19 ottobre 2015

OLTRE 250 PIP RISCHIANO DI PERDERE IL SUSSIDIO. VERIFICHE ANCHE SU FORESTALI E LSU. L'OBIETTIVO È QUINDI IMPIEGARE IN PROGETTI SOCIALMENTE UTILI I FORESTALI QUANDO NON SONO IN SERVIZIO NEI BOSCHI E PERCEPISCONO LA DISOCCUPAZIONE



Oltre 250 Pip rischiano di perdere il sussidio. Controlli sui precari, 258 Pip a rischio esclusione


I lavoratori non hanno presentato le certificazioni dei redditti: cinque giorni per rimediare. Verifiche anche su forestali e Lsu

L'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi nasce dalla Finanziaria del 2014. Oltrepassata una certa soglia, non si ha più diritto a ricevere il sussidio da quasi 800 euro al mese.

Giacinto Pipitone 
PALERMO.  I primi a restare impigliati nelle maglie della verifica sono stati 258 Pip che hanno «dimenticato» di presentare qualunque documento possa servire a stabilire se hanno o meno diritto a ricevere il sussidio della Regione. Ora hanno cinque giorni di tempo per recuperare, altrimenti saranno espulsi dal bacino dei precari garantiti. È cominciata così la campagna che all'assessorato regionale al Lavoro chiamano «Meritarsi il sussidio»: prevede verifiche su Lsu (tranne quelli degli enti locali), forestali e operatori dei cantieri di servizi. Intanto il gruppo di lavoro diretto da Anna Rosa Corsello ha già passato al setaccio i fascicoli che riguardano i circa 3 mila precari dell'Emergenza Palermo, i cosiddetti Pip. È venuto fuori che in 258 non hanno rispettato l'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi ne il modello Isee che tiene conto degli incassi e delle spese del nucleo familiare. «E - rileva la Corsello nella circolare appena firmata - considerata l'obbligatorietà del controllo e visto che dal superamento della soglia reddituale stabilita dalla Regione discende la decadenza dal bacino, tutti gli interessati sono tenuti entro 5 giorni a presentare la documentazione». I cinque giorni scadrebbero mercoledì se si considerasse il week end appena trascorso (la circolare è stata firmata venerdì sera) ma è prevdibile che il termine più corretto sia quello di venerdì prossimo (cinque giorni lavorativi). L'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi nasce dalla Finanziaria del 2014. Quella in cui i grillini riuscirono a fare inserire una norma secondo cui, oltrepassata una certa soglia, non si ha più diritto a ricevere il sussidio da quasi 800 euro al mese. Questa soglia, dopo tante polemiche ed emendamenti correttivi, è stata individuata in 20 mila euro da certificare con la dichiarazione dei redditi se il precario vive da solo o in 40 mila euro da certificare col modello Isee se vive invece in famiglia. Nel secondo caso quindi si tiene conto di eventuali altri redditi e proprietà presenti nel nucleo familiare. Già nel 2014 fioccarono le espulsioni per redditi elevati: venne scoperto un precario con un patrimonio da un milio ne. E anche per questo motivo in assessorato sospettano che l'omissione della dichiarazione dei redditi in questo caso non sia frutto di semplice dimenticanza. E poiché i Pip costano ogni anno 30 milioni, ecco che in tempi di vacche magre sono scattate le verifiche con l'obiettivo di tagliare chi non rientra nei parametri per essere assistito. Tanto più che è di poche settimane fa la polemica che ha contrapposto l'assessorato all'Economia e la presidenza della Regione sulla concessione ai Pip anche degli assegni familiari, che alle casse pubbliche costano sei milioni l'anno. Fin qui i Pip. Entro questa settimana l'assessore Bruno Caruso pubblicherà la direttiva che riguarda tutti gli altri precari pagati dalla Regione. Nel caso dei forestali, per esempio, si prevede di verificare che cosa fanno durante i periodi in cui non lavorano e prendono l'assegno di disoccupazione: «Le direttive più recenti - commenta l'assessore prevedono a livello nazionale che chiunque percepisca un reddito o un sussidio pubblico debba fornire in cambio una prestazione o almeno frequentare un corso di riqualificazione». L'obiettivo è quindi impiegare in progetti socialmente utili i forestali quando non sono in servizio nei boschi e percepiscono la disoccupazione. Per tutti gli altri precari Caruso vuole sapere dagli enti che li impiegano che tipo di mansioni svolgono, con che orari e con quali risultati.

19 Ottobre 2015







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