02 luglio 2017

CHIARAMONTE È IN GINOCCHIO


01 Aprile 2017
Chiaramonte Gulfi - Come un in incubo, l'alba è stata segnata dal rumore degli aerei. I canadair sono tornati a volare su Chiaramonte, dopo che l'emergenza è stata colpevolemte sottovalutata per ore. 
Le fiamme circondano il paese montano dove per tutta la notte sono stati al lavoro i vigili fuoco, gli operai forestali e la Protezione civile. Diverse famiglie sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni lambite dal fuoco. La pineta è andata quasi del tutto distrutta. Sono ancora numerosi i focolai accesi. L’incendio è divampato in mattinata, venerdì, in contrada Rossa e San Marco, in una zona boschiva nei pressi di molte aziende del territorio. E i Canadair sono intervenuti solo alle 17,30, provenienti da Roma. A causa del vento e del caldo superiore ai 40 gradi, l’incendio è divampato per km. La forte coltre di fumo è arrivata anche all’interno del centro abitato, tra le vie Ciano e zona San Giovanni.
Le opere di spegnimento, informa una nota della Prefettura, sono ancora in corso, ed è stato chiesto l'attivazione del Coc a Chiaramonte Gulfi dove il Comune ha individuato strutture per ospitare i residenti di una casa di riposo e di un centro di accoglienza che sono stati fatti sgomberare perché lambiti dalle fiamme. Non si registrano danni a persone, ma ingenti sono quelli alle strutture. Circa trenta capi bestiame sono rimasti uccisi dai roghi nelle due fattorie distrutte, la Tumino e la Cascone. I vigili del fuoco sono ancora al lavoro e la situazione continua a essere seguita dall’Unità di crisi della Prefettura di Ragusa.
Diverse famiglie sono state trasferite in una scuola materna mentre un gruppo di migranti e' stato portato in un centro parrocchiale.
Per tutta la notte volontari e vigili del fuoco hanno combattuto contro le fiamme forse di origine dolosa che, alimentate dal forte vento, hanno divorato centinaia di ettari di terreno e lambito alcune aziende agricole. Nella piana sono
andate distrutte diverse case rurali ma anche piccole chiese, segno di devozione contadina. Tanti gli animali morti carbonizzati nelle stalle. Alle operazioni partecipano una settantina di vigili del fuoco, gli operatori della Forestale, 54 volontari della Protezione civile e cinque della Protezione civile regionale.
Le forze dell'ordine hanno pattugliato le aree intervenendo per le emergenze.

Il comune di Chiaramonte e' stato assediato dalle fiamme: nel versante nord, per una parte della nottata inibito al transito, l'incendio ha raggiunto il cimitero mentre il fuoco che ha divorato la pineta esplodeva in fiammate che hanno reso
l'aria irrespirabile. Nella notte il vento ha cambiato direzione e l'emergenza intorno alle 4 e 30 del mattino si e' spostata nuovamente sul versante est. 

Il racconto dei pompieri 
Per tutta la notte uomini e mezzi di questo Comando si sono prodigati per limitare i danni nell’area della pineta di Chiaramonte Gulfi.
Considerato che nella giornata di ieri non è stato possibile avere la disponibilità di aerei antincendio, e tenuto conto di quanto rilevato da Drago 64 del Nucleo VV.F. di Catania che ha effettuato le ricognizioni nelle aree interessate dall’incendio, con l’unico obbiettivo di evitare che le fiamme raggiungessero la città, il Comandante Provinciale ha disposto il richiamo di personale libero dal servizio ha trattenuto in servizio il personale smontante, e dopo le 23.00 cioè al termine delle attività di volo dell’aeroporto di Comiso, impiegato anche personale in servizio presso la sede aeroportuale.
Con l’attivazione di tale dispositivo sono state impiegate nell’area di Chiaramonte oltre sei squadre del Comando, mentre la Direzione Regionale ha disposto il dispiegamento di squadre dai Comandi di Catania-Siracusa-Caltanisetta.
Il Comando ha anche fatto fronte ai presidi che operavano nel sito dove si era sviluppato l’incendio della segheria a Comiso e del deposito di lana sulla S.P. Comiso-Chiaramonte.
Sul posto è intervenuto anche personale dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Ragusa e del Dipartimento della Protezione Civile che ha allertato i volontari per contribuire a contenere le fiamme fuori dal centro abitato.
La Prefettura ha istituito l’unità di crisi che ha coordinato le operazioni di soccorso e disposto l’allertamento delle forze di polizia che hanno contribuito a rendere le strade libere e fruibili ai mezzi di soccorso; a tenere lontani i curiosi dai punti fuoco, a raccogliere le segnalazioni dei cittadini.
Intorno alle sette di oggi il primo Canadair ha effettuato il lancio di acqua sul fronte del fuoco ancora in essere e non raggiungibile da terra, subito dopo sono arrivati altri due velivoli, che stanno operando su tutti i fronti fuoco.
Notevoli i danni al patrimonio naturalistico oltre che ad alcune aziende agricole della zona alcune delle quali hanno subito anche la morte di alcuni capi di bestiame.
Personale Vigilfuoco opera ancora in sito per verificare da terra i piccoli focolai d’incendio ed operare la bonifica.

Irene Savasta 





01 luglio 2017

COLTO DA UN INFARTO UN COLLEGA TORRETTISTA, MA ADESSO STA BENE. IL GIORNO PRIMA ERA IN SERVIZIO DA SOLO. E SE FOSSE SUCCESSO IN TORRETTA? SICUREZZA PRIMA DI TUTTO!



Il 25 giugno 2017, un collega torrettista della provincia di Palermo, dopo aver svolto il turno pomeridiano da solo, distante 9 km di cantiere+13 km di statale, rientra a casa. L'indomani mattina accusa malore, si presenta alla guardia medica e viene trasportato d'urgenza con l'elisoccorso a Palermo dove viene ricoverato in terapia intensiva per infarto. Il lavoratore in questione è già uscito dall'ospedale e fra qualche giorno sicuramente ritornerà in servizio. E' un 151ista, quindi aveva già passato la visita con l'azienda circa un mese addietro. Per l'ispettorato è coperto fino ai primi di luglio. Se tutto questo fosse accaduto durante il servizio probabilmente non sarebbe più tra noi. I colleghi di tutti i distretti, chiedono da anni l'attivazione del raddoppio anche diurno ai fini della sicurezza. Deve per forza arrivare la disgrazia per poterla prevenire? Sicurezza prima di tutto!


Quest'anno registriamo carenza di personale Aib, ma in qualche postazione ci sono lavoratori in esubero, nella mia squadra per esempio c'è una unità in più, in caso di incendio a turno un lavoratore deve rimanere da solo, e da solo non deve assolutamente rimanere nessuno. 
Prevenire è meglio che curare!



Sempre a vuoto gli appelli di questo blog


Notizie correlate:

Messina. Antonio Bongiorno colpito da un infarto fulminante mentre era in servizio presso la torretta. Si poteva salvare se ci fosse stata un'altra persona?

Mimmo Valenza torrettista di Monreale, circa trent'anni fà moriva in un tragico evento. Stava rifornendo il gruppo elettrogeno di carburante. Partì una scintilla e l’uomo venne avvolto dalle fiamme. Era da solo in torretta!

Nota delle Segreterie Provinciali di Flai, Fai e Uila, al Capo dell'Irf di Palermo: sicurezza del personale A.T.A.I. in servizio presso questo Ispettorato

L'uomo solo in torretta

Il secondo uomo in torretta

La nota di Giuseppe Costa sul documento presentato al “Servizio di prevenzione della salute negli ambiti di lavoro”

A proposito dei torrettisti. In torretta succedono anche gli incidenti, quindi è arrivato il momento che l'uomo da solo in torretta non deve più stare!

Prevenzione incendi. Il servizio del TG3 - buongiorno regione. L'intervista al Torrettista di Gibilmesi, Vincenzo Marino


Le precarie condizioni in cui lavorano i torrettisti. Il servizio del tg3 sui torrettisti








VI RACCONTIAMO PERCHÉ MEZZA SICILIA, IN QUESTE ORE, È IN FIAMME


Giuglio Ambrosetti 01-Luglio 2017

Racconta tutto un sindacalista della Forestale, Salvatore Centorbi, che sulla propria pagina facebook, con parole semplici, spiega che negli anni passati il territorio siciliano, nei mesi estivi, veniva presidiato dagli operai della Forestale. Mentre oggi è stato abbandonato per ‘risparmiare’. Ordini del Governo nazionale che ha scippato alla Regione anche i fondi per il servizio antincendio. Il ruolo di Baccei e dei partiti di Governo, PD in testa. Il ruolo dei Canadair e il pericolo diossine


Sono bastati tre giorni di caldo intenso per mandare a fuoco mezza Sicilia. Non soltanto le aree verdi, ma anche i dintorni dei centri abitati dove la competenza è dei Comuni.

Improvvisamente si è scoperto che l’Amministrazione regionale non solo ha avviato i lavoratori della Forestale il 15 giugno (e non il 15 aprile per effettuare le operazioni di prevenzione degli incendi), ma ha anche lasciato i mezzi antincendio privi di manutenzione.

In alcuni casi, i tanto vituperati operai della Forestale, hanno dovuto raggiungere le montagne in fiamme a piedi!

Perché l’aumento spaventoso degli incendi negli ultimi anni?

Una spiegazione preziosa – perché consente a tutti di capire quello che è successo negli ultimi anni e che continua a succedere in queste ore – la fornisce, sulla propria pagina facebook, Salvatore Centorbi, esponente del Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione.

“Mentre il cielo di casa mia da tre giorni continuamente e ininterrottamente sorvolato dai Canadair, penso a quello che ho ripetuto ogni anno e quindi con maggiore rabbia e determinazione lo rifarò anche quest’anno… Vorrei capire perché fino a quindici anni fa si reclutavano tutti i forestali, che venivano smistati, chi nell’antincendio, chi nella manutenzione e prevenzione incendio, viali parafuoco ecc…”.

“Si facevano 2 turni – racconta sempre Centorbi – mattina e pomeriggio, nelle giornate più calde come quelli di questi giorni si veniva sparpagliati lungo i confini del bosco in servizio di sorveglianza e presidio del territorio; si aveva con sé solo un ascia, in quanto all’occorrenza si tagliava un ramo verde e si spegnevano rapidamente gli eventuali focolai accesi…”.

“Il territorio – prosegue sempre Centorbi – era presidiato da operai dall’alba al tramonto, la notte era attentamente sorvegliato dai torrettisti e dal SAB (sigla che dovrebbe stare per Servizio Antincendio nei Boschi ndr), i danni annuali erano di gran lunga molto inferiori a quelli che si stanno registrando in questi ultimi anni”.

“Ora – conclude Centorbi – mi chiedo: erano molto più luminari i dirigenti e la politica di allora, o più semplicemente oggi, nella ‘stanza dei bottoni’ abbiamo degli inconcludenti incompetenti? E mi fermo qui”.

Noi invece andiamo avanti. Quello che nessuno dice è perché si è arrivati a questo punto.

La spiegazione va rintracciata nei tagli alla prevenzione degli incendi nei boschi. Su questo fronte una risposta la dovrebbe fornire l’assessore-commissario della Regione siciliana nominato dal Governo Renzi, Alessandro Baccei. 

E’ Baccei che, da qualche anno, tiene in Sicilia i ‘cordoni della borsa’. Tutte le decisioni di Baccei sono politiche e contabili: e sono state tutte avallate dai partiti che appoggiano questo Governo regionale, PD in testa.

E’ Baccei, per conto del Governo nazionale, che ha deciso di effettuare tagli pesantissimi al Bilancio della Regione. E’ a causa dai soldi della Regione finiti a Roma – e, quindi, non più disponibili per la Sicilia – che sono stati effettuati tagli anche al servizio antincendio

Quindi una risposta sul perché – soprattutto negli ultimi anni – si ‘risparmia’ anche sulla prevenzione degli incendi – la debbono fornire, insieme con Baccei, i vari Raciti, Cracolici, Marziano, Panepinto, Cardinale, D’Alia, Ardizzone.

Sono questi politici del PD siciliano e, in generale, dei partiti di centrosinistra che hanno avallato in silenzio – e in alcuni casi approvato in Assemblea regionale siciliana – i tagli alla prevenzione degli incendi disposti da Baccei.

I Siciliani – che hanno già dato una prima risposta a questi signori della vecchia politica siciliana alle recenti elezioni comunali – è bene che se ne ricordino a novembre, quando verranno chiamati ad eleggere il nuovo presidente della Regione e la nuova Assemblea regionale siciliana.

In questa storia non possiamo non notare la scelta irrazionale del Governo nazionale: prima del Governo Renzi e, adesso, del Governo Baccei.

Cosa scrive Centorbi, da tre giorni nei cieli della Sicilia i Canadair la fanno da padroni.

I Canadair sono aerei anfibi concepiti per la lotta agli incendi. Far operare un Canadair costa, in media, 14 mila euro l’ora. Da tre giorni i cieli della Sicilia sono pieni di Canadair. Quanto sta vendo a costare allo Stato l’impiego di questi aerei anfibi?

Riassumiamo.

Lo Stato, per ‘risparmiare’, taglia alla Regione siciliana i fondi anche i fondi per le attività antincendio.

Dopo di che lo stesso Stato paga una barca di soldi per fare spegnere gli incendi della Sicilia dai Canadair.

Dobbiamo supporre che nel dare e avere lo Stato ci guadagni: e cioè che i soldi che lo Stato scippa alla Regione Sicilia in materia di prevenzione degli incendi siano di più dei fondi che spende per fare spegnere dai Canadair gli incendi che si sviluppano nella nostra Isola. Se così non fosse saremmo davanti a un Governo nazionale demenziale.

Non è che tutta questa manfrina è stata messa in piedi per far volare i Canadair? La nostra è solo una domanda.

In ogni caso, chi ci perde, in questa vicenda, sono i Siciliani.

La Sicilia perde ettari ed ettari di superficie boscata.

Per non parlare degli incendi che colpiscono, con sempre maggiore frequenza, le aree vicine ai centri abitati, seminando il panico tra la gente e mettendo a repentaglio l’incolumità delle stesse persone.

Sarebbe interessante capire dove i Canadair si riforniscono di acqua. La speranza è che non carichino acqua di mare, perché gli effetti – in presenza del binomio plastica-acqua di mare – potrebbero essere gravi per la salute pubblica (come potete leggere qui).

P.S. 

Avviso ai lettori: se vedete aerei che caricano acqua in mare avvertiteci.

Fonte: www.inuovivespri.it






GUARINO: VEDETE, LA FORZA DI UN GRUPPO FA LA DIFFERENZA. E POI, SIAMO PAZZI, PAZZI DI SERVIRE LO STATO E TUTELARE LA NOSTRA SICILIA. VIDEO DI GAETANO GUARINO

di Gaetano Guarino
Funzionario del Corpo Forestale
della Regione Sicilia








TANTE LE PROMESSE NON MANTENUTE. TRA QUESTI ANCHE L'UTILIZZO DEI FORESTALI NEI SITI ARCHEOLOGICI. MA CHI L'HA VISTI? PANTALICA, CAVAGRANDE, VALLE ANAPO (E NON SOLO) PIANGONO E TUTTI GLI ALTRI NON RIDONO. VERGOGNA!

Il Presidente Crocetta con l'ex Assessore Sgarlata


L'ex Assessore ai Beni Culturali, Maria Rita Sgarlata, era riuscita ad affidare la manutenzione
delle aree archeoogiche ai forestali. Ma le cose utili in Sicilia trovano il tempo che trovano.



Notizie correlate:

All’Assessore Regionale Mariarita Sgarlata proposto l’utilizzo del personale per le manutenzione del verde pubblico e dei siti archeologici;

Assessore Sgarlata: per la pulizia e la manutenzione dei siti siglerò un accordo con la forestale

Assessore Sgarlata: è stato un successo quello di affidare la manutenzione delle aree archeologiche ai forestali 

L'accordo interdipartimentale tra Beni Culturali e Agricoltura ha impegnato per la prima volta i forestali nella pulitura dei siti archeologici; 

Siracusa, Flai Cgil: “bisogna intervenire sui siti archeologici” 

Grazie all'intervento dei forestali i siti archeologici oggi sono in condizioni ottimali  

Regione, forestali arruolati per pulire i siti archeologici 

Regione, seimila forestali nei siti archeologici siciliani 

Siti archeologici: accordo interassessoriale per servizi antincendio

I forestali arruolati per ripulire i siti archeologici


Chiediamo al Governo regionale di salvare e rilanciare le nostre "Industrie del turismo"

Non tutti, ma una grossa parte della manutenzione del verde può e deve essere affidata ai lavoratori forestali. Difendiamo dai criminali le nostre invidiate ricchezze naturali.
Noi siamo pronti sin da subito e voi?



Parchi della Sicilia

Parco delle Madonie
Parco fluviale dell'Alcantara
Parco dei Nebrodi
Parco dell'Etna
Parco dei Sicani



"Siti archeologici romani della Sicilia"


Area archeologica di Santa Venera al Pozzo
Fornaci romane di Alcamo
Guglia di Marcello

Parco archeologico della Neapolis
Parco archeologico greco-romano di Catania



Siti Archeologici


Provincia di Agrigento‎

Akragas‎
Eraclea Minoa‎
Finziade

Valle dei Templi‎
Montagnoli di Belice
Monte Adranone
Monte Grande (Palma di Montechiaro)
Monte Grotticelle

Monte San Calogero (Sciacca)
Necropoli Anguilla
Necropoli di contrada Stefano
Necropoli Millaga
Villa romana di Realmonte

 
Provincia di Caltanissetta

Area archeologica demaniale Bosco Littorio
Bagni greci di Gela

Monte Bubbonia
Mura timoleontee
Sito archeologico di Polizzello
Sito archeologico di Vassallaggi


Provincia di Catania

Area archeologica di Santa Venera al Pozzo
Mendolito
Monte San Mauro (sito archeologico)
Monte Turcisi
Occhiolà
Paliké
Parco archeologico greco-romano di Catania
Poggio Cocola
Ponte romano di Pietralunga
Sant'Ippolito (sito archeologico


Provincia di Enna

Agyrion
Granaio principale di Morgantina
Monte Manganello
Morgantina‎
Necropoli di Realmese
Parco Floristella
Villa del Casale‎

Villaggio bizantino Canalotto

Provincia di Messina

Abacano
Alesa Arconidea
Altopiano dell'Argimusco
Grotta del Laur
Naxos
Rocche del Crasto
Terme di Bagnoli
Villa di Patti


Provincia di Palermo

Colle Madore
Entella (sito archeologico)
Grotte della Gurfa
Krastos
Monte d'Oro (sito archeologico)
Monte Porcara
Pirama
Pizzo Cannita



Provincia di Ragusa

Akrillai
Castiglione (Ragusa)
Cava d'Ispica
Cava dei Servi
Cava Lazzaro
Chiafura
Kamarina
Kaukana
Monte Arcibessi
Necropoli del Mirio
Scornavacche


Provincia di Siracusa

Acquedotto Galermi
Casmene
Castelluccio di Noto
Cava del Rivettazzo
Cava dei Servi
Colonna Pizzuta 
Cozzo Collura
Cultura di Castelluccio
Eloro
Ginnasio romano
Guglia di Marcello

 Grotta Calafarina
I Santoni (santuario)
Isola di Ognina
Leontinoi
Megara Hyblaea
Monte San Basilio
Mulini di Galerme
 
Necropoli di Cassibile
Noto Antica
Orecchio di Dionisio
 
Pantalica
Parco archeologico della Neapolis
Riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari
Scavi archeologici di Siracusa

Stentinello
Thapsos
Valsavoia
Villa del Tellaro

Valle del Marcellino

Provincia di Trapani

Cave di Cusa
Drepanon
Eryx (Sicilia)
Fornaci romane di Alcamo
Geosito Travertino della Cava Cappuccini (Alcamo)
Grotta del Genovese
Grotta dell'Uzzo
Grotte di Scurati
Halyciae
Mozia
Roccazzo (sito archeologico)
Segesta

Selinunte

Monti Erei
Monte Erice
Monti Iblei
Monti Sicani


Riserve


Provincia di Agrigento‎

Foce del Fiume Platani
Linosa e Lampione
Monte Cammarata
Monte San Calogero
Valle del Sosio
Lampedusa
Torre Salsa
Monte Genuardo
Maccalube
S.A Angelo Muxaro



Provincia di Caltanissetta

Sughereta di Niscemi
Contrada Scaleri
Lago Soprano
Biviere di Gela
Lago Sfondato
Capodarso
Monte Conca


Provincia di Catania

Bosco Santo Pietro
La Timpa di Acireale
Micio Conti
Oasi del Simeto
Fiumefreddo
Isola Lachea
Forre Laviche Simeto



Provincia di Enna



Provincia di Messina

Bosco di Malabotta
Fiumedinisi
Isola di Alicudi
Isola di Filicudi
Isola di Panarea
Stromboli
Isola di Vulcano
Vallone Calagna
Isola Bella
Laghetti di Marinello
Laguna di Capo Peloro
Montagna delle Felci



Provincia di Palermo

Bosco della Favara
Bosco della Ficuzza
Capo Gallo
Monte Carcaci
Monte Genuardo
S. Calogero
P. Cane, Trigna e Mazzamuto
Serre della Pizzuta
Ustica
Bagni di Cefalà Diana
Caporama
Grotta Conza
Grotta di Carburangeli
Grotta di Entella
Isola delle Femmine
Monte Pellegrino
Serre Ciminna
Grotta Molara
Grotta dei Puntali


Provincia di Ragusa

Fiume irminio
Pino d'Aleppo



Provincia di Siracusa

Cavagrande di Cassibile
Pantalica
Oasi faunistica di Vendicari
Villasmundo S. Alfio
Fiume Ciane e Saline
Grotta Monello
Grotta Palombara
Saline di Priolo 


Provincia di Trapani

Monte Cofano
Isola di Pantelleria
Zingaro
Stagnone di Marsala
Saline di Trapani e Paceco
Bosco di Alcamo
Foce del Belice
Grotta di Santa Ninfa
Preola e Gorghi Tond


Gruppi Montuosi

Etna
Madonie‎
Montagne di Palermo‎
Monti Erei‎
Monti Iblei‎
Monti Peloritani‎
Monti Sicani‎
Nebrodi‎
 

Chiedo scusa per tutti quelli che non ho citato




Sante parole!


13 luglio 2012. De Marco: se non ci fossero stati i forestali non ci sarebbe Pantalica, non ci sarebbe Vendicari, Cavagrande del Cassibile e neanche Cava del Carosello, solo per citare alcuni tesori del siracusano


07 Dicembre 2014. Carmelo Frittitta ex Direttore azienda Foreste di Siracusa: è fuori luogo sparare sui forestali!!!


Questa è una piccolissima parte dell'immenso patrimonio culturale e artistico che la Sicila detiene ma che non riesce a sfruttare a dovere







UN ATTACCO AL CUORE DELLA RISERVA DI PANTALICA, IL NOSTRO PATRIMONIO UNESCO, UN VILE ATTACCO CHE HA PORTATO ALLA DISTRUZIONE CENTINAIA DI ETTARI DELLA MACCHIA MEDITERRANEA IBLEA

Dalla pagina Facebook
del Sig. Giuseppe Garro



ATTACCO, perchè di questo si sta parlando! Un ATTACCO al cuore della Riserva di Pantalica, il nostro patrimonio UNESCO, un vile ATTACCO che ha portato alla distruzione centinaia di ettari della macchia mediterranea iblea.
E' stato un ATTACCO voluto, organizzato e orchestrato con dovizia di particolari che ha incenerito una delle più importanti aree della Sicilia.. un ATTACCO che avrà ripercussioni non solo per l'economia sociale delle nostre comunità ma soprattutto sui sentimenti e i bisogni d'affezione che legano ciascuno di noi a PANTALICA.
Un ATTACCO che ci costringe a non alzare la testa, a rimanere al palo, bruciando quelle speranze di riscossa che le nuove generazioni avanzavano.
CHIEDO al Sig. Rosario Crocetta, all'Assessore e ai dirigenti le immediate dimissioni, CHIEDO ai Sindaci del comprensorio Ibleo di dichiarare lo stato di emergenza instaurando un regime d'azione speciale per l'area, CHIEDO alle forze dell'ordine di procedere in maniera celere affinché i mandanti e i responsabili siano puniti con pene certe, CHIEDO ad ogni singolo cittadino di fare pressione, a tutti i livelli, affinché la vicenda non cada nell'oblio (denunciare l'atto e far si che la magistratura apra le dovute indagini del caso, sfruttando tra l'altro la tecnologia ivi presente e visionando i filmati delle telecamere posizionate all'interno del tracciato ferroviario dal GAL).
SI attvi una RIVOLUZIONE SOCIALE che abbia a cuore gli interessi comuni e non logiche individuali... Vi ricordo, cari cittadini, che a Pompei cadde una cinta muraria e gli aiuti concessi superarono l'intero fabbisogno delle aree culturali presenti in Sicilia.. oggi la nostra DOMUS è caduta, anzi distrutta, e sarà nostro interesse ricostruirla, mattone dopo mattone!
Al popolo Ibleo chiedo di svegliarsi, chiedo un'azione comune, chiedo una risposta concreta contro un sistema Mafioso che vuole cancellare quei processi di valorizzazione e di promozione che avanziamo oramai da tempo immemore..

La Riserva di Pantalica è nostra!
ATTACCO, perchè di questo si sta parlando! Un ATTACCO al cuore della Riserva di Pantalica, il nostro patrimonio UNESCO, un vile ATTACCO che ha portato alla distruzione centinaia di ettari della macchia mediterranea iblea.
E' stato un ATTACCO voluto, organizzato e orchestrato con dovizia di particolari che ha incenerito una delle più importanti aree della Sicilia.. un ATTACCO che avrà ripercussioni non solo per l'economia sociale delle nostre comunità ma soprattutto sui sentimenti e i bisogni d'affezione che legano ciascuno di noi a PANTALICA.
Un ATTACCO che ci costringe a non alzare la testa, a rimanere al palo, bruciando quelle speranze di riscossa che le nuove generazioni avanzavano.
CHIEDO al Sig. Rosario Crocetta, all'Assessore e ai dirigenti le immediate dimissioni, CHIEDO ai Sindaci del comprensorio Ibleo di dichiarare lo stato di emergenza instaurando un regime d'azione speciale per l'area, CHIEDO alle forze dell'ordine di procedere in maniera celere affinché i mandanti e i responsabili siano puniti con pene certe, CHIEDO ad ogni singolo cittadino di fare pressione, a tutti i livelli, affinché la vicenda non cada nell'oblio (denunciare l'atto e far si che la magistratura apra le dovute indagini del caso, sfruttando tra l'altro la tecnologia ivi presente e visionando i filmati delle telecamere posizionate all'interno del tracciato ferroviario dal GAL).
SI attvi una RIVOLUZIONE SOCIALE che abbia a cuore gli interessi comuni e non logiche individuali... Vi ricordo, cari cittadini, che a Pompei cadde una cinta muraria e gli aiuti concessi superarono l'intero fabbisogno delle aree culturali presenti in Sicilia.. oggi la nostra DOMUS è caduta, anzi distrutta, e sarà nostro interesse ricostruirla, mattone dopo mattone!
Al popolo Ibleo chiedo di svegliarsi, chiedo un'azione comune, chiedo una risposta concreta contro un sistema Mafioso che vuole cancellare quei processi di valorizzazione e di promozione che avanziamo oramai da tempo immemore..

La Riserva di Pantalica è nostra!




UN ANNO FA SE NE ANDAVA UN GRANDE COLLEGA, UN GRANDE AMICO. ANGELO CARLINO, AUTOBOTTISTA DI COLLESANO. LO VOGLIO RICORDARE CON I VIDEOCLIP CHE HO GIRATO

Ciao amico mio!




Il battagliero Angelo Carlino era un autista esperto che amava il suo lavoro. Lo amava a tal punto da battersi per migliorare le condizioni lavorative del comparto. Tocca a tutti noi continuare qui in terra, compatti sotto la bandiera del lavoro.

Qui sotto invece i videoclip della protesta nei pressi dello svincolo autostradale di Scillato, rallentando il traffico sulla statale 643, la strada che viene utilizzata per collegare Palermo e Catania dopo il cedimento del viadotto Himera sulla A19.
Era lui a coordinare il tutto.








Rimarrai sempre nei nostri cuori!







INCENDI, LEGAMBIENTE: ” COLPEVOLE RITARDO DELLA REGIONE”


30 Giugno 2017
“Malgrado la tragica storia degli incendi ha ogni anno la stessa drammatica rappresentazione, la Regione non fa nulla e comincia ad organizzarsi, con gravissimo e colpevole ritardo, il 15 giugno, quando sono già scoppiati decine e decine di incendi. Non vi è, come ha detto qualcuno, solo una “calamità istituzionale”, questo Governo regionale contribuisce in modo significativo a queste calamità naturali, ne é complice e responsabile in prima persona. Non si possono lasciare da soli e senza mezzi i forestali. Si vergognino!”. Lo dichiara Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia.
Tanti i roghi che tra martedì e mercoledì , alimentati dal vento di scirocco, hanno distrutto decine di ettari di verde tra le provincia di Trapani e Palermo e tante le prese di posizione da parte dei sindaci i cui territori, appartenenti al demanio della Regione, sono stati devastati.

Fonte: www.siciliaogginotizie.it




BRUCIA LA PROVINCIA. INCENDIO MINACCIA LE ABITAZIONI A CACCAMO, INTERVENTO DI FORESTALI E POMPIERI

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30 Giugno 2017
Il vento di scirocco e le alte temperature stanno alimentando numerosi incendi su tutta la provincia di Palermo.
I Forestali sono attualmente impegnati sui territori dei comuni di Caccamo, Termini Imerese, Misilmeri, Monreale, Sclafani Bagni, Gangi e Prizzi.

In alcuni incendi la situazione è drammatica come a Caccamo, in località Guardiola, dove il fuoco, oltre a interessare i boschi, minaccia alcune zone abitate. In questo incendio il personale del Corpo Forestale sta coordinando l’intervento di un Canadair per cercare di arginare i danni.
Sul posto operano anche i Vigili del Fuoco e alcuni volontari inviati dal Dipartimento della Protezione Civile. Inoltre la Sala Operativa del Corpo Forestale ha richiesto la collaborazione della Protezione Civile della Città Metropolitana di Palermo che ha inviato una loro autobotte per attività di supporto.
Infine la Forestale ha richiesto l’intervento dei mezzi aerei anche sugli incendi di Termini Imerese, Sclafani Bagni e Misilmeri. Purtroppo i numerosi incendi in atto in tutta la regione e l’esiguità dei mezzi aerei disponibili in questo momento stanno costringendo ad intervenire solo con le forze a terra.
di Ignazio Marchese

Fonte: palermo.blogsicilia.it





PANTALICA BRUCIA DA TRE GIORNI: LE FIAMME MINACCIANO L'ABITATO DI CASSARO. IL BLOG: DOV'E' LA PREVENZIONE E LA VIGILANZA NEI SITI ARCHEOLOGICI?




30 Giugno 2017 Un incendio di vastissime proporzioni ha distrutto centinaia di ettari di bosco a Pantalica. Un rogo di gigantesco che sta mettendo a dura prova vigili del fuoco e Forestale che con i loro mezzi stanno cercando di bloccare il fronte del fuoco. Ma Pantalica, una delle valli più suggestive della Sicilia, brucia da tre giorni. Soltanto ieri è intervenuto un elicottero che è riuscito a fare solo due lanci perchè non aveva carburante a suffiicenza. Il Canadair che era stato promesso al sindaco di Sortino, Enzo Parlato, è stato dirottato in un'altra parte della Sicilia. Una situazione attualmente catastrofica, perchè il fuoco ha ripreso quest'oggi a seminare distruzione. Adesso minaccia l'abitato di Cassaro.
Ieri proprio a Pantalica è stata sfiorata la tragedia.

A raccontarla è lo stesso sindaco di Sortino: "C'erano dei turisti impegnati in una escursione, quando l'incendio ha interessato la vallata. Con la polizia municipale ed i carabinieri siamo riusciti a metterli in salvo". Adesso ci sono fortissime polemiche per i ritardi sull'intervento. Il fuoco è partito tre giorni fa nella zona di Cassaro, ma la Forestale, nonostante il tanto sbandierato piano antincendio della Regione siciliana, aveva il 75 per cento dei mezzi inutilizzabili. Pertanto le fiamme hanno divorato il bosco. E come se non bastasse, il distretto unico della Forestale di Sortino, è stato accorpato a quello di Buccheri, che ha un territorio inferiore. Probabile che Parlato a fiamme spente, presenti un esposto alla Procura della Repubblica di Siracusa.

Fonte: www.nuovosud.it


Nota
 
13 luglio 2012. De Marco: se non ci fossero stati i forestali non ci sarebbe Pantalica, non ci sarebbe Vendicari, Cavagrande del Cassibile e neanche Cava del Carosello, solo per citare alcuni tesori del siracusano

07 Dicembre 2014. Carmelo Frittitta ex Direttore azienda Foreste di Siracusa: è fuori luogo sparare sui forestali!!!





BRUCIA LA SICILIA: LE IMMAGINI DELL'INCENDIO CHE HA DEVASTATO LE COLLINE INTORNO A PATTI. E COME OGNI ANNO SONO SCOPPIATE LE POLEMICHE SUL SERVIZIO ANTINCENDIO DELLA REGIONE

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Sicilia-incendio-a-Patti-Messina-bruciano-colline-incendio-doloso-51ce074a-6792-4eb7-b202-8e7ce0c90412.html#foto-1

Dal messinese, al palermitano, al ragusano centinaia di ettari di vegetazione, campi coltivati, macchia mediterranea stanno andando in fumo. Roghi, dicono i vigili del fuoco, spesso dolosi, alimentati da un caldo torrido e dal forte vento. E come ogni anno sono scoppiate le polemiche sul servizio antincendio della Regione 

01 luglio 2017
La situazione piu' critica e' in provincia di Messina, in particolare sulle colline di Patti, dove nel 2007 nell'incendio che si era esteso a un agriturismo morirono 6 persone. L'ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, la defini' "la giornata piu' critica nella storia degli incendi boschivi del Paese". Era il 23 agosto. Come allora, anche oggi le fiamme sarebbero di natura dolosa. Secondo i Vigili del fuoco la situazione sarebbe ormai sotto controllo


Fonte: www.rainews.it






SICILIA OSTAGGIO DELLE FIAMME. A PATTI EVACUATI CASA DI RIPOSO E RESORT


30 Giugno 2017
Crocetta denuncia: "Roghi dolosi". Intossicati a Chiaramonte Gulfi nel Ragusano, aziende avvolte dal fuoco e persone in fuga. I Canadair non bastano
di STEFANIA MORETTI, IVAN MOCCIARO ED MANUELA MODICA

Sicilia ostaggio delle fiamme. Gli incendi si moltiplicano in provincia di Palermo, Ragusa e Messina. Qui la situazione è particolarmente delicata: segnalati roghi a Capo d’Orlando – Contrada Brucoli, Letto Santo a Santo Stefano Camastra e ancora a Tortorici, Sant’Angelo di Brolo, Gioiosa Marea, Sant’Agata Militello. A Patti il distributore di metano che si trova all’incrocio tra lo svincolo autostradale e la superstrada Patti-San Piero Patti e la frazione Moreri è ormai avvolto dalle fiamme. Nell’inferno di fuoco e fumo la gente scappa. Anche l'agriturismo Villa Rica, altra struttura ricettiva, è minacciata dalle fiamme in maniera preoccupante. Almeno cinque le squadre di pompieri impegnate a Patti.

Evacuati casa di riposo e resort. Evacuati gli anziani all'interno della Residenza Sanitaria Assistita di contrada Case Nuove Russo a Patti, che sta per essere raggiunta dal fuoco. Alimentato dal forte vento di scirocco, il fuoco, la cui natura sembrerebbe essere dolosa, sta bruciando tutto ciò che incontra nelle contrade Scarpiglia, Moreri, Belfiore, Maddalena e Sisa. Molte le persone che si sono recate al pronto soccorso per aver respirato fumo. Avvolto dalle fiamme l'agriturismo Porticella, dove sono morti diversi bovini. Raggiunto dal fuoco anche l'agriturismo Villa Rica. Nei pressi di un resort le fiamme hanno fatto esplodere un bombolone del gas. Decine le abitazioni che sono state evacuate dalle forze dell'ordine. Ingenti i danni nell'azienda Pi.Eco in contrada Mulinello che si occupa di conferimento e riciclaggio di rifiuti. Le fiamme l'hanno avvolta bruciando il materiale depositato, tra cui moltissima plastica e amianto, provocando una densa nube nera visibile da decine di chilometri da Patti. In pericolo anche i cani all'interno del canile di contrada Mulinello, dove le fiamme stanno per avvolgere la struttura.

L'INCHIESTA/ I FORESTALI SENZA MEZZI, REGIONE SICILIA NEL CAOS

La denuncia di Crocetta: "Roghi dolosi". "Come non rimanere indignati, esterrefatti, sconvolti, di fronte all'enorme incendio appiccato a Patti, dove diverse attività produttive rischiano di chiudere e diversi cittadini di rimanere senza abitazioni", ha dichiarato il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. "Non esistono parole per descrivere tale orrore praticato coi metodi di sempre: approfittare del vento di scirocco, nel tentativo di far passare atti spesso dolosi come autocombustioni. La Sicilia delle autocombustioni, quella che noi stiamo combattendo - aggiunge - quella che dobbiamo assolutamente continuare a combattere. Non possiamo accettare con rassegnazione gli incendi dei boschi o delle saracinesche che prendono fuoco: malanni pluriennali che diventano piaghe di un'isola ferita, di cittadini assediati. Continueremo a essere in prima linea nell'isola più bella del mondo che continua a essere violentata e offesa da pochi individui dediti alla criminalità".

Il Ragusano brucia. Da questa mattina un incendio sta divorando ettari di terreno a Chiaramonte Gulfi. Sei squadre dei vigili del fuoco stanno cercando di domare le fiamme alimentate dal vento ma senza canadair: gli elicotteri sono attualmente impegnati in altre operazioni di spegnimento. Il bilancio è di diverse persone intossicate e alcune aziende agricole minacciate dal fumo. Sul posto, ambulanze del 118 per soccorrere gli intossicati. Decine le richieste di intervento ai vigili del fuoco. "La situazione è critica - dichiara Aldo Comella, comandante dei vigili del fuoco di Ragusa - in fumo sono andati ettari di pineta e alcune aziende agricole sono state distrutte dalle fiamme. Abbiamo chiesto al prefetto un intervento perché entri in azione un canadair, oltre all'elicottero messo a disposizione dai vigili del fuoco di Catania. A intervenire per prima è stata la forestale".

A Monreale distrutti 500 ettari di colture. Un incendio è divampato in località Tagliavia nel territorio di Monreale (Pa). Sono intervenuti vigili del fuoco e forestali. Sono stati distrutti circa 500 ettari di terreno seminati a grano e foraggio per animali. Durante l'incendio era in corso un matrimonio nel Santuario di Tagliavia con numerosi invitati. L'incendio ha lambito alcune masserie con persone e animali. Ingenti i danni agli allevatori e agli agricoltori che hanno messo a disposizione i loro mezzi per creare delle fasce parafuoco. E' stato richiesto anche l'intervento aereo. Al momento il canadair non è ancora arrivato. Altri incendi sono divampati nei territori dei comuni di Caccamo, Termini Imerese, Misilmeri, Monreale, Sclafani Bagni, Gangi e Prizzi. In alcuni incendi la situazione è drammatica come a Caccamo, in località Guardiola, dove il fuoco, oltre a interessare i boschi, minaccia alcune zone abitate. Oltre ai forestali sono intervenuti i Vigili del Fuoco e alcuni volontari inviati dal Dipartimento della Protezione Civile. Inoltre la Sala Operativa del Corpo Forestale ha richiesto la collaborazione della Protezione Civile della Città Metropolitana di Palermo che ha inviato una autobotte per attività di supporto. Infine la Forestale ha richiesto l'intervento dei mezzi aerei anche sugli incendi di Termini Imerese, Sclafani Bagni e Misilmeri. I numerosi incendi in atto in tutta la regione e l'esiguità dei mezzi aerei disponibili in questo momento stanno costringendo ad intervenire solo con le forze a terra. 

Fiamme anche a Gangi: nelle campagne, a monte della strada provinciale “sotto Gangi-Calascibetta”, sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Petralia Soprana. La zona nei giorni scorsi era stata interessta da un altro rogo che aveva mandato in fumo il raccolto di numerose aziende agricole e una vasta area alberata.


 Chiaramonte Gulfi: in fiamme ettari di terreno


















30 giugno 2017

FORTE VENTO DI SCIROCCO E FUOCO: LA SICILIA BRUCIA

Dalla pagina Facebook 
del Commissario Corpo Forestale Regione Sicilia
Enzo Crimi



Anche quest’anno, nei primi giorni di scirocco, le fiamme ripropongono la loro devastante avanzata, che sta divorando ettari di verde. Gli incendi boschivi rappresentano una grave piaga per la nostra Sicilia che torna puntualmente alla ribalta ogni estate. Infatti, i roghi sono la causa di tanti danni ambientali ed economici con effetto a lungo e medio termine sull'intero ecosistema forestale, tra cui il deterioramento del suolo, la scomparsa di biodiversità, il degrado ecologico, il dissesto idrogeologico. A fronte di tale situazione si sono registrati profondi mutamenti nel tessuto sociale ed economico del nostro Paese. La parola d'ordine è prevenzione e in questo percorso il cittadino ha un ruolo molto importante, poiché un incendio viene spento quanto più rapidamente lo si avvista e lo si raggiunge. Solo attraverso un approccio integrato a livello di sistema collettivo, ognuno per le proprie competenze a tutti i livelli di responsabilità, si potrà cercare di contrastare il fenomeno degli incendi che rappresenta un’emergenza di carattere sia ambientale che economico, che, oltre ai boschi, può minacciare tanto le infrastrutture quanto gli insediamenti, con potenziale pericolo di possibili perdite di vite umane assolutamente inaccettabili. Per qualsiasi incendio boschivo chiamare il Corpo Forestale della Regione Siciliana.






QUESTI UOMINI OGGI CON 40° HANNO PERCOSSO TRE KM A PIEDI, HANNO SPENTO UN'INCENDIO SEMPRE A TUTELA DEL BOSCO "GULINO" DI MISILMERI ED HANNO OPERATO ALMENO TRE ORE IN CONDIZIONI SOVRUMANE



di Gaetano Guarino (Funzionario del Corpo Forestale della Regione Siciliana)
Scusate la monotonia dei miei post, ma vedete, l'informazione sana e veritiera è importante. Voglio condividere con tutti voi questa foto che fa emergere la felicità degli Uomini della Squadra Gulino. Pensate un pò, questi uomini oggi con 40° a piedi si sono recati a spegnere con un'altra mia Squadra che è l'Argomasi, su un'incendio in C.da Frattina, sempre a tutela del bosco "Gulino" di Misilmeri. Il Bosco Gulino è quello che ho fotografato stamattina, oggetto, del mio precedente post.
Ebbene, questi uomini hanno percorso tre km. a piedi, hanno operato almeno tre ore in condizioni sovrumane, hanno spento l'incendio e mi hanno inviato questa foto per rendermi felice e tranquillo. Poi uno di loro, per evitare di far fare la strada nuovamente a piedi, per raggiungere la postazione, è andato a prendere la sua automobile e li portati in postazione. Vi chiedo, quanti Valori hanno questi uomini? Coraggio, altruismo, solidarietà, professionalità, abnegazione, senso dello Stato e tanta, tanta solidarietà e voglia di lavorare. Scusatemi!







PIANI PAESAGGISTICI: “IL GOVERNO CROCETTA VUOLE CANCELLARLI CON UN EMENDAMENTO OSCENO E INCOSTITUZIONALE”


Il duro commento di legambiente

“Il Governo Crocetta ci riprova, e tenta, ancora una volta, di smantellare i piani paesaggistici. In Commissione all’Ars è stato approvato un emendamento, che continuiamo a definire osceno, che cancellerebbe, se approvato dall’Aula, i piani paesaggistici”. Lo dice Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia.
“Adesso si usano, demagogicamente, perfino i morti sulla Catania-Ragusa e la presunta presenza di 20 alberi sul nuovo tracciato progettato per cercare di far approvare una norma palesemente incostituzionale. Sarebbe l’ennesima vergogna, un’altra ragione in più per non sentirsi degni di essere siciliani.
La norma è gravissima, prevede – spiega Zanna – una deroga generalizzata per le opere di ‘pubblica utilità’ che per legge sono tutte le opere pubbliche più le opere private o di concessionari di servizi e lavori pubblici che possono essere dichiarate tali (un elettrodotto, delle nuove trivelle, un porto turistico, un parcheggio, strade, cave, discariche e inceneritori, ecc).

Interviene a ritroso – conclude Zanna – pure su opere per cui si sono definiti i provvedimenti di diniego per contrasto con i piani recentemente approvati. E’ in totale contrasto con il Codice dei beni culturali e paesaggistici che già disciplina, in adesione ai principi costituzionali di tutela del paesaggio, la prevalenza delle norme di tutela e le procedure per la vigenza delle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate prima e che non sono in contrasto con i piani successivamente adottati. E, cosa più grave, sposta sul livello politico la valutazione di compatibilità di un’opera con le norme di tutela paesaggistica che è questione prettamente tecnica”.
29 Giugno 2017

Fonte: palermo.blogsicilia.it