IL LAVORO IN BILICO
Forestali, Formazione, Comuni e Regione. Sessantamila siciliani sono appesi a un filo
di Accursio Sabella
Per i lavoratori della forestale sono finiti i soldi, in attesa della delibera Cipe. Cracolici: "Interveniamo subito in giunta". Mentre se Roma non darà una mano a colmare il buco di bilancio, a rischio anche i dipendenti degli enti regionali e i precari dei Comuni.
PALERMO - Appesi a un filo. E non è la prima volta. Oltre sessantamila siciliani non hanno alcuna certezza sul proprio destino. Il lavoro in qualche caso c'è, ma non si sa ancora se ci sarà in futuro. In qualche altro caso non c'è, e non si sa ancora se si potrà tornare in servizio. Forestali, precari dei comuni, dipendenti della Formazione professionale e degli enti regionali. Tutti in attesa di risposte. Tutti in attesa di una buona notizia.
Domani in alcune province siciliane gli ultimi Forestali si fermeranno. Sono finiti infatti i 16 milioni che l'Ars ha faticosamente stanziato a fine ottobre. Contributi utili a coprire non più di una decina di giornate per gli addetti alle 78, 101, 151 giornate lavorative. Un risultato, il reperimento di quei fondi, ottenuto con enorme difficoltà, nei giorni in cui non esisteva, di fatto, un governo in carica, azzerato dal presidente che nel frattempo si trovava in Tunisia. Alla fine, raschiando il fondo del barile e con qualche "forzatura" sono spuntati i soldi utili a coprire, nelle intenzioni dei deputati, il vuoto che separava quei 24 mila lavoratori dalla famosa delibera Cipe che dovrebbe stanziare i restanti 88 milioni di euro.
Ma i primi soldi sono finiti, come detto. E per gli altri, nonostante le dichiarazioni ufficiali, bisognerà attendere ancora. Come spiega il fresco assessore alle Risorse Agricole Antonello Cracolici: "Il processo burocratico che porta alla pubblicazione di una delibera Cipe è assai complesso e passa attraverso il nulla osta del Ministero dell'Economia, poi tramite la firma del premier Renzi e del sottosegretario Lotti, quindi riceve la 'bollinatura' della Corte dei conti".
La delibera si trova più o meno a metà del tragitto. Tra domani e dopodomani, infatti, dovrebbe essere esitata da Palazzo Chigi con la firma del presidente del Consiglio e inviata quindi alla Corte. Finché però non riceverà il "bollo" dei magistrati contabili, la delibera di fatto "non esiste". E allora? Come pagare le giornate dei Forestali? "Ho chiesto – spiega Cracolici – di intervenire oggi in giunta, anticipando l'applicazione della delibera Cipe approvata il 6 novembre. I tempi previsti per rendere esecutiva la delibera, infatti, non sarebbero compatibili con la necessità di dare certezza ai forestali sulle giornate lavorative del 2015. La decisione di anticipare l'attuazione della delibera deve comunque essere preceduta dalla formale sottoscrizione della Presidenza del Consiglio. Stiamo lavorando pancia a terra – aggiunge l'assessore – e il nostro obiettivo è quello di consentire già da lunedì ai lavoratori di tornare al loro posto. Ma a questo punto non dipende solo da noi". Insomma, il governo regionale attende il governo nazionale. E nel frattempo, l'Assemblea regionale attende il governo Crocetta. "Noi – spiega il presidente facente funzioni della Commissione bilancio, Vincenzo Vinciullo – siamo pronti ad approvare la decisione della giunta già domani. Ma se il governo non interviene, non possiamo fare nulla". Una catena. Che al momento tiene legati 24 mila lavoratori alla preoccupazione di non tornare a lavoro o a quella di non poter svolgere tutte le giornate lavorative previste dalla legge.
Una partita, quella dei Forestali, che si incrocia inevitabilmente con le decisioni romane. Così come accade (e accadrà, soprattutto) per altre categorie di lavoratori. Anche in questo caso, migliaia di siciliani. L'assessore regionale all'Economia Alessandro Baccei, infatti, ha fatto sapere che non intende ricorrere, in sede di manovra finanziaria, allo strumento dell'esercizio provvisorio. Una decisione comunicata anche al presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone. "Chiuderemo il bilancio – conferma il presidente Vinciullo – entro il 31 dicembre 2015. Useremo i soldi che ci sono. Così ciascuno dovrà assumersi le proprie responsabilità". Che significa? Semplice. Il governo, nella predisposizione del bilancio interverrà prioritariamente sulle spese obbligatorie. In pratica: stipendi dei regionali, spesa sanitaria e compartecipazione alla spesa dei Fondi europei. I soldi al momento a disposizione del governo quasi certamente basteranno solo per questo. E il resto?
Verrà finanziato solo in seguito all'accordo tra governo regionale e nazionale sul "miliardo e mezzo" al momento al centro del contenzioso tra Palermo e Roma. Se lo Stato riconoscerà all'Isola quelle cifre, allora potranno essere garantite anche le altre spese. Altrimenti, sarà dura. E così, il 31 dicembre potrebbero trovarsi senza un euro stanziato in bilancio, ad esempio, i lavoratori degli enti collegati alla Regione come l'Esa, l'Istituto zootecnico, l'Irsap, il Cerisdi, i Teatri siciliani. Oltre, ovviamente, ai circa settemila dipendenti delle società partecipate, che nel frattempo dovranno essere sottoposte anche all'avvio del processo di riordino che attende ancora la firma del governatore.
Ma senza soldi resterebbero anche i Comuni, che non potrebbero garantire, così, gli stipendi degli oltre 22 mila precari in servizio. Lavoratori che, tra l'altro, come accade ormai ogni anno, non hanno nemmeno alcuna certezza sulle norme, da prevedere nella legge di stabilità nazionale, che consentano le proroghe se non le stabilizzazioni."Se il 31 dicembre - dice Vinciullo - non riusciremo a pagare tutti questi stipendi? Il rischio c'è. Ma spero che serva per stimolare l'impegno di tutti, a cominciare dai deputati nazionali siciliani. Ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità e lo Stato deve riconoscere i soldi che spettano all'Isola". Intanto, l'assessorato regionale che dovrà occuparsi della materia è ancora senza un assessore. Il presidente Crocetta, dopo aver "lanciato" Luisa Lantieri, ha fatto sapere che sul nome da indicare per la giunta vuole prendersi qualche altro giorno di riflessione
Altri problemi invece, attendono un altro degli assessori insediati da pochi giorni. Bruno Marziano, alla Formazione, è arrivato poche ore dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dei bandi per i corsi e per gli ex sportelli mutlifunzionali. Una buona notizia, sebbene giunta in clamoroso ritardo. Un ritardo dovuto a problemi per il regolamento sull'accreditamento che potrebbe tradursi in enormi problemi per i lavoratori. I nuovi avvisi, infatti, hanno fissato la scadenza per la presentazione dei progetti al 16 dicembre prossimo. Da quel momento passerà almeno un mese per la valutazione e la predisposizione di una graduatoria. Quindi bisognerà dare il tempo per gli eventuali ricorsi. E saremo già a fine febbraio o ai primi di marzo. Intanto, i soldi sono già finiti. "Oltre seimila addetti sono già senza un datore di lavoro" racconta Paolo Genco dell'associazione degli enti Forma Sicilia. Licenziati, insomma, e confluiti nell'albo unico degli addetti al settore, in attesa della nuova chiamata. Mentre anche i rappresentanti dei lavoratori confermano: "Prima di marzo i corsi non partiranno – spiega Giovanni Migliore della Cisl – e fino ad allora quei dipendenti non potranno contare nemmeno sugli ammortizzatori sociali". Appesi a un filo anche loro. In attesa di una buona notizia.
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17 Novembre 2015
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ma di tutte queste persone che dipendono dalla Regione, quante sono che potrebbero andare in pensione con la pre Fornero? Ma non c’è nessuno che può spingere in tal senso? Ma incentivi all’esodo non se ne possono proporre?
RispondiEliminaQuanti hanno superato la soglia dei 62 anni? Quanti cosidetti quindicenni ci sono? Quanti invalidi ci sono che percepiscono la pensione di invalidità? Ma se si procedesse ad uno svecchiamento (facciamolo sentire a Renzi) non si tutelerebbero coloro che rimangono e che dovrebbero essere quelli che appartengono alle classi di nascita dal 1960 in poi? Ma per forza si deve sempre piagnucolare sul fatto che ci sono 24.000 forestali e questi e quelli e quegli altri: 100.000 persone!!!!!! Sindacati, politici basta piangere e vedete come organizzarli piuttosto, e smettetela di menare il can per l’aia!!!!!!MANCUSO GIUSEPPE 78 DEL 1952 DISTR 4
FORESTALI IN BILICO, IN ATTESA DELLA DELIBERA CIPE. CRACOLICI: INTERVENIAMO SUBITO IN GIUNTA. MA NON DIPENDE SOLO DA NOI.BASTAAAAAA CON RABBIA E CON FORZA NOI OPERAI FORESTALI VI DICIAMO APERTAMENTE CHE LA COLPA E VOSTRA E SOLO VOSTRA,E RIBADIAMO CHE LA SOLUZIONE DA PARTE VOSTRA (GOVERNANTI) E QUELLA CHE IN MODO IMMEDIATO LASCIATE I VOSTRI STIPENDI A FOVORE DI NOI OPERAI FORESTALI FINO AL 31 DICEMBRE 2015,IN QUANTO PENSIAMO CHE TUTTO STO STIPENDIUNI CA VI PIGGHIATI PI PO' FARI MALE,VI PO' FARI AUMENTARI LU COLESTEROLO,LA GLICEMIA,VI PO' FARE INGROSSARE LU FICATO.INSOMMA PI LU BENI VOSTRU E NOSTRO MITTITI QUACCHE CUSUZZA DA PARTE E MANNATINNI A TRAVAGHIARI. toto gebbia
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