11 novembre 2014

CROCETTA, PUR RICONOSCENDO LA BUONA VOLONTÀ DEL PD, HA RIBADITO CHE NON VUOLE LICENZIARE NESSUNO, ANZI BISOGNA METTERE ORDINE NELL'AMMINISTRAZIONE PER UTILIZZARE AL MEGLIO LE NOTEVOLI RISORSE UMANE A DISPOSIZIONE DELLA REGIONE. COSI' COME BISOGNA FARE DIVENTARE PRODUTTIVO IL LAVORO DEI FORESTALI


Regionali, in vista spostamenti. Giovedì il Def. Raciti: nuova fase



Lillo Miceli
Palermo. Erano anni che non si assisteva ad un'assemblea regionale del Pd senza polemiche e mozioni di fuoco. E non essendoci motivi di scontro, erano parecchi gli assenti alla riunione convocata dal presidente, Marco Zambuto, che non ha nascosto la sua amarezza per essere stato costretto a dimettersi da sindaco di Agrigento per un condanna ribaltata in appello. Tra le assenze, sono state particolarmente notate quelle di Mirello Crisafulli e Beppe Lumia, che sono sempre stati su fronti contrapposti. Ha assistito ad una parte del dibattito il sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone.
Tranne le voci criticche dei cuperliani Angelo Capodicasa e Tonino Russo, dopo mesi di scontri e contrapposizioni, il Pd sembra avere trovato l'unità e la voglia di un impegno condiviso con il governo e i partiti della coalizione di maggioranza. Lo hanno sottolineato, il segretario regionale Fausto Raciti e il presidente della Regione, Rosario Crocetta, nel corso dei loro interventi. Ora bisogna concentrarsi sulle sfide da affrontare. Crocetta, a margine dell'assemblea, ha anticipato che giovedì, al ritorno dal Qatar, riunirà la giunta per approvare il Def (Documento economico finanziario). Probabilmente, si farà ricorso all'esercizio provvisorio. «Ma questo lo voglio fare decidere all'assessore all'Economia», ha precisato Crocetta.
«Con la nascita del nuovo governo Crocetta - ha sottolineato Raciti -chiudiamo un lungo periodo faticoso segnato da un duro scontro al nostro interno e apriamo una nuova fase politica: il Pd oggi ha sulle spalle una responsabilità più grande. Abbiamo vissuto mesi in una battaglia profondamente politica non per questioni correntizie o posizionamenti per posti al sole, ma per visioni di analisi differenti rispetto alle risposte del Crocetta bis. Dentro questa contrapposizione oggi invece registriamo un punto di svolta significativo, quel governo su cui ci siamo divisi non c'è più, è stato azzerato e questo ha permesso di aprire una nuova fase.
Questa è una vittoria di tutto il Pd e del presidente della Regione. Abbiamo un governo di alto profilo e di profonda legittimazione politica». Raciti, riferendosi al «caso Zambuto», ha auspicato una rapida riforma della giustizia e la revisione della «legge Severino».
All'assise del Pd hanno partecipato gli assessori Antonio Purpura, Cleo Li Calzi e Sebastiano Bruno Caruso. Non c'era la pm Vania Contrafatto che non è stata ancora collocata in aspettativa del Csm. Purpura e Li Calzi hanno sottolineato l'indispensabile sinergia tra i loro due assessorati.
«Ci tenevo ad essere qui oggi - ha rilevato Crocetta - e per questo ho rinviato la mia partenza per il Qatar - dopo mesi di liti, finalmente facciamo pace. Non penso che i litigi fossero immotivati e non li abbiamo chiusi con un generalizzato "volemose bene". Questi primi due anni di governo sono stati un'utile palestra. Abbiamo trovato la Sicilia sull'orlo del baratro. Oggi ci sono le condizioni, dopo avere destrutturato, per costruire un nuovo edificio. Dobbiamo consolidare l'alternativa e riavvicinare i siciliani alla politica. Sulle riforme la penso come Renzi: chi ci starà bene, altrimenti andrò avanti da solo. Sono aperto al confronto, ma non ai tavoli infiniti».
Crocetta, pur riconoscendo la buona volontà del Pd, ha detto ironicamente «sono pronto a ricominciare a litigare» ed ha ribadito che bisogna mettere ordine nell'amministrazione per utilizzare al meglio le notevoli risorse umane a disposizione della Regione: «Non è possibile che vi sia la Sas con 3.500 dipendenti e che i musei rimangano chiusi. Così come bisogna fare diventare produttivo il lavoro dei forestali e i formatori professionali. Bisogna eliminare le aree di parassitismo: non vogliamo licenziare nessuno, ma ognuno deve fare il proprio dovere. Sono già pronti alcuni provvedimenti che stupiranno. Ma non faccio alcun annuncio. Ne parleremo giovedì prossimo».
Unica voce critica, quella del cuperliano Tonino Russo: «Non reputo questo governo né di alto profilo né di svolta. Di certo non è il governo politico che fino alla vigilia pretendevamo. È prevalso il principio che il veto alla partecipazione politica del Pd si estendesse da deputati a tutti i dirigenti. Non mi pare sia stato un gran successo».


10 Novembre 2014





Non vediamo l'ora di conoscere il nostro futuro.










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