Da una parte c’è la voce insistente di un possibile default della Sicilia che non riesce a chiudere i conti economici, dall’altro il fronte della sfida che cresce nei toni all’interno ed all’esterno del suo partito, il Pd. Sullo sfondo (ma non troppo) le elezioni europee che si avvicinano a grandi passi visto che si vota fra quattro giorno.
Il governatore Rosario Crocetta sembra sotto assedio. L’ennesimo stop alla  ’manovrina salva-stipendi’ da 132 milioni, con la fumata nera in commissione Bilancio sull’emendamento del governo da 100 milioni per Comuni e forestali, per incertezza nelle coperture finanziarie è solo l’ultimo passaggio di una strada irta di difficoltà che sembra avviarsi verso una resa dei conti. C’è chi ipotizza che la situazione sia pronta precipitare già dopo le europee, chi invece sostiene che i nodi verranno al pettine a luglio dopo il giudizio di parifica della Corte dei Conti.
Ma il governatore non ci sta e parla di bugie messe in giro ad arte sul bilancio soprattutto quello del 2013. I conti siciliani hanno avuto tutti i via libera necessari tranne quello del Ministero dell’economia il cui giudizio non è tecnico ma politico. Insomma un attacco per far fuori il governatore scomodo secondo Crocetta.
E per sostenere la sua tesi. nello stesso giorno dello stop all’emendamento da 100 milioni per i comuni arriva il via libera dalla Giunta regionale all’erogazione di un’anticipazione alle Autonomie locali, nel limite massimo del 40%, nelle more dell’approvazione della manovra all’Assemblea regionale siciliana. In pratica un provvedimento che rappresenta una sorta di braccio di ferro: la dimostrrazione che si può procedere anche senza l’aula.
Ma la stessa giunta assume anche altre decisioni come il sì anche all’aggiornamento delle linee guida per realizzazione delle vie di fuga regionali nell’ambito della Protezione civile e alle linee guida regionali per la realizzazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale, alla luce delle osservazioni del Miur e della Conferenza stato regioni. Ottiene il via libera anche l’accordo di programma quadro tra ministero delle Infrastrutture ed assessorato al ramo per il trasferimento dei compiti e delle funzioni di programmazione e amministrazione relativamente ai servizi ferroviari di interesse regionale e locale e la riprogrammazione di somme sul capitolo regionale che riguarda i consorzi di bonifica, per la realizzazione di opere di manutenzione.
Dunque Crocetta affronta così una crisi di liquidità senza precedenti in attesa dell’incontro della verità, quello con il quale la Commissione bilancio chiederà anche alla Corte dei conti quale sia lo stato di salute dei bilanci regionali.
Ma i guai di Crocetta non si fermano ai conti regionali e in questi giorni il Presidente appare all’angolo anche nel suo Pd. Gli attacchi al giurista Giovanni Fiandaca, candidato alle Europee, accusato di “negazionismo” rispetto alla presunta trattativa Stato-mafia, hanno fatto saltare parecchi accordi e coperture tanto che anche chi, nel partito, gli aveva levato le castagne dal fuoco permettendo la nasciya del Crocetta bis, ora si schiera con Fiandaca che non abbassa i toni.
“Se c’è qualcuno fuori dal Pd è proprio Crocetta per il suo modo parolaio di governare la Sicilia – dice da Vittoria il professore -. Io ho denunciato un uso strumentale dell’antimafia come mezzo di lotta politica e di raccolta del consenso. Per questa critica il presidente Crocetta ha alzato il tono polemico nei miei confronti”.
Ed anche il grande alleato sindacale del governo, la Uil, sembra ormai sulla strada del divorzio. Il sindacato, infatti, sembra essersi ricompattato anche nei toni con Cisl e Cgil. Ieri l’ultimatum “Se governo e Ars – affermano – non assumeranno in questi giorni un impegno comune e un programma condiviso con parti sociali e Anci per risolvere le emergenze- a partire da quella dello stipendio per migliaia di lavoratori- e per avviare il superamento dei problemi strutturali della Regione, sarà un crescendo di iniziative che sfocerà nella mobilitazione generale”.
Due settimane di tempo, dunque, e alle parti sociali non basta neanche che la giunta annunci la nascita di una task force governo sindacati. “Nel mercato degli annunci politici – gli risponde la Cisl – vale la regola secondo cui vedere cammello per comprare cammello. Ciò che conta sono i fatti. Al di là delle parole. E delle intenzioni. Pertanto, resta in piedi quanto fin qui rilevato e detto”.
In questo clima, ieri, durante la manifestazione degli ex pip il camper elettorale dell’assessore Stancheris viene circondato e danneggiato dai manifestanti in piazza indipendenza. Qualche danno ad un finestrino e “assalitori” identificati dalla digos.

21 Maggio 2014
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