CISL, SÌ DEI COMUNI SICILIANI AL PIANO IN CINQUE ‘R’
L’ok dell’Anci alla strategia di ristrutturazione della spesa di
Regione, Comuni, Partecipate. Obiettivo: “spostare risorse dall’uso
parassitario, clientelare, inutile, verso investimenti e lavoro
produttivo”. Il via dall’assemblea regionale dei delegati
“Proponiamo un piano di ristrutturazione del sistema Sicilia e una larga alleanza anti-crisi”. “Condividiamo in pieno. La Cisl conti sulla nostra adesione”. È il botta e risposta tra il segretario della Cisl Sicilia Maurizio Bernava e il sindaco di Palermo e presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, con cui oggi, ai Cantieri culturali della Zisa a Palermo, si è aperta l’assemblea regionale degli oltre 400 delegati a cui, oltre a Orlando, ha preso parte il leader nazionale del sindacato, Raffaele Bonanni, che ha tirato le conclusioni.
“La Sicilia è come un’azienda decotta”, ha affermato Bernava. A causa della recessione, dei trasferimenti finanziari ridotti al lumicino. Della montagna dei debiti. Della voragine dei residui attivi nel bilancio regionale. E della palla al piede di quell’88% di spesa corrente rilevato dalla Corte dei conti e che non lascia risorse per investimenti e creazione di lavoro. “Noi la Sicilia vogliamo salvarla – ha detto – per dare un futuro ai lavoratori e ai giovani siciliani. E per evitare il fallimento di Regione, Comuni e Partecipate, puntiamo a farlo esattamente come il sindacato usa fare per le aziende in crisi: negoziando con la controparte un piano di ristrutturazione e il progetto di rilancio; e gestendo responsabilmente le situazioni difficili e anche dolorose”.
Obiettivo della Cisl, spostare risorse dall’uso parassitario, clientelare, inutile, verso gli investimenti e il lavoro produttivo. Da qui il tema dell’assemblea: “Liberare risorse per creare lavoro e buona economia”. E il piano in cinque R proposto da Bernava. Sono: “ristrutturare, razionalizzare, risparmiare, recuperare e ricollocare in senso produttivo le risorse ad oggi inghiottite, nell’Isola, da sprechi, stipendifici, debiti, intermediazioni, rendite, burocrazia, clientele politiche”. “È paradossale – ha osservato Bernava – che un sindacato proponga un piano di ristrutturazione della spesa. Dovrebbero farlo governo e politica. Non lo fanno, lo facciamo responsabilmente noi. Pronti, se del caso, a far fronte anche a esuberi e a utilizzare gli strumenti dell’equità sociale: dall’accompagnamento alla riqualificazione alla ricollocazione”.
Bernava ha quindi invitato la Regione a seppellire l’istituto medievale dell’interpello, da sostituire con la più moderna mobilità contrattata. Ha chiesto che si smetta di distribuire il salario accessorio a pioggia; “andrebbe piuttosto collegato al conseguimento di obiettivi di risparmio di gestione”. Che si taglino i costi strutturali del sistema Sicilia di 1-1,2 miliardi in tre anni e che si punti sul meccanismo dei costi standard. Ancora, che le risorse recuperate siano impiegate in primo luogo per “sbloccare le opere già pronte, movimentando così l’economia”.
Quanto alla Finanziaria regionale, “la si approvi subito senza appesantirla, garantendo la spesa corrente per i prossimi sei mesi”, ha esortato il segretario per il quale “la vera priorità è il piano di ristrutturazione”.
“Il comune di Palermo – ha spiegato Orlando – in questi anni ha risanato un bilancio che tra il 2009 e il 2011 era in profondo rosso. Abbiamo evitato il dissesto e messo a posto i conti. La Sicilia deve fare esattamente la stessa cosa: mettere a posto i suoi conti per guardare lontano. Ecco perché facciamo nostro l’appello della Cisl a una alleanza anti-crisi – ha detto - nella consapevolezza che siamo dentro alla crisi e che, attraverso le cinque R, si può andare oltre alla crisi”.
“Serve razionalizzare la spesa – ha sostenuto Bonanni - e rimettere in ordine i conti. La Sicilia è a rischio default perché questa regione consuma e non produce. Ma per produrre bisogna attrarre investimenti che creino occupazione. E per farlo, occorre riorganizzare l'economia e dare sostegno alle imprese che hanno mercato”. Insomma, vanno aggrediti i nodi veri che inducono i giovani siciliani ad andare all'estero e che fanno disperare quanti avevano il lavoro e lo hanno perso.
Ma Bonanni si è pure soffermato sulla vertenza dell’Eni di Gela a cui l’assemblea era stata dedicata in apertura, rimarcando che “per la Cisl tutte le soluzioni sono buone purché rimanga in piedi l'attività produttiva. L'Eni deve convincersi che se ha bisogno di cambiare i presupposti della produzione, la Cisl é disponibilissima ma non possiamo accettare logiche di dismissione”.
Il leader Cisl, infine, ha toccato il tema del superamento dell’Autonomia speciale regionale come fin qui conosciuta, e parlato di “necessità di nuovo assetto delle istituzioni regionali e di nuovo equilibrio delle responsabilità”. Un punto su cui anche Orlando aveva battuto nel suo intervento, dicendosi disponibile ad aderire all’iniziativa annunciata dalla Cisl Sicilia per l’autunno, per cancellare una “Autonomia rivelatasi zavorra e alibi della classe dirigente”. “Concordo ma – ha avvertito Orlando – non resti un’iniziativa siciliana”.
Umberto Ginestra
11 Luglio 2014

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