27 ottobre 2019

MALTEMPO E DISASTRI, SIFUS CONFALI: "BASTA CHIACCHIERE PRO-TRAGEDIE, CI VOGLIONO I FATTI. IL GOVERNO MUSUMECI METTA SUBITO IN SICUREZZA IL TERRITORIO ATTRAVERSO L'UTILIZZO IN ECONOMIA DIRETTA DEGLI OPERAI DELLA FORESTALE E DEI CONSORZI"

Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale Del Sifus Confali
Maurizio Grosso









SONDAGGIO PER I LAVORATORI DELL'AZIENDA. VORRESTI ABOLIRE DEFINITIVAMENTE L'ORARIO INVERNALE?

Clicca sull'immagine e vota

Questo sondaggio non è da intendersi un sondaggio con valenza scientifica, è realizzato al solo scopo di coinvolgere gli operai interessati e a esprimere un’opinione in assoluta libertà. Anche se è aperto a tutti, non è rivolto ai lavoratori dell'antincendio. Ogni utente può votare una volta sola.
Il sondaggio per un periodo rimarrà fisso nella parte alta del Blog

Si riscontrano pareri favorevoli tra i lavoratori forestali per l'eliminazione definitivamente dell'orario invernale e quindi mantenere l'orario estivo per tutto l'anno. In effetti con le strade impervie, le temperature sempre più rigide e le giornate più corte, la permanenza di 8 ore nei cantieri diventa un problema. Ovviamente non tutti saranno d'accordo, ma il sondaggio serve anche a capire la preferenza dei lavoratori interessati. Se ci sarà un buon numero di operai che preferisce l'orario estivo, allora si potranno coinvolgere i Sindacati e il Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale per capire se ci sono i presupposti per tale modifica, che sulla carta non sembra impossibile. 

Le Parti Sociali possono verificare una prima tendenza nelle ore sindacali che vengono effettuate nei cantieri, è già un buon punto di partenza



LA MORTE DEL POLIZIOTTO E IL TORRENTE SENZA MANUTENZIONE. NEL SIRACUSANO I PROGETTI FINANZIATI MA RIMASTI SU CARTA


Dal sito meridionews.it

Giuseppe Cappello è morto travolto dal torrente Stafenna, che passa sotto la SS115. «Quei sottopassi sono sempre otturati e il fango invade la strada», spiega un imprenditore. Eppure per i corsi d'acqua tra Rosolini e Noto le risorse ci sono, ma restano bloccate

SALVO CATALANO 27 OTTOBRE 2019

Giuseppe Cappello lo hanno ritrovato senza vita in un terreno a poche centinaia di metri dalla sua auto, ferma a bordo della statale 115, tra Noto e Rosolini. Venerdì notte, vedendosi in pericolo, l'agente di polizia penitenziaria è sceso dalla macchina, ma nel campo vicino anziché un rifugio ha trovato solo più fango e non ha avuto scampo. 

La sua Dacia Sandero è stata ritrovata al chilometro 364 della statale, in contrada Stafenna. «In questo tratto di strada - racconta un imprenditore che ha un'azienda a 500 metri di distanza dal luogo dove è morto Cappello - ci sono quattro sottopassi e puntualmente si otturano, perché qui manutenzione a mia memoria non ne è stata fatta mai. Ogni volta che piove intensamente l'acqua arriva al livello della statale che si allaga. Basterebbe tenerli puliti...».

Continua in questo link: https://meridionews.it/articolo/82648/la-morte-del-poliziotto-e-il-torrente-senza-manutenzione-nel-siracusano-i-progetti-finanziati-ma-rimasti-su-carta/






MALTEMPO DANNI E VITTIME, MUSUMECI: LA REGIONE SICILIANA INTERVERRÀ IMMEDIATAMENTE, SENZA BISOGNO DI ASPETTARE PROVVEDIMENTI DA ROMA, PER RIPARARE LE INFRASTRUTTURE DANNEGGIATE, E CHE SONO GIÀ IN FASE DI VERIFICA, ATTRAVERSO LA REGIONE SICILIANA


Dalla pagina Facebook
del Presidente della Regione
Nello Musumeci

La Regione Siciliana interverrà immediatamente, senza bisogno di aspettare provvedimenti da Roma, per riparare le infrastrutture danneggiate, e che sono già in fase di verifica, attraverso la Regione Siciliana - Dipartimento Regionale della Protezione Civile e il Commissario di Governo contro il Dissesto Idrogeologico - Regione Siciliana.


Abbiamo potuto constatare che il torrente in cui confluiscono le acque provenienti dall'area modicana ha bisogno della creazione di un nuovo alveo perchè è assolutamente insufficiente a raccoglierle. Sarà, inoltre, necessario provvedere ad ampliare immediatamente il ponte che si trova sulla via Paolo Orsi che, così com'è, si trasforma in un imbuto. Per quanto riguarda il ponte successivo, lungo il quale passa la rete ferroviaria, ci sarà invece bisogno dell'intervento dello Stato con Rfi. Noi, naturalmente, faremo da coordinamento.

Per quanto riguarda i danni subiti dalle aziende agricole sono già stati allertati gli ispettorati agrari di #Siracusa e #Ragusa per capire qual è il perimetro e fare una ricognizione. Entro tre giorni trasmetteranno la relazione al governo che potrà così deliberare la richiesta dello stato di calamità.

A #Ispica, nel quartiere di Cava Mortella una frana ha lambito tre palazzine abitate da decine di famiglie che ho incontrato assicurando loro un intervento tempestivo per ridurre al minimo ogni disagio e ripristinare condizioni di massima sicurezza. Paghiamo errori del passato, quando il territorio veniva devastato e saccheggiato con tanta spregiudicatezza ma adesso serve una nuova stagione improntata ad uno spirito di responsabilità sia da parte di chi amministra, sia da parte dei cittadini.

Purtroppo le dinamiche climatiche sono ormai mutate, bisogna prenderne atto e noi non vogliamo farci trovare impreparati come dimostra il fatto che, proprio in questo periodo, abbiamo già avviato la pulizia di tutti i corsi d'acqua maggiormente a rischio della nostra Isola. Una straordinaria opera di prevenzione che non si faceva da trent'anni, cominciata già l'anno scorso e che ha portato all'apertura di quarantacinque cantieri. Contro il dissesto idrogeologico abbiamo speso in quindici mesi 175 milioni di euro e ne spenderemo altri 350 entro il prossimo anno: la nostra è una corsa contro il tempo per tentare di recuperare decenni di superficialità, perché la tutela del #territorio per questo governo rappresenta la priorità assoluta.






26 ottobre 2019

SAN VITO LO CAPO (TP): RIPULITI I CANALI. GRAZIE AI FORESTALI, HANNO RIMOSSO VEGETAZIONE E RIFIUTI CHE AVREBBERO POTUTO OSTACOLARE IL REGOLARE DECORSO DELLE ACQUE PIOVANE GARANTENDO LA SICUREZZA DELLE AREE CIRCOSTANTI. LA COLLABORAZIONE TRA GLI ENTI È FONDAMENTALE!


Dal sito www.ecodisicilia.com

Maria Chiara Ferraù 25 Ottobre 2019

A San Vito Lo Capo, nel trapanese, sono stati ripuliti il canale di Macari e buona parte di quello di Biro. L’amministrazione, grazie all’ausilio di operai del servizio per il territorio, ex azienda foreste demaniali, ha rimosso la vegetazione e i rifiuti presenti che avrebbero potuto ostacolare il regolare decorso delle acque piovane garantendo la sicurezza delle aree circostanti in caso di piogge abbondanti o di bombe d’acqua.

Estirpati i canneti e rimossi gli arbusti e sfalci di potature che erano stati gettati all’interno dei due canali. Raccolti anche tanta plastica e vetro. Le ramaglie sono state bruciate nelle adiacenze dei canali mentre i rifiuti sono stati prima differenziati e poi trasportati, con mezzi comunali, al centro di raccolta per il loro smaltimento.

“Questi interventi – spiega l’assessore al patrimonio ambientale Francesca De Luca – effettuati grazie al prezioso apporto dell’Azienda Foreste, consentiranno di prevenire il rischio di esondazione consentendo alle acque piovane di defluire senza ostacoli fino al mare. La collaborazione tra gli Enti e’ fondamentale per la difesa, la prevenzione e  la manutenzione  del territorio; ringrazio il dottor Giuseppe Giarrizzo, dirigente dell’azienda Foreste, per la disponibilità”.

“Speriamo di potere presto effettuare ulteriori operazioni di  pulizia in altre zone –  aggiunge l’assessore all’ecologia e ambiente Franco Valenza – Purtroppo,  a volte, l’uomo, con il suo comportamento incivile, non solo deturpa l’ambiente ma causa anche pericoli per se stesso e per gli altri”.

Anche l’assessore Valenza ringrazia il dottor Giarrizzo per lo spirito di collaborazione ed il consigliere Giuseppe Catanese che ha seguito l’istruttoria per la pulizia dei canali”.

Fonte: www.ecodisicilia.com






CASTELLAMMARE. AFFRESCHI NELLA GROTTA DI SANTA MARGHERITA, RIZZO CONVOCA UN TAVOLO TECNICO. ERANO PRESENTI ANCHE I RAPPRESENTANTI DELLA FORESTALE


Dal sito trapani.gds.it

«Tutelare e mettere in sicurezza la grotta di Santa Margherita verificando la possibilità di realizzare un percorso pedonale agevole e salvaguardare i preziosi affreschi al suo interno».

Lo dice il sindaco Nicola Rizzo dopo aver convocato al Comune di un tavolo tecnico per discutere del recupero della grotta di Santa Margherita. Subito dopo il porto in direzione di Punta Pirale è raggiungibile solo via mare ma per chi consoce il percorso. Profonda circa 17 metri, al suo interno custodisce affreschi medievali rimasti parzialmente integri poiché l’anfratto si trova quasi a 15 metri di altezza su livello del mare e la roccia è a strapiombo sul mare. L’icona di Santa Margherita, la madonna col bambino e un santo, nonché un pesce sono ancora ben visibili ma altre immagini sulla sinistra sono danneggiate

Al tavolo tecnico convocato dal sindaco Nicola Rizzo, oltre al presidente del consiglio comunale Mario Di Filippi erano presenti rappresentanti della Forestale, Soprintendenza, Associazione Cai, associazione Bc Sicilia, Capitaneria di porto, Università di Palermo, Gal Elimos e Cnr.

«Ho convocato un tavolo tecnico per discutere della messa in sicurezza e del recupero della grotta di Santa Margherita poiché il nostro fine è principalmente quello di tutelarla unitamente ai pregevoli dipinti al suo interno ma anche renderla accessibile in un secondo momento - afferma il sindaco Nicola Rizzo -. Esperti ed associazioni come Bc Sicilia ne hanno discusso nel corso di convegni anche recenti sulla conservazione e fruizione ma l’incontro tecnico è stato convocato al fine di coinvolgere gli enti preposti alla tutela concordando con la soprintendenza, forestale, nonché capitaneria di porto, demanio ed il Cai -che offre l’opportunità agli esperti speleologi di visitarla- come mettere in atto misure di salvaguardia e futura fruizione prevedendo anche la realizzazione di un percorso pedonale per raggiungerla. Abbiamo coinvolto anche il Gal Elimos, l’Università degli studi di Palermo ed il Cnr, che possono offrirci grande supporto anche per la salvaguardia e valorizzazione degli antichissimi affreschi che si trovano sulle pareti della grotta alcuni dei quali già da anni sono poco visibili e attiveranno un'attività di monitoraggio in tempi brevissimi per verificare lo stato attuale delle condizioni ambientali della grotta e degli affreschi. Dopo aver sentito i pareri degli enti ed aver acquisito la disponibilità alla collaborazione tecnico-progettuale, convocheremo un altro tavolo di discussione -conclude il sindaco Nicola Rizzo- che allargheremo ad associazioni e gruppi interessati ad una progettualità che può sviluppare anche un interessante risvolto turistico -culturale».

© Riproduzione riservata

Fonte: trapani.gds.it






LA SICILIA A PEZZI TRA STRADE ABBANDONATE, CORSI D’ACQUA NON REGIMATI E AGRICOLTURA IN TILT: E SE CI SCAPPA IL MORTO. LA REGIONE COSTRETTA A TAGLIARE SUGLI OPERAI FORESTALI. RISULTATO: AMPIE AREE DI ZONE DEMANIALI ABBANDONATE AGLI INCENDI IN ESTATE E ALLE PIOGGE QUANDO ARRIVANO I TEMPORALI...


Dal sito www.inuovivespri.it

26 Ottobre 2019
Le piogge saranno anche intense. Ma gli incidenti sulle strade della Sicilia quando piove sono anche il frutto dell’abbandono delle stesse strade, dei mancati interventi di tutela dell’ambiente (nelle aree verdi e nei corsi d’acqua) e di un’agricoltura sempre più in crisi. Così quando piove certe strade della Sicilia si trasformano in trappole mortali

Per carità, le piogge in Sicilia sono arrivate. In alcune zone della nostra Isola ci sono stati allagamenti e anche un morto, dalle parti di Noto, per l’esondazione del fiume Tellaro. La domanda è semplice: siamo sicuri che i tanti problemi che si registrano in Sicilia quando piove sono il frutto di fatalità? Le strade abbandonate – soprattutto quelle provinciali – non c’entrano niente? E i corsi d’acqua non esondano un po’ troppo facilmente? 

Proprio sui corsi d’acqua, nel giro di un trentennio, stiamo passando da un eccesso all’altro.

Alla fine degli anni ’80 i corsi d’acqua, in Sicilia, non venivano lasciati in pace. Le opere di ‘regimazione delle acque’ erano all’ordine del giorno.

Ricordiamo gli interventi – pesantissimi – sulle Fiumare del Messinese, quasi tutte ‘cementificate’. Ma anche altri interventi in tutti i corsi d’acqua: in alcuni casi fatti bene, in altri casi fatti male.

In quegli anni i soldi per la Cassa integrazione alle industrie del Nord Italia si sprecavano. E lo Stato, quasi per ‘perequare’ la sperequazione che si era creata tra Nord e Sud aveva promosso la proliferazione degli operai della Forestale per la tutela dei territorio, aree verdi in primo luogo.

Fatti 100 i fondi messi a disposizione dallo Stato per gli ammortizzatori sociali, 70 andavano al Nord per la Cassa integrazione, 30 al Sud per la tutela delle aree verdi.

Con il passare degli anni, in Sicilia, tutto il costo degli operai della Forestale è passato a carico della Regione siciliana. Ma questo non ha fermato la speculazione del Centro Nord Italia che, a partire dal 2011, ha cominciato una volgare aggressione mediatica contro i Forestali del Sud Italia in generale e della Sicilia in particolare.

Molti, a partire dal 2013, si sono chiesti il perché di questa speculazione contro i Forestali del Sud e della Sicilia. La spiegazione è semplice: l’Europa dell’euro ha messo in crisi il Centro Nord Italia – che ormai è periferia della Germania (“Si è sempre meridionali di qualcuno”, diceva Bellavista) – e questa parte del Paese ha deciso che anche i fondi INPS per gli ammortizzatori del Sud (la parte di fondi che l’INPS paga per i forestali) doveva andare al Nord: e in parte è stato così.

Assieme alla campagna mediatica contro i Forestali, il Governi Renzi ha fatto partire l’aggressione alle finanze delle nove Province siciliane: niente fondi da parte di Roma e lo scippo della RC Auto che era l’unica entrata non derivata delle Province siciliane (circa 220 milioni di euro all’anno).

Ora provate a fare due più due più la crisi dell’agricoltura siciliana.

Per due più due intendiamo il territorio della Sicilia abbandonato dagli operai della Forestale (non per volontà loro, ma per volontà dello Stato che ha tagliato i fondi alla Regione: che, di conseguenza, è costretta a tagliare sugli operai della Forestale) e le strade provinciali abbandonate (la competenza è delle ex Province che non hanno i soldi per occuparsene).

Risultato: ampie aree di zone demaniali abbandonate agli incendi in estate e alle piogge quando arrivano i temporali; e strade provinciali abbandonate, che diventano in certi casi estremamente pericolose quando piove. 

Sì, strade abbandonate e territorio abbandonato sono diventati pericolosi.

Se poi aggiungiamo che ci sono agricoltori siciliani che non coltivano più i propri fondi, specie i più impervi, perché debbono fare i conti con l’invasione di prodotti africani e asiatici a prezzi stracciati, ebbene, la ‘frittata’ è fatta.

La presenza di colture, anche erbacee, nei terreni in pendio a ridosso delle strade esercita comunque un’azione di contenimento degli stessi terreni.

Ma quando questi terreni rimangono abbandonati e incolti, basta una pioggia di media intensità e la terra si riversa sulle strade.

Strade abbandonate, corsi d’acqua senza opere di regimazione, terreni abbandonati dagli agricoltori che si riversano sulle strade.

Ormai, quando piove, spostarsi in certe aree della Sicilia è diventato un problema. Ne sanno qualcosa i titolari di agriturismi, che rimangono isolati.

Lo stesso discorso vale per i Comuni: così come le aree verdi di pertinenza dei Comuni vengono abbandonate d’estate, vengono abbandonate anche durante la stagione delle piogge. Questo spiega gli incendi in prossimità dei centri abitati in estate e le alluvioni quando piove.

Se poi nei centri abitati i Comuni non si occupano della manutenzione delle strade, delle caditoie e via continuando, le alluvioni non possono che essere la logica conseguenza.

In queste condizioni non ci si deve stupire se gli automobilisti rimangono intrappolati nell’acqua nei centri abitati e rimangono intrappolati nel fango nelle strade fuori città: in questo scenario di disastro ambientale è normale che ciò succeda.

Foto tratta da Libero Quotidiano  

Fonte: www.inuovivespri.it







NUBIFRAGI ED ALLUVIONI


Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale 
Sifus Confali Consorzi Bonifica
Ernesto Abate


È trascorso appena un anno dall'alluvione che ha flagellato la Sicilia tra il 18 ed il 19 ottobre 2018 ed oggi appena una settimana dopo dal suo anniversario, la Sicilia è nuovamente vittima del cambiamento climatico e di eventi alluvionali che oramai si ripetono senza tanto stupore!

In realtà, invece, ci si bisognerebbe stupire sempre e specialmente ogni volta che tali eventi riescono a togliere la vita a poveri malcapitati in alcuni casi e la serenità in molti altri casi. Ci troviamo a piangere morti e distruzione, in quanto città e campagne sembrano non potersi togliere l'immagine devastante dell'acqua che trascina con sé ricordi e sacrifici di una vita di lavoro e risparmi!

Evidentemente è opportuno una volta per tutte arrendersi di fronte all'evidenza dei mutevoli e catastrofici fatti quotidiani e non pensare a chi attribuire la colpa di quanto accade; quanto ristabilire ad una società affranta, il bisogno di ricevere sicurezza e segnali positivi dalle istituzioni, per ripartire dagli errori e dagli eroi del passato che perdendo la loro vita hanno segnato indelebilmente quelle dei propri familiari, amici e concittadini!

Oggi è necessario essere capaci di ragionare seriamente sull'importanza programmatica nella mitigazione del dissesto idrogeologico ed accettare che la Sicilia è una regione fortemente dissestata in termini di sicurezza e tenuta del territorio, intervenendo consapevolmente durante tutto l'anno e sfruttando ogni professionalità che ha le attitudini per farlo, a partire dai Forestali, Consorzi di Bonifica e coloro i quali ogni giorno controllano responsabilmente i livelli di accumulo negli invasi e dighe.

Un'attività sinergica che permetterebbe di controllare nei limiti delle possibilità umane, la veicolazione e l'invaso delle acque in ogni momento da cima a valle, mediante la manutenzione di caditoie, valloni e reti scolanti di tutto il territorio siciliano, ma senza dimenticare l'importanza del continuo rinverdimento di argini e terreni franosi, perché solo partendo dalle "radici" si riuscirà a garantire la tenuta dei terreni e ridurre gli smottamenti e il trascinamento di fango, spesso elementi principali di distruzione.

Il SIFUS nel corso dei dieci anni di attività sindacale nel campo Forestale più volte ha ritenuto fondamentale sottoporre tali indicazioni al Governo regionale ed all'Assessorato all'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea che si sono succeduti nelle diverse legislature; ma in maniera più forte da quasi tre anni con la presenza del settore complementare dei Consorzi di Bonifica, argomentando durante i tavoli di confronto, sull'importanza strategica del coordinamento sinergico tra le diverse tipologie di maestranze che si spendono a tutela e salvaguardia del territorio!

La Sicilia ha bisogno solamente di regole, nel rispetto della terra e dell'acqua che regimentano la vita in un'isola!
E. Abate





SIRACUSA, TRAVOLTO DA UN'ONDA DI FANGO: TROVATO MORTO AGENTE PENITENZIARIO. DISAGI IN TUTTA LA SICILIA


Dal sito palermo.repubblica.it

La vittima è Giuseppe Cappello di 52 anni, di Rosolini. Ieri sera stava percorrendo la Statale 115 a Noto per tornare a casa. Erano stati ritrovati telefonino e auto ma lui era risultato disperso fino a stamattina. Nella notte salvati 16 automobilisti

di ISABELLA DI BARTOLO e ROMINA MARCECA

26 Ottobre 2019
SIRACUSA - L'ondata di maltempo che ha investito il Sud Est della Sicilia ha provocato almeno una vittima. Si tratta di un uomo, Giuseppe Cappello, di 52 anni di Rosolini, che era stato segnalato come disperso nella notte sulla statale 115, la stessa dove ieri sera erano state travolte due auto dalla piena del torrente. Il corpo dell'uomo è stato ritrovato questa mattina dai vigili del fuoco sulla Statale tra i comuni di Noto e Rosolini, vicino al luogo dove era stato visto camminare.

La vittima era un agente di polizia penitenziaria, svolgeva la sua attività nel carcere di Noto e stava per fare rientro nella sua abitazione, a Rosolini. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, che indagano sulla vicenda, l'esondazione del fiume Tellaro ha investito il mezzo della vittima che non ha avuto scampo. La procura di Siracusa sulla morte dell'agente penitenziario ha aperto un'inchiesta.

LA VITTIMA DI NOTO
I vigili del fuoco hanno rinvenuto sulla Statale 115 la sua auto, una Dacia Sandero bianca, e il telefonino e poi in mattinata hanno recuperato il corpo. Il corpo del disperso è stato trovato dai vigili del fuoco di Palazzolo in un campo a qualche centinaio di metri dalla sua macchina, probabilmente rimasta in panne per l’acqua che invadeva la sede stradale. L’uomo, pare che sia sceso spontaneamente dalla sua auto e che dopo essere scivolato da un muretto sia stato trasportato dalla corrente.

Le operazioni di identificazione sono ancora in corso e i familiari stanno arrivando sul posto. Alle operazioni stanno collaborando anche i carabinieri. Sono arrivati anche alcuni colleghi dell'agente. La strada è invasa dal fango e i vigili del fuoco stanno lavorando in un campo distruttodal nubifagio di ieri.

Giuseppe Cappello era sposato e con figli, da poco più di un anno era stato trasferito al carcere di Noto dopo aver lavorato a lungo a Cavadonna. In lacrime i colleghi che lo ricordano come un uomo generoso e sempre sorridente.

L'anno scorso, nella sera del 3 novembre, per il maltempo, erano morte 12 persone in tre diversi punti della provincia di Palermo. Qualche giorno dopo venne recuperato il corpo di un medico disperso a Corleone, Giuseppe Liotta. Anche lui era a bordo della sua auto e venne travolto da un'onda di fango.

AUTOMOBILISTI SALVATI E DISAGI IN SICILIA
Sono 16 le persone rimaste intrappolate nelle proprie auto, che sono state tratte in salvo dai soccorritori nella zona tra Noto e Rosolini. La provinciale 19 è stata chiusa al traffico dalle forze dell'ordine per evitare pericoli per gli automobilisti. Si sono verificati allagamenti in alcuni Comuni, tra cui Pachino e Rosolini. Il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, sta valutando se chiedere lo stato di calamità per i danni provocati dal maltempo.

In provincia di Siracusa si registrano diversi disagi: manca l'energia elettrica a Solarino e in molte zone di Siracusa nord ci sono disservizi. Il violento nubifragio ha sferzato per tutta la notte la zona sud del Siracusano, tra Pachino, Noto e Rosolini, paralizzando le strade di collegamento. Anche a Ispica grossi danni e una voragine si è aperta su una strada, a Cava Mortella. Nel borgo di Santa Maria del Focallo i residenti per gli allagamenti sono stati costretti a salire sui tetti delle case.

Continuano le operazioni di ripristino dell'infrastruttura ferroviaria da parte degli oltre 60 tecnici di Rete ferroviaria italiana e dal personale delle ditte appaltatrici, al lavoro da ieri mattina lungo le linee ferroviarie interessate dalle abbondanti piogge che continuano a cadere in Sicilia. Questa la situazione alle 11, in relazione alla disponibilità delle linee ferroviarie: linea Alcamo-Castelvetrano-Trapani, riattivata alle 10.20 la circolazione ferroviaria; linea Catania-Siracusa riattivata alle 9.40: il traffico ferroviario era stato sospeso alle 6.45 di questa mattina, per allagamento della sede ferroviaria fra Lentini e Bicocca. Da questa mattina è ripresa la circolazione ferroviaria anche sulle linee Modica-Gela-Canicattì, Canicattì-Caltanissetta e Agrigento-Canicattì.

Linea Modica-Siracusa interrotta da questa notte, per danni diffusi in diversi punti della linea: uno smottamento in prossimità della stazione di San Paolo; il cedimento della massicciata ferroviaria in diversi tratti, tra Rosolini e Ispica; l'interramento dei binari fra Scicli e Sampieri, con diversi cavi danneggiati; le esondazioni di corsi d'acqua, inoltre, hanno depositato sulla sede ferroviaria detriti, arbusti e materiali vari. Danni anche alla stazione di Rosolini.

I lavori di ripristino dell'infrastruttura continuano ininterrottamente, con previsione di riattivazione la settimana prossima. Sulla linea Palermo-Catania traffico sospeso dalle 11 per l'allagamento della sede ferroviaria fra Sferro e Sparagogna.

Fonte: palermo.repubblica.it






MALTEMPO, MEGA VORAGINE SI APRE A ISPICA, 8 AUTOMOBILISTI INGHIOTTITI DALLA PIENA DI UN TORRENTE


Dal sito www.blogsicilia.it

di Manlio Viola - 26/10/2019
Sono state tutte recuperate e sono in buone condizioni le persone che si trovavano a bordo delle due auto investite dalla piena improvvisa di un torrente che ha invaso la statale 115 nei pressi di Ispica, in provincia di Ragusa.

Si tratta di 8 persone che i vigili del fuoco hanno rintracciato nei pressi delle auto, poco distanti dal punto in cui i
testimoni avevano visto le vetture travolte dall’acqua.

La tragedia è stata sfiorata nel corso della notte. Le due auto stavano percorrendo la statale 115 quando sono state spazzate via dall’acqua del torrente che aveva tracimato invadendo la sede stradale. L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono arrivati i vigili del fuoco con un elicottero attrezzato per il salvataggio. Tutti gli otto occupanti delle due auto sono stati, così, tratti in salvo fra mezzanotte e l’una.

Purtroppo una analoga tragedia non la si è potuta evitare nel siracusano dove si registra una vittima

Ma il maltempo ha causato anche altri danni ingenti ad Ispica. Esercizi commerciali invasi da veri e propri fiumi di fango mentre nella zona di cava Mortella si è aperta una voragine che ha inghiottito all’improvviso molti metri cubi di terreno. L’evento si è verificato a ridosso di una cava e probabilmente è legato anche alle attività estrattive.

Si è udito un suono cupo,m poi la terra ha iniziato a tremare prima che la voragine si aprisse inghiottendo il terreno e facendo collassare anche le pareti dell’area estrattiva della vicina cava. L’intera area è stata evacuata e interdetta.

Sui social è rimbalzato per tutta la notte l’appello del sindaco di Ispica Pierenzo Muraglie che invitata i cittadini a non uscire da casa.

Adesso la situazione meteo sembra migliorare anche se l’allerta proseguirà per tutta la giornata. Si contano i danni e si cerca di correre ai ripari per ripristinare la viabilità ed evitare qualsiasi situazione di pericolo che possa essersi presentata a causa degli allagamenti e delle esondazioni

(foto RagusaOggi)


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Fonte: www.blogsicilia.it





IL SERVIZIO XVI° UFFICIO PER IL TERRITORIO DI SIRACUSA. SELEZIONA 57 UNITÀ DI PERSONALE INTERNO TRA I LAVORATORI FORESTALI 78ISTI, 101ISTI E 151ISTI DA DESTINARE COME ADDETTI AI MUSEI AGRO FORESTALI

Ricevo e pubblico 
dal Responsabile Provinciale 
Uila Uil Siracusa settore Forestale
Gianni Garfì 






PATTI (ME). I TORRENTI DELLA VERGOGNA, RINVENUTI RIFIUTI SPECIALI DURANTE I LAVORI DI DISERBO EFFETTUATI DAI LAVORATORI FORESTALI


Dal sito www.98zero.com

Giuseppe Giarrizzo - 25 Ottobre 2019
Patti – Rifiuti speciali e un numero considerevole di pneumatici: è un paesaggio raccapricciante quello immortalato negli alvei dei torrenti Montagnarele e Timeto dopo i lavori di diserbo effettuati dai forestali.

Fino alla prima metà dell’800 ai margini del torrente Montagnareale, comunemente chiamato “Provvidenza”, sorgevano parecchi mulini. E tutta l’area limitrofa, non a caso definita “Ortura”, veniva considerata una delle più fertili zone agricole dell’intero territorio pattese. Oggi di quel patrimonio non v’è più traccia e la vegetazione infestante che per parecchi mesi l’anno invade il letto del torrente che attraversa il centro cittadino diviene spesso comodo nascondiglio per stipare, lontano da occhi indiscreti, enormi quantità di rifiuti d’ogni sorta.

Da orti floridi e rigogliosi a discarica a cielo aperto: ecco la lenta e inesorabile metamorfosi di un’area che per secoli ha rappresentato a Patti il fulcro dell’economia agricola e artigianale. È bastata una pulizia approfondita del torrente da parte degli operai  forestali per far emergere uno scenario a dir poco raccapricciante: plastica, metalli, lastre di amianto e una quantità inverosimile di pneumatici. Le immagini immortalate da alcuni cittadini hanno immediatamente fatto il giro dei social network suscitando lo sdegno dell’opinione pubblica pattese. Decine i commenti di condanna nei confronti dell’abbandono indiscriminato di rifiuti: una pratica che da queste parti pare sia divenuta ormai una consuetudine difficile da sradicare, a dispetto degli annunci dell’amministrazione comunale sull’adozione del pugno di ferro nei confronti dei trasgressori, sull’intensificazione dei controlli da parte della polizia municipale e sulla installazione di foto trappole per il monitoraggio, anche notturno, delle zone più sensibili.

Insomma, in città le micro discariche abusive continuano a proliferare come gli acari della polvere e gli alvei dei torrenti pare siano divenuti i luoghi più “adatti” per sbarazzarsi del superfluo con modalità tutt’altro che lecite. Non è un caso che ad essere preso di mira dagli incivili sia anche l’altro torrente cittadino, il “Timeto”, dove i forestali hanno tirato fuori e accatastato ai margini dell’alveo un centinaio di copertoni usurati che adesso le autorità competenti dovranno far smaltire secondo le modalità previste dalla legge. «Durante gli interventi di diserbo, eseguiti da alcune squadre della Forestale, sono venuti alla luce – è il commento del sindaco Aquino – parecchi rifiuti, anche di natura speciale, che negli anni sono stati abbandonati negli alvei dei torrenti Montagnareale e Timeto. Non compete al Comune lo smaltimento, cionondimeno faremo la nostra parte per eliminare tutte le situazioni di degrado ambientale che sono state riscontrate».

(Foto dal web)






Fonte: www.98zero.com


Leggi anche:

Patti – Grazie al lavoro dei forestali è stato messo in sicurezza e ripulito da cima a fondo il torrente Montagnareale







ALLERTA ROSSA A CATANIA ANCHE PER IL 26 OTTOBRE. RISCHIO IDROGEOLOGICO CONFERMATO. SCUOLE CHIUSE. LIVELLO DI ATTENZIONE ANCHE NELLE PROVINCE DI CATANIA, MESSINA ED ENNA



Dal sito catania.meridionews.it

L'ultimo bollettino del dipartimento regionale siciliano è stato pubblicato pochi minuti fa, poco dopo le 16.30. Il livello di attenzione rimane massimo anche domani, ma solo nelle province di Catania, Messina ed Enna

25 OTTOBRE 2019
Allerta meteo di colore rosso anche domani, 26 ottobre 2019, nelle province di Catania, Messina ed Enna. È questo il contenuto dell'ultimo bollettino del dipartimento regionale di Protezione civile in Sicilia. Secondo il dispaccio, in Sicilia orientale sono previste precipitazioni «diffuse, a carattere di rovescio o temporale, con quantitativi cumulati da moderati a elevati, puntualmente molto elevati sul settore centrale della Sicilia orientale», vale a dire il il capoluogo etneo. 

In base a quanto diffuso dalla protezione civile, continuerà a piovere e «i fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Localmente le cumulate di precipitazioni potranno risultare abbondanti». Per oggi, invece, rispetto a quanto comunicato ieri, l'allerta è stata declassata ad arancione nelle province di Siracusa, Ragusa, Caltanissetta e Agrigento. Resta rossa, invece, a Catania e Messina.

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https://catania.meridionews.it/articolo/82635/allerta-rossa-a-catania-anche-il-26-ottobre-per-la-protezione-civile-confermato-il-rischio/







DISPERSO SUI NEBRODI, PARLA IL MEDICO RITROVATO DALLA FORESTALE


Dal sito www.lecodelsud.it

25 Ottobre 2019
Intervista di Rosalba Famà

5 giorni a vagare per i boschi
La sua non è stata la solita disavventura di chi si perde nel bosco; è capitato più volte di registrare allarme per qualche disperso, specie in questi periodi prediletti da chi va in cerca di funghi e solitamente l’attesa angosciante dei familiari e l’ansia dei soccorritori si esaurisce nell’arco della stessa giornata, al massimo all’indomani. Per il dott. Francesco Faro, 74 anni, la terribile esperienza è durata cinque giorni: un tempo apparso infinito in mezzo ai boschi dei Monti Nebrodi dove, da appassionato della montagna e del trekking, era alla ricerca di funghi. Finalmente è rientrato a Messina, ancora assistito in struttura sanitaria dopo la breve degenza all’ospedale di Sant’Agata di Militello dove lo hanno accompagnato gli uomini della Forestale che lo hanno salvato.

Nel suo racconto ancora la trepidazione dei primi momenti e il timore di quelle interminabili giornate: “Ero uscito da solo per una semplice passeggiata di ispezione finalizzata alla raccolta dei funghi nel bosco. Dopo aver lasciato la macchina, mi sono addentrato nei Nebrodi e ad un certo punto, al tramontare del sole, mi sono ritrovato in un posto diverso da quello in cui immaginavo di essere. Evidentemente, una banale distrazione dal percorso ha trasformato la lietezza di un pomeriggio in una terribile avventura”.

Il cellulare non l’ha aiutata?
“Purtroppo era già scarico quindi non ho potuto avvisare familiari o forze dell’Ordine e chiedere aiuto; né ho avuto la fortuna di incontrare qualcun altro che raccogliesse funghi o facesse altre attività di trekking. Ogni tanto sentivo qualche rumore non lontano da me e provavo a urlare a squarciagola per tentare quello che sembrava ormai impossibile, specie col passare delle ore e dei giorni”.

Ha temuto che potesse finire in tragedia?
“Mi sono sentito definitivamente perso proprio all’alba del quinto giorno, proprio quello in cui poi per fortuna sono stato ritrovato grazie anche ad un tratto di bosco che aveva un sentiero più visibile dal quale richiamare l’attenzione dei soccorritori in zona. Ormai avevo finito le forze e la mia resistenza giungeva al termine: in quei lunghissimi e interminabili cinque giorni e cinque notti, i miei familiari, che pur continuavano a sperare, vedevano scemare le loro speranze. Inoltre io sono diabetico, quindi non avevo chiaramente l’insulina con me: uno stato di salute che poteva essere letale. Ciò incrementava le mie e le loro preoccupazioni. Più cercavo di ritrovare la strada verso la mia auto, più mi sentivo affaticato. Mi fermavo ripetutamente per recuperare le energie, poi crollavo di stanchezza senza orientamento e tra sentieri impervi, non battuti, dirupi e dislivelli”.

E’ riuscito a bere, cosa ha mangiato? Dove ha dormito?
“Nessuna capanna e alcun rifugio: in realtà ho avvistato qualche casolare ma era in condizioni pessime e molto sporco, dunque ho preferito dormire tra gli alberi, anche perché non c’è stata pioggia in questi giorni. Mi ricoprivo, come possibile, di rami e fogliame secchi, nell’impresa di difendermi dal freddo che comunque non era così forte come si potrebbe pensare. Certo, ero abbigliato solo con una camicia di cotone e una di jeans, ma tutto sommato sono state sufficienti a non farmi soffrire più di tanto. Non ho trovato nulla da mangiare poiché il bosco non offre frutti in questo periodo dell’anno; invece attingevo acqua in mezzo alla vegetazione da piccole pozze, quelle che mi sembravano più pulite”.

Qual è stata la maggiore difficoltà?
”La cosa che più mi ha afflitto è stato il non poter comunicare in alcun modo con nessuno; non potevo lanciare l’allarme. Una solitudine unita al pensiero della mia famiglia che forse pensava fossi già morto: sensazioni terribili. Poi la fauna, i movimenti che nella notte si percepivano a volte vicini, incutevano sempre una certa apprensione. Di giorno i maiali selvatici mi evitavano perché sono generalmente mansueti, al buio durante la notte invece avevo tutt’altra impressione, ma non sono pericolosi finché non si sentono importunati in qualche misura”.

Tornerà a raccogliere funghi?
“Certamente, stando molto più attento e magari in compagnia”.

Fonte: www.lecodelsud.it



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25 ottobre 2019

MANIACE: TORRENTE SARACENO AL LAVORO 160 OPERAI DELLA FORESTALE PER RIPULIRE L’ALVEO. FOTO


Dal sito www.bronte118.it

24 Ottobre 2019
Si puliscono gli alvei dei torrenti di Maniace, grazie alla collaborazione tra le aziende forestali e l’assessorato regionale all’Ambiente e Territorio. Un lavoro già sperimentato in altre provincie e che ora tocca anche Maniace, Comune edificato proprio in mezzo a tre torrenti. Circa 160 operai forestali, dei Distretti 1 e 3; da alcuni giorni lavorano alla pulizia del torrente Saraceno, che da anni non veniva interessato dai lavori. Gli operai della Forestale son impegnati nel diradare e togliere tanti arbusti e vegetazione spontanea nata negli ultimi anni e che rallentavano il normale scorrere delle acque, aumentando i rischi di esondazioni e allagamenti. La pulizia, interessa un tratto lungo circa tre chilometri, e con varie larghezze che vanno dai 30 ai 60 metri. Gli operai, suddivisi in varie squadre, stanno ripulendo tutto il fiume, prima che inizino le piogge autunnali.

Un grazie al presidente Musumeci – dichiara Franco Sanfilippo, operaio che si occupa dei lavori – da anni chiedevamo di effettuare questi lavori e finalmente siamo stati accontentati. Oggi, grazie alla collaborazione col Comune, riusciamo a pulire i fiumi anche da quintali di rifiuti, tra cui anche plastica e vetro, oltre a copertoni e altri materiali dannosi per l’ambiente». «Avevo scritto una lettera al presidente Musumeci – replica monsignor Galati, parroco di Maniace – proprio per segnalare la necessità della pulizia dei fiumi. Oggi, finalmente sentiamo le Istituzioni più vicine, sperando che in futuro si continui su questa strada, per rendere migliore un territorio unico». LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 10-10-2019

Dal sito www.bronte118.it













PROVINCIA DI PALERMO. SORPRESO A BRUCIARE STERPAGLIE SU UN TERRENO PUBBLICO POSTO A POCHI METRI DA UN’AREA BOSCHIVA. DENUNCIATO A SANTA CRISTINA GELA


Dal sito livesicilia.it

L'incendio sventato dall'intervento dei carabinieri

SANTA CRISTINA GELA - E’ stato sorpreso in contrada Fifì, agro del Comune di Santa Cristina Gela, mentre stava incendiando delle sterpaglie utilizzando un accendino, a pochi metri da un’area boschiva; un comportamento irresponsabile che poteva provocare enormi danni ma che, invece, grazie all’intervento dei Carabinieri della Stazione di Santa Cristina Gela non ha avuto ulteriori conseguenze. È quanto successo a G.M.F., 69 anni, soggetto già noto alle forze dell’ordine che è stato denunciato dai carabinieri; l’uomo, sottoposto già alle misure dell’avviso orale e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, è stato colto in flagranza dai militari mentre bruciava alcune sterpaglie su un terreno pubblico posto a pochi metri da un’area boschiva di rilevante importanza naturalistica. L'uomo si è giustificato con i militari dicendo che voleva bruciare le sterpaglie essiccate per far pascolare sull’erba fresca i suoi animali. Ora dovrà rispondere del reato di tentato incendio boschivo.
23 Ottobre 2019

Fonte: livesicilia.it







STABILIZZAZIONE PER TUTTI I PRECARI DELL’ASP DI PALERMO, ECCO IL PERCORSO INDIVIDUATO DALL’ASSESSORATO. IL BLOG: E PER GLI OPERAI FORESTALI? CAMPA CAVALLO CHE L'ERBA CRESCE!


Dal sito www.blogsicilia.it

24/10/2019
Dopo la delibera aziendale delle scorse settimane che ha avviato il processo di uscita dal precariato per circa 400 lavoratori, è stato ulteriormente perfezionato stamani il percorso che prevede la completa stabilizzazione di tutti contrattisti dell’Asp di Palermo. Su indicazione dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, nelle sede dell’assessorato, infatti, si sono tenuti due incontri a cui hanno partecipato i vertici dell’Azienda sanitaria di Palermo, i rappresentati delle sigle sindacali e delle Rsu dando seguito ad una interlocuzione avviata da oltre un anno.

Nel corso degli incontri è stata confermata la volontà di prevedere, entro il 31 dicembre 2020, ad una sottoscrizione di un contratto a tempo indeterminato per tutti i contrattisti. In particolare si ribadita la necessità di individuare una soluzione nel solco della Legge Madia e di sfruttare la possibilità di un processo di riconversione dei profili professionali mediante una formazione volontaria promossa dalla stessa Asp di Palermo.

Previa modifica del piano di fabbisogno dell’Azienda, inoltre, è stata stabilita l’ulteriore stabilizzazione di 50 unità (che vanno ad aggiungersi a 384 già stabilizzati) proprio attraverso la formazione per il raggiungimento della qualifica di operatore socio sanitario.

Tutte le sigle sindacali hanno condiviso la proposta di ricollocazione del personale in graduatoria presso altre aziende ospedaliere della provincia di Palermo, così l’assessorato, assieme ai vertici dell’Asp di Palermo, incontreranno i Dg delle Aziende ospedaliere del capoluogo per individuare quelle figure mancanti che possono essere reclutate mediante la graduatoria.

Inoltre, in base al fabbisogno 2019-2021, l’Asp di Palermo si è impegnata a far scorrere tutte le graduatorie dei posti vacanti per favorire l’immissione in ruolo di quei contrattisti ancora non stabilizzati.

Con Fials, Cisal, Ugl e Usae Fsi è stato concordato altresì che il management dell’Asp si attiverà un tavolo aziendale per destinato al personale contrattista per prevedere ulteriori processi di impiego con contratto stabile e se entro il 31 dicembre 2020 non dovessero completarsi tutte le procedure di stabilizzazione, l’Asp garantirà provvedimenti idonei al completamento del percorso.

Fonte: www.blogsicilia.it







24 ottobre 2019

ALLERTA METEO, ALLARME ROSSO IN SICILIA: STASERA TORNADO, DOMANI ALLUVIONI. IMPORTANTI NOVITÀ PER LE SCUOLE CHIUSE



Dal sito www.meteoweb.eu

Allerta Meteo rossa per domani in Sicilia, Venerdì 25 Ottobre da incubo per il maltempo su gran parte dell'isola: ecco i Comuni coinvolti dai fenomeni più estremi in cui i Sindaci potranno decidere di chiudere le scuole

A cura di Peppe Caridi 24 Ottobre 2019
Allerta Meteo – La Protezione Civile ha lanciato l’allarme rosso, il più alto livello previsto dal sistema di allertamento meteorologico in Italia, per gran parte della Sicilia che domani – Venerdì 25 Ottobre – verrà colpita da fenomeni temporaleschi molto violenti. L’allarme rosso è relativo ai territori delle province di Catania, Siracusa, Ragusa, Enna e Caltanissetta e a gran parte del territorio delle province di Messina e Agrigento, compresi i capoluoghi.

Intanto il maltempo ha iniziato a colpire l’estremità occidentale dell’isola, con tempeste di fulmini e nubifragi sulle isole Egadi e le prime piogge su Trapani, Erice e Mazara del Vallo. Nel pomeriggio/sera i fenomeni continueranno a muoversi lentamente verso est. E’ alto il rischio di tornado in serata tra Trapani, Mazara del Vallo e Marsala.

I fenomeni più violenti saranno però quelli di domani nella Sicilia centrale e orientale. In molti comuni importanti, i Sindaci si adegueranno all’allerta e decideranno di chiudere le scuole. Al momento non abbiamo ancora ricevuto in Redazione comunicazioni di ordinanze ufficiali, ma con ogni probabilità – alla luce di quest’allerta della protezione civile – le scuole saranno chiuse a:

Catania
Messina
Siracusa
Gela
Ragusa
Vittoria
Caltanissetta
Agrigento
Modica
Acireale
Misterbianco
Paternò
Barcellona Pozzo di Gotto
Caltagirone
Licata
Augusta
Canicattì
Adrano
Mascalucia
Avola
Milazzo
Comiso

E in molti altri comuni minori. Nel pomeriggio tutti gli aggiornamenti ufficiali su MeteoWeb. Intanto ecco le pagine utili per seguire la situazione meteo in tempo reale:





AVVISO REGIONALE DI PROTEZIONE CIVILE 
PER IL RISCHIO METEO-IDROGEOLOGICO E IDRAULICO N. 19297

VALIDITA': dalle ore 16:00 del 24-ott-2019 fino alle ore 24:00 del 25-ott-2019 










“CARI PARLAMENTARI VOI NON FATE POLITICA, QUESTA NON È POLITICA, VERGOGNATEVI!”


Dal sito www.blogsicilia.it

24/10/2019
Il dibattito d’aula ieri sera all’Ars ha mostrato tutti gli scontri che si agitano, spesso sottotraccia ma molte altre volte alla luce del sole, nella coalizione di governo. Una ‘non maggioranza’ che al suo interno appare sempre più litigiosa. Vicende che hanno indotto ad una presa di posizione anche associazioni d’area. BlogSicilia ha scelto di dare voce all’associazione Siciliae Mundi. Ecco qui le considerazioni della Presidente

“Da due anni ho ripreso a frequentare il “Palazzo” l’assemblea regionale siciliana, non è un segreto lo sanno tutti anche se qualcuno finge di non sapere. La politica è qualcosa che senti dentro, ti appartiene. Ebbene, per me è vita.
Succede spesso ormai che preferisco il silenzio alle mie tante parole, attaccare le istituzioni, la gente non serve a nulla solo astio e malcontenti. La Sicilia paga lo scotto degli ultimi 30 anni, e chi ci governa oggi cerca in svariati modi di recuperare il salvabile, forse sbagliando a volte ma cercando di mantenere a galla una terra ormai distrutta. Ieri abbiamo assistito ad un ennesimo colpo basso, chi ha seguito la seduta in aula dall’inizio ha ascoltato tanti interventi proposti solo ad un fine “bombardare di parole” anche quell’unico cittadino che avesse voglia di ascoltare i suoi rappresentanti politici. Una seduta d’aula con inizio alle 16.30 e tanti franchi tiratori seduti pronti al dibattito, all’attacco ad impastare discorsi e concetti tra loro, per esempio: accennare lontanamente “Sicilia Digitale” ieri “Sicilia e Servizi” LE PARTECIPATE , sottolineo lontanamente perché uno degli argomenti più delicati che possiamo avere in Sicilia, e i deputati Onorevoli sanno perfettamente che appena nominiamo “partecipate” qualsiasi cittadino che conosca minimamente la storia memorizza solo “partecipate”, proprio come la parola “mafia” “antimafia” “legalità”…

Non potrei dire che va tutto bene, non sarei coerente con me stessa e non mi sentirei più una donna che ha scelto la sua libertà e dignità politica, ma ieri sera abbiamo assistito ad una delle peggiori sedute degli ultimi anni, non riconosco più la politica, o non sappiamo più fare politica. Vergogna! Uso la stessa parola del Presidente Musumeci, avete attaccato un Governo e alle 22.00 l’aula era deserta. Voi non fate politica, questa non è la politica che tanti conosciamo, questo è un teatro dove VOI siete gli attori principali ed anche ben pagati da noi. Noi! che fingendo di stare bene, indossiamo il migliore abito ogni giorno perché crediamo che qualcosa possa cambiare, noi che vorremmo rilassarci un attimo ed indossare il nostro più vero sorriso.

Non vi sta bene questo Governo? Bene dimettetevi tutti insieme e ritorniamo al voto, impossibile per voi se non avete la sicurezza di risedere su quelle poltrone, dimostrate ai siciliani che avete il “coraggio”…

Loredana Novelli – Presidente dell’Associazione Siciliae Mundi

Fonte: www.blogsicilia.it