06 settembre 2014

INTERVISTA A MICHELANGELO INGRASSIA (UILA-UIL PALERMO) SULLA QUESTIONE SALARIALE. INCLUSI ANCHE I MANCATI PAGAMENTI DEGLI ARRETRATI CONTRATTUALI AI LAVORATORI DELL'ANTINCENDIO




LA QUESTIONE SALARIALE


CONTINUANO I RITARDI PER LE RETRIBUZIONI DEI LAVORATORI FORESTALI CHE SONO ANCORA FERME AL VECCHIO CONTRATTO

INGRASSIA (UILA-UIL): O GLI AUMENTI CONTRATTUALI E IL CAPITOLO UNICO DI BILANCIO O ROMPERE LA TREGUA!


La situazione che sta venendosi a creare sul fronte dei salari per i lavoratori forestali rischia di esplodere se non si troveranno soluzioni tempestive e adeguate. E’ l’allarme lanciato da Michelangelo Ingrassia, componente dell’esecutivo territoriale della Uila-Uil, dopo le proteste di agosto negli uffici della Ragioneria dell’Assessorato alle Risorse Agricole.
«L’impegno di lavorare i decreti e gli ordini di accredito per consentire ai lavoratori di ricevere il salario di giugno entro il Ferragosto non è stato mantenuto e ancora oggi non tutti i lavoratori a tempo indeterminato hanno percepito il salario di luglio; tra i lavoratori a tempo determinato, invece, c’è ancora chi attende perfino il salario di giugno», dichiara al “Blog dei Lavoratori Forestali e dell’Antincendio” il sindacalista della Uila, che aggiunge: «segnalo, per esempio, che l’Ordine di Accreditamento numero 36 del 7 agosto, relativo alla retribuzione dei lavoratori a tempo indeterminato dell’antincendio della provincia di Palermo, è rimasto inspiegabilmente fermo negli uffici della Ragioneria dell’Assessorato fino al 20 agosto quando con una straordinaria prova di forza dei lavoratori, accompagnati dal Segretario Provinciale della Flai-Cgil Tonino Russo e dal sottoscritto, è stato preso in carico e trasmesso alla Tesoreria e successivamente alla Cassa Regionale insieme agli  Ordini di accreditamento delle altre province».


Dunque non è vero che tutto è stato risolto …
Solo in parte. L’Assessore, il Direttore Generale e il Dipartimento delle Risorse Agricole hanno fatto la loro parte ma tutto è vanificato dalla lentezza degli uffici della Ragioneria dell’assessorato. E’ un paradosso. Il guaio è che della situazione ne approfittano certi ambienti autonomi i quali, manifestando contro l’Amministrazione forestale, fanno solo confusione e spostano il tiro dal vero colpevole dei ritardi: l’allucinante procedura prevista dalle attuali norme finanziarie e adottata dalla Ragioneria dell’Assessorato. Se non si capisce chi è il nemico, si perde la battaglia. Basta con i banditi della politica in cerca di voti e con i “duri e puri” del sindacalismo domenicale autonomo a caccia di deleghe. I lavoratori devono sapere la verità.

Però, in questi giorni, stanno pagando lo straordinario antincendio dell’anno scorso …
Certo, ma che fine ha fatto quello di due anni fa? Mi risulta, e spero di essere smentito, che alcuni lavoratori non lo hanno ancora percepito; così come non hanno ancora percepito i famosi e ormai dimenticati arretrati contrattuali che più volte i vari governi, che si sono succeduti in questi lunghi anni, hanno promesso di pagare.

Quali sono, insomma, le ragioni di questi incredibili ritardi?
A causa della legge regionale n. 5/2014, che ha trasferito la titolarità del rapporto di lavoro di tutti i lavoratori al Dipartimento delle Risorse Agricole, non è stato possibile predisporre il preventivo annuale di spesa dei lavoratori a tempo determinato e indeterminato che svolgono il servizio nel Comando Corpo Forestale. Sono stati fatti, dunque, dei preventivi bimestrali che richiedono ben ventiquattro lunghi passaggi in un itinerario che si snoda dagli uffici periferici a quelli centrali dell’Amministrazione e poi nelle Ragionerie. Itinerari che seguono la via telematica ma che richiedono anche il cartaceo. Un circuito infernale di controlli e approvazioni per un salario netto di 1.200 euro. Credo che neppure le indennità parlamentari o i compensi dei consulenti della Regione subiscano un controllo così accurato e una sfilza di meticolose autorizzazioni così come quello dei salari degli operai forestali.

Dalla Ragioneria Generale fanno però sapere che c’è un vuoto d’organico
Ed è vero. Il personale preposto è insufficiente e le ragionerie sono intasate. Ma i salari hanno la priorità su tutto, a prescindere dal burocratico numero di protocollo con cui le pratiche arrivano in Ragioneria. Il Presidente Crocetta, sul tavolo delle trattative aperte l’11 marzo scorso, in occasione dell’ultimo sciopero generale della categoria, era stato chiaro: i salari hanno la priorità su tutto. Denuncio che le sue direttive non sono eseguite. Certamente non le esegue la Ragioneria dell’Assessorato alle Risorse Agricole.

Ma il procedimento è lungo e tortuoso, come hai affermato tu stesso
Anche questo è vero ma ho davanti la lista della lavorazione del salario di aprile, percepito dai lavoratori a giugno, e da qui si evince che l’Assessorato delle Risorse Agricole ha inviato l’ordine di accreditamento il 19 giugno; la Ragioneria l’ha preso in carico una settimana dopo: il 26 giugno; alla stessa data ha compiuto la verifica contabile e ha firmato l’Ordine; il 27 giugno l’Ordine è stato inviato alla Tesoreria che il 30 giugno l’ha trasmesso all’Istituto Cassiere; ai primi di luglio i lavoratori percepirono il salario di aprile. Tutto nel giro di pochi giorni. Ricordo che il 26 giugno ci fu un’iniziativa di Cgil, Cisl, Uil e dei lavoratori in assessorato. E’ necessario, allora, uno sciopero al mese per velocizzare l’iter? Possibile che un lavoro di pochi giorni deve trasformarsi in un’emergenza? Possibile che ogni volta si deve attivare un processo conflittuale che genera incomprensioni da una parte e dall’altra?

Dall’Assessorato all’Economia, però, dicono che le procedure di pagamento per i lavoratori a tempo determinato e per i lavoratori a tempo indeterminato dell’Azienda e di altri Enti agricoli sono già state completate
Evidentemente i lavoratori forestali a tempo determinato e indeterminato dell’Antincendio non hanno santi in paradiso; non sono raccomandati dal politico o dalla lobby massonica di turno. Era stato assicurato che entro Ferragosto si sarebbe sbloccato tutto, così non è stato. Queste promesse non mantenute esasperano i lavoratori e giustificano moralmente un’eventuale intensificazione del livello di scontro del Sindacato confederale contro una burocrazia che dimostra di avere un comportamento latifondistico del proprio ruolo. Certi dirigenti e funzionari devono smetterla di pensare e agire come se gli uffici che rappresentano siano feudi propri; e non mi riferisco né all’Assessorato delle Risorse Agricole né a quello del Territorio ma a tutta la struttura regionale preposta al bilancio e all’economia. In Sicilia, come nel resto d’Italia, si sta realizzando una pericolosa dittatura economica e finanziaria che colpisce i lavoratori e il Datore pubblico di lavoro e impedisce alla Politica, al Sindacato e alla buona Amministrazione di organizzare e garantire il lavoro, i servizi, le relazioni sociali, i diritti e i doveri nel rispetto delle normative contrattuali e della legislazione sociale. Lassù, qualcuno ha intenzione di privatizzare e licenziare. L’origine della questione salariale dei lavoratori forestali e tutta qui.

Fino all’anno scorso, però, le retribuzioni dei lavoratori dell’antincendio erano puntuali.
Ma fino allo scorso anno a gestire il salario di questi lavoratori era direttamente il Comando che era anche il datore di lavoro di tutto il comparto antincendio. Poi è arrivato l’Assessore Cartabellotta e la sua oltraggiosa idea di accorpare tutto senza una preventiva organizzazione e da allora è il caos: nelle retribuzioni e nelle graduatorie. Faccio un esempio: i lavoratori a tempo indeterminato dell’Azienda percepivano la tredicesima e la quattordicesima parcellizzata mensilmente in busta, quelli del Comando no; in sede di unificazione e convenzione nessuno si è posto il problema e qualcuno ha deciso che anche la tredicesima e la quattordicesima degli Lti del Comando fosse parcellizzata, senza consultare i lavoratori, come se si trattasse di una pratica e non del reddito di intere famiglie di onesti lavoratori. Che modo è di gestire politicamente le cose? L’accorpamento, fatto in questo modo, ha indebolito la categoria e la forestazione siciliana nel suo complesso, esponendo lavoratori e uffici forestali allo strapotere economico e finanziario a danno dell’organizzazione del lavoro e dei lavoratori. Quando i tecnici si trasformano in politici è un guaio! Devo però aggiungere che la parte maggioritaria del Sindacato fu d’accordo con le scelte di Cartabellotta. A chi, come me, si oppose resta la magra consolazione di pensare: l’avevo detto …

Ma allora con l’abrogazione del famigerato articolo 12 tutto rientrerebbe nella normalità?
Non basta l’abrogazione dello stramaledetto articolo 12. Se fino all’anno scorso i lavoratori del Comando non avevano problemi di ritardo, li avevano però i lavoratori dell’Azienda. Dobbiamo cominciare a ragionare in termini diversi. Centocinquant’anni fa le lotte dei braccianti cominciarono con la questione salariale: il padrone decideva quando e soprattutto quanto pagare. Oggi, in forme diverse, il problema è identico. Il problema dei ritardi, però, distoglie l’attenzione da un altro grave problema: quello del mancato adeguamento del salario al Contratto Nazionale.   Esiste, dunque, nel settore forestale una questione salariale: il datore di lavoro è libero di non recepire i Contratti nazionali con gli aumenti salariali, è libero di pagare quando vuole grazie alle norme finanziarie attualmente in vigore. Questa libertà è garantita da un sistema di leggi all’interno del quale vi è anche l’articolo 12. Dunque è tutto il sistema che va cambiato e non solo l’articolo 12 il quale, certo, ha provocato disfunzioni nelle graduatorie e ritardi nel pagamento dei salari, nell’avvio e nell’efficienza della campagna antincendio e  non ha risolto i vecchi problemi, anzi li ha aggravati!

Per esempio?
Nel 2013 l’Ispettorato Forestale di Agrigento ha speso 7.762.24 euro per lo sviluppo dei listini paga dei 22 lavoratori a tempo indeterminato che ha assegnati. Chissà quanto ha speso per le paghe degli operai a tempo determinato delle squadre e delle torrette. L’accorpamento doveva servire a risparmiare e invece a Palermo, per esempio, l’Ufficio Provinciale Azienda, che ha in carico tutti i lavoratori della provincia, è stato costretto a bandire una nuova gara d’appalto per lo sviluppo dei listini di tutti gli operai e a oggi non si sa se il vincitore sarà in grado di procedere con lo sviluppo delle paghe che sono già in arretrato. E’ l’affarismo che vince sull’efficienza. Ripeto: il sistema è sbagliato!

Dunque il rischio è di aggiungere ritardi a ritardi?
Esattamente. E non è facile spiegare ai lavoratori che essendoci la copertura finanziaria, i preventivi approvati, e le paghe in arretrato, essi sono condannati ad aspettare ulteriormente. Qui si è smantellato il diritto contrattuale e costituzionale al salario. Vogliamo metterci nei panni di chi spegne gli incendi senza il proprio salario in tasca? Stress, disperazione, nervosismo, mancanza di serenità.
Pensa che a me hanno detto che fare pressioni sulla Ragioneria stressa il personale. Ma allo stress di chi rischia la vita senza percepire il salario non pensa nessuno? Esiste una lista di operai forestali caduti sul lavoro, morti durante un incendio, senza avere percepito, nei tempi e nei modi previsti dal contratto, il salario corrente che peraltro non corrispondeva a quello del Contratto Nazionale! E’ un’offesa ai diritti dell’Uomo e del Cittadino e all’articolo 1 della Costituzione. Il Sindacato non può e non deve più transigere. Deve insorgere!

Si ma bisogna pur proporre delle soluzioni
Infatti. Siamo l’unico Sindacato, in Sicilia e in Italia, che nel 1996 ha imposto per legge il numero chiuso dei lavoratori per evitare di trasformare la forestazione in ente assistenziale e i lavoratori in clientele elettorali; siamo l’unico Sindacato che nel 1989 ha proposto la formulazione delle graduatorie in base al reddito: chi ha di meno lavora prima, ma tutti devono avere il diritto di lavorare. E per evitare la vergogna dei ritardi nelle retribuzioni abbiamo sottoscritto con il governo, il 24 settembre 2013, un Accordo che prevede l’abolizione del sistema dei preventivi di spesa e l’istituzione di un capitolo unico di bilancio per i lavoratori forestali a tempo indeterminato: una rivoluzione. Ma a un anno di distanza il Parlamento regionale resta sordo e il governo muto. Purtroppo prevedo una stagione ad alto tasso di conflittualità. I lavoratori sono giustamente esasperati: nessun riordino del settore; nessun recepimento del Contratto nazionale con l’aumento di circa 70 euro che a Reggio Calabria già percepiscono da due anni e in Sicilia no; nessun rinnovo del Contratto integrativo, scaduto dieci anni fa; non tutti i lavoratori hanno ricevuto gli arretrati contrattuali di sei anni fa. E stendiamo un velo pietoso sulla mancata elaborazione di un piano di ampliamento e di riconversione della superficie boscosa dell’isola e sul mancato decollo della forestazione produttiva, su cui più volte è intervenuto in questo Blog il compagno di lavoro Salvino Carramusa. Spero che da subito Governo, Commissione parlamentare di merito, Sindacati e Amministrazione si siedano attorno ad un tavolo per riordinare finalmente il settore anche sul fronte salariale, inserendo nella legge di riordino una norma sul capitolo unico di bilancio e una sul vincolo automatico delle previsioni di spesa alle tabelle salariali correnti previste dal Contratto Nazionale. Senza dimenticare la proposta della riduzione a due degli attuali contingenti: quello dei centocinquantunisti e quello degli Lti; le 78 e le 101 giornate, nel settore pubblico, non hanno più senso logico e produttivo nella società del ventunesimo secolo. L’alternativa è la piazza. E’ questo che si vuole? Stando così le cose, all’interno del Sindacato Confederale e fra i lavoratori c’è chi è disposto a rompere la tregua. Pazienti e santi si ma fessi e rassegnati non lo siamo davvero!


Grazie Angelo per le risposte chiare ed esaustive








3 commenti:

  1. Una bella intervistA non c'è che dire, con tante verità e certo anche con difese pretestuose del proprio status quo di rappresentante sindacale confederale, ma non voglio in queste righe fare polemiche ....ne facciamo già troppe su facebook.
    Però una cosa la voglio dire al sig. Ingrassia e cioè, che è finito il tempo delle chiacchiere, qui sta andando tutto a gambe all'aria ...è ora che dalle parole ..anche se belle parole ...si passi ai fatti.
    Nella ormai lunga militanza nel web e anche presso i sindacati confederali ho incontrato tanti rappresentanti locali e in tanti sono d'accordo nell'affermare che così come è gestita questa situazione non può andare ...e in tanti hanno mostrato (sempre a parole) il disaccordo con le decisioni prese dalle segreterie regionali.
    Ed allora quando vi deciderete a mettervi tutti assieme e mandare loro, e cioè i vostri dirigenti a gambe all'aria, prima che sia troppo tardi, e il vortice ci trascini tutti verso il disastro?
    Sò che mai avrò risposta in quanto sono un forestale che a peccato, in quanto stanco di questa situazione e ha cercato strada che non sia più succube e complice della mia stessa disfatta.
    Coraggio che voi non avete avuto e ancora non avete ...aspetto con ansia dimostrazioni del contrario ...ma ripeto con i fatti ...BASTA PAROLE.

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  2. Anch'io dico al collega Ingrassia:belle parole,ottima analisi,frecciate a destra e sinistra.....e poi? rompiamo la tregua? ma quando è iniziata la guerra?
    Stiamo garantendo un servizio,le poche ore di straordinario forse non le pagheranno,lo stipendio è diventato un optional....Ma allora perchè continuare a lavorare.....si inizi subito lo sciopero bianco,atto di presenza senza attività lavorativa...gli incendi? li vadano a spegnere gli assessori,le sale operative aperte h24 tutto l'anno?li gestiscano con altro personale.
    Dopo trenta anni di servizio uno si illude, dopo aver sempre fatto il proprio dovere di aver aquisito un minimo di rispetto,Ma per l'amministrazione siamo e saremo sempre dei B.A.
    carmelo troina

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  3. Mina & A. Lupo _ Parole parole _ Live 1972 (NON CAMBI MAI).PECCATO CHE NON ESISTE UN CANTANTE CHE A TUTTOGGI ABBIA MAI SCRITTO UN TESTO CONTRARIO E CIOE' (FATTI FATTI) COMUNQUE PENSO CHE LA CURPA E SULU LA NOSTRA DI OPERAI E SICILIANI TUTTI toto gebbia 78sta

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