24 dicembre 2019

NOVANTA GIORNI PER CONCORDARE LE RIFORME, SICILIA ‘COMMISSARIATA’ DA ROMA. AULA CONVOCATA PER IL 28 DICEMBRE


Dal sito www.blogsicilia.it

di Manlio Viola - 24/12/2019
Il governo della Regione e i settanta deputati di Sala d’Ercole possono passare un Natale sereno. Il via libera del Consiglio di ministri al decreto legislativo per il rientro del disavanzo della Regione Siciliana che consentirà di spalmare in dieci anni il disallineamento mette al sicuro i conti. La Sicilia, insomma, non andrà in default. Ne mai questo sarebbe stato possibile. Ma sullo sfondo c’erano quei tagli comunemente definiti ‘lacrime e sangue’ che di conseguenze ne hanno tante sul tessuto sociale dell’isola sia sul fronte occupazionale che in tanti altri settore a cominciare dal welfare.

Il via libera arrivato ieri sera è stato salutato con favore praticamente da tutti. Si tratta di un decreto approvato dal Consiglio dei Ministri sulla base di una proposta venuta dalla Conferenza paritetica Stato regione ed avanzata già a marzo ma approvata solo ieri sera in via d’urgenza dopo che sul tema lo Stato aveva fatto una ben lunga dormita.

Ma l’approvazione non è stata indolore. I renziani hanno, infatti, ottenuto la contestata modifica dell’articolo 7. “Sulla vicenda della norma relativa alla Regione siciliana abbiamo raggiunto l’obiettivo” dice il vicepresidente dei deputati di Italia Viva Luigi Marattin.

Ed in questa modifica dell’articolo 7 sta l’intero costo sociale e politico che la Sicilia dovrà pagare. Di fatto, ancora una volta, l’isola è stata commissariata per volere forte del partito di Renzi, quello stesso partito che già aveva messo sotto tutela Crocetta ingerendo fortemente sui conti fino a portare a queste conclusioni.

Non è un caso se lo stesso Marattino definisce l’approvazione del decreto “misura di favore per la Regione”. Una affermazione alla quale nessuno si è preso la briga di replicare. E Maratton continua  “è stata approvata la nostra
proposta, accolta integralmente, di affiancare precisi obblighi di riduzione della spesa corrente che dovranno prendere corpo nei prossimi 90 giorni, altrimenti il periodo entro cui il disavanzo potrà essere spalmato tornerà a 3 anni”.

Di fatto ancora una volta uno schiaffo all’Autonomia e allo Statuto per mano renziana, un commissariamento per l’isola che dovrà fare le riforme concordandole con Roma. Una circostanza confermata dall’assessore Armao  “entro novanta giorni sarà definito con lo Stato un accordo che contenga le prescrizioni richieste dal governo nazionale, ma soprattutto chiuda definitivamente le intese sull’autonomia finanziaria regionale”.

Di fatto la Sicilia è tornata nell’era Crocetta, costretta sotto un commissariamento romano da parte delle stesse persone che lo avevano ottenuto nella precedente legislatura. Una replica che arriva nonostante siano cambiati gli equilibri politici tanto a Roma quanto a Palermo.

Ma i conti sono salvi e si può fare Natale sereni. Già prima del Consiglio dei Ministri i deputati erano andata in vacanza rinviando tutto al 28 dicembre. L’aula di ieri che avrebbe dovuto iniziare la discussione dei disegni di legge di assestamento di bilancio e rendiconto è durata pochi minuti. Per il Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè il 28 mattina si dovrà incardinare i ddl di chiusura del rendiconto generale 2018 e quello di assestamento di bilancio 2019 puntando a chiudere la partita già domenica 29 o al massimo entro lunedì 30 dicembre. Bisognerebbe fare anche l’ esercizio provvisorio. ma già si parla di rinvio alla prima seduta utile di gennaio sapendo che i conti bloccati da inizio anno fino a fine mese di gennaio in fondo sono ormai una costante per la Regione e non certo in questo governo

Fonte: www.blogsicilia.it


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OPERAI FORESTALI MANUTENZIONE DI PALERMO. SBLOCCATE LE RETRIBUZIONI DEL MESE DI NOVEMBRE



Dalla pagina Facebook
CISL Castronovo DI Sicilia

Siamo stati appena contattati dal Dott. Lo Meo che ci ha comunicato che le retribuzioni di Novembre sono state sbloccate; si sono immediatamente attivati e quindi è verosimile che i lavoratori trovino l'accredito entro fine anno.
La notizia è confermata dalle nostre Segreterie regionali.
Un risultato non certo scontato vista la situazione estremamente difficile dei conti della Regione.
Riteniamo che anche le nostre pressioni abbiano contribuito a risolvere in tempi brevissimi quello che si stava concretizzando come l'ennesimo schiaffo ai diritti della categoria.
Le Segreterie provinciali di FAI, FLAI e UILA





IL BLOG DEI LAVORATORI FORESTALI E AIB VI AUGURA BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO











OPERAI FORESTALI SICILIANI. PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO LA REGIONE PER GLI ABUSI DEI CONTRATTI A TERMINE. LA REGINE ADESSO È STATA CONVOCATA PER RENDERE SPIEGAZIONI SULLE MODALITÀ DI ASSUNZIONE E SULLA NATURA DEL TERMINE APPLICATO


Dalla pagina Facebook
Avvocato Fasano

Forestali siciliani: una prima grande vittoria! Aperta procedura di infrazione contro la Regione Siciliana per abuso dei contratti a termine grazie all’azione promossa dal nostro studio. Per la prima volta nella storia della categoria il caso è sotto l’attenta analisi delle istituzioni comunitarie. La Regione grazie al nostro ricorso è stata convocata per rendere spiegazioni sulle modalità di assunzione e sulla natura del termine applicato. Infrazione comunitaria attribuita alla Regione.


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La Commissione Europea ha aperto una procedura d’infrazione anche per i lavoratori forestali siciliani. Chiedono informazioni sulla modalità di assunzione e di impiego, eventuali forme di risarcimento del danno nei casi di abuso dei contratti a termine, ecc.

Troppi contratti a termine nella Pa, l'Ue avvia la procedura d'infrazione contro l'Italia. Anche ai lavoratori agricoli va garantito lo stesso trattamento dei lavoratori a tempo indeterminato. L’Italia ha due mesi di tempo per rispondere altrimenti la procedura passerà alla seconda fase

Stabilizzazione operai forestali. L'Avvocato Fasano informa che ci sono buone notizie per coloro che hanno fatto ricorso presso la Commissione Europea. Si stanno analizzando i certificati di servizio e la procedura è in fase di chiusura. Video







CDM, VIA LIBERA ALLA NORMA SALVA SICILIA. MA MUSUMECI DOVRÀ CONCORDARE CON ROMA LE RIFORME. MUSUMECI: EVITEREMO COSÌ DI EFFETTUARE TAGLI PESANTI, CHE GRAVEREBBERO SULLE FASCE PIÙ DEBOLI DELLA POPOLAZIONE

(lapresse)

Dal sito palermo.repubblica.it

Il Consiglio dei ministri autorizza lo spalmamento del disavanzo da 2,2 miliardi di euro in dieci anni. In cambio però la Regione dovrà ridurre la spesa con provvedimenti controllati dallo Stato

di ANTONIO FRASCHILLA - 23 Dicembre 2019
In mattinata la norma salva Sicilia sembrava ormai saltata. Italia Viva, con i deputati Luigi Marattin e Davide Faraone, aveva impallinato l'accordo raggiunto per consentire alla Sicilia di spalmare in dieci anni il disavanzo da 2,2 miliardi di euro. "Nessuna deroga a chi non ha rispettato le regole", diceva Marattin. "Nessuna cambiale in bianco a Musumeci", aggiungeva Faraone. 

Ma dopo una giornata di trattive, in serata il Consiglio dei ministri alla presenza del governatore Musumeci ha dato il via libera al decreto Salva Sicilia. In sostanza la Regione, in cambio della spalmatura del disavanzo in dieci anni, dovrà concordare con Roma un piano di riforme per ridurre la spesa.  "Sulla vicenda della norma relativa alla regione siciliana, abbiamo raggiunto l'obiettivo: alla misura di favore per la regione (la possibilità di spalmare il disavanzo su 10 anni) si è aggiunta la nostra proposta, accolta integralmente - dice Marattin in serata -  cioè di affiancare precisi obblighi di riduzione della spesa corrente che dovranno prendere corpo nei prossimi 90 giorni, altrimenti il periodo entro cui il disavanzo potrà essere spalmato tornerà a 3 anni". "Bene il testo approvato in cdm, soddisfatti del recepimento delle nostre proposte. Ora Musumeci faccia le riforme che servono alla Sicilia, siamo stanchi del suo immobilismo”, dice il presidente dei senatori di Italia Viva, Faraone.

"La regione autonoma siciliana e i siciliani avevano il diritto di una risposta dello Stato e la risposta e arrivata con impegni reciproci chiari. Si fa così tra persone serie che rappresentano le istituzioni indipendentemente dai colori politici di appartenenza", dice ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia commenta il via libera del Cdm al decreto legislativo per il rientro dei disavanzo della Regione. "L'intesa col governo Conte - dice Musumeci - ci consente di proseguire nell'azione di risanamento, avviata già due anni fa, e di contenimento della spesa, tanto che non abbiamo contratto alcun debito sin dal momento dell’insediamento. Anzi, abbiamo ridotto l'indebitamento di ben settecento milioni di euro, rispetto agli otto miliardi che abbiamo trovato. Eviteremo così di effettuare tagli pesanti, che graverebbero sulle fasce più deboli della popolazione". Dal canto suo, l'assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao, ha sottolineato che "entro novanta giorni sarà definito con lo Stato un accordo che contenga le prescrizioni richieste dal governo nazionale, ma soprattutto chiuda definitivamente le intese sull'autonomia finanziaria regionale".

“Grazie alla norma del governo Conte bis, che consente di spalmare il disavanzo 2018 in 10 anni, la Regione è salva da sicuro default. Non possiamo fare a meno, assieme a tutti i siciliani, di tirare un grosso sospiro di sollievo, ma ora la Regione non ha più scuse, deve iniziare quel cammino virtuoso che chiediamo da sempre e consenta di ridurre il disavanzo già dal prossimo anno”, dicono i deputati del Movimento 5 stelle all'Ars che con una mini delegazione (composta dai deputati della commissione Bilancio di Palazzo dei Normanni, Luigi Sunseri e Sergio Tancredi) oggi hanno incontrato, insieme al viceministro delle infrastrutture e trasporti Giancarlo Cancelleri, il premier Conte a Roma per perorare la causa Sicilia.

Soddisfatto il sottosegretario Alessio Villarosa dei 5 stelle: " Non oso neanche immaginare senza questa norma quali conseguenze disastrose potrebbero verificarsi in futuro anche sul bilancio dello Stato Italiano. Sono veramente soddisfatto dell'obiettivo raggiunto per per la Sicilia e per l'Italia. Una vittoria che rappresenta la giusta gratifica di tutto il mio impegno, politico ed istituzionale, svolto finora, nonchè, un ottimo punto di ri-partenza per migliorare il futuro della Regione Sicilia dalle ottime potenzialità"


"Esprimo soddisfazione per l'approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del provvedimento 'Salva-Sicilia'. Adesso il presidente Musumeci ha 90 giorni di tempo per presentare un piano di riforme strutturali da approvare così come avevamo detto. Non ci sono più alibi e più scuse adesso. E' giunto il momento di mettersi a lavoro", afferma il parlamentare regionale di Italia Viva, Luca Sammartino.

Fonte: palermo.repubblica.it






ATTUAZIONE DELLO STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE SICILIANA. SUL BILANCIO IL RIPIANO DEL DISAVANZO È SOSTENIBILE FINANZIARIAMENTE IN QUANTO TROVA COPERTURA NELLA PARTE CORRENTE DEL BILANCIO ATTRAVERSO LA RIDUZIONE DELLE SPESE CORRENTI O L’INCREMENTO DELLE RISORSE DELLA MEDESIMA PARTE



Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 21


Dal sito www.governo.it

23 Dicembre 2019
Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, lunedì 23 dicembre 2019, alle ore 19.53 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte.
Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro.

Norme di attuazione dello statuto speciale della regione siciliana in materia di armonizzazione dei sistemi contabili, dei conti giudiziali e dei controlli (decreto legislativo)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha approvato un decreto legislativo recante norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Siciliana in materia di armonizzazione dei sistemi contabili, dei conti giudiziali e dei controlli.

Il decreto disciplina le modalità di applicazione di specifiche disposizioni contenute nel decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118, in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni e istituisce il Collegio dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione della Regione Siciliana.

In particolare, il testo introduce misure per il ripiano del disavanzo derivante dagli effetti del riaccertamento straordinario, stabilendo che in sede di prima applicazione, ferma restando la competenza statale esclusiva in materia di armonizzazione dei bilanci, il disavanzo e le quote di disavanzo non recuperate relative al rendiconto 2018 potranno essere ripianate, in deroga all’articolo 42, comma 12, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118, ed in via straordinaria, entro il limite massimo di dieci esercizi.

Il termine più lungo di ripiano, rispetto a quello ordinario, è funzionalmente collegato ad un accordo Stato-Regione contenente specifici impegni di riequilibrio strutturale dalla parte corrente del bilancio, in particolare attraverso la riduzione della spesa corrente.

È altresì previsto che il beneficio del maggior tempo di risanamento perda efficacia laddove l’accordo di cui sopra non sia definito entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto attuativo.

Lo schema non comporta nuovi o maggiori oneri, neppure in termini di minori entrate, a carico del bilancio dello Stato. Sul bilancio della Regione, il ripiano del disavanzo è sostenibile finanziariamente in quanto trova copertura nella parte corrente del bilancio attraverso la riduzione delle spese correnti o l’incremento delle risorse della medesima parte corrente, secondo la programmazione finanziaria annuale e pluriennale. Il ripiano risulta sostenibile anche tenendo conto del recupero delle altre quote di disavanzo già imputate alla gestione corrente.

Fonte: www.governo.it






PALERMO, LA BANDA DEL CORPO FORESTALE SUONA PER I BAMBINI RICOVERATI AL CERVELLO. VIDEO


Dal sito video.repubblica.it

23 Dicembre 2019
Come ogni anno la banda del Corpo forestale a Natale fa tappa nei principali reparti di ortopedia della città di Palermo. Guidata dal maestro Gerlando Cuffaro, oggi ha fatto visita ai bambini ricoverati all’ospedale Cervello






23 dicembre 2019

IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI, HA INTERPELLATO I PRESIDENTI DELLE REGIONI E DELLE PROVINCIE AUTONOME, CIRCA LA VIOLAZIONE SUL LAVORO A TEMPO DETERMINATO DEGLI OPERAI AGRICOLI FORESTALI ISCRITTI IN APPOSITE GRADUATORIE ASSUNTI CON CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

Il Segretario Generale della Conferenza delle Regioni, 
Dott.ssa Alessia Grillo
Foto www.regioni.it

In data 29 novembre 2019, il segretario Generale della Conferenza delle Regioni, Dott.ssa Alessia Grillo (nella foto), interpellava i Presidenti delle Regioni e delle provincie autonome, con nota prot. n. 6931/C1PERS/C3UE/C10AGR, circa la violazione della direttiva 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato con particolare riferimento al alcune categorie di lavoratori esclusi dal campo di applicazione dell’art.29 del d.lgs.81 del 2015, e nello specifico all’impiego di operai agricoli forestali iscritti in apposite graduatorie, assunti con contratti a tempo determinato.


Il testo della direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 contiene 8 clausole, riguardanti obiettivi (clausola 1), campo di applicazione (2), definizioni (3), principio di non discriminazione (4), misure di prevenzione degli abusi (5), informazione e possibilità di impiego (6), informazione e consultazione (7), disposizioni di attuazione (8). Nel preambolo è previsto che “il presente accordo stabilisce i principi generali e i requisiti minimi relativi al lavoro a tempo determinato, riconoscendo che la loro applicazione dettagliata deve tener conto delle realtà specifiche delle situazioni nazionali, settoriali e stagionali. Esso indica la volontà delle parti sociali di stabilire un quadro generale che garantisca la parità di trattamento ai lavoratori a tempo determinato, proteggendoli dalle discriminazioni, e un uso dei contratti di lavoro a tempo determinato accettabile sia per i datori di lavoro sia per i lavoratori”.


DIRETTIVA 1999/70/CE DEL CONSIGLIO del 28 giugno 1999 relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato

LE PARTI CONTRAENTI HANNO CONCORDATO QUANTO SEGUE:

Obiettivo (clausola 1)
L'obiettivo del presente accordo quadro è:
a) migliorare la qualità del lavoro a tempo determinato garantendo il rispetto del principio di non discriminazione;

b) creare un quadro normativo per la prevenzione degli abusi derivanti dall'utilizzo di una successione di contratti o
rapporti di lavoro a tempo determinato.

Campo d'applicazione (clausola 2)

1. Il presente accordo si applica ai lavoratori a tempo determinato con un contratto di assunzione o un rapporto di
lavoro disciplinato dalla legge, dai contratti collettivi o dalla prassi in vigore di ciascuno Stato membro.

2. Gli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali e/o le parti sociali stesse possono decidere che il presente
accordo non si applichi ai:

a) rapporti di formazione professionale iniziale e di apprendistato;

b) contratti e rapporti di lavoro definiti nel quadro di un programma specifico di formazione, inserimento e
riqualificazione professionale pubblico o che usufruisca di contributi pubblici.

Definizioni (clausola 3)

1. Ai fini del presente accordo, il termine «lavoratore a tempo determinato» indica una persona con un contratto o un rapporto di lavoro definiti direttamente fra il datore di lavoro e il lavoratore e il cui termine è determinato dacondizioni oggettive, quali il raggiungimento di una certa data, il completamento di un compito specifico o il verificarsi di un evento specifico.

2. Ai fini del presente accordo, il termine «lavoratore a tempo indeterminato comparabile» indica un lavoratore con un contratto o un rapporto di lavoro di durata indeterminata appartenente allo stesso stabilimento e addetto a lavoro/
occupazione identico o simile, tenuto conto delle qualifiche/competenze.
In assenza di un lavoratore a tempo indeterminato comparabile nello stesso stabilimento, il raffronto si dovrà fare in riferimento al contratto collettivo applicabile o, in mancanza di quest'ultimo, in conformità con la legge, i contratti
collettivi o le prassi nazionali.

Principio di non discriminazione (clausola 4)

1. Per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di
lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive.

2. Se del caso, si applicherà il principio del pro rata temporis.

3. Le disposizioni per l'applicazione di questa clausola saranno definite dagli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali e/o dalle parti sociali stesse, viste le norme comunitarie e nazionali, i contratti collettivi e la prassi
nazionali.

4. I criteri del periodo di anzianità di servizio relativi a particolari condizioni di lavoro dovranno essere gli stessi sia per i lavoratori a tempo determinato sia per quelli a tempo indeterminato, eccetto quando criteri diversi in materia di
periodo di anzianità siano giustificati da motivazioni oggettive.

Misure di prevenzione degli abusi (clausola 5)
1. Per prevenire gli abusi derivanti dall'utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, gli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali a norma delle leggi, dei contratti collettivi e della prassi
nazionali, e/o le parti sociali stesse, dovranno introdurre, in assenza di norme equivalenti per la prevenzione degli abusi e in un modo che tenga conto delle esigenze di settori e/o categorie specifici di lavoratori, una o più misure relative a:

a) ragioni obiettive per la giustificazione del rinnovo dei suddetti contratti o rapporti;

b) la durata massima totale dei contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato successivi;

c) il numero dei rinnovi dei suddetti contratti o rapporti.

2. Gli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali, e/o le parti sociali stesse dovranno, se del caso, stabilire a quali condizioni i contratti e i rapporti di lavoro a tempo determinato:

a) devono essere considerati «successivi»;

b) devono essere ritenuti contratti o rapporti a tempo indeterminato.

Informazione e possibilità di impiego (clausola 6)

1. I datori di lavoro informano i lavoratori a tempo determinato dei posti vacanti che si rendano disponibili nell'impresa o stabilimento, in modo da garantire loro le stesse possibilità di ottenere posti duraturi che hanno gli altri lavoratori.
Tali informazioni possono essere fornite sotto forma di annuncio pubblico in un luogo adeguato dell'impresa o dello stabilimento.

2. Nella misura del possibile, i datori di lavoro dovrebbero agevolare l'accesso dei lavoratori a tempo determinato a opportunità di formazione adeguate, per aumentarne le qualifiche, promuoverne la carriera e migliorarne la mobilità
occupazionale.

Informazione e consultazione (clausola 7)

1. I lavoratori a tempo determinato devono essere presi in considerazione in sede di calcolo della soglia oltre la quale, ai sensi delle disposizioni nazionali, possono costituirsi gli organi di rappresentanza dei lavoratori nelle imprese previsti dalle normative comunitarie e nazionali.

2. Le normative per l'applicazione della clausola 7.1 vengono definite dagli Stati membri previa consultazione delle parti
sociali e/o dalle parti sociali stesse ai sensi delle leggi, dei contratti collettivi e della prassi nazionali, vista anche la
clausola 4.1.

3. Nella misura del possibile, i datori di lavoro dovrebbero prendere in considerazione la fornitura di adeguata informazione agli organi di rappresentanza dei lavoratori in merito al lavoro a tempo determinato nell'azienda.

Disposizioni di attuazione (clausola 8)
1. Gli Stati membri e/o le parti sociali possono mantenere o introdurre disposizioni più favorevoli per i lavoratori di quelle stabilite nel presente accordo.

2. Il presente accordo non pregiudica ulteriori disposizioni comunitarie più specifiche, in particolare per quanto riguarda la parità di trattamento e di opportunità uomo-donna.

3. L'applicazione del presente accordo non costituisce un motivo valido per ridurre il livello generale di tutela offerto ai lavoratori nell'ambito coperto dall'accordo stesso.

4. Il presente accordo non pregiudica il diritto delle parti sociali di concludere, al livello appropriato, ivi compreso quello europeo, accordi che adattino e/o completino le disposizioni del presente accordo in modo da tenere conto delle
esigenze specifiche delle parti sociali interessate.

5. La prevenzione e la soluzione delle controversie e delle vertenze scaturite dall'applicazione del presente accordo dovranno procedere in conformità con le leggi, i contratti collettivi e la prassi nazionali.

6. Le parti contraenti verificano l'applicazione del presente accordo cinque anni dopo la data della decisione del Consiglio, se richiesto da una delle parti 
firmatarie dello stesso.

Fritz VERZETNITSCH
Presidente della CES

Georges JACOBS
Presidente dell'UNICE

Antonio CASTELLANO AUYANET
Presidente del CEEP

Emilio GABAGLIO
Segretario generale della CES

Dirk F. HUDIG
Segretario generale dell'UNICE

Jytte FREDENSBORG
Segretario generale del CEEP







IL COMMENTO. CONTI E CLASSIFICHE: UN DISASTRO. MA IN SICILIA NON SI MUOVE NIENTE


Dal sito livesicilia.it


di Roberto Puglisi
Tutto va male eppure nessuno protesta. In silenzio e in fila andiamo verso la catastrofe

La Sicilia, eccola: impalpabile espressione dell'anima, parco di divertimenti per turisti facoltosi in tour fra miti e disgrazie, Isola carica di reperti e di macerie, luogo comune di ogni scrittura, ma senza più vita propria. Già le immaginiamo le cose e le persone spazzate via dai tempi verosimili che verranno in un capovolgersi repentino del Monopoli. E già ci immaginiamo nella nudità dei giorni futuri, quando forse saremo noi incatenati ai barconi della disperazione, non più spettacolo dell'altrui perdizione, cronaca della nostra.

La Sicilia, eccola: mortificata nella sua politica, con giudici contabili che fanno a pezzi anni e anni di governi, senza risparmiare il presente. Ed ecco i maggiorenti del potere al comando che si dividono le parti disponibili  del dramma, come se fosse una questione di recite e sipari. Uno, il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè, lancia un tardivo appello all'unità, un invito a una possibile coalizione di buoni e giusti che possa scendere in campo per sistemare ciò che non è più sistemabile. L'altro, il presidente della Regione Nello Musumeci, promette un'onesta fatica, un'ascesa di lacrime e sangue.

Ma allora perché abbiamo l'impressione che ogni sforzo sarà inutile e che nessuna emergenza incrinerà mai i giochi di un sistema – nominalmente e ipocritamente diviso in maggioranza e opposizione - che è nato per salvare se stesso, e soltanto se stesso, finché sarà possibile?

E poi le brucianti classifiche del 'Sole 24 Ore' in cui rivaleggiamo per accaparrarci, provincia per provincia, gli ultimi posti in classifica, quasi compiaciuti dello sfascio, quasi che l'affondamento progressivo fosse il segno di una tradizione ineludibile. La nostra disgraziata tombola natalizia.

L'ha detto, l'altra sera, il presidente dell'Antimafia, Claudio Fava, con la necessaria e cruda lucidità, durante la trasmissione 'Casa Minutella': “La Sicilia sta male. Ma è come se fosse normale essere figli di un dio minore. Siamo dentro questo fato e ne siamo compiaciuti”. Ed è davvero così che scorrono i minuti sulla zattera della Medusa-Trinacria, vagheggiando che non ci sia mai il punto del non ritorno e che spunti una nuova promessa di salvataggio. Fino a quando?

Ci sono state sollevazioni della cosiddetta società civile davanti a una serie così ineludibile di notizie del disastro reiterate negli anni? C'è stato qualche intellettuale che abbia protestato con veemenza al cospetto di un'agonia annunciata? Qualcuno ha chiesto a gran voce le dimissioni di qualcun altro, chiamando su un ideale banco degli imputati politico i protagonisti di quasi tutti i governi incapaci di fare fruttare risorse, autonomia e vocazioni più o meno funzionali allo sviluppo?

Niente di niente. Ce ne restiamo qui, immobili, a scrutare il sole e la luna, ammalati di indifferenza, votando e sbagliando sempre, ri-sbagliando e rivotando sempre, in un'unica maschera di fallimenti progressiva che mette alle strette il successore governante rispetto al profilo di chi lo ha preceduto. E ognuno paga le proprie irresolutezze e le colpe scavate nella storia.

Sicché, non rimane che citare Sciascia – il solito Sciascia, verrebbe da dire -: “ La verità è nel fondo di un pozzo: lei guarda in un pozzo e vede il sole o la luna; ma se si butta giù non c’è più né sole né luna, c’è la verità”. Il solito Sciascia. La solita Sicilia. In bilico sul pozzo, come se la verità non dovesse mai arrivare. Forse è soltanto questione di tempo.
22 Dicembre 2019 

Fonte: livesicilia.it






CORPO FORESTALE SICILIANO - IL CALENDARIO 2020 REALIZZATO DAGLI STUDENTI


Dal sito pti.regione.sicilia.it

20 dicembre 2019
E' stato presentato, nell'auditorium dell'assessorato Territorio e ambiente, il calendario del Corpo forestale della Regione Siciliana edizione 2020. Il tema conduttore dell'edizione di quest'anno è la salvaguardia dei beni naturali e l'affermazione della legalità in collaborazione con le giovani generazioni, certi che i singoli cittadini costituiscono importanti alleati e collaboratori attivi dell'azione quotidiana dei forestali. Pertanto, nel 2019, si è coinvolto il corpo docente e gli alunni dell'Istituto comprensivo Statale Mario Rapisardi - Giuseppe Garibaldi di Palermo nel progetto: "Ambiente amico". Il personale del Corpo forestale, guidato dal comandante Filippo Principato, ha trattato con gli studenti varie tematiche a sfondo ambientale e in particolare su: incendi boschivi, bracconaggio, discariche, dissesto idrogeologico e frodi agroalimentari. Il calendario contiene gli elaborati degli studenti coinvolti accompagnati da foto degli agenti in servizio.

Fonte: pti.regione.sicilia.it





REGIONE SENZA SOLDI, LE PARTI SOCIALI SI DIVIDONO SULLA VALUTAZIONE DEL PERCORSO DEL SALVA SICILIA


Dal sito www.blogsicilia.it

di Vincenzo Vittorini - 22/12/2019
La soluzione annunciata e il percorso individuato per il Salva Sicilia vede posizioni diverse dai sindacati con la Cisl più prudente e preoccupata, la Uil possibilista ma attenta e la Cgil più entusiasta anche se sottolinea che il percorso non può concludersi qui.

“Prendiamo atto con soddisfazione dell’intervento del governo nazionale. A questo punto chiediamo al presidente Musumeci di bloccare subito i tagli e di convocarci per definire un vero piano di programmazione e rilancio”. Così Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, dopo l’impegno dello Stato ad aiutare la Sicilia a ripianare il disavanzo, che aggiunge: “Serve aprire subito il confronto per definire un piano che affronti i nodi strutturali e che faccia ripartire l’economia”.

Una posizione dunque simile a quella di chi tira un sospiro di sollievo ma vuole vigilare e comunque essere parte del percorso. Un sospiro di sollievo che ancora non è parte della valutazione della Cisl che invece si rivolge direttamente al Ministro Provenzano “Non ci interessa lo strumento normativo, ci interessa la tutela dei soggetti sociali deboli che rappresentiamo. Per questo teniamo a rimarcare che, a prescindere dalle modalità dell’intervento, non consentiremo operazioni che scarichino sulla società i costi di nodi irrisolti e di mancate assunzioni di responsabilità” dice il segretario della Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio,

“In ogni caso, continua il sindacalista, al governo nazionale e a quello regionale “la Cisl chiede di dire con chiarezza, ciascuno per la propria parte, quali risposte intendano dare e quali impegni intendano assumere per dare risposte di prospettiva a una crisi grave, che riguarda il Paese”. Il sindacato, aggiunge Cappuccio, valuterà le soluzioni “nel merito e alla luce del necessario confronto”.

Entusiasta ma non distratta sul prosieguo, invece, la posizione cigiellina che non dimentica come il Ministro venga proprio da quel genere di esperienza sindacale “Il decreto legislativo che consentirà la spalmatura del disavanzo in 10 anni è un intervento positivo ma non risolutivo. Cogliamo l’attenzione del governo nazionale nei confronti della Sicilia e prendiamo atto con soddisfazione della misura annunciata”.

“Il nostro auspicio è adesso che si evitino sterili contrapposizioni. Al Presidente Musumeci chiediamo di bloccare i tagli e di aprire subito il confronto per definire un piano che affronti i nodi strutturali, trovando rimedi per le difficoltà economiche e di bilancio della Sicilia evitando che in futuro si ripropongano gli stessi problemi” scrive in una nota il segretario generale della Cgil Alfio Mannino.

“In questi giorni- aggiunge- abbiamo esercitato tutta la nostra pressione per ottenere un intervento del governo nazionale che scongiurasse la scure dei tagli sul mondo che rappresentiamo e sull’intera Sicilia. Ci auguriamo ora che il governo Musumeci raccolga l’assist che viene da Roma- conclude Mannino- e avvii una stagione di dialogo con le parti sociali finalizzato a mettere in campo soluzioni che portino al risanamento dei conti”.


Buco da 1 miliardo e 103 milioni di euro nei conti della Regione, politiche di contenimento della spesa inefficaci

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Regione senza soldi, la diatriba politica irrompe sulla scena, lunedì il decreto Salva Sicilia


Fonte: www.blogsicilia.it





REGIONE SENZA SOLDI, LA DIATRIBA POLITICA IRROMPE SULLA SCENA, LUNEDÌ IL DECRETO SALVA SICILIA. IL PALLINO ROMANO IN MANO AGLI STESSI PROTAGONISTI DELL'ERA CROCETTA IN SICILIA


Dal sito www.blogsicilia.it

di Manlio Viola - 22/12/2019
“Siamo disponibili a dare una mano alla Sicilia, alla mia terra, ma la sensazione è che Musumeci e Armao chiedano sempre aiuto senza garantire riforme. Mettere denari in un secchio bucato, senza ripararlo, non mi sembra una cosa saggia. Basta sprechi in sanità, nel settore rifiuti, basta todos caballeros. Chiedere allo Stato di intervenire a supporto senza garantire alcuna riforma, né una razionalizzazione delle spese, né un miglioramento dei servizi e della burocrazia per i siciliani, non è utile né alla Sicilia né all’Italia. Con il governo Renzi noi destinammo un miliardo e mezzo di euro alla Sicilia, avevamo chiesto riforme vere, spesa efficiente, spendere bene e tutti i fondi europei. Mi pare che da questo orecchio Musumeci non senta”.

Lo dice in una nota il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone che così interrompe lo scambio di battute fra governo nazionale e governo regionale improntato alla inattesa sobrietà vista delle ultime ore. Una irruzione ‘politica’ che viene proprio dal partito che pur sostenendo il governo Crocetta  nei mesi in cui una parte consistente del problema si creava, ne era spesso all’opposizione . Proprio l’allora area renziana del Pd, infatti, manteneva in Sicilia una posizione duale criticando le scelte del governatore ma mantenendo in giunta i propri assessori compreso l’assessore all’Economia di quegli anni, Alessandro Baccei. Allora fu un accordo con il governo Renzi prima e proseguito con il governo Gentiloni dopo, a sancire le scelte economiche siciliane. Con coerenza e in continuità con quella linea, adesso, Faraone a nome di Italia Viva prosegue su quel solco e pone la questione del voto che si dovrà dare nei due rami del Parlamento per la trasformazione in legge di quel decreto che dovrebbe arrivare lunedì con procedura d’urgenza.

Nelle ultime ore, infatti, l’intervento statale si è trasformato da un emendamento nel Mille proroghe ad un decreto ad hoc “La norma sul ripiano del disavanzo della Regione Siciliana non poteva andare nel milleproroghe, come proponeva qualcuno in maniera alquanto irrituale. La procedura costituzionalmente corretta, condivisa con il ministro Francesco Boccia cui spetta la proposta, a seguito dell’accordo raggiunto in Commissione paritetica, è un decreto legislativo su norme di attuazione dello Statuto in materia contabile, che sarà varato nel prossimo Cdm, il 23 dicembre” ha annunciato il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano.

“Il Governo è mosso dalla volontà di aiutare a risolvere problemi che ricadrebbero sui lavoratori e sugli enti locali, che non portano alcuna responsabilità nella gestione dei bilanci regionali, su cui è necessario fare maggiore chiarezza, seguendo il richiamo forte che è venuto dalla Corte dei conti” dice Provenzano che, è utile ricordarlo, in quel governo Crocetta aveva un ruolo tecnico trovandosi negli uffici di diretta collaborazione proprio dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei e ora riporta correttamente sul piano dello Statuto la vicenda ma la pone in un contesto che può, per lo Stato, diventare rivendicazionista nei confronti della Sicilia sul percorso eventualmente individuato dal Decreto.

“È necessario riportare il confronto Stato-Regione nell’alveo della più leale collaborazione istituzionale, con la sobrietà che aiuta a risolvere i problemi e non con la propaganda. Il Governo c’è, come dimostra l’impegno centrale per evitare che la Sicilia perda i fondi europei, come dimostra la norma approvata oggi in CdM sul Commissario per le strade provinciali siciliane. Soprattutto c’è lo Stato, anche su questa delicata vicenda del bilancio. Chi ha il dovere di rappresentare le istituzioni dovrebbe impegnarsi a ricordarlo tutti i giorni ai cittadini e forse anche a se stesso”, conclude.

E a Provenzano fa eco anche il per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia “Oggi in Consiglio dei ministri il Governo, con grande senso di responsabilità istituzionale, si è impegnato ad adottare con decreto legislativo, che sarà varato lunedì 23 dicembre su proposta del Dipartimento degli Affari Regionali e alla presenza del Presidente Musumeci, il provvedimento approvato dalla Commissione Paritetica della Regione Autonoma Siciliana. La commissione paritetica presieduta dal consigliere del Ministro per gli affari regionali, Antonio Ilacqua, aveva già indicato la strada maestra del percorso costituzionale. Non era pertanto per gli uffici considerata legittima o coerente rispetto al Bilancio dello Stato l’ipotesi dell’introduzione di una norma ordinaria, diversa da quella indicata dalla commissione paritetica nel cosiddetto decreto Milleproroghe. Oltre al dato oggettivo determinato dalla contrarietà della Ragioneria, l’ipotesi di norma era palesemente errata. Il provvedimento prevede il ripiano del disavanzo della Regione in dieci anni. Il decreto legislativo secondo le procedure costituzionali consentirà alla Regione Siciliana di operare correttamente secondo la legge e non inciderà sulle altre Regioni e sugli equilibri complessivi del Bilancio dello Stato. È un chiaro e netto segnale di attenzione e di responsabilità che il Governo nella sua interezza trasmette all’intera comunità siciliana. Ogni altra norma ordinaria sarebbe stata illegittima e incoerente rispetto alle finalità che riguardano la condizione finanziaria della Regione.”

E Musumeci ringrazia ma annuncia che attiverà le procedure previste dallo Statuto per vigilare “Come previsto dal nostro Statuto, parteciperò personalmente alla riunione del governo nazionale. Apprezzo che il presidente Conte abbia voluto dar seguito alla richiesta inoltrata nei giorni scorsi”. Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

“Oggi in Consiglio dei ministri il Governo, con grande senso di responsabilità istituzionale, si è impegnato ad adottare con decreto legislativo, che sarà varato lunedì 23 dicembre su proposta del Dipartimento degli Affari Regionali e alla presenza del Presidente Musumeci, il provvedimento approvato dalla Commissione Paritetica della Regione Autonoma Siciliana. Il provvedimento prevede il ripiano del disavanzo della Regione in dieci anni”. Lo afferma il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia. “La commissione paritetica presieduta dal consigliere del Ministro per gli affari regionali, Antonio Ilacqua, aveva già indicato la strada maestra del percorso costituzionale. Non era pertanto per gli uffici considerata legittima o coerente rispetto al Bilancio dello Stato l’ipotesi dell’introduzione di una norma ordinaria, diversa da quella indicata dalla commissione paritetica nel cosiddetto decreto Milleproroghe. Oltre al dato oggettivo determinato dalla contrarietà della Ragioneria, l’ipotesi di norma era palesemente errata”.

“Il decreto legislativo secondo le procedure costituzionali – ricorda il ministro Boccia – consentirà alla Regione Siciliana di operare correttamente secondo la legge e non inciderà sulle altre Regioni e sugli equilibri complessivi del Bilancio dello Stato. È un chiaro e netto segnale di attenzione e di responsabilità che il Governo nella sua interezza trasmette all’intera comunità siciliana. Ogni altra norma ordinaria sarebbe stata illegittima e incoerente rispetto alle finalità che riguardano la condizione finanziaria della Regione”.

Fonte: www.blogsicilia.it







ARS, VIA LIBERA ALLE ZONE FRANCHE MONTANE


Dal sito palermo.repubblica.it


Approvata da Sala d'Ercole la legge-voto che prevede agevolazioni fiscali per chi investe nei Comuni dell'entroterra. La parola a Camera e Senato

di MANUELA MODICA - 17 dicembre 2019
Via libera dall’Ars alle zone franche montane. E’ stata approvata dall’aula nel tardo pomeriggio di oggi la legge voto sull’istituzione delle agevolazioni fiscali per i comuni montani, alla presenza di una ventina di sindaci siciliani che hanno voluto seguire personalmente le operazioni di voto. La legge, che dovrà ora passare il vaglio nazionale, prevede esoneri finanziari per i comuni con meno di 15 mila abitanti e a 500 metri sul livello del mare che abbiano patito lo spolpolamento. Una riduzione dell’Imu per le nuove attività nei locali sfitti, esonero da contributi a scalare per le imprese, l’Iva agevolata, le agevolazioni per le startup, questo prevede la norma votata dall’aula siciliana: "Il parlamento della regione siciliana ha approvato la prima legge di prospettiva della sua storia. Attendavamo questo momento da 1706 giorni”, così ha salutato l’approvazione il coordinatore regionale del comitato delle Zfm, Vincenzo Lapunzina.  Una legge voto che però non avrà immediate ricadute sui territori perché dovrà adesso essere votata dal parlamento nazionale: “Ora il destino delle aree di montagna, per lo più dimenticate, è nelle mani dello Stato - ha continuato infatti Lapunzina - che dovrà indirizzare la commissione paritetica Stato/Regione, unico organismo istituzionalmente preposto a questo - a destinare una parte dei cespiti tributari maturati in Sicilia al finanziamento delle “aree Zfm”, che il presidente della Regione dovrà individuare entro i prossimi sei mesi. Abbiamo individuato quello dell’Iva all’importazione che per il 2018 ha maturato € 2.104.803.652,41. Allo Stato chiediamo di essere leale con la Sicilia, atteggiamento che in passato è mancato soprattutto nei confronti dei resilienti delle montagne dell’isola”.

“Oggi, dopo un percorso che abbiamo seguito con rigore e zelo e con spirito di collaborazione bipartisan, con l’approvazione della legge regionale sulle Zfm si dà una risposta concreta a circa 132 comuni montani dell’intera Sicilia”, così ha commentato l’approvazione della legge voto, il presidente della commissione Bilancio, Riccardo Savona, di Fi.

Soddisfatto del passaggio in aula anche il presidente della Regione, Nello Musumeci: «Si tratta di un importante strumento di crescita per le aree più interne dell'Isola, perché può creare favorevoli condizioni di sviluppo. Adesso, però, la partita si sposta a Roma, per cui dobbiamo fare pressione sul parlamento nazionale, affinché si arrivi al voto finale nel più breve tempo possibile».

«Abbiamo voluto con forza questa norma. Riguarda materie fiscali e quindi dovrà essere sostenuta anche dallo Stato, pertanto il nostro auspicio è che l'iter parlamentare proceda speditamente», ha aggiunto Alessandro Aricò, capogruppo di Diventerà bellissima.

Adesso, dunque, le sorti dello spopolamento nei comuni montani passa nelle mani del governo nazionale: “L’assemblea siciliana reclama così dallo Stato un’azione legislativa perché questi comuni ottengano l’esenzione di alcuni tributi per chi assume nuovo personale nelle imprese”, così spiegano in una nota i deputati regionali del Movimento 5 Stelle. 

Una legge trasversale: “Un segno di accoglimento nei riguardi dei sindaci e di condivisione politica tra tutti i colleghi deputati – hanno continuato i Cinquestelle -. Una iniziativa doverosa verso quel popolo autentico dell’entroterra siciliano, sempre operoso nella storia, e che potrà continuare ad esserlo con questa legge che compensa le forti dinamiche sociali che hanno portato allo spopolamento e al trasferimento nelle fasce costiere, dando anche la spinta all’urbanizzazione nei grandi centri abitati”.

Un voto che ha visto d’accordo tutte le forze politiche, ma il Pd è molto critico: “Può essere un buon inizio ma adesso devono seguire i fatti – ha commentato Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd all’Ars -. E siamo molto preoccupati perché mentre si parla di aiutare le zone montane, contemporaneamente il governo regionale ha deliberato di destinare ai comuni soltanto 50 milioni dei 115 previsti nella legge di bilancio e questo è un danno per i territori e in particolare per tutti i comuni della aree montane perché hanno bisogno di maggiori infrastrutture. Il governo non ha voluto esaminare il nostro ddl per le zone montane, perché mancava la copertura finanziaria, altrimenti avremmo potuto per alcuni interventi approvare una legge a sostegno dei comuni con risorse regionali”.

E contro la scopertura finanziaria punta il dito anche il collega di partito Anthony Barbagallo: “Oggi in aula è arrivata una 'legge voto', un ‘desiderio’ frutto della mancata copertura finanziaria da parte del governo regionale che preferisce dare priorità ad altri settori”.
“Non abbiamo fatto mancare il nostro appoggio al ddl in discussione, ma siamo consapevoli – ha sottolineato ancora Barbagallo – che gli interventi necessari per il sostegno ai comuni montani sono ben altri. Il Pd continuerà la sua battaglia per la montagna siciliana chiedendo che venga incardinato il nostro ddl”.

Adesso serve un atto di responsabilità nei confronti della Sicilia, sottolinea la capogruppo dell’Udc all’Ars, , Eleonora Lo Curto: "Questa legge non può e non deve restare solo un pio desiderio, per questo l'unanime apprezzamento delle forze politiche che oggi approveranno questa legge, senza divisione di parte, impone a chi governa e al parlamento nazionale un atto di responsabilità e di rispetto nei confronti della Sicilia".

La Sicilia, come tutto il Mezzogiorno, non “può più subire il vergognoso scippo di risorse da parte dello stato”, ha commentato anche il deputato regionale dell’Udc Danilo Lo Giudice, e sindaco del comune marittimo di Santa Teresa di Riva (Me). Che ha continuato: “Non vogliamo più andare a Roma col piattino in mano, queste risorse ci spettano perché le regole (mai rispettate) per la distribuzione delle stesse sono state definite con la legge 42 del 2009”.

Fonte: palermo.repubblica.it


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LOTTA A REATI AMBIENTALI, IN 9 MESI +25,4% CON CC FORESTALI. GEN.MONACO, 'ATTIVITÀ POTENZIATA'. ARRIVANO ALGORITMI CONTRO I PIROMANI

Carabinieri forestali
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Dal sito www.ansa.it

ANSA ROMA 21 dicembre 2019
(ANSA)  - Nei primi nove mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2018, i controlli eseguiti sono aumentati del 10,7%, i reati perseguiti del 25,4% e gli illeciti amministrativi accertati del 5,3%. Questi alcuni dei dati del bilancio dell'azione svolta dai Carabinieri Forestali per il contrasto agli ecoreati sul territorio nazionale. Rifiuti, traffici di specie animali e piante in via di estinzione, bracconaggio, pirateria agroalimentare le voci principali degli illeciti. Di rilievo il capitolo incendi dove si sta sviluppando un'attività di intelligence tutta orientata all'uso di nuove tecniche come gli algoritmi.
Il bilancio dell'attività dal momento dell'unificazione tra Corpo forestale dello Stato e l'Arma dei Carabinieri (dal 1/o gennaio 2017 in seguito al dl n.177 del 19 agosto 2016) si legge in un rapporto di cui l'ANSA è venuta in possesso, parla di controlli eseguiti in aumento nel 2017, con un incremento dell'11,7% rispetto al 2016; nel raffronto 2017/2018, un ulteriore aumento del 7,1%. I reati perseguiti nel 2017, hanno fatto registrare un aumento del 25% rispetto al 2016. Un picco, superiore anche ai risultati conseguiti negli anni precedenti, connesso prevalentemente al fenomeno degli incendi boschivi, tenuto conto che la Campagna Aib 2017 è stata caratterizzata da una situazione ambientale molto critica che ha favorito l' innesco e la propagazione dei roghi. Nel 2018, i dati, pur segnando una contrazione dell'11,5% nel raffronto con il 2017, risultano comunque in aumento del 13,7% rispetto ai reati perseguiti nel 2016. Gli illeciti amministrativi accertati hanno fatto registrare nel 2017, un incremento del 2,5% rispetto al 2016; nel raffronto 2017/2018, un ulteriore aumento del 28,4%, superiore del 16,8% rispetto al dato più altro segnato nel 2014.
In particolare sull'unificazione Cfs-Cc, sono stati sinora qualificate, nei vari ruoli, 555 unità e nei prossimi anni ne verranno immesse ulteriori 235 al compimento degli articolati cicli di studi, ricoprendo i posti d'impiego lasciati scoperti dal Corpo, soprattutto nelle aree boschive e rurali, preservando così la specializzazione forestale e recuperando i livelli di operatività dei reparti. Inoltre, presso i Nuclei Carabinieri Biodiversità che gestiscono 130 riserve naturali e 10 foreste demaniali, sono stati assunti, con contratto a tempo indeterminato, 144 operai (Oti), 99 dei quali erano stati impiegati a tempo determinato (Otd) nel 2017, garantendo, così, la continuità delle attività manutentive. Ulteriori 60 operai saranno assunti nel corso del biennio 2019-2020. Di questi, al 1/o novembre 2019 ne sono stati assunti 26.

Incendi boschivi, ora i piromani si scovano con gli algoritmi. Gen.Monaco (Scuola Forestale Carabinieri), attività potenziata - Nuove 'armi' contro i reati ambientali. Le nuove frontiere dell'innovazione entrano a far parte dei nuovi operatori Cc Forestali. Vera novità è quella che viene insegnata per colpire i piromani nella costante lotta contro i roghi boschivi e che ha introdotto gli algoritmi. "Come Carabinieri abbiamo costruito un simulatore, che è una sorta di play station, per formare gli investigatori. Attraverso una serie di algoritmi si riesce a capire la probabile insorgenza del fuoco e risalire all'incendiario". A parlare è il comandante della Scuola Forestale Carabinieri, gen. Donato Monaco, 51 anni, originario di Cosenza, che ha la sede centrale con annesso un sito di addestramento a Cittaducale (Rieti), e con diramazioni a Castel Volturno (Caserta), Rieti, Sabaudia (Latina) e Ceva (Cuneo). "Questa scuola - ha detto il gen.Monaco all'ANSA - ha l'ambizione di essere punto di riferimento per altre scuole di polizia a livello europeo ma anche mondiale. Ai corsi hanno partecipato oltre a greci, francesi, spagnoli e portoghesi, anche cileni, argentini e indonesiani. E il prossimo anno proprio sui reati ambientali e su quelli connessi agli incendi boschivi, sotto l'egida della scuola di formazione per tutte le forze di polizia europee (Cepol), organizzeremo probabilmente un seminario. Moltissimi sono stati i casi in cui da incendi a carico di ignoti si è passati poi ad accertarne l' autore a titolo doloso o colposo". L'azione di contrasto al fenomeno ha condotto negli ultimi due anni alla denuncia in stato di libertà di 1.130 persone e all'arresto di ulteriori 140 soggetti per il reato di incendio boschivo, a fronte delle 187 denunce e dei 3 arresti segnalati nel 2016. "Con l'unificazione tra Cfs e Arma - ha spiegato Monaco - la lotta ai crimini ambientali ha un referente unico in grado di imprimere una importante potenza nell'azione di contrasto in quanto i vari crimini, dagli incendi ai rifiuti ai traffici degli animali da compagnia, al bracconaggio o al mercato delle specie protette, si intrecciano sempre con altri crimini. Secondo un rapporto Interpol-Unep emerge che gli ecoreati segnano ogni anno un tasso di crescita del 5% con un volume d'affari che viaggia tra i 100 e i 200 miliardi di dollari ogni anno". 

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Fonte: www.ansa.it





22 dicembre 2019

DA FICUZZA ALLE MADONIE, FINO A CAPO GALLO NEL PALERMITANO. I SUONI DELLA NATURA CATTURATI NEI BOSCHI DELL'ISOLA. DESTINATI A PROGETTO PER CALMARE GLI UOMINI VIOLENTI


Dal sito meridionews.it

Alcuni giovani con precedenti penali e che hanno già avuto comportamenti violenti sulle donne sono coinvolti in un progetto patrocinato dalla presidenza del Consiglio dei ministri. In queste settimane si sono immersi nelle aree naturali dell'isola

SALVO CATALANO 22 DICEMBRE 2019
Accordare le emozioni dell'uomo alle frequenze di pace e relax che regala la natura. Una pratica che in tanti cercano, con urgenza sempre maggiore in un mondo che corre. Succede però che possa essere la natura, con i suoi suoni, a raggiungere gli individui nei posti in cui vivono. E a migliorarli. Un progetto patrocinato dalla presidenza del Consiglio dei ministri punta a sfruttare il respiro della natura per aiutare a ristabilire una pace interiore negli uomini violenti. Per questo, nelle ultime settimane, un gruppo di giovani professionisti dell'associazione palermitana Maghweb ha attraversato alcuni boschi siciliani per catturare i suoni che la natura offre e che sono diventati merce rara nella quotidianità urbana: il vento tra gli alberi, il cinguettìo degli uccelli, un sasso che cade nell'acqua, il muggito di una vacca. «Li abbiamo registrati con microfoni ad alta definizione e verranno mixati con musica ambientale - racconta a MeridioNews Fabrizio Cacciatore di Maghweb - quindi verranno fatti ascoltare a uomini che definiamo potenzialmente abusanti. Uomini che hanno già avuto comportamenti violenti sulle donne». 


Il progetto si chiama Sound Escape e si sta realizzando sull'asse Palermo-Milano. Oltre a Maghweb, associazione di promozione sociale e comunicazione, sono coinvolte la palermitana HRYO Human Rights Youth Organization e Liberation Prison Project Italia, realtà attiva nel carcere di Bollate, a Milano, a sostegno dei detenuti. «Si inserisce in un percorso sperimentale più ampio - spiega Cacciatore - che utilizza la meditazione come approccio utile nella gestione delle istintualità violente e della conflittualità. Abbiamo voluto spostare il focus dalle donne vittime di violenza agli uomini potenzialmente abusanti, una rivoluzione copernicana». 

Continua in questo link: https://meridionews.it/articolo/84058/i-suoni-della-natura-catturati-nei-boschi-dellisola-destinati-a-progetto-per-calmare-gli-uomini-violenti/