L'attivissima Proloco di Isnello
Sintiti,
sintiti, sintiti! Domenica prossima 2 aprile, a Isnello, 10^ Sagra
delle Verdure Tradizionali e Antiche delle Madonie. Potrete gustare le
più pregiate, le più gustose, le più singolari verdure selvatiche
commestibili presenti nell'ecosistema madonita: aprocchi, arazzi,
asparagi, cardi, napordi, cicoriette, casesi, finocchietto selvatico,
.... il tutto nella cornice di un ambiente naturale che vi lascerà il
fiato in gola (mozzafiato). Sabato 1 aprile, ore 15,00, trekking in
campagna per osservazione guidata e raccolta di verdure selvatiche.
Potrete, inoltre, visitare le nostre Chiese nel circuito
storico-artistico di un borgo antico e suggestivo. Vi aspettiamo
numerosi!!!
A CEFALÙ IL TURISMO PASSA ANCHE DALLE VERDURE SPONTANEE
26 Marzo 2017
A Cefalù il turismo passa anche dalle verdure spontanee che crescono
in aperta campagna. Presentato il libro «verdure spontanee di Sicilia»
scritto dal docente universitario di botanica Rosario Schicchi. Una vera
e propria guida su come riconoscere queste verdure per valorizzare arte
e tradizione di una cucina, quella siciliana, da riscoprire anche per
un turismo nuovo e più coinvolgente. Il libro è stato presentato sabato
pomeriggio nell’Aula magna dell’Ipsseoa di Cefalù, grazie ad un convegno
organizzato dal Rotary club guidato da Franco Catanzaro. Nel corso
dell’assise hanno parlato Francesca Cerami, direttore Idimed, Rosario
Schicchi, ordinario di botanica sistematica e autore del libro, Anna
Geraci, ricercatrice, Franco Fiasconaro, professore dell’alberghiero,
Biagio Agostara, direttore polo oncologico Arnas e Bartolo Fazio,
consigliere delegato Idimed. Alla fine del convegno è stata offerta ai
partecipanti una deliziosa degustazione delle varie specie di verdure
cotte.
Il libro racconta di piante selvatiche da scoprire, di piatti antichi
da tornare a custodire, di gusti da riportare fra gli affetti, di
tradizioni da ridare alle giovani generazioni, di vita da consegnare a
turisti e visitatori. Fino agli ’60 le verdure spontanee che crescevano
in Sicilia avevano una notevole importanza nell’alimentazione della
popolazione. Quando questa si è spostata dalla campagna verso la città
queste verdure sono state lentamente sostituite da quelle coltivate. E
così oggi le verdure spontanee non vengono quasi più utilizzate nella
dieta quotidiana. Eppure proprio queste verdure, che ammontano a circa
duecento entità, rapresentano ancora oggi un’importate risorsa del
territorio. Raccolte da mani esperte, infatti, possono trasformarsi in
cibi sani e genuini. Rilanciare una cucina in chiave turistica non può
prescindere dalla conoscenza e valorizzazione delle verdure selvatiche.
In questo senso un evento importante che mira a conservare questa
cultura è la «Sagra delle verdure tradizionali e antiche delle Madonie»
che si celebra da otto anni a Isnello. A idearla è stata proprio il
professore Rosario Schicchi autore del libro «Verdure spontanee di
Sicilia».
All’interno del libro consigli e avvertenze per come riconoscere
queste verdure ma anche alcune regole da seguire ad evitare pericoli per
la salute. In particolare l’autore consiglia di non raccogliere le
verdure che crescono nelle scarpate delle strade trafficate o in zone
vicine a fonti di inquinamento, nei parchi urbani frequentati da cani o
altri animali, nei campi in cui le culture sono interessate da diserbo o
trattamenti antiparassitari.
All’interno del libro quarantacinque schede di verdure selvatiche. Per
ognuna vengono elencati i nomi con i quali la verdura è conosciuta in
Italia e in Sicilia. La piata viene sapientemente descritta e se ne
riporta la fenologia e la sua distribuzione nel territorio. Nella stessa
scheda vengono elencate le proprietà e gli usi medicinali della pianta
ma anche quali sue parti vengono utilizzate in cucina. Non mancano
alcune note e curiosità insieme ad avvertenze, presenza sul mercato e
un’interessante bibiliografia e sitografia. Fra una scheda e l’altra
vengono inserite pagine di arte culinaria con quattordici ricette che
fanno assaporare al meglio alcune piante. Ogni scheda è accompagnata da
belle foto della pianta che ne rendono la ricerca e la raccolta ancora
più facile.
Rosario Schicchi è professore ordinario di botanica sistematica
presso il dipartimento di scienze agrarie e forestali dell’Università di
Palermo e dirige il museo naturalistico Francesco Minà di Castelbuono.
E’ autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche e libri riguardanti la
biodiversità, il paesaggio vegetale e gli alberi monumentali.
«Contrariamente a quanto si pensi – commenta – ancora si riescono a
trovare quelle 5/6 verdure spontanee nelle bancarelle dei mercati
rionali. Indubbiamente andranno realizzati dei corsi di formazione, così
come succede per i funghi, in modo tale da poter formare persone in
grado di riconoscere e certificare la provenienza delle verdure. Se un
ristoratore deve preparare una verdura spontanea deve avere la certezza
di ciò che cucina. Non può correre il rischio, ad esempio, di cucinare
la mandragora (pianta velenosa n.d.r.) al posto della borragine».
La foto è di Antonella Scicolone che ha ideato il convegno.
Fonte: cefalunews.org/