03 novembre 2018

L'ITALIA SCOPRE IL BOSCO SOLO DOPO LE DEVASTAZIONI DI INCENDI E MALTEMPO. UNCEM: "LA FORESTA CHE CADE FA NOTIZIA. GRAVE NON AVERE UN'ATTENZIONE COSTANTE POLITICA E MEDIATICA PER MONTAGNA E FORESTE"


Dalla pagina Facebook
Uncem - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani 

Devastazioni di incendi e schianti di intere foreste dovute al maltempo, alle forti piogge e al vento che soffia a oltre 100 chilometri orari. L'Italia scopre il bosco solo dopo questi e altri gravi eventi calamitosi. Scopre che il suo territorio e per oltre il 50 per cento fatto di Alpi e Appennini, è fragile, e per un terzo è coperto da boschi. Foreste che raggiungono i 12 milioni di ettari, una superficie cresciuta troppo negli ultimi 30 anni. Ha sottratto superficie agricola e ha invaso villaggi e generato nuovo abbandono. Ce ne accorgiamo ora, dopo aver visto le drammatiche immagini degli schianti sull'Altipiano di Asiago. Ce ne accorgiamo dopo i roghi della Val di Susa, sull'appennino del Lazio o in Campania sul Vesuvio. Sempre a causa di qualche calamità, quando va bene (e non ci sono troppi yatch arenati e insabbiati sulle coste) tg e giornali mostrano le immagini del bosco e delle foreste italiane devastate, provando a raccontarne dinamiche e sistemi di ricostruzione.

Peccato che la comunicazione e prima ancora un pezzo troppo ampio della politica nazionale interpreti molti dei temi ambientali legati a montagne e foreste come residuali. Solo la foresta che cade fa notizia. Uncem da decenni auspica sia notiziabile e attenzionata dalle istituzioni nazionali - Governo e Parlamento - anche la foresta gestita. Gestita attivamente, come previsto dalla legge nazionale sulle foreste, approvata otto mesi fa dal Parlamento, che oggi necessita di nove decreti attuativi.

Uncem chiede che il bosco ritrovi una centralità nella storia e nella geografia del Paese. Scrigno di biodiversità da proteggere, ma anche luogo dove si combattono i cambiamenti climatici con una gestione attiva efficace e turnazioni di taglio regolari, tramite accurata pianificazione sovracomunale fatta da Enti locali e imprese insieme. Luogo dove si assorbe Co2 e si generano opportune misure antidoto al cambiamento climatico. La foresta luogo da tutelare, gestire, valorizzare. Evitando cresca eccessivamente, invecchi senza gestione e sia così più predisposta agli incendi. Evitando non svolga più le sue funzioni produttive quando i versanti sono troppo carichi. Questo va raccontato tutto l'anno, sempre. Comprese le iniziative fatte da Regioni ed Enti locali per il superamento della parcellizzazione fondiaria che impedisce di fatto la gestione attiva. Compresi gli strumenti di certificazione per aumentare il valore del prodotto.

Sappiamo bene che sull'Altipiano di Asiago, gli Enti locali - Comuni in primis - metteranno in fila azioni fondamentali per rigenerare quei boschi dove abbiamo assistito nelle ultime ore a centinaia di migliaia di schianti di alberi. E vogliamo invece che il Parlamento attui in tempi rapidissimi le strategie per gestire correttamente 12 milioni di ettari di bosco, dando efficacia piena al Testo unico forestale. E che questa attuazione preveda anche investimenti di risorse, non solo europee (a oggi le uniche disponibili, grazie al Feasr, ai Psr regionali) ma finanziate dal bilancio dello Stato. Per dire con concretezza che il bosco è per l'Italia un patrimonio immenso. E il Paese lo sa: non se ne accorge soltanto quando alberi si schiantano in terra o vanno in fumo.









ALLERTA INCENDI IN ESTATE E ALLERTA METEO PER IL MALTEMPO. IL FUNZIONARIO GUARINO: CON L'UTILIZZO DEGLI OPERATORI FORESTALI TUTTO L'ANNO CON INTERVENTI MIRATI E PROGRAMMATI CESSEREBBERO TUTTE LE EMERGENZE



di Gaetano Guarino
Funzionario del Corpo Forestale
della Regione Siciliana

Allerta incendi in estate, ora, allerta meteo per le copiose precipitazioni atmosferiche che stanno inondando tutta la Sicilia, e di che si parla? Di dichiarazioni di "stati d'emergenza". Voi non pensate che utilizzando gli Operatori Forestali tutto l'anno con interventi mirati e programmati tutti questi caxxo di stati di emergenza non cesserebbero? I fiumi defluirebbero tranquillamente, frane e smottamenti sarebbero scene del passato, si risparmierebbero milioni di Euro e non avremmo rischi per la popolazione.





I DIFENSORI DEI DIPENDENTI PUBBLICI PRECARI SICILIANI IN CORTE COSTITUZIONALE


Il pool di avvocati giuslavoristi che difendono i dipendenti pubblici precari siciliani davanti alla Corte costituzionale.
I dipendenti pubblici con contratti a termine e in servizio negli Enti Locali ed Istituzionali della Regione vittime del più gigantesco abuso di Stato mai realizzato nella Pa. Italiana.


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Corte Costituzionale. Udienza del 23/10/2018. Avvocati Sergio Galleano e Vincenzo De Michele.

Fonte video: https://www.cortecostituzionale.it/documenti/up2018/up20181023/up20181023_r1.00.mp4

Fonte sito: https://www.cortecostituzionale.it/actionUdienza.do






MALTEMPO. LA PROTEZIONE CIVILE DIRAMA L'ALLERTA ROSSA SU PALERMO, TRAPANI E AGRIGENTO. SCUOLE CHIUSE ANCHE NELLE ALTE MADONIE










IL GOVERNATORE. MALTEMPO IN SICILIA, MUSUMECI: "FONDI E PROGETTI PER LA MANUTENZIONE BLOCCATI DALLA BUROCRAZIA"

Nello Musumeci
Dal sito gds.it

02 Novembre 2018
In Sicilia progetti e fondi per la manutenzione di fiumi e torrenti c'erano ma sarebbero stati bloccati dalla burocrazia. A lanciare il sospetto è il presidente della Regione Nello Musumeci. La conta dei danni è in corso e si aggiunge ai danni dei giorni scorsi nelle province di Catania, di Siracusa e di Enna.

E’ una situazione drammatica perché da anni non si fa manutenzione - dice il governatore alla trasmissione di Radio Uno "Fuorigioco" - Ho scoperto che in passato erano state date disposizioni con risorse finanziarie, ma gli uffici non hanno dato seguito agli atti formali e nessuno si è preoccupato di accertare le responsabilità delle gravi omissioni degli uffici».  Per Musumeci «sono stati stanziati fondi, ma poi gli uffici hanno fatto sì che quei soldi non arrivassero dove dovevano arrivare».

«In provincia di Enna - ha sottolineato - per esempio, il fiume Calderai rientrava in un elenco di interventi del Genio civile dell’agosto 2015: il Calderai è esondato, l’altro ieri, l'acqua ha invaso aziende agricole e alla fine ci si è accorti che in quel fiume la manutenzione non si faceva da oltre 20 anni. Sono gli uffici del Genio civile che nel passato hanno predisposto i progetti, dopo aver compiuto dei sopralluoghi, ma è l’assessorato regionale all’Ambiente che doveva verificare se poi i progetti finanziati andavano in gara. C'è stata una negligenza grave, e voglio sperare e non dolo, per la quale ho avviato una indagine nei giorni scorsi negli uffici del Genio civile di Catania e di Palermo, per esempio, seguita poi dalle immediate dimissioni dei due capi uffici, quello di Catania e quello di Palermo. Insomma, occorre che l’organo politico non solo dia disposizioni ma vigili perché certa burocrazia, non tutta per carità, poi, per una serie di ragioni non sempre comprensibili e giustificabili, finisca per lasciare il denaro congelato e i progetti inapplicati».

© Riproduzione riservata

Fonte: gds.it






GIÀ IN ATTO LA CONTA DEI DANNI. ALLERTA MALTEMPO, MUSUMECI : “ROMA RICONOSCA LO STATO DI CALAMITÀ IN SICILIA”


Dal sito www.ilsicilia.it

di Nicola Funaro - 2 novembre 2018
“La Protezione civile è in giro per verificare l’entità dei danni, abbiamo già chiesto lo stato di calamità per alcune aree. Speriamo che gli interventi da Roma arrivino”. Lo ha dichiarato il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, ai microfoni di Radio 1, intervenendo in merito all’ondata di maltempo che ha colpito la regione.

“In questo momento – ha aggiunto – tutta la Sicilia è sotto pressione, viviamo in una condizione di comprensibile ansia”. Il ragusano è stato particolarmente colpito e questa situazione di estremo disagio appare evidente perchè in quella provincia si registra il maggior numero di aziende agricole, prevalentemente serre e vivai”.

“Purtroppo la conta dei danni è ancora in corso”, ha sottolineato Musumeci, ricordando che nei giorni scorsi erano state colpite le province di Catania, Siracusa ed Enna.

“E’ una situazione drammatica perchè da anni non si fa manutenzione. Ho scoperto che in passato erano anche state date delle disposizioni con risorse finanziarie ma gli uffici non hanno dato seguito agli atti formali e nessuno si è preoccupato di accertare le responsabilità delle gravi omissioni degli uffici”.

Fonte: www.ilsicilia.it






VERSO IL BILANCIO DI PREVISIONE 2019, NO A NUOVO DEBITO MA PASSIVO DI 7,7 MILIARDI


Dal sito www.blogsicilia.it

di Antonio Maria Casarubea - 02/11/2018
Neanche un euro di nuovo debito contratto nel 2018. E’ l’elemento che il vicepresidente della Regione ed assessore all’economia, Gaetano Armao, sbandiera in occasione della conferenza di presentazione del “Bollettino sul fabbisogno finanziario”.

Il “Bollettino” è un documento che contiene tutti i dati relativi alle posizioni debitorie della Regione e ai derivati finanziari, nell’ottica della trasparenza e della partecipazione dei cittadini alle vicende economiche della Sicilia. Insomm un documentoc he ci dice di quanti soldi ha bisogna la macchina regionale

“Quest’anno non si è fatto nuovo debito, neanche un euro. La situazione debitoria si è assestata a 7,7 miliardi. Cerchiamo di riqualificare il nostro debito, affinché pesi il meno possibile sul bilancio. I ‘derivati’ pesano sul bilancio di circa 40 milioni di euro, ma grazie anche a una interlocuzione con il Mef, dal 2019 non avremo più i pesi dei derivati sul bilancio”.

L’Assessore con delega all’economia punta a snellire i prossimi documenti in materia finanziaria, per evitare di perdersi in dibattiti estenuanti e farraginosi percorsi di approvazione. “La legge di stabilità – precisa Armao – non sarà più il coacervo di dimensioni gigantesche degli ultimi anni quando la manovra aveva più di 100 norme. Porteremo in Parlamento tre interventi – finanziaria, bilancio e ddl bilancio – e poi altri sette come collegato, con disegni di legge governativi, in parte già in Assemblea, con le riforme”.

Durante la conferenza, inoltre, si è anticipato che, nell’attesa di “conoscere il bilancio dello Stato”, la manovra “è stata già consegnata alla giunta, che la esaminerà nei prossimi giorni”.

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ACCORDO COL MINISTRO PER DIMSTTERE I DERIVATI REGIONALI

Fonte: www.blogsicilia.it






02 novembre 2018

DA LUNEDI TUTTI I LAVORATORI FORESTALI SARANNO SOSPESI. DA NESSUN GIORNO DI RIPOSO E CI SONO LE RISORSE PER INCREMENTARE LE GIORNATE A CHISSÀ SE VERRANNO ASSICURATI I LIVELLI OCCUPAZIONALI

Ricevo e pubblico
dalle Segreterie Prov.li
Fai, Flai e Uila Palermo
 
 
 
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IL GOVERNO REGIONALE SOSPENDE I LAVORATORI DELLA FORESTALE PER MANCANZA DI SOLDI



Dalla pagina www.inuovivespri.it

02 Novembre 2018
La notizia la apprendiamo dalla pagina Facebook del SIFUS e da qualche lavoratore. A quanto pare, non sarebbero disponibili i  Fondi per lo Sviluppo e la Coesione. La cosa è assai strana, perché tali fondi sono della Sicilia. L’atmosfera diventa pesante e, se la cosa non si risolverà, si annunciano proteste. Tutto questo avviene mentre il territorio siciliano cade a pezzi per mancanza di manutenzione

Sospensione del lavoro per i lavoratori della Forestale? La notizia è molto strana, perché questo si verifica in un momento in cui, per mancanza di manutenzione del territorio, gli allagamenti si susseguono in tutta la Sicilia (ma anche nel resto d’Italia). Si parla di piogge “tempestose”, tanto per nascondere l’abbandono delle città e delle strade.
La notizia che l’amministrazione regionale starebbe procedendo alla sospensione dei lavoratori della Forestale l’apprendiamo dalla pagina Facebook di Salvatore Centorbi, un lavoratore iscritto al SUFUS, il sindacato che si batte per la stabilizzazione dei lavoratori della Forestale:
“Mentre la Sicilia affonda nel fango … il governo che fa?  SOSPENDE I FORESTALI. Da domani i forestali 78sti del distretto Monte Lauro della provincia di Siracusa siamo sospesi. Oggi alle 13.10 …venti minuti prima di staccare dal lavoro ci arriva la lieta notizia.
 Dico …siamo uomini o bestie.
 VERGOGNA”.


Sulla pagina Facebook di Maurizio Grosso, segretario del SIFUS, la notizia viene confermata:
“Probabile blocco dei cantieri a causa di indisponibilità di Fondi per lo Sviluppo e la Coesione”
Si tratta di fondi che la Regione siciliana non ha utilizzato negli anni passati e che sono stati riprogrammati: da qui la domanda: se sono fondi della Sicilia già riprogrammati come mai non sono disponibili?
Grosso dice che l’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, starebbe “lavorando per superare il problema”.

A questo punto c’è da preoccuparsi, perché l’assessore Bandiera, piuttosto che risolverli, i problemi o li crea o non li affronta. Non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando dell’assessore all’Agricoltura che, sette mesi fa, ha annunciato i controlli sulle navi cariche di grano e, in generale, sulle derrate alimentari che arrivano in Sicilia. Ma alle parole non sono seguiti i fatti.
Grosso, da parte sua, dice che le sospensioni dal lavoro dei dipendenti della Forestale procedono in tutta la Sicilia. E ricorda che quello che si sta verificando in questi giorni è accaduto anche negli anni passati. Problemi superati con l’utilizzazione di fondi reperiti dai Governi passati in altri capitoli: cosa, questa, che ha scongiurato che i lavoratori non ultimassero le giornate lavorative.
Lo stesso Grosso ricorda che, nel 2015 – ai ‘gloriosi’ tempi del Governo regionale di Rosario Crocetta – i fondi su altri capitoli non sono stati deperiti e molti lavoratori non riuscirono a completare le giornate lavorative.
Finirà così anche quest’anno? Il rischio c’è. Grosso invita i lavoratori a “rimanere vigili”. Se il quadro non dovesse cambiare fa sapere che il SIFUS “è già pronto ad intraprendere azioni di lotta”. 
Fonte: www.inuovivespri.it
 
 



SOSPENSIONI DEI LAVORATORI FORESTALI. SIFUS CONFALI: L'ASSESSORE BANDIERA HA DICHIARATO CHE STA LAVORANDO PER SUPERARE IL PROBLEMA. RIMANIAMO VIGILI E PRONTI AD ATTIVARE AZIONI DI LOTTA



Dalla pagina Faceook
Maurizio Grosso Sifus Confali

Probabile blocco dei cantieri a causa della indisponibilità dei fondi fsc. L'Assessore On. Bandiera ha dichiarato che sta lavorando per superare il problema. Il Sifus invita il governo ad anticipare le risorse da altri capitoli di bilancio nelle more che siano disponibili i fondi fsc.

Gran parte delle aziende forestali provinciali siciliane stanno procedendo alla sospensione dei lavoratori addetti alla manutenzione (a Palermo già da lunedi) poichè manca ancora la immediata disponibilità dei fondi europei fsc (fondi sviluppo e coesione) deliberati dalla giunta il 18 ottobre ultimo scorso.
Abbiamo sentito l'Assessore all'Agricoltura, On. Bandiera per avere contezza della situazione . L'Assessore ha risposto testualmente: il problema c'è ma stiamo lavorando in queste ore per superarlo.
Il Sifus ricorda al governo Musumeci che situazioni del genere si sono già registrate in altri anni ed i vecchi governi hanno agito, anche su pressioni del Sifus, anticipando le risorse necessarie al comparto, da altri capitoli di bilancio immediatamente disponibili. Nel 2015, questo consiglio, non si volle sciaguratamente seguire e parte dei forestali non completarono le giornate per motivi di calendario.
Il sifus invita i lavoratori a rimanere vigili e qualora il quadro non dovesse cambiare, comunica che è già pronto ad attivare azioni di lotta.
Maurizio Grosso Sifus Confali



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Il Dirigente Generale dello Sviluppo Rurale comunica che la prossima settimana si procederà alla sospensione delle attività forestali in tutte le province. I sindacati pronti ad autoconvocarsi mercoledì 7 novembre



ESONDANO FIUMI E TORRENTI E L'ASSESSORE CORDARO DICE CHE I FIUMI FARANNO MENO PAURA

https://video.repubblica.it/edizione/palermo/sicilia-esonda-il-fiume-salso/318589?video&ref=fbplpa
Esonda il fiume Salso
 

Il fiume che attraversa Corleone
 
 


 A Sciacca, esonda il torrente Cansalamone: strade impraticabili e negozi allagati
 
Lercara Friddi Castronovo Di Sicilia
 
 
 

Sciacca
 

La Codiretti lancia l'allarme


Sciacca
 
 

Smottamenti e massi caduti vicino le case di Gangi 
 
 
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IL FAS SICILIA GIORNO 06/11/2018 CON IL SIT-IN SOTTO LA PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIA CHIEDERÀ ALLE AUTORITÀ COMPETENTI L’IMMEDIATO UTILIZZO DEL PERSONALE ANTINCENDIO BOSCHIVO E DEI LORO MEZZI CONTRO LE ALLUVIONI

 
Ricevo e pubblico
dal Fas

 
La Sicilia ha subito un vero e proprio nubifragio, la situazione in queste ore è difficile. Ogni volta tutto tace, il territorio ferito a morte. Il Governo Regionale Siciliano, oltre a non aver erogato in tempo i fondi necessari per la tutela del territorio, anche quest’anno si ostina a non voler utilizzare il personale forestale che ha a disposizione. Il FAS Sicilia giorno 06/11/2018 attraverso il sit-in sotto la presidenza della regione Sicilia oltre alla stabilizzazione e alla nuova legge forestale chiederà al Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci l’immediata modifica del comma 11 dell’articolo 25 della legge regionale n. 9 del 2013: per dare la possibilità a tutti i forestali, in caso di emergenze o fondi extraregionali e quindi di eventuali progetti, di effettuare urgentemente più giornate di quelle garantite per legge, ma ancora più importante è legato alla protezione del territorio e all’incolumità dei cittadini, (vedi le Alluvione di Messina del 2009 o quelle di altre provincie del 2016 e 2017) e quindi  chiederà l’utilizzo immediato dei 6000 operai addetti alla prevenzione antincendio boschivo e dei loro 200 mezzi idonei a intervenire. Ricorderà alle stesse autorità che il Corpo Forestale della Regione Sicilia nell’ambito del territorio regionale partecipa all’organizzazione e allo svolgimento delle attività di protezione civile “legge 6 aprile 96 n°16 coordinata con la legge 14/2006”. Il Governo Regionale e i nostri Onorevoli Politici, anche quest’anno hanno dimostrato per l’ennesima volta di non voler utilizzare e valorizzare il personale forestale di non dare risposte a un territorio violentato dagli incendi e dalle alluvioni.
 
 
 
 


IL DIRIGENTE GENERALE DELLO SVILUPPO RURALE COMUNICA CHE LA PROSSIMA SETTIMANA SI PROCEDERÀ ALLA SOSPENSIONE DELLE ATTIVITÀ FORESTALI IN TUTTE LE PROVINCE. I SINDACATI PRONTI AD AUTOCONVOCARSI MERCOLEDÌ 7 NOVEMBRE

Ricevo e pubblico
dalle segreterie regionali
di Fai, Flai e Uila






ANTINCENDIO PALERMO. ACCREDITATO IL MESE DI SETTEMBRE







I FIUMI FARANNO MENO PAURA. INTERVISTA ALL'ASSESSORE TOTO CORDARO. IL BLOG: MA LA PREVENZIONE SARA' AFFIDATA AI LAVORATORI FORESTALI PER COME AVETE DETTO TANTISSIME VOLTE? SENTIAMO PUZZA DI BRUCIATO


Dal sito www.buttanissima.it

"La prevenzione, scelta centrale di questo governo per l’ambiente". Intervista all'assessore Toto Cordaro

Paolo Mandarà 
Quando piove torna d’attualità: il dissesto idrogeologico è nemico della Sicilia. Capita, anche di recente, che i fiumi straripino e invadono le colture, o peggio, che i ponti crollino e le auto vi rimangano incagliate sotto. O che molte famiglie siano costrette a evacuare casa dopo un nubifragio, perché cedono le pareti.  E’ già successo e succederà ancora. Per questo la Regione Sicilia, dopo tempo immemore e il clamoroso ritardo accumulato, ha scelto di correre ai ripari. Attraverso una serie di misure – dall’istituzione dell’Autorità di bacino al finanziamento a pioggia per ripulire gli alvei dei torrenti – che l’assessore regionale a Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, ha tirato fuori dai cassetti impolverati. Ma che adesso, dopo un lungo parto, ha voglia di enunciare quasi di getto. “Purtroppo, se guardiamo al passato, ma per fortuna, da quando ci siamo noi – spiega Cordaro – il tema della pianificazione ambientale è diventato centrale nell’agenda del governo. Questo nuovo approccio, fondato su tutela e salvaguardia, ci ha permesso di adottare decisioni storiche, sebbene in forte ritardo”.

Pare che la Sicilia sia stata l’ultima regione a italiana a istituire l’Autorità di bacino. Ossia la struttura che pianifica gli interventi tentando di prevenire il dissesto. Quali sono le sue competenze?

“L’Autorità di bacino è stata istituita con la legge finanziaria approvata lo scorso 30 aprile. In Italia ne erano state adottate già sette, e spesso di carattere interregionali. Noi siamo arrivati per ultimi. Costituisce l’ente di pianificazione per la tutela del territorio. Nasce in forma di dipartimento regionale, avrà i suoi uffici e un suo dirigente. Questo dipartimento e il piano per le alluvioni lavorano in combinato disposto: uno è la struttura, l’altro è la modalità che deve mettere in campo le misure e adottare gli interventi per la prevenzione e la tutela”.

Si è aggiunto un altro tema alla discussione. Cos’è il piano per le alluvioni?

“Tecnicamente si chiama “piano di gestione del rischio alluvioni”. A causa della sua assenza, la Sicilia era soggetta a procedura di infrazione da parte dell’Europa. Ora abbiamo sanato anche questo vulnus: il piano per le alluvioni pianifica gli interventi per la prevenzione di eventi d’impatto drammatico o tragico su tutto il territorio siciliano. E’ uno strumento di cui si fa carico la Regione: prima dovrà ottenere l’ok dal Ministero dell’Ambiente, poi tornerà qui per l’adozione e infine verrà approvato in modo definitivo dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Il governo regionale si occuperà dell’attuazione delle singole misure”.

Ci sono anche delle misure economiche?

“Con una norma abbiamo previsto lo stanziamento di 6,5 milioni per la pulizia del demanio idrico-fluviale. Entro la fine dell’anno sono in programma 24 interventi di somma urgenza. Questa misura ha trovato la condivisione unanime di Sala d’Ercole. Ma, restando in tema di soldi, esiste un altro argomento fondamentale, almeno in prospettiva…”

Quale?

“Il dissesto idrogeologico può manifestarsi in varie forme: dalle alluvioni alle esondazioni, passando per calamità naturali come terremoti o eruzioni vulcaniche. Ma esiste anche la fattispecie dell’erosione costiera. Bene, la Regione ha accumulato richieste di intervento per 400 milioni di euro, che stiamo fronteggiando in vari modi. Attraverso i fondi europei del programma operativo 2014-20, all’interno del quale sono previsti 155 milioni. Attraverso i fondi di sviluppo e coesione, il cosiddetto Patto per il Sud, che stiamo rimodulando per rispondere a ogni tipo di esigenza. E infine attraverso i fondi previsti dal Poc, il piano operativo complementare 2014-20. Imporremo un nuovo sistema di valutazione delle priorità, e così potremo finanziare tutte le opere inserite in questo capitolo del dissesto idrogeologico”.

Come fanno sindaci e uffici tecnici a intercettare questi fondi?

“Ecco, questa è una nota dolente. Molti non sanno come fare. Glielo spiego io: i Comuni che subiscono o si trovano in una condizione di dissesto, devono predisporre un progetto preliminare che va inserito nel database Rendis, che permette di stabilire un criterio di priorità degli interventi. Esso è legato ad alcuni parametri come il pericolo diretto o indiretto per le vite umane. Parliamo di pericolo diretto se c’è un fiume che passa dal centro abitato, indiretto se c’è un costone che sta franando sopra le case. Ambedue le condizioni costituiscono priorità per il finanziamento. Noi siamo già passati a una fase operativa, con due interventi simbolici e concreti allo stesso tempo. Mi riferisco al ripristino del costone della scala dei Turchi (per 400mila euro) e al ripascimento della spiaggia del litorale di Eraclea (5 milioni). Sono entrambi patrimonio dell’Unesco”.

Dagli ultimi episodi di maltempo, sono usciti a pezzi il Genio Civile di Palermo e quello di Catania. I due direttori hanno fatto le valigie dopo la durissima accusa di Musumeci, secondo il quale non si sarebbe ottemperato ad alcuni doveri come mettere in sicurezza fiumi e torrenti…

“Sono dei casi isolati, di fronte ai quali bisogna ripristinare un principio assente fino a oggi: quello della responsabilità. Non giudiziaria, ma politica. Se dopo un accadimento, ci si accorge che è mancata l’adozione di un progetto di pianificazione che il governo aveva pensato, allora non si è agito per il meglio. Bisogna stabilire un nuovo metodo di lavoro e le critiche di Musumeci viaggiano in quest’ottica. In Sicilia chi rompe non ha mai pagato. E’ arrivato il tempo in cui chi sbaglia deve assumersi le proprie responsabilità. Vogliamo che la burocrazia proceda al passo del governo. A Palermo e Catania non è andata così”.

Passando dal dissesto ai rifiuti. Ha convocato una conferenza di servizi per il 5 novembre, durante la quale potrebbe arrivare lo sblocco all’autorizzazione per permettere il completamento ai lavori della sesta vasca di Bellolampo. Sarà così?

“Il mio assessorato, a tal proposito, ha una specifica competenza: la validazione del progetto. Il 5 novembre ci sarà il via libera al progetto autorizzativo unico regionale. Il Comune di Palermo potrà avviare l’opera di ampliamento, anche se dubito che potrà concludersi entro il 15, ossia la scadenza della deroga firmata mercoledì scorso da Orlando per il conferimento dei rifiuti. E lì la responsabilità è del sindaco: è Orlando a poter derogare durante l’ampliamento della discarica. Quindi dovrà procedere a nuova deroga. Ma urge un’altra precisazione…”

Prego…

“Fino a ieri Orlando continuava a rappresentare un’emergenza non reale: quando egli attribuisce la responsabilità al presidente della Regione in qualità di commissario per i rifiuti, dice un’inesattezza, per non dire una bugia. Perché Musumeci non è mai stato commissario per i rifiuti, ma per sei progetti specifici legati ai rifiuti, tra i quali non rientra l’ampliamento della sesta vasca. Orlando fa finta di non sapere, ma non può non sapere”.

Fonte: www.buttanissima.it


I lavoratori forestali non avranno un giorno di riposo, li vorrei a pulire i fiumi, i laghi, le spiagge, le aree verdi ecc...







STATO DI AGITAZIONE DEI LAVORATORI FORESTALI, DA MARTEDÌ PROSSIMO SI RISCHIA LA SOSPENSIONE DELLE ATTIVITÀ NEI CANTIERI DEL TERRITORIO TRAPANESE


Dal sito www.alqamah.it

02 Novembre 2018
Stato di agitazione per i lavoratori forestali. A proclamarlo sono la Flai Cgil, la Fai Cisl e la Uila Uil di Trapani che hanno espresso "forte preoccupazione per la notizia di una paventata sospensione di tutti i lavoratori attualmente in servizio nei cantieri forestali del territorio trapanese".

La sospensione delle attività (prevista in tutte le province) deriverebbe dalla mancata disponibilità finanziaria dei fondi Fsc (fondi per lo sviluppo e la coesione), fondamentali per il completamento dei lavori e delle corrispondenti giornate lavorative.

L’amministrazione forestale provinciale ha, infatti, reso noto di essere in attesa di ulteriori notizie, in mancanza delle quali potrebbe avvenire la sospensione dei lavoratori a partire da martedì.

"Contro l’ennesima manifestazione di incompetenza e improvvisazione da parte del governo regionale - dicono i segretari della Flai Cgil Giacometta Giacalone, della Fai Cisl  Cristina Miceli e della Uila Uil Tommaso Macaddino - abbiamo dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori. Inoltre, preannunciamo eventuali iniziative, già in fase di elaborazione a livello regionale, qualora, entro lunedì, gli organi competenti non dovessero trovare una soluzione al problema. Finché la tutela del territorio non diverrà priorità per lo sviluppo e l’economia siciliana - concludono - continueremo ad assistere a questa vergogna. Serve una seria riforma del comparto che dia dignità a lavoratori il cui contributo è fondamentale in un territorio ad alto rischio di dissesto idrogeologico".

Fonte: www.alqamah.it




ISNELLO SAPORI D'AUTUNNO - SPOT ONDA TV







01 novembre 2018

VIA LIBERA IN COMMISSIONE AL RENDICONTO GENERALE 2017, SI PASSA AL DEFR


Dal sito www.blogsicilia.it

31/10/2018
Oggi in II Commissione, si è svolta la seduta per l’approvazione del Rendiconto generale della Regione, per l’esercizio finanziario 2017 e Rendiconto consolidato. Soddisfazione da parte del Presidente, on. Riccardo Savona, per come la Commissione ha discusso e approvato gli ordini del giorno.

“Abbiamo continuato l’approvazione dei documenti finanziari – sottolinea il Presidente Savona. Dopo i debiti fuori bilancio, collegati al rendiconto 2017, si è provveduto all’approvazione del Rendiconto e dell’assestamento tecnico che aggiusta i conti in funzione di una perdita certificata pari a 536 milioni”

“Così facendo – conclude il Parlamentare di Forza Italia – abbiamo completato il 2017. Siamo già pronti per l’esame del Documento di economia e finanza regionale (DEFR) e in seguito, per la manovra del patto di stabilità e relativo bilancio, nel rispetto dei tempi che, insieme al Governo, ci siamo prefissati, per la presentazione dei documenti attinenti”.

Fonte: www.blogsicilia.it






31 ottobre 2018

IL SINDACO DI GRATTERI, PIPPO MUFFOLETTO: RISCHIO CROLLO ALBERI


Dal sito www.madonielive.com

31 Ottobre 2018
Il dipendente Ufficio Tecnico mi segnala la presenza su fondi privati, frontisti rispetto alla strada intercomunale Gratteri – Cefalù (Bivio Sillitta – Ponte Campella) di numerosi alberi che, in dipendenza della vetusta età e/o per parassitoligie del legno e/o perché indeboliti per essere stati attinti da incendi e/o per qualsiasi altra causa o ragione, rischiano di rovinare sulla strada pubblica con grave pericolo per la incolumità delle persone. Lo dice il sindaco di Gratteri Pippo Muffoletto (foto).
Essendo questa la situazione – continua il sindaco – nel ricordare che la responsabilità per i danni derivanti dalla caduta di alberi incombe su chi ne ha la custodia (proprietari, possessori) invito i titolari dei fondi interessati ad effettuare i dovuti controlli e ad adottare le iniziative necessarie alla eliminazione del pericolo.

Fonte: www.madonielive.com





AGGIORNAMENTO SEMESTRALE DELLE GRADUATORIE. IN RIFERIMENTO DELL'ATTO DI NOTORIETA' DA ALLEGARE AL MODELLO DI CONFERMA CON SCADENZA 15/11/2018, SI PRECISA CHE LA MANCATA PRESENTAZIONE NON COMPORTA L'INAMMISSIBILITA' DEL MODELLO DI CONFERMA








EMERGENZA CONTINUA. MALTEMPO, IL LAVORO PER PREVENIRE I DANNI. GALLI PENSA AI “CIRCA 70 MILA LAVORATORI, TRA OPERAI FORESTALI E CONSORZI DI BONIFICA


Dal sito www.rassegna.it

30 Ottobre 2018
Pioggia e vento castigano un'Italia fragile e in continuo pericolo. Flai Cgil: “Gli strumenti per intervenire in anticipo ci sarebbero, ma i forestali non hanno governance adeguata”. Fp: a dura prova i Vigili del fuoco, senza assicurazione e tutela legale

Il maltempo di questi giorni che si è abbattuto implacabile su tutto il territorio nazionale, facendo anche vittime, mette in evidenza la fragilità del nostro Paese. A dirlo per bocca della sua segretaria generale Ivana Galli è la Flai Cgil.

“Ci sono comuni a rischio frane e alluvioni -– ha detto –, un territorio in cui manca manutenzione e cura costante. Un territorio in cui è poco utile intervenire durante l'emergenza quando ormai è troppo tardi e si può solo fare il conto dei danni”.

Eppure gli strumenti e le risorse per prevenire ci sarebbero. Galli pensa ai “circa 70 mila lavoratori, tra operai forestali e consorzi di bonifica, che se opportunamente utilizzati e diretti potrebbero con la loro esperienza e professionalità contribuire a mettere in sicurezza il territorio”. Questi lavoratori, però, “ad oggi non hanno una governance adeguata, i forestali aspettano il rinnovo del contratto nazionale dal 2012, in alcune regioni hanno stipendi arretrati fino a 12 mesi”. Per loro la Flai chiede da tempo un tavolo “che risolva una volta per tutte tale vertenza, ma soprattutto consenta a questi lavoratori di poter svolgere al meglio il proprio lavoro, indispensabile alla conservazione e messa in sicurezza del Paese”.

Ma c'è un'altra categoria di lavoratori chiamata agli straordinari dal vento e dalla pioggia che si sta abbattendo sull'Italia. Sono i Vigili del fuoco. “Il maltempo di queste ore sta mettendo a dura prova il personale in servizio: tante le chiamate, troppe per essere evase in tempi ragionevoli, e il personale è stremato dalla fatica. A distanza di pochi mesi dalla tragedia di Genova, dopo le mille parole spese, ancora nulla è cambiato. Serve al più presto uno scatto del governo”. È quanto afferma la Funzione pubblica Cgil Vigili del fuoco.

I disagi di queste ore, “che hanno registrato diverse vittime, tra le quali un Vigile del fuoco a Bolzano, insieme al ferimento di un altro a Roma”, sono però l’ennesima dimostrazione “di come il sistema di Protezione Civile vacilli, di come il territorio sia a rischio e di come tutto questo si riversi sui cittadini. È arrivato il momento che il governo dia ‘concretezza’ alle parole dette fino a oggi. Servono provvedimenti urgenti come assunzioni, mezzi e attrezzature, altrimenti a pagarne le conseguenze saranno i cittadini e le lavoratrici e i lavoratori del Corpo”.

I Vigili del fuoco, afferma Mauro Giulianella, coordinatore nazionale Fp Cgil Vvf, fanno il massimo “per stare al fianco della popolazione, ma il rischio di incidenti e di infortuni è troppo elevato, mentre l’amministrazione continua a puntare al risparmio evitando il raddoppio dei turni”. Questi lavoratori, tra l'altro, non sono coperti da un'assicurazione Inail e, “cosa ancor più devastante, non abbiamo la tutela legale in caso di danni procurati e contro terzi”.

Il governo potrebbe però, con il decreto sicurezza, dare subito una prima risposta. È quello che chiede la Fp: “Entro dicembre si può anticipare il tour over e chiudere prima la graduatoria del concorso 814, senza aspettare il 2019. Basta chiacchiere, come Funzione pubblica Cgil Vigili del fuoco lo scorso 23 ottobre abbiamo dichiarato lo stato di agitazione, le motivazioni per confermarlo ci sono tutte, compresa la necessità di avere certezze sul rinnovo del contratto e lo stanziamento di risorse ad hoc”.

Fonte: www.rassegna.it


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UN GIORNATA IMMERSI NEL "POLMONE VERDE" DI VIZZINI. FAMIGLIE E BAMBINI RISCOPRONO IL BOSCO DI GRANVILLA. QUESTO IMMENSO PATRIMONIO È GESTITO DALL'UST SI CATANIA CON IL PREZIOSO LAVORO DEGLI OPERAI FORESTALI

BAMBINI PROTAGONISTI | Un momento delle attività per i più piccoli.

Dal sito www.infovizzini.it

L'escursione, organizzata dall'ex Azienda Foreste Demaniali e dai Comuni del territorio, ha coinvolto soprattutto le famiglie. A illustrare il patrimonio verde le guide naturalistiche di diverse sigle associative.

È stata una giornata trascorsa nel verde, quella di domenica scorsa, per quanti hanno preso parte alla visita didattico-ricreativa al bosco demaniale di Granvilla, in territorio di Vizzini, organizzata grazie all'interessamento dall'ex Azienda Foreste Demaniali (oggi Ufficio Servizi per il Territorio di Catania) e dei sindaci dei Comuni di Vizzini, Licodia Eubea e Militello in Val di Catania.


Una risorsa da sfruttare – Le adesioni all'iniziativa sono giunte principalmente da famiglie del territorio con a seguito i loro bambini, che hanno partecipato con entusiasmo alle attività svolte e hanno potuto seguire da vicino una preziosa lezione sulla natura. Alla visita didattica erano presenti guide naturalistiche appartenenti a differenti sigle associative, tra le quali FederEscursionismo Sicilia, Comitato Parchi Italia, Sicily in Sicily, Magna Grecia e Foreste & Territorio S.C.A.F. Durante la mattinata è stato presente pure il Corpo Forestale Regionale. 
L'area boscata di Granvilla è un vero e proprio parco verde a pochi passi dalle case di tanti siciliani e si estende per centinaia di ettari. Possiede un'area attrezzata, chilometri di sentieri ciclabili e tre rifugi. Questo immenso patrimonio è gestito dall'Ufficio Servizi per il Territorio di Catania con il prezioso lavoro degli operai forestali, i quali hanno dato un apporto notevole alla buona riuscita della manifestazione, permettendo agli escursionisti di trascorrere una giornata indimenticabile. 
Tutti i partecipanti, rimasti entusiasti dell'evento, si sono già dati appuntamento per una giornata di trekking lungo i sentieri del bosco. Le Amministrazioni comunali si sono dette speranzose per il futuro di questo patrimonio boschivo, poiché rappresenta una immensa opportunità lavoro e sviluppo economico. Attorno a esso possono infatti nascere molteplici attività per le comunità locali, che vanno dal turismo all'utilizzo ecosostenibile delle risorse del bosco.
30/10/2018

Fonte: www.infovizzini.it





LE PREVISIONI. SICILIA, ANCORA MALTEMPO. TORNANO PIOGGIA E VENTO


Dal sito livesicilia.it

Ore contate per la tregua.

ROMA - La pausa concessa dal maltempo in queste ore lascerà il passo ad una nuova perturbazione proveniente dalla penisola iberica che già da domani interesserà l'Italia portando flussi umidi ed instabili dapprima sulle regioni più occidentali, per poi estendere i suoi effetti a gran parte del territorio nazionale dopodomani. Lo indica una nuova allerta meteo della Protezione civile. L'avviso prevede temporali su Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria. Le precipitazioni risulteranno particolarmente intense e abbondanti sui settori alpini, prealpini e pedemontani. Dal primo mattino si prevedono, inoltre, precipitazioni sparse, anche a carattere temporalesco, sulla Sicilia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento. Sempre dalle prime ore di domani, sulla Sicilia, si segnalano venti da forti a burrasca, con raffiche fino a burrasca forte, dai quadranti meridionali con mareggiate lungo le coste esposte.
(ANSA).

Fonte: livesicilia.it






30 ottobre 2018

M5S. VITALIZI, CANCELLERI: "ARS TAGLI O LA SICILIA SARÀ PENALIZZATA"


Dal sito livesicilia.it

"Il governo nazionale ha previsto un taglio dei trasferimenti alle Regioni che non tagliano i vitalizi".

PALERMO - "In Sicilia si sta facendo di tutto per difendere la logica dei vitalizi. La proposta presentata dal M5S prevede un risparmio di 9 milioni di euro su un costo di 18 milioni, che incide ogni anno sulle casse della Regione, e all'Ars va in scena l'ennesima pantomima, con Micciché che continua a difendere privilegi medioevali e subire la storia, mentre Roma la scrive. Il governo del Cambiamento ha previsto nella manovra un taglio del 30% dei trasferimenti statali alle Regioni che non tagliano i vitalizi. Per la Sicilia parliamo di una riduzione di 9 mln, tanto quanto il risparmio stimato nella proposta del M5S sui vitalizi, che abbiamo depositato la scorsa estate in consiglio di presidenza dell'Ars". Lo dice il vice presidente dell'Ars Giancarlo Cancelleri, in diretta Fb da Washington, dove si trova per seguire le elezioni di medio termine del Senato americano, parlando delle misure contenute nella bozza della manovra del Governo. Il testo prevede che le Regioni dovranno tagliare i vitalizi del presidente e dei consiglieri sulla falsariga di quanto fatto dalla Camera entro sei mesi dall'entrata in vigore della manovra o subiranno un taglio delle risorse in arrivo dallo Stato per il 2019 pari al 30 per cento, a esclusione degli stanziamenti per la sanità, le politiche sociali e il trasporto pubblico locale. Dal 2020 i trasferimenti verranno tagliati in modo lineare per un importo pari alla metà delle somme destinate nel 2018 ai vitalizi. "Quanto messo nero su bianco dal governo Conte - aggiunge Cancelleri - adesso diventa anche un problema di Musumeci, che finora non ha voluto prendere alcuna posizione e sul tema dei vitalizi non ha speso nemmeno una parola. Dovremo tenere la barra diritta. Continueremo a portare avanti la battaglia contro i vitalizi, non arretreremo di un passo. Vogliamo essere protagonisti della storia in Sicilia, come a Roma, ci auguriamo che l'Ars per una volta non voglia subirla".
30 Ottobre 2018

Fonte: livesicilia.it







ALLUVIONE NEL CALATINO I RILIEVI DELLA FORESTALE. FOTO

CATANIA - Gli uomini della Forestale in ricognizione tra Catania e Siracusa, le coltivazioni e le strade sono distrutte.

Fonte: catania.livesicilia.it