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Dal sito www.ansa.it
Protesta di lavoratori e sindacalisti davanti Palazzo d'Orleans
"Qualche esponente del governo Schifani ci domandava perché fare oggi lo sciopero generale dei forestali.
Ha ragione: avremmo dovuto proclamarlo prima per reclamare con più forza la riforma-che-non-c'è".
PALERMO, 26 Marzo 2025
Così, i segretari generali di Cgil-Cisl-Uil Sicilia e Fai-Flai-Uila Sicilia Alfio Mannino, Leonardo La Piana, Luisella Lionti, Adolfo Scotti, Tonino Russo e Nino Marino, stamattina a Palermo in piazza Indipendenza dinanzi la sede della Presidenza della Regione per lo sciopero generale del settore. Presenti numerosi amministratori locali da tutta l'Isola. Migliaia di lavoratrici e lavoratori hanno aderito alla giornata di mobilitazione sotto il titolo: "Qualcuno ha visto la riforma forestale? Basta prese in giro!".
"Negli ultimi vent'anni gli effettivi sono scesi da 35mila a 15mila, altri lasceranno il servizio a breve. Molti, troppi, sono i precari a vita. Oltre 13 mila. Stabilizzazione e ricambio generazionale sono doverosi in un comparto che ha una media età di 58 anni. Ecco perché sollecitiamo da tempo, con questo e con i precedenti governi regionali, una nuova legge che garantisca una forza di contrasto permanente e professionale a dissesto idrogeologico, siccità, roghi boschivi, deforestazione e desertificazione del territorio", dicono i sindacalisti.
"Il disegno di legge c'è, abbiamo contribuito a scriverlo - concludono Mannino, La Piana, Lionti, Scotti, Russo e Marino - ma non è mai arrivato in Giunta, è stato quindi negato all'esame e al voto dell'Assemblea regionale. Così si offende la dignità del lavoro e il diritto alla salvaguardia del territorio.
Sulla riforma del settore interviene anche il parlamentare del Pd Mario Giambona: "Non possiamo più tollerare ritardi. È fondamentale avviare un percorso concreto che risponda alle legittime aspettative degli operai forestali, i quali non possono più trovarsi a vivere una carriera segnata dalla precarietà, sin dal loro ingresso nel mondo del lavoro. Questa è una categoria fortemente bistrattata dall'attuale governo regionale. I contratti hanno già attirato l'attenzione dell'Unione europea".
Fonte: www.ansa.it

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