13 aprile 2015

VERDE PUBBLICO, GASBARRO: “IL SERVIZIO NON PUÒ ESSERE AFFIDATO AI FORESTALI”


Verde pubblico, Gasbarro: “Il servizio non può essere affidato ai forestali”


gasbarro teresa


Sul bando per la gestione e la cura del verde pubblico, l’assessore Teresa Gasbarro interviene con la seguente nota.
Avrei voluto evitare di intervenire con la procedura ancora aperta e a pochi giorni dalla celebrazione della gara, prevista per il 15 aprile, ma sul bando per la manutenzione del verde pubblico vengono riferite alcune imprecisioni che rischiano di essere strumentalizzate e di alimentare una polemica basata su presupposti sbagliati.
Mi riferisco, in particolare alla possibilità che il servizio possa essere svolto dai forestali, facendo ritenere che tutto si limiti alla semplice cura delle piante, alla scerbatura e alla pulizia delle aree verdi, mentre si tratta di un’attività più complessa.
Altra imprecisione riguarda i costi: la base d’asta della gara è di 1 milione 708mila euro l’anno, che per i 7 anni della durata del servizio ammonta a 11 milioni 956mila euro: non si comprende davvero come, affidando la competenza all’Agenzia delle foreste demaniali, si possa realizzare un risparmio di “quasi 29 milioni di euro”.
Nel dettaglio, la legge 15 maggio 2013 assegna al Corpo forestale la possibilità di eseguire interventi sul verde pubblico in convenzione con gli enti locali, ma la norma prevede per l’applicazione della stessa, la necessità di attendere l’adozione da parte dell’assessorato regionale competente delle disposizioni attuative per regolare le modalità con le quali il Corpo forestale può stipulare convenzioni con gli enti locali. La Regione ha approvato una legge, ma non ha ancora approntato la convenzione-tipo.
Non è neppure vero che l’esecuzione degli interventi sarebbe a titolo gratuito. Laddove i comuni hanno stipulato delle convenzioni, ciò è avvenuto per singoli interventi a pagamento e non per realizzare il costante e duraturo servizio di manutenzione del verde pubblico. Per quanto attiene alla parte economica, a differenza di quanto sostenuto da qualcuno nei giorni scorsi, le convenzioni devono essere finanziate dall’Ente che le richiede. Allo stato non esistono collaborazioni di gestione del verde pubblico fra comuni della provincia di Siracusa e Agenzia delle foreste demaniali se non per specifiche aree su apposito progetto.
A Siracusa l’appalto prevede una serie di attività che completano e integrano la fruizione del verde pubblico. Tali attività sono: compiti tecnici di catalogazione e di implementazione su una piattaforma GIS; repertorio fotografico di tutte le piante e di tutte le aree; apertura e chiusura dei parchi; modesti lavori edili; manutenzione, riparazione e ammodernamento degli impianti di irrigazione; cartellonistica; reperibilità dell’intervento; controllo funzionale di attrezzature e presidi presenti nelle aree verdi (giochi, panchine, cestini, viottoli, recinzioni ecc…); eventuali innaffiamenti di soccorso; fornitura di tutti i materiali necessari (terra vegetale, tutori, piante ecc…); elaborazione di progetti esecutivi per interventi straordinari; aggiornamenti informatizzati di ogni variazione del patrimonio verde.
É chiaro che l’appalto in corso mira ad una elevata qualità del servizio imponendo dettagliati standard di sicurezza, efficienza e sostenibilità degli interventi. Le varie imprese, inoltre, presenteranno delle offerte con le proposte migliorative che riguardano in sintesi i seguenti aspetti: miglioramenti del servizio e servizi aggiuntivi non previsti; organizzazione e reperibilità nella gestione; abbattimento dell’inquinamento atmosferico; strategie per la gestione degli sfalci.
È evidente che il servizio in appalto per la sua complessità e per la velocità di intervento mal si presta a una gestione in convenzione con l’Agenzia delle foreste demaniali, che prevede tempi abbastanza lunghi per l’elaborazione del procedimento.
Non escludiamo in futuro attività in convenzione con l’Agenzia ma mirate alla realizzazione di specifici progetti su nuove aree verdi o su aree degradate della periferia urbana destinate a servizi che presentano ogni estate pericoli igienico–sanitari e pericoli di incendio.

02 Aprile 2015
 Siracusa live








SIRACUSA. BANDO VERDE PUBBLICO, PRO E CONTRO L’AFFIDAMENTO AI FORESTALI


Bando verde pubblico, pro e contro l’affidamento ai forestali


​SIRACUSA – Fronti contrapposti sull’appalto del servizio di manutenzione del verde pubblico. C’è chi, come il deputato regionale, Vinciullo, sostiene che il Comune potrebbe risparmiare denaro pubblico e rifarsi alla legge del 15 maggio 2013 che assegna al Corpo forestale la possibilità di eseguire interventi sul verde pubblico in convenzione con gli enti locali. Di contro l’assessore comunale competente, Teresa Gasbarro, chiarisce i termini della vicenda, difendendo il bando. “La norma – scrive l’assessore – prevede per l’applicazione della stessa, la necessità di attendere l’adozione da parte dell’assessorato regionale competente delle disposizioni attuative cui la Regione non ha ancora ottemperato. Non è neppure vero che l’esecuzione degli interventi sarebbe a titolo gratuito. Laddove i comuni hanno stipulato delle convenzioni, ciò è avvenuto per singoli interventi a pagamento e non per realizzare il costante e duraturo servizio di manutenzione del verde pubblico”. A ciò l’assessore Gasbarro aggiunge le caratteristiche proprie del servizio che “per la sua complessità e per la velocità di intervento – conclude – mal si presta a una gestione in convenzione con l’Agenzia delle foreste demaniali, che prevede tempi abbastanza lunghi per l’elaborazione del procedimento”.

02 Aprile 2015
RETEREGIONE Siracusa – Quotidiano di Siracusa e Provincia Web News in tempo reale Ultime Notizie di Cronaca Politica Sport Spettacolo Cultura Economia Sociale Terzo Settore










VERDE PUBBLICO DI SIRACUSA SI AFFIDI LA GESTIONE ALLA FORESTALE. INTERVENTO DELL’ON. VINCIULLO


Verde pubblico di Siracusa si affidi la gestione alla Forestale. Intervento dell’On. Vinciullo


Vinciullo-Enzo-Primo-Piano-SIRACUSA- Il Comune di Siracusa ha predisposto un Bando, diviso in cinque lotti, per la gestione del verde pubblico della città di Siracusa. Lo comunica l’On. Vincenzo Vinciullo, Vice Presidente Vicario della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS.
L’importo totale dei 5 lotti ammonta a 6.832.040 euro e il Bando scade il 15 aprile 2015 alle ore 12:00.
Il Bando, ha proseguito l’On. Vinciullo, non tiene assolutamente conto delle indicazioni della Finanziaria regionale, che chiedono di risparmiare e di affidare il servizio alla Forestale, che ha specifiche competenze nel settore.
In altre realtà, dove gli Enti locali si sono rivolti alla Forestale, si è avuto un risparmio intorno al 60%, di conseguenza questo servizio anziché essere affidato ad oltre 6milioni e 800mila euro potrà essere reso a 2milioni e 700mila euro, con un risparmio per i cittadini di Siracusa di oltre 4 milioni di euro l’anno, che per 7 anni fanno la bellezza di quasi 29 milioni di euro.
Io capisco che il Comune di Siracusa nuota nell’oro, avendo ampiamente e vergognosamente messo le mani nelle tasche dei siracusani, e pensa, adesso, di poter sperperare il denaro dei cittadini, ma, ha continuato l’On. Vinciullo, credo che questa gara sia, come altre, veramente insopportabile, non solo a sentirne parlare, ma soprattutto a vederla pubblicata.
Ricordo al Sindaco che la Città è in ginocchio, che i poveri sono sempre in aumento, che i ragazzi e le ragazze diversamente abili non hanno assistenza, che gli anziani sono abbandonati a se stessi, che le donne vittime di violenza non hanno alcun aiuto e che i soggetti fragili sono sempre più soli, pertanto chiedo al Sindaco di operare nell’interesse della città, revocando il Bando e destinando alle fasce sociali più deboli le somme non spese.
Nel caso in cui ciò non avvenisse, ha concluso l’On. Vinciullo, sia chiaro che sottoporrò la gara agli Organi competenti per la valutazione del caso, mentre, dal punto di vista politico, non potrò non continuare a invocare le dimissioni di un Sindaco che per i prossimi sette anni condannerà la città di Siracusa, e i futuri amministratori, al pagamento di un balzello insopportabile, in un momento così drammatico come quello che stiamo vivendo.

02 Aprile 2015
 La Gazzetta Siracusana








VINITALY 2015CRESCE LA QUALITA’ DEI VINI SICILIANI L’ASSESSORE NINO CALECA: IL VINO SICILIANO AMBASCIATORE NEL MONDO È MODELLO DA SEGUIRE PERGLI ALTRI SETTORI DELLA PRODUZIONE AGROALIMENTARE SICILIANA



Ricevo e pubblico
dalla Dott.ssa Maria Giambruno
Relazioni esterne e comunicazione
Assessore Regionale Agricoltura





VINITALY 2015
CRESCE LA QUALITA’ DEI VINI SICILIANI

L’ASSESSORE NINO CALECA:

“IL VINO SICILIANO AMBASCIATORE NEL MONDO È MODELLO DA SEGUIRE PER
GLI ALTRI SETTORI DELLA PRODUZIONE AGROALIMENTARE SICILIANA”















FORESTALI, IL SIFUS AVVERTE: "PRONTI AI BLOCCHI STRADALI"



Regione
 

Forestali, il Sifus avverte:
"Pronti ai blocchi stradali"



http://m.catania.livesicilia.it/wp-content/uploads/2014/06/sifus-368x320.jpg


La nota del sindacato: "Se il governo Crocetta non dovesse rivedere la sua posizione sullo smantellamento del comparto forestale, il mese di aprile sarà caratterizzato dai blocchi stradali in tutta la Sicilia". (Nella foto d'archivio una manifestazione di lavoratori forestali)

PALERMO - "Se il governo Crocetta non dovesse rivedere la sua posizione sullo smantellamento del comparto forestale, il mese di aprile sarà caratterizzato dai blocchi stradali in tutta la Sicilia che in maniera autonoma e spontanea organizzeranno i forestali. Il Sifus starà al loro fianco". Lo scrive in una nota il segretario del Sindacato forestali uniti per la stabilizzazione, Maurizio Grosso.
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06 Aprile 2015
http://livesicilia.it/2015/04/06/forestali-il-sindacato-sifus-avverte-pronti-ai-blocchi-stradali_613334/









PALAZZOLO ACREIDE, LAVORO FORESTALE: I SINDACATI CHIEDONO STABILITÀ E CONTINUITÀ LAVORATIVA



Palazzolo Acreide, Lavoro forestale: i sindacati chiedono stabilità e continuità lavorativa


Palazzolo Acreide, Lavoro forestale: i sindacati chiedono stabilità e continuità lavorativa
"Al Governo e alla Politica chiediamo di compiere la scelta prioritaria della lotta contro il degrado e il dissesto idrogeologico, diversamente verrà assestato il colpo di grazia all’ambiente e al territorio della Sicilia. Facciano loro il nostro progetto per tutelare ambiente, territorio e lavoro forestale."
Lo hanno ribadito ieri sera, nella sala Verde del comune di Palazzolo, i segretari generali regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Fabrizio Colonna, Salvatore Tripi e Gaetano Pensabene. Davanti ad oltre duecento lavoratori, presenti i segretari provinciali Giuseppe Linzitto, Vera Uccello e Gianni Garfì, il sindacato unitario ha riproposto le linee guida per un riordino del settore. Fai, Flai e Uila, che hanno ringraziato il sindaco di Palazzolo, Carlo Scibetta, presente all’incontro, hanno condiviso con i lavoratori le proposte avanzate.
Si guarda, innanzitutto, a una nuova politica forestale alimentata da un Governo che miri alla tutela del territorio e dell’ambiente, all’acquisizione di nuove superfici, alla riforma dell’amministrazione forestale, agli investimenti produttivi per mettere a reddito il bosco.
"I forestali vogliono lavoro e ancora lavoro – hanno ribadito Linzitto, Uccello e Garfì – La crisi del settore è dovuta anche all’improvvisazione politica di questi anni; le linee guida del sindacato, invece, guardano al miglioramento complessivo cancellando le vecchie logiche, gli sprechi, la mala gestione finanziaria e la scarsa considerazione degli stessi lavoratori. Le centinaia di famiglie coinvolte in questa provincia – hanno aggiunto i segretari provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – esigono risposte. Proprio per questo, come sindacato, abbiamo proposto un piano ben preciso che renda decoroso il loro lavoro riordinando il settore. Chiediamo stabilità e continuità lavorativa, graduatorie uniche distrettuali, applicazione del turn-over, automatico rispetto dei contratti."
Il prossimo 10 aprile, a Palermo, prima iniziativa di lotta regionale unitaria. I lavoratori siracusani saranno presenti per sostenere le richiesta avanzate dal sindacato siciliano.

31 Marzo 2015
 







MIMMO MILAZZO SEGRETARIO REGIONALE DELLA CISL: I LAVORATORI FORESTALI NON SONO DEI ‘PARASSITI’ COME SPESSO SONO STATI IDENTIFICATI, SONO PRODUTTIVI E INDISPENSABILI PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO




Si è svolto questa mattina al San Paolo Palace Hotel l'incontro convocato da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. Presente l'assessore all'Agricoltura Nino Caleca

 l'assessore Nino Caleca in prima fila
 L’Assessore Nino Caleca in prima fila


Nuove politiche che mettano la Sicilia al sicuro dai rischi di dissesto idrogeologico, la stesura di un piano per finanziare le attività sul territorio tutt’ora assente e, soprattutto, l’impiego produttivo di circa 27 mila operatori, tra forestali e addetti del settore della pesca e dell’agroalimentare. Queste le richieste messe sulla ‘brace’ per le riforme dei settori e degli enti agricoli della Regione nel corso di un incontro convocato da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil al San Paolo Palace Hotel a Palermo, questa mattina. Presente in prima fila anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca.
“I lavoratori forestali non sono dei ‘parassiti’ come spesso sono stati identificati – dice Mimmo Milazzo segretario regionale della Cisl – sono produttivi e indispensabili per lo sviluppo del territorio. Bisogna uscire dall’impostazione di mero assistenzialismo data dal governo Crocetta a cui oggi chiediamo di compiere la scelta prioritaria della lotta contro il degrado e il dissesto idrogeologico, diversamente verrà assestato il colpo di grazia all’ambiente e al territorio della Sicilia”.
Lavoratori e sindacati mettono sul fuoco anche “i continui tentativi di eliminare, oltre ai boschi, anche il lavoro forestale come attestano le ultime finanziarie, figlie di una cultura che mira a spacciare le emergenze per sprechi. Siamo stanchi di assistere a vecchie logiche di potere – prosegue Milazzo – agli interventi improvvisati della burocrazia che frena il cambiamento, agli sprechi, al lavoro mortificato, a finanziarie che azzerano l’antincendio, impediscono il rinnovo dei contratti di lavoro, tagliano le già insufficienti risorse finanziarie. Per uscire dalla crisi bisogna mettere al centro il lavoro”.
“Il territorio siciliano è in una condizione di grandissimo degrado – dice Stefano Mantegazza, segretario nazionale Uila Uil – oggi sono presenti oltre mille delegati in rappresentanza dei 27 mila lavoratori per presentare al governo regionale proposte valide per far fronte alla tutela del territorio, alla valorizzazione dell’ambiente e alla difesa dei boschi. Chiediamo al governo delle risposte certe – dice – sulle risorse che servono per finanziare queste attività e per garantire alle persone la giusta retribuzione. Essendo a metà aprile e in assenza di un piano di organizzazione e del bilancio definitivo per lo stanziamento dei fondi la situazione è drammatica. È ormai necessario richiamare il governo regionale alle proprie responsabilità. Quella di oggi è una prima iniziativa che il sindacato mette in atto per discutere insiem. Se la situazione rimane identica è chiaro che faremo altre scelte”.
“È un problema di carattere generale – spiega Gaetano Pensabene segretario generale Uila Sicilia – non sono state rispettate le giornate per gli addetti alla meccanizzazione dell’Esa che hanno subito una decurtazione rispetto agli anni precedenti. Per i forestali si è riusciti un po’ a contenere. Il vero problema però è che non c’è uno sbocco di progettualità. Si propongono soltanto tagli ma non si discute delle nuove mission, invece di affrontare quelli che sono gli sprechi si vanno a colpire con un’operazione che abbiamo definito di macelleria sociale e ambientale i lavoratori e il territorio. Noi non facciamo solo un ragionamento sulle giornate ma sulle condizioni del territorio siciliano che ormai va verso un degrado irreversibile. Ma è chiaro – aggiunge – che non ci può essere una reale tutela dell’ambiente, una salvaguardia dell’attività boschiva se non c’è un lavoro di qualità. Questo governo ha la tendenza a destrutturare il lavoro agricolo nel suo complesso tant’è che sono penalizzati i forestali, i lavoratori dell’Esa, i consorzi di bonifica, l’Aras: quelli insomma che sono i capisaldi dell’economia agricola nella nostra regione. Vogliamo dire al governo, che finora pare abbia dormito, di svegliarsi e di assumere la scelta dell’atto forestale ambientale come contributo forte per lo sviluppo di quest’isola”.

10 Aprile 2015
EXTRA








A DISCORSI D'AUTORE SI È PARLATO DI PROBLEMATICHE INERENTI IL SETTORE LAVORATIVO DELLA FORESTALE SICILIANA; OSPITE L'OTI ANTONIO SENIA RAPPRESENTANTE DEL MAB DELLA PROVINCIA DI TRAPANI A CONDIVIDERE E DIVULGARE IL PROGETTO DEL MAB SICILIA



A Discorsi d'Autore si è parlato di problematiche inerenti il settore lavorativo della Forestale siciliana; ospite l'OTI ANTONIO SENIA rappresentante del MAB della Provincia di Trapani a condividere e divulgare il progetto del MAB Sicilia. 
Fonte www.mabsicilia.it











8 APRILE 2015. MANIFESTAZIONE MAB, ESITO DELL'INCONTRO CON IL PRESIDENTE CROCETTA



Ricevo e pubblico
dal Mab Sicilia


8 Aprile 2015. Manifestazione MAB
Esito dell'incontro con il Presidente Crocetta















SICILIA DEMOCRATICA E L’ASSESSORE CALECA: LAVORERANNO NEI PROSSIMI GIORNI ALLA RIFORMA DELLA FORESTALE, PUNTANDO A UNA MIGLIORE GESTIONE DEL PERSONALE PRECARIO ANTINCENDIO, DELL’ESA E DEI CONSORZI DI BONIFICA


Amministrative, Sicilia democratica presente in 10 città



Amministrative, Sicilia democratica presente in 10 città


Sicilia Democratica presenterà alle prossime amministrative una lista con il proprio simbolo a Marsala, Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Carini, Bronte, San Giovanni La Punta, Gela, Tremestieri Etneo, Agrigento e Licata.
La decisione è arrivata dopo la riunione, all’hotel “Il Gelso Bianco” di Catania, del direttivo regionale del partito – alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca, dell’europarlamentare Michela Giuffrida e del capogruppo all’Ars, Salvatore Lentini – per coordinare la prossima campagna elettorale dei comuni siciliani che, a breve, andranno al voto.
Un altro punto all’ordine del giorno è stata la norma, inserita nella Finanziaria regionale, che riguarda gli enti locali. Il gruppo parlamentare di Sicilia Democratica chiederà un confronto con tutte le forze politiche per il raggiungimento di un accordo bipartisan che non mortifichi i consigli comunali.
“Il nostro obiettivo – dice il capogruppo Salvatore Lentini – è di modificare la norma perché così com’è scritta, mette in discussione la democrazia e non garantisce la medesima partecipazione di tutti i cittadini”. Nel recepimento della legge nazionale, Sicilia Democratica chiederà anche che i consigli di circoscrizione non siano soppressi ma trasformati in municipalità.
Sicilia Democratica e l’assessore Caleca lavoreranno nei prossimi giorni alla riforma della Forestale, puntando a una migliore gestione del personale precario antincendio, dell’Esa e dei consorzi di bonifica “affinché sia riorganizzato e utilizzato in maniera più produttiva – continua Lentini – per la riqualificazione e salvaguardia del territorio, in particolare per mettere in sicurezza quelle aree dove c’è maggiore bisogno di manutenzione anticipando così eventuali problemi che si verificano durante la stagione estiva”.
Il direttivo ha poi rivolto un messaggio “di pronta guarigione all’amico Lino Leanza” confermando che “l’impegno del direttivo e di tutto partito non verrà meno durante la sua degenza”.

12 Aprile 2015
http://www.siciliainformazioni.com/152378/amministrative-sicilia-democratica-presente-10-citta


Anche il Blog augura una pronta guarigione al Segretario di Sicilia Democratica, Lino Leanza.
Nella prossima riforma si deve puntare ad un lavoro più duraturo.
Noi abbiamo un'idea:

http://forestaliantincendiosicilia.blogspot.it/








 

A19, MAXI FRANA IN SICILIA: IL VIADOTTO HIMERA CROLLERÀ, È UN DISASTRO. MIMMO MILAZZO CISL SICILIA: I DISASTRI VANNO PREVENUTI CON OPERE DI MESSA IN SICUREZZA E I LAVORATORI FORESTALI HANNO COMPETENZA E CAPACITA’ CHE NON POSSONO ESSERE IGNORATE. TRA L’ALTRO, L’IMPIEGO ATTIVO DEI FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO COSTEREBBE ALLE CASSE PUBBLICHE MENO DI QUANTO COSTA POI FAR FRONTE AI DISASTRI CHE IL DISSESTO GENERA



A19, Maxi frana in Sicilia: il viadotto Himera crollerà, è un disastro. Le incredibili FOTO
Il viadotto Himera è pericolante nel cuore della Sicilia, traffico paralizzato e polemiche: tutte le FOTO






di  Peppe Caridi

La Sicilia è letteralmente paralizzata, da giorni, dopo che una frana gigantesca ha interessato il viadotto Himera dell’A19 Palermo-Catania, compromettendo la viabilità dell’isola. Alcune zone interne sono già da tempo letteralmente isolate, nella zona delle Madonie, per le frane provocate dal maltempo delle ultime settimane. Per evitare di percorrere il viadotto pericolante, il traffico viene deviato su vecchie strade interne falcidiate da frane, crolli e buche, peggio di 40 anni fa, nella Sicilia in cui ancora non esisteva l’autostrada.

Il viadotto Himera crollerà, o cedendo naturalmente o perché verrà abbattuto e poi ricostruito per un danno che non si può riparare in modo differente. Probabilmente passeranno anni per ripristinare la percorribilità dell’A19 Palermo-Catania.

A19 franaLe proposte per una soluzione molto difficile 
Un commissario straordinario con ampi poteri di progettazione e realizzazione degli interventi stradali e autostradali. L’impiego “attivo” dei forestali sul fronte della prevenzione e del dissesto idrogeologico. Il ricorso alla “cooperazione assistita” Stato-Regione in tema di fondi Ue per infrastrutture di trasporto e collegamento. E una corsia preferenziale all’Ars per il varo della riforma degli enti di area vasta “perche’ tra le competenze di liberi consorzi e citta’ metropolitane, rientra proprio la materia dei collegamenti stradali secondari”. Sono le proposte della Cisl Sicilia a seguito della frana e del cedimento di un pilone del viadotto Himera, nell’autostrada Palermo-Catania. “Un crollo che pesa come un’ipoteca sul presente e sul futuro dei siciliani – lamenta Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia – anche alla luce della situazione disastrata della viabilita’ nell’Isola e dell’arretratezza dei collegamenti ferroviari tra l’est e l’ovest della regione”. E’ la drammaticita’ della situazione, sostiene in una nota la Cisl, che impone “l’intervento coordinato Stato-Regione e anche la nomina di un commissario straordinario quale garanzia di massima celerita’ degli interventi. Il neo ministro Del Rio non perda tempo”, esorta la Cisl.
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Ma al di la’ dell’emergenza e dell’eccezionalita’ della situazione, e’ necessario, sostiene Milazzo, un “intervento a tutto tondo nella gestione del territorio regionale”. I disastri, infatti, vanno prevenuti con opere di messa in sicurezza e “i lavoratori forestali hanno competenza e capacita’ che non possono essere ignorate”. Tra l’altro, “l’impiego attivo dei forestali nella prevenzione del dissesto idrogeologico costerebbe alle casse pubbliche meno di quanto costa poi far fronte ai disastri che il dissesto genera”. La Cisl denuncia, inoltre, “l’inammissibile esclusione dell’autostrada Catania-Ragusa dal piano nazionale delle infrastrutture strategiche e sollecita il governo regionale a intervenire su quello nazionale affinche’ l’opera sia realizzata e il territorio del sud-est della Sicilia non subisca questa penalizzazione”. E fa sapere che assieme alla federazione cislina degli edili (Filca), all’inizio della settimana chiedera’ al governatore Crocetta e all’assessore regionale delle Infrastrutture Giovanni Pizzo, un “incontro urgente sulla vicenda del viadotto, per fare chiarezza sui tempi e le modalita’ degli interventi”.
Il governo: “Anas e Regione dovevano intervenire prima”


A19 franaLa verita’ va detta tutta: quel versante franato che ha distrutto il viadotto dell’autostrada Palermo-Catania poteva essere messo in sicurezza, e Anas e Regione potevano e dovevano intervenire gia’ dieci anni fa e nessuno lo ha fatto. Nemmeno a noi e’ mai arrivata la segnalazione del rischio“. A dirlo e’ Erasmo D’Angelis, Coordinatore della Struttura di missione di Palazzo Chigi, #italiasicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, sulla vicenda del cedimento del pilone della autostrada siciliana A19 a causa di una frana. “Ma quella frana – prosegue D’Angelis – non e’ un indizio, e’ la prova non solo della mancanza di monitoraggi, cure e manutenzioni ordinarie del nostro territorio piu’ fragile nelle Regioni piu’ a rischio, ma anche di sciatteria, disorganizzazione, disattenzioni, abusi, scarsissimo interesse anche nel dibattito pubblico al gravissimo problema del dissesto idrogeologico”. “C’e’ solo da vergognarsi – sostiene D’Angelis – per il mancato utilizzo di fondi per mettere in sicurezza frane e citta’. Altro che tesoretto, noi siamo arrivati a scovare il doppio anzi il triplo della cifra scoprendo e recuperando risorse inviate dallo Stato e non spese, soprattutto al Sud, per contrastare il dissesto e costruire depuratori: sono oltre 5 miliardi negli ultimi 15 anni, che facciamo spendere solo oggi. Questa e’ l’Italia da cancellare”.

Le foto da Repubblica.it, Protezione Civile Regione Sicilia e social network:


A 19 03





 12 Aprile 2015
Meteo Web









ASSEMBLEA DEL SETTORE AGRICOLO E FORESTALE AGRICOLTORI, FORESTALI E CONSORZI TUTTI CONTRO LA FINANZIARIA


Assemblea del Settore Agricolo e Forestale


Agricoltori, forestali e consorzi
Tutti contro la Finanziaria



flai tripi


Un primo segnale da parte del governo regionale deve venire dalla revisione di quella parte della Finanziaria che prevede tagli sul lavoro forestale- sotto forma di blocco del turn over, prepensionamenti che diventano sussidi, tagli all’antincendio – il disimpegno, progressivo dai consorzi di bonifica e, ancora, nessun finanziamento per l’associazione degli allevatori (Aras) e la zootecnia. Deve poi partire un piano di riordino di tutti questi comparti mirato a rilanciarne la produttività e a valorizzare il lavoro.
E’ un coro contro la Finanziaria regionale quello che si solleva quando il documento sta per muovere i primi passi in aula. Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil siciliane hanno oggi tenuto un’affollata assemblea, con oltre mille delegati e dirigenti sindacali, per lanciare le loro idee- progetto per riorganizzare la forestazione, il sistema di bonifica e irrigazione dei campi, il servizio di meccanizzazione affidato all’Esa e quelli rivolti alla zootecnia svolti dall’Aras e dall’ Istituto zootecnico.
I sindacati chiedono di essere ascoltati dal Governo “altrimenti- ha detto il segretario regionale della Flai, Salvatore Tripi, nella relazione che ha aperto l’assemblea- la mobilitazione sarà inevitabile. Il governo- ha aggiunto il sindacalista- ha impostato la sua azione su una logica di tagli indiscriminati e di mortificazione del lavoro. Noi chiediamo un’ inversione di tendenza per ridare al settore agro alimentare e ambientale quel ruolo che gli è naturale di pilastro della vocazione produttiva della nostra regione”.
Le parole d’ordine dei sindacati, declinate poi in una serie di proposte dettagliate illustrare in un documento già fatto avere al governo, sono riassetto e investimenti per rilanciare funzione e produttività dei settori in questione. Per quanto riguarda la forestale Flai, Fai e Uila propongono di “ricondurre tutto il lavoro sotto un’unica amministrazione- ha detto Tripi – di costruire la filiera bosco- legno- energia, di prevedere forme di autofinanziamento attraverso la cura e la manutenzione del verde pubblico”.
Ma soprattutto “di attuare un programma di prevenzione e lotta contro il dissesto idrogeologico, con un sistema di sinergia con l’Esa e i Consorzi di bonifica”. “Come i forestali non sono responsabili della cattiva organizzazione del comparto- ha detto Tripi- i lavoratori dei consorzi di bonifica non lo sono dei 100 milioni di debiti accumulati da queste strutture, dei quali sarebbe opportuno individuare e colpire le responsabilità”.
Rispetto ai Consorzi i sindacati chiedono un riordino normativo e la sistemazione degli assetti occupazionali attraverso stabilizzazioni e coperture delle piante organiche. Dell’ Esa, invece, sostengono, “va ridisegnata la mission con un impegno privilegiato in sinergia con altri enti per la messa in sicurezza del territorio”. Flai, Fai e Uila propongono inoltre la creazione di un polo zootecnico regionale che metta insieme l’Aras, l’ Istituto zootecnico e l’Istituto di incremento ippico. “In Sicilia- ha detto Tripi- cinque anni di commissariamento dell’Aras hanno condotto allo stremo l’associazione , che adesso deve essere restituita agli allevatori, ma anche opportunamente finanziata”.
Davanti a un migliaio di delegati e dirigenti sindacali Tripi ha sottolineato: “Il significato dell’iniziativa di oggi è di un primo appuntamento di lotta. Le nostre proposte sono già state consegnate al governo che non ha più alibi e la nostra speranza – ha concluso- è che basti la forza delle idee a farglielo comprendere, altrimenti dovremo andare alla mobilitazione”. A concludere l’assemblea, presieduta dal segretario della Cisl Sicilia Mimmo Milazzo, l’intervento di Stefano Mantegazza, segretario nazionale Uila.

10 Aprile 2015
http://palermo.blogsicilia.it/agricoltori-forestali-e-consorzi-tutti-contro-la-finanziaria/293214/










FORESTALI IN MARCIA A PALERMO, IL PRESIDENTE LEOLUCA ORLANDO: “LAVORATORI DA CONSIDERARE UNA RISORSA PER LA DIFESA DEL TERRITORIO”



Forestali in marcia a Palermo, il Presidente Leoluca Orlando: “Lavoratori da considerare una risorsa per la difesa del territorio”


“Riteniamo che, nonostante il particolare momento che sta attraversando la Regione Siciliana da un punto di vista economico e finanziario, sia fondamentale che Regione, comuni ed enti locali, riflettano sul ruolo dei lavoratori forestali affinché la finanziaria regionale non si limiti a concepire questi lavoratori solamente come un costo ma anche e soprattutto come un’effettiva risorsa rispetto alle tante azioni necessarie in difesa del territorio, per la sicurezza delle strade e per la prevenzione del rischio idro-geologico”.
Lo ha detto Leoluca Orlando, presidente dell’AnciSicilia, riferendosi ai lavoratori forestali che, questa mattina, hanno protestato per i tagli al settore e per il mancato rispetto delle giornate lavorative assegnate dalla legge e non portate a termine.

08 Aprile 2015
 










FORESTALI: FIGUCCIA: CROCETTA RIVEDA I CONTENUTI DELLA FINANZIARIA


Forestali: Figuccia: Crocetta riveda i contenuti della finanziaria




figuccia megafono mab
di COLAPISCI
“Apparentemente rassicurante l’incontro avuto con presidente della Regione che ha dichiarato la sua preoccupazione rispetto ai contenuti della finanziaria. Il governatore ha rappresentato il timore che qualcuno abbia potuto travisare le sue idee ed esternazioni rispetto al comparto degli operai forestali addetti al servizio antincendio boschivo”. Cosi’ il commento di Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all’Ars e coordinatore in provincia di Palermo degli azzurri a margine dell’incontro con il Governatore Crocetta e centinaia di lavoratori forestali che manifestavano questo pomeriggio, davanti Palazzo d’Orleans, sede del Governo regionale.
“Al di la’ delle cause che hanno potuto portare alla definizione dei contorni della finanziaria – dice Figuccia – auspichiamo che si possa davvero, come dichiarato dal presidente della Regione nell’ambito della riunione tenuta questo pomeriggio, che si possano effettivamente rivedere i contenuti sin qui esposti in finanziaria con particolare riferimento al blocco del turnover, al taglio del 20 per cento del personale, all’obbligatorieta’ dei prepensionamenti e allo smantellamento del servizio antincendio”.
“Voglio davvero sperare – aggiunge il parlamentare di Forza Italia – che per i nostri boschi e le nostre riserve si possa aprire una fase nuova legata alla produttivita’ ed alla valorizzazione delle nostre aree nonche’ delle risorse umane impegnate nel servizio antincendio e nel settore della forestazione in genere”.

 08 Aprile 2015
 SiciliaOnPress









BILANCIO. FIGUCCIA (FI): CALECA GARANTISCE SU RISORSE, MA FORESTALI, ESA, CONSORZI BONIFICA E ARES SONO ANCORA A RISCHIO



BILANCIO. FIGUCCIA (FI): CALECA GARANTISCE SU RISORSE, MA FORESTALI, ESA, CONSORZI BONIFICA E ARES SONO ANCORA A RISCHIO



“Le rassicurazioni dell’assessore regionale all’agricoltura Caleca ai forestali, ai lavoratori dell’Esa, dei consorzi di bonifica e dell’Ares sul fatto che non saranno sottratte risorse e giornate lavorative ad un comparto fondamentale per la nostra economia non mi rasserenano affatto. Comprensibile che i sindacati rimangano in stato d’agitazione, consapevoli di quanto l’esecutivo siciliano sia beffardo. Siamo alle solite, da Palazzo d’Orleans giungono sempre le stesse chiacchiere, ricche di contraddizioni, senza nessuna vera presa di posizione chiara nei confronti del settore. Rimarco pertanto le mie forti preoccupazioni su temi fondamentali quali il blocco del turn-over, la riduzione del 20% del personale, i prepensionamenti. Se il governo non affronterà subito questi nodi, nelle prossime settimane potranno verificarsi blocchi autostradali da parte dei lavoratori, eventi ai quali non escludo la mia partecipazione”, lo dichiara l’on. Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all’Ars e coordinatore azzurro per la provincia di Palermo.

11 Aprile 2015
 SiciliaLive24.it








FORESTALI, VENTURINO: "STOP A PRECARIATO E VIA ALLA STABILIZZAZIONE"




REGIONE

Forestali, Venturino: "Stop a precariato e via alla stabilizzazione"


"In Commissione - ha concluso il vice presidente vicario dell'Ars - proporrò di procedere allo stralcio dei tagli previsti nel disegno di legge di stabilità", ha detto il vice presidente vicario dell'Ars


forestali, legge di stabilità, regione, Antonio Venturino, Sicilia, Regione e Lavoro, Sicilia e Lavoro


PALERMO. Restituire la dignità ai forestali attraverso la loro stabilizzazione occupandoli in modo produttivo. Del futuro dei 24mila forestali in Sicilia si è parlato nella Biblioteca del Comune di Menfi, nel corso del convegno «Tecnologie per stabilizzare i forestali, dalla terra spunti per risolvere la crisi siciliana», organizzato dall'Università UniCusano (polo didattico di Castelvetrano - Selinunte), in collaborazione con il Sifus (sindacato forestali uniti per la stabilizzazione)/Confael e Unimpresa.
«L'attuale emendamento inserito nel disegno di legge 912 di iniziativa governativa nell'ambito della legge di stabilità del 2015 non prevede alcuna stabilizzazione per i lavoratori ma il mantenimento del precariato con tagli del 20-30 per cento sui livelli occupazionali - ha spiegato il vice presidente vicario dell'Ars Antonio Venturino -. Il provvedimento che riguarda il comparto va stralciato dalla discussione della legge stabilità. No ai tagli lineari che riducono le giornate di lavoro, bisogna agire con una seria riforma attraverso una legge organica. Vanno salvaguardati i livelli occupazionali e i forestali devono lavorare non con misure assistenziali, ma in modo produttivo, va studiato un programma di stabilizzazione nell'arco di 3-5 anni». «Va dato merito al Sifus di aver raccolto ventiquattro mila firme - ha aggiunto Venturino - in Assemblea regionale c'è una proposta di legge di iniziativa popolare dalla quale bisogna partire proponendo eventuali emendamenti a scopo migliorativo».
«In Commissione - ha concluso il vice presidente vicario dell'Ars - proporrò di procedere allo stralcio dei tagli previsti nel disegno di legge di stabilità 2015 presentato dall'assessore all'Economia Baccei, di proseguire al momento lasciando lo status quo in modo da avere il tempo di mettere su una riforma chiara e definitiva attraverso un tavolo tecnico che vada a verificare tutti i numeri del settore».

31 Marzo 2015
http://gds.it/2015/03/31/forestali-venturino-stop-a-precariato-e-via-alla-stabilizzazione_335310/










FORESTALI, NUOVA PIATTAFORMA UNITARIA DI RIFORMA DEL SETTORE



Forestali, nuova piattaforma unitaria di riforma del settore

Tripi, Di Paola, Mannino e Marino: “Oltre la cabina di regia per la razionalizzazione degli interventi di settore, noi chiediamo la riorganizzazione dell’Antincendio con l’ampliamento delle competenze perchè sia possibile rendere più sicuro il nostro territorio, l’automatica applicazione del turn-over”

 

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“A scanso di equivoci, vogliamo ricordare che in Sicilia appena mille  lavoratori dell’Antincendio e dell’Azienda Foreste hanno contratti a tempo indeterminato, mentre sono 10 mila gli operai con diritto a 78 giornate annue, altrettanti quelli con 101 giornate e poco più di 4 mila ne effettuano 151. A scanso di equivoci, vogliamo sottolineare che i Forestali costituiscono a Catania e in Sicilia un’enorme risorsa per la gestione, la manutenzione e la tutela dei boschi e delle aree protette, del verde pubblico, del demanio, dei consorzi autostradali, delle strade provinciali, dei siti archeologici, dei parchi urbani e suburbani”.
Lo hanno dichiarato i segretari generali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil Catania Pietro Di Paola, Alfio Mannino e Nino Marino che oggi allo “Sheraton” insieme con il segretario regionale Flai-Cgil Salvatore Tripi hanno presentato la nuova piattaforma unitaria di riforma del settore forestale nel corso dell’Attivo dei Delegati Sindacali di categoria, anche in preparazione della grande manifestazione in programma per il 10 aprile al “San Paolo Palace” di Palermo. Alla riunione sono stati invitati gli assessori regionali all’Agricoltura e al Lavoro, i sindaci, i parlamentari catanesi e  i direttori dell’Azienda Forestale. Sono intervenuti i deputati regionali Concetta Raia, Valeria Sudano e Nino D’Asero.
Entrando nel dettaglio della piattaforma unitaria, Salvatore Tripi, Pietro Di Paola, Alfio Mannino e Nino Marino hanno spiegato: “Oltre la cabina di regia per la razionalizzazione degli interventi di settore, noi chiediamo la riorganizzazione dell’Antincendio con l’ampliamento delle competenze perchè sia possibile rendere più sicuro il nostro territorio, l’automatica applicazione del turn-over per il migliore impiego del patrimonio umano e professionale costituito dai forestali, la scelta di prepensionamenti veri e fondati sul rispetto dei lavoratori, l’applicazione rigorosa dei contratti e l’immediata stipula dell’integrativo regionale, la destinazione di adeguati investimenti per la tutela del sistema agro-forestale e ambientale”.

30 Marzo 2015
Resapubblica








L'ASSESSORE REGIONALE DELL'AGRICOLTRA NINO CALECA IMPEGNA LA COMMISSIONE POLITICHE AGRICOLE AD AFFRONTARE LE TEMATICHE IMU



Ricevo e pubblico
dalla Dott.ssa Maria Giambruno
Relazioni esterne e comunicazione
Assessore Regionale Agricoltura







L'ASSESSORE REGIONALE DELL'AGRICOLTRA NINO CALECA
IMPEGNA LA COMMISSIONE POLITICHE AGRICOLE
AD AFFRONTARE LE TEMATICHE IMU
NELLA SEDUTA DEL 14 aprile


L'Assessore Nino Caleca:
Un passaggio importante per sostenere le ragioni
degli agricoltori siciliani”
  

LA PESCA E' STRUTTURA PORTANTE DELL'ECONOMIA SICILIANA. L'ASSESSORE NINO CALECA DICHIARA: “LEGITTIME LE PREOCCUPAZIONI DEI PESCATORI SICILIANI. E CONVOCA GLI STATI GENERALI DELLA PESCA”



Ricevo e pubblico
dalla Dott.ssa Maria Giambruno
Relazioni esterne e comunicazione
Assessore Regionale Agricoltura





LA PESCA E' STRUTTURA PORTANTE DELL'ECONOMIA SICILIANA

L'Assessore Nino Caleca dichiara:

Legittime le preoccupazioni dei pescatori siciliani.
E convoca gli STATI GENERALI DELLA PESCA”















A FUOCO CASOLARE UTILIZZATO DAGLI OPERAI DELLA FORESTALE DURANTE IL PERIODO ESTIVO, MA È ANCHE UN DEPOSITO DI MATERIALE ED ATTREZZATURE


A fuoco casolare di proprietà della Regione


A fuoco casolare di proprietà della Regione


Un incendio scoppiato nel tardo pomeriggio di ieri ha gravemente danneggiato una struttura di proprietà della regione Siciliana all’interno dell’area attrezzata della Diga Jato a Partinico. Il casolare viene utilizzata dagli operai della forestale durante il periodo estivo, ma è anche un deposito di materiale ed attrezzature. Restano da capire le cause del rogo che intorno alle 18 di questo pomeriggio ha distrutto gravemente una parte del tetto, ma anche il materiale custodito al suo all’interno. Casualità o bravata? Su queste due ipotesi stanno infatti lavorando al momento gli investigatori. L’area attrezzata era ancora popolata quando le fiamme si sono sprigionate. Pare infatti che qualche istante prima che si sviluppasse l’incendio, alcuni testimoni avrebbero visto una decina di ragazzi attorno alla struttura.
Spaventati dall’improvviso incendio alla struttura, un gruppo di amici, che stava trascorrendo il loro pomeriggio di pasquetta all’interno dell’area attrezzata, ha subito lanciato l’allarme. Ad intervenire prontamente per domare le fiamme i Vigili del Fuoco del locale distaccamento con ben due mezzi antincendio ed i Carabinieri della Compagnia di Partinico. Sul posto anche il Corpo Forestale dello Stato che gestisce la struttura.


Ideazionenews









VIA LA FORESTALE, L’EUROPA NON CE LO CHIEDE. INDEBOLIREBBE FORTEMENTE LA LOTTA AGLI INCENDI BOSCHIVI. SIGNIFICHEREBBE RINUNCIARE ALL’UNICO PRESIDIO DELLO STATO SUL TERRITORIO IN MOLTE AREE IMPERVIE DEL PAESE


Via la Forestale, l’Europa non ce lo chiede





Far fuori il Corpo Forestale dello Stato, che alla fine della fiera sarebbe l’unico risultato certo dell’ ‘accorpamento’ del CFS ad altra Polizia proposto dal Governo Renzi, vorrebbe dire rinunciare al controllo professionale e a costo zero dei ventitré Parchi Nazionali, e alla gestione di centotrenta aree protette; e indebolirebbe fortemente la lotta agli incendi boschivi, all’inquinamento, al traffico illecito di rifiuti, all’abusivismo edilizio, all’agromafia e all’agropirateria. Significherebbe rinunciare all’unico presidio dello Stato sul territorio in molte aree impervie del Paese. Anziché costituire un risparmio, si tradurrebbe in un costo per il ricollocamento degli 8.000 uomini del CFS in un altro Corpo. E non costituirebbe nemmeno un’attuazione di quello che, come sempre si invoca impropriamente in casi come questo, ‘ci chiede l’Europa’.
Comprensibile quindi tanto il coro di no alla soppressione, del quale Futuro Europa ha già dato notizia, quanto la valanga di emendamenti bipartisan destinati all’Aula del Senato, dove il ddl del Governo è in discussione: firmati da Ap, M5S, Fi, Ln, Gal, Sel, gruppo Misto e Pd. Mentre, visti i fronti aperti, e se accorpamenti si vogliono fare, non si capisce perché non si sia pensato di irrobustire il presidio dello Stato su ambiente e territorio creando, come proposto da più parti, un Corpo Nazionale di Tutela Ambientale: formato dal Corpo Forestale dello Stato insieme a quelli regionali di Sicilia, Sardegna, Friuli e Val d’Aosta e quelli delle province di Trento e Bolzano, oltreché alle Polizie Provinciali.
L’accorpamento della Forestale, inviso al Paese, è diventato da subito buono giusto per un tweet: sui social, dove l’informazione non è sempre affidabile sono fiorite le bufale, come quella dei ’10.400 Forestali in Calabria’. Ma non sono 8.000 in tutta Italia? Facile: chi l’ha scritto deve aver messo nel conto gli ‘operai forestali’, stagionali, che Forestali non sono. E contandoli in chissà quale stagione. O l’improprio confronto numerico col Canada, dove il problema sulle foreste è monitorare la fauna, e non contrastare metro per metro l’epidemia di piromani e inquinatori che c’è da noi. Per non parlare della bufala ‘Gnomi e Fate’, una ‘indagine’ della Forestale che in realtà non esiste, come non esiste un ‘fascicolo’ ma solo una ‘cartella’ dove una serie di segnalazioni, data l’esistenza di folli e le follie varie anche ai danni dell’ambiente, è stata doverosamente raccolta. Insomma, è dove l’informazione non è reale che un fronte anti-Forestale ha tentato, proprio nei giorni di lavori in Senato, di farsi spazio. Peraltro rimbeccato dai cinguettii di chi la Forestale la apprezza e la vuole. Il punto è che bisogna fare riferimento con numeri e dati certi al Paese reale, alle sue risorse particolari e straordinarie da tutelare, ai rischi che queste corrono e alle irriuniciabili competenze di tutela su di esse del Corpo Forestale, per comprendere come l’ ‘accorpamento’ appaia come una operazione impraticabile, e ragionare se proporlo o no. Insomma, un semplice ragionamento di geografia, fisica, politica ed economica. L’Italia, a differenza di quasi tutti i Paesi europei, possiede un ambiente naturale ricchissimo: abbiamo più specie, faunistiche e vegetali, di qualsiasi altro Paese del Vecchio Continente. Per i ricercatori europei e non solo, siamo la ‘banca della biodiversità’, ovvero un autentico e irriproducibile tesoro non solo per la vita ma anche per l’industria, da quella agroalimentare a quella chimica e farmaceutica. Ma questo tesoro è distribuito su un territorio complesso e accidentato, che solo per questo richiede tanto una polizia che lo tuteli in via esclusiva quanto la sua presenza puntuale ovunque: quello che fino ad oggi la Forestale è riuscita a garantire con 8.000 uomini in organico, in pratica solo uno per ciascuno degli 8.047 Comuni del Paese. Si può far fuori la Forestale?
E’ una grande ricchezza del ‘saper fare’ italiano, quella che per prima nasce e si esprime sul territorio, il settore agroalimentare. L’Italia, su questo settore ci sta puntando con decisione crescente almeno dal 2000, e tutti i ministri dell’Agricoltura succedutisi negli ultimi quindici anni si sono spesi con grande impegno, nel Paese, in Europa e nel mondo, per far crescere questo settore che è la punta di diamante del Made in Italy: l’unico che sta reagendo alla crisi con numeri ‘veri’ in termini di fatturato e posti di lavoro. Ma quella sulla tutela dell’agroalimentare italiano è una vera e propria guerra, contro interessi internazionali giganteschi e mafie di tutti i generi: una guerra che l’Italia più di ogni altro Paese al mondo è costretta a combattere, sia per la ricchezza di prodotti di qualità che per l’alta incidenza criminale rispetto a quasi tutti i Paesi del mondo; una guerra nella quale il Corpo Forestale dello Stato è specializzato e impegnato con successo e costituisce oggi una certezza sulla quale Ministri e Governi hanno potuto contare da sempre. Si può farla fuori, la Forestale?
Gli incendi: una piaga italiana. Che nasce da interessi, ma anche da tradizioni obsolete, follie individuali ed errori umani. La questione non è solo spegnerli, gli incendi: la questione è anche prevenirli, controllando aree e comportamenti e se necessario indagando, con la dedizione esclusiva che questo comporta. Cosa che fa la Forestale. Si può farla fuori?
Abusivismo edilizio, cave abusive, inquinamento, traffico rifiuti: facile, facilissimo occultare comportamenti illeciti come questi tra le pieghe di un territorio complesso come quello italiano. Necessario, necessarissimo controllarlo, il territorio, metro per metro. E indagare. Come fa la Forestale; ed ha fatto, con successo, nella Terra dei Fuochi… farla fuori è la risposta che vogliamo dare, come Paese, anche a questo grande risultato della Forestale?
Ultima nota, ma non meno dolorosa: se a gestirli non fosse più la Forestale, a chi sarebbero affidati Parchi e aree protette? E, di grazia, con quale spesa a fronte del costo zero della gestione della Forestale?
Ma questo ‘accorpamento’, poi, cosa dovrebbe essere? Stando alle risposte dei Ministri in audizione, in pratica non si sa. Quindi rischia di essere nient’altro che un trasferimento di uomini e mezzi ad un altro Corpo di Polizia, peraltro facilmente immaginabile data la carenza di organico proprio della Polizia di Stato. Un cambio di casacche, insomma: casacche che costerebbero, però, 12 – 13 milioni di euro. Più adeguamento della colorazione dei mezzi e della flotta aerea, più corsi di formazione: uguale 25 milioni di spesa. Ma questo sarebbe il costo minore: quello maggiore si esprimerebbe in termini di confusione di competenze. Esempio: in un Comune come ce ne sono tantissimi, dove oggi esiste un presidio dei Carabinieri ed uno della Forestale, i primi oggi si occupano di ordine pubblico ed i secondi si dedicano esclusivamente al territorio e all’ambiente. Se la Forestale venisse accorpata alla Polizia, le sue competenze in quei Comuni sarebbero invece sull’ordine pubblico, in sovrapposizione ai Carabinieri e lasciando invece scoperto il fronte ambientale. Con effetti prevedibili: tra una rapina ed un incendio, lo stesso Comando su cosa sarebbe portato ad intervenire con priorità? Non rischieremmo di avere un proliferare di coincidenze tra rapine ed incendi? E vogliamo far fuori la Forestale?
Se ‘accorpare’ la Forestale ad altro Corpo di Polizia, come prevede l’articolo 7 del ddl 1577, non produrrebbe risparmi ma costi per il Paese, che cosa spiegherebbe, allora, questa iniziativa? Il mero ridurre le Forze di Polizia da cinque a quattro, un taglia-e-incolla per dare un contentino all’Europa e buono per un tweet, ma poco spendibile in termini di credibilità. E dunque alla fin fine sarebbe proprio come tagliare, tanto per farlo, un dito su cinque: e con gli stessi effetti sulla efficienza della mano che protegge l’Italia, il suo paesaggio e la sua gente.
©Futuro Europa®
 
12 Aprile 2015
 Futuro Europa










RITORNA IL BLOG DEI LAVORATORI FORESTALI E DEGLI AIB



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Era stato un attacco alla libertà e ai diritti dei lavoratori, fortunatamente però Google ha riconosciuto che da parte mia non è stata commessa nessuna violazione, adesso ritorniamo con lo stesso stile di qualche settimana fà.
Ringrazio i lavoratori forestali (centinania e centinaia), erano disponibili ad autotassarsi per aprire un'altro spazio web. Addirittura giravano sms a mia insaputa che colleghi volevano raccogliere dei fondi e intraprendere le vie legali, che dire? SONO ONORATO E ORGOGLIOSO DI AVERE TANTISSIMI AMICI!
Un grazie anche all'Associazione Mab Sicilia e alle Segreterie Sindacali (Confederali e Autonomi).

A più tardi, ho tantissime cose da pubblicare, teniamo duri e andiamo avanti.