Sblocca-Sicilia alla Camera, slitta “sfiducia” all’Ars: giorni di fuoco
Avrebbe dovuto essere un giovedì di
fuoco questo 10 dicembre 2015: l’emendamento per lo Sblocca-Sicilia in
Commissione bilancio alla Camera, a Roma, e la mozione di sfiducia in
calendario a Sala d’Ercole, Palazzo dei Normanni, promossa dal Movimento 5 Stelle.
Il secondo appuntamento, com’è noto, è saltato per la concomitanza con
il primo. Il presidente della Regione ha detto che non avrebbe potuto
essere presente per rimanere a Roma. Lo Sblocca-Sicilia è la pietra
angolare della legislatura, altro che mozione di sfiducia, e se
l’emendamento non passa, allora sì che ancor prima del default, sarebbe bene abbassare la saracinesca ed affidare a commissari il governo dell’Isola.
Il lasciapassare della Commissione bilancio della Camera è soltanto la prima tappa del provvedimento che dovrebbe dare alla Regione siciliana il necessario per sopravvivere,
attribuendogli quel che gli spetta (contrariamente a quanto affermano
in Lombardia e Veneto, che denunciano, con i loro giornali, la consueta
manfrina per gli aiuti pubblici concessi alla Sicilia sprecona). Ci sarà da affrontare l’Aula, e ripetere l’iter a Palazzo Madama, dove si dovrebbe contare su una attenzione “speciale” da parte del Presidente, Pietro Grasso. Ma non finisce qui.
Lo Sblocca-Sicilia non consente di guardare al futuro con fiducia,
perché il sistema si è inceppato, e le spese correnti sommergono la
Regione, senza lasciare che briciole per gli investimenti di sviluppo.
Sul piano politico, per ragioni non del tutto nobili, l’esistente conta
di più che il futuro a Palazzo dei Normanni. L’Assemblea si mobilita
come un sol uomo per assicurare la sopravvivenza ai forestali,
ma non trova eguale compattezza in altre circostanze. Vista corta,
insomma. La raccolta del consenso, nel presente, piuttosto che un
investimento sul futuro, e quindi sui giovani e su una regione
“dimagrita” ma provvista di competenze e volontà fresche.
La mozione di sfiducia è stata rinviata sine die, nel senso che non è stata fissata una nuova data nel calendario parlamentare.
L’iniziativa parlamentare può essere affossata, lo pretende il
regolamento, e sulla questione il Movimento 5 Stelle non molla. E’ al
suo terzo assalto, e quando gli viene fato notare che potrebbe andar
male anche questa volta, non fanno una grinza. Sono decoubertiniani,
l’importante è partecipare, insomma.
E’ auspicabile che mettano la stessa volontà e tenacia anche a Roma,
Commissione bilancio, dove ci sono anche loro. Pare che
sull’emendamento anche l’opposizione “forzista” abbia annunciato il suo
impegno. Il presidente della Commissione bilancio dell’Ars, Vinciullo, aveva chiamato a raccolta i parlamentari siciliani a Roma, perché almeno in questa occasione dessero una mano alla “loro” Regione.
Non sappiamo quali riscontri Vinciullo abbia ottenuto, ma lo sapremo presto nel corso dell’esame e discussione sull’emendamento Sblocca-Sicilia.
Una volta che avrà completato il suo iter parlamentare. Sblocca-Sicilia
dovrebbe diventare un “mantra” per tutti. Non basta per cambiare le
cose, e sarà bene che si cambi suonata a Palazzo d’Orleans e a Palazzo dei Normanni, i luoghi deputati alle decisioni. Non ci saranno più alibi.
10 Dicembre 2015

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