19 giugno 2016

MOSTRI!



Mostri!




di Antonino Lomonaco
In questo momento vi sono indagini rivolte ad individuare la dolosità ed i responsabili degli incendi che hanno colpito la nostra costa tirrenica fra Palermo e Messina.
Al solito si piange dopo che avviene il danno.
Si tratta, regolarmente, di un pianto fine a se stesso, che cerca rabbiosamente dei capri espiatori. Ma li cerca, sopratutto, per coprire le proprie deficienze.
Poichè non è chiaro solo a chi non vuol vedere che la responsabilità di queste catastrofi va addebitata, certamente, agli idioti che di fatto appiccano gli incendi, ma anche a chi, a metà giugno non ha provveduto ancora affinchè l'organizzazione antincendio della forestale, in una regione come la nostra, possa essere già pronta ed efficiente nell'individuazione in tempo utile e nella repressione dei primi focolai.
Noi, addetti alla repressione incendi boschivi, dal quindici di questo mese siamo assunti ma non possiamo intervenire perchè, così come già l’anno passato, sprovvisti dei mezzi e dei regolari dispositivi di sicurezza personali. E tutto ciò non è pronto perchè, dopo un inverno ed una primavera, non si è provveduto nel suo controllo e manutenzione.
Di chi è la colpa?!...
Per noi che combattiamo le fiamme non è una novità la forza devastante di un incendio, la difficoltà ed i rischi enormi nel combatterla.
Questi giornalisti che scrivono articoli in cui si ammicca, fra le righe e no, un nostro interesse affinchè avvengano queste catastrofi, dimostrano soltanto una colpevole negligenza ad approfondire l'argomento, cioè a dire: il malcostume sempre più diffuso a non far bene il proprio lavoro!
Noi abbiamo avuto delle vittime in queste battaglie, incidenti ed infortuni continui. Spesso questi ultimi anche sottaciuti solo per non perdere giornate di lavoro: perchè questo succede in un lavoro dove il rischio di infortunio è pressante, non solamente presente!
Per non dire degli effetti a lungo termine, di cui possiamo essere vittime, mi riferisco, ad esempio, all'inalazione dei fumi  o alle fatiche inimmaginabili per chi, invece, svolge il proprio lavoro seduto in un ufficio con l'aria condizionata accesa!
Tale è il nostro lavoro spacciato come "pubblico ufficio" quando, in realtà, si tratta di un "pubblico precariato", utilizzato come carne da macello e valvola di scarico delle tensioni irrisolte per il problema mai davvero affrontato della crisi dell'agricoltura siciliana e del conseguente abbandono dei terreni, dapprima montani e collinari ma, infine, anche delle piane.
Perchè se le case o le strutture alberghiere prendono a fuoco, succede per il semplice fatto che, attorno ad esse, i terreni sono pieni di combustibile che si accende e permette l'espandersi e la recrudescenza di un incendio: sono pieni delle piante selvatiche che si reinpossessano del terreno abbandonato.
Se non vi fosse questo combustibile le fiamme si arresterebbero anche da sole, se non vi fosse erba secca, arbusti, ed alberi della macchia mediterranea (bassi e fitti) le fiamme si arresterebbero o non assumerebbero quelle dimensioni terribili e devastanti che anche chi abita in città adesso può costatare.
Vanno, certamente, cercati, rintracciati e puniti in modo esemplare, quelli che di fatto appiccano un incendio, poichè un incendio è equiparabile ad una strage. Ma, allo stesso tempo e allo stesso modo, andrebbero giudicati e trattati coloro che, con strafottenza, ancora non permettono l'avvio della nostra organizzazione di antincendio boschivo, che negli anni ha dimostrato una validità esemplare se paragonata ad altre regioni del pianeta, come i recenti incendi in Canadà od in California stanno ad indicare.
Gli incendi boschivi sono un fenomeno mondiale, non solo siciliano!
E, nella stragran parte delle volte sono di origine dolosa, poichè sono dovuti a quella mentalità che vede nel territorio una risorsa da sfruttare invece che valorizzare.
La nostra regione, purtroppo, si presta bene a queste atrocità ambientali, per le sue alte temperature estive e per il tipo di vegetazione selvatica che rinsecca in estate e si espande sempre più dove prima vi erano terre coltivate.
Questi incendi, perciò, non sono una evetualità remota! Per cui ci si deve tirare i capelli chiedendosi come mai possa avvenire e chi sia il cattivo di turno!!!
Come spesso capita, gran parte delle responsabilità di un delitto (anche semplicemente in una certa complicità involontaria) sono da ricercare proprio in coloro che più sembrano disperarsi ed agitarsi.
Costoro, invece di rimboccarsi le maniche e provvedere davvero ai problemi dei territori e della gente che vi vive, cercano le luci della ribalta e strillano, in modo isterico, contro mostri reali o immaginari, ma senza avere l'umiltà di guardarsi un pochettino allo specchio a scorgere la mostruosità nella stessa propria figura che hanno d’avanti.
Un abbraccio fraterno ai miei colleghi








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