28 aprile 2017

FIAMME IN SICILIA GIÀ AD APRILE. LA PROTEZIONE CIVILE: "SONO DOLOSI". SERVIZIO ANTINCENDIO SENZA FONDI. L’ISPETTORE DEL DIPARTIMENTO DELLE FORESTE DI PALERMO, VINCIGUERRA: NOI ASPETTIAMO I FONDI PER LA GESTIONE ORDINARIA DI UOMINI E MEZZI. QUESTO POTREBBE FAR SLITTARE LE ASSUNZIONI E ANCHE L’AVVIO DELLA CAMPAGNA DI ANTINCENDIO


di Silvia Iacono
PALERMO. È allarme incendi in Sicilia già ad aprile. Le fiamme nel palermitano delle ultime 72 ore sarebbero infatti di natura dolosa, secondo il capo del dipartimento di Protezione civile regionale Calogero Foti e l’ispettore del dipartimento delle Foreste di Palermo Pietro Vinciguerra. “I roghi che sono divampati tra la zona di Pollina e Gratteri non sono dovuti sicuramente ad autocombustione - commenta Foti -. La zona di Lascari e dintorni è sempre presa di mira da tempo. E’ perciò necessario un maggiore controllo da parte delle forze di polizia per individuare ogni singolo piromane”. E aggiunge: “L’erba è ancora verde e il terreno umido e le temperature non sono così elevate da poter pensare all’autocombustione".

Per aver una maggiore vigilanza sul tutto il territorio regionale sarebbe necessario un pieno coinvolgimento dei sindaci dei 390 Comuni siciliani, spiega Foti. “Se ogni primo cittadino attuasse il piano di prevenzione antincendio nel suo territorio di competenza ci sarebbe un maggiore sicurezza per tutti i cittadini. Qualora vi fossero delle criticità si potrebbero affrontare insieme ai sindaci, ma questo dialogo non esiste per ora”.

Altro tasto dolente è la mancanza di fondi da stanziare nella finanziaria regionale. L’ispettore Salvatore Vinciguerra è molto preoccupato di questi ritardi. “Noi aspettiamo i fondi per la gestione ordinaria di uomini e mezzi, più si ritarda più sarà urgente e complessa l’attuazione della procedure di affidamento di beni e servizi”. Per il momento non sono stati stanziati neanche i fondi per il servizio di antincendio boschivo. "Questo - sostiene Vinciguerra - potrebbe far slittare le assunzioni e anche l’avvio della campagna di antincendio che secondo calendario dovrebbe partire il 15 giugno e terminare il 15 ottobre”.
Ma secondo Vinciguerra i cosiddetti fondi per la gestione ordinaria non bastano: “Il corpo forestale siciliano va avanti con mezzi vetusti e uomini sempre più anziani. Perciò sarebbe necessario un incremento dei fondi stanziati in finanziaria”.
Vinciguerra conclude con un'amara considerazione: “Si spera non si presentino condizioni meteo avverse come forte vento di scirocco e di caldo straordinari prima del 15 giugno, perché per ora la macchina dell’antincendio è in stand by”.


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Fonte: gds.it







FLAI, OGGI LA TENDA ROSSA A PARTINICO PER FARE IL PUNTO SU BONIFICA, AGRICOLTURA E DIRITTI DEI LAVORATORI


Palermo 27 aprile 2017 – Continua il viaggio in Italia della Tenda Rossa della Flai Cgil, che arriva in piazza Duomo, a Partinico, per mettere al centro il problema della bonifica in Sicilia e dello sviluppo dell’agricoltura. La tenda rossa, attraverso la quale il sindacato si è rivolto in questo anno alle lavoratrici e ai lavoratori per la campagna sui referendum della Cgil su voucher e appalti e sulla Carta universale dei diritti, approda simbolicamente nel paese dove Danilo Dolci fece lo sciopero della fame. Il 27 febbraio del 1963, dopo decine di denunce e mobilitazioni da parte di Danilo Dolci e dei suoi collaboratori, avevano inizio i lavori di costruzione della diga sul fiume Jato, oggi intitolata a Mario Francese, diventata il simbolo dell’impegno contro l’influenza mafiosa sul territorio. Nel territorio ricade il consorzio di Bonifica 2 Palermo, che ha 151 dipendenti a tempo indeterminato, 24 lavoratori 151/isti e 50 a 51 giornate annue.

La campagna della Flai, partita lo scorso anno, risponde all’hastag #cimettiamoletende. L’iniziativa, è stata introdotta dal segretario generale Flai Cgil Palermo Tonino Russo. Interventi di Alfio Mannino, segretario generale Flai Cgil Sicilia e Enzo Campo, segretario generale Cgil Palermo. Conclusioni di Sara Palazzoli, segretario nazionale Flai Cgil. Interverranno il sindaco di Partinico Salvo Lo Biundo, il direttore del consorzio Gianni Tomasino, il commissario straordinario Francesco Greco, il direttore generale dello sviluppo rurale e territoriale Dorotea Di Trapani, l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici.
“Nella nuova riorganizzazione prevista dalla riforma approvata dall’Ars due anni fa, che porta i consorzi da 11 a 2, auspichiamo che oltre alla salvaguardia dei posti di lavori e a una nuova pianta organica adeguata al territorio, non vengano trasportati i debiti e i contenziosi che hanno reso i consorzi dei carrozzoni – dichiara il segretario Flai Cgil Tonino Russo – E chiediamo che i consorzi funzionino da veri erogatori di servizi in agricoltura. Nei consorzi, dal 1992 gestiti dai commissari, chiediamo che sia dia corso a una gestione manageriale, e che tutti possano pagare l’acqua a un prezzo equo”.
La Flai chiede alla Regione che si creino le condizioni perché, attraverso i 2 miliardi di euro del piano di sviluppo rurale (PSR), ci sia un progetto per consolidare il comparto agricolo in Sicilia. “In una terra in cui ci sono grandi eccellenze – aggiunge Tonino Russo – ma anche grandi contraddizioni, dove alcuni nostri prodotti hanno prezzi bassissimi (grano e uva), dove la concorrenza è sleale, dove non si rispettano i contratti di lavoro e dove in alcune aree è presente il dramma vergognoso del caporalato, bisogna creare le condizione perché si possa investire per creare sviluppo e perché le terre ancora non assegnate della riforma agraria siano date ai giovani attraverso la banca della terra, affinché investano all’interno di un progetto che valorizzi le vocazioni del territorio e crei le condizioni per chiudere la filiera dalla produzione alla commercializzazione”.

Negli 11 consorzi siciliani lavorano 2.194 dipendenti di cui 1.159 a tempo indeterminato, 338 a 151 giornate annue, 162 a 101 giornate, 535 a 51 giornate. Nella Sicilia orientale, ci sono circa 243 mila ettari gestiti dai consorzi, di cui 90.000 circa interessati all’irrigazione. Mentre nella Sicilia occidentale vi è una superficie di circa 84.000 ettari, di cui circa 40.000 interessati a interventi di irrigazione. Oggi i consorzi in Sicilia costano circa 58 milioni e usufruiscono di un finanziamento pubblico pari al 95 per cento.
“Il modello associativo dei consorzi potrebbe estendersi anche ad altre attività, divulgazione agricola, promozione del territorio, commercializzazione dei prodotti – aggiunge Tonino Russo – Nei posti dove i consorzi non sono arrivati l’acqua è ancora gestita dai poteri mafiosi e dal malaffare”. La Diga Jato, con una capacità di 72,5 Mmc, è tuttora attiva, le acque vengo utilizzate a scopo potabile dai comuni di Terrasini, Cinisi e dalla zona occidentale di Palermo


Fonte: www.cgilpalermo.it




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Messina, una tenda contro il dissesto. La campagna della Flai. Confronto sulla grave emergenza idrogeologica del territorio, sulle azioni di tutela ambientale e di valorizzazione dei patrimoni boschivi e agricoli

La “Tenda rossa” Flai al cospetto dell’Etna. Il “settore forestale diventare un ulteriore momento di sviluppo sociale ed economico; ma per fare ciò la politica deve raccogliere la sfida e riuscire a indirizzare il comparto verso la manutenzione boschiva e la messa a reddito dell’immenso patrimonio forestale”

Un pullman e una carta per i diritti del lavoro, la raccolta firme. Il pullman riprende il suo giro per raggiungere alle 9 un’assemblea dei lavoratori forestali della Flai al cantiere di Buonfornello presso il Torrente Argentera

Torrente Argentera - Campofelice di Roccella. Assemblea con il camper dei diritti della Cgil. Si è parlato anche del riordino del settore forestale e delle problematiche che affliggono il settore. Foto

La Cgil ha consegnato alla Camera dei Deputati le firme (anche dei lavoratori forestali siciliani) certificate per la proposta di legge di iniziativa popolare. Camusso: "Risultato senza paragoni. Ora si apra la discussione parlamentare". Video

I referendum sul jobsact spiegati dalla Cgil. Scarica i materiali

Liberiamo il lavoro dalla precarietà!

“Dal decreto alla legge, la nostra sfida continua per conquistare la carta dei diritti universali”. Lavoro: Cgil, 6 maggio grande manifestazione a roma. Il Blog: la carta dei diritti è stata firmata anche dai forestali







FINANZIARIA, OTTO ORE DI DISCUSSIONE MA ZERO ARTICOLI APPROVATI: NIENTE ACCORDO E MANCANO ANCHE LE RISORSE


28 Aprile 2017
Nuovo record per l’Assemblea regionale siciliana. In otto ore (forse anche nove) di dibattito d’aula ieri è riuscita a non approvare un solo provvedimento. E’ il record della chiacchiere inutili quello del Parlamento siciliano. Mai nella storia del più antico Palermento del mondo si era riusciti a ridursi al 28 aprile senza lo straccio di un accordo, senza le risorse per chiudere la Finanziaria neanche in versione ‘ridotta’ e con lunghe discussioni d’aula infruttuose.
Il nodo del contendere resta l’articolo 13 che poi sarebbe il cuore della Finanziaria. Con questa norma il governo vuole prelevare dal Fondo Pensioni ovvero dagli accantonamenti dei contributi versati dai dipendenti a scopo pensionistico, le risorse per una mega operazione immobiliare ma anche per l’assistenza ai disabili ed altre spese che non trovano spazio nell’ormai risicato bilancio.
Insomma la Regione non ha soldi e vuole fare la manovra usando quelli dei dipendenti. Ma in aula è stato ilputiferio contro questa norma attaccata, fuori dal Parlamento, anche dai sindacati autonomi dei regionali e da tanti altri. Senza questo ‘scippo’ però il bilancio non si può chiudere o almeno non può arrivare alla fine dell’anno. Insomma, è la minaccia fatta ai deputati, se non la approvate sarete costretti a tornare in aula in piena campagna elettorale in estate o addirittura in autunnom, per un assestamentod i bilancio necessario a trovare le risorse per la sopravvivenza.
Si ricomincia oggi a mezzogiorno e i presupposti non sono cambiati. Anche la Finanziaria risicata e senza scelte importanti oltre allo ‘scippo’ non semnra avere vita facile. E c’è chi ricomincia a pensare a cosa accadrebbe se la Regione restasse senza bilancio e legge finanziaria. Scioglimento? Grave violazione dello Statuto? O un artificio contabile per proseguire con norme di sopravvivenza?
di Manlio Viola

Fonte: palermo.blogsicilia.it








PALERMO. TORNA LA PAURA DEGLI INCENDI. NOTTE DI FIAMME E DI CANADAIR


Emergenza sulle Madonie. Gli interventi.

PALERMO- Un incendio è divampato nella notte sulle Madonie, tra Pollina, la frazione di Finale e Gratteri. Dall'alba sono in azione anche due canadair, insieme ai vigili del fuoco, agli uomini della protezione civile e della forestale. Le fiamme hanno lambito alcune zone abitate. Al momento non si registrano feriti. La "stagione degli incendi" in provincia di Palermo è iniziata in netto anticipo, a causa anche delle alte temperature degli ultimi due giorni. Ieri per ore i vigili del fuoco Canadair e forestali sono stati impegnati a Piana degli Albanesi, in contrada Dingoli, e Casteldaccia, in contrada Grifeo. (ANSA)

Fonte: livesicilia.it



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Palermo. Incendio a Piana degli Albanesi. Interviene anche il canadair

Contrada Grifeo. Scoppia incendio a Casteldaccia, fiamme minacciano tre maneggi







PAGAMENTI FORESTALI. LE OO.SS. DI FAI, FLAI E UILA PALERMO, SONO STATI CONVOCATI PER IL 2 MAGGIO

Ricevo e pubblico
dalle Segreterie Prov.li 
Fai, Flai e Uila Palermo




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PALERMO, VERTENZE PAGHE ARRETRATE. LA SITUAZIONE E' COMPLESSA, I TITOLI SONO ANCORA BLOCCATI DALL'ASSESSORATO ECONOMIA

Ricevo e pubblico
dalle Segreterie Prov.li 
Fai, Flai e Uila Palermo







ERA IL 30 MAGGIO 2016 QUANDO LE FIAMME DISTRUSSERO 600 ETTARI DI BOSCO A PANTELLERIA, ED ERA IL 16 GIUGNO QUANDO LA SICILIA TUTTA FU DEVASTATA DA INCENDI APPICCATI COME SE CI FOSSE UNA CABINA DI REGIA OCCULTA

Dalla pagina facebook
del Funzionario del Corpo Forestale
Gaetano Guarino



Era il 30 maggio 2016 quando le fiamme distrussero 600 ettari di bosco a Pantelleria, ed era il 16 giugno quando la Sicilia tutta fu devastata da incendi appiccati come se ci fosse una cabina di regia occulta.
Ancora oggi piangiamo i danni incalcolabili di quelle giornate di inferno. Furono promessi droni, acquisizioni dalla Nasa di eventuali immagini di presunti piromani.
Furono aperte inchieste da diverse Procure.
Da più parti si disse che ad avere causato gli incendi erano stati i “soliti” operai forestali, senza specificare con quali evidenze, né il perché di gesti così gravi e sconsiderati.
Mi riecheggiano ancora nelle orecchie le parole di un Sindaco che, con certezza quasi da testimone oculare, asseriva che un incendio era stato causato da “uno” -non meglio precisato- appartenente al Corpo Forestale. Di questa dichiarazione conservo gelosamente il video.
Ricordo ancora le dichiarazioni di chi asseriva che tutta la macchina necessaria al contrasto degli incendi boschivi era perfettamente funzionante e che tale catastrofe ambientale era da addebitare alla “natura matrigna” di leopardiana memoria.
Ebbene, a quasi un anno da quelle date nefaste, tirando le somme, c’è solo un risultato: la Sicilia è stata sfigurata, colpita nel suo meraviglioso e per certi versi unico Ambiente naturale; non sono stati individuati i colpevoli materiali, eventuali registi occulti, i motivi di tanta scelleratezza; soprattutto, ad oggi non si è fatto tesoro di quella terribile esperienza.
Credetemi, non voglio fare alcuna polemica; però il mio vuole essere uno sfogo e nel contempo un appello.
Ci rendiamo conto o no che in Sicilia basta una giornata di scirocco e tutto rischia di andare in fumo? Oggi, per esempio, è bastata una giornata calda e un po' di vento e la mano di un farabutto ha dato fuoco in C.da Dingoli, a Piana degli Albanesi. Vigili del Fuoco, Pattuglie del Corpo Forestale R S. del Distaccamento Forestale di Piana degli Albanesi, senza il personale del Servizio Antincendio Boschivo del Corpo Forestale R.S, hanno potuto fare ben poco, tant’è che si è reso necessario l’intervento del Canadair. Ci rendiamo conto dell’importanza degli Operatori ASPI e degli Operatori della manutenzione? Costoro, se utilizzati per 365 giorni l’anno, scongiurerebbero tante catastrofi ambientali. Poi ricordo a chi di dovere che il Corpo Forestale R.S. nella sua interezza andrebbe potenziato e messo nelle condizioni di operare al 100%. Oggi non è affatto così. Non aggiungo altro... Solo, vorrei ricordare le parole del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa: “certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli”. 








FINANZIARIA, SCONTRO SULLE OPERAZIONI IMMOBILIARI GARANTITE DALLE PENSIONI DEI REGIONALI. SI APRE LA PORTA ALL'AUMENTO DELLE GIORNATE LAVORATIVE. MA L'ASSESSORE ALESSANDRO BACCEI È STATO CHIARO: SE SALTA QUESTA NORMA NON SI PUÒ ANDARE AVANTI



Riprendono i lavori della manovra economica. Tensioni in aula sulla proposta di utilizzare il Fondo pensioni per riaqcuistare i beni ceduti ai privati

di ANTONIO FRASCHILLA
Riprendono i lavori della Finanziaria ed è subito scontro sulla norma che prevede una manovra immobiliare utilizzando la liquidità del Fondo pensioni. Per liberare risorse nel bilancio,e coprire così una miriade di spese non ultime quelle sui disabili, il governo ha proposte una dobbia azione. La prima prevede la cessione al Fondo pensioni di un centiaio di immobili regionalo valutati oltre cento milioni di euro: in quetso modo per due anni la Regione non trasferisce liquidità al Fondo pensioni per un totale di 118 milioni, risorse che si liberano quindi per coprire la manovra. Con una seconda azione, con i soldi del Fondo pensioni, si investono circa 70 milioni di euro per ricompreare i palazzi ceduti dal governo Cuffaro alla ex Pirelli Re, oggi Prelios. Considerando che in questo fondo immobiliare il 35 per cento è della Regione, in entrata a bilancio la stessa Regione metterebbe altri 22 milioni di euro. Tradotto in sintesi: se salta questo articolo dal bilancio salterebbero decine di milioni di coperture.

In aula l'opposizione definisce questa norma "una truffa ai danni dei pensionati della Regione": "E' uno scandalo, questa proposta è inaccettabile e i beni immobili della Regione ceduti al fondo sono sopravvalutati, un palazzetto ad Assaro che secondo questa norma vale 2 milioni di euro per il Fondo pensioni, in realtà sul mercato ne vale 200 mila euro", dice il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone. Anche i 5 stelle contestano la proposta del governo: "La Regione sta inoltre ricomprando a peso d'oro gli immobili ceduti ai privati sui quali non è stata mai fatta manutenzione e che valgono molto meno di dieci anni fa", dice Giancarlo Cancelleri.

Ma l'assessore Alessandro Baccei è stato chiaro: "Se salta questa norma non si può andare avanti". Insomma, la Finanziaria è appesa a un filo. Tanto che per la prima volta in aula interviene il governatore Rosario Crocetta: "Non capisco perché un'operazione positiva viene presentata come negativa, noi stiamo rimediando a chi dieci anni fa ha svenduto i beni della Regione per poi farli riaffittare alla stessa Regione il giorno dopo".

Ecco le altre norme approvate
I fondi ai Comuni
Via libera ai fondi per i Comuni. E l'assessore all'Economia Alessandro Baccei rimanda al mittente le accuse di tagli al bilancio. "La Sicilia è la regione italiana che fa i trasferimenti più alti ai Comuni, abbiamo lasciato le risorse stabili dal 2015, per un totale di oltre 800 milioni di euro, negli ultimi anni i trasferimenti regionali ai Comuni non sono mai diminuiti, anzi posso dimostrare, come dice la Corte dei conti, che sono sono aumentati",  dice Baccei che assicura come "la stessa somma è prevista nella Finanziaria di quest'anno e carte alla mano - l'ultima relazione della Corte di Conti in materia di trasferimenti ai Comuni - dal 2012 al 2015 i trasferimenti hanno registrato un'inversione di tendenza passando da 906,3 milioni a 829,1 milioni. Sono oltre 800 milioni, non 300 quindi".  Approvate alcune riserve dal fondo dei Comuni. Due milioni e mezzo andranno per gli abbonamenti degli studenti pendolari fuori sede: “È un ottimo risultato – afferma il deputato Giancarlo Cancelleri - finalmente i Comuni hanno la possibilità di dare una risposte a tante famiglie con un fondo ad hoc, che grazie a noi è stato portato a 2,5 milioni di euro”."Grazie ad un mio emendamento all’articolo 1 della finanziaria, anche i comuni colpiti dalla calamità della ‘cenere lavica’ potranno accedere al fondo unico da un milione e 700 mila euro per interventi straordinari di protezione civile”, dice Concetta Raia, parlamentare regionale del PD a proposito dell’esame della finanziaria in corso all’Ars. “Lo scorso anno molti comuni della Sicilia orientale hanno subito pensanti danni dalla cenere lavica: escluderli dalla possibilità di accedere al fondo – aggiunge Raia – sarebbe stato un grave errore”.

Gli enti in liquidazione e la salvaguardia del personale
 Ok alla norma sugli enti in liquidazioni, tra cui Eas, Espi, Ems, Terme di Acireale e Sciacca, oltre che l'Arsea, l'Agenzia della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura. La norma prevede che per gli enti soppressi e in liquidazione, la Regione non rispondera' delle "passivita' eccedenti l'attivo della singola liquidazione". In sostanza, se il patrimonio dell'ente non bastera' a pagare i debiti, la Regione non interverra' in aiuto. Il deputato Giorgio Assenza di Forza Italia aveva sollevato dei dubbi, perche' la norma non garantirebbe il pagamento dei debiti di queste aziende ai creditori. Previsto, infine, il trasferimento del personale di questi enti nella Resais.

Consorzi di bonifica e forestali
Via libera anche alle norme di salvaguardia per i Consorzi di bonfiica e per i forestali: saranno pagate le mensilità arretrate e si apre la porta all'aumento delle giornate lavorativa "se ci saranno le risorse".

Le proteste
Mercoledì scorso duecento sindaci hanno manifestato a Palazzo dei Normanni contro i tagli ai trasferimenti regionali ai Comuni previsti in Finanziaria e contro la norma che prevede la decadenza delle giunte e del consilgio in caso di mancata approvazione del bilancio. Ad accoglierli il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, il governatore Rosario Crocetta e i capigruppo. Se da un lato Ardizzone ha invitato i sindaci a non enfatizzare la norma sulla decadenza di sindaco e giunta, certo che "si troverà, attraverso la buona politica, una soluzione condivisa per procedere alla modifica della norma in questione", dall'altro il presidente dell'Anci Sicilia Leoluca Orlando, ha precisato che "i sindaci sono sempre più preoccupati per la continua mortificazione del ruolo delle autonomie locali".

27 Aprile 2017

Fonte: palermo.repubblica.it






INCENDI NEL TERRITORIO DI POLLINA E SAN MAURO, FINALE AVVOLTA DAL FUMO


27 Aprile 2017
Torna l’emergenza incendi, con l’arrivo del caldo e del vento di scirocco. Da qualche ora le fiamme stanno destando timore nei territori di San Mauro Castelverde e Pollina. L’incendio si sta spingendo fino a ridosso della Piana, nei pressi del bivio di San Mauro Castelverde. Sul posto sono presenti i vigili del fuoco, che si stanno adoperando, in particolar modo, nel tragitto che collega Pollina e Finale. Attiva anche la protezione civile di San Mauro Castelverde. Molti proprietari terrieri e di case della zona monitorano le proprie proprietà. Il fumo sta avvolgendo la cittadina di Finale di Pollina. Le fiamme sono distanti dall’autostrada. Visto il forte vento, la situazione potrebbe peggiorare.

Fonte: cefaluweb.com

Aggiornamenti
Attivi vigili del fuoco e protezione civile, ma il forte vento ostacola gli interventi.
Case evacuate. Nottata fuori casa per diversi cittadini, un incubo.









INCENDIO TRA POLLINA E SAN MAURO. FOTO AMATORIALI

Foto amatoriali
Madonia Vincenzo














CIGL, CISL E UIL. I SINDACATI BOCCIANO LA FINANZIARIA: È ESPRESSIONE DEL CAOS POLITICO SICILIANO


27 Aprile 2017
PALERMO. "Abbiamo di fronte una Finanziaria, espressione del caos politico, incapace di affrontare i problemi della Sicilia. Ma c'è ancora tempo per provare a tamponare almeno alcune emergenze".
Cgil, Cisl e Uil guidate da Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone, bocciano così le misure urgenti votate dall'aula chiedendo subito modifiche alla manovra economica.
"E' saltato il provvedimento che avrebbe dovuto unificare Cas e Anas, senza costi per le casse regionali, che avrebbe consentito investimenti significativi per la rete autostradale, oggi colabrodo. E ancora, lavoro per gli edili e una iniezione di liquidità per l'economia regionale. Per questo chiediamo alla politica di recuperare. Erano previste risorse - continuano i leader sindacali - per attivare il cofinanziamento dei progetti di ricerca in agricoltura. Ma non sappiamo che fine abbiano fatto e così rischiamo di perdere risorse europee che potrebbero qualificare uno dei settori più importanti della nostra economia".
Per le tre organizzazione sindacali "non si interviene sulla povertà dilagante, sui rifiuti, sul riassetto della pubblica amministrazione e a sostegno dei settori produttivi, resta insoluto il problema del precariato".
"Alcuni articoli, peraltro - osservano i segretari regionale di Cgil, Cisl e Uil - sono a rischio impugnativa come l'operazione riguardante il Fondo pensione dei regionali e l'articolo sullo scioglimento degli enti che prevede un impegno limitato da parte della Regione relativamente alle passività degli stessi nei limiti delle poste attive. E infine sono insufficienti i fondi per le ex province, meno della metà del fabbisogno per gli stipendi dei lavoratori. In assenza di garanzie si rischia altra macelleria sociale".

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it






27 aprile 2017

CATANIA, SOSPESO SIT IN DI DOMANI. PREFETTO CONVOCA RIUNIONE PER IL 2 MAGGIO




Mandrà (Flai-Cgil): «Lungaggini burocratiche nell’erogazione delle spettanze realmente incomprensibili»

È stato spostato a data da destinarsi, il sit in dei lavoratori forestali che era stato indetto per domani di fronte alla Prefettura di Catania, per protestare contro i ritardi nel pagamento del saldo dei compensi del mese di dicembre. Il prefetto di Catania, Silvana Riccio, ha infatti convocato in Prefettura le organizzazioni sindacali per martedì 2 maggio alle ore 11,30.
“Ringrazio il prefetto per la sensibilità mostrata nei confronti dei lavoratori forestali – dichiara il segretario generale della Flai Cgil di Catania, Pino Mandrà –. Ci aspettiamo, adesso, che la prefettura si faccia carico degli opportuni solleciti nei confronti dell’assessorato regionale all’Agricoltura perché queste lungaggini burocratiche nell’erogazione delle spettanze ci risultano realmente incomprensibili”.

27 Aprile 2017 

Fonte: flaicgilcatania.it





POLLINA. UN GROSSO INCENDIO STA INTERESSANDO IL BOSCO CELSITO. SUL POSTO STA OPERANDO UN CANADAIR

Foto di repertorio, Blog Sicilia

Notizia appena arrivata al Blog.
In questo momento c'è un grosso incendio tra Pollina e confine di San Mauro, le fiamme si sono sviluppate nel bosco Celsito (agro Pollina), fino a scendere al fiume. Sta interessando macchia mediterranea e sul posto sta operando anche un Canadair





RIPRENDE L'ESAME DELLA MANOVRA. RIENTRANO NEL TESTO LE NORME SUI TRASPORTI E SUI DEBITI FUORI BILANCIO. OMBRE SULL'OPERAZIONE IMMOBILIARE


di Accursio Sabella
PALERMO - 18.00 Durante la pausa della seduta, la giunta di Crocetta, riunita nella sala del governo all'Ars, sta lavorando al disegno di legge che prevede l'abrogazione della norma sulla decadenza dei sindaci in caso di mancata approvazione del bilancio. 

17.30 Aula sospesa. In commissione bilancio si cerca di chiarire quale sia la copertura finanziaria dell'articolo riferito al Fondo immobiliare del Fondo pensioni. 

La notte ha portato consiglio. E in dote, anche quattro articoli che vanno ad appesantire una Finanziaria che si era un po’ alleggerita. Ma il governo ha pensato di recuperare altre norme, inizialmente stralciate e trasferite al collegato. 

L’indicazione era giunta direttamente dall’assessore alle Infrastrutture Giovanni Pistorio che ha chiesto di introdurre nel testo in discussione a Sala d’Ercole anche gli articoli che riguardano il trasporto pubblico locale e le ferrovie. Nel primo caso, si tratta di finanziamenti e norme che riguardano appunto gli affidamenti in Sicilia. La norma dovrebbe intervenire anche per “sanare” la posizione di Ast, la società partecipata controllata dalla Regione. Sull’azienda, infatti, incombe una procedura di infrazione dell’Unione europea che potrebbe contestare l’aiuto di Stato in seguito ai finanziamenti distribuiti in questi anni. 

Per quanto riguarda le ferrovie siciliane, l’articolo prevede uno stanziamento complessivo di oltre 83 milioni da utilizzare negli anni che vanno dal 2020 al 2026. Recuperati anche altri due articoli: il primo è relativo al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, il secondo è un articolo del collegato che riguarda la spesa dei Fondi Pac. 

Ieri è partito l’esame degli articoli con l’approvazione di cinque norme. Ma in apertura di seduta, oggi a Sala d’Ercole, l’Aula si è già fermata. Gli uffici dell’Ars avrebbero infatti sollevato dubbi sulla copertura economica dell’articolo riguardante il Fondo pensioni: una norma che prevede la creazione di un Fondo entro il quale comprendere gli immobili che una volta erano della Regione e che il Fondo pensioni riacquisterebbe riconoscendo alla Regione stessa la sua parte del valore complessivo: il 35 per cento di circa 190 milioni di euro. Già ieri i primi dubbi, oggi di nuovo ombre. E l’Aula si è fermata nuovamente.
27 Aprile 2017

Fonte: livesicilia.it






CONTRADA GRIFEO. SCOPPIA INCENDIO A CASTELDACCIA, FIAMME MINACCIANO TRE MANEGGI


di Silvia Iacono
Le forti raffiche di vento di scirocco hanno alimentato il rogo che è divampato tra le sterpaglie della campagna. Sei squadre di vigili del fuoco hanno lavorato per quattro ore per domare le fiamme.
In zona sono stati messi in sicurezza tre maneggi con cavalli che sono stati minacciati dal vasto incendio. I pompieri hanno spento completamente le fiamme dopo l’una di notte.  
27 Aprile 2017

© Riproduzione riservata

Fonte: palermo.gds.it






CATANIA. LAVORATORI FORESTALI, ANCORA RITARDI NEL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI: VENERDÌ 28 LA FLAI CGIL HA INDETTO UN SIT IN DI FRONTE LA PREFETTURA


27 Aprile 2017
La Flai Cgil di Catania ha indetto una giornata di protesta per il 28 aprile con sit in a partire dalle ore 10 di fronte alla Prefettura di via Etnea contro i gravi ritardi nei pagamenti destinati ai lavoratori forestali. Il sindacato denuncia che già il saldo del mese di dicembre "è diventato una sorta di telenovela senza fine" e che al 20 aprile nessun pagamento è stato disposto nonostante un arretrato di quattro mensilità.

"Ci troviamo di fronte a lungaggini inspiegabili - commentano i segretari della Flai Cgil, di Catania e Caltagirone, Pino Mandrà e Nuccio Valenti-  e a continui rimpalli di responsabilità tra enti e strutture regionali. Chi paga per tutto questo? ovviamente i lavoratori e le loro famiglie".


Fonte: flaicgilcatania.it






PALERMO. INCENDIO A PIANA DEGLI ALBANESI. INTERVIENE ANCHE IL CANADAIR


Alcune villette minacciate dalle fiamme


27 Aprile 2017
PALERMO - Un grosso incendio è divampato a Piana degli Albanesi (Pa) in contrada Dingoli. Sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco per cercare di fronteggiare le fiamme molto alte. Per evitare l'espandersi dei roghi anche ad alcune villette è stato necessario l'intervento di un canadair che sta eseguendo diversi lanci nella zona. La scorsa notte le squadre dei pompieri sono state impegnare a Casteldaccia in contrada Grifeo per spegnere un incendio che ha minacciato tre maneggi. (ANSA).

Fonte: livesicilia.it






CATANIA. STATO DEI PAGAMENTI DI DICEMBRE 2016 PER I LTD. COMUNICAZIONE PER I LAVORATORI FORESTALI. VERBALE INCONTRO SINDACALE

Dalla pagina facebook
del responsabile Uila S. Michele
Danilo Parasole





L'anno 2017, il giorno 27 del mese di aprile, presso la sede dell'Ufficio Sviluppo Rurale e Territoriale di Catania, alle ore 12.00 ha inizio l'incontro con le OO.SS.
Sono presenti per l'Ufficio Sviluppo Rurale e Territoriale di Catania il Dirigente Prov.le Dott. De Marco e per le OO.SS. Andrea Cavallaro UILA UIL e per la FAI CISL Paolo Pintabona.
Le OO.SS chiedono di conoscere la situazione dello stato dei pagamenti di Dicembre 2016 per i LTD.
Il Dott. De Marco comunica che appena ieri sera è stata fatta la determina dal Governo Regionale per il rimpinguamento fondi ed immediatamente lo scrivente ha proceduto ad inoltrare le richieste di ordine di accreditamento relativo ai soli stipendi di Dicembre già protocollati in mattinata a Palermo.
Secondo le ordinarie previsioni la suddetta spettanza verrà accreditata entro la prima decade del mese di Maggio.
Le OO.SS prendono atto della superiore dichiarazione del Dott. De Marco e vigileranno affinchè le tempistiche dei suddetti pagamenti siano rispettate.






LA RIFORMA DELLA PA E LA FINE DEL PRECARIATO: IL PROGRAMMA DI FRANCO BUSALACCHI (CAP. 8)


27 Aprile 2017
Franco Busalacchi

Il rapporto con le Autonomie locali, i precari, il funzionamento della macchina amministrativa, i dipendenti regionali e quelli dell’Ars: ecco come riordinare e rendere efficiente l’apparato burocratico siciliano


Procediamo con la pubblicazione del programma di governo del candidato alla Presidenza della Regione, Franco Busalacchi (qui il suo curriculum, in calce all’articolo i precedenti capitoli).

Siamo già arrivati alle grandi aree di intervento: l’assetto istituzionale, l’assetto sociale e territoriale e le infrastrutture.

Nel precedente post trovate la parte relativa ai rapporti con lo Stato e con l’Assemblea Regionale siciliana.

Oggi concludiamo il capitolo ‘assetto istituzionale’ affrontando questioni di grandissima rilevanza: le Autonomie locali, la fine del precariato e l’indispensabile riforma della pubblica amministrazione.


Rapporti con le Autonomie locali

Il decentramento.
Una fase cruciale della vita e del futuro della Regione dipende dalla decisione secondo me ineludibile sul suo destino e sulla sua missione amministrativa. Il che ovviamente segue e consegue dalla decisione sul futuro della Sicilia.

Quale che sia le scelta primaria, va fatta una scelta operativa sul se la regione debba essere concepita e costruita come ente centrale, centralizzato e centralizzatore che assommi in sé tutte le fasi della azione pubblica concepita come unitaria, ovvero che la regione costruisca per sé il ruolo di ente programmatore, con funzioni di tutoraggio, assistenza tecnica, ispettive e di controllo dell’azione amministrativa affidata in piena titolarità ad enti sub regionali (liberi consorzi e province), riducendo drasticamente il suo personale a pro degli enti sub regionali.

Nonostante le buone intenzioni e le disposizioni di legge che lo sanciscono, il decentramento è visto come uno spauracchio da una classe politica che non sa vedere al di là del suo naso, del suo particolare,del suo interesse minimo e miserabile. I passi più audaci si non fatti in direzione di un decentramento amministrativo, minimale e revocabile, anche questo solo sulla carta. Io parlo di cessione di quote di potere, di un passaggio vero di competenze, di una scelta politica epocale sul futuro non prossimo della Regione, intesa come strumento di programmazione, finanziamento e controllo di poteri realmente trasferiti.

La fine del precariato. Il ruolo unico del personale

Tutto il personale degli enti locali, comuni ed ex province transiterà nel Ruolo unico del personale delle autonomie locali, conservando lo stato giuridico ed economico di appartenenza e la sede di servizio. Sulla base delle raffronto tra le piante organiche in essere nei vari enti e il personale in servizio sarà effettuato il censimento generale dei posti vacanti per ciascuna qualifica o profilo. Detti posti, in ragione compatibilmente con la professionalità acquisite saranno ricoperti col personale precario fino alla concorrenza dei posti disponibili e destinato alla sede di sevizio con procedura pubblica. Il personale precario non collocato nel ruolo unico sarà posto in soprannumero e riassorbito a mano a mano che si verificheranno vacanze nello stesso ruolo.

La pubblica amministrazione regionale

I pogrom che gli stessi governanti spesso avviano contro la burocrazia regionale, una sorta di guerra santa scatenata contro le proprie milizie, indignano e fanno pensare. Chi conosce l’amministrazione ne conosce pregi e difetti. Un Presidente della Regione che non c’è più e che inseguendo un suo progetto irrealizzabile, lasciò il governo della burocrazia nelle mani di un assessore sciagurato, sosteneva che la burocrazia regionale ha tante teste e tante code. Può essere, ma una cosa è certa. I dipendenti regionali possono apparire ben strani: se non scocca una particolare scintilla, tutto diventa astioso, aspro, in salita, ma se la scintilla scocca, è tutta discesa: un fervore incredibile, si dimenticano gli orari, le beghe, si pensa e si lavora per essere pronti a fornir l’opera che è diventata l’opera della loro vita.

I dipendenti regionali sono un bersaglio facile, un muretto basso. Chi li demonizza, chi li criminalizza ha gioco facile. Trova spazio nella stampa, consensi e condivisione nel cittadino e vive di rendita. Tutti dimenticano che la burocrazia è un potere derivato. Esso viene dalla politica; dimenticano che lo status burocratico viene dalla politica. Invece di colpire, bollare e additare allo scandalo i politici che creano i privilegi (e non certo per fare favori, ma per farsi favori), si crocifigge il beneficato. Facile, no? E’ che ad un certo punto tutti dimenticano che il pesce puzza dalla testa.

Un’amministrazione sotto costante tiro, umiliata, offesa, criminalizzata, è un’amministrazione che perde quel minimo collante che le consente di fare almeno l’ordinario. E una amministrazione che praticamente cessa di funzionare è un alibi perfetto per chi non sa, non vuole e non può far nulla. E’ il riparo sicuro contro la propria nullaggine. Nel caso della Regione il sistema è semplice e perciò geniale. Si cambiano gli assessori due volte l’anno. Ciò significa cambiare per necessità direttori e, a cascata, capi servizio e fermare la macchina. Così più di un presidente è riuscito a sopravvivere alla propria nullità. E, infatti, mentre infuriano le purghe, i giornali se la scialano glissando sul nulla che hanno fatto nello stesso tempo presidenti Giunta piena di dilettanti allo sbaraglio. Si, nulla, ma in questo clima di caccia alle streghe, nessuno se ne accorge. Non si governa facendo terra bruciata nel settore pubblico e proclamando la guerra alla mafia, che, quando l’analisi è rozza e in mala fede, ha sede centrale negli assessorati.

Il processo di riordino ed efficientameto della macchina burocratica non è nè breve né semplice. Proverò a delinearne i passaggi essenziali.
  1. Determinare i carichi di lavoro dell’amministrazione regionale. Significa sapere quello che si deve fare, chi lo deve fare, quanto costa farlo. Predisporre, sulla base di uno studio preventivo un numero di prototipi operativi sufficienti a corrispondere quanto più possibile alle competenze dell’amministrazione regionale nella sua articolazione territoriale. Trasferire i prototipi sul territorio e procedere ad una distribuzione territoriale di tutto il personale tenendo conto delle esigenze del territori, degli abitanti, e delle tipicità,vocazioni e specificità. Sulla base dell’organico regionale ripartito a livello provinciale, definire in contrattazione sindacale centrale i criteri in base ai quali il personale viene ridistribuito sul territorio e ne vengono razionalizzate competenze e funzioni.
  2.  Avviare un generale processo di formazione, riqualificazione e addestramento del personale,funzionale al nuovo sistema, con la creazione di nuove e moderne professionalità.
  3. Una questione centrale va affrontata una volta per tutte: è indispensabile,ripeto indispensabile unificare e verticalizzare il processo di utilizzo dei fondi di provenienza extraregionale (comunitari e statali).La risposta è una sola:tutti gli uffici dell’amministrazione regionale siti in tutti i rami dell’amministrazione che si occupano di fondi extraregionali, cioè, devono passare alle dirette dipendenze del Presidente della Regione: è una semplificazione (come passare da 4/8° a ½) che riduce tempi, passaggi, poteri di interdizione, negoziazioni, ricatti, rappresaglie e tutte le miserie che rallentano scandalosamente l’utilizzo dei fondi comunitari e statali. Ovviamente il personale va specificamente aggiornato,e in breve tempo trasformato in uno staff operativo, migliorandone la già elevata qualità. Il futuro della Regione è in questi soggetti.
  4. Occorre riportare il numero dei dirigenti generali a quello dei rami dell’amministrazione regionale o poco più. E’ un’esigenza ad un tempo dioperatività e di economia (le spese si dimezzerebbero). Occorre ridare dignità alle funzioni amministrative apicali, mortificate da uno spoil system che somiglia tanto al ricatto e realizzare nei fatti la separazione tra politica ed amministrazione. Due presidi: la sanzione normativa dell’incompetenza degli atti posti in essere dai vertici politici in surroga dei vertici amministrativi, rilevabile d’ufficio e la previsione della responsabilità amministrativa e contabile per le conseguenze derivante dalla caducazione degli atti incompetenti; l’eliminazione della norma sulle sostituzioni dei dirigenti generali in caso di cambi al vertice e la previsione generalizzata dell’allontanamento degli stessi solo in presenza dei casi che prevedono la sospensione dal servizio.
La cosa più difficile è quella più importante. Abbiamo visto come è stata effettuata nel tempo la provvista di personale nella Regione. Ci sono stati apporti di ogni tipo e da ogni dove. La Regione è come una classe scolastica raccogliticcia e dispersa con sempre nuovi apporti difficili da metabolizzare. Alla fine del ciclo di studi ognuno se ne andrà per la sua strada e chi si è visto si è visto. Ci sono invece classi che nel tempo sono rimaste pressoché con gli stessi studenti. Hanno avuto il tempo e modo di conoscersi, fare amicizia, amalgamarsi, riconoscersi. A questo processo, ovviamente, non sono estranei presidi e insegnanti: se sono bravi,capaci, responsabili, compresi nella loro missione si diventa orgogliosi di essere loro allievi e questo con concorre alla formazione della cosa più importante: il senso di appartenenza. Ecco quello che manca alla regione,ma non dispero: forse i pogrom in atto paradossalmente lo stanno facendo nascere.

Sarà effettuato un immediato reclutamento di giovani professionalità amministrative, con l’immissione nel ruoli regionali, attraverso procedure concorsuali velocissime e trasparenti di almeno 500 soggetti laureati in giurisprudenza, economia, scienze politiche e materie giuridiche in genere.

Sarà attuata una doverosa valorizzazione del personale con qualifiche tecniche oggi in servizio. Grandissima attenzione sarà dedicata alla valorizzazione del comparto che costituisce da sempre il cuore operativo di ogni amministrazione efficiente ed efficace. Agli oneri relativi si provvederà con l’introduzione di un part time bilanciato tra uscite parziali e nuovi ingressi

La PA sarà dotata di un meccanismo computerizzato che a ciascun utente renderà tracciati e trasparenti tutti i procedimenti amministrativi che lo riguardano, lo stato di ogni pratica, e i rispettivi uffici e gli operatori responsabili.

Una volta dotata delle professionalità necessarie, che ci sono, basta cercarle, la PA potrà riappropriarsi delle sue competenze istituzionali e svolgere direttamente i compiti di benessere e che sono la sua missione senza affidarsi a compagnie di giro esterne. Lo dico perché deve essere chiaro una volta per tutte che la creazione di società partecipate a capitale regionale è criminogena e dilapidatoria di ricchezze pubbliche. Infatti serve alla politica quasi esclusivamente per collocare nei lucrosi posti di comando i politici trombati e i clienti affezionati. Serve per assumere senza alcuna regola amici e parenti, fratelli e sorelle, i cinedi e le amanti. Un abominio. Tutte quante dovranno essere chiuse e liquidate. In esse si annida il voto di scambio, il consenso senza sviluppo. E nessuno dica che è macelleria sociale, è l’esatto contrario: è giustizia sociale.

Per ultimo enuncio in questa delicata materia il principio più importante. Deve cessare l’artificiosa, arbitraria distinzione tra personale in servizio presso l’Assemblea regionale e personale in servizio presso l’Amministrazione regionale. Ai sensi dell’art.14 dello Statuto il personale in servizio presso la Regione è unico, unico è il suo ruolo, unico il suo trattamento giuridico ed economico, senza privilegi, né diversificazioni.

Franco Busalacchi: ecco il mio programma per governare la Sicilia (parte prima)

Franco Busalacchi: reddito di cittadinanza e lotta alle mafie. Ecco il mio programma (parte seconda)

Tra Autonomia e democrazia negata: il programma di Franco Busalacchi (parte terza)

Dalla burocrazia al precariato: il programma di F. Busalacchi in pillole (parte quarta)

“Ecco la mia sfida allo Stato”: il programma di Franco Busalacchi (parte quinta)

Ecco come risollevare la nostra economia: il programma di F. Busalacchi (parte sesta)

“Alta Corte e riduzione al 30% delle indennità dei politici”: il programma di Franco Busalacchi (parte settima)

Fonte: www.inuovivespri.it




AGRIGENTO, STIPENDI DICEMBRE 2016. LA FLAI CGIL: L'ING. PIAZZA CI HA INFORMATI CHE SONO STATI FIRMATI LE RICHIESTE DEGLI ORDINI DI ACCREDITAMENTO

Dalla pagina facebook
Flai Cgil Agrigento



Esito incontro Ufficio per il territorio di Agrigento:
l'Ing. Piazza ci ha informati che nella mattinata di ieri ha firmato la richiesta degli Ordini di accreditamento per pagare la mensilità di dicembre 2016. Da interlocuzione telefonica con il Dott. Di Lorenzo abbiamo avuto la certezza che gli Ordini di accreditamento stamattina sono stati emessi e sono visualizzabili sul Sic. Inoltre da interlocuzione avuta con la Dirigente Generale Dott.ssa Di Trapani è superato il problema nato ieri, del plafond di cassa da parte del Bilancio. Restano purtroppo ancora altri passaggi burocratici affinchè possano essere accreditate le somme nei conti correnti dei lavoratori, a partire dalla registrazione dell'O.A. presso la ragioneria, e successivamente i passaggi al Bilancio e alla Cassa Regionale.
Ci stiamo già attivando per fare le dovute pressioni affinchè questa squallida e vergognosa vicenda possa essere superata al più presto;
Inoltre abbiamo chiesto al Direttore notizie circa il pagamento ai lavoratori otd della mensilità di Marzo e a breve sarà maturata anche quella di Aprile. Su questa vicenda l'Ing. Piazza ci ha risposto che ad oggi non può darci nessuna notizia finchè non si concluderà la questione di Dicembre 2016 e verrà fatto il riaccertamento delle somme disponibili e impegnate per il 2017;
Ci siamo impegnati davanti ai lavoratori di far presente alla Segreteria Regionale lo stato dell'arte su questa questione per capire se è necessario attivarci con iniziative di lotta per trovare soluzione alla problematica;
Vi terremo aggiornati








FINANZIARIA, VINCE LA LOGICA DEL RINVIO, VERSO L’APPROVAZIONE DI UNA LEGGE DI STABILITÀ D’EMERGENZA’. FONDI PER I FORESTALI TRA LE NORME ESSENZIALI CHE VERRANNO VAGLIATE


27 Aprile 2017
Sarà la legge Finanziaria regionale più scarna di sempre. Solo pochi articoli considerati cruciali con l’accantonamento di tutti gli altri. E il bilancio sarà legato a questa finanziaria di sopravvivenza.
La decisione è arrivata ieri sera dalla conferenza dei capiguppo dopo che dall’aula è emerso in maniera chiara che non c’è e non ci potrà essere un accordo nella maggioranza per fare in tempo il documento di programmazione economica per la spesa regionale del 2017.
Tutto sarà affidato a provvedimenti tampone, di mera sopravvivenza della Regione e poi toccherà al prossimo governo ed al prossimo Parlamento che si insedieranno a novembre, disegnare una nuova Regione anche se, in due mesi, è difficile che lo si possa fare. Insomma anche nell’ultimo anno questa legislatura decide di derogare e rinviare tutto al 2018.
In poche parole il 2017 sarà un anno di inutile transizione, senza scelte politiche, senza soldi da spendere, senza una visione di futuro.
Un tentativo, in realtà, probabilmente sarà fatto, con l’analisi delle norme collegate che potranno essere vagliate dal Parlamento siciliano a maggio. Si tratterà di una serie di scelte che, di fatto, modificheranno subito bilancio di previsione e finanziaria. Una sorta di variazione del bilancio appena approvato. Una volta le variazioni non si fcevano prima di ottobre, poi si sposto questo termine a luglio e le variazioni raddoppiarono. Ora se ne fanno due o tre o anche quattro l’anno.
La scelta dipende anche dal fatto che in assenza di un accordo e visto che domenica il Pd sarà impegnato nelle Primarie di fatto resta solo oggi per votare qualcosa e, al massimo, domani anche se è sempre possibile una ‘puntata’ nella giornata di sabato.
Entro oggi, dunque, saranno messi al voto 12 articoli. Si tratta, oltre che del già approvato articolo 2 della scorsa settimana, degli articoli 1 e 3 accantonati, di 6, 8, 12, 13 e 15 e poi di 22, 23, 26 e 34. Ma insieme agli ‘irrinunciabili’ della Finanziaria la conferenza dei capigruppo ha pelevato anche 4 norme dal collegato che riguardano i Fondi comunitari ovvero la proroga della tabella H fino al 30 giugno, la convenzione per la nuova partecipate Cas – Anas, lo scippo al Fondo pensioni per riacquistare gli immobili regionali e forze anche per finanziare altro.
Le norme essenziali che verranno vagliate si possono riassumere in trasferimenti a Comuni e Province, salvaguardia del personale delle partecipate, fondi per forestali e consorzi di bonifica, stipendi per i dipendenti regionali e spese fisse e obbligatorie.
Tutto il resto è rinviato ma non gli articoli che riguardano la spesa per la pubblicità istituzionale sui giornali (e come dimenticare questi provvedimenti sotto elezioni) mentre per la norma che riguarda la definitiva stabilizzazione dei precari c’è un nuovo rinvio a maggio, nel collegato che diventa una enorme legge omnibus mista a variazioni di bilancio.
Oggi si vedrà se si riesce almeno a uscire da questa impasse ma la strategia è sempre la stessa: rinviare e prendere tempo. E questa volta la logica del rinvio viene portata fino alle estreme conseguenze

Fonte: palermo.blogsicilia.it