023 è stato l’annus horribils per le foreste siciliane. Secondo i dati forniti dall’ARPA, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, sono andati distrutti dal fuoco più di 57 mila ettari  di territorio, di cui 11 mila e 500 a copertura esclusivamente forestale. 

A soffrire di più la provincia di Palermo che, con 3.186 ettari distrutti, da sola rappresenta circa un terzo del totale nazionale delle superfici forestali percorse da incendio. 

Particolarmente efferati gli incendi “a tenaglia” che hanno circondato la Conca d’Oro sfiorando la città non senza aver causato gravi danni e purtroppo anche vittime.  Si rimane stupiti da come sia stato possibile che persino Monte Pellegrino, riserva naturale, autentico Santuario, sia in senso ambientalistico che religioso, ospitando le sacre reliquie della Santuzza, sia stato aggredito. 

Del resto l’altro Santuario cittadino, all’altro capo della città, il convento di Santa Maria di Gesù che ospita le spoglie di San Benedetto il Moro, l’altro patrono della città, ha subito sorte peggiore, rimanendo gravemente danneggiato dai roghi. 

Abbiamo chiesto a Vincenzo Lo Meo, già dirigente forestale, una lunga esperienza proprio nella gestione delle emergenze del servizio antincendio boschivo, arricchita da una lunga attività di amministratore pubblico ma soprattutto grande competente di botanica materia che ama molto e a cui si dedica con passione.

La Sicilia sembra particolarmente vulnerabile al fenomeno degli incendi
“Infatti lo è. Partiamo dalle cause predisponenti. Il clima, che d’estate è caldo e secco. La vegetazione, che quando è abbandonata diventa combustibile da incendio.  La mancata cura e coltivazione di terreni agricoli ha accelerato questo processo. Poi ci sono le cause scatenanti. Che sono complesse e di difficile individuazione, legate al tipo di rapporto con il territorio”.

Che significa questo?
“Che il bosco è considerato un bene non produttivo. In Trentino, per esempio, i boschi forniscono legno pregiato in grado di produrre reddito, come quello per realizzare i violini. Qui invece il bosco è di tipo protettivo, non produttivo. Ossia esiste per la maggior parte come bene demaniale, allo scopo di proteggere il suolo, quindi come spesso accade qui si trasforma in res nullius. Basti pensare che in Sicilia solo il 42% appartiene ai privati mentre la media nazionale è del 60%”.

Quanta superficie boschiva recentemente è andata in fumo?
“Su un totale di più di 258 mila ettari di boschi alti, gli ultimi cinque anni hanno visto una perdita di 26 mila e 500 ettari con una media annua di 5 mila e 300 ettari. La sola provincia di Palermo è stata interessata addirittura del 23% del totale regionale”.

È ormai chiaro che si tratta per la maggior parte dei casi di incendi dolosi.
“Assolutamente si. Il 75% è di natura dolosa, il 10% di tipo colposo e solo il 5% (il resto è considerato non classificabile) è dovuto a cause naturali e accidentali”.

Chi, e perché, ha interesse a fare questo?
“Sono motivi complessi e di difficile definizione. Una parte è certamente conseguenza di gesti vendicativi o di disturbo. Una buona parte a piromani”.

Nel novero dei piromani si considerano quelle persone che così volevano ottenere terreni edificabili o da adibire a pascolo o anche, come sostenuto, da personale della Forestale interessato a ottenere il rinnovo del contratto di lavoro?
“No, perché sono state varate leggi che vietano queste attività dopo gli incendi, tra cui proprio il rimboschimento, per cinque anni. I piromani sono proprio persone che soffrono di questa precisa patologia, e sono egualmente presenti in tutti i Paesi”.

Che cosa si può fare per prevenire?
“Per prima cosa individuare le aree a rischio. Poi azioni mirate a ridurre le cause, il potenziale innesco e mitigare i danni conseguenti, interventi colturali mirati. La lotta attiva, con attività di ricognizione, sorveglianza avvistamento e spegnimento con mezzi da terra e aerei”.

La Regione Siciliana mette in atto queste pratiche?
“Non è facile. Dei 250 milioni di euro disponibili, l’85% è destinato al personale. Resta poco per mezzi e strutture”.

È il caso di dire che la situazione fa acqua da tutte le parti. E non è nemmeno acqua utilizzabile per spegnere il fuoco.

(Foto di Egor Vikhrev su Unsplash)





ACQUA, RIFIUTI, INCENDI: MANNINO (CGIL SICILIA), EMERGENZE NON DOVUTE A UN DESTINO CINICO E BARO MA ALL’INEFFICIENZA POLITICA DI UN GOVERNO REGIONALE CHE “ESISTE” SOLO PER LE NOMINE E LE POLTRONE. MENTRE PER IL CONTRASTO AGLI INCENDI E IL GOVERNO DEL TERRITORIO, NON SI CAPISCE COSA SI ASPETTI AD APPROVARE LA RIFORMA DELLA FORESTALE SENZA RISPOSTE LA MOBILITAZIONE SARÀ INEVITABILE


Dalla pagina Facebook 
Cgil Sicilia

Acqua, rifiuti, incendi: Mannino (Cgil Sicilia), emergenze non dovute a un destino cinico e baro ma all’inefficienza politica di un governo regionale che “esiste” solo per le nomine e le poltrone

Senza risposte la mobilitazione sarà inevitabile
Palermo, 24 luglio- “Ci accorgiamo che esiste un governo regionale solo quando ci sono nomine e poltrone da occupare, per il resto il nulla. La Sicilia è in  preda a emergenze gravi, non certo inaspettate, e due anni di governo Schifani non sono riusciti a intaccare minimamente quei problemi strutturali che le determinano”. Lo scrive in una nota il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino. “Crisi idrica, emergenza rifiuti, incendi: questi – dice Mannino- non sono problemi improvvisi e occasionali, dovuti a un destino cinico e baro ma certamente a un continuum di inefficienze e di mancata azione di governo, di fronte alla quale tutti i siciliani dovrebbero acquisire piena coscienza e ribellarsi. Per quanto riguarda la Cgil- sottolinea Mannino - le azioni di mobilitazione saranno inevitabili se non arrivano risposte”.
Il segretario della Cgil fa una breve analisi: “Per quanto riguarda l’acqua e la siccità ci troviamo ad avere reti colabrodo (va dispersa il 52% dell’acqua), mancato governo delle acque delle falde, insufficienza di potabilizzatori e dissalatori, mancato riuso delle acque reflue. Per i rifiuti la situazione è sotto gli occhi di tutti. Il governo promette interventi ma non fa poi niente. Mentre per il contrasto agli incendi e il governo del territorio, non si capisce cosa si aspetti ad approvare la riforma della forestale. Per non parlare ovviamente- aggiunge Mannino- della mancanza di interventi per lo sviluppo, l’occupazione, per il sistema sanitario, per la transizione ecologica”.
Problemi annosi dunque, quelli che attanagliano la Sicilia “ di fronte ai quali – rimarca il segretario della Cgil- un governo totalmente inadempiente per quanto riguarda le sue competenze non riesce neanche, quando servirebbe, ad alzare la voce col governo nazionale, ponendosi anzi in posizione di piena subalternità. Il governo nazionale vuole l’autonomia differenziata, la Zes unica, ci toglie le risorse del Fondo di coesione? Nessun problema, ci pensa Schifani ad abbassare la testa e a mandare la Sicilia alla deriva. Penso che un sussulto di orgoglio e dignità di tutti i siciliani sia oggi indispensabile”.



CALDO AFRICANO FINO AL 10 AGOSTO. QUARANTA GRADI ASSICURATI PER ALTRE DUE SETTIMANE


Dal sito www.lasiciliaweb.it

Quaranta gradi assicurati per altre due settimane

24 Luglio 2024
Alta pressione sul nostro Paese almeno fino al 10 agosto con temperature elevate e il ritorno del caldo africano. Per i meteorologi la situazione peggiore riguarderà la siccità estrema, specialmente al Sud: proprio le piogge infatti saranno la nota dolente dei prossimi 10-14 giorni in Sicilia. Per quanto riguarda le temperature entro domenica sono previsti 37-39 gradi al Centro Sud. Ma sarà entro la fine del mese che l’Italia sarà ‘infuocata’ di nuovo, ovunque.




IL PROFONDO ROSSO PER LA LOTTA AGLI INCENDI IN SICILIA: “MANCA LA GESTIONE DEL TERRITORIO”



L’elaborazione dell’associazione Fenice Verde su dati del sistema europeo

di Giada Lo Porto - 24 LUGLIO 2024
C’è una mappa sconvolgente che racconta gli ultimi quindici anni di incendi in Italia, dove viene segnato un punto rosso per ogni rogo rilevato fra il 2009 e il 2024. La fotografia della Sicilia è impietosa: interamente rossa, assediata dalle fiamme, come se facesse parte di un altro continente.

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STUDIO LEGALE FASANO: AVVIO DI DUE NUOVE INIZIATIVE LEGALI PER I LAVORATORI FORESTALI DELL' ANTINCENDIO IN SERVIZIO O IN PENSIONE. EQUIPARAZIONE AI FINI PENSIONISTICI AI VIGILI DEL FUOCO E LIQUIDAZIONE DELLE INDENNITÀ DI SERVIZIO OPERATIVO E DI RISCHIO EQUIPARATA ALLA QUALIFICA DI VIGILE DEL FUOCO


Ricevo e pubblico
dallo studio legale Fasano

STUDIO LEGALE FASANO: AVVIO DI DUE NUOVE INIZIATIVE LEGALI PER IL COMPARTO DEGLI OPERAI FORESTALI A TEMPO DETERMINATO.

GRAZIE ALL’EQUIPARAZIONE - DICHIARATA DAL PARLAMENTO EUROPEO SU NOSTRA PETIZIONE -  AI LAVORATORI A TEMPO INDETERMINATO, OGGI È POSSIBILE VANTARE DIRITTI ECONOMICI ANALOGHI A QUELLI RICONOSCIUTI AI LAVORATORI A TEMPO INDETERMINATO FACENTI PARTE DI COMPARTI CHE SVOLGONO FUNZIONI ANALOGHE!

Questi diritti oggi possono essere vantati dai lavoratori dell’antincendio in servizio o in pensione.

AVVIO RICORSI: 
  1. FORESTALI ANTINCENDIO IN PENSIONE: HANNO DIRITTO ALL’APPLICAZIONE DELL’ALIQUOTA DEL 2,44% NONCHE’ ALLA CORRESPONSIONE DI TUTTI GLI ARRETRATI MATURATI NEI LIMITI DELLA PRESCRIZIONE QUINQUENNALE. Questo perché  ‘l’articolo 61 del DPR 1092/63 (norma mai abrogata) ha equiparato i vigili del fuoco e i forestali – ai fini pensionistici – al personale militare – con estensione diretta dell’articolo 54. Pertanto, Chi è andato in pensione dal 1° gennaio 2022 in poi vedrà riconoscersi un aumento figurativo dello stipendio un aumento figurativo dello stipendio pari al 2,5, del 5% dal 1° gennaio 2023, del 7,5% dal 1° gennaio 2024, del 12,5% dal 1° gennaio 2027 e del 15% dal 1° gennaio 2028. Si tratta di una maggiorazione della base pensionabile riconosciuta dall’articolo 4 del d.lgs. n. 165/1997 sia al personale delle forze armate (MM, AA e EI) che al personale delle forze di polizia ad ordinamento civile e militare. I vigili del fuoco erano esclusi. Ciascuno scatto corrisponde ad un aumento della base pensionabile del 2,5%, calcolato sullo stipendio cd. «parametrato» cioè sui valori stipendiali correlati ai livelli retributivi, indennità integrativa speciale, sui cd. benefici di infermità previsti dall'articolo 3 della legge 539/1950, sull'importo relativo alla retribuzione individuale di anzianità nonché sull'indennità di vacanza contrattuale e sull'eventuale assegno ad personam. Non si applica sull'assegno funzionale.
  2. OPERATORI ANTINCENDIO IN SERVIZIO: Ricorso per equiparazione ai fini pensionistici ai vigili del fuoco e per la liquidazione di due indennità: A)  indennità di servizio operativo, B) indennità di rischio equiparata alla qualifica di vigile del fuoco (nella medesima percentuale per i giorni di servizio resi), poiché l’indennità riconosciuta è insufficiente e si pone in contrasto con la Direttiva n. 70/99 CEE in materia di rapporto a termine. I forestali a tempo determinato vantano gli stessi diritti economici, senza alcuna discriminazione legata alla categoria.
Le iniziative legali di cui sopra sono frutto dello studio e approfondimento avviato dallo studio legale Fasano, su direzione giuridica degli avvocati Angela Maria Fasano e Stefania Fasano che se ne attestano la paternità di studio e prima valutazione.

Grazie alla precedente iniziativa legale avviata dagli avvocati Fasano, i forestali siciliani hanno ottenuto un provvedimento storico per la categoria, che li ha inseriti nel pacchetto “infrazioni comunitarie” per violazione della Direttiva n. 70/99 CEE. Gli avvocati Fasano sono stati invitati per ben due volte a Bruxelles dal Presidente della Commissione PETI e per ben due volte la commissione PETI ha dichiarato la presenza delle gravi violazioni rese in danno dei forestali siciliani per oltre trent’anni, grazie alle denunzie rese su voce dello studio legale Fasano di Palermo. 
L’accesso a Bruxelles dello studio legale Fasano è stato determinate. Questo ha definitivamente mutato la qualifica dei forestali da lavoratori stagionali a lavoratori a tempo determinato, facendo sì che gli stessi potessero essere destinatari di tutele legali e di nuove prospettive professionali, al pari dei lavoratori a tempo indeterminato, anche ai fini concorsuali.



23 luglio 2024

FORESTALI, FAI, FLAI E UILA ILLUSTRANO IPOTESI DI PIATTAFORMA PER RINNOVO CCNL



Dal sito www.flai.it

23/07/2024
E’ stata presentata oggi, al centro congressi Cavour di Roma, l’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del Ccnl 2025-2028 degli operai idraulico forestali.

Le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno illustrato alle numerose delegate e delegati presenti i punti salienti del testo che sarà discusso nei luoghi di lavoro su tutto il territorio nazionale, per essere poi approvato definitivamente il 25 settembre.

In apertura dei lavori un pensiero a Mario Rotiglio, operaio forestale Arif in forza nel cantiere di Ostuni, nel brindisino, deceduto tre giorni fa, a 67 anni, quando mancavano sei mesi alla pensione, durante lo spegnimento di un incendio.

Le carenze strutturali del settore e le insufficienti risposte da parte delle Regioni, sia in termini di risorse troppo esigue che in merito all’organizzazione del lavoro, sono solo alcune delle criticità emerse nel corso del dibattito. da superare per sottoscrivere rapidamente il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro di un settore strategico a livello ambientale, economico e sociale. La gestione delle foreste e le politiche di sostegno al settore forestale rappresentano, anche e soprattutto alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici, una sfida importante nell’ambito delle politiche di settore a livello europeo, intersecando obiettivi ambientali con quelli legati al contrasto allo spopolamento ed allo sviluppo armonico delle aree interne e rurali del nostro Paese.

Fai, Flai e Uila ritengono che le richieste presentate nella Piattaforma costituiscano un importante passo in avanti per valorizzare le competenze e le professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, tutelando, al contempo, il loro potere d’acquisto in una fase in cui l’aumento dell’inflazione ha eroso significativamente i salari dei lavoratori.

Fra le principali richieste oltre ad un aumento della retribuzione mensile (a parametro 108) pari a 160 euro, anche la previsione di un’indennità di continuità professionale per il personale operaio, la riduzione dell’orario di lavoro, maggiori verifiche sugli appalti, un più incisivo impegno sulla formazione e per lo sviluppo della bilateralità di settore a partire dal Fondo CIMIF, lotta alla precarietà con stabilizzazioni occupazionali e semplificazioni del turnover, misure che incentivino la contrattazione nazionale e regionale.

Fonte: www.flai.it



AGGIORNAMENTO DELLA GRADUATORIA UNICA PROVVISORIA DISTRETTUALE 2024, DEI LAVORATORI FORESTALI PER I 5 DISTRETTI DELLA PROVINCIA DI TRAPANI






N.B. 
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