28 giugno 2021

“SIAMO STREMATI”: L’ALLARME PER GLI INCENDI DOLOSI VIDEO



Dal sito livesicilia.it

Gli incendi nei campi causano centinaia di migliaia di euro di danni. Possibile il coinvolgimento della criminalità.

CALTAGIRONE – A fuoco due mietitrebbie e intere coltivazioni di grano. Chi vuole investire in agricoltura ha sempre più paura e il territorio calatino, la cui vastità lo porta ad essere fra le 30 città più grandi d’Italia, è sempre più difficile da controllare. I timori, più che fondati, è che dietro questo fenomeno si nasconda la criminalità organizzata.


I danni

Perdite per centinaia di migliaia di euro in poco meno di 4 giorni. Questa la prima stima dei danni causati da ignoti a decine di ettari di terreni coltivati a grano e a due aziende agricole a cui sono state date alle fiamme due mietitrebbie, solo queste, del valore di più di centomila euro. Chi ha subito i danneggiamenti ha denunciato tutto alle autorità, nonostante è difficile, spesso, identificarne gli autori.

Le fiamme hanno distrutto più di 40 ettari di terreni coltivato a grano in una manciata di ore. A nulla è valso ogni tentativo di ridurre i danni, con il vento a favore e con il grano ormai pronto ad essere raccolto, le fiamme senza troppa difficoltà si sono fatte strada non lasciando nulla alle proprie spalle.


A guardia della terra

Gli agricoltori sono stremati, hanno paura e oltre al danno materiale soffrono anche quello psicologico: mesi e mesi di duro e faticoso lavoro distrutto per motivi che fino in fondo non riescono a comprendere. Raggiungiamo a qualche kilometro fuori da Caltagirone, Giuliana Buzzone, una giovane ragazza che da qualche anno ha voluto investire nel settore agricolo. E’ sola, seduta sotto un albero in mezzo al suo bel campo di “perciasacco” con una bottiglia d’acqua accanto, ormai divenuta calda e un cappellino in testa. Sorveglia il suo grano, si è sparsa la voce che nella zona appicchino incendi alle colture e non vuole che il suo vada irrimediabilmente distrutto.

“Sono una sorta di guardia per il fondo, il timore è che qualcuno possa distruggere tutti i miei sacrifici e che la mano che in questi giorni ha già fatto danni nella contrada possa indisturbata continuare il suo disegno distruttivo, siamo tutti allarmati, in zona chi può viene per sorvegliare la sua produzione”.

Dalle dieci della mattina alla sera è rimasta lì, manca poco alla raccolta e questo, ci dice, è il momento più delicato. “In città assistiamo a continui incendi, di diversa natura. E’ come se si potesse agire indisturbati, qualcosa non sta andando e i timori, crescono, non vedo l’ora di mietere e portare così al sicuro tutto il raccolto.”


“Qualcuno vuole ottenere questo: stancarci”

A pochi minuti d’auto da dove abbiamo incontrato Giuliana raggiungiamo l’azienda Lenato, che ha avviato un pastificio agricolo nel quale vengono usati i grani di loro produzione. A loro sono stati bruciati quasi 20 ettari di produzione. Il danno ammonta a decine di migliaia di euro oltre alla minor quantità di farine utilizzabili per la produzione di pasta. Gaetano Lenato uno dei soci dell’azienda ci racconta l’accaduto: “abbiamo visto le fiamme da lontano, siamo andati con i nostri mezzi per cercare di salvare il salvabile ma quando ci siamo resi conto che rischiavamo di compromettere anche i trattori ci siamo allontanati, abbiamo solo potuto guardare mentre il nostro lavoro andava in fumo” e aggiunge “non è la prima volta che ci accade come non è la prima volta che accade questo a Caltagirone. Se lo Stato trova tempo e ha una soluzione, venga da noi, lo aspettiamo. Abbiamo denunciato tutto ma questa situazione ci sta stancando e credo che qualcuno voglia proprio ottenere questo. Stancarci.”

Ad andare in fumo anche costosi mezzi agricoli che spesso si usano per fare lavori anche nelle proprietà altrui. Gli inquirenti setacciano ogni pista compresa quella per cui i danneggiamenti ai mezzi siano un messaggio chiaro a chi “sconfina”. Colpevoli solo di essere stati chiamati a prestare il proprio lavoro in zone ritenute “di propria esclusiva competenza” da qualche altro “terzocontista”. Spesso il lavoro nei fondi agricoli altrui si fa per pagare le rate del mezzo acquistato, per bilanciare e tenere in equilibrio i costi sostenuti e i guadagni che arrivano ma con lentezza.

C’è poi un’altra pista, non meno importante che seguono gli inquirenti e mai del tutto esclusa in questi anni per fatti simili accaduti a Caltagirone. L’ipotesi è che i “messaggi” a lasciare abbandonati i fondi agricoli provengano da anonimi allevatori che con i capi di bestiame, spesso non registrati, spadroneggiano lì dove, per distanza è lo Stato ad essersi isolato.
27 Giugno 2021






27 giugno 2021

L'ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA TONI SCILLA: ADESSO DOVREMO CONDURRE IN PORTO DUE LEGGI DI RIFORMA STRATEGICHE, QUELLA DEI CONSORZI DI BONIFICA E QUELLA CHE MIRA A RILANCIARE IL SETTORE FORESTALE



Dal sito www.regione.sicilia.it

Falcone, Messina e Scilla: il ruolo della Sicilia è al centro del Mediterraneo

26 Giugno 2021
La riforma del turismo, il miglioramento delle reti infrastrutturali, lo sviluppo di agricoltura e pesca quali tessuti produttivi ricchi di potenzialità. Sono i principali temi affrontati durante l'ultima sessione di lavoro dell'evento "Il governo della Regione. Tre anni di lavoro per la Sicilia", sul tema "La Sicilia piattaforma logistica e meta nel Mediterraneo".  Al dibattito, moderato da Elvira Terranova dell'AdnKronos, hanno partecipato gli assessori regionali alle Infrastrutture, Marco Falcone, all'Agricoltura, Toni Scilla, e al Turismo, Manlio Messina.

«Nel 2021 la Sicilia sarà la più grande stazione appaltante d'Italia, aggiudicherà gare per opere pubbliche per 3 miliardi di euro» ha detto l'assessore Falcone, delineando la geografia di tutti i lavori in corso o prossimi ad essere appaltati per il miglioramento della rete viaria e ferroviaria in Sicilia. E sulla costruzione di un collegamento stabile sullo Stretto di Messina ha aggiunto: 
«Ad oggi c'è un progetto per il ponte a campata unica sospesa che è stato approvato, su questo bisogna lavorare. Diversamente, se si cambia idea, se si parla di ponte a tre campate o di altro, dovremmo ripartire da zero. Chi sposa questa seconda ipotesi è contro il ponte».

I risultati raggiunti nei settori dell'agricoltura e della pesca hanno permesso di dare ossigeno all'economia dell'Isola. «Abbiamo avviato bandi, di cui sono già state pubblicate le graduatorie, per 195 milioni di euro – ha sottolineato Scilla – Adesso dovremo condurre in porto due leggi di riforma strategiche, quella dei consorzi di bonifica e quella che mira a rilanciare il settore dei forestali». L'ambito della pesca è fortemente penalizzato dai continui attacchi da parte della Libia e su questo l'assessore richiede interventi decisi da parte del governo nazionale e da Bruxelles. «La Sicilia ha una fortuna, quella di essere al centro del Mediterraneo, la porta di ingresso dei Paesi del Maghreb in Europa – ha aggiunto Scilla - ma dobbiamo fare in modo che questa posizione possa diventare occasione di sviluppo socio-economico, proprio a partire dalla pesca. Occorre mettere in moto iniziative diplomatiche per fare in modo che con accordi bilaterali si possa creare la cornice istituzionale per dare serenità all'attività della marineria siciliana».

Dopo la grave crisi causata dalla pandemia, occorre ripartire dal turismo. «Abbiamo messo in campo subito azioni concrete, come SeeSicily, un piano di promozione da 75 milioni di euro, ma anche tante iniziative di sostegno alle imprese del settore culturale – ha spiegato Messina – Stiamo portando avanti la riforma del turismo, ferma da cinquant'anni, che contiene le linee-guida per un settore strategico, stabilendo regole che possano contrastare l'abusivismo nel settore. La riforma è pronta, verrà mandata alle associazioni di categoria per poi lavorare alla stesura definitiva e approderà all'Ars». L'altro obiettivo fondamentale è la destagionalizzazione, a partire dagli sconti negli spostamenti da ottobre a maggio per chi vuole venire in Sicilia e dall'istituzionalizzazione di alcuni eventi di carattere internazionale, «come il Sicilia jazz festival a Palermo, il Bellini festival a Palermo e la fiera del turismo sportivo».

L'evento, in corso nell'ex chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo, è la prima delle tappe organizzate dal governo Musumeci per presentare a siciliani e istituzioni il lavoro svolto nei primi tre anni di mandato e gli obiettivi di fine legislatura.






SIFUS: I FORESTALI AL SECONDO APPUNTAMENTO CON LA STORIA. IL DDL N.1009 SUL TEMPO INDETERMINATO, MARTEDI 29 SARÀ ALL'ARS IN III COMMISSIONE ATTIVITÀ PRODUTTIVE. OLTRE ALLA POLITICA, DIPENDERÀ DALLA LOTTA CHE I FORESTALI SAPRANNO METTERE IN CAMPO. ANCORA ASPETTIAMO IL DDL DEL GOVERNO



Ricevo e pubblico
dal Segretario generale Sifus Generale Confali
Maurizio Grosso

SIFUS CONFALI - I FORESTALI SICILIANI AL SECONDO APPUNTAMENTO CON LA STORIA. IL DDL N.1009 SUL TEMPO INDETERMINATO, MARTEDI 29 SARÀ ALL'ARS IN III COMMISSIONE ATTIVITÀ PRODUTTIVE. ORA, OLTRE CHE DELLA CLASSE POLITICA, DIPENDERÀ DALLA LOTTA CHE I FORESTALI SAPRANNO METTERE IN CAMPO. ANCORA ASPETTIAMO IL DDL DEL GOVERNO.

Palermo 26 giugno 2021 -  È con grande soddisfazione che vi comunico a nome del SiFUS che il ddl 1009  da noi promosso ( mentre gli altri promuovono chiacchiere) e presentato all'ARS grazie alla collaborazione di ben 9 Deputati ( Galvagno, Figuccia, Lo Giudice, Barbagallo, Fava, Tamayo, Cannata, Amata, Ragusa) a cui se ne stanno aggiungendo tanti altri, è incardinato per martedì 29 giugno in terza commissione attività produttive. 
Il ddl 1009 prevede il superamento del precariato forestale  e quindi, il tempo indeterminato di 39 ore settimanali per tutti poiché fa sistema tra ambiente, territorio, patrimonio boschivo, turismi e lavoro.
E' la seconda volta che il Sifus porta in Parlamento una una proposta di legge che mira dritto, dritto alla stabilizzazione. La prima volta con il ddl 104 fummo capaci di farlo passare da ben 2 commissioni ma non avendo il sostegno convinto dei forestali, abbindolati da qui,qui,qua, abbiamo perso una grande opportunità!
Adesso non ci possiamo permettere più il lusso di perdere nonostante abbiamo contro sempre qui,qui,qua, la burocrazia e gran parte della classe politica.
Dobbiamo avere la forza di spingere nelle varie commissioni e all'ARS il ddl 1009 con la presenza in piazza dei forestali.
Martedì 29 giugno la presenza dei forestali non è necessaria poiché il ddl è stato appena incardinato, ma la settimana successiva, si.
Il Sifus, lunedì 28 giugno alle 18.00, riunirà il proprio gruppo dirigente per stabilire le future azioni di lotta e la data per una manifestazione a sostegno del ddl 1009 e per l'avviamento immediato di tutti i forestali siciliani al fine di ridurre al minimo il rischio di incendi.
Intanto, contattate tutti i parlamentari che nel periodo elettorale vengono a casa vostra a chiedervi il voto e ditegli che se non sosterranno il ddl 1009 è meglio che non si presentino!
Come vedete la proposta di legge che dovevano presentare l'assessore Scilla, qui,qui,qua, ecc, e che qualche imbecille millantava ancora, non esiste o e' ferma al palo.  Pertanto, il ddl 1009 è l' unico ddl presente all'ARS.
Voglio ringraziare per il primo tempo della partita che è stato vinto alla grande, tutto il gruppo dirigente del SiFUS, ma anche tutti lavoratori forestali che si sono riuniti in gruppi facebook per sostenerci ed appoggiarci oltre che, naturalmente, l'on. Vincenzo Figuccia che nei meandri del Palazzo dei Normanni con l' impegno e la determinazione  che lo contraddistingue, risolve tutto ciò che da fuori il SiFUS non riuscirebbe a smuovere.
Da martedì comincia il secondo tempo della partita che questa volta nell'interesse dei forestali siciliani, delle loro famiglie, del patrimonio boschivo e del territorio siciliano, abbiamo il dovere di vincere anche ai rigori!Il il Il Sifus c'è più forte e determinato che mai. W il SiFUS , W il tempo indeterminato!
Maurizio Grosso  - Segretario Generale Sifus Confali





INCENDI. L'ASSESSORE CORDARO HA RICORDATO: LA PREVENZIONE ATTRAVERSO IL 1515, LA SPERIMENTAZIONE DEI DRONI E LA RETE DI ACCORDI CON PROTEZIONE CIVILE, ANCI, DIPARTIMENTO AGRICOLTURA E CON LA GRANDE MANO CHE CI DANNO I VIGILI DEL FUOCO PER FARE UNA CAPILLARE AZIONE DI PREVENZIONE. VIDEO


Dal sito www.regione.sicilia.it

Cordaro, Baglieri e Samonà: sostenibilità e pianificazione per territorio, energia e beni culturali

26 Giugno 2021
Pianificazione territoriale improntata ai principi di rigenerazione e riuso, procedure trasparenti e accessibili in rete; il piano energetico regionale, il ciclo dei rifiuti che punta su differenziata e impianti pubblici, l’idrogeno come frontiera per il futuro; i beni culturali come risorse su cui si è avviata una seria programmazione, più fondi per Parchi archeologici e Musei con la chiara idea di puntare con forza sul “brand” Sicilia. 
 
Si è appena conclusa la seconda sessione di lavoro dell'evento "Il governo della Regione. Tre anni di lavoro per la Sicilia", sul tema "Sicilia per cultura e sostenibilità". Al dibattito, moderato dal giornalista dell'Agi Giuseppe Marinaro, hanno partecipato gli assessori regionali all'Energia, Daniela Baglieri, al Territorio e ambiente, Toto Cordaro, ai Beni culturali e all'identità siciliana, Alberto Samonà.
 
«Per la prima volta nella storia della Sicilia – ha detto l’assessore Cordaro - il governo Musumeci ha  puntato alla pianificazione ambientale, è stata istituita l’Autorità di bacino e grazie al Piano delle ispezioni per il triennio 2019-2021 abbiamo eliminato le infrazioni europee. Il demanio marittimo è una priorità del nostro governo, abbiamo attualizzato le concessioni e dalla regolarizzazione dei canoni pregressi sono entrati 13 milioni nelle casse regionali. Inoltre, abbiamo istituito il portale del demanio marittimo, primi in Italia». Cordaro ha anche insistito sulla nuova riforma urbanistica, «fondata sui principi del riuso e della rigenerazione. Abbiamo introdotto il Piano territoriale regionale e il sistema informativo territoriale regionale». Sul fronte dell’ambiente, l’assessore ha ribadito «l’istituzione di 217 zone speciali di conservazione e 131 interventi, per un totale di 151 milioni di euro, sulle aree naturali protette. Infine, la consegna del primo padiglione restaurato all’Istituto Roosevelt di Palermo, dove sorgerà il Centro di eccellenza per la sostenibilità Ambientale e la salute dell’uomo». Sul Corpo forestale e la lotta agli incendi Cordaro ha ricordato l’avvio «delle procedure per i concorsi, la mobilità interna con 100 nuove unità e 30 del parco dei Nebrodi, la prevenzione attraverso l’attivazione del numero 1515, la sperimentazione di mezzi come i droni e la rete di accordi con Protezione civile, Anci, dipartimento Sviluppo rurale e dipartimento Agricoltura. la grande mano che ci danno i vigili del fuoco per fare una capillare azione di prevenzione».
 
L’assessore Baglieri ha messo al centro le potenzialità della “frontiera dell’idrogeno” insieme con università e grandi player. «L’energia è un settore che offre grandi opportunità alla Sicilia – ha detto l’assessore – abbiamo già creato una rete di energy manager a supporto dei Comuni, puntiamo sul Pears il nuovo piano energetico regionale, per sfruttare appieno i 15 miliardi previsti dal Pnrr. Sul fronte dei rifiuti, abbiamo fatto grandi passi avanti negli ultimi tre anni sulla raccolta differenziata, passando dal 20 al 42 per cento. Abbiamo premiato i Comuni virtuosi e saremo al fianco delle Città metropolitane che hanno più difficoltà. Lavoriamo in accordo agli obiettivi europei, abbiamo già realizzato sei impianti pubblici, avviato il censimento delle discariche e presto procederemo a chiuderne molte fuori norma. I termovalorizzatori non sono la soluzione, come detto all’Assemblea regionale, ma un tassello del ciclo dei rifiuti e abbiamo avviato una procedura d'interesse in assoluta trasparenza. Infine – ha detto Baglieri - si è cercato di stimolare i piani d'ambito e il mio impegno è quello di cercare di fare ancora di più e ottimizzare tutti i processi per evitare che si verifichino emergenze e carenze idriche».
 
L’assessore Samonà ha invece ribadito come il governo Musumeci abbia puntato sulla «programmazione e sul coordinamento, uscendo da una logica dell’emergenza, in assoluta discontinuità con il passato. Abbiamo un indirizzo politico chiaro. Abbiamo avviato operazioni di rigenerazione in diverse città - ha detto l'assessore - puntiamo sull’autonomia dei Parchi archeologici e abbiamo messo al centro la cultura e i beni culturali anche come elemento di attrazione turistica e di sviluppo economico. L’autonomia dei Parchi archeologici – ha aggiunto Samonà - è fondamentale, stiamo vivendo e sostenendo una nuova “primavera” dell’archeologia, sono ripartiti moltissimi scavi, abbiamo appostato 20 milioni di euro sui Parchi archeologici e 22 sui musei. Questo vuol dire investire in politiche serie per valorizzare il brand Sicilia».
 
L'evento, in corso nell'ex chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo, è la prima delle tappe organizzate dal Governo Musumeci per presentare a siciliani e Istituzioni il lavoro svolto nei primi tre anni di mandato e gli obiettivi di fine legislatura.




L'intervista del Blog Sicilia







FAMIGLIA SI SMARRISCE NEI BOSCHI A BELMONTE MEZZAGNO, SALVATA DAI FORESTALI. È INTERVENUTA LA SQUADRA ‘VALLE GIORGIA’ LA PIÙ VICINA AL LUOGO SOMMARIAMENTE SEGNALATO DAI DISPERSI


Dal sito www.blogsicilia.it

L'INTERVENTO IN TEMPI BREVI

26/06/2021
Una famiglia catanese composta da marito moglie e tre bambini è stata soccorsa e salvata dagli uomini del corpo forestale. I cinque si erano smarriti nei boschi attorno a Belmonte Mezzagno. La loro auto era rimasta anche bloccata.

Hanno chiesto soccorso alla sala operativa della forestale. Non riuscivano più spostare la vettura e con il gran caldo stavano molto male. È intervenuta la squadra ‘Valle Giorgia’ la più vicina al luogo sommariamente segnalato dai dispersi.

I forestali, coordinati dal centro operativo, dopo oltre un’ora e non senza difficoltà sono riusciti a trovare i dispersi, soccorrendoli e rifocillandoli, contribuendo anche a liberare il mezzo, mettendoli quindi in condizione di riprendere il proprio viaggio.






300 ETTARI DI CAMPI DI GRANO BRUCIATI DAL FUOCO IERI E STANOTTE IN SICILIA: LA DENUNCIA DI GIUSEPPE LI ROSI (SIMENZA)


Dal sito www.inuovivespri.it

26 Giugno 2021
  • Degli incendi dei boschi si parla, degli incendi dei campi di grano, no. Perché prendono fuoco i campi di grano? Chi c’è dietro? 
  • L’incendio nella valle dell’Anapo e la Regione siciliana latitante
  • Visto che non se ne occupa nessuno, la Commissione Antimafia del Parlamento siciliano potrebbe puntare i riflettori sugli incendi dei campi di grano che ogni anno funestano la Sicilia nel silenzio generale
Degli incendi dei boschi si parla, degli incendi dei campi di grano, no. Perché prendono fuoco i campi di grano? Chi c’è dietro? 
Scrive Giuseppe Li Rosi su Facebook: “Oggi un incendio ha distrutto 300 ettari di grano e poi ha attaccato anche il bosco che ancora brucia. Perdite economiche ingenti per le famiglie degli agricoltori, profonda ferita alla macchia mediterranea, animali di ogni sorta carbonizzati. Ogni anno dobbiamo fare i conti con questo tipo di azioni e ogni anno le misure sono sempre le stesse che vanno a parare in forti somme spese per gli interventi aerei. Non è questo il modo di gestire la sicurezza di una terra e dei suoi abitanti”. Giuseppe Li Rosi è uno dei protagonisti di Simenza, esperienza importante nel mondo dell’agricoltura siciliana. Ed è un produttore di grano duro (per la precisione, di grani antichi). Nel post solleva un problema serio: gli incendi che, ogni anno, colpiscono i campi di grano in Sicilia e che passano sotto silenzio. 300 ettari di grano andati in fumo è una notizia: ma se cercate sulla rete – noi l’abbiamo fatto stamattina alle sei – non trovate nulla. Nei campi di grano che prendono fuoco non interviene nessuno: né il Corpo Forestale, né gli operai della Forestale, né la Protezione Civile, né i Vigili del Fuoco, né gli aerei antincendio. Particolare – la solitudine degli agricoltori che producono grano in Sicilia rispetto ai campi di grano che vanno a fuoco – che ci ha fatto notare qualche mese addietro Cosimo Gioia, produttore di grano duro nell’entroterra della nostra Isola. Perché prendono fuoco i campi di grano? In alcuni casi per vendetta, in altri casi perché con il caldo basta una piccola distrazione: magari chi, involontariamente, getta una cicca di sigaretta. Se quel giorno caldo e vento non danno tregua, è un disastro. Per l’agricoltore di turno è la perdita del lavoro di un anno. Se il fuoco viene preso in tempo l’agricoltore o gli agricoltori possono provare a circoscriverlo e a spegnerlo; ma se prende piede c’è poco da fare.

L’incendio nella valle dell’Anapo e la Regione siciliana latitante
In una Regione gestita bene dovrebbe esistere anche un servizio di prevenzione degli incendi dei campi di grano. Non è il caso della Regione siciliana, che non si occupa nemmeno di prevenite gli incendi nei boschi, figuriamoci nei campi di grano. L’altro ieri abbiamo chiesto a Maurizio Grosso, segretario generale del Sifus Confali – il sindacato che si batte per la stabilizzazione degli operai forestali – un commento sull’incendio che ha devastato la valle dell’Anapo. Ci ha risposto postando su Facebook la sua riflessione: “L’incendio dell’Anapo – ci dice Grosso – come tutti gli incendi boschivi che ci sono stati e ci saranno in terra di Sicilia hanno un solo responsabile: la Regione siciliana. Il governo di Nello Musumeci, non essendo stato in grado di programmare i lavori boschivi secondo le necessità del ciclo biologico della natura, agisce secondo le disponibilità della cassa di cui dispone. In quest’ottica, ad oggi, non è stata realizzata nemmeno una manciata di metri quadrati di viali parafuoco. Senza i viali parafuoco e, quindi, con le erbacce che invadono i boschi, che sono più alte e più vigorose delle stesso patrimonio boschivo, come pensano di fermare gli incendi con le alte temperature di questi giorni? Se a ciò si aggiunge che il Corpo Forestale opera con personale insufficiente, poiché i lavoratori mancanti non sono mai stati rimpiazzati, con un costo irrisorio, con i 78isti e poiché i mezzi che utilizzano sono superati della storia, visto che il Governo si impegna ad acquistare e regalare mezzi nuovi solo alla Protezione Civile, come si fa a fermare gli incendi? Forse qualche persone molto ‘intelligente’ è ancora convinto che il fuoco si blocca dal cielo come sosteneva ex assessore del PD, Antonello Cracolici? Purtroppo, anche per quest’anno, per responsabilità oggettiva del governo Musumeci, ad oggi, è possibile solo ridurre al minimo i rischi degli incendi ma non si possono fermare, poiché non è un problema di ordine pubblico ma di manutenzione programmata. Per ridurre i rischi di incendi bisogna inviare nei boschi immediatamente tutti i lavoratori forestali in forza al comparto, compresi i 78 isti (oltre 151isti e 101isti), in maniera da realizzare il 100x 100 dei viali parafuoco (nel 2020 ne furono realizzati solo il 45% , ossia, il massimo degli ultimi 15 anni) e presidiare i boschi. Naturalmente, bisognerebbe inoltre, rimpinguare gli addetti antincendio e dotarli di mezzi all’altezza della sfida”.

Visto che non se ne occupa nessuno, la Commissione Antimafia del Parlamento siciliano potrebbe puntare i riflettori sugli incendi dei campi di grano che ogni anno funestano la Sicilia nel silenzio generale
Nessuna programmazione per prevenire gli incendi nei boschi della Sicilia. E nessuna protezione, contro il fuoco, nei campi di grano della nostra Isola. E se i secondi – i boschi – possono usufruire degli ormai immancabili aerei anfibi e degli articoli sui giornali, i campi di grano che vanno a fuoco e gli agricoltori che subiscono i danni vengono invece abbandonati da tutti. “Ogni anno – scrive Li Rosi – dobbiamo fare i conti con questo tipo di azioni e ogni anno le misure sono sempre le stesse che vanno a parare in forti somme spese per gli interventi aerei. Non è questo il modo di gestire la sicurezza di una terra e dei suoi abitanti”. Noi vogliamo lanciare una modesta proposta al presidente della Commissione Antimafia del Parlamento siciliano, Caudio Fava. Chieda i dati ufficiali – a partire dal 2013 – della spesa sostenuta dalla Regione siciliana per pagare gli aerei anfibi chiamati a spegnere gli incendi nei boschi della Sicilia. Con riferimento ai fondi regionali e ai fondi europei, perché a noi risulta che vengono utilizzati anche fondi europei. A noi risulta, ad esempio, che un aereo anfibio costa 14 mila euro all’ora. E’ importante conoscere il dato esatto: il costo dei mezzi aerei che la Regione ha eventualmente acquistato e i fondi spesi ogni anno per gli interventi degli aerei gestiti da privati. Magari riusciamo finalmente a capire quanti ettari di boschi siciliani sono andati in fumo dal 2013 ad oggi e quanto, contestualmente, ha speso la Regione per i mezzi aerei nello stesso arco di tempo. E se è più conveniente, alla luce dei risultati continuare con i mezzi aerei o tenere gli operai della Forestale nelle aree verdi. E visto che non se ne occupa nessuno, il presidente dell’Antimafia siciliana potrebbe anche provare a fare luce sugli incendi dei campi di grano, che sono un vero e proprio buco nero. C’entra la mafia con gli incendi dei campi di grano? E’ quello che sarebbe interessante capire.






SICILIA: MUSUMECI, CHI SEMINA RACCOGLIE I FRUTTI, MI RICANDIDO

Sicilia: Musumeci, mi ricandido
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Dal sito www.ansa.it

Abbiamo sputato sangue e noi non siamo così generosi con altri

(ANSA) - CATANIA, 26 GIU - "Io non conoscevo la realtà del governo regionale, ero stato cinque anni all'opposizione. Quando mi hanno detto che sarei stato candidato mi sono dimesso subito da presidente della commissione Antimafia regionale.

A Palazzo d'Orleans ho trovato una regione devastata. Ho dovuto scalare le rocce con i miei assessori". Lo ha detto il governatore Nello Musumeci alla kermesse allo Spasimo di Palermo parlando della sua decisione di ricandidarsi.
"Abbiamo trovato cinque anni di macerie - ha aggiunto - un anno e mezzo di blocco per il Covid inseguendo la pandemia. Abbiamo seminato tantissimo in questi tre anni e mezzo e lo faremo ancora. Ma abbiamo ancora il diritto di raccogliere. Lo dice la legge del contadino: chi semina raccoglie. Non siamo così generosi di avere sputato sangue tanti anni e di fare raccogliere i frutti al primo che arriva in doppio petto" (ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Fonte: www.ansa.it





CALDO E INCENDI: BRUCIA MEZZA SICILIA, TEMPERATURE ANCORA ALTE NEI PROSSIMI GIORNI


Dal sito gds.it

26 Giugno 2021
Caldo soffocante e incendi in mezza Sicilia. I roghi maggiori nella parte orientale dell’Isola, ma, come riporta Giuseppe Leone in un articolo del Giornale di Sicilia in edicola, anche in provincia di Palermo e nel Trapanese si iniziano a contare i danni dei roghi. In provincia di Palermo i vigili del fuoco sono dovuti intervenire ieri per un incendio divampato nella zona dell’autostrada per Mazara del Vallo, allo svincolo di Terrasini, e che ha creato qualche disagio alla circolazione.

A due giorni da un primo rogo, ancora fiamme sulla pineta di Valderice, in provincia di Trapani. Cambiando provincia non cambia lo scenario: a fuoco ettari della riserva Ciane-Saline, a Siracusa e un vasto incendio ha colpito anche l’area montana iblea, nel Ragusano, dove in ventiquattro ore sono andati in fumo 500 ettari di bosco e di fondi agrari e distrutti 400 alberi. Nella morsa degli incendi anche il Messinese con decine di roghi che da due giorni si propagano su diversi fronti. Sulle colline di Sant’Alessio Siculo giovedì sera si è temuto il peggio, per un violento incendio provocato da un fulmine che ha minacciato un villaggio vacanze. La scarica elettrica ha colpito alberi e vegetazione, provocando in poco tempo diversi focolai.

E la situazione meteo non migliorerà nei prossimi giorni. In un'intervista di Anna Cane sul Giornale di Sicilia in edicola, il meteorologo Francesco Cimbelli, che fa parte del team di esperti di CentroMeteoItaliano.it, ha confermato che "in questo weekend, vi sarà una lieve attenuazione del caldo ma non si potrà parlare di una vera rinfrescata. Da domenica e con l’inizio della prossima settimana le temperature dovrebbero tornare a salire nuovamente in tutto il Sud Italia, per una nuova rimonta dell’anticiclone africano e vi sarà un nuovo picco".

L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it





TRAPANI, VIDEOCONFERENZA IN PREFETTURA SULLE STRATEGIE DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI BOSCHIVI


Dal sito www.tp24.it

26/06/2021
Il 23 giugno scorso si è svolta una viodeoconferenza in Prefettura, presieduta dal Prefetto Filippina Cocuzza, per verificare le iniziative già intraprese dai Sindaci nell’ambito delle strategie di prevenzione degli incendi boschivi e di interfaccia.

Alla riunione hanno partecipato, fra gli altri, i Sindaci e i Commissari Straordinari dei Comuni della provincia, i rappresentanti del Libero Consorzio Comunale, del Corpo Forestale, dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’Ordine e di tutti gli Enti deputati al contrasto del fenomeno. Nell’occasione, il Prefetto ha richiamato nuovamente l’attenzione dei Sindaci, nella veste di autorità locali di protezione civile, al costante ed attento controllo del territorio, anche alla luce dei recenti episodi di incendio che hanno interessato il territorio di questa provincia.

All’incontro ha partecipato anche il Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco della Sicilia, l’Ing. Gaetano Vallefuoco, che, unitamente al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Trapani, Ing. Salvatore Tafaro, ha assicurato la massima collaborazione in merito al contrasto del fenomeno dei roghi boschivi e di interfaccia.

Con l’occasione, è stata ufficializzata la sottoscrizione della Convenzione tra il Ministero dell’Interno– Dipartimento dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile, la Regione Siciliana, il Comune di Favignana, il Corpo Nazionale dei vigili del fuoco e il Corpo Forestale della Regione Siciliana, per l’attuazione di un presidio stagionale dei Vigili del Fuoco nell’Isola di Favignana, al fine di garantire la sicurezza del relativo territorio nel periodo estivo, caratterizzato da una maggiore presenza turistica e, contestualmente da condizioni ambientali tali da ingenerare un incremento significativo del rischio per la popolazione per i beni e per l’ambiente. A tal fine, il Comune di Favignana metterà a disposizione appositi locali e la Regione Siciliana finanzierà gli oneri inerenti tale servizio, fornito dal personale del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco.

Altro argomento affrontato nel corso della riunione è stato quello della regolamentazione, con apposite ordinanze sindacali, della cosiddetta “movida”, la cui ripresa ha già interessato diversi Comuni della provincia imponendo, pertanto, mirati servizi di controllo finalizzati a verificare la puntuale osservanza delle ordinanza stesse, nonché l’attivazione delle necessarie misure anti-covid.

Per sopperire alla cronica carenza di agenti delle Polizie Municipali, rappresentata dai Sindaci, il Prefetto ha proposto ai rappresentanti delle Amministrazioni Locali la sottoscrizione di un apposito “Accordo di collaborazione”, allo scopo di promuovere una soluzione strutturale di reciproco ausilio tra i Corpi delle Polizie Locali, tale da consentire la possibilità di fare fronte alle esigenze del territorio, con particolare riguardo alle problematiche stagionali o agli eventi straordinari.

Fonte: www.tp24.it





26 giugno 2021

ECCO GLI INCENDI! SECONDO UN OPERAIO DELLA FORESTALE QUESTO NON DOVREBBE ACCADERE IN UNA REGIONE CHE HA OLTRE VENTIMILA OPERAI FORESTALI. QUESTA È UNA VERGOGNA CREATA DA UN GOVERNO INCOMPETENTE, INCAPACE E DISINTERESSATO DI FARE UNA PROGRAMMAZIONE ANTINCENDIO CON I PARAFUOCO IN TEMPO UTILE


Dal sito reteiblea.it

E ora tocca agli incendi. Il grande caldo porta immediatamente a queste conseguenze . Ieri sera in zone non accessibili. Per tutta la notte squadre vigili del fuoco e forestale hanno lavorato salvaguardando masserie. Alle prime luci dell’alba giá stanno intervenendo mezzi aerei. Ma non solo In Contrada Casasia tra Chiaramonte Gulfi e Monterosso Almo a dalle parti di Acate si sta consumando l’ennesima tragedia dove c’è un enorme incendio che farà lavorare tantissimi Vigili del Fuoco e personale della Forestale. Molte volte però sono azioni dolose , vili, perché così facendo si distruggono ettari di verde, di piantagioni insomma di vita. Secondo un operaio della forestale questo non dovrebbe accadere in una regione che ha oltre ventimila operai forestali, la metà di tutta Italia, uno ogni diciassette ettari di bosco. Questa è una vergogna creata da un governo incompetente, incapace e disinteressato di fare una programmazione antincendio con i viali parafuoco come si deve, in tempo utile nei mesi di Aprile e Maggio con una degna prevenzione adeguata e ora la Sicilia sta andando in fumo per le tante sterpaglie in giro facilmente infiammabili.
25 Giugno 2021

Fonte: reteiblea.it





LUISELLA LIONTI, UIL: “SIRACUSA, RAGUSA E GELA LUOGHI-SIMBOLO DELL’ITALIA CHE VUOLE RIPARTIRE. PRESENTI ALLA GRANDE MANIFESTAZIONE SINDACALE DI BARI PER FARE SENTIRE LA VOCE DI QUESTI TERRITORI”





Ricevo e pubblico
dalla Uil Siracusa - Ragusa - Gela

“Siracusa, Ragusa, Gela sono luoghi-simbolo di questa Italia da dove si può, si deve, ripartire insieme. Il petrolchimico, ad esempio, è la cartina di tornasole della voglia di procedere davvero con il Recovery Plan in una transizione ecologica capace di tutelare occupazione e ambiente. Così come la definitiva e convinta valorizzazione del turismo sostenibile rappresenta una scommessa vitale per questo territorio, per la Sicilia, per il Paese. Ecco perché domani a Bari daremo voce a timori e aspettative del nostro territorio nel corso della grande manifestazione unitaria che verrà conclusa dal nostro leader nazionale, Pierpaolo Bombardieri”. Lo afferma Luisella Lionti, segretaria organizzativa della Uil Sicilia con delega all’Area Vasta Palermo-Siracusa-Ragusa-Gela, oggi nel capoluogo pugliese per l’iniziativa sindacale “Ripartiamo insieme. Con il lavoro, la coesione e la giustizia sociale per l’Italia di domani”.



 Per Luisella Lionti, una ragione su tutte nella presenza alla manifestazione: “Innanzitutto partecipo in rappresentanza delle donne di Siracusa, Ragusa e Gela come di tutta la Sicilia che oggi sono in ansia per le proprie famiglie a causa di una raffica di licenziamenti in arrivo, dopo essere state ieri in sofferenza per aver dovuto sostituirsi durante la pandemia a un welfare assente”. La segretaria Uil ricorda le proposte avanzate dalla Uil con Cgil e Cisl per una “riforma giusta” degli ammortizzatori sociali e del sistema pensionistico, per la “governance partecipata” del Piano di Ripresa e Resilienza con particolare attenzione verso il Mezzogiorno, per assicurare “l’effettivo rispetto alla Salute e alla Qualità della Vita in primo luogo in favore dei non autosufficienti”. Luisella Lionti conclude ricordando “le troppe opportunità che ci sono state negate, a cominciare dalle infrastrutture, e che ora vanno restituite ai nostri territori impiegando ogni risorsa disponibile. I fondi già disponibili e quelli in arrivo”.





IL GOVERNO DELLA REGIONE: "TRE ANNI DI LAVORO PER LA SICILIA". L'ASSESSORE AL TERRITORIO E AMBIENTE, ALLE PRESE CON IL RILANCIO DI UN NUOVO AMBIENTALISMO MENO IDEOLOGICO E RIFORMATORE. L'ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA, IMPEGNATO NEL CONDURRE IN PORTO RIFORME STRUTTURALI


Dal sito pti.regione.sicilia.it

25 Giugno 2021
Domani, sabato, dalle 10,30 alle 19, si terrà la prima delle tappe organizzate per presentare ai siciliani e alle Istituzioni del territorio il lavoro svolto dal governo Musumeci nei primi tre anni di mandato e gli obiettivi di fine legislatura.
Nella centrale ex chiesa di Santa Maria dello Spasimo, luogo simbolo del riscatto culturale di Palermo, il primo evento: prevede quattro sessioni di lavoro che vedranno protagonisti gli assessori regionali e, in conclusione, l'intervento-intervista del presidente della Regione.

Si comincia con "La Sicilia per le imprese, con una nuova burocrazia motivata e competente", con l'intervento del vicepresidente ed assessore all'Economia, Gaetano Armao, curatore dei recenti ed importanti accordi con lo Stato in materia finanziaria, l'assessore alla Funzione pubblica ed alle Autonomie locali, Marco Zambuto, a lavoro sulla riforma della Pubblica amministrazione regionale, l'assessore alle Attività produttive, Mimmo Turano, impegnato nel rilancio delle zone industriali e dei sostegni alle imprese. A seguire, la seconda sessione sarà dedicata alla "Sicilia per cultura e sostenibilità" e vedrà gli interventi dell'assessore regionale all'Energia, Daniela Baglieri, impegnata sul fronte dello strategico progetto dell'hub per l'idrogeno e da ultimo sul riordino del ciclo dei rifiuti, dell'assessore al Territorio e ambiente, Toto Cordaro, alle prese con il rilancio di un nuovo ambientalismo meno ideologico e riformatore nella legislazione regionale, dell'assessore ai Beni culturali e all'identità siciliana, Alberto Samonà, alla guida di una primavera degli scavi archeologici ed al rilancio dei siti in un contesto nazionale ed internazionale.

Nel pomeriggio, con inizio alle 15.30, focus su "La Sicilia per le famiglie ed i giovani", con l'assessore all'Istruzione Roberto Lagalla, protagonista di una nuova stagione di dialogo tra la formazione professionale e quella universitaria con al centro il diritto allo studio, l'assessore alla Salute, Ruggero Razza, al lavoro nel rilancio della sanità siciliana in chiave di costruzione di poli clinici e di ricerca, l'assessore alla Famiglia, Antonio Scavone, attore principale della integrazione sociale e del rilancio delle politiche attive del lavoro. Ultima sessione, a seguire, "La Sicilia piattaforma logistica e meta nel Mediterraneo", vedrà protagonisti l'assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, cui si devono gli importanti risultati di crescita negli appalti e nelle opere pubbliche strategiche, l'assessore all'Agricoltura, Toni Scilla, impegnato nel condurre in porto riforme strutturali e nel rilanciare gli strumenti di sostegno alle imprese agricole e della pesca, e l'assessore al Turismo, Manlio Messina, al centro dei progetti di marketing territoriale e di promozione del brand Sicilia nel mondo, con una crescita di attenzione esponenziale verso i luoghi della nostra Terra. Alle 17.30 la giornata si concluderà con l'intervista al presidente della Regione, Nello Musumeci. «Inizia con questo evento - evidenzia il governatore - la fase del racconto del lavoro svolto. Tante volte, anche a ragione, molti nostri concittadini mi hanno chiesto quale fosse lo stato di avanzamento del nostro programma e quali obiettivi amministrativi fossero stati raggiunti o ancora in cantiere. Ecco perché abbiamo pensato ad una serie di incontri durante i quali, assieme ai colleghi del governo regionale, che ringrazio, si possa illustrare pubblicamente l'impegno profuso in questi anni, pur tra mille difficoltà».






SIFUS CONFALI: GLI INCENDI BOSCHIVI CHE STANNO INVESTENDO LA SICILIA NON AVVENGONO PER COLPA DEL FATO MA PER RESPONSABILITÀ OGGETTIVE DEL GOVERNO MUSUMECI. MANDATE SUBITO TUTTI I FORESTALI IN CAMPO ED ACQUISTATE I MEZZI ALL'ALTEZZA DELLA SFIDA DA AFFIDARE AL SETTORE ANTINCENDIO


Ricevo e pubblico
dal Segretario Generale del Sifus
Maurizio Grosso

Palermo 25-06-2021 - L'incendio dell'Anapo come tutti gli incendi boschivi che sono registrati n precedenza e purtroppo,  quelli che ci saranno in terra di Sicilia , hanno un solo responsabile: la regione siciliana. Il Governo Musumeci non essendo stato in grado di programmare i lavori boschivi secondo le necessità del ciclo biologico della natura agisce  secondo le disponibilità economiche delle  casse di cui dispone. In quest'ottica ad oggi, non sono stati realizzati nemmeno una manciata di metri quadrati di viali parafuoco. Senza i viali parafuoco e quindi con le erbacce circostanti  i boschi più alte e vigorose delle stesso patrimonio boschivo, come si fermano gli incendi a maggior ragione  davanti le temperature di questi giorni? Se a ciò si aggiunge che gli addetti antincendio sono con personale insufficiente poiche' i lavoratori mancanti non sono mai stati rimpinguati ( a costo irrisorio con i 78isti )e i mezzi che utilizzano sono superati della storia poiché ci si impegna solo ad acquistare e regalare mezzi nuovi solo alla protezione civile, come si fa' a fermare gli incendi? Forse qualche imbecille e' ancora convinto che il fuoco si blocca dal cielo come sosteneva ex assessore pd Cracolici?
Purtroppo, anche per quest'anno, per responsabilità oggettive del Governo Musumeci, ad oggi, è possibile solo ridurre al minimo i rischi pro incendi ma non di possono fermare poiché  non è un problema di ordine pubblico ma di manutenzione non programmata.
Per ridurre i rischi di incendi bisogna inviare nei boschi, immediatamente,tutti i lavoratori forestali in forza al comparto, compresi i 78 isti (oltre 151isti e 101isti), in maniera da realizzare il 100x 100 dei viali parafuoco ( nel 2020 ne furono realizzati solo il 45% , ossia, il massimo degli ultimi 15 anni) e presidiare i boschi. Naturalmente, bisognerebbe inoltre, rimpinguare gli addetti antincendio e dotarli di mezzi all'altezza della sfida.
Maurizio Grosso Segretario Generale Sifus Confali






IL RACCONTO VIDEO DALL'INFERNO DI FIAMME CHE HANNO DISTRUTTO BOSCO E ALCUNE AZIENDE AGRICOLE


Dal sito www.ragusaoggi.it

25 Giugno 2021
Un inferno di fiamme ha danneggiato interi ettari di bosco che si trova in un territorio al fine tra i Comuni di Chiaramonte Gulfi e Monterosso Almo. Il vento ha favorito la diffusione delle fiamme e nel pomeriggio le squadre dei soccorsi della Forestale hanno provato ad arginare le fiamme coadiuvati anche dalle squadre dei Vigili del Fuoco e da un canadair. Danni ingenti che hanno devastato parte del bosco su monte Casasia, ma anche alcune porzioni di aziende agricole e qualche casa rurale di villeggiatura presente a Piano Mondello, adiacente a Piano dell’Acqua, nel territorio di Chiaramonte Gulfi. In serata, come ha raccontato in diretta la giornalista Irene Savasta sulla pagina social di Ragusaoggi, si è atteso l’arrivo delle squadre aggiuntive dei vigili del fuoco mentre la forestale si era fermata al calare della sera perchè, non si sa da chi, c’era stato l’ordine per i forestali di fermarsi perche’ non si puo’ operare di notte. Sul posto il sindaco di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri, che ha effettuato sopralluogo e, sbattuti i pugni sul tavolo, ha ottenuto che gli operai della forestale tornassero ad operare per arginare le fiamme e salvare il salvabile. Secondo una primissima stima sarebbero andati a fuoco circa 300 ettari di fiamme. Quello che vi proponiamo è il video racconto, tappa dopo tappa, fatto in diretta dalla giornalista Irene Savasta, passando dai momenti più terribili a quelli meno gravi grazie proprio alla sinergia tra i soccorsi. 

GUARDA IL RACCONTO VIDEO REALIZZATO IN SEQUENZA SULLA NOSTRA PAGINA SOCIAL

















PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE. COME LA COMMISSIONE EUROPEA SI PREPARA ALLA STAGIONE DEGLI INCENDI BOSCHIVI



Dal sito www.linkiesta.it

Riccardo Liguori - 22 Giugno 2021
Una flotta europea di 11 aerei e 6 elicotteri, oltre a una serie di orientamenti per spingere gli Stati membri a rafforzare le misure nazionale contro gli incendi.

È la strategia con cui la Commissione europea intende scongiurare una delle emergenze internazionali a più rapida espansione. Un problema che non riguarda solo Amazzonia, California, Australia o Siberia ma anche il Vecchio Continente. Soprattutto la parte meridionale, quindi l’area che riguarda Spagna, Francia, Italia e Grecia, dove a causa delle condizioni meteorologiche si concentra l’85% delle terre arse dal fuoco.

Secondo la Commissione il rischio di incendi boschivi nell’attuale stagione estiva sarà superiore alla media. Stesso discorso per le temperature da giugno a settembre, previste più alte del solito nella regione mediterranea. I prossimi mesi potrebbero inoltre riscontare meno precipitazioni, soprattutto nell’Europa centrale e in molte zone del Mediterraneo. Tutto questo predispone le condizioni ideali per il divampare del problema nelle aree a rischio incendio ma anche in quelle solitamente meno coinvolte da questa emergenza.

Il ruolo di rescEU 

L’azione di prevenzione attivata da Bruxelles rientra nel piano rescEU. Aggiornamento del meccanismo di protezione civile comunitario, è stato introdotto nel 2019 per rafforzare la gestione continentale del rischio di catastrofi. Ha dunque l’obiettivo di potenziare la protezione dei cittadini dai disastri e la gestione dei rischi emergenti. In questo senso, con rescEU la Commissione ha istituito una nuova riserva europea di risorse (la cosiddetta riserva rescEU) che comprende la flotta di aerei ed elicotteri antincendio, aerei per l’evacuazione medica, ma anche una scorta di attrezzature mediche e ospedali da campo in grado di rispondere alle emergenze sanitarie, così come a incidenti chimici, biologici, radiologici e nucleari.

Come ha spiegato il Commissario per la gestione delle crisi Janez Lenarčič: «Ogni anno gli incendi boschivi rappresentano un grave rischio di catastrofe per tutta l’Europa. La stagione degli incendi è intensa, lunga e le aree a rischio di incendio si stanno espandendo verso nord. In vista della stagione degli incendi boschivi di quest’anno, dobbiamo fare tutto il necessario per ridurre l’impatto degli incendi. La nostra flotta rescEU può essere prontamente schierata in qualsiasi momento durante questa stagione degli incendi boschivi. La flotta è posizionata strategicamente in Croazia, Francia, Grecia, Italia, Spagna e Svezia, e vorrei ringraziare questi Paesi per la loro grande cooperazione. Lavorando a stretto contatto a tutti i livelli, anche attraverso il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze europee e con l’Ueo, l’Unione sarà in grado di prevenire, preparare e rispondere agli incendi boschivi, sia quest’anno che in futuro».

 «Gli incendi sono una minaccia crescente per le foreste, che ospitano l’80% di tutte le piante e animali conosciuti sulla Terra – ha spiegato il commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca Virginijus Sinkevičius – I nuovi orientamenti della Commissione illustrano le misure di prevenzione basate sul buon governo, su una corretta pianificazione, su un’efficace gestione delle foreste e sulle fonti di finanziamento dell’Unione. Gli investimenti nella prevenzione sono fondamentali. Allo stesso tempo, dobbiamo essere sicuri di avere la capacità di reagire quando scoppiano gli incendi. È qui che il Centro di coordinamento e risposta alle emergenze dell’Ue svolge un ruolo chiave».

La flotta europea e le nuove linee guida

La flotta antincendio continentale rinnovata nel 2021 è costituita da veivoli provenienti da sei Stati membri, pronti ad essere dispiegati in altri Paesi in caso di necessità.

Sarà composta da 2 aerei antincendio dalla Croazia, 2 dalla Grecia, 2 dall’Italia, 2 aerei dalla Spagna e da 6 elicotteri antincendio dalla Svezia. A questi si aggiungono uno francese e due aerei antincendio svedesi che fanno parte della flotta del europea a lungo termine.

Per quanto riguarda invece i nuovi orientamenti sulla prevenzione degli incendi boschivi, si tratta di strumenti che faciliteranno una migliore comprensione della prevenzione degli incendi boschivi terrestri e l’attivazione di risposte efficaci. I servizi e gli strumenti di monitoraggio nazionali ed europei, come il sistema europeo di informazione sugli incendi forestali (EFFIS), forniscono una panoramica dei dati europei provenienti dai programmi nazionali sugli incendi boschivi, grazie anche a incontri periodici tra gli Stati membri e gli Stati partecipanti al meccanismo di protezione civile dell’Ue, durante la stagione estivam che serviranno a scambiare informazioni sullo stato di preparazione e sui rischi.

Inoltre, alle nuove linee guida sulla prevenzione degli incendi boschivi terrestri si aggiungono l’imminente nuova strategia forestale, la nuova strategia per la biodiversità, che riconosce l’importanza degli incendi e di altre catastrofi naturali e propone obiettivi di ripristino per aumentare la resilienza degli ecosistemi del continente così come il sistema di informazione forestale del per l’Europa (FISE), che raccoglie tutte le informazioni sulle foreste europee. Infine, il servizio di mappatura satellitare di emergenza dell’Ue Copernicus integrerà le operazioni antincendio fornendo informazioni dettagliate dallo spazio.

Fonte: www.linkiesta.it




25 giugno 2021

INCENDI: CAMPOBELLO DI MAZARA, FIAMME NELL'AREA ARCHEOLOGICA DELLE CAVE DI CUSA NON È ESCLUSA LA MATRICE DOLOSA

RIPRODUZIONE RISERVATA

Dal sito www.ansa.it

(ANSA) - CAMPOBELLO DI MAZARA, 24 GIU - Fiamme nell'Area archeologica delle Cave di Cusa a Campobello di Mazara, nel Trapanese. Stamattina il direttore artistico della rassegna 'Sicilia Parra' Piero Indelicato, durante un sopralluogo tecnico, ha trovato l'area ricolma di cenere nera.

Le fiamme - non è esclusa la matrice dolosa - si sono sviluppate nella notte tra le sterpaglie dentro l'Area archeologica, lambendo i rocchi di cusa del cantiere dell'antica città di Selinunte. Il fuoco si è spento da solo. L'Area è di competenza del Parco archeologico di Selinunte e durante il giorno viene presidiata da alcuni custodi che effettuano controlli periodici. La zona non era stata ancora ripulita dalle sterpaglie. (ANSA).

Fonte: www.ansa.it





INCENDI SICILIA, STERPAGLIE IN FIAMME AD AGRIGENTO: MUORE ANTONINO MANTISI, 77 ANNI



Dal sito newsicilia.it

24 Giugno 2021
AGRIGENTO – Sono momenti di tensione quelli che si stanno vivendo ad Agrigento, dove è stato trovato il corpo senza vita di un anziano.

Il tragico ritrovamento è avvenuto nella tarda mattinata di oggi in contrada Borsellino, nei presi del noto quartiere di Montaperto, nel Comune di Agrigento. A esser purtroppo trovato senza vita dai vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento è Antonino Mantisi, 77 anni.

I pompieri erano intervenuti sul luogo del ritrovamento a seguito di una segnalazione relativa alla presenza di un rogo di sterpaglie. I vigili del fuoco, quindi, dopo esser arrivati sul posto e aver fatto una perlustrazione della zona hanno trovato il cadavere del 77enne, che si trovava nei pressi dell’abitazione dell’uomo.

Dopo il ritrovamento immediato, quindi, l’arrivo del personale sanitario del 118, che non ha potuto far altro che constatare il decesso e gli agenti della polizia di Stato della questura di Agrigento. I poliziotti, dopo aver fatto i rilievi del caso, hanno avviato le indagini.

Rimane al momento sconosciuta la dinamica dell’incendio e della morte dell’anziano. Da una prima ricostruzione però pare che il 77enne sia deceduto nel tentativo di domare le fiamme, venendo poi aggredito dalle stesse. Ancora sconosciuta anche la causa dell’incendio.

Immagine di repertorio






MARCELLO PACIFICO ELETTO PRESIDENTE DELL’ACCADEMIA EUROPA PER I PROSSIMI 4 ANNI DAL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA CESI. NEL SUO INTERVENTO ALLA VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA: TUTTI I LAVORATORI PRECARI EUROPEI, DEL PUBBLICO E PRIVATO DOPO 36 MESI DEVONO ESSERE STABILIZZATI


Dal sito www.orizzontescuola.it

24 Giugno 2021
Marcello Pacifico eletto presidente dell’Accademia Europa per i prossimi 4 anni dal Consiglio direttivo della Cesi. Pacifico, presidente nazionale Anief e presidente dell’Accademia Europa: “Molti i progetti con la Cesi, che riguardano anche i lavoratori. Ma non ci fermiamo qui, siamo pronti ad ampliare all’interno delle nostre Commissioni di lavoro i progetti per mettere i lavoratori al centro dell’idea di Europa più giusta, equa e solidale. Ci vogliono cultura e determinazione alla base delle nostre azioni, grazie per la fiducia e procediamo in questa direzione”.

La Conferenza è stata organizzata dalla Confederazione Europea dei Sindacati Indipendenti CESI e co-finanziata dall’Unione; ha visto la partecipazione di tutti i maggiori esponenti e rappresentanti dei sindacati membri europei.

Dopo uno degli anni più difficili per l’Europa e per il mondo intero, l’Unione Europea lancia una serie di dibattiti e discussioni guidati dai cittadini sul nostro futuro. La Conferenza sul futuro dell’Europa (COFOE) è un importante passo che mira a offrire un forum digitale nuovo, pubblico, aperto e inclusivo, che consentirà ai cittadini e alle organizzazioni di essere coinvolti nel plasmare il futuro dell’Unione. Entro la primavera del 2022 la Conferenza dovrebbe giungere a conclusioni e fornire indicazioni sui prossimi passi.

Secondo un recente sondaggio Eurobarometer condotto congiuntamente dalla Commissione Europea e dal Parlamento Europeo, la maggior parte dei cittadini concorda sul fatto che la pandemia di Covid-19 ha fatto riflettere sul futuro dell’Unione. Lo studio ha mostrato che la stragrande maggioranza (92%) in tutti gli Stati membri chiede che le voci dei cittadini siano “prese maggiormente in considerazione nelle decisioni relative al futuro dell’Europa”; circa il 75% degli europei ritiene che il COFOE influirà positivamente sulla democrazia all’interno dell’UE, mentre la metà di essi ha espresso il proprio interesse a partecipare alla Conferenza.

Presente al convegno la vicepresidente della Commissione Europea Dubravka Šuica, che è intervenuta sull’importanza dello Stato dell’Unione, menzionato dalla Presidente Von der Leyen; la lotta per le sfide cruciali della Commissione e l’attività del Parlamento e del Consiglio sono e restano comuni e volte ai cittadini; tra i temi principali, quello della parità di genere e l’interesse per incentivare il dialogo sociale europeo. Secondo la vicepresidente della Commissione Eu, il dialogo con i cittadini serve affinché le istituzioni possano realmente agire a tutela dell’individuo, e i sindacati, in questo processo, sono fondamentali nelle pratiche di attuazione della protezione sociale; si invitano dunque i sindacati a organizzare eventi e pratiche di informazione, che verranno poi inserite in una nuova piattaforma digitale europea, strumento di dialogo e di interventi successivi delle istituzioni. La libertà di espressione è al centro della politica europea, e nella firma della Dichiarazione Congiunta, le tre istituzioni EU (Commissione, Parlamento e Consiglio) si impegnano non solo in un esercizio di ascolto dei cittadini, ma in un dialogo sociale attivo che porterà a nuove frontiere e cambiamenti.

Al centro della discussione e degli interventi delle maggiori sigle sindacali in Europa ci sono le sfide e le aspettative future dei sindacati europei e le parti sociali, che ricoprono un ruolo centrale nella comunicazione e l’informazione tra il cittadino e le istituzioni europee.

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha ricordato nel suo intervento alla vicepresidente della Commissione Europea la situazione incredibile del precariato scolastico italiano: “C’è una procedura d’infrazione attiva dal 2014 – ha affermato Pacifico – e ancora si aspetta la decisione della Commissione UE. Tutti i lavoratori precari europei, del settore pubblico e privato dopo 36 mesi di servizio devono essere stabilizzati”. La vicepresidente Šuica ha risposto confermando di conoscere bene la situazione.

Si ricorda che Anief ha ottenuto l’accoglimento del reclamo collettivo del Comitato Europeo dei Diritti Sociali. Ci sono circa 200mila precari della scuola italiana che hanno diritto a veder riconosciuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato.






INDENNITÀ DECRETO SOSTEGNI BIS: DOMANDA ONLINE. I LAVORATORI POSSONO PRESENTARE LA DOMANDA ENTRO IL 30 SETTEMBRE 2021




Dal sito www.inps.it

25 giugno 2021
È attivo il servizio per la presentazione della domanda di indennità Covid-19 prevista dal decreto Sostegni bis (decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73), per le seguenti categorie di lavoratori:

  • stagionali e somministrati dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • stagionali e somministrati appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
  • intermittenti;
  • autonomi occasionali;
  • incaricati di vendita a domicilio;
  • subordinati a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • lavoratori dello spettacolo;
  • operai agricoli a tempo determinato;
  • pescatori autonomi.
La misura di sostegno prevede l’erogazione di una indennità pari a 1.600 euro, 800 euro (agricoli) o 950 euro (pescatori), a seconda dei casi.

I lavoratori già beneficiari dell’indennità prevista dal decreto Sostegni (decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41) stanno ricevendo il pagamento senza dover presentare una nuova domanda.

I lavoratori che, viceversa, non hanno beneficiato dell’indennità del decreto Sostegni possono presentare la domanda per il riconoscimento della nuova prestazione entro il 30 settembre 2021.

Fonte: www.inps.it