23 settembre 2022

STABILIZZAZIONE LAVORATORI FORESTALI. COMIZI, LA CAMPAGNA ELETTORALE DI CATENO DE LUCA. CLIP VIDEO, IL MEGLIO














L'intervista esclusiva per il Blog
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OPERAI AIB LICENZIATI E FRA QUALCHE SETTIMANA TOCCHERÀ AI 78ISTI E 101ISTI DELLA MANUTENZIONE, ED INFINE AI 151ISTI. PERÒ A POCHI GIORNI DAL VOTO L'ASSESSORE DELLA SANITÀ HA FIRMATO LA DIRETTIVA PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI IN SERVIZIO PER L'EMERGENZA PANDEMIA. PERCHÈ L'ASSESSORE SCILLA E L'ASSESSORE CORDARO NON HANNO VOLUTO PROLUNGARE LE GIORNATE? CARISSIMI MANCUSO, BANDIERA E CAPUTO, VI RICORDIAMO CHE L'ASSESSORE SCILLA FA PARTE DEL VOSTRO PARTITO, DI FORZA ITALIA



La campagna elettorale della Sanità: fondi per fecondazione e precari Covid

Dal sito palermo.repubblica.it

di Giusi Spica - 22 Settembre 2022
A pochi giorni dal voto la Regione Sicilia stanzia le somme per i costi sostenuti dalle coppie: un provvedimento atteso da cinque anni. L'assessore Razza firma anche la direttiva per avviare la stabilizzazione dei lavoratori in servizio per l'emergenza pandemia.



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La nota del Blog
Egregi deputati di Forza Italia, Mancuso, Bandiera e Caputo, 
"Comu Finìu? A Schifìu Finìu".
 
Il vostro assessore appartenente alla stessa corrente politica vi ha per caso risposto? I lavoratori gradirebbero risposte, i lavoratori speravano in un prolungamento.

Cari Mancuso, Bandiera e Caputo. Al Blog risulta che i lavoratori erano già convinti di lavorare qualche altra settimana in più. Si sono illusi, ci siamo illusi!
Pensiamo che ormai è difficile, però quantomeno date una risposta.

Perchè non volete dirci niente?

Vi sembra giusto gettare il sasso e nascondere la mano? 

Gradiremmo sapere la posizione dell'Assessore Toni Scilla, vostro compagno di partito. Ma anche dell'Assessore Cordaro, per quanto riguarda gli operai dell'antincendio.
Comunque, buona campagna elettorale


CAMPAGNA ANTINCENDIO IN FASE DI ARRESTO, L’APPELLO DEL SINDACO DI CALATAFIMI-SEGESTA, FRANCESCO GRUPPUSO


Dal sito www.videosicilia.com

19/09/2022 – Terminerà Domenica 25 Settembre prossimo l’annuale campagna antincendio forestale della Regione siciliana, a lanciare un appello affinché la stessa possa essere posticipata – viste le elevate temperature – è il sindaco di Calatafimi-Segesta Francesco Gruppuso. Giusto lo scorso Sabato il territorio di Calatafimi, è stato interessato da un vasto incendio che ha parzialmente devastato la secolare sughereta del bosco di Angimbè.





INCENDIO ALL’OASI: IL MALTEMPO NON FERMA I PIROMANI


Dal sito livesicilia.it

L'intervento della Forestale ha permesso di salvare il patrimonio verde

di Laura Distefano
I piromani non vanno in vacanza nemmeno con il maltempo. Un incendio è scoppiato all’Oasi del Simeto oggi pomeriggio. E la Forestale, che è intervenuta, è convinta che la matrice sia dolosa. Il rogo ha interessato la zona A della Riserva, in contrada Passo Cavaliere. Gli uomini della Forestale hanno notato un terreno già bruciato con più punti di ‘fuoco’. Non è stato un intervento facile, ma tra i canneti sono stati spenti i focolai. Sul posto sono arrivati anche i rinforzi: un’altra autobotte della Forestale e la Protezione Civile dell’associazione Sicilia Emergenza One. Grazie all’intervento sono state salvate aree di
aree di pregio ambientale ricoperte da Tamerice e altra vegetazione ripariale. Ma purtroppo l’incendio ha bruciato oltre alle sterpaglie piante di liquirizia e di Tamerici. Sono otto gli ettari di vegetazione andata in fumo.





22 settembre 2022

CATENO DE LUCA: IO LO PRENDO L'IMPEGNO DI STABILIZZARE I LAVORATORI FORESTALI. CLIP VIDEO







IL FUNZIONARIO DEL CORPO FORESTALE DELLA REGIONE SICILIANA, GAETANO GUARINO: MANTENETE IN SERVIZIO GLI OPERATORI FORESTALI DELL'ANTINCENDIO. IL BLOG: AGLI ON.LI DI FORZA ITALIA, MANCUSO, BANDIERA E CAPUTO CHE HANNO PROPOSTO L'AUMENTO DELLE GIORNATE, CHE RISPOSTE AVETE AVUTO DAL GOVERNO? PERCHÈ NON CI AVETE DETTO PIÙ NIENTE?


Dalla pagina Facebook
del Funzionario Gaetano Guarino

Nonostante le temperature si siano abbassate  gli incendi non sono mancati e le Squadre Antincendio Boschivo hanno operato come sempre, con massima professionalità e coraggio. Detto ciò, ricordo a tutti che sono un umile servitore di questo Stato e di conseguenza di questa Regione Siciliana. Il mio vuole essere un appello alle Istituzioni regionali: gran parte degli Operatori Forestali dell'Antincendio cesseranno di lavorare i primi giorni della prossima settimana e di conseguenza avremo Squadre Antincendio sguarnite e in qualche caso con 1,2 Operatori. Detto ciò, in Sicilia il caldo continua e l'emergenza incendi è ancora una costante, quindi vi chiedo, umilmente, la proroga del licenziamento di queste Donne e Uomini che in questa estate hanno dato la vita per contrastare gli incendi. Vi prego, accogliete il mio appello, la nostra terra di Sicilia  ha bisogno ancora dei suoi Angeli.

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Il Blog: 
Aspettiamo di sapere cosa ha risposto il governo ai seguenti Onorevoli.
Siete stati così bravi a rivolgervi al governo, ma non lo siete stati nei confronti dei lavoratori per un solo motivo: "Perchè non avete fatto sapere più niente?" Non è che per caso anche voi eravate in cerca di voti?
Di solito funziona che uno chiede e l'altro risponde, ma se non risponde esiste un ulteriore sollecito, se non risponde nemmeno al sollecito si va dai lavoratori a dire la verità dei fatti. Oppure organizzare un sit-in con una delegazione.
Il resto è solo fuffa. 
Carissimi onorevoli Vi ricordo che i lavoratori antincendio 101isti sono stati già licenziati.L'Ars ha già chiuso i battenti e martedì scorso Nello Musumeci ha convocato per l’ultima volta la giunta.
Buona campagna elettorale


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RAPPORTO ISPRA. SICILIA, 320 MILA PERSONE VIVONO IN ZONE A RISCHIO IDROGEOLOGICO

Lo scorso febbraio Polizzi Generosa è stata interessata da una grossa frana


Dal sito gds.it

22 Settembre 2022
In Sicilia, il dissesto idrogeologico coinvolge persone, edifici, beni culturali e attività imprenditoriali. Nell’Isola ci sono circa 320mila residenti che vivono in aree a rischio frane: un dato che si distribuisce per quasi duemila chilometri quadrati di territorio (7% del totale della superficie regionale). Lo rivela il rapporto 2021 «Dissesto idrogeologico in Italia», presentato nei giorni scorsi dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che fornisce il quadro di riferimento nazionale in ordine alla pericolosità associata a frane, alluvioni e all’erosione costiera dell’intero territorio italiano». Lo dice Leandro Janni, presidente regionale Italia Nostra Sicilia.

Palermo in testa nella mappa del rischio

«La graduatoria provinciale isolana, valutando una stima della popolazione potenzialmente presente nelle aree a rischio, vede in cima Palermo, con poco più di 36 mila persone coinvolte, e quindi Messina, con circa 17mila; ma anche la provincia di Caltanissetta risulta tra le più vulnerabili - aggiunge Janni -. Numeri che posizionano l’Isola tra le regioni più fragili a livello nazionale, considerando che, proprio per le aree a livello di pericolosità più elevata, il numero di isolani è valutato tra i più alti d’Italia. Ma non ci sono solo persone e territorio nel mirino dell’emergenza idrogeologica. A rischio frane e alluvioni, infatti, si registrano anche case, attività produttive e beni culturali. In Sicilia, secondo i dati dell’Ispra, ci sono 102mila edifici, pari a circa il 5,9% del totale, e 22.472 imprese che risultano nelle aree a rischio. Tra questi ci sono anche circa un migliaio di beni culturali, un patrimonio rilevantissimo che attende risposte. Da considerare, inoltre, anche la presenza di circa 120mila edifici che si trovano in aree a rischio idrogeologico. Ma anche l’erosione costiera rappresenta un altro gravissimo problema idrogeologico, ormai da anni al centro di un costante monitoraggio di enti ambientali preposti al controllo e di associazioni ambientaliste.

Le coste in arretramento

Calabria, Sicilia, Sardegna e Puglia sono le regioni con il maggior numero di chilometri di costa in arretramento. Il loro sviluppo costiero è pari a più di due terzi della costa nazionale e, nonostante la complessa articolazione geomorfologica delle coste basse e i lunghi settori di costa alta, il 61% dei litorali italiani in erosione appartengono ad esse. In Sicilia, in particolare, il dato relativo alla costa in erosione è pari a 139 chilometri, si tratta del secondo dato più elevato d’Italia, dopo la Calabria (161 km), e prima di Sardegna (116 km) e Puglia (95 km)».

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it




INCENDI. DA MONREALE A PALAZZO ADRIANO, BRUCIANO I BOSCHI DEL PALERMITANO

Canadair in azione

Dal sito palermo.gds.it

21 Settembre 2022
Ancora incendi in provincia di Palermo con interventi di un canadair, un elicottero, vigili del fuoco e forestali. In fiamme i boschi di Palazzo Adriano e Monreale. Altro rogo a Monreale in monte Signora. Anche in questo caso è stato necessario l’intervento di un elicottero.

© Riproduzione riservata





INCENDI. ESPOSTO ALLA PROCURA DI PALERMO, COMUNICAZIONE AI PREFETTI, CANDIDATI ALLA PRESIDENZA. IL SEGRETARIO PROVINCIALE AGGIUNTO SIFUS-CONFALI DI CATANIA, FRANCO CUPANE, OSPITE DI TVR XENON. VIDEO

Ricevo e pubblico dal Segretario provinciale aggiunto 
Sifus-Confali Catania
Franco Cupane







21 settembre 2022

SAVARINO (UILA): “I NUOVI PARLAMENTARI PENSINO A MANTENERE PUBBLICA LA FORESTALE”


Dal sito www.quotidianodigela.it

Di Fabrizio Parisi -20 Settembre 2022 
La stabilizzazione dei lavoratori forestali e dei Consorzi di Bonifica non sembra nell’agenda dei candidati alle imminenti elezioni regionali. La Uila, l’organizzazione sindacale della Uil che si occupa del settore agroalimentare, è da decenni che insieme ai colleghi della Flai Cgil e Fai Cisl chiede per il sistema agroalimentare la giusta attenzione. Ma la politica regionale che “oggi si batte le mani sul petto” si è fatta trovare sempre distratta e non attenta alle esigenze del territorio e dei lavoratori interessati. Per queste ragioni è da tantissimo tempo che proponiamo alla politica regionale una riforma della legge del settore forestale che stabilizzi i lavoratori, da troppi anni con contratti a tempo determinato sulle loro spalle poiché effettuano poche giornate durante l’anno. Inoltre abbiamo sempre sostenuto con forza che la forestale deve rimanere pubblica e che si debba provvedere in tempi celeri al ricambio generazionale per evitare la “deforestazione” dei lavoratori. Occorre pensare ad un piano di messa in sicurezza del territorio contro gli incendi boschivi ed a un piano serio di riforestazione, incrementare la superficie boschiva per contrastare in modo reale il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici che seri danni stanno creando al nostro paese. Tutto ciò potrebbe determinare la stabilizzazione dei lavoratori che da anni operano nel settore e nello stesso tempo dare ai giovani una opportunità di lavoro nei nostri boschi in quanto bene collettivo.

Riteniamo che il settore agricolo e agroalimentare del nostro territorio fatto di eccellenze ma dove regnano anche tante criticità, legate ai servizi e alle infrastrutture, necessitano di una maggiore attenzione e una concreta programmazione nell’intercettare anche i finanziamenti della comunità europea. E’ imprescindibile anche la riforma della legge dei consorzi di bonifica tanto decantata dall’ultimo governo regionale e mai approvata. Lo scopo della riforma è di mettere i Consorzi di Bonifica, fondamentali per lo sviluppo dell’agricoltura, “in una terra dove la siccità incide pesantemente”, nelle condizioni di svolgere quei servizi essenziali per cui sono stati costituiti. Diventa irrinunciabile perciò stabilizzare il personale e ammodernare le infrastrutture irrigue, per fornire un servizio più efficiente ed efficace a tutti gli agricoltori che hanno deciso di investire nel nostro territorio. La Uila di Caltanissetta con a capo il suo segretario generale Enzo Savarino e la Uil di Caltanissetta con il suo coordinatore provinciale Salvatore Guttilla ritengono che la forestazione, l’agricoltura, i consorzi di bonifica e il settore agroalimentare siano dei pilastri portanti dell’economia della nostra provincia: per questo chiediamo con forza a chi, dopo il 25 settembre governerà questa Regione, di dare il giusto valore ai temi che abbiamo trattato, poiché li consideriamo vitali per il territorio di questa provincia.






ZONA ARDIGNOTTA. INCENDIO A VITA, RICHIESTI MEZZI AEREI PER SPEGNERE LE FIAMME. ESCORIAZIONI LIEVI PER TRE OPERAI FORESTALI, DANNEGGIATO ANCHE UN MEZZO FORESTALE INVESTITO DA UN TRONCO IN FIAMME

Incendio a Vita

Dal sito trapani.gds.it

20 Settembre 2022
Ancora un incendio nel trapanese. Questa volta il rogo è divampato nella zona di Ardignotta, in territorio di Vita. Le fiamme altissime stanno provocando la caduta di grossi tronchi in zone del bosco non ancora attaccate dall'incendio. E proprio uno di questi ha danneggiato un mezzo della forestale con a bordo tre operai. Il mezzo sarebbe stato investito da un tronco in fiamme che stava rotolando.

Per i tre operai escoriazioni lievi, sono stati medicati sul posto mentre il mezzo è stato danneggiato. I due canadair da stamane non hanno mai smesso di fare la spola da Alcamo marina ad Ardignotta per effettuari gli sganci d'acqua. A terra tre squadre di operai, con alcuni mezzi, e protezione civile.

L'incendio, purtroppo, è divampato all'interno del bosco con gravissime conseguenze per la vegetazione. Domenica scorsa gli uomini della forestale erano stati chiamati per un principio di incendio proprio nella stessa zona dove da stamane stanno operando. In quella occasione, in poche ore, avevano avuto ragione delle fiamme e tutto era rientrato.

Questo nuovo incendio ad Ardignotta arriva, inoltre, a pochi giorni dal devastante incendio che ha colpito la sugherata del Bosco di Angimbè a Calatafimi. Un incendio, quello di sabato pomeriggio, che in poche ore ha mandato in fumo oltre 50 ettari di bosco.

Altri incendi stanno interessando altre zone sempre del Trapanese, sul posto sono impegnati gli operai dell'antincendio della forestale. Uno in particolare riguarda Monte Porcello a Salaparuta dove sono intervenute squadre di forestali. In fumo sono andati 25 ettari tra stoppie e macchia mediterranea.

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CATANIA. ANCORA FIAMME, STAVOLTA NEI PRESSI DEL VILLAGGIO JONIO


Dal sito sicrapress.it

20 Settembre 2022 
Oggi alle ore 13 una fumata sparsa veniva avvistata dalla vedetta Forestale CT 51. Immediatamente è giunta sul luogo segnalato la pattuglia del Distaccamento Forestale di Catania che,  accorgendosi del pericolo, lanciava l’allarme alla propria sala operativa e immediatamente scattatava la richiesta di supporto fatta ai Vigili del fuoco. Il luogo in questione?  il Villaggio Jonio e quindi il rischio per le case era elevato.

Le fiamme alimentate da un forte vento
Sul posto intervenivano la pattuglia stessa del Distaccamento Forestale di Catania con la Squadra antincendio boschivo CT 21 e l’autobotte forestale CT 40. Intanto, il fuoco, una lunghissima lingua di spaventose fiamme, si propagava alimentato dal vento incessante. L’incendio interessava la vegetazione a ridosso delle villette di via Cipresso sino all’area dunale, Zona di Riserva .
I Vigili del fuoco intervenuti con due autobotti presidiavano le abitazioni, mentre con vero coraggio e tanta esperienza il personale dell’Autobotte della Forestale CT 40 si introduceva su un sentiero rischiando di rimanere insabbiato e raggiungeva la punta avanzata dell’incendio, in pratica un fitto canneto.


Poco dopo, due mezzi della Protezione Civile dell’associazione Gruppo Volontari d’Italia e di Adrano in ausilio del Corpo Forestale di Catania, intervenivano per lo spegnimento e alle 16 si bonificava l’area. L’ennesimo incendio dunque domato, come quello avvenuto (appena!) sabato scorso.
Qualcuno del Villaggio Jonio si lamentava per il ripetersi degli incendi, altri per le sterpaglie, altri se ne fregavano e guardavano tranquillamente le operazioni di spegnimento come se stessero vedendo un film.


Solo che nella realtà i soccorritori sono costretti a un estenuante lavoro, con tanti rischi e nessun riconoscimento o gratificazione. E spesso, non saltano in aria per far allontare le persone dalle abitazioni. L’ennesimo incendio domato, quindi. E per domani cosa riserva il disegno criminoso dei criminali incendiari?
Qualcuno spera nella pioggia per disarticolare questo disegno. E se piove – osserva qualcuno – si allaga tutto, in un territorio urbano e rurale dove regna indisturbato lo stato d’abbandono e dell’abusivismo. E allora? E allora ci saranno i soccorritori di sempre a intervenire anche con i mezzi anfibi per salvare vite e cose. I soliti soccorritori…estenuante lavoro, rischi e niente o poco riconoscimento.

Orazio Vasta





AUTORITÀ DI BACINO. INCENDI IN SICILIA, UN DECALOGO CONTRO I RISCHI IDROGEOLOGICI


Dal sito gds.it

20 Settembre 2022
Un vero e proprio decalogo finalizzato a ridurre i rischi idrogeologici derivanti dagli effetti degli incendi boschivi che devastano il territorio, cagionando gravissimi danni al patrimonio naturalistico dell’Isola. È questo il contenuto della direttiva emanata dal segretario generale dell'Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Regione Siciliana, Leonardo Santoro. Si tratta di una serie di raccomandazioni cui, i vari enti, comuni per primi, dovranno attenersi, pena la segnalazione alle autorità giudiziarie competenti, in caso di inosservanza, accertata dalla polizia idraulica dell'Autorità di bacino. La direttiva nasce dalla possibile minore capacità di ricezione delle acque piovane a causa di ostruzioni dovute a tronchi, massi e materiale trascinato a valle con maggiore energia a causa dei danni al suolo causati dagli incendi. Danni che, alle prime piogge causano spesso devastanti colate di fango.

La disposizione invita i comuni alla difesa del territorio agendo contro la corrosione dei corsi d'acqua, attraverso una serie di azioni. Fra queste: la perimetrazione delle aree interessate dagli incendi, lo sgombero dei rifiuti abbandonati a ridosso degli alvei, l'individuazione dei tratti di viabilità ricadenti impropriamente nell’alveo di corsi d’acqua, l'effettuazione di una efficace azione vigilanza, soprattutto in caso di allerta meteo, finalizzata ad impedire l’utilizzo di guadi, attraversamenti abusivi, piste in alveo o varchi nei muri d'argine, mediante azioni di presidio e dissuasione, la rimozione di tutto ciò che possa indurre a transitare, così come quella di qualsiasi ostacolo al regolare deflusso delle acque

Nella direttiva, inoltre, viene sottolineata l'importanza di provvedere alla manutenzione dei canali, evitare l'accumularsi di rifiuti a ridosso degli alvei, attivare le procedure di Protezione Civile quando vengono pubblicati bollettini che annuncino allerta meteo. Per quanto riguarda gli attraversamenti, la direttiva ribadisce l'importanza di garantire sempre la sezione fluviale nella geometria originariamente prevista dal progetto di realizzazione dell'opera. Relativamente a questo punto, quindi, gli enti proprietari di opere di attraversamento fluviale hanno l’obbligo di provvedere alla manutenzione delle proprie opere, prevedendo il ripristino delle sezioni idrauliche anche parzialmente intasate tutelando la stabilità delle opere di difesa di loro competenza.Ai comuni è fatto divieto di aprire piste in terra, piazzali, effettuare risagomature dei pendii in assenza di adeguate reti di convogliamento delle acque. È fatto obbligo, inoltre, di curare la bonifica dei siti interessati dagli incendi, verificando, al tempo stesso, l’eventuale contaminazione di falde acquifere.

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it




20 settembre 2022

LA ‘GUERRA’ E IL PATATRAC CHINNICI, COSA DICE LA PANCIA DEL PD. C'È UN TACCUINO, CHE DICE CHE LA CHINNICI PUÒ ARRIVARE QUARTA. CI SARÀ UN TESTA A TESTA TRA SCHIFANI E DE LUCA, DALL’ESITO NON SCONTATO. I GRILLINI SARANNO SORRETTI DALLA CAMPAGNA NAZIONALE SUL REDDITO DI CITTADINANZA. DUNQUE, IL RISCHIO È PROPRIO LA QUARTA POSIZIONE”


Dal sito livesicilia

Le bordate contro Barbagallo e uno scenario terribile per i democratici: la quarta posizione.

di Roberto Puglisi
Le elezioni regionali viste con la pancia del Pd somigliano davvero a un film horror. Nessuno lo ammetterà mai apertamente, perché tra un po’ si vota e manifestare ciò che si teme potrebbe apparire diserzione, non soltanto cristallino bisogno di verità. Ma, una volta chiusi i taccuini e silenziati i registratori, i timori si palesano con bruciante chiarezza. Possiamo riassumerli così. Mentre la testa dei democratici lancia proclami per la vittoria finale, quella pancia borbottante spiega che gli scenari possibili non sono affatto consolanti. E si affilano metaforiche lame in vista del 26 settembre, il giorno dopo il voto.

Chinnici, la campagna e i rischi

Per raccontare questo scorcio finale di sfida, si può partire da una battuta di Cateno De Luca che tira l’acqua al suo mulino, però non è detto che non ci azzecchi. ‘Catemoto’, in una intervista a LiveSicilia.it, ha lasciato partire la bordata: “Caterina Chinnici si è ritirata”. Significa, se interpretiamo correttamente, che la candidata progressista è formalmente presente, ma assente nei fatti dalla disfida per Palazzo d’Orleans, per quel suo mantenere un profilo basso ed equilibrato, forse – secondo i critici – un po’ troppo. Un mormorio, più o meno esplicito, è trapelato, talvolta, anche tra i sostenitori della candidata. A cui si riconoscono doti importanti, tranne una, secondo certa vulgata: ovvero il non avere quella ‘faccia da guerra’ (politica) che il frangente richiederebbe.

Patatrac quarto posto…

E siccome tutti, a taccuini spalancati, dicono appunto che la sfida rimane apertissima, bisogna affidarsi ai bisbigli per carpire gli stati d’animo dei narratori. Ce n’è uno, senza firma, accorato, che tratteggia un quadro angosciante in casa progressista. Eccolo: “Caterina Chinnici può benissimo, malissimo per noi, arrivare quarta. Ci sarà un testa a testa tra Schifani e De Luca, dall’esito non scontato. I grillini saranno sorretti dalla campagna nazionale sul reddito di cittadinanza. Dunque, il rischio è proprio la quarta posizione”. In una sfida in cui arrivare secondi avrebbe strascichi, arrivare terzi sarebbe una sciagura, arrivare quarti sarebbe un patatrac. Ma è un’ipotesi, all’interno delle truppe piddine, non inverosimile. Proprio un film dell’orrore.

La resa dei conti dal 26…

In caso di sconfitta più o meno drammatica, si annuncia, comunque, nel Pd regionale, la resa dei conti per il giorno dopo le elezioni. Ieri, Antonello Cracolici ha tuonato ancora: “Dobbiamo costruire un nuovo Pd siciliano e nazionale, dobbiamo costruire un Pd con la testa e con il cuore nei territori, che non sia mai più un partito pensato come una sorta di ‘azienda centralizzata’ con filiali in giro per l’Italia”. Oggi, chiacchierando con LiveSicilia.it, interviene Antonio Rubino, orfiniano: “Barbagallo continua a non avere il polso del partito e confonde lo sforzo che stiamo facendo con la compattezza. Dal 26 in poi il Partito Democratico, per fortuna, non sarà più un suo problema. Ma lui deve smetterla con le provocazioni e impegnarsi come tutti nella campagna elettorale”.

E il segretario…

Lui, il nominato, nel discorso precedente, Anthony Barbagallo, segretario siciliano dei democratici, per la verità, ci prova a tenere insieme una casa pericolante: “La resa dei conti la lasciamo al centrodestra. È una cultura che non ci appartiene, noi siamo abituati a discutere al nostro interno negli organismi deputati. Aspettiamo, perciò, l’esito del voto, non ho mai temuto alcun confronto”. Un nobile esercizio di democrazia. Che potrebbe servire a poco. 
(Roberto Puglisi)





BRUCIA STERPAGLIE E MUORE TRA LE FIAMME. TERRIBILE FINE PER UN ANZIANO NEL PALERMITANO


Dal sito www.lasiciliaweb.it

20 Settembre 2022
CERDA (PALERMO) – Un uomo di 79 anni è morto ieri, investito dalle fiamme, in un terreno di Cerda, in provincia di Palermo. Nunzio Noto stava bruciando sterpaglie, quanto le fiamme lo hanno investito. Sono intervenuti i vigili del fuoco e i sanitari del 118 ma per l’anziano non c’è stato nulla da fare. 





L'APPELLO DELLA FLAI SICILIA, AL PROSSIMO PRESIDENTE DELLA REGIONE. CHIEDIAMO DI STABILIZZARE I LAVORATORI FORESTALI CON DUE FASCE: OTI E 151ISTI. È URGENTE PENSARE ALLA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO DAGLI INCENDI, AD UN GRANDE PIANO DI FORESTAZIONE, AD UN PIANO CHE GUARDA AL CONTENIMENTO DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO. LOTTA DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI E SICCITÀ. VIDEO


Dalla pagina Facebook
della Flai Cgil Sicilia

"Progettare e programmare, nel più breve tempo possibile, una nuova Forestale che dia risposte concrete alla Sicilia e ai lavoratori siciliani.." L'appello del Segr. Gen. Flai Sicilia Tonino Russo al prossimo Presidente della Regione Sicilia. negli ultimi 10 anni, nessuno, nonostante le promesse ha avuto la lungimiranza di fare una riforma che guardi alla stabilizzazione dei lavoratori forestali e anche al futuro della forestale in Sicilia.



LA PROVINCIA PALERMITANA ANCORA ASSEDIATA DAGLI INCENDI, TORNANO IN AZIONE I CANADAIR


Dal sito www.blogsicilia.it

DUE VASTI ROGHI SCOPPIATI A PALAZZO ADRIANO

di Ignazio Marchese - 19/09/2022
Due grossi incendi sono divampati questa mattina nella zona di Palazzo Adriano, nel Palermitano. Un primo vasto rogo nella zona di Lago Gamma e una seconda a Rocca della Ferita.

Canadair in azione

Stanno intervenendo due canadair e le squadre da terra antincendio della forestale e dei vigili del fuoco per cercare di proteggere le abitazioni e le aziende agricole. Il vento di scirocco che soffia in quelle zone tra l’agrigentino e la provincia interna di Palermo sta alimentando le fiamme.

Ieri bosco in fiamme nel Trapanese

E’ un’estate dove i roghi sono senza soluzione di continuità in Sicilia. Appena ieri il bosco Angimbè è stato di nuovo attaccato da un probabile raid piromane che ha divorato buona parte del suo polmone verde. L’area che si trova a Calatafimi, nel Trapanese, ha visto andare in fumo all’incirca una cinquantina di ettari secondo le prime approssimative stime. E’ stato necessario l’intervento aereo per potere riuscire a domare le fiamme in serata ed evitare danni ben peggiori. La parte del bosco andata a fuoco era una zona impervia, difficile da raggiungere con mezzi da terra. Ecco perché è stato necessario l’intervento di canadair ed elicotteri della forestale. Da terra invece vigili del fuoco, protezione civile, forestale e varie associazioni di protezione civile hanno fatto quel che potevano arginando l’avanzata del rogo.

Altra devastazione lo scorso week-end

Nello scorso week-end la Sicilia è stata ancora devastata dagli incendi. Fiamme e paura anche a Catania. Un incendio ha interessato le aree ad ovest della pista di volo dell’aeroporto di Catania, secondo quanto aveva reso noto la Sac, la società che gestisce lo scalo etneo. Un rogo che ha determinato gravi disagi alle operazioni di volo programmate. E’ stato inoltre necessario anche un elicottero a supporto dello spegnimento dell’incendio alla riserva dell’Irminio nel Ragusano. Sul posto si sono recate 4 squadre dei vigili del fuoco, personale della forestale e della protezione civile. Il rogo alimentato dal vento, ha interessato parte della riserva dell’Irminio e minacciato un resort. Un altro incendio ha interessato un capannone a Donnalucata nello Sciclitano.





NON C'È GIORNO CHE CATENO DE LUCA NON PARLA DEI LAVORATORI FORESTALI. IERI SERA A RAMACCA HA CHIESTO A SCHIFANI DI SPIEGARE ALLA SICILIA COME SI STABILIZZANO I FORESTALI. VIDEO

Ramacca, comizio del 19/09/2022. 
Estrapolato dalla pagina Facebook
di Cateno De Luca




CATANIA. LA FORESTALE NELLA BOCCA DELL’INFERNO DEGLI INCENDI DOLOSI


Dal sito sicrapress.it

Orazio Vasta -19 Settembre 2022
L’ora era quella esatta per scatenare l’inferno degli incendi dolosi. Non esiste prevenzione e messa in sicurezza del territorio in questione, scarsi i controlli. Erano circa le 14 di un caldissimo pomeriggio di settembre quando le squadre antincendio boschivo della Forestale CT 21 e CT40 intercettavano un vasto fronte di fuoco in contrada San Francesco La Rena. Il fuoco, dopo esser stato bloccato dai Forestali sul Canale Buttaceto, stava letteralmente aggredendo i Villaggi Ippocampo di mare, Jonio e Azzurro, in buona parte evacuati per sicurezza. Disagi notevoli anche all’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania, con aerei dirottati su Palermo e alcuni costretti a ritardare la partenza.
La pattuglia del Distaccamento Forestale di Catania intervenuta prontamente vista la pericolosità – molte case erano in pericolo ed alto il rischio per l’incolumità – richiedeva prontamente l’intervento dei Vigili del fuoco e dei mezzi aerei.


Sul posto, per evitare ulteriori rischi e tutelare l’incolumità delle stesse persone, si richiedeva di far intervenire altre forze dell’ordine: la Polizia di Stato interviniva con diverse pattuglie, assieme alla Guardia di Finanza e ai Carabinieri della stazione Plaia. I carabinieri della stazione Plaia, in contatto con Andrea Munzone comandante del Distaccamento Forestale di Catania, durante la loro proficua perlustrazione in diversi luoghi a rischio, avvistati i roghi li segnalavano prontamente e con i mezzi di emergenza si facevano intervenire, come nel vicino Asse dei Servizi, dove un incendio  lambiva un distributore di benzina. Durante le concitate operazioni, al Villaggio Ippocampo di mare, una famiglia veniva soccorsa appena in tempo da una pattuglia del Distaccamento Forestale di Catania, pochi attimi e si sentiva a poca distanza l’esplosione di una bombola di gas. Altri ragazzi venivano portati a distanza di sicurezza dalla stessa pattuglia. Tre elicotteri della Forestale e uno dei Vigili del fuoco davano il massimo, salvando dal rogo molto verde e diverse villette, una roulotte si “scioglieva” ed ennesima esplosione.


La Protezione Civile di Catania inviava due autobotti e loro personale. Veniva salvato il cuore pulsante della Riserva dell’Oasi del Simeto. In quel luogo le squadre di volontari di Adrano, Belpasso e Scordia, davano manforte alla Squadra della Forestale CT 21, mentre un Canadair dall’alto faceva “miracoli”. Intanto, il forte vento stava direzionando le fiamme verso il ponte Primosole, dove ottimo è stato l’intervento del DOS Forestale. Le squadre delle associazioni sino a tarda sera continuavano a bonificare l’area del vasto incendio dei villaggi colpiti mentre ancora rimaneva accesa la spazzatura, una montagna, e non bastava un’intera autobotte del Comune a sedare le fiamme.
Le operazioni venivano chiuse dai Vigili del fuoco e dalla CT 21 e da una pattuglia del distaccamento Forestale di Catania intorno a mezzanotte. La matrice dolosa è chiara e ancora una volta parlare di piromani riduce la gravità di vere e proprie azioni criminali contro il territorio. Comunque,  senza l’ intervento in sinergia di tante forze, compreso quella degli operatori del 118, poteva scapparci il morto tra soccorritori e abitanti,  diversi rimasti intossicati.

19 settembre 2022

MICCICHÈ HA CAPITO CHE CATENO DE LUCA POTREBBE BATTERE RENATO SCHIFANI E PROVA A SCARICARE SU MUSUMECI LA POSSIBILE SCONFITTA


Dal sito www.inuovivespri.it

di Giulio Ambrosetti - 19 settembre 2022
  • Ormai nel centrodestra siciliano volano gli stracci. In un’intervista al quotidiano Live Sicilia il coordinatore di Forza Italia nell’Isola, Gianfranco Miccichè – alla fine la notizia è questa – parla della possibile sconfitta del centrodestra siciliano e cerca di salvarsi scaricando le responsabilità sul presidente uscente Nello Musumeci  
  • Miccichè parla già da sconfitto prima del voto e, oltre a provare a salvarsi (è stato lui a bloccare la naturale ricandidatura di Musumeci che, con molta probabilità, avrebbe vinto), cerca di sminuire la possibile vittoria di Cateno De Luca, che batterebbe Schifani grazie al voto disgiunto ‘pilotato’ dallo stesso centrodestra e non per i suoi meriti
  • In realtà Cateno De Luca guadagna consensi in ogni settore della società siciliana, aiutato dalle divisioni e dagli errori di centrodestra e centrosinistra. Gli autogol di Enrico Letta e Anthony Barbagallo nel PD siciliano 
  • Anche la presa in giro sulle bollette in danno dei cittadini da parte del Governo Draghi e di grillini, PD, Forza Italia, Lega e Italia Viva e Azione di Carlo Calenda sta aiutando De Luca
Ormai nel centrodestra siciliano volano gli stracci. In un’intervista al quotidiano Live Sicilia il coordinatore di Forza Italia nell’Isola, Gianfranco Miccichè – alla fine la notizia è questa – parla della possibile sconfitta del centrodestra siciliano e cerca di salvarsi scaricando le responsabilità sul presidente uscente Nello Musumeci  
Che succede in queste ore nel centrodestra dalla nostra Isola fino ad Arcore? Succede una cosa semplicissima: Silvio Berlusconi, Gianfranco Miccichè, Renato Schifani e via continuando con Fratelli d’Italia, Lega e centristi hanno capito che rischiano seriamente di perdere le elezioni regionali in Sicilia. Alla paura del centrodestra si associa la paura di un centrosinistra siciliano ormai in fuori gioco: insomma, tutta la vecchia politica isolana ha capito che potrebbe perdere il controllo della Regione siciliana, dei Dipartimenti regionali, del sottogoverno regionale: in una parola, potrebbe perdere il controllo della Sicilia. A vincere potrebbe essere Cateno De Luca. La dimostrazione di quanto state leggendo arriva da un’intervista che, in queste ore, Gianfranco Miccichè, coordinatore di Forza Italia in Sicilia, ha rilasciato al quotidiano in line Live Sicilia. il ‘succo’ del ragionamento politico di Miccichè è semplice quanto la probabile vittoria di Cateno De Luca. Gianfranco Miccichè, dice Gianfranco Miccichè, non può fare votare sottobanco per De Luca; al limite – e qui c’è il significato politico delle parole del coordinatore dei berlusconiani di Sicilia – se c’è qualcuno che oggi ha interesse a fare vincere De Luca, ebbene, questo è il presidente della Regione siciliana uscente, Nello Musumeci. Facendo votare sottobanco per Cateno De Luca, dice Miccichè, Musumeci dimostrerebbe che, senza di lui, il centrodestra siciliano perde le elezioni e il Governo della Sicilia. La cosa, come dire?, pirandelliana è che Miccichè accusa Musumeci – peraltro senza lo straccio di una prova – di fare ciò che invece lo stesso Miccichè ha fatto nel 2013, quando – con tanto di prove – sfasciò il centrodestra siciliano per fare perdere l’allora candidato alla presidenza della Regione, Musumeci, per fare vincere il candidato del PD, Rosario Crocetta: per dimostrare, per l’appunto, che senza di lui il centrodestra perdeva le elezioni in Sicilia.

Miccichè parla già da sconfitto prima del voto e, oltre a provare a salvarsi (è stato lui a bloccare la naturale ricandidatura di Musumeci che, con molta probabilità, avrebbe vinto), cerca di sminuire la possibile vittoria di Cateno De Luca, che batterebbe Schifani grazie al voto disgiunto ‘pilotato’ dallo stesso centrodestra e non per i suoi meriti
Detto questo, come stanno veramente le cose? La nostra ipotesi – l’abbiamo già accennato – è che i vertici siciliani del centrodestra abbiamo già capito che Renato Schifani, candidato di questo schieramento politico alla presidenza della Regione siciliana, potrebbe perdere malamente le elezioni. A questo punto, Miccichè – che, lo ricordiamo, è stato il protagonista della mancata ricandidatura di Musumeci – deve provare a difendersi, perché sa che se De Luca batterà Schifani la sua carriera politica sarà conclusa. Così mette le mani avanti e scarica, in anticipo, la responsabilità della probabile sconfitta di Schifani sul presidente della Regione uscente e, indirettamente, su Fratelli d’Italia. Così facendo tutto il centrodestra siciliano trova una giustificazione alla probabile sconfitta. De Luca vincerà non perché i Siciliani si sono rotti i cabbasisi della vecchia politica siciliana, ovvero del centrodestra e del centrosinistra: De Luca vincerà perché una parte del centrodestra, sottobanco, gli ha passato i voti per battere Schifani. Miccichè non sta provando soltanto a scaricare la responsabilità della sconfitta su Musumeci e Fratelli d’Italia: contemporaneamente, prova a sminuire la probabile vittoria di De Luca.

In realtà Cateno De Luca guadagna consensi in ogni settore della società siciliana, aiutato dalle divisioni e dagli errori di centrodestra e centrosinistra. Gli autogol di Enrico Letta e Anthony Barbagallo nel PD siciliano 
La presa di posizione di Miccichè punta a mitigare la probabile sconfitta di tutta la vecchia politica siciliana. Il tentativo è quello di far passare la probabile vittoria di De Luca come frutto del voto disgiunto dal centrodestra verso lo stesso De Luca. In realtà, da quello che si capisce ‘naschiando’ qua e là, De Luca sta raccogliendo consensi in ampie fasce della popolazione siciliana, a prescindere da accordi sottobanco. Raccoglie voti nel centrodestra e nel centrosinistra. E raccoglie voti perché un numero crescente di siciliani non ne può più del centrodestra e del centrosinistra. Molti siciliani guardano a De Luca come la possibile liberazione dalla politica politicante ascara della Sicilia. Un grande aiuto a De Luca lo hanno fornito le baruffe che sono andate in scena nel centrodestra e nel centrosinistra. I tre ‘grandi alleati’ di De Luca sono stati Gianfranco Miccichè, Enrico Letta e Anthony Barbagallo. Miccichè ha incasinato il centrodestra bloccando la naturale ricandidatura di Musumeci; e il segretario nazionale e il segretario regionale del PD, rispettivamente, Enrico Letta e Anthony Barbagallo, hanno indebolito le liste del PD e hanno confuso e allontanato l’elettorato siciliano di centrosinistra. I big del centrodestra siciliano, da parte loro, hanno passato due mesi a litigare, per poi convergere su un candidato – il citato Schifani – che sembra fatto apposta per allontanare gli elettori del centrodestra. Di più: il centrosinistra si è cimentato in primarie farsesche con PD, Movimento 5 Stelle e il Movimento Cento Passi di Claudio Fava proprio mentre a Roma il leader nazionale dei grillini, Giuseppe Conte, rompeva con il PD. Alla fine, con ritardo, sospinti da Roma, i grillini siciliani hanno rotto con il PD ma ormai nella corsa per la presidenza della Regione partono battuti in partenza, perché la dirigenza siciliana del Movimento 5 Stelle non è politicamente credibile. Conte, se vuole risultare credibile anche in Sicilia, deve mandarli tutti a casa e ricominciare da zero.

Anche la presa in giro sulle bollette in danno dei cittadini da parte del Governo Draghi e di grillini, PD, Forza Italia, Lega e Italia Viva e Azione di Carlo Calenda sta aiutando De Luca 
Un’altra grande mano a Cateno De Luca sta arrivando dalla presa in giro, in danno dei cittadini, di grillini, PD, Forza Italia, Lega e Italia Viva e Azione di Carlo Calenda che, da un mese, annunciano provvedimenti importanti per mitigare le super-bollette di luce e gas: ma fino ad oggi si è trattato, appunto, di una presa in giro. Dopo un mese di riunioni, dichiarazioni, prese di posizioni arriveranno 150 euro per le famiglie con reddito mensile inferiore a mille  500 euro. Un provvedimento che aiuta solo i gestori (‘aiutando’ le famiglie in difficoltà a pagare le bollette almeno una volta) non certo milioni di famiglie italiane che non sanno come andare avanti. Così molti siciliani, anche alle elezioni regionali, non voteranno né centrodestra, né centrosinistra. Si sta salvando un po’ – ma solo un po’ – Conte con il Movimento 5 Stelle grazie alla spinta clientelare del Reddito di cittadinanza. Ma è una linea politica – quella del Reddito di cittadinanza che Reddito di cittadinanza non è, ma è solo un Reddito mensile a babbo morto – che sa tanto di vecchia politica, uguale in tutto e per tutto al clientelismo del vecchio centrodestra e del vecchio centrosinistra con i precari. Le solite vergogne del clientelismo che hanno affossato il Sud e la Sicilia.

Foto tratta da L’Opinione della Sicilia







CATENO DE LUCA: MI PRENDO L'IMPEGNO DI STABILIZZARE I LAVORATORI FORESTALI. CI SONO LE SOLUZIONI E ANCHE LE RISORSE. QUESTA È LA TERRA, PURTROPPO, DOVE LA POLITICA PER RUBARE VOTI HA CREATO IN CONTINUAZIONE PRECARIATO ED È OVVIO CHE ORA BISOGNA AVERE LA FORZA E IL CORAGGIO DI CHIUDERLA QUESTA FASE. VIDEO



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Comizio di Leonforte del 18/09/2022. Video estrapolati dalla pagina Facebook di Cateno De Luca



ROGHI. DUE GROSSI INCENDI MINACCIANO PALAZZO ADRIANO, CANADAIR IN AZIONE

Canadair in azione (foto d'archivio)

Dal sito palermo.gds.it

19 Settembre 2022
Due grossi incendi sono divampati questa mattina nella zona di Palazzo Adriano. Un primo vasto rogo nella zona di Lago Gamma e una seconda a Rocca della Ferita. Stanno intervenendo due canadair e le squadre da terra antincendio della forestale e dei vigili del fuoco per cercare di proteggere le abitazioni e le aziende agricole.

© Riproduzione riservata





IL CANDIDATO ALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE DELLA LISTA DE LUCA SINDACO DI SICILIA, ISMAELE LA VARDERA: AMICI DELLA FORESTALE, CONOSCO TANTI DI VOI, LA VOSTRA È UNA DELLE CAUSE CHE MI STA A CUORE. TANTI VI HANNO PRESO IN GIRO, TANTE PROMESSE. NOI NON FAREMO PROMESSE, SAPPIAMO CHE SIETE UNA GRANDE RISORSA PER LA SICILIA E DA TALE DOVETE ESSERE TRATTATI, NON COME UN PESO MA COME UNA RISORSA. QUESTO È L'OBIETTIVO CHE CI PREFIGGIAMO
















LA MAGGIORANZA DEI LAVORATORI FORESTALI CON MANSIONE ANTINCENDIO BOSCHIVO ULTIMERANNO LE GIORNATE DI LEGGE (101 GIORNATE) ENTRO IL 25 SETTEMBRE E QUINDI NON SARÀ GARANTITA L’EFFICIENZA E L’EFFICACIA DEL SERVIZIO ANTINCENDIO BOSCHIVO. IL SIFUS SCRIVE A TUTTE LE PREFETTURE DELLA REGIONE SICILIANA

Ricevo e pubblico
dalla Segreteria regionale del Sifus Confali






INCENDIO DELLA PLAYA, LE ESPLOSIONI E LA TRAPPOLA DI FUOCO. LA PAURA. DURANTE L’EVACUAZIONE, GLI ABITANTI DELLA ZONA E GLI OPERATORI DEL CORPO FORESTALE HANNO RIPORTATO DI AVER SENTITO CINQUE ESPLOSIONI, ATTRIBUITE A BOMBOLE DI GAS RAGGIUNTE DALL’INCENDIO


Dal sito livesicilia.it

Come si è sviluppato il rogo che ieri ha inghiottito 35 ettari di terreno, a ridosso di villaggio Paradiso degli Aranci



CATANIA – Le fiamme fin dal primo pomeriggio sono state visibili da buona parte dell’hinterland etneo, facendo temere il peggio. Man mano che il pomeriggio è andato avanti e si è trasformato in sera, le notizie si sono fatte più precise: un grosso incendio si è scatenato nella zona sud della Playa di Catania, bruciando diversi ettari di canneti e sterpaglie e arrivando a minacciare il villaggio Paradiso degli Aranci e l’Oasi del Simeto. Un episodio che ha risvegliato la paura negli abitanti della zona, già colpita l’anno scorso dai roghi di villaggio Delfino. Diversi voli in arrivo su Fontanarossa sono stati dirottati a causa del fumo, e la sezione navale dei Vigili del fuoco ha inviato un gommone per una possibile evacuazione dal mare.

L’incendio, come si è sviluppato

Il primo focolaio è partito poco dopo pranzo tra il Fondo 41 e il villaggio Rainbow, e in poco tempo, a causa dei venti da sud, si è diffuso in tutta la zona circostante. L’intervento dei Vigili del Fuoco e del Corpo forestale, oltre che sullo spegnimento delle fiamme, si è concentrato sul contenimento del rogo, per evitare che aggredisse la zona industriale e i villaggi abitati.

Allo spegnimento delle fiamme, che bruciavano soprattutto sterpaglie e canneto, hanno contribuito anche tre elicotteri del Corpo forestale, uno dei Vigili del fuoco e un Canadair. I lanci, in totale più di cento, sono riusciti ad tenere sotto controllo le fiamme fino al tramonto, quando i mezzi aerei smettono di volare. L’intervento è stato concluso poi dalle squadre a terra, poco prima di mezzanotte.

La paura

Alcune villette sono state lambite dalle fiamme, al punto che è stato necessario evacuare l’intera zona. Durante l’evacuazione, gli abitanti della zona e gli operatori del Corpo forestale hanno riportato di aver sentito cinque esplosioni, attribuite a bombole di gas raggiunte dall’incendio.

Proprio a causa del fumo è stato necessario l’intervento di diversi operatori del 118, già presenti ieri pomeriggio nella zona.

Il bilancio e l’aeroporto

Alla fine della giornata, il bilancio è di diverse persone intossicate. Nell’incendio sono andati a fuoco circa 35 ettari di terreno.

L’incendio ha avuto un impatto anche su tutte le operazioni di volo dell’aeroporto Fontanarossa, la cui pista principale dopo le 16 ha iniziato ad avere disagi a causa del fumo degli incendi. Da quel momento diversi voli sono stati dirottati, con lo scalo che è tornato pienamente operativo intorno alle 18.
18 Settembre 2022