Sicilia - Palermo-Catania: aperta la bretella Per le auto un tragitto di soli dieci minuti
Si esce allo svincolo di Scillato e si rientra dopo appena due chilometri. La nuova via può essere percorsa pure dai Tir
Duecentoventi giorni dopo la frana che ha tagliato in due la Sicilia, Palermo e Catania tornano ad essere collegate. Ieri è stata aperta al traffico la bretella stradale realizzata dall'Anas che permette di superare, lungo l'autostrada A19, il viadotto Himera crollato lo scorso lo aprile. Si trattadi un raccordo lungo due chilometri che consentirà anche ai mezzi pesanti di aggirare l'ostacolo, perdendo solo una decina di minuti in più di tempo contro i circa 45 del precedente percorso alternativo che prevede di passare da Polizzi Generosa o dalla (razzerà di Caltavuturo. Chi proviene da Palermo dovrà uscire allo svincolo di Scillato, poi dovrà imboccare la bretella, passerà sotto il ponte e infine tramite una nuova rampa potrà tornare in autostrada. Percorso inverso per chi invece proviene da Catania. «Le autolinee di trasporto pubblico locale tornano ad essere competitive», esulta Antonio Graffagnini, presidente di Anav Sicilia. L'opera è costata in tutto 5,7 milioni ed è stata realizzata nei tré mesi previsti seguendo «procedure ordinarie», come ha precisato il ministro per le Infrastrutture, Graziano Deirio, che ha evidenziato come l'opera non sia certo «straordinaria», ma era pur sempre divenuta un «simbolo del fallimento» di tutti, della politica e della pubblica amministrazione. Insomma, bisognava dare una risposta ai cittadini, un segnale, e quella risposta secondo il ministro è arrivata. «Qui c'è un Sud che si rialza, che ce la fa - ha detto Deirio - e che si pone come eccellenza. Un ringraziamento dovuto quindi a tutti coloro che stanno contribuendo a questa nuova stagione». Ieri alla prefettura di Palermo c'erano tutti i protagonisti di questi sette mesi di lavoro. C'erano il commissario delegato per l'emergenza Himera, Marco Guardabassi, il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, il presidente della Regione, Rosario Crocetta. Tutti a ribadire come solo grazie a una grande collaborazione l'opera sia stata realizzata nel minor tempo possibile. Più lunga è stata la prima fase, quella immediatamente successiva al crollo, perché la frana era imponente, «grande quanto 32 campi di calcio - ha spiegato il presidente di Anas, Gianni Vittorio Ar mani - e per un volume pari alla capacità di 3 Costa Concordia». Da qui l'attivazione di un sistema di monitoraggio co stante per tenere d'occhio una frana che comunque è ancora attiva. Crocetta ha annunciato un maxi piano di opere contro il dissesto idrogeologico: «Avvieremo un monitoraggio serio del territorio, pensiamo di coinvolgere i 24 mila forestali». I lavori veri e propri sono partiti il 7 agosto scorso e si sono conclusi nei tré mesi previsti. Due le imprese impegnate nei cantieri: la Truscelli per i lavori di adeguamento della bretella e dello svincolo e la Gecob per i lavori di costruzione della rampa, mentre toccherà all'impresa Mazzei proseguire i lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto Himera.
17 Novembre 2015
Nota
Purtroppo non Vi crediamo più!

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