08 marzo 2022

SIFUS CONFALI: FERMIAMO IL DDL CONCORRENZA PERCHÈ VUOLE AFFIDARE LA GESTIONE DEI SERVIZI IDRICI AI PRIVATI IN BARBA ALLA VOLONTÀ DI 26 MILIONI DI ITALIANI. GROSSO ( SIFUS): FERMIAMO DRAGHI


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus
Maurizio Grosso

Roma 7 marzo 2022 - Nel giugno del 2011, 26 milioni di italiani attraverso un referendum, hanno abrogato la norma del decreto Ronchi che prevedeva la privatizzazione dei servizi idrici stabilendo che l'acqua è un bene comune e che pertanto, deve essere esclusivamente pubblica. L'anno successivo, a sostegno della volontà popolare, si era schierata anche la Corte Costituzionale che con sentenza n.199/ 2012, aveva dichiarato l'illegittimità dell'art. 4.D.L. 138/ 2011 che provvedeva il ripristino della norma abrogata. L'art. 6 del ddl concorrenza, in corso di esame al Senato della Repubblica, prevede clamorosamente di affidare la gestione del servizio idrico ai privati e qualora l'ente locale non accetti, dovrà giustificarsi. Le ragioni di questa scellerata scelta politica sembrerebbe che il Governo Draghi voglia addossarla all'Europa che c'è lo chiederebbe come pegno per i fondi del PNRR. Abbiamo sentito sull'argomento Maurizio Grosso - Segretario Generale del SIFUS che ha dichiarato: non è assolutamente vero che l'Europa ci chiede di affidare ai privati la gestione dei servizi idrici come si evince dall'art.36 della Carta fondamentale dei diritti dell'Unione Europea. Ciò significa - ha continuato Grosso - che la spinta liberista di affidare il servizio idrico verso i privati è di questo Governo in barba ai 26 milioni di cittadini che nel 2O11 si sono espressi in maniera contraria e alla sentenza della Corte Costituzionale che rafforza questo indirizzo. Il Sifus -- ha concluso Grosso - invita il Governo Draghi a rivedere questa sua assurda posizione sull'argomento e al Senato della Repubblica a votare contro il ritorno all'affidamento ai privati di un bene comune come l'acqua. L'addetto stampa SIFUS CONFALI




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