Nodo Avviso 20 da sciogliere bocciati invece
i balzelli-ticket
Le celebrazioni. «La festa è viva ed è la festa di tutti gli italiani liberi; gli scettici vengano qui»
Il Governatore Crocetta
Lillo Miceli
Palermo. E' ancora irto di ostacoli il cammino del
disegno di legge di stabilità. Infatti, sono parecchi i nodi da
sciogliere, nonostante la lunga maratona della commissione Bilancio,
sospesa alle 4 di ieri, su richiesta del capogruppo del Pds-Mpa, Roberto
Di Mauro. I lavori riprendono questa mattina per esaminare il
maxi-emendamento presentato dal governo, composto da 66 articoli, e con
2.600 emendamenti firmati da esponenti dell'opposizione e della
maggioranza. Difficilmente il provvedimento potrà essere varato entro le
16, quando dovrebbe iniziare la discussione generale a Sala d'Ercole,
secondo il programma stabilito dal presidente Ardizzone. La seduta
dell'Aula dovrebbe slittare a domani; domenica si dovrebbero potere
presentare gli eventuali emendamenti; lunedì dovrebbe iniziare la lunga
"no stop" fino all'approvazione dei documenti finanziari che dovrebbe
avvenire entro il 30 aprile.
Il governatore Rosario Crocetta è
impegnato in colloqui con gli esponenti della maggioranza per superare i
malumori, manifesti e serpeggianti, ed evitare sorprese in Aula. Anche
perché con i grillini è in atto una tregua armata. Uno degli scogli da
superare è quello relativo alla richiesta di pezzi della maggioranza di
utilizzare 280 dei 452 milioni destinati al Piano giovani per finanziare
la seconda annualità dell'Avviso 20, ovvero i corsi di formazione
professionale che alcuni enti avrebbero gestito, rispettando poco le
regole. Prima firmataria dell'emendamento che chiede di rifinanziare
l'Avviso 20 è la democratica Mariella Maggio, ma la richiesta è
fortemente sostenuta anche dal gruppo di maggioranza Democratici
riformisti. «Spero che Mariella Maggio ritiri l'emedamento, altrimenti
ci potremmo ritrovare in una situazione paradossale». E Crocetta ha
spiegato perché: «I fondi del Piano giovani, che fanno parte del Piano
azione coesione, fanno parte di una procedura negoziata con il governo
nazionale e la Commissione europea. Noi abbiamo l'interesse di
qualificare la formazione professionale, ma facendo un'operazione
verità. Non intendiamo buttare l'acqua sporca e il bambino.
Nell'incontro di maggioranza non mi è sembrato che vi fosse la volontà
di andare avanti».
In commissione Bilancio sono stati approvati
parecchi emendamenti dell'opposizione firmati Vincenzo Vinciullo, Marco
Falcone e Salvino Caputo. Altri sono stati ritirati. E, comunque, è
stata ribocciata la riproposizione del ticket sui ricoveri ospedalieri
per i redditi superiori a 50mila euro, mentre è stato soppresso
l'articolo che prevedeva il ticket di un euro per ogni prescrizione
farmaceutica, anche a carico delle fasce più deboli. «Non possiamo
gravare sulla gente - ha detto il capogruppo del Pd, Baldo Gucciardi -
in questo momento di crisi.
E' stato riscritto l'articolo sui 110
milioni aggiuntivi agli enti locali, oltre i 440 già in bilancio,
provenienti dal piano di rientro del deficit sanitario;
l'accantonamento
di 230 milioni per i forestali, ma occorrono altri 20 milioni per consentire le garanzie occupazionali (da oggi i forestali
protesteranno davanti Palazzo dei Normanni); l'Arpa avrà 12 milioni, i
rimanenti 3 arriveranno dagli incassi per i servizi svolti, finora
gratuiti. «I
forestali - ha detto
Vinciullo - potranno essere impiegati in lavori extraboschivi per conto
di enti che ricorrono a gare per effettuarli».
Discussione piuttosto
animata, circa un'ora e mezza, sull'emendamento sulla "pubblicizzazione"
dei dissalatori di Agrigento e Gela che dovrebbero essere acquisiti
dalla società partecipata "Siciliacque spa", che consentirà la riduzione
del canone per metro cubo di acqua prodotta, ma comporta anche
l'assunzione del personale che li gestisce.
Nel disegno di legge di
stabilità, sia pure solo come principio, dovrebbe fare capolino, come
richiesto dai grillini, il reddito di cittadinanza (sarebbero necessari
circa 100 milioni); il sostegno alle micro imprese e il raddoppio, dal
10 al 20%, delle royalties sugli idrocarburi. Le entrate passerebbero da
19 a 38 milioni.
26 Aprile 2013