L'obiettivo dei sindacati

è quello di arrivare ad ottenere 2 contingenti:

Oti e 151nisti.

Obiettivo condiviso anche dai due assessori!

Ecco allora quanto manca

per la presentazione della riforma:






14 settembre 2017

CONSIDERAZIONE SULL’ADEGUAMENTO CONTRATTUALE DEI FORESTALI SICILIANI. CARI SEGRETARI CONFEDERALI REGIONALI...

La nota di Antonino Lomonaco
Cari segretari confederali regionali, il possibile accordo che recepisce, finalmente, dopo un ritardo di diciasette anni, il contratto nazionale riguardo il lavoro degli operai forestali in Sicilia, non può esser inteso, così come avete detto, nel senso di un fatto storico, bensì come un fatto dovuto! Ci si troverebbe di fronte ad un fatto storico se vi fosse una visione innovativa, o una riforma vantaggiosa che ribaltasse il modo di intendere una categoria di lavoratori o, ancora meglio (di questi tempi) il modo stesso di intendere, in generale, il lavoro ed i lavoratori di tutti i settori. Lavoro e lavoratori procedono sempre insieme in modo complementare. Non può esserci preminenza dell'uno sugli altri, come ammiccava il "buon" assessore regionale Cracolici fino all'anno scorso! O, viceversa, neanche degli altri sull’uno. Infatti la preminenza del lavoro sui lavoratori fa diventare i lavoratori come una merce qualsiasi, quindi facilmente interscambiabile e, per cui, dal valore votato al ridimensionamento. Dimenticando, in questo calcolo economico del liberismo, che il lavoratore è, prima di ogni cosa, un Uomo! Un Uomo non può e non potrà mai essere votato al ridimensionamento, pena lo stravolgimento dei rapporti umani (nella medesima società civile) in rapporti disumani. Allo stesso modo, non possono avere la preminenza i lavoratori sul lavoro poichè cosi si perderebbe il senso stesso della funzione di cura intersoggettiva che il lavoro ha nella società civile. Ogni lavoro è utile al lavoratore che lo svolge ma, anche, al resto della società civile che, nelle reciprocità delle relazioni, ne usufruisce.
Riguardo l'antincendio, così come ho letto, mi fa piacere che ci sia una apposita riunione. La particolarità di questa attività ne giustifica il motivo. Tuttavia proprio la mia esperienza di delegato FLAi-CGIL mi fa raddrizzare i pochi peli rimastimi dopo le ustioni e la "danza" ravvicinata col fuoco che, purtroppo (o per fortuna), ho avuto proprio quest'anno. Che si ridefiniscano i profili professionali degli Addetti allo spegnimento incendi, cioè a dire di quelli che stanno in prima linea a spegnere le fiamme, ad inalare il fumo, a sudare per la calura e la paura... A valutare strategie di intervento, a stare attenti ai compagni e a dove mettere i propri piedi, passo dopo passo, in quei terreni impervi ma attraversati dalle fiamme, col rischio costante dell'imprevisto... Che sia proprio questo profilo professionale ad esser oggetto di ridefinizione, poichè, attualmente, ritenuto (addirittura!) meno specializzato di altri profili della stessa attività, non può che essere opportuno e quanto mai auspicabile. Certo, ciò non a discapito di altri profili professionali ma ad onore del vero e del giusto riguardo una attività misconosciuta e, persino, nelle varie arene di spazzatura televisiva, dileggiata pubblicamente, anche quando, senza retorica, dà la vita per il bene pubblico della salvaguardia del verde e dei boschi. Spero proprio che sia questo il senso di questa apposita riunione, poichè, altrimenti, stiamo ancora "pettinando le bambole". Col forte desiderio che vada tutto in porto, e nel modo migliore, vi auguro buon lavoro.
Un abbraccio 



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