06 maggio 2017

MONTELEPRE, SECONDO INCENDIO DOLOSO IN POCHI GIORNI, DISTRUTTI ALTRI CINQUE ETTARI. CHI BRUCIA IN TERRENI DEMANIALI, SECONDO UN’ ACCREDITATA IPOTESI INVESTIGATIVA, LO FAREBBE VEROSIMILMENTE CON L’INTENTO DI RENDERE L’AREA FUNZIONALE ALLA CREAZIONE DI PASCOLI ABUSIVI


di Graziella Di Giorgio
Secondo incendio doloso in terreni demaniali nell’arco di pochi giorni a Montelepre allo scopo, secondo gli investigatori, di destinare le aree di vegetazione “pulite” dal fuoco a pascoli abusivi per gli allevamenti. Questa volta le fiamme si sono sviluppate in due zone limitrofe: Stinco e Vanco hanno interessato una grande estensione di macchia mediterranea su un terreno di proprietà pubblica, di una superficie di circa cinque ettari. Ad accorgersi del rogo che divorava arbusti, cespugli e altre piante erbacee sono stati i carabinieri della stazione di Montelepre, nell’ambito di un capillare servizio di controllo del territorio. I miliari dell’arma rimanendo sul posto, hanno immediatamente chiesto l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Partinico , che giunti tempestivamente sul luogo, hanno dovuto lavorare intensamente per circa tre ore per circoscrivere l’incendio e averla vinta sulle fiamme. Un rogo, come detto, di natura dolosa. A confermare questa ipotesi, infatti, il rinvenimento sul terreno incolto di tracce di liquido infiammabile, probabilmente benzina. Le fiamme appiccate da ignoti ad una delle due aree demaniale, alimentate anche dal vento di scirocco, in poco tempo si sono propagate al terreno limitrofo, di contrada Vanco, incenerendo una gran quantità di flora. Chi brucia la vegetazione in terreni demaniali, secondo un’ accreditata ipotesi investigativa, lo farebbe verosimilmente con l’intento di rendere l’area funzionale alla creazione di pascoli abusivi. Cosi come avrebbe fatto un allevatore sempre di Montelepre, quando la scorsa settimana, è stato sorpreso in flagranza dagli stessi militari dell’arma della stazione cittadina, proprio mentre stava appiccando il fuoco in un altro terreno demaniale in contrada Mandra di Mezzo, di un’estensione di circa 900 metri quadrati. Per l’allevatore è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per incendio doloso, danneggiamento della flora e invasione e occupazione di terreno di proprietà comunale. In questo caso è stato lo stesso piromane a spegnere il rogo che aveva appena acceso con l’utilizzo di un combustibile. Intanto con la stagione estiva oramai alle porte, al fine di prevenire gli incendi boschivi, proseguiranno a largo raggio i controlli del territorio da parte dei carabinieri della compagnia di Partinico in tutti i sette paesi di pertinenza della giurisdizione, a tutela del patrimonio boschivo e delle aree protette.
05 Maggio 2017

www.teleoccidente.it


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Montelepre. Appicca incendio in area demaniale, allevatore rischia da 3 a 7 anni di carcere






UNA VITA DA FORESTALE

Dove sono gli stipendi arretrati?
La speranza regna ancora nei cuori dei forestali tutti, in Sicilia, ma, si sa, ormai è, e sarà per sempre una vita da forestale stagionale dopo decenni di lavoro, ancora in cerca di una stabilizzazione che non c’è, e, mai ci sarà.
Questa è la storia di molti forestali.
Questa è la storia di una politica siciliana che mai fa gli interessi dei forestali.
Questa è la storia della storia della forestale attuale, in disagio.
Questa è la storia di molti forestali 78isti, destinati a restare a casa per molti mesi dell’anno.
Questa è la storia vera di mille e mille peripezie di chi ha in mano il potere forestale.
Questa è un’assurda storia che va cambiata, che deve portare alla stabilizzazione dei forestali tutti, in Sicilia.
Ma si sa, siamo in Sicilia, e, nessuno vuole farsi carico di questo comparto, quindi il forestale, silenzioso è costretto a lottare, e, vivere una storia che ha come sfondo una disoccupazione nascosta, fatta di discriminazioni di giornate lavorative, e mentre tutta l’Europa va avanti, la nostra bella isola, nel comparto forestale va indietro.
Penso, pensiamo e dobbiamo cambiare modo di portare i politici al governo regionale, bisogna dare un’attività politica innovativa e seguire chi segue i forestali tutti.
Santo Cortese
A cura di forestalisicilia.com







I FORESTALI PRONTI A LAVORARE PER LA SICUREZZA DEL TERRITORIO. PROCLAMATA UNA GIORNATA DI PROTESTA PER MERCOLEDI PROSSIMO



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MONTELEPRE. APPICCA INCENDIO IN AREA DEMANIALE, ALLEVATORE RISCHIA DA 3 A 7 ANNI DI CARCERE



Proseguiranno anche nei prossimi giorni in tutto il territorio i controlli dei carabinieri di Montelepre

Montelepre, 30 aprile 2017 – I carabinieri della stazione di Montelepre hanno denunciato alla Procura della Repubblica un allevatore, residente a Montelepre, poiché si è reso responsabile di un incendio appiccato in un terreno demaniale in contrada Mandra di Mezzo. L’uomo, A.D.M. di 55 anni, è stato sorpreso mentre dava alle fiamme un terreno con l’intento di destinare l’area a pascolo per il proprio gregge.
Ad avvistare le fiamme sono stati proprio i carabinieri di Montelepre i quali, durante le prime ore del mattino di ieri, hanno evitato che le fiamme si propagassero in terreno demaniale di circa 900 metri quadrati. L’allevatore deve adesso difendersi dall’accusa di incendio doloso, danneggiamento della flora e invasione e occupazione di terreno di proprietà pubblica comunale, rischiando una pena che va dai 3 ai 7 anni di reclusione.
Intanto proseguiranno anche nei prossimi giorni in tutto il territorio i controlli dei carabinieri a tutela del patrimonio boschivo e delle aree protette.
  
Fonte: www.filodirettomonreale.it






BOSCHI DA SALVARE IN PROVINCIA DI AGRIGENTO, ARRIVANO 800 ADDETTI AL SERVIZIO ANTINCENDIO NELLE AREE BOSCHIVE CHE ENTRERANNO IN AZIONE, A PARTIRE DAL 15 GIUGNO E FINO AL 15 OTTOBRE



di
AGRIGENTO. Da Agrigento a Burgio, da Licata a Bivona, sono 800 gli addetti al servizio antincendio nelle aree boschive che entreranno in azione, a partire dal 15 giugno e fino al 15 ottobre, in tutto il territorio provinciale. Per gli incendi nelle aree boschive, purtroppo, è già suonato il campanello d’allarme con quanto accaduto il primo maggio a Sciacca, quando le fiamme partite da un barbecue in località San Calogero hanno mandato in fumo circa 6 ettari di bosco. P
oche ore dopo a Bovo Marina soltanto l’azione tempestiva di un gruppo di volontari di Mare Vivo e poi dei vigili del fuoco ha evitato un secondo rogo in poche ore e a distanza di appena una trentina di chilometri. Calogero Crapanzano, a capo dell’Ispettorato ripartimentale delle foreste di Agrigento, conferma anche per il 2017 i dati riguardanti uomini e mezzi dello scorso anno.
Fonte: agrigento.gds.it






ASSALTO DI FINE LEGISLATURA ALL’ARS: PEDAGGI STRADALI, PROMOZIONI DEI REGIONALI, ASSUNZIONI E TASSE NELLA NUOVA LEGGE OMNIBUS MA GIÀ PIOVONO EMENDAMENTI SOPPRESSIVI


06 Maggio 2017
Andrà in aula martedì 9 maggio ma c’è ancora chi tenta di bloccarla magari conuna convocazioe della conferenza dei capigruppo per cambiare il cendario dei lavori d’aula. E’ il così detto ddl collegatio ovvero la legge nella quale è confluita ogni norma stralciata dalla Finaniaria. Una legge – pastone divenuta una sorta di contenitore per tutto.

C’è  la fusione Cas Anas più volte prelevata per farla in finanziaria ma poi rimasta fuori. Si tratta della norma che sevirà a farica pagare il pedaggio anche sulla Palermo – Catania solo per essere chiari. Ci sono le norme sul personale regionale, le promozioni in massa dei dirigenti e la possibilità di ricorrere ad esterni, C’è la ricostituzione dell’Ufficio stampa proprio a fine legislatura e con una proposta che lo farebbe diventare una sorta di grande ufficio di portavoce politici a tempo determinato e al servizio del presidente di turno non certo della Regione siciliana, c’è anche la liquidazione o la trasformazione di Riscossione Sicilia.

Insomma nel ddl c’è di tutto e per tutti tanto da indurre perfino il centristi per la Sicilia a chiedere un ripensamento.  “Non vorrei che il ddl 1276 collegato alla finanziaria con i suoi 89 articoli – dice Marco Forzese capogruppo della formazione di D’Alia che della maggioranza continua a fare formalmente parte – diventi il modo per non concludere nulla davanti alla mole di articoli ed agli emendamenti al testo”.

La richiesta è quella di una capigruppo prima di andare in aula “Credo sia opportuno che il presidente dell’Ars Ardizzone convochi una conferenza dei capigruppo prima dell’aula prevista martedì prossimo per verificare se
ci sono le condizioni per fare una legge o per approdare in Aula tra disfide e veti che rischiano di paralizzare il parlamento senza per ciò dare una legge con misure per l’economia e gli investimenti di cui ha bisogno la Sicilia”.

Ma la battaglia principale parte dai 5 stelle con qualche correttivo ed una sfilza di emendamenti soppressivi. per “una manovra che serve molto ai deputati e alla loro compagna elettorale e poco alla Sicilia”. I grillini si accingono a impallinare con una sfilza di norme soppressive prima e col voto finale poi praticamnete i tre uarti della legge.

“Come ogni anno – dice il capogruppo Sergio Tancredi – ci ritroviamo una norma omnibus in cui si cerca di mettere una serie di pezze ai problemi di questa regione, ma spesso sono pezze peggiori del buco. Stiamo provando a dare qualche suggerimento che possa eliminare qualche criticità che abbiamo riscontrato. Un esempio su tutte è la questione riscossione. Personalmente ho presentato un emendamento che la trasforma in agenzia sotto il diretto controllo regionale, in linea con il dettato nazionale. Spero che questa proposta venga valutata in maniera equilibrata. Complessivamente non possiamo essere benevoli, perché la maggior parte delle norme proposte potevano benissimo essere oggetto di singole trattazioni legislative, ma questo qualora avessimo un parlamento che lavora veramente ed un governo guida dell’attività amministrativa. Purtroppo non abbiamo avuto né l’uno né l’altro”.

“I partiti – afferma Giancarlo Cancelleri – con questa legge ‘manciugghia’ cercano di sfruttare gli scampoli di questa disastrosa legislatura per piazzare qualche bandierina da sventolare in campagna elettorale. È una legge che serve a loro e non certo alla Sicilia. Tra le cose peggiori la norma sulla dirigenza, che crea una discriminazione tra di loro, facendone avanzare solo alcuni, scelti con un criterio che non è assolutamente meritocratico. In soldoni è un vergognoso vestito cucito addosso a qualcuno”.

Da bocciare assolutamente anche la questione Cas-Anas che al momento è fuori dal collegato, ma che sicuramente ci entrerà la prossima settimana. Non vedo perché trattarla ora che è molto fumosa. Si rischia di buttare tutto alle ortiche, o, meglio, di regalare ad Anas una società che potrebbe essere ristrutturata”.

Per addolcire l’ennesimo boccone amaro per la Sicilia il Movimento ha presentato anche numerosi emendamenti correttivi e sostitutivi, tra questi quello che mira ad assicurare i fondi per il pagamento degli stipendi ai lavoratori delle Ipab (in alcuni casi senza busta paga anche da trenta mesi), quello che punta ad ampliare la rappresentanza degli studenti nei consigli di amministrazione dell’Ersu e quello per estendere le borse di studio a tutti gli studenti e non solo a determinate categorie.

Da salvare dentro al testo secondo i pentastellati solo le norme che sbloccano la legge sulle professioni motorie e quelle che prevedono risarcimenti alle imprese danneggiate dai cantieri allestiti per la realizzazione di opere pubbliche.
di Manlio Viola







CASTELVETRANO, MISURE DI PREVENZIONE CONTRO GLI INCENDI E ASPRE SANZIONI PER CHI NON RISPETTA LE REGOLE


Il Vice-Sindaco della città di Castelvetrano Selinunte, Rag. Vincenzo Chiofalo, ha emesso questa mattina l’ordinanza avente per oggetto le “Misure di prevenzione contro gli incendi boschivi e d’interfaccia”.

Nell’ordinanza si ricorda che è fatto obbligo, ai proprietari e/o conduttori di aree private e/o pubbliche incolte o abbandonate, ricadenti in zone con folta vegetazione in zone antropizzate e non, anche in terreni in genere non edificati, aree a verde in precario stato di manutenzione, di procedere a propria cura e spese, alla ripulitura di tali terreni da stoppie, frasche, cespugli, arbusti e residui di coltivazione; al taglio di siepi vive, erbe e rami che si protendono sul ciglio stradale ed allo sgombero da detriti, immondizie, materiali putrescibili e quant’altro possa essere veicolo di incendio, entro il termine perentorio del 30 maggio 2017.
E’ fatto altresì obbligo, a tutti i Soggetti sopra indicati, di provvedere, durante il periodo dal 30/05/2017 al 15/ 10/ 2017 al mantenimento delle relative aree in condizioni tali da impedire tanto il proliferare di erbacce, sterpaglie e altre forme di vegetazione spontanea, quanto l’immissione di rifiuti di qualsiasi specie, sempre al fine di garantirne la sicurezza antincendio.
L’amministrazione ricorda altresì che sono state inasprite le sanzioni nei confronti dei soggetti che abbandonano rifiuti pericolosi con multe da 300 euro a 3000 euro, e nei confronti dei soggetti che non rispettano le ordinanze anti-incendio, le sanzioni vanno dai 168 euro a 674 euro.
L’applicazione di misure così rigide ha avuto effetti particolarmente soddisfacenti con una riduzione considerevole del numero degli incendi negli ultimi tre anni, anche grazie ai controlli effettuati dagli uomini del Responsabile Nucleo Operativo Polizia Ambientale dei Vigili Urbani, guidati dall’Ispettore Capo Salvatore Macaluso, in materia di mancata osservanza, che hanno permesso di attivare tutti gli accorgimenti atti a scongiurare l’innesco e il propagarsi dell’incendio nei terreni, e grazie al costante impegno che gli agenti mettono nel continuo aggiornamento degli archivi e della capillare presenza sul territorio.
05 Maggio 2017

Fonte: castelvetranonews.it







05 maggio 2017

10 MAGGIO SIT-IN A PALERMO DEI FORESTALI SICILIANI. L'INTERVISTA A MANUEL BONAFFINI ALI-CONFASAL. VIDEO




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SI SBLOCCA LA SITUAZIONE DEGLI STIPENDI. PAGAMENTI IN ARRIVO PER I LAVORATORI DELLA PROVINCIA DI PALERMO

Dalla pagina facebook
Forestale Adrano Regione Sicilia 
Serv. Antinc. Boschivo e Azienda Foreste


COMUNICATO FORESTALI

Da pochi minuti abbiamo avuto la notizia che i titoli di spesa di Palermo, nel brevissimo lasso di tempo dall’inoltro alla chiusura del SIC sono stati trasmessi. Tenete conto che questa notizia fino a pochi giorni fa non era neppure in possesso degli Uffici provinciale e Regionale.
Come dicevamo siamo stati contattati dal Dirigente di Palermo Ing. Di Miceli che ci ha informato che hanno attivato l’iter e nei prossimi giorni i lavoratori dovrebbero ricevere la paga.
Appena avremo maggiori dettagli sarà nostra cura informarvi.
Scotti; Russo; La Bua








PER ASU E LSU FINANZIARIA PREVEDE LA STABILIZZAZIONE. IL BLOG: ANCHE GLI OPERAI FORESTALI VORREBBERO UN AUMENTO DELLE GIORNATE. O DUE SOLI CONTINGENTI (181-OTI), O STABILIZZAZIONE. MA I LAVORATORI PIÙ ANZIANI DELLA SICILIA STANNO PER CASO CHIEDENDO LA LUNA?






CROCE: GUARDIE AMBIENTALI ASSORBITE DAL CORPO FORESTALE


Dalle ex Province alla Regione: fra le pieghe del «collegato» alla finanziaria, il travaso e il nuovo inquadramento «anche in soprannumero» per le guardie ambientali delle defunte amministrazioni provinciali nei ranghi del Corpo forestale della Regione. Una norma, anzi due, gli articoli 16 e 17, che delineano i profili funzionali e dunque le retribuzioni, della «coda» del ddl in Aula il 9 maggio, che desta più d'una perplessità dalle parti dell'opposizione. Dai banchi del Movimento 5 stelle il timore che fra le righe «si nascondano assunzioni mascherate». Ci sono infatti un paio dei dieci commi, gli ultimi, che permettono al Corpo forestale di «avvalersi dell'operato di associazioni senza scopo di lucro con finalità di guardie ambientali riconosciute». Si tratta, spiega l'assessore al Territorio e ambiente Maurizio Croce, di «una sessantina di addetti all'esercizio delle funzioni relative alla gestione e alla vigilanza delle riserve naturali» che saranno riassunti a tempo indeterminato. A prescindere dall'eventuale abbondanza di ri sorse e dunque dal fabbisogno concreto, sì, ma come atto dovuto di riassorbimento di gente già contrattualizzata a tempo indeterminato». E qui, in prima battuta, si appuntano le critiche, soprattutto da parte del gruppo 5 Stelle, che chiede chiarimenti «su tutti i dettagli, anche le disposizioni accessorie e sull'iter seguito». Iter, come conferma il presidente  dell'Ars Giovanni Ardizzone, andato avanti per stralcio dal corpo del ddl principale perché «solo relativamente connesso alla specifica materia economico-finanziaria». Il secondo punto critico è proprio «il consentito ricorso a non meglio identificate associazioni». Il timore è sul possibile preludio alla creazione, anzi rigenerazione, di bacini di precari attraverso l'appoggio a enti estranei. Insomma, soprannumero ma apertura a servizi esterni, il succo della contestazione: «L'articolo 16 - dice per il gruppo M5S il presidente Sergio Tancredi presenta molti punti oscuri che potrebbero far pensare ad un uso improprio della norma, abbiamo raccolto perplessità diffuse su come è formulato. Inoltre la non precisa definizione dei soggetti beneficiari L'assessore Maurizio Croce di questo provvedimento come di altri è una prassi che ci allarma e ci porta verso una valutazione estremamente negativa, anche alla luce dei non definiti impegni di spesa. Non vorremmo - la conclusione che si mascherassero nuove assunzioni con un provvedimento che è tutto tranne che chiaro». Il riferimento è anche al capitolo di bilancio tirato in ballo, in tutto circa 14 milioni all'anno. Croce risponde che «le assunzioni riguarderanno esclusivamente il personale in uscita dalle ex amministrazioni provinciali e che i fondi per il loro inquadramento sono ben lontani dalle cifre temute dal Movimento». I dipendenti dovranno comunque essere riqualificati per essere integrati nelle qualifiche di agente scelto, assistente, assistente capo, vice sovrintendente, operatore scelto e perito superiore: 211 mila euro in tré anni la cifra per il reinquadramento.
05 maggio 2017. 
Gds







MIMMO MILAZZO, SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL SICILIA. «NON C'È PROGRAMMAZIONE, UNA FAMIGLIA SU 4 È IN POVERTÀ». I FORESTALI AD ESEMPIO POSSONO ESSERE RESI PRODUTTIVI NON SOLO PER LA FORESTAZIONE MA ANCHE PER LA SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE E PER LA LOTTA CONTRO IL DISSESTO










151NISTI ENNA. AVVIO ATTIVITA' LAVORATIVA NEI CANTIERI FORESTALI DEI DISTRETTI DELLA PROVINCIA

Ricevo e pubblico
dal Segretario Provinciale aggiunto del Sifus Aidone
Raimondi Domenico










BENI CULTURALI DA RISORSA A "INSIDIA"


di Francesco Sanfilippo
Presentata la 16a edizione di Salvalarte Sicilia, campagna di Legambiente per la valorizzazione del patrimonio culturale isolano. Grotte dell’Addaura a rischio caduta massi. Sovrintendenza: “Intervento col Comune per la messa in sicurezza”

PALERMO - È stata presentata la 16° edizione di Salvalarte Sicilia, la storica campagna di Legambiente per la difesa e la valorizzazione del patrimonio culturale isolano. Per illustrare il programma dell’edizione 2017, che si svolgerà fino al 15 maggio, è stato scelto il sito delle Grotte dell’Addaura, a Palermo.

La scelta non è stata casuale, poiché la fruizione dei graffiti delle grotte è vietata per motivi di sicurezza dal 1997. Infatti, in una delle grotte si trova un vasto e ricco complesso d’incisioni raffiguranti uomini ed animali che rappresentano un ciclo figurativo del massimo interesse per l’inconsueta attenzione dedicata alla rappresentazione scenografica dell’ambiente. Questo è un caso limite in tutta l’arte paleolitica, i cui ritrovamenti non sono mai stati così precisi nel Mediterraneo finora. Il trattamento della figura umana si esprime in forma assolutamente nuova per moduli stilistici e per spirito rispetto agli altri ritrovamenti. I graffiti risalenti a 12 mila anni fa vennero alla luce per uno scoppio accidentale di un arsenale nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, le grotte, nonostante la loro importanza si trovano, al momento, in un assoluto stato di degrado e di incuria, nonostante tutti i sovrintendenti degli ultimi 15 anni abbiano cercato di rallentarne il declino.

Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia, ha dichiarato: “Salvalarte Sicilia” è tornato dopo circa tre anni, perché i nostri Beni culturali continuano a non stare bene. La situazione si è aggravata perché manca, ormai da anni, una seria, attenta e virtuosa politica culturale della Regione. Il lavoro e l’impegno per la tutela, la valorizzazione e la fruizione del nostro straordinario patrimonio culturale deve continuare e con i trenta appuntamenti - dibattiti, visite guidate, trekking culturali, pulizia dei siti – che abbiamo organizzato, in questa 16° edizione, teniamo viva l’attenzione dei cittadini ed operiamo concretamente dove la politica ha miseramente fallito. E non è stato un caso l’avere scelto il sito delle Grotte dell’Addaura a Palermo per presentare Salvalarte. Questa campagna fra i suoi contenuti forti mette l’accento su tutela e fruizione. E le Grotte dell’Addaura sono l’esempio negativo per eccellenza. Vogliamo, quindi, accendere i riflettori sul sito affinché si possano risolvere i problemi che tengono chiuso da ben 20 anni questo straordinario patrimonio”.

A dare una spiegazione di tale situazione è Stefano Vassallo, responsabile dell’Unità operativa 5 della Sovrintendenza di Palermo che si occupa di Beni archeologici. Ha dichiarato: “dopo che è stata aperta i primi anni, ci siamo resi conto che l’area antistante alle grotte è a rischio costante di cadute massi. Siamo in una situazione di rischio elevatissimo per l’incolumità pubblica, perciò stiamo assumendo un intervento ad alto costo per mettere parzialmente in sicurezza la zona e riaprire il sito. Questo è l’obiettivo della Sovrintendenza che è da anni impegnata nella difesa di questi luoghi. È previsto un grosso finanziamento in collaborazione con il Comune e abbiamo già predisposto una perizia tecnica che sarà presentata al Comune stesso per avviare i lavori di consolidamento delle pareti franose”.

Proprio il tema della chiusura delle Grotte dell’Addaura e la sua auspicata apertura, sarà al centro dell’ultimo appuntamento di Salvalarte Sicilia, lunedì 15 maggio, con un incontro – dibattito alla Real Fonderia a Palermo.
05 maggio 2017  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: www.qds.it







LA REGIONE SICILIANA SOMMERSA DA DEBITI FUORI BILANCIO E PIGNORAMENTI PROVA AD USCIRE DALL’IMPASSE CON UNA LEGGE


04 Maggio 2017
Un debito fuori bilancio pari a 75,5 milioni di euro “scuote” Palazzo d’Orleans. Il governo Crocetta s’è affrettato ad approvare un disegno di legge per intervenire sulle disposizioni contabili dopo avere preso visione di una relazione, consegnata dalla Ragioneria generale, con la quale i dirigenti del Dipartimento Economia spiegano l’origine di questi debiti e forniscono il dettaglio delle voci. Una parte di questo debito, si legge nel ddl ‘disposizioni contabili’, sarebbe stato contratto fino all’esercizio finanziario chiuso a dicembre del 2015 e “regolarizzato sulla disponibilità di impegni residui e/o di residui passivi eliminati per perenzione amministrativa”.
“Pertanto – si legge nella relazione tecnica – il riconoscimento del debito fuori bilancio risulta pari a 75,5 milioni di euro”. La Ragioneria generale spiega, tuttavia, che la copertura di questo debito, è garantita dagli stanziamenti per complessivi 85,3 milioni di euro, appostati nell’assestamento di bilancio per il 2016, approvato lo scorso dicembre. Dunque si tratterebbe di una regolarizzazione di partite sospese a fronte di pagamenti effettuati dal cassiere ma ancora non contabilizzati. Il ddl è stato trasmesso agli uffici dell’Assemblea regionale e dovrebbe approdare presto in commissione Bilancio.
Ma intanto alla Regione siciliana sono stati pignorati 24,2 milioni di euro per debiti che avrebbe dovuto pagare nel 2016. Anche queste somme sono riportate nella relazione tecnica allegata al disegno di legge sui debiti fuori bilancio, approvato dalla giunta Crocetta. Più del 50% dei pignoramenti ha riguardato gli assessorati alla Formazione e all’Energia: il primo ha dovuto sborsare 8,4 milioni di euro, il secondo 7,7 mln. Sfiora i 2 mln di euro il plafond per le espropriazioni forzate eseguite all’assessorato alla Famiglia, mentre al Territorio la cifra è di 1,7 milioni. Altri 1,6 mln di pignoramenti sono stati eseguiti all’assessorato all’Agricoltura e un milione ai Beni culturali. Alle Infrastrutture le espropriazioni ammontano a 971.973 euro. Seguono la Presidenza della Regione (314.909,45 euro), la Salute (114.156,63 euro), le Autonomie locali (111.368,07 euro), l’Economia (49.422,33 euro), il Turismo (15.840,62) e le Attività produttive (12.546,05).

Fonte: palermo.blogsicilia.it






LO STIPENDIO È UN VITALIZIO IL LAVORO SI PAGA A PARTE

di Carlo Alberto Tregua

Basta parlare, bisogna fare

Ricordate il cartello posto sulla scrivania di un funzionario della Regione siciliana: “Lo stipendio è un vitalizio, il lavoro si paga a parte”? Sembrava una provocazione, ma in effetti rifletteva una mentalità. Sono passati anni da allora, ma la mentalità non è cambiata.
I dipendenti regionali che sono privilegiati, come dimostreremo in una inchiesta di prossima uscita, rispetto ai dipendenti di altre Regioni e agli statali, hanno ottenuto un aumento medio dei loro emolumenti di circa 100 euro al mese, anziché stare fermi in attesa che i suddetti raggiungessero i loro livelli stipendiali.
La vergognosa norma inserita nella Finanziaria ritardataria - perché approvata quattro mesi dopo la data canonica del 31/12/2016 - ha previsto la riassunzione di circa 200 Pip condannati, ma anche contributi distribuiti a destra e a manca che alimentano ulteriori privilegi.
Sono state modeste le risorse destinate a sostegno degli investimenti, poche cifre per le infrastrutture, per la riparazione idrogeologica del territorio, per la manutenzione ordinaria e straordinaria di strade provinciali, scarso il cofinanziamento dei fondi europei e a sostegno dei Fondi di sviluppo e coesione di provenienza statale. 

Ma se lo stipendio è un vitalizio, cosa sono dirigenti e dipendenti regionali? Dei poveretti che non hanno l’obbligo etico di dare qualcosa in più di quanto ricevono, anzi di non dare nulla. Che figuraccia facciamo anche sotto questo profilo con le Regioni del Nord.
E' vero che lo Stato destina alla Sicilia briciole per gli investimenti, ma anche le somme a disposizione della Regione (anche quest’anno il bilancio è di circa 16 miliardi) sono tutte destinate a foraggiare la spesa corrente e pochissime allo sviluppo e all’occupazione.
Una politica suicida che conferma la nullità del presidente della Regione e l’egoismo dei consiglieri-deputati regionali, ormai pronti alla competizione elettorale del 5 novembre e quindi con il loro egoismo spinto ai massimi livelli.
La regola di dirigenti e dipendenti regionali è: “Chi non fa non sbaglia”. Ma la regola etica dovrebbe essere invece: “Chi non fa va punito”. Chi dovrebbe applicare queste regole? I responsabili delle istituzioni regionali, che sono però irresponsabili.
Qualcuno sostiene un’altra regola: “Meglio fare il politico che andare a lavorare”, parafrasando l’altro modo di dire: “Meglio fare il giornalista che andare a lavorare”.
Da quando fare il politico è diventato un mestiere, i mestieranti si sono moltiplicati. Ne è prova la candidatura di migliaia di persone, quasi tutti disoccupati, ai Consigli comunali. Ma anche ora si preparano le candidature di centinaia di politicanti senza mestiere alle prossime regionali.
Si dirà che anche i candidati del Movimento 5 stelle (la novità di questi ultimi anni) sono in gran parte senza mestiere, ma almeno sono neofiti, senza le incrostazioni di gente che da decenni vive di parole costando alla Regione oltre 20 mila euro al mese.
Per non parlare di tutti i dipendenti e dirigenti dell’Assemblea regionale che continua a elargire emolumenti, liquidazioni e pensioni da favola, non vergognandosi del milione di poveri che non riesce neanche a mangiare.
Non ce ne vorrà il bravo  presidente Ardizzone se continuiamo a sottolineare che l’Ars costa 144 mln contro 80 milioni del Consiglio lombardo.

L’elemento caratterizzante della burocrazia regionale, ma anche di tante burocrazie comunali, è la lentezza. Una lentezza esasperante nell’evadere le richieste di cittadini e imprese, una lentezza esasperante nella esecuzione delle procedure e nell’emissione dei provvedimenti necessari a fare muovere l’economia.
Le organizzazioni imprenditoriali non si sono sentite su questo punto, se non con blande richieste non supportate da una attività mediatica giornaliera, martellante, che avrebbe messo in evidenza la pochezza e l’insufficienza della burocrazia regionale.
Gli stessi sindacati dei lavoratori, le quattro organizzazioni maggiori, non hanno preso posizione contro quella parte dei loro associati, cioè i pubblici dipendenti. Fra essi, la maggioranza è formata da persone perbene e capaci, ma la minoranza significativa, formata da incapaci e corrotti, lede l’immagine di tutta la categoria.
Fino a quando organizzazioni imprenditoriali e sindacati gireranno la testa dall’altra parte, la Sicilia continuerà a precipitare. Chi fermerà la caduta?
05 Maggio 2017 

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Fonte: www.qds.it





04 maggio 2017

PA, STABILIZZAZIONI PIÙ FLESSIBILI. IL BLOG: EGREGIA MINISTRA MADIA, MA VI SEMBRA CORRETTO SCARTARE I LAVORATORI PIÙ ANZIANI? MA LO SAPETE CHE ANCHE NOI SIAMO LAVORATORI ITALIANI E MERITIAMO DOPO 30/40 ANNI UN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO?


di Gianni Trovato
Un doppio correttivo per allargare la platea potenziale del «piano straordinario di stabilizzazione» dei precari della Pa potrebbe arrivare con la versione definitiva della riforma del pubblico impiego, attesa in uno dei prossimi consigli dei ministri (forse già la prossima settimana) dopo il via libera ottenuto ieri in Parlamento. La commissione Affari costituzionali del Senato e la Lavoro della Camera hanno infatti acceso il semaforo verde al decreto attuativo della delega Madia sulle nuove regole del pubblico impiego, cioè il provvedimento indispensabile per riavviare i rinnovi contrattuali nella Pa. Molto ricco l’elenco delle «osservazioni», mentre solo il Senato (relatore Giorgio Pagliari, del Pd) ha posto al governo anche due «condizioni», che sono più pesanti nella procedura (il governo, se vuole ignorarle, deve tornare in Parlamento e motivare la scelta) ma gestibili nella sostanza: chiedono di chiarire meglio che Linee guida sui concorsi e le Linee di indirizzo per la pianificazione del personale non hanno natura regolamentare, per evitare i problemi di compatibilità segnalati anche dal Consiglio di Stato, e di rafforzare le regole del collocamento obbligatorio per i famigliari delle vittime di terrorismo e criminalità.

È il piano straordinario di stabilizzazione dei precari, che secondo il governo potrà interessare fino a 50mila persone e che è stato pensato anche per evitare di incappare in una nuova condanna in sede europea, ad aver catalizzato l’attenzione della politica. Il testo approvato in prima lettura il 23 febbraio prevede la possibilità di candidarsi alla stabilizzazione per i precari che abbiano maturato tre anni di anzianità negli ultimi otto all’interno della stessa amministrazione che procede all’assunzione. Il rischio, segnalato da più parti, è che una griglia di questo tipo escluda dalla possibilità di aspirare al posto fisso i molti precari, che come accade spesso per esempio nella sanità, abbiano cumulato la loro anzianità attraverso contratti con enti diversi: il problema, quindi, sarebbe superato aprendo le porte anche ai casi nei quali i tre anni di anzianità siano stati cumulati in Pa diverse.

Le decisioni finali saranno prese in consiglio dei ministri, ma è la stessa ministra della Pa Marianna Madia ad aver aperto alla possibilità di correttivi. Il secondo in discussione riguarda il calendario. I tre anni, secondo il testo originario, vanno maturati entro la data di entrata in vigore del decreto legislativo, ma il piano straordinario partirà il 1° gennaio prossimo: a quella data potrebbe quindi essere spostato anche il termine per maturare l’anzianità, dando più tempo ai precari ed evitando un “buco” semestrale fra la maturazione dei requisiti e l’avvio degli ingressi. Sempre nell’ottica di venire incontro ai precari, il Senato chiede di trovare forme ulteriori per valorizzare nei concorsi «l’esperienza maturata» negli uffici pubblici.

Le chance di modificare le regole della stabilizzazione sembrano buone, anche perché l’allargamento della platea non aumenterebbe la spesa pubblica in quanto le assunzioni devono rientrare nei vincoli ordinari di spesa e di programmazione. Il problema si potrebbe spostare sugli altri aspiranti a un posto pubblico, a partire da chi è stato giudicato idoneo nei concorsi, che avrebbero più “concorrenza” nella strada verso l’assunzione, ma tutto dipende dalle quote che saranno riservate ai precari.

Più difficile appare la strada per una revisione del codice disciplinare, su cui il governo ha puntato parecchio. Oltre ad aumentare, portandoli a dieci, i casi che possono portare al licenziamento, la riforma prevede che il superamento dei termini o le violazioni formali delle procedure non possano invalidare le sanzioni. Questa “prevalenza della sostanza sulla forma” ha fatto storcere il naso al Consiglio di Stato, e il Parlamento chiede di reintrodurre «tempi certi e perentori di conclusione del procedimento». Sembra difficile, però, che il governo voglia tornare indietro su uno dei punti “qualificanti”. 

04 Maggio 2017

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Fonte: www.ilsole24ore.com











I SINDACATI. FORESTALI LE PROMESSE DELLA REGIONE A SETTEMILA PRECARI



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FORESTALI. UGL, SUL PAGAMENTO DELLE SPETTANZE LE PROMESSE DEL GOVERNO RESTANO LETTERA MORTA


04 Maggio 2017
Purtroppo ancora una volta registriamo l’incapacità governo Crocetta, che continua a non capire i disagi dei lavoratori tutti, in particolare i lavoratori FORESTALI, CONSORZIO DI BONIFICA e ESA OTD, che ancora devono percepire le mensilità relative al 2016.
La nostra O.S. fortemente preoccupata dello stato di grave disagio di circa 700 lavoratori che aspettano inutilmente da circa 5 mesi gli stipendi oltre a quelli del mese di dicembre e parte di novembre, nonostante gli uffici del Dipartimento Sviluppo Rurale e del Bilancio avessero assicurato, nel corso degli innumerevoli incontri avuti dal mese di febbraio a seguire, di predisporre in tempi brevi tutti gli adempimenti per i relativi pagamenti.
A dichiararlo Giuseppe Messina, Responsabile Ugl Sicilia e Francesco Arena, Segretario regionale dei Forestali dell’Ugl.
Purtroppo soltanto negli ultimissimi giorni di Aprile sono stati inseriti gli ordinativi di pagamento al SIC – aggiungono i sindacalisti  – e giorno 28 aprile, puro fumo negli occhi visto che dagli uffici abbiamo appreso che dal 30 aprile le procedure sarebbero state bloccate fino alla pubblicazione del redigendo Bilancio regionale, rendendo di fatto inutile il tardivo tentativo di predisporre i pagamenti. siamo alle solite, chiacchiere, chiacchiere e chiacchiere sulle spalle dei lavoratori, atteggiamento che si protrae da quasi cinque anni.
Un governo regionale che ha gestito le relazioni sindacali a suo piacimento scegliendo da chi farsi accompagnare e calpestando le più elementari norme costituzionali e contrattuali – sottolineano Messina ed Arena – e la nostra sigla sindacale si è tenuta distante da relazioni sindacali gestite in maniera unilaterale e spesso improntate sulle promesse, poi non mantenute. La centralità del lavoratore è un valore non negoziabile.
Per il bene esclusivo dei lavoratori, vittime di un sistema politico al collasso – sostengono – chiediamo al Signor Presidente della Regione Siciliana un intervento autorevole per accelerare la tempistica dei pagamenti delle spettanze arretrate, ed al contempo, esigono una verifica per accertare le motivazioni e le responsabilità che hanno determinato questo ingiustificabile ritardo che ha messo in ginocchio migliaia di lavoratori.
Pare che sia impossibile sbloccare le procedure informatiche fino alla pubblicazione della nuova Finanziaria che dovrebbe avvenire venerdì 12 maggio – concludono Messina ed Arena – e il Presidente della Regione Rosario Crocetta ha già preso l’impegno che da quella data darà priorità allo sblocco e al pagamento delle spettanze e che vigilerà sulle future scadenze. Speriamo che altri slogan come quelli dell’aumento di giornate lavorative non sia l’ennesima propaganda elettorale  sulla pelle dei lavoratori.

Fonte: www.uglsicilia.it









DA ORMAI TROPPO TEMPO ASPETTIAMO IL RIORDINO CHE PREVEDA DUE SOLI CONTINGENTI: 181 - OTI, IN ALTERNATIVA LA STABILIZZAZIONE

Stiamo aspettando questa norma, come se fosse la "panacea" del comparto forestale. Sappiamo o sapete che una norma che oltre ad essere eventualmente per un solo anno, sarà una norma che creerà se accettata liti e diaspore fra tutti i colleghi, credo che l'indiscussa serietà e correttezza di Michele Mogavero, meriterebbe altre domande sul merito di questa proposta. Da ormai troppo tempo aspettiamo il riordino che preveda due soli contingenti 181 - OTI in alternativa la stabilizzazione. I regalini dei politici non possono essere utilizzati come deterrente alla nostra unica legge che ci permetterebbe una più civile vita lavorativa.
Vincenzo Leonardi




SIFUS: IL 10 MAGGIO 2017 E' SCIOPERO GENERALE DEI LAVORATORI FORESTALI

Ricevo e pubblico
dal Segretario Regionale Sifus
Giuseppe Fiore




Stampate e distribuite nei vostri paesi. Condividete il post! 
Massima divulgazione! 
Non abbiamo più nulla da perdere!
Da ora in poi, tutto dipenderà dal nostro impegno personale.
Giuseppe Fiore





L' ASSESSORE AL TERRITORIO AMBIENTE, MAURIZIO CROCE, INTERPELLATO DAL BLOG, CONFERMA CHE LA NORMA SULL'AUMENTO DELLE GIORNATE SI TROVA NEL COLLEGATO


L'Assessore Croce ieri pomeriggio ci ha confermato che la norma sull'aumento delle giornate è inserita nel collegato!
Quindi va in discussione a partire dal 9 maggio.

Senza darne diffusione, lo avevamo interpellato anche il 10 aprile scorso e ci diceva la stessa identica cosa. Ma poi, come sappiamo tutti, l'Ars ha deciso che la maggior parte degli articoli dovevano essere cassati o trasferiti in un ddl apposito. La nostra norma per fortuna resiste ancora.

Ringrazio a nome di tutti l'Assessore Croce per la disponibilità che ci ha dedicato.


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Forestali, più giornate di lavoro per 13 mila operai. L'Assessore Croce: ci sono a disposizione 30 milioni

Finanziaria. Panepinto: ottimizzare lavoro forestali ed antincendio a ‘costo zero’. Proporrò una norma in finanziaria che prevede di far passare a 151 giornate lavorative le unità che attualmente ne effettuano 101, e far passare i ‘settantottisti’ a 101 giornate

L'On. Panepinto interpellato dal Blog, ha detto che la norma sull'aumento delle giornate è inserita nel collegato e sarà discussa dal 9 maggio







LA DISCUSSIONE DAL 9 MAGGIO. RISCOSSIONE, DIRIGENTI, ASSUNZIONI. ARRIVA ALL’ARS LA FINANZIARIA-BIS. CI SONO ANCHE LE NORME PER I FORESTALI E CONSORZI DI BONIFICA


di Accursio Sabella
Il “collegato” contiene 89 articoli. Prevista la liquidazione dell’azienda delle tasse e la creazione di un ufficio stampa.

PALERMO - Per il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ad alcune di quelle norme bisognerà assicurare una sorta di corsia preferenziale: si tratta della liquidazione di Riscossione Sicilia e della fusione tra Cas e Anas. Per il resto, il cosiddetto “collegato” alla Finanziaria potrebbe essere “spacchettato” in tanti disegni di legge autonomi. Ma intanto, è stato incardinato a Sala d’Ercole e fino a domani sarà possibile depositare gli emendamenti al testo di quella che è una vera “Finanziaria-bis”, un disegno di legge enorme che contiene la bellezza di 89 articoli. 

Il caso Riscossione 

Ma alcuni sembrano già destinati a dare vita a veri e propri conflitti a Sala d’Ercole. Era già esplosa la polemica settimane fa, del resto, sulla norma che prevede la liquidazione di Riscossione Sicilia. Una norma che, però, così come presente nel collegato è già “vecchia”. Il testo prevedeva infatti la liquidazione della spa entro 60 giorni dall’approvazione del disegno di legge, e comunque “non oltre il primo luglio 2017”. Una data che è già “superata”: servirà una modifica. Nel merito, la norma prevede il passaggio delle attività di riscossione in Sicilia e dei dipendenti della società al nuovo ente nazionale che sostituirà Equitalia.
Fusione tra Cas e Anas 

La fusione tra Cas e Anas, invece, nel collegato dovrà ancora approdare, visto che al momento nel testo base non è presente. Esiste però già un emendamento messo a punto dalla Commissione bilancio – la stessa che aveva bocciato analoga proposta legislativa del governo – e che dovrebbe contare sul consenso dei partiti dell’Ars. La norma prevede la creazione di un nuovo ente misto, le cui quote saranno divise tra Anas (non più del 51 per cento) e Regione (non meno del 49 per cento). Alla nuova società passeranno le concessioni sia del Consorzio autostrade che verrà sciolto, sia quelle di Anas. Ciò potrebbe tradursi nell’applicazione di nuovi pedaggi in tratti attualmente gratuiti (quelli gestiti appunto dal Cas). 

La dirigenza e la fascia unica
Questi due temi dovranno quindi avere una procedura più veloce. Ma il “collegato” contiene davvero di tutto. Come ad esempio la discussa norma che dovrebbe modificare la dirigenza regionale. Una norma già disconosciuta da chi, come il capogruppo Toto Cordaro, aveva presentato un proposta di riforma che sarebbe stata travolta nel corso dell’iter della manovra. La norma oggi prevede una sorta di “promozione” dalla terza alla seconda fascia dirigenziale di 450 burocrati, scelti secondo criteri previsti dal ddl e relativi all’esperienza a capo di uffici di grosse dimensioni. Una promozione che non si tradurrebbe in un guadagno economico, ma che restringerebbe a quei 450 sugli oltre 1.600 dirigenti, la scelta per i ruoli di capodipartimento (dirigente generale). E anche in questo caso, è già battaglia dentro e fuori dall’Ars. Secondo alcuni sindacati e anche deputati dell’Ars, la norma aprirebbe a nuove assunzioni nella già popolatissima Regione siciliana.
 

Le norme per i giornalisti 

Non mancano poi nemmeno le norme destinate ai giornalisti. Una in particolare punta a ricostituire una sorta di ufficio stampa. “Per il reclutamento di qualificati operatori dell'informazione professionale e della comunicazione istituzionale”, prevede la norma, il governo in carica “provvede mediante il ricorso a figure professionali iscritte all'ordine dei giornalisti sulla base dell'esame del curriculum vitae”. Niente concorso pubblico, quindi: una occhiata ai titoli, ed ecco l'assunzione “con contratto a tempo determinato secondo le norme regolamentari vigenti per gli uffici di diretta collaborazione del Presidente della Regione”. Intanto, finché dura il governatore, i giornalisti selezionati “intuitu personae” resterebbero in sella. Il costo? 350 mila euro solo nel 2017 e 650 mila euro a partire dal 2018. 

Università, Aran e Formazione 

Nel collegato, poi, ecco i finanziamenti ai Consorzi universitari e il riordino degli Ersu (gli enti regionali per il diritto allo studio) che si tradurrà nella riduzione a un unico ente in Sicilia. Prevista poi anche la soppressione dell’Aran Sicilia (l’ente che si occupa dei contratti dei regionali). Presente anche la norma che “obbligherebbe” gli enti di Formazione siciliana, in caso di nuove assunzioni, ad attingere dall’albo regionale degli addetti ai lavori. 

La spending review...al contrario 

Il testo poi presenta anche strane norme. In qualche caso di potrebbe parlare di spending review...al contrario. Ecco infatti la scomparsa di due “blocchi” che erano stati fissati in parte dal governo Lombardo, in parte dal governo Crocetta. Salterebbero infatti i limiti dei 50 mila euro per i presidenti dei cda e di 25 mila per i consiglieri delle società partecipate, cifre che dovevano subire un ulteriore taglio del 30 per cento. E invece, il nuovo testo prevede che quelle indennità saranno applicate “tenuto conto della diversa complessità organizzativa”. Tradotto: azienda grossa, grosso stipendio. E del resto, lo stesso articolo abbatte il famoso blocco delle assunzioni. Le società partecipate infatti potranno assumere “in deroga”, appunto, all'articolo previsto nella legge 11 del 2010 che prevede appunto il divieto di nuove assunzioni. Una norma che rischia di avere enormi effetti sotto elezioni: si potrà partire dai dipendenti presenti all'interno dell'albo degli ex lavoratori delle partecipate. E ancora, ecco il Fondo speciale per i lavoratori ex Asi (accompagnerà questi fino all’età pensionabile), i prepensionamenti per i lavoratori degli enti regionali, le norme per Forestali e Consorzi di bonifica. Un testo atteso e controverso, quello che scandirà i lavori dell’Assemblea regionale nelle prossime settimane. L’inizio della discussione è prevista per il 9 maggio. E sarà l’avvio, quasi certamente, di una nuova “guerra” a Sala d’Ercole.

Fonte: livesicilia.it







TUTTI I PROVVEDIMENTI RIMASTI FUORI DALLA FINANZIARIA. DAGLI ERSU ALL'AMIANTO, IN BALIA DELL'ARS SENZA GUIDA


di Miriam Di Peri
Politica – Nel ddl stralcio sono contenuti i finanziamenti su cui la maggioranza, in frantumi, non ha trovato l'accordo. «Siamo in mare aperto - sussurrano alcuni deputati -, ognuno fa quello che riterrà opportuno, non c’è nessun comandante a guidare la nave». L’unico punto condiviso sarebbe la liquidazione di Riscossione Sicilia

Dal diritto allo studio ai consorzi di bonifica, fino ai forestali, Riscossione Sicilia, Irsap, trasporto pubblico, ufficio stampa della Regione. Dentro il cosiddetto ddl stralcio alla finanziaria, che inizierà il suo percorso a Sala d’Ercole a partire dal prossimo martedì 9 maggio, trovano spazio gli innumerevoli argomenti rispetto ai quali la maggioranza in frantumi in quest’ultimo scorcio di legislatura non è riuscita finora a trovare un accordo

Ma ad essere ottimisti non sono in molti, tra i corridoi di palazzo dei Normanni. «Siamo in mare aperto - sussurrano gli inquilini di sala d’Ercole -, ognuno può fare quello che riterrà opportuno, non c’è nessun comandante a guidare la nave». Insomma, l’esame del testo collegato alla Finanziaria potrebbe riservare non poche sorprese in Aula. L’unica certezza che sembra trapelare dalle parti della commissione Bilancio sembra legata alla liquidazione di Riscossione Sicilia, «pur garantendo - assicura il presidente della Commissione, Vincenzo Vinciullo - la salvaguardia dei posti di lavoro».

Tra le norme inserite nel disegno di legge, la creazione di un Ersu unico per accedere ai contributi statali. Una norma che lascia perplessi in molti all’interno del mondo accademico siciliano, ma che sembrerebbe indispensabile per ricevere circa 12 milioni di euro di finanziamenti ministeriali. Anche se, come già assicurato dall’assessore all’Istruzione Bruno Marziano, è evidente che al di là dell’istituzione di un unico ente per il diritto allo studio, saranno immaginate delle sedi distaccate in prossimità dei quattro poli universitari siciliani.

Stanziate anche le risorse per i consorzi di bonifica, insieme a cinque milioni di euro inseriti per saldare gli stipendi arretrati del 2016 e nel solo caso del consorzio di Siracusa, anche per il 2015. Confermato il fondo da 650mila euro per la selezione di giornalisti iscritti all’ordine da inserire nell’ufficio stampa della Regione, mentre 300mila euro sono destinati al fondo per la comunicazione per gestire il sito dell’amministrazione regionale. Duecentomila euro sono invece destinati all’Istituto Zooprofilattico per l’istituzione della Biobanca del Mediterraneo. Arrivano finalmente i contributi ai Comuni per lo smaltimento dell’amianto, per i quali è autorizzata la spesa di due milioni di euro dalle risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2014-2020.

Stessa somma, dallo stesso fondo, anche per il sostegno alle imprese «danneggiate - si legge nel ddl - dalla presenza di cantieri per la realizzazione di opere ed infrastrutture pubbliche, destinato al finanziamento di forme di sostegno o di defiscalizzazione in favore delle suddette imprese». Tolte le voci di spesa più grandi, dal trasporto pubblico fino a Riscossione, la manovra dovrebbe sbloccare almeno 15 milioni di euro di contributi minori. Fermo restando che in Aula si riesca a trovare un accordo. Punto, questo, su cui nessuno ad oggi tra i banchi di sala d’Ercole scommetterebbe un centesimo.
04 Maggio 2017

Fonte: meridionews.it






03 maggio 2017

STIPENDI FORESTALI. A TUTT'OGGI È IMPOSSIBILE SBLOCCARE LE PROCEDURE INFORMATICHE FINO ALLA PUBBLICAZIONE DELLA NUOVA FINANZIARIA. COMUNICATO STAMPA DELLE OO.SS.

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FLAI CGIL Siracusa




COMUNICATO SINDACALE

In data odierna si è svolto l'incontro presso la sede della Presidenza della Regione, Palazzo d'Orleans. Erano presenti il Direttore del Dipartimento Bilancio dott. Bologna e il dott. Giuseppe Caudo dell'Ufficio di Gabinetto del Presidente Crocetta e le Segreterie regionali di Fai, Flai e Uila, che hanno richiesto la convocazione con massima urgenza, per discutere e affrontare la questione del mancato pagamento delle mensilità relative al 2016 dei lavoratori forestali.
Le OO.SS. hanno ribadito al Presidente lo stato di grave disagio di circa 7 mila lavoratori che aspettano inutilmente da circa 5 mesi gli stipendi del mese di dicembre e parte di novembre, nonostante gli uffici del Dipartimento Sviluppo Rurale e del Bilancio avessero assicurato, nel corso degli innumerevoli incontri avuti dal mese di febbraio a seguire, di predisporre in tempi brevi tutti gli adempimenti per i relativi pagamenti.
Purtroppo soltanto negli ultimissimi giorni di Aprile sono stati inseriti gli ordinativi di pagamento al SIC e giorno 28 aprile il dott. Bologna, ha comunicato che dal 30 aprile le procedure sarebbero state bloccate fino alla pubblicazione del redigendo Bilancio regionale, rendendo di fatto inutile il tardivo tentativo di predisporre i pagamenti.
Tutto ciò premesso le scriventi Segreterie Regionali, chiedono al Signor Presidente un intervento autorevole per accelerare la tempistica dei pagamenti delle spettanze arretrate, ed al contempo, esigono una verifica per accertare le motivazioni e le responsabilità che hanno determinato questo ingiustificabile ritardo che ha messo in ginocchio migliaia di lavoratori.
Il dott. Bologna ha dichiarato che a tutt'oggi è impossibile sbloccare le procedure informatiche fino alla pubblicazione della nuova Finanziaria che dovrebbe avvenire venerdì 12 c.m. e il Presidente della Regione Rosario Crocetta ha preso l'impegno che da quella data darà priorità allo sblocco e al pagamento delle spettanze e che vigilerà sulle future scadenze.