IN ARRIVO 650 MILIONI DAL FONDO SVILUPPO COESIONE
Alta tensione nel governo, Crocetta scarica Baccei ed è guerra nel Pd
E’ scontro all’interno del governo regionale e all’interno del Pd sui fondi provenienti da Roma. Il presidente Rosario Crocetta scarica e attacca il suo assessore all’Economia, Alessandro Baccei, dopo aver chiuso, autonomamente, l’accordo con il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) che porterà 650 milioni di euro dal Fondo per lo sviluppo e la coesione.
L’intesa è stata raggiunta stamani, dal vice presidente della Regione siciliana, Mariella Lo Bello, dopo una trattativa avviata dallo stesso Crocetta. La prima parte di questi fondi, 87,9 milioni, dovrebbero andare ai forestali.
Lo scontro coinvolge e divide al suo interno anche il principale pertito che sostiene la mggioranza di governo. Il capogruppo del Pd all’Ars, Antonello Cracolici, si scaglia contro l’assessore all’Economia: “È venuto in Sicilia con il compito di fare da ponte col governo Renzi. Se oggi, dieci mesi dopo, non arriva neppure un euro per la Regione, qualche domanda dobbiamo farcela. E poi annuncia: “Sia chiara una cosa. Se riesplode la guerra fra l’esecutivo nazionale e la Sicilia, io sto con la Sicilia”.
Diametralmente opposta la posizione del neo democratico e rappresentante dell’ala renziana del Pd all’Ar, Luca Sammartino: “Tocca alla Sicilia ‘mettersi’ nelle condizioni di farsi aiutare concretamente da Roma. Non possiamo pensare che tutto ci sia dovuto ma dobbiamo agire nell’interesse dei siciliani di oggi e di domani”. L’Ex Articolo 4 interviene così nel dibattito scaturito dal mancato inserimento, nella legge di stabilità, delle risorse necessarie per poter chiudere il bilancio di previsione 2016 della Regione.
“Non si può e non si deve trasformare questo dibattito in un caso di natura meramente politica – avverte Sammartino. – Non si tratta di uno scontro fra Roma e Palermo o di un confronto ideologico. I temi che sono in discussione sono concreti ed hanno effetto diretto sui siciliani”
Sammartino prosegue con una analisi, impietosa, della situazione attuale a partite dal precariato “senza fare macelleria sociale e tenendo presente che stiamo parlando di persone, occorre una assunzione di responsabilità seguita da scelte precise che rimettano la situazione su binari di normalità. Il tema deve essere affrontato e risolto una volta per tutte senza rinvii, proroghe e soluzioni tampone”.
“Non c’è solo la questione precariato – continua Sammartino – c’è una emergenza rifiuti che non è stata opportunamente affrontata e che i siciliani patiscono pagando un alto prezzo in tasse e vedendo l’immondizia che resta in strada. C’è un settore agricolo che va profondamente riformato a partire dalla spesa comunitaria che non sta producendo gli effetti sperati in agricoltura. C’è una spesa Ue bloccata o improduttiva, quando attivata, anche negli altri settori e fondi, quello sociale e quello infrastrutturale”.
“Le contestazioni che arrivano da Roma non sono fini a se stesse ma frutto di valutazioni oggettive. I primi a rendersene conto sono i siciliani – conclude il deputato del Pd – che non tollerano più l’antica politica del mantenimento dei privilegi, degli sprechi, della spesa assistenziale e improduttiva, della mancanza di scelte, di una visione ristretta all’oggi. L’interesse principale della Sicilia è dei siciliani è quello di uscire da questa impasse. Per questo io sto con Roma e sono convinto che tutto il Pd debba fare una riflessione in questo senso”.
16 Ottobre 2015

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